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Già con Windows 7, Microsoft ha fatto passi da gigante in materia di deframmentazione dei dati automatizzata, pulizia e ottimizzazione dello spazio disco utilizzato per i suoi file e per quelli che scarica nel corso della sua “vita“, eppure ci sono ancora delle corde di violino parecchio tese quando si tira in ballo lo spazio disco residuo e la necessità di trovarne un po’ per qualcosa di personale, della quale abbiamo assoluta necessità. La C:\Windows\Installer fa parte di quelle cartelle viste di cattivo occhio quasi da chiunque, quando si ricerca quello “spazio mancante“.

SSD HDD C:WindowsInstaller troppo grande, perché?

Il problema è figlio della nuova generazione SSD, perché –siamo seri– credo poco al fatto che tu, con un disco meccanico da un tera o più, ti sia mai posto il problema delle cartelle di Windows ingrassate dopo le feste. Un disco SSD, anche visto il costo, viene generalmente acquistato in taglio più limitato, con i 256 GB che vanno per la maggiore e che lasciano solo ultimamente spazio ai 500 GB, perché il tera è ancora inaccessibile per molti (la media prezzo si aggira intorno ai 300 euro, nda).

Ciò detto, perché la cartella C:\Windows\Installer è così ben nutrita? L’articolo è vecchio ma è ancora tutt’oggi valido, ti propongo questo passaggio:

Along the same lines as removing items from the Windows component store to save space, we have recently seen a couple of questions come in about the Windows\Installer directory. This is a hidden system directory; it is used by the Windows Installer service to cache installer data files for various applications. Over time, this directory will grow and can eventually take up an amount of space that might cause pressure on thinly provisioned storage, such as virtual hard disks.

blogs.technet.microsoft.com/joscon/2012/01/18/can-you-safely-delete-files-in-the-windirinstaller-directory

Lo stesso articolo risponde anche alla domanda che viene da porsi pressoché immediatamente: posso cancellare i file all’interno di quella cartella? La risposta semplice e concisa è no. Quel no può diventare un “ni” dopo un paio di operazioni, di cui una assolutamente contemplata dal sistema operativo.

Clean Manager

Esegui il Clean Manager integrato di Windows (tasto Windows + R, scrivi cleanmgr e premi invio, oppure entra in Computer, tasto destro sul disco C: → ProprietàPulizia disco). Nella schermata che ti si presenterà a video, potrai scegliere di passare alla pulizia avanzata (detta Pulizia file di sistema), la quale permetterà di mettere mano anche a quegli aggiornamenti che è possibile cancellare dal disco in tranquillità. Per capirci, questa è una rapida occhiata alla situazione della mia macchina Windows:

Come tu stesso puoi notare, la differenza tra il calcolato in cartella e quello cancellabile c’è, ma si tratta di poca roba, superiore alla cartella C:\Windows\Installer perché evidentemente ci ricade dentro anche dell’altro che è possibile rimuovere. Scegli cosa cancellare, quindi procedi e recupera quello spazio che potrebbe tornarti utile per altro.

Il Clean Manager integrato di Windows può inoltre essere pilotato via PowerShell. Ho trovato alcuni riferimenti utili in merito che ho poi messo in pratica per verificare la bontà dell’automatizzazione. Parti dando un’occhiata a questo articolo (mentre qui trovi un riferimento ufficiale nei documenti di supporto Microsoft). Il risultato, appena modificato rispetto alla proposta di Greg Ramsey, permette di portare a termine il lavoro su Windows 7, 8 (quindi 8.1) e 10, l’ho pubblicato su Gist.

L’alternativa: PatchCleaner

Tool gratuito disponibile sulla pagina ufficiale homedev.com.au/Free/PatchCleaner, permette di spostare o cancellare definitivamente le patch che popolano la cartella C:\Windows\Installer, ma anche di cercare file orfani che sono stati abbandonati al loro destino, completamente ignorati anche da Windows e dal suo Clean Manager. Disponibile anche in versione Portable (su SourceForge), accetta anche comandi da prompt (così può essere integrato e richiamato all’interno di altri script). Trovi qui le risposte ad eventuali domande o errori che potresti notare durante l’utilizzo dell’applicazione.

