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Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

Un articolo da tenermi stretto per il futuro, come un blocco appunti, che potrà tornare utile anche ad altri, insomma la solita storia. Ho avuto tra le mani uno Xiaomi Mi Pad 3, gran bel tablet che potrebbe facilmente prendere il posto del mio iPad Mini in futuro (chissà), ma che per una questione evidentemente legata alla sua gioventù, non propone un firmware Global, riducendosi così a un originale Xiaomi con solo la lingua inglese e cinese a bordo. Per ottenere l’italiano, non c’è altra alternativa che passare dal sostituire il firmware a bordo, un’operazione delicata ma che provo a documentarti tutta nel dettaglio, per evitarti di impazzire e trovare il da fare “a pezzi”, saltando di community in community.

Xiaomi Mi Pad 3: cambiare il firmware per ottenere la lingua italiana

Prima di partire, la solita raccomandazione, fondamentale per casi come questi dove si deve lavorare “a cuore aperto“:

ATTENZIONE: Prima di partire, il solito consiglio: occhio sempre a quello che tocchi e che rimuovi, effettua dei backup del tuo sistema per sicurezza, così potrai agilmente tornare indietro in caso di problemi. Io ti ho avvisato, non puoi dopo venire qui disperato a dire che è tutta colpa mia (che poi in realtà puoi, ma questo non cambierà le cose, e io non sarò certo lì per poterti consolare e aiutare!).

Se sei già esperto di modding Android e vuoi saltare tutta la parte relativa alla spiegazione dettagliata –con immagini– per l’installazione della nuova ROM, vai direttamente al paragrafo “L’angolo dello Sburone“, lì ti riepilogo tutti i passaggi da fare per installare la custom ROM europea su Mi Pad 3.

Xiaomi Mi Pad 3

Partiamo dal principio: Xiaomi Mi Pad 3 è un buon tablet per un uso quotidiano da ufficio o divano. Caratteristiche non eccellenti ma un carattere forte, con qualche pecca nella scelta stilistica (vedi il posizionamento delle casse stereo giusto dove solitamente mettiamo la mano per impugnare questo tipo di oggetti) ma con delle belle risorse a disposizione (buono il processore, la RAM e la batteria).

Avere il firmware con la lingua italiana non è obbligatorio, ma torna parecchio comodo per chi preferisce l’idioma nostrano. Fortunatamente, a tal proposito, la community di Miui.it fa un gran bel lavoro, e a noi tocca solo portarlo sul dispositivo.

Attrezzi del mestiere

Per portare a termine l’intero processo, io ho utilizzato un PC Windows 10 Pro x64, ma va bene anche una macchina con Windows 7. Se fai parte di quel gruppo che non vuole saperne nulla di perdere tempo, ho creato una cartella condivisa sul mio spazio MEGA dove ho caricato tutti i file utilizzati nell’articolo: mega.nz/#F!QEdkBRoJ

Cosa ti serve per partire:

Xiaomi Mi Pad 3: cambiare il firmware per ottenere la lingua italiana 1

Non manca altro. Il cavo USB-C lo hai già nella scatola del dispositivo, tu dovrai solo accenderlo e collegarlo al PC per permettere l’installazione dei driver e cominciare a mettere le mani nel cofano. Nel caso in cui qualcosa vada storto e i driver non si installino correttamente, puoi scaricare e installare l’utility ufficiale di Xiaomi per flashare il firmware (la trovi qui).

Si parte con Fastboot

Spegni il tablet (se lo avevi lasciato acceso) e riaccendilo in modalità Fastboot. Per farlo, dovrai tenere premuto contemporaneamente il tasto volume – e il tasto di accensione, fino ad arrivare a questa schermata:

Xiaomi Mi Pad 3: cambiare il firmware per ottenere la lingua italiana 3

A questo punto apri un prompt dei comandi come Amministratore, spostati nella cartella di installazione del Minimal ADB and Fastboot Tool (C:\Program Files (x86)\Minimal ADB and Fastboot) e lancia un fastboot devices per verificare che il tuo dispositivo venga riconosciuto correttamente. Puoi anche verificare che il bootloader di Mi Pad 3 sia nativamente sbloccato lanciando un fastboot getvar all (la risposta dovrebbe essere ):

