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Scambiare due chiacchiere con SONY poco prima del viaggio di nozze serve anche – evidentemente – a mettersi d’accordo sui prodotti che potenzialmente possono tornare utili durante la traversata e la permanenza negli splendidi luoghi visitati, è un po’ così che è nato questo “Banco prova” dell’α6500, una coppia d’attacco meravigliosa combinata con le cuffie SONY WH-1000XM3 che avevo già avuto modo di provare e recensire qualche tempo fa, innamorandomi come già successo per le precedenti WH-1000XM2. Mentre sul volo non sentivo null’altro che i contenuti che mi interessavano (quindi grazie simpatica anziana signora dal russare baritonale, la lascio dormire senza nessuna ulteriore imprecazione), una volta a terra ho cominciato a sperimentare le capacità della SONY α6500.

Sony α6500: ho scelto di abbandonare la Reflex

SONY α6500

Mi ero già messo alla prova con il mirrorless qualche anno fa (Canon EOS M10: un’occhiata al mirrorless) e secondo me peccava un pelo di immaturità che invece su reflex non lasciava spazio a dubbi di alcun tipo, tutto molto carino ma “ci rivediamo a settembre“. Quel capitolo di test mirrorless si è chiuso involontariamente per molto tempo, non solo fino a settembre, un buon motivo per il quale ho accettato la proposta di SONY e ho ottenuto la SONY α6500 per il viaggio. Mi sono fidato dei consigli di un amico che mi ha indirizzato nella giusta direzione e non me ne sono assolutamente pentito. Pur dovendo ancora imparare e in un certo senso “ripercorrere la strada” già fatta con la vecchia e fidata Nikon D60, credo che questo tipo di prodotto possa soddisfare molte delle condizioni in cui solitamente scatto, tenendo bene presente che non sono null’altro che un amatore e che rispetto a un professionista o un appassionato con molta più potenza di fuoco posso solo chiedere scusa e lasciare il posto.

Il mio è quindi un articolo che vuole parlare del prodotto in maniera più estensiva ma mai troppo tecnica, voglio che chiunque possa capire cosa vuol dire farsi accompagnare in un viaggio o una breve escursione (ma anche una festa, un concerto o un evento particolare, si fa giusto per dire) da una SONY α6500 e – così come lei – la successiva α6600 o la precedente α6400, con un elenco che può solo crescere. Tieni conto che arrivo da una macchina con tanti anni e tanti scatti sulle spalle, abbondantemente superata da tecnologie ben più performanti ed evidentemente migliori, pur rimanendo un buon prodotto adatto davvero a tutti per muovere i primi passi.

Brevemente

Compatta, con un buon parco obbiettivi a disposizione (anche non della stessa serie, si risolve con l’utilizzo di adattatore), il corpo della SONY α6500 è evidentemente leggero e molto maneggevole, la velocità di scatto è eccezionale anche in condizioni di luce scarsa (occhio però, a quel termine “scarsa” c’è certamente limite e nulla ti salverà dall’utilizzo di flash o cavalletto nel peggiore dei casi) e la luminosità che ho potuto catturare con la giusta ottica (ho scattato tutto con lo Zeiss 16-70mm) non l’ho personalmente mai vista prima (ci tengo a sottolineare quel personalmente, NdA).

La SONY α6500 permette riprese e registrazioni molto fluide in 4K, la stabilizzazione ottica a 5 assi aiuta moltissimo nel girato video (ma non l’ho mai disdegnata neanche durante un singolo scatto fotografico), all’appello rispondono ovviamente quick e slow-motion, tecnologie ormai date per scontate da quando sono entrate a far parte del minimo sindacale messo a disposizione dallo smartphone.

La SONY α6500 è tropicalizzata ed è quindi stata pensata e costruita per resistere a umidità e polvere (ma non solo), condizioni generalmente difficili per questo tipo di prodotti. Non c’è certificazione di tipo IP, non ci giocare più del dovuto quindi (a meno che tu non voglia stupidamente rischiare la vita del prodotto e del tuo investimento tutt’altro che economico).

Da rivedere il comparto batteria, sono abituato a non dovermi preoccupare più del dovuto della carica residua, quindi sono rimasto un pelo fregato quando la prima volta mi sono imbattuto in una batteria mezza scarica che ha visto calare drasticamente quella percentuale che la separava dallo zero a metà di una giornata ricca di luoghi da visitare, si tratta certamente di abitudini da cambiare rispetto alla reflex, per fortuna avevo una batteria tampone e un cavo microUSB a portata di zaino.

Un po’ meno brevemente

Un autofocus effettivamente immediato se pensi agli 0,05 secondi misurati e i 425 punti possibili che la macchina è in grado di tenere sott’occhio per ottenere lo scatto che tu hai in mente di fare poco prima della pressione del tasto che conclude l’operazione (pur non avendo poteri sensitivi, perché per quelli credo che SONY stia ancora studiando e provando 😏). Il sensore immagine CMOS Exmor porta con sé 24,2 megapixel che a tanti potrebbero sembrare non sufficienti (si fa del sensazionalismo basato sul numero di megapixel come motivo di vanto della maggior parte dei produttori di smartphone espressamente dedicati alla fotografia in mobilità) ma così non è, sono più che sufficienti per realizzare splendidi scatti.

