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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

L’ultimo aggiornamento sul mondo del Car Sharing porta la data del 10 ottobre scorso (se escludo la rapida nota sul Piaggio Mp3 di Enjoy andato in pensione). È passato quasi un anno da quando ti ho parlato di DriveNow e del suo arrivo a Milano. Di novità ce ne sono state tante, e molte altre arriveranno tra una manciata di ore ormai, in concomitanza con l’avvio del mese di settembre. Io ho iniziato a utilizzare un po’ meno il servizio, ma lo ritengo pur sempre una tra le comodità innegabili di questa grande città.

Car Sharing: bentornati sui banchi di scuola!

Crediti immagine: omniauto.it

Share’nGo

Nonostante l’immagine appena inserita in articolo (creata dai ragazzi di Omniauto, nda) raffiguri 3 player importanti, manca quel quarto apparentemente indifeso, quello che “o tutto elettrico, o nulla“, Share’nGo, che sta vedendo crescere sempre più il suo bacino d’utenza e che continua a investire per approdare anche in Europa, dopo aver popolato il suo bagaglio d’esperienza in Italia. È proprio di qualche giorno fa l’articolo di approfondimento de Il Foglio, pubblicato all’indirizzo ilfoglio.it/economia/2017/08/24/news/ecco-la-flotta-delle-piccole-elettriche-gialle-che-va-benone-in-italia-149583, che racconta com’è nato il progetto e che tipo di scelte sono state fatte (e perché).

Car Sharing: bentornati sui banchi di scuola! 1

La loro newsletter è una di quelle più puntuali, che racconta novità riguardanti il futuro della società e della sua flotta, con alcuni dettagli che già ci dicono cosa accadrà in questo mese di “restart” post-ferie estive: un nuovo restyling dell’applicazione (assolutamente necessario, è certamente la meno accattivante tra tutte quelle ufficiali), il completamento della manutenzione del parco auto (necessario anch’esso, considerando le condizioni in cui si trovano alcune delle vetture sparse per il territorio) e 300 nuovi quadricicli tra Roma e Milano.

Car2Go

Dopo la chiusura del programma “PrendiMi” del febbraio scorso, hanno cercato di farsi perdonare (?) con alcune novità, tra le quali forse la più importante riguardante la validazione della patente online, ora possibile tramite applicazione. Ah no, aspetta, non è proprio così. Te la racconto tutta.

Il programma PrendiMi ha messo una pezza (se così si può dire) al barbaro aumento di tariffa applicato a coloro che portavano la vettura in una zona “di periferia“, cosa che ho ben descritto in un articolo dedicato: Car Sharing: che combinano car2go ed Enjoy?, che ancora oggi cambia le carte in tavola rispetto a Enjoy e Share’nGo, perché DriveNow ha fatto la stessa identica scelta con la loro mappa di copertura del servizio. Chiuso, con ringraziamenti per coloro che fino all’ultimo giorno hanno scelto di “riportare in centro” i mezzi, null’altro, nessuna informazione più specifica.

Per fortuna però ecco arrivare la validazione online della patente, ora disponibile via applicazione! Contrariamente a DriveNow, Share’nGo o Enjoy –infatti– Car2Go ha sempre necessitato della validazione fisica presso un punto vendita. Il tutto viene descritto in un articolo del blog ufficiale che trovi qui: blog.car2go.com/it/2017/05/29/16146, peccato che la novità riguardi esclusivamente i nuovi iscritti, come da risposta fornita a un utente in attesa di validazione per la sua patente rinnovata, stessa condizione nella quale si trova Ilaria:

Come si risolve il problema? Facile, si va in un punto di validazione fisico, rispettando orari d’ufficio spesso identici a quelli di ciascuno di noi (un cane che si morde la coda, in pratica).

Prima di chiudere, l’ultima nota è dedicata alle modifiche contrattuali che entreranno in vigore dal 13 settembre prossimo, le quali riguardano un nuovo tariffario e diverse modifiche al contratto stipulato tra la società e chi utilizza le vetture sul territorio. Introdotti inoltre i nuovi pacchetti minuti che sarà possibile pagare in anticipo: 2, 4, 6 o 24 ore, a prezzi ovviamente più vantaggiosi. Rinnovo anche per la flotta attualmente presente in città, che vedrà equilibrarsi i due modelli di Smart a 2 e 4 porte, questi ultimi dovrebbero passare da 50 a 400.

