Archives For VitaMilano

Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Le giornate si allungano (luce solare oltre le 21:00, pura goduria), il clima è sempre più mite (diciamo pure torrido, in alcuni casi) e la voglia di uscire in bicicletta è lì che ti aspetta (o almeno così è nel nostro caso). Avevo bisogno di qualcosa che mi permettesse di utilizzare il Galaxy S8 come navigatore, un accessorio che me lo tenesse sempre davanti, da poter tenere d’occhio in caso di necessità, senza staccare le mani dal manubrio. L’ho trovato, e mi è costato poco.

Un gancio in plastica sufficientemente robusta, si allarga per poter abbracciare il telefono. Dall’altro lato c’è un medesimo gancio, un pelo più piccolo, è quello che va inserito sul braccio del manubrio o, se lo preferisci, nella parte centrale, come puoi tu stesso vedere dalle fotografie poco sopra. Il gancio si muove a 360°, così che tu possa mettere il telefono nella posizione preferita (che poi in realtà credo non ci sia nulla di meglio che il landscape, ma a ognuno il suo).

Considerazioni personali: ho letto molte delle recensioni che ci sono su Amazon, ho avuto dei dubbi sull’acquisto ma una volta arrivato a casa e provato beh, quei dubbi sono svaniti. Si tratta di un gancio di mediocre fattura che trattiene bene lo smartphone (e sai quanto ci tenga a mantenere vivo e vegeto lo schermo del Galaxy S8, con quello che costerebbe sostituirlo) nonostante qualche buca, dislivello e cambi di direzione repentini nella pedalata. Parliamo però di strada per lo più asfaltata (a esclusione poi di Parco Sempione e simili), ma senza dimenticare che Milano ha ancora tanto pavé che mette a dura prova ciclisti e motociclisti (con relativi mezzi di trasporto).

L’accessorio è disponibile a un prezzo accessibile (anche se per certi versi lo considero forse un pelo alto per un doppio pezzo di plastica), con spedizione Prime in un giorno:

Nonostante non compaia nella lista “compatibilità“, ribadisco che è in grado di tenere fermo il Samsung Galaxy S8 completo di custodia protettiva (questa, mica piccola), ma –se lo dovessi comprare– occhio a come allarghi il gancio dedicato allo smartphone, lo metterai a dura prova (almeno la prima volta), non sforzare oltre il dovuto (per evitare rotture).

Buona pedalata :-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: comprato di tasca mia e fatto recapitare tramite Amazon Prime. Mi serviva un accessorio del genere, ho voluto provare, la recensione è venuta da sé :-)
Condividi l'articolo con i tuoi contatti:
Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Avrei voluto aprire la mia Dashboard quella sera, scrivere di getto. Ho tentennato un po’. La apro ora e tutto sommato non credo sia cambiato nulla rispetto alla sensazione strana che ho provato dopo aver appreso da Twitter che Bernardo Caprotti, classe 1925, è scomparso qualche giorno prima del suo 91esimo compleanno. Non è uno di quegli articoli che solitamente trovi in questo blog, è diverso, lo so bene, probabilmente non ti piacerà, potresti pensare che porto a casa visite sulla pelle altrui, ti sbagli ma poco mi importa, questa è casa mia, faccio un po’ quello che voglio e tutti sono i benvenuti, critiche costruttive comprese nel prezzo.