Ho portato la SONY α6500 con me in qualsiasi condizione di scatto (non sotto la pioggia, no) e con luminosità non sempre al top, in alcuni casi ho sofferto l’essere controluce o contro qualche maledetto riflesso che mi ha giocato scherzi, eppure penso che con un buon filtro sull’obbiettivo questo problema si possa aggirare senza troppi rimpianti (non ho fatto in tempo a procurarmene uno ad-hoc prima di partire). Bisogna imparare a conoscere i programmi di scatto disponibili e convivere con quel monitor touch-screen che talvolta può giocare un brutto scherzo quando per sbaglio colpisci un’area sulla quale verrà fissato un fuoco non voluto, sono inciampi dati dalla gioventù dietro questo nuovo tipo di macchina.

La cosa certamente più difficile alla quale abituarsi è quell’occhiello elettronico (per forza) al quale non riesco a rinunciare in favore – proprio – del monitor touch screen. Quest’ultimo torna certamente comodo ma non in tutte le occasioni, è una buona soluzione quando vuoi evitare di assumere strane posizioni tantriche per portarti a casa uno scatto quando non hai sufficiente spazio fisico a disposizione nelle tue dirette vicinanze ma per me nulla più, è proprio un comportamento ereditato dall’avere utilizzato per anni una reflex e sporadicamente (troppo poco) una piccola compatta di “emergenza“.

Tutte le fotografie che hai visto nella galleria poco sopra sono state scattate in Thailandia e sono state alleggerite molto prima di essere caricate qui sul blog, i file originali occupano molto spazio e raggiungono una risoluzione davvero elevata che adoro quando si tratta di ammirare un lavoro su grandi schermi o quando di sceglie di stamparli (e non parlo certo del formato 10×15), nello specifico parlo di quanto riportato da caratteristiche ufficiali su sito web della SONY: L: 6.000 x 4.000 (24 MP), M: 4.240 x 2.832 (12 MP), S: 3.008 x 2.000 (6,0 MP) per la quattro terzi, diversamente si parla di L: 6.000 x 3.376 (20 MP), M: 4.240 x 2.400 (10 M), S: 3.008 x 1.688 (5,1 megapixel) per la sedici noni.

In fase di preparazione dello scatto la macchina è in grado di riconoscere ciò che sta inquadrando, cercando di esaltarne la luminosità, il contrasto, la nitidezza e tutta quella serie di dettagli che quando ti sposti in manuale lasci al completo controllo dell’umano. Questo è assai comodo per chi si ritrova a voler utilizzare questa macchina e non ha ancora sufficiente esperienza da calare sul tavolo. L’ho apprezzato e odiato in diversi momenti della vacanza, rinunciandovi quando necessario e passando in una modalità controllata più da me che dall’elettronica, tornandoci sopra quando mi accorgevo che tutto sommato l’intervento di questa intelligenza artificiale poteva realmente dare quello sprint alla fotografia che probabilmente io non sarei stato capace di dare se non in post-produzione, anticipando di gran lunga i tempi e dandomi la possibilità di scattare ancora se non ero abbastanza convinto di quanto catturato.

Anche la registrazione video è immediata e fluida, la stabilizzazione è ottima e la maggior parte del lavoro è demandata alla tua mano ferma e alla capacità di muovere l’obbiettivo senza far ballare il corpo macchina più del dovuto (esattamente ciò che ancora non sono capace di fare, questione di abitudine), il microfono è integrato, qualitativamente valido (mi piacerebbe provarlo in condizioni di rumore più estremo, spero di averne presto l’occasione), l’alternativa è passare da XLR-K2M/XLR-K1M/ECM-XYST1M a patto di investire ulteriore denaro, l’altoparlante nel caso in cui tu volessi immediatamente dare un’occhiata a quanto registrato è monoaurale e integrato anch’esso. Ho provato a portare con me la SONY α6500 in Darsena a Milano lo scorso 6 gennaio per catturare uno degli spettacoli finali del Vodafone Aqua Show 2019, il risultato è stato caricato su YouTube, ti consiglio di selezionare manualmente la migliore risoluzione per valutare la qualità di quando prodotto (porta però pazienza se hai una connessione non molto veloce, impiegherà un attimo a caricare):

Spostandomi e parlando di interfacce di collegamento posso dirti che hai a disposizione certamente NFC e Bluetooth per il controllo remoto (comodo magari per uno scatto dalla distanza), ma anche WiFi per il collegamento diretto a PC o televisore, utile per visualizzare immediatamente gli scatti o per proiettare il sudore delle tue fatiche martoriando amici e parenti (non si fa, dai smettila), in alternativa puoi sempre passare dal connettore HDMI micro (tipo D) per i televisori un pelo più datati e non dotati di WiFi o Bluetooth.

