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Se pensi che un top di gamma faccia sempre la differenza, ti stai sbagliando. In questo periodo ho messo mano su diversi prodotti AVM, alcuni facenti parte della nuova serie da poco lanciata, tutti di qualità, tutti con una loro storia e una ricerca tecnologica importante. In alcuni casi però serve ridimensionarsi perché –in base all’esigenza– nella botte piccola c’è il vino buono, è per questo motivo che ho messo alla prova il FRITZ!Box 4040 ;-)

AVM FRITZ!Box 4040

Solito stile inconfondibile, colori, qualità costruttiva, tutto. Un FRITZ!Box va oltre la scocca che siamo abituati a vedere quando si apre la sua scatola (che per la cronaca, adoro, si apre e chiude con facilità ogni volta), FRITZ!Box è disponibilità di porte, è sistema operativo (FRITZ!Os è ciò su cui voglio focalizzarmi un po’ di più), è possibilità di condividere facilmente una stampante o un disco fisso USB senza avere un NAS (perché lo emula basandosi sul drive esterno), è WiFi a 2,4 e 5 GHz, dove quest’ultima offre (come forse già saprai) un segnale migliore, più stabile, più pulito (grazie alla quantità di canali a disposizione), più veloce.

Pronto, chi è?!?

Metto subito le mani avanti e te lo dico chiaramente: non ho mai montato un telefono fisso in casa nostra, non ho mai voluto farlo e mai (spero) lo farò, è una cosa che mi sono lasciato alle spalle, a casa dei genitori. Ritengo che casa propria debba mettere sempre a disposizione un’ottima copertura di rete internet (in fibra ottica) e LAN (cablata dove possibile), ma per le telefonate preferisco fare uso degli smartphone (ne abbiamo 3 sotto lo stesso tetto, bastano e –in realtà– avanzano).

FRITZ!Box 4040, al contrario del suo fratello maggiore 7560 (di cui presto ti parlerò), non offre porte DECT, pace all’anima loro direbbe qualcuno. Il FRITZ!Box 4040 è ufficialmente un router da cascata.

Router da che?

Posso capirti se ti verrà da storcere il naso, ma è molto più semplice di ciò che potresti arrivare a pensare tramite ragionamenti contorti. Molto spesso, salvo il risultato messo a punto (e in commercio) da Fastweb con il neonato FASTGate, sul quale spero di poter mettere mano quanto prima, molti dei router scelti, talvolta personalizzati e poi commercializzati dagli operatori di linea fissa non sono adatti alle nuove esigenze. Problemi di copertura WiFi, potenza di calcolo non adatta, riavvii che diventano più comuni degli starnuti per un allergico in primavera. L’hardware invecchia, è inevitabile, spesso nasce già vecchio e viene spacciato per ideale per l’esigenza media, il problema nasce quando si va fuori da quella media, da qui in poi è un susseguirsi di inutili telefonate al supporto tecnico (all’estero, nda), senza apparente luce in fondo al tunnel.

È proprio per questo motivo che spesso si opta per l’acquisto di un router di fascia ben più alta, da collegare a quello fornito dall’operatore, sarà “l’unico client” e si prenderà cura a sua volta di tutto il resto della ciurma. Sarà lui a fornire il segnale WiFi (a te, ma anche agli ospiti che verranno separati dalle risorse della rete locale), sempre lui a essere realmente amministrato, l’altro continuerà a rimanere la “porta verso internet“. Questo ragionamento ti libera dai vincoli legati all’operatore. A prescindere da chi esso sia, la tua rete continuerà a rimanere configurata così come l’hai pensata, con le tue reservation sul DHCP, con i servizi, con tutto (preso con le dovute pinze, ovviamente).

FRITZ!Box 4040

AVM FRITZ!Box 4040 1

4 porte LAN in Gigabit che possono essere utilizzare anche in 10/100 per risparmiare energia (e per quegli apparati un po’ più vecchi, evidentemente), una porta USB 3.0 che può essere utilizzata per scambiare dati con un disco esterno molto rapidamente, lasciando alla porta USB 2.0 (presente anch’essa, ma lateralmente) alla stampante da condividere sui PC e smartphone della famiglia. Contrariamente a un modem completo, la porta WAN qui è separata (nasce appositamente per questo, come già detto qualche riga fa), non dovrai quindi sacrificarne una LAN. Per una particolare configurazione dell’OS, puoi pensare di lasciare la LAN4 a un allaccio ethernet ospite, un po’ come funziona con una qualsivoglia WiFi Guest.