Allego qui entrambi i PDF inviati ai clienti, che potrebbero esserti sfuggiti: car2go – 2017_09_13_IT_FeePolicy (tariffario) e car2go – 2017_09_13_IT_Terms-and-Conditions_markup (modifiche al contratto, ben evidenziate).

DriveNow

Programma PrendiMi che vai, Drive’n Save che trovi. Sì perché DriveNow ha introdotto ciò che Car2Go ha eliminato, permettendo il noleggio a prezzo inferiore (o che vanno a regalarti minuti che potrai utilizzare successivamente):

Car Sharing: bentornati sui banchi di scuola! 4

Con Drive’n Save potete guidare alcune delle nostre BMW e MINI ad un prezzo speciale, a partire da 20 ct/min.
Vi basta controllare sull’app le auto nella area operativa verde identificate con il simbolo di %. Aprendo i dettagli dell’auto vi verrà indicato il prezzo scontato per il vostro noleggio su quella vettura.
Troverete BMW e MINI al costo di 20 ct/min e altre al costo di 24 ct/min.
Il programma Drive’n Save aiuta a rendere il sistema di free-floating sempre più efficiente, permettendo a voi di guidare auto speciali ad un prezzo davvero speciale.

L’articolo completo è disponibile all’indirizzo drive-now.com/it/it/blog/Drivensave. Io nel frattempo ho provato le loro auto (diversi modelli) trovandomi maledettamente bene, ma pagando ogni volta il dazio della zona non centrale.

E Ubeeqo?

Te lo ricordi GuidaMi di ATM? È passato a miglior vita lasciando spazio a Ubeeqo. Più orientato verso il noleggio a medio / lungo termine (inteso sulla base oraria), copre diverse città, Milano compresa (ma va?): ubeeqo.com/it & ubeeqo.com/it/carsharing-milano.

Car Sharing: bentornati sui banchi di scuola! 5

La tariffa si compone in base a tipo di vettura, durata del noleggio e pacchetto chilometrico da far comprendere nel prezzo finale, da aggiungere a un canone mensile che potrai pagare per mantenere un basso prezzo di noleggio orario (2€ / mese il più economico), anche se puoi scegliere di tenere l’account gratuito (ma facendo aumentare il prezzo orario). Trovi una tabella più che esaustiva qui: ubeeqo.com/it/carsharing-milano/tariffe.

Mettiamola così: tenersi una macchina di piccole dimensioni per una giornata intera ti costa 50€ da abbonato, con 50 Km inclusi, oltre i quali dovrai pagarli extra. Carburante, area C e parcheggio su strisce blu e gialle sono invece compresi. La storia cambia nel caso in cui si voglia tenere la vettura per una settimana, che con il carburante compreso parte facilmente da 225€ per la categoria più economica, totale al quale aggiungere il costo del pacchetto chilometrico scelto.

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Insomma, non certo un servizio da considerare alla pari di quelli a noleggio breve e “flottante“, perché la macchina andrà sempre riportata là dove l’hai presa, all’inizio del tuo noleggio.

Aggiornamenti costanti

Un rapido consiglio prima di terminare questo già abbondante articolo (e grazie a te che sei arrivato a leggere fino a qui). Oltre la mail c’è di più, e non sempre questi giocatori del mondo del Car Sharing inviano le comunicazioni e le curiosità tramite le loro newsletter.

Ricorda di seguire i blog delle rispettive società, e se usi Twitter, aggiungi alla tua lista l’account dell’applicazione Urbi, che pubblica spesso le novità del settore, raccogliendole dai vari protagonisti:

A me sembra che non manchi nulla. Per dubbi, anomalie o segnalazioni di errori, citofonare l’area commenti, come al solito! :-)

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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

La comunicazione a mezzo mail dovrebbe essere arrivata a tutti i clienti, ma cerco di riepilogare un po’, nero su bianco per ciò che cambia per te che –come me– utilizzi già Telepass Pyng, l’applicazione di cui ti avevo parlato ormai diverso tempo fa e che facilita la sosta nelle strisce blu (per le città coperte dal servizio), che nel frattempo ti si sarà aggiornata e sarà cambiata in Pyng+.

