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Scambiare due chiacchiere con SONY poco prima del viaggio di nozze serve anche – evidentemente – a mettersi d’accordo sui prodotti che potenzialmente possono tornare utili durante la traversata e la permanenza negli splendidi luoghi visitati, è un po’ così che è nato questo “Banco prova” dell’α6500, una coppia d’attacco meravigliosa combinata con le cuffie SONY WH-1000XM3 che avevo già avuto modo di provare e recensire qualche tempo fa, innamorandomi come già successo per le precedenti WH-1000XM2. Mentre sul volo non sentivo null’altro che i contenuti che mi interessavano (quindi grazie simpatica anziana signora dal russare baritonale, la lascio dormire senza nessuna ulteriore imprecazione), una volta a terra ho cominciato a sperimentare le capacità della SONY α6500.

Sony α6500: ho scelto di abbandonare la Reflex

SONY α6500

Mi ero già messo alla prova con il mirrorless qualche anno fa (Canon EOS M10: un’occhiata al mirrorless) e secondo me peccava un pelo di immaturità che invece su reflex non lasciava spazio a dubbi di alcun tipo, tutto molto carino ma “ci rivediamo a settembre“. Quel capitolo di test mirrorless si è chiuso involontariamente per molto tempo, non solo fino a settembre, un buon motivo per il quale ho accettato la proposta di SONY e ho ottenuto la SONY α6500 per il viaggio. Mi sono fidato dei consigli di un amico che mi ha indirizzato nella giusta direzione e non me ne sono assolutamente pentito. Pur dovendo ancora imparare e in un certo senso “ripercorrere la strada” già fatta con la vecchia e fidata Nikon D60, credo che questo tipo di prodotto possa soddisfare molte delle condizioni in cui solitamente scatto, tenendo bene presente che non sono null’altro che un amatore e che rispetto a un professionista o un appassionato con molta più potenza di fuoco posso solo chiedere scusa e lasciare il posto.

Il mio è quindi un articolo che vuole parlare del prodotto in maniera più estensiva ma mai troppo tecnica, voglio che chiunque possa capire cosa vuol dire farsi accompagnare in un viaggio o una breve escursione (ma anche una festa, un concerto o un evento particolare, si fa giusto per dire) da una SONY α6500 e – così come lei – la successiva α6600 o la precedente α6400, con un elenco che può solo crescere. Tieni conto che arrivo da una macchina con tanti anni e tanti scatti sulle spalle, abbondantemente superata da tecnologie ben più performanti ed evidentemente migliori, pur rimanendo un buon prodotto adatto davvero a tutti per muovere i primi passi.

Brevemente

Compatta, con un buon parco obbiettivi a disposizione (anche non della stessa serie, si risolve con l’utilizzo di adattatore), il corpo della SONY α6500 è evidentemente leggero e molto maneggevole, la velocità di scatto è eccezionale anche in condizioni di luce scarsa (occhio però, a quel termine “scarsa” c’è certamente limite e nulla ti salverà dall’utilizzo di flash o cavalletto nel peggiore dei casi) e la luminosità che ho potuto catturare con la giusta ottica (ho scattato tutto con lo Zeiss 16-70mm) non l’ho personalmente mai vista prima (ci tengo a sottolineare quel personalmente, NdA).

La SONY α6500 permette riprese e registrazioni molto fluide in 4K, la stabilizzazione ottica a 5 assi aiuta moltissimo nel girato video (ma non l’ho mai disdegnata neanche durante un singolo scatto fotografico), all’appello rispondono ovviamente quick e slow-motion, tecnologie ormai date per scontate da quando sono entrate a far parte del minimo sindacale messo a disposizione dallo smartphone.

La SONY α6500 è tropicalizzata ed è quindi stata pensata e costruita per resistere a umidità e polvere (ma non solo), condizioni generalmente difficili per questo tipo di prodotti. Non c’è certificazione di tipo IP, non ci giocare più del dovuto quindi (a meno che tu non voglia stupidamente rischiare la vita del prodotto e del tuo investimento tutt’altro che economico).

Da rivedere il comparto batteria, sono abituato a non dovermi preoccupare più del dovuto della carica residua, quindi sono rimasto un pelo fregato quando la prima volta mi sono imbattuto in una batteria mezza scarica che ha visto calare drasticamente quella percentuale che la separava dallo zero a metà di una giornata ricca di luoghi da visitare, si tratta certamente di abitudini da cambiare rispetto alla reflex, per fortuna avevo una batteria tampone e un cavo microUSB a portata di zaino.

Un po’ meno brevemente

Un autofocus effettivamente immediato se pensi agli 0,05 secondi misurati e i 425 punti possibili che la macchina è in grado di tenere sott’occhio per ottenere lo scatto che tu hai in mente di fare poco prima della pressione del tasto che conclude l’operazione (pur non avendo poteri sensitivi, perché per quelli credo che SONY stia ancora studiando e provando 😏). Il sensore immagine CMOS Exmor porta con sé 24,2 megapixel che a tanti potrebbero sembrare non sufficienti (si fa del sensazionalismo basato sul numero di megapixel come motivo di vanto della maggior parte dei produttori di smartphone espressamente dedicati alla fotografia in mobilità) ma così non è, sono più che sufficienti per realizzare splendidi scatti.

