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Il risultato non cambia, e questa è un po’ la chiusa che potrei già raccontarti in fase di apertura articolo. Un ossimoro niente male, non trovi anche tu? L’estate è ormai scoppiata e nonostante qualche incertezza nel clima (dove le piogge di stagione hanno lasciato spazio a grandinate tropicali che Miami levati) torna prepotente la presenza della musica nelle ore che ci accompagnano durante le nostre ferie, è un argomento che si ripete tanto quanto i servizi di Studio Aperto sul non uscire nelle ore calde. Contrariamente al solito però oggi si parla nuovamente di SONY e della possibilità di acquistare un buon prodotto che ti tenga compagnia ma a un prezzo molto più che accessibile: lo speaker bluetooth SRS-XB01.

Sony SRS-XB01: cambiando l'ordine degli addendi ...

SONY SRS-XB01

Colori vivaci, compatto e leggero, suono deciso, pulito, con un basso onesto per una dimensione così contenuta, titolo dell’articolo e introduzione vogliono sottolineare quanto una ricerca e relativo sviluppo già ben rodato possano permettere a un’azienda come SONY di introdurre sul mercato concetti nuovi nelle forme mantenendo pur sempre un forte legame con il passato e con quanto già provato tempo addietro (Sony SRS-XB10 è il degno erede dell’adorato Sony SRS-X11? o ancora Sony SRS-X11: Speaker wireless portatile con Bluetooth), approvato e utilizzato da molti clienti che ancora oggi non sentono assolutamente il bisogno di cambiare qualcosa che funziona bene.

SRS-XB01 è un altoparlante mono da 37,5mm con diffusione full range racchiuso in 160 grammi totali di prodotto dalle dimensioni molto contenute (L x A x P: circa L81,5 x A57,5 x P56,5 mm secondo i dati ufficiali che trovi tu stesso nella scheda tecnica disponibile su sony.it/electronics/speaker-wireless/srs-xb01/specifications), con connessione Bluetooth (principale nonché consigliata) e un ingresso Mini-jack stereo (AUX) al quale puoi anche scegliere di collegare un lettore Mp3 esterno o il tuo smartphone nel caso in cui tu non abbia necessità di allontanarlo dallo speaker (il range di copertura arriva a circa 10 mt quando si sfrutta il Bluetooth, per completezza di informazioni).

La durata della batteria integrata (parametro sempre fondamentale per una valutazione completa) di SRS-XB01 si attesta sulle 6 ore secondo la scheda caratteristiche pubblicata da SONY, quello che io posso dirti è che il valore può ballare come in ogni altro caso / prodotto / occasione, il volume tenuto e la distanza dalla sorgente sono punti da tenere sempre all’interno di un’equazione non sempre ben bilanciata. Di certo non sono poche le ore di riproduzione, devi pensare quindi a questo speaker come a un compagno di avventure nel caso in cui tu stia uscendo in bicicletta o per andare al mare, da utilizzare in un intervallo di tempo tutto sommato definito, non è certo la soluzione perfetta per un’intera giornata fuori di casa (a meno di non portare con sé una batteria tampone diventata ormai molto comune nella dotazione di noi tutti). Una ricarica della batteria (se questa è a zero) richiede 3 ore.

Come ogni speaker Bluetooth SONY che si rispetti anche questo permette un controllo totale della playlist grazie ai pulsanti rapidi che puoi utilizzare per mettere in pausa (e riprendere) l’ascolto della traccia, alzare o abbassare il volume, rispondere al telefono grazie alla possibilità di trasformarlo in dispositivo vivavoce per lo smartphone, cambiare traccia con un piccolo trucco: due colpi sul pulsante di play/pausa per mandare avanti, tre colpi per tornare indietro (qui trovi il manuale completo del prodotto).

