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A prescindere dal fatto che tu abbia visto o meno l’ultimo capitolo della serie automobilistica Pixar nelle sale cinematografiche italiane, Cars 3: In gara per la vittoria è un titolo che mostra il miglior lato di sé, evidente risultato di un’esperienza guadagnata da Avalanche Studios sul campo, dopo i trascorsi con gli altri progetti targati Disney, poi abbandonati per strada (Infinity è ovviamente il più clamoroso). Io l’ho provato su Xbox One, e sono un po’ tornato bambino, sarà stato merito del tipo di bouquet di possibili corse messo a disposizione?

Cars 3: In gara per la vittoria, tutti in pista! 9

Beh, sì. Cars 3: In gara per la vittoria propone 21 tracciati differenti, dei quali 15 sono inediti e dedicati alle ambientazioni del film, con 6 versioni aggiornate di piste già viste in precedenza. I personaggi sbloccabili (e quindi utilizzabili) sono più di 20, ognuno poi ulteriormente personalizzabile con alcuni guizzi che ti strapperanno un sorriso (a partire dal clacson utilizzabile), con caratteristiche che li contraddistinguono e rendono più adatti a determinate sfide piuttosto che ad altre (tra le varie caratteristiche certamente citerei quella delle spallate alle vetture vicine, dove essere più grossi generalmente aiuta, nonostante la velocità massima sia una pecca).

Diversi poi i trucchi da utilizzare in pista, oltre alle già citate spallate, tutti più o meno con lo stesso scopo finale, ricaricare il più velocemente quel turbo che ti permetterà di ottenere una marcia in più (temporanea, ovviamente), per strappare vittorie all’ultima curva, all’ultima derapata. C’è anche, per tutti i Vin Diesel in erba, la possibilità di guidare in retromarcia, dove vengono chiaramente invertite la destra e la sinistra, con una probabilità di incidente talmente alta (almeno la prima volta) da far impallidire ogni bookmaker.

Gara all’ultimo sprint?

Non solo. Le modalità di gara sono molteplici, potrai divertirti con quasi ogni tipo di “ostacolo“. Potrai darti da fare come già in passato hai certamente fatto in un qualche capitolo di Mario Kart (Sfide Automobilistiche), a colpi di Power Up da ottenere in pista e che potrai utilizzare per attaccare o difenderti dalle altre vetture.

Poi ci sono gli Show delle Acrobazie, dove il turbo, salti e trick della migliore tradizione di Tony Hawk’s Pro Skater ti faranno guadagnare i punti necessari a scalare la classifica finale del tracciato. Potrai poi passare alle Gare ad Eliminazione, durante le quali distruggere ondate di altre vetture anonime, concludendo poi l’opera con gli Eventi per Esperti, in pratica dei livelli Boss dedicati ai “giocatori più abili” (o più semplicemente a quelli che hanno già preso confidenza con il sistema di controllo e combattimento di questo titolo di Avalanche).

Puoi anche, se proprio non ti accontenti, sfidare te stesso nei tuoi tempi migliori, grazie al ghost con il quale ti ritroverai a fianco scoperto nella modalità time-trial. Tutto pur di scalare la classifica dei migliori e riconquistare una fiducia evidentemente persa nelle caratteristiche chiave di un bistrattato e abbattuto Saetta McQueen.

Cars 3: In gara per la vittoria, tutti in pista! 10

Il contorno

Tutto ciò che ruota attorno a questo videogioco funziona bene, si amalgama correttamente con le ambientazioni, con i doppiaggi delle voci di ciascuna vettura (quello originale del lungometraggio, che continuerai a sentire durante l’intero arco di ogni sfida, menu, sequenza animata semplicemente riprodotta come intermezzo di altri eventi), con il carattere dei suoi protagonisti. Cars 3: In gara per la vittoria non inventa nulla di nuovo, ma regge bene il confronto con singole caratteristiche di diversi altri videogiochi già visti, continuando a divertire e intrattenere anche chi così piccolo più non è (almeno secondo il documento di identità), sfruttando anche (soprattutto) la modalità di split-screen che consente a due giocatori contemporanei di sfidarsi sullo stesso schermo. Quest’ultima cosa funziona bene già da anni, giusto a ricordare che squadra che vince non si cambia.

