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Un altoparlante intelligente in ogni camera di casa, in fondo è un po’ questo l’obiettivo di chi produce questo tipo di prodotti, a prescindere che si chiami Google, Amazon o Apple. La versione complottistica dell’osservazione prevede che chiunque ci spii e conosca le nostre abitudini e i nostri gusti per piazzare al meglio le pubblicità, ma questo è altro tipo di argomento, io vado alla ciccia e preferisco mettere alla prova questi prodotti per capire se possono tornare utili nella quotidianità, ecco quindi che oggi ti parlo di Google Home Mini, l’altoparlante intelligente compatto di Google.

L'assistente in casa: Google Home Mini

Google Home
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Developer: Google LLC
Price: Free
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Google Home Mini

Approfittando di un’ottima offerta di Unieuro, ho deciso di acquistare un paio di Google Home Mini da installare in casa e tenere sotto la lente di ingrandimento, andando così a completare un quadro che stava prendendo forma già via assistente sugli smartphone Android di famiglia, condizione però un pelo più scomoda perché richiede comunque che tu debba andare a recuperare uno dei telefoni che hai lasciato da qualche parte in casa o in borsa. Installare Google Home Mini avrebbe permesso di tenere sempre viva una sentinella azionabile tramite voce e senza necessità di sblocco tramite impronta o PIN. Nella peggiore delle ipotesi, ricordo bene di averlo detto, rivenderò quanto acquistato perdendoci il meno possibile; non è successo.

Google Home Mini è caratterizzato dalle sue ridotte dimensioni e peso, è davvero molto compatto e necessita solo di un’alimentazione via cavo microUSB che è incluso nella confezione facendo tutt’uno con il caricabatterie da muro, con cavo gommato anti-intreccio e un paio di fermi removibili che aiutano a raccoglierlo al meglio, una soluzione elegante e che calza a pennello. All’interno della stessa scatola troverai anche un piccolo opuscolo che ti istruisce al primo avvio prodotto. Una volta acceso, Google Home Mini eseguirà un rapido boot che ti permetterà poi di intercettarlo tramite smartphone grazie al rilevamento di prossimità (un po’ come succede con Chromecast o qualsiasi altro accessorio Google). Prendi quindi il tuo smartphone Android e fai clic sulla voce di notifica che sarà nel frattempo comparsa per cominciare l’operazione di configurazione, questa utilizzerà il tuo account Google (ma va?) e ti consentirà in seguito di aggiungere altri utilizzatori così da rendere Google Home Mini un vero assistente vocale per la tua famiglia.

Ciò che contraddistingue invece in maniera più negativa questo piccolo giocattolo è la sua prestazione musicale sul campo. Google Home Mini è prima di tutto uno speaker attraverso il quale ascoltare musica, quel suo essere così compatto non porta a nulla di buono sul fronte dei bassi, fondamentali senza dovere di esagerazione (come in altri casi e produttori), ma quasi del tutto assenti se non si va a ritoccare un pelino l’equalizzazione tramite applicazione Home, cosa che comunque porta a un risultato accettabile più che brillante.

Fortunatamente ci si può mettere una pezza con l’intervento di una terza parte, uno speaker bluetooth che –seppur non nativamente compatibile con Google Home– potrai collegare al Google Home Mini scegliendo di utilizzarlo come fonte primaria per l’output audio in riproduzione. Questo non vuol dire che la voce dell’assistente uscirà dall’altoparlante scelto, bensì che l’audio riprodotto lo sarà su questa terza parte, lasciando al Google Home Mini il compito di farti da puro assistente vocale.

Questione di lingua

Una volta impostato il mio modello vocale (l’ho rifatto da zero, andando e eliminare quello già studiato e riconosciuto dal mio smartphone), ho avuto accesso a quanto già configurato in passato dentro casa, dalla lampadina smart di Yeelight alle valvole termostatiche di tado°, il tutto parlando con l’assistente in maniera del tutto naturale, senza formazione alcuna o libretto di istruzioni, facendo poi riferimento all’abbondante documentazione Google ufficiale quando ho voluto approfondire un attimo l’argomento e capire fino a dove potessi spingermi. Dall’ascolto (banale) della musica trasmessa dal mio account Spotify Premium (che così facendo può essere sfruttato da tutti, ma che ha anche qualche svantaggio che ti descriverò più avanti) al cambio di temperatura in una determinata stanza, passando per l’invio di un messaggio Telegram o l’annuncio vocale trasmesso in un solo colpo a ogni altoparlante di casa come se si utilizzare un interfono.

IFTTT

In linea di massima non ci sono limiti anche grazie all’integrazione con IFTTT e la possibilità quindi di insegnare nuove frasi al proprio Google Home Mini (e perciò anche all’assistente vocale richiamabile sullo smartphone). Sfruttando questa potenzialità ho creato pubblicato tre semplicissime applet che ti consentono –giusto per fare un esempio– di parlare con l’assistente Google interagendo con il bulbo intelligente di Yeelight:

Vantaggi e svantaggi della condivisione

Un paragrafo che si scrive da solo e che non credo serva approfondire più di tanto. I Google Home Mini installati in casa si appoggiano al mio account (come già specificato qualche riga più sopra). Ciò vuol dire che se in questo momento Ilaria decide di ascoltare della musica su Spotify, lo farà utilizzando il mio account Premium, senza che io possa usarlo su un’altra postazione. In soldoni: o tutti ascoltiamo la stessa cosa, oppure qualcuno in casa deve ascoltare dell’altro proveniente da diversa sorgente.

Lo stesso scenario si prospetta per Netflix, ma in quello specifico caso ci pensa l’abbonamento da due sessioni contemporaneamente a mettere a disposizione contenuti differenti in altrettante stanze e relative Chromecast.