Aggiungo inoltre che SRS-XB01 è protetto contro spruzzi d’acqua e polvere, per la precisione si parla di una certificazione IPX5 (riporto fedelmente):

IPX5 (grado di protezione contro spruzzi d’acqua): il sistema è stato testato e mantiene la propria funzionalità anche se esposto a spruzzi d’acqua da qualsiasi direzione utilizzando una bocchetta dal diametro interno di 6,3 mm in una quantità di circa 12,5 litri d’acqua al minuto per una durata di oltre 3 minuti da una distanza di circa 3 metri. Liquidi a cui si applicano le specifiche di prestazioni waterproof: acqua dolce, acqua di rubinetto, sudore. Le specifiche non si applicano a liquidi diversi da quelli elencati (acqua contenente detersivo, acqua di piscina, acqua di mare, ecc.).

Ciò vuol dire che puoi certamente portarlo in piscina ma non potrai fargli fare il bagno insieme a te, né tanto meno continuare a tirarlo dentro a eventuali battaglie di gavettoni senza esclusione di colpi ?

In conclusione

Un prodotto che ha certamente delle limitazioni ma che svolge egregiamente il lavoro che è chiamato a fare. Si tratta di un investimento che richiede davvero una cifra irrisoria, si parla di 35€ di listino che diventano anche meno se si passa da Amazon (dove costa meno di 20€!) e affini. È SONY, motivo per il quale guadagna punti fiducia e non tradisce anche quando messo seriamente alla prova, è il vorrei ma non posso dei suoi fratelli più grandi, ma in quel caso si parla di tutt’altro tipo di prodotto e di budget da mettere a disposizione dell’acquisto musicale estivo.

Promosso come entry-level dalle caratteristiche “limpide” e senza pretese, un piccolo che sa farsi sentire.

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: un regalo di SONY arrivato a dirla tutta un bel po' di tempo fa, utilizzato più volte ma mai recensito in questo blog. Perché non farlo adesso in occasione della stagione più calda dell'anno?
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Ok, Xiaomi è arrivato ufficialmente in Italia. Al Superstudio Più di via Tortona sono intervenuti tantissimi ospiti, giornalisti e fan in una conferenza stampa (quella dello scorso 24 maggio, nda) ricca di contenuti e applausi per quei prezzi così aggressivi per un mercato forse non ancora pronto a reagire con forza (a tutto favore del team cinese). In attesa quindi di mettere mano sui terminali del marchio nato nel 2010 ma che ha già battuto diversi record, mi dedico a qualcosa di molto più leggero, come il loro bluetooth speaker compatto e di design, il Mi Bluetooth Speaker.

Mi Bluetooth Speaker di Xiaomi, l'audio compatto e di design

Xiaomi Mi Bluetooth Speaker

Piccolo (sul serio, nella colorazione Gold ricevuta assomiglia a un baby lingotto), compatto e leggero (270 grammi), la scelta del metallo (tranne nei lati) che lo rende assolutamente elegante (anche nella versione più giovanile, quel celeste che vedi nella fotografia poco sopra o nell’immagine qui sotto), con quella trama anteriore a fori che assomiglia agli speaker di qualche tempo fa (dove qualche, per i più giovani, potrebbe essere più degli anni portati sulla gobba), essenziale e con quel logo frontale basso che ti ricorda di che famiglia fa parte questo prodotto, senza risultare elemento di disturbo. Con i comandi necessari posti sui lati, lascia la parte superiore e posteriore assolutamente liscia, quei dettagli che evidentemente hanno fatto di questo un prodotto uno dei vincitori del reddot awards 2016.

Play / Pausa (e risposta a una eventuale chiamata in ingresso sullo smartphone connesso in bluetooth), Volume + / – (che su pressione più lunga si trasforma in canzone successiva / precedente), livello batteria (che viene riportato a voce, in inglese e senza mettere in pausa la traccia in riproduzione), che su pressione prolungata diventa pairing per il bluetooth (monta una versione 4.0). Sempre in inglese, dato che te ne ho parlato, sono anche tutti gli altri messaggi riportati dallo speaker (come quello dedicato alla ricerca dei dispositivi, alla connessione effettuata, ecc.).

