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Su consiglio di Andrea, ho acquistato questo “coso” qualche tempo fa su Amazon, approfittando di una promozione che ne aveva fatto scendere ulteriormente il prezzo già tutto sommato basso. Perché acquistarlo? Perché è comodo e permette alcune interessanti cose, tra cui la condivisione di una rete cablata (che trasformerà in WiFi da 2.4GHz di tipo 802.11b/g/n) o di contenuti da chiave o disco USB esterno a lui attaccato (fino a 4 TB). Piccolo, leggerissimo, alimentato tramite porta micro USB (quindi può essere attaccato anche al PC, nda), sufficientemente semplice da configurare anche per chi ha poca confidenza con gadget e apparati di rete.

Hootoo (HT-TM02): dati e WiFi in mobilità

Inizia tutto dall’alimentazione. Per il momento puoi anche evitare di attaccare alcunché al piccolo TM02, lo farai in seguito alla primissima configurazione. Se sei uno a cui piace “studiare” (si fa per dire), puoi fare riferimento al manuale ufficiale del prodotto, altrimenti c’è sempre la strada dell’avanzo e scopro passo-passo. Di default infatti, TM02 andrà a creare una rete WiFi sua, nella quale potrai collegarti tramite password che trovi sul retro del prodotto, nella sua etichetta. Lì troverai anche le credenziali amministrative (admin senza password, la prima volta, nda) e il tipo di indirizzamento IP utilizzato (su rete 10).

Entrando nella sua Dashboard, scoprirai che è nettamente più semplice del previsto, e che l’interfaccia è molto intuitiva (se sei abituato a giocare con questo tipo di prodotti, ovviamente). Puoi scegliere (e ti viene proposto) di seguire un piccolo Wizard che ti permetterà di andare a modificare i dettagli più importanti, come il nome e la relativa password della rete WiFi creata dal TripMate, oppure la password di amministratore dell’interfaccia.

Hootoo (HT-TM02): dati e WiFi in mobilità 1

Una volta scelte le impostazioni di base, ti verrà richiesto di riavviare il TripMate. Dovrai ovviamente ricollegarti nella sua WiFi quando tornerà a essere disponibile. A questo punto, prendendo come esempio il mio specifico caso, ho scelto di usare il TM02 per condividere (molto facilmente) i dati salvati su un disco esterno USB. L’utente (admin) e la password scelta, corrisponderanno alla stessa coppia di credenziali utili alla mappatura del disco (che verrà ora riconosciuto come disco di rete).

Puoi collegare la penna (o disco USB esterno) al TM02 in qualsiasi momento, lui penserà a riconoscerlo e prepararlo per la condivisione (non lo formatterà, tranquillo), tu lo vedrai come volume dall’interfaccia di amministrazione di Hootoo:

Hootoo (HT-TM02): dati e WiFi in mobilità 2

Ogni impostazione del TripMate è modificabile, una volta ritoccati i parametri di rete (ricorda che per passare a rete cablata da WiFi o viceversa devi utilizzare il piccolo interruttore fisico presente nello stesso lato dell’attacco micro USB per l’alimentazione, nda) puoi completamente integrarlo nella tua rete pre-esistente, perché magari hai solo necessità di rendere “di rete” un disco che non lo è nativamente (il mio caso, appunto), dargli un indirizzo preciso tramite reservation del DHCP, amministrarlo come fosse uno dei tanti apparati connessi, ecc. Mi viene da pensare che -date le informazioni a video- potrebbe persino accettare un hub in ingresso, al quale collegare più dispositivi di memoria USB (dovrei provarci).

Anche se non precedentemente specificato, sappi che il dispositivo ha un servizio a bordo che lo rende visibile in DLNA, così che tu possa esplorare il contenuto del disco anche da televisore o ulteriore apparato compatibile, guardandoti così i film senza necessità di ulteriore fatica (o senza dover montare un server PLEX o equivalente nella stessa rete LAN).

Tienilo aggiornato

Dubito ce ne saranno altre versioni in futuro (spero di sbagliarmi), ma ricorda che rispetto alla versione in commercio, Hootoo ha rilasciato un firmware più aggiornato, disponibile all’indirizzo hootoo.com/downloads-81-88001-006.html#downloads-2000. L’operazione di update è banale (qui se vuoi trovi un documento in caso di difficoltà) ma manda in reset la configurazione della WiFi, dovrai quindi ricollegarti e rimettere a posto le cose. TM02 mantiene invariata la tua password amministrativa e la condivisione del tuo disco dati, quelle sono cose che non dovrai quindi andare a ritoccare.

Il nuovo firmware introduce, tra le novità, la possibilità di bloccare l’accesso all’amministrazione del TripMate da una rete che non sia quella erogata da lui stesso, a meno di andarlo a riabilitare nei servizi (Wan port Service, nda).

A questo punto, un veloce riepilogo per punti:

Potrebbe valerne la pena perché

  • Maledettamente compatto, lo porti proprio ovunque e lo alimenti persino con una batteria tampone (che per forza di causa maggiore ti porti dietro per non rimanere mai appiedato con il cellulare), immagina quindi il suo utilizzo in macchina, quando i bambini o la mamma vogliono vedere contenuti diversi sui loro dispositivi, magari tutti memorizzati in una chiave USB o un disco esterno da alloggiare nel porta oggetti della vettura, per risparmiare prezioso piano dati. Spettacolare.
  • Costa poco, offre più del giusto. Personalmente considero sempre il fattore prezzo e possibile ritorno dell’investimento (se così si può chiamare).

Potrebbe non valerne la pena perché

  • Un sistema non immediato per chi è davvero alle prime armi, seppure il Wizard tamponi parecchio e colmi un gap che non tutti potrebbero essere capaci di colmare in autonomia. Lo switch per selezionare da rete cablata a WiFi sull’apparecchio aiuta. Se lo si lascia così com’è, si può utilizzare direttamente la rete e la password di default.
  • Se per qualsivoglia motivo il router principale dovesse riavviarsi o perdere temporaneamente la connettività, il TripMate scomparirà dalla rete e non riuscirà più a recuperare il suo indirizzo IP (e quindi tornare operativo) a meno che non lo si riavvii (togliendo e ridando alimentazione via micro USB), parecchio scomodo, soprattutto se non è facilmente raggiungibile o se non si torna a casa per qualche tempo.
  • Sarebbe stato bello poter avere uno slot SIM integrato nel dispositivo, per rendere il tutto più completo (sai che combo?).

I miei personalissimi punti focali sono quelli poco sopra.

