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Ok, Xiaomi è arrivato ufficialmente in Italia. Al Superstudio Più di via Tortona sono intervenuti tantissimi ospiti, giornalisti e fan in una conferenza stampa (quella dello scorso 24 maggio, nda) ricca di contenuti e applausi per quei prezzi così aggressivi per un mercato forse non ancora pronto a reagire con forza (a tutto favore del team cinese). In attesa quindi di mettere mano sui terminali del marchio nato nel 2010 ma che ha già battuto diversi record, mi dedico a qualcosa di molto più leggero, come il loro bluetooth speaker compatto e di design, il Mi Bluetooth Speaker.

Mi Bluetooth Speaker di Xiaomi, l'audio compatto e di design

Xiaomi Mi Bluetooth Speaker

Piccolo (sul serio, nella colorazione Gold ricevuta assomiglia a un baby lingotto), compatto e leggero (270 grammi), la scelta del metallo (tranne nei lati) che lo rende assolutamente elegante (anche nella versione più giovanile, quel celeste che vedi nella fotografia poco sopra o nell’immagine qui sotto), con quella trama anteriore a fori che assomiglia agli speaker di qualche tempo fa (dove qualche, per i più giovani, potrebbe essere più degli anni portati sulla gobba), essenziale e con quel logo frontale basso che ti ricorda di che famiglia fa parte questo prodotto, senza risultare elemento di disturbo. Con i comandi necessari posti sui lati, lascia la parte superiore e posteriore assolutamente liscia, quei dettagli che evidentemente hanno fatto di questo un prodotto uno dei vincitori del reddot awards 2016.

Play / Pausa (e risposta a una eventuale chiamata in ingresso sullo smartphone connesso in bluetooth), Volume + / – (che su pressione più lunga si trasforma in canzone successiva / precedente), livello batteria (che viene riportato a voce, in inglese e senza mettere in pausa la traccia in riproduzione), che su pressione prolungata diventa pairing per il bluetooth (monta una versione 4.0). Sempre in inglese, dato che te ne ho parlato, sono anche tutti gli altri messaggi riportati dallo speaker (come quello dedicato alla ricerca dei dispositivi, alla connessione effettuata, ecc.).

Mi Bluetooth Speaker di Xiaomi, l'audio compatto e di design 1

Dall’altro lato (quello sinistro) troverai l’ingresso AUX (per poter ascoltare tracce anche da sorgente differente), il microfono integrato (quel piccolo foro subito sotto) e la porta microUSB per la ricarica della batteria al litio integrata (1500mAh a 3.8V, viene dichiarata un’autonomia di circa 8 ore tenendo un volume pari a 65dBA).

2 i canali audio con dei driver da Φ36mm, le specifiche ufficiali di Xiaomi (per il momento solo sul sito inglese, nda) riportano una potenza in uscita di 3W x 2 (4ohm, THD < 1%). Ciò che io posso dirti oltre le pure specifiche da scheda tecnica (che puoi recuperare facilmente in qualsiasi momento) è che la resa audio è molto buona, ma che non puoi pretendere bassi fedeli e potenti in ambienti aperti, nonostante la presenza di un piccolo subwoofer che permette di raggiungere i 90dB massimi in uscita (anche se ho ascoltato e messo alla prova roba ben peggiore, te lo assicuro). Si ottiene un buon effetto anche se lascia spazio a quell’incupimento di output tipico da cassa dritta e che nasconde la brillantezza degli alti e medi.
Il prodotto è avvantaggiato eventualmente da quello stesso comportamento che riservi alle casse mono di un cellulare (quando metti la mano a coppetta), guadagnando in punta massima quando permetti alla traccia in uscita di sbattere contro un muro o altra superficie che può dare maggiore corposità al risultato finale (io lo tengo dietro il monitor del mio MacBook, sulla scrivania poggiata verso il muro, nda), concedendo qualche punto in più sulla valutazione di chiusura con relativo “voto sul registro“.

