Archives For WhatsApp

Articolo che sarebbe dovuto andare online – ovviamente – nel fine settimana ma che per cause di forza maggiore non ho potuto terminare e pubblicare, te lo becchi oggi e facciamo finta che sia ancora quel fine settimana di cui ti parlavo (la mia testa e un po’ pure il resto del corpo ne avrebbero tanto bisogno!).

Se ridi e ti diverti con poco (nel senso che sei messo male come me e questo tipo di cose è puro divertimento per una figura tecnica) dai un’occhiata al sito web fakeupdate.net (suggerimento di Gabriele). Seleziona la schermata che vuoi e premi F11 per andare a tutto schermo con il tuo browser. Puoi anche premere invio sulla tastiera per passare alla schermata “di conseguenza” 😏

Letture per il weekend: End of Life

Ultime novità

Privacy e Sicurezza

  • Can You Keep Google Out of Your Gmail? (ENG) Un interessante approfondimento sulla questione Privacy legato a uno dei servizi di posta elettronica più utilizzati al mondo (forse IL più utilizzato, ma per questa specifica cosa mi mancano i dati). Ci sono alternative? Certamente. Prova a dare un’occhiata a questo articolo di Emanuele di poco tempo fa.
  • What Data Are You Actually Storing on Google? (ENG) Non è un articolo “nuovo” in senso di innovativo, lo è certamente per pubblicazione. Ti rinfresca la memoria lasciandoti i riferimenti alla dashboard utente di Google, quella dove puoi facilmente (e rapidamente) capire che dati possiede big G. riguardo la tua utenza e la presenza sul web. Allego screenshot completo catturato da Medium nel caso in cui tu sia impossibilitato a leggerlo (lo trovi in fondo all’articolo).
  • TEDx Ortygia: Il fattore umano nella sicurezza informatica (script): (ITA) in attesa del video dell’intervento di Gianluca a Ortygia puoi leggere già lo script e vedere le slide che ha utilizzato.

Dai un’occhiata anche a …

  • DeleteFB: uno script che puoi utilizzare (si appoggia al tuo browser) per cancellare tutti i post che hai scritto e pubblicato sul tuo profilo di Facebook, magari ne senti il bisogno (io tra un po’ ci arriverò, farò pulizia di quel poco di “cronistoria” che ho pubblicato da quando ho dovuto rifare il mio profilo.

Vecchie letture

  • Windows 7, fine del supporto a inizio 2020: cosa fare: (ITA) il giro di boa è ormai completo, giugno è alle porte, vuol dire che mancano circa sei mesi al termine del supporto esteso per Windows 7. Questo si traduce alla stessa maniera di quanto accaduto qualche anno fa con Windows Xp. Non ci saranno più patch di sicurezza, nessuno di Microsoft vi aiuterà più ufficialmente e lentamente i software di terze parti potrebbero decidere di abbandonare anch’essi tutto ciò che è legato al supporto di un Sistema Operativo che ha fatto parte della storia del colosso di Redmond. Posso suggerirti di dare un’occhiata all’articolo dedicato a 0patch (0patch: micropatching in un macro-mondo di insicurezze), ma in linea di massima io metterei in conto il passaggio a Windows 10, soprattutto perché questo è ancora gratuito per tutti.

immagine di copertina: unsplash.com / author: Ivan Timov
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Non tutte le letture che ti suggerisco oggi fanno parte di quest’ultima settimana di avvenimenti, in realtà sono andato a recuperare letture più vecchie che avevo lasciato da parte e non affrontato, voglio condividerle con te pensando (spero) di far cosa gradita (altrimenti sarei una brutta persona più di quanto non lo sia già dandoti in pasto qualcosa di sgradevole 🤪).

Ultime novità

  • WhatsApp voice calls used to inject Israeli spyware on phones: sì, è tutto confermato (vedi advisory ufficiale di Facebook: facebook.com/security/advisories/cve-2019-3568). Una società israeliana ha sfruttato un bug del celeberrimo client di messaggistica istantanea per installare spyware all’insaputa dell’utente, con tanto di cancellazione delle tracce per concludere un lavoro fatto bene. L’articolo proposto è in inglese, puoi trovare la controparte italiana sul Sole 24 Ore o Sky TG24.
  • Hands Off My Data! 15 Default Privacy Settings You Should Change Right Now: non è una novità nel suo campo, è forse l’ennesimo articolo che promette di farti scoprire trucchi e segreti nascosti ma che in realtà sono davanti agli occhi di tutti, tuoi compresi, parametri che agiscono alla luce del giorno per tracciare abitudini e dati personali. Un contributo in inglese ospitato su Medium, teoricamente libero per la lettura ma allego il solito screenshot in chiusura articolo per tua comodità, si sa mai.

