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Sono davanti al PC a dare un’occhiata alle offerte dell’11+11 di MediaWorld, una pena infinita dovuta al sovraccarico di un sito web evidentemente non concepito per scalare a dovere, ma questo è solo uno sterile sfogo di apertura articolo che poco c’entra con il succo del discorso che voglio intavolare con te. Tornando all’argomento principale, quello di oggi è un pezzo basato sulla preparazione per l’imminente Black Friday di Amazon, previsto per venerdì 23 novembre prossimo, seguito poi dal Cyber Monday del 26 novembre. Ne abbiamo già discusso in passato, ma è giusto rifare una panoramica sui metodi e software che puoi utilizzare per non perderti gli affari che più ti interessano e che vorresti comprare a prezzo inferiore rispetto all’attuale.

Amazon Black Friday: come arrivare preparati

Amazon Black Friday e Cyber Monday

Una rapida ricerca su internet ti permetterà di accedere già a una moltitudine di articoli che trattano l’argomento, alcuni dei quali in grado di proporti già una parte di lista offerte (o presunte tali) che andrà in vetrina in una delle due occasioni (venerdì / lunedì), a te tocca esclusivamente fare il lavoro sporco tenendo d’occhio ciò che ti interessa, facendo una sorta di “lista della spesa” che vorresti concludere al termine delle due giornate di sconti. Per fare questo puoi usare degli strumenti dei quali ti ho già parlato in passato, ancora oggi disponibili (e in alcuni casi nettamente migliorati), spesso integrati all’interno del tuo browser o con i client di messaggistica istantanea.

Keepa

Capo saldo del controllo dei prodotti Amazon che vorrei acquistare e delle liste desideri, Keepa è fedele compagno di viaggio ormai da qualche tempo, te ne ho parlato per la prima volta in un articolo del 2016, anche se avevo iniziato a utilizzarlo alcuni mesi prima (fine 2015). Quello che devi fare è semplicemente registrare un account gratuito su keepa.com, quindi installare il componente aggiuntivo per Firefox, Chrome, Opera o Edge, il quale ti permetterà di tenere sott’occhio le evoluzioni prezzi dei prodotti che ti interessano di più:

Keepa.com - Amazon Price Tracker
Keepa.com - Amazon Price Tracker
Keepa - Amazon Price Tracker
Keepa - Amazon Price Tracker
Developer: keepa.com
Price: Free
Install Chrome Extensions
Install Chrome Extensions
Developer:
Price: Free
Keepa
Keepa
Developer: Keepa
Price: Gratis

Un esempio pratico? Sto tenendo d’occhio il WD Red per il mio NAS, vorrei fare un upgrade da 2 a 4 TB, questo il suo grafico prezzi Amazon nel corso del tempo:

Amazon Black Friday: come arrivare preparati 1

Ho chiesto a Keepa di avvisarmi quando il prezzo sfiorerà i 100€ circa, come già successo in passato senza alcuna offerta lampo (Keepa le segnala con un pallino rosso sul grafico), a me non resta che aspettare perché ho aggiunto al mio account –oltre che la mail, ovviamente– il mio account di Telegram e le notifiche push sul mio Firefox.

Tracciare un prodotto è assolutamente semplice: una volta installata l’estensione per il browser (per facilitarti la vita eh, altrimenti puoi fare tutto anche da sito web di Keepa senza aggiungere null’altro al tuo browser), apri la pagina dell’articolo che ti interessa su Amazon, quindi usa il grafico per controllare l’andamento prezzi e mettere sotto tracking il prodotto, ho catturato e pubblicato su YouTube i passaggi ripresi dal mio Firefox:

Importare una lista desideri intera

Sì, è possibile. Il lavoro maggiore è proprio quello di individuare una serie di prodotti per te interessante, cosa che solitamente fai tramite la lista desideri di Amazon (la predefinita così come qualsiasi altra creata successivamente). Keepa può importare in qualsiasi momento una lista intera di prodotti tramite il suo URL, per poi permetterti di impostare una percentuale di prezzo sotto al quale ognuno di quei prodotti deve scendere per poter scatenare l’evento di invio alert al tuo account.

