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Non c’è un perché, è accaduto senza che l’utente facesse alcunché e secondo Microsoft non c’è una spiegazione sempre valida, poco importa evidentemente, l’importante è risolvere l’anomalia. Un utente Office 365 smette di ricevere le email di invito a meeting seppur il suo calendario di Outlook funzioni alla perfezione, in pratica non vede l’invito nella sua forma più classica ma può visualizzare ciò a cui dovrebbe prendere parte nel calendario e da questo può accettare o rifiutare l’invito. Nei log di Exchange salta fuori esclusivamente questa affermazione riguardante il rimbalzo del messaggio (quindi la mancata consegna): Reason: [Stage: DeliverPreDelivery];StoreDriver.Rules; message is deleted by mailbox rules.

Outlook: forzare i nomi delle cartelle in italiano 3

Message is deleted by mailbox rules

Credo che tu sappia già muoverti all’interno della console di Protection Office 365, per questo motivo non mi soffermerò particolarmente sui passi da riprodurre. Sono certo che tu sappia tracciare la consegna dei messaggi e quindi andare a curiosare tra le informazioni di consegna del singolo messaggio. È li che ho trovato le consegne fallite e il messaggio di errore che ti sto riportando in questo articolo. Sempre da lì è partito il ticket con Microsoft per capire il perché di tutto questo e la soluzione “piede di porco” che ho dovuto utilizzare per rimettere in sesto la casella di posta dell’utente finale.

Il “piede di porco” che l’amministratore di Office 365 è certamente abituato a utilizzare si chiama MFCMAPI, strumento fondamentale disponibile per Microsoft Windows (x86/x64) e scaricabile da GitHub: github.com/stephenegriffin/mfcmapi.

Ciò che dovrai fare è spiegato passo-passo nell’articolo originale attualmente disponibile su un blog di Microsoft: blogs.msdn.microsoft.com/hkong/2015/02/27/how-to-delete-corrupted-hidden-inbox-rules-from-a-mailbox-using-mfcmapi (allego uno screenshot dell’articolo intero in fondo a questa pagina), io posso certamente riepilogare i passaggi fondamentali corredandoli con poche catture schermo (che differiscono dalle originali solo a causa della localizzazione della casella di posta dell’utente, in italiano anziché in inglese).

Cosa dovrai fare

  • Dovrai creare un nuovo profilo di Outlook su un tuo PC / PC di laboratorio con il quale lavorare, ammesso che tu non voglia direttamente utilizzare MFCMAPI sul PC dell’utente in difficoltà (e puoi certamente farlo).
  • Salva le eventuali regole che l’utente ha creato sulla sua casella di posta elettronica. Nel mio caso l’utente non aveva creato alcuna regola, ho saltato a piè pari questo passaggio.
  • Scarica l’ultima versione di MFCMAPI da GitHub (github.com/stephenegriffin/mfcmapi/releases/latest), 32 o 64 bit dipende solo dall’architettura del tuo processore e dal Sistema Operativo e avviala come amministratore, non c’è necessità di installarlo.
  • Da ToolsOptions spunta le due voci Use the MDB_ONLINE flag when calling OpenMsgStore e Use the MAPI_NO_CACHE flag when calling OpenEntry che trovi nella finestra che ti si aprirà, fai clic su OK per confermare.
  • Da SessionOptions conferma il profilo di posta Outlook da utilizzare e fai doppio clic sull’indirizzo di posta elettronica dell’utente.
  • Se la casella di posta elettronica è localizzata in italiano espandi la voce di menu Livello superiore archivio informazioni (nella colonna di sinistra), altrimenti in inglese sarà Top Information Store, fai ora clic con il tasto destro su Posta in arrivo e seleziona Open associated contents table:

Office 365: StoreDriver.Rules; message is deleted by mailbox rules 3

  • Cerca la colonna denominata Message Class, facci clic sopra per riordinarla e individua la voce IPM.Rule.Version2.Message, quindi seleziona e cancella (tasto destro → Delete message) tutte le voci che hanno quel tipo di Message Class:
  • Seleziona Permanent delete passing DELETE_HARD_DELETE (unrecoverable) e fai clic su OK per confermare:

Office 365: StoreDriver.Rules; message is deleted by mailbox rules 5

Così facendo dovresti aver risolto il problema, chiudi MFCMAPI, riapri Outlook e fagli scaricare la posta elettronica come sei già abituato a fare. Prova da un diverso account di posta (il tuo per esempio) a inviare un invito a un meeting di test, se questo arriva sotto forma di email (come da standard) allora vorrà dire che sei riuscito a rimettere a posto le cose.

