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In tutta onestà pensavo a qualcosa di legato a uno specifico problema del driver video, e invece scopro che i nuovi ultrabook Lenovo della serie ThinkPad T nascono già con un bug più che fastidioso: una errata risoluzione video nel caso in cui si utilizzi un’immagine WinPE al boot, cosa più che normale considerando l’utilizzo di prodotti come Acronis o Macrium in ambito aziendale (o anche amatoriale, magari in un ambiente di laboratorio personale).

Problemi di risoluzione video per Macrium e Lenovo T470s

Dopo diversi tentativi portati a termine in autonomia (e andati a vuoto, nda) ho provato a dare un’occhiata sul web, trovando parecchi riferimenti a questo problema. Basta infatti una ricerca in Google per farli saltare fuori pressoché tutti, senza considerare l’esistenza di una nota ufficiale da parte di Lenovo che riporta i dettagli del problema e il fatto che si tratti di un’anomalia dell’ADK 1607: support.lenovo.com/it/it/solutions/ht503599.

Sia chiaro, l’ADK 1607 ha sempre (da quando esiste, chiaro) funzionato egregiamente su portatili Lenovo antecedenti l’ultimo arrivato, uso infatti le chiavi di boot USB generate da Macrium per clonare T440s, T450s e T460s che abbiamo in circolazione da queste parti, senza avere la necessità di indovinare a quanti tab di distanza si trova il pulsante Next che mi permetterà di proseguire con l’azione richiesta a video, cosa che viene resa ancora più difficile dalla totale mancanza di shortcut da tastiera o barre per movimenti orizzontali e verticali nella finestra attiva (e queste sono entrambe pecche di Macrium, giusto per dare a Cesare quel che è di Cesare).

Io la soluzione proposta da Lenovo l’ho già provata, senza successo però. Ho cercato anche di adottare alcune delle proposte riportate nei vari thread del forum di Macrium (qui faccio un solo esempio: forum.macrium.com/Topic13526-1.aspx), ma anche in questo caso ho avuto scarsi risultati degni di nota. Ho persino caricato i driver video specifici del modello T470s (che monta una scheda video integrata Intel HD Graphics 620, per dovere di cronaca) all’interno della relativa cartella presente su chiave USB, così da permetterne il caricamento in avvio dell’interfaccia principale, il vuoto più totale e la triste realtà della sola risoluzione disponibile da menu a tendina (640×480).

Problemi di risoluzione video per Macrium e Lenovo T470s 1

Cosa rimane da fare?

Due le possibili alternative. La prima richiede un semplice “remember“, la seconda è forse più comoda ma si tratta di un work-around che passa da tutt’altro binario. La finestra che Macrium apre –per esempio– in fase di ripristino immagine, ha il pulsante Next a quattro colpi di tabulatore dal tuo clic su “Restore Image“, la voce che dovrai selezionare una volta specificata l’immagine sorgente. I quattro colpi di tabulatore ovviamente vanno calcolati (e dati) nel momento in cui avrai specificato su quale disco effettuare il restore:

Problemi di risoluzione video per Macrium e Lenovo T470s 2

Il comando viene accettato alla pressione del tasto barra spaziatrice, contrariamente a quello che si potrebbe pensare (io avevo dato per scontato l’Invio, tanto per dire). Se al posto della schermata successiva si dovesse aprire l’help (in alcune versioni di Macrium può capitare), i colpi di tabulatore da dare saranno 5 anziché 4.

Capito l’antifona? Vale per qualsiasi mossa “fuori risoluzione” della WinPE di Macrium.