Doveroso parlare della batteria e della durata di quest’ultima. Se arrivi da una lunga convivenza con macchine reflex mi preme informarti che l’esperienza cambierà di molto e che dovrai quindi ricordarti di dare un’occhiata alla carica residua tornando a casa o in albergo dopo una lunga giornata di turismo (o di uscita fotografica in ogni caso), non farti ingannare dall’avere magari un 50% residuo perché quest’ultimo ti tradirà nel peggiore momento possibile, ricarica la batteria e preparala a un’altra sessione di stress, ho notato infatti che la resistenza non è assolutamente comparabile alle colleghe di diversa categoria, avere una seconda o terza batteria nelle peggiori condizioni diventerà pressoché necessario, io ho già provveduto e ti lascio qui di seguito un paio di prodotti che potrebbero fare al caso tuo (costo contenuto, resa massima già messa alla prova):

Questo è evidentemente dovuto alla necessità di mantenere vivo e molto reattivo un completo ecosistema di componentistica e software abbastanza energivoro, secondo le caratteristiche dichiarate da SONY potrai macinare circa 310 scatti con mirino o 350 con monitor LCD (standard CIPA), per la parte video si parla invece di circa 65 minuti con mirino o 70 minuti con monitor LCD (registrazione effettiva), con una variabile dovuta dalla registrazione continua che permetterebbe ipoteticamente di arrivare a 105 minuti per ambo i monitor utilizzati. Come già anticipato nel paragrafo “breve” puoi aiutarti dando un pelo più di sopravvivenza alla carica residua utilizzando una Power Bank e un cavo microUSB, ma il consiglio è certamente quello di tenere a portata di mano una culla di ricarica (io ho acquistato la RAWPower che trovi poco sopra).

In conclusione

A me la SONY α6500 è piaciuta, credo sia abbastanza evidente leggendo l’articolo, un po’ come quando dopo tanto tempo (e costante utilizzo di iOS) ho dato una nuova occasione ad Android accorgendomi che i passi da gigante fatti permettevano ormai di abbandonare la strada maestra per passare al lato oscuro della forza (biscotti compresi). Scegliere di concludere il mio percorso con una macchina reflex (magari non per sempre, ci mancherebbe, ma almeno per un po’ sì) passando al mirrorless è volere imparare qualcosa di nuovo, sfidarmi a prendere confidenza con un diverso vendor (abbandono dopo anni il club Nikon) e relative caratteristiche di un prodotto di qualità, destinato ipoteticamente a tutti. Il termine ipoteticamente non è certo riferito al saperci fare, bensì alla disponibilità economica che dovrai considerare e iniziare ad accumulare se pensi che questo potrebbe essere il tuo prossimo regalo di compleanno.

SONY α6500 ha infatti un costo importante, si parla di 1700€ di listino (secondo sito web della SONY) con però la possibilità – lasciata al rivenditori – di ritoccare quel prezzo cercando di alleggerire la schiena dell’acquirente (e non solo le tasche!). Io ti propongo qui di seguito qualche collegamento diretto ad Amazon, il costo è inferiore e il consiglio del sottoscritto è quello di tenere d’occhio eventuali offerte (lettura consigliata: Amazon Black Friday: come arrivare preparati) per risparmiare ulteriormente. Considera che durante l’ultimo Black Friday c’è stata la possibilità di portarsi a casa il corpo macchina a 799€, l’obbiettivo Zeiss Sony SEL1670Z invece a 599€, un totale di 1398€ che comparati ai 1700€ di listino fa sicuramente differenza.

Ho cercato di essere quanto più generico e meno tecnico possibile per l’intera stesura dell’articolo, risultando spesso ripetitivo (e ti chiedo scusa per questo) ma mantenendo un tono e uno scritto quanto più accessibile, ho voluto permettere a tutti di comprendere il comportamento della SONY α6500 e l’esperienza del sottoscritto dall’altro lato rispetto all’obbiettivo, ti invito a fare domande per qualsiasi dubbio o ulteriore curiosità utilizzando l’area commenti a tua totale disposizione (anche senza registrazione). Per consultare le specifiche tecniche complete ti rimando invece alla pagina dedicata. Per me questa macchina fotografia è un grande Sì, il voto non può però essere pieno perché il costo si fa certamente sentire.

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Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: Sony mi ha fornito la sua α6500 con ottica Zeiss 16-70 in occasione del mio viaggio di nozze. Mi sono innamorato di questo specifico kit e ora l'ho acquistato di mia tasca per passare definitivamente al mirrorless.
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Il risultato non cambia, e questa è un po’ la chiusa che potrei già raccontarti in fase di apertura articolo. Un ossimoro niente male, non trovi anche tu? L’estate è ormai scoppiata e nonostante qualche incertezza nel clima (dove le piogge di stagione hanno lasciato spazio a grandinate tropicali che Miami levati) torna prepotente la presenza della musica nelle ore che ci accompagnano durante le nostre ferie, è un argomento che si ripete tanto quanto i servizi di Studio Aperto sul non uscire nelle ore calde. Contrariamente al solito però oggi si parla nuovamente di SONY e della possibilità di acquistare un buon prodotto che ti tenga compagnia ma a un prezzo molto più che accessibile: lo speaker bluetooth SRS-XB01.