Ho portato la SONY α6500 con me in qualsiasi condizione di scatto (non sotto la pioggia, no) e con luminosità non sempre al top, in alcuni casi ho sofferto l’essere controluce o contro qualche maledetto riflesso che mi ha giocato scherzi, eppure penso che con un buon filtro sull’obbiettivo questo problema si possa aggirare senza troppi rimpianti (non ho fatto in tempo a procurarmene uno ad-hoc prima di partire). Bisogna imparare a conoscere i programmi di scatto disponibili e convivere con quel monitor touch-screen che talvolta può giocare un brutto scherzo quando per sbaglio colpisci un’area sulla quale verrà fissato un fuoco non voluto, sono inciampi dati dalla gioventù dietro questo nuovo tipo di macchina.

La cosa certamente più difficile alla quale abituarsi è quell’occhiello elettronico (per forza) al quale non riesco a rinunciare in favore – proprio – del monitor touch screen. Quest’ultimo torna certamente comodo ma non in tutte le occasioni, è una buona soluzione quando vuoi evitare di assumere strane posizioni tantriche per portarti a casa uno scatto quando non hai sufficiente spazio fisico a disposizione nelle tue dirette vicinanze ma per me nulla più, è proprio un comportamento ereditato dall’avere utilizzato per anni una reflex e sporadicamente (troppo poco) una piccola compatta di “emergenza“.

Tutte le fotografie che hai visto nella galleria poco sopra sono state scattate in Thailandia e sono state alleggerite molto prima di essere caricate qui sul blog, i file originali occupano molto spazio e raggiungono una risoluzione davvero elevata che adoro quando si tratta di ammirare un lavoro su grandi schermi o quando di sceglie di stamparli (e non parlo certo del formato 10×15), nello specifico parlo di quanto riportato da caratteristiche ufficiali su sito web della SONY: L: 6.000 x 4.000 (24 MP), M: 4.240 x 2.832 (12 MP), S: 3.008 x 2.000 (6,0 MP) per la quattro terzi, diversamente si parla di L: 6.000 x 3.376 (20 MP), M: 4.240 x 2.400 (10 M), S: 3.008 x 1.688 (5,1 megapixel) per la sedici noni.

In fase di preparazione dello scatto la macchina è in grado di riconoscere ciò che sta inquadrando, cercando di esaltarne la luminosità, il contrasto, la nitidezza e tutta quella serie di dettagli che quando ti sposti in manuale lasci al completo controllo dell’umano. Questo è assai comodo per chi si ritrova a voler utilizzare questa macchina e non ha ancora sufficiente esperienza da calare sul tavolo. L’ho apprezzato e odiato in diversi momenti della vacanza, rinunciandovi quando necessario e passando in una modalità controllata più da me che dall’elettronica, tornandoci sopra quando mi accorgevo che tutto sommato l’intervento di questa intelligenza artificiale poteva realmente dare quello sprint alla fotografia che probabilmente io non sarei stato capace di dare se non in post-produzione, anticipando di gran lunga i tempi e dandomi la possibilità di scattare ancora se non ero abbastanza convinto di quanto catturato.

Anche la registrazione video è immediata e fluida, la stabilizzazione è ottima e la maggior parte del lavoro è demandata alla tua mano ferma e alla capacità di muovere l’obbiettivo senza far ballare il corpo macchina più del dovuto (esattamente ciò che ancora non sono capace di fare, questione di abitudine), il microfono è integrato, qualitativamente valido (mi piacerebbe provarlo in condizioni di rumore più estremo, spero di averne presto l’occasione), l’alternativa è passare da XLR-K2M/XLR-K1M/ECM-XYST1M a patto di investire ulteriore denaro, l’altoparlante nel caso in cui tu volessi immediatamente dare un’occhiata a quanto registrato è monoaurale e integrato anch’esso. Ho provato a portare con me la SONY α6500 in Darsena a Milano lo scorso 6 gennaio per catturare uno degli spettacoli finali del Vodafone Aqua Show 2019, il risultato è stato caricato su YouTube, ti consiglio di selezionare manualmente la migliore risoluzione per valutare la qualità di quando prodotto (porta però pazienza se hai una connessione non molto veloce, impiegherà un attimo a caricare):

Spostandomi e parlando di interfacce di collegamento posso dirti che hai a disposizione certamente NFC e Bluetooth per il controllo remoto (comodo magari per uno scatto dalla distanza), ma anche WiFi per il collegamento diretto a PC o televisore, utile per visualizzare immediatamente gli scatti o per proiettare il sudore delle tue fatiche martoriando amici e parenti (non si fa, dai smettila), in alternativa puoi sempre passare dal connettore HDMI micro (tipo D) per i televisori un pelo più datati e non dotati di WiFi o Bluetooth.

Doveroso parlare della batteria e della durata di quest’ultima. Se arrivi da una lunga convivenza con macchine reflex mi preme informarti che l’esperienza cambierà di molto e che dovrai quindi ricordarti di dare un’occhiata alla carica residua tornando a casa o in albergo dopo una lunga giornata di turismo (o di uscita fotografica in ogni caso), non farti ingannare dall’avere magari un 50% residuo perché quest’ultimo ti tradirà nel peggiore momento possibile, ricarica la batteria e preparala a un’altra sessione di stress, ho notato infatti che la resistenza non è assolutamente comparabile alle colleghe di diversa categoria, avere una seconda o terza batteria nelle peggiori condizioni diventerà pressoché necessario, io ho già provveduto e ti lascio qui di seguito un paio di prodotti che potrebbero fare al caso tuo (costo contenuto, resa massima già messa alla prova):

Questo è evidentemente dovuto alla necessità di mantenere vivo e molto reattivo un completo ecosistema di componentistica e software abbastanza energivoro, secondo le caratteristiche dichiarate da SONY potrai macinare circa 310 scatti con mirino o 350 con monitor LCD (standard CIPA), per la parte video si parla invece di circa 65 minuti con mirino o 70 minuti con monitor LCD (registrazione effettiva), con una variabile dovuta dalla registrazione continua che permetterebbe ipoteticamente di arrivare a 105 minuti per ambo i monitor utilizzati. Come già anticipato nel paragrafo “breve” puoi aiutarti dando un pelo più di sopravvivenza alla carica residua utilizzando una Power Bank e un cavo microUSB, ma il consiglio è certamente quello di tenere a portata di mano una culla di ricarica (io ho acquistato la RAWPower che trovi poco sopra).

