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Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

Non è certo una novità, ne avrai per forza già sentito parlare, avevo in canna l’articolo da qualche tempo ma non l’avevo mai terminato corredandolo di screenshot, ho recuperato durante il fine settimana: i Messaggi di Android (SMS) sono finalmente diventati gestibili anche da web. Il metodo sfrutta quanto già sperimentato e visto con WhatsApp, necessita quindi che il telefono sia collegato a internet e che si trovi nella stessa rete dalla quale stai tentando di utilizzare il servizio via PC. Se le premesse ci sono tutte, il gioco è già praticamente fatto.

La WhatsApp-mania contagia anche gli SMS: Messaggi Web per Android

Android Messaggi
Android Messaggi
Developer: Google LLC
Price: Free

Appartiene ormai a diversi aggiornamenti di applicazione fa, la funzione che puoi tu stesso trovare e usare dal menu a panino (in alto a destra) di “Messaggi” → Messaggi per il Web. Necessita della scansione di un codice QR che viene creato sul momento visitando (da PC) il sito web messages.android.com. Una volta fatto questo passaggio, approderai sull’interfaccia web corrispondente ai messaggi che hai già sul tuo smartphone. Potrai quindi mandarne di nuovi o rispondere a quelli ricevuti, inoltre potrai ricevere notifiche (del browser) ogni volta che te ne arriverà uno nuovo.

Qui di seguito qualche screenshot catturato durante il test:

Quanto hai fatto permette già di gestire al meglio i tuoi messaggi. Se vuoi ritoccare le impostazioni dell’interfaccia, ti basta fare clic sul pulsante a panino (quello composto dai 3 pallini, in alto a destra nella colonna di sinistra) e modificare ciò che ti interessa:

La WhatsApp-mania contagia anche gli SMS: Messaggi Web per Android 4

Il gioco è fatto, non serve null’altro. Un ultimo (comodo) colpo di coda per quegli SMS definiti ormai morti? :-)

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Ne hanno già parlato in molti, io ho atteso, ho provato a capire se potesse “starmi bene addosso“, un po’ come le palme di Piazza Duomo a Milano. Se queste ultime posso tranquillamente sopportarle (un tocco esotico in qualcosa che di esotico non ha nulla, ma tant’è), la prima proprio non va giù. Una verifica 2-Step anomala, che non ci si aspetta, ma evidentemente in Facebook hanno pensato di dare una svecchiata al metodo.

Per permettere a WhatsApp di funzionare, dovrai associare un numero telefonico univoco che andrà verificato tramite un semplice SMS (o chiamata in caso di problemi). La vera “novità” è quella relativa però all’introduzione dell’autenticazione a due fattori, quella che chiunque di noi è abituato a vedere passare da applicazioni di terze parti in grado di leggere l’ormai tradizionale codice QR e fornire la sequenza numerica che cambia ogni 30 o 60 secondi (o altri intervalli di tempo regolari).

WhatsApp è diversa. La loro autenticazione a due fattori in realtà è un codice di 6 cifre che non cambia, come una password senza scadenza, uno step in più –certamente– ma che fa comunque parte di noi utilizzatori, perché siamo noi a sceglierlo, perché nella maggior parte dei casi –senza prestare la dovuta attenzione– si andrà a utilizzare qualcosa che ci può essere associato. Una data di nascita, la parte numerica di una targa, un numero di telefono e altro ancora, tutti dati che in qualche maniera possono venirci sottratti, come tradizione vuole con le password facilmente aggirabili. Non è una vera 2-Step, è –concedimi la battuta scema– uno step e mezzo a fatica.

In ogni caso, il consiglio è quello di attivare la funzione, si tratta pur sempre di un’ulteriore strato di difficoltà che si interpone tra il tuo account e un eventuale malintenzionato:

Non servirà null’altro, solo tanta pazienza. WhatsApp ti richiederà di inserire quel codice di tanto in tanto (pure troppo) per evitare che tu possa dimenticarlo, e per proteggersi da accessi eventualmente non autorizzati. Funziona così anche con Authy (te ne ho parlato qui), ma in versione meno “ansia” e ignorabile secondo richiesta dell’utilizzatore.

