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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Lavorando su una cartella di Excel, ho spostato al suo interno alcuni contenuti provenienti da un diverso file. Una volta rimossi, pur perdendo ogni collegamento con quel file precedentemente utilizzato, continuava a mostrarmelo all’interno dei “collegamenti“, impossibile da terminare. Anche dando un’occhiata a ogni cella, non trovavo più formule o collegamenti al file esterno, per questo motivo ho dovuto cercare una soluzione per tamponare il problema del popup di aggiornamento dati a ogni apertura del file:

Excel: eliminare collegamenti ad altre cartelle quando non funziona l'interruzione

Si può parlare di GUI (che non ha funzionato), macro (che preferivo non implementare manualmente all’interno del mio foglio) e componenti aggiuntivi di terze parti a pagamento (fuori discussione per un lavoro singolo). Poi ho trovato una soluzione davvero niente male, gratuita e che può essere utilizzata secondo esigenza. Si chiama FindLink.

Cosa tu puoi fare manualmente

Ciò che puoi fare manualmente su Excel, è andare nella scheda Dati, quindi fare clic sul pulsante “Modifica collegamenti“. Per ciascun collegamento a un file esterno, potrai selezionare la riga corrispondente e fare clic sul pulsante Interrompi collegamento, confermando poi il messaggio di attenzione che comparirà a video (vedi immagini qui di seguito):

Salvando poi il file, dovresti automaticamente aver perso i collegamenti verso fogli esterni, anche se –come detto già a inizio articolo– potrebbe non essere sufficiente.

Cosa tu puoi fare con FindLink

FindLink è un componente aggiuntivo per Microsoft Excel, compatibile anche con la versione 2016, che può essere installato o semplicemente utilizzato “one-shot“. Io ho preferito l’utilizzo singolo, che puoi ingaggiare scaricando gratuitamente il componente dal sito web ufficiale (manville.org.uk/software/findlink.htm), scompattando il file ZIP e facendo doppio clic su findlink.xla (ho caricato una copia del componente anche nel mio spazio box, sia mai dovesse tornare utile).

Una volta accettata l’esecuzione di Macro (fallo solo per la sessione corrente, facendo clic sul pulsante Abilita macro), ti si caricherà una nuova scheda pulsanti chiamata Componenti aggiuntivi. In questa troverai “Find Links“, che servirà a far entrare in azione il componente aggiuntivo, il quale ti chiederà cosa analizzare e come avvisarti (puoi lasciare tutto di default, con avvisi a video tramite popup per ogni collegamento trovato).

A questo punto ti basterà rispondere “Yes” alla domanda “Shall I delete it?” quando il componente rileverà un collegamento ancora vivo verso l’altra cartella Excel non più utilizzata:

Excel: eliminare collegamenti ad altre cartelle quando non funziona l'interruzione 7

Salva il file al termine delle rimozioni. Questa azione ti permetterà di portare a casa il risultato, finalmente.

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Già con Windows 7, Microsoft ha fatto passi da gigante in materia di deframmentazione dei dati automatizzata, pulizia e ottimizzazione dello spazio disco utilizzato per i suoi file e per quelli che scarica nel corso della sua “vita“, eppure ci sono ancora delle corde di violino parecchio tese quando si tira in ballo lo spazio disco residuo e la necessità di trovarne un po’ per qualcosa di personale, della quale abbiamo assoluta necessità. La C:\Windows\Installer fa parte di quelle cartelle viste di cattivo occhio quasi da chiunque, quando si ricerca quello “spazio mancante“.

SSD HDD C:WindowsInstaller troppo grande, perché?

Il problema è figlio della nuova generazione SSD, perché –siamo seri– credo poco al fatto che tu, con un disco meccanico da un tera o più, ti sia mai posto il problema delle cartelle di Windows ingrassate dopo le feste. Un disco SSD, anche visto il costo, viene generalmente acquistato in taglio più limitato, con i 256 GB che vanno per la maggiore e che lasciano solo ultimamente spazio ai 500 GB, perché il tera è ancora inaccessibile per molti (la media prezzo si aggira intorno ai 300 euro, nda).

Ciò detto, perché la cartella C:\Windows\Installer è così ben nutrita? L’articolo è vecchio ma è ancora tutt’oggi valido, ti propongo questo passaggio:

Along the same lines as removing items from the Windows component store to save space, we have recently seen a couple of questions come in about the Windows\Installer directory. This is a hidden system directory; it is used by the Windows Installer service to cache installer data files for various applications. Over time, this directory will grow and can eventually take up an amount of space that might cause pressure on thinly provisioned storage, such as virtual hard disks.

blogs.technet.microsoft.com/joscon/2012/01/18/can-you-safely-delete-files-in-the-windirinstaller-directory

Lo stesso articolo risponde anche alla domanda che viene da porsi pressoché immediatamente: posso cancellare i file all’interno di quella cartella? La risposta semplice e concisa è no. Quel no può diventare un “ni” dopo un paio di operazioni, di cui una assolutamente contemplata dal sistema operativo.

Clean Manager

Esegui il Clean Manager integrato di Windows (tasto Windows + R, scrivi cleanmgr e premi invio, oppure entra in Computer, tasto destro sul disco C: → ProprietàPulizia disco). Nella schermata che ti si presenterà a video, potrai scegliere di passare alla pulizia avanzata (detta Pulizia file di sistema), la quale permetterà di mettere mano anche a quegli aggiornamenti che è possibile cancellare dal disco in tranquillità. Per capirci, questa è una rapida occhiata alla situazione della mia macchina Windows:

Come tu stesso puoi notare, la differenza tra il calcolato in cartella e quello cancellabile c’è, ma si tratta di poca roba, superiore alla cartella C:\Windows\Installer perché evidentemente ci ricade dentro anche dell’altro che è possibile rimuovere. Scegli cosa cancellare, quindi procedi e recupera quello spazio che potrebbe tornarti utile per altro.

Il Clean Manager integrato di Windows può inoltre essere pilotato via PowerShell. Ho trovato alcuni riferimenti utili in merito che ho poi messo in pratica per verificare la bontà dell’automatizzazione. Parti dando un’occhiata a questo articolo (mentre qui trovi un riferimento ufficiale nei documenti di supporto Microsoft). Il risultato, appena modificato rispetto alla proposta di Greg Ramsey, permette di portare a termine il lavoro su Windows 7, 8 (quindi 8.1) e 10, l’ho pubblicato su Gist.

L’alternativa: PatchCleaner

Tool gratuito disponibile sulla pagina ufficiale homedev.com.au/Free/PatchCleaner, permette di spostare o cancellare definitivamente le patch che popolano la cartella C:\Windows\Installer, ma anche di cercare file orfani che sono stati abbandonati al loro destino, completamente ignorati anche da Windows e dal suo Clean Manager. Disponibile anche in versione Portable (su SourceForge), accetta anche comandi da prompt (così può essere integrato e richiamato all’interno di altri script). Trovi qui le risposte ad eventuali domande o errori che potresti notare durante l’utilizzo dell’applicazione.

Quello che ti consiglio di fare, nel caso in cui tu abbia a disposizione un disco meccanico interno o esterno al PC, è di spostare e tenere lì le patch per qualche tempo, prima di scegliere di eliminarle definitivamente. Questo perché, in caso di anomalie di sistema, potrai facilmente ripristinare i file spostati sempre tramite PatchCleaner, andandoli a ripescare e portandoli là dove sono stati inizialmente memorizzati, per evitare di dover reinstallare un intero Windows solo per una distrazione o una necessità impellente di altro tipo.

In conclusione

Lo spazio disco (su memorie SSD) non è mai abbastanza, per questo motivo è opportuno effettuare una pulizia dei file inutilizzati / inutili (non sono la stessa cosa, nda) di tanto in tanto. Farlo con gli strumenti messi a disposizione da Windows è certamente la soluzione migliore, per evitare possibili problemi da dover poi analizzare e risolvere in seguito, ma in casi di emergenza c’è sempre qualche tool che può occuparsi del lavoro sporco, evitandoti facili errori di distrazione.

Buon lavoro!

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Lo scorso maggio ho pubblicato una nuova versione di Sticky Notes Backup & Restore dedicata alla “decima versione” del sistema operativo di casa Microsoft, per la quale è servito mettere mano al codice sorgente poiché bisognava puntare a cartelle diverse (Sticky Notes viene distribuita direttamente da Store Microsoft, nda) e agire su un differente eseguibile. Trovi tutti i dettagli in questo articolo:

Sticky Notes Backup & Restore, ora per Windows 10

Cosa cambia oggi?

Cambia nuovamente qualcosa di relativo all’applicazione che, pur continuando a essere distribuita da Microsoft Store, cambia nome (almeno su Windows 10 1709, ultimo aggiornamento stabile disponibile per il grande pubblico), diventando Microsoft Notes. Anche se questa variazione non sembra influire su quello che tu leggerai tenendo fermo il mouse sull’icona dell’applicazione nella Task Bar, nell’elenco dei processi attivi (quelli che vedi dal Task Manager, nda) lo troverai così dichiarato.

Sticky Notes Backup & Restore 0.2: fix problemi e sovrascrittura file

Ho quindi approfittato del cambiamento per rimettere mano al codice sorgente del batch (pacchettizzato come eseguibile per tua comodità), che ora può chiudere il processo delle Note (ancora una volta, speriamo per un po’ più di tempo!) e –già che c’è– sovrascrivere il precedente salvataggio se decidi di effettuare il tuo backup sempre nella stessa posizione.

Ne ho inoltre approfittato per correggere un piccolo problema relativo alla creazione del file d’archivio in cartelle con nomi particolari, che andava in errore nella precedente versione di Sticky Notes Backup & Restore (quella che probabilmente stai utilizzando adesso), mea culpa per non essermene accorto prima. La nuova versione è già disponibile al solito indirizzo, quindi qui: app.box.com/s/jp06u9k3grk32wbfc6i7a65kobjdcxau. Al solito, tutto gratuito, ma le donazioni sono sempre ben accette.

Next Step

Sto pensando, per una versione futura, di integrare anche la possibilità di pilotarlo da riga di comando permettendoti così di inserirlo tra le schedulazioni di Windows e farlo girare senza che sia più necessario il tuo intervento. Se hai altre idee, utilizza pure l’area commenti per raccontarmele.

Buon lavoro!

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Fastidioso come un dito nell’occhio alle 7 del mattino (ma probabilmente anche a qualsiasi altra ora), il bloccarsi di una funzione affatto fondamentale ma esteticamente molto gradita come Windows Spotlight è un’anomalia che può facilmente essere risolta rapidamente.

Windows Spotlight bloccato? Come risolvere

Per chi non lo sapesse, Windows Spotlight è quello che in italiano troverai localizzato e riportato come “Contenuti in evidenza di Windows” nelle opzioni della Schermata di blocco (qui maggiori informazioni sulla funzione e sulla sua configurazione):

Windows Spotlight bloccato? Come risolvere 1

A me è già capitato un paio di volte, ma noto con (poco) piacere che è un problema comune a molti, soprattutto in seguito all’aggiornamento alla nuova versione di Windows 10. Lo scenario tipo è costituito da un’immagine di sfondo sulla quale non vengono più caricati i dettagli (i soliti: luogo raffigurato, i suoi dettagli storici, se la fotografia piace o meno) e che non è possibile più far modificare a Windows.

Ci sono diverse soluzioni suggerite, ma nel mio specifico caso solo una di queste ha funzionato, ed è quella che ti propongo io.

Reset Windows Spotlight

Nelle impostazioni della Schermata di blocco spostati da “Contenuti in evidenza di Windows” a “Immagine“. Non chiudere la finestra, ti serve tra poco e questa impostazione serve solo a sbloccare il file di configurazione di Windows Spotlight, che diversamente sarebbe intoccabile perché bloccato dal sistema.

Dall’Esegui (tasto Windows + R diretto, oppure tasto destro del mouse sullo start in basso a sinistra → Esegui) copia e incolla questa stringa, poi premi invio:

%LocalAppData%\Packages\Microsoft.Windows.ContentDeliveryManager_cw5n1h2txyewy\Settings

Salvo particolari condizioni della tua versione di Windows 10, dovresti poter arrivare alla cartella in cui Windows Spotlight salva la sua configurazione. Nel caso in cui tu ottenga errore, torna sull’Esegui e digita solo %LocalAppData%\Packages, poi premi invio, quindi scorri le cartelle in ordine alfabetico fino a trovare un Microsoft.Windows.ContentDeliveryManager_XX (dove XX corrisponde a una sequenza alfanumerica), entra in quella cartella, poi in Settings.

Teoricamente dovresti ora poter vedere qualcosa di simile a questa:

Windows Spotlight bloccato? Come risolvere 2

Cancella il file settings.dat, quindi torna sulla finestra Impostazioni della schermata di blocco e sostituisci “Immagine” con “Contenuti in evidenza di Windows“. Lascia al sistema qualche secondo (meno di un paio), dovrebbe finalmente caricare una nuova immagine di sfondo. Blocca il sistema (tasto Windows + L oppure CTRL + ALT + CANC → Blocca) e verifica che tutto abbia funzionato :-)


Fonti utilizzate:
answers.microsoft.com/en-us/windows/forum/windows_10-start/windows-spotlight-lock-screen-is-stuck-on-the-same/354224ea-203c-4b27-9ec9-0343bd100258?page=16
windowsbeast.com/fix-windows-spotlight-not-working
answers.microsoft.com/en-us/windows/forum/windows_10-start-winpc/windows-spotlight-wallpaper-doesnt-change/51ca1a85-f1e4-4ab0-936b-5df6f8b41645

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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Non è certo una novità, tutt’altro, è storia già passata riguardante un problema già risolto, ma che ricompare su client mai “trattati” prima. Parlo dell’eterna lotta tra l’attesa (troppo prolungata) e la necessità di sottoporre una macchina Windows 7 a regolare installazione di aggiornamenti tramite Windows Update, quelli dell’era pre-rilasci di pacchetti complessivi (qualità e sicurezza mensili).

Ci sono 3 Knowledge Base ufficiali che ci mettono una pezza (3172605, 3102810 e 3020369), ma intorno a loro c’è una serie di operazioni da eseguire che qualcuno ha ben pensato di automatizzare, per evitare possibili danni da distrazioni o mano da principianti. Per chi invece è abituato a lavorare su determinati moduli del SO, l’automatizzazione rende tutto molto più veloce e facilmente replicabile.

Windows 7 e i problemi di loop su Windows Update

Uno dei membri della community di Microsoft ha spiegato nel dettaglio il problema, realizzando e pubblicando l’automatizzazione della quale ti ho parlato poco sopra. Disponibile per Windows a 32 e 64 bit, puoi saperne di più dando un’occhiata qui: answers.microsoft.com/en-us/windows/wiki/windows_7-update/fix-windows-7-update-stuck-on-checking-for-updates/ad6cfeef-232a-49b4-a57b-39978eea6630

Why this problem occurs
Inside Windows Update, there is a small piece of software called an agent. The agent contacts Microsoft’s servers and downloads any available updates.

In order to function properly, the agent on your computer must be the same version as the one on Microsoft’s servers, otherwise your computer will not be able to communicate with the servers. Several months ago, Microsoft updated its servers, causing any Windows 7 machines with the old agent to fail when trying to connect. This incompatibility between computer and server causes Windows Update to get stuck.

Solution
To fix this problem, you need to update your agent so that it can communicate with servers again. There are several updates that need to be installed, so I have written a friendly wizard you can run to install them.

Trovi entrambi i pacchetti al link che ti ho fornito sopra, ma ne ho caricato una copia verificata e funzionante anche sul mio spazio box.com: app.box.com/s/nwps5eoihqy0ujeeoc5qy2dg3n6n3nm7.

Quello che devi fare è semplicemente scaricare il pacchetto ZIP relativo alla tua architettura di sistema (x86 o x64), quindi eseguire il batch wizard_32.bat (o wizard_64.bat). A quel punto segui le (poche) istruzioni a video, il batch penserà a tutto, compreso il riavvio e conseguente esecuzione dello stesso per terminare l’opera. Provato più volte e su più PC, funziona bene e mantiene le promesse. Al termine dell’esecuzione potrai aprire Windows Update e notare che, in pochi minuti, saltano fuori i veri quantitativi di fix da installare sul sistema (e ne troverai degli altri dopo i primi riavvii).

Un altro di quei tool da avere sempre a portata di mano, su cartella Cloud o su una più classica memoria USB.

Buon lavoro!

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