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HP OMEN 17-w102nl

Gioxx  —  18/06/2018 — Leave a comment

Dopo aver avuto a che fare con un portatile estremamente orientato al business o all’appassionato che vuole avere un prodotto dai molteplici comportamenti e facilmente trasportabile senza troppe rinunce (hardware), oggi ti parlo nuovamente di HP, ma mi sposto nel reparto Gaming, per dare nuova linfa a questa sezione da poco tornata ufficialmente sul mio blog, ti presento HP OMEN 17-w102nl.

HP OMEN 17-w102nl

HP OMEN 17-w102nl

Laptop di fascia alta dedicato al videogiocatore che non vuole vincolarsi al più classico degli spazi in casa (generalmente nella propria camera), HP OMEN 17-w102nl è definibile come postazione “portabile” (dato il suo peso e le generose dimensioni) che può tranquillamente prendere il posto del PC fisso più volte modificato per stare al passo con tempi dettati da chi i giochi li sviluppa, sfruttando ogni tecnologia disponibile di ultima generazione.

Quello dei portatili da gioco è un mercato che ha attratto molto l’attenzione negli ultimi anni, che convince sempre più coloro che non vogliono perdere tempo nella scelta e costruzione del proprio asset videoludico e che hanno la possibilità di investire diversi soldini a ripetizione nell’arco di qualche anno (questo portatile, per fare un esempio, ha più di un anno di vita sulle spalle, con un ottimo processore però fermo alla sesta generazione, con l’ottava già sugli scaffali).

Costruzione

Con una scocca estremamente solida e in grado certamente di sopportare qualche colpo (anche se non è un esperimento che intendo eseguire su questo sample fornitomi), HP OMEN 17-w102nl si contraddistingue per il logo della omonima serie realizzata da HP, pensata appositamente per i videogiocatori fedeli ancora al sistema operativo di casa Microsoft (che poi è lo stesso alla base di Xbox One X, sapientemente modificato e snellito) e alle potenzialità che Windows 10 può esprimere con hardware di alto livello. Monitor da 17,3 pollici con una risoluzione di 1920×1080 pixel a 127 PPI in 16:9 (non è lucido, per la felicità mia e di molti altri utilizzatori). Monta un Intel Core i7-6700HQ (sesta generazione dell’era moderna, Skylake, 12esima se consideriamo la storia complessiva di Intel), con 16 GB di RAM DDR4-2133 (due banchi da 8 GB cadauno) e un’ancora fantastica NVIDIA GeForce GTX 1070 (Laptop) con a bordo 8 GB di RAM dedicati in GDDR5, hardware di elevata qualità che permette di avviare e settare i titoli installati a bordo disco tenendo pressoché tutto al massimo (e non preoccupandosene poi troppo).

Insieme alla dotazione base cito anche il doppio disco (1 TB meccanico, con una memoria PCIe NVMe M.2 SSD da 256 GB).

HP OMEN 17-w102nl 9

Connettività completa di attacco RJ45 LAN (10/1000/1000), WiFi 802.11 a/b/g/n/ac (a/b/g/n/ac) e Bluetooth 4.2, con 3 porte USB 3.1 di seconda generazione, 1 porta HDMI e 1 DisplayPort. C’è anche un lettore di card microSD sulla destra, dove trovi anche l’attacco dell’alimentazione. Jack microfono e cuffie separati (come non ero più abituato a vederli da un po’ di tempo ormai).

La tastiera è estesa, con tastierino numerico e alcuni posizionamenti di HP che non mi hanno mai convinto (e non parlo della serie OMEN, parlo più in generale), retroilluminazione rossa che è possibile disattivare ma non regolare (c’è o non c’è, a risposta secca), certamente accattivante e che forse stona con quel led bianco del pulsante di accensione, un po’ fuori dal coro. Touchpad con giusto affondo ma al quale mancano i due pulsanti di selezione tipici (sinistro / destro, chiaramente) che va un po’ in contrasto con la mia idea di comodità durante l’utilizzo (soprattutto durante un trascinamento).