L’alternativa, che ho percorso, è stata quella di preparare una chiave di boot USB con un’immagine di Windows 10 contenente altri strumenti di lavoro, utili per un recupero dati, una base di partenza già pronta e disponibile gratuitamente visitando Ten Forums: tenforums.com/software-apps/27180-windows-10-recovery-tools-bootable-rescue-disk.html

La ISO contiene già diversi programmi utili all’amministratore di sistema, tra cui Macrium e Acronis, tanto per citarne un paio di un certo livello. A te non resta che cercare una chiave USB capiente “il giusto” (ti bastano 4 GB, per la cronaca) e quel WinSetupFromUSB che servirà a renderla avviabile (chiaramente dovrai selezionare il caricamento di una immagine basata su Windows Vista / 7 / 8 / 10 / ecc.), dai un’occhiata a questo articolo se non sai di cosa sto parlando.

L’immagine è già perfetta e con driver video che permetteranno di sfruttare la nativa risoluzione del PC, così da sopperire a quella mancanza che altrimenti ti renderebbe più difficile la clonazione della macchina.

Mi sembra di non aver dimenticato nulla, o almeno spero.

Buon lavoro.

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Mi è stato dato in pasto un vecchio HP 620. Dati su disco (quindi da formattare), nessun supporto di Recovery per riportare il sistema alle impostazioni di fabbrica (e no, neanche una Recovery Partition nascosta). Unico dettaglio è l’etichetta di Windows 7 Pro OEM posta sotto la sua scocca. Volendo evitare costi e tempi di attesa per un supporto HP (chiave USB o disco ottico), ho preferito cercare qualcosa in giro sul web, per capire se era possibile partire con un Windows 7 pulito sul quale reinstallare in seguito le applicazioni di base e gli aggiornamenti di sistema. Si può (con qualche accortezza).

Reinstallare Windows OEM quando il supporto di Recovery non c'è 7

Ottenere un file ISO di Windows

Parto dal principio e comincio dando per scontato che qualsiasi dato sensibile sia stato messo al sicuro dal tuo utente, che il tuo lavoro quindi si limiti a dover preparare da zero la macchina, radendo al suolo qualsiasi cosa viva attualmente sul disco fisso. Né HP, né Microsoft permettono in maniera pulita di ottenere un’immagine pulita del sistema. HP ti permette di ordinare i supporti originali del tuo prodotto, Microsoft invece mette a disposizione l’interfaccia di accesso facilitato a Digital River ma, nel caso in cui si tratti di un prodotto OEM e non Retail (cioè una licenza acquistata a parte, da qualsiasi rivenditore autorizzato), ti tira fuori un poco simpatico dito medio:

Per questo motivo ho cercato un’alternativa, la quale si è materializzata con il nome di Microsoft Windows and Office ISO Download Tool.

Si tratta di uno strumento abbastanza banale ma assolutamente adatto all’occasione (attuale, ma anche futura, non si sa mai), perché scavalca la limitazione imposta da Microsoft e permette la navigazione all’interno del loro sito web, consentendoti di selezionare l’intero percorso a te utile, per sistema operativo, versione, lingua e architettura. Una volta scaricata e avviata (non serve installazione) ti basterà selezionare il tipo di software da scaricare nel box in alto a destra (c’è anche Office, nda) e seguire la procedura guidata. Ho fatto qualche screenshot per farti vedere meglio di cosa si tratta:

A selezione completata, partirà il download del file ISO che hai scelto, porta pazienza (tutto dipende dalla tua connessione). Al termine, chiudi il tool, non ti dovrebbe più servire (tienilo da parte, magari in futuro potrebbe tornarti utile).

Creare il supporto di installazione

Di questo io e te ne abbiamo già parlato in realtà, ma probabilmente non lo ricordi. Ho tirato fuori Rufus dalla polvere, e con l’occasione l’ho aggiornato alla versione 2.14 (build 1086), mantenendo ovviamente la sua release Portable, così da non dover installare alcunché sulla macchina.

Trova una memoria USB che abbia almeno 3 GB di spazio disponibile da dedicare alla ISO di Windows scompattata (una stick da 4 GB andrà benissimo, tanto per capirci), mantieni le impostazioni suggerite dal programma e dagli in pasto il file precedentemente scaricato:

Reinstallare Windows OEM quando il supporto di Recovery non c'è 5

Rufus è pronto a creare il supporto USB avviabile per l’installazione di Windows 7 Pro Sp1 OEM in italiano, a 32 bit!

