Archives For Vivavoce

Prima di parlare di SRS-XB10, buongiorno e bentrovato. Nonostante qui tutte le attività lavorative siano ripartite già da una settimana, molti lettori (e forse anche tu) sono appena tornati davanti alla scrivania e al monitor, spero che le tue feste siano andate bene :-)

Se ti sei perso il vero protagonista della settimana da poco terminata (che protagonista lo rimarrà per molto altro tempo ancora, sfortunatamente), ti consiglio di dare un’occhiata a questo articolo.

Ma ora bando alle ciance. Ti avevo parlato del Sony SRS-X11 più di due anni fa, è stato per me compagno fedele di lavori di ristrutturazione mentre la nostra nuova casa prendeva forma, l’ho adorato perché ha sempre fatto il suo lavoro e ha accompagnato sottoscritto e operai in mezzo alla polvere e alla vernice, e funziona tutt’oggi anche se meno utilizzato (è nel garage di casa, dove ogni tanto lavoro e ascolto un po’ di buona musica). Sony mi ha ha permesso di mettere mano su un SRS-XB10, che a vederlo è un po’ quel “vecchio” cubo rivisitato, con un aspetto estetico meno spigoloso e la solita buona profondità di suono che contraddistingue il costruttore giapponese.

Sony SRS-XB10 è il degno erede dell'adorato Sony SRS-X11?

Speaker full-range mono da 46 mm racchiuso in un diametro da circa 7,5 cm e un’altezza inferiore ai 10 cm (9,1 secondo quanto dichiarato nelle specifiche tecniche), SRS-XB10 fa parte della linea Extra Bass di Sony che –ormai dovresti saperlo– va a stuzzicare quel piccolo essere tamarro che vive ancora nel mio corpo dopo circa 30 anni di esistenza. Il prodotto pesa (giusto per non allontanarci troppo dal suo predecessore) circa 260 grammi, assolutamente trasportabili in qualsiasi occasione e modo.

Ovviamente la connettività è quella alla quale ci ha abituati Sony, il pacchetto è il solito “completo” che comprende quindi NFC, Bluetooth e AUX (quest’ultimo stavolta nascosto alla vista, capirai tra breve perché), con pulsanti dal gradevole feed al tatto, che affondano leggermente prima di poter portare a termine il loro lavoro.

Ancora una volta ritroviamo la possibilità di utilizzare il dispositivo come vivavoce per lo smartphone (anche se in tal senso, continuo a sostenere che questa funzione non fa il suo dovere in maniera corretta, costringendo a spostare la telefonata sullo speaker e microfono del telefono). Presente all’appello anche l’accoppiamento con un altro speaker bluetooth della stessa serie, per ottenere un suono “stereo” e di maggiore impatto all’interno dello stesso ambiente.

La nota nuova di SRS-XB10 consiste invece nell’impermeabilità del prodotto, certificato IPX5, resistente quindi all’acqua ma non in grado di immergersi o galleggiare come succede per il Wonderboom di UE, motivo per il quale l’attacco AUX (IN) è ben protetto e “nascosto” insieme al microUSB e al foro di reset, sotto un tappo molto ben compresso, messo lì a lato dei controlli.

Riporto, per completezza:

IPX5 (grado di protezione contro spruzzi d’acqua): il sistema è stato testato e mantiene la propria funzionalità anche se esposto a spruzzi d’acqua da qualsiasi direzione utilizzando una bocchetta dal diametro interno di 6,3 mm in una quantità di circa 12,5 litri d’acqua al minuto per una durata di oltre 3 minuti da una distanza di circa 3 metri. Liquidi a cui si applicano le specifiche di prestazioni waterproof: acqua dolce, acqua di rubinetto, sudore. Le specifiche non si applicano a liquidi diversi da quelli elencati (acqua contenente detersivo, acqua di piscina, acqua di mare, ecc.).

La durata della batteria di SRS-XB10 viene stimata in circa 16 ore di autonomia, che possono variare (non mi stancherò mai di dirlo) in base al volume mantenuto e alle condizioni di utilizzo del prodotto (come la distanza dalla sua sorgente bluetooth, per esempio, o la temperatura dell’ambiente), ore oltre le quali dovrai tirare fuori il cavo (fornito nella scatola del prodotto) e collegarlo a una sorgente elettrica (il caricabatterie del tuo smartphone, oppure una porta USB del tuo PC, perché l’attacco a muro non è fornito).