Nulla di tutto questo accade invece con le radio, le quali passano per TuneIn senza necessità alcuna di registrare un account sul noto sito web. Ciascuno può chiedere al Google Home Mini più vicino di fargli ascoltare lo streaming che preferisce, c’è quindi chi ascolta Radio 105, chi Deejay, e via così.

Non ho invece avuto modo di testare e verificare gli altri account collegabili come Deezer o YouTube Music, che probabilmente dovranno sottostare alle stesse regole di Spotify (o magari no, se tu che mi stai leggendo lì fuori sei in grado di illuminarmi, fallo pure, l’area commenti è a tua totale disposizione!).

Cos’altro può fare?

Ho collegato al mio “Home” un bulbo Yeelight (come già detto), le valvole termostatiche intelligenti di tado° (detto anche questo), la Chromecast di terza generazione (che ha da poco sostituito la gloriosa e ancora perfettamente funzionante seconda generazione, spero di parlartene quanto prima) e infine un paio di prese intelligenti che sfruttano il WiFi e Google Assistant per essere completamente pilotabili. Ho da poco acquistato un interruttore Sonoff che però devo ancora decidere bene come sfruttare (l’idea iniziale è sfumata, devo quindi trovare un’alternativa).

In generale il mondo dell’assistenza Google è già grande e in continua espansione, trovi un nutrito catalogo di compatibilità, prodotti e comandi disponibili sul sito ufficiale di riferimento: assistant.google.com/explore?hl=it_it, e se non dovesse bastarti puoi anche dare un’occhiata a YouTube e alle sue decine di video amatoriali (e non) dedicati a chi ha sperimentato integrazioni di ogni tipo con Google Home (Mini e non).

In generale, posto un primo periodo di conoscenza reciproca, troverai l’utilizzo della tua voce una cosa estremamente naturale e logica per controllare ciò che di domotico hai installato o installerai all’interno di casa tua, lo darai per scontato e inizierai a non apprezzare particolarmente l’uso delle mani per interagire con quanto ti circonda, è un “brutto vizio” al quale farai presto l’abitudine, non fosse per la comodità di accendere una luce al rientro a casa con le buste della spesa o la carrozzina del pargolo, o magari il mettere in pausa, avanzare o indietreggiare rapidamente in un video che stai guardando sul televisore di casa, senza mai toccare il telecomando. Altro utilizzo molto comune (per gli sbadati, giusto Valentina e Luca?) è quello di rintracciare lo smartphone facendolo squillare a volume massimo, ovunque si trovi disperso in borsa o chissà dove.

Qualche esempio pratico?

  • Ehi Google, dove ho messo il mio telefono? Questo è esattamente ciò di cui ti ho parlato nelle due righe precedenti. Google Home, se confermerai l’operazione, farà squillare a volume massimo il tuo smartphone, anche se questo è stato precedentemente messo in modalità silenzioso. Comodo, sul serio.
  • Ehi Google, trasmetti a tutti. Ammesso tu abbia uno o più Google Home Mini (e non) in casa, questo comando ti permetterà di specificare un messaggio che verrà riprodotto su tutti gli speaker contemporaneamente, anche a distanza (lo puoi fare dallo smartphone mentre sei fuori casa, nessun problema!), funzione assai comoda se vuoi effettivamente avvisare qualcuno del tuo arrivo, ma non solo.
  • Ehi Google, parla con Esselunga. Ora, che tu sia milanese trapiantato o D.O.C., Esselunga è un’autorità che non può non trovare spazio nella tua quotidianità. Una volta collegato il tuo account con l’assistente Google potrai aggiungere prodotti alla lista della spesa, operazione che puoi comunque effettuare anche senza passare da Esselunga semplicemente dicendo un “Ehi Google, aggiungi il latte alla lista della spesa“, facendolo poi finire su shoppinglist.google.com, spazio che puoi condividere con la tua famiglia così come sei abituato a fare con un appuntamento di calendario :-)

In conclusione

Non credere che sia finita qui, c’è molto altro da dire riguardo l’assistente Google e più in generale Google Home Mini e il suo fratello maggiore o la versione più ristretta integrata nello smartphone, è che dopo aver raggiunto le 1400 parole forse è il caso di tagliare corto e rimandare alla prossima puntata un approfondimento sulle routine e non solo. Google Home Mini è un prodotto ben bilanciato con un costo non esattamente corretto, diventa un best-buy nel momento in cui Google o un rivenditore di terza parte decide di scontarlo.

Contando che lo si acquista anche per la musica oltre che per la pura assistenza vocale, direi che la mancanza di bassi di cui ti ho parlato nel bel mezzo dell’articolo gioca uno scherzo neanche tanto bello, ma puoi far fronte a questa mancanza collegando in bluetooth un differente speaker con migliori caratteristiche, e qui nel blog te ne ho proposti molti in passato. C’è solo da capire, nel tuo specifico caso, quanto questo influisca nella tua valutazione finale d’acquisto. Nel mio caso è certamente un “contro” importante, ma non a tal punto da farmi desistere dall’acquistare gli altri Google Home Mini mancanti all’appello (che portano così il servizio nelle altre stanze di casa).

Occhio alle offerte

Se l’articolo ti ha convinto a provare uno degli accessori Google (che si tratti di Google Home Mini o qualsiasi altro) sappi che big G. ha già in programma l’abbassamento prezzi in occasione del Black Friday, questo è uno screenshot catturato oggi dal sito web ufficiale, porta quindi pazienza e approfittane già dal prossimo 22 novembre. Per accessori o altro ancora riguardante questo mondo, puoi tenere d’occhio Amazon e seguire i consigli che ti ho dato nell’articolo riguardante il prossimo Black Friday!

