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La risposta è chiaramente , anche se lo SpeedTest di Ookla è un’autorità indiscussa. Viene usato anche su siti web di terze parti, in versione personalizzata magari, ma pur sempre con la misurazione e lo standard qualitativo imposto dalla società di Seattle, Washington, lanciatasi in questo mercato ormai 12 anni fa (quasi). Scopo dell’articolo è quindi raccontare sì di SpeedTest, ma anche delle sue alternative da tirare fuori dal cilindro quando servono “ulteriori pareri“.

Test di velocità: esistono alternative a SpeedTest?

Prima di cominciare

Credo sia obbligatorio fissare alcuni punti chiave che valgono un po’ per tutti i prodotti e le situazioni. Ricordati che:

  • la velocità di allineamento del tuo modem NON è mai la velocità reale della tua connessione internet. Lo ribadisco perché continuo a sentire che la schermata del FastGate che mostra l’allineamento upload / download con la centrale corrisponde alla velocità di scaricamento e caricamento dati online, succede anche con clienti TIM (anch’essa propone il medesimo dato in schermata di gestione del modem proprietario). No, non è così. Ti rimando a questa lettura: assistenzatecnica.tim.it/at/portals/assistenzatecnica.portal?_nfpb=true&_pageLabel=InternetBook&radice=consumer_root&nodeId=/AT_REPOSITORY/632106.
  • Un test, per essere quanto più veritiero possibile, dovrebbe essere condotto tramite cavo di rete, non WiFi (perché questo è soggetto a molti fattori che possono variarne seriamente i risultati), possibilmente tenendo quest’ultima rete quanto più scarica possibile (niente cellulari connessi che stanno navigando o scaricando dati, niente console, decoder, ecc.). Più sarà scarica la tua rete, più sarà sensato il test via cavo.
  • Un solo test non è mai quello giusto. Ricordati che dall’altro lato c’è un server (con relativa banda internet) che sta facendoti scaricare e caricare dati ai fini della misurazione. Quel server potrebbe dover servire più persone contemporaneamente (lo fa, stanne certo) e non sei l’unico che in questo momento sta pensando di misurare la capacità della propria connessione internet. Cambia server, non selezionarlo troppo distante da te, ripeti il test più volte. La media dei risultati è generalmente un buon punto di partenza per capire se la tua connessione a internet sta facendo il suo dovere oppure no.

Molte delle cose che ti ho riportato qui sopra, vengono adottate anche per le misurazioni ufficiali di AGCOM, le uniche che possono aiutarti a chiudere un contratto -senza ulteriori spese (e magari anche con rimborso di quanto ingiustamente pagato)- con un fornitore che promette ma non mantiene. Dagli un’occhiata, male non può certo fare: misurainternet.it/download/nemesys.

SpeedTest

Indiscusso Re di ogni misurazione, viene adottato come standard da molti, anche dai provider che ne sfruttano i risultati come allegati in caso di disservizi lamentati dall’utente finale. Fastweb è certamente uno di questi, poi c’è TIM, e sono solo un paio di esempi tra i tanti possibili.

Test di velocità: esistono alternative a SpeedTest? 1

SpeedTest è un prodotto che è stato molto migliorato nel tempo, che ha pubblicato applicazioni, che ha sviluppato pagine accessibili (anche se solo negli ultimi anni, costretta dal costante –finalmente– affondare di Flash). I server che permettono i test sono sparsi nel mondo e hanno generalmente una potenza di fuoco importante, tendendo quindi a dare risposte sufficientemente veritiere quando si mette alla prova la propria connessione casalinga (o d’ufficio, ovviamente). Resta scontato quanto già specificato però nei punti chiave: non è la singola misurazione a determinare il risultato finale.

Su PC puoi raggiungere il servizio puntando il browser all’indirizzo speedtest.net, oppure puoi scaricare l’applicazione da installare, quest’ultima mi è utile e ho scelto di averla su ogni mia postazione, è uno strumento che si utilizza abbastanza spesso. Se vuoi evitare di installare un’ulteriore applicazione, puoi sempre aggiungere l’estensione a Google Chrome (no, nulla da fare per il momento per Firefox, ci ho provato ma ottengo errori nella conversione):

Speedtest by Ookla
Speedtest by Ookla
Developer: speedtest.net
Price: Free

Su mobile, Speedtest è presente su qualsiasi piattaforma (persino quelle dichiarate ben più che morte!):

Speedtest.net Speed Test
Speedtest.net Speed Test
Developer: Ookla
Price: Free+
Speedtest by Ookla
Speedtest by Ookla
Developer: Ookla
Price: Free+
Speedtest.net
Speedtest.net
Developer: Ookla
Price: Free+

SpeedTest è la mia scelta, quella pressoché obbligata in qualsiasi occasione, quella che mi permette di selezionare server più vicini alla mia posizione (è possibile farla rilevare direttamente dal sito web o dall’applicazione) e ottenere così risposte certamente plausibili e ragionevolmente corrette, in una “media sulle 3“.

