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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Una manciata di settimane fa ti ho parlato della possibilità di provare in anteprima le nuove versioni di iOS per iPhone (e non solo). L’articolo è andato piuttosto bene e vedo (dalle statistiche) che continua ad attirare l’interesse dei lettori, forse te compreso. Per questo motivo torno sull’argomento e ti parlo di un possibile “problema” dovuto al mancato aggiornamento automatico di iOS 12 attualmente rilasciato in beta sui melafonini. Mi è capitato di trovarmi davanti a questa schermata:

Quando iOS 12 non vuole saperne di aggiornarsi automaticamente

Il mio iOS 12 è impostato per eseguire automaticamente gli aggiornamenti nel caso in cui questi vengano resi disponibili da Cupertino, eppure quel messaggio compariva inesorabilmente a ogni sblocco, senza che fosse presente all’appello alcun aggiornamento, almeno secondo il pannello delle Impostazioni di iPhone. Per questo motivo ho ripreso in mano l’articolo precedentemente scritto, visitato il sito web che mette a disposizione i certificati di installazione delle versioni beta dei firmware della mela e rifatto l’installazione di questo.

Provare le nuove versioni di iOS (e non solo) con un clic

Al successivo riavvio del telefono l’aggiornamento era lì ad aspettarmi, mi è bastato lanciarlo per approdare sulla versione 11 (di iOS 12), quella che qualche giorno dopo avrebbe lasciato il posto alla GM annunciata durante l’ultima conferenza di Apple dello scorso 12 settembre, esattamente ciò che c’è a bordo del mio iPhone 8 oggi:

Ti ricordo che secondo l’annuncio di Apple, iOS 12 sarà disponibile per tutti a partire da lunedì 17 settembre.

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In un mondo fatto di squali in grado di fare un solo boccone dei propri competitor, Xiaomi e le società alle quali essa ha permesso di crescere, grazie a importanti investimenti, sono vere e proprie alternative alle quali rivolgere particolare attenzione. C’è fame, c’è quella sana (e sempre più rara) voglia di competere e mettere sul piatto alternative dai costi più ridotti ma dalle qualità in grado di tenere testa a chi determinati mestieri li svolge da una vita intera. YI Technology è una di quelle società capaci di far parlare di sé a suon di Action Cam, VR e molto altro. Io oggi ti voglio parlare di YI 4K Action Camera, una reale alternativa a GoPro, un po’ più alla portata (economica) di tutti.

YI 4K Action Camera: la piccola Xiaomi tra le grandi di settore

YI 4K Action Camera

È piccola, leggera, estremamente maneggevole, tutto ciò che di base è assolutamente necessario per un prodotto di questo tipo. È touch-screen, con facile accesso a batteria e memoria SD (microSD, nda), con una buona ottica e un microfono in grado di catturare sufficientemente bene tutto ciò che accade nei dintorni dell’oggetto. Può essere acquistata con la custodia già pronta per andare sott’acqua, ma sarà poi tuo compito cercare gli accessori compatibili e di contorno per poterla portare davvero con sé in ogni occasione. La YI 4K Action Camera è l’Action Cam per chi vuole entrare in punta di piedi in questo mondo fatto di momenti da non dimenticare, di immagini, video, ricordi teoricamente indelebili e facilmente condivisibili con il resto del mondo.

Acquistata non in tempo per la rapida toccata e fuga in Calabria (con un mare spettacolare a fare da sfondo), ho rimediato in accordo con Ilaria per le nostre ferie estive. Ha catturato momenti al fiume, al mare, al parco acquatico, tutte occasioni dove l’ho messa alla prova quasi sempre in custodia, usando diversi accessori (anche se prevalentemente l’ho tenuta attaccata al galleggiante).

Modalità d’uso in custodia per l’acqua (tutto basato sulla pressione prolungata del pulsante unico di cattura / accensione), batteria sotto stress in registrazione 4K/25fps, condizione condivisa anche con la microSD montata inizialmente (32 GB), abbastanza veloce ma non altrettanto capiente, l’ora e mezza circa di registrazione continua garantita dal produttore non ci sarebbe stata dentro, per questo motivo ho deciso di acquistare una nuova microSD da 64 GB (massimo taglio supportato dal prodotto) e per sicurezza una seconda batteria da tenere sempre a portata di mano. Puoi trovare qui una lista di consigli per gli acquisti stilata direttamente da YI: help.yitechnology.com/hc/en-us/articles/229417467-What-are-the-requirements-for-my-microSD-card-.

