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Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

C’è un vero e proprio overflow di informazioni lì fuori. Io arrivo volutamente adesso, perché finalmente ci siamo. Samsung Galaxy S8 (e ovviamente S8+) debutta sul mercato per coloro che lo hanno pre-ordinato e chi ha costretto un corriere di Amazon Prime Now a lavorare tra le 00:00 e le 02:00 della notte a cavallo del 19 aprile, per tutti gli altri bisognerà aspettare il prossimo 28 aprile. Questo è il mio pezzo, dopo circa un mese di convivenza con S8, il (più che) degno erede del mio S6, sostituto di un S7 dalle vendite record (aiutate da un Note 7 parecchio sfortunato).

Samsung Galaxy S8: Unbox your phone

Samsung Galaxy S8

Si, ero alla presentazione di S8 al Samsung District, al termine della quale ho ricevuto il mio terminale, quello sul quale ho fatto convogliare tutto il mio mondo Google (e non solo) e che la sera stessa è diventato il mio smartphone, per metterlo davvero alla prova, per capirne pregi e difetti, per affrontare insieme la giornata lavorativa e anche il weekend di sola famiglia e amici.

Volendo provare a seguire il mio punto di vista e la lista che ho stilato nell’articolo di qualche giorno fa, provo a descriverti al meglio Galaxy S8 (tieni presente che S8+ varia per alcune caratteristiche fisiche, rimane assolutamente identico per funzioni e software di base), provando a lasciare il (poco trascurabile, davvero) dettaglio riguardante il prezzo, relegandolo a fondo articolo come si fa con il conto al ristorante.

Android Nougat e personalizzazioni

Android 7.0 è il sistema operativo alla base di Samsung Galaxy S8. Non 7.1 e neanche 7.1.2 (probabilmente impensabile visto i pochi giorni di vita di quest’ultima). Samsung ha scelto di montare la prima versione dell’ultimo SO mobile di Google (agosto 2016, nda), cercando di tappare ogni possibile falla, personalizzandola in maniera non eccessivamente invasiva.

Non a tutti piace l’Android Experience nuda e cruda, è vero, ma sarebbe la giusta via per mantenere un ciclo di rilascio e aggiornamento più rapido, permettendo inoltre un’inferiore frammentazione del mercato, un ragionamento che fatica davvero a entrare nel DNA dei produttori (o semplici assemblatori) hardware. La “Samsung Experience” (così definita) a bordo del terminale (a ora che sto scrivendo) è la 8.1.

Ciò che probabilmente spiazza di più è la parte relativa alla Manutenzione del dispositivo, un agglomerato di voci che solitamente si trovano sparse altrove, e che vengono raccolte sotto uno stesso tetto per permettere all’utilizzatore di modificare il comportamento dello smartphone, di adattarlo alle proprie esigenze, di intervenire sulle sue prestazioni (che già nella modalità “Ottimizzata” sono fantastiche, tanto per dire):

Oltre questa eccezione, troverai il menu delle Impostazioni particolarmente comodo. Questo tenta di raggruppare tutto nella migliore maniera possibile (e spesso lasciando invariato il lavoro già svolto da Google, seppur modificandone in meglio la pura estetica), lasciando però un’ancora di salvezza che consiste nel box di ricerca in alto a destra richiamabile dall’icona della lente di ingrandimento.

Ulteriore personalizzazione Samsung è tutta la parte relativa al Cloud, sezione in cui troverai i riferimenti al Samsung Cloud e Profilo personale oltre a quelli nativi di Google. In quanto cliente Samsung, avrai a disposizione dello spazio sui loro server, utile per salvare i tuoi dati personali e trasferirli più facilmente su un diverso dispositivo Samsung (in futuro, o anche nell’immediato presente se Galaxy S8 non sarà il tuo unico terminale, o se intendi migrare da un vecchio smartphone dell’azienda coreana).

Samsung Galaxy S8: Unbox your phone 3

Nella stessa schermata troverai Smart Switch, funzione che ti permetterà -attraverso procedura guidata- di “clonare” il tuo vecchio ambiente di lavoro migrando in sicurezza i dati dal vecchio al nuovo smartphone, tramite cavo oppure connessione sotto la stessa rete (e non solo, ma maggiori dettagli sono disponibili all’indirizzo samsung.com/it/support/smartswitch). Io ho scelto di ripartire da “zero” (si fa per dire) facendo fare a Google il lavoro sporco, il quale ha quindi ripristinato tutte le mie applicazioni e buona parte delle impostazioni. Ai contenuti ci ho pensato in seguito, la quasi totalità è ospitata in cloud ed è sempre facilmente recuperabile.

Come non parlare poi di Bixby? L’assistente sviluppato da Samsung arriva in Italia solo in parte. Pronta l’interfaccia grafica e la parte relativa alla ricerca di un prodotto che si inquadra tramite la fotocamera (anche se perde colpi abbastanza facilmente), non pervenuto il set di comandi vocali che non sono ancora disponibili al lancio, che si presume arriveranno invece per fine anno (forse, circa, chi lo sa). Samsung ci crede talmente tanto (in Bixby) che gli ha dedicato uno dei (pochi) pulsanti fisici del telefono, è quello che si trova sulla sinistra, sotto a quelli del volume.

Il comportamento di quel tasto è apparentemente modificabile e ci ho provato riuscendoci (utilizzando All in one Gestures), ma poi torna all’ovile al successivo riavvio o in seguito a un aggiornamento del sistema, quindi in fondo non penso ne valga la pena (e tutto sommato Bixby Hello, la pagina principale che viene lanciata da quel tasto, è anche utile).

All in one Gestures
All in one Gestures
Developer: YS Liang
Price: Free+

Prova a dare una possibilità a Bixby (c’è gente che lo ha portato anche su altri modelli di smartphone Samsung, non è bello ma piace direbbe qualcuno), magari non te ne pentirai, io non ancora trovato un motivo per farlo. Magari sarà bello tornare sull’argomento quando ci sarà più carne sul fuoco (e magari più possibilità per noi italiani).

Dimensioni

Se Samsung Galaxy S8 propone i suoi 148.9 (altezza) x 68.1 (larghezza) x 8.0 mm di spessore (155 grammi il suo peso) e una diagonale da 5,8″, il Galaxy S8+ arriva a 159.5 x 73.4 x 8.1 mm (173 grammi) e una diagonale da 6,2″. Sono dimensioni importanti, non semplici da tenere a bada (non subito almeno), ma chi è già abituato a un S7 o più in generale a uno smartphone tendente al phablet (o alla serie Note, tanto per dire) non farà fatica ad abituarsi rapidamente. Io mi sono abituato dopo qualche tempo, passando da S6 a S8.