Una volta effettuato il login su Amazon, spostati nelle liste desideri (amazon.it/wishlist?ref_=ya_d_l_lists) e seleziona quella che vorresti importare su Keepa, assicurati che questa sia Pubblica, in caso contrario non potrai procedere (dovrai inserire manualmente i tracking prodotto), quindi copia l’URL della lista (l’indirizzo che trovi nella barra del browser!) e incollalo in Keepa, più precisamente qui: keepa.com/#!import. Ti basterà a questo punto dichiarare che percentuale di prezzo al ribasso vuoi tenere monitorata, al resto ci pensa il tool.

C’è altro da sapere?

Diciamo di no, tutto il resto appartiene un po’ all’argomento esplorazione e configurazione secondo i propri desideri. Se hai fatto tutto correttamente, avrai popolato la lista di tracking di Keepa relativa al tuo account, quella che troverai all’indirizzo keepa.com/#!manage, da qui potrai modificare il singolo monitoraggio variando il prezzo desiderato, o potrai decidere di rimuovere del tutto il tracking. Modifica la vista secondo tua comodità, io sto già usando la loro visualizzazione beta (e non è niente male), cioè quello che tutti vedranno (volenti o nolenti) tra qualche tempo. Keepa è uno strumento tanto potente quanto versatile, giocaci, scoprilo, utilizzalo al meglio per esaudire i tuoi desideri, è completamente gratuito e questo fa di lui Re incontrastato sul mercato software di monitoraggio Amazon.

Alternative: Pagomeno e WhenItDrop

Della prima ti ho parlato davvero poco tempo fa, ti posso rimandare direttamente all’articolo che viene ancora proposto nella colonna di destra del mio blog, troverai tutti i dettagli sulla piattaforma e la possibilità di tenere monitorati più fornitori, non fermandoti quindi ad Amazon o eBay (anch’esso tracciato da Keepa).

Pagomeno può essere un’alternativa a Keepa: come sfruttarla

C’è poi WhenItDrop, progetto nato evidentemente negli ultimi tempi (agosto 2018) e dietro al quale c’è uno sviluppatore italiano (Gabriele Castoro). Nulla di più semplice e banale da capire: se il prezzo di un prodotto che intendi seguire cala anche solo di un centesimo, ti viene immediatamente consegnata una nuova mail all’interno della casella di posta elettronica associata al tuo account Google, unico metodo di registrazione e login attualmente disponibile sul sito web (scelta molto secca e discutibile, ma tant’è).

Amazon Black Friday: come arrivare preparati 2

Ancora in uno stadio iniziale, WhenItDrop permette di inserire in lista di tracking i prodotti venduti da Amazon Italia e UK, senza permetterti di specificare il prezzo desiderato, vale la regola del “ti avviso se il prezzo cambia, a prescindere da quale sia“, caratteristica che in realtà esiste ma che è possibile sbloccare solo portando i propri amici e conoscenti a registrarsi al sito (puoi farlo da qui passando dal mio referral, se ti va). Ho quindi messo alla prova il prodotto e gli ho dato in pasto un paio di monitoraggi che seguo già via Keepa. Il tutto ha funzionato correttamente già nella giornata del 10 novembre scorso, durante la quale Red Dead Redemption 2 per Xbox One è passato dai 67 ai 61€ circa richiesti per l’acquisto:

Amazon Black Friday: come arrivare preparati 3

In conclusione

Inizia a preparare la carta di credito e la lista di tutto ciò che potrebbe tornarti utile, per il resto ti toccherà incrociare le dita e sperare che Amazon scelga di proporre i prodotti che desideri a un prezzo più basso dell’attuale. Oltre quanto riportato dal mio articolo c’è certamente dell’altro, mi viene in mente CamelCamelCamel (di cui ti ho parlato qui) solo per citarne uno, ma lì fuori è pieno di altri software in grado di offrirti la possibilità di non perdere d’occhio i prezzi di ciò che ti interessa acquistare. L’area commenti è a tua totale disposizione per parlare di questo argomento, proporre alternative, chiedere maggiori informazioni e tanto altro ancora.