Mi Bluetooth Speaker di Xiaomi, l'audio compatto e di design 1

Dall’altro lato (quello sinistro) troverai l’ingresso AUX (per poter ascoltare tracce anche da sorgente differente), il microfono integrato (quel piccolo foro subito sotto) e la porta microUSB per la ricarica della batteria al litio integrata (1500mAh a 3.8V, viene dichiarata un’autonomia di circa 8 ore tenendo un volume pari a 65dBA).

2 i canali audio con dei driver da Φ36mm, le specifiche ufficiali di Xiaomi (per il momento solo sul sito inglese, nda) riportano una potenza in uscita di 3W x 2 (4ohm, THD < 1%). Ciò che io posso dirti oltre le pure specifiche da scheda tecnica (che puoi recuperare facilmente in qualsiasi momento) è che la resa audio è molto buona, ma che non puoi pretendere bassi fedeli e potenti in ambienti aperti, nonostante la presenza di un piccolo subwoofer che permette di raggiungere i 90dB massimi in uscita (anche se ho ascoltato e messo alla prova roba ben peggiore, te lo assicuro). Si ottiene un buon effetto anche se lascia spazio a quell’incupimento di output tipico da cassa dritta e che nasconde la brillantezza degli alti e medi.
Il prodotto è avvantaggiato eventualmente da quello stesso comportamento che riservi alle casse mono di un cellulare (quando metti la mano a coppetta), guadagnando in punta massima quando permetti alla traccia in uscita di sbattere contro un muro o altra superficie che può dare maggiore corposità al risultato finale (io lo tengo dietro il monitor del mio MacBook, sulla scrivania poggiata verso il muro, nda), concedendo qualche punto in più sulla valutazione di chiusura con relativo “voto sul registro“.

Promosso anche in fase di chiamata in vivavoce, che grazie al microfono in una stanza senza troppo rumore di fondo mi ha permesso di non star lì a correre a deviare la chiamata sulla capsula audio dello smartphone, cosa alla quale sono abituato con altri prodotti che ho in casa e che uso abitualmente (dalle prestazioni medie -e prezzo, aggiungo- ben più alte di questo prodotto, ma che “prendono botte” sul microfono, dettaglio effettivamente fastidioso).

I difetti quindi ci sono, lo avrai capito, ma nel calderone finiscono per andare a fondo, passando più o meno inosservati perché -a essere onesti- la sufficienza viene agilmente sorpassata da tutte le voci della più classica delle liste “ToDo” per uno speaker bluetooth. Probabilmente ciò che più stona è il prezzo: per un Mi Bluetooth Speaker servono circa 40€ di investimento (questo il prezzo visto ad Arese, un pelo più alto invece su Amazon), nella stessa fascia di prezzo si possono trovare alternative che si comportano bene almeno quanto questo speaker, va quindi un pelo contro quell’aggressività mostrata da Xiaomi per penetrare sul nostro mercato (e in generale quello europeo). Ciò non vuol dire che non sia un prezzo adeguato, sia chiaro.

In conclusione

Mi Bluetooth Speaker di Xiaomi, l'audio compatto e di design 3

Una delle alternative da tenere d’occhio quando il tuo budget è inferiore o pari ai 50€, un prodotto che si comporta bene nella sua media matematica, ottenendo piena sufficienza e pacca “alla Cannavacciuolo” sulla spalla. Ottima figura se lo si vuole acquistare come regalo per chi oggi adora portare con sé la propria musica in costante movimento (rendendo partecipi persone che forse non vorrebbero fregiarsi di questo onore, giusto ragazzi in metropolitana?), con –se posso aggiungere un’ultima nota di colore– un package esterno che non riuscirebbe ad aprire neanche Arsenio Lupin senza aiutarsi con un’unghia o un qualsivoglia sottile accessorio, causa esagerata compressione e millimetrica precisione nel taglio per un’occupazione quanto più possibile minimal :-)

Buon inizio settimana!

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Prodotto: fornito da Xiaomi, ho potuto tenerlo al termine del test (si tratta di un gentile omaggio ricevuto dopo la conferenza stampa dell'arrivo in Italia, consegnato a ogni giornalista intervenuto).
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Prima di parlare di SRS-XB10, buongiorno e bentrovato. Nonostante qui tutte le attività lavorative siano ripartite già da una settimana, molti lettori (e forse anche tu) sono appena tornati davanti alla scrivania e al monitor, spero che le tue feste siano andate bene :-)

Se ti sei perso il vero protagonista della settimana da poco terminata (che protagonista lo rimarrà per molto altro tempo ancora, sfortunatamente), ti consiglio di dare un’occhiata a questo articolo.