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente

La mail originale e completa è attualmente consultabile qui (fino a quando non verrà spazzata via). Le principali novità riportate sono:

  • L’app Pyng di Telepass diventa Pyng+ di Telepass Pay (come detto in apertura articolo):
Pyng+
Pyng+
Developer: Telepass Pay
Price: Free
  • Fino al 31 ottobre 2017 puoi continuare ad utilizzare l’attuale app Pyng di Telepass per pagare la sosta sulle strisce blu.
  • Dal 1 novembre 2017 per usufruire del servizio di pagamento della sosta sulle strisce blu dovrai aderire all’offerta Telepass Pay. Le condizioni contrattuali del servizio Telepass riferite al pagamento del pedaggio, dei parcheggi in struttura, dei traghetti e dell’Area C non subiscono variazioni.
  • Se attiverai con Telepass Pay solo il servizio di pagamento delle strisce blu non ti sarà addebitato alcun costo aggiuntivo.
  • Se vorrai utilizzare tutti i nuovi servizi offerti da Telepass Pay consulta per maggiori informazioni il Foglio Informativo (scorri la schermata, troverai tutti i documenti scaricabili).

Il sito web del nuovo servizio è disponibile all’indirizzo telepass.com/it/telepass-pay, e permette di aderire all’offerta in maniera gratuita fino al 31/12/2017 (almeno per il momento). Il canone sarà poi di 1,50€ / mese per continuare a utilizzare tutto ciò che è collegato a Pyng+. In caso contrario, potrai passare al piano free e continuare a pagare la sosta nelle strisce blu gratuitamente, cosa che probabilmente io farò.

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 3

La scelta è attualmente basata sull’unico servizio extra disponibile (pagamento carburante, nda) e dal tipo di accordo che Telepass ha stretto con i gestori delle stazioni di servizio autostradali. La possibilità di effettuare il pieno pagando tramite fattura Telepass è infatti limitato al solo “Servito, notoriamente più costoso del già troppo esoso prezzo richiesto per il litro di carburante. Se preferisci quindi fermarti al Self Service, dovrai continuare a ricorrere alla solita carta di credito presso l’ufficio del gestore, piuttosto che al bancomat accettato dalla colonnina a fianco del distributore stesso.

La storia cambia (e parecchio) quando invece si rimane in città. In quel caso potrai utilizzare l’applicazione Pyng+ per pagare il carburante anche in modalità Self Service (a prezzi più che accettabili rispetto alla rete autostradale), ed è di una manciata di giorni fa questa mia fotografia scattata in un’area Q8, che già accetta questo tipo di pagamento (sono sempre avanti, te ne avevo già parlato!):

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 2

Come funziona?

Funziona che dal momento in cui fai richiesta di attivazione dei servizi di Pyng+ (firma del contratto, copia del documento, ecc. tutto da sito web, nda), ti viene aperto un nuovo contratto online che va ad affiancarsi al tuo già esistente, e ti viene migrato l’account sulla nuova Dashboard di Telepass. Ciò però andrà anche a rendere temporaneamente inaccessibili i servizi legati alla tua utenza precedentemente funzionante, che tornerà tale solo dopo che un operatore avrà attivato il tuo nuovo contratto (a ora che sto scrivendo, sto ancora aspettando che questa cosa accada).

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 4

Telepass (fisico) e Pyng+ sul telefono non dovrebbero smettere di funzionare, ma non prevedo grossi spostamenti in questo weekend (che poi sarà lo scorso, quando leggerai l’articolo!), anche per evitare possibili rogne in merito.

e il rifornimento?

Ecco, questo è proprio il pezzo che andrò a completare riportandoti la mia esperienza quando il nuovo servizio sarà attivo, non ti resta quindi che aspettare :-)

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 6

Update

Ho avuto accesso alla mia nuova Dashboard, tutto trasferito e funzionante. Il serbatoio dell’auto è circa al termine della sua autonomia, stazione di servizio Q8, quella che uso di tanto in tanto rientrando dalla tangenziale (dove ho scattato la fotografia pubblicata in questo articolo), pagamento con Pyng+, ed ecco com’è andata.

