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Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

Non è certo una novità, ne avrai per forza già sentito parlare, avevo in canna l’articolo da qualche tempo ma non l’avevo mai terminato corredandolo di screenshot, ho recuperato durante il fine settimana: i Messaggi di Android (SMS) sono finalmente diventati gestibili anche da web. Il metodo sfrutta quanto già sperimentato e visto con WhatsApp, necessita quindi che il telefono sia collegato a internet e che si trovi nella stessa rete dalla quale stai tentando di utilizzare il servizio via PC. Se le premesse ci sono tutte, il gioco è già praticamente fatto.

La WhatsApp-mania contagia anche gli SMS: Messaggi Web per Android

Android Messaggi
Android Messaggi
Developer: Google LLC
Price: Free

Appartiene ormai a diversi aggiornamenti di applicazione fa, la funzione che puoi tu stesso trovare e usare dal menu a panino (in alto a destra) di “Messaggi” → Messaggi per il Web. Necessita della scansione di un codice QR che viene creato sul momento visitando (da PC) il sito web messages.android.com. Una volta fatto questo passaggio, approderai sull’interfaccia web corrispondente ai messaggi che hai già sul tuo smartphone. Potrai quindi mandarne di nuovi o rispondere a quelli ricevuti, inoltre potrai ricevere notifiche (del browser) ogni volta che te ne arriverà uno nuovo.

Qui di seguito qualche screenshot catturato durante il test:

Quanto hai fatto permette già di gestire al meglio i tuoi messaggi. Se vuoi ritoccare le impostazioni dell’interfaccia, ti basta fare clic sul pulsante a panino (quello composto dai 3 pallini, in alto a destra nella colonna di sinistra) e modificare ciò che ti interessa:

La WhatsApp-mania contagia anche gli SMS: Messaggi Web per Android 4

Il gioco è fatto, non serve null’altro. Un ultimo (comodo) colpo di coda per quegli SMS definiti ormai morti? :-)

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E parto mettendo le mani in avanti: la mia è chiaramente un’opinione personale basata sui test eseguiti, sulla facilità di registrazione e fruizione dei contenuti del sito web ufficiale (e della relativa applicazione mobile) e sulla qualità del supporto (completamente bocciata rispetto a Iliad). Ti racconto quindi com’è andata scendendo un pelo di più nel dettaglio, come già fatto con Iliad qualche settimana fa.

ho. mobile è l'alternativa (secondo me migliore) a Iliad 2

ho. mobile

Sorvolando totalmente su quella che è la scelta del nome e dei vari cambi subìti fino al lancio, ho. mobile è il modo in cui si è presentata sul mercato italiano la società VEI S.r.l., MVNO già presente in Europa, operatore low-cost di Vodafone. Offerta pressoché identica a quella proposta da Iliad, permette di effettuare chiamate illimitate e mandare SMS con la stessa formula, per poi concludere il tutto con 30 GB di traffico dati in 4G da consumare come meglio preferisci (all’interno di uno smartphone, di un tablet, di un router portatile per fare semplice hotspot), con un limite imposto a 2 GB per i dati in roaming europeo (e una serie piuttosto importante per ciò che riguarda il tariffario chiamate / SMS quando si va fuori unione europea). Tutto ciò al costo di 6,99€/mese, un euro in più rispetto a quanto richiesto dall’operatore francese, comodamente ricaricabile e interrompibile quando più ritieni opportuno, senza vincolo alcuno. Giusto aggiungere anche che, rispetto a Iliad, ho. mobile non scala credito in caso di superamento dei 30 GB di traffico dati, blocca semplicemente la navigazione e permette così all’utente di accorgersene e di poter ricaricare un nuovo bundle mensile, facendo ricominciare il conto alla rovescia, evitando così brutte sorprese sulla carta di credito.