Tu cosa ne pensi? Dubbi? Domande? Curiosità? Utilizza l’area commenti, proverò a risponderti nel limite del provato (o del provabile) :-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: acquistato di mia tasca su Amazon, lo puoi acquistare anche tu facendo clic qui.
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Mettetevi comodi, questo è uno di quei pezzi lunghi. Una comparativa, una di quelle classiche. Ho due prodotti, vorrei capire perché tenerne uno o l’altro, cosa c’è da preferire, cosa da criticare, il bouquet su cui poggiare, la qualità nella loro complessità. Utilizzatori di Sky Online e Mediaset Infinity a me, cerchiamo insieme di capire cosa sia meglio consigliare a chi non ha mai avuto occasione di provare a fondo nessuno dei due servizi (o anche solo uno), io li ho entrambi, vi descrivo la mia esperienza.

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Di cosa si tratta?

Dei servizi tipicamente offerti sotto abbonamento ai propri clienti resi pubblici grazie a dei piccoli pacchetti prepagati che possono essere rinnovati o abbandonati in qualsiasi momento. Nessun impegno da ambo le parti, tutto funziona ed è fruibile solo fino a quando l’utente deciderà di pagare, poi amici come prima, in pratica si tratta della naturale evoluzione (che non esclude l’esistenza) di Premium Play di Mediaset o Sky Go per gli abbonati Sky. Un portale accessibile tramite qualsiasi (o quasi) piattaforma o applicazione dedicata che permette così da avere una raccolta di contenuti a propria disposizione, serie televisive o film, documentari, approfondimenti, potenzialmente qualsiasi cosa nel bouquet delle società in gioco.

È ciò che ci sarebbe dovuto essere da sempre e che spero possa prendere ancora più piede con l’aumentare della copertura ADSL (fibra o rame) in Italia (nel resto del mondo nella maggior parte dei casi sono già molto più avanti e non si parla certo di cose nuove per loro). È la possibilità di fruire dei contenuti che si desiderano nel preciso istante in cui li si desiderano passando dalla piattaforma che si ha a disposizione in quello specifico istante. Non ha importanza se per guardare un film utilizzerò il mio iPad, il mio PC portatile o la console, ha importanza solo la mia necessità, è la TV che deve potersi adattare a noi, non il contrario.

L’offerta

Due pacchetti disponibili per Sky Online, uno solo per Mediaset Infinity, quest’ultimo però non include costi aggiuntivi che sarà necessario tirare in ballo nel caso in cui si voglia accedere a particolari contenuti. Il primo prevede diversi canali in diretta in ambo i pacchetti (oltre il live necessario per gli eventi sportivi, separato dalle offerte standard), il secondo no. Il primo offre il meglio delle serie televisive targate FOX, il secondo insegue con le esclusive che si è accaparrato il colosso di Cologno Monzese. Si ma nello specifico?

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Sky Online prevede un ticket da 9,90€ al mese per accedere a tutto quello che è l’intrattenimento delle serie FOX e Sky Atlantic, oltre i canali live come Sky Uno con i programmi della prima serata (siano essi originali e realizzati per l’Italia o tradotti e importati dall’estero), il tutto disponibile anche in lingua originale per i puristi. Incluso nell’offerta (di base o più completa) c’è sempre Sky TG24 che ormai è disponibile in ogni lago e in ogni luogo. All’intrattenimento si può aggiungere il pacchetto cinema dal costo di 14,90€ al mese, questo vi darà accesso alla ricca libreria sotto licenza Sky, aggiornata frequentemente e rifornita con contenuti che solo qualche mese fa sono stati disponibili per il grande schermo. Così come per il pacchetto di base (intrattenimento) anche per il cinema viene dato accesso ad alcuni canali live, più numerosi stavolta, con l’ulteriore “bonus” del canale che ogni tanto Sky sceglie di dedicare a una particolare ricorrenza o serie (ad esempio in questi primi giorni del 2015 si ha accesso al canale dedicato ai film di Indiana Jones, ndr). La società garantisce 10 nuovi titoli alla settimana non specificando però se si tratta di novità o grandi classici. Anche in questo caso tutti i contenuti sono disponibili anche in lingua originale.

Una delle pecche che a fatica mando giù? La non disponibilità di alcuni titoli in diretta con il satellite. Potrebbe capitare (accade spesso, sia per l’intrattenimento che per il cinema) che un film mandato in onda su Sky Cinema 1 non possa essere acceduto da Sky Online. Questo sarà invece disponibile già dal secondo giorno,  in pratica il “Day 1” è dedicato all’abbonato con il classico decoder in salotto. Rivolgo quindi la domanda a Sky stessa (che cercherò poi di contattare per fargli leggere questo articolo): perché? Sono forse l’abbonato di serie B rispetto a quello che ha deciso di legarsi a voi con l’offerta classica? E se non avessi la possibilità di installare la parabola? O magari mi trovo fuori sede e voglio comunque accedere ad un qualcosa che ho pagato?

Per coloro che invece amano lo sport e vivono solo per quello Sky Online non riserva alcun ticket a forfait. Ogni evento va pagato singolarmente o si può scegliere di pagare una stagione intera se messa a disposizione da Sky stessa tra le selezionabili nella pagina dedicata: skyonline.it/sport/index.shtml. Qui il prezzo lievita e di parecchio, si fa leva sulla necessità del calcio dell’italiano medio, ma anche della Formula 1 o della MotoGP per chi le segue (sottoscritto compreso). Rispetto all’accessibilità della tariffa di intrattenimento il cinema è appena sopportabile, lo sport proprio no. Pensare di pagare un singolo evento sportivo quanto la metà di un abbonamento mensile di intrattenimento (e più in alcuni casi) fa rabbrividire al solo scriverlo, la convenienza (se di questa si può parlare) si piazza ovviamente sui bouquet multi-evento per un’intera stagione di Formula 1 o magari di una Champions League. Questi pacchetti spesso includono anche la più classica delle caramelle alla cassa del ristorante: un periodo “gratuito” di accesso all’offerta base (intrattenimento).

Eccezione fatta per lo sport, Sky Online è fratello gemello di uno Sky Go per gli abbonati tradizionali di Sky. Di certo non c’è la stessa quantità di canali live ma è comunque possibile accedere ai contenuti di Sky On Demand, anch’esso dedicato inizialmente ai soli abbonati alla TV satellitare e finalmente aperto anche a chi ha scelto (per volere o per impedimenti tecnici) di approfittare delle offerte tradizionali del big di Rogoredo. Un’ottima mossa che con il tempo non può fare altro che crescere arricchendosi e arricchendo chi sceglie di continuare a pagare uno o più pacchetti andando così a far “compagnia” agli altri abbonamenti mensili a basso costo, come già accade per Spotify ad esempio.