Passa alla cassa

Paragrafo di conclusione che negli anni non può che riproporsi in questo tipo di articoli. Sony SRS-XB10 ha un prezzo di listino di 60€ secondo il sito web del produttore, ma puoi facilmente trovare sconti sul prodotto pari o superiori ai 20€. In questo momento di stesura dell’articolo, su Amazon si trova facilmente a 35€, ti propongo qui di seguito i link diretti per l’acquisto (e aggiungo 3 tipi di custodie per trasportare lo speaker facilmente, proteggendolo):

Il prodotto è bello esteticamente, costruito bene (a questo Sony ci ha ormai abituato, inutile negarlo), con un suono certamente gradevole e potente quanto basta (considerando dimensioni e capacità tecniche), adatto alle stanze di casa propria oppure la scrivania in ufficio (per diffondere buona musica e allietare anche i colleghi di lavoro, perché no), valido anche per seguirti altrove, magari in bicicletta durante una buona pedalata al parco. Il prezzo, passando da fornitore terzo, è parecchio interessante (ci sono competitor molto meno blasonati che arrivano a inserire prodotti di mercato intorno ai 20/25€, facci caso e tieni conto della differenza).

Quindi, giusto per concludere rispondendo alla domanda posta nel titolo dell’articolo beh, la risposta è no, e non certo per una mera questione tecnica (quella la passa con la promozione e buoni voti), ma per la questione affetto e nulla più! ;-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi le mie opinioni. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Sony, ho potuto tenerlo al termine del test.
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Ho da poco ricevuto un prodotto del quale fatico a vedere la reale necessità, ma che dovessi valutarlo come semplice gadget beh, allora non farei fatica a identificarlo come un portachiavi fuori dal normale. Si tratta dell’altoparlante bluetooth 2.1 portatile di dodocool!

dodocool Altoparlante Bluetooth 2.1 Portatile 6

Dalle dimensioni effettivamente ridotte (comunque più grande del portachiavi di cui parlavo poco fa), è un piccolo altoparlante che include un microfono e un pulsante che, oltre ad accendere l’accessorio, ti permette di lanciare quella semplice operazione di clic sul pulsante che scatta una fotografia, in pratica un telecomando portatile per il proprio smartphone.

Con un’autonomia dichiarata di 4 ore, l’altoparlante bluetooth di dodocool permette di ascoltare musica con una qualità accettabile (meglio di alcuni speaker integrati negli smartphone, ma nulla più, sia chiaro), così come mettere in vivavoce una telefonata che diventa improvvisamente più comoda e meno pesante da reggere rispetto al proprio telefono (che così può essere tenuto in tasca, per esempio). Su Android, l’accessorio viene immediatamente rilevato come estensione della tastiera, motivo per il quale non c’è bisogno di nessuna ulteriore impostazione per poter scattare fotografie quando si apre la relativa applicazione.

dodocool Altoparlante Bluetooth 2.1 Portatile 2

Con un costo alquanto accessibile, l’altoparlante dodocool ti porta via poco più di 10€ (11,99, per la precisione al centesimo), ammesso che tu ne abbia realmente bisogno, in doppia colorazione attualmente disponibile:

Il laccetto per poterlo facilmente trasportare (o allacciare alla cintura, tanto per dirne una) è incluso all’interno della confezione del prodotto, così come un piccolissimo cavo di ricarica microUSB.

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Prodotto: fornito da dodocool, ho potuto tenerlo al termine del test.
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Non è affatto piccolo ma è elegante, con un suo peso specifico importante e dalla batteria che forse è meno capiente di quanto ci si aspettasse. Una buona qualità audio e la possibilità di collegarlo alla propria WiFi di casa per poterlo sfruttare come dispositivo Spotify Connect, magari collegato in bluetooth (contemporaneamente) al cellulare per rispondere alle telefonate. Questo è un po’ il sunto di quello che ho potuto notare nel continuo utilizzo di Libratone Zipp, prodotto di fascia medio-alta (almeno secondo ciò che dice il listino prezzi) dedicato a chi vuole ascoltare la musica in casa (e non solo) libero da cavi, come ormai permette la maggior parte dei prodotti presenti sul mercato.

Libratone Zipp

Muovere i primi passi con Libratone Zipp

All’apparenza, Libratone Zipp può sembrare l’ennesima cassa bluetooth attraverso la quale ascoltare la propria musica liberi da fili. In realtà questo utilizzo è permesso ma non è il consigliato, non è quello che permette di sfruttare completamente ciò che il produttore ha pensato, è un po’ come andare in Ferrari ma non accelerare mai, rimanendo nella modalità Fiat 500 con il 1.2 a benzina montato sotto al cofano. Ho reso l’idea?

