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Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

Oggi voglio proporti un articolo già scritto, rivisto e pubblicato su IF Magazine (piattaforma di BNP Paribas Cardif), con la quale collaboro. Quella che leggerai qui di seguito è la versione originale, quella che ricalca fedelmente le mie idee e che ha un paragrafo in meno (come potrai notare), ma che -soprattutto- si rivolge a te, come se ci stessimo facendo una chiacchierata alla macchina del caffè, proprio come piace a me :-)

Ammettilo. Per un teorema matematico che non saprei spiegare o dimostrare, sei –per forze di causa maggiore– il figlio di un genitore, il nipote di uno zio o di un nonno, l’amico dell’amico del genero del suocero che per un quarto o quinto grado si avvicina alla stirpe che ha dato origine al tuo cognome o chissà cos’altro.

Sai, conoscevo tuo $parenteapiacere” (cit.) e altre amenità che possano servire a gettare le basi di un discorso, una chiacchierata, un ponte che porterà inevitabilmente alla fatidica domanda alla quale non potrai sottrarti neanche fingendo un attacco di dissenteria imprevisto: “Senti ma, tu che capisci tutto (e qui già dovresti sentire la puzza di bruciato), che smartphone mi consigli di acquistare?” (e sono stato fin troppo ottimista, perché la parola smartphone difficilmente salta fuori, ci si ferma a un più generico ed evidentemente accessibile telefonino).

Tu che sai tutto, che smartphone devo acquistare?

La risposta universale non esiste. Fai in modo che non possa uscire dalle labbra del tuo interlocutore, bloccala finché sei in tempo, cerca di zittirlo prima promettendo che porterai fuori il suo cane, gratuitamente. Si perché è un po’ come chiedere a un qualsiasi professionista del settore IT perché il computer ha “smesso di funzionare“, senza fornire nessun altro dettaglio.

Perché quindi non proviamo ad analizzare qualche caso insieme, cercando di mettere in risalto caratteristiche che non bisognerebbe mai sottovalutare? Nel grande bacino tecnologico mobile a nostra disposizione, bisogna fare attenzione a ogni singolo dettaglio, cercando di portare a casa un acquisto durevole nel tempo, che possa farti ritenere soddisfatto e non ti porti all’esasperazione a causa di lentezze o limitazioni, un prodotto che venga supportato nel tempo, che abbia magari una comunità di utilizzatori che possa tornare utile in caso di necessità, che ci possa permettere di spendere “il giusto“, anche se in realtà quel parametro può sensibilmente variare in base alla propria disponibilità economica, me ne rendo conto.

Non ci sono marchi, non ci sono modelli precisi (salvo quando diventa necessario per un confronto secco), ci sono punti chiave da identificare, posso darti una mano a farlo, basandomi su mie esperienze passate, è qualcosa che torna utile sempre per i futuri acquisti.

Quanto sei disposto a spendere?

Lo so, è una domanda venale, che probabilmente ti saresti aspettato al termine della lista. Credo che in realtà sia giusto proporla come primo punto chiave, perché è davvero inutile pensare in grande se sai già di non avere un budget medio-alto a disposizione. Ci sono alcuni smartphone con prezzi di listino troppo vicini (talvolta anche superiori) a quelli di PC portatili di fascia media. Non farti del male, davvero, è peggio che pensare di potersi permettere una dieci giorni a Miami all-inclusive e doversi poi rintanare a fare la “bella vita” a Casalpusterlengo.

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Se hai davvero necessità di cambiare smartphone, fissa un limite in base a quello che puoi spendere oggi, altrimenti metti da parte un po’ alla volta e pensa più in grande tra qualche mese. Non sempre, credimi, spendere tanto equivale ad acquistare un top di gamma infallibile, ci sono tanti bei cigni anche in un piccolo stagno che nessuno si sognerebbe di frequentare.

Da quale lato della barricata?

Con la dipartita del sistema operativo di Microsoft (in versione mobile), restano in campo i due giganti dell’eterna competizione: iOS e Android. Ancora una volta è l’esperienza personale a parlare. Sono stato utilizzatore iOS per tanti anni, un early-adopter che non smetterà mai di ringraziare l’oggettiva e innegabile genialità di un team capitanato da una grande persona che ci ha lasciato ormai qualche anno fa (ciao Steve), e che ha dato il via a una più che sana rincorsa al continuo migliorarsi, per il bene del consumatore finale. Ho due smartphone, uno personale e l’altro aziendale, rispettivamente Android e iOS.