Quello che ti consiglio di fare, nel caso in cui tu abbia a disposizione un disco meccanico interno o esterno al PC, è di spostare e tenere lì le patch per qualche tempo, prima di scegliere di eliminarle definitivamente. Questo perché, in caso di anomalie di sistema, potrai facilmente ripristinare i file spostati sempre tramite PatchCleaner, andandoli a ripescare e portandoli là dove sono stati inizialmente memorizzati, per evitare di dover reinstallare un intero Windows solo per una distrazione o una necessità impellente di altro tipo.

In conclusione

Lo spazio disco (su memorie SSD) non è mai abbastanza, per questo motivo è opportuno effettuare una pulizia dei file inutilizzati / inutili (non sono la stessa cosa, nda) di tanto in tanto. Farlo con gli strumenti messi a disposizione da Windows è certamente la soluzione migliore, per evitare possibili problemi da dover poi analizzare e risolvere in seguito, ma in casi di emergenza c’è sempre qualche tool che può occuparsi del lavoro sporco, evitandoti facili errori di distrazione.

Buon lavoro!

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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Non è certo una novità, tutt’altro, è storia già passata riguardante un problema già risolto, ma che ricompare su client mai “trattati” prima. Parlo dell’eterna lotta tra l’attesa (troppo prolungata) e la necessità di sottoporre una macchina Windows 7 a regolare installazione di aggiornamenti tramite Windows Update, quelli dell’era pre-rilasci di pacchetti complessivi (qualità e sicurezza mensili).

Ci sono 3 Knowledge Base ufficiali che ci mettono una pezza (3172605, 3102810 e 3020369), ma intorno a loro c’è una serie di operazioni da eseguire che qualcuno ha ben pensato di automatizzare, per evitare possibili danni da distrazioni o mano da principianti. Per chi invece è abituato a lavorare su determinati moduli del SO, l’automatizzazione rende tutto molto più veloce e facilmente replicabile.

Windows 7 e i problemi di loop su Windows Update

Uno dei membri della community di Microsoft ha spiegato nel dettaglio il problema, realizzando e pubblicando l’automatizzazione della quale ti ho parlato poco sopra. Disponibile per Windows a 32 e 64 bit, puoi saperne di più dando un’occhiata qui: answers.microsoft.com/en-us/windows/wiki/windows_7-update/fix-windows-7-update-stuck-on-checking-for-updates/ad6cfeef-232a-49b4-a57b-39978eea6630

Why this problem occurs
Inside Windows Update, there is a small piece of software called an agent. The agent contacts Microsoft’s servers and downloads any available updates.

In order to function properly, the agent on your computer must be the same version as the one on Microsoft’s servers, otherwise your computer will not be able to communicate with the servers. Several months ago, Microsoft updated its servers, causing any Windows 7 machines with the old agent to fail when trying to connect. This incompatibility between computer and server causes Windows Update to get stuck.

Solution
To fix this problem, you need to update your agent so that it can communicate with servers again. There are several updates that need to be installed, so I have written a friendly wizard you can run to install them.

Trovi entrambi i pacchetti al link che ti ho fornito sopra, ma ne ho caricato una copia verificata e funzionante anche sul mio spazio box.com: app.box.com/s/nwps5eoihqy0ujeeoc5qy2dg3n6n3nm7.

Quello che devi fare è semplicemente scaricare il pacchetto ZIP relativo alla tua architettura di sistema (x86 o x64), quindi eseguire il batch wizard_32.bat (o wizard_64.bat). A quel punto segui le (poche) istruzioni a video, il batch penserà a tutto, compreso il riavvio e conseguente esecuzione dello stesso per terminare l’opera. Provato più volte e su più PC, funziona bene e mantiene le promesse. Al termine dell’esecuzione potrai aprire Windows Update e notare che, in pochi minuti, saltano fuori i veri quantitativi di fix da installare sul sistema (e ne troverai degli altri dopo i primi riavvii).

Un altro di quei tool da avere sempre a portata di mano, su cartella Cloud o su una più classica memoria USB.

Buon lavoro!

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Articolo nato da appunti sparsi e tanti link consultati.

Chi lavora nell’ambito IT (o è comunque appassionato, cugino di (TM) o “tu che sai tutto di PC” (cit.)) sa bene che –nella storia– la grande azienda di Redmond è incappata in qualche piccolo scivolone nei rilasci di fix e patch più complesse che, pur andando a correggere alcuni importanti errori, andavano contemporaneamente a crearne di nuovi, costringendo gli sviluppatori a tirare fuori correzioni delle correzioni. Era da diverso tempo che non accadeva in maniera così plateale, fa tutto parte del periodo giugno-luglio che volge ormai al termine, e ha interessato sia Office che Windows.