Ma ora bando alle ciance. Ti avevo parlato del Sony SRS-X11 più di due anni fa, è stato per me compagno fedele di lavori di ristrutturazione mentre la nostra nuova casa prendeva forma, l’ho adorato perché ha sempre fatto il suo lavoro e ha accompagnato sottoscritto e operai in mezzo alla polvere e alla vernice, e funziona tutt’oggi anche se meno utilizzato (è nel garage di casa, dove ogni tanto lavoro e ascolto un po’ di buona musica). Sony mi ha ha permesso di mettere mano su un SRS-XB10, che a vederlo è un po’ quel “vecchio” cubo rivisitato, con un aspetto estetico meno spigoloso e la solita buona profondità di suono che contraddistingue il costruttore giapponese.

Sony SRS-XB10 è il degno erede dell'adorato Sony SRS-X11?

Speaker full-range mono da 46 mm racchiuso in un diametro da circa 7,5 cm e un’altezza inferiore ai 10 cm (9,1 secondo quanto dichiarato nelle specifiche tecniche), SRS-XB10 fa parte della linea Extra Bass di Sony che –ormai dovresti saperlo– va a stuzzicare quel piccolo essere tamarro che vive ancora nel mio corpo dopo circa 30 anni di esistenza. Il prodotto pesa (giusto per non allontanarci troppo dal suo predecessore) circa 260 grammi, assolutamente trasportabili in qualsiasi occasione e modo.

Ovviamente la connettività è quella alla quale ci ha abituati Sony, il pacchetto è il solito “completo” che comprende quindi NFC, Bluetooth e AUX (quest’ultimo stavolta nascosto alla vista, capirai tra breve perché), con pulsanti dal gradevole feed al tatto, che affondano leggermente prima di poter portare a termine il loro lavoro.

Ancora una volta ritroviamo la possibilità di utilizzare il dispositivo come vivavoce per lo smartphone (anche se in tal senso, continuo a sostenere che questa funzione non fa il suo dovere in maniera corretta, costringendo a spostare la telefonata sullo speaker e microfono del telefono). Presente all’appello anche l’accoppiamento con un altro speaker bluetooth della stessa serie, per ottenere un suono “stereo” e di maggiore impatto all’interno dello stesso ambiente.

La nota nuova di SRS-XB10 consiste invece nell’impermeabilità del prodotto, certificato IPX5, resistente quindi all’acqua ma non in grado di immergersi o galleggiare come succede per il Wonderboom di UE, motivo per il quale l’attacco AUX (IN) è ben protetto e “nascosto” insieme al microUSB e al foro di reset, sotto un tappo molto ben compresso, messo lì a lato dei controlli.

Riporto, per completezza:

IPX5 (grado di protezione contro spruzzi d’acqua): il sistema è stato testato e mantiene la propria funzionalità anche se esposto a spruzzi d’acqua da qualsiasi direzione utilizzando una bocchetta dal diametro interno di 6,3 mm in una quantità di circa 12,5 litri d’acqua al minuto per una durata di oltre 3 minuti da una distanza di circa 3 metri. Liquidi a cui si applicano le specifiche di prestazioni waterproof: acqua dolce, acqua di rubinetto, sudore. Le specifiche non si applicano a liquidi diversi da quelli elencati (acqua contenente detersivo, acqua di piscina, acqua di mare, ecc.).

La durata della batteria di SRS-XB10 viene stimata in circa 16 ore di autonomia, che possono variare (non mi stancherò mai di dirlo) in base al volume mantenuto e alle condizioni di utilizzo del prodotto (come la distanza dalla sua sorgente bluetooth, per esempio, o la temperatura dell’ambiente), ore oltre le quali dovrai tirare fuori il cavo (fornito nella scatola del prodotto) e collegarlo a una sorgente elettrica (il caricabatterie del tuo smartphone, oppure una porta USB del tuo PC, perché l’attacco a muro non è fornito).