La tradizionale verifica 2-Step è da sempre disponibile su Facebook (sito web e applicazione), non riesco a capire perché non portare a bordo anche WhatsApp, ma per il momento ci si dovrà accontentare (ancora ricordo i primi passi di 2-Step authentication di Twitter, poi tornata sui suoi passi, tutti possono cambiare in meglio).

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Non è una novità, sul web è rimbalzato pressoché ovunque e nonostante mi fossi imposto di riprendere “i lavori” la prossima settimana, pubblico questo piccolo articolo per te che probabilmente hai visto sommarie informazioni in merito e non hai capito bene cosa sta succedendo. In parole estremamente povere: WhatsApp comincerà a condividere dati con Facebook.

WhatsApp, Facebook e la privacy: condivisione dei dati

Per spiegarla meglio: dato che Facebook detiene la proprietà del famoso colosso della messaggistica istantanea (dal 2014, nda), qualcuno ha ben pensato di sfruttare la possibilità di catturare qualche statistica di utilizzo e informazioni basilari (come il numero di telefono dell’utilizzatore, o degli amici in rubrica) per offrire una migliore esperienza di utilizzo (guarda, gli asini che volano!) e pubblicità più focalizzata sui propri interessi quando si apre il Social Network tutto blu. Conclude questo idilliaco quadretto la possibilità di bloccare la condivisione dati entro 30 giorni al massimo dall’aggiornamento dell’applicazione che proporrà poi, alla sua apertura, le nuove condizioni di privacy da accettare.

Se vuoi approfondire maggiormente la questione, ti rimando al buon articolo di Forbes pubblicato ieri: forbes.com/sites/thomasbrewster/2016/08/25/whatsapp-facebook-share-your-number-and-usage-data/#6d92c26e3bee

Quello che invece puoi fare subito è sapere dove mettere le mani per evitare di incrociare i flussi tra i due big della comunicazione.

Se hai già aggiornato l’applicazione, sappi che ti troverai davanti all’accettazione delle nuove condizioni subito dopo la riapertura, è proprio da qui che potrai metterci una pezza e rifiutare la novità, senza perdere la possibilità di utilizzare il programma di messaggistica istantanea:

La procedura da seguire si trova nella descrizione delle immagini, la riporto qui di seguito per tua comodità:

  • Apertura del programma dopo l’aggiornamento. Viene mostrato un avviso di aggiornamento delle condizioni sulla Privacy. Fai clic sull’avviso in basso (Per saperne di più …).
  • Scegli di NON condividere le informazioni con Facebook togliendo il segno di spunta all’unica opzione disponibile.
  • A conferma della modifica, vedrai il popup in immagine, il quale ti farà presente che facendo clic su “Accetto” non permetterai la condivisione delle informazioni tra WhatsApp e Facebook.

E se ho già accettato la condivisione distrattamente?

È facile che ti sia capitato di fare clic su “Accetto” subito dopo la riapertura del programma, senza fare caso a cosa stavi realmente accettando. Nessun problema, è il sito di WhatsApp stesso a dare la procedura da seguire.

La trovi all’indirizzo whatsapp.com/faq/en/general/26000016, si tratta semplicemente di andare in Settings (Impostazioni, localizzato in italiano) → AccountShare my account info, come da immagine pubblicata da WhatsApp stessa:

WhatsApp, Facebook e la privacy: condivisione dei dati 4

Buon fine settimana ormai prossimo! :-)

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Cercherò di non soffermarmi troppo su ciò che riguarda nello specifico SS7, rimandandoti ad articoli più ricchi come quello del Guardian (theguardian.com/technology/2016/apr/19/ss7-hack-explained-mobile-phone-vulnerability-snooping-texts-calls) o quello che parla già dell’attacco verso WhatsApp e Telegram pubblicato su The Next Web (thenextweb.com/insider/2016/06/01/watch-hackers-hijack-whatsapp-telegram-accounts-using-known-telecom-flaw). Ciò che voglio fare in realtà, è ricordarti l’importanza dell’autenticazione 2-Step.