Audio Bang & Olufsen, con tecnologia HP Audio Boost e ben quattro altoparlanti, posso assicurarti che la resa è davvero ottima considerando che non si ha a che fare con altoparlanti esterni o sistemi ben più complessi.

Gioco

Ho messo alla prova HP OMEN 17-w102nl con alcuni titoli a cui tengo parecchio (Forza Horizon 3 e Forza Motorsport 7) ma anche con una novità che ho iniziato a giocare proprio in questi giorni e che ancora deve entrarmi nelle corde: Fortnite.

In ogni caso ho sempre usato qualità massima del dettaglio e nessun compromesso, mettendo sotto stress la macchina e il relativo sistema di raffreddamento che va a fare da colonna sonora un po’ di tutta la sessione di gioco e registrazione Clip. A tal proposito, ti propongo qui di seguito un paio di video catturati in gioco, avrei voluto caricare anche il terzo ma durante l’esecuzione di Forza Horizon 3 ho avuto diversi problemi di stabilità e non mi è mai riuscita, un dettaglio assolutamente seccante che non mi sarei aspettato. In tutti i casi ho sempre usato Windows 10 aggiornato all’ultima versione stabile (1803) e i controlli integrati di Xbox Layer richiamabili tramite la combinazione tasto Windows + G. Ah già, a proposito di Xbox: ho collegato e usato sempre uno dei miei controller Xbox One (che Windows 10 ha immediatamente riconosciuto e installato).

In conclusione

Una macchina dalle prestazioni ancora oggi molto più che accettabili (il livello è ancora più elevato di tante altre macchine presenti lì fuori sul mercato), e con un prezzo che rispecchia il tipo di hardware che ci si sta portando a casa, pagando pegno anche per il fatto di scegliere una macchina più facilmente trasportabile rispetto all’impacchettare tutta la propria “strumentazione fissa“. HP OMEN 17-w102nl balla intorno ai 2000€ “chiavi in mano ed è ancora disponibile in tante catene di commercio della grande distribuzione ma anche online (Amazon in primis).

Scheda tecnica completa disponibile sul sito web ufficiale di HP all’indirizzo support.hp.com/it-it/product/omen-by-hp-17-w100-laptop-pc/12499486/document/c05346014, io mi ritengo abbastanza soddisfatto (salvo quelle piccole pecche di cui ti ho già parlato, alle quali forse aggiungerei la configurazione ibrida con un SSD oggi ormai piccolo) e sono pronto a farlo tornare all’ovile, dopo essermi divertito a rimettere in pista quella modalità di gioco che ormai da tanti anni ho abbandonato (diciamo che la valvola di sfogo predefinita è Xbox, che trova spazio sotto al televisore della sala) :-)

Alla prossima!

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da HP, torna all'ovile al termine del test.
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Tra le varie utility sviluppate e pubblicate da EaseUS ce n’è una in particolare che può tornarti utile nel caso in cui tu debba recuperare dei dati “persi” sui tuoi dispositivi Apple, si tratta di EaseUS MobiSaver. Gratuita (nella sua versione più basilare), disponibile per Windows e macOS, in grado di analizzare e recuperare dati partendo dal tuo dispositivo, da un backup iTunes o direttamente da iCloud.

EaseUS MobiSaver recupera i dati dei tuoi dispositivi iOS

EaseUS MobiSaver

Sai bene che qualsiasi dato tu vada a cancellare non è in realtà eliminato in maniera completa dai tuoi dispositivi. Passa solitamente in un limbo con durata limitata di giorni entro i quali potrai recuperare ciò che probabilmente hai rimosso per sbaglio e, anche quando quell’intervallo di giorni è ormai passato, c’è ancora qualche possibilità di recuperare il file ormai perso.

EaseUS MobiSaver svolge questo mestiere e tenta il recupero di quei dati apparentemente persi per sempre, provandoci con iOS (quindi direttamente con il tuo smartphone o tablet), con un backup di iTunes o collegandosi direttamente al tuo account iCloud. Va un po’ a fare l’esatto contrario di quanto ti ho raccontato qualche tempo fa con tool di tutt’altro tipo (e occhio, quelle non le recuperi più da iCloud, puoi provarci solo da iOS o da file generato tramite iTunes).

