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Un tempo era Napster, poi l’evoluzione ci ha travolti facendoci finire ai tempi d’oggi, quelli caratterizzati da Spotify, che è un po’ il nome che tutti grosso modo conoscono, perché di giocatori nel campo della distribuzione musicale ne esistono in realtà molti altri. Ecco, Qobuz è uno di quelli che fino al mese scorso non conoscevo, nonostante operi in questo mercato dal 2007 (solo da una manciata di tempo in Italia, nda).

Qobuz è l'audio ad alta definizione per l'alto ceto musicale

Qobuz

Nato in Francia (nel 2007, appunto), e quasi arrivato a un bivio che puzzava di chiusura nel 2015, Qobuz propone un catalogo musicale all’interno del quale potrai trovare tracce estratte da CD senza perdita di qualità (e non solo), che potrai ascoltare tramite qualsiasi tuo dispositivo (adatto) per un periodo di tempo limitato (quello della prova gratuita) o per sempre, ammesso di pagare l’abbonamento che a te più si confà. Qobuz Premium, Qobuz HiFi, Qobuz HiFi Sublime e Qobuz HiFi Sublime+ sono i quattro pacchetti disponibili per la tua scelta, rispettivamente a un costo di 9,99€/mese (o 99,99€/anno), 19,99€/mese (o 199,99€/anno), 219,99€/anno (non c’è pagamento mensile) e 349,99€/anno (non c’è anche in questo caso pagamento mensile). Costi che letti così sono proibitivi, ma ai quali corrisponde chiaramente una serie di possibilità di ascolto e download che i puristi musicali evidentemente possono pretendere (puristi che devono però avere un buon budget a disposizione). Questo perché Qobuz, insieme a Tidal, costituisce l’unica coppia dello streaming a qualità CD (FLAC 16-Bit/44.1kHz), non considerando il servizio Elite di Deezer riservato a chi possiede dispositivi Sonos.

Il Player

Disponibile per Windows e macOS, Android e iOS, Qobuz propone un player che ingloba al suo interno null’altro che una buona interfaccia web con la possibilità di essere soggetta alle leggi di qualsiasi altro programma installabile sui principali sistemi operativi. Tiene fuori Linux, sul quale però gira correttamente la versione Windows emulata da Wine. Bella quanto quella di Spotify? No, eppure si tratta grosso modo dello stesso tipo di mestiere e movimenti tipici (ti fornisco l’album, ti propongo la playlist, ecc.). Disponibile chiaramente anche via web puro, per ogni browser di vecchia e nuova generazione (ma la vecchia facciamo che la metti da parte e smetti di usarla, eh?): play.qobuz.com.

 

Puoi partire alla ricerca della singola traccia, aggiungendola alla tua coda, e la cosa vale anche per gli album interi, quelli che hai a disposizione e compresi nel tuo abbonamento, perché la cosa che non mi è del tutto chiara è la questione accordi / licenze e il perché alcuni di quegli album facciano ascoltare giusto un assaggio da 30 secondi, sopratutto perché Qobuz dichiara di possedere i diritti sia per le major, che per le etichette indipendenti in tutto il mondo. A tal proposito chiederò informazioni in merito e aggiornerò l’articolo per dare una risposta anche a te nel caso ti venga voglia di mettere alla prova il servizio.

Qobuz
Qobuz
Developer: Qobuz
Price: Free
Qobuz
Qobuz
Developer: Qobuz
Price: Free+

Il catalogo e le partnership

Ricco, fuori di dubbio, perché si parla di 40 milioni di brani di cui più di uno in alta definizione (quest’ultimo milione corrisponde a circa 80.000 album stimati). Io ho cercato di attraversare ogni genere che sono solito ascoltare, trovando quasi sempre buone risposte, spaziando poi per alcuni autori e generi che ascolto molto meno e scoprendo belle sorprese che ho certamente apprezzato anche per la qualità di trasmissione della traccia (che dà il suo bel da fare alla connessione quando si passa dalla qualità Hi-Res a 24 bit / 192 kHz Stereo rispetto al più ristretto MP3 tradizionale). Le novità rispondono anch’esse all’appello e non può che far piacere, il tutto anche scaricabile sul proprio PC (o altro dispositivo) per un ascolto offline in qualsiasi momento, con il plus della copia scaricata in maniera permanente (come se si possedesse il CD) a patto di avere l’abbonamento adatto (il Sublime+, nda), altrimenti ci si accontenta dell’evitare di consumare GB ma le tracce restano leggibili dal solo Player di Qobuz.