Samsung Galaxy S8: Unbox your phone 2

Galaxy S8 (e ancor di più S8+) propone uno schermo completamente edge, arrotondato quindi da ambo i lati, dando quella sensazione (che in realtà solo sensazione non è) di un monitor senza l’abituale limite imposto dalla cornice, molto delicato, alimentando una paura costante e un senso di ansia che ti alita sul collo perché credi che ti scivolerà via in qualsiasi momento, cadendo e rompendosi rovinosamente (e auguri con la riparazione).

Ciò che ti riporta sulla terra è però proprio quello stesso monitor, che senza più un pulsante fisico in facciata ha potuto dare il meglio di sé, espandendosi oltre i comuni limiti, portando in dono (un po’ come i Magi ma con il conto a tuo nome) una risoluzione da 2960×1440 pixel, in un 18,5:9 Quad HD+ Super AMOLED che ci puoi provare, ma al momento di meglio non ce n’è. Mettila così, puoi modificare la risoluzione (risparmiando qualcosina sulla batteria), portandola a un più “comune” (?) Full HD + (2220×1080) senza accorgerti della differenza, almeno a occhio nudo.

Fa parte del comparto display anche la funzione di Always On, quella che con un nero assolutamente perfetto (ma davvero) e un testo fioco che non disturba neanche di notte, ti permette di tenere in primo piano informazioni di base (tipo l’ora, tanto per fare un esempio) e le icone delle applicazioni che hanno quindi generato notifica. Dopo qualche giorno di test, ho scelto di non tenere più attivata la funzione. Il consumo di batteria è davvero nullo, impercettibile, cosa buona per chi quindi è abituato a farne uso quotidianamente e non vuole rinunciarci.

Sempre su quel display, il pulsante centrale in fondo c’è seppur virtuale, ed è attivabile con una pressione un pelo più decisa, come già succede per gli iPhone con il loro force-touch. Ti dà un buon feed tattile, gradevole, immediato, a quel punto ti basterà lanciare uno slide verso l’alto e sbloccare il Galaxy S8 tramite riconoscimento delle iridi o codice numerico, per lo sblocco con l’impronta ti toccherà utilizzare il lettore di impronte posto sul retro, vicino la fotocamera, ma di questo ne parliamo meglio tra poco.

E le prestazioni?

Se non lo avessi ancora capito, Samsung Galaxy S8 scende in campo con una dotazione che dovrebbe farti dimenticare ogni possibile problema legato al tuo smartphone attuale, se mai decidessi di acquistarlo.

Con un processore Exynos Serie 9 8895, octa-core a 2.3 GHz a 10nm (sigle sempre difficili, ma ti basti sapere che si tratta di una tecnologia di ultimissima generazione che scalda poco e rende moltissimo, passi da gigante rispetto a solo due anni fa, tanto per dire) che fa coppia con una GPU Mali-G71, 4 GB di RAM LPDDR4 e 64 GB di memoria interna nella quale puoi conservare i tuoi dati (e che puoi espandere fino a un massimo di 256 GB tramite scheda microSD), hai un set di armi che dovrebbero permetterti di abbattere qualsiasi barriera, sia essa applicativa pura o gaming (se ti scappa il figlio che ti ruba il telefono dalla tasca e si mette a giocare a Real Racing, che è parecchio esoso in termini di prestazioni).

Mettila così: anche se utilizzi molte applicazioni (e diversi giochi), scatti fotografie o giri video in continuazione (Google Photo è sempre lì eh, usalo!), porti in giro della musica che non proviene da Spotify (sacrilegio!), 64 GB ti devono bastare, altrimenti c’è un problema di fondo (ma poi chissenefrega, comprati una microSD e montala come espansione di memoria gestita dal sistema!).

Lode anche al comparto connessioni, che con bluetooth di quinta generazione (5.0 con LE/EDR/A2DP/aptX) permette la connessione contemporanea a due dispositivi, che riceveranno pressoché contemporaneamente l’audio in uscita dal telefono, e che non ne aumenteranno particolarmente i consumi (è molto ottimizzato). Connettività Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac 2.4+5GHz, che ti permetterà di sfruttare pienamente la tua connessione casalinga (i risultati da me con fibra FTTH sono eccezionali) e che, nel caso ti trovassi fuori, ti farà appoggiare sul suo hotspot per navigare rapidamente sul web. Il chip NFC, poco utilizzato sul Galaxy S6, torna comodo per associare rapidamente periferiche di terze parti ma anche per i pagamenti, in vista (si spera) di Samsung Pay un domani (anche questo potrebbe arrivare entro l’anno in corso).

Volendo inserirlo di straforo in questo paragrafo, ti ricordo che Samsung Galaxy S8 e S8+ sono certificati IP68. Trovi la spiegazione dei livelli su Wikipedia, ti basti sapere che lo smartphone sopporta agilmente la polvere ma anche l’immersione completa in acqua fino a 1,5 mt per 30 minuti, come riportato anche sul sito ufficiale del prodotto.

Batteria

3000 mAh. L’ho messa alla prova, più e più volte, ho sofferto insieme a lei in particolari condizioni, ho avuto sempre a portata di mano una PowerBank per evitare di rimanere appiedato (l’ho usata solo una volta, in calcio d’angolo e perché avevo realmente ignorato l’avviso di batteria quasi scarica prima di uscire di casa), ho esultato quando ha superato i due giorni lontana da un alimentatore senza troppa fatica. Ho più volte inviato screenshot dei consumi a un amico sufficientemente fissato (per molti di quel gruppo è un “fanboy”, nda) con Samsung, che non vede certamente l’ora di mettere le mani sul suo prossimo Galaxy S8 e che vuole sapere già tutto subito.

Agevolo qualche scatto giusto per capirci al volo:

A me questa batteria (abituato con ben altro, parecchio meno duraturo) piace, secondo me lavora bene e la continua ottimizzazione offerta da Nougat aggiunge quel tocco necessario per arrivare a fine giornata e dimenticarsi di mettere sotto carica il Galaxy S8, anche se con la ricarica rapida il processo dura molto poco e ti permette di arrivare al 100% in circa un’ora, dicendo addio alle lunghe attese per poter riprendere in mano il proprio terminale (che se sei in casa importa poco, ma se devi scappare via di casa la storia cambia!).