In conclusione

A me la SONY α6500 è piaciuta, credo sia abbastanza evidente leggendo l’articolo, un po’ come quando dopo tanto tempo (e costante utilizzo di iOS) ho dato una nuova occasione ad Android accorgendomi che i passi da gigante fatti permettevano ormai di abbandonare la strada maestra per passare al lato oscuro della forza (biscotti compresi). Scegliere di concludere il mio percorso con una macchina reflex (magari non per sempre, ci mancherebbe, ma almeno per un po’ sì) passando al mirrorless è volere imparare qualcosa di nuovo, sfidarmi a prendere confidenza con un diverso vendor (abbandono dopo anni il club Nikon) e relative caratteristiche di un prodotto di qualità, destinato ipoteticamente a tutti. Il termine ipoteticamente non è certo riferito al saperci fare, bensì alla disponibilità economica che dovrai considerare e iniziare ad accumulare se pensi che questo potrebbe essere il tuo prossimo regalo di compleanno.

SONY α6500 ha infatti un costo importante, si parla di 1700€ di listino (secondo sito web della SONY) con però la possibilità – lasciata al rivenditori – di ritoccare quel prezzo cercando di alleggerire la schiena dell’acquirente (e non solo le tasche!). Io ti propongo qui di seguito qualche collegamento diretto ad Amazon, il costo è inferiore e il consiglio del sottoscritto è quello di tenere d’occhio eventuali offerte (lettura consigliata: Amazon Black Friday: come arrivare preparati) per risparmiare ulteriormente. Considera che durante l’ultimo Black Friday c’è stata la possibilità di portarsi a casa il corpo macchina a 799€, l’obbiettivo Zeiss Sony SEL1670Z invece a 599€, un totale di 1398€ che comparati ai 1700€ di listino fa sicuramente differenza.

Ho cercato di essere quanto più generico e meno tecnico possibile per l’intera stesura dell’articolo, risultando spesso ripetitivo (e ti chiedo scusa per questo) ma mantenendo un tono e uno scritto quanto più accessibile, ho voluto permettere a tutti di comprendere il comportamento della SONY α6500 e l’esperienza del sottoscritto dall’altro lato rispetto all’obbiettivo, ti invito a fare domande per qualsiasi dubbio o ulteriore curiosità utilizzando l’area commenti a tua totale disposizione (anche senza registrazione). Per consultare le specifiche tecniche complete ti rimando invece alla pagina dedicata. Per me questa macchina fotografia è un grande Sì, il voto non può però essere pieno perché il costo si fa certamente sentire.

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Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: Sony mi ha fornito la sua α6500 con ottica Zeiss 16-70 in occasione del mio viaggio di nozze. Mi sono innamorato di questo specifico kit e ora l'ho acquistato di mia tasca per passare definitivamente al mirrorless.
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Il risultato non cambia, e questa è un po’ la chiusa che potrei già raccontarti in fase di apertura articolo. Un ossimoro niente male, non trovi anche tu? L’estate è ormai scoppiata e nonostante qualche incertezza nel clima (dove le piogge di stagione hanno lasciato spazio a grandinate tropicali che Miami levati) torna prepotente la presenza della musica nelle ore che ci accompagnano durante le nostre ferie, è un argomento che si ripete tanto quanto i servizi di Studio Aperto sul non uscire nelle ore calde. Contrariamente al solito però oggi si parla nuovamente di SONY e della possibilità di acquistare un buon prodotto che ti tenga compagnia ma a un prezzo molto più che accessibile: lo speaker bluetooth SRS-XB01.

Sony SRS-XB01: cambiando l'ordine degli addendi ...

SONY SRS-XB01

Colori vivaci, compatto e leggero, suono deciso, pulito, con un basso onesto per una dimensione così contenuta, titolo dell’articolo e introduzione vogliono sottolineare quanto una ricerca e relativo sviluppo già ben rodato possano permettere a un’azienda come SONY di introdurre sul mercato concetti nuovi nelle forme mantenendo pur sempre un forte legame con il passato e con quanto già provato tempo addietro (Sony SRS-XB10 è il degno erede dell’adorato Sony SRS-X11? o ancora Sony SRS-X11: Speaker wireless portatile con Bluetooth), approvato e utilizzato da molti clienti che ancora oggi non sentono assolutamente il bisogno di cambiare qualcosa che funziona bene.

SRS-XB01 è un altoparlante mono da 37,5mm con diffusione full range racchiuso in 160 grammi totali di prodotto dalle dimensioni molto contenute (L x A x P: circa L81,5 x A57,5 x P56,5 mm secondo i dati ufficiali che trovi tu stesso nella scheda tecnica disponibile su sony.it/electronics/speaker-wireless/srs-xb01/specifications), con connessione Bluetooth (principale nonché consigliata) e un ingresso Mini-jack stereo (AUX) al quale puoi anche scegliere di collegare un lettore Mp3 esterno o il tuo smartphone nel caso in cui tu non abbia necessità di allontanarlo dallo speaker (il range di copertura arriva a circa 10 mt quando si sfrutta il Bluetooth, per completezza di informazioni).