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Mediaset Infinity è l’alternativa meno costosa e la prima ad essere stata così accessibile (anche da console, anche se inizialmente si parlava solo di PlayStation 4). Per poter usufruire di (quasi) ogni suo contenuto richiede il pagamento di un ticket unico da 4,99€, da rinnovare mensilmente (ad oggi che l’articolo viene pubblicato, in teoria il prezzo pieno di listino sarebbe di 6,99€). Si, è nettamente inferiore alla somma dei due pacchetti di Sky Online (intrattenimento e cinema insieme costerebbero -di listino- 24,80€ mensili) e no, non è proprio così completo.

Infinity propone un bouquet di film, serie televisive e cartoni animati non indifferente, un archivio davvero molto molto esteso, qualcosa che è difficile da reperire diversamente ma che soprattutto farebbe invidia a quasi qualunque collezione privata di contenuti fisici e virtuali, sicuramente un vanto ma non certo per le novità. Infinity ha tutti i contenuti, anche quelli più recenti, previo pagamento del singolo noleggio. Entro, voglio farmi due risate, un film leggero, toh guarda è appena stato reso disponibile l’ultimo di Cameron Diaz, Sex Tape, oh fermo, è un contenuto a noleggio, poco male, vediamo di quanto si tratta:

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Oh bella, 4,49€ in offerta anziché a 5,50€ riservato ai clienti Infinity! Ora, vi prego parliamone: per poter vedere il contenuto bisogna essere clienti Infinity, non potrei neanche fornirvi il collegamento alla scheda del film perché il progetto Mediaset prevede una vetrina come quelle dei locali di massaggi cinesi all’interno dei quali non potete dare un’occhiata se non entrando perché completamente coperti da adesivi che descrivono l’attività (almeno quella ufficiale) e insegne luminose a corredo per convincervi ad entrare. Facciamo un rapido calcolo: pressoché tutte le novità di Infinity hanno un costo di noleggio che varia tra i 4 e i 6 euro circa, se siete come me che vi concedete più di due film al mese (ma facciamo due giusto per semplicità) la somma è presto fatta: 4,49€ (a voler mantenere l’offerta attuale) per due (8,98) che si vanno ad aggiungere alla quota fissa di ingresso mensile (4,99€ oggi, a listino pieno si parla di 6,99€) si arriva ad un totale che quasi raggiunge l’offerta di Sky Online (si parla davvero di un nulla a mantenere esclusivamente i prezzi in offerta) che però ha valenza per un intero mese (e per Sky si parla di listino pieno, senza alcuna promozione o sconto). Dal terzo film novità in poi avete automaticamente superato la cifra, perdendo la convenienza del ticket unico più basso per l’accesso a tutto ciò che è in libreria “compresa nella sottoscrizione“. L’alternativa è quella di perdersi nella sconfinata giungla di titoli già compresi a listino, sono tanti, tantissimi, grosso modo incontrano tutti i tipi di gusti.

Fortunatamente Infinity è fatto anche per gli amanti delle serie televisive e propone bei titoli a stagioni piene che potete quindi vedere in qualsiasi momento. A queste vanno aggiunte le fiction acquistate e localizzate (quindi trasmessi sui propri canali liberi) o direttamente prodotte, da Squadra Antimafia a L’Onore e il Rispetto passando per I Cesaroni, non mi metto a discutere gusti personali (questo è altro tipo di argomento piuttosto soggettivo). Al contrario di Sky Online spesso le licenze che permettono di tenere online intere stagioni sono decisamente meno restrittive, tanto per fare un esempio è ancora disponibile la quarta stagione di The Big Bang Theory che è molto vecchia e che su Sky Online non trovereste probabilmente più online da mesi, al contrario magari degli ultimi episodi della settima in attesa dell’inizio dell’ottava previsto tra qualche giorno:

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Grandi “giocatori” come –appunto– The Big Bang Theory, Breaking Bad o ancora Orange is the new black fanno parte già della sottoscrizione, al contrario molte altre serie di interesse più o meno alto non le troverete qui, no signori miei, quelle sono riservate a Mediaset Premium e Premium Play. Questo è per me uno sciocco errore del quale ovviamente non posso che ignorarne il motivo che sarà ovvio per i ragazzi di Mediaset (e molto meno per i comuni mortali, sarebbe bello saperne di più), ho lanciato una ricerca banale su Royal Pains, attualmente in onda su Premium, disponibile solo nell’area Play:

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Unica eccezione assolutamente gradita di questo periodo è la nuova “The Musketeers” che sta andando in onda in queste settimane su Italia 1 e che è stata pubblicata in blocco su Infinity lo scorso primo dicembre (con la speranza che non sia solo la prima e l’ultima ad ottenere questo trattamento).

Sui cartoni animati nulla da dire, non c’è competizione in quanto si tratta di un contenuto attualmente trattato dal solo Infinity. Una libreria sufficientemente ricca di titoli a disposizione immediata dell’utilizzatore, il Sacro Graal per i genitori che necessitano di tenere buoni il pargolo mentre preparano la cena o per godersi una serata alternativa permettendo ai più piccini di scegliere i programmi una volta tanto. Questo è l’unico punto che a differire da Sky Online e la stessa cosa vale per il competitor che offre la parte Sport (a gestione e pagamento separato come già sottolineato) qui non presente.

Per completezza di informazioni (prima di chiudere il paragrafo completamente dedicato a Infinity) vi dico che il servizio di Mediaset possiede una voce denominata “Cinema Live“, accessibile tramite interfaccia principale (io ho personalmente provato da PC, ndr) ma questa non propone alcuna informazione riguardo il video mandato “in diretta”, non si capisce a che canale di Mediaset faccia riferimento e non mi è stato quindi possibile approfondire più di tanto la questione. Forse un test? Una fase beta prima di un rilascio vero e proprio? Spero di poter aggiornare l’articolo in futuro :-)

Fruibilità dei contenuti, dubbi, assistenza

Entrambi i competitor hanno un cono d’ombra all’interno della propria offerta: vantaggi e svantaggi, limitazioni più o meno chiare e seccature perché a noi di fare le cose chiare e che diano accesso realmente a tutto evidentemente non piace. Questo è uno dei casi per i quali mi piacerebbe “imparare dall’America“, vedere l’episodio della serie che sto seguendo e che mi sono perso direttamente dal sito web del produttore, aprire Netflix e accedere a una videoteca in grado di far impallidire la vecchia Blockbuster e cose così e invece no, bisogna attendere ancora prima di poter arrivare a questo stadio.