Sicurezza

Ne ho già parlato, continuo a parlarne e non smetterò (se possibile) di farlo. L’autenticazione in due passaggi è importante per preservare i propri account da invasioni altrui ben poco gradite. Non è impossibile scoprire una password, anche se robusta, soprattutto se sei finito sotto l’occhio insistente di qualcuno che proprio non vuole saperne di mollarti, seriamente intenzionato a carpire informazioni che diversamente non potrebbe ottenere.

A me è successo in passato, avevo lasciato una password in realtà debole sull’account di Yahoo!, che controlla anche Flickr. Fortunatamente la verifica in due passaggi mi ha salvato, ho ricevuto una mail per autorizzare il nuovo accesso e ne ho invece approfittato per bloccarlo e in seguito cambiare la password, portandola a uno standard di complessità che ormai sono abituato a utilizzare da tempo (e soprattutto MAI una password uguale all’altra, sicuramente comodo da ricordare ma mai conveniente per la propria tranquillità). Può succedere a tutti. Dato che stavolta però la colpa non è dei client di messaggistica istantanea né tanto meno tua, non potrai intervenire per tappare la falla, ma solo sederti e attendere:

SS7 is a global network of telecom companies, which means none of them actually own, or govern it. Instead, any change is met with miles of red tape and a lack of decent options aside from global compliance to actually get things done. It’s a mess, and it’ll remain that way until someone, or a group, is appointed to govern and maintain it.

Until then, the vulnerability will remain.

There’s an alternate theory as well that says intelligence agencies are the wall standing between the vulnerability and telecoms’ ability to fix it.

We’ll never be able to say for sure, but the ability to clone phones and communicate over encrypted channels is certainly an appealing option for the CIA, NSA and others who’ve stuck their hands in the anti-privacy cookie jar once or twice before.

Cosa puoi fare oggi?

Smetterla di utilizzare WhatsApp è una opzione percorribile? Se si, fallo, passa a Telegram, è sicuramente un buon inizio. A questo potresti aggiungere la lettura di un articolo che ho pubblicato qualche tempo fa, che ti spiega come abilitare la verifica in due passaggi, ciò che ti permetterà di fregartene (tutto sommato) dell’attacco, perché ci sarebbe un ulteriore step da superare prima di ottenere l’accesso alla tua cronologia chat, impossibile da superare perché estremamente personale e non ottenibile tramite i gestori del servizio (una seconda password da poter impostare all’interno delle opzioni di sicurezza del programma).

Telegram: 2-step verification e opzioni di sicurezza

Tutto chiaro? Cosa devi fare se proprio a WhatsApp non puoi rinunciare? Stare particolarmente attento alla schermata nell’immagine qui di seguito:

Di SS7, Telegram, WhatsApp e falle di sicurezza

Se non sei stato tu a spostare l’account di WhatsApp su un nuovo smartphone, è evidente che un’altra persona lo ha fatto al posto tuo.

Estote parati (cit. Matteo).

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Messaggi modificabili, sempre più bot in grado di soddisfare ogni esigenza, API più veloci, chiamate video in alta definizione, la competizione tra applicazioni di messaggistica istantanea genera una sana gara a chi ce lo ha più lungo, e a noi tutto questo fa solo comodo, siamo onesti. È di poco tempo fa la notizia del boom di nuovi utenti su Telegramcausato” da un down del grande WhatsApp in Brasile:

Telegram è il programma di messaggistica istantanea che preferisco in assoluto. Veloce, leggero, multi-piattaforma, sincronizzato ovunque io ne abbia necessità, sempre disponibile in mobilità così come a casa, non ci sono santi che tengano o alternative che possano riportarmi su lande che ormai sono riuscito ad abbandonare quasi del tutto. Cosa c’è di meglio di un articolo “cazzeggio-based” che possa riportare in auge l’argomento Stickers? Il primo articolo pubblicato sull’argomento raccoglie approvazioni e lettori ancora oggi.

Telegram: gli stickers non bastano mai?

