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Ieri come oggi, in palestra la cosa abbastanza fondamentale per concentrarsi e non farsi distrarre da ciò che ci circonda è quella di godere della propria playlist musicale, con i propri ritmi, le proprie canzoni preferite, quelle che ti danno la giusta carica per affrontare il tuo allenamento (cosa che succede anche per la corsa all’aperto, ne sono certo). Nel 2014 erano le WS613, oggi la batteria inizia ad accusare il colpo e io ho dovuto trovare un buon sostituto per evitare di rimanere appiedato, per questo ho valutato le in-ear MDR-XB50BS con tecnologia Extra-Bass.

SONY MDR-XB50BS (Extra Bass): compagni di palestra

Alla scoperta di MDR-XB50BS

Molto differenti dalle WS613 perché di certo non fanno parte della serie Walkman e non ti permettono di salvare musica a bordo dello stesso dispositivo, sono comunque pensate per chi è sempre in movimento, e possono permetterti di rimanere tranquillo nel caso in cui abbiano a che fare con il sudore o uno schizzo d’acqua.

Gettiamo quindi le basi:

  • ti stai allenando, ti serve perciò qualcosa che non stia in mezzo ai piedi, che non dia fastidio ai tuoi movimenti e che non ti leghi al dispositivo sorgente della musica. Via i cavi, non possono essere considerati nell’equazione (nonostante ne veda molti in sala, io fatico a sopportarli).
  • Il set non deve muoversi da lì. Deve chiaramente seguire i tuoi movimenti, certo, ma non puoi pensare di allenarti e sentir cadere anche solo un auricolare, finirebbe per tirare giù anche l’altro con il suo peso.
  • La batteria deve avere una buona durata, non devi vivere con il dubbio che non ricaricando il tuo headset al mattino, tu possa rimanere senza musica al pomeriggio, perché la dimenticanza può sempre capitare. Qualche ora in più di musica fa sempre comoda.

SONY MDR-XB50BS (Extra Bass): compagni di palestra 1

Leggerezza del set (circa 20 grammi) e comandi a disposizione sono assolutamente sufficienti, così come il blocco in silicone morbido per ancorare correttamente gli auricolari ai padiglioni delle orecchie. Accensione e collegamento in bluetooth sono molto rapidi, li ho collegati più volte anche alle macchine Technogym che ci sono in palestra, per poter vedere un po’ di televisione o qualche video su YouTube durante l’allenamento. Il NFC è solo un qualcosa in più, comoda ma non necessaria, firma di una SONY che non fa mai mancare nulla all’appello.

L’archetto morbido a malapena si sente, ma si nota tantissimo nel momento in cui si appoggia alle proprie spalle, su quel collo che si muove parecchio durante gli esercizi, che suda, si finirà per non sopportarlo, e il problema potrà essere risolto portando l’archetto davanti, facendolo poggiare sul petto anziché sulle spalle.

Il suono è coinvolgente, pieno, il basso è corposo e non disturba mai, tutto il contrario, isola perfettamente da ciò che ti circonda, ti permette di trovare la giusta concentrazione e affrontare i tuoi obiettivi. La durata della batteria è stimata in circa 8,5h di musica, da spalmare nell’arco della settimana e che può variare –come sempre– in base alla qualità del collegamento (distanza dalla sorgente, tanto per dire) e al volume medio mantenuto.

Certificato IPX4, il set sopporta gli schizzi d’acqua (può tornare comodo sotto la pioggia) e il sudore, ma non può chiaramente essere immerso in acqua (io sto continuando a fare il confronto con il mio precedente compagno di playlist, sia chiaro).

Una cosa non particolarmente funzionante c’è: la conversazione in telefonata. Nonostante la lodevole iniziativa di SONY nel voler mettere un microfono in corrispondenza dell’auricolare destro, così da permettere di rispondere a un’eventuale chiamata durante l’allenamento, questo non sembra riuscire ad adempiere al suo compito in maniera troppo impeccabile. Troppo rumore di fondo non pulito, troppo eco, in un ambiente abbastanza caotico l’interlocutore faticherà a sentire la tua voce, più volte confermato da diverse persone alle quali ho risposto tramite questo set. Se poi volessi proprio fare il puntiglioso, un ulteriore difetto potrebbe essere quello del livello batteria residuo, ben visibile e disponibile solo su sistemi iOS, ma diciamo che Android ci mette anche un po’ il suo zampino in tutto questo.