Passa alla cassa

Paragrafo di conclusione che negli anni non può che riproporsi in questo tipo di articoli. Sony SRS-XB10 ha un prezzo di listino di 60€ secondo il sito web del produttore, ma puoi facilmente trovare sconti sul prodotto pari o superiori ai 20€. In questo momento di stesura dell’articolo, su Amazon si trova facilmente a 35€, ti propongo qui di seguito i link diretti per l’acquisto (e aggiungo 3 tipi di custodie per trasportare lo speaker facilmente, proteggendolo):

Il prodotto è bello esteticamente, costruito bene (a questo Sony ci ha ormai abituato, inutile negarlo), con un suono certamente gradevole e potente quanto basta (considerando dimensioni e capacità tecniche), adatto alle stanze di casa propria oppure la scrivania in ufficio (per diffondere buona musica e allietare anche i colleghi di lavoro, perché no), valido anche per seguirti altrove, magari in bicicletta durante una buona pedalata al parco. Il prezzo, passando da fornitore terzo, è parecchio interessante (ci sono competitor molto meno blasonati che arrivano a inserire prodotti di mercato intorno ai 20/25€, facci caso e tieni conto della differenza).

Quindi, giusto per concludere rispondendo alla domanda posta nel titolo dell’articolo beh, la risposta è no, e non certo per una mera questione tecnica (quella la passa con la promozione e buoni voti), ma per la questione affetto e nulla più! ;-)

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Prodotto: fornito da Sony, ho potuto tenerlo al termine del test.
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Ho da poco ricevuto un prodotto del quale fatico a vedere la reale necessità, ma che dovessi valutarlo come semplice gadget beh, allora non farei fatica a identificarlo come un portachiavi fuori dal normale. Si tratta dell’altoparlante bluetooth 2.1 portatile di dodocool!

dodocool Altoparlante Bluetooth 2.1 Portatile 6

Dalle dimensioni effettivamente ridotte (comunque più grande del portachiavi di cui parlavo poco fa), è un piccolo altoparlante che include un microfono e un pulsante che, oltre ad accendere l’accessorio, ti permette di lanciare quella semplice operazione di clic sul pulsante che scatta una fotografia, in pratica un telecomando portatile per il proprio smartphone.

Con un’autonomia dichiarata di 4 ore, l’altoparlante bluetooth di dodocool permette di ascoltare musica con una qualità accettabile (meglio di alcuni speaker integrati negli smartphone, ma nulla più, sia chiaro), così come mettere in vivavoce una telefonata che diventa improvvisamente più comoda e meno pesante da reggere rispetto al proprio telefono (che così può essere tenuto in tasca, per esempio). Su Android, l’accessorio viene immediatamente rilevato come estensione della tastiera, motivo per il quale non c’è bisogno di nessuna ulteriore impostazione per poter scattare fotografie quando si apre la relativa applicazione.

dodocool Altoparlante Bluetooth 2.1 Portatile 2

Con un costo alquanto accessibile, l’altoparlante dodocool ti porta via poco più di 10€ (11,99, per la precisione al centesimo), ammesso che tu ne abbia realmente bisogno, in doppia colorazione attualmente disponibile:

Il laccetto per poterlo facilmente trasportare (o allacciare alla cintura, tanto per dirne una) è incluso all’interno della confezione del prodotto, così come un piccolissimo cavo di ricarica microUSB.

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Prodotto: fornito da dodocool, ho potuto tenerlo al termine del test.
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Non è affatto piccolo ma è elegante, con un suo peso specifico importante e dalla batteria che forse è meno capiente di quanto ci si aspettasse. Una buona qualità audio e la possibilità di collegarlo alla propria WiFi di casa per poterlo sfruttare come dispositivo Spotify Connect, magari collegato in bluetooth (contemporaneamente) al cellulare per rispondere alle telefonate. Questo è un po’ il sunto di quello che ho potuto notare nel continuo utilizzo di Libratone Zipp, prodotto di fascia medio-alta (almeno secondo ciò che dice il listino prezzi) dedicato a chi vuole ascoltare la musica in casa (e non solo) libero da cavi, come ormai permette la maggior parte dei prodotti presenti sul mercato.

