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Era agosto quando ho cominciato a curiosare nel sito web di Fabio Disconzi, approdato lì grazie a un consiglio di lettura riguardo gli Open Data e la difficile adozione da parte di alcune mentalità “brillanti“, quelle che difficilmente comprendono che si tratta di dati ufficialmente accessibili in maniera pubblica, al massimo rimaneggiati da chi ne ha le giuste capacità e che, talvolta, li propone in maniera parecchio più “user-friendly“, come fa Fabio. L’articolo di cui parlo è questo (e ti consiglio a mia volta la lettura): fabiodisconzi.com/webzine/opendata/30/societa-opendata-trasparenza-problemi/index.html

Perché ne parlo oggi? Perché chiacchierando con un amico è saltato fuori l’eterno discorso del prezzo della benzina nella pompa italiana, e del suo costante modificarsi nel tempo a causa di accise e scelte del governo non troppo chiare al comune mortale come me. È per questo motivo che mi è tornato in mente il sito web di Fabio, ed è per questo che ho consigliato di farci un salto per rendersi conto della curva di crescita (e decrescita, in rari casi) che il litro ha subito.

L'Open Carburanti di Fabio Disconzi

Si chiama Open Carburanti ed è solo uno degli osservatori messi a disposizione, nati grazie alla disponibilità degli Open Data resi pubblici dal Governo Italiano (vedi qui: mise.gov.it/index.php/it/open-data), plasmati affinché l’utente finale potesse leggerli e ordinarli secondo le proprie esigenze. Il progetto –completamente libero e aperto a tutti– è accessibile all’indirizzo fabiodisconzi.com/open-carburanti.

Da qui potrai navigare nei prezzi medi storici del carburante (non solo gasolio o benzina verde, ma anche GPL e metano), cercare la pompa di benzina economica più vicina a te, ma anche capire quanto ti è costato un pieno di benzina (basato sulla media dei 40 litri, occhio) rispetto all’ultimo aggiornamento dei prezzi, confrontando il tutto tra le diverse bandiere presenti sul mercato. Questo particolare riguardo le accise ha risposto alla domanda principale della chiacchierata di cui ti parlavo all’inizio, ma c’è tanto che si può imparare semplicemente dando una forma ai dati grezzi.

Questo più che un articolo è uno di quei consigli e “Segnalibro” che puoi salvare anche tu nel tuo browser, perché sono certo che possa tornarti utile per rispondere a qualche tua domanda. Dal canto mio, ringrazio Fabio per il lavoro svolto e gli faccio un grande in bocca al lupo per un futuro meno denso di mentalità chiuse che pretendono solo di essere rimosse / oscurate da quanto da lui messo online. Tutti abbiamo il sacrosanto diritto della maggiore trasparenza di quanto è già nato pubblico.

Buon fine settimana!


Photo by Gab Pili on Unsplash
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Dell’arrivo di Google Currents in Italia ne hanno già parlato in molti, uno fra tanti è NinjaMarketing che ha giustamente approfondito l’argomento in suo articolo. Quello che vorrei fare io invece è parlarvi (come al solito) di come mettervi rapidamente in pista per arricchire quello che è il panorama delle pubblicazioni italiane compatibili con il software di Mountain View, considerato uno dei migliori per Android lo scorso anno e disponibile anche per iOS e -soprattutto- in Italia.

Gioxx’s Wall su Google Currents – gioxx.org/currents

Quello che ho personalmente fatto è stato mettere in piedi una versione di Gioxx’s Wall compatibile con Google Currents, il risultato del mio lavoro è già visibile sottoscrivendo l’edizione su gioxx.org/currents e presto rilascerò una nuova versione che metterà in primo piano più aree del blog, lasciando in secondo piano tutto il resto (Twitter, video & Co.). Già disponibile inoltre è una pubblicazione dedicata a X Files, potete sottoscriverla andando all’indirizzo mozilla.gfsolone.com/currents!

Attraverso questo articolo vorrei darvi qualche consiglio su come personalizzare l’header della tabella dei contenuti e delle sezioni, quindi quello degli articoli singoli, il tutto non accontentandosi dello stile di default proposto da Google (molto elegante, a dirla tutta).

Tutto comincia da qui

Per poter iniziare a pubblicare la vostra opera sarà necessario andare all’indirizzo google.com/producer, entrare con il vostro utente Google e accettare la licenza proposta. Unico obbligo è l’utilizzo di Google Chrome, grave pecca per chi come me preferisce usare sempre Mozilla, ma tant’è.