Si poteva fare di meglio? Certo (la dimostrazione è Galaxy S8+), ma è probabile che la società abbia scelto di limitarsi un pelo visto quanto accaduto con Note 7. Il tutto senza considerare che il processore di Galaxy S8 e S8+ arriva a consumare (secondo stime Samsung) fino al 40% in meno rispetto al passato (e questo si sente, ai fini della carica residua della batteria). Di certo bisognerà attendere (non qualche ciclo, ma l’anno di vita circa) per trarre giuste conclusioni a riguardo.

A proposito di sblocco

Te l’avevo promesso. Anticipato prima, ora si parla di sblocco, non molto in realtà, ma è giusto spendere qualche parola. Te la faccio semplice, un elenco puntato basta e avanza:

  • lo sblocco con il riconoscimento delle iridi funziona, ma se hai gli occhiali devi spesso toglierli. Se la luce fa riflesso sul monitor le possibilità di arrivare a uno sblocco rapido calano drasticamente, e la stessa sorte ti tocca se tenti lo sblocco al buio (nonostante il led rosso che prova a dare un minimo di illuminazione alla ricerca dei tuoi occhi), è sicuramente una bella novità ma ha ancora bisogno di qualche ritocco, forse.
  • Il lettore di impronte è posto sul retro del telefono (ovviamente), vicino alla fotocamera. Lo hanno già detto tutti ed è una delle poche cose alle quali ci si attacca per dire che “così fa schifo“. È vero, se lasci Galaxy S8 nudo e crudo come mamma l’ha pensato. Tutto questo decade (fortunatamente) se scegli di utilizzare una custodia protettiva per lo smartphone. Io ne ho scelta una perfetta per lo scopo, lo protegge e mi riesce a dare il giusto limite per prendere in pieno il lettore di impronte senza sporcare la fotocamera:
  • C’è il riconoscimento del volto. Non usarlo, puoi ingannarlo abbastanza agilmente con una fotografia, d’altronde i tratti sono quelli, e se la foto è nitida è un ottimo punto di partenza. Ne hanno parlato in tanti, è una cosa abbastanza normale (è così praticamente da sempre, non l’ha certo inventato Samsung).
  • Puoi ancora usare il PIN, funziona, è sempre una buona via d’uscita, cerca di sceglierne uno difficilmente indovinabile (anche per tentativi), ma che sia semplice da ricordare per te (evita la data di nascita tua o della moglie, e anche quella del figlio, sono tutti dati che qualcuno può recuperare senza troppa fatica).

Piccola nota a favore dello sblocco con impronta digitale: se poggi il tuo dito sul lettore e attendi (basta un secondo) lo schermo si sblocca immediatamente, senza necessità di accenderlo prima. So che è banale, ma ti assicuro che ti entra in testa dopo poco e ti permette di tornare ai tempi dello sblocco rapido ai quali eri abituato.

Altro da dichiarare?

USB-C

Beh, si, ci sarebbe da scrivere per molto altro tempo e diverse altre righe. Posso dirti che per caricare (o collegare al PC) Galaxy S8 ti servirà un cavo USB-C, e che all’interno della scatola dello smartphone ne troverai uno già pronto, insieme al solito caricabatterie da muro che eri già abituato a vedere nella precedente generazione Samsung, ma troverai anche un paio di adattatori che ti permetteranno di utilizzare “vecchi” cavi microUSB o USB standard con un ingombro assolutamente trascurabile.

Io ho scelto di non rinunciare ai cavi che avevo già in giro, e ho acquistato una piccola scatola contenente 3 adattatori da microUSB a USB-C, della Aukey, la trovi su facilmente su Amazon:

Così facendo sono riuscito ad avere nuovamente in giro 5 cavi pronti per poter ricaricare facilmente il mio terminale.

Audio

Dopo aver già parlato del bluetooth 5.0 (e averlo inserito nei pro del prodotto), bisogna riportare la prima pecca (perché non si vive certo di sole lusinghe). Lo speaker di Galaxy S8 e S8+ è singolo, posto sul lato inferiore destro dello smartphone. Scelta obbligata o meno, è comunque un punto a sfavore che ti costringe alla solita mano “a coppetta” quando vuoi ascoltare un file audio o vedere un video e il livello del volume non ti basta (perché magari ti trovi in un ambiente molto rumoroso).

Resta fortunatamente buono il livello della chiamata in vivavoce, con pulizia del rumore di fondo.

Samsung, forse per farsi perdonare, o semplicemente per giustificare un prezzo così alto, include degli auricolari in-ear AKG nella scatola. Suono pieno, pulito, preciso. Realizzati in cordura, non si avvolgono neanche per sbaglio, ti faranno così risparmiare del tempo quando li metterai via di fretta e li riprenderai solo qualche ora dopo, con altrettanta fretta, perché magari hai una telefonata importante e ti servono gli auricolari per avere le mani libere ;-)

Comparto fotografico

Passa l’esame a pieni voti. In condizioni di luce ottimale ma anche di luce scarsa / notturna, Galaxy S8 riesce a realizzare scatti precisi, mai mossi, dai colori brillanti ma mai troppo esuberanti. La rapidità dell’autofocus è eccezionale. Fotocamera posteriore da 12 Megapixel, 8 quella anteriore, registra video fino a 4K mantenendo i 30 fps. Lascio parlare le immagini, ne ho caricate alcune tra quelle scattate nell’ultimo periodo:

Si, ma il prezzo?

È qui che si conclude l’articolo, con la pecca forse più grande. Il prezzo. Samsung Galaxy S8 costa (di listino) 829€. Si arriva a 929€ per la versione Plus. Manco a dirlo, entrambi i telefoni hanno già prezzi più bassi presso rivenditori autorizzati e grandi catene, ma la differenza non è ancora sufficientemente sensibile per gridare al miracolo, presumibilmente bisognerà attendere il periodo natalizio per avere uno sconto più forte.

Il concetto è sempre lo stesso: la qualità si paga, Apple insegna (e Samsung si accoda da sempre, e tutto sommato fa bene se il mercato le dà ragione). Non è il solo costo dell’hardware ma anche dei servizi annessi, dell’ingegnerizzazione, di tutto ciò che riguarda la storia del prodotto. È chiaro che, se al Galaxy S8 o S8+, ci si associa anche uno o più accessori, allora il costo può raggiungere vette preoccupanti, ma è corretto che ognuno si faccia i conti in tasca propria, cercando di trarre le conclusioni e mettendo sul piatto un risultato che lo spingerà (o meno) verso l’acquisto.

Il mio giudizio su questo smartphone è assolutamente positivo. Ha le sue pecche, ma vengono superate di gran lunga dai vantaggi e dai punti di forza, è innegabile. Samsung ha fatto davvero un ottimo lavoro.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Samsung, ho potuto tenerlo al termine del test.

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Da quando Sierra è stato reso pubblico, di problemi noi utilizzatori ne abbiamo visti passare davanti agli occhi un po’ in maniera randomica e neanche tanto di rado. Con una botta al cerchio e uno alla botte, aggiustare il tiro è sempre stato abbastanza semplice e alla portata di chiunque. Questo problema però mi si è riproposto come la peperonata mangiata a tarda ora, almeno fino a quando non ho scoperto un metodo alternativo che sembra aver messo la parola fine all’anomalia.

Uso un Magic Mouse di Apple (la prima serie) che con Sierra ha dato qualche volta l’errore che ti ho riportato nel titolo dell’articolo, questo nell’immagine per essere fiscali:

macOS e il "Bluetooth: non Disponibile", come risolvere

In pratica da un momento all’altro (nella maggior parte dei casi al risveglio del portatile) si perde la possibilità di utilizzare il mouse esterno. Tocca riavviare la macchina, perché non c’è modo di riavviare solo la parte bluetooth e far riconnettere il Magic Mouse (o equivalente). Ho quindi dato un’occhiata a vecchi thread nel forum di Apple, ho provato a cancellare file plist, pulire dispositivi precedentemente associati e altro ancora, ma nulla da fare.

Ho trovato un metodo che però sembra funzionare, (molto) facile da riprodurre. Tieni premuto il tasto Alt () e fai clic (con il tasto sinistro) sull’icona del bluetooth. Accederai a un menu decisamente più popolato rispetto a quello che sei abituato a vedere:

macOS e il "Bluetooth: non Disponibile", come risolvere 1

Fai clic sulla voce Debug, accederai così a un ulteriore tendina del menu che ti permetterà di ripristinare completamente il modulo bluetooth:

macOS e il "Bluetooth: non Disponibile", come risolvere 2

Questo rimuoverà in un solo colpo tutti i dispositivi precedentemente associati (dovrai riassociarli al successivo riavvio della macchina), ma dovrebbe finalmente risolvere ogni anomalia legata al modulo, permettendoti così di ricominciare a utilizzare il tuo mouse, possibilmente senza ulteriori scherzi in futuro.

Enjoy.

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

Oggi voglio proporti un articolo già scritto, rivisto e pubblicato su IF Magazine (piattaforma di BNP Paribas Cardif), con la quale collaboro. Quella che leggerai qui di seguito è la versione originale, quella che ricalca fedelmente le mie idee e che ha un paragrafo in meno (come potrai notare), ma che -soprattutto- si rivolge a te, come se ci stessimo facendo una chiacchierata alla macchina del caffè, proprio come piace a me :-)

Ammettilo. Per un teorema matematico che non saprei spiegare o dimostrare, sei –per forze di causa maggiore– il figlio di un genitore, il nipote di uno zio o di un nonno, l’amico dell’amico del genero del suocero che per un quarto o quinto grado si avvicina alla stirpe che ha dato origine al tuo cognome o chissà cos’altro.

Sai, conoscevo tuo $parenteapiacere” (cit.) e altre amenità che possano servire a gettare le basi di un discorso, una chiacchierata, un ponte che porterà inevitabilmente alla fatidica domanda alla quale non potrai sottrarti neanche fingendo un attacco di dissenteria imprevisto: “Senti ma, tu che capisci tutto (e qui già dovresti sentire la puzza di bruciato), che smartphone mi consigli di acquistare?” (e sono stato fin troppo ottimista, perché la parola smartphone difficilmente salta fuori, ci si ferma a un più generico ed evidentemente accessibile telefonino).

Tu che sai tutto, che smartphone devo acquistare?

La risposta universale non esiste. Fai in modo che non possa uscire dalle labbra del tuo interlocutore, bloccala finché sei in tempo, cerca di zittirlo prima promettendo che porterai fuori il suo cane, gratuitamente. Si perché è un po’ come chiedere a un qualsiasi professionista del settore IT perché il computer ha “smesso di funzionare“, senza fornire nessun altro dettaglio.

Perché quindi non proviamo ad analizzare qualche caso insieme, cercando di mettere in risalto caratteristiche che non bisognerebbe mai sottovalutare? Nel grande bacino tecnologico mobile a nostra disposizione, bisogna fare attenzione a ogni singolo dettaglio, cercando di portare a casa un acquisto durevole nel tempo, che possa farti ritenere soddisfatto e non ti porti all’esasperazione a causa di lentezze o limitazioni, un prodotto che venga supportato nel tempo, che abbia magari una comunità di utilizzatori che possa tornare utile in caso di necessità, che ci possa permettere di spendere “il giusto“, anche se in realtà quel parametro può sensibilmente variare in base alla propria disponibilità economica, me ne rendo conto.

Non ci sono marchi, non ci sono modelli precisi (salvo quando diventa necessario per un confronto secco), ci sono punti chiave da identificare, posso darti una mano a farlo, basandomi su mie esperienze passate, è qualcosa che torna utile sempre per i futuri acquisti.

Quanto sei disposto a spendere?

Lo so, è una domanda venale, che probabilmente ti saresti aspettato al termine della lista. Credo che in realtà sia giusto proporla come primo punto chiave, perché è davvero inutile pensare in grande se sai già di non avere un budget medio-alto a disposizione. Ci sono alcuni smartphone con prezzi di listino troppo vicini (talvolta anche superiori) a quelli di PC portatili di fascia media. Non farti del male, davvero, è peggio che pensare di potersi permettere una dieci giorni a Miami all-inclusive e doversi poi rintanare a fare la “bella vita” a Casalpusterlengo.

Tu che sai tutto, che smartphone devo acquistare? 1

Se hai davvero necessità di cambiare smartphone, fissa un limite in base a quello che puoi spendere oggi, altrimenti metti da parte un po’ alla volta e pensa più in grande tra qualche mese. Non sempre, credimi, spendere tanto equivale ad acquistare un top di gamma infallibile, ci sono tanti bei cigni anche in un piccolo stagno che nessuno si sognerebbe di frequentare.

Da quale lato della barricata?

Con la dipartita del sistema operativo di Microsoft (in versione mobile), restano in campo i due giganti dell’eterna competizione: iOS e Android. Ancora una volta è l’esperienza personale a parlare. Sono stato utilizzatore iOS per tanti anni, un early-adopter che non smetterà mai di ringraziare l’oggettiva e innegabile genialità di un team capitanato da una grande persona che ci ha lasciato ormai qualche anno fa (ciao Steve), e che ha dato il via a una più che sana rincorsa al continuo migliorarsi, per il bene del consumatore finale. Ho due smartphone, uno personale e l’altro aziendale, rispettivamente Android e iOS.

Tu che sai tutto, che smartphone devo acquistare? 2

Ho imparato ad apprezzare tantissimo il sistema operativo di Google, ha fatto passi da gigante in pochissimo tempo, per alcuni versi credo abbia superato il sistema Apple, ma ciò che più devi tenere bene a mente, è che Apple ha creato un ecosistema accessibile a tutti, non tanto per la fascia di prezzo, quanto per la facilità nell’utilizzo. Uno smartphone basato su iOS può essere utilizzato da chiunque con il minimo sforzo, è a prova di scimmia, adatto quindi all’attempato genitore tanto quanto al ragazzo desideroso di mischiarsi alla folla. Android sa però comportarsi molto bene e, con la giusta confidenza padroneggiabile in una manciata di giorni, saprà rispondere a ogni tua esigenza.

Dimensioni

Le dimensioni contano (cit.). Ok, ora che ho tirato fuori la frase fatta senza neanche sforzarmi, in realtà posso confermarti che le dimensioni hanno un loro peso all’interno del panorama dei punti chiave che restituiscono un risultato finale. Il palmo della tua mano potrebbe essere troppo piccolo per acquistare uno smartphone con lo schermo più grande di 5 pollici, o magari no, perché potresti far parte di quel gruppo di papabili acquirenti che “sotto il phablet non è amore” (il phablet definisce quella fascia di dispositivi che non possono essere definiti smartphone, ma neanche tablet, una via di mezzo per grandezza del monitor e prestazioni). Apple è dovuta tornare sui suoi passi tempo addietro, quando nell’aria c’era quella voglia di abbandonare il 4,7″ in favore di qualcosa di più grande. I produttori di smartphone Android hanno invece vita più semplice, e lo sanno bene i clienti, che possono sbizzarrirsi all’interno di un parco dimensioni decisamente più ampio.

Tu che sai tutto, che smartphone devo acquistare? 3

Io ho avuto smartphone militanti nella fascia 4,7″-6″, probabilmente il 5,2″ è stato quello più apprezzato, a oggi ho l’accoppiata 4,7″ & 5,1″, con la quale mi trovo davvero molto bene. Ricordati che uno smartphone passa molto tempo in tasca, cerca di pensare alla sua corretta sopravvivenza, alla delicatezza che può avere un monitor in relazione a movimenti bruschi, a comportamenti non propriamente delicati (spesso accade che si finisca per sedersi “sopra” il proprio smartphone), ad azioni che possono mettere a repentaglio il portafogli, perché è difficile rinunciare a un compagno di vita che è ormai la scatola nera della nostra esistenza.

Prestazioni

Se fino a ora abbiamo parlato di budget e particolari esteriori del tuo prossimo smartphone, la ciccia vera è certamente quella costituita dal trio prestazioni, durata della batteria e quantità di memoria interna. Il mondo dei chipset non è mai cosa semplice, me ne rendo conto, ma ti assicuro che basta poco per capire che tipo di instradamento deve poter prendere il tuo ragionamento. Se per iOS e (ciò che è stato e che spero sarà in futuro) Windows Mobile la coppia processore e RAM non è mai stata un reale problema (sistemi molto ottimizzati per lavorare al meglio con una configurazione sempre identica, o quasi), per Android le cose sono diverse, e bisogna effettivamente ragionare su qualcosa che sia in grado di sopportare e supportare il susseguirsi delle tue richieste ed esigenze, rapportati alla pesantezza delle personalizzazioni operate sul sistema del robot verde di Mountain View.

Tu che sai tutto, che smartphone devo acquistare? 4

Prova a ricordarti un paio di nomi: SnapDragon e MediaTek. Si tratta di due famiglie di chipset completi (che integrano quindi le funzionalità aggiuntive di uno smartphone, come la connettività, la sicurezza, la gestione della batteria, ecc.) che propongono prestazioni più o meno alte, che si riflettono ovviamente sulla reattività dello smartphone, sulla durata della batteria, sulla qualità nell’utilizzo quotidiano del prodotto. Se per Snapdragon bisogna tenere d’occhio le serie 800 (quelle più performanti) o le 600 (ottime per il rapporto qualità-prezzo), nel campo Mediatek gli Helio P e gli Helio X la fanno da padrone (in quanto a performance), ma il giusto rapporto tra qualità e prezzo sta probabilmente nelle serie MT67 e MT65. Samsung fa eccezione e porta avanti la ricerca e lo sviluppo di un suo processore, si chiama Exynos e fornisce la linfa vitale della serie top di gamma del produttore coreano.

La scelta di un processore è spesso vincolata al produttore e alle sue valutazioni, non è possibile sceglierlo ma solo cercare quello più adatto in base alle esigenze quotidiane. Se non sei un giocatore mobile accanito non è necessario ricercare un processore performante al top della catena alimentare. Questo componente gioca un ruolo importante, ma non è l’unico asso nella manica da tenere a portata di mano.

Memoria interna

Siamo partiti con smartphone con poca memoria interna e slot microSD (per poterli espandere abbastanza facilmente) a scatole completamente sigillate, senza possibilità di espansione alcuna, senza la possibilità di accedere al vano batteria (anche quella non facilmente sostituibile), con un taglio di memoria standard e confini ben definiti entro i quali rimanere. 8, 16, 32, 64 e 128 GB in alcuni casi. Più memoria si desidera, più si paga, in maniera abbastanza sbilanciata rispetto al costo della stessa se si dovesse scegliere di acquistare una card microSD.

Tu che sai tutto, che smartphone devo acquistare? 5

Tra Dropbox, OneDrive, Google Drive e altri servizi simili si tende ormai a spostare tutto in cloud. Dalle fotografie ai documenti, senza dimenticarsi della musica. Anni fa ho avuto necessità di acquistare uno smartphone con 64 GB di memoria interna, l’avevo usata quasi tutta, cercavo di movimentare album, playlist e fotografie salvando queste ultime altrove, altrimenti “non ci si stava“. Oggi grazie a Spotify non occupo più spazio per gli Mp3, passando da Google Photos non ho bisogno di mantenere gli scatti originali in memoria, Dropbox conserva la maggior parte dei miei documenti, consultabili in qualsiasi momento e luogo.

Il taglio di memoria adatto a chi fa un uso misto del proprio smartphone è quello da 32 GB (se il produttore lo vende), altrimenti occorrerà salire di livello e andare su un 64 GB. Valuta anche il 16 GB se pensi non ti serva poi molto spazio, ma ricorda che sarebbe bene scegliere qualcosa di facilmente espandibile tramite microSD in caso di necessità. Evita come la peste i tagli da 8GB, non possono essere sufficienti per un motivo assai semplice: parte della memoria viene occupata dal sistema operativo e dai suoi aggiornamenti, è una fetta spesso importante che ti viene sottratta e che non potrai usare per ospitare applicazioni e dati personali. Occhio.

Batteria

Nulla è possibile senza di lei, e in base al proprio lavoro (o stile di vita) bisogna cercare di pretenderla il più adatta possibile. Occhio però: avere una fantastica e duratura batteria, spesso vuol dire accettare un compromesso e doversi “accontentare” di un processore più lento (mi vengono in mente alcuni esempi oggi commercializzati nella fascia Android medio-bassa), insieme (anche se in netto calo, finalmente) a una quantità di RAM non sempre sufficiente (1 GB è poco, questo non è un consiglio, è un dato di fatto). In media una batteria deve avere una buona capacità ma evitare di appesantire troppo lo smartphone, deve poter occupare uno spazio non troppo esoso (a meno di scegliere un dispositivo con un polliciaggio più alto, che consenta quindi di prendersela un po’ più comoda).

Tu che sai tutto, che smartphone devo acquistare? 6

Ci sono smartphone che ancora oggi montano batterie inferiori ai 2000 mAh, ma che grazie a un po’ di ottimizzazione riescono ad affrontare una giornata non troppo impegnativa (in consumo di risorse, ovviamente). In media si trovano più facilmente batterie intorno ai 2500 mAh o che arrivano a sfiorare i 3000 nella migliore delle ipotesi. Poi ci sono quelli che sfociano nel nucleare, che arrivano a superare abbondantemente i 3000 mAh e quasi arrivano a toccare i 5000 (si, c’è anche chi arriva a 6000 mAh, ma quella è un’altra storia).

In questo caso i top di gamma hanno sicuramente una marcia in più, ma ti assicuro che ti basterà una rapida ricerca per far saltare fuori delle piccole perle che in molti non considerano, ma che possono dare parecchie soddisfazioni, che ti mettono quindi a disposizione quel giusto rapporto tra prestazioni, memoria interna e batteria.

Una buona batteria, escludendo il mondo Apple, non deve scendere sotto ai 2500 mAh, considerando che dovrai comunque effettuare una ricarica al giorno (o anche due, nel caso in cui il tuo lavoro ti porti ben distante dal tuo ufficio, dal tuo caricabatterie lasciato lì e dalla tranquillità di poter usare più un telefono fisso che un cellulare). Se poi sei un tipo che ama giocare e perdere tempo sui Social Network beh, valuta qualcosa che offra almeno 3000 mAh o giù di lì.

Ciò che manca all’appello

Dual SIM, lettore di impronte digitale, fotocamera, ma non solo. Sono tutti dettagli da non sottovalutare ma che –secondo un mio soggettivo punto di vista– non fanno parte della lista dei punti chiave che voglio rimangano sempre ben focalizzati.

Ci sono smartphone che puntano molto sulla loro qualità fotografica, ottenuta mescolando sapientemente ottiche e ottimizzazioni software (che provano a colmare il gap che si crea rispetto a uno zoom ottico, cosa rara da trovare su uno smartphone), altri che prediligono la tecnologia applicata all’accessibilità, altri ancora che sfociano in alternative nate da un marketing estremamente fantasioso, quello che generalmente insegue la moda del momento e punta ogni riflettore sulla singola caratteristica spesso sopravvalutata (non vorrai dirmi che valuti uno smartphone dalla qualità dei selfie che sarà in grado di scattare, a meno che tu non sia un cliente molto giovane, giusto?).

Tu che sai tutto, che smartphone devo acquistare? 7

Ormai lo avrai capito. Lo smartphone perfetto e universale non esiste, esiste il dispositivo che cercherà di adattarsi al meglio alle tue esigenze, ma che tu devi essere in grado di identificare con un ragionevole margine di errore, basandoti ovviamente sul budget e sul tempo che impiegherai per acquistarlo (ricordi quello che ho detto all’inizio riguardo il mettere da parte qualche soldino in più prima della scelta finale?).

Se poi non puoi proprio resistere beh, assilla qualcuno con la fatidica domanda, mal che vada ti rimanderà a questo articolo (o da tutt’altra parte, ma quello è un altro argomento) ;-)

ThinkingQuella che ti racconto oggi è una storia che si svolge e conclude subito prima del periodo di ferie, quello tipico delle chiusure aziendali estive a Milano, a metà tra uno sfogo e qualche consiglio pratico per chi ha “orecchie per intendere“, senza presunzione alcuna e con il pensiero che un cliente può farsi da questo lato della barricata.

Complice il caldo di questa estate che sta volgendo al termine, il mio fido Smart Ultra 6 ha deciso di cominciare a dare i numeri. Nessuna risposta dal touch dopo pochi minuti di attività, strane temperature raggiunte ma mai sentite prima, sistema completamente instabile, senza neanche la capacità di mantenerlo vivo e attivo utilizzando il launcher di Vodafone, estremamente semplice e leggero, sicuramente più di quanto non sia Nova. Scoprirò solo più tardi che sarebbe bastato un reset alle impostazioni di fabbrica, nel frattempo avevo già deciso di farmi il regalo di compleanno in anticipo e passare a un Android puro, possibilmente tenuto aggiornato in maniera diretta da Google.

Schermo grande, buona durata della batteria, SO il più aggiornato possibile, è per questo che ho ristretto immediatamente la ricerca alla linea Nexus, e ho saltato a piè pari la versione 5X proposta da LG, io volevo il 6P di Huawei.

Gli Stockisti hanno quel terminale, in versione bianca da 64GB, a un prezzo sicuramente interessante. Quando ho effettuato la prima ricerca, era fisso sui 429€, contrariamente a oggi (419).

Stockisti.com: una questione di tempi e Customer Care

Lo dovresti sapere già, se mi leggi da qualche tempo, non sono solito decidere di spendere più di 400€ per il mio terminale personale Android, ma per un 6P avrei tranquillamente fatto eccezione e proceduto con l’acquisto. È ciò che ho fatto, ahimè. Riepilogo brevemente quello che l’azienda garantisce: miglior prezzo (spesso, non sempre, ma va comunque benissimo), spedizione in 24h lavorative (occhio alla penna: con 8 ore lavorative al giorno, vuol dire che si parla di 3 giorni), consegna con corriere BRT entro uno o due giorni al massimo, salvo località disagiate come le isole.

Lo stesso banner sul loro sito web indica il 90% delle consegne effettuate nelle 24 ore lavorative, il 7% in 48 (sempre lavorative). Quel 3%, sempre a dir loro, costituisce una serie di ordini più difficili, che vengono probabilmente gestiti in più giorni, che si perdono, che spariscono, che chissà cosa accade tra il punto A e il punto B, escludendo ciò che può succedere tra Stockisti e BRT. Tutti i dati fanno riferimento (oggi) a Giugno 2016.

Stockisti.com: una questione di tempi e Customer Care 3

Non voglio sentenziare sui tempi di gestione e spedizione. Di Amazon ce n’è uno, tutti gli altri sono nessuno, ce n’è sempre più la conferma quotidiana e l’imbattibilità oggettiva sulle spedizioni rapide da un giorno all’altro per gli iscritti Prime. Poco male, avrei potuto attendere qualche giorno, l’ordine è stato infatti eseguito e pagato (occhio al pagato, è un dettaglio tutto sommato importante) venerdì 29 luglio, subito dopo pausa pranzo (quindi si parla delle 14:00 circa). È da questo orario e da questo giorno che parte la lavorazione delle 24 ore lavorative, conto alla rovescia e ordine “In elaborazione“, come riporta anche l’area riservata del loro sito web, dopo essermi collegato con le mie credenziali:

Nessuna fattura disponibile, ordine in elaborazione. Questo è stato lo scenario che per tutto il tempo ho avuto davanti, fino alla conclusione dell’ordine (con esito negativo, ho fatto rifiutare il pacco dopo più di 10 giorni di attesa).

Primo contatto: 2 agosto. Ho inviato una mail (per ore rimasta senza risposta), quindi un tweet, solo per chiedere informazioni, senza pressione alcuna.

Ricordi venerdì 29/7? Considerando che sabato è un giorno lavorativo e che c’è da aggiungere le ore del venerdì -dalle 14:00 al termine del turno d’ufficio- al monte totale, il 2 agosto segna il raggiungimento (forse superamento) delle 24 ore lavorative, quelle del passaggio del pacco dal venditore a Bartolini.

Secondo e terzo contatto partono il 3 agosto, si fanno spazio tra risposte “a tavolino” e slalom tra possibili nuove scuse:

Si passa dal contattare la mailbox dell’assistenza al finto sollecito per accelerare i tempi, puzzava di sorriso di cortesia e vaffanculo alle spalle lontano un miglio, so come funziona il lavoro dietro una scrivania con tastiera, monitor e mouse. Eppure ho voluto continuare ad insistere, per ottenere qualcosa di più tangibile di un semplice “solleciteremo“, nel frattempo ancora nessuna risposta alla mia mail verso l’assistenza. Ho salvato un piccolo screen che estrae solo una parte delle interazioni con l’account, e mostra la difficoltà di altri utenti nella mia stessa situazione.

Stockisti.com: una questione di tempi e Customer Care 4

Passano altre 24 (non lavorative!) ed ecco che finalmente salta fuori qualcosa di più veritiero, vista soprattutto la mia insistenza (voluta, non certo per alimentare il troll che può essere in ognuno di noi, quanto per capire che fine avesse fatto quel maledetto pacco mai affidato al corriere):

Da qui in poi, la discussione si sposta in posta elettronica, dove finalmente ottengo risposta. Peccato solo fosse quella sbagliata. Si perché nonostante l’apparente disponibilità da parte del gruppo Stockisti a farmi annullare l’ordine (su mia richiesta inviata il 4 agosto, con risposta da parte loro il giorno 5), il tutto si è poi trasformato in colpa del cliente. Andiamo con ordine, questa la mia mail (un ultimatum più che una mail, mi rendo conto):

Buongiorno.
Ci sono novità sull’ordine? Siamo ormai a giovedì, domani è l’ultimo giorno prima della partenza per le ferie, e onestamente credo che i famosi 3 giorni lavorativi che richiedete per “l’elaborazione dell’ordine” siano abbondantemente passati (ricordo che il pagamento è stato effettuato nel primo pomeriggio di venerdì della scorsa settimana), non mi pare normale attendere una spedizione di un telefono una settimana intera

Se non riuscite a spedire entro oggi il telefono (e quindi io a riceverlo domani), vorrei che mi forniste la procedura di annullamento e rimborso.

Grazie.

Seguita da questa risposta (il giorno dopo, nda):

Gentile cliente,
ci scusiamo per il ritardo e per l’eventuale disagio creato.
Desideriamo informarla che evadiamo gli ordini normalmente in un massimo di tre giorni lavorativi dalla ricezione del pagamento ma stiamo subendo un piccolo ritardo nelle spedizioni dovuto all’elevato numero di ordini da evadere.
Contiamo di spedire il suo ordine nel più breve tempo possibile.
Riceverà la tracciatura de suol pacco dal corriere BRT tra le 19:00 e le 21:00 tramite email la sera dell’evasione del suo ordine con la data e l’ora indicativa della sua consegna e vedrà lo stato del suo ordine passare da Elaborazione a Completo.
Bartolini consegna in uno o due giorno lavorativi (LUN/VEN) salvo Isole e zone disagiate anche in tre giorni lavorativi.

Ci conferma di voler annullare l’ordine?

Cordiali Saluti
=========================================
Elena

Seguita ancora da (dopo mia conferma):

Gentile cliente,

Non possiamo accogliere la sua richiesta di annullamento ordine in quanto evaso.
Qualora non intendesse ricevere il prodotto, la invitiamo a rifiutare il pacco alla consegna. Perfezioneremo il rimborso dell’intera somma corrisposta (esclusi 10.00 € di spese di rientro BRT) al rientro della merce presso i nostri magazzini entro 5/7 gg lavorativi.

È su questa risposta che ho ricostruito ancora una volta il calvario fornendo date, orari, immagini e interazioni (screenshot) catturati da canali social e mail. Non si trattava più dei 10€ che avrebbero voluto scalare dal rimborso, si trattava di pura e semplice trasparenza, onestà e responsabilità nei confronti di un cliente scontento, che in un contratto di compravendita ha rispettato i suoi doveri, senza però ottenere i diritti promessi.