Costo della SIM e relativa attivazione a 9,99€ (quello che sono solito considerare un furto grosso modo legalizzato, e vale per ogni operatore), spedizione gratuita (io sono andato a recuperarla presso un’edicola dopo averla prenotata da sito web, nda) e prima ricarica di 7€, per un totale di 16,99€ che ti permettono di entrare nel mondo di ho. mobile.

ho. mobile è l'alternativa (secondo me migliore) a Iliad

Panoramica sulla consegna

Niente di più semplice: ho ordinato la mia SIM online ma, data l’altissima richiesta, sono stato costretto ad andarla a ritirare presso un’edicola da me scelta. Poco male nel mio specifico caso, Milano è ben servita e non ho avuto difficoltà alcuna nel recupero (e relativo pagamento in loco), cosa che non si può però dire per tutte le restanti località della nostra nazione, nel gruppo Telegram di amici sparsi un po’ per il nord Italia ho ben letto lamentele (e imprecazioni varie) per i chilometri necessari al recupero della SIM ordinata. Qui trovi i punti di ritiro comodamente organizzati su una mappa esplorabile, così puoi farti un’idea prima di muovere qualsiasi altro passo. Esiste, dopo un primo periodo critico, la possibilità di ordinare e farsi spedire la SIM fino a un massimo di 500 al giorno (e contrariamente al periodo iniziale, oggi questo limite sembra un po’ più di manica larga, seppur non troppo), tetto massimo che riparte da zero alla mezzanotte di ogni giorno.

Giusto per essere puntigliosi e rompiscatole: considera che sto facendo giusto ora un nuovo tentativo di acquisto e mi ritrovo davanti a questa situazione (che definire al limite del ridicolo credo sia poco, ma tant’è):

ho. mobile è l'alternativa (secondo me migliore) a Iliad 3

Io fortunatamente ho ormai superato questa fase e già messo mano da un mese circa sulla mia SIM, che ho torturato quanto basta.

ho. mobile è l'alternativa (secondo me migliore) a Iliad 4

Configurazione, applicazione, rete dati

Nulla che abbia a che fare con il calvario di Iliad. La SIM funziona immediatamente e sbaglia esclusivamente APN dati (verificato su più dispositivi), puntando a quelli di Vodafone quando in realtà dovrebbe bussare alle porte dei propri. Per questo motivo ti basterà sapere che dovrai modificare web.omnitel.it (o mobile.vodafone.it) con web.ho-mobile.it

ho. mobile è l'alternativa (per certi versi migliore) a Iliad

Se dovessi riscontrare dei problemi di navigazione mettendo il dispositivo iOS / Android in Hotspot, prova a cambiare l’APN (solo quello Hotspot Personale) inserendo internet.ho-mobile.it

Così facendo ho potuto immediatamente navigare e mettere alla prova la qualità della rete che poggia totalmente sulla struttura Vodafone, la migliore che io conosca in termini di velocità e stabilità del vero 4G (anche più di TIM, e lo dico con un po’ di rabbia perché sono cliente di ambo gli operatori e mi accorgo nettamente delle differenze).

Ai tradizionali test fatti di SpeedTest e Fast.com ho anche aggiunto in coda un “nuovo segnalato“: si tratta di compari.tech/speed, progetto portato alla mia attenzione per “spingere” il suo uso e devolvere qualche soldino in beneficenza (si tratta di poca roba, ma è pur sempre meglio di nulla):

For each user that runs the broadband speed test, Comparitech donates one cent (US$0.01) to either the Electronic Frontier Foundation (EFF), a non-profit digital rights advocacy group, or Computers 4 Africa, which funds access to computers in developing nations on said continent. The leading online speed test is run 3 billion times per year. If we can get just one percent of those people to use our broadband speed test, we could raise millions for charity.

ho. mobile è l'alternativa (per certi versi migliore) a Iliad 10

Risultati assolutamente giusti considerando che si tratta di un operatore MVNO che ha dichiarato sin da subito di poter mettere a disposizione del cliente finale un download da 60 Mbit/s e upload fino a 52 Mbit/s (come dichiarato nel PDF dedicato alla trasparenza). A questa trasparenza già di per sé giusta, si va ad aggiungere anche quella relativa all’eventuale sovraccarico di rete, che ovviamente permette a ho. mobile di salvaguardare la “propria” struttura limitando così le risorse a disposizione dei clienti:

Quando il carico della rete è particolarmente elevato, ho. può introdurre dei meccanismi temporanei e non discriminatori volti a garantire l’integrità e la sicurezza della rete, come la limitazione della velocità di connessione. Questo meccanismo viene attuato in via prioritaria sulle applicazioni che comportano un maggior consumo di banda (es. peer to peer o file sharing).