Un pulsante per il collegamento rapido dei dispositivi (WPS) che per scelta tendo sempre a disabilitare, uno per spegnere rapidamente i segnali WiFi erogati dal router (anche questo, salvo nel caso in cui tu sia paranoico riguardo le onde radio, può rimanere sempre disattivato).

È tutta questione di OS

Se per le donne oltre le gambe c’è di più, lo stesso principio può valere per un router, fermo restando che al posto delle gambe qui c’è una scocca di plastica dura. Il vero cuore di un FRITZ!Box è il suo sistema operativo, ciò che tutto muove e che cerca di adattarsi quanto più possibile alle esigenze del suo utilizzatore. FRITZ!OS, nella sua versione 6.55 che è già stata superata (ma non ancora disponibile su questo FRITZ!Box, nda), permette di controllare ogni dettaglio della rete.

Nello specifico caso (router a cascata) ti basterà collegare il FRITZ!Box 4040 a una qualunque porta del router fornito dal provider. A quel punto lascia che sia lui a cercare la strada verso internet, prendendo un IP auto-assegnato (da Internet → Dati di accesso):

AVM FRITZ!Box 4040 2

Non serviranno altri dati di accesso, potrai al massimo specificare la velocità massima di download e upload subito sotto. Una volta applicata la modifica, il router dovrebbe collegarsi a internet (attendi giusto qualche secondo). Puoi, spostandoti sulla scheda Server DNS, impostare diversi server DNS rispetto a quelli stabiliti dal provider, io ad esempio ho scelto quelli di Google.

Puoi, sempre da questa area, gestire il Parental Control, la priorità delle applicazioni (chi potrà chiedere maggiore velocità di rete, chi meno quando c’è più saturazione), i profili di accesso per autorizzare (o negare) determinate azioni, programmi, con e senza limitazioni di tempo (molto utile per ospiti, o per figli particolarmente testardi che continuano a preferire chiudersi in casa anziché uscire a giocare con gli amici).

Ma FRITZ!OS è anche monitoraggio, in particolar modo di tutto ciò che si allaccia alla rete e che richiede connettività. Un vero addetto ai lavori potrebbe provare piacere (un po’ mi è successo, lo ammetto e torno a nascondermi) nel vedere chi chiede cosa. Tutti i dispositivi, in una schermata riepilogativa, corrispondono a una quantità di Megabit al secondo che stanno utilizzando, per cercare di capire al meglio di cosa ha realmente bisogno la tua configurazione casalinga.

AVM FRITZ!Box 4040 3

È grosso modo sempre da qui che potrai anche gestire porte (da abilitare, magari per un accesso dall’esterno utilizzando l’IP pubblico del router del provider internet), gestire i dettagli di ciascun prodotto e, nel caso in cui nella rete ci sia un altro dispositivo FRITZ!, aggiornargli il firmware in pochi clic :-)

È che in realtà queste sono solo alcune delle mille funzioni messe a disposizione dal FRITZ!OS, per spiegarle tutte non basterebbe un manuale (che esiste, certo, ma nulla sostituisce la pratica e la configurazione adatta a te). Mal che vada, in caso di emergenza e l’apparente danno fatto (tipo non so, chiuderti fuori dalla porta principale e pure quella di servizio), c’è sempre l’IP di emergenza (trovi qui il documento ufficiale che ti spiega come fare, anche se è stato pensato e scritto per un diverso prodotto).

Ci si trova qualche difetto?

Beh si, come in tutte le cose. Si può spaziare dalla banalità più stupida (quella legata alla pura estetica dell’oggetto, che può non piacere a tutti) a quella un po’ meno stupida, come l’impossibilità di pilotare i led che segnalano lo stato del router (cosa che avevo sul precedente prodotto, facilmente implementabile) e che possono essere fastidiose se qualcuno dorme nella stessa stanza del router.