Scelto il nome della pubblicazione e la prima fonte dalla quale scaricare i dati (tipicamente il feed RSS del vostro blog), potrete inserire altre fonti e contenuti. Farlo è estremamente intuitivo e semplice, Google pensa grosso modo a tutto, non mi soffermerò molto su come procedere, lo lascio fare alla vostra curiosità e allo stesso Google (la parte relativa al motore di ricerca stavolta, ndr) se necessario ;-)

Tabella dei contenuti

Il cuore e la partenza di tutta la vostra testata “Currents-Ready“, da qui potrete pilotare l’utente verso le sezioni più specifiche o verso i canali esterni quali Facebook, Twitter, Youtube, Flickr e qualsiasi altro servizio vi riesca a mettere a disposizione più o meno facilmente un feed RSS sul quale poggiare il vostro lavoro di “conversione” al mobile.

La tabella dei contenuti viene composta automaticamente da Google Currents che seleziona le ultime novità presenti nei vostri feed, ne cattura un’immagine e la propone al lettore per una fruizione intelligente, immediatamente e molto semplice. Quello che è possibile fare è determinare la posizione dei feed in lista, affinché Currents vada a inserire in prima, seconda o terza pagina (potete continuare a vostro piacimento e necessità) i contenuti.

Un consiglio? Inutile dirlo, tenete in testa alla lista ciò che volete mostrare in prima pagina, in particolar modo le prime 3 posizioni che su uno smartphone la faranno da padrone, contrariamente al tablet che -per ovvi motivi- proporrà più box e contenuti nella stessa schermata grazie al monitor più grande.

E’ inoltre possibile ritoccare lo stile proposto di default, un custom si adatta meglio alle esigenze di comunque, soprattutto per mostrare un eventuale logo o personalizzare i colori che possono non piacere nonostante l’usabilità e la leggibilità siano assolutamente perfette così come proposte nativamente. Ciò che io ho fatto è stato integrare il logo di questo blog, modificando lo sfondo subito dietro (da grigio a nero), replicando poi il tutto sulle altre sezioni e pagine singole della testata.

Selezionando quindi “Custom” sotto la voce “Header Template” (in Sections), ho messo mano al CSS, caricando dapprima l’immagine desiderata tramite l’area “Media library“, quindi inserendo il collegamento diretto nel foglio di stile stesso. Ecco il risultato in codice:

<style>
.customHeader {
background-color: #000000;
background-image:url('https://producer.googleusercontent.com/producer/attachment/CAAqBwgKMKqJ4AEw8bcN-gioxx.org_headerText.png4');
background-repeat:no-repeat;
background-position:center;
display: -webkit-box;
height: 60px;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #FFFFFF;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight:normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 80%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}
</style>

<g:if device='tablet'>
<style>
.customHeader { font-size: 36px; -webkit-box-align: end; }
</style>
</g:if>

<g:if device='phone'>
<style>
.customHeader { font-size: 28px; -webkit-box-align: center; }
</style>
</g:if>

<div class='customHeader'>
<div class='editionName'>
</div>
</div>

Avendo poi cura di andare a rimuovere la voce “<g:text textid=’editionName’></g:text>” nel DIV “editionName” così da non far comparire il testo scritto con il nome assegnato alla testata, lasciando spazio solo ed esclusivamente all’immagine.

La singola sezione

Contrariamente alla tabella dei contenuti, vostra home page appositamente realizzate per Currents, la singola sezione può proporre specifici contenuti per i quali è sempre bene ricordare “dove ci si trova” al lettore. Per questo motivo ho deciso non solo di inserire il logo del blog (anche in questo caso togliendo il puro testo dall’header), ma di lasciare il nome assegnato alla sezione subito dopo, in modalità “logo | nome della sezione”. Il codice ritoccato è quindi il seguente:

&lt;style&gt;
.customHeader {
background-color: #000000;
display: -webkit-box;
height: 60px;
line-height: 60px;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #333;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight: normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 50%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .sectionName {
color: #DEDEDE;
font-family: 'Currents-Light-Sans';
font-weight: 300;
margin: 0 0 0 10px;
max-width: 40%;
overflow: hidden;
text-align: left;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .divider {
border-left: solid 1px #a3a3a3;
}
&lt;/style&gt;

&lt;g:if device='tablet'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader { font-size: 30px; -webkit-box-align: end; }
.customHeader .divider { height: 30px; margin-bottom: 15px; }
&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;g:if device='phone'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader { font-size: 22px; -webkit-box-align: center; }
.customHeader .divider { height: 22px; margin-top: 5px; }
&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;div class='customHeader'&gt;
&lt;div class='editionName'&gt;
&lt;img src=&quot;https://producer.googleusercontent.com/producer/attachment/CAAqBwgKMKqJ4AEw8bcN-gioxx.org_headerText.png4&quot; /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class='divider'&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class='sectionName'&gt;
&lt;g:text textid='sectionName'&gt;&lt;/g:text&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;

Stavolta ho deciso di non usare il logo del blog come sfondo della testata, è stato infatti inserito nel DIV “editionName“, al posto del puro testo. Il nome della sezione specifica mantiene il suo posto, così come il DIV “divider”, che produce a video quella barra verticale che permette di separare gli altri due.

