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Non sono sparito, in realtà ho dovuto portare a termine un progetto importante del quale ti racconterò qualcosa nei prossimi giorni (sperando di riuscire a buttare giù qualche riga proprio in questo fine settimana). Ore di sonno da recuperare, stress accumulato ma tanta gioia e belle cose da ricordare per gli anni a venire. Queste sono le letture alle quali ho dato un’occhiata e che penso (spero) possano interessarti, è quasi tempo di vacanza e mi auguro che tu abbia già in programma qualcosa per ricaricare le batterie per affrontare al meglio il nuovo anno lavorativo. Buongiorno!

Letture per il weekend: 1

Ultime novità

  • ATM Milano, il nuovo Sistema Tariffario Integrato del Bacino di Mobilità, lo STIBM: (ITA) chiaramente dedicato agli amici di Milano, la città che ha adottato me e Ilaria, un collegamento diretto al nuovo sito web sviluppato e pubblicato per spiegare al meglio ciò che cambia con il nuovo sistema tariffario ATM (per mezzi di superficie e non), questo entra in vigore da lunedì 15 luglio e i biglietti precedentemente acquistati possono essere consumati nel giro di 90gg a partire dal 15/7, occhio quindi a non perdere di vista la data.
  • Bollette luce e gas online dal 1° luglio: tutti i consumi consultabili sul web: (ITA) liberamente accessibile da chiunque abbia uno SPID, il portale dei consumi permette di tenere d’occhio – scusa la ripetizione – i consumi che vengono generati dalle proprie abitazioni per ciò che riguarda elettricità e gas. Io ho avuto modo di darci un’occhiata la scorsa settimana, il portale funziona ma è molto lento e di strada da fare ce n’è ancora tanta evidentemente, eppure è un primo passo in avanti per una digitalizzazione dei dati che ci appartengono, per una più semplice e immediata consultazione.

Privacy e Sicurezza

Dai un’occhiata anche a …

  • iThemes Security Setup Guide 2019: (ENG) una guida aggiornata in formato PDF che ti spiega come configurare al meglio il noto plugin di sicurezza per WordPress, con opzioni dedicate a tutti e quelle specificatamente pensate e disponibili solo per i clienti paganti (PRO). Ti ho già parlato di iThemes Security in passato (Proteggere WordPress da login non autorizzati), continuo a utilizzarlo e sono soddisfatto del suo operato.
  • Child Theme Generator: (ENG) uno strumento facile da utilizzare anche per coloro che non masticano particolarmente l’argomento. Modificare il tema del proprio sito web creato con WordPress è pratica assai sconsigliata, creare un tema figlio è invece la strada più corretta. Per farlo puoi cercare il tema che ti interessa all’interno del catalogo messo a disposizione, ottenendo i file di partenza che dovrai utilizzare per la tua installazione.

immagine di copertina: unsplash.com / author: Heather Ford
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Il problema non è certo pagare, quello lo si deve fare spesso entro un limite di giorni che può mettere in difficoltà un nucleo familiare. Il problema vero è recuperare; recuperare quei soldi che qualcuno ha evidentemente fatto capire che non sarebbero mai dovuti uscire dalle tasche di quelle famiglie (ma non solo), soldi che oggi di certo non torneranno più, basta esserne consapevoli e metterci una fantastica croce sopra.

Nelle puntate precedenti:

TARI 2018: recupero dei pagamenti in eccesso degli anni scorsi

TARI 2018: le novità sul recupero dei pagamenti in eccesso

Sull’argomento TARI ed eccesso dei pagamenti hanno progressivamente terminato di parlarne un po’ tutti, l’attenzione è scemata parecchio, così facendo c’è stato modo – evidentemente – di far passare il tutto in sordina, nessuno (o quasi) si lamenta più, quei soldi sono stati dati in beneficenza al Comune. Partecipami è una comunità fatta di cittadini alla quale mi sono iscritto solo una manciata di giorni fa ma che seguo da lurker da un po’ più di tempo, è in quello spazio web che ho posto la semplice domanda per capire se ci fossero aggiornamenti sull’argomento, credo di poterti rimandare direttamente alle discussioni pubblicamente accessibili: partecipami.it/infodiscs/view/34552 e partecipami.it/infodiscs/view/33658, quest’ultima è quella dove trovi la risposta più aggiornata …

Tutto archiviato. Alcuni volenterosi hanno fatto ricorso alla Commissione Tributaria la quale ha avuto la faccia tosta di dare ragione al Comune di Milano, in base al detto secondo cui “cane non mangia cane”.
Tutto questo con buona pace delle promesse di rimborso del sindaco Sala, le cui parole valgono meno di quelle del mentitore più incallito, e con grande soddisfazione dell’Assessore Tasca che ha condotto la vicenda con molta classe, nell’interesse delle casse comunali, certamente non nell’interesse dei cittadini milanesi.
Dopo ben due sentenze a favore del Comune tutta la vicenda è stata archiviata e cara grazia che almeno dal 2018 in poi il calcolo sia stato riveduto e corretto.