Vedi: ho-mobile.it/condizioni-generali.html

Applicazione

Grandissimo vantaggio nativo rispetto a Iliad, ma altrettanto grande tallone d’Achille per la prima registrazione senza attivazione della SIM. Le SIM ordinate via internet e consegnate direttamente a mezzo corriere / posta devono essere attivate tramite videochiamata (come spiegato qui), contrariamente a quelle recuperate in edicola o punto vendita che vengono più comodamente attivate in fase di ritiro e pagamento.

ho.
ho.
Developer: VEI s.r.l.
Price: Free
ho.
ho.
Developer: ho.
Price: Free

Ho saltato a piè pari quella che tanti affermano essere un’attivazione complicata e spesso malfunzionante (dato l’alta richiesta, bene ricordarlo) e ho quindi scaricato l’applicazione su iPad (non nativa, è quella di iPhone allargata a schermo quasi pieno) per poter creare l’utenza con la quale controllare i consumi e ricaricare agilmente il credito, riscontrando serie difficoltà legate alla consegna del messaggio SMS (che non può avvenire su iPad). Sono stato quindi costretto a spostare temporaneamente la SIM in S8, solo per poter recuperare il codice e terminare così la registrazione, che in ogni caso non è andata a buon fine al primo tentativo, costringendomi ad aspettare il giorno successivo per “eccessivo invio di SMS in un arco di tempo ristretto“.

Un po’ di pazienza e una sana dormita hanno risolto il problema, il giorno dopo sono riuscito a registrare il mio account e oggi posso controllare dall’area riservata (sito web o applicazione) i miei consumi, la mia offerta e altro ancora.

Supporto

È in questa occasione che ho provato a sfruttare il supporto dell’operatore, trovandomi in realtà davanti a un vicolo cieco. Sito web di supporto contenente molti documenti relativi a domande per le quali avevo già risposta, nessun numero telefonico da poter contattare (l’ho poi scoperto in seguito: 192121 da SIM ho. mobile, 800 688788 da qualsiasi altro operatore, dal lunedì al venerdì dalle 09:00 alle 22:00, sabato e domenica dalle 09:00 alle 20:00), supporto dalla pagina Facebook non pervenuto (e a tutt’oggi non ho ricevuto risposto alla domanda che avevo lasciato lì, posta a quella che dall’altro lato dovrebbe essere la loro interfaccia di supporto Social).

Bocciato su ogni fronte direi, almeno nel suo primo periodo di vita, certamente difficile ma critico anche per quei clienti che scelgono di cambiare operatore o affidare una nuova utenza che poi probabilmente useranno ogni giorno (e dalla quale si aspettano che tutto il meccanismo sia oliato e funzionante). Per questo specifico aspetto devo ammettere che mi ero trovato molto meglio con Iliad.

In conclusione

Un’offerta più costosa ma sicuramente più interessante per certi aspetti (mia soggettiva valutazione), senza considerare che puoi sfruttare la rete voce e dati Vodafone, dettaglio affatto trascurabile quando dall’altro lato (parlo di Iliad) hai ancora oggi a che fare con antenne di proprietà “inesistenti” (poche, non tutte ancora operative, dislocate male se consideriamo la totalità del territorio) e roaming spesso limitato sulla rete più robusta di Wind-Tre. La possibilità di effettuare un “reset” della mensilità quando lo si desidera (pagando un nuovo pacchetto da 6,99€) è certamente un vantaggio per tutti coloro che non riescono a stare dentro il tetto dei 30GB dati/mese (perle mi auguro rare, che magari non hanno a disposizione una connessione cablata in ufficio o a casa).

Questa scarsa disponibilità di SIM tra sito web e punti di ritiro / vendita è certamente però un punto a sfavore del “nuovo” MVNO, soprattutto in questo periodo storico fatto di winback che picchiano forte su tutti coloro che hanno abbandonato il loro precedente operatore (magari fisico) scegliendo la nuova alternativa ancora troppo debole per potersi permettere di fare contro-offerte che “non si possono rifiutare” (senza considerare che questo non è affatto il loro core-business, non per nulla l’offerta di ho. mobile così come Iliad è unica e uguale per tutti).

Approfitto del paragrafo di chiusura per dirti che, se sei in cerca della procedura di migrazione del tuo numero di telefono attuale (portabilità), la puoi affrontare direttamente via applicazione, seguendo quanto riportato da un ottimo articolo di WebNews.