Promosso anche in fase di chiamata in vivavoce, che grazie al microfono in una stanza senza troppo rumore di fondo mi ha permesso di non star lì a correre a deviare la chiamata sulla capsula audio dello smartphone, cosa alla quale sono abituato con altri prodotti che ho in casa e che uso abitualmente (dalle prestazioni medie -e prezzo, aggiungo- ben più alte di questo prodotto, ma che “prendono botte” sul microfono, dettaglio effettivamente fastidioso).

I difetti quindi ci sono, lo avrai capito, ma nel calderone finiscono per andare a fondo, passando più o meno inosservati perché -a essere onesti- la sufficienza viene agilmente sorpassata da tutte le voci della più classica delle liste “ToDo” per uno speaker bluetooth. Probabilmente ciò che più stona è il prezzo: per un Mi Bluetooth Speaker servono circa 40€ di investimento (questo il prezzo visto ad Arese, un pelo più alto invece su Amazon), nella stessa fascia di prezzo si possono trovare alternative che si comportano bene almeno quanto questo speaker, va quindi un pelo contro quell’aggressività mostrata da Xiaomi per penetrare sul nostro mercato (e in generale quello europeo). Ciò non vuol dire che non sia un prezzo adeguato, sia chiaro.

In conclusione

Mi Bluetooth Speaker di Xiaomi, l'audio compatto e di design 3

Una delle alternative da tenere d’occhio quando il tuo budget è inferiore o pari ai 50€, un prodotto che si comporta bene nella sua media matematica, ottenendo piena sufficienza e pacca “alla Cannavacciuolo” sulla spalla. Ottima figura se lo si vuole acquistare come regalo per chi oggi adora portare con sé la propria musica in costante movimento (rendendo partecipi persone che forse non vorrebbero fregiarsi di questo onore, giusto ragazzi in metropolitana?), con –se posso aggiungere un’ultima nota di colore– un package esterno che non riuscirebbe ad aprire neanche Arsenio Lupin senza aiutarsi con un’unghia o un qualsivoglia sottile accessorio, causa esagerata compressione e millimetrica precisione nel taglio per un’occupazione quanto più possibile minimal :-)

Buon inizio settimana!

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Xiaomi, ho potuto tenerlo al termine del test (si tratta di un gentile omaggio ricevuto dopo la conferenza stampa dell'arrivo in Italia, consegnato a ogni giornalista intervenuto).
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Prima di parlare di SRS-XB10, buongiorno e bentrovato. Nonostante qui tutte le attività lavorative siano ripartite già da una settimana, molti lettori (e forse anche tu) sono appena tornati davanti alla scrivania e al monitor, spero che le tue feste siano andate bene :-)

Se ti sei perso il vero protagonista della settimana da poco terminata (che protagonista lo rimarrà per molto altro tempo ancora, sfortunatamente), ti consiglio di dare un’occhiata a questo articolo.

Ma ora bando alle ciance. Ti avevo parlato del Sony SRS-X11 più di due anni fa, è stato per me compagno fedele di lavori di ristrutturazione mentre la nostra nuova casa prendeva forma, l’ho adorato perché ha sempre fatto il suo lavoro e ha accompagnato sottoscritto e operai in mezzo alla polvere e alla vernice, e funziona tutt’oggi anche se meno utilizzato (è nel garage di casa, dove ogni tanto lavoro e ascolto un po’ di buona musica). Sony mi ha ha permesso di mettere mano su un SRS-XB10, che a vederlo è un po’ quel “vecchio” cubo rivisitato, con un aspetto estetico meno spigoloso e la solita buona profondità di suono che contraddistingue il costruttore giapponese.

Sony SRS-XB10 è il degno erede dell'adorato Sony SRS-X11?

Speaker full-range mono da 46 mm racchiuso in un diametro da circa 7,5 cm e un’altezza inferiore ai 10 cm (9,1 secondo quanto dichiarato nelle specifiche tecniche), SRS-XB10 fa parte della linea Extra Bass di Sony che –ormai dovresti saperlo– va a stuzzicare quel piccolo essere tamarro che vive ancora nel mio corpo dopo circa 30 anni di esistenza. Il prodotto pesa (giusto per non allontanarci troppo dal suo predecessore) circa 260 grammi, assolutamente trasportabili in qualsiasi occasione e modo.