La durata della batteria integrata (parametro sempre fondamentale per una valutazione completa) di SRS-XB01 si attesta sulle 6 ore secondo la scheda caratteristiche pubblicata da SONY, quello che io posso dirti è che il valore può ballare come in ogni altro caso / prodotto / occasione, il volume tenuto e la distanza dalla sorgente sono punti da tenere sempre all’interno di un’equazione non sempre ben bilanciata. Di certo non sono poche le ore di riproduzione, devi pensare quindi a questo speaker come a un compagno di avventure nel caso in cui tu stia uscendo in bicicletta o per andare al mare, da utilizzare in un intervallo di tempo tutto sommato definito, non è certo la soluzione perfetta per un’intera giornata fuori di casa (a meno di non portare con sé una batteria tampone diventata ormai molto comune nella dotazione di noi tutti). Una ricarica della batteria (se questa è a zero) richiede 3 ore.

Come ogni speaker Bluetooth SONY che si rispetti anche questo permette un controllo totale della playlist grazie ai pulsanti rapidi che puoi utilizzare per mettere in pausa (e riprendere) l’ascolto della traccia, alzare o abbassare il volume, rispondere al telefono grazie alla possibilità di trasformarlo in dispositivo vivavoce per lo smartphone, cambiare traccia con un piccolo trucco: due colpi sul pulsante di play/pausa per mandare avanti, tre colpi per tornare indietro (qui trovi il manuale completo del prodotto).

Aggiungo inoltre che SRS-XB01 è protetto contro spruzzi d’acqua e polvere, per la precisione si parla di una certificazione IPX5 (riporto fedelmente):

IPX5 (grado di protezione contro spruzzi d’acqua): il sistema è stato testato e mantiene la propria funzionalità anche se esposto a spruzzi d’acqua da qualsiasi direzione utilizzando una bocchetta dal diametro interno di 6,3 mm in una quantità di circa 12,5 litri d’acqua al minuto per una durata di oltre 3 minuti da una distanza di circa 3 metri. Liquidi a cui si applicano le specifiche di prestazioni waterproof: acqua dolce, acqua di rubinetto, sudore. Le specifiche non si applicano a liquidi diversi da quelli elencati (acqua contenente detersivo, acqua di piscina, acqua di mare, ecc.).

Ciò vuol dire che puoi certamente portarlo in piscina ma non potrai fargli fare il bagno insieme a te, né tanto meno continuare a tirarlo dentro a eventuali battaglie di gavettoni senza esclusione di colpi ?

In conclusione

Un prodotto che ha certamente delle limitazioni ma che svolge egregiamente il lavoro che è chiamato a fare. Si tratta di un investimento che richiede davvero una cifra irrisoria, si parla di 35€ di listino che diventano anche meno se si passa da Amazon (dove costa meno di 20€!) e affini. È SONY, motivo per il quale guadagna punti fiducia e non tradisce anche quando messo seriamente alla prova, è il vorrei ma non posso dei suoi fratelli più grandi, ma in quel caso si parla di tutt’altro tipo di prodotto e di budget da mettere a disposizione dell’acquisto musicale estivo.

Promosso come entry-level dalle caratteristiche “limpide” e senza pretese, un piccolo che sa farsi sentire.

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Sony SRS-XB01 Speaker Compatto, Portatile e Resistente all'Acqua con Extra Bass, Blu
  • Extra Bass per un sound potente
  • Resistente all'acqua (IPX5) e 6 ore di durata della batteria
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Prodotto: un regalo di SONY arrivato a dirla tutta un bel po' di tempo fa, utilizzato più volte ma mai recensito in questo blog. Perché non farlo adesso in occasione della stagione più calda dell'anno?
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Poco importa se si tratta di Chillout, Pop, Rock o Jazz, nessuno è qui per giudicare i tuoi gusti musicali e tanto meno schierarsi nelle zone dedicate ai fanboy, qui si torna a parlare dell’hardware che quella musica, quella che piace a te, te la fa ascoltare esattamente come desideri, senza nessuno attorno: tu, la tua concentrazione massima e l’assoluta tranquillità garantita dall’abbattimento di rumori e più in generale suoni che ti accerchiano. Sony mi ha permesso di andare in vacanza (quelle di Natale) e godermi ancora un po’ quello splendido prodotto che porta il nome di WH-1000XM3.

SONY WH-1000Xm3: bentrovate mie care!

Gli ho fatto il filo, e dirlo di un paio di cuffie può sembrare una becera battuta, ma ti giuro che in realtà è la verità applicata a ciò che probabilmente faresti con una donna da corteggiare, che vuoi assolutamente conquistare perché sai che è lei quella giusta. Credo che Sony mi abbia dato un po’ retta per sfinimento, e parto quindi con il ringraziare per la pazienza che ogni volta ci mettete con me, ne serve tanta, ne sono consapevole. La musica è il veicolo migliore per provare delle belle sensazioni, per rilassarsi dopo una giornata frenetica o mantenere un certo savoir-faire durante le ore di lavoro, quando in realtà probabilmente vorresti strozzare chi continua a non permetterti di portare a termine i tuoi compiti al meglio delle tue capacità, distraendoti continuamente. Ecco, è qui che continuano a metterci lo zampino le WH-1000XM3.