Qobuz è l'audio ad alta definizione per l'alto ceto musicale 4

Oltre alle singole tracce, in alcuni casi potrai anche dare un’occhiata ai booklet digitali dell’album, roba per veri feticisti, ma che va in qualche maniera ad arricchire ciò che stai pagando mensilmente / annualmente, non c’è dubbio. Se poi quel catalogo lo vuoi ascoltare esclusivamente a casa o in ufficio e hai un dispositivo compatibile Qobuz, puoi dare libero sfogo alla tua passione e pretesa riguardo la qualità, perché la società francese ha stretto accordi con partner di tutto rispetto, che ti permettono di portare il tuo abbonamento anche laddove altri non si sognano neanche di arrivare: Sony, Naim, JBL, Harman Kardon, LG, B&O Play, Philips, Vizio, Pioneer, Onkyo, Grundig, Polk, Raumfeld, oltre che sui sistemi audio multisala come Sonos, Yamaha MusicCast, Bluesound, Devialet, Linn and Samsung. Qobuz è utilizzabile con brand high-end come Mark Levinson, Auralic, Aurender, Lumin, T+A, AVM, Burmester, Esoteric e Sim Audio, e l’elenco può solo cresce in futuro.

Il booklet di cui ti parlavo prima non è però l’unica nota di finezza in più che Qobuz può vantare, perché c’è un intero staff editoriale dietro le scelte della società, ed è quello che cura tra l’altro le recensioni degli album, le biografie (chiamate Ritratti) che raccontano gli artisti e il loro modo di fare musica, le panoramiche su alcune delle più belle uscite (che hanno fatto la storia o che stuzzicano la curiosità odierna dei fruitori), come un grande blog che continua ad arricchirsi di interventi competenti tradotti anche nella nostra lingua (lavoro affatto banale e che porta via un mucchio di tempo, che ha quindi un costo anch’esso).

In conclusione

Insomma, l’idea me la sono fatta io che ho sfruttato a man bassa le fantastiche SONY WH-1000Xm2 (per poter dare giustizia all’ascolto delle tracce in Hi-Res, lo ammetto) e se la sono fatta tutti coloro che hanno già messo alla prova questo servizio: la qualità dei contenuti e di tutto l’ecosistema che gira attorno a Qobuz batte facilmente ciò che Tidal ancora propone e difende dall’alto del nome che si è potuto fare precedentemente.

Io che Tidal l’ho provato ormai diverso tempo fa non me la sento di metterli oggi a confronto seriamente (perché il servizio scandinavo potrebbe essere nel frattempo migliorato), ma di certo riconosco a Qobuz un grandissimo lavoro che va ben oltre l’interfaccia applicativa ancora migliorabile, perché le tracce suonano meravigliosamente (come se si fosse tornati ai bei tempi dell’impianto audio in casa senza i vicini che venivano a bussarti alla porta come se avessi appena ucciso qualcuno, e che saranno mai i Guns N’ Roses alle quattro del pomeriggio, dovreste ringraziarmi quasi!) e tutto ciò che c’è attorno a essere è presentato con competenza e occhio critico sempre apprezzabile, senza considerare che quella statistica relativa ai contenuti in qualità FLAC (quasi) CD contro le tracce in alta definizione non può che modificarsi prediligendo quest’ultima strada (con buona pace dei puristi e felicità di chi pretende che tutto fili più liscio della pelle di un neonato). Grande tallone d’Achille per il nuovo utilizzatore che non può capire la differenza dalla pura offerta testuale è certamente il prezzo affatto competitivo, ma qui aiuta il mese gratuito di prova e la costante da sempre esistente: la qualità ha un prezzo.