Ovviamente la connettività è quella alla quale ci ha abituati Sony, il pacchetto è il solito “completo” che comprende quindi NFC, Bluetooth e AUX (quest’ultimo stavolta nascosto alla vista, capirai tra breve perché), con pulsanti dal gradevole feed al tatto, che affondano leggermente prima di poter portare a termine il loro lavoro.

Ancora una volta ritroviamo la possibilità di utilizzare il dispositivo come vivavoce per lo smartphone (anche se in tal senso, continuo a sostenere che questa funzione non fa il suo dovere in maniera corretta, costringendo a spostare la telefonata sullo speaker e microfono del telefono). Presente all’appello anche l’accoppiamento con un altro speaker bluetooth della stessa serie, per ottenere un suono “stereo” e di maggiore impatto all’interno dello stesso ambiente.

La nota nuova di SRS-XB10 consiste invece nell’impermeabilità del prodotto, certificato IPX5, resistente quindi all’acqua ma non in grado di immergersi o galleggiare come succede per il Wonderboom di UE, motivo per il quale l’attacco AUX (IN) è ben protetto e “nascosto” insieme al microUSB e al foro di reset, sotto un tappo molto ben compresso, messo lì a lato dei controlli.

Riporto, per completezza:

IPX5 (grado di protezione contro spruzzi d’acqua): il sistema è stato testato e mantiene la propria funzionalità anche se esposto a spruzzi d’acqua da qualsiasi direzione utilizzando una bocchetta dal diametro interno di 6,3 mm in una quantità di circa 12,5 litri d’acqua al minuto per una durata di oltre 3 minuti da una distanza di circa 3 metri. Liquidi a cui si applicano le specifiche di prestazioni waterproof: acqua dolce, acqua di rubinetto, sudore. Le specifiche non si applicano a liquidi diversi da quelli elencati (acqua contenente detersivo, acqua di piscina, acqua di mare, ecc.).

La durata della batteria di SRS-XB10 viene stimata in circa 16 ore di autonomia, che possono variare (non mi stancherò mai di dirlo) in base al volume mantenuto e alle condizioni di utilizzo del prodotto (come la distanza dalla sua sorgente bluetooth, per esempio, o la temperatura dell’ambiente), ore oltre le quali dovrai tirare fuori il cavo (fornito nella scatola del prodotto) e collegarlo a una sorgente elettrica (il caricabatterie del tuo smartphone, oppure una porta USB del tuo PC, perché l’attacco a muro non è fornito).

Passa alla cassa

Paragrafo di conclusione che negli anni non può che riproporsi in questo tipo di articoli. Sony SRS-XB10 ha un prezzo di listino di 60€ secondo il sito web del produttore, ma puoi facilmente trovare sconti sul prodotto pari o superiori ai 20€. In questo momento di stesura dell’articolo, su Amazon si trova facilmente a 35€, ti propongo qui di seguito i link diretti per l’acquisto (e aggiungo 3 tipi di custodie per trasportare lo speaker facilmente, proteggendolo):

Il prodotto è bello esteticamente, costruito bene (a questo Sony ci ha ormai abituato, inutile negarlo), con un suono certamente gradevole e potente quanto basta (considerando dimensioni e capacità tecniche), adatto alle stanze di casa propria oppure la scrivania in ufficio (per diffondere buona musica e allietare anche i colleghi di lavoro, perché no), valido anche per seguirti altrove, magari in bicicletta durante una buona pedalata al parco. Il prezzo, passando da fornitore terzo, è parecchio interessante (ci sono competitor molto meno blasonati che arrivano a inserire prodotti di mercato intorno ai 20/25€, facci caso e tieni conto della differenza).

Quindi, giusto per concludere rispondendo alla domanda posta nel titolo dell’articolo beh, la risposta è no, e non certo per una mera questione tecnica (quella la passa con la promozione e buoni voti), ma per la questione affetto e nulla più! ;-)

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Prodotto: fornito da Sony, ho potuto tenerlo al termine del test.
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Ieri come oggi, in palestra la cosa abbastanza fondamentale per concentrarsi e non farsi distrarre da ciò che ci circonda è quella di godere della propria playlist musicale, con i propri ritmi, le proprie canzoni preferite, quelle che ti danno la giusta carica per affrontare il tuo allenamento (cosa che succede anche per la corsa all’aperto, ne sono certo). Nel 2014 erano le WS613, oggi la batteria inizia ad accusare il colpo e io ho dovuto trovare un buon sostituto per evitare di rimanere appiedato, per questo ho valutato le in-ear MDR-XB50BS con tecnologia Extra-Bass.