Sony WH-1000XM3

Sono tornate, e sono inconfondibilmente loro. La struttura robusta, l’archetto morbido ma non per questo debole, i padiglioni avvolgenti e quei controlli a sfioro che ti ricordano che in alcuni casi o è amore a prima vista, oppure finirai per litigarci per delle stupidate che mai avresti immaginato potessero richiedere più di due minuti della tua attenzione. Bluetooth, rigorosamente, ma anche il cavo non scherza affatto, e ti assicuro che se non ti da fastidio alcuno lo amerai certamente (un po’ per il risparmio energetico, un po’ per l’assoluta perfezione e continuità del suono, senza interferenza alcuna).  L’audio è quello di alta qualità che ti meriti, con le confermate tecnologie DSEE HX e LDAC, il basso è pieno, avvolgente, caldo e dal colpo secco, è potente quanto basta ma non sfocerà in nessun caso nel fastidioso, anche a volume mediamente sostenuto.

La batteria è quella che ti permette di ascoltare ciò che preferisci in modalità senza fili per 30 ore (che possono ovviamente variare in base alle condizioni di ascolto, ma che arrivano anche a 38 se non vuoi utilizzare l’eliminazione del rumore!), con una velocità di ricarica a rapporto “10 minuti:5 ore circa” utilizzando un adattatore da muro (o una batteria portatile, per esempio) con uscita da 1,5 A o più, cosa ormai sempre più comune in casa e mobilità (opzionale rispetto alla scatola del prodotto, occhio!). Se invece hai più tempo a disposizione, una ricarica completa del prodotto richiede solo 3 ore.

Costruzione e attenzione al dettaglio

Le WH-1000XM3 pesano poco meno rispetto alle sorelle ormai più anziane (si parla di circa 255 grammi contro i precedenti 275), portano con sé il solito cavo lungo 1,2mt (poco più corto rispetto al 1,5mt precedente) e una rinnovata sensibilità e risposta in frequenza che ti invito a consultare direttamente da specifiche complete (che qui sul blog non ho solo lettori fissati, e capisco che asciugarli non è proprio buona pratica) ;-)

Versione del bluetooth utilizzata è la 4.2, sicuramente ottimizzata e dai consumi più ridotti rispetto a tanti altri competitor, ma è anche vero che si tratta di una tecnologia già superata dal mercato e che ci si poteva aspettare “qualcosa di più” (occhio, non serve, non è necessario, è solo giusto specificarlo), nell’arco dei 10 metri di distanza dalla sorgente non noterai problema o esitazione alcuna nel trasmettere un suono corretto senza interferenze, ma ricorda bene che allontanarti “così tanto” richiederà maggiore energia da investire nel tenere stabile il collegamento.

In questo paio di mesi di test circa, ore di ascolto si sono susseguite senza il minimo fastidio, è certamente merito dei cuscinetti auricolari in uretano espanso (sono morbidi, parecchio), i quali allentano la pressione senza però mai mollare la giusta presa per ottenere il contatto più corretto con i padiglioni, una stabilità affatto scontata per chi porta –come me– degli occhiali da vista (i quali con parecchi altri modelli di cuffie risultano troppo stancanti dopo poco tempo). La struttura è ancora una volta pieghevole e comoda da riporre facilmente nell’astuccio incluso nella scatola delle WH-1000XM3, che ti permetterà di trasportare in sicurezza il prodotto (anche perché con il sacrificio che si fa per acquistarle, ti scoccerebbe alquanto rovinarle, anche fosse per un invisibile graffio sulla scocca).

NC

La cancellazione del rumore, che poi è chiaramente il fiore all’occhiello di queste Sony WH-1000XM3, è qualcosa di assolutamente fantastico, io amo questa tecnologia, ed è un naturale completamento di ciò che gira intorno a una qualità del suono ineccepibile (ma che già ti aspetti da un vendor come Sony, sbagliando certamente nel darlo per scontato, forse colpa dell’educazione alla stessa ricevuta negli anni passati). Hai un interruttore rapido per attivare e disattivare il Noise Cancelling secondo tua esigenza (padiglione di sinistra, nda), il tutto coadiuvato da un sistema automatico in grado di riconoscere l’ambiente che ti circonda e di adattarsi al meglio alla situazione, con una “scappatoia” sempre utilizzabile, costituita dalla modalità di “Rapida attenzione” (ti basterà poggiare la mano sul padiglione di destra per riuscire a sentire cosa ti sta dicendo la moglie o il vicino di scrivania, per poi tornare nel silenzio tombale della tua musica) non appena la allontanerai nuovamente. Il processore su cui si basa questo rinnovato sistema di Noise Cancelling è proprietario Sony, si tratta del QN1 HD, il quale –essendo dedicato– non intaccherà in alcun modo la lavorazione dell’audio in ingresso dalla tua sorgente, che continuerà a scorrere fluido verso i tuoi timpani.

SONY WH-1000Xm3: bentrovate mie care! 7

Al solito, Sony consiglia di scaricare, installare e personalizzare l’esperienza tramite la propria applicazione Headphones Connect disponibile per Android e iOS:

Di comandi da padiglione e collegamento non credo di dovertene parlare ancora, d’altronde li avevo già ampiamente descritti nell’articolo dedicato alle WH-1000XM2, lo trovi qui: SONY WH-1000Xm2: esisti solo tu e la musica nelle tue orecchie.