Ammesso tu l’abbia fatto, ricorda di importare nuovamente le regole che avevi (in teoria) precedentemente salvato.

Buon lavoro.


credits: blogs.msdn.microsoft.com/hkong/2015/02/27/how-to-delete-corrupted-hidden-inbox-rules-from-a-mailbox-using-mfcmapi
immagine di copertina: unsplash.com / author: Alex Jones
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Xiaomi Mi Band 3

Gioxx  —  01/10/2018 — Leave a comment

Raccogliere l’eredità pesante del predecessore non è mai cosa semplice, capiamoci: per me Mi Band 2 è stato il prodotto che ha cambiato il personale punto di vista sui dispositivi indossabili di fascia bassa, quelli che portano a casa il risultato, la sostanza, senza metterci di mezzo la leggenda popolare che narra: “il buon prodotto deve costare per forza caro“. Mi Band 3 è quindi un approdo dovuto ma mai certo, che deve poter dimostrare di saper fare di meglio rispetto a prima, convincere chi si è affezionato e non vuole staccarsi da Mi Band 2 o l’alternativa più elegante costituita da Amazfit.

Xiaomi Mi Band 3

Xiaomi Mi Band 3

È la forma dell’evoluzione quella che vedi: un monitor più grande e più tondo, caratteri più grandi e più chiari, maggiori informazioni mostrate, cinturino indubbiamente migliorato rispetto al passato seppur non cambi la forma mentis e la realizzazione tecnica di base, una culla di ricarica di poco modificata, la vecchia ancora utilizzabile (ma che va per forza di cose sotto sforzo), costringendoti a comprarne un’altra di scorta se sei solito averne almeno un paio in giro. Mi Band 3 non cambia il prezzo sul mercato ma arriva ufficialmente in Italia, tra store fisici e virtuali, in attesa di poter mettere le mani sulla sua variante completa di chip NFC.

Pilastri fondamentali di una generazione solida, Mi Band 3 continua a pesare circa una ventina di grammi (praticamente inesistente) e nonostante la grandezza del sensore sia cresciuta, continua a non dare fastidio alcuno sul polso, merito anche del cinturino e del nuovo sistema di blocco, il salto in avanti c’è ma non si vede, e non è necessariamente un male, il passaggio al nuovo prodotto è del tutto trasparente. Risponde all’appello anche la batteria da 110mAh, durata dichiarata da laboratorio 20 giorni circa (un pelo più capiente per supportare il nuovo hardware, nda); nonostante io ci sia abituato con Mi Band 2, Mi Band 3 non supera la prova alla prima ricarica completa, arrivando a un 9% residuo dopo soli 14 giorni di utilizzo, ma è certamente un risultato figlio della novità e della voglia di mettere alla prova il bracciale, sono certo che andrà meglio con il prossimo ciclo (sto aspettando che si scarichi completamente per provare a fare una carica completa partendo dallo zero):

Xiaomi Mi Band 3 1

Cambia invece la resistenza all’acqua, che migliora e arriva a sopportare 50mt di profondità (contro la resistenza agli spruzzi IP67 di prima, che concedeva comunque l’ingresso in piscina senza troppi problemi, bastava non andarci giù pesante con le profondità), un dettaglio affatto trascurabile è inoltre la scelta di non tagliare il pulsante per attivare il monitor (quello del Mi Band 2 era separato rispetto al resto del display), bensì ricavarlo dal pezzo unico che copre il display (è sagomato e spancia verso il basso), permettendo finalmente di controllare orario e ulteriori informazioni anche quando si sta in piscina, senza necessità di aspettare che quel paio di gocce d’acqua infilatesi nel pulsante del Mi Band 2 smettessero di mettere i bastoni tra le ruote.