Fast

Forse il più conosciuto dopo SpeedTest, perché introdotto da Netflix qualche tempo dopo l’arrivo sui nuovi mercati europei. Fast.com permette di effettuare una misurazione della tua connessione internet, anche se solo in una direzione, quella in ingresso verso il tuo dispositivo. In pratica scambi dati con i server del noto provider di contenuti multimediali per cercare di capire se la fruizione dei contenuti possa essere soddisfacente. Fast.com è un po’ la base di quei risultati che Netflix pubblica di tanto in tanto, stilando una classifica dei migliori provider in circolazione (vedi: ispspeedindex.netflix.com/country/italy).

Test di velocità: esistono alternative a SpeedTest? 2

Presente sul web (puntando appunto all’indirizzo fast.com), è disponibile anche per dispositivi mobili, per iOS e Android:

FAST Speed Test
FAST Speed Test
Developer: Netflix, Inc.
Price: Free
FAST Speed Test
FAST Speed Test
Developer: Netflix, Inc.
Price: Free

Fast è certamente la mia seconda scelta (quella di backup, diciamo), alla ricerca della conferma delle misurazioni ottenute tramite SpeedTest.

Google

È dal settembre dello scorso anno che Google ha introdotto anche in Italia un risultato di ricerca (una keyword, come quelle di cui ti avevo già parlato in passato) che ti permette di effettuare un rapido test di velocità. Senza molta fantasia, ti basterà scrivere “speed test” (vale anche “test velocità internet“) all’interno del campo di ricerca, per vedere come prima proposta un box attraverso il quale potrai lanciare un rapido scambio dati in download e upload, così da ottenere una misurazione:

Test di velocità: esistono alternative a SpeedTest? 4

Facendo clic sul pulsante “Esegui test della velocità“, ti si aprirà un piccolo popup (che metterà in secondo piano tutto il resto della pagina) il quale scaricherà dapprima dei dati, poi li caricherà verso Google. Non ci sono applicazioni dedicate, puoi comunque fare riferimento all’applicazione generica di Google e lanciare la medesima ricerca anche su Mobile, per arrivare a ottenere la stessa possibilità di misurazione su smartphone e tablet.

Google
Google
Developer: Google, Inc.
Price: Free
Google
Google
Developer: Google LLC
Price: Free

Nonostante si faccia generico riferimento a un server situato a Milano (città che mi ospita), quindi ipoteticamente il più vicino alla mia connessione, Google non è certamente parte delle mie scelte personali. Le sue misurazioni sono quelle meno accurate, quelle che più discostano dalla reale velocità del Gigabit che c’è a casa, la stessa cosa succede nelle misurazioni fatte in ufficio dove la linea business è addirittura una Gigabit simmetrica (giusto per chiarire che non è evidentemente qualcosa di limitato alla configurazione del mio router, cosa comunque improbabile visti i test eseguiti con gli altri competitor).

nPerf

Scoperto un po’ per caso qualche tempo fa, nPerf è un altro strumento di misurazione della propria connessione, sviluppato bene anche se forse troppo caotico in home page (preferisco di gran lunga lo stile minimalista di Ookla). Lo puoi raggiungere puntando il browser all’indirizzo nperf.com/en, e facendo partire la misurazione dal tachimetro in bella vista (via cavo mi raccomando, non fare come me che durante la stesura dell’articolo ho usato il WiFi giusto per catturare qualche screenshot!). Anche in questo caso ti verrà proposto il server più vicino in base alla tua posizione (rilevata tramite browser previa tua autorizzazione, nda) e continua a valere inoltre la regola base dei 3 tentativi e media di questi.