Potrebbe essere una buona idea informarsi e dare un’occhiata al documento di quick start pensato e realizzato da Libratone, lo trovi in italiano all’indirizzo assets.libratone.com/wp-content/uploads/2016/05/Italiano.pdf.

Cosa posso dirti direttamente io?

Con un peso 1,5 Kg ti porti dietro un suono a 360° prodotto da un totale di 5 speaker, si tratta di un woofer da 4″, 2 tweeter e 2 medi a bassa frequenza. È tutto amplificato e protetto grazie a amplificatore DSP che dovrebbe riuscire a raggiungere il centinaio di watt in uscita (totali). Il tutto va moltiplicato (volendo) per 6, perché è il numero massimo di Libratone Zipp che si possono associare tra loro (per 8 se si sfrutta una rete WiFi nella quale farli collegare).

Libratone Zipp 1

Ovviamente c’è un microfono e una tecnologia in grado di ridurre il rumore di fondo, così da permetterti di rispondere al telefono anche quando il telefono è lontano da te. In input puoi sfruttare invece l’attacco AUX per un jack da 3,5 mm oppure la porta USB che all’occorrenza passa da USB play in a USB charge out per ricaricare la batteria di un tuo diverso dispositivo scalando così l’energia contenuta in Libratone Zipp (non è molto comoda come batteria tampone, me ne rendo conto, ma non si sa mai). Niente NFC, niente slot per schede di memoria.

C’è però, come ciliegina sulla torta, un controllo a ghiera posto sulla parte alta di Libratone Zipp. È completamente touch e permette di muoversi agilmente tra le funzioni disponibili. Puoi alzare (e abbassare) ovviamente il volume, puoi cambiare traccia, abbandonare Spotify passando su una Internet Radio (bella cosa, quest’ultima), zittire anche solo temporaneamente la cassa (basterà appoggiare il palmo della mano sul controllo touch).

Libratone Zipp: l'audio a 360 gradi

Trovi ulteriori specifiche tecniche nella scheda ufficiale disponibile sul sito web del produttore: libratone.com/it/products/zipp-speakers/zipp

Tutto nell’applicazione

Si, esiste un’applicazione per gestire al meglio Libratone Zipp, servirà alla sua prima configurazione, alla modifica delle stazioni radio preferite, a permetterti di sfruttare il prodotto nella modalità Spotify Connect (solo per utenti Premium del servizio di streaming, nda). Ovviamente l’applicazione è gratuita, la trovi su Play Store (Android) e App Store (iOS):

Libratone
Libratone
Developer: Libratone A/S
Price: Free
Libratone
Libratone
Developer: Libratone
Price: Free

Avviandola sarai costretto a creare un nuovo account, servirà a salvare la configurazione degli ambienti, le internet radio preferite e altro ancora:

Laddove non arriva la logica di utilizzo dell’applicazione, arriva la documentazione messa a disposizione dal produttore (in costante aggiornamento), molte delle risposte alle tue possibili domande si trovano infatti sul sito web support.libratone.com/hc/en-us, anche se mi è sembrato di capire che fino a ora non è possibile andare oltre l’inglese (parlo dei prodotti della serie Zipp, perché per cuffie e auricolari trovi anche la sezione in italiano), probabilmente arriverà in futuro dato che si tratta di un mercato nuovo per loro (quello italiano, intendo).

Qualcosa da mettere a posto c’è

Impossibile uscire sul mercato senza difetti, sarebbe troppo bello per essere vero. Qualcosa che non va proprio come te lo aspetti l’ho trovato. Secondo me sono due gli aspetti a cui fare particolare attenzione:

  • Risvegliare il proprio smartphone che -come anticipato in apertura articolo- è ancora connesso in bluetooth al dispositivo, farà verificare un fastidioso problema di blocco della traccia in ascolto. Verrà messa in pausa, questo perché evidentemente il telefono proverà a verificare che il Libratone Zipp è ancora a sua disposizione in caso di necessità (hai presente quando ti arriva una notifica e sei connesso in bluetooth all’autoradio? Stesso problema, la traccia subisce un attimo di stacco e poi -almeno quella- ricomincia ad andare in automatico).
  • Collegandoti in bluetooth al prodotto (anziché sfruttando il WiFi e l’ottimo Connect di Spotify o la funzione radio integrata), noterai che servirà alzare molto il volume per avere un buon riempimento della stanza in cui Libratone Zipp si trova. Non è un difetto legato al (giusto) limite imposto sul volume di Android (anche perché è facilmente aggirabile), si sente molto la differenza.