A premiare ulteriormente questo aspetto, c’è un’intera categoria di gioco dedicata ai due giocatori fisici, diversamente non affrontabile (e neanche avviabile, neppure per “dare un’occhiata“).

Considerando tutto, il tabellone completo delle sfide conta quasi 150 “episodi” che dovrai vivere per arrivare a mettere presenza ovunque, aumentando così le ore di gioco che servono per portarsi a casa il 100% di avanzamento.

Per me, è sì.

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Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.
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Parlare di Disney Infinity, dopo così tanti articoli pubblicati sullo stesso argomento, non dovrebbe essere difficile, ed è proprio questo l’errore. Disney Infinity è mutato parecchie volte nel corso del tempo, l’ultima versione, la 3.0, è in continua evoluzione. Disney continua infatti a rilasciare nuovi pacchetti personaggi (e relativi mondi giocabili, oltre alla sempreverde scatola dei giochi) così da evitare il continuo (e inutile, nda) avanzare della piattaforma hardware (a quest’ora sarebbe già dovuta uscire la 4.0, considerando quanto già accaduto in passato, eppure nulla è cambiato nel meccanismo di lettura dei chip NFC dalla prima versione datata 2013). Tornano gli eroi Marvel, stavolta il cerchio viene completato in occasione del nuovo film dedicato a Civil War (in uscita il prossimo 28 aprile), portando in gioco eroi precedentemente non disponibili sulla piattaforma di gioco.

Cosa c’è di diverso rispetto al solito? Tutto. Aggiungerei un “fortunatamente“, giusto per completezza e piccolo tocco di soggettività. Una scossa è necessaria di tanto in tanto, si rischia altrimenti l’effetto noia, seppur il gioco meriti attenzione e catturi certamente l’attenzione di grandi e piccini nello stesso nucleo familiare. Marvel Battlegrounds è infatti un picchiaduro, ospitato all’interno del software di Disney Infinity 3.0, con la possibilità di richiamare in gioco tutti gli eroi Marvel usciti fino a oggi, compresi gli ultimi messi in vendita in occasione della pubblicazione di questo titolo.

Tanti scenari dove combattere, oggetti di scena utilizzabili per essere scagliati verso il nemico, personaggi che possono essere provati settimanalmente nel caso in cui non possediate la statuetta fisica (a meno di non usare crediti per scegliere quelli che non vengono messi nella fase di prova gratuita), fino a 4 giocatori che possono sfidarsi contemporaneamente sulla stessa console. Per poter ottenere questa possibilità, ogni singolo personaggio potrà essere sbloccato semplicemente collocando la statuetta fisica sul portale di Disney Infinity, potrete poi toglierlo e metterne uno differente. Vale farlo con tutti i personaggi che possedete, così da poterli selezionare facilmente in gioco, basta lasciarne sempre e solo uno, insieme al mondo, sulla piattaforma, giusto per presenza scenica.

I contro di questa scelta? Non potrete utilizzare statue diverse da quelle Marvel (siano esse appartenenti alla versione 2.0 o 3.0), non potrete costruire nuovi scenari dove combattere, non potrete collegarvi a nessuna sessione online per sfidare i vostri amici di Live (o PSN, per chi lo gioca su PlayStation). Nulla cambia invece riguardo il sistema di punteggi, esperienza e crediti da guadagnare.

Sono “contro” non tanto banali, ma posso assicurarvi che il divertimento è assicurato. Le sfide all’ultima mossa speciale tra me e Ilaria hanno portato a saltare (quasi) il pranzo, in favore dell’eterna sfida a chi mena più forte tra i due ;-) (che poi, a prescindere dall’esito della sfida in gioco, sapete bene chi vince su tutto il resto della linea).