Vediamo il bicchiere mezzo pieno, è un passo, un passo importante. Entrambi i siti web gestiscono correttamente una quantità di richieste molto alta, il primo (Sky Online) è fatto molto bene, è elegante, essenziale, si è in grado di trovare ciò che interessa in poco tempo, si va dritti al punto. Il secondo pecca un pelo di più a causa di una sua organizzazione per genere o tipo di raccolta che in qualche caso diventa superfluo e fa perdere più tempo del previsto. In entrambi i casi il campo di ricerca interno sarà la vostra ancora di salvezza per andare dritti al punto. La gestione dell’abbonamento, dei rinnovi e del proprio utente (con preferenze e opzioni) è fatta meglio ancora una volta su Sky Online ma Infinity ha comunque tutto ciò che ci serve. L’assistenza (che ho avuto modo di provare per entrambi) è sempre a disposizione e preparata, risponde puntualmente alle domande anche in orari “non di ufficio” e nel caso di Infinity ho potuto constatare una disponibilità e una gentilezza davvero lodevoli, non ho avuto bisogno (perché non ho riscontrato grossi problemi, quindi non posso essere così preciso) per ciò che riguarda Sky Online, nel loro caso mi sono limitato a sciogliere dubbi o mettere a posto codici che avevo riscattato senza però vedere variazioni nelle date di abbonamento al servizio, cose che oggi non capitano più con il crescere della piattaforma.

Quasi di pari passo le applicazioni. Anche qui le differenze ci sono e si vedono. Se Sky Online pecca forse di user-experience un po’ più scarsa su Xbox One ma si riprende su PC o iPad, Mediaset Infinity si mostra nello stesso modo ovunque anche se con differenze (minuscole). Una volta collegati con il vostro Gamertag (continuo a parlarvi dell’esperienza console, ndr) potrete fare login in entrambe le applicazioni e memorizzare le credenziali così da godere in futuro di tutti i contenuti messi a disposizione senza perdere ulteriore tempo. Sky Online propone il suo catalogo oltre i canali live separati per sezione, Mediaset Infinity cerca di organizzare alla stessa maniera del sito web il suo catalogo, concedendo inoltre l’utilizzo dei tag ma peccando parecchio sulla ricerca titolo tramite nome o altro dettaglio. Sky Online modifica la qualità dello streaming nel caso in cui la rete abbia qualche problema (molto comodo) ed esce addirittura dal flusso streaming e dall’applicazione mostrando un messaggio di errore nel caso in cui non possa più mostrare il video (molto molto scomodo, spesso si tratta di un errore temporaneo di Sky Online stessa e basta rientrare immediatamente nel canale o nel contenuto precedentemente in onda, peccato però aver perso secondi o minuti preziosi nel caso in cui si tratti di un canale in diretta).

Se poi non vogliamo parlare di console la lista è presto fatta. Sky Online è attualmente fruibile da PC, tablet, alcune SmartTV, PlayStation (sia 3 che 4) e Xbox (sia 360 che One). Mediaset Infinity aggiunge anche Chromecast di Google, oltre ad una serie di diversi tablet o SmartTV, tutti visibili nella pagina di Help dedicata, contrariamente a quanto affermato da quest’ultima vi confermo che l’applicazione è inoltre disponibile per Xbox.

La prova con un vantaggio in più

Entrambe le piattaforme permettono l’iscrizione con prova gratuita o quasi. Sky Online offre la possibilità di fruire di due settimane di ticket cinema e intrattenimento a solo un euro, Mediaset Infinity propone una prova completamente gratuita del suo ticket unico per le stesse due settimane. Ho scelto (ormai diversi mesi fa) di dare fiducia a Sky Online e contemporaneamente di provare Infinity. Sul primo ho seguito tutto X Factor (eccezione fatta per la finale seguita dal vivo, ndr) e continuo a seguire i miei programmi preferiti e i film, sul secondo ho potuto finalmente terminare di vedere (o allinearmi) con diverse serie televisive o ritrovare film del passato che ho voluto guardare ancora una volta con piacere.

Scopri-Infinity

Per entrambi, ancora per poco tempo, potrete inoltre approfittare di pacchetti pensati e realizzati per questo periodo di feste ormai quasi del tutto passato. Sky ha proposto il suo “Sky Online Magic App“, 90 giorni di ticket intrattenimento e cinema al prezzo di 39€ in totale, stiamo parlando di contenuti che diversamente arriverebbero a costare quasi 75€. Si tratta di un codice riscattabile sia per un nuovo utente che per uno già presente sul sistema. Si acquista fino al prossimo 8 gennaio dal sito di Sky Online oppure potete mettere il prodotto nel carrello del vostro account Amazon!

Occhio però: ogni codice acquistato (non da sito di Sky Online dove verrà applicato immediatamente al vostro utente) dovrà essere riscattato / attivato entro e non oltre il 30 giugno di quest’anno. Oltre Magic App, Sky Online propone altre offerte in collaborazione con i propri partner, generalmente raccolte in una pagina apposita del sito web.

Diverso invece il ragionamento alla base dell’Infinity Pass, l’equivalente di Magic App ma dedicato ovviamente a Mediaset Infinity, acquistabile per sempre (così da non dover utilizzare una carta di credito o un account PayPal sul sito web) e in promozione fino al prossimo 11 gennaio. Come spiegato nell’articolo sul sito ufficiale il punto di forza sta nel prezzo (come Sky) e nella possibilità di raddoppiare i mesi di visione acquistati (entro il termine dell’11/1): si passa quindi dal taglio 1/3/12 mesi a 2/6/18 mesi (si, l’ultimo cresce ma non raddoppia). Il prezzo va dai 9,99€ ai 79€. Potete acquistare le card anche da web (è un controsenso rispetto a quanto pensato da Mediaset, lo so, ma tant’è!): mygiftcard.it/infinity_pass_24_99 (potete sostituire il 24_99 nell’URL con 79 o 9_99 per accedere alle altre card, il mio era giusto un esempio).

C’è dell’altro?