Vecchie letture


immagine di copertina: unsplash.com / author: Osman Rana
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Utilizzi WhatsApp (già provato Telegram?), ma probabilmente non sai che cambiando smartphone (per qualsivoglia motivo) puoi portare con te tutti i messaggi, le immagini e i video che hai ricevuto. Controlla di avere il backup attivo (nel caso non lo fosse, attivalo subito) e modifica l’intervallo così che venga effettuato ogni giorno, solo via WiFi, così da preservare i GB della tua offerta dati :-)

Apri WhatsApp, vai in Impostazioni, seleziona Chat e infine Backup delle chat.

Seleziona adesso Account e fai clic sul tuo indirizzo di posta, quello che hai utilizzato per configurare il tuo smartphone Android. Scegli un backup su Google Drive Quotidiano, includi i video e assicurati (come già detto) che tutto venga effettuato via Wi-Fi (a meno che i GB non siano per te un problema, in tal caso puoi anche scegliere Wi-Fi o rete cellulare).

Occhio ai backup di WhatsApp

Tutto pronto? Lancia ora un backup, fai clic su Esegui backup! :-)

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A piccoli passi, la serie di articoli dedicata a chi muove ancora i primi passi nel mondo della tecnologia

A piccoli passi

A piccoli passi è una serie di articoli dedicata a chi non è solito districarsi tra termini tecnici e procedure troppo complesse. Righe di testo di facile comprensione corredate di immagini, semplici procedure che tutti possono imparare e mettere subito in pratica.
Eredità di un vecchio esperimento nel frattempo abbandonato e chiuso, ma con uno storico che non intendo perdere e che preferisco pubblicare nel corso del fine settimana.

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Non di sola strada in discesa è fatta la tecnologia, chi ci gioca quotidianamente lo sa bene, ed è per questo motivo che sono solito giocare con qualsiasi cosa mi capiti a portata di mano, a prescindere da quello che succederà, mal che vada avrò fatto un “incauto acquisto” che mi porterà probabilmente all’inutilizzo dell’oggetto, seconda faccia di una medaglia unica in questo campo, cosa tra l’altro capitata anche di recente. Dato che ciò non mi ha mai fermato, ecco arrivare sul banco prova il Mi Band 3 NFC, versione “completa” non ancora commercializzata in Italia rispetto al suo fratello minore Mi Band 3. Dopo aver sbattuto il muso contro l’inesistenza della localizzazione italiana e di quella inglese attivabile solo in “particolari condizioni“, ho mosso le giuste corde per arrivare al traguardo nonostante quanto stabilito da Xiaomi.

Xiaomi Mi Band 3 NFC: traduzione italiana 1

Per “particolari condizioni” (in riferimento alla lingua inglese di cui ti parlavo qualche parola fa) intendo l’avere lo smartphone localizzato in lingua inglese, sì tutto, non solo per ciò che riguarda l’applicazione Mi Fit che puoi scaricare da Play Store. Dato però che questo non è il mio di caso, ho scelto di percorrere una differente strada e perdermi nell’abbondante documentazione che parla di Mi Band 3, a cavallo tra il sito (e forum) di GizChina e tutto il vasto mondo di GitHub. Tutto facile? Affatto. Si parla abbondantemente di Mi Band 3, non della sua versione NFC.

Quindi che si fa?

Ci si affida a chi è solito fare questo mestiere ma che –a corto di cavie– non è riuscito a rendere disponibile il firmware in italiano fino a ora. Il team è quello di “ilgruppotester“, quelli che hanno questo canale YouTube e che rilasciano pubblicamente firmware e applicazioni modificate anche tramite il loro bot su Telegram. La cavia di turno è il sottoscritto, ho prestato alla scienza il mio Mi Band 3 NFC e tanta sacrosanta pazienza per effettuare tutte le sovrascritture firmware e installazione file di risorse e font, fino ad arrivare al risultato finale che permette di ottenere un prodotto con software localizzato in italiano seppur un pelo più indietro rispetto all’ultimo disponibile ufficialmente da Xiaomi (ma credimi, non manca nulla).