In conclusione, potrei tirare le somme e cercare di riepilogare utilizzando i soliti box:

Potrebbe valerne la pena perché

  • Qualità audio, Spotify Connect, touch per un più rapido controllo. Tutto sembra essere al suo posto, se posso rompere le scatole e trovargli una virgola fuori posto, non mi piace la posizione del pulsante di accensione, avrei preferito qualcosa più vicino alla ghiera (quel pulsante servirà anche a verificare lo stato di batteria, basterà premerlo una sola volta mentre è in funzione Libratone Zipp).
  • Mi piace il voler in ogni caso “offrire della musica“, se manca la sorgente audio, Libratone Zipp ti permette di avviare una Internet Radio (fino a 5 subito memorizzabili e selezionabili da apparecchio o da app). Ci sono praticamente tutti all’appello ma manca Radio Deejay, assurdo ma vero.
  • Contrariamente a molti, Libratone Zipp è compatibile con WiFi a 2,4 ma anche 5 GHz. E non dimentichiamoci di AirPlay (per iOS) e del fatto che ha un servizio DLNA sempre attivo.
  • Il packaging, curato e assolutamente perfetto per tenere al sicuro il prodotto, contiene parte della manualistica e il caricabatterie da muro.

Potrebbe non valerne la pena perché

  • Il prezzo non è certamente popolare. Portarsi a casa un Libratone Zipp come quello che mi è stato spedito ti costerà circa 300€. L’azienda però offre la modalità soddisfatti o rimborsati in 30 giorni, che ti permetterà di restituire il prodotto gratuitamente entro i 30 giorni dal tuo acquisto.
  • Posso dire che il difetto della connessione in bluetooth e Spotify Connect contemporanea è davvero seccante? Spotify lo lascio aperto sullo smartphone e lo uso come telecomando verso Libratone Zipp. Se voglio cambiare una traccia (perché la cassa è lontana e non posso usare il touch) tutto diventa improvvisamente scomodo.
  • Manca una sorgente che altri competitor offrono: uno slot microSD, adatto a chi non ha Spotify o tracce salvate nella memoria del telefono, che preferisce magari salvarle su una scheda di memoria. Manca inoltre la connessione rapida in NFC.

Credo di aver detto tutto. Per Libratone, quello italiano è un mercato nuovo e tutto da esplorare, spero che possano raccogliere commenti e migliorare ulteriormente il prodotto. Di certo la base di partenza è molto buona (sul serio). Se vuoi acquistare Libratone Zipp, puoi trovarlo anche su Amazon, il prezzo però non cambia: amzn.to/2hfs1nL (in alternativa puoi valutare l’acquisto di un prodotto di classe subito inferiore, come Libratone Zipp Mini, pur mettendo in gioco qualche compromesso).

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Prodotto: fornito dal produttore, ho potuto tenerlo al termine del test.
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Piccino, tanto piccino, potente rispetto alle dimensioni e alle previsioni. Sapete quanto mi piaccia l’argomento e quanto ci tenga ad avere il giocattolo di turno per poter fruire la mia musica ovunque io sia, qualcosa che vada oltre gli auricolari in-ear. Sony mi ha fatto un piccolo regalo giusto in tempo per le ferie, e io l’ho portato con me proprio per poterlo utilizzare, provare, conoscere al meglio. Si tratta del Sony SRS-X11, uno speaker wireless parecchio portatile che -come tutti ormai- sfrutta la tecnologia bluetooth ma anche AUX per amplificare e trasmettere ciò che riceve da una qualsiasi sorgente audio.