Sky Online e Mediaset Infinity non possono competere, non del tutto almeno, sono l’arma combinata perfetta (e legale, non trascuriamo il dettaglio) per avere più o meno tutto quello che ha da offrire la nostra TV per come la conosciamo oggi. Ho trovato pro e contro in entrambe, entrambe hanno voglia di crescere e sicuramente lo faranno, correggeranno le pecche, arricchiranno le offerte, diversamente non si sopravvive all’interno dello stesso stagno. Per ciò che mi riguarda vanno a completarsi e fin quando potrò cercherò di tenerle attive entrambe, anche se per poco tempo e tenendo a preferire la prima tra le due per la ricchezza di contenuti FOX che personalmente adoro (e ribadisco il personalmente).

Non c’è molto altro da dire (e di non detto fino ad ora) ma le conclusioni dell’articolo stavolta dovete trarle voi. Ho cercato di mettervi a disposizione tutto ciò che dovrebbe servire per fare la giusta scelta, quella dettata dalle esigenze più che dai pro e contro della singola piattaforma

Nel caso in cui abbia omesso qualcosa, dimenticato, sbagliato o chissà cos’altro non esitate a segnalarmelo tramite l’area commenti. Fate domande, cercherò di dar loro risposta (se si tratta di qualcosa di poco chiaro, tanto per fare un esempio). Come già detto ho entrambe le piattaforme attualmente disponibili e sottoscritte, posso fare tutti i test che desiderate o quasi ;-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fatta eccezione per l'abbonamento Infinity, fornito da Mediaset, quello di Sky è a carico della mia tasca.
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Vi ho parlato poco tempo fa di sicurezza in azienda e a casa, ma anche per i vostri dispositivi mobili e tutto ciò che è potenzialmente attaccabile da un malware (e non solo). Meno di un mese fa Kaspersky ha pubblicato un articolo sull’argomento, orientato prevalentemente sul concetto di multi-sicurezza, ciò che nessuno di noi credeva necessario fino ad una manciata di anni fa quando ci si limitava ad acquistare o scaricare un prodotto antivirus adatto alla protezione di un solo client, oggi diventato impensabile (non fosse già per il numero di PC tipicamente ospitati sotto lo stesso tetto).

Si contano circa 4,5 dispositivi connessi al web per ciascuna famiglia (così pochi? nda), tutti questi vengono tipicamente colpiti da attacchi più o meno mirati. Si va dal più classico dei virus per Windows (soprattutto le versioni più vecchie ma non abbandonate in favore delle più recenti) agli escamotage un po’ più complessi per attaccare la robustezza alla quale ci ha abituati OS X per il quale il client antivirus è necessario solo se non basta il buonsenso e l’esperienza dell’utilizzatore, passando obbligatoriamente da Android dove un sistema operativo decisamente più aperto e libero rispetto ad iOS fa da incubatrice per le infezioni nascoste dietro applicazioni apparentemente innocue (giochi, software che promettono di spiare il prossimo e mille altre cose simili) senza dimenticare i metodi “classici” dove il vincolo di infezione diventa il sempreverde SMS e le mille pagine e mail di phishing in qualsiasi salsa e compatibili con qualsiasi device o browser o client di posta pur di arrivare alle vostre credenziali bancarie. Se a questo si aggiunge la facilità nello smarrire lo smartphone capite anche voi quanto sia semplice far la frittata.

Il risultato della statistica e di quanto appena riportato sopra si trasforma in un’infografica:

Kaspersky multi security for multi devices

Vuoi inserire l’infografica sul tuo sito?

Ti basterà copiare e incollare il codice qui di seguito per portarla all’interno del tuo sito web o del tuo blog senza la necessità di caricare l’immagine nel vostro spazio:

<a href="http://gioxx.org/wp-content/uploads/23-10-13-PNG_Kaspersky_Lab_infographics_Multi_security_for_multi-devices-DF.png"><img src="http://gioxx.org/wp-content/uploads/23-10-13-PNG_Kaspersky_Lab_infographics_Multi_security_for_multi-devices-DF.png" alt="Kaspersky multi security for multi devices"></br><a href="http://www.kaspersky.com/it">Kaspersky Lab IT</a> via <a href=" http://gioxx.org/">Gioxx’s Wall</a>

E voi ci pensate alla sicurezza dei vostri dispositivi e del vostro PC? :-)

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Dell’arrivo di Google Currents in Italia ne hanno già parlato in molti, uno fra tanti è NinjaMarketing che ha giustamente approfondito l’argomento in suo articolo. Quello che vorrei fare io invece è parlarvi (come al solito) di come mettervi rapidamente in pista per arricchire quello che è il panorama delle pubblicazioni italiane compatibili con il software di Mountain View, considerato uno dei migliori per Android lo scorso anno e disponibile anche per iOS e -soprattutto- in Italia.

Gioxx’s Wall su Google Currents – gioxx.org/currents

Quello che ho personalmente fatto è stato mettere in piedi una versione di Gioxx’s Wall compatibile con Google Currents, il risultato del mio lavoro è già visibile sottoscrivendo l’edizione su gioxx.org/currents e presto rilascerò una nuova versione che metterà in primo piano più aree del blog, lasciando in secondo piano tutto il resto (Twitter, video & Co.). Già disponibile inoltre è una pubblicazione dedicata a X Files, potete sottoscriverla andando all’indirizzo mozilla.gfsolone.com/currents!

Attraverso questo articolo vorrei darvi qualche consiglio su come personalizzare l’header della tabella dei contenuti e delle sezioni, quindi quello degli articoli singoli, il tutto non accontentandosi dello stile di default proposto da Google (molto elegante, a dirla tutta).

Tutto comincia da qui

Per poter iniziare a pubblicare la vostra opera sarà necessario andare all’indirizzo google.com/producer, entrare con il vostro utente Google e accettare la licenza proposta. Unico obbligo è l’utilizzo di Google Chrome, grave pecca per chi come me preferisce usare sempre Mozilla, ma tant’è.

Scelto il nome della pubblicazione e la prima fonte dalla quale scaricare i dati (tipicamente il feed RSS del vostro blog), potrete inserire altre fonti e contenuti. Farlo è estremamente intuitivo e semplice, Google pensa grosso modo a tutto, non mi soffermerò molto su come procedere, lo lascio fare alla vostra curiosità e allo stesso Google (la parte relativa al motore di ricerca stavolta, ndr) se necessario ;-)

Tabella dei contenuti

Il cuore e la partenza di tutta la vostra testata “Currents-Ready“, da qui potrete pilotare l’utente verso le sezioni più specifiche o verso i canali esterni quali Facebook, Twitter, Youtube, Flickr e qualsiasi altro servizio vi riesca a mettere a disposizione più o meno facilmente un feed RSS sul quale poggiare il vostro lavoro di “conversione” al mobile.