Questa la mia risposta, dopo aver anche interpellato il call center (che non è possibile chiamare da cellulare, altro dettaglio stupido in proporzioni epiche, soprattutto oggi che i telefoni fissi sono sempre meno):

L’ordine è stato evaso dopo la mia richiesta di blocco e rimborso datata ieri (quando da sito risultava ancora in elaborazione, così come durante il mio ultimo controllo di stamattina, intorno alle 11 e come l’ultimo appena fatto, come da screenshot allegato).

Io sto per andare in ferie, chiederò di non accettare alcuna consegna Bartolini e porterò avanti la contestazione / reclamo su PayPal per il rimborso dell’intera cifra pagata, senza ottenere quanto acquistato nei giusti termini di consegna (da voi specificati).

L’errore è vostro, non mio, siete voi a dover riparare, mi sembra il minimo dopo il disagio causato, di certo non chiedendomi soldi senza nulla in cambio, anche fosse per 1 euro.

Confermo inoltre – come da telefonata appena intercorsa con il vostro call center per opportuna verifica- che l’errore è totalmente a vostro carico.

La persona dell’assistenza mi ha confermato che il pacco è stato imballato e affidato a Bartolini nel corso della mattinata, quando la mia richiesta di annullo ordine è datata ieri, sono quindi nel giusto.

Vi prego di provvedere quanto prima al rimborso per intero della somma pagata e di evitare di scalare i 10€ per il recupero merce dal corriere.

Sarà cura della Reception aziendale rimandare al mittente la vostra merce.

Saluti.

Seguita dalla loro:

Gentile cliente,
ci scusiamo per l’inonveniente e per la precedente email.
Il suo ordine per Huawei Nexus 6P 64GB White verrà rimborsato totalmente.
Perfezioneremo il rimborso dell’intera somma corrisposta al rientro della merce presso i nostri magazzini entro 5/7 gg lavorativi

A conferma del tutto, PayPal mi ha inviato una notifica push con la buona novella:

Stockisti.com: una questione di trasparenza e Customer Care

Ehi guarda mamma, c’è il pacco!

La mail da Bartolini alla fine l’ho ricevuta, è arrivata il 9 agosto a un quarto d’ora di distanza dall’una di notte (00:44). Mi avvisava che avevano preso in carico il pacco e che me lo avrebbero consegnato nella mattinata del 10 agosto. Io ero già in ferie, ho lasciato un avviso in Reception pregandoli di rifiutare la spedizione e così è stato. 29 luglio, 10 agosto, trova tu l’errore basandoti sui dati forniti da un gruppo che non è stato capace di mantenere una promessa scritta, vantandosi di statistiche che per quel 3% nascondono evidentemente casi come il mio, se non peggiori e con conclusioni differenti (come ad esempio il doverci rimettere dei soldi).

Ti chiedi ancora perché la generazione più anziana, quella dei nostri genitori (parlo da trentenne), sia così avulsa all’acquisto online? Mio padre, nonostante sappia muoversi egregiamente sul web, non sarebbe stato capace di star dietro al caso, e come lui chissà quanti altri. Se provo a moltiplicare i “10€ di rientro del corriere” per il potenziale numero di casi, mi viene da piangere. La sto ingigantendo, ne sono conscio, ma è comunque un’ipotesi che mi infastidisce alquanto.

Ritenta, sarai più fortunato

Lo farò. Ci sono moltissimi pareri positivi riguardo gli Stockisti. Ho fatto acquistare molti terminali ad amici e parenti, facendoli passare proprio da loro, tutti soddisfatti. Il mio è stato un caso sfortunato, anche se a riaprire oggi l’account Twitter del venditore, ancora vedo alcuni messaggi poco rassicuranti e molto simili a quelli che ho ricevuto anche io ad inizio agosto. Ritenterò, magari però guardandomi bene dal piazzare un ordine a ridosso di ferie estive, natalizie e festività varie.

Il mio consiglio, per i ragazzi degli Stockisti, è quello che credo si possa evincere dall’articolo. Maggiore trasparenza e massima correttezza nei confronti dei clienti. Ricordate che i nostri soldi sono buoni e spesso versati immediatamente, senza battere ciglio, ci aspettiamo che il servizio sia all’altezza e rispettoso dei propri doveri nei confronti della controparte. Chi rompe (in questo chi sbaglia) paga, i cocci sono i suoi, senza chiedere alcun contributo a chi non ha colpa.

Ne ho parlato poco tempo fa, spesso capita di avere a che fare con problemi riguardanti iTunes. Il suo porting Windows è pesante, difficilmente gestibile, incline agli errori più di quanto non lo sia uno smemorato che dimentica ogni cosa, a dirla proprio tutta neanche l’applicazione originale su OS X brilla per robustezza e rapidità, ma è certamente più sopportabile (io tendo in ogni caso a girare alla larga, se posso). Lo scenario è sempre quello che vede un’installazione non andare a buon fine, insormontabile nonostante tu abbia già provato a cancellare tutto, pulire ogni cartella e registro di sistema, reinstallarlo da zero prendendo il pacchetto dal sito di Apple.

iTunes: Apple Mobile Device failed to start 1

Il consiglio giusto è arrivato da un lettore (grazie briviopc), che ha riportato la sua esperienza e suggerito di utilizzare un tool messo a disposizione da CopyTrans, società che già in passato ha sviluppato tool che ho personalmente trovato molto comodi e perfettamente funzionanti. Hanno realizzato un particolare prodotto che permette l’installazione dei soli driver che vengono installati generalmente da iTunes, per permetterne l’utilizzo anche su macchine che iTunes non ce l’hanno (e che non lo vogliono!). Si chiama CopyTrans Drivers Installer e trovi tutti i dettagli all’indirizzo shortn.cf/iOSDriver.

Una volta lanciato, verificherà la tua installazione iTunes mostrandoti a video quali prodotti risultano essere a bordo macchina, anche se l’installazione di iTunes non è andata a buon fine:

iTunes non si installa? Provato con il tool CopyTrans?

Ti basterà fare clic su Uninstall per procedere con una disinstallazione profonda, che include una totale pulizia di quanto lasciato da Apple. Il tool ti proporrà (al termine della pulizia) di procedere con l’installazione dei driver iTunes; salta il passaggio e chiudi direttamente l’applicazione. A quel punto potrai scaricare la versione più recente di iTunes all’indirizzo apple.com/it/itunes/download, quindi procedere con l’installazione che ora –si spera– non dovrebbe più farti alcuno scherzo.

I miei test sono stati effettuati su Windows 7 Sp1, il trucco dovrebbe funzionare anche su sistemi più recenti.

Buon lavoro!