Certo posso controllare ogni dispositivo FRITZ!, aggiornarlo, verificare che tutto vada liscio, ma è anche vero che una nuova versione del sistema operativo deve poter arrivare (secondo me) quasi subito anche sui prodotti di serie inferiore (vedi il caso del FRITZ!Box 4040 e del 7560).

Tutto comunque evapora in una nuvola di fumo quando puoi scendere nel dettaglio e modificare la velocità delle porte, verificare i consumi (anche energetici, non banale), modificare la priorità di applicazioni e protocolli utilizzato all’interno della rete e altro ancora.

Se poi pensi che ci sia un po’ più di difficoltà nel trovare voci banali come le reservation DHCP o il Port Forwarding beh, potresti aver ragione. Ho visto fare di meglio (in usabilità) da altri produttori, ma è anche vero che una bilancia deve poter avere due piatti e non sempre li si riesce ad allineare perfettamente. Se togli da un lato, probabilmente metti qualcosa in più sull’altro piatto.

Trovo che FRITZ!Box 4040 sia un prodotto completo e affidabile. Adatto a svolgere il lavoro pesante e prendersi cura di casa tua, della sua connettività interna ed esterna, coccolando quanto basta i tuoi dispositivi, senza mai fargli mancare nulla (a meno che non sia tu a volerlo, e quindi impostarlo). Il prezzo, che è un fattore che tendo a tenere sempre alla fine di ogni mio pezzo (o quasi) è commisurato a ciò che si ottiene. Comprando FRITZ!Box 4040 su Amazon si spendono poco meno di 100€ (99 di listino, circa 87 il prezzo applicato al pubblico). Giusto per completare il quadretto, sappi che il mio nuovo 4040 lavora in coppia con il set Powerline 1220E di cui ti ho già parlato:

Sei già abituato a utilizzare FRITZ!OS? Hai già un dispositivo FRITZ! in casa? Se si, come ti trovi? E quale prodotto hai? Parliamone nei commenti! :-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM Italia, ho potuto tenerlo al termine del test.

Nella mia rete casalinga avevo già installato due Powerline AVM, quelli della serie 530E, di cui ti avevo parlato qualche tempo fa. Ottimo prodotto e affidabilità nel tempo, senza dubbio alcuno. Per questo motivo ho voluto insistere e ho approfittato ancora una volta della pazienza e collaborazione di AVM Italia per mettere alla prova il nuovo set, il FRITZ!Powerline 1220E Set.

AVM FRITZ!Powerline 1220E Set

Composto ovviamente dal solito duo di adattatori (una sorgente e una destinazione, anche se in realtà puoi sempre inserirne altri “simili” per comporre una rete Powerline più complessa), il FRITZ!Powerline 1220E Set ti permetterà di raggiungere facilmente punti corrente che non sono coadiuvati da una presa RJ45 (la classica porta di rete per cavo ethernet), decisamente più facile da far comparire in un ufficio, di più difficile realizzazione a casa una volta terminati i lavori di costruzione (o ristrutturazione).

Cosa c’è di diverso rispetto al suo predecessore?

I due adattatori crescono nella dimensione (diventano più lunghi) ma integrano adesso due porte di rete ciascuno, per poter collegare fino a due postazioni contemporaneamente. Propongono ancora una presa elettrica passante (con attacco schuko), fondamentale per evitare di perdere una presa di corrente necessaria per ospitare l’adattatore (secondo me uno dei punti cardine di questo prodotto, contrariamente al set che prevede di espandere la propria rete WiFi senza rilanciare una presa di corrente). Permettono inoltre una connessione rapida senza necessità di configurazione, così da essere immediatamente pronti all’utilizzo quando li si tira fuori dalla scatola, altro vantaggio enorme per chi non ha grandi capacità di configurazione all’uso.

Per questo specifico caso (e per permettere una più agevole attività di manutenzione e aggiornamento), AVM propone una piccola utility che è possibile scaricare dal sito web ufficiale, la quale fornisce tutte le informazioni più utili riguardo il set rilevato, la trovi all’indirizzo it.avm.de/assistenza/fritzpowerline/programma-fritzpowerline se utilizzi Windows, se invece hai un MacBook in casa (come il sottoscritto) dovrai affacciarti sulla pagina tedesca, dove troverai la versione adatta a te: avm.de/service/fritzpowerline/programm-fritzpowerline.