Uso e prestazioni

Mi ripeto: YI 4K è tanto piccola quanto semplice da usare. Le impostazioni le tocchi grosso modo la prima volta che la tiri fuori dalla scatola e la prepari secondo il tuo modo di intendere registrazioni video e fotografie, difficilmente tornerai sui tuoi passi. Ti ricorderai di attivare quando serve il WiFi integrato per lo scambio dati immediato tra memoria microSD della camera e un qualsivoglia tuo dispositivo smart (telefono, tablet, ecc.), probabilmente modificherai la modalità di cattura per girare un video a rallentatore, ma nulla più. Punta, attiva, riprendi o scatta, l’immediatezza è certamente un punto a favore di questo prodotto (lascia i ritocchi alla post-produzione ;-)).

YI 4K Action Camera: la piccola Xiaomi tra le grandi di settore 2

Ecco, ciò che in realtà è stato meno immediato e che mi ha portato a perdere molto tempo durante la fase di configurazione è stato proprio quel tallone d’Achille costituito dalle funzionalità WiFi. Dando un’occhiata su Internet scopro che come me, moltissimi altri clienti YI hanno avuto difficoltà nel comunicare in WiFi con la YI 4K, tutto ciò sembrerebbe essere dovuto a qualche piccola rogna contenuta nel firmware della camera, che viene aggiornato (o per lo meno ti viene proposto di farlo) appena ti connetterai per la prima volta a lei tramite l’applicazione ufficiale del prodotto:

Qualche pecca della funzionalità WiFi

Quel firmware proposto diventa fondamentale nel momento in cui vuoi sfruttare la lingua italiana al posto di quella inglese, ma anche per introdurre diversi nuovi miglioramenti pressoché in ogni comparto del prodotto, dalla cattura del microfono al comportamento da adottare nei confronti della luce, all’ottimizzazione del risultato registrato per evitare di invadere inutilmente la memoria a disposizione. Insomma, un aggiornamento firmware ha senso di esistere proprio perché apporta generalmente miglioramenti al sistema, a patto che questo non vada a “spaccare” qualcosa precedentemente funzionante.

Te la faccio corta: dopo aver aggiornato la YI 4K all’ultimo firmware disponibile, non sono più riuscito a collegarmi alla sua WiFi tramite applicazione. Ho dovuto quindi effettuare un downgrade del sistema portandolo alla versione originale di fabbrica, per poi aggiornare manualmente “passo-passo”, un firmware alla volta circa, per riuscire a riprendere possesso di quelle funzionalità indubbiamente comode costituite dallo switch remoto (via applicazione) così come il download dei video o delle fotografie appena scattate.

Trovi la pagina dedicata ai firmware dei prodotti YI all’indirizzo yitechnology.com/firmware/index/class/action, tu dovrai solo iniziare a digitare il seriale prodotto che trovi nell’etichetta posta sul fondo e poi scegliere le versioni del file da scaricare. Il mio salto è stato costituito dalla versione 1.7.17 (OK) → 1.8.9 (OK) → 1.9.0 (KO) → 1.10.9. Pur notando un KO della 1.9.0, aggiornando come ultimo step alla 1.10.9 sono riuscito a ottenere tutte le ultime novità e rientrare nella WiFi creata dalla YI 4K. Per poter sovrascrivere il firmware a bordo camera dovrai semplicemente scaricare il file firmware.bin all’interno della scheda microSD e riavviare il prodotto, quindi confermare l’operazione a video (usando il touchscreen). Per tua comodità, ho caricato i file da me usati all’interno dello spazio Box personale: go.gioxx.org/yi4k-firmware.

YI 4K Action Camera: la piccola Xiaomi tra le grandi di settore 3

Copia (o sposta) il file firmware.bin direttamente nella cartella principale della microSD montata nella YI 4K

È possibile che al successivo avvio della YI 4K, dopo aver confermato la sovrascrittura del firmware, ti verrà richiesto di ritoccare nuovamente alcune delle impostazioni che avevi precedentemente messo a punto, porta pazienza e fallo ancora una volta, è il dazio da pagare per tornare indietro a correggere questi piccoli problemi di compatibilità.

YI 4K Action Camera: la piccola Xiaomi tra le grandi di settore 15

Comparto tecnico, foto e video

12 megapixel (1/2.3″) per le tue fotografie catturate da un sensore Sony IMX377, lo stesso che tra l’altro si mette al lavoro per girare i video dei momenti che vuoi conservare nel tempo (con un angolo di cattura di quasi 160°). Monitor touch-screen (come detto in apertura articolo) con una risoluzione 640×360, diagonale da 2 pollici circa (2.19 per la precisione) e 330ppi. Stabilizzazione elettronica delle immagini (e del video), regolazione automatica della cattura in caso di scarsa illuminazione, un processore abbastanza veloce, che scalda poco e che permette al prodotto di rimanere stabile nel tempo (con rapidi tempi di avvio), tutto descritto abbastanza minuziosamente nella scheda Features della YI 4K (e in parte anche nella scheda principale del prodotto).