Il software è disponibile in versione gratuita e non (dedicata ai professionisti).

Nello specifico

Una volta installato e avviato (io ho eseguito i miei test su macOS High Sierra e iPad personale, nda) probabilmente ti ritroverai davanti al messaggio di non piena compatibilità con il più aggiornato sistema operativo di Apple (quindi bene, ma non benissimo per cominciare):

EaseUS MobiSaver recupera i dati dei tuoi dispositivi iOS 1

Tolto il dente (e anche il primo dolore), si passa all’interfaccia vera e propria del programma, la quale chiederà di collegare il dispositivo e di autorizzare il PC per poterci lavorare sopra (il tutto con una localizzazione che nonostante anni di rapporti anche con l’Italia, fatica a migliorare), ciò a cui sei già abituato nel panorama degli “iDevice“. Dovrai ora lanciare la scansione e dare il tempo all’applicazione di eseguire una verifica completa del dispositivo, alla ricerca di tutto il materiale attualmente disponibile misto quello che probabilmente hai eliminato ma che ancora potresti / vorresti recuperare:

EaseUS MobiSaver cerca di portare fuori tutti i più classici dati solitamente conservati sullo smartphone o sul tablet, si parla quindi di fotografie e messaggi in primis, comprese le chat di WhatsApp che nessuno vuole perdere, resta fuori ovviamente Telegram perché basato totalmente sul Cloud. Dentro invece quei dati che solitamente non consideriamo nell’equazione, come fotografie e video che si trovano all’interno di altre applicazioni che permettono loro di rimanere lì fino a dimenticarcene (penso ai vari lettori video che accettano materiale passato in upload tramite iTunes o non solo). Si possono arrivare a recuperare anche memo (testuali o vocali), appuntamenti di calendario e preferiti di Safari (cosa alquanto intelligente considerando che cancellare un segnalibro mi è già accaduto per sbaglio in passato).

Se non iOS è a poterti dare soddisfazione o risposte alle tue domande, sappi che EaseUS MobiSaver permette anche di analizzare backup completi effettuati tramite iTunes (come già detto sopra) o collegandosi direttamente a iCloud tramite il tuo account (a prescindere che abbia o meno protezione a due fattori, che dovrai chiaramente superare):

Io non sono solito usare iTunes (meno lo uso, meglio sto) e cerco di mandare tutto in backup esclusivamente su iCloud (considerando che la libreria fotografica è disattivata e preferisco passare da Google Photos e dal mio account di Google), dal quale però sono solito cancellare in maniera definitiva i file ancora fermi nel limbo, rendendo di netto più difficile (se non impossibile) il lavoro di questo tipo di programmi (fortunatamente per la privacy dell’utente finale).

Il test è stato quindi eseguito con successo sul mio iPad direttamente, recuperando un evento di calendario precedentemente cancellato per mettere alla prova EaseUS MobiSaver, e quelli non passano per il famoso limbo di cui ti parlavo, generalmente dedicato alle fotografie e ai tuoi video (che effettivamente necessitano di un cestino che possa salvarti da brutti scherzi dovuti alla fretta o alla distrazione).

EaseUS MobiSaver è un’applicazione che puoi tenere a portata di mano qualora dovesse mai servirti, non costa nulla e tentare (il recupero dei dati) non può nuocere più di quanto non lo abbia già fatto la perdita. Resta capo saldo quanto già specificato in apertura articolo: occhio a quello che si sviluppa e poi non si mantiene, l’errore in apertura applicazione e un paio di crash durante i test fanno storcere (e parecchio) il naso, non si vive di solo Windows al mondo (anzi, tutto il contrario considerando che si parla di Apple e ci sono tanti Mac lì fuori) ;-)

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La regia si prende un piccolo break e vi lascia ai consigli per gli acquisti, articoli scritti sempre e comunque dal proprietario della baracca (o da ospiti di vecchia data) ma -contrariamente al solito- sponsorizzati.
Il giudizio è e sarà sempre imparziale come il resto delle pubblicazioni. D'accordo pagare le spese di questo blog, ma mai vendere giudizi positivi se non meritati.

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Prima volta che ti parlo di HP in maniera “ufficiale” da #BancoProva, un bel respiro e gas a martello (l’ho rubata a Guido, nda), pronto a darmi da fare come si deve per raccontarti al meglio il prodotto di questa settimana, evitando di fare le figuracce tipiche da prima uscita con la nuova ragazza. Ti presento quindi HP Spectre x360, un 13 pollici sottile, con monitor touch, convertibile per poter essere utilizzato in modalità differenti rispetto alle più tradizionali (alle quali siamo tutti abituati), con quei vantaggi e svantaggi che provo a raccogliere qui di seguito.

HP Spectre x360: il 13 pollici convertibile secondo HP

HP Spectre x360: rapida occhiata

Individuo e isolo tutto ciò che Spectre x360 mi ha trasmesso durante l’utilizzo, e ti rimando al paragrafo successivo per scendere un attimo più nei dettagli se lo desideri.

  • Spectre x360 è abbastanza squadrato (nonostante gli angolo arrotondati nei giusti punti chiave), raramente gentile nelle forme ma assolutamente elegante. Cerniere morbide, con giusto movimento che andrebbe però verificato poi sul lungo termine, una scelta stilistica effetto specchio / metallizzato che avrei anche evitato, preferendo forse l’opaco, ma riprendono il logo HP sul fronte dello chassis monitor, quindi giuste nel contesto.

HP Spectre x360: il 13 pollici convertibile secondo HP 1

  • Piccolo quanto basta (13 i suoi pollici), più che sufficiente per chi deve scrivere, disegnare, prendere appunti, guardare contenuti multimediali senza mai fermarsi troppo in un solo posto (a casa ho un MacBook Pro 13″ con il quale mi trovo più che bene, nda), forse insufficiente per chi deve poter affrontare il lavoro d’ufficio quotidiano e non ha la possibilità di collegarlo a un monitor esterno. Leggero, questo fa certamente coppia con le dimensioni, lo infili in borsa e te ne dimentichi, quasi non lo senti.
  • Potente e completo di tutto, caratterizzato da una fluidità nell’utilizzo che si palesa oggettivamente davanti agli occhi senza mai mostrare il fianco (nonostante lo abbia messo sufficientemente sotto torchio).
  • Tastiera abbastanza rumorosa (a me piace, adoro sentire il ticchettio del costante digitare) e con il giusto affondo, per ottenere quel feed tattile al quale difficilmente rinuncerei. Mal digerisco quel posizionamento che va oltre il tasto invio e quel voler sfruttare diversamente lo spazio a disposizione per inserire le frecce direzionali, il tasto ù, lo spostamento rapido (pag. su/giù, inizio / fine e </>), nella norma invece il tasto ins, lo stamp e il canc. Bocciata la retroilluminazione, non adattiva, non automatica, non regolabile (puoi solo disattivarla e attivarla tramite tasto funzione), in alcuni casi anche fastidiosa, tutto il contrario da ciò che mi aspetto su una macchina simile.
  • Touchpad senza lode e senza infamia. Giusta la sensibilità e l’area a disposizione per il movimento, non è però in grado di capire se la mia mano è posizionata lì sopra per sbaglio o volutamente, spostando quindi il cursore in posizione errata quando non desiderato, ti direi non all’altezza di tutto il resto.
  • Audio Bang & Olufsen che ti fa pregustare già la sua qualità sulla carta, un po’ meno nella pratica (immagino per questioni di spazio nello chassis), si comporta benissimo quando gli si danno in pasto tracce che nascondono i bassi, perché quasi totalmente assenti nella configurazione (puoi ritoccare quello che ti pare con il software dato a corredo, poco cambia) e nella sostanza.

HP Spectre x360: il 13 pollici convertibile secondo HP 11

  • Batteria dalla durata (molto) più che buona, sono rimasto positivamente colpito. Ho lavorato con attivo il profilo Migliori Prestazioni per più di 6 ore, durante le quali ho usato in particolar modo Google Chrome e Spotify, oltre una luminosità medio-alta del monitor del laptop, sto scrivendo questo pezzo dallo Spectre e ancora mi godo il 27% residuo, davvero contento.

Dotazione hardware

Spectre x360 monta (nella versione che mi è stata inviata da HP per effettuare il mio test #BancoProva) un processore Intel i5 di ottava generazione (questo), un quad-core tutto pepe da 1.60GHz (per core) messo in commercio qualche mese fa, robusto e performante, con grafica integrata (Intel 620):

8 GB di RAM (ormai classici e base di partenza per ogni macchina portatile) e un disco SSD M.2 da 256 GB (Samsung, si parla di questo) che mostra buona performance nell’uso quotidiano e anche nel benchmark lanciato appositamente per studiarne le reazioni:

HP Spectre x360: il 13 pollici convertibile secondo HP 2

Tutta la parte più interessante e che si distingue dalla massa è forse quella dedicata al comparto monitor, touch e possibilità di trasformazione del laptop in tablet, grazie anche all’integrazione pressoché perfetta con Windows 10 che è nato anche per questo. HP Spectre x360 integra anche una penna (bluetooth, accoppiata già in origine con il laptop) che può fungere da puntatore ma soprattutto da mezzo di scrittura o disegno a mano libera (Windows Ink), per prendere appunti in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo. Tutto molto reattivo e buona la durata della batteria integrata nell’accessorio, ma la mia paura riguardo la delicatezza del prodotto supera di gran lunga il vantaggio di poterlo convertire e utilizzare come fosse il mio iPad (che di botte ne ha prese abbastanza, senza però battere ciglio alcuno).

Cerca di capirmi, è un qualcosa che funziona davvero bene, ma non fa per me, sono io quello anomalo che ancora preferisce la modalità del pleistocene fatta di monitor davanti agli occhi e dita che vanno manco fossero impazzite o alla ricerca del record di battitura per minuto (anche perché per quest’ultimo c’è già una folla pronta a battermi lì fuori). Ciò che posso certamente dirti è che il monitor reagisce bene a ogni tocco (anche in modalità laptop, utile per allargare immagini o comunque usare lo zoom in ogni contesto possibile), e che questo non ne esce sconfitto con mille ditate perché è evidente che il trattamento riservato da HP dia i suoi frutti, niente oleosità particolari da segnalare o qualcosa che gli si avvicini, rovinando l’esperienza d’uso del prodotto.

HP Spectre x360: il 13 pollici convertibile secondo HP 14

Parliamo di collegamenti. HP Spectre x360 propone una sola porta USB 3.1 di tipo A (la classica alla quale siamo tutti abituati) nella parte sinistra, vicino alla quale troverai l’attacco audio (cuffie-microfono, come ormai ovunque) e il pulsante di accensione della macchina (con led incorporato, per capire immediatamente lo stato del laptop). Sempre sul lato sinistro, un po’ più in basso, uno slot di lettura microSD.

Sulla destra troverai invece due porte USB 3.1 di tipo C / Thunderbolt 3, il led di stato corrente del laptop (per avere immediato riscontro quando il caricabatterie viene collegato a una delle due porte USB-C, medesima scelta di Apple e altri vendor, nda), il lettore di impronte e un pulsante combo che ti permette di alzare o abbassare il volume dell’audio, strana scelta (parlo di quest’ultima), ma credo sia stata fatta pensando alla modalità tablet del prodotto.

Non c’è porta di rete, cosa che io continuo a odiare con tutto me stesso sui portatili che rinunciano a questa porta per me fondamentale, facendo nascere l’esigenza di un adattatore da collegare a una delle porte USB-C. Il comparto WiFi fa il suo lavoro, giusto, con buona velocità su più test eseguiti sempre verso lo stesso server di destinazione (qui di seguito te ne propongo giusto uno):

HP Spectre x360: il 13 pollici convertibile secondo HP 10

A completare il quadro hardware c’è la webcam HP TrueVision FHD IR camera con microfono digitale dual-array integrato, il quale lavora abbastanza bene per pulire i rumori di fondo, ma personalmente continuo a preferire una soluzione dedicata che preveda il “dinamico duo” cuffie e microfono incorporato.