La Commissione Tributaria era la via ufficiale da intraprendere e percorrere per cercare di ottenere un rimborso passati i 90 giorni senza risposta alcuna da parte del Comune di Milano (a mezzo PEC o equivalente, come descritto in un mio vecchio articolo), la stessa suggerita dall’ADUC all’indirizzo sosonline.aduc.it/lettera/ricorso+tari+box_292831.php. C’è chi ha provato ad andare ancora più avanti in udienza pubblica (amicicomit.it/images/2018/TARIBozzaricorsoversoComunediMilano.pdf), non conosco però l’esito della storia (mi piacerebbe).

Finisce così?

(Potrei conoscere la risposta)

immagine di copertina: unsplash.com / author: Alex Vasey
× MRL: Milano Real Life

Milano Real Life (MRL)

È il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!
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Questo è un articolo che voglio dedicare a Massimo, collega di lavoro che mi ha giustamente fatto notare che non sto più pubblicando pezzi della categoria Banco Prova, e ha ragione ?. Il Banco Prova richiede più tempo di approfondimento e quel pelo di attenzione maggiore rispetto ad altri articoli del blog più “rapidi” da scrivere, ma ora è certamente arrivato il momento di rispolverare la categoria, lo faccio parlandoti di eufy RoboVac 30C, un aiuto in casa per ridurre la polvere (e non solo, vale anche per capelli o peli di animali) che si deposita sui pavimenti.

eufy RoboVac 30C: pulisci casa ma solo da una certa altezza in su

fonte immagine: androidpit.it

eufy RoboVac 30C

Era da qualche tempo che meditavamo di acquistare un robot per le pulizie di casa “più basilari“, l’allergia del sottoscritto alla polvere ha semplicemente accelerato il processo di scelta e acquisto del prodotto che mi è sembrato probabilmente più in linea con il rapporto qualità-prezzo che mi ero prefissato, anche più dei dispositivi Xiaomi che tenevo d’occhio da tempo (come questo). L’indispensabile era chiaramente costituito dalla capacità di gironzolare agilmente per casa, salire sul tappeto della cucina quando necessario e sapersi districare tra gli ostacoli senza incorrere in difficoltà che richiedessero l’intervento umano. Pur non essendo andata esattamente così, il risultato ottenuto è soddisfacente e ci ha aiutato a prendere migliori abitudini nella nostra quotidianità, ti racconterò perché nel corso dell’articolo.

RoboVac 30C costituisce la nuova generazione dei prodotti di pulizia eufy (società del gruppo Anker, ben più nota agli addetti ai lavori e a tutti coloro che utilizzano gadget per smartphone o tablet), si tratta dell’attuale – a oggi che sto scrivendo l’articolo – top di gamma che ti mette davanti a una scatola completa di accessori e parti di ricambio (quanto basta per qualche tempo) e che ti consente di configurare il dispositivo per allacciarsi alla rete WiFi di casa, ciò che permette il controllo da smartphone anziché dal telecomando che troverai incluso all’interno del pacchetto.

La scheda tecnica del prodotto non è ancora disponibile in italiano, ma puoi trovarla in inglese all’indirizzo eufylife.com/products/variant/robovac-30c/T2118111, in attesa che eufy approdi ufficialmente in Italia, poiché al momento è possibile acquistare solo alcuni prodotti passando per Amazon e per il suo progetto Amazon Launchpad. Prezzo pagato dal sottoscritto 224,99€, approfittando di uno sconto temporaneo dello scorso 20 dicembre. Allo stato attuale questo è il riepilogo prezzi completo di variazioni:

eufy RoboVac 30C: pulisci casa ma solo da una certa altezza in su 1

Contenuto della scatola e applicazione per smartphone

RoboVac 30C (ovviamente), due spazzole da montare e due aggiuntive da poter sostituire nel corso del tempo, un filtro extra (l’originale è già montato all’interno del robot), il telecomando, la base con l’alimentatore e due strisce adesive magnetiche che puoi tagliare in dimensione secondo esigenza, da posizionare lì dove vorrai impedire al robot di andare, isolando così delle zone da proteggere o vietare. Si conclude il tour “unpacking” con delle fascette per legare i cavi, dotazione di base di qualsivoglia elettricista o tecnico di base.