Ora ti tocca di andare a scompattare il file d’archivio con la ROM Developer cinese originale che dovresti aver già scaricato. Una volta terminata l’opera, dovresti notare una cartella images contenente diversi file, tra cui boot.img, cache.img o ancora recovery.img. Trovata? Molto bene. Torna sul prompt dei comandi e lancia questa serie di comandi, attendendo sempre che ti venga data una conferma a video:

  • fastboot flash system C:\images\system.img
  • fastboot flash boot C:\images\boot.img
  • fastboot flash recovery C:\images\recovery.img
  • fastboot flash cache C:\images\cache.img
  • fastboot flash userdata C:\images\userdata.img

Al posto di C:\images, inserisci la posizione esatta delle immagini scompattate! Nel mio caso, erano tutte in una cartella temporanea (C:\temp\eccetera), dai un’occhiata alle mie schermate catturate durante il processo per capire meglio cosa intendo:

Al termine spegni il Mi Pad 3, quindi avvialo nuovamente in modalità Fastboot. A questo punto potrai fare un wipe completo (fastboot -w) e infine caricare l’immagine custom di Recovery che hai precedentemente scaricato, la TWRP (fastboot flash recovery C:\images\twrp.img). Occhio, anche in questo caso, il comando di flash della recovery deve puntare a un file esistente, nel mio caso in cartella temporanea (guarda lo screenshot di seguito) e rinominato più semplicemente in twrp.img:

TWRP, installazione nuova ROM

Non hai più bisogno di Fastboot, ormai hai terminato quello che dovevi fare. Puoi quindi spegnere il dispositivo e riaccenderlo mandandolo in Recovery. Per farlo, dovrai tenere premuto contemporaneamente il tasto volume + e il tasto di accensione, togliendo poi il dito da quello di accensione quando sarà comparsa la schermata iniziale di avvio tablet (quella con il logo Mi in centro). Salvo problemi, ti ritroverai davanti alla schermata principale di TWRP (dovrai far scorrere la barra inferiore per accedere al menu principale, nda).

Carica nel frattempo la ROM europea nella chiavetta USB OTG di cui ti ho parlato prima. Ti interessa spostare solo quel file ZIP, non scompattarlo. Fatto questo, da TWRP dovrai prima lanciare una pulizia della partizione di Cache e Dalvik, seleziona quindi la voce Wipe (dal menu principale) e scorri la barra inferiore per lanciare il comando:

Ora si passa al caricamento della ROM europea. Torna quindi al menu principale di TWRP, spostati in Install, inserisci la chiavetta USB con a bordo il file ZIP del nuovo sistema e quindi scegli il diverso Storage all’interno del quale leggere i dati (USB OTG), fai quindi clic su Ok. Dovresti ora riuscire a vedere il file ZIP precedentemente caricato, selezionalo e fai clic su Install Image, quindi effettua il solito Swipe nella schermata successiva per procedere (se ci sono i segni di spunta sulle due opzioni “Zip signature verification” e “Reboot after installation to complete“, toglili), al termine lancia nuovamente il Wipe di Dalvik e Cache:

Riavvia ora Mi Pad 3 manualmente.

Prima configurazione

Attendi che parta il nuovo sistema con la MIUI ancora calda :-), quindi configura il tuo account di Google e anche quello di Xiaomi. Fai tutto ciò che devi fare ma al termine dei passaggi iniziali, spegni il tablet, c’è ancora un ultimo step da fare. Avvia ora il tablet in modalità Recovery (ti ho già detto come fare, dai un’occhiata qualche riga più sopra) e in TWRP spostati in WipeAdvanced Wipe → seleziona la voce Data → fai clic su Repair or Change File System → scegli infine Resize File System.

Avvia ora il tuo tablet ancora una volta, sei pronto a utilizzarlo, completamente in italiano :-)

L’angolo dello Sburone

Che è quell’angolo dedicato a chi non sopporta le immagini, quello che parla solo in codice binario e conosce esattamente dove mettere le mani. In pratica ti ripeto i passaggi spiegati nel dettaglio sopra, senza troppi fronzoli.