Spectre x360 scalda pressoché nulla durante il suo utilizzo (a meno di metterlo realmente sotto stress), andando però a modificare questo aspetto quando si collega il caricabatterie, soprattutto nella parte destra del portatile (dove trovano spazio le porte USB-C che ti permetteranno di immagazzinare l’energia necessaria), ma mai così tanto da arrecare fastidio durante la tua sessione di lavoro o gioco. Per questo tipo di esami più specifici ti rimando a una scheda tecnica di NotebookCheck che ha preso in esame la versione più carrozzata con monitor 4K e i7 (che può in qualche maniera avvicinarsi a questo prodotto che sto usando io).

Se vuoi dare un’occhiata alla scheda tecnica completa sul sito di HP, ti rimando all’indirizzo support.hp.com/it-it/document/c05835335.

Software

HP Spectre x360 propone Microsoft Windows 10 nella sua versione Home. Al solito, con sé porta tanti software proprietari o di terza parte a corredo -talvolta non richiesto- che il cliente finale può scegliere in seguito di pulire:

Per la sicurezza HP ha scelto McAfee LiveSafe (che quindi prende il posto del Defender già vivo e vegeto su ogni sistema Windows 10, dalla nascita), ha poi aggiunto una preinstallazione di Office 365 (con un mese di abbonamento prova per il servizio, nda) in italiano e relativo OneDrive, proponendo però la possibilità di registrare un account Dropbox al quale verranno aggiunti da subito 30 GB per un periodo di tempo limitato (un anno, al termine del quale dovrai decidere se pagare un’offerta professionale o passare ai 2 GB gratuiti per tutti). Troverai inoltre una quantità non meglio definita di librerie base Visual C++ 2008 / 2010 / 2012 / 2013 / 2015 necessarie per i tanti software di HP stessa (molti dei quali possono essere certamente eliminati).

Da quando c’è Windows 10 e il relativo store, molti software che ero abituato a vedere e classificare pressoché immediatamente come bloatware sono spariti, vengono direttamente proposti (e in alcuni casi installati) direttamente da Microsoft (troverai quindi Netflix, MSN notizie, qualche gioco e altro ancora, roba che solitamente faccio sparire facendo girare un clean via PowerShell).

In conclusione

Un portatile dalle buonissime caratteristiche, non privo di difetti, ma che può chiaramente diventare una postazione da lavoro pressoché completa in base all’esigenza dell’acquirente che necessita questo tipo di caratteristiche. Anche se personalmente non l’adoro, la possibilità di sfruttare la completa apertura delle cerniere monitor è un vantaggio per chi vuole disegnare o prendere appunti senza passare per la tastiera. Il monitor è bello, con una buona luminosità anche se non mi ha convinto del tutto la mancanza della luminosità adattiva (oppure, se questa fosse disponibile e io non me ne fossi sbadatamente accorto, vorrebbe dire che non funzionerebbe come dovrebbe), così come la retroilluminazione della tastiera, troppo limitata.

Validi i tagli di RAM e SSD scelto, assolutamente nella norma odierna, ottimo il processore che mostra tutta la sua forza in ogni occasione. La scelta di Windows 10 oltre che obbligata è assolutamente azzeccata per una macchina che lo fa davvero girare senza perdere un colpo. Probabilmente avrei però scelto la sua versione Pro (ma è solo una mia idea). Adoro la tastiera e l’affondo dei pulsanti, davvero, ma odio profondamente il posizionamento scelto per alcuni tasti. Il prezzo è grosso modo in linea con il mercato, la qualità si paga.

HP Spectre X360 si trasforma da portatile in tablet, con processori quad-core, fino a 16,5 ore di durata della batteria e un nuovo schermo pensato per la privacy. Le specifiche caratteristiche includono design raffinato, con il corpo in alluminio CNC modellato con linee angolari; schermo brillante, con una diagonale di 13 pollici, cornici micro-edge e il robusto Corning Gorilla Glass NBT, che offre una risoluzione fino a 4K per esperienze di visualizzazione eccezionali. Le prestazioni sono assicurate dai processori Intel Core i5 e i7 di ottava generazione, dalla memoria LPDDR3 fino a 16 GB e delle unità SSD PCIe fino a 1TB opzionali, pensate per archiviare progetti, ricordi preziosi e contenuti di intrattenimento. Le funzionalità per la sicurezza includono un lettore di impronte digitali posizionato lateralmente per la massima accessibilità e la fotocamera IR FHD HP Wide Vision per eseguire l’accesso con riconoscimento facciale. La penna certificata per Windows Ink offre un’esperienza di disegno e scrittura più naturale grazie all’utilizzo simultaneo della penna e delle funzionalità touch. Con l’inclinazione, la penna è sensibile alla pressione per un input preciso in qualsiasi modalità. HP Spectre x360 è disponibile in Italia a partire da €1.399.