L'assistente in casa: Google Home Mini 10

Ora tocca a te: se hai dubbi o commenti riguardanti l’articolo, Google Assistant o Google Home Mini, usa l’area a tua totale disposizione in fondo all’articolo, NON necessita di registrazione!

Buon inizio settimana :-)

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: comprati tutti dal sottoscritto.
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Acquisto fatto ormai mesi fa, articolo di quelli costruiti nel corso del tempo e che solo ora può prendere davvero forma e iniziare a macinare risultati. L’argomento riscaldamento intelligente richiamava la mia attenzione da un paio di anni circa, ma lo avevo rimandato a “data da destinarsi”, in attesa di fare chiarezza e capire in che direzione andare, a che “partner” rivolgermi. Io e Ilaria viviamo in condominio, il riscaldamento è centralizzato, questo non ci permette di avere un termostato collegato a caldaia personale, ci dobbiamo arrangiare agendo sui singoli termosifoni e relative valvole, farlo singolarmente è sempre stato seccante, senza ombra di dubbio. tado°, e in particolare le sue teste termostatiche intelligenti, è sembra essere stata la risposta al nostro quesito.

Il riscaldamento intelligente di tado°

Ho fatto le mie ricerche, valutazioni, ho coinvolto amici e più semplici conoscenti per capire le loro impressioni, pro e contro di soluzioni che si trovano sul mercato a prezzo più o meno altalenante ma che comunque occupano una determinata fascia medio-alta di listino, vendor blasonati e altri meno, opzioni alternative che arrivano dalla Cina con furore. Approdare su tado° ha costituito l’uscita da uno scontro finale con Netatmo. Ciò non vuol dire che sia arrivato a scalare la piramide fino ai due contendenti “assoluti“, ma che per le specifiche esigenze del sottoscritto avevo posto per queste due opzioni.

tado°: Teste Termostatiche Intelligenti

Starter Kit, applicazione e montaggio

Ho acquistato lo Starter Kit (l’internet bridge per la comunicazione tra rete di casa e server di tado° e due teste termostatiche intelligenti) approfittando di una buona offerta su Amazon. Packaging essenziale (pratico, elegante e con possibilità di conservare le precedenti valvole termostatiche che andrai chiaramente a sostituire) e montaggio assolutamente a prova di impedito (mi ero fatto un film su chissà quale grande difficoltà), il tutto comodamente spiegato anche tramite immagini e testo proposti dall’applicazione ufficiale del vendor, scaricabile sia per iOS che Android, così come dal sito web di tado° vistato via PC (soluzione che io ho preferito).

tado°
tado°
Developer: tado°
Price: Free+
tado°
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Developer: tado
Price: Free+

Registrato il mio account sul sito web del produttore ho semplicemente seguito le istruzioni a video, montato l’Internet Bridge (associandolo al mio account) e quindi la prima delle due teste termostatiche intelligenti, che occorrerà inserire in pairing con il bridge, attendendo poi che questa si calibri in maniera del tutto automatica. L’operazione potrà essere ripetuta con qualsiasi altra testa termostatica o ulteriore accessorio da includere all’interno della famiglia tado°. Noterai che i cavi di alimentazione e rete inclusi nella scatola dell’Internet Bridge sono assolutamente perfetti per essere utilizzati con il modem di casa tua, il quale però dovrà avere una porta USB libera (che verrà usata per alimentare il bridge); in alternativa dovrai attaccare al prodotto un cavo microUSB più lungo, che finisca in un caricabatterie da muro (stile quello del tuo smartphone).

Configurazione

A questo punto il più del lavoro è fatto. Le teste termostatiche collegate al bridge cominceranno a comunicare con il tuo account sul Cloud tado°, e tu potrai iniziare a configurare la temperatura da tenere in ogni ambiente coperto dal servizio, magari affidandoti ai consigli del produttore per muovere i primi passi al meglio. Potrai inoltre accedere alla schedulazione della giornata (giorni / fasce orarie / temperature), alla localizzazione dei tuoi dispositivi (smartphone, ma non solo) e conseguente variazione di temperatura da mantenere in casa, l’avvio anticipato (un pre-riscaldamento) e altro ancora.

L’esperienza con questo tipo di prodotto va certamente costruendosi nel corso del tempo, dalle condizioni climatiche fuori da casa tua alla soggettiva sensazione di caldo o freddo (motivo di discussione in qualsiasi ambiente, dal lavorativo al privato). Pensare oggi di configurare al “primo colpo” un profilo ideale spalmato sull’intera settimana è un pelo pretenzioso, è giusto che ci si bilanci nel tempo ottenendo la condizione ideale da quasi ogni membro del nucleo familiare.

Apri ora l’applicazione (o il sito web, è sviluppato in maniera tale da riproporti l’esperienza mobile) e accedi alle sue funzioni di Programmazione intelligente (Home / Away) con selezione dello scherma giorni (Lun-Dom, Lun-Ven / Sab / Dom, Lun/Mar/Mer/Gio/Ven/Sab/Dom), Avvio anticipato e reportistica contenente le temperature misurate nell’arco della giornata, l’umidità, temperatura esterna (condizioni meteo costantemente aggiornate) e rilevamento del riscaldamento naturale dovuto al sole. Puoi tenere sotto controllo ogni dettaglio, in qualsiasi momento, il sistema ti aiuterà a tirare le somme a fine mese con un rapporto di risparmio energetico basato sulle temperature da te impostate e da quelle raggiunte durante la tua assenza (momento in cui le teste termostatiche tado° interrompono l’erogazione fino al raggiungimento di un tetto minimo da te impostato precedentemente).