Un monitor più grande e tante informazioni in più

Che poi è questo il reale cambiamento rispetto al passato. Mi Band 2 permetteva di ottenere notifiche con pochissime informazioni annesse, ho dovuto / voluto modificare quel comportamento appoggiandomi a un’applicazione di terza parte che ne aumentava (e parecchio) le capacità (te ne parlo tra un po’), cosa che su Mi Band 3 non è praticamente più necessaria (ma io il test l’ho rifatto, trovando una giusta via di mezzo che ho preferito mantenere).

Il monitor permette di contenere 24 caratteri all’interno della schermata, propone non solo la sorgente di notifica, ma anche il contenuto del testo (parlo di messaggi WhatsApp o Telegram, giusto per fare un paio di esempi), ti consente di scorrere tra più schermate per arrivare a leggere fino in fondo, è comodo, fuori da ogni dubbio, potrai addirittura andare a recuperare le notifiche “perse” (quelle che non hai fatto in tempo a leggere quando ti sono arrivate in diretta) semplicemente facendo swipe verso il basso un paio di volte (fino alla schermata dedicata alle notifiche) e spostandoti verso destra, perché Mi Band 3 è full touchscreen, curiosa tra i menu, troverai diverse novità (previsioni meteo, possibilità di mettere in modalità Non disturbare il bracciale, cercare il tuo smartphone facendolo vibrare, ecc.).

È sempre il pulsante centrale ricavato sul monitor a poterti riportare indietro rapidamente (un po’ come succede da sempre con il pulsante Home di Android, quello centrale, se sai di cosa sto parlando), così come la capacità di cancellare tutte le notifiche o confermare operazioni che necessitano di un tuo assenso esplicito (rifiuto di una telefonata, avvio del cronometro o misurazione precisa del battito del cuore, per farti qualche esempio). A proposito di battito: puoi ancora una volta tenerlo disattivato completamente, tracciarlo ogni tanto (magari impostandolo per funzionare puntualmente solo durante la fase di sonno, come ho scelto di fare io) o costante nell’arco delle 24 ore, tutti comportamenti che influenzano chiaramente i consumi batteria del prodotto, sta a te valutare qual è la strada da intraprendere e quanto sei disposto a ricaricare Mi Band 3 nel corso del mese (una volta ogni 10, 15 o 20 giorni circa).

Dato che però non di soli giudizi positivi si può comporre un articolo (o almeno, non così semplicemente), tocca arrendersi ancora una volta davanti al peggiore tallone d’Achille di Mi Band, a prescindere dalla sua versione (3 compresa): non riuscirai a leggere nulla sul monitor sotto la luce diretta del sole. Questo è un difetto che ci si trascina dalla precedente generazione, e che continua a caratterizzare –male– un prodotto che diversamente sarebbe quasi del tutto inattaccabile nel suo rapporto tra qualità e prezzo, dove comunque vince a mani basse rispetto a tanti altri competitor diretti.

Mi Fit

Nulla cambia (o quasi) quando si parla dell’applicazione per tracciare risultati e pilotare Mi Band 3: Mi Fit, un costante miglioramento in usabilità e ricchezza di contenuti che ti permetterà di configurare ogni dettaglio del tuo nuovo amico di polso, del quale ti avevo già parlato nella recensione dedicata al Mi Band 2.

Ciò che troverai oggi, dedicato a Mi Band 3, è la voce relativa alla Modalità notte (che abbassa automaticamente la luminosità della band in base agli orari di tramonto e alba, o pianificabile in base a tue specifiche esigenze), l’ordine delle voci da visualizzare su Mi Band 3 (che puoi finalmente ritoccare), le impostazioni del Meteo (che puoi modificare manualmente, impostandole su una diversa città rispetto a quella rilevata dal tuo GPS), ma non solo.

Xiaomi Mi Band 3 15

La modifica: Tools & Mi Band

Tools & Mi Band
Tools & Mi Band
Price: 3,59 €

Acquistato circa 3 mesi dopo aver torturato Mi Band 2 e aver già apprezzato l’ottima base di partenza, ho configurato ad-hoc Tools & Mi Band per rispondere alle mie esigenze e necessità di avere maggiori informazioni rispetto a quelle mostrate dal bracciale Xiaomi di precedente generazione, rimanendo più che soddisfatto del risultato. Tools & Mi Band è volutamente rimasto disattivo per i primi 10 giorni di test del nuovo Mi Band 3, per poi essere tirato nuovamente fuori dal cilindro, puntato al nuovo MAC Address e riconfigurato per incontrare e abbracciare le novità costituite dal nuovo display più capiente, che ora mi permette di leggere agilmente il contenuto del testo di un messaggio, di una mail, di un appuntamento di calendario.

Xiaomi Mi Band 3 18

Ho disattivato le notifiche native di Mi Fit, lasciando solo le notifiche di chiamata (e relativo chiamante) e le sveglie attive e insostituibili, passando alla configurazione pilotata dall’applicazione terza parte, la quale trasmette al mio bracciale gli appuntamenti della mia agenda, i messaggi SMS e le chat di WhatsApp e Telegram, il tutto condito di personalizzazione per vibrazione, ripetizioni, disabilitazione delle stesse a schermo acceso (cosa oggi possibile anche attraverso l’applicazione nativa Mi Fit, per la cronaca), icona personalizzata e corretta (rispetto a quella proposta da Mi Fit, con il suo generico “App”):

Questo mi permette di risparmiare alcuni caratteri che l’applicazione nativa inserisce, concedendomi inoltre un pieno controllo delle informazioni che trasmetto a bracciale, seguendo le mie esigenze anziché quelle generiche dettate dal comunque ottimo lavoro della società cinese. Ti condividerei più che volentieri il file di configurazione usato per Mi Band 3, ma non sapendo se all’interno del file d’esportazione vengano immessi dati personali o di licenza (è tutto criptato aprendolo con un normale editor di testo), passo e mi scuso per la “non completezza del gesto“.

In conclusione

Un salto generazionale certamente importante per ciò che riguarda il monitor, un pelo meno per tutto il resto dei dettagli. Si continua in ogni caso a portare freschezza e calma ragionata in un mercato dove altri tentennano o tentano di gridare alla terra promessa con funzionalità spesso superflue o che calcolano male dettagli fondamentali come possono essere passi semplici e attività fisiche da palestra o aria aperta. Xiaomi immette quindi sul mercato una novità con il sapore del vecchio, quello a cui personalmente sono affezionato e che speravo di non dover abbandonare del tutto. Non stupisce, conferma, e spesso, per ciò che mi riguarda, credo possa essere un risultato soddisfacente e più che sufficiente.

Per qualsiasi dubbio o ulteriore informazione, l’area commenti è ora pronta ad accoglierti :-)

 

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Xiaomi, tornerà all'ovile al termine del test.
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Sono passato da un database di posta Lotus Notes a Outlook, portando via con me tutti i dati, le mail, i contatti e i calendari in concomitanza con il cambio di piattaforma server. Office sulla mia macchina è stato installato in italiano (un sacrilegio per chi fa il mio mestiere, necessario però per supportare gli utenti in caso di necessità, magari al telefono, con la necessità di guidarli a voce e dire esattamente quello che dovranno leggere a loro video). Avevo già notato una sbavatura ma non mi era mai importato, oggi l’ho risolta definitivamente: nella visualizzazione Calendario, mi comparivano due calendari personali, uno in inglese, uno in italiano. Entrambi avevano appuntamenti (passati quello in inglese, eredità Lotus Notes, futuri quello nuovo in italiano, creato da Outlook). Ho deciso di darci un taglio e fare merge e cancellazione del vecchio, vi spiego come fare.

Office 365: Messaggi Secondari (Exchange Online Clutter)

È un’operazione semplice, ve lo anticipo, occorrerà solo stare attenti per non perdere alcun dato (ma questo sta grosso modo alla base di ogni vostra mossa sul PC :-)). Entrate nella visualizzazione Calendario di Outlook e individuate quello al quale vorrete poi rinunciare. Selezionatelo spuntando la casella di controllo alla sua sinistra, inutile dire che nessun altro calendario dovrà essere attivato in questo frangente. Per esportare tutto il contenuto basterà andare in FileSalva calendario.