Mi Band 3 NFC in italiano

La premessa qui è doverosa prima di cominciare:

ATTENZIONE: Prima di partire, il solito consiglio: occhio sempre a quello che tocchi e che modifichi, ogni operazione spiegata qui di seguito invalida la garanzia e potrebbe causare il brick del prodotto, rendendolo inutilizzabile. Una piccola ancora di salvezza c’è e te la spiego un paio di paragrafi più giù (mi sembra il minimo), ma fa attenzione e segui attentamente le istruzioni fornite.

Occhio: nulla di quanto spiegato qui di seguito può essere applicato a Mi Band 3 senza NFC, quel modello è già pienamente supportato in italiano, a prescindere dallo store dal quale lo hai acquistato (o acquisterai in futuro).

Detto ciò, quello che ti serve è uno smartphone Android, un software gratuito e Open Source chiamato GadgetBridge (utile per caricare i file sul tuo Mi Band) e alcuni file modificati che ti permetteranno di raggiungere la meta sperata. Per concludere, una versione modificata (dal team de “ilgruppotester“) di Mi Fit ti permetterà di evitare che arrivino degli aggiornamenti firmware da Xiaomi a rendere inutile tutti i tuoi sforzi. Ti fornisco tutto io per sicurezza:

Prima di intraprendere qualsiasi altra operazione, entra in Mi Fit (che dovresti ancora possedere in versione ufficiale rilasciata da Xiaomi), spostati nel menu relativo al tuo Mi Band 3 NFC e sblocca la visibilità bluetooth (Profilo → Mi Band 3 NFC → Visibile → Attivato), così sarà più facile rilevare il prodotto anche da altre applicazioni. Fatto ciò, attendi che finisca la sincronizzazione e disaccoppia il bracciale dall’applicazione.

Il primo passo è compiuto. Disinstalla ora Mi Fit originale e installa la versione modificata. Le due non possono convivere sul medesimo smartphone perché la versione modificata mantiene quasi tutto dell’originale, e per il tuo smartphone è come se Mi Fit Mod fosse identica all’originale. Fatto ciò apri Mi Fit Mod, collegati con il tuo account e NON ricollegare subito il tuo Mi Band 3 NFC.

Installa e apri GadgetBridge, fai partire una ricerca dei dispositivi bluetooth nei paraggi e procedi con l’accoppiamento con Mi Band 3 NFC (un po’ come sei abituato già a fare con Mi Fit). Fatto ciò, vai a ripescare i file modificati che ti ho fatto scaricare precedentemente e seguendo uno specifico ordine, dalli in pasto a Mi Band 3 NFC passando da GadgetBridge in questa maniera:

L’ordine da rispettare è prima font (file ft), poi file res e infine il firmware modificato (file fw). Per ciascuno di questi, utilizzando il File Manager originale del proprio smartphone (nel mio caso ho usato Galaxy S8) dovrai “condividere” il file e poi farlo aprire da GadgetBridge che ti permetterà di caricarlo sul dispositivo.

Contrariamente al file del font e quello delle risorse, effettuare il flash del firmware richiederà il riavvio di Mi Band 3 NFC, che verrà eseguito in maniera del tutto automatica, pazienta qualche secondo prima di provare a riaccendere il suo piccolo monitor (premendo l’unico pulsante a tua disposizione). Salvo errori, avrai caricato un firmware completamente in italiano, che ti permetterà di goderti il tuo nuovo prodotto come fosse stato acquistato ufficialmente nella nostra nazione. Unico neo è costituito dai caratteri particolari o dalle condizioni climatiche non del tutto complete, ma questo –ho notato– dipende poi dall’applicazione ponte utilizzata (intendo Mi Fit o un’equivalente, per esempio Notify), ed è qualcosa che posso sopportare (in pratica, rispetto a un Mi Band 3 con firmware ufficiale, manca il dirti se è nuvoloso, se ci sono piogge, cose che puoi comunque sapere guardando l’icona subito sopra i gradi).

Xiaomi Mi Band 3 NFC: traduzione italiana 10

Foto un pelo sfocata, sorry!

Escluso questo minuscolo bug, il resto è davvero tutto in ordine. Avvia ora Mi Fit Mod, associa il tuo Mi Band 3 NFC e comincia a utilizzarlo come hai sempre fatto con un Mi Band precedente e l’applicazione Mi Fit originale, almeno fino a quando Xiaomi non renderà disponibile la lingua italiana senza trucchetto alcuno, tramite il proprio software.