Tu che sai tutto, che smartphone devo acquistare? 2

Ho imparato ad apprezzare tantissimo il sistema operativo di Google, ha fatto passi da gigante in pochissimo tempo, per alcuni versi credo abbia superato il sistema Apple, ma ciò che più devi tenere bene a mente, è che Apple ha creato un ecosistema accessibile a tutti, non tanto per la fascia di prezzo, quanto per la facilità nell’utilizzo. Uno smartphone basato su iOS può essere utilizzato da chiunque con il minimo sforzo, è a prova di scimmia, adatto quindi all’attempato genitore tanto quanto al ragazzo desideroso di mischiarsi alla folla. Android sa però comportarsi molto bene e, con la giusta confidenza padroneggiabile in una manciata di giorni, saprà rispondere a ogni tua esigenza.

Dimensioni

Le dimensioni contano (cit.). Ok, ora che ho tirato fuori la frase fatta senza neanche sforzarmi, in realtà posso confermarti che le dimensioni hanno un loro peso all’interno del panorama dei punti chiave che restituiscono un risultato finale. Il palmo della tua mano potrebbe essere troppo piccolo per acquistare uno smartphone con lo schermo più grande di 5 pollici, o magari no, perché potresti far parte di quel gruppo di papabili acquirenti che “sotto il phablet non è amore” (il phablet definisce quella fascia di dispositivi che non possono essere definiti smartphone, ma neanche tablet, una via di mezzo per grandezza del monitor e prestazioni). Apple è dovuta tornare sui suoi passi tempo addietro, quando nell’aria c’era quella voglia di abbandonare il 4,7″ in favore di qualcosa di più grande. I produttori di smartphone Android hanno invece vita più semplice, e lo sanno bene i clienti, che possono sbizzarrirsi all’interno di un parco dimensioni decisamente più ampio.

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Io ho avuto smartphone militanti nella fascia 4,7″-6″, probabilmente il 5,2″ è stato quello più apprezzato, a oggi ho l’accoppiata 4,7″ & 5,1″, con la quale mi trovo davvero molto bene. Ricordati che uno smartphone passa molto tempo in tasca, cerca di pensare alla sua corretta sopravvivenza, alla delicatezza che può avere un monitor in relazione a movimenti bruschi, a comportamenti non propriamente delicati (spesso accade che si finisca per sedersi “sopra” il proprio smartphone), ad azioni che possono mettere a repentaglio il portafogli, perché è difficile rinunciare a un compagno di vita che è ormai la scatola nera della nostra esistenza.

Prestazioni

Se fino a ora abbiamo parlato di budget e particolari esteriori del tuo prossimo smartphone, la ciccia vera è certamente quella costituita dal trio prestazioni, durata della batteria e quantità di memoria interna. Il mondo dei chipset non è mai cosa semplice, me ne rendo conto, ma ti assicuro che basta poco per capire che tipo di instradamento deve poter prendere il tuo ragionamento. Se per iOS e (ciò che è stato e che spero sarà in futuro) Windows Mobile la coppia processore e RAM non è mai stata un reale problema (sistemi molto ottimizzati per lavorare al meglio con una configurazione sempre identica, o quasi), per Android le cose sono diverse, e bisogna effettivamente ragionare su qualcosa che sia in grado di sopportare e supportare il susseguirsi delle tue richieste ed esigenze, rapportati alla pesantezza delle personalizzazioni operate sul sistema del robot verde di Mountain View.

Tu che sai tutto, che smartphone devo acquistare? 4

Prova a ricordarti un paio di nomi: SnapDragon e MediaTek. Si tratta di due famiglie di chipset completi (che integrano quindi le funzionalità aggiuntive di uno smartphone, come la connettività, la sicurezza, la gestione della batteria, ecc.) che propongono prestazioni più o meno alte, che si riflettono ovviamente sulla reattività dello smartphone, sulla durata della batteria, sulla qualità nell’utilizzo quotidiano del prodotto. Se per Snapdragon bisogna tenere d’occhio le serie 800 (quelle più performanti) o le 600 (ottime per il rapporto qualità-prezzo), nel campo Mediatek gli Helio P e gli Helio X la fanno da padrone (in quanto a performance), ma il giusto rapporto tra qualità e prezzo sta probabilmente nelle serie MT67 e MT65. Samsung fa eccezione e porta avanti la ricerca e lo sviluppo di un suo processore, si chiama Exynos e fornisce la linfa vitale della serie top di gamma del produttore coreano.

La scelta di un processore è spesso vincolata al produttore e alle sue valutazioni, non è possibile sceglierlo ma solo cercare quello più adatto in base alle esigenze quotidiane. Se non sei un giocatore mobile accanito non è necessario ricercare un processore performante al top della catena alimentare. Questo componente gioca un ruolo importante, ma non è l’unico asso nella manica da tenere a portata di mano.

Memoria interna

Siamo partiti con smartphone con poca memoria interna e slot microSD (per poterli espandere abbastanza facilmente) a scatole completamente sigillate, senza possibilità di espansione alcuna, senza la possibilità di accedere al vano batteria (anche quella non facilmente sostituibile), con un taglio di memoria standard e confini ben definiti entro i quali rimanere. 8, 16, 32, 64 e 128 GB in alcuni casi. Più memoria si desidera, più si paga, in maniera abbastanza sbilanciata rispetto al costo della stessa se si dovesse scegliere di acquistare una card microSD.

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Tra Dropbox, OneDrive, Google Drive e altri servizi simili si tende ormai a spostare tutto in cloud. Dalle fotografie ai documenti, senza dimenticarsi della musica. Anni fa ho avuto necessità di acquistare uno smartphone con 64 GB di memoria interna, l’avevo usata quasi tutta, cercavo di movimentare album, playlist e fotografie salvando queste ultime altrove, altrimenti “non ci si stava“. Oggi grazie a Spotify non occupo più spazio per gli Mp3, passando da Google Photos non ho bisogno di mantenere gli scatti originali in memoria, Dropbox conserva la maggior parte dei miei documenti, consultabili in qualsiasi momento e luogo.

Il taglio di memoria adatto a chi fa un uso misto del proprio smartphone è quello da 32 GB (se il produttore lo vende), altrimenti occorrerà salire di livello e andare su un 64 GB. Valuta anche il 16 GB se pensi non ti serva poi molto spazio, ma ricorda che sarebbe bene scegliere qualcosa di facilmente espandibile tramite microSD in caso di necessità. Evita come la peste i tagli da 8GB, non possono essere sufficienti per un motivo assai semplice: parte della memoria viene occupata dal sistema operativo e dai suoi aggiornamenti, è una fetta spesso importante che ti viene sottratta e che non potrai usare per ospitare applicazioni e dati personali. Occhio.

Batteria

Nulla è possibile senza di lei, e in base al proprio lavoro (o stile di vita) bisogna cercare di pretenderla il più adatta possibile. Occhio però: avere una fantastica e duratura batteria, spesso vuol dire accettare un compromesso e doversi “accontentare” di un processore più lento (mi vengono in mente alcuni esempi oggi commercializzati nella fascia Android medio-bassa), insieme (anche se in netto calo, finalmente) a una quantità di RAM non sempre sufficiente (1 GB è poco, questo non è un consiglio, è un dato di fatto). In media una batteria deve avere una buona capacità ma evitare di appesantire troppo lo smartphone, deve poter occupare uno spazio non troppo esoso (a meno di scegliere un dispositivo con un polliciaggio più alto, che consenta quindi di prendersela un po’ più comoda).

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Ci sono smartphone che ancora oggi montano batterie inferiori ai 2000 mAh, ma che grazie a un po’ di ottimizzazione riescono ad affrontare una giornata non troppo impegnativa (in consumo di risorse, ovviamente). In media si trovano più facilmente batterie intorno ai 2500 mAh o che arrivano a sfiorare i 3000 nella migliore delle ipotesi. Poi ci sono quelli che sfociano nel nucleare, che arrivano a superare abbondantemente i 3000 mAh e quasi arrivano a toccare i 5000 (si, c’è anche chi arriva a 6000 mAh, ma quella è un’altra storia).

In questo caso i top di gamma hanno sicuramente una marcia in più, ma ti assicuro che ti basterà una rapida ricerca per far saltare fuori delle piccole perle che in molti non considerano, ma che possono dare parecchie soddisfazioni, che ti mettono quindi a disposizione quel giusto rapporto tra prestazioni, memoria interna e batteria.

Una buona batteria, escludendo il mondo Apple, non deve scendere sotto ai 2500 mAh, considerando che dovrai comunque effettuare una ricarica al giorno (o anche due, nel caso in cui il tuo lavoro ti porti ben distante dal tuo ufficio, dal tuo caricabatterie lasciato lì e dalla tranquillità di poter usare più un telefono fisso che un cellulare). Se poi sei un tipo che ama giocare e perdere tempo sui Social Network beh, valuta qualcosa che offra almeno 3000 mAh o giù di lì.