Qui il riferimento allo store. Puoi trovarlo su Amazon spendendo qualche euro in meno:

A me non resta che ringraziare HP e far tornare la macchina all’ovile. Se hai dubbi o vuoi chiedere maggiori informazioni, utilizza l’area commenti a tua disposizione, cercherò di darti una mano, ma ricorda che non potrò più eseguire alcun test sul laptop (utilizzerò la memoria di quanto sperimentato fino a oggi!).

Buon inizio settimana.

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Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da HP, torna all'ovile al termine dei test.
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Disponibile per macOS e Windows, Acethinker Video Master è la versione offline e più completa di quel Video Converter disponibile gratuitamente online, all’indirizzo acethinker.com/online-converter, la quale permette di ritoccare i video, scaricarne da piattaforme online (come YouTube) e molto altro. Io ho avuto l’occasione di provarlo su PC Windows, ti racconto brevemente com’è andata.

Acethinker Video Master 6

Sufficientemente intuitivo e accessibile anche a chi non ha esperienza alcuna con questo tipo di lavori, permette di lavorare (su più passaggi) un video da modificare, da modellare secondo proprie esigenze, da convertire in diverso formato o più semplicemente da integrare con diversi altri spezzoni scaricati o ottenuti separatamente. Io ho approfittato di questo test per mettere le mani su una registrazione di SuperQuark che ha fatto uno splendido approfondimento sui Mosaici di Ravenna.

Ho potuto quindi passare da una puntata intera (ottenuta dal sito della RAI) a un semplice spezzone tagliato e modellato a regola d’arte, senza perdere un secondo del servizio desiderato. La codifica del video finale è molto rapida (anche se questa dipende in realtà molto dalla tua dotazione hardware e dalla quantità di processi già attivi sul PC) e il risultato è ottimale.

Oltre alla modifica dei file video, Acethinker Video Master permette di scaricare video di YouTube (e altri siti web noti che svolgono lo stesso mestiere) così da poterli tenere conservati sul disco fisso del proprio PC (o su un qualsiasi altro dispositivo di memorizzazione), anche se ovviamente non tutti i siti web che probabilmente utilizzi saranno compatibili con il suo downloader (io l’ho messo alla prova proprio con il sito di RAI).

O, se non è il download a interessarti, potrai pensare di convertire una discreta quantità di formati video (MP4, MKV, AVI, WMV, HEVC, H.264, MKV, 3GP, FLV, SWF, HTML5, M4V, MOV, ASF, DV, VOB, OGV, YouTube, ASF, RM, MTS/M2TS/TS/TP/TRP, MOD, TOD, secondo il sito web ufficiale) in quello che più ti si confà (o di cui hai necessità), potendo inoltre sfruttare alcuni preset di impostazioni dedicate all’ottimizzazione dei video per le marche di smartphone e più in generale di dispositivi / supporti smart più conosciute (Apple, Samsung, HTC, Blackberry, Sony, Nokia, Motorola, Game, LG, TVS, DVD, Android, Archos).

Infine, per chi è alla ricerca di qualcosa di completo che possa anche registrare video da zero, Acethinker Video Master propone una funzione dedicata alla cattura del video (anche in HD) dalla propria WebCam o altra sorgente di input, così da permetterti poi di sfruttare le altre funzioni integrate nel programma per poter completare la tua opera. Questo può tornare molto comodo anche nel caso in cui tu voglia creare dei tutorial video riprendendo il tuo Desktop, con possibilità di caricare poi il risultato direttamente su YouTube (ma non solo).