La base di ricarica andrà posizionata in luogo facilmente accessibile in manovra da RoboVac 30C; ci sono delle distanze molto generose suggerite dal manuale del prodotto (che trovi in versione cartacea, anche in italiano, all’interno della scatola, oppure in PDF che puoi scaricare dal sito web ufficiale), io ho trovato posto ai piedi di una piantana nel nostro living, posizione che offriva anche una presa di alimentazione a muro che mi è così caduta a fagiolo per l’esigenza. La distanza dal muro non è elevata ma è posizionata affinché RoboVac 30C possa facilmente terminare la sua corsa al termine delle pulizie e tornare lì per ricaricare la sua batteria integrata.

Oltre allo spegnimento / standby previsto da software c’è un interruttore hardware del prodotto che potrai trovare nella parte inferiore della macchina, protetta da una guaina di plastica molto intelligentemente (così da evitare infiltrazioni di polvere che potrebbero danneggiarlo). Quello andrà acceso quando avrai terminato le preparazione di RoboVac 30C e sarai quindi pronto a configurarlo per poter operare.

A tal proposito, io salto a piè pari ogni nota riguardante il telecomando (che funziona più che bene, sia chiaro) per andare dritto all’applicazione EufyHome disponibile per Android e iOS:

EufyHome
EufyHome
Developer: Anker
Price: Free
EufyHome
EufyHome
Price: Free

Crea il tuo account e inizia la configurazione di un nuovo prodotto. RoboVac 30C verrà rilevato e tu potrai dirgli con che password (e a quale rete) accedere al WiFi. Da questo momento il tuo smartphone è il telecomando del prodotto, anche se probabilmente ti limiterai come me a programmare la pulizia pianificata durante la settimana, in orario durante il quale sei generalmente lontano da casa, così da lasciare totale campo libero al prodotto.

Non c’è scansione laser del perimetro, non c’è quindi rappresentazione visiva di casa propria, lui continuerà a gironzolare per i pavimenti fino a quando non terminerà la carica della batteria, si contano all’incirca 100 minuti di operatività altalenanti (qualche volta meno, qualche volta si spacca il secondo). La stessa applicazione può essere utilizzata per fare da concentratore (quindi telecomando universale) di altri prodotti della stessa azienda, ma ci vorrà del tempo prima che questi arrivino e si diffondano nel nostro stivale.

La pulizia

Lungi da me dal volerti mostrare accurato report con annessa galleria fotografica dei pavimenti di casa, posso comunque dirti che RoboVac 30C svolge correttamente il suo lavoro (e questo è il TL;DR che forse stavi cercando).

È mediamente rumoroso (non al pari di un aspirapolvere tradizionale, questo è certo, ma non ho idea se gli altri robot di questo tipo producano gli stessi decibel di rumore), cerca di infilarsi ovunque e in alcuni casi questo non premia la buona volontà: il tappeto della cucina è rimasto un ostacolo non tanto per l’altezza (molto limitata), quanto per la difficoltà di salirci e aspirarlo senza farlo ritrarre su sé stesso, producendo così l’effetto affatto desiderato (il robot si bloccava perché non riusciva più a fare scalata alcuna, aspettando l’intervento umano per salvarlo da quella posizione scomoda). Alla stessa maniera ha sempre cercato di superare i piedini degli stendibiancheria non aggirandoli, ma scalandoli, questo perché sopperisce la mancanza di una mappatura laser di casa con l’intenzione di voler arrivare in qualunque angolo, utilizzando poi il riconoscimento del vuoto o degli ostacoli più grandi, rimediando invece con i suoi bumper su ciò che è più piccolo ed evidentemente non bloccante per lui. Non credo sia sempre la mossa vincente, un paio di volte ho dovuto riportarlo sulla terra piatta, ma non è più successo in seguito.

È un funzionamento se vuoi stupido, eppure efficace nell’arco dell’ora e mezza circa che utilizza per pulire le stanze di casa prima di tornare alla sua base di ricarica rallentando la rotazione delle spazzole e il movimento a terra (ti da quella stessa sensazione del Walkman negli anni ’90 quando avevi ormai scaricato le batterie e di certo ti toccava usare la biro per goderti ancora qualche minuto di musica).