In conclusione

Cosa vuoi che ti dica rispetto a quanto già abbondantemente riportato nelle righe che hai letto fino a qui? Le Sony WH-1000XM3 sono cuffie pensate e realizzate per chi dalla musica pretende tutto, un trasporto totale, un’esperienza che vuole e deve farti isolare da tutto il resto del mondo (se è quello che stai cercando), senza rinunciare pressoché a niente, forse solo a qualche risparmio che hai volutamente tenuto da parte, perché il costo è tutto fuorché popolare, si parla di 380€ di listino, ma la qualità ha un costo, sempre, e tu questo lo sai. A me questo prodotto è piaciuto, e pure tanto considerando a che livello di gradimento ero arrivato con le precedenti. Il voto è pressoché scontato.

Se intendi risparmiare qualcosa e pensi di voler rimanere in famiglia, puoi sempre pensare all’acquisto postumo del top di gamma scorso (WH-1000XM2), che di certo ti permette di cadere sempre in piedi, rinunciando a qualcosina.

A questo punto a me non resta che dirti altro, devo solo prepararmi alla nota dolente della inevitabile restituzione, a malincuore più di quanto già non sia capitato in passato. Grazie ancora una volta a Sony per la collaborazione, a te lascio spazio nell’area commenti o in Reddit per porre domande in merito al prodotto :-)

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Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Sony. Dovrà tornare all'ovile al termine dei test e conseguente pubblicazione di questo articolo (sfortunatamente!).
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Partner per l’attività fisica in palestra o all’aperto, le Creative Outlier Sports sono auricolari in-ear wireless anti-traspirazione dal peso estremamente ridotto, pensati appositamente per tutto ciò che riguarda il movimento e la buona musica che fa da sfondo all’energia che vorrai metterci per perseguire un obiettivo. Sorelle maggiori e più specifiche delle Outlier One, le Outlier Sports sono anch’esse resistenti al sudore (IPX4) e permettono un uso più prolungato prima della necessaria ricarica della batteria (sempre e comunque in base al tuo utilizzo).

Creative Outlier Sports

Ho messo quindi da parte i miei attuali auricolari da palestra per confrontarmi seriamente con il nuovo prodotto della società singaporiana, ti racconto com’è andata.

Creative Outlier Sports

Collegamento bluetooth (per me un must al quale non posso rinunciare in palestra), peso estremamente ridotto (15 grammi, ancora meno del set usato fino a ora), 11 ore di batteria dichiarata: dopo averli caricati completamente a inizio settimana, sono riuscito ad arrivare al termine delle mie sessioni di allenamento (3 da circa 2 ore cadauna) senza avere la benché minima preoccupazione che la batteria potesse abbandonarmi, nonostante collegamenti multipli stabiliti con il mio S8 e con le macchine Technogym della palestra, con un volume spesso variabile a coprire eventuali rumori di fondo che mi distraevano, o più semplicemente per potermi godere al meglio la traccia del momento (una a caso).

Come quasi sempre capita in questi casi, il livello di batteria durante l’utilizzo lo si vede su iOS ma non Android, qui però Creative (così come le altre marche) nulla c’entra.

Il suono è buono e pulito, il basso colpisce bene, in maniera secca e senza distorsioni, con l’isolamento non pieno ma comunque sufficiente a lasciarti solo con i tuoi pensieri e il sudore che non esita a colare, ne esce fuori un risultato complessivo assolutamente valido.

Il cavo di collegamento tra i due auricolari prevede anche una “sosta” per i comandi e il microfono che permette di partecipare tranquillamente a una telefonata (o equivalente), senza quel difetto costituito dalla cattura voce in ambiente troppo aperto quando il microfono è posizionato su uno dei due auricolari (in questo caso puoi sempre avvicinare il telecomando alla bocca per avere più sicurezza in merito al giusto passaggio della tua voce verso la destinazione dall’altro lato della cornetta). La stessa porta di ricarica (microUSB) si trova anch’essa nel telecomando.

La scatola che racchiude il prodotto è completa di accessori e propone anche un astuccio con il quale trasportare comodamente le Outlier Sports, che puoi infilare nel borsone così da evitare di maltrattare gli auricolari e portarli a morte pressoché certa dopo poco tempo (la distrazione più classica è quella del tirare via qualcosa dalla borsa e strappare via anche il cavo degli auricolari, anche se a me fortunatamente non è mai successo). Troverai anche un piccolo cavo microUSB piatto (utile se sei fuori casa e vuoi ricaricare le Outlier Sports tramite batteria tampone di scorta) e gli ulteriori gommini per adattare al meglio il prodotto ai tuoi padiglioni auricolari.

Le Outlier Sports si indossano con estrema facilità, sono stabili, non si muovono, il cavo porta poco fastidio (anche durante esercizi che richiedono movimenti rapidi o fermi panca che ti vedono a sguardo semi-perso verso il soffitto) e il peso del telecomando che pensavo potesse influenzare il dondolio dell’archetto morbido (anche se di archetto vero e proprio non credo si possa parlare) non esiste affatto, non pone alcuna variabile all’interno dell’equazione. Lo avrai quindi capito: le Outlier Sports sono comode e una volta fissate correttamente lasciano passare bene l’audio senza perdita di qualità. La tecnologia bluetooth 4.1 aiuta sia in trasmissione (fino a 10 metri coperti in linea d’aria dalla sorgente, che comunque sconsiglio di mantenere per evitare di avere interruzioni audio o di mettere a dura prova la batteria del prodotto) che in risparmio energetico (altro importante particolare).