Quello che posso dirti io è che le fotografie sono nella media accettabili, in alcuni casi anche molto belle, ma si soffre l’alta luminosità. Ne è un esempio questo scatto (che ho solo ridotto per evitare che occupasse inutilmente 6 MB su disco, lasciando invariati però i colori e tutto il resto, oscurando solo i volti delle persone che mi circondavano, si sa mai con GDPR & Co.):

YI 4K Action Camera: la piccola Xiaomi tra le grandi di settore 1

La storia cambia di netto invece nei video, dove la qualità si vede tutta, dove la stabilizzazione è davvero palese, così come la correzione dell’occhio di pesce utilizzato per catturare quanto più panorama possibile (i famosi 160° circa di campo visivo, nda). Microfono non sempre infallibile, soprattutto in custodia, cattura male ciò che è fisicamente lontano (e neanche tanto), molto invece il rumore di fondo vicino (che poi c’è anche da aspettarselo eh, infatti la situazione cambia ancora una volta quando la YI 4K viene tenuta fuori dalla custodia impermeabile, magari su cavalletto per una registrazione diretta di un volto o di una scena panoramica).

Buona e certamente gradita la parte relativa agli effetti aggiuntivi come la ripresa in Slow Motion o il Time Lapse.

Accessori

In realtà già citati qualche riga più su, di accessori per le Action Cam ne esistono a decine, spesso compatibili con i modelli più comuni in commercio, e anche in questo caso YI 4K non fa eccezione grazie al suo tipo di attacco più che standard.

Per poter portare con me l’accessorio in acqua, ho scelto di acquistare un set che includesse anche un galleggiante, rivelatosi poi prezioso e certamente azzeccato, così come la custodia che ho trovato nel medesimo set, che contiene ora la Cam (completa di custodia subacquea), un paio di attacchi e lo spazio adatto a trasportare anche la batteria di riserva e una ulteriore microSD conservata nel suo adattatore (così da rendermi la vita più facile quando ho bisogno di scaricare i contenuti su PC e non ho con me un cavo microUSB).

In conclusione

Un prodotto che nel suo rapporto qualità-prezzo la dice lunga, YI 4K può essere una buona base di partenza per tutti coloro che desiderano immortalare bei momenti diversamente difficili da conservare su file video se non si usano smartphone resistenti all’acqua (che comunque soffrono quella di mare poiché salata). Io posso ritenermi un cliente soddisfatto del suo acquisto, ho già utilizzato il prodotto in diverse occasioni e scenari trovandomi grosso modo sempre bene. Sono certo che passando a una GoPro di ultima generazione io possa ottenere ancora più qualità, ma non posso davvero lamentarmi per la scelta operata.

Come al solito, grazie per essere arrivato a leggere fino a qui (che pazienza!) e -in caso di dubbi o curiosità- utilizza pure l’area commenti per chiedermi quello che vuoi riguardo il prodotto! :-)

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: acquistato dal sottoscritto durante lo scorso Amazon Prime Day. Ci stavo pensando già da un po' (soprattutto in vista delle vacanze) e finalmente mi sono deciso.
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Seppur esistente da tempo passando per metodi di terze parti (come IFTTT), da qualche tempo un componente aggiuntivo ufficiale per GMail ti permette di allegare (o salvare gli stessi) nel tuo spazio Dropbox. Si chiama –con molta poca fantasiaDropbox for GMail e si installa gratuitamente da gsuite.google.com/marketplace/app/dropbox_for_gmail/33761876029.

GMail e Dropbox: salvare (o inserire) facilmente gli allegati

La procedura di installazione richiede i diritti di accesso alla tua casella di posta e non necessita di ulteriori modifiche da parte tua. Entrerà in funzione non appena avrai a che fare con una mail contenente allegati (tradizionali, ma anche immagini inserite nel corpo mail, tanto per dire), che potrai decidere di salvare direttamente in una cartella di Dropbox, con un necessario ultimo passaggio di mezzo: dovrai infatti completare l’accesso al tuo account Dropbox, effettuando il login su quest’ultimo e dando i permessi al componente aggiuntivo per fare da tramite tra le due piattaforme.