Trovi la scheda completa del prodotto sul sito web di Sony all’indirizzo sony.it/electronics/cuffie-intrauricolari/mdr-xb50bs, nel frattempo sappi che il prezzo di listino per portarsi a casa il prodotto si aggira intorno agli 80€. Come spesso accade, fortunatamente Amazon riserva qualche sconto che permette di accaparrarsi il set MDR-XB50BS con una ventina di euro in meno (più o meno, in base al colore che si sceglie).

La scatola originale include il set completo di cavo USB per la ricarica, i gommini di protezione degli auricolari lunghi in silicone ibrido (SS, S, M, L, un paio per ciascuno) e i sostegni ad arco (S, M, L, un paio per ciascuno anche in questo caso).

Insomma, come avrai capito, il prodotto è promosso con riserva. Se non avesse offerto la possibilità di utilizzarlo come sostituito di altoparlante e microfono del mio smartphone, non mi sarei neanche posto il problema, e invece vuole fare qualcosa che poi non porta correttamente a termine. Per forza di cose è un punto a sfavore che va a influenzare un risultato finale fino a ora più che buono. Prendila esattamente così com’è, una semplice critica che però non tocca la parte relativa alla resa audio, vero cardine del set MDR-XB50BS.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da SONY, ho potuto tenerlo al termine del test.
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Non è affatto piccolo ma è elegante, con un suo peso specifico importante e dalla batteria che forse è meno capiente di quanto ci si aspettasse. Una buona qualità audio e la possibilità di collegarlo alla propria WiFi di casa per poterlo sfruttare come dispositivo Spotify Connect, magari collegato in bluetooth (contemporaneamente) al cellulare per rispondere alle telefonate. Questo è un po’ il sunto di quello che ho potuto notare nel continuo utilizzo di Libratone Zipp, prodotto di fascia medio-alta (almeno secondo ciò che dice il listino prezzi) dedicato a chi vuole ascoltare la musica in casa (e non solo) libero da cavi, come ormai permette la maggior parte dei prodotti presenti sul mercato.

Libratone Zipp

Muovere i primi passi con Libratone Zipp

All’apparenza, Libratone Zipp può sembrare l’ennesima cassa bluetooth attraverso la quale ascoltare la propria musica liberi da fili. In realtà questo utilizzo è permesso ma non è il consigliato, non è quello che permette di sfruttare completamente ciò che il produttore ha pensato, è un po’ come andare in Ferrari ma non accelerare mai, rimanendo nella modalità Fiat 500 con il 1.2 a benzina montato sotto al cofano. Ho reso l’idea?

Potrebbe essere una buona idea informarsi e dare un’occhiata al documento di quick start pensato e realizzato da Libratone, lo trovi in italiano all’indirizzo assets.libratone.com/wp-content/uploads/2016/05/Italiano.pdf.

Cosa posso dirti direttamente io?

Con un peso 1,5 Kg ti porti dietro un suono a 360° prodotto da un totale di 5 speaker, si tratta di un woofer da 4″, 2 tweeter e 2 medi a bassa frequenza. È tutto amplificato e protetto grazie a amplificatore DSP che dovrebbe riuscire a raggiungere il centinaio di watt in uscita (totali). Il tutto va moltiplicato (volendo) per 6, perché è il numero massimo di Libratone Zipp che si possono associare tra loro (per 8 se si sfrutta una rete WiFi nella quale farli collegare).

Libratone Zipp 1

Ovviamente c’è un microfono e una tecnologia in grado di ridurre il rumore di fondo, così da permetterti di rispondere al telefono anche quando il telefono è lontano da te. In input puoi sfruttare invece l’attacco AUX per un jack da 3,5 mm oppure la porta USB che all’occorrenza passa da USB play in a USB charge out per ricaricare la batteria di un tuo diverso dispositivo scalando così l’energia contenuta in Libratone Zipp (non è molto comoda come batteria tampone, me ne rendo conto, ma non si sa mai). Niente NFC, niente slot per schede di memoria.

C’è però, come ciliegina sulla torta, un controllo a ghiera posto sulla parte alta di Libratone Zipp. È completamente touch e permette di muoversi agilmente tra le funzioni disponibili. Puoi alzare (e abbassare) ovviamente il volume, puoi cambiare traccia, abbandonare Spotify passando su una Internet Radio (bella cosa, quest’ultima), zittire anche solo temporaneamente la cassa (basterà appoggiare il palmo della mano sul controllo touch).