Ora tocca a te. Hai già provato ho. mobile? Sei diventato cliente? La sceglierai in futuro? L’area commenti è a tua totale disposizione per discutere dell’operatore, dei problemi che riscontri, per condividere la tua esperienza.

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Durante la stesura dell’articolo dedicato a Iliad (pubblicato ormai circa un mese fa), ho avuto la necessità di controllare da dove passasse il mio traffico dati per poter confermare quanto scritto in giro (ovvero che nel primo periodo di vita di Iliad si passasse tutti dai suoi IP francesi anziché da quelli italiani). Ci sono tanti siti web che offrono la possibilità di controllare questi dati catturandoli direttamente da browser, ma tra pubblicità, controlli di sicurezza e altre menate varie diventa davvero seccante navigarli, è per questo motivo che ho creato “My Information“, una semplice pagina riepilogativa che potesse mostrarti le informazioni che cerchi e nulla più.

Iliad è arrivata in Italia, non senza problemi 17

My Information

No, non è ottimizzato al 100% per i dispositivi mobili (anche se si mostra correttamente ai tuoi occhi) e no, non è perfetto neanche nello stile presentato (perché si potrebbe fare molto di meglio), probabilmente ha anche un nome banale e poco attraente, eppure è esattamente ciò di cui forse necessiti anche tu. Il tuo browser trasmette dei dati a ogni sito web che visiti, per questo motivo ho potuto approfittare di qualche funzione PHP nativa e delle API messe a disposizione dal sito IPStack.com per elaborare quanto catturato, in diretta, senza salvare alcunché sul server (in pratica i tuoi dati li vedi solo tu), così siamo tutti più contenti e la Privacy ringrazia.

My Information è disponibile per tutti all’indirizzo public.gfsolone.com/tools/ip, e puoi raggiungerlo anche tramite l’alias go.gioxx.org/ip. Va ad aggiungersi agli altri tool pubblici che ho messo a disposizione tramite il mio sito web personale (li trovi tutti raccolti sul Wiki).

Un’occhiata dietro le quinte

È tutto molto semplice. Di suo PHP permette già di catturare alcune informazioni provenienti dal tuo browser, per questo motivo è necessario esclusivamente fargliele scrivere in pagina per potertele mostrare, questo vale certamente per il tuo IP ($_SERVER['REMOTE_ADDR']) o lo User-Agent del browser che stai utilizzando nel momento in cui visiti My Information ($_SERVER['HTTP_USER_AGENT']). Il resto, seppur in qualche maniera anch’esso recuperabile (non tutto), ho deciso di darlo in pasto a IPStack; questo mi restituisce una serie di dettagli interessanti che posso ulteriormente lavorare (o mostrare direttamente) per arricchire ancor più quanto messo a tua disposizione, come per esempio una mappa (libera, di OpenStreeMap, ma richiamata tramite Leaflet), l’hostname assegnato al tuo IP (se pubblico), il CAP, latitudine e longitudine rilevate, ecc.

Ti lascio dare un’occhiata al codice (semplicissimo) che racchiude buona parte delle informazioni mostrate poi a video:

Il puntatore su mappa è assolutamente migliorabile, non sempre latitudine e longitudine producono il risultato sperato, potrei certamente impostarlo sul CAP rilevato, ma si tratta di finezze che in fin dei conti poco servono probabilmente a te che hai bisogno di catturare un altro tipo di dati.

Il tool è online ormai dallo scorso giugno, ed è stato già visitato un buon numero di volte (strano, non l’ho neanche sponsorizzato), non ti resta che metterlo alla prova (nei limiti del concesso, sfrutto le API gratuite di IPStack che offrono un massimo di 10.000 richieste / mese, dovrebbero bastare, giusto? :-)).

Buon lavoro!

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Partner per l’attività fisica in palestra o all’aperto, le Creative Outlier Sports sono auricolari in-ear wireless anti-traspirazione dal peso estremamente ridotto, pensati appositamente per tutto ciò che riguarda il movimento e la buona musica che fa da sfondo all’energia che vorrai metterci per perseguire un obiettivo. Sorelle maggiori e più specifiche delle Outlier One, le Outlier Sports sono anch’esse resistenti al sudore (IPX4) e permettono un uso più prolungato prima della necessaria ricarica della batteria (sempre e comunque in base al tuo utilizzo).