Personalizzare la sezione Twitter

Decidere di inserire Twitter tra i contenuti disponibili sull’edizione Currents può sembrare una sciocchezza prima di scoprire che il noto Social Network, già da diverso tempo, non distribuisce più pubblicamente il proprio stream tramite feed RSS come un tempo.

Quello che si può fare per aggirare l’ostacolo è andarsi a ricavare i propri tweet direttamente dalle API di Twitter, il modo è piuttosto semplice e il risultato sarà effettivamente “digeribile” come feed RSS partendo dall’indirizzo https://api.twitter.com/1/statuses/user_timeline.rss?screen_name=gioxx dove -ovviamente- al posto del mio nickname andrà indicato il vostro o quello di un utente generico che volete includere nella pubblicazione.

Occhio però alle richieste, più aumentano, più c’è possibilità che vi venga bloccata la richiesta alla fonte, da quando sono state introdotte le API di Twitter c’è infatti un limite posto proprio sulle request, una veloce lettura alla sezione Developers del Social Network vi schiarirà le idee. Questa sezione sparirà dalla prossima versione di Gioxx’s Wall per Currents ;-)

Nessuno vi vieta però di rimbalzare il feed di Twitter su uno strumento di terze parti che possa tenere memoria dei vostri cinguettii e non arrabbiarsi se il numero di richieste al feed stesso aumenta nel tempo. Per la sezione Twitter ho voluto modificare lo stile prendendo quello di una qualunque sezione e arricchendolo ulteriormente con l’icona “simbolo” dell’azienda :-)

&lt;style&gt;
.customHeader {
background-color: #000000;
display: -webkit-box;
height: 60px;
line-height: 60px;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #333;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight: normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 50%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .sectionName {
color: #DEDEDE;
font-family: 'Currents-Light-Sans';
font-weight: 300;
margin: 0 0 0 10px;
max-width: 40%;
overflow: hidden;
text-align: left;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .divider {
border-left: solid 1px #a3a3a3;
}
&lt;/style&gt;

&lt;g:if device='tablet'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader { font-size: 30px; -webkit-box-align: end; }
.customHeader .divider { height: 30px; margin-bottom: 15px; }
&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;g:if device='phone'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader { font-size: 22px; -webkit-box-align: center; }
.customHeader .divider { height: 22px; margin-top: 5px; }
&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;div class='customHeader'&gt;
&lt;div class='editionName'&gt;
&lt;img src=&quot;https://producer.googleusercontent.com/producer/attachment/CAAqBwgKMKqJ4AEw8bcN-gioxx.org_headerText.png4&quot; /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class='divider'&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class='sectionName'&gt;
&lt;img src=&quot;https://producer.googleusercontent.com/producer/attachment/CAAqBwgKMKqJ4AEw8bcN-twitter_newbird_white.png&quot; style=&quot;width: 50px; float: left;&quot; /&gt;&lt;g:text textid='sectionName'&gt;&lt;/g:text&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;

Vale lo stesso per Facebook o Google Plus, quest’ultimo integrato e già disponibile tra le sezioni inseribili in testata. Per Facebook vi servirà qualche passaggio in più, neanche troppo difficile …

L’integrazione con Facebook

Un semplice servizio online ed un URL ben preciso è tutto ciò che vi serve per avere un feed RSS da dare in pasto a Currents e pubblicare i contenuti di una timeline Facebook di una vostra pagina direttamente su smartphone e tablet senza passare dal Social Network di Mark Zuckerberg o esservi iscritti.

Find My Facebook ID è quello di cui necessitate. Andate alla pagina findmyfacebookid.com e inserite l’URL completo della pagina / profilo Facebook, quindi con l’unico pulsante disponibile ottenete l’ID numerico della pagina, copiatelo ed andate a sostituirlo nell’URL seguente che rimarrà sempre lo stesso:

https://www.facebook.com/feeds/page.php?id=182682921817&format=rss20

Dove “182682921817” è l’ID della mia pagina dedicata a ABP X Files. Avete appena ottenuto la fonte RSS attraverso la quale pubblicare i vostri contenuti Facebook su Currents :-)

Un template custom anche per gli articoli

Cosa resta da fare? Un piccolo ritocco all’aspetto della testata per gli articoli singoli prima di andare in onda :-)

Quello seguente propone la testata standard più sottile di quella delle sezioni o della tabella dei contenuti pur permettendomi di integrare ancora un logo (cosa che però ho preferito non fare, scegliendo il puro testo almeno stavolta) e il nome della sezione dalla quale stiamo attingendo le informazioni ora presenti sullo schermo del device, il tutto con un bianco e un grigio chiaro su sfondo nero:

&lt;style&gt;
a.seeOriginalLink {
background-color: #EDEDED;
border: 1px solid #DCDCDC;
color: #333;
cursor: pointer;
display: block;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
margin: 1em auto;
max-width: 330px;
padding: 0.5em;
text-align: center;
vertical-align: middle;
-webkit-tap-highlight-color: #DCDCDC;
}

a.seeOriginalLink:active {
background-color: #DCDCDC;
}
&lt;/style&gt;

&lt;g:header disablePages='splash'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader {
background-color: #000000;
display: -webkit-box;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #FFFFFF;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight: normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 50%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .sectionName {
color: #DEDEDE;
font-family: 'Currents-Light-Sans';
font-weight: 300;
margin: 0 0 0 10px;
max-width: 40%;
overflow: hidden;
text-align: left;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .divider {
border-left: solid 1px #a3a3a3;
color: #727271;
}
&lt;/style&gt;

&lt;g:if device='tablet'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader { font-size: 22px; height: 40px; -webkit-box-align:
center; font-weight:bold; }
.customHeader .divider { height: 22px; margin-top: 3px; }

&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;g:if device='phone'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader { font-size: 17px; height: 30px; -webkit-box-align:
center; font-weight:bold; }
.customHeader .divider { height: 17px; margin-top: 1px; }

&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;div class='customHeader'&gt;
&lt;div class='editionName'&gt;
&lt;g:text textid='editionName'&gt;
&lt;/g:text&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div class='divider'&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div class='sectionName'&gt;
&lt;g:text textid='sectionName'&gt;
&lt;/g:text&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/g:header&gt;

&lt;g:splash layout='spanColumns' spanHeight='fit' gravity='top'
pages='1'&gt;
&lt;style&gt;
.articleTitle {
color: #000;
font-family: 'Currents-Condensed-Sans';
margin-top: 30px;
text-align: left;
}

.articleSubtitle,
.articleByline {
color: #666;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
line-height: 30px;
text-align: left;
}

.articleByline {
border-bottom: solid 1px #ccc;
border-top: solid 1px #ccc;
font-size: 14px;
line-height: 30px;
height: 30px;
margin: 15px 0 0 0;
}

.articleByline img {
height: 16px;
margin-right: 5px;
vertical-align: sub;
width: 16px;
}

.articleCreated {
color: #999;
}
&lt;/style&gt;

&lt;g:if device='tablet'&gt;
&lt;style&gt;
.articleTitle { font-size: 42px; margin: 20px 0 5px 0;
line-height: 1.1em; }
.articleSubtitle { font-size: 26px;line-height: 1.1em; }

&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;g:if device='phone'&gt;
&lt;style&gt;
.articleTitle { font-size: 30px; margin: 15px 0 5px 0;
line-height: 1.1em; }
.articleSubtitle { font-size: 22px;line-height: 1.1em; }

&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;div class='articleTitle'&gt;
&lt;g:field fieldId='title'&gt;
&lt;/g:field&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div class='articleSubtitle'&gt;
&lt;g:field fieldId='subtitle'&gt;
&lt;/g:field&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div class='articleByline'&gt;
&lt;span class='articleFavicon'&gt;
&lt;g:field fieldId='favicon' hideExpansion='true'&gt;
&lt;/g:field&gt;
&lt;/span&gt;

&lt;g:field fieldId='external_authorName'&gt;
&lt;/g:field&gt;

&lt;span class='articleCreated'&gt;
&lt;g:field fieldId='external_created'&gt;
&lt;/g:field&gt;
&lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/g:splash&gt;

&lt;g:include template='interstitialAd'&gt;
&lt;/g:include&gt;

&lt;g:include template='leaderboardAd'&gt;
&lt;/g:include&gt;

&lt;g:fieldgroup source='feed,discovered,user' type='' start='1'
max='1' slideshow='true'&gt;
&lt;/g:fieldgroup&gt;

&lt;g:field fieldId='body'&gt;
&lt;/g:field&gt;

&lt;g:fieldgroup source='feed,discovered,user' type='' start='2'
max='10' slideshow='true'&gt;
&lt;/g:fieldgroup&gt;

Estremamente pulito e semplice, anche sui tablet.

Articoli e template custom: Supporto Informatico

Partendo dal presupposto che tutto quello che c’era da dire è stato detto fino a due righe fa, dedico questo breve paragrafo all’integrazione che ho voluto eseguire tra il mio blog e SupportoInformatico.org, progetto personale nato qualche tempo fa che ancora oggi -statistiche alla mano- raccoglie il favore del pubblico più tecnico alla ricerca dell’URL semplice da ricordare e dire agli utenti che hanno ben poca confidenza con le macchine!