A proposito di mosse speciali: sono diverse (una in particolare per ogni personaggio) e sono molto belle (oltre che potenti), possono essere utilizzate solo quando riuscirete a caricare tutta l’energia necessaria. Ogni eroe avrà (ovviamente) caratteristiche che favoriranno (o peggioreranno) ogni singola mossa. Più sarete grandi, più sarà difficile essere agili, ma nel caso di Hulkbuster (tanto per fare uno degli esempi meglio riusciti) potrete sempre sfruttare la propulsione dell’armatura per fluttuare ben distante dal pericolo, buttandovi a pesce sul nemico, pronti per affondare il vostro destro. Armi, velocità e astuzia vi aiuteranno a portare a casa la vittoria (o per lo meno una degna sconfitta). La pratica aiuta, sempre.

La cosa che più convince di questo nuovo capitolo? Se escludiamo la bellezza (fortunatamente una costante) delle statuette fisiche, è la speranza che una semplice patch possa superare quello che una volta tanto è un ostacolo imposto, e che un domani si possa far scontrare la magia di Topolino contro la tecnologia di Iron Man, tanto per dire, o se preferite potete sempre scegliere di portare sul campo di battaglia il vostro Hulk contro uno qualsiasi dei personaggi di Star Wars. Le possibilità sarebbero infinite, esattamente come detto spesso e volentieri da Disney.

Immagini di gioco

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La formula non cambia mai, ed è il primo punto di forza di un titolo che ormai ci accompagna dal 2013 (si, sono passati quasi 3 anni!), che sicuramente diverte ed è in grado di coinvolgere grandi e piccini, in una sessione di gioco diversamente impraticabile in coppia. Disney Infinity 3.0 è approdato sulle nostre console proponendo la saga di Star Wars, non fa eccezione il kit “Il Risveglio della Forza“, dedicato all’omonima realizzazione cinematografica che ha reso più bello il Natale di molti :-)

Disney Infinity 3.0: Star Wars Il Risveglio della Forza

Il Playset è stato già messo in commercio al prezzo di 34,99 euro, proponendo due dei personaggi del nuovo file – Rey e Finn – con relativo mondo da giocare (occorre comunque la copia originale del gioco, si tratta pur sempre di un’espansione). In vendita, separatamente, i personaggi di Kylo Ren e Poe Dameron (ma non solo), tutti utilizzabili in avventura così come nella scatola dei giochi.

Non pensate di posizionare mondo e personaggio per rivivere fedelmente le gesta di ogni singola controparte cinematografica, ovviamente non è stato possibile riprodurre ogni dettaglio nel titolo videoludico. Ci sono molti riferimenti, spesso fedeli, che lasciano ampio spazio a libertà sull’altro piatto della bilancia. Era ovvio e prevedibile, il gioco deve poter andare avanti secondo diversi canoni, e quel pizzico di libertà concesso al giocatore, soprattutto quando si tratta di missioni secondarie o recupero di materiale sparso per il livello, senza farsi mai mancare uno scontro contro nemici che verranno immessi in gioco di tanto in tanto. Pensate poi al fatto che si tratta di un titolo prevalentemente studiato e realizzato per divertire i più piccoli, ridimensionerete improvvisamente ogni vostra aspettativa. Almeno riuscirete a togliervi la soddisfazione di pilotare il Millennium Falcon e il vostro sempre reperibile X-Wing!

I pregi sono quelli già descritti nella recensione principale del titolo, i difetti sfortunatamente pure. Non sono grandi anomalie, ma sono fastidiose e si vedono fin troppo bene (e spesso). Ho avuto qualche difficoltà, non giustificata, nell’utilizzo del sistema di puntamento dell’arma principale (quando non si usa la spada laser, sostituendola con un’arma da fuoco) così come nell’inquadratura del personaggio nei momenti più concitati del combattimento, sia in volo che a terra. Un solo caso ha riguardato la mancanza degli effetti sonori e del parlato, fortunatamente risolti uscendo e rientrando nella schermata del gioco. Un altro caso ha riguardato invece un caricamento completamente assente del personaggio secondario che viene solitamente utilizzato da Ilaria, presto risolto togliendo e rimettendo il personaggio sul portale NFC.