Da questo momento in poi ti sarà più facile gestire i tuoi file, senza la necessità di passare da cartelle d’appoggio (banalmente potremmo parlare della Download su Windows o macOS), sfruttando appieno lo spazio messo a disposizione dal servizio in Cloud, rendendo il tutto più semplice anche dai dispositivi mobili (sì, se hai aggiornato l’applicazione di GMail su Android / iOS, questa sarà compatibile con il medesimo componente aggiuntivo).

Gmail
Gmail
Developer: Google LLC
Price: Free
Gmail - l'email di Google
Gmail - l'email di Google
Developer: Google, Inc.
Price: Free

Non farti ingannare dalla dicitura riguardante GSuite (la versione dedicata alle organizzazioni no-profit o al business), il componente funzionerà anche con il tuo account di GMail personale. Non ti resta quindi che installarlo e provarlo, magari puoi dirmi cosa ne pensi, sfrutta l’area commenti che trovi in fondo all’articolo :-)

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Non è certo argomento nuovo quello del DNS hijacking, pratica quanto più perpetrata da coloro che scrivono software malevolo in grado di attaccare i router casalinghi, o magari quelli ben più complessi alla base di una rete aziendale che può diventare inconsapevole vittima di un redirect non voluto e non certo giusto ai fini di una navigazione pulita e fatta di siti web leciti. Il funzionamento di tale tecnica è tanto semplice quanto pericoloso: l’ignaro utente effettua una normale richiesta a un DNS che non si aspetta, il quale redirige quella richiesta verso un sito web infetto e potenzialmente molto pericoloso.

Firefox: DNS over HTTPS (di Cloudflare ma non solo)

La tecnica ha maggiore effetto con coloro che sono poco informati, o comunque poco (o per nulla) in grado di accorgersi di questo tipo di redirezione (pensa ai tuoi genitori in età avanzata, i nonni, ma anche parenti ben più giovani ma completamente a digiuno di questo tipo di argomenti), sfociando così in furti di credenziali o –ben peggio– di codici di protezione per conti correnti bancari e carte di credito. I maggiori produttori di browser lavorano da tempo a tecnologie che vadano oltre la configurazione DNS del proprio Sistema Operativo, e sono mesi che nelle versioni Nightly di Firefox mi trovo dietro una configurazione di DNS over HTTPS per proteggere le mie richieste verso i DNS utilizzati, così da ottenere risposte corrette e che tengano al sicuro la navigazione quotidiana.

Firefox: DNS over HTTPS (di Cloudflare ma non solo) 1

Di Cloudflare e dei suoi nuovi DNS ti avevo già parlato in passato, in questo articolo.

Gli “studi” di cui parla Nightly sono quelli che –ammesso tu stia usando questa versione del browser Mozilla– puoi trovare digitando about:studies nella barra dell’URL. Questa è una (ormai non più) novità di Nightly introdotta lo scorso marzo, così come la stessa cosa è accaduta per Google e il suo Chrome arrivato a introdurre anch’esso uno studio nel rilascio dello stesso mese (e -sempre Google- ne parlava già nel 2016: developers.google.com/speed/public-dns/docs/dns-over-https).

Firefox: DNS over HTTPS (di Cloudflare, ma non solo)

Effettuare richieste DNS passando per HTTPS ha anche un duplice scopo, ed è quello relativo alla privacy dei dati scambiati tra il client (da te utilizzato) e il server che sta portandoti verso il sito web richiesto. Chi si trova in mezzo, passando per una connessione cifrata (HTTPS, appunto), non potrà ottenere statistiche dettagliate e abitudini del client che fino a oggi sono state più trasparenti dell’aria.

Sperimentazione dei DNS over HTTPS

Forzare il browser di casa Mozilla a utilizzare dei DNS over HTTPS è oggi possibile con qualsivoglia versione pari o superiore alla 60, a prescindere dal ramo di aggiornamento scelto per le proprie postazioni. Un articolo di Ghacks lo spiegava lo scorso aprile, io te lo riepilogo in breve.

  • Portati nell’about:config del browser (e conferma che vuoi procedere garantendo che non combinerai danni, perché tu non lo farai, giusto?)
  • Cerca la voce network.trr.mode e portala a valore 2, questo ti consentirà di scegliere DNS over HTTPS come principale metodo di risoluzione nomi, ma di passare in fallback sui DNS di sistema nel caso il metodo principale fallisse (così da non rimanere senza meta durante la navigazione). Il valore 1 permetterebbe a Firefox di scegliere il più veloce tra i due metodi, il 3 di usare esclusivamente DNS over HTTPS e 0 -che poi è il default- di usare solo i DNS di sistema, come hai sempre fatto.