Creative Outlier Sports

Ho messo quindi da parte i miei attuali auricolari da palestra per confrontarmi seriamente con il nuovo prodotto della società singaporiana, ti racconto com’è andata.

Creative Outlier Sports

Collegamento bluetooth (per me un must al quale non posso rinunciare in palestra), peso estremamente ridotto (15 grammi, ancora meno del set usato fino a ora), 11 ore di batteria dichiarata: dopo averli caricati completamente a inizio settimana, sono riuscito ad arrivare al termine delle mie sessioni di allenamento (3 da circa 2 ore cadauna) senza avere la benché minima preoccupazione che la batteria potesse abbandonarmi, nonostante collegamenti multipli stabiliti con il mio S8 e con le macchine Technogym della palestra, con un volume spesso variabile a coprire eventuali rumori di fondo che mi distraevano, o più semplicemente per potermi godere al meglio la traccia del momento (una a caso).

Come quasi sempre capita in questi casi, il livello di batteria durante l’utilizzo lo si vede su iOS ma non Android, qui però Creative (così come le altre marche) nulla c’entra.

Il suono è buono e pulito, il basso colpisce bene, in maniera secca e senza distorsioni, con l’isolamento non pieno ma comunque sufficiente a lasciarti solo con i tuoi pensieri e il sudore che non esita a colare, ne esce fuori un risultato complessivo assolutamente valido.

Il cavo di collegamento tra i due auricolari prevede anche una “sosta” per i comandi e il microfono che permette di partecipare tranquillamente a una telefonata (o equivalente), senza quel difetto costituito dalla cattura voce in ambiente troppo aperto quando il microfono è posizionato su uno dei due auricolari (in questo caso puoi sempre avvicinare il telecomando alla bocca per avere più sicurezza in merito al giusto passaggio della tua voce verso la destinazione dall’altro lato della cornetta). La stessa porta di ricarica (microUSB) si trova anch’essa nel telecomando.

La scatola che racchiude il prodotto è completa di accessori e propone anche un astuccio con il quale trasportare comodamente le Outlier Sports, che puoi infilare nel borsone così da evitare di maltrattare gli auricolari e portarli a morte pressoché certa dopo poco tempo (la distrazione più classica è quella del tirare via qualcosa dalla borsa e strappare via anche il cavo degli auricolari, anche se a me fortunatamente non è mai successo). Troverai anche un piccolo cavo microUSB piatto (utile se sei fuori casa e vuoi ricaricare le Outlier Sports tramite batteria tampone di scorta) e gli ulteriori gommini per adattare al meglio il prodotto ai tuoi padiglioni auricolari.

Le Outlier Sports si indossano con estrema facilità, sono stabili, non si muovono, il cavo porta poco fastidio (anche durante esercizi che richiedono movimenti rapidi o fermi panca che ti vedono a sguardo semi-perso verso il soffitto) e il peso del telecomando che pensavo potesse influenzare il dondolio dell’archetto morbido (anche se di archetto vero e proprio non credo si possa parlare) non esiste affatto, non pone alcuna variabile all’interno dell’equazione. Lo avrai quindi capito: le Outlier Sports sono comode e una volta fissate correttamente lasciano passare bene l’audio senza perdita di qualità. La tecnologia bluetooth 4.1 aiuta sia in trasmissione (fino a 10 metri coperti in linea d’aria dalla sorgente, che comunque sconsiglio di mantenere per evitare di avere interruzioni audio o di mettere a dura prova la batteria del prodotto) che in risparmio energetico (altro importante particolare).

Creative Outlier Sports: attività in movimento secondo Creative

In conclusione

Un prodotto dalle indubbie capacità che è capace di accontentare –credo– ogni palato, occupando certamente ciò che nel rapporto sempre ricercato tra qualità e prezzo ci si fissa prima di ogni acquisto. Le Outlier Sports hanno infatti un prezzo di listino di circa 60€ (59,99, nda), ma si trovano abbastanza facilmente anche a qualcosina in meno, gironzolando tra i vari store online, Amazon compreso:

Scheda tecnica disponibile facendo clic qui, a te invece lascio la parola in caso di dubbi o necessità di ulteriori informazioni, l’area commenti è al solito posto :-)

Buon inizio settimana!