Sono difetti che non sono stati risolti e che sono nati con il titolo principale. Difficile credere che non si possa andare oltre, tramite installazione di una patch direttamente dai server Microsoft, eppure …

Disney Infinity 3.0: Star Wars Il Risveglio della Forza 1

Questa terza espansione è comunque ciò che manca alla vostra collezione, che merita di far parte della vostra lista desideri per renderla ancora più completa e speciale. Il costo è sempre quello, le statue sono nei minimi particolari (salvo qualche piccolo difetto, decisamente trascurabile) e potrete dare nuova longevità al titolo principale (per un totale di circa 4 o 5 ore aggiuntive di gioco).

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Gioia, Tristezza, Disgusto, Paura e Rabbia. Non sono qui citati a caso, e hanno tutti la prima lettera maiuscola perché fanno riferimento agli splendidi personaggi di Disney Pixar portati sul grande schermo poco più di un mese fa (16 settembre), per poi essere catapultati nella realtà virtuale costruita ad-hoc grazie a Disney Infinity 3.0 e il Play Set a loro dedicato. È questo l’articolo promesso in seguito alla prima recensione dedicata al Crepuscolo della Repubblica.

Disney Infinity 3.0: Inside Out Play Set 10

Il Play Set originale propone Gioia e Rabbia con annesso mondo dedicato. Ognuno dei personaggi (anche i 3 acquistabili separatamente) gode della particolarità costituita dalla sfera del proprio colore (fisicamente parlando, posta proprio sulla statuetta collezionabile), già visto nella pellicola cinematografica; una banalità per molti ma una vera chicca per chi ha già potuto apprezzare il lungometraggio, e che quindi sa bene a cosa corrispondono quei colori e quelle sfere.

Sfere che ritroverete più volte all’interno dei vari livelli da affrontare, insieme ovviamente a tutti gli oggetti con i quali poter interagire, scintillii di recupero della vita e dell’energia per sferrare attacchi più complessi ed efficaci, e molto altro ancora.

Cosa ci ha colpito immediatamente?

I colori. Lo sapevo, vedo già la vostra faccia con quell’espressione che è un po’ come leggere su un enorme cartello “Ma va? E quindi?” ma è esattamente ciò che dovete aspettarvi. Inside Out nasce come un tripudio di colori, brillantezza, vivacità. Un concetto più astratto che mai, trattandosi di tutto quello che è fantasia e stimolazione del cervello dei più piccini (ma anche dei più grandi seppur esclusi, considerando che i protagonisti sono gli stessi del film e quindi appartenenti alla giovane protagonista umana). È uno di quei lavori che fa bene all’anima e che sa divertire anche sul piccolo schermo, con il controller in mano e un po’ di tempo da dedicare ai piccini della famiglia (la scusa è sempre valida, non serve essere piccini fuori per giocare questi titoli!).

Ogni livello e ogni singola particolarità incontrata sul terreno di gioco è fedelmente riprodotta e arricchita da concetti che spesso non esistono all’interno del film. Ciascun personaggio ha delle abilità peculiari che sono state infatti introdotte esclusivamente nel gioco, e che torneranno estremamente comode per affrontare ogni tipo di difficoltà: dalla lava che è possibile attraversare solo se ci si traveste da Rabbia (dovrete utilizzare il vero personaggio sulla piattaforma di Disney Infinity 3.0 oppure rivolgervi ad un piccolo chiosco che vi lascerà diventare trasformisti anche se per un tempo limitato, concedendovi aspetto e poteri di un personaggio diverso da quello utilizzato) alle nuvole che potranno accogliere Tristezza senza disperdersi nell’aria, costringendo altri personaggi non trasformati a una corsa contro il tempo decisamente più difficoltosa ma non per questo meno bella e divertente.