Libratone Zipp

Muovere i primi passi con Libratone Zipp

All’apparenza, Libratone Zipp può sembrare l’ennesima cassa bluetooth attraverso la quale ascoltare la propria musica liberi da fili. In realtà questo utilizzo è permesso ma non è il consigliato, non è quello che permette di sfruttare completamente ciò che il produttore ha pensato, è un po’ come andare in Ferrari ma non accelerare mai, rimanendo nella modalità Fiat 500 con il 1.2 a benzina montato sotto al cofano. Ho reso l’idea?

Potrebbe essere una buona idea informarsi e dare un’occhiata al documento di quick start pensato e realizzato da Libratone, lo trovi in italiano all’indirizzo assets.libratone.com/wp-content/uploads/2016/05/Italiano.pdf.

Cosa posso dirti direttamente io?

Con un peso 1,5 Kg ti porti dietro un suono a 360° prodotto da un totale di 5 speaker, si tratta di un woofer da 4″, 2 tweeter e 2 medi a bassa frequenza. È tutto amplificato e protetto grazie a amplificatore DSP che dovrebbe riuscire a raggiungere il centinaio di watt in uscita (totali). Il tutto va moltiplicato (volendo) per 6, perché è il numero massimo di Libratone Zipp che si possono associare tra loro (per 8 se si sfrutta una rete WiFi nella quale farli collegare).

Libratone Zipp 1

Ovviamente c’è un microfono e una tecnologia in grado di ridurre il rumore di fondo, così da permetterti di rispondere al telefono anche quando il telefono è lontano da te. In input puoi sfruttare invece l’attacco AUX per un jack da 3,5 mm oppure la porta USB che all’occorrenza passa da USB play in a USB charge out per ricaricare la batteria di un tuo diverso dispositivo scalando così l’energia contenuta in Libratone Zipp (non è molto comoda come batteria tampone, me ne rendo conto, ma non si sa mai). Niente NFC, niente slot per schede di memoria.

C’è però, come ciliegina sulla torta, un controllo a ghiera posto sulla parte alta di Libratone Zipp. È completamente touch e permette di muoversi agilmente tra le funzioni disponibili. Puoi alzare (e abbassare) ovviamente il volume, puoi cambiare traccia, abbandonare Spotify passando su una Internet Radio (bella cosa, quest’ultima), zittire anche solo temporaneamente la cassa (basterà appoggiare il palmo della mano sul controllo touch).

Libratone Zipp: l'audio a 360 gradi

Trovi ulteriori specifiche tecniche nella scheda ufficiale disponibile sul sito web del produttore: libratone.com/it/products/zipp-speakers/zipp

Tutto nell’applicazione

Si, esiste un’applicazione per gestire al meglio Libratone Zipp, servirà alla sua prima configurazione, alla modifica delle stazioni radio preferite, a permetterti di sfruttare il prodotto nella modalità Spotify Connect (solo per utenti Premium del servizio di streaming, nda). Ovviamente l’applicazione è gratuita, la trovi su Play Store (Android) e App Store (iOS):

Libratone
Libratone
Developer: Libratone A/S
Price: Free
Libratone
Libratone
Developer: Libratone
Price: Free

Avviandola sarai costretto a creare un nuovo account, servirà a salvare la configurazione degli ambienti, le internet radio preferite e altro ancora:

Laddove non arriva la logica di utilizzo dell’applicazione, arriva la documentazione messa a disposizione dal produttore (in costante aggiornamento), molte delle risposte alle tue possibili domande si trovano infatti sul sito web support.libratone.com/hc/en-us, anche se mi è sembrato di capire che fino a ora non è possibile andare oltre l’inglese (parlo dei prodotti della serie Zipp, perché per cuffie e auricolari trovi anche la sezione in italiano), probabilmente arriverà in futuro dato che si tratta di un mercato nuovo per loro (quello italiano, intendo).