Sorry Sir, can I speak english?

Yeah, sure, e ci mancherebbe. Il primo firmware modificato che ho provato sulla mia Mi Band 3 NFC era in inglese, e già così –a mio modesto parere– era spanne avanti rispetto alla localizzazione originale del Sol Levante, mi sarebbe bastato. Senza toccare il file font e res che ha già provveduto a caricare sul tuo dispositivo, puoi scegliere di lanciare un nuovo flash firmware utilizzando questo file fw che ti metto a disposizione: go.gioxx.org/mb3nfc-fwen. Il tuo Mi Band 3 NFC parlerà inglese, se lo preferisci (attendi giusto il solito riavvio a operazione terminata):

Credo di aver rotto tutto, che si fa?

Ecco, il paragrafo più difficile, quello che si spera sempre non debba servire ma che sfortunatamente può tornarti utile in caso di emergenza. Può succedere che l’operazione di flash del firmware si sia interrotta per qualsivoglia problema (non mi interessa quale) e che il tuo Mi Band 3 NFC mostri a video un’icona che ti invita a collegarlo a un’applicazione per il restore del software originale. Se questo non fosse per te possibile, ma il Mi Band 3 NFC riuscisse ancora a collegarsi a GadgetBridge, ti metto a disposizione i file originali di Xiaomi (res e fw) che dovrai sovrascrivere a quelli ora danneggiati.

Trovi tutto all’indirizzo go.gioxx.org/mb3nfc-stock, l’ordine rimane lo stesso riportato prima (res, poi firmware). Se ti stai chiedendo come recuperare in autonomia i file più aggiornati rispetto a questo mio articolo (che magari leggerai tra tre mesi o chissà quando), è molto semplice. Scarica l’ultima versione (APK) di Mi Fit originale Xiaomi (esempio pratico: apkmirror.com/apk/anhui-huami-information-technology-co-ltd/mi-fit/mi-fit-3-5-5-4-release/mi-fit-3-5-5-4-android-apk-download), scompattala per ottenere le cartelle e i file di programma, esplora la cartella “assets” e tira fuori da lì i file Mili_chongqing.res e Mili_chongqing.fw, Chongqing è il nome in codice di Mi Band 3 in versione NFC.

Salvo danneggiamenti più complicati rispetto a quello citato, dovresti riuscire a far “resuscitare” il tuo prodotto, scongiurandone la perdita. Ora però noterai che la lingua sarà tornata quella originale, puoi tentare di seguire nuovamente la procedura per trasformare il prodotto in italiano.

Dovrei aver riportato tutto il necessario. Se dovessi avere bisogno di assistenza, puoi certamente lasciare un commento all’articolo oppure fare un salto nel gruppo Telegram dedicato al mondo del firmware modding per i dispositivi Xiaomi: t.me/joinchat/BUSoOUHsp_V3WXG4pXamKQ.

Buon divertimento e buon inizio settimana :-)

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Xiaomi Mi Band 3

Gioxx  —  01/10/2018 — Leave a comment

Raccogliere l’eredità pesante del predecessore non è mai cosa semplice, capiamoci: per me Mi Band 2 è stato il prodotto che ha cambiato il personale punto di vista sui dispositivi indossabili di fascia bassa, quelli che portano a casa il risultato, la sostanza, senza metterci di mezzo la leggenda popolare che narra: “il buon prodotto deve costare per forza caro“. Mi Band 3 è quindi un approdo dovuto ma mai certo, che deve poter dimostrare di saper fare di meglio rispetto a prima, convincere chi si è affezionato e non vuole staccarsi da Mi Band 2 o l’alternativa più elegante costituita da Amazfit.

Xiaomi Mi Band 3

Xiaomi Mi Band 3

È la forma dell’evoluzione quella che vedi: un monitor più grande e più tondo, caratteri più grandi e più chiari, maggiori informazioni mostrate, cinturino indubbiamente migliorato rispetto al passato seppur non cambi la forma mentis e la realizzazione tecnica di base, una culla di ricarica di poco modificata, la vecchia ancora utilizzabile (ma che va per forza di cose sotto sforzo), costringendoti a comprarne un’altra di scorta se sei solito averne almeno un paio in giro. Mi Band 3 non cambia il prezzo sul mercato ma arriva ufficialmente in Italia, tra store fisici e virtuali, in attesa di poter mettere le mani sulla sua variante completa di chip NFC.