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: abbonamento 3 mesi al piano Sublime+ fornito da Qobuz che ringrazio. Al termine dei 3 mesi tutto torna alla normalità e dovrò pagare la cifra di listino se vorrò continuare a usare il servizio.
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Isolarsi dal mondo più che una velleità è una necessità imprescindibile in alcuni momenti della giornata o della più colpevole settimana lavorativa. In questo la musica è uno strumento che aiuta fin dalla notte dei tempi, cura molte ferite o per lo meno cerca di lenire quello che può essere il dolore o lo stress procurato dalla quantità di obiettivi da portare a termine in tempi non sempre generosi. Partner di questo blog da ormai tanto tempo è SONY, azienda per la quale ho speso tante belle parole in passato e che continua a sfornare prodotti dall’indubbia qualità, oggi ti parlo di uno di quelli, si tratta delle SONY WH-1000Xm2, cuffie dai grandi padiglioni che eliminano ogni rumore di fondo, quasi anche quello del tuo respiro e battito cardiaco.

SONY WH-1000Xm2: esisti solo tu e la musica nelle tue orecchie

Il quasi di prima non è riferito certo a ciò che senti con i tuoi timpani, quello è rumore che viene davvero eliminato, ciò che non puoi eliminare è invece ciò che senti dentro di te (quella sensazione di battito cardiaco accelerato nel petto o quel respiro affannoso dopo una corsa), ma magari ci stanno lavorando ;-D

SONY WH-1000Xm2

Il profumo della pelle, la cura del dettaglio, l’accessorio al quale distrattamente non badi fino a quando non realizzi quanto possa essere fondamentale. SONY mi ha abituato a tutto questo, il passo avanti compiuto dalle WH-1000Xm2 è dovuto non tanto alle conferme che incontrerai sul tuo percorso e delle quali ti accorgerai indossandole, bensì a quelle “piccolezze” (vogliamo chiamarle così?) che con altre cuffie non puoi avere: l’inutilità del volume alto (anche se ogni tanto tenderai comunque a picchiettare su quel “+“) la qualità dell’isolamento attivo che ti taglia completamente fuori da ogni scenario, l’audio Hi-Res con amplificazione S-Master HX (che finalmente riesco a provare sul serio, poi ti spiegherò come in un prossimo articolo) e l’intervento della tecnologia DSEE HX che aumenta la qualità dei file compressi generalmente ascoltati (file Mp3 o streaming di bassa-media qualità). A concludere il quadretto in connessione senza fili ci pensa la tecnologia LDAC che permette di trasmettere circa il triplo dei dati rispetto al più standard collegamento Bluetooth classico, migliorando (manco a dirlo) la qualità della traccia in riproduzione.

Costruzione

Ero e sono ancora serio: le SONY WH-1000Xm2 sono comode, leggere, belle. La pelle fodera quei padiglioni artificiali che prenderanno presto posto sui tuoi di padiglioni (auricolari), racchiudendoli nel profondo di un fantastico silenzio all’interno del quale potrai iniettare in punta di piedi la tua traccia musicale, la colonna sonora della tua giornata, la tua naturale droga, distrazione per portare a termine in scioltezza un compito prefissato (come scrivere questo articolo, per esempio), senza possibili distrazioni provenienti dall’esterno, anche se puoi facilmente interagire con le persone attorno a te semplicemente poggiando la mano destra sul relativo padiglione delle cuffie, facendo così abbassare il volume e permettendo di ascoltare ciò che ti viene detto (solo quando connesso in Bluetooth a un dispositivo).

275 grammi di peso totale, cavo da circa 1,5mt se non dovessi scegliere un collegamento senza fili, custodia che ti permette un facile e sicuro trasporto dell’oggetto (e ci sono anche le istruzioni per pilotare i comandi touch sul padiglione destro, nda) e all’interno della quale puoi anche tenere il cavo e l’adattatore jack per l’uso in volo. Il cavo è gommato e con uno spessore abbastanza importante, difficile che tu possa litigarci e renderlo un polpettone unico dal quale non riuscirai più a uscire.

Comandi

Sì perché –come anticipato– se le WH-1000Xm2 sono collegate a un dispositivo via Bluetooth, questo potrà essere comandato tramite l’intervento della tua mano sul padiglione destro delle cuffie, dal quale potrai decidere di alzare o abbassare il volume, mettere in pausa una traccia, avanzare verso la successiva o tornare indietro. C’è anche il doppio tocco dedicato alle chiamate che possono arrivarti sullo smartphone, che potrai agilmente controllare e alle quali potrai ovviamente rispondere sfruttando il microfono integrato (ma anche questo è uno standard consolidato di SONY e tanti altri produttori, anche se io onestamente continuo a preferire un microfono direzionale posizionato quanto più vicino alla bocca, tramite più classico e certamente antiestètico archetto).