Microsoft, quanta confusione (storie di KB che correggono KB)

Tutto è più o meno cominciato con quel KB4022725 per Windows, seguito a ruota dall’aggiornamento 1706 di Office 365 ProPlus, entrambi articoli usciti solo una manciata di giorni fa. Se a questi si aggiunge il gran rumore di fondo prodotto nei forum di Social Technet Microsoft e le ripetute lamentele degli utenti, si arriva a un risultato non esattamente soddisfacente. Gli errori fatti nel rilascio patch di giugno si sono trascinati fino a un caldo luglio che ha portato con sé ulteriori anomalie, in buona parte risolte solo ora che anche lui volge al termine.

Tutto torna

Ho dato una rapida occhiata ai ticket che sono stati aperti in helpdesk aziendale (di primo e secondo livello) durante questo “periodo caldo” (e non per colpa delle temperature esterne), e la maggior parte dei casi più eclatanti (e che hanno richiesto maggiore tempo di lavorazione) sono stati proprio quelli che hanno visto come protagonista degli errori generati dai fix di Redmond, tutti arrivati poi a medesima conclusione (un rollback dove assolutamente necessario, l’attesa della correzione dove si poteva stringere i denti e rispettare il ciclo di rilascio di Microsoft).

  • Il KB4022716 del 27 giugno correggeva alcuni problemi relativi a Internet Explorer e Microsoft Edge che però hanno portato a un nuovo bug decisamente più fastidioso e impattante, crash randomici di entrambi i browser durante la navigazione, visitando siti web sempre diversi, assolutamente non collegati tra di loro.
  • Il KB4025342 del 11 luglio corregge questo errore (qui in dettaglio), ma porta con sé un loop di installazione per chi in azienda possiede un WSUS. Il pacchetto terminava la sua installazione senza però “notificare” la riuscita, facendo credere all’OS (e al WSUS) di avere ancora necessità di quel KB. Se ne è parlato in un thread su Social Technet. Microsoft ha corretto in corsa il problema, rilasciando il medesimo KB senza però il bug incluso nel prezzo (cito un intervento di un utente dal forum: Our WSUS just pulled in new updates at 3:30 eastern time and IE KB4025252 appeared again.  This updated KB seems to have fixed the issue. Several workstations no longer show that it’s needed.).

Nel frattempo, anche Office presenta qualche “piccolo mal di pancia” dovuto ai rilasci nel ramo Current, motivo per il quale abbiamo scelto di togliere gli utenti di test da quel gruppo e portarli insieme agli altri in First Release for Deferred Channel. Dei rami di aggiornamenti ne avevo già parlato tempo fa (questo l’articolo: gioxx.org/2016/03/22/office-2016-gestione-tramite-gpo-admx), seppur in maniera poco approfondita.

Cosa fare quindi per modificare il comportamenti degli Office installati nella rete?

Puoi ricorrere all’uso delle GPO, che reputo la via più comoda e immediata per migrare più PC in un colpo solo. Il comportamento di una installazione di Office fatta tramite Click2Run lo trovi sul sito di Support di Office (qui, per la precisione: support.office.com/en-us/article/Configuration-options-for-the-Office-2016-Deployment-Tool-d3879f0d-766c-469c-9440-0a9a2a905ca8?ui=en-US&rs=en-US&ad=US&fromAR=1), mentre trovi su support.office.com/authredir?url=https%3a%2f%2fsupport.office.com%3a443%2fen-us%2farticle%2fVersion-and-build-numbers-of-update-channel-releases-ae942449-1fca-4484-898b-a933ea23def7%3fui%3den-US%26rs%3den-US%26ad%3dUS%26fromAR%3d1&hurl=m4liUtElQo4FOghQgIRY6JbgTI8LrOMAfWv8uiBuEG0%3d.POsLak2i%2fGs6Exmzf062pgyAG0jqZ4zDu4vtjXF3Q2g%3d&ipt=0&si=1&wctx=70b585db-aec0-4c05-8dd0-e69a5774f03c&wa=wsignin1.0 la mappa di rilascio (con relative versioni) di Office 2016 (a oggi) per ciascun ramo.