Quello che sono andato ad operare sui singoli articoli pescati da questo diverso feed è la semplice modifica dell’intestazione che ora non proporrà mai il nome della sezione ma manterrà semplicemente il testo “supporto informatico“, inserito a mano proprio nel codice qui di seguito:

&lt;style&gt;
a.seeOriginalLink {
background-color: #EDEDED;
border: 1px solid #DCDCDC;
color: #333;
cursor: pointer;
display: block;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
margin: 1em auto;
max-width: 330px;
padding: 0.5em;
text-align: center;
vertical-align: middle;
-webkit-tap-highlight-color: #DCDCDC;
}

a.seeOriginalLink:active {
background-color: #DCDCDC;
}
&lt;/style&gt;

&lt;g:header disablePages='splash'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader {
background-color: #000000;
display: -webkit-box;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #FFFFFF;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight: normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 50%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .sectionName {
color: #DEDEDE;
font-family: 'Currents-Light-Sans';
font-weight: 300;
margin: 0 0 0 10px;
max-width: 40%;
overflow: hidden;
text-align: left;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .divider {
border-left: solid 1px #a3a3a3;
color: #727271;
}
&lt;/style&gt;

&lt;g:if device='tablet'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader { font-size: 22px; height: 40px; -webkit-box-align:
center; font-weight:bold; }
.customHeader .divider { height: 22px; margin-top: 3px; }

&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;g:if device='phone'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader { font-size: 17px; height: 30px; -webkit-box-align:
center; font-weight:bold; }
.customHeader .divider { height: 17px; margin-top: 1px; }

&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;div class='customHeader'&gt;
&lt;div class='editionName'&gt;
&lt;!--&lt;g:text textid='editionName'&gt;--&gt;
&lt;g:text textid='sectionName'&gt;
&lt;/g:text&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;!--&lt;div class='divider'&gt;
&lt;/div&gt;--&gt;

&lt;div class='sectionName'&gt;
&lt;!--&lt;g:text textid='sectionName'&gt;--&gt;
&lt;/g:text&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/g:header&gt;

&lt;g:splash layout='spanColumns' spanHeight='fit' gravity='top'
pages='1'&gt;
&lt;style&gt;
.articleTitle {
color: #000;
font-family: 'Currents-Condensed-Sans';
margin-top: 30px;
text-align: left;
}

.articleSubtitle,
.articleByline {
color: #666;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
line-height: 30px;
text-align: left;
}

.articleByline {
border-bottom: solid 1px #ccc;
border-top: solid 1px #ccc;
font-size: 14px;
line-height: 30px;
height: 30px;
margin: 15px 0 0 0;
}

.articleByline img {
height: 16px;
margin-right: 5px;
vertical-align: sub;
width: 16px;
}

.articleCreated {
color: #999;
}
&lt;/style&gt;

&lt;g:if device='tablet'&gt;
&lt;style&gt;
.articleTitle { font-size: 42px; margin: 20px 0 5px 0;
line-height: 1.1em; }
.articleSubtitle { font-size: 26px;line-height: 1.1em; }

&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;g:if device='phone'&gt;
&lt;style&gt;
.articleTitle { font-size: 30px; margin: 15px 0 5px 0;
line-height: 1.1em; }
.articleSubtitle { font-size: 22px;line-height: 1.1em; }

&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;div class='articleTitle'&gt;
&lt;g:field fieldId='title'&gt;
&lt;/g:field&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div class='articleSubtitle'&gt;
&lt;g:field fieldId='subtitle'&gt;
&lt;/g:field&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div class='articleByline'&gt;
&lt;span class='articleFavicon'&gt;
&lt;g:field fieldId='favicon' hideExpansion='true'&gt;
&lt;/g:field&gt;
&lt;/span&gt;

&lt;g:field fieldId='external_authorName'&gt;
&lt;/g:field&gt;

&lt;span class='articleCreated'&gt;
&lt;g:field fieldId='external_created'&gt;
&lt;/g:field&gt;
&lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/g:splash&gt;

&lt;g:include template='interstitialAd'&gt;
&lt;/g:include&gt;

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&lt;/g:include&gt;

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Mentre la testata della sezione principale integra un logo completo che mostra il simbolo, il nome e l’URL del blog.

In conclusione

Currents è indubbiamente un bel progetto ed un ottimo strumento per sbarcare su smartphone e tablet con il minore sforzo possibile e la maggiore qualità disponibile allo stato attuale.

Ho avuto modo di metterlo alla prova anche sottoscrivendo importanti feed italiani e non e godendo di buona qualità di lettura e minore fatica nel destreggiarmi tra pubblicità e immagini che nulla hanno a che fare tipicamente durante la navigazione di una testata attraverso Safari (su iOS).