Buono shopping! :-)

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La prima volta che ti ho parlato di Keepa è stato in occasione dell’Amazon Prime Day 2016 e, a distanza di due anni, si tratta di un pezzo assolutamente attuale, ancora valido, che ti parla di un componente aggiuntivo che non solo esiste ancora, ma che continua a migliorare in ogni suo aspetto, coadiuvato da un sito web molto ricco di funzioni e che ti fornisce davvero una quantità enorme di informazioni riguardo i prodotti ai quali sei interessato. Dato però che di quell’articolo non si può salvare l’ultima parte (quella relativo al bot Telegram, nel frattempo dismesso), cerco di porre rimedio oggi, parlandoti di una possibile alternativa, un monitor che puoi attivare tramite Pagomeno.

Pagomeno può essere un'alternativa a Keepa

Pagomeno

Pagomeno, in breve:

Pagomeno è un servizio completo per il confronto di prezzi e prodotti il cui scopo è aiutare i consumatori a fare le proprie scelte d’acquisto nel modo più informato possibile. Confronta prima di acquistare: su Pagomeno trovi di tutto, dai frigoriferi ai computer portatili!

Continua su: pagomeno.it/info.php?t=about_company

Un comparatore di prezzi che, tra le altre cose, prende in esame anche Amazon ed eBay, target principali di Keepa, ciò che forse interessa di più a te. Pagomeno è stato già citato in altri miei articoli, è un buon sito web che permette di tenere d’occhio il mercato e l’andamento prezzi dei prodotti più interessanti e “mainstream“, il suo database è già molto ricco e cresce sempre più con il tempo. Anche lui permette di dare un’occhiata ai grafici più immediati da digerire, di farsi un’idea dei costi comprensivi di spedizione (utile per chi vende al di fuori di Amazon ed eBay), di monitorare ciò che più ricerchi.

Pagomeno come possibile alternativa a Keepa

Seppur sprovvisto di strumenti di alert su più fronti (Keepa ti mette a disposizione pressoché qualsiasi tipo di comunicazione, dalla mail al messaggio pubblico via Twitter, passando per feed RSS, Facebook Messenger e Telegram), Pagomeno ti dà la possibilità di impostare alcune condizioni che –se dovessero verificarsi– farebbero partire immediatamente una mail verso il tuo account di posta, associato a un utente registrato sulla piattaforma, in alternativa potrai usare il feed RSS o l’applicazione per smartphone.

Pagomeno
Pagomeno
Price: Free
Pagomeno
Pagomeno
Developer: Prisjakt
Price: Free

Pagomeno può essere un'alternativa a Keepa 1

Ecco quindi che per tenere d’occhio la testa termostatica aggiuntiva di Tado (l’esempio qui sopra) ti basterà attivare l’avviso e impostare le tue condizioni:

Pagomeno può essere un'alternativa a Keepa 2

Una volta effettuato il salvataggio, Pagomeno terrà d’occhio il prodotto come da norma del servizio stesso, ma si ricorderà di inviarti una notifica in caso quel prezzo vari secondo le specifiche impostate. È semplice, veloce, immediato da comprendere, la registrazione dell’account è gratuita e ti permetterà di impostare gli avvisi di calo prezzo ma anche di creare liste di prodotti che possono interessarti, effettuare confronti e altro ancora.

Ti ricordo ancora una volta che l’area commenti è a tua totale disposizione se vuoi chiacchierare in merito all’articolo e al prodotto di cui parlo, altrimenti puoi proporre una tua alternativa (che magari non conosco e che mi farebbe certamente piacere provare).

Cheers.

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Per chi non lo dovesse ancora conoscere, il database places.sqlite è ben descritto (nonostante venga specificato che si tratta di linea introduttiva di massima) in un documento ospitato da MDN, il sito web dedicato agli sviluppatori interessati a capire (e magari mettere mano) al mondo dei programmi Mozilla. Ciò che tu probabilmente ignori (e non c’è niente di male, aggiungerei), è che quel database contiene pezzi fondamentali della tua navigazione quotidiana: dai Segnalibri alla Cronologia, passando per le favicon e gli accessi a ogni sito web (utile per realizzare poi le liste automatiche di siti web più visitati, per fare un esempio). Puoi quindi capire la sua importanza e il fatto che debba essere tutelato e curato.