  • Scarica la ROM ufficiale cinese per Developer da update.miui.com/updates/v1/fullromdownload.php?d=cappu&b=X&r=cn&n=
  • Scompatta il file scaricato e tieni da parte solo la cartella images.
  • Scarica la TWRP da eu.dl.twrp.me/mocha/twrp-3.1.1-0-mocha.img
  • Avvia il Mi Pad 3 in modalità Fastboot (tasto volume – e tasto accensione contemporaneamente) e verifica che sia connesso con il PC (fastboot devices), già che ci sei, assicurati che il bootloader sia sbloccato (fastboot getvar all).
  • Carica le immagini della ROM cinese:
    • fastboot flash system system.img
    • fastboot flash boot boot.img
    • fastboot flash recovery recovery.img
    • fastboot flash cache cache.img
    • fastboot flash userdata userdata.img
  • Riavvia il dispositivo (fastboot reboot) e torna in modalità Fastboot.
  • Fai Wipe completo con fastboot -w
  • Carica la TWRP di Recovery con fastboot flash recovery twrp.img
  • Scarica la ROM europea per Mi Pad 3 da androidfilehost.com/?fid=889764386195928251 e copiala su memoria USB OTG, senza scompattarla.
  • Riavvia il tablet in Recovery (tasto volume + e tasto accensione contemporaneamente, poi solo tasto volume + quando compare il logo Mi al centro del display) e fai Wipe di Dalvik e Cache.
  • Installa la ROM di Xiaomi.eu selezionando come storage la chiave USB OTG.
  • Rifai Wipe di Dalvik e Cache.
  • Avvia normalmente Mi Pad 3, effettua la prima configurazione e NON installare alcunché. Riavvia il dispositivo in modalità Recovery (si rientra in TWRP).
  • Naviga nel menu WipeAdvanced Wipe → seleziona la voce Data → fai clic su Repair or Change File System → scegli Resize File System.
  • Riavvia Mi Pad 3.

Xiaomi Mi Pad 3: cambiare il firmware per ottenere la lingua italiana 24

Benvenuto a bordo :-)

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Xiaomi Mi Band 2

Gioxx  —  26/09/2016 — 2 Comments

Dopo circa un anno di servizio del mio Fitbit Charge HR (qui la sua recensione), ho scelto di avventurarmi nelle lontane terre cinesi (si fa per dire) scegliendo di acquistare e provare lo Xiaomi Mi Band 2, fratello maggiore di una prima fortunata versione -tra l’altro- ancora disponibile e abbastanza diffusa. Non c’è ancora un buon mercato facilmente accessibile per il Mi Band 2, in Italia si trova a prezzi medio-alti, si può acquistare all’estero (in Cina, appunto) e farselo spedire, a mezzo posta ordinaria oppure scegliendo un corriere, occhio però allo sdoganamento. Ti racconto la mia esperienza.

Xiaomi Mi Band 2 2

Prima di entrare nel dettaglio di cosa mi è piaciuto e cosa no sul Mi Band 2, vorrei dedicare un piccolo spazio a un pensiero. Ancora una volta faccio riferimento alla chat di gruppo dove, con qualche amico, si parla sempre del più, del meno, della tecnologia e di qualsiasi altro argomento abbia senso discutere. Estraggo un pezzo di Marco che –seppur riferito ad altro– si adatta benissimo alla situazione (Marco, vale quanto detto a Luca l’ultima volta, poi te lo restituisco ;-)):

Una volta, quando le cose funzionavano bene, la concorrenza si faceva sul prezzo al ribasso. Offrire qualità simile o uguale a minor costo. Adesso ci vogliono convincere che il posizionamento di prezzo è la qualità del prodotto e buona parte delle persone ci crede…

Perché lo riporto qui? Perché credo che spesso ci si dimentichi che a fare del prodotto un buon prodotto, sia la qualità complessiva della realizzazione e la soddisfazione finale del cliente. Non la marca, non il prezzo. Spesso, troppo spesso, quest’ultimo viene fatto lievitare per dare la falsa impressione che per ottenere la “vera qualità” bisogna pagare, un po’ a occhi chiusi, qualsiasi cifra. Forse capirai tu stesso il confronto diretto tra qualche riga.

Mi Band 2

Un 2 che sta a significare evoluzione, imparare dagli errori, ascoltare i feedback degli utenti che nel frattempo hai saputo far innamorare del prodotto, ormai sempre più in crescita. La mia personale esperienza non è partita poi benissimo.

Occhio alle spese!

Ho voluto provare a effettuare l’acquisto all’estero, non lo facevo da qualche tempo ormai, sono passato per GeekBuying, che si è comportata benissimo. L’errore è stato mio perché volevo velocizzare i tempi (le consegne dal mercato asiatico a noi, tramite posta ordinaria, avvengono in circa 40 giorni lavorativi, un’eternità), e ho quindi scelto di affidare la consegna a DHL, che ovviamente ha dovuto sdoganare il pacco all’aeroporto di Orio al Serio, caricando sul mio groppone ulteriori 21€ tra tasse e balzelli. Insieme al costo del Mi Band 2 ho raggiunto i quasi 50€ richiesti da Amazon (con spedizione Prime in un giorno).