Ciò che manca all’appello

Dual SIM, lettore di impronte digitale, fotocamera, ma non solo. Sono tutti dettagli da non sottovalutare ma che –secondo un mio soggettivo punto di vista– non fanno parte della lista dei punti chiave che voglio rimangano sempre ben focalizzati.

Ci sono smartphone che puntano molto sulla loro qualità fotografica, ottenuta mescolando sapientemente ottiche e ottimizzazioni software (che provano a colmare il gap che si crea rispetto a uno zoom ottico, cosa rara da trovare su uno smartphone), altri che prediligono la tecnologia applicata all’accessibilità, altri ancora che sfociano in alternative nate da un marketing estremamente fantasioso, quello che generalmente insegue la moda del momento e punta ogni riflettore sulla singola caratteristica spesso sopravvalutata (non vorrai dirmi che valuti uno smartphone dalla qualità dei selfie che sarà in grado di scattare, a meno che tu non sia un cliente molto giovane, giusto?).

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Ormai lo avrai capito. Lo smartphone perfetto e universale non esiste, esiste il dispositivo che cercherà di adattarsi al meglio alle tue esigenze, ma che tu devi essere in grado di identificare con un ragionevole margine di errore, basandoti ovviamente sul budget e sul tempo che impiegherai per acquistarlo (ricordi quello che ho detto all’inizio riguardo il mettere da parte qualche soldino in più prima della scelta finale?).

Se poi non puoi proprio resistere beh, assilla qualcuno con la fatidica domanda, mal che vada ti rimanderà a questo articolo (o da tutt’altra parte, ma quello è un altro argomento) ;-)

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In attesa di passare ancora qualche giorno in compagnia della mia nuova SIM Fastweb prima di pronunciarmi ufficialmente,ho notato un crollo vertiginoso delle prestazioni della batteria del mio Galaxy S6. Roba mai vista, tanto per essere precisi, in apparenza dovuta allo standby cella e alla ricezione non proprio perfetta ovunque, pur non avendo modificato le mie abitudini.

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 3

Ne ho parlato con un amico che mi ha quindi suggerito di provare ad approfondire, utilizzando qualche tool che mi ha permesso di raccogliere statistiche più dettagliate, senza passare dal root del telefono (cosa che lui ha su S6, ma che io preferisco non avere, non mi serve). Gli step da riprodurre non sono immediatamente semplici, soprattutto se si interviene per la prima volta sul proprio smartphone e se non hai mai aperto un prompt dei comandi in cui utilizzare adb. Provo a riepilogarli per renderti tutto più semplice.

Per punti: una più approfondita analisi dei propri consumi passa per l’installazione di un’applicazione sul tuo Android, la quale permetterà di avere accesso (da concedere via adb manualmente) a ogni dettaglio di consumo batteria, cosa normalmente non accessibile su un sistema 6 (Marshmallow).

GSam Battery - Root Companion
GSam Battery - Root Companion
Developer: GSam Labs
Price: Free

Scarica e installa GSam Battery – Root Companion, non preoccuparti per la sua richiesta di root, possiamo aggirarla. Nel frattempo vai su forum.xda-developers.com/showthread.php?t=2588979 e scarica il pacchetto che ti permette di portare adb sul tuo PC senza necessità di essere uno sviluppatore Android (cos’è adb?).

ADB Installer (ho scaricato e installato l’attuale versione 1.4.3, che quasi certamente in futuro verrà aggiornata per aumentare la sua compatibilità e abbracciare anche Android 7 Nougat) è un piccolo setup realizzato amatorialmente, che installa su Microsoft Windows il necessario per comunicare con il tuo telefono, via cavo USB, come se stessi facendo un debug.

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 4

Rispondi Y a ogni domanda posta, così da procedere con l’installazione, che non durerà più di una manciata di secondi. A ora dovresti quindi avere tutto il necessario per procedere. Noterai che, aprendo GSam Battery – Root Companion sul tuo smartphone, non potrai procedere poiché senza root e senza i giusti permessi di accesso alle statistiche della batteria. Chiudi l’applicazione, apri un prompt dei comandi (di DOS, quello che ogni Windows ha a bordo) e spostati in C:\adb.

Prima di procedere, ti ricordo che devi aver attivato le Opzioni sviluppatore sul tuo smartphone. Per farlo, ti basterà andare in Impostazioni, spostarti nelle Informazioni del telefono, quindi Informazioni software e fare clic 7 volte sulla Versione build.