Firefox: snellire la cronologia pulendola automaticamente

Un database tenuto pulito è più veloce, più reattivo in fase di apertura e consultazione della cronologia, più facile da gestire per Firefox. In alcuni casi (il mio ne è un esempio) si può decidere di non cancellare la cronologia e mantenerla così viva per consultazione futura, ma quando quella consultazione supera un certo numero di giorni di profondità, è possibile che questa non abbia più senso, occupando solo dello spazio su disco fisso e rallentando le prestazioni del browser:

È per questo motivo che ci si può appoggiare a un componente aggiuntivo in grado di svolgere un lavoro di pulizia in maniera automatica, così da andare a snellire sì la Cronologia, ma null’altro in base a quanto specificato dalla nostra configurazione del browser. Io utilizzo da anni un componente aggiuntivo realizzato dal collega di forum Marco “MaK” Bonardo, Expire History By Days, disponibile gratuitamente passando dal sempreverde AMO, aggiornato e perfettamente compatibile con l’era Quantum di Firefox:

Expire history by days
Expire history by days
Developer: Mak
Price: Free

Puoi impostare il numero di giorni di Cronologia da mantenere direttamente nelle opzioni del componente aggiuntivo (io ho scelto 150 giorni di profondità massima, oltre la quale l’addon può cancellare ogni traccia dal database), al resto ci penserà lui.

In alternativa, nel caso in cui tu volessi passare da un diverso componente aggiuntivo, potrei proporti History AutoDelete, altro componente aggiuntivo gratuito che trovi su AMO:

History AutoDelete
History AutoDelete
Developer: Kenny Do
Price: Free

Compatibile anch’esso con Firefox di nuova generazione, utilizza lo stesso principio del componente aggiuntivo di MaK, ma propone qualcosa in più rispetto al primo citato, permettendo di cancellare su richiesta la Cronologia del singolo dominio (un po’ come andare a richiamare il “Dimentica sito web” già integrato in Firefox e nella sua finestra di Cronologia), oltre che impostare un certo numero di giorni da mantenere (oltre i quali fare piazza pulita), tenere traccia delle cancellazioni operate e permettere comportamenti precisi per domini che è possibile specificare manualmente o tramite importazione di liste.

Tu sei solito fare pulizia della tua Cronologia? Fai parte magari del club che tutto pulisce in fase di chiusura browser o preferisci operare per singolo dominio? Parliamone nell’area commenti! Magari salta fuori qualche altro buon suggerimento :-)

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Il tweet è vecchio così come l’argomento, eppure ogni tanto torna in auge e non è mai per un buon motivo, perché si parla di tentativi di phishing che vanno a buon fine e mettono così in pericolo i tuoi dati e la tua privacy. Oggi torno quindi a parlarti (per la prima volta però sul blog) di Punycode e dei domini che non corrispondono esattamente al vero.

Firefox e Punycode: occhio ai tentativi di phishing

Punycode

Se hai letto Punycode così come un ateo leggerebbe un passo della Bibbia (che poi non è detto), non preoccuparti, può anche starci che tu non conosca l’argomento e non sappia di cosa stiamo parlando. Viene in aiuto un articolo di qualche mese fa, pubblicato all’indirizzo dev.to/loganmeetsworld/homographs-attack–5a1p, all’interno del quale viene minuziosamente spiegato come è possibile “attaccare” un ignaro utente di Firefox (ma anche Chrome e altri browser) sfruttando l’interpretazione dei caratteri Unicode (come le emoji che siamo tutti abituati a usare nelle applicazioni di messaggistica istantanea).

Volendola riportare in breve, ti cito qualche riga della voce specifica su Wikipedia:

Punycode è un sistema di codifica definito nella RFC 3492 che serve a rappresentare univocamente una sequenza di caratteri unicode tramite una sequenza di caratteri ASCII, per rendere possibile l’uso di tali sequenze nei nomi di dominio, senza dover modificare infrastrutture e standard esistenti.