SONY SRS-X11: Speaker wireless portatile con Bluetooth

Il peso è il dettaglio forse più importante insieme alla qualità dell’audio e del design. Portare con sé questo cubo equivarrà all’aggiungere 215 grammi al bagaglio personale, nulla che non sia comparabile ad un tablet che magari siamo già abituati a trascinarci dietro. Coadiuvato da un pratico laccetto in silicone potrete facilmente trasportare Sony SRS-X11 ovunque vogliate, diventerà presto anti-estetico se deciderete di lasciarlo su una scrivania o accanto al vostro PC o smartphone ;-)

La cassa contenuta all’interno del dispositivo eroga 10 W di potenza (nominale, non RMS) promettendo anche una buona qualità dei bassi grazie al sistema “Dual Passive Radiator“, all’orecchio la sensazione è piacevole e inizia ad infastidire quando si alza di molto il volume tra sorgente e pulsantiera della cassa. Può succedere solo ed esclusivamente se la sorgente invia tracce a bassa qualità, diversamente il problema non si nota affatto, partendo poi dal presupposto che il piccolo giocattolo Sony utilizza il suo codec LDAC per migliorare già la qualità della sorgente (quindi vuol dire che state partendo da qualcosa di ridotto molto male). In ogni caso tutte le specifiche per i più curiosi sono disponibili nella pagina prodotto sul sito web ufficiale.

Sony SRS-X11: Speaker wireless portatile con Bluetooth 1

Come quasi tutti i prodotti di questo tipo, c’è la possibilità di connettersi rapidamente tramite NFC, largo quindi ai dispositivi che lo hanno a bordo per saltare il classico pairing (che si ottiene tenendo premuto il tasto dell’accensione/spegnimento dell’oggetto) ma non solo, Sony prevede l’eventualità di un collegamento ad una seconda cassa tramite un ponte tra le due unità. Non che io abbia il gemello del mio Sony SRS-X11, ma c’è un pulsante “Add” (sulla parte posteriore del prodotto) che potete facilmente intuire a cosa serva. Questo vi permetterà di amplificare ulteriormente il suono e “seminare i cubi per casa” (basta lasciarli comunque a portata di segnale, ovviamente).

Grazie poi ad un microfono integrato potrete utilizzare Sony SRS-X11 come vivavoce per lo smartphone (o tablet, ovviamente). Il tutto per una durata massima della batteria stimata in 12 ore (sulla carta). Un’autonomia di tutto rispetto che però andrà a variare in base al volume mantenuto e alla qualità del segnale bluetooth in ingresso (quest’ultima parte decade se il collegamento viene effettuato in AUX, chiaramente). Per poterlo ricaricare vi basterà collegare un cavo microUSB (incluso nella confezione) a muro (con il più classico degli ormai comuni caricabatterie per smartphone, tablet e chissà quant’altra roba ancora), dal mio test è risultato che in meno di due ore è pronto per poter essere utilizzato al pieno delle sue potenzialità.

Il prodotto vale il suo costo?

Sony SRS-X11: Speaker wireless portatile con Bluetooth 2Il prezzo di listino di Sony SRS-X11 è di 85€, affatto trascurabile considerando l’offerta disponibile sul mercato e le dimensioni che spesso non contano quando si vuole portare in mobilità (e per lungo tempo sprovvisti di corrente elettrica) la propria musica offrendola anche agli altrui timpani. Se invece il prezzo non è per voi un problema considerando dimensioni, peso e ingegnerizzazione di questo piccolo gioiellino, potrebbe essere ciò che fa al caso vostro.

Su Amazon lo si trova a circa 30 euro in meno, se volete approfittarne (con offerta Prime, tra l’altro), probabilmente quelli più dubbiosi sul fattore costi potrebbero trovare allettante la scappatoia (in questo caso Sony SRS-X11 diventa decisamente competitiva rispetto ad altri prodotti nella stessa fascia).

A me è piaciuto, ad essere onesto lo trovo davvero molto bello ed è in grado di portare a termine in maniera soddisfacente il mestiere per il quale è stato concepito. Nulla di inarrivabile ma certamente al top rispetto a tanti altri che mettono sul mercato oggetti che durano (come si suol dire) da Natale a Santo Stefano (valgono il prezzo che li si paga, ovviamente) e vengono acquistati più facilmente da una massa che non si rende conto di spendere cifre alte comprando più volte lo stesso tipo di prodotto.

Prima di chiudere vi lascio un rapido riferimento alla guida d’utilizzo nel caso in cui ne abbiate bisogno, disponibile in italiano all’indirizzo helpguide.sony.net/speaker/srs-x11/v1/it.

Enjoy!

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Creative Airwave HD

Gioxx  —  07/11/2013 — 1 Comment

Era da tanto che non tornavo a scrivere due articoli in due giorni da queste parti e devo ammettere che un po’ mi mancava, ultimamente si parla molto più di videogiochi e sono quasi del tutto preso da un nuovo progetto del quale non posso sfortunatamente anticiparvi granché (ma potete facilmente intuire qualcosa se mi conoscete e sapete di cosa mi occupo quasi quotidianamente). La prova di oggi riguarda un prodotto audio, argomento gradito e già trattato anche in passato sempre su questi lidi.