Sony SRS-XB01: cambiando l'ordine degli addendi ...

SONY SRS-XB01

Colori vivaci, compatto e leggero, suono deciso, pulito, con un basso onesto per una dimensione così contenuta, titolo dell’articolo e introduzione vogliono sottolineare quanto una ricerca e relativo sviluppo già ben rodato possano permettere a un’azienda come SONY di introdurre sul mercato concetti nuovi nelle forme mantenendo pur sempre un forte legame con il passato e con quanto già provato tempo addietro (Sony SRS-XB10 è il degno erede dell’adorato Sony SRS-X11? o ancora Sony SRS-X11: Speaker wireless portatile con Bluetooth), approvato e utilizzato da molti clienti che ancora oggi non sentono assolutamente il bisogno di cambiare qualcosa che funziona bene.

SRS-XB01 è un altoparlante mono da 37,5mm con diffusione full range racchiuso in 160 grammi totali di prodotto dalle dimensioni molto contenute (L x A x P: circa L81,5 x A57,5 x P56,5 mm secondo i dati ufficiali che trovi tu stesso nella scheda tecnica disponibile su sony.it/electronics/speaker-wireless/srs-xb01/specifications), con connessione Bluetooth (principale nonché consigliata) e un ingresso Mini-jack stereo (AUX) al quale puoi anche scegliere di collegare un lettore Mp3 esterno o il tuo smartphone nel caso in cui tu non abbia necessità di allontanarlo dallo speaker (il range di copertura arriva a circa 10 mt quando si sfrutta il Bluetooth, per completezza di informazioni).

La durata della batteria integrata (parametro sempre fondamentale per una valutazione completa) di SRS-XB01 si attesta sulle 6 ore secondo la scheda caratteristiche pubblicata da SONY, quello che io posso dirti è che il valore può ballare come in ogni altro caso / prodotto / occasione, il volume tenuto e la distanza dalla sorgente sono punti da tenere sempre all’interno di un’equazione non sempre ben bilanciata. Di certo non sono poche le ore di riproduzione, devi pensare quindi a questo speaker come a un compagno di avventure nel caso in cui tu stia uscendo in bicicletta o per andare al mare, da utilizzare in un intervallo di tempo tutto sommato definito, non è certo la soluzione perfetta per un’intera giornata fuori di casa (a meno di non portare con sé una batteria tampone diventata ormai molto comune nella dotazione di noi tutti). Una ricarica della batteria (se questa è a zero) richiede 3 ore.

Come ogni speaker Bluetooth SONY che si rispetti anche questo permette un controllo totale della playlist grazie ai pulsanti rapidi che puoi utilizzare per mettere in pausa (e riprendere) l’ascolto della traccia, alzare o abbassare il volume, rispondere al telefono grazie alla possibilità di trasformarlo in dispositivo vivavoce per lo smartphone, cambiare traccia con un piccolo trucco: due colpi sul pulsante di play/pausa per mandare avanti, tre colpi per tornare indietro (qui trovi il manuale completo del prodotto).

Aggiungo inoltre che SRS-XB01 è protetto contro spruzzi d’acqua e polvere, per la precisione si parla di una certificazione IPX5 (riporto fedelmente):

IPX5 (grado di protezione contro spruzzi d’acqua): il sistema è stato testato e mantiene la propria funzionalità anche se esposto a spruzzi d’acqua da qualsiasi direzione utilizzando una bocchetta dal diametro interno di 6,3 mm in una quantità di circa 12,5 litri d’acqua al minuto per una durata di oltre 3 minuti da una distanza di circa 3 metri. Liquidi a cui si applicano le specifiche di prestazioni waterproof: acqua dolce, acqua di rubinetto, sudore. Le specifiche non si applicano a liquidi diversi da quelli elencati (acqua contenente detersivo, acqua di piscina, acqua di mare, ecc.).

Ciò vuol dire che puoi certamente portarlo in piscina ma non potrai fargli fare il bagno insieme a te, né tanto meno continuare a tirarlo dentro a eventuali battaglie di gavettoni senza esclusione di colpi ?

In conclusione

Un prodotto che ha certamente delle limitazioni ma che svolge egregiamente il lavoro che è chiamato a fare. Si tratta di un investimento che richiede davvero una cifra irrisoria, si parla di 35€ di listino che diventano anche meno se si passa da Amazon (dove costa meno di 20€!) e affini. È SONY, motivo per il quale guadagna punti fiducia e non tradisce anche quando messo seriamente alla prova, è il vorrei ma non posso dei suoi fratelli più grandi, ma in quel caso si parla di tutt’altro tipo di prodotto e di budget da mettere a disposizione dell’acquisto musicale estivo.

Promosso come entry-level dalle caratteristiche “limpide” e senza pretese, un piccolo che sa farsi sentire.