A contratto finalmente verificato e attivato, l’applicazione di Pyng+ sullo smartphone ha chiesto l’accettazione delle condizioni d’uso, una sequenza numerica inviata via SMS al numero di cellulare dichiarato nel contratto (come una verifica in due passaggi) e un codice PIN che dovrà essere utilizzato a ogni avvio dell’applicazione stessa (giusta mossa, considerando che è possibile spendere soldi che verranno poi addebitati sul proprio conto corrente). Da questo momento in poi, anche la funzione di rifornimento carburante da applicazione è sfruttabile.

Spostandomi nell’opzione dedicata, ho potuto verificare da mappa quale fosse la stazione di servizio più vicina a me (ovviamente ero già arrivato), selezionandola per il rifornimento (occhio: occorre prima farci clic sopra fino a far comparire la conferma del metodo di pagamento via App, quindi schiacciare “Nuovo rifornimento“), ecco qualche immagine:

Un punto a favore che si nota immediatamente è il tetto massimo che si può raggiungere per fare il pieno, ben 150€, al contrario invece della carta di debito o del bancomat che hanno quella pre-transazione di 100€ massimi. Nel mio caso non mi cambia la vita, non ho mai messo più di 100€ nel serbatoio dell’auto, ma è comunque qualcosa in più rispetto al solito. Ciò che invece suona un pelo male è quel tetto massimo di 10 minuti per sfruttare il codice generato, non ne capisco il motivo.

A questo punto, mi è bastato chiedere alla colonnina di pagamento automatica di farmi inserire il codice di pagamento (stesso pulsante dedicato al codice cliente per la raccolta punti Q8) e, una volta terminato, avere la disponibilità massima dei 150€ per fare il pieno!

Terminata l’operazione, ho ricevuto una notifica di pagamento sullo smartphone, la classica ricevuta cartacea stampata dalla colonnina e, in seguito, ho potuto visualizzare transazione e relativa ricevuta anche tramite App e sul sito web di Telepass:

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente (aggiornato) 9

Insomma, per farla breve, tutto è regolarmente funzionante e abbastanza lineare (crash alla prima ricerca stazione di servizio di Pyng+ a parte). Ho trovato però il pagamento un po’ macchinoso, molto più di quanto non lo sia il tirare fuori la carta di credito dal portafogli. Se però si va ad analizzare oggettivamente il servizio, si capisce che può fare da sostituto proprio di quel portafogli, forse dimenticato, forse senza la carta di credito, agilmente sfilata dalla moglie magari. Non è poi di molto tempo fa un episodio di un amico che ha lasciato il portatogli a casa –Torino– ed era a secco di carburante a Milano, dopo una giornata di lavoro.

Il pagamento del carburante altro non è che una nuova variante del servizio già esistente nelle stazioni di servizio Q8, basato però su PayPal anziché su Telepass. Funziona, è rodato, è giusto che qualcuno voglia approfittare di una tecnologia già presente sul mercato, “rimarchiandola” e permettendo a un bacino molto esteso di clienti di approfittarne, rendendogli il tutto più facile.

Una pre-conclusione

Ogni nuova facilitazione per chi deve usare servizi di rifornimento carburante, car-sharing, mezzi pubblici (e così via) è sempre ben accetta. Se poi a metterla in campo è una società con la quale si è già abituati ad avere a che fare, tanto meglio. Meno siti web dove inserire le proprie coordinate bancarie, meno sbattimento per verificare decine di fatture, più tranquillità e rapidità nell’accesso a ciò di cui si necessita concretamente.

Vedo di buon occhio Pyng+, almeno per il momento, ma tutto dipenderà dalla velocità con la quale i servizi accessori verranno attivati, ma soprattutto dai prezzi / maggiorazioni che verranno applicate per poter salire sul carro della comodità e dimenticarsi davvero il portafogli a casa. Non dimentichiamo inoltre la “compatibilità” con il territorio, fondamentale anch’essa. Perché se è vero che anni fa ING Direct (faccio un esempio pratico basato su esperienza personale) ha sostituito la carta Bancomat con una di debito (circuito V-Pay) promettendo zero problemi, è altrettanto vero che la quasi totalità delle stazioni di servizio sparse tra i nostri paesi e città non accettano quel tipo di carta per i rifornimenti in Self Service, cosa che mi fa tuffare di testa nei primi anni 2000, quando si impazziva per cercare l’attività commerciale che accettava il pagamento con la carta Banco Posta.