Stupidi (in alcuni casi), inutili (sicuramente), ma divertenti (tanto), soprattutto per andare a sostituire testo che non darebbe lo stesso impatto visivo di un’immagine ben pensata e realizzata, Line ci ha fottuto tutti, inutile negarlo (ricordo ancora le critiche che ho avanzato all’epoca del lancio in Italia), lieto di ammettere l’errore sul lungo termine e aver contemporaneamente cambiato idea riguardo WhatsApp.

Figli della Marvel

Telegram: gli stickers non bastano mai? 1

Bando alle ciance, ne abbiamo (ho) fatte fin troppe. Se anche voi siete figli della Marvel, in lacrime e adrenalina per ogni nuova uscita partorita dalla malata mente di Stan Lee, non potete non addobbare la vostra chat con qualsiasi cosa possa ricordarli. Faccio una rapida carrellata su quelli che ho installato e che abitualmente utilizzo, tra pro e contro un po’ (tanto) in soggettiva, ogni commento, suggerimento o protesta pacata (ho detto pacata, altrimenti faccio uscire gli energumeni che tengo sempre a portata di mano nello sgabuzzino di casa) è ben accetta e potrà essere pubblicata in area commenti.

Chi ha detto Avengers?

I simpatici eroi (per alcuni, per altri casinisti senza possibilità di essere tenuti al guinzaglio), ereditati proprio dalla collezione Line e impacchettati appositamente per Telegram, sono disponibili per l’installazione e l’uso prolungato (almeno fino a quando tutti i vostri amici non vi bloccheranno perché tenterete di sostituire il testo con una diversa immagine ogni volta. Un assaggio? Si, sono preparato anche per questo:

(Si, non ho messo a caso Iron Man e Captain America vicini, avevate dubbi?) Il pacchetto sticker è disponibile all’indirizzo telegram.me/addstickers/MarvelPack.

It’s me, Deadpool!

Esclamazione gentilmente presa in prestito da Mario, Deadpool è tutto tranne che un eroe, definiamolo più semplicemente come un egocentrico stronzo geneticamente modificato, in grado di resistere a qualsivoglia attacco e continuare a prenderti contemporaneamente per il culo e a schiaffi in faccia. Ho reso l’idea? Come dite? Ho utilizzato un linguaggio poco consono? No, dico, conoscete sul serio Deadpool? In caso contrario vi invito a farvi una cultura (ci può stare bene anche il film a lui dedicato, uscito poco tempo fa).

Telegram: gli stickers non bastano mai? 13

Esiste un piccolo sticker pack che mi piace e utilizzo abitualmente (il primo nelle anteprime di seguito), in compagnia poi di altri resi disponibili da diversi autori che non apprezzo in maniera particolare ma che a qualcuno potrebbero andare a genio.

I pacchetti sono disponibili (in ordine di anteprima) agli indirizzi telegram.me/addstickers/DeadpoolEM, telegram.me/addstickers/ladyftdpool e telegram.me/addstickers/Deadpool_Emojis_By_Osmer.

Balalala!

Alzi la mano chi ancora non sa che in realtà questo splendido cartone animato fa parte anch’esso della scuderia Marvel, perché in realtà credo ce ne siano ben pochi lì fuori (di appassionati) a non saperlo. Sto parlando ovviamente di Big Hero 6, realizzazione Walt Disney Animation Studios del 2014 (davvero sono passati già due anni? Mother of God!), che vede come protagonisti dei ragazzi dalla grande intelligenza, coraggio e ingegno, che danno origine a una imprevedibile squadra di supereroi improvvisati. Spero lo abbiate già visto, in caso contrario correte ad acquistare il titolo in blu-ray.

Potete portare un po’ di Big Hero 6 anche su Telegram, grazie a un simpatico sticker pack che contiene 19 immagini corredate di esclamazioni (in alcuni casi non sarebbero servite, ma tant’è).

Telegram: gli stickers non bastano mai? Eccone altri!