Libratone Zipp: l'audio a 360 gradi

Trovi ulteriori specifiche tecniche nella scheda ufficiale disponibile sul sito web del produttore: libratone.com/it/products/zipp-speakers/zipp

Tutto nell’applicazione

Si, esiste un’applicazione per gestire al meglio Libratone Zipp, servirà alla sua prima configurazione, alla modifica delle stazioni radio preferite, a permetterti di sfruttare il prodotto nella modalità Spotify Connect (solo per utenti Premium del servizio di streaming, nda). Ovviamente l’applicazione è gratuita, la trovi su Play Store (Android) e App Store (iOS):

Libratone
Libratone
Developer: Libratone A/S
Price: Free
Libratone
Libratone
Developer: Libratone
Price: Free

Avviandola sarai costretto a creare un nuovo account, servirà a salvare la configurazione degli ambienti, le internet radio preferite e altro ancora:

Laddove non arriva la logica di utilizzo dell’applicazione, arriva la documentazione messa a disposizione dal produttore (in costante aggiornamento), molte delle risposte alle tue possibili domande si trovano infatti sul sito web support.libratone.com/hc/en-us, anche se mi è sembrato di capire che fino a ora non è possibile andare oltre l’inglese (parlo dei prodotti della serie Zipp, perché per cuffie e auricolari trovi anche la sezione in italiano), probabilmente arriverà in futuro dato che si tratta di un mercato nuovo per loro (quello italiano, intendo).

Qualcosa da mettere a posto c’è

Impossibile uscire sul mercato senza difetti, sarebbe troppo bello per essere vero. Qualcosa che non va proprio come te lo aspetti l’ho trovato. Secondo me sono due gli aspetti a cui fare particolare attenzione:

  • Risvegliare il proprio smartphone che -come anticipato in apertura articolo- è ancora connesso in bluetooth al dispositivo, farà verificare un fastidioso problema di blocco della traccia in ascolto. Verrà messa in pausa, questo perché evidentemente il telefono proverà a verificare che il Libratone Zipp è ancora a sua disposizione in caso di necessità (hai presente quando ti arriva una notifica e sei connesso in bluetooth all’autoradio? Stesso problema, la traccia subisce un attimo di stacco e poi -almeno quella- ricomincia ad andare in automatico).
  • Collegandoti in bluetooth al prodotto (anziché sfruttando il WiFi e l’ottimo Connect di Spotify o la funzione radio integrata), noterai che servirà alzare molto il volume per avere un buon riempimento della stanza in cui Libratone Zipp si trova. Non è un difetto legato al (giusto) limite imposto sul volume di Android (anche perché è facilmente aggirabile), si sente molto la differenza.

In conclusione, potrei tirare le somme e cercare di riepilogare utilizzando i soliti box:

Potrebbe valerne la pena perché

  • Qualità audio, Spotify Connect, touch per un più rapido controllo. Tutto sembra essere al suo posto, se posso rompere le scatole e trovargli una virgola fuori posto, non mi piace la posizione del pulsante di accensione, avrei preferito qualcosa più vicino alla ghiera (quel pulsante servirà anche a verificare lo stato di batteria, basterà premerlo una sola volta mentre è in funzione Libratone Zipp).
  • Mi piace il voler in ogni caso “offrire della musica“, se manca la sorgente audio, Libratone Zipp ti permette di avviare una Internet Radio (fino a 5 subito memorizzabili e selezionabili da apparecchio o da app). Ci sono praticamente tutti all’appello ma manca Radio Deejay, assurdo ma vero.
  • Contrariamente a molti, Libratone Zipp è compatibile con WiFi a 2,4 ma anche 5 GHz. E non dimentichiamoci di AirPlay (per iOS) e del fatto che ha un servizio DLNA sempre attivo.
  • Il packaging, curato e assolutamente perfetto per tenere al sicuro il prodotto, contiene parte della manualistica e il caricabatterie da muro.