Unboxing e registrazione

Poco male, si paga ovviamente con la coda in mezzo alle gambe ma con la stessa voglia di un bambino pronto a scartare il pacco del suo regalo di Natale. Il sensore è parzialmente carico (31%), lo faccio alloggiare nel cinturino in gomma morbida nera che si trova nella piccola scatola che contiene tutto il necessario. Giusto il tempo di scaricare l’applicazione ufficiale sul mio smartphone Android, si parte.

Prima rogna da risolvere: la registrazione dell’account è obbligatoria (tutto nella normalità) ma non arriva nulla a destinazione, nessuna mail di conferma per chiudere il cerchio. Un paio di prove ancora, cambio addirittura indirizzo di posta elettronica nel form sostituendo il mio principale con un GMail, niente da fare. Fortunatamente c’è la possibilità di procedere dimostrando la propria identità tramite Facebook. Ostacolo superato (e se non avessi voluto utilizzare il Social Network?).

Da qui in poi il passo è breve. L’applicazione cercherà il sensore più vicino, accoppiamento, aggiornamento del firmware, tutto pronto per partire, le statistiche sono appena state resettate perché mi è stato associato ex-novo il prodotto.

Esperienza d’uso

È inevitabile il confronto. Arrivo dalla scuola Fitbit, più precisamente dal mio Charge HR, che ovviamente ho voluto mantenere sul polso durante il primo periodo di utilizzo di Mi Band 2, gironzolando allegramente con un doppio bracciale, che Angry Nerds levati proprio. Ho fatto qualche passeggiata, ho svolto la regolare attività lavorativa (maledettamente sedentaria), ho dormito continuando a indossare entrambi i prodotti, li ho voluti confrontare in maniera più che diretta.

Una volta passata la mezzanotte del primo giorno di convivenza è stato possibile fare un reale confronto diretto, ovviamente tenendo impostato ciascun bracciale sul braccio definito nell’applicazione (entrambi ti permettono di dichiarare se stai indossandoli sul dominante o no, così da regolarsi di conseguenza con i movimenti e i dovuti calcoli). Ciò che più mi ha colpito è stata la differenza tra i passi, immediatamente visibile. Se Mi Band 2 alle 7 del mattino mi diceva di non aver rilevato alcun passo fatto, Fitbit Charge HR ne segnava già 12. Aveva ragione il Mi Band 2, non mi ero alzato quella notte, solitamente lo faccio per andare a bere, ma non quella notte.

La stessa schermata, analizzata all’ora dell’aperitivo (circa) parlava chiaro:

Xiaomi Mi Band 2 1

2620 passi di differenza. Imbarazzante credo sia la parola più adatta. Chi ha ragione? Chi torto? Ammettendo che la verità stia sempre nel mezzo, posso considerare di aver camminato per un totale (circa) di 5000 passi? Perché questo divario pazzesco? Mi ero accorto che Fitbit Charge HR tendeva a esagerare (me ne ero lamentato nella sua recensione), ma non pensavo davvero così tanto, anche considerando un po’ di parsimonia da parte di Xiaomi e del suo Mi Band 2.

Dopo altre 72 ore di convivenza, decido di abbandonare Fitbit Charge HR e dedicarmi solo a Mi Band 2. Ti racconto quindi le impressioni sull’utilizzo, basandomi anche sulla curiosità di un amico che contemporaneamente ha acquistato una marca e un modello competitor (fascia economica cinese) con il quale si trova tutto sommato bene (ciao Matteo!), lamentando problemi nella sola durata della batteria.

La batteria

È quella che fino ad oggi non ha rivali. Il prodotto è meravigliosamente ottimizzato, lo scorso 6 settembre mi è stato consegnato al mattino con il 31% (come detto a inizio articolo), configurato, aggiornato perché l’applicazione ha trovato un nuovo firmware, utilizzato in maniera continuativa, giorno e notte. Il 12 settembre sono arrivato ad avere circa il 3% di carica residua alle 14:30. A quel punto ho ovviamente smontato il sensore e utilizzato il cavo proprietario che fa un po’ da culla andando a toccare i piedini di ricarica.