E poi c’è lei, la console dei comandi principale dove tutti i personaggi possono trasmettere il loro essere così direttamente a Riley. È da questa che alcune scene prendono vita, ma soprattutto dietro la quale potrete vedere tutti i personaggi del film all’opera per affrontare le sfide di ogni giorno. Ed è sempre da quest’area del gioco che potrete e dovrete sbloccare nuovi livelli lanciandovi in sfide contro il tempo, in una sorta di gioco più da smartphone che console all’interno del quale ogni combinazione da voi cercata scatenerà un susseguirsi di punti colore e ulteriori combo che sbloccheranno punteggi in grado di farvi andare avanti nell’avventura platform principale (sto svelandovi troppo, me ne rendo conto).

Si perché su questo non c’è dubbio. Inside Out in Disney Infinity 3.0 altro non è che un Platform della vecchia scuola all’interno del quale i protagonisti sono la vera novità di cui parlare. Vuoi la vista della telecamera alle spalle del personaggio principale, vuoi lo scorrimento orizzontale, questo ricorda molto ciò che viviamo da sempre in titoli come Rayman e simili, e non dispiace neanche un po’, favorendo la cattura di oggetti sparsi per l’intero livello (palloncini colorati in testa a tutto) così come lo split screen quando si è in due a giocare sullo stesso televisore e magari senza seguirsi costantemente (così da raccogliere il più possibile).

A voler fare i puntigliosi si potrebbe dire che non è solo Rayman il titolo dal quale è stata tratta ispirazione per la realizzazione di questo mondo giocabile. Di sicuro molti acquirenti avranno potuto notare (con un occhio un po’ clinico) scorciatoie, modi di fare e interagire tipici di altri videogiochi che in passato hanno introdotto elementi mai visti primi, un po’ come successo nelle serie di Mario o di Sonic, ma non solo. Diciamo che la somiglianza tra un paio di livelli del primo citato e di Inside Out è pressoché palese nel momento in cui si dovrà affrontare rapidamente un arcobaleno nel cielo dal quale è molto facile cadere per una minima distrazione, necessaria via per arrivare alla vittoria e alla piattaforma che porterà via i piccoli eroi trasformati in bit dal portale NFC fisico del gioco. In ogni caso si tratta di metodi già visti, collaudati e apprezzati, nulla per cui scandalizzarsi.

In conclusione

Inside Out è il Play Set che eredita l’arduo compito di divertire i più piccoli, un fardello che arriva da Set passati e già giocati in Disney Infinity 2.0, ispirati al mondo Marvel che hanno certamente incontrato il favore dei giocatori di ogni età. La cura per i collezionabili e la trasposizione videoludica dei personaggi fisici è spesso fedele a quanto già visto nella pellicola di Disney Pixar, con in più il giusto tocco di novità e particolarità che non erano previste da chi quel lungometraggio animato lo ha pensato e realizzato, è giusto così poiché si tratta di qualcosa di diverso e che deve essere reso necessariamente più appetibile da chi al posto dei popcorn preferisce brandire il proprio controller, desideroso di sentirsi protagonista e divertirsi un po’, tornando indietro con l’età (sfortunatamente non quella anagrafica, nda).

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Quello che per me è stato l’apice toccato con la seconda versione del titolo Disney dedicato ai “collezionabili NFC“, è arrivato a toccare quota 3 per realizzare i desideri di tutti coloro cresciuti a pane e Star Wars, facendoci chiedere quindi se vale ancora l’essere realizzato per i più piccini o per i loro genitori o fratelli più grandi (e qui la quota dei più grandi in famiglia sorride perché gli “tocca” fare compagnia al piccolo di casa, ammesso che questo esista!).