Date un nome e una posizione al file, Outlook penserà al resto dopo la conferma, esportando tutto il contenuto del calendario in un file ICS:

Outlook: merge dei calendari personali (Import)

A questo punto potrete fare clic con il tasto destro sul calendario non più utile e selezionare “Elimina calendario“. Ultimo step è la fusione tra l’attuale calendario (quello rimasto solo, il principale) e gli eventi precedentemente esportati dall’altro. Altra operazione abbastanza rapida (dipende dalla quantità di eventi da importare, ma resta comunque un’operazione a carico del client di posta). Da FileApri ed esporta, vi basterà selezionare Importa/esporta, scegliere “Importa file iCalendar (ics) o vCalendar (vcs)” e confermare che si tratta di un’importazione, non di una creazione di nuovo calendario parallelo a quello principale.

Outlook: merge dei calendari personali (Import) 1

Al termine dell’operazione potrete finalmente godervi il risultato. Da questo momento avrete un solo calendario, Outlook caricherà le modifiche anche sul server (nel caso in cui abbiate come me un abbonamento Office 365 e il Cache Mode abilitato, nda) e dovrete solo assicurarvi che sul vostro smartphone (collegato allo stesso account di posta) il puntamento al calendario sia quello corretto (vale per eventuali altri dispositivi o applicazioni di terze parti che fanno uso dello stesso account, ovviamente).

Buon lavoro!

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Sia chiaro, voglio bene a tutti eh (ma forse o no, e chissenefrega direte voi) ma le notifiche dei compleanni che OS X mostra ogni volta che si risveglia dal letargo il proprio MacBook diventano sempre più insopportabili, ogni inesorabile giorno (soprattutto considerando che il mestiere viene svolto già egregiamente dal vostro smartphone e magari dal tablet). A nulla serve entrare nell’applicazione Calendario e togliere il segno di spunta in corrispondenza di “Compleanni” perché anche se questi non verranno più mostrati nei giorni che compongono la settimana, comunque vi sorbirete le notifiche in avvio di sistema. Tutto ciò perché -probabilmente- non conoscete una seconda opzione da andare a spuntare per evitare che il fastidio si protragga oltre.

Fate un singolo clic sul calendario dei Compleanni e subito dopo un CMD+I per richiamare le informazioni (comando più che comune in OS X). A questo punto noterete questa simpatica opzione forse prima sconosciuta:

Schermata 2015-03-31 alle 19.47.49

È proprio quel “Ignora avvisi” a fare la differenza. Una volta spuntato (confermate con OK la vostra modifica) non verrete più disturbati dagli avvisi a video di chi compirà gli anni nei prossimi giorni (e in quello corrente).

× Le pillole del Dr.Mario

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!
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Se lo doveste preferire in inglese (perché magari avete il client impostato su quella lingua) inizierebbe con un altrettanto fastidioso “Policy does not allow granting permissions …” ma la sostanza rimane quella: l’impossibilità di condividere un calendario di Outlook con un utente del vostro gruppo nonostante lo si faccia già per diverse altre persone in maniera del tutto corretta e sempre identica.

Office365-banner

In teoria è tutto molto semplice e descritto nei minimi dettagli sulla documentazione Microsoft, in particolare faccio riferimento a questa: office.microsoft.com/en-us/outlook-help/share-an-outlook-calendar-with-other-people-HA102919676.aspx. Nonostante però questa semplicità potreste incorrere nel messaggio riportato parzialmente nel titolo dell’articolo (o all’inizio dello stesso, in inglese). Non c’è nessuna policy che va realmente a bloccare l’operazione, c’è una “randomicità” poco carina e sicuramente seccante per voi che dovrete assistere l’utente finale. Il problema è aggirabile abbastanza facilmente, basterà passare da OWA. Fate collegare la persona ad outlook.office365.com con le proprie credenziali. Una volta dentro basterà spostarsi nella vista Calendario quindi scegliere la voce “Condividi” in alto a destra nella finestra:

Calendario-Condividi

Scegliere il calendario e i destinatari della condivisione oltre il livello di dettaglio da concedere:

Calendario-Dettagli condivisione

A quel punto basterà inviare la mail, verrà così applicata la condivisione scelta e il destinatario potrà finalmente accedere alle informazioni desiderate. Se siete arrivati a leggere questo articolo prima di aver perso 30 o più minuti per capire cosa non andava nel vostro Outlook o in quello del collega ritenetevi fortunati :-)

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