Scontato
Sony SRS-XB01 Speaker Compatto, Portatile e Resistente all'Acqua con Extra Bass, Blu
  • Extra Bass per un sound potente
  • Resistente all'acqua (IPX5) e 6 ore di durata della batteria
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Prodotto: un regalo di SONY arrivato a dirla tutta un bel po' di tempo fa, utilizzato più volte ma mai recensito in questo blog. Perché non farlo adesso in occasione della stagione più calda dell'anno?
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Prima di parlare di SRS-XB10, buongiorno e bentrovato. Nonostante qui tutte le attività lavorative siano ripartite già da una settimana, molti lettori (e forse anche tu) sono appena tornati davanti alla scrivania e al monitor, spero che le tue feste siano andate bene :-)

Se ti sei perso il vero protagonista della settimana da poco terminata (che protagonista lo rimarrà per molto altro tempo ancora, sfortunatamente), ti consiglio di dare un’occhiata a questo articolo.

Ma ora bando alle ciance. Ti avevo parlato del Sony SRS-X11 più di due anni fa, è stato per me compagno fedele di lavori di ristrutturazione mentre la nostra nuova casa prendeva forma, l’ho adorato perché ha sempre fatto il suo lavoro e ha accompagnato sottoscritto e operai in mezzo alla polvere e alla vernice, e funziona tutt’oggi anche se meno utilizzato (è nel garage di casa, dove ogni tanto lavoro e ascolto un po’ di buona musica). Sony mi ha ha permesso di mettere mano su un SRS-XB10, che a vederlo è un po’ quel “vecchio” cubo rivisitato, con un aspetto estetico meno spigoloso e la solita buona profondità di suono che contraddistingue il costruttore giapponese.

Sony SRS-XB10 è il degno erede dell'adorato Sony SRS-X11?

Speaker full-range mono da 46 mm racchiuso in un diametro da circa 7,5 cm e un’altezza inferiore ai 10 cm (9,1 secondo quanto dichiarato nelle specifiche tecniche), SRS-XB10 fa parte della linea Extra Bass di Sony che –ormai dovresti saperlo– va a stuzzicare quel piccolo essere tamarro che vive ancora nel mio corpo dopo circa 30 anni di esistenza. Il prodotto pesa (giusto per non allontanarci troppo dal suo predecessore) circa 260 grammi, assolutamente trasportabili in qualsiasi occasione e modo.

Ovviamente la connettività è quella alla quale ci ha abituati Sony, il pacchetto è il solito “completo” che comprende quindi NFC, Bluetooth e AUX (quest’ultimo stavolta nascosto alla vista, capirai tra breve perché), con pulsanti dal gradevole feed al tatto, che affondano leggermente prima di poter portare a termine il loro lavoro.

Ancora una volta ritroviamo la possibilità di utilizzare il dispositivo come vivavoce per lo smartphone (anche se in tal senso, continuo a sostenere che questa funzione non fa il suo dovere in maniera corretta, costringendo a spostare la telefonata sullo speaker e microfono del telefono). Presente all’appello anche l’accoppiamento con un altro speaker bluetooth della stessa serie, per ottenere un suono “stereo” e di maggiore impatto all’interno dello stesso ambiente.

La nota nuova di SRS-XB10 consiste invece nell’impermeabilità del prodotto, certificato IPX5, resistente quindi all’acqua ma non in grado di immergersi o galleggiare come succede per il Wonderboom di UE, motivo per il quale l’attacco AUX (IN) è ben protetto e “nascosto” insieme al microUSB e al foro di reset, sotto un tappo molto ben compresso, messo lì a lato dei controlli.

Riporto, per completezza:

IPX5 (grado di protezione contro spruzzi d’acqua): il sistema è stato testato e mantiene la propria funzionalità anche se esposto a spruzzi d’acqua da qualsiasi direzione utilizzando una bocchetta dal diametro interno di 6,3 mm in una quantità di circa 12,5 litri d’acqua al minuto per una durata di oltre 3 minuti da una distanza di circa 3 metri. Liquidi a cui si applicano le specifiche di prestazioni waterproof: acqua dolce, acqua di rubinetto, sudore. Le specifiche non si applicano a liquidi diversi da quelli elencati (acqua contenente detersivo, acqua di piscina, acqua di mare, ecc.).

La durata della batteria di SRS-XB10 viene stimata in circa 16 ore di autonomia, che possono variare (non mi stancherò mai di dirlo) in base al volume mantenuto e alle condizioni di utilizzo del prodotto (come la distanza dalla sua sorgente bluetooth, per esempio, o la temperatura dell’ambiente), ore oltre le quali dovrai tirare fuori il cavo (fornito nella scatola del prodotto) e collegarlo a una sorgente elettrica (il caricabatterie del tuo smartphone, oppure una porta USB del tuo PC, perché l’attacco a muro non è fornito).