SONY MDR-XB50BS (Extra Bass): compagni di palestra

Alla scoperta di MDR-XB50BS

Molto differenti dalle WS613 perché di certo non fanno parte della serie Walkman e non ti permettono di salvare musica a bordo dello stesso dispositivo, sono comunque pensate per chi è sempre in movimento, e possono permetterti di rimanere tranquillo nel caso in cui abbiano a che fare con il sudore o uno schizzo d’acqua.

Gettiamo quindi le basi:

  • ti stai allenando, ti serve perciò qualcosa che non stia in mezzo ai piedi, che non dia fastidio ai tuoi movimenti e che non ti leghi al dispositivo sorgente della musica. Via i cavi, non possono essere considerati nell’equazione (nonostante ne veda molti in sala, io fatico a sopportarli).
  • Il set non deve muoversi da lì. Deve chiaramente seguire i tuoi movimenti, certo, ma non puoi pensare di allenarti e sentir cadere anche solo un auricolare, finirebbe per tirare giù anche l’altro con il suo peso.
  • La batteria deve avere una buona durata, non devi vivere con il dubbio che non ricaricando il tuo headset al mattino, tu possa rimanere senza musica al pomeriggio, perché la dimenticanza può sempre capitare. Qualche ora in più di musica torna sempre comoda.

SONY MDR-XB50BS (Extra Bass): compagni di palestra 1

Leggerezza del set (circa 20 grammi) e comandi a disposizione sono assolutamente sufficienti, così come il blocco in silicone morbido per ancorare correttamente gli auricolari ai padiglioni delle orecchie. Accensione e collegamento in bluetooth sono molto rapidi, li ho collegati più volte anche alle macchine Technogym che ci sono in palestra, per poter vedere un po’ di televisione o qualche video su YouTube durante l’allenamento. NFC è solo un qualcosa in più, comodo ma non necessario, firma riconoscibile che SONY non fa mai mancare all’appello.

L’archetto morbido a malapena si sente, ma si nota tantissimo nel momento in cui si appoggia alle proprie spalle, su quel collo che si muove parecchio durante gli esercizi, che suda, si finirà per non sopportarlo, e il problema potrà essere risolto portando l’archetto davanti, facendolo poggiare sul petto anziché sulle spalle.

Il suono è coinvolgente, pieno, il basso è corposo e non disturba mai, tutto il contrario, isola perfettamente da ciò che ti circonda, ti permette di trovare la giusta concentrazione e affrontare i tuoi obiettivi. La durata della batteria è stimata in circa 8,5h di musica, da spalmare nell’arco della settimana e che può variare –come sempre– in base alla qualità del collegamento (distanza dalla sorgente, tanto per dire) e al volume medio mantenuto.

Certificato IPX4, il set sopporta gli schizzi d’acqua (può tornare comodo sotto la pioggia) e il sudore, ma non può chiaramente essere immerso in acqua (io sto continuando a fare il confronto con il mio precedente compagno di playlist, sia chiaro).

Una cosa non particolarmente funzionante c’è: la conversazione in telefonata. Nonostante la lodevole iniziativa di SONY nel voler mettere un microfono in corrispondenza dell’auricolare destro, così da permettere di rispondere a un’eventuale chiamata durante l’allenamento, questo non sembra riuscire ad adempiere al suo compito in maniera troppo impeccabile. Troppo rumore di fondo non pulito, troppo eco, in un ambiente abbastanza caotico l’interlocutore faticherà a sentire la tua voce, più volte confermato da diverse persone alle quali ho risposto tramite questo set. Se poi volessi proprio fare il puntiglioso, un ulteriore difetto potrebbe essere quello del livello batteria residuo, ben visibile e disponibile solo su sistemi iOS, ma diciamo che Android ci mette anche un po’ il suo zampino in tutto questo.