Qualcosa da mettere a posto c’è

Impossibile uscire sul mercato senza difetti, sarebbe troppo bello per essere vero. Qualcosa che non va proprio come te lo aspetti l’ho trovato. Secondo me sono due gli aspetti a cui fare particolare attenzione:

  • Risvegliare il proprio smartphone che -come anticipato in apertura articolo- è ancora connesso in bluetooth al dispositivo, farà verificare un fastidioso problema di blocco della traccia in ascolto. Verrà messa in pausa, questo perché evidentemente il telefono proverà a verificare che il Libratone Zipp è ancora a sua disposizione in caso di necessità (hai presente quando ti arriva una notifica e sei connesso in bluetooth all’autoradio? Stesso problema, la traccia subisce un attimo di stacco e poi -almeno quella- ricomincia ad andare in automatico).
  • Collegandoti in bluetooth al prodotto (anziché sfruttando il WiFi e l’ottimo Connect di Spotify o la funzione radio integrata), noterai che servirà alzare molto il volume per avere un buon riempimento della stanza in cui Libratone Zipp si trova. Non è un difetto legato al (giusto) limite imposto sul volume di Android (anche perché è facilmente aggirabile), si sente molto la differenza.

In conclusione, potrei tirare le somme e cercare di riepilogare utilizzando i soliti box:

Potrebbe valerne la pena perché

  • Qualità audio, Spotify Connect, touch per un più rapido controllo. Tutto sembra essere al suo posto, se posso rompere le scatole e trovargli una virgola fuori posto, non mi piace la posizione del pulsante di accensione, avrei preferito qualcosa più vicino alla ghiera (quel pulsante servirà anche a verificare lo stato di batteria, basterà premerlo una sola volta mentre è in funzione Libratone Zipp).
  • Mi piace il voler in ogni caso “offrire della musica“, se manca la sorgente audio, Libratone Zipp ti permette di avviare una Internet Radio (fino a 5 subito memorizzabili e selezionabili da apparecchio o da app). Ci sono praticamente tutti all’appello ma manca Radio Deejay, assurdo ma vero.
  • Contrariamente a molti, Libratone Zipp è compatibile con WiFi a 2,4 ma anche 5 GHz. E non dimentichiamoci di AirPlay (per iOS) e del fatto che ha un servizio DLNA sempre attivo.
  • Il packaging, curato e assolutamente perfetto per tenere al sicuro il prodotto, contiene parte della manualistica e il caricabatterie da muro.

Potrebbe non valerne la pena perché

  • Il prezzo non è certamente popolare. Portarsi a casa un Libratone Zipp come quello che mi è stato spedito ti costerà circa 300€. L’azienda però offre la modalità soddisfatti o rimborsati in 30 giorni, che ti permetterà di restituire il prodotto gratuitamente entro i 30 giorni dal tuo acquisto.
  • Posso dire che il difetto della connessione in bluetooth e Spotify Connect contemporanea è davvero seccante? Spotify lo lascio aperto sullo smartphone e lo uso come telecomando verso Libratone Zipp. Se voglio cambiare una traccia (perché la cassa è lontana e non posso usare il touch) tutto diventa improvvisamente scomodo.
  • Manca una sorgente che altri competitor offrono: uno slot microSD, adatto a chi non ha Spotify o tracce salvate nella memoria del telefono, che preferisce magari salvarle su una scheda di memoria. Manca inoltre la connessione rapida in NFC.

Credo di aver detto tutto. Per Libratone, quello italiano è un mercato nuovo e tutto da esplorare, spero che possano raccogliere commenti e migliorare ulteriormente il prodotto. Di certo la base di partenza è molto buona (sul serio). Se vuoi acquistare Libratone Zipp, puoi trovarlo anche su Amazon, il prezzo però non cambia: amzn.to/2hfs1nL (in alternativa puoi valutare l’acquisto di un prodotto di classe subito inferiore, come Libratone Zipp Mini, pur mettendo in gioco qualche compromesso).

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Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito dal produttore, ho potuto tenerlo al termine del test.
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