Prendi il tuo telefono, spostati nel menu Impostazioni, scorri fino a Opzioni Sviluppatore e attivale. Più in basso cerca e attiva anche la voce Debug USB. Prendi un cavo microUSB e collega adesso il telefono al PC, sul suo monitor conferma la richiesta di connessione MTP.

Torna ora al prompt dei comandi che avevi precedentemente aperto su Windows e prova a connetterti al tuo smartphone lanciando direttamente la stringa di modifica permessi per permettere a GSam Battery – Root Companion di accedere le statistiche di batteria, copia e lancia quindi:

adb shell pm grant com.gsamlabs.bbm.rootcompanion android.permission.BATTERY_STATS

Se adb non riesce ad accedere al telefono per effettuare la modifica (perché non autorizzato), probabilmente vedrai qualcosa di molto simile alla seguente schermata (nella sua prima parte):

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock)

Puoi avere conferma dell’autorizzazione mancante lanciando il comando adb devices che probabilmente ti mostrerà il codice univoco del tuo telefono seguito da “unauthorized“.

Stacca il telefono dal cavo microUSB, vai nuovamente in Impostazioni, quindi Opzioni sviluppatore, cerca e fai clic su Revoca autorizzazioni debug USB, conferma il tutto e attacca nuovamente il cavo microUSB al telefono (così da connetterlo ancora una volta al PC). Torna sul prompt dei comandi e riavvia il servizio ADB:

adb kill-server
adb start-server

A questo punto dovresti poter ottenere un popup a video (sul telefono!) che ti chiederà di autorizzare il collegamento tra ADB e smartphone.

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 5

Autorizzalo e verifica che ora il dispositivo risulti correttamente connesso rilanciando un adb devices (ora dovresti notare quel device al posto del precedente unauthorized). Puoi rilanciare adesso il comando per modificare le autorizzazioni di GSam Battery – Root Companion, dovrebbe andare a buon fine. Per avere conferma, apri l’applicazione, noterai che ora non mostra a video alcun errore, potrà così raccogliere le giuste informazioni riguardo i consumi di batteria.

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 6

Lascia che il telefono continui a scaricare la sua batteria (staccalo quindi dal cavo microUSB) e, prima che sia troppo tardi, collegalo nuovamente al PC, torna in un prompt dei comandi con la cartella C:\adb pronta ed esegui il comando adb bugreport > NOMECHEVUOI.txt. Il comando, entro un minuto circa, produrrà un report completo di tutte le statistiche di consumo (e non solo) del telefono, salvato in un file di testo che troverai in C:\adb.

Resta così un ultimo importante passaggio, l’analisi.

Devo interpretare cosa c’è scritto nel file?

No, non tramite il doppio clic sul file generato almeno. Ti serve un tool che possa darti una mano organizzando al meglio quei dati diversamente poco leggibili. Apri il tuo browser (in teoria è già aperto se stai leggendo qui, ma tant’è) e puntalo all’indirizzo bathist.ef.lc. Sfoglia le cartelle spostandoti in C:\adb e seleziona il report che hai generato, ora porta pazienza (il tempo necessario per l’upload varia in base alla tua connessione internet, il file gravita generalmente sui 30MB circa di occupazione).

Al termine, avrai accesso alle schermate che già tracciano in maniera molto più chiara cosa succede al tuo smartphone. Non sono ironico, sono veramente più accessibili, puoi muoverti utilizzando i filtri, i collegamenti ipertestuali

Per avere un’idea abbastanza immediata di chi usa cosa, spostati nella voce App Wakeup Alarms nella colonna di sinistra, scoprirai immediatamente quali sono le applicazioni che risvegliano più spesso il telefono. È così che si scopre che Facebook rompe le scatole anche quando hai spento tutte le notifiche, e sempre così scoprirai quali sono i tempi di scansione segnale (perché la cella non viene agganciata al primo colpo, o quasi) e i tempi totali durante i quali il telefono non sta realmente dormendo (Signal Scanning Time e Full Wakelock Time nelle statistiche aggregate, sempre disponibili nelle voci della colonna di sinistra). Puoi investire molto altro tempo per curiosare in ciò che accade nel tuo smartphone, per tentare di risparmiare energia e arrivare un po’ più agilmente a fine giornata lavorativa.

Troverai all’indirizzo reddit.com/r/GooglePixel/comments/5b4yeo/guide_finding_battery_issues_with_googles_battery una serie di spiegazioni e ottimi riferimenti (in inglese) per comprendere al meglio ogni singola voce del report, così da ricercare la causa della tua perdita anomala di batteria e provare a metterci la pezza ;-)

Ci sono problemi con il collegamento via adb?