Trovi la scheda completa del prodotto sul sito web di Sony all’indirizzo sony.it/electronics/cuffie-intrauricolari/mdr-xb50bs, nel frattempo sappi che il prezzo di listino per portarsi a casa il prodotto si aggira intorno agli 80€. Come spesso accade, fortunatamente Amazon riserva qualche sconto che permette di accaparrarsi il set MDR-XB50BS con una ventina di euro in meno (più o meno, in base al colore che si sceglie).

La scatola originale include il set completo di cavo USB per la ricarica, i gommini di protezione degli auricolari lunghi in silicone ibrido (SS, S, M, L, un paio per ciascuno) e i sostegni ad arco (S, M, L, un paio per ciascuno anche in questo caso).

Insomma, come avrai capito, il prodotto è promosso con riserva. Se non avesse offerto la possibilità di utilizzarlo come sostituito di altoparlante e microfono del mio smartphone, non mi sarei neanche posto il problema, e invece vuole fare qualcosa che poi non porta correttamente a termine. Per forza di cose è un punto a sfavore che va a influenzare un risultato finale fino a ora più che buono. Prendila esattamente così com’è, una semplice critica che però non tocca la parte relativa alla resa audio, vero cardine del set MDR-XB50BS.

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Prodotto: fornito da SONY, ho potuto tenerlo al termine del test.
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Non è affatto piccolo ma è elegante, con un suo peso specifico importante e dalla batteria che forse è meno capiente di quanto ci si aspettasse. Una buona qualità audio e la possibilità di collegarlo alla propria WiFi di casa per poterlo sfruttare come dispositivo Spotify Connect, magari collegato in bluetooth (contemporaneamente) al cellulare per rispondere alle telefonate. Questo è un po’ il sunto di quello che ho potuto notare nel continuo utilizzo di Libratone Zipp, prodotto di fascia medio-alta (almeno secondo ciò che dice il listino prezzi) dedicato a chi vuole ascoltare la musica in casa (e non solo) libero da cavi, come ormai permette la maggior parte dei prodotti presenti sul mercato.

Libratone Zipp

Muovere i primi passi con Libratone Zipp

All’apparenza, Libratone Zipp può sembrare l’ennesima cassa bluetooth attraverso la quale ascoltare la propria musica liberi da fili. In realtà questo utilizzo è permesso ma non è il consigliato, non è quello che permette di sfruttare completamente ciò che il produttore ha pensato, è un po’ come andare in Ferrari ma non accelerare mai, rimanendo nella modalità Fiat 500 con il 1.2 a benzina montato sotto al cofano. Ho reso l’idea?

Potrebbe essere una buona idea informarsi e dare un’occhiata al documento di quick start pensato e realizzato da Libratone, lo trovi in italiano all’indirizzo assets.libratone.com/wp-content/uploads/2016/05/Italiano.pdf.

Cosa posso dirti direttamente io?

Con un peso 1,5 Kg ti porti dietro un suono a 360° prodotto da un totale di 5 speaker, si tratta di un woofer da 4″, 2 tweeter e 2 medi a bassa frequenza. È tutto amplificato e protetto grazie a amplificatore DSP che dovrebbe riuscire a raggiungere il centinaio di watt in uscita (totali). Il tutto va moltiplicato (volendo) per 6, perché è il numero massimo di Libratone Zipp che si possono associare tra loro (per 8 se si sfrutta una rete WiFi nella quale farli collegare).

Libratone Zipp 1

Ovviamente c’è un microfono e una tecnologia in grado di ridurre il rumore di fondo, così da permetterti di rispondere al telefono anche quando il telefono è lontano da te. In input puoi sfruttare invece l’attacco AUX per un jack da 3,5 mm oppure la porta USB che all’occorrenza passa da USB play in a USB charge out per ricaricare la batteria di un tuo diverso dispositivo scalando così l’energia contenuta in Libratone Zipp (non è molto comoda come batteria tampone, me ne rendo conto, ma non si sa mai). Niente NFC, niente slot per schede di memoria.