Il riscaldamento intelligente di tado° 1

Controllo vocale e automatizzato

Works with the Google Assistant

L’integrazione con IFTTT e Google Assistant (ma anche Alexa di Amazon) è cosa nota e disponibile già da tempo, le possibili integrazioni sono differenti, così come i comandi vocali a tua disposizione. Puoi certamente conoscere la temperatura rilevata in un ambiente servito da una testa termostatica intelligente (ehi Google, che temperatura c’è in sala?), puoi anche aumentarne la temperatura o scegliere di spegnere completamente il riscaldamento (support.tado.com/hc/it/articles/115005867823-Quali-comandi-e-lingue-sono-disponibili-su-Google-Home-). La sezione più in generale dedicata a Google Assistant (e relative funzioni disponibili) la trovi all’indirizzo support.tado.com/hc/it/sections/115001614203, e non si limita al riscaldamento.

IFTTT

Alla stessa maniera puoi pensare di interagire con il sistema e IFTTT che forse già userai e conoscerai (e che di certo ho già citato in altri miei articoli in passato), attraverso il quale puoi puntare all’uso di combinazioni che riguardano i sistemi tado° e le funzioni che già usi tramite applicazione o sito web del vendor. Facciamo un esempio pratico. Ho creato tre applet che mi permettono di essere avvisato in caso di attivazione della modalità Home, disattivazione della stessa e aumento della temperatura basato su un mio comando vocale impartito tramite assistente Google:

Il riscaldamento intelligente di tado° 18

La modalità Home attivata o disattivata in automatico dalla localizzazione dello smartphone di un membro della famiglia è un ottimo metodo (abbastanza spartano e immediato) per sapere se c’è qualcuno di fidato in casa o se tutti si trovano fuori dal raggio d’azione (che puoi impostare tu in qualsiasi momento). In tal caso ho pensato di farmi inviare un messaggio privato su Telegram, direttamente dal bot di IFTTT. In aggiunta a queste due applet, ne ho creata una terza per far aumentare la temperatura (da raggiungere) negli ambienti serviti, portandola quanto prima a 25° (ehi Google, fa freddo!). Ho trasportato tutte e 3 le applet in ambiente Platform così da poterle rendere pubbliche, le puoi trovare a questi indirizzi:

Se noti delle anomalie, mancanze o volessi segnalarmi delle papabili modifiche, lascia un commento nell’area sotto all’articolo, sarà mia premura rimettere le mani nel cofano e cercare di rendere possibili le tue richieste (limitatamente ai comandi che si possono gestire tramite IFTTT, chiaramente) :-)

In conclusione

Un sistema che per il momento convince e rispetta le mie aspettative, con un costo non troppo contenuto ma neanche impossibile da affrontare. La facilità del montaggio dei dispositivi hardware e la validità del software e delle sue possibili integrazioni costituisce certamente buona parte di un voto indubbiamente positivo, che non raggiunge la sua totale perfezione per quel prezzo che potrebbe essere un pelo inferiore a quanto attualmente richiesto, eppure sono certo che approfitterò di una prossima offerta per acquistare altre due teste termostatiche e completare così il controllo degli ambienti di casa.


Già anticipato ma lo ribadisco: l’area commenti è lì per te, lascia un commento se anche tu hai provato questa soluzione (o una sua alternativa) e vuoi parlarne analizzando punti forti e deboli. Commenta se hai bisogno di ulteriori informazioni in merito al sistema intelligente di tado° o se hai dubbi in merito all’articolo :-)

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: comprato di tasca mia, volevo poter controllare i termosifoni di casa, regolarli in base alla stanza e poterli pilotare da remoto. tado° è stata la mia scelta (dopo più valutazioni effettuate).
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HP OMEN 17-w102nl

Gioxx  —  18/06/2018 — Leave a comment

Dopo aver avuto a che fare con un portatile estremamente orientato al business o all’appassionato che vuole avere un prodotto dai molteplici comportamenti e facilmente trasportabile senza troppe rinunce (hardware), oggi ti parlo nuovamente di HP, ma mi sposto nel reparto Gaming, per dare nuova linfa a questa sezione da poco tornata ufficialmente sul mio blog, ti presento HP OMEN 17-w102nl.

HP OMEN 17-w102nl

HP OMEN 17-w102nl

Laptop di fascia alta dedicato al videogiocatore che non vuole vincolarsi al più classico degli spazi in casa (generalmente nella propria camera), HP OMEN 17-w102nl è definibile come postazione “portabile” (dato il suo peso e le generose dimensioni) che può tranquillamente prendere il posto del PC fisso più volte modificato per stare al passo con tempi dettati da chi i giochi li sviluppa, sfruttando ogni tecnologia disponibile di ultima generazione.

Quello dei portatili da gioco è un mercato che ha attratto molto l’attenzione negli ultimi anni, che convince sempre più coloro che non vogliono perdere tempo nella scelta e costruzione del proprio asset videoludico e che hanno la possibilità di investire diversi soldini a ripetizione nell’arco di qualche anno (questo portatile, per fare un esempio, ha più di un anno di vita sulle spalle, con un ottimo processore però fermo alla sesta generazione, con l’ottava già sugli scaffali).

Costruzione

Con una scocca estremamente solida e in grado certamente di sopportare qualche colpo (anche se non è un esperimento che intendo eseguire su questo sample fornitomi), HP OMEN 17-w102nl si contraddistingue per il logo della omonima serie realizzata da HP, pensata appositamente per i videogiocatori fedeli ancora al sistema operativo di casa Microsoft (che poi è lo stesso alla base di Xbox One X, sapientemente modificato e snellito) e alle potenzialità che Windows 10 può esprimere con hardware di alto livello. Monitor da 17,3 pollici con una risoluzione di 1920×1080 pixel a 127 PPI in 16:9 (non è lucido, per la felicità mia e di molti altri utilizzatori). Monta un Intel Core i7-6700HQ (sesta generazione dell’era moderna, Skylake, 12esima se consideriamo la storia complessiva di Intel), con 16 GB di RAM DDR4-2133 (due banchi da 8 GB cadauno) e un’ancora fantastica NVIDIA GeForce GTX 1070 (Laptop) con a bordo 8 GB di RAM dedicati in GDDR5, hardware di elevata qualità che permette di avviare e settare i titoli installati a bordo disco tenendo pressoché tutto al massimo (e non preoccupandosene poi troppo).