Continua su: it.wikipedia.org/wiki/Punycode

Ciò vuol dire che potresti tranquillamente utilizzare una emoji al posto del testo o, se preferisci (e come viene generalmente fatto per questo tipo di attacchi), una serie di caratteri ASCII che vengono poi letti e mostrati in maniera più chiara dal browser. Che significa di preciso? Presto detto: il tweet a cui facevo riferimento in apertura articolo è questo di seguito …

Firefox & Chrome

Ciò che a te sembra assolutamente identico tra lo screenshot superiore e quello subito sotto, nella realtà corrisponde a profonda differenza tramite Punycode: www.xn--twili-nye.com (e questo è solo un esempio con caratteri russi) riporta apparentemente a un sito web lecito, che di lecito però nella realtà non ha nulla. La medesima storia è già stata documentata ampiamente in passato, successe anche con il domino di Apple (quello che per tutti è Apple.com e che ancora oggi esiste ancora come PoC Punycode se dai un’occhiata all’articolo al quale ti porto tramite il collegamento inserito qualche parola fa), funzionante su qualsiasi browser aggiornato (vedi il mio, qui di seguito):

Il “Prima” e “Dopo” che leggi come descrizione delle immagini è dovuto alla modifica che su Firefox ho apportato ormai diverso tempo fa, proprio per combattere questo tipo di attacco e poter immediatamente avere massima visibilità di domini che utilizzano il Punycode. La modifica alla quale faccio riferimento riguarda ovviamente l’about:config del browser, più precisamente la voce network.IDN_show_punycode, descritta già nel 2006 nella Knowledge Base di MozillaZine (kb.mozillazine.org/Network.IDN_show_punycode), che contrariamente al predefinito booleano “false” può (e secondo me deve) essere impostata a true per mostrare i caratteri estesi che compongono il nome del dominio in maniera altrimenti più leggibile, proprio come nell’immagine di seguito (presa sempre dal mio Nightly):

Firefox e Punycode: occhio ai tentativi di phishing 3

Ed è così che è semplice arrivare alla situazione riportata dall’immagine qualche riga più su con la descrizione “Dopo“, è evidente che un attacco di questo tipo non potrebbe mai andare a buon fine. Se però preferisci agire in maniera diversa, puoi sempre pensare di fare uso di un componente aggiuntivo come PunyCode Domain Detection, italiano sin dalla nascita (realizzato da Francesco De Stefano) e disponibile chiaramente su AMO:

Che potrebbe avere un corrispettivo anche nel Chrome Store (no, non se ne è occupato sempre lui anche dall’altro lato) in Punycode Alert:

Punycode Alert
Punycode Alert
Developer: i3visio
Price: Free

In conclusione

Argomento di discussione da anni e motivo di critica verso chi ancora non ha portato sul tavolo regole ufficiali e valide per tutti, Punycode e possibilità di registrazione domini alquanto discutibili basati su caratteri estesi continuano a mietere vittime poco attente (o poco preparate, a volerla dire tutta), per questo motivo è bene prendere precauzioni in totale autonomia e muoversi sin da subito (in realtà bisognava averlo già fatto anni fa).

Quanto riportato sopra è frutto della mia personale esperienza e si tratta ovviamente di suggerimenti che sei libero o meno di applicare. Se nel tuo caso hai preferito intraprendere una differente strada e vuoi parlarne, sei assolutamente libero di farlo in area commenti, è sempre bello potersi confrontare e arricchire le pubblicazioni del blog (ormai dovresti conoscermi e saperlo bene).

Spero di non aver dimenticato nulla. In caso contrario, bussa e segnalalo, sarà mia premura metterci quanto prima una pezza ;-)

Buona navigazione!