Potrebbe non valerne la pena perché

  • Il prezzo non è certamente popolare. Portarsi a casa un Libratone Zipp come quello che mi è stato spedito ti costerà circa 300€. L’azienda però offre la modalità soddisfatti o rimborsati in 30 giorni, che ti permetterà di restituire il prodotto gratuitamente entro i 30 giorni dal tuo acquisto.
  • Posso dire che il difetto della connessione in bluetooth e Spotify Connect contemporanea è davvero seccante? Spotify lo lascio aperto sullo smartphone e lo uso come telecomando verso Libratone Zipp. Se voglio cambiare una traccia (perché la cassa è lontana e non posso usare il touch) tutto diventa improvvisamente scomodo.
  • Manca una sorgente che altri competitor offrono: uno slot microSD, adatto a chi non ha Spotify o tracce salvate nella memoria del telefono, che preferisce magari salvarle su una scheda di memoria. Manca inoltre la connessione rapida in NFC.

Credo di aver detto tutto. Per Libratone, quello italiano è un mercato nuovo e tutto da esplorare, spero che possano raccogliere commenti e migliorare ulteriormente il prodotto. Di certo la base di partenza è molto buona (sul serio). Se vuoi acquistare Libratone Zipp, puoi trovarlo anche su Amazon, il prezzo però non cambia: amzn.to/2hfs1nL (in alternativa puoi valutare l’acquisto di un prodotto di classe subito inferiore, come Libratone Zipp Mini, pur mettendo in gioco qualche compromesso).

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Prodotto: fornito dal produttore, ho potuto tenerlo al termine del test.
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È piccola, molto compatta, dal peso davvero contenuto, certificata IP66 (qui trovi una piccola tabella in grado di darti la corrispondenza del grado di protezione IP) e quindi resistente alla polvere e alle ondate (non puoi portarla durante le tue immersioni ma può anche ricevere diversi schizzi d’acqua in piscina o in doccia, mettiamola così ;-)). È Creative Muvo 2, piccolo speaker bluetooth che ti permette di portare sempre con te la musica (nonostante i miei ricordi vadano verso un’altra periferica con lo stesso nome, che possedevo e che mi è piaciuta molto), è una moda scoppiata e non ancora sgonfiata, che offre sempre nuove alternative.

Creative Muvo 2: piccola e splashproof

Ha lo stesso suono di accensione della serie Roar ma non è certo una Roar, giusto per essere subito chiari. Qui si parla di una categoria differente e volutamente inferiore, che offre la possibilità di dare maggiore volume alla propria musica (senza esagerare), in collegamento costante con il proprio smartphone oppure in riproduzione da una scheda microSD grazie alla funzione di lettore Mp3 integrato, con compatibilità estesa anche ai file FLAC, Wav e WMA (non supporta però WMA Pro/Lossless). L’alternativa ultima è il collegamento diretto via USB al portatile o un altro dispositivo che lo permette, così da continuare ad alimentarla e ascoltare contemporaneamente la propria musica.

A proposito di alimentazione: la batteria integrata è da 2200mAh, teoricamente in grado di reggere il lavoro per una decina di ore, ovviamente variabili in base al volume tenuto (più alto è, più sarà necessaria energia, manco a dirlo) e alle condizioni ambientali (così scrivono nella scheda sul sito ufficiale), anche se ancora sto cercando di capire a cosa facciano riferimento :-)

Conferme

Succede come quando vai a prendere una nuova vettura pur rimanendo nella stessa casa automobilistica, ritrovi quelli che per gli altri sono spesso optional, ma che per quella casa automobilistica sono cose date per scontate, come gli alzacristalli elettrici o l’aria condizionata. Si ripropone lo stesso ragionamento anche con Creative. Troverai sempre la possibilità di rispondere alle telefonate tramite il loro speaker, attaccarci un qualsiasi dispositivo che abbia un’uscita per gli auricolari (quindi AUX) evitando l’utilizzo del bluetooth e risparmiando batteria.

Modalità e stato della batteria

Creative Muvo 2 può essere utilizzata per riprodurre musica da diverse fonti, come già detto. Per poter fare switch tra queste, Creative ha inserito un pulsante “M” (Mode) insieme agli altri ai quali siamo generalmente abituati. Secondo istruzioni (verificate) a ciascun led corrisponde la sua modalità: blu per bluetooth, verde per AUX, viola per USB. Il celeste, solitamente non visibile, indica un secondo speaker connesso, così da avere il doppio della potenza.