Xiaomi Mi Band 2 3 Battery

A tal proposito: la batteria ha necessitato di una ricarica durata poco più di due ore e mezza da porta USB del mio PC. Non so se questo è un giusto intervallo di tempo, non so ancora se collegando il cavo a un caricabatteria da muro posso ottenere risultati migliori. In ogni caso, la culla di ricarica è sicuramente migliore del cavo di ricarica proprietario di Fitbit, che invece si rovina facilmente dopo alcuni utilizzi, allentando un attimo la presa con lo smartband, ma che riesce a caricare Fitbit molto più rapidamente (anche da porta PC). La batteria di Mi Band 2 ha una capacità di 70mAh, non viene invece specificato il valore sul sito o sul manuale di Fitbit Charge HR.

Xiaomi Mi Band 2 15

Mi pare che la promessa di Xiaomi, pubblicata anche sul loro sito, venga in effetti mantenuta (si parla di una durata di batteria pari a 20 giorni, che in realtà potrebbero venir superati considerando l’immagine che ti ho mostrato qui sopra).

È comodo?

Si, abbastanza. Secondo me il cinturino è un pelo troppo debole, ricordo ancora bene il SONY SWR10 che ho usato per molto tempo, a clip simile a quella proposta da Xiaomi, ma doppia e non singola. Fitbit Charge HR è davvero difficile da togliere, per esempio, poiché volutamente realizzato come un classico cinturino da orologio.

Mi Band 2, indossato sul polso dominante per il primo periodo di test, mi si è slacciato facendomi quasi perdere il sensore due o tre volte. Immaginare la stessa scena dentro l’acqua di una piscina o in un altro scenario genera ansia. Sia messo a verbale che questa cosa nn mi è più capitata da quando ho cambiato polso rendendo Mi Band 2 il principale, passato quindi al polso non dominante.

Esteticamente Mi Band 2 non può passare inosservato, non è omogeneo come l’alternativa Fitbit, è più spesso anche se più stretto. Di buono c’è che il cinturino lo si può cambiare, scegliendone magari uno di terza parte con migliore chiusura, più colorato, più adatto al proprio stile di vita o spirito. Il prodotto sta tutto nel sensore, non certo in un pezzo di gomma intercambiabile (Fitbit Charge HR va cambiato per qualsiasi problema al cinturino, te lo ricordi?).

E l’applicazione?

Secondo me parecchio migliorabile. Non le manca nulla per ciò che riguarda le misurazioni, ma un tocco estetico più simile a quello di Fitbit non farebbe affatto male, non c’è una vera logicità e una possibilità di approccio più semplice. L’applicazione va studiata, ci si deve perdere un attimo di tempo, una volta abituati non si noterà più nulla (o quasi), io continuo ancora a preferire quella di Fitbit nonostante la versione Android sia indietro rispetto a quella iOS (negli ultimi tempi utilizzavo quella per sincronizzare le mie statistiche, la preferivo già per la possibilità di verificare l’avanzamento di sincronizzazione).

A proposito di sincronizzazione. Sono molto, molto colpito. La velocità delle notifiche è fantastica, così come lo scambio dati di giornata che andrà a registrare gli avanzamenti nell’app ufficiale, nel proprio account ma soprattutto (volendo) su Google Fit, così da tenere traccia proprio di tutto e rendere possibile la consultazione via PC. Mai avuta una velocità così con Fitbit, ho sempre lamentato una latenza insopportabile tra smartphone (Android) e bracciale, talvolta arrivando a secondi interminabili che rendevano completamente inutile l’avviso di chiamata, unico tipo di notifica disponibile su Charge HR.

Qui l’unico problema delle notifiche app deriva dal limite massimo di 5 configurabili oltre quelle già previste dall’applicazione ufficiale e dal firmware del prodotto, che andranno a mostrarsi su Mi Band 2 con la stessa identica icona “App” (questo il testo contenuto proprio in quella icona, che comparirà in contemporanea con la vibrazione dello smartband), potenzialmente inutile dato che non è possibile fare distinzione tra le applicazioni che vogliono richiamare la tua attenzione (ergo: less is better, meno applicazioni si configurano per la notifica “App”, meglio è, il non plus ultra sarebbe averne solo una).

Cosa manca?

Impossibile non confrontare ancora una volta i due prodotti che ho avuto modo di mettere più alla prova.