Il software ha un costo di circa 30$, ma puoi provarlo gratuitamente scaricandolo direttamente dal sito web ufficiale.

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Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: licenza fornita da Acethinker, che ringrazio. Ho potuto tenerla al termine del test.
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EaseUS ha rilasciato un nuovo programma dedicato a tutti i possessori di sistemi Windows e dispositivi della Mela (iPhone e iPad, per capirci). Si tratta di EaseUS MobiMover, applicazione che promette di eseguire facili salvataggi e ripristini dei tuoi dati nel momento in cui ti toccherà cambiare il tuo smartphone o tablet.

EaseUS MobiMover: backup e ripristino degli "iDevice"

Stranamente disponibile solo per Windows, questa è completamente gratuita ma priva di supporto tecnico (quello è compreso nella sua versione Pro a pagamento, la licenza ha un costo di circa 40$ e promette anche aggiornamenti gratuiti a vita), puoi scaricarla tu stesso all’indirizzo easeus.com/phone-transfer/mobimover-free.html.

EaseUS MobiMover

Nonostante la localizzazione italiana non molto precisa, l’applicazione è immediatamente intuibile e semplice da utilizzare, anche perché le funzioni a disposizione sono 4, due delle quali permettono proprio il backup e il restore dei dati appoggiandosi al PC in uso (quello dove stai eseguendo MobiMover).

EaseUS MobiMover: backup e ripristino degli "iDevice" 1

Se devo pensare a un suo possibile utilizzo oltre quello del singolo utente che deve effettuare backup all’infuori di iCloud o iTunes (e in quest’ultimo caso lo capirei moltissimo, considerando la parchidermicità del prodotto Apple portato sui sistemi Microsoft!), tornerebbe molto comodo anche a chi deve –per lavoro o per mantenere rapporti familiari– effettuare più migrazioni di contenuti senza sporcare il proprio profilo o senza prendersi assegnazioni non corrette di dispositivi altrui (cosa che succede utilizzando iPhone / iPad non tuoi ma collegati al tuo iTunes).

Le operazioni sono tutte molto veloci ma non tutte funzionano come dovrebbero. Spostandoti infatti nell’ultima opzione disponibile nella schermata principale (quella chiamata “Costume“, nda), potrai esplorare e lavorare sulle singole voci che il programma è in grado di gestire, alcune delle quali inaccessibili perché bloccate dal fatto che tu faccia passare quei dati da iCloud (il programma chiede di disattivarlo temporaneamente o permanentemente se lo desideri, io lo sconsiglio caldamente se non sai quello che stai facendo), altre invece apparentemente senza spiegazione, come i messaggi SMS ricevuti / inviati e la cronologia di Safari, dati che non passano da iCloud:

Funzionano invece bene le voci relative a immagini (anch’esse solo se non soggette a Libreria iCloud sotto costante backup) e video, che potrai facilmente esportare sul PC o re-importare più comodamente rispetto alla classica cartella condivisa (ma in sola lettura) tramite iTunes, in questo caso è un nulla da eccepire.

Lanciando il backup dello smartphone (ho provato con il mio iPhone 6 aziendale) è stato ribadito il messaggio riguardante l’impossibilità di accedere ai contatti (e non solo) perché facenti parte del pacchetto in gestione a iCloud, ma è comunque potuto andare avanti (e a buon fine) portando fuori tutti gli altri dati, certo, a eccezione –confermata– di quelli che non mi spiego perché manchino all’appello:

EaseUS MobiMover è una soluzione ancora acerba per molti versi, che si basa su una buona idea seppur non ancora del tutto chiara e –soprattutto– non nuova rispetto al mercato dei numerosi competitor che mettono a disposizione prodotti di pari valore economico (quindi gratuiti, con magari un’offerta a pagamento che offre qualcosa in più) e già disponibili su più sistemi (penso a macOS, nda). La semplicità di EaseUS MobiMover è certamente un punto a suo completo favore, ma si può (e si deve) fare di meglio con la localizzazione (sarebbe carino) ma soprattutto con il corretto funzionamento di ogni singola voce dedicata ai dispositivi della mela morsicata.

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