Sia questo blog che il progetto ABP X Files sono sbarcati sin dal primo momento su Currents, mi farebbe molto piacere se mi “portaste in giro con voi” ogni volta che potete! :-)

Gli URL diretti per sottoscrivere le edizioni sono rispettivamente gioxx.org/currents e mozilla.gfsolone.com/currents, ma potete tranquillamente puntare il vostro lettore di QR code subito qui sotto per evitare di utilizzare la tastiera!

Buona lettura! :-)

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In esclusiva per Gioxx’s Wall, una lettera firmata dalla mascotte ufficiale Sega, prossima partecipante ai giochi di Londra 2012, pubblicata qui di seguito così come ricevuta e con un colpo di scena finale a cura del nostro redattore capo, che ha successivamente contattato il noto personaggio per una conferma a bruciapelo, buona lettura!

E poi dicono che le assolate spiagge e il profumo di salsedine bastano a farti sentire  in paradiso… mai sentita una sciocchezza simile! Il mio nome è Sonikku za Hejjihoggu, ma voi potete chiamarmi semplicemente Sonic, sono un riccio come mai nessun altro, il più veloce, il più forte, il più giovane! Ma torniamo all’argomento principale, già perché qualche giorno fa è arrivata una lettera con l’invito a partecipare alle competizioni olimpiche del prossimo anno a Londra, no dico: Londra, avete letto bene?

Ed è proprio quello che farò! D’altronde il motto dei Giochi olimpici è Citius, altius, fortius, ovvero “Più veloce, più alto, più forte“, chi meglio di me? Si dai, a parte l’altezza, non state li a far notare ogni singola sciocchezza!

Non c’è tempo da perdere, bisogna preparare i bagagli, allenarsi e ricordarsi di lucidare la tavola, perché non c’è cosa più emozionante che cavalcare l’onda bianca, quella fatta di neve soffice sulla quale sfrecciare, l’unica dove al posto delle mie scarpe uso la tavola da snow per sfrecciare davanti a tutti gli altri!

Anche se l’ultima volta non è andata come volevo (ricordate Vancouver nel 2009?), stavolta sono sicuro di farcela, non c’è rivale che possa tenermi testa, sono pronto, scattante e organizzato come non mai, e se solo il Team di Mario osa provare a sfidarmi beh, qui c’è pane per i suoi denti, e occhio a non farvi troppo male con i miei aculei!

Con affetto e tanta competizione, il vostro campione Sonic!

Colpo di scena!

Come dite? A Londra si terranno i giochi estivi e non quelli invernali? Ah …

BzzZZz, CsKKKskkKKKkk, non vi sento bene, sto perdendo la linea BzzZzzzZzzz FrrRRrrrrR

Knuckles vieni quiiiiiiiiiiii!!

*TuTuTu*

Non ci è dato sapere cosa sia realmente accaduto dopo la telefonata intercorsa con il campione nipponico, siamo certi però che sarà pronto alla nuova competizione, di certo non quella dichiarata nella sua lettera! Per seguire e portare a termine le sue gesta basterà continuare l’avventura sulla vostra Wii!

Mario & Sonic ai Giochi Olimpidi di Londra 2012 è il nuovo titolo sportivo per Nintendo Wii, che vede ancora una volta il team di Mario e il team di Sonic sfidarsi nelle varie competizioni disponibili, gioco ufficiale delle Olimpiadi (rispettivamente) di Beijing, Vancouver e ora Londra. Disponibile in tutti i negozi, potrebbe essere un valido regalo soprattutto per i più piccini e per le serate di gruppo, a suon di sfide che vi faranno guadagnare medaglie virtuali e soddisfazione reale! :-)

La regia vi ha gentilmente offerto i consigli per gli acquisti:

Avete appena letto un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)
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E’ la seconda volta che decido di ospitare un amico in questo blog. Stavolta si tratta di una riflessione per la quale avrei voluto esprimere un lungo parere, probabilmente però non sarei stato capace di rimanere pacato e leggibile quanto M., l’autore di questo articolo che state per leggere e che ringrazio per aver voluto comparire qui, sul mio muro :-)

Buona lettura.

Giusto tre mesi appariva su MondoZilla l’articolo  “Firefox 4: è iniziata l’estinzione del browser di Mozilla?“.

Secondo me quello che era previsto in quell’articolo si è verificato: la rincorsa all’imitazione del browser Google Chrome sta portando dei grossi strappi nelle varie comunità locali, come si può anche intuire leggendo i vari thread (ce ne sono più di uno …) sul Forum di Mozilla Italia.

Oggigiorno il browser ha sostituito i programmi di chat (istant messaging), di posta elettronica, di giochi, di indirizzi telefonici (chi ricorda il mitico CD Tel?), eccetera… questo io l’avevo previsto tanti anni fa ed avevo stupito un mio amico per come curavo maniacalmente tutti gli aspetti del mio browser.