Disney Infinity 3.0: Star Wars Starter Pack (Il Crepuscolo della Repubblica) 1

Abbiamo rotto il ghiaccio. Ora posso confessarvi quasi a cuor leggero che ho dovuto prima farmi una cultura su quello che è stato il capolavoro su pellicola alla base del titolo videoludico prima di giocarlo, comprenderlo e parlarne, capito perché me la sono “presa comoda“? Di star qui, però, a fare un corretto riepilogo delle faccende accadute dal 1977 in poi non credo sia il caso (anche perché il set vi riporta ai fatti raccontati nella serie Prequel, decisamente più di recente uscita cinematografica). Qui si parla di videogiochi e posso dirvi che il salto generazionale c’è stato, è ben visibile davanti agli occhi dei giocatori che hanno avuto modo di mettere le mani sulle precedenti due versioni. Migliore sistema di combattimento, resa grafica, interattività con quanto presente sullo sfondo, non è comunque esente da bug, mi sarei meravigliato del contrario.

Andiamo però con ordine, cercando un’analisi soggettiva di quanto ho potuto giocare in quest’ultimo fine settimana, accompagnato dalla figura femminile di casa, donna (decisamente risoluta e combattiva) anche in gioco.

Cosa ci è piaciuto

Abbiamo giocato in modalità “free-roaming” (seppur non troppo free, non esageriamo, per questo tipo di titolo bisognerebbe fare molto più lavoro e non è questo il caso, non gli è richiesto), nella Scatola dei Giochi e infine seguendo l’avventura principale proposta dal Crepuscolo della Repubblica. Quest’ultima ha sicuramente messo in bella mostra le capacità della nuova release che oltre a una Scatola dei Giochi diventata pressoché immensa, e con una parte tutorial molto accurata, presenta la possibilità di osservare, utilizzare e contribuire attivamente alla creazione di nuovi livelli dove far scatenare i propri personaggi in maniera più libera, lontani dalle avventure decise a tavolino da Disney.

Il Crepuscolo della Repubblica, come detto, mette in mostra le ottime qualità del lavoro di Avalanche Software (che vi ricordo non avere nulla a che fare con gli Studios, tutt’altro team che ha invece realizzato Mad Max o la serie di Just Cause) che stavolta però ha chiesto una mano anche a terzi player con esperienza sulla parte relativa al combattimento o al volo (e non solo), Ninja Theory, Sumo Digital, Studio Gobo e United Front Games . E se il combattimento è decisamente migliorato, con attacchi più decisi da parte di qualsiasi player e combo che prima ci saremmo potuti solo sognare, anche il volo sembra avere avuto la sua giusta importanza, non sarebbe potuto essere altrimenti considerando il protagonista principale di questo rilascio.

Ho apprezzato particolarmente le sfide nello spazio aperto, tra un fuoco nemico da evitare e acrobazie per ribaltare le sorti di uno scontro, decisamente meno quelle in mezzo a mille ostacoli nella cittadella, un punto in cui senza la mia compagna di gioco difficilmente avrei passato al primo colpo la prova alla quale siamo stati sottoposti (e questo, lasciatemelo dire, è un bene, ci vuole sempre il pizzico di difficoltà imprevista per tenere vivo l’interesse).

Disney Infinity 3.0: Star Wars Starter Pack (Il Crepuscolo della Repubblica) 2

Le avventure scorrono tra combattimenti, nemici sempre più inclini a non mollare facilmente la presa e mischie che finirete per amare una volta presa la giusta confidenza con i comandi principali del personaggio che, come nelle due precedenti release di Disney Infinity, continuerà a crescere nel livello di esperienza grazie ai punti spendibili per acquistare potenziamenti che spaziano nell’attacco, nella difesa e nelle particolarità del singolo soggetto. A voi la scelta, il personaggio utilizzato potrà essere così plasmato come da desideri, sempre che non possediate i giusti gettoni Power-Up che facilitano (e di molto) la vita.