Ci siamo, lancia la preparazione del supporto facendo clic su Avvia e conferma l’operazione di formattazione della memoria USB, attendi quindi che il procedimento arrivi a completamento (impiegherà circa 15, 20 minuti al massimo). Espelli la chiave, infilala in una porta USB del PC che devi preparare da zero e falla partire, il resto è storia.

Riattivazione di Windows

Al completamento dell’installazione del sistema operativo, questo ti chiederà di essere attivato. Inserisci la Product Key che trovi sull’etichetta generalmente posta sulla scocca del portatile, tenta l’attivazione immediata perché –anche se dovesse fallire– la procedura proseguirà fino a portarti al Desktop del tuo PC appena formattato.

Controlla in autonomia se l’attivazione è andata a buon fine. Fai clic con il tasto destro su Computer, seleziona Proprietà e guarda in fondo alla schermata se il sistema è attivato o meno. Nel caso in cui non lo fosse, procedi con il riconoscimento telefonico. Ho provato un brivido lungo la schiena che mi ha riportato subito a una decina di anni fa, ma tutto funziona ancora, ti tocca solo di sopportare quella decina di minuti (circa) che serviranno ad ascoltare la voce guida, inserire i blocchi di numeri generati (ID di attivazione, nda) e ottenere quindi quelli in risposta, da inserire a video. Una volta fatto tutto, otterrai il tuo Windows 7 OEM completamente attivato e pronto per essere preparato.

Installazione del software

I driver vengono (teoricamente) scaricati da Microsoft Update se hai connesso la macchina a internet, puoi quindi non preoccupartene (in alternativa puoi navigare il sito web del costruttore della tua macchina, cercare la pagina del prodotto ed esplorare i driver messi a disposizione). Ciò che devi installare è il solito Firefox (o Chrome, in base alla tua preferenza), Java, Skype, ma anche Java, Dropbox e altro ancora.

Avevo pubblicato qualche tempo fa un documento per riepilogare un’installazione tipo (uno dei possibili esempi), la trovi ancora oggi all’indirizzo public.gfsolone.com/wiki/doku.php?id=documenti:setuppc, ma l’alternativa “all’olio di gomito“, download multiplo e “Next, Next, Done” si chiama Ninite. Si tratta di un sito web che ti permette di selezionare i software che ti interessano da una lista abbastanza nutrita e, una volta terminato, scaricare un piccolo pacchetto eseguibile da lanciare sul PC interessato.

Reinstallare Windows OEM quando il supporto di Recovery non c'è 6

Penserà lui a scaricare le ultime versioni dei software che hai scelto, installandole subito dopo, senza chiederti nulla a video (evitando così possibili errori e flag inopportuni che talvolta installano software ulteriore non richiesto, tipicamente pubblicitario). Si tratta di uno di quei tool che può essere utilizzato anche per aggiornare il software in seguito, replicando il solo clic necessario (si collegherà ai siti web delle applicazioni richieste, verificherà le ultime versioni disponibili e le confronterà con quelle a bordo del tuo PC), da tenere quindi da parte in caso di necessità.

Probabilmente superfluo dirlo, ma ricorda di far girare un Windows Update che possa rimettere completamente in bolla il sistema neonato. Le immagini ISO di Windows su Digital River sono aggiornate, ma non quelle relative a Windows 7 (e forse neanche quelle 8), immagino che Microsoft abbia maggiore interesse a tenere in linea quelle relative al suo ultimo prodotto sul mercato (giustamente, aggiungerei). In alternativa (se preferisci qualcosa di meno tradizionale ma efficace), ricorda che c’è sempre WSUS Offline.