Il pacchetto è disponibile all’indirizzo telegram.me/addstickers/BigHero6_by_Oybek

Una questione di impero

Lo avrete capito, sto parlando di Star Wars ovviamente, e come ovvio che ci si aspetti sull’argomento di Sticker Pack ne è pieno il web. Io ho posato lo sguardo su uno di questi in particolare (dedicato) e su un altro che ne integra alcune (di immagini) dedicate al verde protagonista, e che la forza sia con voi!

Si tratta rispettivamente di Star Wars Imperial e The PlayRoom. Il secondo contiene di tutto e di più, un po’ come una cameretta dei giochi dove trovare la console, o magari i personaggi Lego, o ancora il bollino di approvazione di Chuck Norris sulla testa di un Minion, chi lo sa ;-)

Trovate i due pacchetti agli indirizzi telegram.me/addstickers/SWImperial e telegram.me/addstickers/PlayRoom.

1-Up, dai 16 bit in su ;-)

Prima ho preso in prestito il famoso “It’s me“, non posso certo ripetermi, maledizione! Tutto questo perché in realtà uno sticker pack dedicato al mondo di Super Mario Bros c’è (e non solo quello), ed è anche piuttosto bello, almeno per quello che mi riguarda. Si chiama “SMB” (evidentemente l’autore ha ben pensato di accorciare il titolo) e contiene tutti i personaggi principali del fantastico mondo firmato Nintendo, con primi disegni e restyling che abbiamo visto comparire nei diversi capitoli del titolo principale made in Kyoto.

46 splendide immagini, vi propongo di seguito una piccolissima anteprima:

Telegram: gli stickers non bastano mai? 14

Il pacchetto è disponibile all’indirizzo telegram.me/addstickers/SuperMarioBros.

Puntare, caricare, fuoco!

E se non siete tipi da Super Mario (davvero? E c’è ancora qualcuno che vi rivolge la parola?) spero lo siate almeno di titoli che hanno fatto la storia della Sala Giochi, come Metal Slug, al quale è stato dedicato un pacchetto di sticker davvero interessante e dal sapore assolutamente vintage, irresistibile!

Telegram: gli stickers non bastano mai? Eccone altri! 3

Un po’ di nazional-popolare

Che si traduce con “Sticker Pack dal sapore puramente italiano“. La nostra comunità sembra essere molto attiva, produce infatti diversi pacchetti interessanti, alcuni di questi davvero ben realizzati, dedicati al mezzo televisivo e ai suoi grandi protagonisti, tra cui il grosso Bud Spencer e il grande Totò! :-)

Il primo consigliato è Mix Italia, un enorme calderone di personaggi che hanno fatto (e fanno ancora oggi) la storia della televisione pubblica, spesso in espressioni imbarazzanti, altre coadiuvate da esclamazioni che siamo abituati a sentire (e alcune volte ripetere) anche quotidianamente, disponibile all’indirizzo telegram.me/addstickers/MixItalia. Gli altri due set dedicati sono invece disponibili rispettivamente all’indirizzo telegram.me/addstickers/BudSpencerTop e telegram.me/addstickers/TotoStickerPack.

Ne servono davvero altri?

Vi ho suggerito diversi pacchetti, che messi insieme raggiungono il migliaio di immagini che potreste avere a disposizione, a portata di clic nel client di messaggistica. Ognuno ha però i propri gusti ed esigenze, alcuni di voi lì fuori non sopportano neanche gli sticker, limitandosi a malapena all’utilizzo delle emoticons che ogni sistema propone di base, altri abusano degli sticker per sostituire frasi banali che si possono rapidamente scrivere con qualche rapida volata su tastiera.

Da qui in poi potete quindi camminare con le vostre gambe, i siti web dedicati agli sticker di Telegram sono aumentati a dismisura, il problema che c’era un tempo (difficoltà oggettiva nel trovare il pacchetto desiderato) oggi non c’è quasi più, grazie a indici continuamente aggiornati, con la speranza che possa essere proprio Telegram a rendere disponibile un catalogo ufficiale (popolabile anche dai suoi utilizzatori) dove reperire ciò che si cerca.

E voi? Che pacchetti utilizzate? L’area commenti è a vostra totale disposizione, magari riusciamo a creare insieme un nuovo articolo :-)

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