La ricarica dura poco più di due ore, non è velocissima ma finisci per dimenticartene perché di certo non vorrai pulire casa più volte al giorno a distanza di così poco tempo l’uno dall’altro giro (giusto? Libero di correggermi se sbaglio, magari hai un quadrupede che lascia in giro moltissimi peli).

In conclusione

È certamente un prodotto in grado di svolgere un compito seccante per chiunque, ti dà una mano e nulla più, non è fondamentale ma torna comodo quando lo hai in casa. Migliorabile? Sì, per molti aspetti, ma al prezzo che l’ho pagato c’era davvero poca valida alternativa (dove valida vuol dire portare a termine il compito senza lasciare topi morti in giro, come tanti prodotti entry-level fanno).

Prima di concludere, nota di demerito per quello che riguarda l’integrazione con i servizi di assistenza vocale Google che eufy vanta di avere, peccato che questo valga solo per il territorio americano (e non solo, probabilmente), escludendo l’Italia per evidente mancanza di localizzazione: assistant.google.com/services/a/uid/00000026f4992f70?hl=en-US (noterai che forzando hl in IT la pagina risponderà con errore 404), rimandato a settembre.


A questo punto non resta che proporti l’acquisto tramite Amazon (il collegamento contiene il referral del blog, come sempre, a te non costa nulla e puoi sostenere la sopravvivenza di questa mia opera) e allegare al box anche un’offerta interessante per ciò che riguarda i pezzi di ricambio che ti toccherà di tanto in tanto sostituire, per un funzionamento continuo e corretto del dispositivo. A tal proposito, dammi retta: verifica spesso (e fai pulizia) filtro, spazzole e rotelle di RoboVac 30C, lasciarlo incurato a lungo non è buona cosa, rischi di dover fare un lavoraccio quando ti accorgerai che farà fatica a portare a termine il compito che ha sempre svolto senza troppe remore.

L’area commenti è a tua totale disposizione per ogni dubbio in merito al prodotto, chiedi pure quello che vuoi :-)

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: comprato di tasca mia approfittando di un piccolo sconto su Amazon durante il Cyber Monday dello scorso anno.
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Puntate precedenti: nel 2015 ti avevo parlato del Dieselgate Volkswagen, lo scandalo che ha colpito in pieno volto l’enorme società tedesca a capo di marchi prestigiosi e leader pressoché in qualsiasi settore automobilistico, per tutti i gusti e tasche. Non avevo più aggiornato l’articolo è vero, ma la Class Action di Altroconsumo è andata avanti e chi ha aderito entro i termini stabiliti ha continuato a ricevere aggiornamenti in merito, l’ultimo porta la data del 10 dicembre e informa nuovamente riguardo gli sviluppi presso il Tribunale di Venezia, a dirla tutta non troppo positivi dato che si parla ancora di “rinvii“.

Dieselgate Volkswagen: verifica del telaio (VW, Audi, Seat, Skoda)

Questo il contenuto della mail di Altroconsumo:

[…]
purtroppo l’udienza prevista il 9 dicembre, per il caso Dieselgate, è stata rinviata a maggio 2019. Questo per dar modo al Tribunale di protocollare le oltre 76 mila adesioni alla class action. Una mole di lavoro che non ha precedenti nei Tribunali italiani e che dà il metro dell’importanza e dell’unicità di questa azione di classe.

Nelle prossime settimane, fino all’udienza del prossimo maggio, gli incaricati dal giudice dovranno quindi necessariamente verificare tutte le domande depositate. Successivamente i nostri legali insisteranno affinché tutti i 76 mila consumatori che hanno aderito all’azione ottengano il risarcimento di cui hanno diritto, controbattendo ai tentativi di Volkswagen di contestare il diritto a partecipare all’azione di gran parte dei consumatori coinvolti.

Si tratta solo di avere pazienza (l’iter processuale è ancora lungo). Ma non mancheremo di tenerti aggiornato sugli sviluppi dell’azione.

Nel frattempo noto che la pagina del sito web è ancora ferma all’ultimo rinvio del 6 giugno scorso, ma credo che verrà presto modificata per integrare quest’ultima. Nel frattempo qui trovi l’attuale versione (i vari screenshot che riportano le informazioni che fornisce Altroconsumo):

Non resta che rimandare tutto al prossimo anno, scambiarsi gli auguri di buon Natale e armarsi (noi clienti) di tanta pazienza, che qui i dubbi sul riuscire a cavare un ragno dal buco diventano sempre più, un po’ come sta succedendo per i rimborsi delle eccedenze TARI già pagati.