A metà tra gli anni ’50 (per la sua particolare estetica) e i giorni nostri Creative ha realizzato un oggetto molto diffuso e molto richiesto ma con qualche piccolo particolare che potrebbe fargli guadagnare punti in più rispetto ai competitor: si tratta del nuovo Creative Airwave HD, che potete vedere nell’immagine qui fianco ;-)

Si, è un altoparlante e si, sfrutta la tecnologia Bluetooth ma anche NFC, contrariamente a molte altre aziende che non lo fanno perché danno per scontata la grande diffusione dei cellulari di casa Apple o di terze parti che non siano Google e compagni. Inoltre è disponibile un ingresso AUX sulla parte posteriore del prodotto per consentire la riproduzione (prioritaria se attiva) anche da sorgenti che non possiedono nessuna delle due connettività citate poco fa. Piccola, compatta, ben realizzata, offre una buona qualità del suono e possiede una batteria integrata che la rende trasportabile e utilizzabile anche nel caso in cui non abbiate una presa di corrente a disposizione nei dintorni della vostra destinazione :-)

A proposito di batteria, non è una cosa molto comune per questo tipo di gadget e il piccolo alimentatore all’interno della scatola con spinotto MicroUSB vi permetterà di collegarla alla corrente elettrica per ricaricarla o -più semplicemente- per lasciarla attaccata “a vita” se volete. La sua autonomia raggiunge le 7 ore di riproduzione continua secondo quanto dichiarato dal produttore. Dopo aver fatto un ciclo di carica completo e utilizzando il prodotto sporadicamente (messo in camera giusto per sentire la radio o qualche canzone in streaming da Spotify via iPhone) ho notato che quelle 7 ore si estendono facilmente arrivando a 8 o 9 nel migliore dei casi, molto dipende anche dal volume medio che decidete di mantenere, va bene essere performante e di qualità ma per i miracoli penso si stiano ancora attrezzando anche in Creative! ;-)

Per non perderlo di vista, lo stato della batteria viene passato tramite Bluetooth / NFC direttamente al dispositivo sorgente così da permettervi di vederlo in tempo reale così come in immagine:

Come potrete notare di fianco al logo “Bluetooth” compare il disegno della batteria che vi indicherà il suo livello di carica, riuscirete così a capire facilmente quando arriva il momento del pit-stop. Altro punto a vantaggio è la rapidità di connessione: una volta acceso l’altoparlante (e accoppiato per la prima volta con il vostro / i vostri dispositivi) noterete un’ottima velocità in fase di collegamento. Potrete quindi dare pressoché immediatamente inizio alle danze e godervi la vostra musica. Ho volutamente parlato di dispositivi perché Creative Airwave HD consente di sfruttare la tecnologia Multipoint della stessa azienda, potrete quindi collegare fino a due dispositivi Bluetooth ma occhio: i brani vengono riprodotti uno dopo l’altro, da una sola sorgente per volta.

Ah si, prima che dimentichi, dato che non ci si può far mancare nulla, l’altoparlante contiene anche un piccolo ma potete microfono che vi permetterà così di trasformarlo in un kit vivavoce per poter lasciare il vostro telefono a distanza e parlare senza la necessità di tenerlo poggiato al volto o collegare gli auricolari. Ecco si, non è da sottovalutare neanche questo, soprattutto se -contrariamente a me- decidete di poggiare l’altoparlante sulla scrivania.

In conclusione

Si, ci siamo, ho provato diversi prodotti simili e mi sono sempre trovato molto bene. Creative Airwave HD è un buon compromesso tra la qualità, il costo (per la cronaca: si parla di € 129 circa sul sito ufficiale Creative ma si trova facilmente anche a meno) e la trasportabilità che ne fa un prodotto equilibrato e potenzialmente molto utile per chi non può rinunciare alla propria musica “senza fissa dimora” ma con quella scrivania sempre a disposizione, fa molto ragazzo a metà tra ufficio e camera di casa :-)

Disponibile in diversi colori (ho quello rosso, molto molto carino!) lo trovate corredato di alimentatore e manuale (peccato per il cavo AUX, sarebbe stato un ulteriore tocco di finezza).

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