E a proposito di personaggi, solo io continuo a pensare che siano stupendi anche solo per una collezione nerd da mettere in bella mostra in casa? :-)

Disney Infinity 3.0: Star Wars Starter Pack (Il Crepuscolo della Repubblica) 3

Cosa non ci ha convinto

Che non vuol necessariamente dire che si tratta di una totale bocciatura, più uno spunto di possibile miglioramento o correzione in futuro (speriamo non molto lontano). Si perché in realtà i difetti ci sono e un occhio attento vede anche quelli. Si passa dai lunghi caricamenti (seppur meno rispetto al passato, fortunatamente) ai problemi dovuti a elementi nel paesaggio che potrebbero essere paragonati a muri in cemento armato e farvi cadere nel vuoto nonostante nella realtà non fermerebbero neanche un grissino (o quasi), per finire poi con una sorta di loop nel quale un’eventuale vostra azione errata potrebbe trasformarsi in morti a ripetizione.

Dettagliamo: nella scatola dei giochi è possibile esplorare e dialogare con ogni singolo assistente. Tutto molto bello e corretto, improbabile però nella prima fase di gioco dover fare i conti con foglie di alberi in grado di opporsi ad un personaggio, non stiamo mica parlando del tronco! Diciamo che non costituisce un vero e proprio problema rifare un percorso sfruttando la rapidità dei personaggi di Star Wars (i loro attacchi speciali la conferiscono e la fanno particolarmente apprezzare in questi momenti), ma è pur sempre seccante considerando che si tratta certamente di un bug nello sviluppo.

Lo stesso, a mio parere (liberi di giustificarla in diversa maniera o pensarla in tutt’altro modo), che è possibile riprodurre trovandosi nel punto sbagliato al momento sbagliato. Un percorso a ostacoli, un elemento che se toccato fa andare KO il personaggio principale e un respawn che finisce per farci comparire nuovamente in quel punto sbagliato. Game, set, match, è così che si arriva a morte certa e sarà necessario l’intervento (ammesso che sia possibile) di un compagno in gioco che possa rianimarci, altrimenti sarà necessario sostituire il personaggio o attendere che questo recuperi le forze in maniera autonoma (e che possa così ricomparire in gioco), magari troppo tardi nel caso in cui ci sia bisogno di noi.

È che poi vi basterà sentir parlare Yoda per un paio di secondi e tutto vi scorrerà molto più rapidamente addosso, come una medicina omeopatica con effetto placebo sui neuroni! Si perché, a prendere nel mucchio, si tratta di sviste che non precludono la qualità del gioco, soprattutto se si pensa alla grande differenza nella ripetitività e noia che crescevano a dismisura nel primo titolo dell’ormai fortunata serie basata su quel parco personaggi che nessun altro potrà mai eguagliare, soprattutto considerando la possibilità concreta di incontrare il gusto di qualsivoglia tipo di giocatore (cioè volete dirmi che sulla faccia di questa Terra c’è qualcuno che non ama almeno uno dei personaggi proposti?).

La realtà dei fatti è che un titolo come Disney Infinity deve tutto proprio alle storie che è in grado di raccontare e far rivivere attraverso il gioco, sia a grandi che piccini. L’unico peccato è non aver dato un mondo di avventure giocabili (anche più piccoli) a personaggi amati nella storia cinematografica Pixar (e non solo) come Ralph (si, è ancora ferma in gola questa) o Tron, con due dei protagonisti principali ora disponibili per Disney Infinity 3.0 ma che potranno essere chiamati in causa esclusivamente nella Scatola dei Giochi, fortunatamente sempre più ricca come già sottolineato all’inizio dell’articolo.

E allora dai, che si parte per una nuova avventura, e la collezione può solo giovarne ;-)

P.S. Nel frattempo sono stati rilasciati altri kit gioco e conto presto di parlarvi di quello dedicato a Inside Out (con la speranza che l’abbiate già visto al cinema!).

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