Se ancora non sei riuscito a collegarti via adb al tuo telefono, è possibile che i driver ufficiali di Google non bastino. Puoi rimediare passando dall’installazione dei driver ufficiali di Samsung, si trovano sul sito del produttore (manco a dirlo), all’indirizzo samsung.com/us/support/owners/product/galaxy-s6-unlocked#productInfo (quelli che ho scaricato e installato in questo momento li trovi a questo collegamento diretto).

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 7

Una volta terminata l’installazione e il riconoscimento dell’hardware, dovresti riuscire tranquillamente ad accoppiare PC e smartphone.

fonti utilizzate:
forum.xda-developers.com/showthread.php?t=2588979
reddit.com/r/androidapps/comments/59wvwg/how_to_view_wakelocks_in_gsam_battery_monitor
reddit.com/r/GooglePixel/comments/5b4yeo/guide_finding_battery_issues_with_googles_battery

Un ultimo ringraziamento va proprio ad Andrea, che mi ha dato i giusti suggerimenti e riferimenti, e che avuto la pazienza di seguire i miei deliri ;-)

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Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

La vita è fatta anche di richieste più semplici, di tanto in tanto. È partito tutto da Ilaria, le piace il piccolo widget di Samsung che ti permette di conoscere la temperatura esterna e il meteo, lo voleva avere anche lei sul suo Motorola. Una rapida occhiata sul Play Store, il vuoto assoluto dell’applicazione di Samsung (peccato, sarebbe stato decisamente più semplice), ed ecco servita la necessità dell’ennesimo work-around, d’altronde se fosse troppo semplice non stuzzicherebbe mai la curiosità.

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono

La risposta è sì, si può fare. Prima di cominciare puoi già scaricare l’applicazione adatta, si chiama XWidget e la si trova gratuitamente sul Play Store:

XWidget
XWidget
Developer: XWidgetSoft
Price: Free

Download

A questo punto è tutta discesa, e sei tu a scegliere che cosa avere sul tuo smartphone. I widget che riproducono quelli originali di Samsung (anche se diversi di pochissimo) esistono già, li ha creati Aatif, uno dei membri di XDA Developers: forum.xda-developers.com/android/apps-games/xwidget-samsung-galaxy-s6-weather-t3045314

Ne ho caricati una copia sul mio account Box, li trovi qui: app.box.com/s/t126dtbfpl6ge539djneeqtj55g34kq7

Tutte e tre le tipologie di widget propongono informazioni complete, contenenti quindi l’ora corrente e le note sul meteo e la temperatura. Io invece, basandomi sulla versione che utilizzo nel mio Galaxy S6, ho voluto modificare il “Pure” di Aatif, al quale ho rimosso l’ora corrente e ridimensionato il tutto per ottenere esclusivamente la temperatura corrente, l’icona meteo, la localizzazione e l’ultimo aggiornamento eseguito. Ho quindi impacchettato i file modificati e li ho caricati su Box: app.box.com/s/vhxnyqjxwwdmor1gu27ckp9l00vgirvx

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 4

Installazione

Scarica il pacchetto che ti interessa direttamente tramite smartphone, quindi usa un gestore di file (quello di fabbrica andrà benissimo) per spostarti all’interno della tua cartella Download e decomprimere il file ZIP appena scaricato. Ora dovresti poter vedere una cartella che al suo interno conterrà ulteriori cartelle (quelle delle 3 tipologie widget, se hai utilizzato il pacchetto originale di Aatif). Tieni premuto su una delle cartelle contenenti i file del widget, seleziona anche le altre due e poi Tagliale.

A questo punto naviga nella cartella di XWidget (si trova nella root della memoria interna), entra in Widgets e incolla qui ciò che avevi precedentemente tagliato:

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 1

Il più del lavoro è fatto. Ora non dovrai fare altro che tornare alla Home del tuo Android, scegliere di aggiungere un widget e andare in quelli relativi a XWidget. Scegli la dimensione di partenza (ti suggerisco il rettangolo 2×1) e portarlo dove ti serve.

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 2

Una volta posizionato ti verrà richiesto che informazione caricare nel widget, tu dovrai solo spostarti in “Local” e scegliere il pacchetto del widget meteo di Samsung che hai scompattato nella giusta cartella poco fa. Se hai utilizzato il mio pacchetto modificato, il risultato dovrebbe assomigliare a questo:

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 3

Nel mio pacchetto ho volutamente rimosso le icone della localizzazione e dell’aggiornamento forzato, poiché ti basta un singolo clic sul widget per ottenere il menu delle funzioni da poter lanciare, comprese le due appena citate.