Insieme alla dotazione base cito anche il doppio disco (1 TB meccanico, con una memoria PCIe NVMe M.2 SSD da 256 GB).

HP OMEN 17-w102nl 9

Connettività completa di attacco RJ45 LAN (10/1000/1000), WiFi 802.11 a/b/g/n/ac (a/b/g/n/ac) e Bluetooth 4.2, con 3 porte USB 3.1 di seconda generazione, 1 porta HDMI e 1 DisplayPort. C’è anche un lettore di card microSD sulla destra, dove trovi anche l’attacco dell’alimentazione. Jack microfono e cuffie separati (come non ero più abituato a vederli da un po’ di tempo ormai).

La tastiera è estesa, con tastierino numerico e alcuni posizionamenti di HP che non mi hanno mai convinto (e non parlo della serie OMEN, parlo più in generale), retroilluminazione rossa che è possibile disattivare ma non regolare (c’è o non c’è, a risposta secca), certamente accattivante e che forse stona con quel led bianco del pulsante di accensione, un po’ fuori dal coro. Touchpad con giusto affondo ma al quale mancano i due pulsanti di selezione tipici (sinistro / destro, chiaramente) che va un po’ in contrasto con la mia idea di comodità durante l’utilizzo (soprattutto durante un trascinamento).

Audio Bang & Olufsen, con tecnologia HP Audio Boost e ben quattro altoparlanti, posso assicurarti che la resa è davvero ottima considerando che non si ha a che fare con altoparlanti esterni o sistemi ben più complessi.

Gioco

Ho messo alla prova HP OMEN 17-w102nl con alcuni titoli a cui tengo parecchio (Forza Horizon 3 e Forza Motorsport 7) ma anche con una novità che ho iniziato a giocare proprio in questi giorni e che ancora deve entrarmi nelle corde: Fortnite.

In ogni caso ho sempre usato qualità massima del dettaglio e nessun compromesso, mettendo sotto stress la macchina e il relativo sistema di raffreddamento che va a fare da colonna sonora un po’ di tutta la sessione di gioco e registrazione Clip. A tal proposito, ti propongo qui di seguito un paio di video catturati in gioco, avrei voluto caricare anche il terzo ma durante l’esecuzione di Forza Horizon 3 ho avuto diversi problemi di stabilità e non mi è mai riuscita, un dettaglio assolutamente seccante che non mi sarei aspettato. In tutti i casi ho sempre usato Windows 10 aggiornato all’ultima versione stabile (1803) e i controlli integrati di Xbox Layer richiamabili tramite la combinazione tasto Windows + G. Ah già, a proposito di Xbox: ho collegato e usato sempre uno dei miei controller Xbox One (che Windows 10 ha immediatamente riconosciuto e installato).

In conclusione

Una macchina dalle prestazioni ancora oggi molto più che accettabili (il livello è ancora più elevato di tante altre macchine presenti lì fuori sul mercato), e con un prezzo che rispecchia il tipo di hardware che ci si sta portando a casa, pagando pegno anche per il fatto di scegliere una macchina più facilmente trasportabile rispetto all’impacchettare tutta la propria “strumentazione fissa“. HP OMEN 17-w102nl balla intorno ai 2000€ “chiavi in mano ed è ancora disponibile in tante catene di commercio della grande distribuzione ma anche online (Amazon in primis).

Scheda tecnica completa disponibile sul sito web ufficiale di HP all’indirizzo support.hp.com/it-it/product/omen-by-hp-17-w100-laptop-pc/12499486/document/c05346014, io mi ritengo abbastanza soddisfatto (salvo quelle piccole pecche di cui ti ho già parlato, alle quali forse aggiungerei la configurazione ibrida con un SSD oggi ormai piccolo) e sono pronto a farlo tornare all’ovile, dopo essermi divertito a rimettere in pista quella modalità di gioco che ormai da tanti anni ho abbandonato (diciamo che la valvola di sfogo predefinita è Xbox, che trova spazio sotto al televisore della sala) :-)

Alla prossima!

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Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da HP, torna all'ovile al termine del test.
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Tra le varie utility sviluppate e pubblicate da EaseUS ce n’è una in particolare che può tornarti utile nel caso in cui tu debba recuperare dei dati “persi” sui tuoi dispositivi Apple, si tratta di EaseUS MobiSaver. Gratuita (nella sua versione più basilare), disponibile per Windows e macOS, in grado di analizzare e recuperare dati partendo dal tuo dispositivo, da un backup iTunes o direttamente da iCloud.

EaseUS MobiSaver recupera i dati dei tuoi dispositivi iOS

EaseUS MobiSaver

Sai bene che qualsiasi dato tu vada a cancellare non è in realtà eliminato in maniera completa dai tuoi dispositivi. Passa solitamente in un limbo con durata limitata di giorni entro i quali potrai recuperare ciò che probabilmente hai rimosso per sbaglio e, anche quando quell’intervallo di giorni è ormai passato, c’è ancora qualche possibilità di recuperare il file ormai perso.

EaseUS MobiSaver svolge questo mestiere e tenta il recupero di quei dati apparentemente persi per sempre, provandoci con iOS (quindi direttamente con il tuo smartphone o tablet), con un backup di iTunes o collegandosi direttamente al tuo account iCloud. Va un po’ a fare l’esatto contrario di quanto ti ho raccontato qualche tempo fa con tool di tutt’altro tipo (e occhio, quelle non le recuperi più da iCloud, puoi provarci solo da iOS o da file generato tramite iTunes).