Premere invece due volte il tasto M (un attimo più velocemente, ma non troppo) ti permetterà di capire lo stato di carica della batteria senza necessità di ulteriori software (per esempio iOS connesso in bluetooth): verde per il range da 100 a 75%, giallo per quello dal 75 al 50%, viola per il 50-25%, rosso per il 25-1%, quando è arrivato sul serio il momento di ricaricare il prodotto (cavo microUSB, incluso nella confezione, e il caricabatterie del proprio smartphone che chiunque ha in casa, un modo come un altro per evitare di metterlo nella scatola, cosa sempre più diffusa). Lo speaker si spegnerà da solo dopo 10 minuti di inattività o mancata connessione a un dispositivo, per evitare di sprecare energia.

Avanti e indietro

Il tasto M è costretto ad avere molteplici scopi, sarebbe stato scomodo e forse complicato mettere una trafila di altri pulsanti sulla parte alta del prodotto. Per questo motivo, cambiare la traccia, cosa apparentemente non possibile, si può fare con una combinazione di tasti. Basterà infatti premere contemporaneamente M + o M - per andare avanti e indietro nella playlist. Basterà premere semplicemente la M per mettere in muto il microfono durante una conversazione telefonica oppure premere il pulsante con l’icona del bluetooth per un paio di secondi per rifiutarla, quella chiamata in arrivo che ti porterebbe alla conversazione evidentemente non gradita (sotto la doccia vorrei vedere te!).

In conclusione

Il prezzo di Creative Muvo 2 è di 80€ (79,99) di listino, che scendono a 70€ (69,99) attualmente in promozione sul sito web ufficiale.

Inauguro un paio di box che fino a oggi non ho mai utilizzato, per cercare di riepilogare più rapidamente perché acquistare (o perché no) un prodotto che mi passa sotto le mani, con la speranza di renderti la vita più semplice (se vuoi evitare di leggere tutto il dettaglio fino a ora):

Potrebbe valerne la pena perché

  • La qualità dell’audio è più che accettabile, il basso è sufficientemente profondo e non c’è distorsione se non a volume più che sostenuto, più che normale per cuffie e speaker.
  • Creative Muvo 2 è compatto, leggero e facilmente trasportabile, lo si infila agilmente in borsa e ci si dimentica di averlo, lo si tira fuori quando si ha necessità (se di necessità si può davvero parlare), è sicuramente più comodo di ogni altro speaker avuto fino a oggi.
  • Trovo particolarmente comodo poter controllare Spotify direttamente dallo speaker. Portare Creative Muvo 2 in doccia è un invito a nozze, si può agilmente saltare una traccia non troppo gradita o riascoltarne una appena passata. Di certo c’è che eviterei di rispondere al telefono e dire al tuo capo che non puoi perché sotto la doccia (si chiederebbe perché diamine ti sei portato un vivavoce in quel posto e in quel momento! ;-))

Potrebbe non valerne la pena perché

  • Inizio a stufarmi dei prodotti che includono il cavo microUSB ma non il caricabatterie, costringendo all’utilizzo del proprio (solitamente quello dello smartphone o del tablet), solo perché si dà per scontato che ci sia in qualsiasi abitazione o ufficio. D’accordo risparmiare dello spazio nel pacchetto del prodotto (e anche il prezzo dell’accessorio stesso), ma si rischia ormai di arrivare ad avere più prodotti e meno caricabatterie, costringendo l’utente ad acquistarne altri in completa autonomia. Non credo che il prezzo possa impennare poi molto includendolo (considerando che acquistarne uno su Amazon costa meno di 10€).

Buon ascolto :-)

G

Disclaimer per un mondo più pulito
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Prodotto: fornito da Creative, ho potuto tenerlo al termine del test.
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Lo so, non ho le fette di prosciutto davanti agli occhi, non così spesse almeno! Le vacanze sono terminate per la maggior parte di noi. Sono tornato in ufficio lo scorso 22 agosto, ormai quella manciata di giorni liberi è solo un puro ricordo quasi del tutto scomparso, eppure qualcosa mi è rimasto. Il regalo che SONY mi ha riservato subito prima di partire, un accessorio per chi è amante della musica “CCiovane“, magari proprio quella estiva, da ascoltare a volume alto, mente libera, anima leggera. Oggi ti parlo delle compagne di viaggio di quei giorni liberi, le MDR-XB650BT, serie Extra Bass, senza fili.