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 5

Il mio consiglio è quello di andare in “Change location” e abilitare l’auto-rilevamento in base alla posizione GPS, così da non dover modificare la città da tenere d’occhio ogni volta che ne hai la necessità :-)

Il tutto è stato provato e ha funzionato (come anticipato a inizio articolo) su un Motorola Moto G di quarta generazione.

Buon inizio settimana!

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Quella appena passata è stata una settimana poco ricca di articoli, me ne rendo conto. Capirai che però questo periodo funziona un po’ come quello che precede quello delle ferie estive, sembra che tutti abbiano fretta (ma di cosa) e che tutte le deadline, in ufficio così come a casa, scadano “per ieri“. Facile quindi intuire che tra una cena di Natale con gli amici e una con i colleghi di lavoro, il tempo non basti più, e a rimetterci è sempre questo povero blog. Dopo essere sopravvissuti alla cena della vigilia e al pranzo di Natale, e aver tirato bidone per l’uscita dell’articolo ieri, non posso far mancare il quarto e ultimo appuntamento di questa serie dedicata al #4WeekendApps :-)

Natale, feste, Merry Christmas (XMas)

Auguri a tutti voi!

Di cosa si tratta?

4 settimane per 4 app: Dovrei rispondere? 14 settimane per 4 app (#4WeekendApps) è la classica iniziativa a tempo che ti propone un articolo leggero, adatto al sabato alla domenica (stavolta) al lunedì (causa ritardo natalizio), alle tue letture da viaggio, senza l’abuso di quel povero neurone messo sotto torchio durante i giorni feriali passati in ufficio (o altrove, ma pur sempre #PerLavoro!).

Perché Android? Perché è il sistema operativo che utilizza il mio smartphone personale, che sfrutto principalmente, perché lo preferisco spesso a iOS. Questo non vuol dire che le applicazioni di cui ti parlo esistono solo su Play Store (anzi, tutto il contrario), vuol solo dire che immagini e riferimenti sono stati catturati da Android, #Gomblottoh!

Oggi ti parlo di: Dovrei rispondere?

Tutto vero (cit.), ho sostituito in maniera definitiva TrueCaller (te ne avevo parlato qualche tempo fa) con questa nuova applicazione che si prefigge lo stesso scopo, ma che arriva all’obbiettivo senza l’invasività della più conosciuta. Ritengo che questo sia stato un dettaglio importantissimo per la scelta. TrueCaller svolge il suo mestiere, non lo metto in dubbio, ma tra pubblicità e suggerimenti non richiesti risulta davvero essere sempre in mezzo ai piedi. Dovrei rispondere? è nettamente più discreta, con impostazioni che permettono di controllare ogni singolo comportamento, funziona bene ed è gratuita, basandosi anch’essa sulla grande collaborazione degli utilizzatori.

Una volta installata, dovrai impostarla secondo tue preferenze, dandole ovviamente accesso a ciò che dovrà controllare (ammesso che tu sia un utente di Android 6 o superiore). Io ho lasciato fuori dai controlli i messaggi SMS e la utilizzo esclusivamente per controllare gli ID chiamanti, per evitare quanto più possibile di farmi scocciare da call center commerciali (e non solo), soprattutto durante gli orari di lavoro. Non c’è molto da raccontare su come l’applicazione debba essere tirata in piedi, agevolo (come al solito) una galleria di immagini che ti mostrano l’applicazione in attività, così da lasciarti godere una panoramica ad ampio spettro sul prodotto:

Puoi decidere (come ho fatto io) di bloccare un numero di telefono pubblicitario solo dopo averlo valutato negativamente, oppure di fidarti ciecamente delle recensioni altrui (scaricabili a tua discrezione) e bloccarli immediatamente, senza dare possibilità alcuna all’interlocutore dall’altra parte della cornetta.