Test di velocità: esistono alternative a SpeedTest? 5

nPerf è disponibile online, navigabile da qualsiasi browser (senza necessità di alcun plugin) ma anche tramite applicazioni specificatamente studiate per il mondo Mobile (iOS e Android). Particolarità molto gradita delle applicazioni è l’ulteriore possibilità di mettere alla prova la connessione 4G facendo eseguire delle misurazioni con il download / visione di filmati ad alta definizione, ascolto Mp3 e altro ancora (davvero un punto ulteriore a favore di questa soluzione alternativa).

nPerf internet speed test
nPerf internet speed test
Developer: nPerf SAS
Price: Free+

nPerf è sicuramente una validissima alternativa a SpeedTest di Ookla, da tenere a portata di clic su PC fissi e portatili, e come applicazione sui dispositivi mobili. È nella stessa cartella strumenti di SpeedTest e Fast (sul mio smartphone e pure su iPad), e non perde il suo posto da molto tempo ormai.

Prima di concludere

Spero di averti dato qualche spunto interessante riguardo le alternative a SpeedTest, ma sono certo che lì fuori ce ne saranno molti altri, anche di buona qualità. Per questo motivo ti invito caldamente a usare l’area commenti per proporre le tue alternative, quelle delle quali non puoi fare a meno, che propongono magari (come nPerf) qualcosa in più rispetto alla più classica misurazione della banda in download e upload.

Se vuoi, alla lista sopra discussa potresti aggiungere un’applicazione sviluppata dallo staff di OpenSignal, il grande progetto che mira a censire tutti i punti di accesso mobili in giro per il mondo (con un’applicazione pensata e sviluppata proprio per portare a termine questo complesso lavoro). Si chiama Meteor Speed Test ed è disponibile per iOS e Android:

Meteor: App speed test
Meteor: App speed test
Developer: OpenSignal, Inc
Price: Free

A me non resta che ringraziarti per aver letto questo articolo.

Buona navigazione! :-)


immagine di copertina: unsplash.com / author: Chris Liverani

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Niente panico, non c’è nulla di nuovo sotto alla luce del sole per ciò che riguarda il noto provider di proprietà svizzera, e non ti sei perso nessuna eclatante novità. Si parla del FASTGate di Fastweb, il modem che la società consegna ai suoi clienti che sottoscrivono oggi un nuovo abbonamento, oppure a un vecchio abbonato che richiede un upgrade alla rete Gigabit che necessita di un diverso apparato rispetto a quello usato precedentemente per una FTTH di livello inferiore (questo è il mio caso, nda).

Dopo averci giocato un po’ posso parlartene e capire se anche tu (se sei cliente Fastweb) mugugni pensando ai miei stessi dubbi e problemi.

Una panoramica sul FASTGate di Fastweb

Doverosa premessa: mi sento parte dell’idea e movimento #modemlibero, quindi tieni conto del fatto che tra un modem imposto e uno che scelgo io, preferirò sempre e comunque il secondo citato. È il motivo principale per il quale da anni ho scelto di installare e configurare un router a cascata allacciato a quello scelto dal provider (a prescindere dal provider, che –esulando dal mio caso– non è sempre stato Fastweb). Qui trovi gli aggiornamenti in merito alla petizione.

FASTGate

Grosso, davvero. Abituato al precedente Technicolor TG1100 che occupava lo spazio considerato standard nel mondo dei modem, il nuovo FASTGate di Fastweb è davvero molto grande (Askey RTV1907VW, nda). Sicuramente più slanciato perché pensato per stare fronte sala (posizionamento verticale, si volta pagina rispetto a quel passato fatto di orizzontalità), mette in bella mostra il suo logo corporate e i led ad alta luminosità che sei pressoché costretto a spegnere durante le ore serali per evitare di illuminare a giorno i pressi della posizione che hai scelto per lui.

Una panoramica sul FASTGate di Fastweb 1

Dotato di ogni comfort, propone sulla parte posteriore più nascosta alla vista (in basso, più vicino alla sua base di appoggio) quattro porte di collegamento ethernet gigabit (la quarta può essere utilizzata come porta WAN), due prese telefoniche che serviranno per altrettanti terminali in casa (ammesso tu abbia un contratto voce e ti interessi essere martoriato da chi vuole vendere la qualsiasi), un attacco ADSL / FTTC Rj45 (per chi non è raggiunto ancora da FTTH) e due porte USB 3.0 che puoi utilizzare per condividere / mostrare sul televisore (ammesso sia connesso alla rete di casa) contenuti multimediali da un disco esterno (o una chiave USB), o magari fungere da “NAS” basilare (personalmente sconsigliato, a ognuno il suo mestiere). Volutamente vicini troverai l’attacco dell’alimentazione e il pulsante di accensione. Considera che una volta alimentato il modem partirà automaticamente, quel pulsante non lo utilizzerai praticamente mai e finirai per dimenticartene.