SONY WH-1000Xm2: esisti solo tu e la musica nelle tue orecchie 6

C’è un però, e riguarda proprio quella che per forza di cose è certamente una comodità, ma che all’inizio forse ti farà diventare un pelo scemo (più di quanto, nel mio caso, io non lo sia già): se ti capita di toglierti le cuffie per qualsivoglia motivo (o di spostare solo un padiglione), potresti incappare nel prendere un controllo che non avresti voluto (una pausa, un play, o un avanzamento di traccia). Una, due, tre, forse quattro volte prima di non farlo più e iniziare ad abituarti a quello che deve essere il giusto movimento per trattare le SONY WH-1000Xm2, a me è successo spesso prima di scoprire che in collegamento Bluetooth mi sarebbe bastato appoggiare il palmo sul padiglione destro per abbassare dinamicamente il volume e dare retta a Ilaria senza il taglio del rumore e il sottofondo musicale scelto (e soprattutto senza togliere le cuffie dalle mie orecchie).

Ribadisco: è solo questione di abitudine, non devi però perderci la pazienza quando avrai a che fare con il prodotto nelle prime ore di utilizzo.

Qualità del suono

Uno di quei paragrafi che mi sta davvero molto a cuore. Ho l’animo tendente un po’ al tamarro, adoro la musica, mi piacciono molti generi e non sempre si finisce per ascoltare del buon Jazz o una traccia Rock di quelle che “levati da lì“, capita quindi di inserire in coda della commerciale o quel vecchio timbro elettronico / dance che non esiste più al giorno d’oggi (se hai la mia età o anche più, puoi capire cosa si prova a gettare nella mischia qualche esemplare di anni ’80 come si deve).

Ciò che ti fa dimenticare (o quasi) la necessità di maggiore volume è proprio questo tipo di prodotto: l’eliminazione del rumore di fondo e la qualità della sorgente creano una coppia realmente perfetta, una simbiosi, la quale con il giusto dosaggio ed equalizzazione ti permette di apprezzare quella medesima traccia che, ascoltata con un tipo diverso di cuffie (non necessariamente di diverso produttore), suona per forza di cause maggiore in maniera nettamente differente, dettaglio che non sfuggirebbe neanche a chi non possiede –come me– l’orecchio assoluto e quella spocchiosità audiofila che talvolta invidio. Là dove non arriva in maniera autonoma la SONY WH-1000Xm2 puoi arrivare tu, manualmente, modificandone il comportamento tramite un’applicazione rilasciata dal produttore sia per Android che iOS:

Se poi ti capita di passare su quella traccia elettronica di cui ti parlavo prima beh, apprezzerai certamente il basso secco e ben definito, un vero piacere sentirlo andare, finirai inesorabilmente per volerne di più, alzare il volume per non perderti neanche un passaggio della tua Power Track, probabilmente tornerai indietro alla fine e la riascolterai ancora una volta, e forse un’altra ancora. Tranquillo, ti capisco benissimo. Fatti avvolgere con precisione millimetrica dai padiglioni delle WH-1000Xm2 (come fossero cuciti sulle tue orecchie) e godi appieno dell’isolamento. Quando lo togli è quasi come stappare un vasetto di conserva tenuto sottovuoto fino a quel momento.

In conclusione

Con una buona portata del Bluetooth (coadiuvato anche dalla ormai assodata presenza e rapidità di NFC, dato per scontato sui prodotti SONY), messo alla prova anche a discreta distanza dal mio MacBook e con porte di corridoio chiuse che generalmente rompono le scatole durante l’allontanamento (senza considerare quanto può essere schizzinoso nativamente il Bluetooth dei MacBook Pro Early e Late 2013, nda), il prodotto offre una solida connettività che raggiunge comunque il suo apice quando collegato via cavo alla tua sorgente, panorama in cui quest’ultima diventa ancora più fondamentale considerando quanta ottima tecnologia di lavorazione ed esecuzione della traccia puoi realmente sfruttare.