Nella nostra vita il browser è uno strumento quotidiano di informazione (e quindi di progresso sociale), ecco perché è importante che sia sempre aggiornato, sicuro, facile da utilizzare. L’utilizzazione passa anche attraverso la personalizzazione dell’interfaccia e delle funzioni, personalizzazione che rende quindi il browser più funzionale e amichevole. Quindi l’utilizzazione è dovuta ai temi (“skin”, cioè interfacce grafiche del browser diverse) ed alle estensioni (piccoli “add-on”, cioè programmi aggiuntivi, che migliorano l’usabilità delle funzioni base del browser).

La personalizzazione di Firefox è stata anche il motivo del suo successo: migliaia di temi ed estensioni lo hanno portato a ridosso del leader Internet Explorer, ma adesso con la politica di Mozilla “simil-Chromerischia di darsi il colpo di grazia da soli.

Perché?

Perché si è passati nel giro di pochissimo tempo da Firefox 4 a Firefox 4.0.1 a Firefox 5, in un esasperante ritmo di aggiornamento del numero di versione (in stile Chrome, appunto) che però ha completamente spiazzato gli autori dei temi e delle estensioni, cioè quei volontari che sacrificano le proprie ore libere per creare qualcosa di bello e/o funzionale per tutti, per il solo piacere di condividere assieme le soluzioni create.

Tecnicamente la nuova numerazione (e tutto quello che sta dietro ad essa) comporta non pochi problemi per aggiornare temi ed estensioni, quindi Mozilla è andata a colpire proprio i volontari, alias coloro che hanno fatto la fortuna del loro browser

Le polemiche al riguardo non accennano a spegnersi, anzi… Tantissime estensioni spariranno ed è un vero peccato perché la diversità è sempre una risorsa. Quello che c’è dietro a questo comportamento autolesivo non possiamo intravvederlo, Mozilla avrà pure le sue ragioni (di solo marketing?) per farlo, ma rischia di fare divenire il prodotto Firefox simile agli altri browser (non solo esteticamente).

Un lungimirante sviluppatore italiano di estensioni ha scritto:

La nuova strategia di sviluppo avrà come conseguenza sicura la “morte” di molte estensioni, io stesso dovrò abbandonarne diverse e – ovviamente – mi dispiace molto buttare tutto il lavoro fatto in passato su di esse.

Tra l’altro gli utenti saranno spinti sempre di più a disabilitare il controllo di compatibilità, con la conseguenza di trovarsi con varie estensioni semi-funzionanti e con malfunzionamenti indiretti sempre più frequenti.

E’ un suicidio da parte di Mozilla, che ormai mi sembra completamente accecata dalla “sindrome Chrome“.

Lo stesso sviluppatore ha aggiunto dei particolari tecnici, utili per capire meglio il fenomeno che potrebbe portare all’estinzione del Panda Rosso:

Ho letto ora che a partire da Firefox 5, i componenti binari contenuti in estensioni devono essere ricompilati ogni volta che uscirà una nuova versione del browser.

Considerando che la ricompilazione riguarda almeno 5-6 sistemi operativi diversi e che andrebbe fatta ogni 3 mesi, questo di fatto rende praticamente impossibile aggiornare estensioni di questo tipo (un esempio è questa http://users.skynet.be/mgueury/mozilla/).

Inoltre, tutti i componenti XPCOM sono ora in stato di UNFROZEN, il che vuol dire che teoricamente possono essere modificati in ogni nuova release; tradotto per i non tecnici questo vuol dire che POTENZIALMENTE ogni aggiornamento di Firefox/Thunderbird può rendere incompatibile qualsiasi estensione. Non solo: vuol dire anche che tutto il lavoro (che a volte è assai complicato) fatto per rendere compatibile un’estensione con Firefox 5 per esempio, può essere vanificato completamente tre mesi dopo…

Dire che il 90% delle estensioni funziona con Firefox 5 non ha nulla di rassicurante: se si perde per strada il 10% a ogni nuova versione, in un anno si arriva al 50%.

Credetemi: questo cambiamento avrà un impatto disastroso nel medio periodo, come si può cominciare a vedere dai post che stanno spuntando nel forum di MozillaZine.

Può Mozilla non tenere conto del malumore che serpeggia tra i suoi fan?

Può, può… ma se trascura lo “zoccolo duro” degli appassionati sfegatati (per inciso: quelli che poi installano e diffondono sui computer degli amici il browser Firefox) per rincorrere le varie e più numerose casalinghe di Voghera (per inciso: quelle persone che installano un determinato browser solo perché a loro pare più semplice ed è di moda) Mozilla finirà per trovarsi come clientela solo le casalinghe di Voghera che da un momento all’altro potrebbero girargli le spalle (e comunque non lo aiutano a crescere come invece hanno fatto i suoi fan).