Il software è disponibile in versione gratuita e non (dedicata ai professionisti).

Nello specifico

Una volta installato e avviato (io ho eseguito i miei test su macOS High Sierra e iPad personale, nda) probabilmente ti ritroverai davanti al messaggio di non piena compatibilità con il più aggiornato sistema operativo di Apple (quindi bene, ma non benissimo per cominciare):

EaseUS MobiSaver recupera i dati dei tuoi dispositivi iOS 1

Tolto il dente (e anche il primo dolore), si passa all’interfaccia vera e propria del programma, la quale chiederà di collegare il dispositivo e di autorizzare il PC per poterci lavorare sopra (il tutto con una localizzazione che nonostante anni di rapporti anche con l’Italia, fatica a migliorare), ciò a cui sei già abituato nel panorama degli “iDevice“. Dovrai ora lanciare la scansione e dare il tempo all’applicazione di eseguire una verifica completa del dispositivo, alla ricerca di tutto il materiale attualmente disponibile misto quello che probabilmente hai eliminato ma che ancora potresti / vorresti recuperare:

EaseUS MobiSaver cerca di portare fuori tutti i più classici dati solitamente conservati sullo smartphone o sul tablet, si parla quindi di fotografie e messaggi in primis, comprese le chat di WhatsApp che nessuno vuole perdere, resta fuori ovviamente Telegram perché basato totalmente sul Cloud. Dentro invece quei dati che solitamente non consideriamo nell’equazione, come fotografie e video che si trovano all’interno di altre applicazioni che permettono loro di rimanere lì fino a dimenticarcene (penso ai vari lettori video che accettano materiale passato in upload tramite iTunes o non solo). Si possono arrivare a recuperare anche memo (testuali o vocali), appuntamenti di calendario e preferiti di Safari (cosa alquanto intelligente considerando che cancellare un segnalibro mi è già accaduto per sbaglio in passato).

Se non iOS è a poterti dare soddisfazione o risposte alle tue domande, sappi che EaseUS MobiSaver permette anche di analizzare backup completi effettuati tramite iTunes (come già detto sopra) o collegandosi direttamente a iCloud tramite il tuo account (a prescindere che abbia o meno protezione a due fattori, che dovrai chiaramente superare):

Io non sono solito usare iTunes (meno lo uso, meglio sto) e cerco di mandare tutto in backup esclusivamente su iCloud (considerando che la libreria fotografica è disattivata e preferisco passare da Google Photos e dal mio account di Google), dal quale però sono solito cancellare in maniera definitiva i file ancora fermi nel limbo, rendendo di netto più difficile (se non impossibile) il lavoro di questo tipo di programmi (fortunatamente per la privacy dell’utente finale).

Il test è stato quindi eseguito con successo sul mio iPad direttamente, recuperando un evento di calendario precedentemente cancellato per mettere alla prova EaseUS MobiSaver, e quelli non passano per il famoso limbo di cui ti parlavo, generalmente dedicato alle fotografie e ai tuoi video (che effettivamente necessitano di un cestino che possa salvarti da brutti scherzi dovuti alla fretta o alla distrazione).

EaseUS MobiSaver è un’applicazione che puoi tenere a portata di mano qualora dovesse mai servirti, non costa nulla e tentare (il recupero dei dati) non può nuocere più di quanto non lo abbia già fatto la perdita. Resta capo saldo quanto già specificato in apertura articolo: occhio a quello che si sviluppa e poi non si mantiene, l’errore in apertura applicazione e un paio di crash durante i test fanno storcere (e parecchio) il naso, non si vive di solo Windows al mondo (anzi, tutto il contrario considerando che si parla di Apple e ci sono tanti Mac lì fuori) ;-)

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La regia si prende un piccolo break e vi lascia ai consigli per gli acquisti, articoli scritti sempre e comunque dal proprietario della baracca (o da ospiti di vecchia data) ma -contrariamente al solito- sponsorizzati.
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Prima volta che ti parlo di HP in maniera “ufficiale” da #BancoProva, un bel respiro e gas a martello (l’ho rubata a Guido, nda), pronto a darmi da fare come si deve per raccontarti al meglio il prodotto di questa settimana, evitando di fare le figuracce tipiche da prima uscita con la nuova ragazza. Ti presento quindi HP Spectre x360, un 13 pollici sottile, con monitor touch, convertibile per poter essere utilizzato in modalità differenti rispetto alle più tradizionali (alle quali siamo tutti abituati), con quei vantaggi e svantaggi che provo a raccogliere qui di seguito.

HP Spectre x360: il 13 pollici convertibile secondo HP

HP Spectre x360: rapida occhiata

Individuo e isolo tutto ciò che Spectre x360 mi ha trasmesso durante l’utilizzo, e ti rimando al paragrafo successivo per scendere un attimo più nei dettagli se lo desideri.

  • Spectre x360 è abbastanza squadrato (nonostante gli angolo arrotondati nei giusti punti chiave), raramente gentile nelle forme ma assolutamente elegante. Cerniere morbide, con giusto movimento che andrebbe però verificato poi sul lungo termine, una scelta stilistica effetto specchio / metallizzato che avrei anche evitato, preferendo forse l’opaco, ma riprendono il logo HP sul fronte dello chassis monitor, quindi giuste nel contesto.