In conclusione

Mi sembra di aver detto tutto, non dovrei aver saltato nulla, ma l’area commenti è ovviamente a tua totale disposizione nel caso in cui ti siano venuti dei dubbi o mi voglia richiedere qualcosa inerente l’argomento affrontato. Magari hai anche un consiglio alternativo a quello fornito, nel caso in cui mi capiti in futuro di avere ancora a che fare con PC che non hanno a portata di mano il loro disco di Recovery! ;-)

Update

Gironzolando sul web, ho notato di essere in buona compagnia per il più generico discorso relativo alla “Reinstallazione di Windows“. Ti consiglio quindi un ulteriore articolo (molto completo) che riprende buona parte di quanto sopra riportato, suggerendo inoltre delle possibili soluzioni a problemi che potresti riscontrare, soprattutto se hai a che fare con BIOS differenti. Ecco il collegamento: dellwindowsreinstallationguide.com/windows-7-sp1-iso-download

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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Microsoft permette di scaricare Windows 10 tramite un tool proprietario che funziona molto bene e che ti permette di aggiornare il sistema locale o di preparare un supporto per un diverso PC (qui trovi maggiori informazioni). Appurato questo, io oggi ho scelto di passare da una diversa strada, giusto per non dimenticare “come si fa“, ho scaricato la ISO e preparato una chiave USB avviabile tramite Rufus, “manualmente“.

Windows 10: preparare una chiave avviabile (no-Media Tool Microsoft) 3

Naviga verso microsoft.com/en-us/software-download/windows10ISO, scegli la versione dell’ultimo sistema operativo di casa Microsoft, scegli la lingua, fai partire il download. Troppo semplice? Lo so, ma è esattamente ciò che dovrai fare:

Per preparare la chiave USB, ho scelto Rufus, alternativa a WinSetupFromUSB che uso da sempre (ne avevo parlato qui). Anche Rufus è gratuito, disponibile inoltre in versione portable (quindi comodo tanto quanto l’altro), lo trovi su rufus.akeo.ie.

Una volta avviato, ti basterà dargli in pasto una chiave USB che possa tenere i file necessari per l’installazione del sistema (4GB bastano, nda) e mantenere le impostazioni suggerite, lo “Schema partizione MBR per BIOS o UEFI-CSM” è perfetto anche per macchine nuove che non accettano chiavi USB multi-boot (quelle contenenti diverse ISO) all’avvio del sistema, il motivo principale per il quale si impazzisce e non si esce dal loop.

Windows 10: preparare una chiave avviabile (no-Media Tool Microsoft) 2

Un clic su Avvia e il gioco è fatto. Dovrai solo attendere che il programma termini di preparare il supporto. Potrai in seguito rimuoverlo dal PC, inserirlo in quello su cui vuoi installare Windows 10 e scegliere quella chiave USB come periferica di partenza, accederai così alla solita procedura di preparazione installazione del sistema operativo.

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Ultra ISO IconVi ho parlato solo qualche giorno fa di WinSetupFromUSB e della possibilità di creare così supporti di memoria USB avviabili, utili come un coltellino svizzero quando si ha più necessità di levare “le castagne dal fuoco“, ancora di più oggi che si ha sempre più a che fare con PC che non hanno più un lettore DVD integrato.

Nella pillola di oggi vi propongo ISO2Disc, un software gratuito che permette di ottenere lo stesso scopo, ma passando per un’interfaccia decisamente più snella e semplice da comprendere. Se non volete scaricare la versione installabile, ho creato un pacchetto che è immediatamente utilizzabile una volta scaricato e scompattato, l’ho reso disponibile per tutti all’indirizzo mega.nz/#!xQkTVLbC!yGS5abSMJrEqA75Hir–7iaCDVFgawcPXbgtO6t0pSg.