Non so bene come chiamarla, signor Caprotti. Dottore, patron, fondatore o chissà quale altro titolo guadagnato a ragion veduta, o semplicemente per rispetto della sua persona. Non ho mai avuto occasione di conoscerla, neanche di vederla dal vivo, credo sia meglio così perché non avrei avuto parole sufficientemente intelligenti e brillanti per stupire una persona come lei. Io mi limito a ringraziarla. Non sono un suo dipendente, né tanto meno un parente. Sono uno di chissà quanti clienti sparsi nella nostra penisola, uno di quelli che ha conosciuto Esselunga solo dopo aver messo piede a Milano, perché a Ravenna (dove ho trascorso buona parte della mia vita) il suo marchio non è mai arrivato. Qui in Romagna (e non solo) è tutto territorio di Coop e io, nonostante mille cose scritte a proposito della sua persona e del suo pensare, non voglio entrare nel merito né a difesa, né all’attacco di lavoratori della GDO di qualsivoglia sponda, anche perché la politica (almeno attuale) mi fa tutta un po’ schifo. Ho messo piede in uno dei suoi store perché in Lombardia sono ovunque, io che ero abituato a Conad, Carrefour e altri player del settore, io che per diversi anni ho lavorato anche nell’ambiente (seppur nell’ala IT) del gruppo Lombardini Holding.

Ho trovato un ambiente sereno, dipendenti disponibili, sorrisi anche quando probabilmente la giornata era andata storta e da sorridere -quindi- non c’era proprio nulla. Marchi conosciuti e non (compresi quelli rimarchiati con la sua catena), buona selezione e preparazione ai banchi del pesce, della carne e del pane / pasticceria. Sono diventato cliente fisso, attento alle novità felice di poter fare la spesa battendo tutto in autonomia e perdendo pochissimo così pochissimo tempo, componendo mano-mano le buste pronte già per essere infilate nel baule dell’automobile. Lei, e la sua catena fatta di moltissimi lavoratori, mi avete fatto abituare a una spesa differente, una spesa che mi piace, con le giuste offerte (e sconti) che non mancano ormai tra le tappe di una normale settimana lavorativa. Non so come ha fatto a mettere in piedi tutto questo, io posso solo apprezzarne oggi i risultati (di quella fatica) e ringraziarla davvero. Non mi importa se ogni tanto capita un disguido, non mi importa se ogni tanto posso incrociare un lavoratore con la luna storta (siamo umani, è normale che possa starci la giornata negativa), sento voci contrastanti e persone che disprezzano per un qualsivoglia motivo la sua creatura ma io no, io sono un cliente felice.

Ora non lo so ciò che succederà. Spero solo che questo gruppo, così ben avviato e oliato da molti anni ormai, continui a crescere per cercare di rimanere dalla parte del cliente, oltre che da quella di chi ci deve in qualche maniera guadagnare per pagare gli stipendi e gli mettere da parte gli utili. Dispiacerebbe veder tramontare una così bella storia italiana.

Sit tibi terra levis, Bernardo.

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Di cosa si tratta?

4 settimane per 4 app: Q8easy CLUB4 settimane per 4 app (#4WeekendApps) è la classica iniziativa a tempo che ti propone un articolo leggero, adatto al sabato, alle tue letture da viaggio, senza l’abuso di quel povero neurone messo sotto torchio durante i giorni feriali passati in ufficio (o altrove, ma pur sempre #PerLavoro!).

Perché Android? Perché è il sistema operativo che utilizza il mio smartphone personale, che sfrutto principalmente, perché lo preferisco spesso a iOS. Questo non vuol dire che le applicazioni di cui ti parlo esistono solo su Play Store (anzi, tutto il contrario), vuol solo dire che riferimenti e immagini sono stati catturati da Android, #Gomblottoh!

Oggi vi parlo di: Q8easy CLUB

Gli Europei 2016 di calcio sono appena cominciati, sono scese in campo la Francia (padrona di casa) e la Romania, tengo la partita in sottofondo, ogni tanto do un’occhiata, nel frattempo mi faccio passare per la testa lo stupido dubbio: che articolo ti propongo tra qualche ora? La serie è ovviamente quella del #4WeekendApps, seconda settimana (qui il primo articolo, nel quale ti parlo di Moovit), voglio parlare di un’applicazione che -prima di altre- ha voluto scommettere e parzialmente rivoluzionare un gesto che siamo tutti abituati a fare senza neanche accorgercene più (salvo poi dare un’occhiata all’estratto conto del Bancomat!). Si parla di carburante, si parla di Q8easy CLUB, applicazione appartenente all’omonimo gruppo che ha voluto semplificare il pagamento del pieno, e che ti permette di gestire eventuali residui, sfruttare bonus, approfittare di sconti presso partner.