L’applicazione, come già detto, è gratuita e non infila pubblicità ovunque, né nelle schermate principali dell’applicazione, né nel blocco popup che compare a video quando un ID chiamante non si trova nella tua rubrica, è disponibile a oggi solo su Android, non è detto che possa comparire un domani in versione più limitata su iOS (questo non permette di controllare l’applicazione telefono sovrascrivendo la schermata corrente):

Dovrei rispondere?
Dovrei rispondere?
Price: Free

Piccola chicca: nonostante l’azienda abbia già fatto un ottimo lavoro sviluppando l’applicazione e tenendo sempre in gran forma il database, ha anche aperto una serie di siti web che permettono di cercare rapidamente un numero di telefono e leggerne le recensioni (ammesso che questo sia stato segnalato). Esistono più siti web per cercare di coprire le diverse lingue, italiano compreso. Il sito web adatto a noi risponde all’indirizzo chistachiamando.it, e nonostante una grossolana localizzazione (che lascia alquanto a desiderare), fa comunque il suo dovere a prescindere che l’applicazione sia installata sul tuo telefono, fornendo inoltre una classifica dei numeri più segnalati e di quelli da poco recensiti, dagli tu stesso un’occhiata! :-)

Al solito: per suggerimenti, commenti e alternative (anche metodi particolari per la misurazione o hardware che esula da applicazioni installabili sul proprio smartphone), l’area commenti è a tua totale disposizione.

Buona domenica! Buon lunedì e ancora buone feste! ;-)

G

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Terza domenica, ormai il Natale si avvicina, hai già tutti i regali pronti sotto l’albero oppure sei ancora alla ricerca di quello perfetto per famiglia e amici? Nel frattempo, torna il #4WeekendApps :-)

Di cosa si tratta?

4 settimane per 4 app: Contatti Fidati di Google4 settimane per 4 app (#4WeekendApps) è la classica iniziativa a tempo che ti propone un articolo leggero, adatto al sabato alla domenica (stavolta), alle tue letture da viaggio, senza l’abuso di quel povero neurone messo sotto torchio durante i giorni feriali passati in ufficio (o altrove, ma pur sempre #PerLavoro!).

Perché Android? Perché è il sistema operativo che utilizza il mio smartphone personale, che sfrutto principalmente, perché lo preferisco spesso a iOS. Questo non vuol dire che le applicazioni di cui ti parlo esistono solo su Play Store (anzi, tutto il contrario), vuol solo dire che immagini e riferimenti sono stati catturati da Android, #Gomblottoh!

Oggi ti parlo di: Contatti fidati

Google ne ha fatta un’altra. Siamo arrivati allo stadio del non plus ultra dello stalking, quello del “ommioddio Google sa anche dove sono adesso“. Non è proprio così. Google sa già dove sei (aggiungi una risata satanica di sottofondo a questa frase), a meno di non aver modificato alcune impostazioni del tuo account (e in alcuni casi anche del sistema operativo mobile). Le posizioni recenti sono il fulcro e la base di ciò che (ripeto: se non hai modificato alcunché) riuscirai a navigare (come storico) se punti all’indirizzo google.com/maps/timeline.

Ora, fatte le dovute presentazioni (?), passiamo alla ciccia. Contatti fidati è un’applicazione che permette di ottenere la posizione di uno o più contatti considerati familiari o amici stretti. Un tempo su iPhone era Trova i miei amici (lo è ancora, volendo). Contatti fidati svolge il semplice mestiere di pre-autorizzare uno o più familiari a richiedere la posizione uno dell’altro, con possibilità di bloccare la condivisione in qualsiasi momento (o anche rifiutarla quando richiesta e notificata dall’altro lato), tenendo il tutto aggiornato a intervalli regolari, basati sull’individuazione dello smartphone di parte di Google (questo vede la posizione e la condivide con chi di dovere).

L’applicazione è chiaramente gratuita e utilizzarla è assolutamente semplice e logico, ci prenderai immediatamente confidenza, è disponibile a oggi solo su Android (non so se Google la porterà mai su iOS dove esiste già l’alternativa da tempo, nda):

Contatti fidati
Contatti fidati
Developer: Google LLC
Price: Free

Utile per avvisare la moglie sul rientro a casa (o viceversa), senza star lì a pensare male (a qualcuno potrebbe venire del tutto naturale). Altrettanto utile (ma forse non perfetto) per tenere sotto controllo la prole, fermo restando però che potrebbe andare a disattivare la localizzazione in qualsiasi momento. Un suggerimento per Google potrebbe essere quello di non permettere di bloccare l’invio dati a meno di inserire un codice stabilito precedentemente, così da eseguire quanto richiesto da un genitore.

Al solito: per suggerimenti, commenti e alternative (anche metodi particolari per la misurazione o hardware che esula da applicazioni installabili sul proprio smartphone), l’area commenti è a tua totale disposizione.

Buona domenica! ;-)

G

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