La finestra principale propone già ciò che è necessario: la sorgente dalla quale prendere il file ISO, il supporto sul quale portare l’immagine da rendere avviabile e la scelta del tipo di partizione:

ISO2Disc: un'alternativa ridotta per i "non addetti"

Per far partire il processo di preparazione della chiave basterà fare clic su “Start Burn“. Il vero difetto? Un supporto, una sola immagine ISO. Non sarà possibile, al contrario di WinSetupFromUSB, inserire più immagini ISO all’interno della stessa chiave. Un grandissimo svantaggio quando si ha a che fare con chiavi USB capienti e immagini non troppo grandi. Valutate voi se valga realmente la pena facilitarvi (di molto) la vita ma rinunciare alle possibilità offerte da un programma decisamente più completo ;-)

Cheers.

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Non è certo una rarità, può capitare che un utente possa perdere l’accesso al proprio PC, che dimentichi o che non sia mai stato messo a conoscenza della password di amministratore locale di sistema. Esistono diversi modi per intervenire (a esclusione del volo del PC dalla finestra, nda), quello più alla portata di chiunque è intervenire con un’immagine di sistema live e andare a ritoccare il database SAM, che conserva le informazioni riguardanti i login degli utenti locali di Windows (qui maggiori informazioni).

Manutenzione Windows

Nulla di complesso, occorre esclusivamente fare attenzione alle operazioni che si va a compiere, avere una buona conoscenza del BIOS e del boot è certamente un plus (che servirà, giusto per anticiparvelo). Ciò che davvero serve avere a disposizione è Chntpw, il vecchio (e sempre sia lodato) Offline NT Password & Registry Editor, disponibile gratuitamente su chntpw.com/download.

Due le possibili strade: utilizzare l’immagine messa a disposizione dal sito web ufficiale del progetto oppure passare da una immagine live di Ubuntu. La prima è certamente quella più veloce e consigliata, ma potrebbe anche non funzionare al primo colpo. Dipende da quanto il vostro PC sarà disposto a digerire questa soluzione senza andare in Kernel Panic. La seconda è un’ancora di salvataggio che invece pare funzionare sempre (ma richiede più passaggi).

Live di Chntpw

Scaricate il file ISO dalla pagina chntpw.com/download. A oggi la versione disponibile è la 140201 (link diretto: pogostick.net/~pnh/ntpasswd/cd140201.zip), salvate il file sul Desktop (o altra cartella, non importa) e scompattatelo per ottenere il file ISO.

Procuratevi una chiave USB da destinare al boot, sulla quale caricare la ISO del software, e seguite quanto spiegato nel mio articolo “WinSetupFromUSB: installare un sistema operativo da chiave“, si tratta ovviamente di un’immagine di tipo “Linux ISO/Other Grub4dos compatibile ISO”. Una volta pronta, inserite la chiave USB nel sistema sul quale dovete recuperare l’accesso amministrativo, avviatelo da chiave e seguite ogni schermata proposta in questa galleria, vi guido passo passo (fate clic sulla prima immagine per far partire la galleria con descrizione, poi scorrete ogni schermata fino al termine!):

Per chi dovesse avere problemi con la galleria, ripropongo qui i passaggi chiave:

  • Boot da chiave, confermate semplicemente con INVIO.
  • Chntpw individua il disco sul quale è installato Windows. Confermatelo anche voi inserendo il numero corrispondente al disco e premete INVIO.
  • Fate partire una richiesta di modifica del database SAM (potete premere direttamente INVIO).
  • Premendo direttamente INVIO accederete alla modifica degli utenti locali del database (e relative password).
  • Individuate l’amministratore locale, prendete nota del suo RID e riportatelo quando richiesto.
  • Se il RID è corretto (assicuratevene tramite controllo del programma stesso) procedete con la richiesta di cancellazione password (1 – Clear user password).
  • Chntpw effettuerà il reset e verificherà immediatamente lo stato dell’account, dando conferma a video (e chiedendo di usare password vuota al prossimo accesso a Windows con l’utente administrator).
  • Uscite dal programma con “q” al prompt.
  • SALVATE le impostazioni modificate nel database SAM. Senza questo passaggio tutto sarà stato inutile!
  • Dovreste ottenere conferma di modifica salvata (EDIT COMPLETE), a questo punto potrete uscire definitivamente dal programma (con “n” al prompt) e riavviare la macchina (togliendo la chiave USB per evitare che riparta).

