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Argomento mai troppo spinoso e discusso ormai dagli albori della tecnologia. Non è un mio articolo, è una raccolta di fonti, pensieri, video, contributi che voglio ti servano per farti una tua idea, un tuo ragionamento, che ti permettano totale libertà nel capire che tipo di password vuoi creare e utilizzare sui tuoi servizi.

Non ho mai detto e mai dirò che sia un quesito semplice dal quale uscire, eppure è un interrogativo che devi porti perché la vita – volente o nolente – è ormai sempre più online e quanto mai poco offline, un minimo storico che continuerà a diventare sempre più piccolo.

Password e metodi di protezione

È davvero necessario cambiare la password così spesso?

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Fonti consultate e screenshot

Buona lettura, la discussione è aperta nell’area commenti se ti va.


immagine di copertina: pixel2013 / Pixabay
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Non c’è un perché, è accaduto senza che l’utente facesse alcunché e secondo Microsoft non c’è una spiegazione sempre valida, poco importa evidentemente, l’importante è risolvere l’anomalia. Un utente Office 365 smette di ricevere le email di invito a meeting seppur il suo calendario di Outlook funzioni alla perfezione, in pratica non vede l’invito nella sua forma più classica ma può visualizzare ciò a cui dovrebbe prendere parte nel calendario e da questo può accettare o rifiutare l’invito. Nei log di Exchange salta fuori esclusivamente questa affermazione riguardante il rimbalzo del messaggio (quindi la mancata consegna): Reason: [Stage: DeliverPreDelivery];StoreDriver.Rules; message is deleted by mailbox rules.

Outlook: forzare i nomi delle cartelle in italiano 3

Message is deleted by mailbox rules

Credo che tu sappia già muoverti all’interno della console di Protection Office 365, per questo motivo non mi soffermerò particolarmente sui passi da riprodurre. Sono certo che tu sappia tracciare la consegna dei messaggi e quindi andare a curiosare tra le informazioni di consegna del singolo messaggio. È li che ho trovato le consegne fallite e il messaggio di errore che ti sto riportando in questo articolo. Sempre da lì è partito il ticket con Microsoft per capire il perché di tutto questo e la soluzione “piede di porco” che ho dovuto utilizzare per rimettere in sesto la casella di posta dell’utente finale.

Il “piede di porco” che l’amministratore di Office 365 è certamente abituato a utilizzare si chiama MFCMAPI, strumento fondamentale disponibile per Microsoft Windows (x86/x64) e scaricabile da GitHub: github.com/stephenegriffin/mfcmapi.

Ciò che dovrai fare è spiegato passo-passo nell’articolo originale attualmente disponibile su un blog di Microsoft: blogs.msdn.microsoft.com/hkong/2015/02/27/how-to-delete-corrupted-hidden-inbox-rules-from-a-mailbox-using-mfcmapi (allego uno screenshot dell’articolo intero in fondo a questa pagina), io posso certamente riepilogare i passaggi fondamentali corredandoli con poche catture schermo (che differiscono dalle originali solo a causa della localizzazione della casella di posta dell’utente, in italiano anziché in inglese).

Cosa dovrai fare

  • Dovrai creare un nuovo profilo di Outlook su un tuo PC / PC di laboratorio con il quale lavorare, ammesso che tu non voglia direttamente utilizzare MFCMAPI sul PC dell’utente in difficoltà (e puoi certamente farlo).
  • Salva le eventuali regole che l’utente ha creato sulla sua casella di posta elettronica. Nel mio caso l’utente non aveva creato alcuna regola, ho saltato a piè pari questo passaggio.
  • Scarica l’ultima versione di MFCMAPI da GitHub (github.com/stephenegriffin/mfcmapi/releases/latest), 32 o 64 bit dipende solo dall’architettura del tuo processore e dal Sistema Operativo e avviala come amministratore, non c’è necessità di installarlo.
  • Da ToolsOptions spunta le due voci Use the MDB_ONLINE flag when calling OpenMsgStore e Use the MAPI_NO_CACHE flag when calling OpenEntry che trovi nella finestra che ti si aprirà, fai clic su OK per confermare.
  • Da SessionOptions conferma il profilo di posta Outlook da utilizzare e fai doppio clic sull’indirizzo di posta elettronica dell’utente.
  • Se la casella di posta elettronica è localizzata in italiano espandi la voce di menu Livello superiore archivio informazioni (nella colonna di sinistra), altrimenti in inglese sarà Top Information Store, fai ora clic con il tasto destro su Posta in arrivo e seleziona Open associated contents table:

Office 365: StoreDriver.Rules; message is deleted by mailbox rules 3

  • Cerca la colonna denominata Message Class, facci clic sopra per riordinarla e individua la voce IPM.Rule.Version2.Message, quindi seleziona e cancella (tasto destro → Delete message) tutte le voci che hanno quel tipo di Message Class:
  • Seleziona Permanent delete passing DELETE_HARD_DELETE (unrecoverable) e fai clic su OK per confermare:

Office 365: StoreDriver.Rules; message is deleted by mailbox rules 5

Così facendo dovresti aver risolto il problema, chiudi MFCMAPI, riapri Outlook e fagli scaricare la posta elettronica come sei già abituato a fare. Prova da un diverso account di posta (il tuo per esempio) a inviare un invito a un meeting di test, se questo arriva sotto forma di email (come da standard) allora vorrà dire che sei riuscito a rimettere a posto le cose.

Ammesso tu l’abbia fatto, ricorda di importare nuovamente le regole che avevi (in teoria) precedentemente salvato.

Buon lavoro.


credits: blogs.msdn.microsoft.com/hkong/2015/02/27/how-to-delete-corrupted-hidden-inbox-rules-from-a-mailbox-using-mfcmapi
immagine di copertina: unsplash.com / author: Alex Jones
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Qualche tempo fa è toccato a Fibra.Click e relativa FibrApp, strumenti fenomenali per seguire l’avanzamento dei lavori di cablaggio della rete in fibra ottica nei centri delle nostre città, nelle zone disagiate, nelle periferie (vedi forum.fibra.click/d/1420-il-sito-per-la-verifica-copertura-fibraclick-chiude), TIM ha deciso che no, quei dati pubblici non potevano essere presi, lavorati e proposti in maniera più semplice agli utenti desiderosi di sapere quando la rete internet ad alta velocità avrebbe raggiunto la propria abitazione.

Oggi apprendo a distanza di una manciata di ore che lo stesso destino è toccato a Trenìt con un blocco imposto da Trenitalia. Stesso tipo di situazione, dati pubblici ma che non si possono evidentemente utilizzare (in un’applicazione oggettivamente migliore di quella ufficiale, ma questa non è certo una novità):

Domande e risposte disponibili su trenit.app/sospensione-faqs

Davvero, qual è il vostro problema? I dati sono pubblici dannazione, mi torna in mente quell’articolo di Fabio pubblicato nel 2017, di anni ne sono passati altri due rispetto ad allora, eppure la situazione non mi pare molto cambiata.

11/9/19

Incredibilmente la storia sembra essere terminata (?) nel migliore dei modi, con la vittoria di Trenit e la possibilità per gli utenti di tornare a utilizzare l’applicazione come hanno sempre fatto. L’aggiornamento della pagina Facebook dell’applicazione è dello scorso 6 settembre, lo trovi qui: facebook.com/trenitapp/posts/aggiornamento-3-ce-labbiamo-fatta-torniamo-onlineil-tribunale-di-roma-ci-ha-dato/2499486646774611/

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Nel weekend mi trovavo in autostrada e macinavo chilometri come non ci fosse un domani. Appuntamento con questa pubblicazione rimandato a oggi, giusto in tempo per la cena (forse) e per proporti qualche contenuto che spero possa stuzzicare la tua fantasia e qualche ragionamento da condividere nell’area commenti del blog. In alternativa ricorda che puoi sempre suggerire nuove fonti di lettura, mi fa piacere conoscere cose nuove in linea con i miei interessi (generalmente trattati in questo blog).

Avrei voluto darti molti più collegamenti interessanti (che devo però passare ancora al vaglio), cercherò di recuperare nei prossimi giorni (o almeno ci spero).

Letture per il weekend:

Ultime novità

  • How Libra, Facebook’s Cryptocurrency, Would Work for You: (ENG) il NYTimes affronta l’argomento Libra per tutti coloro che non hanno ancora chiaro cosa abbia in testa Facebook e il perché di questa nuova moneta tirata fuori dal cilindro (con annessi i vari servizi e partner). Il mio parere resta squisitamente personale e – per chi mi conosce – sa già che cercherò di rimanerne molto alla larga considerando l’amore che provo per Facebook.
  • Alcuni moderatori di Facebook hanno rotto il silenzio per raccontare quello che hanno visto: (ITA) AGI parla dell’intervista curata da The Verge, quella che vede protagonisti alcuni ex-moderatori della socialcosa di Zuckerberg, quotidianamente alle prese con contenuti multimediali o testuali di una violenza troppo spesso ingiustificata e inaudita, una di quelle storie che toccano e che fanno male (a tutti, a loro prima di tutti gli altri).
  • Autostrada A4, il radar che scopre i vizi degli italiani alla guida: «Uno su due non sa usare le corsie»: (ITA) magari lo hai già letto o magari no, si tratta di un articolo del Corriere dedicato a una ricerca eseguita da A4 Holding e parla delle abitudini degli italiani alla guida (in autostrada). La ricerca è mirata e limitata a un tratto di A4, più precisamente la Brescia-Padova, i dati sono davvero molto interessanti.
  • Gmail’s API lockdown will kill some third-party app access, starting July 15: (ENG) ho amato e amo tutt’oggi SMS Backup +, applicazione dedicata al mondo Android che si interfaccia con Gmail e permette il salvataggio di SMS e chiamate rendendole di fatto ricercabili così come qualsiasi altra email all’interno del tuo database. A causa di una nuova decisione di Google sembra però che questa e altre applicazioni saranno costrette a morire perché non nascono con il preciso scopo di diventare client email. Google: un passo in avanti, due generalmente indietro. Se ho modo voglio dedicare un articolo all’applicazione e a eventuali metodi alternativi per raggiungere lo stesso scopo, ammesso si possa fare (che poi non è più tanto per gli SMS, quanto per la comodità di un archivio potenzialmente infinito di chiamate ricevute e fatte nel corso del tempo).

Privacy e Sicurezza

  • Google’s new reCAPTCHA has a dark side: (ENG) un pensiero di Nicola dopo aver letto un articolo di Katharine Schwab per Fast Company, una giusta osservazione riguardante Google e la sua tecnologia reCaptcha ora diventata completamente invisibile all’occhio umano, una potenziale falla nel sempre più intricato e complesso schema della Privacy di noi cittadini digitali.

Dai un’occhiata anche a …

  • How to Fix the Windows 10 Shutdown Delay Bug: (ENG) se stai rilevando rallentamenti in fase di spegnimento o sospensione del tuo PC con Windows 10 a bordo dovresti dare un’occhiata a questo articolo. Si tratta di un bug conosciuto da Microsoft (che verrà quindi corretto) e che aggiunge 60 secondi di ulteriore attesa prima che il Sistema Operativo ti permetta di abbandonare la tua postazione di lavoro. Stacca le periferiche che utilizzano un attacco USB-C, avrai aggirato così l’ostacolo.
  • HTTP Cats: (ENG) cos’è il genio? Poi i gatti stanno bene con tutto, per dire.

immagine di copertina: unsplash.com / author: Jeffrey Deng
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