HP Spectre x360: il 13 pollici convertibile secondo HP 1

  • Piccolo quanto basta (13 i suoi pollici), più che sufficiente per chi deve scrivere, disegnare, prendere appunti, guardare contenuti multimediali senza mai fermarsi troppo in un solo posto (a casa ho un MacBook Pro 13″ con il quale mi trovo più che bene, nda), forse insufficiente per chi deve poter affrontare il lavoro d’ufficio quotidiano e non ha la possibilità di collegarlo a un monitor esterno. Leggero, questo fa certamente coppia con le dimensioni, lo infili in borsa e te ne dimentichi, quasi non lo senti.
  • Potente e completo di tutto, caratterizzato da una fluidità nell’utilizzo che si palesa oggettivamente davanti agli occhi senza mai mostrare il fianco (nonostante lo abbia messo sufficientemente sotto torchio).
  • Tastiera abbastanza rumorosa (a me piace, adoro sentire il ticchettio del costante digitare) e con il giusto affondo, per ottenere quel feed tattile al quale difficilmente rinuncerei. Mal digerisco quel posizionamento che va oltre il tasto invio e quel voler sfruttare diversamente lo spazio a disposizione per inserire le frecce direzionali, il tasto ù, lo spostamento rapido (pag. su/giù, inizio / fine e </>), nella norma invece il tasto ins, lo stamp e il canc. Bocciata la retroilluminazione, non adattiva, non automatica, non regolabile (puoi solo disattivarla e attivarla tramite tasto funzione), in alcuni casi anche fastidiosa, tutto il contrario da ciò che mi aspetto su una macchina simile.
  • Touchpad senza lode e senza infamia. Giusta la sensibilità e l’area a disposizione per il movimento, non è però in grado di capire se la mia mano è posizionata lì sopra per sbaglio o volutamente, spostando quindi il cursore in posizione errata quando non desiderato, ti direi non all’altezza di tutto il resto.
  • Audio Bang & Olufsen che ti fa pregustare già la sua qualità sulla carta, un po’ meno nella pratica (immagino per questioni di spazio nello chassis), si comporta benissimo quando gli si danno in pasto tracce che nascondono i bassi, perché quasi totalmente assenti nella configurazione (puoi ritoccare quello che ti pare con il software dato a corredo, poco cambia) e nella sostanza.

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  • Batteria dalla durata (molto) più che buona, sono rimasto positivamente colpito. Ho lavorato con attivo il profilo Migliori Prestazioni per più di 6 ore, durante le quali ho usato in particolar modo Google Chrome e Spotify, oltre una luminosità medio-alta del monitor del laptop, sto scrivendo questo pezzo dallo Spectre e ancora mi godo il 27% residuo, davvero contento.

Dotazione hardware

Spectre x360 monta (nella versione che mi è stata inviata da HP per effettuare il mio test #BancoProva) un processore Intel i5 di ottava generazione (questo), un quad-core tutto pepe da 1.60GHz (per core) messo in commercio qualche mese fa, robusto e performante, con grafica integrata (Intel 620):

8 GB di RAM (ormai classici e base di partenza per ogni macchina portatile) e un disco SSD M.2 da 256 GB (Samsung, si parla di questo) che mostra buona performance nell’uso quotidiano e anche nel benchmark lanciato appositamente per studiarne le reazioni:

HP Spectre x360: il 13 pollici convertibile secondo HP 2

Tutta la parte più interessante e che si distingue dalla massa è forse quella dedicata al comparto monitor, touch e possibilità di trasformazione del laptop in tablet, grazie anche all’integrazione pressoché perfetta con Windows 10 che è nato anche per questo. HP Spectre x360 integra anche una penna (bluetooth, accoppiata già in origine con il laptop) che può fungere da puntatore ma soprattutto da mezzo di scrittura o disegno a mano libera (Windows Ink), per prendere appunti in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo. Tutto molto reattivo e buona la durata della batteria integrata nell’accessorio, ma la mia paura riguardo la delicatezza del prodotto supera di gran lunga il vantaggio di poterlo convertire e utilizzare come fosse il mio iPad (che di botte ne ha prese abbastanza, senza però battere ciglio alcuno).

Cerca di capirmi, è un qualcosa che funziona davvero bene, ma non fa per me, sono io quello anomalo che ancora preferisce la modalità del pleistocene fatta di monitor davanti agli occhi e dita che vanno manco fossero impazzite o alla ricerca del record di battitura per minuto (anche perché per quest’ultimo c’è già una folla pronta a battermi lì fuori). Ciò che posso certamente dirti è che il monitor reagisce bene a ogni tocco (anche in modalità laptop, utile per allargare immagini o comunque usare lo zoom in ogni contesto possibile), e che questo non ne esce sconfitto con mille ditate perché è evidente che il trattamento riservato da HP dia i suoi frutti, niente oleosità particolari da segnalare o qualcosa che gli si avvicini, rovinando l’esperienza d’uso del prodotto.

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Parliamo di collegamenti. HP Spectre x360 propone una sola porta USB 3.1 di tipo A (la classica alla quale siamo tutti abituati) nella parte sinistra, vicino alla quale troverai l’attacco audio (cuffie-microfono, come ormai ovunque) e il pulsante di accensione della macchina (con led incorporato, per capire immediatamente lo stato del laptop). Sempre sul lato sinistro, un po’ più in basso, uno slot di lettura microSD.

Sulla destra troverai invece due porte USB 3.1 di tipo C / Thunderbolt 3, il led di stato corrente del laptop (per avere immediato riscontro quando il caricabatterie viene collegato a una delle due porte USB-C, medesima scelta di Apple e altri vendor, nda), il lettore di impronte e un pulsante combo che ti permette di alzare o abbassare il volume dell’audio, strana scelta (parlo di quest’ultima), ma credo sia stata fatta pensando alla modalità tablet del prodotto.