Una panoramica sul FASTGate di Fastweb 2

immagine originale: alessioligabue.it

Non stai sbagliandoti, hai notato bene, non esiste l’attacco nativo in fibra per FTTH che nel Technicolor era presente all’appello proprio nella parte posteriore, già pronto per l’uso. Il FASTGate ha l’attacco in fibra diretto, ma è laterale, e richiede un connettore SFP (qui c’è una base documentale di networking per tutti, anche se sei completamente a digiuno) che ti verrà fornito insieme al modem, evitandoti un’ulteriore spesa. Esteticamente è un vero pugno in un occhio, senza considerare la possibilità che qualcuno in famiglia strappi sbadatamente quel delicato cavo in fibra ottica, che –forse lo saprai già bene– è estremamente sensibile ai maltrattamenti.

Una panoramica sul FASTGate di Fastweb 3

stavolta la foto è originale, ho anche approfittato stupidamente del mio riflesso :-)

Configurazione

In sintesi: tutto molto lineare e abbastanza semplice per chiunque. Per alcune voci in particolare la facilità è realmente troppa (e limitante per chi invece è abituato a plasmare le proprie preferenze), ma posso comprendere che si voglia dare modo a tutti di poter mettere le mani dentro al cofano. Per questo motivo appena riportato, ci sono impostazioni che non potranno essere toccate, come la modifica dei DNS distribuiti via DHCP, oppure la possibilità di fare un aggiornamento del firmware, un backup delle proprie impostazioni e un restore in futuro (si può sempre errare e rimediare in autonomia, ma non è questo il caso). Tutta una serie di dettagli che non passano certamente inosservati all’occhio un pelo più attento e più schizzinoso (in pratica ai rompiscatole come il sottoscritto).

Un riepilogo a colpo d’occhio

La home page del modem ti presenta un resoconto di quello che riguarda la tua connessione: velocità di allineamento, dispositivi online, stato delle spie LED e Parental Control. Ogni funzione è immediatamente richiamabile dalla colonna di sinistra e, almeno nel riepilogo, potrai tu stesso scegliere l’ordine dei box mostrati, così da dargli un tocco di priorità secondo tuo gusto:

Una panoramica sul FASTGate di Fastweb 4

WiFi

Dual band a 6 antenne, 802.11n (2×2@2,4GHz) e 802.11ac (4×4@5GHz) con possibilità di trasmettere un solo nome rete e quindi lasciare ai tuoi dispositivi il compito di spostarsi tra la rete a 2,4 GHz e quella a 5 GHz secondo disponibilità, dove quest’ultima è la più performante (nonché libera, considerando la moltitudine di canali disponibili) ma anche quella più schizzinosa sulla distanza.

Ho disabilitato entrambe le WiFi di Fastweb (rinunciando così anche al WOWFI fuori casa, forse unica pecca) perché preferisco che se ne occupi il mio router a cascata. Posso però dirti che durante i test eseguiti, la rete ha funzionato bene così come il passaggio tra i due segnali, sempre rapido e corretto, pur non superando di molto i 200Mbit/s in download e altrettanti in upload (quest’ultimo quindi più pronto al suo esame, considerando che che ha raggiunto il massimo picco disponibile di banda).

Il router permette inoltre di creare una rete ospiti per tenere fuori dalla risorse locali coloro che verranno a trovarti e ti chiederanno un accesso veloce a internet per evitare di consumare i GB del loro piano dati. Anche la rete ospiti può trasmettere un solo SSID ma andare sui canali a 2,4 e 5 GHz.

Puoi, dalla schermata “Connessione“, dare un’occhiata al canale selezionato automaticamente per la tua rete (sia principale, sia ospiti, per entrambe le tecnologie 802.11xx), scelto in base all’occupazione da parte delle altre reti senza fili che ti circondano. Puoi ovviamente scegliere di imporre tu un tuo canale, ma a quel punto perdi il vantaggio di rimanere in quello un po’ più scarico, rischiando di ottenere maggiore disturbo e meno resa della tua linea.