Pilastri fondamentali di una generazione solida, Mi Band 3 continua a pesare circa una ventina di grammi (praticamente inesistente) e nonostante la grandezza del sensore sia cresciuta, continua a non dare fastidio alcuno sul polso, merito anche del cinturino e del nuovo sistema di blocco, il salto in avanti c’è ma non si vede, e non è necessariamente un male, il passaggio al nuovo prodotto è del tutto trasparente. Risponde all’appello anche la batteria da 110mAh, durata dichiarata da laboratorio 20 giorni circa (un pelo più capiente per supportare il nuovo hardware, nda); nonostante io ci sia abituato con Mi Band 2, Mi Band 3 non supera la prova alla prima ricarica completa, arrivando a un 9% residuo dopo soli 14 giorni di utilizzo, ma è certamente un risultato figlio della novità e della voglia di mettere alla prova il bracciale, sono certo che andrà meglio con il prossimo ciclo (sto aspettando che si scarichi completamente per provare a fare una carica completa partendo dallo zero):

Xiaomi Mi Band 3 1

Cambia invece la resistenza all’acqua, che migliora e arriva a sopportare 50mt di profondità (contro la resistenza agli spruzzi IP67 di prima, che concedeva comunque l’ingresso in piscina senza troppi problemi, bastava non andarci giù pesante con le profondità), un dettaglio affatto trascurabile è inoltre la scelta di non tagliare il pulsante per attivare il monitor (quello del Mi Band 2 era separato rispetto al resto del display), bensì ricavarlo dal pezzo unico che copre il display (è sagomato e spancia verso il basso), permettendo finalmente di controllare orario e ulteriori informazioni anche quando si sta in piscina, senza necessità di aspettare che quel paio di gocce d’acqua infilatesi nel pulsante del Mi Band 2 smettessero di mettere i bastoni tra le ruote.

Un monitor più grande e tante informazioni in più

Che poi è questo il reale cambiamento rispetto al passato. Mi Band 2 permetteva di ottenere notifiche con pochissime informazioni annesse, ho dovuto / voluto modificare quel comportamento appoggiandomi a un’applicazione di terza parte che ne aumentava (e parecchio) le capacità (te ne parlo tra un po’), cosa che su Mi Band 3 non è praticamente più necessaria (ma io il test l’ho rifatto, trovando una giusta via di mezzo che ho preferito mantenere).

Il monitor permette di contenere 24 caratteri all’interno della schermata, propone non solo la sorgente di notifica, ma anche il contenuto del testo (parlo di messaggi WhatsApp o Telegram, giusto per fare un paio di esempi), ti consente di scorrere tra più schermate per arrivare a leggere fino in fondo, è comodo, fuori da ogni dubbio, potrai addirittura andare a recuperare le notifiche “perse” (quelle che non hai fatto in tempo a leggere quando ti sono arrivate in diretta) semplicemente facendo swipe verso il basso un paio di volte (fino alla schermata dedicata alle notifiche) e spostandoti verso destra, perché Mi Band 3 è full touchscreen, curiosa tra i menu, troverai diverse novità (previsioni meteo, possibilità di mettere in modalità Non disturbare il bracciale, cercare il tuo smartphone facendolo vibrare, ecc.).

È sempre il pulsante centrale ricavato sul monitor a poterti riportare indietro rapidamente (un po’ come succede da sempre con il pulsante Home di Android, quello centrale, se sai di cosa sto parlando), così come la capacità di cancellare tutte le notifiche o confermare operazioni che necessitano di un tuo assenso esplicito (rifiuto di una telefonata, avvio del cronometro o misurazione precisa del battito del cuore, per farti qualche esempio). A proposito di battito: puoi ancora una volta tenerlo disattivato completamente, tracciarlo ogni tanto (magari impostandolo per funzionare puntualmente solo durante la fase di sonno, come ho scelto di fare io) o costante nell’arco delle 24 ore, tutti comportamenti che influenzano chiaramente i consumi batteria del prodotto, sta a te valutare qual è la strada da intraprendere e quanto sei disposto a ricaricare Mi Band 3 nel corso del mese (una volta ogni 10, 15 o 20 giorni circa).