Altro dettaglio non specificato nei paragrafi precedenti è certamente quello relativo alla batteria integrata, che può arrivare (dichiarato così nella scheda ufficiale del prodotto) a 30 ore di riproduzione. Io posso solo dirti che dopo averle caricate la prima volta (in fase di ricezione), non ho più dovuto attaccarle a una sorgente elettrica tramite cavo microUSB, questo anche grazie al fatto che il mio utilizzo è stato di tipo ibrido, a cavallo tra Bluetooth e cablaggio diretto al portatile o allo smartphone.

Sono rimasto estasiato dalle WH-1000Xm2 e, nonostante qualcuno mi abbia consigliato di volare più basso e accontentarmi delle sorelle minori in caso di acquisto (WH-H900N, nda), io credo che –ammesso il budget lo permetta– tu non debba accontentarti in caso ci si trovi davanti a un bivio, il classico e prevedibile dubbio riguardo la scelta quando il prezzo di listino non è esattamente dettaglio trascurabile. Le WH-1000Xm2 costano infatti (secondo sito web ufficiale) 380€. Tu puoi in alternativa già trovarle su Amazon, dove riusciresti a risparmiare qualche soldino, che male non può certo fare, giusto?

Io ringrazio ancora una volta SONY per la collaborazione e sono “pronto” (si fa per dire) a far tornare le WH-1000Xm2 all’ovile (ma devo proprio?) 😭

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Prodotto: Fornito da SONY, torna all'ovile al termine dei test.
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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Non è certo un segreto: Acronis e EaseUS producono due dei software che più utilizzo per lavoro (e non solo). Non è una novità ma dato che potrebbe tornarvi (e tornarmi) utile, lo sapevate che la prima citata ha pubblicato la ISO della versione 2016 di True Image direttamente sul loro spazio web?

Trovate infatti la ISO (masterizzabile su supporto ottico o integrabile su chiavetta USB bootabile) di Acronis True Image 2016 all’indirizzo dl.acronis.com/s/AcronisTrueImage2016.iso.

Acronis True Image 2016: scaricare l'immagine ISO 1

Inutile ricordarvi che la ISO è ovviamente limitata nelle funzioni e che serve esclusivamente a portare a termine operazioni di base sui dischi come la copia di una specifica partizione o la clonazione di un intero disco, o ancora la formattazione sicura di un supporto. È uno strumento da non farsi mai mancare e da portare con sé come fosse un coltellino svizzero. Nel caso in cui il collegamento alla ISO su server Acronis non funzioni, potete passare dal mio spazio Dropbox sul quale ne ho salvato una copia: dropbox.com/s/r1xctcnwg3s4rtc/AcronisTrueImage2016.iso?dl=1.

Buon lavoro!

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Samsung NC 10 con Windows XPIl mio vecchio Samsung NC 10 mi ha servito egregiamente negli anni passati e dopo un upgrade di RAM ed una prossima sostituzione disco può ancora rivelarsi un fidato compagno di lavoro per chi non necessita di prestazioni particolarmente elevate. Ad Ilaria basta ad esempio navigare in internet (Firefox), gestire la posta elettronica (Thunderbird) e utilizzare la suite Office di Microsoft, che funziona ancora perfettamente in coppia con l’anziano sempreverde Windows XP, si, proprio lui!

Ecco quindi cosa fare con una chiave USB da 512 MB o più (ne avete ancora una in giro, ne sono quasi certo, nascosta da qualche parte) che verrà utilizzata una prima volta per installare il sistema ed una seconda per effettuare un backup completo del disco pronto.

Prima di partire: Windows XP (CD / ISO)

Avete bisogno di un PC che abbia a disposizione un lettore CD / DVD che possa quindi leggere il vostro CD di Windows XP e trasferirlo su chiave USB. Diversamente sarà necessario cercare un’immagine ISO già pronta su internet da dare poi in pasto al software (mappandola prima su un drive virtuale).