Quindi, tanto per capirci, questa è la situazione con una GPO programmata per comandare gli Office ad aggiornarsi direttamente dai server Microsoft, seguendo il ramo di rilascio First Release for Deferred Channel:

Microsoft, quanta confusione (storie di KB che correggono KB) 1

È finita qui? Forse, o almeno per il momento, fino al prossimo giro di roulette ed ennesima scoperta di “cosa si è rotto stavolta“, un gioco che Microsoft conduce in maniera fantastica e appassionante (si nota l’ironia sottile?), dal 1995, anno più, anno meno. Sia chiaro: nessuno è esente da errori, soprattutto i più grandi. L’importante è correggerli, possibilmente senza lasciar passare troppo tempo (e non sempre questo accade) perché forse non ci si rende bene conto di quanto impatto possa dare una “piccola modifica“.

Ora posso smettere di delirare, torno a cuccia.

Adios.

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Lenovo T440s aziendale. Installazione delle patch mensili che arrivano da Microsoft, a loro volta recapitate dal nostro WSUS. In seguito all’aggiornamento e riavvio del sistema, noto che il PC mi presenta davanti una schermata completamente nera (il “black screen” del titolo di questo articolo) nel caso in cui io mi allontani dalla postazione bloccando la sessione (tasto WIN + L) e risvegliando il monitor (che Windows 10 spegne praticamente subito). Cursore che lampeggia, il nulla completo oltre quello.

Tolgo e rimetto il laptop nella docking station, la schermata torna disponibile, posso finalmente reimmettere le mie credenziali e ricominciare a lavorare.

KB4022725, black screen e patch da nascondere (per ora) 2

Qualche rapida imprecazione, un ragionamento su cosa possa avere causato il problema, ricondurre il tutto all’aggiornamento dell’OS, perché quel driver aggiornato subito prima non aveva nulla a che fare con la scheda video. Una rapida ricerca sul web (il WSUS distribuisce gli aggiornamenti con qualche giorno di ritardo rispetto al patch-Tuesday). Ho trovato questo:

KB4022725 causes black screen on laptop. from windows

Patch disinstallata, PC riavviato, problema che non si verifica più (prima riuscivo a riprodurlo a colpo sicuro). A questo punto non rimane che prendere la via più diretta e passare dalla nota di supporto 3073930 che propone il tool ufficiale per nascondere gli update su Windows 10, trovi qui la pagina ufficiale: support.microsoft.com/en-us/help/3073930/how-to-temporarily-prevent-a-driver-update-from-reinstalling-in-window

Il tool, una volta scaricato e avviato, ti permetterà di ricercare e nascondere un aggiornamento di sistema che non vuoi installare (teoricamente non puoi rifiutarti di aggiornare Windows 10, non secondo l’idea di Microsoft!). L’uso è talmente banale che ti dovrebbero bastare queste due immagini per capire cosa fare:

Aggiornamenti dal fronte (KB4022716, 15063.447)

Sono quelli relativi al rilascio di un nuovo fix di Microsoft che dovrebbe andare a correggere gli errori creati dal KB4022725. Trovi sul sito di Microsoft una scheda relativa a tutto ciò che porta con sé: support.microsoft.com/en-us/help/4022716/windows-10-update-kb4022716.

KB4022725, black screen e patch da nascondere (per ora) 3

Per il momento installata, nei prossimi giorni mi basterà riprodurre il problema e capire se è stato realmente risolto, nonostante sembra che da report degli utenti risultino ancora delle rogne poco simpatiche: windowsreport.com/kb4022716-issues:

Black screen issues

Users report that KB4022716 also causes black screen issues. The only solution to fix this problem is to uninstall the update.

e ancora:

Display doesn’t come back from sleep

Users report that their computers won’t come back from sleep after installing KB4022716. In the best case scenario, all users get is a black screen with a white mouse cursor. It appears that this problem is prevalent for Surface devices.

After installation of KB4022716 this morning, my previously stable Surface Book […] consistently fails to wake properly from sleep. If I get anything at all, it’s a blinking cursor on a black screen. Pressing and holding the power button eventually brings up a “slide to shut down” screen, and cancelling this gets me back to the Windows desktop.