Non c’è porta di rete, cosa che io continuo a odiare con tutto me stesso sui portatili che rinunciano a questa porta per me fondamentale, facendo nascere l’esigenza di un adattatore da collegare a una delle porte USB-C. Il comparto WiFi fa il suo lavoro, giusto, con buona velocità su più test eseguiti sempre verso lo stesso server di destinazione (qui di seguito te ne propongo giusto uno):

HP Spectre x360: il 13 pollici convertibile secondo HP 10

A completare il quadro hardware c’è la webcam HP TrueVision FHD IR camera con microfono digitale dual-array integrato, il quale lavora abbastanza bene per pulire i rumori di fondo, ma personalmente continuo a preferire una soluzione dedicata che preveda il “dinamico duo” cuffie e microfono incorporato.

Spectre x360 scalda pressoché nulla durante il suo utilizzo (a meno di metterlo realmente sotto stress), andando però a modificare questo aspetto quando si collega il caricabatterie, soprattutto nella parte destra del portatile (dove trovano spazio le porte USB-C che ti permetteranno di immagazzinare l’energia necessaria), ma mai così tanto da arrecare fastidio durante la tua sessione di lavoro o gioco. Per questo tipo di esami più specifici ti rimando a una scheda tecnica di NotebookCheck che ha preso in esame la versione più carrozzata con monitor 4K e i7 (che può in qualche maniera avvicinarsi a questo prodotto che sto usando io).

Se vuoi dare un’occhiata alla scheda tecnica completa sul sito di HP, ti rimando all’indirizzo support.hp.com/it-it/document/c05835335.

Software

HP Spectre x360 propone Microsoft Windows 10 nella sua versione Home. Al solito, con sé porta tanti software proprietari o di terza parte a corredo -talvolta non richiesto- che il cliente finale può scegliere in seguito di pulire:

Per la sicurezza HP ha scelto McAfee LiveSafe (che quindi prende il posto del Defender già vivo e vegeto su ogni sistema Windows 10, dalla nascita), ha poi aggiunto una preinstallazione di Office 365 (con un mese di abbonamento prova per il servizio, nda) in italiano e relativo OneDrive, proponendo però la possibilità di registrare un account Dropbox al quale verranno aggiunti da subito 30 GB per un periodo di tempo limitato (un anno, al termine del quale dovrai decidere se pagare un’offerta professionale o passare ai 2 GB gratuiti per tutti). Troverai inoltre una quantità non meglio definita di librerie base Visual C++ 2008 / 2010 / 2012 / 2013 / 2015 necessarie per i tanti software di HP stessa (molti dei quali possono essere certamente eliminati).

Da quando c’è Windows 10 e il relativo store, molti software che ero abituato a vedere e classificare pressoché immediatamente come bloatware sono spariti, vengono direttamente proposti (e in alcuni casi installati) direttamente da Microsoft (troverai quindi Netflix, MSN notizie, qualche gioco e altro ancora, roba che solitamente faccio sparire facendo girare un clean via PowerShell).

In conclusione

Un portatile dalle buonissime caratteristiche, non privo di difetti, ma che può chiaramente diventare una postazione da lavoro pressoché completa in base all’esigenza dell’acquirente che necessita questo tipo di caratteristiche. Anche se personalmente non l’adoro, la possibilità di sfruttare la completa apertura delle cerniere monitor è un vantaggio per chi vuole disegnare o prendere appunti senza passare per la tastiera. Il monitor è bello, con una buona luminosità anche se non mi ha convinto del tutto la mancanza della luminosità adattiva (oppure, se questa fosse disponibile e io non me ne fossi sbadatamente accorto, vorrebbe dire che non funzionerebbe come dovrebbe), così come la retroilluminazione della tastiera, troppo limitata.

Validi i tagli di RAM e SSD scelto, assolutamente nella norma odierna, ottimo il processore che mostra tutta la sua forza in ogni occasione. La scelta di Windows 10 oltre che obbligata è assolutamente azzeccata per una macchina che lo fa davvero girare senza perdere un colpo. Probabilmente avrei però scelto la sua versione Pro (ma è solo una mia idea). Adoro la tastiera e l’affondo dei pulsanti, davvero, ma odio profondamente il posizionamento scelto per alcuni tasti. Il prezzo è grosso modo in linea con il mercato, la qualità si paga.

HP Spectre X360 si trasforma da portatile in tablet, con processori quad-core, fino a 16,5 ore di durata della batteria e un nuovo schermo pensato per la privacy. Le specifiche caratteristiche includono design raffinato, con il corpo in alluminio CNC modellato con linee angolari; schermo brillante, con una diagonale di 13 pollici, cornici micro-edge e il robusto Corning Gorilla Glass NBT, che offre una risoluzione fino a 4K per esperienze di visualizzazione eccezionali. Le prestazioni sono assicurate dai processori Intel Core i5 e i7 di ottava generazione, dalla memoria LPDDR3 fino a 16 GB e delle unità SSD PCIe fino a 1TB opzionali, pensate per archiviare progetti, ricordi preziosi e contenuti di intrattenimento. Le funzionalità per la sicurezza includono un lettore di impronte digitali posizionato lateralmente per la massima accessibilità e la fotocamera IR FHD HP Wide Vision per eseguire l’accesso con riconoscimento facciale. La penna certificata per Windows Ink offre un’esperienza di disegno e scrittura più naturale grazie all’utilizzo simultaneo della penna e delle funzionalità touch. Con l’inclinazione, la penna è sensibile alla pressione per un input preciso in qualsiasi modalità. HP Spectre x360 è disponibile in Italia a partire da €1.399.

Qui il riferimento allo store. Puoi trovarlo su Amazon spendendo qualche euro in meno:

A me non resta che ringraziare HP e far tornare la macchina all’ovile. Se hai dubbi o vuoi chiedere maggiori informazioni, utilizza l’area commenti a tua disposizione, cercherò di darti una mano, ma ricorda che non potrò più eseguire alcun test sul laptop (utilizzerò la memoria di quanto sperimentato fino a oggi!).

Buon inizio settimana.

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da HP, torna all'ovile al termine dei test.
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