Sveglie

Contrariamente al Fitbit Charge HR, Mi Band 2 non permette di visualizzare le eventuali sveglie configurate da applicazione, è una voce completamente mancante all’appello di quelle visualizzabili tramite smart-band. Se con la sveglia a singolo giorno tutto sommato può andare giù (bisogna solo ricordarsi di andarla a programmare sullo smartphone), con quelle ripetitive la storia cambia. Ci si dimentica facilmente di averle inserite proprio perché ci si fa l’abitudine.

Se ci si prende qualche giorno libero, quasi sicuramente ci si dimenticherà di disattivare il risveglio con vibrazione. Te ne accorgerai però solo al mattino successivo, quando Mi Band 2 ti farà aprire gli occhi e ti ricorderai (tardi) che in realtà non c’era alcun bisogno di alzarsi dal letto :-)

Può essere un buon suggerimento per gli sviluppatori di Xiaomi?

Tra date odierne e piani di scale

Forse più adatta alla voce riguardante le sveglie, quella sulla data trova spazio in questo minuscolo paragrafo perché in realtà riprende l’ultima frase del precedente, quella dove ti parlavo di suggerimenti agli sviluppatori.

Evidentemente non ero il solo a pensare che nel -seppur piccolo- monitor di Mi Band 2, ci sarebbe potuto essere quello spazio adatto alla data odierna, cosa molto comoda che ho imparato ad apprezzare su Fitbit e sulla quale ho fatto affidamento nel caso in cui si perda memoria del giorno preciso in cui ci si trova, costringendoti così a prendere lo smartphone o recuperare un calendario da scrivania. Neanche a farlo apposta, durante la stesura dell’articolo (in più puntate, nda) il Mi Band 2 ha ricevuto una nuova versione del firmware, la quale ha portato alcune novità, tra cui proprio la possibilità di modificare la visualizzazione del monitor includendo la data odierna, nella modalità giorno (esteso, scritto, in inglese), mese (anch’esso in inglese, ridotto, Sep per September per esempio), giorno (sembrerebbe a doppia cifra, ma potrò esserne sicuro solo tra una manciata di giorni a partire dalla pubblicazione di questo pezzo). Un gran bel lavoro ragazzi!

Xiaomi Mi Band 2 18

Per le scale invece, attualmente nulla da fare. Sul Mi Band 2 mancano i dati riguardo i piani di scale saliti. È una particolarità che avevo gradito su Fitbit Charge HR, dato che lavoro in una piccola palazzina da 2 piani (oltre il piano terra), e spesso faccio la trottola tra un piano e l’altro inseguendo utenti che lamentano problemi. A fine giornata davo un’occhiata a quanti piani avevo macinato, ovviamente anche loro contribuivano al resto delle statistiche raccolte e alle calorie bruciate, cosa che qui non risponde certo all’appello. Chissà, magari verrà integrata anche questa :-)

In conclusione

Ormai dovresti conoscermi. Non sono solito concludere un articolo con un voto, né tanto meno con una di quelle valutazioni che in un colpo solo ti fanno capire se devi correre sul tuo e-commerce preferito per spendere i tuoi soldi oppure no. Credo di averti messo a disposizione ogni informazione utile alla tua valutazione e sono comunque a disposizione per discutere ulteriormente del prodotto nell’area commenti, nel caso non avessi detto proprio tutto o tu voglia conoscere un particolare dettaglio di Mi Band 2.

Nel frattempo ho già acquisto un secondo cavo di ricarica (così lo posso tenere in ufficio e lasciare quello originale a casa) che probabilmente non è attualmente disponibile su Amazon (in questo caso, ti consiglio di prendere direttamente il pacchetto da due, c’è una bassissima differenza di prezzo tra i due).

Xiaomi Mi Band 2 19

Fai clic sull’immagine per ingrandire.

Non mi resta che ringraziarti per essere arrivato fino a qui, sperando che questo pezzo ti sia piaciuto. Ci ho messo del tempo ma credo ne sia valsa la pena (almeno lo spero). Quello che trovi qui a fianco è il QR code che corrisponde al mio utente Mi Band 2, aggiungimi se ti va :-)

Cheers.

immagine featured: Digital Trends

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi le mie opinioni. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: acquistato da GeekBuying, sdoganato (rimettendoci circa 20€ oltre il costo del prodotto e del trasporto), arrivato qui grazie a DHL.
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