Passa alla cassa

Paragrafo di conclusione che negli anni non può che riproporsi in questo tipo di articoli. Sony SRS-XB10 ha un prezzo di listino di 60€ secondo il sito web del produttore, ma puoi facilmente trovare sconti sul prodotto pari o superiori ai 20€. In questo momento di stesura dell’articolo, su Amazon si trova facilmente a 35€, ti propongo qui di seguito i link diretti per l’acquisto (e aggiungo 3 tipi di custodie per trasportare lo speaker facilmente, proteggendolo):

Il prodotto è bello esteticamente, costruito bene (a questo Sony ci ha ormai abituato, inutile negarlo), con un suono certamente gradevole e potente quanto basta (considerando dimensioni e capacità tecniche), adatto alle stanze di casa propria oppure la scrivania in ufficio (per diffondere buona musica e allietare anche i colleghi di lavoro, perché no), valido anche per seguirti altrove, magari in bicicletta durante una buona pedalata al parco. Il prezzo, passando da fornitore terzo, è parecchio interessante (ci sono competitor molto meno blasonati che arrivano a inserire prodotti di mercato intorno ai 20/25€, facci caso e tieni conto della differenza).

Quindi, giusto per concludere rispondendo alla domanda posta nel titolo dell’articolo beh, la risposta è no, e non certo per una mera questione tecnica (quella la passa con la promozione e buoni voti), ma per la questione affetto e nulla più! ;-)

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Prodotto: fornito da Sony, ho potuto tenerlo al termine del test.
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Lo so, non ho le fette di prosciutto davanti agli occhi, non così spesse almeno! Le vacanze sono terminate per la maggior parte di noi. Sono tornato in ufficio lo scorso 22 agosto, ormai quella manciata di giorni liberi è solo un puro ricordo quasi del tutto scomparso, eppure qualcosa mi è rimasto. Il regalo che SONY mi ha riservato subito prima di partire, un accessorio per chi è amante della musica “CCiovane“, magari proprio quella estiva, da ascoltare a volume alto, mente libera, anima leggera. Oggi ti parlo delle compagne di viaggio di quei giorni liberi, le MDR-XB650BT, serie Extra Bass, senza fili.

SONY MDR-XB650BT: l'audio in vacanza, senza fili in mezzo

Qualche rapido aggettivo per meglio descrivere il prodotto: leggere, pratiche, comode (ma non sempre), potenti (quanto basta), durevoli (per quel che riguarda i materiali utilizzati, ma anche per il più banale comparto batteria).

Proviamo ad andare più nello specifico, a scendere anche da quel piedistallo che si era involontariamente creato grazie alle Sony h.ear on (MDR-100AAP), un altro livello per estetica, particolari e qualità del suono.

SONY MDR-XB650BT: l'audio in vacanza, senza fili in mezzo 2

Le MDR-XB650BT

Oh, sia chiaro, non sto dicendo che questo prodotto sia scadente, affatto, è semplicemente parte di una famiglia differente, qui il basso è pieno, da subito, non c’è bisogno di aspettare, non c’è bisogno di alzare poi così tanto il volume, una qualunque traccia diventa immediatamente l’ultimo ritrovato del sapiente miscelare tipico da ultima notte di festa a Ibiza, in console potrebbe persino esserci Raoul Casadei, poco importerebbe, ciò che spinge le MDR-XB650BT è la tecnologia EXTRA BASS proprietaria di SONY, che va a isolare e rendere decisamente più netti e “secchi” i colpi di basso della traccia in esecuzione. Piccola sbavatura notata durante i test è però il tremolio del driver di destra a volume davvero elevato (si, ho voluto provare per curiosità), come se andasse a toccare la parte di protezione in plastica dello stesso, generando quindi il rumore di fondo non appartenente alla traccia e per certi versi davvero fastidioso.

Inutile dire che se si cambia la traccia e ne si sceglie già una ricca di bassi (tipico scenario commerciale, EDM, house, trance e simili) tutto diventa quasi incontrollabile, mai caotico però, un piacere che si prova solo in quelle occasioni in cui tu, nato negli anni ’80 o giù di lì, vieni trascinato in quel locale che per una sera ripropone canzoni dei tuoi anni più belli e spensierati, quando a farla da padrone c’era solo Gigi D’Agostino. Ho reso l’idea?

Abbastanza limpido e trasparente è ciò che si può confermare (o correggere, almeno in parte) rispetto a quanto pubblicato nella scheda ufficiale del prodotto sul sito web di SONY (disponibile all’indirizzo sony.it/electronics/cuffie-archetto/mdr-xb650bt).

Un esempio pratico? Durata della batteria ottima. Riproduzione per ore senza minimamente accorgermi di cali prestazionali, di fatica, di possibili cedimenti. Sono arrivato a toccare (senza ricarica alcuna) le 30 ore circa (considerando tre ore al giorno tra spiaggia o equivalente, spostamenti, lettura prima di dormire, per i 10 giorni di stop dall’ufficio). A quel punto si va incontro allo spegnimento senza riserva alcuna (annunciato dalla voce sintetizzata che ti guida lungo il percorso di gestione dell’accessorio, dal pairing alla verifica del livello di batteria). Occhio però, vale uno standard comune a tutti questi prodotti: volume molto alto, distanza medio-alta dal dispositivo che riproduce le tracce (un PC, o magari lo smartphone), stand-by non sfruttato a dovere o qualsiasi altra condizione “peggiorativa“, non faranno altro che portare verso il basso quel monte ore a tua disposizione prima della necessità di attaccare a una presa di corrente le MDR-XB650BT, un po’ come quando in autostrada decidi che è arrivato il momento di pigiare sull’acceleratore ma poi ti rendi conto che devi per forza fermarti dal benzinaio.