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Creative, ho potuto tenerlo al termine del test.
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Un tempo era Napster, poi l’evoluzione ci ha travolti facendoci finire ai tempi d’oggi, quelli caratterizzati da Spotify, che è un po’ il nome che tutti grosso modo conoscono, perché di giocatori nel campo della distribuzione musicale ne esistono in realtà molti altri. Ecco, Qobuz è uno di quelli che fino al mese scorso non conoscevo, nonostante operi in questo mercato dal 2007 (solo da una manciata di tempo in Italia, nda).

Qobuz è l'audio ad alta definizione per l'alto ceto musicale

Qobuz

Nato in Francia (nel 2007, appunto), e quasi arrivato a un bivio che puzzava di chiusura nel 2015, Qobuz propone un catalogo musicale all’interno del quale potrai trovare tracce estratte da CD senza perdita di qualità (e non solo), che potrai ascoltare tramite qualsiasi tuo dispositivo (adatto) per un periodo di tempo limitato (quello della prova gratuita) o per sempre, ammesso di pagare l’abbonamento che a te più si confà. Qobuz Premium, Qobuz HiFi, Qobuz HiFi Sublime e Qobuz HiFi Sublime+ sono i quattro pacchetti disponibili per la tua scelta, rispettivamente a un costo di 9,99€/mese (o 99,99€/anno), 19,99€/mese (o 199,99€/anno), 219,99€/anno (non c’è pagamento mensile) e 349,99€/anno (non c’è anche in questo caso pagamento mensile). Costi che letti così sono proibitivi, ma ai quali corrisponde chiaramente una serie di possibilità di ascolto e download che i puristi musicali evidentemente possono pretendere (puristi che devono però avere un buon budget a disposizione). Questo perché Qobuz, insieme a Tidal, costituisce l’unica coppia dello streaming a qualità CD (FLAC 16-Bit/44.1kHz), non considerando il servizio Elite di Deezer riservato a chi possiede dispositivi Sonos.

Il Player

Disponibile per Windows e macOS, Android e iOS, Qobuz propone un player che ingloba al suo interno null’altro che una buona interfaccia web con la possibilità di essere soggetta alle leggi di qualsiasi altro programma installabile sui principali sistemi operativi. Tiene fuori Linux, sul quale però gira correttamente la versione Windows emulata da Wine. Bella quanto quella di Spotify? No, eppure si tratta grosso modo dello stesso tipo di mestiere e movimenti tipici (ti fornisco l’album, ti propongo la playlist, ecc.). Disponibile chiaramente anche via web puro, per ogni browser di vecchia e nuova generazione (ma la vecchia facciamo che la metti da parte e smetti di usarla, eh?): play.qobuz.com.

 

Puoi partire alla ricerca della singola traccia, aggiungendola alla tua coda, e la cosa vale anche per gli album interi, quelli che hai a disposizione e compresi nel tuo abbonamento, perché la cosa che non mi è del tutto chiara è la questione accordi / licenze e il perché alcuni di quegli album facciano ascoltare giusto un assaggio da 30 secondi, sopratutto perché Qobuz dichiara di possedere i diritti sia per le major, che per le etichette indipendenti in tutto il mondo. A tal proposito chiederò informazioni in merito e aggiornerò l’articolo per dare una risposta anche a te nel caso ti venga voglia di mettere alla prova il servizio.

Qobuz
Qobuz
Developer: Qobuz
Price: Free
Qobuz
Qobuz
Developer: Qobuz
Price: Free+

Il catalogo e le partnership

Ricco, fuori di dubbio, perché si parla di 40 milioni di brani di cui più di uno in alta definizione (quest’ultimo milione corrisponde a circa 80.000 album stimati). Io ho cercato di attraversare ogni genere che sono solito ascoltare, trovando quasi sempre buone risposte, spaziando poi per alcuni autori e generi che ascolto molto meno e scoprendo belle sorprese che ho certamente apprezzato anche per la qualità di trasmissione della traccia (che dà il suo bel da fare alla connessione quando si passa dalla qualità Hi-Res a 24 bit / 192 kHz Stereo rispetto al più ristretto MP3 tradizionale). Le novità rispondono anch’esse all’appello e non può che far piacere, il tutto anche scaricabile sul proprio PC (o altro dispositivo) per un ascolto offline in qualsiasi momento, con il plus della copia scaricata in maniera permanente (come se si possedesse il CD) a patto di avere l’abbonamento adatto (il Sublime+, nda), altrimenti ci si accontenta dell’evitare di consumare GB ma le tracce restano leggibili dal solo Player di Qobuz.