La tabella dei contenuti viene composta automaticamente da Google Currents che seleziona le ultime novità presenti nei vostri feed, ne cattura un’immagine e la propone al lettore per una fruizione intelligente, immediatamente e molto semplice. Quello che è possibile fare è determinare la posizione dei feed in lista, affinché Currents vada a inserire in prima, seconda o terza pagina (potete continuare a vostro piacimento e necessità) i contenuti.

Un consiglio? Inutile dirlo, tenete in testa alla lista ciò che volete mostrare in prima pagina, in particolar modo le prime 3 posizioni che su uno smartphone la faranno da padrone, contrariamente al tablet che -per ovvi motivi- proporrà più box e contenuti nella stessa schermata grazie al monitor più grande.

E’ inoltre possibile ritoccare lo stile proposto di default, un custom si adatta meglio alle esigenze di comunque, soprattutto per mostrare un eventuale logo o personalizzare i colori che possono non piacere nonostante l’usabilità e la leggibilità siano assolutamente perfette così come proposte nativamente. Ciò che io ho fatto è stato integrare il logo di questo blog, modificando lo sfondo subito dietro (da grigio a nero), replicando poi il tutto sulle altre sezioni e pagine singole della testata.

Selezionando quindi “Custom” sotto la voce “Header Template” (in Sections), ho messo mano al CSS, caricando dapprima l’immagine desiderata tramite l’area “Media library“, quindi inserendo il collegamento diretto nel foglio di stile stesso. Ecco il risultato in codice:

<style>
.customHeader {
background-color: #000000;
background-image:url('https://producer.googleusercontent.com/producer/attachment/CAAqBwgKMKqJ4AEw8bcN-gioxx.org_headerText.png4');
background-repeat:no-repeat;
background-position:center;
display: -webkit-box;
height: 60px;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #FFFFFF;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight:normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 80%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}
</style>

<g:if device='tablet'>
<style>
.customHeader { font-size: 36px; -webkit-box-align: end; }
</style>
</g:if>

<g:if device='phone'>
<style>
.customHeader { font-size: 28px; -webkit-box-align: center; }
</style>
</g:if>

<div class='customHeader'>
<div class='editionName'>
</div>
</div>

Avendo poi cura di andare a rimuovere la voce “<g:text textid=’editionName’></g:text>” nel DIV “editionName” così da non far comparire il testo scritto con il nome assegnato alla testata, lasciando spazio solo ed esclusivamente all’immagine.

La singola sezione

Contrariamente alla tabella dei contenuti, vostra home page appositamente realizzate per Currents, la singola sezione può proporre specifici contenuti per i quali è sempre bene ricordare “dove ci si trova” al lettore. Per questo motivo ho deciso non solo di inserire il logo del blog (anche in questo caso togliendo il puro testo dall’header), ma di lasciare il nome assegnato alla sezione subito dopo, in modalità “logo | nome della sezione”. Il codice ritoccato è quindi il seguente:

&lt;style&gt;
.customHeader {
background-color: #000000;
display: -webkit-box;
height: 60px;
line-height: 60px;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #333;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight: normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 50%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .sectionName {
color: #DEDEDE;
font-family: 'Currents-Light-Sans';
font-weight: 300;
margin: 0 0 0 10px;
max-width: 40%;
overflow: hidden;
text-align: left;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .divider {
border-left: solid 1px #a3a3a3;
}
&lt;/style&gt;

&lt;g:if device='tablet'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader { font-size: 30px; -webkit-box-align: end; }
.customHeader .divider { height: 30px; margin-bottom: 15px; }
&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;g:if device='phone'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader { font-size: 22px; -webkit-box-align: center; }
.customHeader .divider { height: 22px; margin-top: 5px; }
&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;div class='customHeader'&gt;
&lt;div class='editionName'&gt;
&lt;img src=&quot;https://producer.googleusercontent.com/producer/attachment/CAAqBwgKMKqJ4AEw8bcN-gioxx.org_headerText.png4&quot; /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class='divider'&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class='sectionName'&gt;
&lt;g:text textid='sectionName'&gt;&lt;/g:text&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;

Stavolta ho deciso di non usare il logo del blog come sfondo della testata, è stato infatti inserito nel DIV “editionName“, al posto del puro testo. Il nome della sezione specifica mantiene il suo posto, così come il DIV “divider”, che produce a video quella barra verticale che permette di separare gli altri due.

Personalizzare la sezione Twitter

Decidere di inserire Twitter tra i contenuti disponibili sull’edizione Currents può sembrare una sciocchezza prima di scoprire che il noto Social Network, già da diverso tempo, non distribuisce più pubblicamente il proprio stream tramite feed RSS come un tempo.

Quello che si può fare per aggirare l’ostacolo è andarsi a ricavare i propri tweet direttamente dalle API di Twitter, il modo è piuttosto semplice e il risultato sarà effettivamente “digeribile” come feed RSS partendo dall’indirizzo https://api.twitter.com/1/statuses/user_timeline.rss?screen_name=gioxx dove -ovviamente- al posto del mio nickname andrà indicato il vostro o quello di un utente generico che volete includere nella pubblicazione.

Occhio però alle richieste, più aumentano, più c’è possibilità che vi venga bloccata la richiesta alla fonte, da quando sono state introdotte le API di Twitter c’è infatti un limite posto proprio sulle request, una veloce lettura alla sezione Developers del Social Network vi schiarirà le idee. Questa sezione sparirà dalla prossima versione di Gioxx’s Wall per Currents ;-)

Nessuno vi vieta però di rimbalzare il feed di Twitter su uno strumento di terze parti che possa tenere memoria dei vostri cinguettii e non arrabbiarsi se il numero di richieste al feed stesso aumenta nel tempo. Per la sezione Twitter ho voluto modificare lo stile prendendo quello di una qualunque sezione e arricchendolo ulteriormente con l’icona “simbolo” dell’azienda :-)

&lt;style&gt;
.customHeader {
background-color: #000000;
display: -webkit-box;
height: 60px;
line-height: 60px;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #333;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight: normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 50%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .sectionName {
color: #DEDEDE;
font-family: 'Currents-Light-Sans';
font-weight: 300;
margin: 0 0 0 10px;
max-width: 40%;
overflow: hidden;
text-align: left;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .divider {
border-left: solid 1px #a3a3a3;
}
&lt;/style&gt;