C’è però, come ciliegina sulla torta, un controllo a ghiera posto sulla parte alta di Libratone Zipp. È completamente touch e permette di muoversi agilmente tra le funzioni disponibili. Puoi alzare (e abbassare) ovviamente il volume, puoi cambiare traccia, abbandonare Spotify passando su una Internet Radio (bella cosa, quest’ultima), zittire anche solo temporaneamente la cassa (basterà appoggiare il palmo della mano sul controllo touch).

Libratone Zipp: l'audio a 360 gradi

Trovi ulteriori specifiche tecniche nella scheda ufficiale disponibile sul sito web del produttore: libratone.com/it/products/zipp-speakers/zipp

Tutto nell’applicazione

Si, esiste un’applicazione per gestire al meglio Libratone Zipp, servirà alla sua prima configurazione, alla modifica delle stazioni radio preferite, a permetterti di sfruttare il prodotto nella modalità Spotify Connect (solo per utenti Premium del servizio di streaming, nda). Ovviamente l’applicazione è gratuita, la trovi su Play Store (Android) e App Store (iOS):

Libratone
Libratone
Developer: Libratone A/S
Price: Free
Libratone
Libratone
Developer: Libratone
Price: Free

Avviandola sarai costretto a creare un nuovo account, servirà a salvare la configurazione degli ambienti, le internet radio preferite e altro ancora:

Laddove non arriva la logica di utilizzo dell’applicazione, arriva la documentazione messa a disposizione dal produttore (in costante aggiornamento), molte delle risposte alle tue possibili domande si trovano infatti sul sito web support.libratone.com/hc/en-us, anche se mi è sembrato di capire che fino a ora non è possibile andare oltre l’inglese (parlo dei prodotti della serie Zipp, perché per cuffie e auricolari trovi anche la sezione in italiano), probabilmente arriverà in futuro dato che si tratta di un mercato nuovo per loro (quello italiano, intendo).

Qualcosa da mettere a posto c’è

Impossibile uscire sul mercato senza difetti, sarebbe troppo bello per essere vero. Qualcosa che non va proprio come te lo aspetti l’ho trovato. Secondo me sono due gli aspetti a cui fare particolare attenzione:

  • Risvegliare il proprio smartphone che -come anticipato in apertura articolo- è ancora connesso in bluetooth al dispositivo, farà verificare un fastidioso problema di blocco della traccia in ascolto. Verrà messa in pausa, questo perché evidentemente il telefono proverà a verificare che il Libratone Zipp è ancora a sua disposizione in caso di necessità (hai presente quando ti arriva una notifica e sei connesso in bluetooth all’autoradio? Stesso problema, la traccia subisce un attimo di stacco e poi -almeno quella- ricomincia ad andare in automatico).
  • Collegandoti in bluetooth al prodotto (anziché sfruttando il WiFi e l’ottimo Connect di Spotify o la funzione radio integrata), noterai che servirà alzare molto il volume per avere un buon riempimento della stanza in cui Libratone Zipp si trova. Non è un difetto legato al (giusto) limite imposto sul volume di Android (anche perché è facilmente aggirabile), si sente molto la differenza.

In conclusione, potrei tirare le somme e cercare di riepilogare utilizzando i soliti box:

Potrebbe valerne la pena perché

  • Qualità audio, Spotify Connect, touch per un più rapido controllo. Tutto sembra essere al suo posto, se posso rompere le scatole e trovargli una virgola fuori posto, non mi piace la posizione del pulsante di accensione, avrei preferito qualcosa più vicino alla ghiera (quel pulsante servirà anche a verificare lo stato di batteria, basterà premerlo una sola volta mentre è in funzione Libratone Zipp).
  • Mi piace il voler in ogni caso “offrire della musica“, se manca la sorgente audio, Libratone Zipp ti permette di avviare una Internet Radio (fino a 5 subito memorizzabili e selezionabili da apparecchio o da app). Ci sono praticamente tutti all’appello ma manca Radio Deejay, assurdo ma vero.
  • Contrariamente a molti, Libratone Zipp è compatibile con WiFi a 2,4 ma anche 5 GHz. E non dimentichiamoci di AirPlay (per iOS) e del fatto che ha un servizio DLNA sempre attivo.
  • Il packaging, curato e assolutamente perfetto per tenere al sicuro il prodotto, contiene parte della manualistica e il caricabatterie da muro.