Dopo l’area C di Milano (con quell’addebito automatico su fattura Telepass che mi ha salvato un paio di volte) e il pagamento delle strisce blu accettato sempre più, ora tocca nuovamente a te, Telepass, fai la prossima mossa.

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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Ci sono poche certezze nella vita di un milanese medio, l’Esselunga è certamente una di queste. Tutti pensati e realizzati con una logica ormai consolidata, buone offerte, qualche modifica non proprio gradevole nel post-Caprotti (che continua a mancarci tantissimo), il Presto Spesa, la cassiera che ti sorride quando è in buona, i suoi banchi del fresco.

Dall’altro lato Satispay, nata da cuore e menti italiane, con investimenti internazionali che stanno permettendole di crescere rapidamente e catturare l’attenzione di ulteriori commercianti (e gruppi) che decidono di accettare i pagamenti portati a termine tramite l’applicazione disponibile sulle piattaforme mobile più diffuse (Android, iOS, Windows Phone). Si dice che l’unione faccia la forza, giusto?

Ho fatto la spesa all'Esselunga con Satispay (un sacco bello)

Da un paio di settimane circa, l’Esselunga dove io e Ilaria siamo soliti fare la spesa, ha aggiornato i propri terminali includendo la possibilità di pagare con Satispay, e noi ne abbiamo approfittato immediatamente. Utilizzavo già Satispay, più sporadicamente, perché non propriamente circondato da esercizi commerciali che si appoggiavano a lui per il pagamento elettronico, ma con l’arrivo di Esselunga mi è toccato pure aumentare il budget settimanale da tenere sempre sotto ricarica!

Regole del gioco: quelle che durano ormai da qualche tempo. Il pagamento è sempre erogabile, ma per alcuni esercizi commerciali c’è in più quel cashback che ti permette di recuperare parte della spesa, subito dopo aver pagato. Esempio pratico? Pagamento di 100€ con cashback al 20%, 20€ tornano immediatamente nel budget di Satispay. Un modo come un altro per invogliare gli utilizzatori a passare dall’applicazione anziché dai contanti o dalle carte di pagamento.

Ho fatto la spesa all'Esselunga con Satispay (un sacco bello) 1

Ma perché Satispay?

Perché è comodo, funziona su iPhone ma anche sul mio Galaxy S8, su entrambi condivido l’account e non importa quale telefono sto utilizzando nello specifico momento. Un amico dice che Apple Pay è più comodo, in realtà credo e sostengo che si tratti di due metodi di pagamento molto differenti, dove il primo citato è dedicato esclusivamente ai clienti della mela, escludendo tutto il resto del mondo. Apple Pay si appoggia sulla propria carta di credito (ammesso questa sia compatibile), Satispay sul conto corrente bancario (o una carta con IBAN).

Satispay, una volta sbloccato con la propria impronta digitale o il PIN scelto in fase di installazione e prima configurazione, permetterà di inviare denaro al negozio preferito o all’amico che l’altra sera ha anticipato per tutti pagando il conto in pizzeria. È molto veloce (pressoché immediato, giusto il tempo della preparazione del pagamento) e preciso, tutto fila liscio e spero che continuerà a evolvere nel corso del tempo.

L’iscrizione al servizio è gratuita, così come ogni operazione eseguita. Se utilizzi il codice GIOVANNISOLO ottieni anche 5€ come “bonus di benvenuto” al completamento delle operazioni di riconoscimento e invio delle fotografie del tuo documento di identità. Il processo porterà via qualche giorno, potrai poi impostare il budget da tenere sempre a portata di clic e ricaricare ogni settimana (solo quando necessario).

Satispay
Satispay
Developer: Satispay S.p.A
Price: Free
Satispay
Satispay
Developer: SATISPAY S.P.A.
Price: Free

Ti iscriverai? :-)

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