Dato che però non di soli giudizi positivi si può comporre un articolo (o almeno, non così semplicemente), tocca arrendersi ancora una volta davanti al peggiore tallone d’Achille di Mi Band, a prescindere dalla sua versione (3 compresa): non riuscirai a leggere nulla sul monitor sotto la luce diretta del sole. Questo è un difetto che ci si trascina dalla precedente generazione, e che continua a caratterizzare –male– un prodotto che diversamente sarebbe quasi del tutto inattaccabile nel suo rapporto tra qualità e prezzo, dove comunque vince a mani basse rispetto a tanti altri competitor diretti.

Mi Fit

Nulla cambia (o quasi) quando si parla dell’applicazione per tracciare risultati e pilotare Mi Band 3: Mi Fit, un costante miglioramento in usabilità e ricchezza di contenuti che ti permetterà di configurare ogni dettaglio del tuo nuovo amico di polso, del quale ti avevo già parlato nella recensione dedicata al Mi Band 2.

Ciò che troverai oggi, dedicato a Mi Band 3, è la voce relativa alla Modalità notte (che abbassa automaticamente la luminosità della band in base agli orari di tramonto e alba, o pianificabile in base a tue specifiche esigenze), l’ordine delle voci da visualizzare su Mi Band 3 (che puoi finalmente ritoccare), le impostazioni del Meteo (che puoi modificare manualmente, impostandole su una diversa città rispetto a quella rilevata dal tuo GPS), ma non solo.

Xiaomi Mi Band 3 15

La modifica: Tools & Mi Band

Tools & Mi Band
Tools & Mi Band
Price: 3,49 €

Acquistato circa 3 mesi dopo aver torturato Mi Band 2 e aver già apprezzato l’ottima base di partenza, ho configurato ad-hoc Tools & Mi Band per rispondere alle mie esigenze e necessità di avere maggiori informazioni rispetto a quelle mostrate dal bracciale Xiaomi di precedente generazione, rimanendo più che soddisfatto del risultato. Tools & Mi Band è volutamente rimasto disattivo per i primi 10 giorni di test del nuovo Mi Band 3, per poi essere tirato nuovamente fuori dal cilindro, puntato al nuovo MAC Address e riconfigurato per incontrare e abbracciare le novità costituite dal nuovo display più capiente, che ora mi permette di leggere agilmente il contenuto del testo di un messaggio, di una mail, di un appuntamento di calendario.

Xiaomi Mi Band 3 18

Ho disattivato le notifiche native di Mi Fit, lasciando solo le notifiche di chiamata (e relativo chiamante) e le sveglie attive e insostituibili, passando alla configurazione pilotata dall’applicazione terza parte, la quale trasmette al mio bracciale gli appuntamenti della mia agenda, i messaggi SMS e le chat di WhatsApp e Telegram, il tutto condito di personalizzazione per vibrazione, ripetizioni, disabilitazione delle stesse a schermo acceso (cosa oggi possibile anche attraverso l’applicazione nativa Mi Fit, per la cronaca), icona personalizzata e corretta (rispetto a quella proposta da Mi Fit, con il suo generico “App”):

Questo mi permette di risparmiare alcuni caratteri che l’applicazione nativa inserisce, concedendomi inoltre un pieno controllo delle informazioni che trasmetto a bracciale, seguendo le mie esigenze anziché quelle generiche dettate dal comunque ottimo lavoro della società cinese. Ti condividerei più che volentieri il file di configurazione usato per Mi Band 3, ma non sapendo se all’interno del file d’esportazione vengano immessi dati personali o di licenza (è tutto criptato aprendolo con un normale editor di testo), passo e mi scuso per la “non completezza del gesto“.

In conclusione

Un salto generazionale certamente importante per ciò che riguarda il monitor, un pelo meno per tutto il resto dei dettagli. Si continua in ogni caso a portare freschezza e calma ragionata in un mercato dove altri tentennano o tentano di gridare alla terra promessa con funzionalità spesso superflue o che calcolano male dettagli fondamentali come possono essere passi semplici e attività fisiche da palestra o aria aperta. Xiaomi immette quindi sul mercato una novità con il sapore del vecchio, quello a cui personalmente sono affezionato e che speravo di non dover abbandonare del tutto. Non stupisce, conferma, e spesso, per ciò che mi riguarda, credo possa essere un risultato soddisfacente e più che sufficiente.

Per qualsiasi dubbio o ulteriore informazione, l’area commenti è ora pronta ad accoglierti :-)

 

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Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.

Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Xiaomi, tornerà all'ovile al termine del test.

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