SONY MDR-XB650BT: l'audio in vacanza, senza fili in mezzo

Qualche rapido aggettivo per meglio descrivere il prodotto: leggere, pratiche, comode (ma non sempre), potenti (quanto basta), durevoli (per quel che riguarda i materiali utilizzati, ma anche per il più banale comparto batteria).

Proviamo ad andare più nello specifico, a scendere anche da quel piedistallo che si era involontariamente creato grazie alle Sony h.ear on (MDR-100AAP), un altro livello per estetica, particolari e qualità del suono.

SONY MDR-XB650BT: l'audio in vacanza, senza fili in mezzo 2

Le MDR-XB650BT

Oh, sia chiaro, non sto dicendo che questo prodotto sia scadente, affatto, è semplicemente parte di una famiglia differente, qui il basso è pieno, da subito, non c’è bisogno di aspettare, non c’è bisogno di alzare poi così tanto il volume, una qualunque traccia diventa immediatamente l’ultimo ritrovato del sapiente miscelare tipico da ultima notte di festa a Ibiza, in console potrebbe persino esserci Raoul Casadei, poco importerebbe, ciò che spinge le MDR-XB650BT è la tecnologia EXTRA BASS proprietaria di SONY, che va a isolare e rendere decisamente più netti e “secchi” i colpi di basso della traccia in esecuzione. Piccola sbavatura notata durante i test è però il tremolio del driver di destra a volume davvero elevato (si, ho voluto provare per curiosità), come se andasse a toccare la parte di protezione in plastica dello stesso, generando quindi il rumore di fondo non appartenente alla traccia e per certi versi davvero fastidioso.

Inutile dire che se si cambia la traccia e ne si sceglie già una ricca di bassi (tipico scenario commerciale, EDM, house, trance e simili) tutto diventa quasi incontrollabile, mai caotico però, un piacere che si prova solo in quelle occasioni in cui tu, nato negli anni ’80 o giù di lì, vieni trascinato in quel locale che per una sera ripropone canzoni dei tuoi anni più belli e spensierati, quando a farla da padrone c’era solo Gigi D’Agostino. Ho reso l’idea?

Abbastanza limpido e trasparente è ciò che si può confermare (o correggere, almeno in parte) rispetto a quanto pubblicato nella scheda ufficiale del prodotto sul sito web di SONY (disponibile all’indirizzo sony.it/electronics/cuffie-archetto/mdr-xb650bt).

Un esempio pratico? Durata della batteria ottima. Riproduzione per ore senza minimamente accorgermi di cali prestazionali, di fatica, di possibili cedimenti. Sono arrivato a toccare (senza ricarica alcuna) le 30 ore circa (considerando tre ore al giorno tra spiaggia o equivalente, spostamenti, lettura prima di dormire, per i 10 giorni di stop dall’ufficio). A quel punto si va incontro allo spegnimento senza riserva alcuna (annunciato dalla voce sintetizzata che ti guida lungo il percorso di gestione dell’accessorio, dal pairing alla verifica del livello di batteria). Occhio però, vale uno standard comune a tutti questi prodotti: volume molto alto, distanza medio-alta dal dispositivo che riproduce le tracce (un PC, o magari lo smartphone), stand-by non sfruttato a dovere o qualsiasi altra condizione “peggiorativa“, non faranno altro che portare verso il basso quel monte ore a tua disposizione prima della necessità di attaccare a una presa di corrente le MDR-XB650BT, un po’ come quando in autostrada decidi che è arrivato il momento di pigiare sull’acceleratore ma poi ti rendi conto che devi per forza fermarti dal benzinaio.

Battery level: high!

Già, a tal proposito, nel caso in cui tu possieda o voglia acquistare questo prodotto, ricorda che sarà solo iOS a mostrare l’icona relativa allo stato di carica quando connesso in bluetooth al tuo smartphone. Se pensi che per i possessori Android non ci sia alternativa, ti sbagli. Premi una sola volta (normalmente, senza “sostarci sopra”) il tasto di accensione delle cuffie, la voce della gentile signorina intrappolata nel prodotto SONY ti dirà il livello di carica della batteria (in inglese), così potrai regolarti prima di lasciare casa e dimenticare lì il tuo cavo microUSB ;-)

Come si comportano i controlli?