Potrebbe non valerne la pena perché

  • Il prezzo non è certamente popolare. Portarsi a casa un Libratone Zipp come quello che mi è stato spedito ti costerà circa 300€. L’azienda però offre la modalità soddisfatti o rimborsati in 30 giorni, che ti permetterà di restituire il prodotto gratuitamente entro i 30 giorni dal tuo acquisto.
  • Posso dire che il difetto della connessione in bluetooth e Spotify Connect contemporanea è davvero seccante? Spotify lo lascio aperto sullo smartphone e lo uso come telecomando verso Libratone Zipp. Se voglio cambiare una traccia (perché la cassa è lontana e non posso usare il touch) tutto diventa improvvisamente scomodo.
  • Manca una sorgente che altri competitor offrono: uno slot microSD, adatto a chi non ha Spotify o tracce salvate nella memoria del telefono, che preferisce magari salvarle su una scheda di memoria. Manca inoltre la connessione rapida in NFC.

Credo di aver detto tutto. Per Libratone, quello italiano è un mercato nuovo e tutto da esplorare, spero che possano raccogliere commenti e migliorare ulteriormente il prodotto. Di certo la base di partenza è molto buona (sul serio). Se vuoi acquistare Libratone Zipp, puoi trovarlo anche su Amazon, il prezzo però non cambia: amzn.to/2hfs1nL (in alternativa puoi valutare l’acquisto di un prodotto di classe subito inferiore, come Libratone Zipp Mini, pur mettendo in gioco qualche compromesso).

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Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito dal produttore, ho potuto tenerlo al termine del test.
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È piccola, molto compatta, dal peso davvero contenuto, certificata IP66 (qui trovi una piccola tabella in grado di darti la corrispondenza del grado di protezione IP) e quindi resistente alla polvere e alle ondate (non puoi portarla durante le tue immersioni ma può anche ricevere diversi schizzi d’acqua in piscina o in doccia, mettiamola così ;-)). È Creative Muvo 2, piccolo speaker bluetooth che ti permette di portare sempre con te la musica (nonostante i miei ricordi vadano verso un’altra periferica con lo stesso nome, che possedevo e che mi è piaciuta molto), è una moda scoppiata e non ancora sgonfiata, che offre sempre nuove alternative.

Creative Muvo 2: piccola e splashproof

Ha lo stesso suono di accensione della serie Roar ma non è certo una Roar, giusto per essere subito chiari. Qui si parla di una categoria differente e volutamente inferiore, che offre la possibilità di dare maggiore volume alla propria musica (senza esagerare), in collegamento costante con il proprio smartphone oppure in riproduzione da una scheda microSD grazie alla funzione di lettore Mp3 integrato, con compatibilità estesa anche ai file FLAC, Wav e WMA (non supporta però WMA Pro/Lossless). L’alternativa ultima è il collegamento diretto via USB al portatile o un altro dispositivo che lo permette, così da continuare ad alimentarla e ascoltare contemporaneamente la propria musica.

A proposito di alimentazione: la batteria integrata è da 2200mAh, teoricamente in grado di reggere il lavoro per una decina di ore, ovviamente variabili in base al volume tenuto (più alto è, più sarà necessaria energia, manco a dirlo) e alle condizioni ambientali (così scrivono nella scheda sul sito ufficiale), anche se ancora sto cercando di capire a cosa facciano riferimento :-)

Conferme

Succede come quando vai a prendere una nuova vettura pur rimanendo nella stessa casa automobilistica, ritrovi quelli che per gli altri sono spesso optional, ma che per quella casa automobilistica sono cose date per scontate, come gli alzacristalli elettrici o l’aria condizionata. Si ripropone lo stesso ragionamento anche con Creative. Troverai sempre la possibilità di rispondere alle telefonate tramite il loro speaker, attaccarci un qualsiasi dispositivo che abbia un’uscita per gli auricolari (quindi AUX) evitando l’utilizzo del bluetooth e risparmiando batteria.