Creative Outlier Sports: attività in movimento secondo Creative

In conclusione

Un prodotto dalle indubbie capacità che è capace di accontentare –credo– ogni palato, occupando certamente ciò che nel rapporto sempre ricercato tra qualità e prezzo ci si fissa prima di ogni acquisto. Le Outlier Sports hanno infatti un prezzo di listino di circa 60€ (59,99, nda), ma si trovano abbastanza facilmente anche a qualcosina in meno, gironzolando tra i vari store online, Amazon compreso:

Scontato
Creative Outlier Sports Auricolari In-Ear, Anti-Traspirazione, Bluetooth, Verde
  • Design anti-traspirazione dal peso ridotto con fascetta dietro la nuca per lo sport attivo e...
  • Auricolari sportivi ergonomici e facili da indossare per la massima tenuta anti-scivolamento

Scheda tecnica disponibile facendo clic qui, a te invece lascio la parola in caso di dubbi o necessità di ulteriori informazioni, l’area commenti è al solito posto :-)

Buon inizio settimana!

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Creative, ho potuto tenerlo al termine del test.
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Isolarsi dal mondo più che una velleità è una necessità imprescindibile in alcuni momenti della giornata o della più colpevole settimana lavorativa. In questo la musica è uno strumento che aiuta fin dalla notte dei tempi, cura molte ferite o per lo meno cerca di lenire quello che può essere il dolore o lo stress procurato dalla quantità di obiettivi da portare a termine in tempi non sempre generosi. Partner di questo blog da ormai tanto tempo è SONY, azienda per la quale ho speso tante belle parole in passato e che continua a sfornare prodotti dall’indubbia qualità, oggi ti parlo di uno di quelli, si tratta delle SONY WH-1000Xm2, cuffie dai grandi padiglioni che eliminano ogni rumore di fondo, quasi anche quello del tuo respiro e battito cardiaco.

SONY WH-1000Xm2: esisti solo tu e la musica nelle tue orecchie

Il quasi di prima non è riferito certo a ciò che senti con i tuoi timpani, quello è rumore che viene davvero eliminato, ciò che non puoi eliminare è invece ciò che senti dentro di te (quella sensazione di battito cardiaco accelerato nel petto o quel respiro affannoso dopo una corsa), ma magari ci stanno lavorando ;-D

SONY WH-1000Xm2

Il profumo della pelle, la cura del dettaglio, l’accessorio al quale distrattamente non badi fino a quando non realizzi quanto possa essere fondamentale. SONY mi ha abituato a tutto questo, il passo avanti compiuto dalle WH-1000Xm2 è dovuto non tanto alle conferme che incontrerai sul tuo percorso e delle quali ti accorgerai indossandole, bensì a quelle “piccolezze” (vogliamo chiamarle così?) che con altre cuffie non puoi avere: l’inutilità del volume alto (anche se ogni tanto tenderai comunque a picchiettare su quel “+“) la qualità dell’isolamento attivo che ti taglia completamente fuori da ogni scenario, l’audio Hi-Res con amplificazione S-Master HX (che finalmente riesco a provare sul serio, poi ti spiegherò come in un prossimo articolo) e l’intervento della tecnologia DSEE HX che aumenta la qualità dei file compressi generalmente ascoltati (file Mp3 o streaming di bassa-media qualità). A concludere il quadretto in connessione senza fili ci pensa la tecnologia LDAC che permette di trasmettere circa il triplo dei dati rispetto al più standard collegamento Bluetooth classico, migliorando (manco a dirlo) la qualità della traccia in riproduzione.

Costruzione

Ero e sono ancora serio: le SONY WH-1000Xm2 sono comode, leggere, belle. La pelle fodera quei padiglioni artificiali che prenderanno presto posto sui tuoi di padiglioni (auricolari), racchiudendoli nel profondo di un fantastico silenzio all’interno del quale potrai iniettare in punta di piedi la tua traccia musicale, la colonna sonora della tua giornata, la tua naturale droga, distrazione per portare a termine in scioltezza un compito prefissato (come scrivere questo articolo, per esempio), senza possibili distrazioni provenienti dall’esterno, anche se puoi facilmente interagire con le persone attorno a te semplicemente poggiando la mano destra sul relativo padiglione delle cuffie, facendo così abbassare il volume e permettendo di ascoltare ciò che ti viene detto (solo quando connesso in Bluetooth a un dispositivo).

275 grammi di peso totale, cavo da circa 1,5mt se non dovessi scegliere un collegamento senza fili, custodia che ti permette un facile e sicuro trasporto dell’oggetto (e ci sono anche le istruzioni per pilotare i comandi touch sul padiglione destro, nda) e all’interno della quale puoi anche tenere il cavo e l’adattatore jack per l’uso in volo. Il cavo è gommato e con uno spessore abbastanza importante, difficile che tu possa litigarci e renderlo un polpettone unico dal quale non riuscirai più a uscire.

Comandi

Sì perché –come anticipato– se le WH-1000Xm2 sono collegate a un dispositivo via Bluetooth, questo potrà essere comandato tramite l’intervento della tua mano sul padiglione destro delle cuffie, dal quale potrai decidere di alzare o abbassare il volume, mettere in pausa una traccia, avanzare verso la successiva o tornare indietro. C’è anche il doppio tocco dedicato alle chiamate che possono arrivarti sullo smartphone, che potrai agilmente controllare e alle quali potrai ovviamente rispondere sfruttando il microfono integrato (ma anche questo è uno standard consolidato di SONY e tanti altri produttori, anche se io onestamente continuo a preferire un microfono direzionale posizionato quanto più vicino alla bocca, tramite più classico e certamente antiestètico archetto).