&lt;g:if device='tablet'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader { font-size: 30px; -webkit-box-align: end; }
.customHeader .divider { height: 30px; margin-bottom: 15px; }
&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;g:if device='phone'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader { font-size: 22px; -webkit-box-align: center; }
.customHeader .divider { height: 22px; margin-top: 5px; }
&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;div class='customHeader'&gt;
&lt;div class='editionName'&gt;
&lt;img src=&quot;https://producer.googleusercontent.com/producer/attachment/CAAqBwgKMKqJ4AEw8bcN-gioxx.org_headerText.png4&quot; /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class='divider'&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class='sectionName'&gt;
&lt;img src=&quot;https://producer.googleusercontent.com/producer/attachment/CAAqBwgKMKqJ4AEw8bcN-twitter_newbird_white.png&quot; style=&quot;width: 50px; float: left;&quot; /&gt;&lt;g:text textid='sectionName'&gt;&lt;/g:text&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;

Vale lo stesso per Facebook o Google Plus, quest’ultimo integrato e già disponibile tra le sezioni inseribili in testata. Per Facebook vi servirà qualche passaggio in più, neanche troppo difficile …

L’integrazione con Facebook

Un semplice servizio online ed un URL ben preciso è tutto ciò che vi serve per avere un feed RSS da dare in pasto a Currents e pubblicare i contenuti di una timeline Facebook di una vostra pagina direttamente su smartphone e tablet senza passare dal Social Network di Mark Zuckerberg o esservi iscritti.

Find My Facebook ID è quello di cui necessitate. Andate alla pagina findmyfacebookid.com e inserite l’URL completo della pagina / profilo Facebook, quindi con l’unico pulsante disponibile ottenete l’ID numerico della pagina, copiatelo ed andate a sostituirlo nell’URL seguente che rimarrà sempre lo stesso:

https://www.facebook.com/feeds/page.php?id=182682921817&format=rss20

Dove “182682921817” è l’ID della mia pagina dedicata a ABP X Files. Avete appena ottenuto la fonte RSS attraverso la quale pubblicare i vostri contenuti Facebook su Currents :-)

Un template custom anche per gli articoli

Cosa resta da fare? Un piccolo ritocco all’aspetto della testata per gli articoli singoli prima di andare in onda :-)

Quello seguente propone la testata standard più sottile di quella delle sezioni o della tabella dei contenuti pur permettendomi di integrare ancora un logo (cosa che però ho preferito non fare, scegliendo il puro testo almeno stavolta) e il nome della sezione dalla quale stiamo attingendo le informazioni ora presenti sullo schermo del device, il tutto con un bianco e un grigio chiaro su sfondo nero:

&lt;style&gt;
a.seeOriginalLink {
background-color: #EDEDED;
border: 1px solid #DCDCDC;
color: #333;
cursor: pointer;
display: block;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
margin: 1em auto;
max-width: 330px;
padding: 0.5em;
text-align: center;
vertical-align: middle;
-webkit-tap-highlight-color: #DCDCDC;
}

a.seeOriginalLink:active {
background-color: #DCDCDC;
}
&lt;/style&gt;

&lt;g:header disablePages='splash'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader {
background-color: #000000;
display: -webkit-box;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #FFFFFF;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight: normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 50%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .sectionName {
color: #DEDEDE;
font-family: 'Currents-Light-Sans';
font-weight: 300;
margin: 0 0 0 10px;
max-width: 40%;
overflow: hidden;
text-align: left;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .divider {
border-left: solid 1px #a3a3a3;
color: #727271;
}
&lt;/style&gt;

&lt;g:if device='tablet'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader { font-size: 22px; height: 40px; -webkit-box-align:
center; font-weight:bold; }
.customHeader .divider { height: 22px; margin-top: 3px; }

&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;g:if device='phone'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader { font-size: 17px; height: 30px; -webkit-box-align:
center; font-weight:bold; }
.customHeader .divider { height: 17px; margin-top: 1px; }

&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;div class='customHeader'&gt;
&lt;div class='editionName'&gt;
&lt;g:text textid='editionName'&gt;
&lt;/g:text&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div class='divider'&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div class='sectionName'&gt;
&lt;g:text textid='sectionName'&gt;
&lt;/g:text&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/g:header&gt;

&lt;g:splash layout='spanColumns' spanHeight='fit' gravity='top'
pages='1'&gt;
&lt;style&gt;
.articleTitle {
color: #000;
font-family: 'Currents-Condensed-Sans';
margin-top: 30px;
text-align: left;
}

.articleSubtitle,
.articleByline {
color: #666;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
line-height: 30px;
text-align: left;
}

.articleByline {
border-bottom: solid 1px #ccc;
border-top: solid 1px #ccc;
font-size: 14px;
line-height: 30px;
height: 30px;
margin: 15px 0 0 0;
}

.articleByline img {
height: 16px;
margin-right: 5px;
vertical-align: sub;
width: 16px;
}

.articleCreated {
color: #999;
}
&lt;/style&gt;

&lt;g:if device='tablet'&gt;
&lt;style&gt;
.articleTitle { font-size: 42px; margin: 20px 0 5px 0;
line-height: 1.1em; }
.articleSubtitle { font-size: 26px;line-height: 1.1em; }

&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;g:if device='phone'&gt;
&lt;style&gt;
.articleTitle { font-size: 30px; margin: 15px 0 5px 0;
line-height: 1.1em; }
.articleSubtitle { font-size: 22px;line-height: 1.1em; }

&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;div class='articleTitle'&gt;
&lt;g:field fieldId='title'&gt;
&lt;/g:field&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div class='articleSubtitle'&gt;
&lt;g:field fieldId='subtitle'&gt;
&lt;/g:field&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div class='articleByline'&gt;
&lt;span class='articleFavicon'&gt;
&lt;g:field fieldId='favicon' hideExpansion='true'&gt;
&lt;/g:field&gt;
&lt;/span&gt;

&lt;g:field fieldId='external_authorName'&gt;
&lt;/g:field&gt;

&lt;span class='articleCreated'&gt;
&lt;g:field fieldId='external_created'&gt;
&lt;/g:field&gt;
&lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/g:splash&gt;

&lt;g:include template='interstitialAd'&gt;
&lt;/g:include&gt;

&lt;g:include template='leaderboardAd'&gt;
&lt;/g:include&gt;

&lt;g:fieldgroup source='feed,discovered,user' type='' start='1'
max='1' slideshow='true'&gt;
&lt;/g:fieldgroup&gt;

&lt;g:field fieldId='body'&gt;
&lt;/g:field&gt;

&lt;g:fieldgroup source='feed,discovered,user' type='' start='2'
max='10' slideshow='true'&gt;
&lt;/g:fieldgroup&gt;

Estremamente pulito e semplice, anche sui tablet.