Q8easy CLUB
Q8easy CLUB
Developer: Archeometra
Price: Free

L’applicazione è disponibile anche per iOS:

Q8easy CLUB
Q8easy CLUB
Developer: Archeometra srl
Price: Free

Questione di abitudine, è da un pezzo che scelgo Q8 per fare il pieno all’automobile, mantiene prezzi un po’ più onesti rispetto ai competitor (IP è l’unica alternativa in grado di tenere testa, non in tutte le città, nda). Ciò che ho più apprezzato già dagli esordi di questa applicazione (è fuori da diverso tempo, nonostante non te ne abbia mai parlato, nda) è la facilità di utilizzo e la possibilità di avere un tabulato aggiornato dei movimenti (pieni / data-ora / prezzo pagato / ecc.) e una scorciatoia che ti libera dallo scontrino cartaceo nel caso in cui rimanga del residuo rispetto al contante inserito nello sportello del self-service, pratica più appartenente a mio padre (io utilizzo il Bancomat, solitamente), con il quale ho condiviso il mio codice cliente, dandogli così la possibilità di recuperare quel credito quando vuole, semplicemente con un tocco (ti occorrerà generare un codice dall’applicazione, con scadenza, per recuperare quanto ti spetta).

A ciò si è andato ad aggiungere (poco dopo) la possibilità di pagare un pieno in anticipo via PayPal, un gateway verso il proprio conto corrente (o carta di credito) al quale ormai siamo abituati a dare fiducia, permettendoti così di non avere contante, o magari non tirare mai fuori la tua carta di credito, inserendo semplicemente un codice di pagamento proprio sulla colonnina del self-service, prima di scegliere la pompa che andrà ad erogare il carburante. Ho avuto modo di testarlo solo una volta, fatto più che altro per curiosità che necessità, tutto ha funzionato correttamente e ho potuto riscattare quanto pagato. Immagino che, andando a pagare un pieno superiore al necessario, questo genererà un residuo riscattabile proprio come con i contanti.

Cosa c’è quindi di eccezionale? Assolutamente nulla. Tutto funziona a meraviglia, sono un cliente soddisfatto e consiglio (nel caso in cui ti capiti di fermarti a fare carburante in una stazione Q8) di iscriversi al programma Q8easy CLUB, che tra l’altro ha riservato (e credo continuerà a farlo) bonus e sconti presso partner di terzi parti. Io non ne ho mai usufruito, ma mai dire mai. Ho notato che anche ENI ha introdotto una sua applicazione e possibilità di pagare il pieno in anticipo, è sicuramente una formula vincente e spero che tutti i gestori possano adeguarsi alla nostra generazione (e quindi alle future) quanto prima, anche se –a dirla proprio tutta– ce ne sono tanti lì fuori incapaci persino di aggiornare le colonnine del self-service, non ancora in grado di accettare carte di debito (su circuito vPay, tanto per dire) o carte di credito!

Un consiglio prima di concludere: genera il codice di riscatto credito residuo un po’ di tempo prima rispetto alla tua sosta nella stazione di servizio, magari prima di uscire dall’ufficio. I sistemi impiegano un po’ di tempo a sincronizzarsi e potrebbe capitare di generare il codice in stazione e non poterlo utilizzare immediatamente, mettendoti in difficoltà poiché la scadenza ravvicinata costringe a ripassare in una stazione di servizio a corto raggio dalla tappa già prevista!

Al solito: per suggerimenti, commenti e alternative, l’area commenti è a tua totale disposizione.

Buon fine settimana ;-)

Condividi l'articolo con i tuoi contatti: