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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Piccolo consiglio dedicato a chi deve gestire una risorsa Exchange (quindi Outlook) che deve passare per approvazione di un referente ben preciso, ma che per qualche motivo può e deve essere prenotabile dalla dirigenza senza alcuna approvazione (ammesso che la risorsa sia libera, ovviamente). Questo comportamento fa parte del pacchetto di opzioni standard messe a disposizione da Office 365, basta solo sapere dove mettere le mani.

Exchange: prenotazione risorse con approvazione (ma non per tutti)

Contrariamente a una mailbox utente standard, questa modifica andrà operata tramite WebMail, ammesso che tu abbia le autorizzazioni per gestire quella relativa alla risorsa che ti interessa toccare. Collegati quindi all’indirizzo di OWA (outlook.office.com/owa/nomerisorsa@dominio.onmicrosoft.com). Apri le Impostazioni (la classica icona a rotella in alto a destra nella pagina, nda), spostati poi in Impostazioni delle app personali (voce in basso a destra, almeno a oggi che scrivo l’articolo) → Calendario.

A questo punto ti basterà modificare la voce relativa alle autorizzazioni di pianificazione, per la precisione la prima: “Queste persone possono eseguire automaticamente la pianificazione se la risorsa è disponibile“. Questa autorizzazione è in grado di scavalcare i delegati che si occupano di approvare (o meno) la prenotazione della sala, adattandosi così alle esigenze di un membro di più alto livello (prova a pensare al dirigente e alla sua segretaria, tanto per fare un esempio).

Exchange: prenotazione risorse con approvazione (ma non per tutti) 1

Salva la tua modifica, il gioco è fatto, è tutto immediatamente operativo.

Buon lavoro :-)

Argomento delicato. La telemetria viene vista spesso con occhio sospetto, scambiata facilmente come invasione della privacy. Senza di lei però i programmi continuerebbero a rimanere potenzialmente instabili e pachidermici, appesantiti da codice che in alcuni casi non viene più utilizzato, o che è possibile ottimizzare in base ad architetture in continua evoluzione, che possono quindi premiare tutti gli utilizzatori nel corso del tempo, occupando loro meno risorse. La telemetria viene utilizzata da Mozilla (tanto per citare una società che ci tiene parecchio alla privacy altrui) ma è anche alla base dei prodotti principali di Microsoft, Windows e Office in primis.

Microsoft Windows and Office Banner

A calcare la mano però ci pensa proprio Microsoft, con consumi che di tanto in tanto (fortunatamente) sforano alla grande rispetto a quello che dovrebbe ricadere in qualcosa di simile alla “cortesia” (mi fai sapere come vanno i miei programmi? Ma certo, eccoti i dettagli della telemetria), andando così a impattare sul lavoro che è necessario portare a termine nei tempi richiesti. Agevolo screenshot:

Windows & Office un taglio alla Telemetria 1

Ora, appurato che anche Symantec ci mette del suo nel momento più sbagliato, non può comunque passare inosservato quel doppio processo che va a consumare poco più del 50% di CPU. Nello specifico dello screenshot si è trattato di telemetria di Office, ma anche quella di Windows non scherza. La prima citata gira tramite un paio di processi schedulati (entrambi fanno riferimento allo stesso eseguibile e una serie di parametri da riga di comando), la seconda tramite un servizio sempre attivo sulla macchina.

Il servizio si può fermare e disabilitare (così che non parta all’avvio del sistema), i due processi schedulati possono essere disabilitati (e basterà un semplice riavvio per mettere subito in atto la modifica). Se l’operazione manuale non ti alletta, ho messo mano al solito file di testo che è presto diventato un batch e poi un eseguibile (per entrambe le cose, separatamente, così rimane a te la scelta di cosa fermare e cosa no).

Trovi gli eseguibili agli indirizzi:

Entrambi i programmi devono essere eseguiti come amministratore. Ti permetteranno di modificare lo stato del tuo sistema o di tornare indietro in qualsiasi momento (ho inserito ambo le possibilità, così da ripristinare uno stato originale in qualsiasi momento). Per entrambi i batch ho cercato di rimanere quanto più generico possibile, così da provare a mantenere una piena compatibilità con i sistemi operativi più recenti, strizzando l’occhio anche al vecchio ma sempreverde Windows 7.

I test sono stati eseguiti su Windows 10 1703 (la Creators Update), ho fatto girare il tutto anche su un Windows 7 Pro Sp1, funzionante anche in questo caso. Se noti problemi nell’utilizzo, ti prego di farmelo sapere, l’area commenti è a tua totale disposizione! :-)

grazie ai contributi di:
computerstepbystep.com/base_filtering_engine_service.html
stackoverflow.com/questions/17412150/batch-regex-the-output-of-reg-query-command-to-a-variable
windowsitpro.com/windows-10/how-turn-telemetry-windows-7-8-and-windows-10
itechtics.com/disable-telemetry-data-collection-windows-10
technet.microsoft.com/en-us/library/cc766529(v=ws.11).aspx

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Una pillola dedicata a chi non vuole litigare con le ricerche complesse in Outlook e preferisce mettere dei paletti più semplici da comprendere e “tirare in piedi“. Le Cartelle ricerche propongono dei filtri che permettono di isolare le mail in decine di modi differenti (basta incastrare filtri ad-hoc). Una cosa molto semplice da fare è quella relativa al raggruppamento delle mail in uno specifico intervallo di tempo, e si ottiene con qualche clic.

Outlook: "Cartelle ricerche" e intervalli di date

  • Cerca la “Cartella ricerche” nel tuo Outlook, e fai clic con il tasto destro sulla voce, quindi seleziona Nuova cartella ricerche.
  • Scorri l’elenco fino a Crea una cartella ricerche personalizzata e conferma con Ok.
  • Dai un nome alla tua nuova cartella, verifica che la casella di posta da analizzare sia quella giusta (sarà la tua se hai solo quella, altrimenti potrai selezionarne un’altra se gestisci più caselle di posta), quindi fai clic su Criteri per impostare la tua ricerca.
  • A questo punto portati nella scheda Avanzate e costruisci la ricerca filtrando il campo “Ricevuto“, con condizione “Tra” e un valore che riporti l’intervallo nella modalità “gg/mm/aa e gg/mm/aa“. Nell’esempio dell’immagine qui sopra (che poi è la Cartella ricerche di cui ho avuto necessità) l’intervallo è quello del dicembre 2015, quindi 01/12/15 e 31/12/15.

Una volta data conferma con Ok (sia nella finestra di costruzione dei criteri, sia in quella precedente), comparirà la nuova Cartella ricerche che si popolerà immediatamente secondo quanto tu hai richiesto. Ricorda -ovviamente- che non sono copie delle mail originali, ma solo una vista su quanto hai già nel tuo database di posta. Cancellare una mail all’interno della Cartella ricerche, equivale a cancellare l’originale.

Buon lavoro!

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Consigli pratici di sopravvivenza: si tratta di una modifica (del documento) dello scorso agosto ma che ancora oggi miete vittime abbastanza facilmente. Si tratta dei tempi di Recovery per la posta elettronica eliminata dal cestino di Outlook, quella ancora recuperabile da server, tramite apposito “Recupera posta eliminata“. Se ti stai chiedendo quanti giorni hai a disposizione in questa fase, probabilmente la risposta è 14, e non ti piacerà.

Change how long permanently deleted items are kept for an Exchange Online mailbox

La più classica delle ricerche in Google suggerisce un come fare, per l’esattezza “Change how long permanently deleted items are kept for an Exchange Online mailbox“, ed è così che si finisce in Technet a leggere ciò che Microsoft spiega a tal proposito. Secondo l’ultimo ritocco, i giorni di Recovery di una mailbox (predefiniti) sono 14, pochissimi considerando che una persona ha (sempre di default) una policy che pulisce automaticamente il cestino dopo 30 giorni, ma che non gli impedisce di pulirlo autonomamente all’uscita dal client, per esempio. Ciò vuol dire che si hanno, nella peggiore delle ipotesi, al massimo 14 giorni per accorgersi di aver fatto una stupidata, oltre i quali diventa definitiva.

Ho voluto modificare questo comportamento, ritoccando la policy di pulizia del Cestino (ECP → Compliance Management → Retention Tags → Deleted Items) e portandola a 60 giorni, quindi facendo girare un’istruzione PowerShell per portare i 14 giorni di Recovery a 30, il massimo offerto da Office 365:

Get-Mailbox -ResultSize unlimited | Set-Mailbox -RetainDeletedItemsFor 30

L’istruzione modificherà il comportamento di ogni casella attualmente presente su Exchange in cloud. Il problema però te l’ho appena riportato tra le righe. Così facendo modificherai il periodo di retention delle caselle fino a ora presenti sul server, non lo farai per quelle future, dovrai quindi prevedere un automatismo che lo faccia anche per le prossime caselle di posta che andrai a creare, oppure dovrai ricordarti ogni volta di lanciare lo stesso comando via PowerShell (io, avendo già uno script PowerShell che rifinisce un utente appena creato, ho aggiunto l’istruzione a quelle solitamente eseguite).

A quel punto, per recuperare qualcosa di apparentemente perso, basterà mettere in pratica quanto suggerito da Microsoft stessa:

Buon lavoro.

Uno di quei problemi che, a lanciare una ricerca nei forum di Microsoft, escono quasi più risultati di una equivalente azione mirata a conoscere le misure di una showgirl. In seguito all’aggiornamento a Office 2016 (anche se non immediato), in ufficio abbiamo iniziato a notare una quantità di richieste di login superiore al dovuto.

Ora, che ogni tanto scada l’accesso al proprio account Office 365, ci può assolutamente stare. Che questo diventi però un’abitudine a ciascuna chiusura e riapertura programma (anche a distanza di pochi secondi) non è normale.

Office 2016: prima di partire e primi passi con ...

Ho provato a fare un reset dell’installazione, ho provato a cambiare profilo, ho cercato riferimenti in merito, nulla di fatto. Nei forum Technet c’è molta confusione, troppe informazioni spesso sbagliate. Sono arrivato a qualcosa di concreto, ho trovato finalmente un articolo che riproduce l’errore e lo risolve (questo: meyermed.com/2014/02/fixing-the-error-onenote-needs-a-password-to-sync-this-notebook-click-here-to-enter-your-password) e ho risolto l’anomalia sulla mia postazione, memorizzando le credenziali di Outlook ancora una volta e lasciando che OneNote tenesse la cache dell’autenticazione nel Gestore Credenziali di Windows.

Office 365: continue richieste di login da OneNote (e non solo) 1

Per poter replicare rapidamente la soluzione su più postazioni, ho scritto qualche riga di batch così da poterla dare in pasto al Kace di Dell e lanciarla agilmente ogni volta che ne ho bisogno. Funziona su Windows 7, 8.1 e anche 10:

cmdkey.exe /list > "%TEMP%\CredMan.txt"
findstr.exe MS.Outlook* "%TEMP%\CredMan.txt" > "%TEMP%\CredMan_Tokens.txt"
findstr.exe MicrosoftOffice15_* "%TEMP%\CredMan.txt" >> "%TEMP%\CredMan_Tokens.txt"
findstr.exe MicrosoftOffice16_* "%TEMP%\CredMan.txt" >> "%TEMP%\CredMan_Tokens.txt"
FOR /F "tokens=1,2 delims= " %%G IN (%TEMP%\CredMan_Tokens.txt) DO cmdkey.exe /delete:%%H
del "%TEMP%\CredMan.txt" /s /f /q
del "%TEMP%\CredMan_Tokens.txt" /s /f /q

Traducendolo in soldoni, il batch esporta le credenziali attualmente presenti nel Gestore Credenziali di sistema, ricerca tutto ciò che riguarda Office 2013 (15), 2016 (16) e Outlook. Per ciascuna corrispondenza andrà a rimuovere quel riferimento in Windows. Al termine –ovviamente– cancellerà l’esportazione precedentemente eseguita.

Ho creato un pacchetto eseguibile del batch sopra riportato e l’ho caricato sul mio spazio Box, nel caso tu voglia scaricarlo direttamente: app.box.com/s/siespaz9aqi3vzowetsjnovnw15z5eoi.

Dopo aver eseguito la pulizia, come già detto, dovrai autenticarti nuovamente su Outlook ma anche su OneNote se fai uso di Notebooks salvati su OneDrive personale o business (non servirà farlo su Excel o Word, hai già attivato la suite Office, non serve fare altro). Salvo errori, se l’autenticazione andrà a buon fine, ricompariranno le voci relative alle credenziali Office 16 nel gestore Windows, queste possono (e devono) essere lasciate lì.

Cheers.