La rabbia cresce in me: dopo avere eliminato un componente storico molto funzionale dall’interfaccia di Firefox come la barra di stato, ecco che si sta prospettando addirittura un camuffamento della barra degli indirizzi, in nome della facilità di utilizzo e della sicurezza.

Leggete l’articolo tradotto in italiano, è molto gustoso e comprensibile: E’ la morte della barra degli indirizzi programmati?

No, una cosa del genere io non l’accetto; se avessi voluto la pappa pronta da chi voleva condizionare la mia navigazione sul web secondo i suoi standard non avrei mai cambiato il mio Internet Explorer.

L’estinzione è sempre più vicina e me ne dispiace.

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Su segnalazione di Luca di una manciata di giorni fa ho letto un post che lascia ben poco spazio alla teoria e vi mette davanti ad un interrogativo spesso non considerato (cosa fin troppo naturale, ndr): avete mai pensato a che fine faranno i vostri dati e i vostri account quando sarà arrivata l’ora di abbandonare questa vita terrena? (non c’è bisogno di toccarsi, dai!)

Secondo Digital Beyond svariati degli strumenti di comunicazioni attuali prevedono la possibilità e –di conseguenzala necessità che la proprietà dell’account passi ad eredi e amici, come succede con gli oggetti fisici: thedigitalbeyond.com/2010/12/so-what-does-happen-to-your-digital-assets-after-you-die.

Ho voluto riprendere il post e localizzarlo parzialmente, rimandandovi alle documentazioni originali quando necessario. Buona lettura :)

GMail

Il più rapido e più semplice nello spiegare il da farsi. Google fornisce la risposta in questo documento ufficiale, in italiano: mail.google.com/support/bin/answer.py?hl=it&answer=14300

Nonostante i tempi di comunicazione possano essere non particolarmente veloci, è sicuramente necessario rispettare ciascun passaggio per riuscire ad ottenere accesso alla casella di posta del proprio defunto. Sono richiesti fino a 30 giorni per l’elaborazione della richiesta.

Twitter

E’ in grado di assistere la famiglia e i parenti più stretti affinché l’account interessato venga chiuso, fornisce inoltre un archivio di tutti i tweet pubblici della persona scomparsa, come descritto in questo documento (in inglese).

Così come per GMail anche Twitter necessiterà sicuramente di diversi giorni tra valutazione e messa in atto della modifica, anche se non specificato nella pagina pubblica.

Facebook

Facebook specifica alcuni termini di servizio (privacy) che prevedono la possibilità di scomparsa e quindi di trasformazione del proprio account in pagina commemorativa o cancellazione completa dei propri dati.

E’ inoltre possibile scaricare completamente i dati del proprio profilo attraverso uno strumento già presente su Facebook, così da poterli navigare offline sulla propria postazione (quindi chiedere -magari- la chiusura dell’account del defunto).

YouTube

Ancora una volta è Google a decidere come si risolve “il problema“, il documento ufficiale parla infatti di risoluzione di una problematica per membro di Youtube deceduto :mrgreen:, in italiano, all’indirizzo google.com/support/youtube/bin/answer.py?hl=it&answer=94458.

Inutile dirlo, vale quanto specificato per la prima casistica. Possono servire fino a 30 giorni per l’elaborazione della richiesta.

Yahoo!

Ultimo, ma non per importanza, è Yahoo!, società che possiede Flickr e –ancora per il momento– Delicious, due servizi parecchio utilizzati, in particolar modo il primo, che ci permette di tenere al sicuro gli scatti fotografici di una vita.

Nei termini di servizio della nota azienda non viene previsto alcun trasferimento di account ma è lecito inoltrare un certificato di morte per chiedere la chiusura dell’account, quindi la rimozione completa di tutti i dati salvati / caricati da quell’account:

No Right of Survivorship and Non-Transferability. You agree that your Yahoo! account is non-transferable and any rights to your Yahoo! ID or contents within your account terminate upon your death. Upon receipt of a copy of a death certificate, your account may be terminated and all contents therein permanently deleted.

Non viene specificata alcuna tempistica di evasione della pratica, tenete per buono che non può certamente essere minore di quella proposta da Google.

In conclusione

Un articolo da lasciare ai posteri molto probabilmente. Una volta si aveva a che fare “solo” con testamenti, proprietà fisiche e le eterne litigate tra parenti. Oggi vanno ad aggiungersi account di posta, di servizi e di qualunque altro accesso alla rete, dove la vita digitale prende sempre più tempo e sempre più possesso dei nostri dati. Sapere cosa fare in questi casi può sempre tornare utile.

Ora potete smettere di toccarvi! :P

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