Per caricare un’immagine ISO su un CD / DVD virtuale (qui maggiori informazioni) vi basterà scaricare un qualsiasi software gratuito in grado di installare il driver nel vostro Windows. Uno fra tanti (che preferisco, ndr) è MagicISO Virtual CD/DVD-ROM. Decine di guide su internet potranno spiegarvi come ottenere dal CD fisico un’immagine ISO, decisamente più trasportabile anche in chiave USB :-)

Niente lettore CD/DVD, mano alla chiave!

Da quando sono stati tirati fuori i netbook è passata diversa acqua sotto i ponti e tanti si sono adeguati anche su altri modelli e tagli di PC. Giusto qualche giorno fa ho trovato una vecchia chiave USB da 1 GB inutilizzata. Dopo aver provato diversi software in grado di trasformare una chiave in un dispositivo avviabile con all’interno l’immagine del sistema ho trovato quello più funzionale e preciso: WinSetupFromUSB. Gratuito, disponibile insieme ad aggiornamenti dei suoi tool all’indirizzo code.google.com/p/winsetupfromusb/downloads/list.

Una volta scaricato il pacchetto (ad ora che scrivo) Win Setup_1_0_beta8.7z basterà scompattarlo e avviare l’eseguibile a 32 o 64 bit in base al vostro sistema operativo. L’interfaccia può sembrare molto complicata ma in realtà è estremamente semplice da capire e utilizzare. Inserite la chiave USB così da farla rilevare al programma che -a meno di problemi di formattazione- lascerà procedere senza chiedere di utilizzare uno dei tool per la formattazione inclusi nel software. Serve una chiave USB formattata in FAT32 a partizione singola, per la cronaca.

Windows Setup from USB

La serie di opzioni a vostra disposizione è abbastanza comprensibile. Quella che serve in questo caso è la prima: Windows 2000 / XP / 2003 Setup. Avete ora a disposizione il lettore CD e il supporto con Windows XP a bordo per creare la chiave? Avete creato precedentemente (o scaricato) un’immagine ISO del sistema operativo (in questo caso montate la ISO nel drive virtuale)? Se si fate clic sull’opzione poco prima citata e fate clic sul pulsante “…” che si sbloccherà in corrispondenza, vi verrà così richiesto dove andare a pescare i file di Windows XP da copiare su chiave USB:

Copia dati Windows XP dal drive virtuale

Fate clic sul pulsante “GO” e attendete conferma a video del lavoro effettuato. La chiave è pronta per essere utilizzata nel NC10. Se il bios è configurato per avviare prima il supporto removibile basterà fare clic su un qualsiasi pulsante quando verrà chiesto se avviare il sistema da CD, al contrario basterà premere F2 all’avvio della macchina, mettere a posto la sequenza di boot e procedere.

Da qui in avanti si tratta solo di configurare il vostro “nuovo” Windows XP come meglio credete.

NC10 pronto, effettuare un backup completo

L’idea è quella di avere un’immagine completa del disco a fine preparazione per un successivo ripristino in caso di danneggiamento. Per questo compito lascio lavorare Acronis True Image, un software a pagamento che tra le altre cose permette di creare una ISO, un CD o una chiave USB avviabile con i tool necessari per effettuare alcune operazioni di base sul disco (backup, ripristino, clonazione, ecc.). E’ facile (molto facile) trovare l’immagine ISO base su internet. Io l’ho creata direttamente da programma offerto gentilmente (è per lavoro, cit.) dalla mia azienda.

Acronis True ImageStesso software (WinSetupFromUSB, ndr), opzione 4. L’immagine di Acronis è infatti compatibile con Grub4dos del quale vi parlerò in un prossimo articolo (potete creare manualmente un supporto avviabile con Acronis e Grub4dos, ndr). Il procedimento è lo stesso citato per Windows: pulsante “Sfoglia“, individuazione del file ISO, GO per la copia dei dati (abbiate cura di formattare ancora una volta la chiave USB prima di procedere).

Inserendo la chiave USB all’interno del NC10 e avviandolo partirà Acronis. L’operazione di backup è estremamente semplice e potete trovare una spiegazione dettagliata nella guida all’interno della KB di Western Digital: wdc-it.custhelp.com/app/answers/detail/a_id/4341/~/come-eseguire-un-backup-utilizzando-acronis-true-imagine-w-edition-software.

Il lavoro è terminato e il portatile è pronto per la consegna :-)

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