Ulteriori fonti:

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Impossibile non notarlo, è l’inevitabilità di quel web fatto di continui collegamenti, richiami, login facili. Amazon ti propone sempre il prodotto più giusto per quello specifico periodo in cui ti serve qualcosa “della quale non potrai più fare a meno“, te lo ricorda anche Facebook, così come molti altri siti web che utilizzano in qualche maniera banner o API di questi due grandi player, e la storia non finisce certo con loro, è un po’ come il vaso di Pandora. Sei un numero, tracciarti è relativamente semplice, può essere utile qualcosa che contrasti tutto questo senza però intralciare la tua navigazione e le tue comodità, Facebook Container fa un po’ questo mestiere.

Wordpress: niente immagine di anteprima su Facebook? Risolvere il problema

Facebook Container

Un accenno di storia

Facciamo insieme un passo indietro e parliamo genericamente di Containers. Un tempo Panorama e integrata nel browser stabile, poi abbandonata definitivamente per scarso utilizzo circa 2 anni fa (io l’adoravo), forse alcuni potrebbero ricordarla come Tab Groups. Non so tu, ma questo desiderio di avere una sola finestra del browser aperta e più “ambienti di lavoro” da richiamare all’occorrenza a me è sempre piaciuta, un po’ per separare la vita privata da quella lavorativa, un po’ per lavorare su ordini di idee e necessità senza star lì a impazzire per trovare una determinata scheda aperta qualche tempo prima.

Quella funzione oggi si chiama Containers, è un’estensione, un componente aggiuntivo figlio della nuova epoca Quantum, che ti permette grosso modo di fare la stessa cosa che facevi due anni fa sul Firefox di vecchia generazione, e puoi installarla in qualsiasi momento da AMO.

Vite separate, un solo browser, nessun impedimento tecnico nell’apertura di più finestre dello stesso servizio con diverse coppie di credenziali (GMail, tanto per fare un esempio facile da capire), visitate come tu stessi arrivando da differenti sessioni (o profili aperti) ma che in realtà così non è, grazie all’isolamento dello spazio riservato da Firefox (website storage, nda), dei cookie e di tutto ciò che serve a quel sito web per fare il suo lavoro lato tuo PC, puoi provare a vederla come una rivisitazione avanzata della modalità di navigazione in incognito, senza però la limitazione dovuta alla singola finestra anonima per profilo di Firefox aperto.

Under the hood, it separates website storage into tab-specific Containers. Cookies downloaded by one Container are not available to other Containers ()

Il tutto è stato sperimentato, monitorato e costantemente migliorato nel corso di questi ultimi due anni, da chi -come me- ha scelto di affidarsi alle versioni Nightly di Firefox (quelle più instabili, nda), che integravano già nel 2016 questo esperimento poi approdato anche in Test Pilot (se ne parlava qui), con possibilità di gestione dei contenitori tramite pannello delle Preferenze del browser (about:preferences#containers).

Perché allora Facebook Container?

Perché Containers presa così di petto può confondere e in alcuni casi spaventare i meno esperti, che potrebbero non capire più come gestire i loro ambienti di lavoro.

Firefox: Facebook Container impedisce il tracciamento sul web

Facebook Container non necessita di configurazione, è già pronta per funzionare come nel più classico degli scenari Plug&Play, annunciata in un momento storico che migliore non si sarebbe potuto aspettare per fare da cassa di risonanza, Cambridge Analytica può solo insegnare (ammesso che là fuori altri come me e te abbiano capito più o meno bene cosa sia realmente successo e che conseguenze ci sono state nel momento zero, così come oggi e ancora in futuro). Facebook Container è stata presentata al grande pubblico del web lo scorso 27 marzo, descritta all’interno di un articolo comparso nel blog ufficiale di Mozilla (blog.mozilla.org/firefox/facebook-container-extension), il quale non manca di dettagliare di cosa si tratta pur non dovendo approfondire più di tanto (vista la facilità di fruizione di questa misura di sicurezza sviluppata da Mozilla).