Promosso.

Dispositivi

Una schermata dedicata ai dispositivi di ogni rete configurata sul FASTGate (sia essa cablata o senza fili, escludendo ciò che viene riservato per WOWFI, nda), un riepilogo che ti permette immediatamente di capire chi sfrutta la tua connessione, con in più il vantaggio di poter velocizzare la connessione del singolo dispositivo o fermarla completamente secondo un proprio criterio precedentemente stabilito (vale anche sul momento). Per esempio potresti decidere di impedire al PC di tuo figlio di navigare in un determinato intervallo di tempo, oppure dedicare priorità e maggiore “gas” alla console mentre decidi di giocare online in multiplayer.

Messa così, sembra tutta rose e fiori, e invece no. Già qui individuo un qualcosa per me fastidioso, ovvero l’impossibilità di rimuovere dalla rete un dispositivo che magari non è più in uso da tempo (o che prevedi non tornerà dalle tue parti per molto tempo). Puoi rimuovere un dispositivo dal gruppo Famiglia, ma non cancellarlo completamente dalla storia del FASTGate. Vorrei che la società lasciasse decidere me, permettendomi di gestire come preferisco i dispositivi associati almeno una volta al mio modem.

Bocciato.

Avanzate

Il vero cuore pulsante di qualsiasi dispositivo tecnologico, che dovrebbe permettere alle persone un pelo più pratiche di modificare il comportamento del prodotto, tenendo le altre a debita distanza se non “accompagnate“, un po’ come i bollini dei film che Mediaset applicava (o applica tutt’oggi, è una vita che io e Ilaria non guardiamo la TV tradizionale).

Oltre al Parental Control (che viene qui riproposto perché è laddove realmente trovano spazio le sue opzioni e personalizzazioni), trovi anche la restrizione degli accessi per determinati MAC Address (puoi impedire quindi a determinati device di utilizzare la connessione del FASTGate), la configurazione delle porte (Port Mapping, sia semplice che avanzato, il primo differisce dal secondo per una serie di proposte già confezionate da Fastweb), comprese quelle USB (DLNA, Print Server o disco di rete da condividere) e Mobile backup, per permetterti di utilizzare il piano dati di una SIM in caso di down della rete Fastweb (sarà necessario usare un modem USB compatibile).

Una panoramica sul FASTGate di Fastweb 5

Trovi, sempre nella stessa sezione, la configurazione della tua LAN ed eventuali reservation DHCP che ti permetteranno di assegnare sempre lo stesso IP a dispositivi ben precisi, come ho fatto io con il router a cascata (un Fritz!Box 7590 di cui presto ti parlerò). Minimo essenziale senza troppa personalizzazione, alcune impostazioni sono decise a tavolino dal provider e tu non potrai toccarle, male.

Promosso, con il più classico dei debiti formativi.

Modem

Una panoramica sui led di servizio, eventuali errori e verifiche delle reti WiFi (2,4 e 5 GHz) e delle porte in uso, con relativa velocità per quelle di rete. È qui che potrai inoltre trovare la possibilità di schedulare lo spegnimento dei led del modem per un certo intervallo di tempo (oppure h24/365 giorni all’anno).

Non preoccuparti per l’errore lamentato dall’interfaccia nel caso in cui tu abbia deciso di non usare le reti WiFi di FASTGate, ovviamente si tratta di un falso allarme e l’errore non esiste, se sei stato tu a decidere questa configurazione:

Una panoramica sul FASTGate di Fastweb 6

Promosso (?), non si poteva inserire queste informazioni nello specchietto riepilogativo iniziale e la gestione dell’illuminazione nelle Avanzate?

Informazioni

Scheda tecnica e possibilità di riavvio del modem. Nulla più. Non una possibilità di portare il modem alle impostazioni di fabbrica, di fare backup delle proprie personalizzazioni, di fare un upgrade del suo firmware che potrà quindi essere eseguito solo dall’assistenza tecnica del provider, che per limpidi motivi non la farà mai se non necessario e/o interpellata dal cliente, per la legge del “se funziona, lascia che continui così“. Non puoi fare un restore nel caso in cui tu abbia sbagliato a effettuare una o più personalizzazioni e necessiti quindi un salto nel passato.