Dritti al punto, senza mai un’esitazione. Ho utilizzato le MDR-XB650BT prevalentemente con il mio smartphone Android e Spotify. Ho potuto cambiare facilmente traccia (ma non farla scorrere rapidamente avanti o indietro, nda), metterla in pausa per rispondere a una telefonata (utilizzando poi il microfono omnidirezionale integrato nelle cuffie) o semplicemente per parlare con coloro che mi circondavano. Ho alzato e abbassato il volume, ho avviato l’ascolto anche con Spotify completamente chiuso e subito dopo aver fatto l’accensione del prodotto precedentemente autorizzato a effettuare pairing bluetooth.

SONY MDR-XB650BT: l'audio in vacanza, senza fili in mezzo 5

E allora cosa c’è che non va?

Ne ho appena parlato in pratica. Dal banale pairing del secondo dispositivo (utilizzabile non in contemporanea a un qualsiasi altro) affrontato più con la logica del neurone in uso anziché con il libretto di istruzioni, più ostico rispetto al primo che parte praticamente da sé, alla comodità che viene quasi subito a mancare per chi -come me- utilizza occhiali da vista, passando per l’imbarazzo del non conoscere la posizione dei molti tasti posti sul padiglione destro, che tutto controlla e tutto può. Per concludere? La possibilità di girare i padiglioni per metterli in pari con il resto dell’archetto, senza però rendere meno ingombrante la cuffia nella sua completezza, il trasporto del prodotto non è quindi del tutto agevole (ho avuto per un attimo la classica paura di rompere le cuffie).

Per effettuare un pairing con il secondo dispositivo (o il terzo, ricorda che tanto ne puoi utilizzare uno alla volta) dovrai semplicemente spegnere le cuffie (se le hai già accese) e poi tenere premuto il pulsante di accensione per 7 secondi circa, superando la fase di accensione e continuando a tenerlo premuto, fino a sentire la voce annunciare il pairing in corso, il led alternerà luce rossa e blu di continuo a conferma dell’operazione in corso, a questo punto le cuffie saranno ricercabili da qualsiasi dispositivo bluetooth nelle vicinanze.

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Il led e il pulsante di accensione non sono le uniche due cose che troverai sul padiglione di destra. Mi ricollego al terzo “difetto” che ho avuto modo di notare, perché sul padiglione destro del prodotto c’è proprio tutto. Dall’accensione al volume, passando per il microfono, il play / pausa, l’avanti / indietro, l’attacco microUSB e anche la risposta alla telefonata in arrivo. Prima di imparare l’esatta posizione di tutto impiegherai qualche minuto, usando le cuffie tutti i giorni (o quasi) sarà tutto ancora più rapido (piccolo hint: sul tasto per aumentare il volume c’è un piccolo punto in rilievo :-) ). Ovviamente inserire il circuito stampato con tutto a bordo su un solo padiglione costa certamente meno (in termini di produzione) rispetto alla separazione di comandi e attacchi su ambo i padiglioni.

Per il secondo difetto invece non c’è molto da fare. L’archetto regolabile è rigido ed è stato appositamente studiato e realizzato da SONY per ridurre al minimo le vibrazioni generate dai bassi più profondi, erogati dal driver da 30 mm nascosto dai padiglioni imbottiti, che per una riproduzione prolungata non evita però di generare dolore proprio dove terminano generalmente le stecche della montatura degli occhiali. È un problema che conosco fin troppo bene e che riscontro in diversi modelli di cuffie, in casa mi limito ad alzare la montatura (togliendola da dietro le orecchie) e appoggiandola quasi ai padiglioni, mi sento molto “nonno in fase di lettura“, ma almeno non sento male alcuno, anche durante la stesura di questo articolo.

Prezzo e saluti

Per portarti a casa le MDR-XB650BT dovrai sborsare circa 130€ di listino. Fortunatamente su Amazon le puoi trovare a poco meno di 85€, uno sconto che solo fino a pochi giorni fa non esisteva (al 30 di agosto, appena controllato, il prezzo era ancora fermo a 129,99€), decidi tu (in base anche a ciò che ti ho raccontato) se può valere la pena fare questo investimento, fermo restando che la qualità di SONY difficilmente può mettersi in discussione data la loro pluriennale esperienza nel settore.