Salvo errori, al successivo avvio di Windows dovrete finalmente riuscire a entrare con l’utente Administrator, lasciando la password vuota. Potrete ora andare a modificare la password secondo vostro piacimento, possibilmente evitando di dimenticarla ancora ;-)

Live di Ubuntu

Il primo passo-passo ha portato a un nulla di fatto, c’è qualcosa che non ha funzionato e voi vi trovate nella stessa condizione di prima. Per poter aggirare l’ostacolo ho utilizzato un’immagine Live di Ubuntu che ho portato su chiave USB di boot, esattamente come fatto con la live di Chntpw. Per poter scaricare Ubuntu (32 o 64 bit, in base alla vostra configurazione hardware e di Windows) potete andare all’indirizzo ubuntu-it.org/download.

In entrambi i casi si tratta di scaricare circa 1GB di dati. Una volta ottenuta la ISO desiderata, procedete con il caricarla su chiave USB di boot (vedi ancora una volta: “WinSetupFromUSB: installare un sistema operativo da chiave“, anche stavolta si tratta di una immagine di tipo “Linux ISO/Other Grub4dos compatibile ISO“).

Inserite la supporto di memoria USB nel PC sul quale effettuare il lavoro e avviatelo da chiave. A questo punto riproducete questi passaggi:

Dalle impostazioni di sistema relative al software e agli aggiornamenti, andate ad attivare il repository Universal, quello popolato dalla community:

Chntpw: cambiare password all'amministratore di Windows 10

HINT: Selezionare l’icona impostazioni / spegnimento (a forma di ingranaggio, in alto a destra nella schermata di Ubuntu), Impostazioni di sistema, quindi Software e aggiornamenti.

Lasciate che il sistema aggiorni la cache e la disponibilità dei pacchetti. Aprite ora un Terminale e portate a bordo chntpw tramite apt-get:

sudo apt-get install chntpw

Chntpw: cambiare password all'amministratore di Windows 11

In un’immagine Live, il disco contenente l’installazione di Windows viene generalmente caricato e messo a disposizione dell’utente per poter essere esplorato e modificato. Il database SAM si trova sempre sotto “\Windows\System32\config“, ed è proprio lì che dovrete puntare tramite Terminale. Inserisco un paio di screenshot catturati sulla live in inglese per meglio comprendere:

Per chi dovesse avere problemi con la galleria, ripropongo qui il primo passaggio chiave: spostatevi nel disco di Windows tramite comando cd /media/ seguito da un colpo di tabulatore fino a trovare una sigla esadecimale che generalmente lo identifica), quindi proseguire con /Windows/System32/config.

Una volta all’interno della cartella che contiene il DB SAM (nella prima immagine: /media/200A8DA2…/WINDOWS/system32/config) potrete lanciare chntpw, puntandolo direttamente all’Administrator locale di Windows:

sudo chntpw -u Administrator SAM

Da qui in poi potrete seguire le stesse istruzioni suggerite nel primo paragrafo, d’altronde il software è sempre lo stesso :-)

Attenzione: tutti gli screenshot di questo paragrafo sono stati catturati da Ubuntu 15.10, le voci non dovrebbero cambiare di molto anche in futuro, ma sappiate che non c’è mai garanzia alcuna.

Salvo errori, al successivo avvio di Windows dovrete finalmente riuscire a entrare con l’utente Administrator, lasciando la password vuota. Potrete ora andare a modificare la password secondo vostro piacimento, possibilmente evitando di dimenticarla ancora ;-)

Siete riusciti a ottenere indietro il vostro sistema? Lasciate un commento qui di seguito (anche commentando da ospiti, senza necessità di registrazione) per suggerire metodi alternativi o richiedere assistenza in base a quanto riportato nell’articolo!

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