Articoli e template custom: Supporto Informatico

Partendo dal presupposto che tutto quello che c’era da dire è stato detto fino a due righe fa, dedico questo breve paragrafo all’integrazione che ho voluto eseguire tra il mio blog e SupportoInformatico.org, progetto personale nato qualche tempo fa che ancora oggi -statistiche alla mano- raccoglie il favore del pubblico più tecnico alla ricerca dell’URL semplice da ricordare e dire agli utenti che hanno ben poca confidenza con le macchine!

Quello che sono andato ad operare sui singoli articoli pescati da questo diverso feed è la semplice modifica dell’intestazione che ora non proporrà mai il nome della sezione ma manterrà semplicemente il testo “supporto informatico“, inserito a mano proprio nel codice qui di seguito:

&lt;style&gt;
a.seeOriginalLink {
background-color: #EDEDED;
border: 1px solid #DCDCDC;
color: #333;
cursor: pointer;
display: block;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
margin: 1em auto;
max-width: 330px;
padding: 0.5em;
text-align: center;
vertical-align: middle;
-webkit-tap-highlight-color: #DCDCDC;
}

a.seeOriginalLink:active {
background-color: #DCDCDC;
}
&lt;/style&gt;

&lt;g:header disablePages='splash'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader {
background-color: #000000;
display: -webkit-box;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #FFFFFF;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight: normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 50%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .sectionName {
color: #DEDEDE;
font-family: 'Currents-Light-Sans';
font-weight: 300;
margin: 0 0 0 10px;
max-width: 40%;
overflow: hidden;
text-align: left;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .divider {
border-left: solid 1px #a3a3a3;
color: #727271;
}
&lt;/style&gt;

&lt;g:if device='tablet'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader { font-size: 22px; height: 40px; -webkit-box-align:
center; font-weight:bold; }
.customHeader .divider { height: 22px; margin-top: 3px; }

&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;g:if device='phone'&gt;
&lt;style&gt;
.customHeader { font-size: 17px; height: 30px; -webkit-box-align:
center; font-weight:bold; }
.customHeader .divider { height: 17px; margin-top: 1px; }

&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;div class='customHeader'&gt;
&lt;div class='editionName'&gt;
&lt;!--&lt;g:text textid='editionName'&gt;--&gt;
&lt;g:text textid='sectionName'&gt;
&lt;/g:text&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;!--&lt;div class='divider'&gt;
&lt;/div&gt;--&gt;

&lt;div class='sectionName'&gt;
&lt;!--&lt;g:text textid='sectionName'&gt;--&gt;
&lt;/g:text&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/g:header&gt;

&lt;g:splash layout='spanColumns' spanHeight='fit' gravity='top'
pages='1'&gt;
&lt;style&gt;
.articleTitle {
color: #000;
font-family: 'Currents-Condensed-Sans';
margin-top: 30px;
text-align: left;
}

.articleSubtitle,
.articleByline {
color: #666;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
line-height: 30px;
text-align: left;
}

.articleByline {
border-bottom: solid 1px #ccc;
border-top: solid 1px #ccc;
font-size: 14px;
line-height: 30px;
height: 30px;
margin: 15px 0 0 0;
}

.articleByline img {
height: 16px;
margin-right: 5px;
vertical-align: sub;
width: 16px;
}

.articleCreated {
color: #999;
}
&lt;/style&gt;

&lt;g:if device='tablet'&gt;
&lt;style&gt;
.articleTitle { font-size: 42px; margin: 20px 0 5px 0;
line-height: 1.1em; }
.articleSubtitle { font-size: 26px;line-height: 1.1em; }

&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;g:if device='phone'&gt;
&lt;style&gt;
.articleTitle { font-size: 30px; margin: 15px 0 5px 0;
line-height: 1.1em; }
.articleSubtitle { font-size: 22px;line-height: 1.1em; }

&lt;/style&gt;
&lt;/g:if&gt;

&lt;div class='articleTitle'&gt;
&lt;g:field fieldId='title'&gt;
&lt;/g:field&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div class='articleSubtitle'&gt;
&lt;g:field fieldId='subtitle'&gt;
&lt;/g:field&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div class='articleByline'&gt;
&lt;span class='articleFavicon'&gt;
&lt;g:field fieldId='favicon' hideExpansion='true'&gt;
&lt;/g:field&gt;
&lt;/span&gt;

&lt;g:field fieldId='external_authorName'&gt;
&lt;/g:field&gt;

&lt;span class='articleCreated'&gt;
&lt;g:field fieldId='external_created'&gt;
&lt;/g:field&gt;
&lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/g:splash&gt;

&lt;g:include template='interstitialAd'&gt;
&lt;/g:include&gt;

&lt;g:include template='leaderboardAd'&gt;
&lt;/g:include&gt;

&lt;g:fieldgroup source='feed,discovered,user' type='' start='1'
max='1' slideshow='true'&gt;
&lt;/g:fieldgroup&gt;

&lt;g:field fieldId='body'&gt;
&lt;/g:field&gt;

&lt;g:fieldgroup source='feed,discovered,user' type='' start='2'
max='10' slideshow='true'&gt;
&lt;/g:fieldgroup&gt;

Mentre la testata della sezione principale integra un logo completo che mostra il simbolo, il nome e l’URL del blog.

In conclusione

Currents è indubbiamente un bel progetto ed un ottimo strumento per sbarcare su smartphone e tablet con il minore sforzo possibile e la maggiore qualità disponibile allo stato attuale.

Ho avuto modo di metterlo alla prova anche sottoscrivendo importanti feed italiani e non e godendo di buona qualità di lettura e minore fatica nel destreggiarmi tra pubblicità e immagini che nulla hanno a che fare tipicamente durante la navigazione di una testata attraverso Safari (su iOS).

Sia questo blog che il progetto ABP X Files sono sbarcati sin dal primo momento su Currents, mi farebbe molto piacere se mi “portaste in giro con voi” ogni volta che potete! :-)

Gli URL diretti per sottoscrivere le edizioni sono rispettivamente gioxx.org/currents e mozilla.gfsolone.com/currents, ma potete tranquillamente puntare il vostro lettore di QR code subito qui sotto per evitare di utilizzare la tastiera!

Buona lettura! :-)

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