Firefox: DNS over HTTPS (di Cloudflare ma non solo) 2

  • Cerca ora la voce network.trr.uri e valorizza il contenuto scegliendo (e riportando la stringa adatta) uno dei due servizi sperimentali attualmente già pubblicamente accessibili, Mozilla / Cloudflare (https://mozilla.cloudflare-dns.com/dns-query) o Google (https://dns.google.com/experimental).

Firefox: DNS over HTTPS (di Cloudflare ma non solo) 3

  • Se -contrariamente a me- hai precedentemente scelto di usare il servizio di Mozilla / Cloudflare, devi ora cercare la voce network.trr.bootstrapAddress e valorizzarla con il DNS primario del servizio (1.1.1.1). Se hai scelto Google, quel valore dovrà corrispondere invece al più che conosciuto 8.8.8.8.

Firefox: DNS over HTTPS (di Cloudflare ma non solo) 4

La modifica è immediata, e tu navigherai sin da subito passando per una risoluzione nomi basata ora su DNS over HTTPS.

Ulteriori riferimenti

Ho trovato su GitHub una lista di altri servizi di DoH (DNS over HTTPS) alla quale puoi fare riferimento, puoi consultarla anche tu puntando il browser all’indirizzo github.com/curl/curl/wiki/DNS-over-HTTPS (con la speranza che venga aggiornata in futuro).

Ghacks aveva inoltre pubblicato, precedentemente all’articolo dedicato alla configurazione DoH di Firefox, un approfondimento su tutte le voci di about:config dedicate a questo metodo di risoluzione nomi, lo trovi all’indirizzo ghacks.net/2018/03/20/firefox-dns-over-https-and-a-worrying-shield-study.

Se a te sorge qualche dubbio in merito a quanto spiegato nell’articolo beh, sai già cosa fare: l’area commenti è a tua totale disposizione :-)

Buona giornata!


immagine di copertina: unsplash.com / author: Liam Tucker

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L’apertura mentale e pratica di Apple da qualche tempo a questa parte, prevede che ci possa iscrivere a programmi di beta testing pubblici relativi ai nuovi firmware realizzati per i vari dispositivi della mela.

Questi, contrariamente a quelli riservati agli sviluppatori, seguono un filone ovviamente più lento e sicuro, per evitare di incorrere in brutti scherzi generalmente addossati agli “early-adopters“, persone disposte a sopportare il disservizio pur di mettere mano immediatamente alle novità che il marchio di Cupertino ci riserva per il futuro (con -generalmente- segnalazione e log dell’anomalia riscontrata così da permetterne la correzione). Essere sviluppatori ha però un costo annuale e non tutti sono disposti a coprire quelle spese. Per questo esistono alternative come thuthuatios.com e il suo portale dedicato all’installazione delle beta non pubbliche.

Provare le nuove versioni di iOS (e non solo) con un clic

È tutto molto semplice: tramite l’installazione di un certificato generalmente riservato agli sviluppatori, Apple permette al dispositivo che stai usando (iPhone, Mac, AppleTV, ecc.) di accorgersi della presenza di un nuovo firmware (quello beta, non pubblico), lasciandoti così procedere con l’installazione. Il sito web è di origine vietnamita, ed è l’equivalente nostrano delle community più conosciute che parlano del mondo Apple (tipo melamorsicata.it, tanto per citarne una); lo stesso ha messo online la pagina protagonista del mio screenshot pubblicato poco sopra, raggiungibile all’indirizzo beta.thuthuatios.com/en (o, più semplicemente, go.gioxx.org/ios-beta).

Visita il collegamento con Safari installato sul dispositivo interessato, così da poter immediatamente scaricare e installare il profilo che desideri, ti verrà richiesto un riavvio non appena portata a termine questa operazione (che non funziona con altri browser, giusto per completezza).

La pagina è in continua evoluzione (puoi vederlo tu stesso dando un’occhiata al changelog), seguendo l’onda dei rilasci Apple per i suoi dispositivi. Il metodo è testato e funzionante al 100%, ma come al solito il mio consiglio è quello di evitare di abusarne se non hai la benché minima idea di cosa tu stia facendo, peggio ancora se credi di poter ottenere subito le nuove caratteristiche di sistemi non ancora ufficialmente rilasciati, quindi potenzialmente instabili.

Giusto giocare e dare in pasto quanta più esperienza possibile alla propria curiosità, ma sempre con l’ancora di salvataggio e l’esser pronti a tornare sui propri passi ;-)

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