È un po’ un messaggio del tipo “puoi fare poco, ma stai attento lo stesso, altrimenti ti arrangi o ti affidi al supporto, con i suoi tempi e modi“, e spero che tu lo colga molto bene se non sai cosa stai per fare, anche se di danni grossi non puoi certo combinarne. Mi manca poter mettere mano ai DNS, potermi salvare una configurazione certamente funzionante, dare una regolata al motore oltre quanto fatto lato provider.

Bocciato.

Varie & Eventuali

Se volessi raccontarti qualcos’altro di FASTGate potrei dirti che c’è chi –evidentemente confuso dalle voci non spiegate e ingannevoli per chi non è abituato a masticare di networking– pensa che il Gigabit offerto dal provider arrivi a essere simmetrico nelle velocità di upload e download (storia vera, vissuta sulla mia pelle), dato affatto veritiero considerando che l’attuale migliore offerta è costituita dal Gigabit (ben specificando “fino a“) in download e 200 Mbit/s in upload, un’accoppiata che comunque merita massimo rispetto in una nazione digitalmente divisa per questione di metri (ancora sorrido pensando all’appartamento dove io e Ilaria abitavamo prima, non raggiunto da fibra contrariamente al civico successivo e precedente).

Io il Gigabit l’ho richiesto e aspettato parecchi mese per averlo, continuando a usufruire di una rete a 100Mbit/s in download (FTTH) che non ha mai perso un colpo e che raggiungeva nel 99% dei casi il suo apice massimo, mantenendo poi l’upload a 50Mbit/s anch’essi sempre presenti all’appello. Da quando ho questa nuova fibra (lavori Open Fiber) sono sì soddisfatto, ma deluso sul piano del rapporto prestazionale che avevo messo sul piatto della bilancia per confrontarlo con quanto fatto dalla precedente offerta fino a oggi.

In WiFi non supero i 150Mbit/s (e se lo faccio, accade raramente), nonostante non ci siano limitazioni lato router (né principale, né a cascata) o dispositivi utilizzati per i test (tutti provvisti di schede / chip WiFi perfettamente compatibili con il 5GHz e che in altri contesti superano tranquillamente le quote di questo abbonamento), e via cavo non supero i 600 Mbit/s, nonostante tutto il cablaggio sia nuovo di pacca e i lavori “profumano ancora di fresco“, con un allineamento che sfiora i 930Mbit/s simmetrici.

E quindi? E quindi bene, ma non benissimo. Quello che non posso certamente fare è aprire una richiesta di supporto per segnalare una linea malfunzionante, perché

Ora tocca a te. Sei cliente Fastweb? Se sì, come ti trovi? Hai potuto anche tu approfittare dell’offerta FTTH Gigabit o magari della rete 100Mbit/s VULA (FTTC, in collaborazione con altri provider del nostro territorio)? Parliamone, sono curioso di conoscere il tuo parere in merito alla rete e al FASTGate che ti è stato affidato (occhio però, parliamone civilmente, senza scaldare troppo gli animi e senza offendere nessuno, che non serve a nulla se non a fare sterile polemica!) :-)

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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Prodotto visto o acquistato? Terreno fertile per Amazon che –chiaramente– te lo riproporrà tramite newsletter, banner pubblicitari (ovunque) o ricerche all’interno del suo stesso motore. Tutto sopportabile se hai avuto la necessità di ricercare il tuo attuale smartphone comprato un mese fa, oppure se hai dato un’occhiata ai piatti nuovi per la mamma. Molto (ma molto) meno se un collega ti ha chiesto prodotti strani o che nulla c’entrano con la tua quotidianità, immagina addirittura se hai cercato un prodotto intimo.

Amazon: eliminare la cronologia dei "prodotti visti"

La cronologia di Amazon è uno dei punti cardine della pubblicità del grande distributore, viene utilizzata per personalizzare e mirare con assoluta precisione l’utente finale, mostrandogli prodotti che evidentemente hanno a che fare con lui. C’è però -come anticipato- chi utilizza Amazon anche per acquistare prodotti per diverse persone, magari sfruttando l’abbonamento Prime con consegna il giorno dopo, andando però a intaccare quella che è la propria “carta d’identità” salvata sui server della creatura di Jeff Bezos.