SONY WH-1000Xm2: esisti solo tu e la musica nelle tue orecchie 6

C’è un però, e riguarda proprio quella che per forza di cose è certamente una comodità, ma che all’inizio forse ti farà diventare un pelo scemo (più di quanto, nel mio caso, io non lo sia già): se ti capita di toglierti le cuffie per qualsivoglia motivo (o di spostare solo un padiglione), potresti incappare nel prendere un controllo che non avresti voluto (una pausa, un play, o un avanzamento di traccia). Una, due, tre, forse quattro volte prima di non farlo più e iniziare ad abituarti a quello che deve essere il giusto movimento per trattare le SONY WH-1000Xm2, a me è successo spesso prima di scoprire che in collegamento Bluetooth mi sarebbe bastato appoggiare il palmo sul padiglione destro per abbassare dinamicamente il volume e dare retta a Ilaria senza il taglio del rumore e il sottofondo musicale scelto (e soprattutto senza togliere le cuffie dalle mie orecchie).

Ribadisco: è solo questione di abitudine, non devi però perderci la pazienza quando avrai a che fare con il prodotto nelle prime ore di utilizzo.

Qualità del suono

Uno di quei paragrafi che mi sta davvero molto a cuore. Ho l’animo tendente un po’ al tamarro, adoro la musica, mi piacciono molti generi e non sempre si finisce per ascoltare del buon Jazz o una traccia Rock di quelle che “levati da lì“, capita quindi di inserire in coda della commerciale o quel vecchio timbro elettronico / dance che non esiste più al giorno d’oggi (se hai la mia età o anche più, puoi capire cosa si prova a gettare nella mischia qualche esemplare di anni ’80 come si deve).

Ciò che ti fa dimenticare (o quasi) la necessità di maggiore volume è proprio questo tipo di prodotto: l’eliminazione del rumore di fondo e la qualità della sorgente creano una coppia realmente perfetta, una simbiosi, la quale con il giusto dosaggio ed equalizzazione ti permette di apprezzare quella medesima traccia che, ascoltata con un tipo diverso di cuffie (non necessariamente di diverso produttore), suona per forza di cause maggiore in maniera nettamente differente, dettaglio che non sfuggirebbe neanche a chi non possiede –come me– l’orecchio assoluto e quella spocchiosità audiofila che talvolta invidio. Là dove non arriva in maniera autonoma la SONY WH-1000Xm2 puoi arrivare tu, manualmente, modificandone il comportamento tramite un’applicazione rilasciata dal produttore sia per Android che iOS:

Se poi ti capita di passare su quella traccia elettronica di cui ti parlavo prima beh, apprezzerai certamente il basso secco e ben definito, un vero piacere sentirlo andare, finirai inesorabilmente per volerne di più, alzare il volume per non perderti neanche un passaggio della tua Power Track, probabilmente tornerai indietro alla fine e la riascolterai ancora una volta, e forse un’altra ancora. Tranquillo, ti capisco benissimo. Fatti avvolgere con precisione millimetrica dai padiglioni delle WH-1000Xm2 (come fossero cuciti sulle tue orecchie) e godi appieno dell’isolamento. Quando lo togli è quasi come stappare un vasetto di conserva tenuto sottovuoto fino a quel momento.

In conclusione

Con una buona portata del Bluetooth (coadiuvato anche dalla ormai assodata presenza e rapidità di NFC, dato per scontato sui prodotti SONY), messo alla prova anche a discreta distanza dal mio MacBook e con porte di corridoio chiuse che generalmente rompono le scatole durante l’allontanamento (senza considerare quanto può essere schizzinoso nativamente il Bluetooth dei MacBook Pro Early e Late 2013, nda), il prodotto offre una solida connettività che raggiunge comunque il suo apice quando collegato via cavo alla tua sorgente, panorama in cui quest’ultima diventa ancora più fondamentale considerando quanta ottima tecnologia di lavorazione ed esecuzione della traccia puoi realmente sfruttare.

Altro dettaglio non specificato nei paragrafi precedenti è certamente quello relativo alla batteria integrata, che può arrivare (dichiarato così nella scheda ufficiale del prodotto) a 30 ore di riproduzione. Io posso solo dirti che dopo averle caricate la prima volta (in fase di ricezione), non ho più dovuto attaccarle a una sorgente elettrica tramite cavo microUSB, questo anche grazie al fatto che il mio utilizzo è stato di tipo ibrido, a cavallo tra Bluetooth e cablaggio diretto al portatile o allo smartphone.

Sono rimasto estasiato dalle WH-1000Xm2 e, nonostante qualcuno mi abbia consigliato di volare più basso e accontentarmi delle sorelle minori in caso di acquisto (WH-H900N, nda), io credo che –ammesso il budget lo permetta– tu non debba accontentarti in caso ci si trovi davanti a un bivio, il classico e prevedibile dubbio riguardo la scelta quando il prezzo di listino non è esattamente dettaglio trascurabile. Le WH-1000Xm2 costano infatti (secondo sito web ufficiale) 380€. Tu puoi in alternativa già trovarle su Amazon, dove riusciresti a risparmiare qualche soldino, che male non può certo fare, giusto?

Io ringrazio ancora una volta SONY per la collaborazione e sono “pronto” (si fa per dire) a far tornare le WH-1000Xm2 all’ovile (ma devo proprio?) ?

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: Fornito da SONY, torna all'ovile al termine dei test.
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