Battery level: high!

Già, a tal proposito, nel caso in cui tu possieda o voglia acquistare questo prodotto, ricorda che sarà solo iOS a mostrare l’icona relativa allo stato di carica quando connesso in bluetooth al tuo smartphone. Se pensi che per i possessori Android non ci sia alternativa, ti sbagli. Premi una sola volta (normalmente, senza “sostarci sopra”) il tasto di accensione delle cuffie, la voce della gentile signorina intrappolata nel prodotto SONY ti dirà il livello di carica della batteria (in inglese), così potrai regolarti prima di lasciare casa e dimenticare lì il tuo cavo microUSB ;-)

Come si comportano i controlli?

Dritti al punto, senza mai un’esitazione. Ho utilizzato le MDR-XB650BT prevalentemente con il mio smartphone Android e Spotify. Ho potuto cambiare facilmente traccia (ma non farla scorrere rapidamente avanti o indietro, nda), metterla in pausa per rispondere a una telefonata (utilizzando poi il microfono omnidirezionale integrato nelle cuffie) o semplicemente per parlare con coloro che mi circondavano. Ho alzato e abbassato il volume, ho avviato l’ascolto anche con Spotify completamente chiuso e subito dopo aver fatto l’accensione del prodotto precedentemente autorizzato a effettuare pairing bluetooth.

SONY MDR-XB650BT: l'audio in vacanza, senza fili in mezzo 5

E allora cosa c’è che non va?

Ne ho appena parlato in pratica. Dal banale pairing del secondo dispositivo (utilizzabile non in contemporanea a un qualsiasi altro) affrontato più con la logica del neurone in uso anziché con il libretto di istruzioni, più ostico rispetto al primo che parte praticamente da sé, alla comodità che viene quasi subito a mancare per chi -come me- utilizza occhiali da vista, passando per l’imbarazzo del non conoscere la posizione dei molti tasti posti sul padiglione destro, che tutto controlla e tutto può. Per concludere? La possibilità di girare i padiglioni per metterli in pari con il resto dell’archetto, senza però rendere meno ingombrante la cuffia nella sua completezza, il trasporto del prodotto non è quindi del tutto agevole (ho avuto per un attimo la classica paura di rompere le cuffie).

Per effettuare un pairing con il secondo dispositivo (o il terzo, ricorda che tanto ne puoi utilizzare uno alla volta) dovrai semplicemente spegnere le cuffie (se le hai già accese) e poi tenere premuto il pulsante di accensione per 7 secondi circa, superando la fase di accensione e continuando a tenerlo premuto, fino a sentire la voce annunciare il pairing in corso, il led alternerà luce rossa e blu di continuo a conferma dell’operazione in corso, a questo punto le cuffie saranno ricercabili da qualsiasi dispositivo bluetooth nelle vicinanze.

SONY MDR-XB650BT: l'audio in vacanza, senza fili in mezzo 3 SONY MDR-XB650BT: l'audio in vacanza, senza fili in mezzo 4

Il led e il pulsante di accensione non sono le uniche due cose che troverai sul padiglione di destra. Mi ricollego al terzo “difetto” che ho avuto modo di notare, perché sul padiglione destro del prodotto c’è proprio tutto. Dall’accensione al volume, passando per il microfono, il play / pausa, l’avanti / indietro, l’attacco microUSB e anche la risposta alla telefonata in arrivo. Prima di imparare l’esatta posizione di tutto impiegherai qualche minuto, usando le cuffie tutti i giorni (o quasi) sarà tutto ancora più rapido (piccolo hint: sul tasto per aumentare il volume c’è un piccolo punto in rilievo :-) ). Ovviamente inserire il circuito stampato con tutto a bordo su un solo padiglione costa certamente meno (in termini di produzione) rispetto alla separazione di comandi e attacchi su ambo i padiglioni.

Per il secondo difetto invece non c’è molto da fare. L’archetto regolabile è rigido ed è stato appositamente studiato e realizzato da SONY per ridurre al minimo le vibrazioni generate dai bassi più profondi, erogati dal driver da 30 mm nascosto dai padiglioni imbottiti, che per una riproduzione prolungata non evita però di generare dolore proprio dove terminano generalmente le stecche della montatura degli occhiali. È un problema che conosco fin troppo bene e che riscontro in diversi modelli di cuffie, in casa mi limito ad alzare la montatura (togliendola da dietro le orecchie) e appoggiandola quasi ai padiglioni, mi sento molto “nonno in fase di lettura“, ma almeno non sento male alcuno, anche durante la stesura di questo articolo.

