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Quando hai bisogno dell’Utilità di pianificazione di Windows e questa decide che non è d’accordo con il farsi utilizzare, hai un problema. Sì perché quell’utilità gestisce ogni attività che viene fatta partire in maniera autonoma dal sistema (processi impostati direttamente da Windows o da un prodotto di terza parte), e che non serve a nulla se non funziona. Mi sono accorto che il mio Task Scheduler aveva qualche problemino solo quando l’ho aperto per verificare perché un processo non fosse partito nell’ultima settimana:

Windows 10 e Task Scheduler danneggiato: come risolvere 1

Provando ad approfondire e leggendo quindi i dettagli dell’errore, la situazione non migliora affatto, tutt’altro:

Windows 10 e Task Scheduler danneggiato: come risolvere

È per questo motivo che ho deciso di informarmi sul web per capire se altri come me avessero avuto prima questo tipo di problemi. Ho trovato diverse lamentele e qualche possibile soluzione, ma solo una ha realmente risolto l’arcano e mi ha permesso di tornare in possesso della console delle operazioni programmate. La colpa era di un paio di voci che non sono riuscito a ricollegare ai relativi job (poco importa, se me ne accorgerò in futuro sarà mia cura rimetterli in piedi), e di una “CreateChoiceProcessTask” che mi ha portato sulla giusta via della risoluzione.

Il problema viene generalmente rilevato su Windows 8 e superiori, Windows 10 compreso. Mi è bastato gironzolare ancora un po’ per arrivare a un progetto di CodePlex chiamato Repair Tasks: repairtasks.codeplex.com. Piccola utility gratuita e immediatamente utilizzabile senza installazione, è stato un giusto toccasana che ho voluto salvare anche nel mio spazio su box.com in vista della chiusura di CodePlex, puoi trovarla quindi anche all’indirizzo app.box.com/s/yi1g04ccquyytov7fm0g3j27r8myr7tz.

Una volta lanciata, falle fare uno Scan dei tuoi processi e dei possibili problemi, probabilmente vedrai comparirne qualcuno come nel mio caso:

Windows 10 e Task Scheduler danneggiato: come risolvere 2

Nonostante esista la possibilità di selezionare e riparare gli errori, probabilmente questo non ti porterà all’uscita del tunnel e quindi alla risoluzione del problema. Non ti abbattere. Seleziona uno a uno i processi problematici e fai clic su “Unplug Task“. Questo permetterà a te di sganciarli dall’Utilità di pianificazione, e a Windows di darti nuovamente accesso completo alla console. Da qui potrai finalmente modificare i job schedulati e lanciarne di manuali per riprendere le attività precedentemente non andate a buon fine (perché mai partite!).

Cos’altro c’è da sapere

Che in caso di emergenza, il Registro di Windows può darti accesso alle tue schedulazioni navigando la chiave di registro:

HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Schedule\TaskCache\Tree\

e che se anche tu utilizzi SyncBack, dovrai dare un’occhiata a questo loro documento di Knowledge Base per riprendere completo possesso della situazione e delle tue pianificazioni (apparentemente non più gestibili o cancellabili).

Buon lavoro!

Cos’è un VHD? È un disco virtuale (da lì Virtual Hard Disk), riconosciuto nativamente da Windows 7 o versione più recente. Emula in tutto e per tutto un disco fisico, puoi crearlo, montarlo sul tuo PC caricandolo magari da rete, o altro dispositivo esterno / portatile. Sorvolando sulla sua storia e sul suo possibile utilizzo, questo è il classico “articolo appunti“.

Montare un disco VHD con un clic destro del mouse

Ho trovato un paio di alternative valide, che ho sfruttato su un PC dove avevo la necessità di montare sporadicamente un file VHD dedicato a un backup di posta elettronica. Una soluzione un po’ più home-made (in realtà quella che ho preferito, basata su batch e diskpart), l’altra esteticamente più bella e sicuramente più comoda per un utilizzatore meno spartano, il suo codice sorgente è disponibile su Github.

Batch & Diskpart

Tutto descritto in un articolo neanche tanto giovane di How-to-Geek (si parla del 2010), che trovi all’indirizzo howtogeek.com/51174/mount-and-unmount-a-vhd-file-in-windows-explorer-via-a-right-click. Volendolo riassumere brevemente, ti basterà creare due file batch all’interno del menu SendTo di Windows (quello che vedi tu stesso quando fai clic con il tasto destro su un file e poi ti sposti in “Invia a“). Il primo batch servirà a montare il file VHD, il secondo a smontarlo.

Per il mount lo script è questo:

SETLOCAL
SET DiskPartScript="%TEMP%\DiskpartScript.txt"
ECHO SELECT VDISK FILE="%~1" > %DiskPartScript%
ECHO ATTACH VDISK >> %DiskPartScript%
DiskPart /s %DiskPartScript%
ENDLOCAL

per smontare il file (unmount) è invece:

SETLOCAL
SET DiskPartScript="%TEMP%\DiskpartScript.txt"
ECHO SELECT VDISK FILE="%~1" > %DiskPartScript%
ECHO DETACH VDISK >> %DiskPartScript%
DiskPart /s %DiskPartScript%
ENDLOCAL

Dovrai quindi individuare il file VHD (ovunque lui sia), farci clic sopra con il tasto destro del mouse, selezionare “Invia a” e scegliere lo script di montaggio o smontaggio in base all’azione desiderata.

VHD Attach

L’altro metodo non differisce poi molto in quanto a clic destro del mouse (le voci saranno sempre lì), ma non sarà necessario andare nel menu “Invia a” e potrai inoltre installare e disinstallare il tool direttamente da Pannello di controllo, oltre che sfruttare la sua GUI dalla quale puoi gestire anche più file VHD contemporaneamente. Si chiama VHD Attach e viene sviluppato e rilasciato gratuitamente. Lo trovi su medo64.com/vhdattach. Lo trovo estremamente intuitivo, sufficientemente accattivante nella sua basilare grafica, con opzioni che si mostrano solo in base a ciò che puoi fare (per capirci, facendo clic con il tasto destro su un disco virtuale montato, ti mostrerà solo un Detach, per smontarlo).

Dallo stesso programma potrai analizzare le statistiche e informazioni più approfondite del file VHD, potrai farlo montare automaticamente e molto altro ancora. È certamente l’alternativa meno spartana e più indicata per essere utilizzata dalle masse.

Prima dell’aggiornamento a Windows 10, avevo uno o due processi programmati che mi mostravano a video un semplice messaggio di testo, un promemoria in alcune giornate ben precise, a orario precedentemente stabilito. Con l’ultima versione del sistema operativo di casa Microsoft questo non è più possibile, non con la stessa immediatezza almeno, poiché tale funzione è stata deprecata.

Chiaramente esiste il modo di aggirare l’ostacolo, si può passare da PowerShell e da fondamenti di Visual Basic. Un risultato esteticamente molto meno accattivante,ma che ti permette di portare a casa ciò che prima avevi.

Windows 10 e i messaggi "Deprecati" del Task Scheduler, come risolvere

Per poter aprire una finestra contenente il messaggio “promemoria“, il codice PowerShell è il seguente:

I due parametri che il file PS1 si aspetta serviranno a specificare il titolo della finestra e il contenuto del messaggio che comparirà a video. Il tutto è chiaramente fattibile anche con un file VBScript, se lo preferisci. Se vuoi scaricare il file PS1 riportato sopra fai clic con il tasto destro sulla voce view raw (in basso a destra nel box) e scegli di salvare la destinazione con nome. Io ho adottato questa soluzione che in realtà nasce da un thread nel forum di WindowsSecrets.

Cerca l’attività nelle operazioni pianificate di Windows, modificala e vai a togliere l’azione (quella che mostrava il messaggio), anche perché provando a riattivarla o modificarla otterrai un errore a video:

A questo punto dovrai avviare un programma, dargli in pasto l’eseguibile di PowerShell (C:\Windows\System32\WindowsPowerShell\v1.0\powershell.exe) e specificare un argomento unico che vada a pescare il file PS1 precedentemente salvato, passando a quest’ultimo il titolo e il messaggio da mostrare a video, per esempio:

Windows 10 e i messaggi "Deprecati" del Task Scheduler, come risolvere 3

Nel mio caso, la riga dell’argomento contiene:

C:\Documenti\Script\ShowReminder.ps1 -MsgTitle 'Reminder' -MsgText 'Ciao, ricordati di fare il report'

dove il parametro MsgTitle corrisponde (ovviamente) al titolo del popup che ti comparirà a video, e MsgText il contenuto del corpo, il messaggio vero e proprio. Salva quanto modificato. Se serve, modifica ora e giorno di esecuzione, quindi salva tutto quanto per evitare di perdere quanto fatto fino a ora.

Lancia manualmente l’operazione schedulata per verificare che tutto funzioni regolarmente, salvo errori sei a posto e hai trovato il giusto escamotage per risolvere il tuo problema.

Cheers.

 

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Breve articolo ad perpetuam rei memoriam (non si sa mai, potrebbe sempre tornare utile in futuro). Non ti parlerò di WSUS Offline Update, è una fantastica utility che risolve molti dei problemi legati alle lunghe attese di ricerca, download e installazione patch per Windows quando si ha a che fare con macchine particolarmente datate e non aggiornate da diverso tempo, semplicemente saltando a piè pari l’ostacolo.

WSUS Offline Update: esclusione rapida di una patch

Il tool è gratuito, lo si scarica da wsusoffline.net ed è molto semplice da utilizzare (basta dare un’occhiata ai mille tutorial presenti sul web o magari giocarci sul proprio PC, perché di danni non è che tu ne possa poi fare molti). Facciamo finta che tu sappia già tutto e passiamo al succo della pillola. A me è servito escludere una particolare patch di Windows, affinché questa non venisse scaricata e installata da WSUS Offline Update. Riporto il pezzo della documentazione utile alla specifica esigenza:

b) Dynamically determined updates
To exclude dynamically determined updates from installation, insert their knowledge base ID (KBxxxxxx or simply xxxxxx) into the file “ExcludeList.txt” (directory .\client\exclude\custom). These updates will now be ignored; and you’ll receive a warning in the log.

Il tutto si traduce con un semplice file chiamato ExcludeList.txt, che andrà inserito nella cartella \exclude\custom\ di WSUS Offline Update (solo per fare un esempio: C:\wsusoffline\exclude\custom\ExcludeList.txt). All’interno del file dovrai dichiarare il KB da escludere, uno per riga se hai necessità di specificarne più di uno. Nel mio caso ho dovuto escludere una singola patch che sul vero WSUS aziendale è stata bloccata (aveva procurato problemi in passato). Così facendo posso evitare che lui debba andare a disinstallarla in seguito all’installazione eseguita tramite tool. La stessa cosa puoi applicarla direttamente alla cartella client (scaricherai la patch ma non la installerai), ti basterà inserire il file all’interno della cartella \client\exclude\custom.

Non servirà fare null’altro, la modifica è già operativa, tu potrai ora impostare che tipo di patch scaricare (e in seguito installarle tramite il client della stessa applicazione).

Buon lavoro!

Office 2013, 2016, 365 ProPlus, download diretti

Capita talvolta di avere la necessità di scaricare la suite completa di Office e di non avere a portata di mano la propria chiave USB dove si è soliti tenerla salvata per futuri utilizzi, che si fa? Si scarica da zero, ammesso che si sappia da quali link passare per evitare inutili perdite di tempo o chissà quali passaggi tra codici di autenticazione e utenze registrate delle quali si dimentica troppo spesso la password.

Voglio raccogliere in questo piccolo articolo i riferimenti diretti per il download delle immagini complete di Office 2013, 2016 o le versioni C2R del 365 ProPlus (a sottoscrizione).

Office 2013

Sorpassato dalla versione 2016, Office 2013 è stato acquistato da molti con una chiave di licenza singola, per questo può sempre tornare utile avere a disposizione le immagini masterizzabili da conservare in luogo sicuro per future reinstallazioni. Occhio: le immagini differiscono per sistemi a 32 o 64 bit.

Entrambi i link puntano direttamente ai server Microsoft, così da andare sul sicuro ;-)

Office 2016

Contrariamente alla disponibilità dei link della versione 2013, la 2016 viene proposta esclusivamente sotto l’area download di un abbonamento MSDN oppure via C2R (Click 2 Run) agli utenti abbonati Office 365. Per questo motivo non è difficile trovare persone che hanno eseguito il download della ISO via MSDN per poi caricare quel file su servizi di cloud sparsi per il globo. In particolare c’è uno spazio web russo che propone il download di tutte le immagini ISO (in qualsiasi lingua) che sembra funzionare bene ancora oggi.

Potete trovare la ISO in italiano (sia per sistemi a 32 che a 64 bit) facendo clic qui. Potete invece visualizzare voi stessi tutte le ISO disponibili navigando verso l’indirizzo cloud.mail.ru/public/MuWJ/iHJ47CZNS/MSDN_OFFICE 2016 RETAIL/Microsoft Office 2016  Professional Plus (MSDN)/.

Office 365 ProPlus, Click2Run

Il metodo di installazione e distribuzione ormai più diffuso per le installazioni di Office sotto abbonamento 365, sia privato che aziendale. Ne avevo già parlato in un altro articolo, dedicato a un problema riscontrato in una vecchia versione di Excel, e posso dirvi che il metodo non è certamente cambiato. Andrà scaricato il pacchetto di Deploy per Office 2016, disponibile all’indirizzo microsoft.com/en-us/download/confirmation.aspx?id=49117, quindi modificare il file XML di configurazione contenuto all’interno della cartella che il software andrà a creare.

Il default proposto è questo (a oggi):

<!-- Office 365 client configuration file sample. To be used for Office 365 ProPlus 2016 apps, Office 365 Business 2016 apps, Project Pro for Office 365 and Visio Pro for Office 365.

For detailed information regarding configuration options visit: http://aka.ms/ODT. To use the configuration file be sure to remove the comments

For Office 365 client apps (version 2013) you will need to use the 2013 version of the Office Deployment Tool which can be downloaded from http://aka.ms/ODT2013

The following sample allows you to download and install Office 365 ProPlus 2016 apps and Visio Pro for Office 365 directly from the Office CDN using the Current Branch settings  -->

<Configuration>
 <Add OfficeClientEdition="32" Branch="Current">
  <Product ID="O365ProPlusRetail">
   <Language ID="en-us" />
  </Product>
  <Product ID="VisioProRetail">
   <Language ID="en-us" />
  </Product>
 </Add>

 <!--  <Updates Enabled="TRUE" Branch="Current" /> -->
 <!--  <Display Level="None" AcceptEULA="TRUE" />  -->
 <!--  <Property Name="AUTOACTIVATE" Value="1" />  -->

</Configuration>

Che andrà modificato per scaricare (e in seguito installare) la versione desiderata. Noi in ufficio utilizziamo una versione in italiano e 64 bit, quindi il nostro XML di configurazione diventa:

<Configuration>

 <Add OfficeClientEdition="64" Branch="Current">
  <Product ID="O365ProPlusRetail">
   <Language ID="it-it" />
  </Product>
 </Add>

 <Updates Enabled="TRUE" Branch="Current" />
 <Display Level="None" AcceptEULA="TRUE" />
 <Property Name="AUTOACTIVATE" Value="1" />

</Configuration>

Contrariamente alla versione 2013, la 2016 prevede la possibilità di scaricare sempre l’ultima versione del pacchetto disponibile sui server Microsoft, semplicemente lasciando la variabile “Branch” a “Current“. Una volta salvato il file XML, basterà lanciare un prompt dei comandi e andare a lanciare il download utilizzando il file eseguibile di Setup:

C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy>setup.exe /download

A download completato, comparirà una nuova riga nel prompt dei comandi, controllando ora la cartella dovreste notare qualcosa di molto simile a:

C:\>dir /s /b "C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy"
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\configuration.xml
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\setup.exe
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\v64.cab
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\v64_16.0.6568.2025.cab
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025\i640.cab
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025\i641040.cab
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025\s640.cab
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025\s641040.cab
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025\stream.x64.it-it.dat
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025\stream.x64.x-none.dat

Dove ovviamente il numero di versione sarà diverso (in base al giorno in cui effettuerete il download dei dati dai server Microsoft, manco a dirlo). Per installare il pacchetto appena scaricato in offline (quindi trasportabile e conservabile in un vostro spazio disco, per futuri utilizzi), potrete lanciare il comando di configure, al posto di quello di download precedentemente utilizzato:

C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy>setup.exe /configure

Ricordate: anche conservando una vecchia versione del pacchetto di installazione in offline, Office sarà poi capace di recuperare l’ultimo aggiornamento disponibile sui server di Microsoft su vostra richiesta, dalla GUI, da uno qualsiasi dei programmi facenti parte della suite. Ricordate inoltre che il software scaricato e installato tramite C2R è di tipo ProPlus, realizzato per gli abbonati al servizio Office 365. Attivare poi Office con una Product Key potrebbe far comparire un messaggio di versione non adatta a quel tipo di licenza, costringendovi (verrà fatto automaticamente, niente paura) ad attendere che venga scaricato il prodotto giusto sul vostro disco, facendovi perdere ulteriore tempo.

Per tutte le informazioni riguardo l’installazione C2R e il canale di aggiornamento (branch) vi rimando alla documentazione Microsoft ufficiale: technet.microsoft.com/en-us/library/mt455210.aspx. Anche in questo caso, come per la versione 2013 e procedura scritta qualche tempo fa, sarà possibile saltare di versione se lo desiderate, via prompt, utilizzando officec2rclient, che nel frattempo ha cambiato posizione, altrimenti si potrà sempre ricorrere alle GPO di dominio, ma entrambi faranno parte di un prossimo articolo a loro dedicato.

Per ogni dubbio o domanda (ammesso che io conosca la risposta), l’area commenti è a vostra totale disposizione, come sempre :-)