Qobuz è l'audio ad alta definizione per l'alto ceto musicale 4

Oltre alle singole tracce, in alcuni casi potrai anche dare un’occhiata ai booklet digitali dell’album, roba per veri feticisti, ma che va in qualche maniera ad arricchire ciò che stai pagando mensilmente / annualmente, non c’è dubbio. Se poi quel catalogo lo vuoi ascoltare esclusivamente a casa o in ufficio e hai un dispositivo compatibile Qobuz, puoi dare libero sfogo alla tua passione e pretesa riguardo la qualità, perché la società francese ha stretto accordi con partner di tutto rispetto, che ti permettono di portare il tuo abbonamento anche laddove altri non si sognano neanche di arrivare: Sony, Naim, JBL, Harman Kardon, LG, B&O Play, Philips, Vizio, Pioneer, Onkyo, Grundig, Polk, Raumfeld, oltre che sui sistemi audio multisala come Sonos, Yamaha MusicCast, Bluesound, Devialet, Linn and Samsung. Qobuz è utilizzabile con brand high-end come Mark Levinson, Auralic, Aurender, Lumin, T+A, AVM, Burmester, Esoteric e Sim Audio, e l’elenco può solo cresce in futuro.

Il booklet di cui ti parlavo prima non è però l’unica nota di finezza in più che Qobuz può vantare, perché c’è un intero staff editoriale dietro le scelte della società, ed è quello che cura tra l’altro le recensioni degli album, le biografie (chiamate Ritratti) che raccontano gli artisti e il loro modo di fare musica, le panoramiche su alcune delle più belle uscite (che hanno fatto la storia o che stuzzicano la curiosità odierna dei fruitori), come un grande blog che continua ad arricchirsi di interventi competenti tradotti anche nella nostra lingua (lavoro affatto banale e che porta via un mucchio di tempo, che ha quindi un costo anch’esso).

In conclusione

Insomma, l’idea me la sono fatta io che ho sfruttato a man bassa le fantastiche SONY WH-1000Xm2 (per poter dare giustizia all’ascolto delle tracce in Hi-Res, lo ammetto) e se la sono fatta tutti coloro che hanno già messo alla prova questo servizio: la qualità dei contenuti e di tutto l’ecosistema che gira attorno a Qobuz batte facilmente ciò che Tidal ancora propone e difende dall’alto del nome che si è potuto fare precedentemente.

Io che Tidal l’ho provato ormai diverso tempo fa non me la sento di metterli oggi a confronto seriamente (perché il servizio scandinavo potrebbe essere nel frattempo migliorato), ma di certo riconosco a Qobuz un grandissimo lavoro che va ben oltre l’interfaccia applicativa ancora migliorabile, perché le tracce suonano meravigliosamente (come se si fosse tornati ai bei tempi dell’impianto audio in casa senza i vicini che venivano a bussarti alla porta come se avessi appena ucciso qualcuno, e che saranno mai i Guns N’ Roses alle quattro del pomeriggio, dovreste ringraziarmi quasi!) e tutto ciò che c’è attorno a essere è presentato con competenza e occhio critico sempre apprezzabile, senza considerare che quella statistica relativa ai contenuti in qualità FLAC (quasi) CD contro le tracce in alta definizione non può che modificarsi prediligendo quest’ultima strada (con buona pace dei puristi e felicità di chi pretende che tutto fili più liscio della pelle di un neonato). Grande tallone d’Achille per il nuovo utilizzatore che non può capire la differenza dalla pura offerta testuale è certamente il prezzo affatto competitivo, ma qui aiuta il mese gratuito di prova e la costante da sempre esistente: la qualità ha un prezzo.

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

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Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: abbonamento 3 mesi al piano Sublime+ fornito da Qobuz che ringrazio. Al termine dei 3 mesi tutto torna alla normalità e dovrò pagare la cifra di listino se vorrò continuare a usare il servizio.
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