Prezzo e saluti

Per portarti a casa le MDR-XB650BT dovrai sborsare circa 130€ di listino. Fortunatamente su Amazon le puoi trovare a poco meno di 85€, uno sconto che solo fino a pochi giorni fa non esisteva (al 30 di agosto, appena controllato, il prezzo era ancora fermo a 129,99€), decidi tu (in base anche a ciò che ti ho raccontato) se può valere la pena fare questo investimento, fermo restando che la qualità di SONY difficilmente può mettersi in discussione data la loro pluriennale esperienza nel settore.

Inutile dire che per qualsiasi dubbio o richiesta, l’area commenti è a tua totale disposizione. Ancora una volta grazie a SONY per la loro massima collaborazione :-)

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: è il regalo da parte di SONY per portare con me la musica in vacanza. Ho deciso spontaneamente di recensirlo.
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Ultimate Ears (UE) non è solo un capriccio di shopping della Logitech (che l’ha acquisita nel 2008, nda) ma una vera e propria sfida nel mercato degli speaker portatili (molto gettonati e nati come funghi in tutte le salse negli ultimi anni) dove già competitor anche molto più grandi la fanno da padrone. Ho avuto modo di mettere le mani sull’ultima loro creazione, UE Roll 2, un prodotto capace di unire una buona resa audio a un’estetica fuori dal comune, con qualche caratteristica sicuramente degna di nota.

UE Roll 2: l'audio esteticamente fuori dal comune

Partiamo subito senza troppi giri di parole.

Mi è piaciuto perché è esteticamente diverso dagli altri, perché è impermeabile, perché se la sa cavare nel reparto audio che tutto sommato ho trovato accettabile ma inferiore rispetto ad altri speaker della stessa fascia di mercato (occhio: fascia, non con le stesse identiche caratteristiche, nda).

Mi è piaciuta la scelta di mettere i controlli del volume talmente grandi da essere quasi ignorati a una prima occhiata, perfettamente integrati in quella trama così particolare da sembrare anche fuori luogo, poi in realtà ci si convince che può rispecchiare il carattere della persona che lo acquista. Funziona alla stessa maniera con il cavo microUSB che puoi utilizzare per collegare lo speaker al PC o al caricabatterie da muro, rigorosamente caratterizzato da un colore sgargiante (la mia fotografia è qui sopra, lo vedi quel giallo che dice “levati“?) ;-)

UE è talmente fuori dai gangheri che include una piccola ciambella all’interno del pacchetto di Roll 2, così da poterla far accomodare in piscina come vorresti fare tu con il cocktail nel materassino di chissà quale fantasia da trasposizione cinematografica, ce l’hai un amico con una piscina in casa? Potresti approfittarne, potresti dare un senso alla “Ciambella Roll“. Se non hai nessun amico di questo tipo, accontentati della doccia o della vasca da bagno, quella dovremmo avercela tutti.

Ha un attacco AUX, ma questo è comune a tutti questi prodotti. La batteria viene garantita per 9h di riproduzione (più o meno), siamo sulle stesse riportate dagli altri competitor, ci arriva quasi, a volume moderatamente alto ho potuto godere di circa 8h di riproduzione prima di essere stato costretto alla ricarica, la quale è durata quasi 6 ore (ho usato volutamente la notte). La sua tecnologia Bluetooth consente di spostarsi agilmente dallo speaker di qualche metro, ma anche di collegare più dispositivi contemporaneamente (fino a due) e diversi da conservare nella “cronologia” (fino a 8 associazioni che possono partire rapidamente richiamate quando ne hai bisogno).

UE Roll 2: l'audio esteticamente fuori dal comune 1

Mi è persino piaciuto il modo che UE ha trovato per integrare un semplice gancio che può essere utilizzato per appendere lo speaker, oppure per portarlo manualmente in maniera più semplice di quanto si possa tenere nel palmo della mano. Pulsante di accensione (con led) e pairing Bluetooth si trovano sul retro del prodotto.

Ciò che meno mi ha convinto è stata la profondità dei bassi, per certi punti di vista quasi mancante, troppo poco incisiva. Mi ha convinto poco il design, strano, difficilmente può trovare un giusto spazio all’interno del proprio salotto (tanto per fare un esempio stupido), sicuramente è dovuto al fatto che il prodotto sia stato pensato per essere portato in giro, utilizzato tra amici, nelle scampagnate e anche in quei casi in cui non ci si aspetterebbe di avere a disposizione uno speaker per la propria musica, lecito, probabilmente preferirei le varianti meno sgargianti ed esteticamente più “banali” dello stesso identico prodotto. Mi ha stupito persino la mancanza di poterlo sfruttare come vivavoce per il proprio smartphone, niente microfono, niente party.

Il prezzo è l’ultimo dettaglio che non ho potuto ignorare. Il listino riporta 134,99€, UE Roll 2 si trova però anche su Amazon fortunatamente, a poco meno di 100€. In questo caso sono disposto a dare un diverso peso al tutto.

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Logitech, sto ancora cercando di capire se deve o meno rientrare all'ovile!
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