La tua cronologia di navigazione e ricerca si trova nell’area personale, quella che si accede dalla pagina principale facendo clic sul collegamento Amazon.it di Giovanni (nel mio caso), in alto a sinistra nella pagina:

Amazon: eliminare la cronologia dei "prodotti visti" 1

Spostati ora in Consigliato in base alla cronologia di navigazione:

Amazon: eliminare la cronologia dei "prodotti visti" 2

È da qui che puoi rimuovere un singolo prodotto visto o cancellare l’intera cronologia (Gestisci cronologiaRimuovi tutti gli articoli, nda).

Amazon: eliminare la cronologia dei "prodotti visti" 4

Se vuoi, puoi far prima e andare direttamente all’indirizzo amazon.it/gp/history/ref=sv_ys_0

Ora tocca a te fare pulizia! ;-)

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Da anni sono un fedele ascoltatore di Radio 105, nota emittente milanese che grazie a programmi ‘di punta‘ (Tutto Esaurito, Lo Zoo di 105, Music & Cars) raccoglie parecchi consensi tra gli ascoltatori. Da qualche tempo nel palinsesto radiofonico compaiono diverse figure che parlano di quanto siano belli e potenti gli strumenti messi a disposizione dalla rete. Si parla di Twitter, di Facebook, di ricerche mirate sul web per arrivare ad un obiettivo prefissato, più in generale si parla di generazione internet.

Ora, partendo dal presupposto del “meglio tardi che mai“, s0rrido ascoltando questi giovani e meno giovani parlare di strumenti che sono nati –da menti geniali, ndr– diversi anni fa e che scoprono solo oggi, di quale importanza sociale possano avere, di quanto sia bello utilizzarli nel giusto modo e rendersi conto che la fuori c’è un’intera comunità pronta ad interagire, a dire la propria, a entrare nella vita di queste persone e –perché no– a migliorarla anche un po’. Non venitemi a dire che un complimento o una critica costruttiva non vi fanno piacere, non ci crederei!

Il fatto che diversi protagonisti dell’etere oggi abbiano deciso di crearsi un account per cinguettare la loro quotidianità può far solo piacere al loro pubblico e ha un ritorno mediatico non indifferente. Sentirsi vicino al proprio idolo o alla persona che ascoltiamo ogni giorno nel tratto casa-ufficio-casa è davvero bello, in un certo qual modo ci fa sentire protagonisti di quei dieci secondi durante i quali (se fortunati) vi darà retta rispondendo ad un vostro tweet. Ciò che già accade da qualche tempo con Facebook, dove però è tutto molto più amplificato e dispersivo, dove si possono incollare testi mastodontici facendo perdere l’orientamento a chiunque, Facebook non è Twitter, non potrà mai esserlo e tanto meno sostituirlo, è uno strumento tanto “inutile” (a dire di tanti che evidentemente non lo hanno mai usato a dovere) quanto bello e coinvolgente.

Giusto ieri sera, facendo zapping tra l’inutile quantitativo di programmi mandati in onda in TV, ho seguito un’oretta di MTV News, programma di approfondimento che studia ogni volta un tema differente. Ieri sera è toccato a “Nerd è figo“. Ora, tolto di mezzo l’inesatto utilizzo della parola nerd (abusata negli anni, un po’ come hacker), mi ha fatto piacere stare ad ascoltare le storie di questi ragazzi che dopo critiche ed esclusioni ‘dal gruppo‘ (cosa molto comune nelle scuole, dove lo standard che regna è quello del belloccio ignorante ma seguito da tutto e tutti) hanno scelto come valvola di sfogo la rete, trovando un loro spazio, approvazioni e qualche ‘follower‘.

Tutto sommato è quello che è successo a tutti coloro che si sono lanciati a capofitto (e lo fanno tutt’oggi) nell’occhio del ciclone del nuovo concetto di socialità sul web, quella che a dire delle persone più anziane ci fa rimanere incollati ad una poltrona con la scusa del non uscire perché ‘gli amici li sentiamo via internet‘, una ‘generazione rovinata dall’uso dei computer‘. Un concetto tanto stupido quanto diffuso: lo strumento in se è eccezionale, dalle risorse e dalle possibilità pressoché infinite, sta solo ed esclusivamente a noi sapere utilizzarlo con moderazione e con la giusta attenzione (dettaglio che troppo spesso manca all’appello).

E fa un piacere immenso aver avuto l’occhio lungo sul futuro tanti anni fa, quando eravamo giusto ‘5 pirla sul social network di turno‘ … non certo i 50 milioni di Google+ di oggi.

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