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Se ti sei perso la “precedente puntata” ti invito a dare un’occhiata al mio vecchio articolo datato 10 luglio scorso, all’interno del quale ti parlo del recupero pagamenti in eccesso per le TARI del Comune di Milano (in particolare, nel mio caso), ma non solo (perché di Comuni che hanno commesso qualche “errore” ce ne sono stati altri):

TARI 2018: recupero dei pagamenti in eccesso degli anni scorsi

Mi scrive Alessandro, un lettore del blog che saluto e ringrazio per lo scambio di mail e che invito anche a commentare questo nuovo articolo nel caso lo ritenesse opportuno (e lo stesso vale per qualsiasi altro lettore del blog, te compreso!), il quale mi ha segnalato alcune novità riguardanti il provvedimento, non esattamente allegre per coloro che hanno già versato più del dovuto:

Sono solo due delle svariate altre fonti che hanno sì parlato del problema e delle poco gradevoli novità, ma passando in sordina senza dare troppo risalto a quanto accaduto, un po’ a voler evitare di fare troppo baccano. Ti propongo un estratto del secondo articolo segnalato:

Secondo la sentenza infatti «per gli anni in esame», appunto quelli compresi fra il 2014 e il 2017, «era dovuta anche per i box di pertinenza la quota variabile, come applicata dal Comune».
Secondo la Commissione tributaria l’amministrazione comunale «ha correttamente proceduto – come si legge nella sentenza – visto anche che il legislatore non ha mai precisato il concetto di pertinenzialità». Di conseguenza la circolare del ministero dell’Economia e delle Finanze del novembre 2017, che puntava il dito contro un errore di calcolo della tassa, «è ininfluente».

Alessandro mi scrive a tal proposito che:

Altroconsumo mi ha anche spiegato il motivo di questo ritardo, ma grazie alla mia fantastica memoria ora le esatte parole non le ricordo, se ho capito bene loro sono in contatto con la ragioneria (se si chiama così) del Comune, che deve dare l’ok e ha accennato che dovrebbero avere risposta a breve, comunque al più tardi entro fine dicembre.
[…]

Quello che mi lascia un po’ dubbioso è che ha accennato ad una eventuale class action in caso di rifiuto, su cui non ho voluto approfondire, ma ripensandoci ora, spero non si arrivi a tanto.

Ciò a cui lui fa riferimento è un intervento che evidentemente Altroconsumo vuole avviare nel caso in cui le porte chiuse inizino a diventare più del dovuto, cosa non ancora accaduta se si fa riferimento a quanto riportato nel loro articolo (quello che puoi trovare al medesimo indirizzo segnalato nel mio primo pezzo: altroconsumo.it/soldi/imposte-e-tasse/news/errore-calcolo-tari):

Errore calcolo Tari: primo round al Comune di Milano. Ma la battaglia continua

[…] Tuttavia sono da poco uscite le prime sentenze di primo grado della Commissione tributaria provinciale, presentate da acluni cittadini milanesi: l’esito è purtroppo favorevole al Comune di Milano. Noi comunque continuiamo a chiedere che venga fatta giustizia e ci batteremo in tutti gli altri gradi di giudizio: la battaglia infatti non è affatto conclusa perché l’iter è ancora lungo.

Ho aspettato a pubblicare l’articolo per capire quali sviluppi ci potessero essere in merito ma, come anche tu stesso puoi vedere, dicembre volge ormai al suo giro di boa, i giorni che ci separano dal Natale sono sempre meno e lo saranno anche quelli da qui alla fine del 2018. Stapperemo quasi certamente lo spumante senza sapere alcunché in merito ai rimborsi che –forse?– non ci spettano più, dipende chiaramente da chi riuscirà a uscirne vincitore dall’ennesimo errore che si trasforma per magia in azione intrapresa lecita e conseguente svista del consumatore che pretende ciò che non gli spetta.

Nel caso in cui ci fossero novità non esiterò ad aggiornare questo nuovo articolo. Nel frattempo tocca pazientare, come sempre (lo diceva mio nonno, lo ripete sempre mia madre e non posso fare altro che pensarlo anche io: a chiedere e prendere i soldi si fa sempre tanto in fretta, è a restituirli che ci si mette sempre un sacco di tempo!).

× MRL: Milano Real Life

Milano Real Life (MRL)

È il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!
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