Modalità e stato della batteria

Creative Muvo 2 può essere utilizzata per riprodurre musica da diverse fonti, come già detto. Per poter fare switch tra queste, Creative ha inserito un pulsante “M” (Mode) insieme agli altri ai quali siamo generalmente abituati. Secondo istruzioni (verificate) a ciascun led corrisponde la sua modalità: blu per bluetooth, verde per AUX, viola per USB. Il celeste, solitamente non visibile, indica un secondo speaker connesso, così da avere il doppio della potenza.

Premere invece due volte il tasto M (un attimo più velocemente, ma non troppo) ti permetterà di capire lo stato di carica della batteria senza necessità di ulteriori software (per esempio iOS connesso in bluetooth): verde per il range da 100 a 75%, giallo per quello dal 75 al 50%, viola per il 50-25%, rosso per il 25-1%, quando è arrivato sul serio il momento di ricaricare il prodotto (cavo microUSB, incluso nella confezione, e il caricabatterie del proprio smartphone che chiunque ha in casa, un modo come un altro per evitare di metterlo nella scatola, cosa sempre più diffusa). Lo speaker si spegnerà da solo dopo 10 minuti di inattività o mancata connessione a un dispositivo, per evitare di sprecare energia.

Avanti e indietro

Il tasto M è costretto ad avere molteplici scopi, sarebbe stato scomodo e forse complicato mettere una trafila di altri pulsanti sulla parte alta del prodotto. Per questo motivo, cambiare la traccia, cosa apparentemente non possibile, si può fare con una combinazione di tasti. Basterà infatti premere contemporaneamente M + o M - per andare avanti e indietro nella playlist. Basterà premere semplicemente la M per mettere in muto il microfono durante una conversazione telefonica oppure premere il pulsante con l’icona del bluetooth per un paio di secondi per rifiutarla, quella chiamata in arrivo che ti porterebbe alla conversazione evidentemente non gradita (sotto la doccia vorrei vedere te!).

In conclusione

Il prezzo di Creative Muvo 2 è di 80€ (79,99) di listino, che scendono a 70€ (69,99) attualmente in promozione sul sito web ufficiale.

Inauguro un paio di box che fino a oggi non ho mai utilizzato, per cercare di riepilogare più rapidamente perché acquistare (o perché no) un prodotto che mi passa sotto le mani, con la speranza di renderti la vita più semplice (se vuoi evitare di leggere tutto il dettaglio fino a ora):

Potrebbe valerne la pena perché

  • La qualità dell’audio è più che accettabile, il basso è sufficientemente profondo e non c’è distorsione se non a volume più che sostenuto, più che normale per cuffie e speaker.
  • Creative Muvo 2 è compatto, leggero e facilmente trasportabile, lo si infila agilmente in borsa e ci si dimentica di averlo, lo si tira fuori quando si ha necessità (se di necessità si può davvero parlare), è sicuramente più comodo di ogni altro speaker avuto fino a oggi.
  • Trovo particolarmente comodo poter controllare Spotify direttamente dallo speaker. Portare Creative Muvo 2 in doccia è un invito a nozze, si può agilmente saltare una traccia non troppo gradita o riascoltarne una appena passata. Di certo c’è che eviterei di rispondere al telefono e dire al tuo capo che non puoi perché sotto la doccia (si chiederebbe perché diamine ti sei portato un vivavoce in quel posto e in quel momento! ;-))

Potrebbe non valerne la pena perché

  • Inizio a stufarmi dei prodotti che includono il cavo microUSB ma non il caricabatterie, costringendo all’utilizzo del proprio (solitamente quello dello smartphone o del tablet), solo perché si dà per scontato che ci sia in qualsiasi abitazione o ufficio. D’accordo risparmiare dello spazio nel pacchetto del prodotto (e anche il prezzo dell’accessorio stesso), ma si rischia ormai di arrivare ad avere più prodotti e meno caricabatterie, costringendo l’utente ad acquistarne altri in completa autonomia. Non credo che il prezzo possa impennare poi molto includendolo (considerando che acquistarne uno su Amazon costa meno di 10€).

Buon ascolto :-)

G

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Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Creative, ho potuto tenerlo al termine del test.
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