Inutile dire che per qualsiasi dubbio o richiesta, l’area commenti è a tua totale disposizione. Ancora una volta grazie a SONY per la loro massima collaborazione :-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: è il regalo da parte di SONY per portare con me la musica in vacanza. Ho deciso spontaneamente di recensirlo.
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Ultimate Ears (UE) non è solo un capriccio di shopping della Logitech (che l’ha acquisita nel 2008, nda) ma una vera e propria sfida nel mercato degli speaker portatili (molto gettonati e nati come funghi in tutte le salse negli ultimi anni) dove già competitor anche molto più grandi la fanno da padrone. Ho avuto modo di mettere le mani sull’ultima loro creazione, UE Roll 2, un prodotto capace di unire una buona resa audio a un’estetica fuori dal comune, con qualche caratteristica sicuramente degna di nota.

UE Roll 2: l'audio esteticamente fuori dal comune

Partiamo subito senza troppi giri di parole.

Mi è piaciuto perché è esteticamente diverso dagli altri, perché è impermeabile, perché se la sa cavare nel reparto audio che tutto sommato ho trovato accettabile ma inferiore rispetto ad altri speaker della stessa fascia di mercato (occhio: fascia, non con le stesse identiche caratteristiche, nda).

Mi è piaciuta la scelta di mettere i controlli del volume talmente grandi da essere quasi ignorati a una prima occhiata, perfettamente integrati in quella trama così particolare da sembrare anche fuori luogo, poi in realtà ci si convince che può rispecchiare il carattere della persona che lo acquista. Funziona alla stessa maniera con il cavo microUSB che puoi utilizzare per collegare lo speaker al PC o al caricabatterie da muro, rigorosamente caratterizzato da un colore sgargiante (la mia fotografia è qui sopra, lo vedi quel giallo che dice “levati“?) ;-)

UE è talmente fuori dai gangheri che include una piccola ciambella all’interno del pacchetto di Roll 2, così da poterla far accomodare in piscina come vorresti fare tu con il cocktail nel materassino di chissà quale fantasia da trasposizione cinematografica, ce l’hai un amico con una piscina in casa? Potresti approfittarne, potresti dare un senso alla “Ciambella Roll“. Se non hai nessun amico di questo tipo, accontentati della doccia o della vasca da bagno, quella dovremmo avercela tutti.

Ha un attacco AUX, ma questo è comune a tutti questi prodotti. La batteria viene garantita per 9h di riproduzione (più o meno), siamo sulle stesse riportate dagli altri competitor, ci arriva quasi, a volume moderatamente alto ho potuto godere di circa 8h di riproduzione prima di essere stato costretto alla ricarica, la quale è durata quasi 6 ore (ho usato volutamente la notte). La sua tecnologia Bluetooth consente di spostarsi agilmente dallo speaker di qualche metro, ma anche di collegare più dispositivi contemporaneamente (fino a due) e diversi da conservare nella “cronologia” (fino a 8 associazioni che possono partire rapidamente richiamate quando ne hai bisogno).

UE Roll 2: l'audio esteticamente fuori dal comune 1

Mi è persino piaciuto il modo che UE ha trovato per integrare un semplice gancio che può essere utilizzato per appendere lo speaker, oppure per portarlo manualmente in maniera più semplice di quanto si possa tenere nel palmo della mano. Pulsante di accensione (con led) e pairing Bluetooth si trovano sul retro del prodotto.

Ciò che meno mi ha convinto è stata la profondità dei bassi, per certi punti di vista quasi mancante, troppo poco incisiva. Mi ha convinto poco il design, strano, difficilmente può trovare un giusto spazio all’interno del proprio salotto (tanto per fare un esempio stupido), sicuramente è dovuto al fatto che il prodotto sia stato pensato per essere portato in giro, utilizzato tra amici, nelle scampagnate e anche in quei casi in cui non ci si aspetterebbe di avere a disposizione uno speaker per la propria musica, lecito, probabilmente preferirei le varianti meno sgargianti ed esteticamente più “banali” dello stesso identico prodotto. Mi ha stupito persino la mancanza di poterlo sfruttare come vivavoce per il proprio smartphone, niente microfono, niente party.

Il prezzo è l’ultimo dettaglio che non ho potuto ignorare. Il listino riporta 134,99€, UE Roll 2 si trova però anche su Amazon fortunatamente, a poco meno di 100€. In questo caso sono disposto a dare un diverso peso al tutto.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Logitech, sto ancora cercando di capire se deve o meno rientrare all'ovile!
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