Facebook Container
Facebook Container
Developer: Mozilla
Price: Free

Scopo del gioco messo in chiaro da subito: fermare il tracciamento che Facebook opera in giro per il web, lasciando che il Social Network possa funzionare esclusivamente nel suo orticello, che non vada a fare danni altrove e che ci lasci in pace quando non utilizzato. Per fare ciò è stata usata la base e il concetto fatto proprio da Containers, riadattato per l’occasione all’auto-riconoscimento del sito web creatura di Mark Zuckerberg, caricato in un’apposita sandbox oltre la quale non può ficcare il naso. In un solo colpo vivrai (e navigherai) qualsiasi altro sito web come se tu non fossi collegato a Facebook, come riportato da Mozilla stessa, la quale specifica quindi possibili malfunzionamenti legati all’isolamento:

If you use your Facebook credentials to create an account or log in using your Facebook credentials, it may not work properly and you may not be able to login. Also, because you’re logged into Facebook in the container tab, embedded Facebook comments and Like buttons in tabs outside the Facebook container tab will not work. This prevents Facebook from associating information about your activity on websites outside of Facebook to your Facebook identity. So it may look different than what you are used to seeing.

Una seccatura apparentemente molto pesante da sopportare, ma che protegge la tua privacy più di quanto tu possa pensare. Considera che, nel caso tu faccia clic su pulsanti di Like o Share via Facebook, questi funzioneranno aprendo nuovamente il container (quindi nessun problema di funzionamento, ma solo una scheda in più aperta quando necessario, immediatamente richiudibile al termine dell’operazione).

Sotto al cofano

When you install this extension it will delete your Facebook cookies and log you out of Facebook. The next time you visit Facebook it will open in a new blue-colored browser tab (aka “container tab”). In that tab you can login to Facebook and use it like you normally would. If you click on a non-Facebook link or navigate to a non-Facebook website in the URL bar, these pages will load outside of the container.

Una volta installata, Facebook Container cancellerà ogni cookie legato al Social Network, costringendoti a effettuare un nuovo login. Noterai che –visitando Facebook– ti si caricherà una scheda diversa rispetto alle altre, sottolineata di blu e con il logo da “Container” nella barra dell’URL (te li ho messi in rilievo nell’immagine di seguito):

Firefox: Facebook Container impedisce il tracciamento sul web 1

Ogni volta che farai clic su un collegamento che ti porterà fuori da Facebook, la scheda tornerà a comportarsi normalmente, vedrai sparire sottolineatura e richiamo nella barra dell’URL. Lo stesso succederà anche se riutilizzerai la scheda per navigare su un diverso sito, specificandolo manualmente nella barra dell’URL.

E dallo scorso 5 aprile …

… sono state annunciate alcune novità riguardanti il componente aggiuntivo, che ora mantiene attivo il container di isolamento anche nel caso in cui tu vada a visitare Instagram o Facebook Messenger, legati allo stesso cordone ombelicale del Social Network statunitense.

Firefox: Facebook Container impedisce il tracciamento sul web 2

Se come me stai ora pensando a WhatsApp, probabilmente la risposta è che questo non sembra raccogliere (allo stato attuale) informazioni che vengono poi utilizzate dal sito web principale di Facebook, ma potrebbe certamente entrare a far parte degli URL intercettati automaticamente di un futuro aggiornamento di Facebook Container: blog.mozilla.org/firefox/facebook-container-extension-now-includes-instagram-and-facebook-messenger.

In conclusione

Un compromesso che, una volta installato, dovrai in qualche maniera digerire. Questo potrebbe essere il giudizio finale per un componente aggiuntivo che per me finisce di diritto nei Must Have, perché non sempre ci si può nascondere dietro la frase fatta che “non si ha niente da nascondere“, la privacy è un diritto che devi poter esercitare e un dovere per chi ha quel grande potere e privilegio di poter maneggiare i nostri gusti, orientamenti, dati che possono essere facilmente rivenduti e sui quali costruire il proprio business, che non sempre combacia con i reali desideri dell’utente finale.

Io l’ho installato su ogni mia postazione e quasi ogni profilo (ne tengo alcuni esclusivamente per sperimentare, dove neanche mi collego a Facebook), i login sono stati separati dall’account Facebook già tempo fa (dovresti farlo anche tu, prima o poi ci scrivo un pezzo in merito), e dove i commenti sono veicolati in maniera forzata verso il Social Network, evito di dire la mia, che male non può certo fare :-)

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