It seems that this update introduced a huge bug in the lock screen. For the time being, the only solution is to simply uninstall it.

Mi siedo, provo a lavorare normalmente, aggiorno l’articolo se necessario. Tu hai rilevato gli stessi problemi sul tuo Windows Creators Update (1703)?

Update

aggiornamento del 3/7/17

Ci ho provato, è innegabile, ma evidentemente in Microsoft non hanno ben chiaro cosa voglia dire risolvere i problemi del “Black Screen and Mouse Cursor Keep Blinking” da molti lamentato (me compreso). Continuano a susseguirsi feedback sulla community e nell’hub di Microsoft (quello navigabile e utilizzabile da ogni Windows 10), così come tweet (ricchi di insulti, tra l’altro) e stati di Facebook. Andiamo al punto, questa discussione si è sviluppata e contiene molte lamentele (alcune molto simili alla mia configurazione): answers.microsoft.com/en-us/windows/forum/windows_10-update/update-kb4022716-causing-black-screen-after-screen/95dc60cc-07d3-4b77-9a94-0c2366b8af53. Qui trovi invece il feedback su Hub, dai il tuo voto per contribuire a una più rapida risoluzione da parte di Microsoft: aka.ms/Nxw1a7.

KB4022725, black screen e patch da nascondere (per ora) 4

Un consiglio: non ascoltare il suggerimento relativo alla disinstallazione di prodotti antivirus di terze parti, non serve a nulla e non ha alcun senso. Se dopo un’installazione di una patch Microsoft, il sistema ha un problema, non può essere dovuto a decine di prodotti antivirus differenti. C’è gente che ha risolto disinstallando Comodo, altra Symantec, altra ancora Kaspersky. Ti sembra possibile che contemporaneamente tutti questi prodotti di terze parti abbiano una rogna in comune?

Il metodo rimane quindi quello suggerito nell’articolo principale: utilizzare lo strumento di supporto 3073930 per nascondere temporaneamente il fix di Microsoft:

KB4022725, black screen e patch da nascondere (per ora) 5

Ora non resta che aspettare che Microsoft rilasci il fix del fix del fix.

 

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Breve articolo ad perpetuam rei memoriam (non si sa mai, potrebbe sempre tornare utile in futuro). Non ti parlerò di WSUS Offline Update, è una fantastica utility che risolve molti dei problemi legati alle lunghe attese di ricerca, download e installazione patch per Windows quando si ha a che fare con macchine particolarmente datate e non aggiornate da diverso tempo, semplicemente saltando a piè pari l’ostacolo.

WSUS Offline Update: esclusione rapida di una patch

Il tool è gratuito, lo si scarica da wsusoffline.net ed è molto semplice da utilizzare (basta dare un’occhiata ai mille tutorial presenti sul web o magari giocarci sul proprio PC, perché di danni non è che tu ne possa poi fare molti). Facciamo finta che tu sappia già tutto e passiamo al succo della pillola. A me è servito escludere una particolare patch di Windows, affinché questa non venisse scaricata e installata da WSUS Offline Update. Riporto il pezzo della documentazione utile alla specifica esigenza:

b) Dynamically determined updates
To exclude dynamically determined updates from installation, insert their knowledge base ID (KBxxxxxx or simply xxxxxx) into the file “ExcludeList.txt” (directory .\client\exclude\custom). These updates will now be ignored; and you’ll receive a warning in the log.

Il tutto si traduce con un semplice file chiamato ExcludeList.txt, che andrà inserito nella cartella \exclude\custom\ di WSUS Offline Update (solo per fare un esempio: C:\wsusoffline\exclude\custom\ExcludeList.txt). All’interno del file dovrai dichiarare il KB da escludere, uno per riga se hai necessità di specificarne più di uno. Nel mio caso ho dovuto escludere una singola patch che sul vero WSUS aziendale è stata bloccata (aveva procurato problemi in passato). Così facendo posso evitare che lui debba andare a disinstallarla in seguito all’installazione eseguita tramite tool. La stessa cosa puoi applicarla direttamente alla cartella client (scaricherai la patch ma non la installerai), ti basterà inserire il file all’interno della cartella \client\exclude\custom.

Non servirà fare null’altro, la modifica è già operativa, tu potrai ora impostare che tipo di patch scaricare (e in seguito installarle tramite il client della stessa applicazione).

Buon lavoro!

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