AVM FRITZ!Powerline 1220E Set 1

Ancora una volta, come per il set già provato, tutto viene stabilito dal router, ed è da lui che potrai verificare IP (magari assegnarli in maniera statica tramite reservation DHCP), DNS e Subnet Mask. Se anche tu –come me– hai un router Fritz, potrai gestire direttamente gli aggiornamenti, le priorità e molto altro ancora. Per quanto invece riguarda la velocità, nonostante molto del merito sia certamente del router, si ottengono davvero degli ottimi risultati anche spalmandoli su più test, uno a distanza dall’altro:

Risultati assolutamente ottimi anche in rete locale, tutti figli di quella rete gigabit dovuta dall’aggiornamento del router (ti parlerò presto anche di lui). Nota dolente, dopo stuoie di complimenti e punti a favore, è il prezzo, che con AVM non è mai subito accessibile, perché ci si deve basare sul concetto che la qualità si paga, e la qualità in questo caso credo sia assolutamente garantita. Il prezzo di listino di FRITZ!Powerline 1220E Set si attesta intorno al centinaio di euro, variabile in una soglia ragionevole girovagando per i vari store web e nelle grandi catene di elettronica. Lo si trova anche su Amazon:

Non resta quindi molto altro da dire. Questa è una soluzione assolutamente ottima nel caso in cui si voglia mantenere una presa di corrente disponibile e si voglia portare un segnale di rete stabile e veloce. Può essere l’alternativa giusta per evitare di calare strane liane tra il tuo appartamento e la tua cantina, non credi? ;-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM Italia. Ho potuto tenerlo al termine del test.

Tutto parte, ancora una volta, da una necessità: non ho potuto cablare tutta casa durante i lavori (problemi di spazio nei tubi, ahimé). In alcuni casi mi sono dovuto accontentare della (fortunatamente perfetta) ricezione del segnale WiFi in ogni stanza, ho pensato che potesse tornare utile applicare ancora una volta la soluzione Powerline, perché non chiamare in causa AVM e testare un diverso prodotto rispetto all’ultima volta (qui l’articolo sul set FRITZ!Powerline 1240E WLAN)?

Perché diverso? Semplice: se all’impossibilità di cablaggio unisci il fatto che in particolari condizioni si ha a disposizione una sola presa di corrente, capisci bene che quella diventa assolutamente irrinunciabile, non la si può perdere a causa di un adattatore Powerline, ecco perché oggi ti parlo del set FRITZ!Powerline 530E.

AVM FRITZ!Powerline 530E Set

Il set FRITZ!Powerline 530E è costituito (come avrai capito) da due adattatori Powerline con tecnologia FRITZ! di AVM, solita qualità (eccelsa) nella costruzione, nei dettagli, persino nel package, che è molto semplice da aprire ma anche da rimettere tutto a posto nel caso in cui tu voglia vendere in un secondo momento il prodotto, tanto per fare un esempio al quale tanti di noi sono abituati quando si cambiano i progetti nella quotidianità. Lo stesso contiene, oltre gli adattatori, anche due cavi di rete flat, occupano quindi meno spazio rispetto allo standard. La particolarità? Restituiscono “il favore“, occupando la presa di corrente del proprio impianto di casa ma restituendo una presa a loro volta, sfruttabile come passante.

Cosa c’è sapere? Assolutamente nulla. Non esiste configurazione, il che permette a questo set di essere alla portata (reale) di qualsiasi utilizzatore, anche di quello completamente a digiuno di tecnicismi o esperienza pregressa, mai visto un “Plug&Play” così ben funzionante. Ti occorrerà collegare il primo adattatore alla presa di corrente e quindi al router tramite uno dei due cavi di rete che trovi nella scatola (o magari uno già tuo e precedentemente montato), il secondo dovrai montarlo dove ti serve, io l’ho montato nel ripostiglio di casa dove ho riservato un piccolo spazio allo chassis in versione molto ridotta del mio media-server casalingo, fino a oggi connesso alla rete di casa senza fili, ora finalmente anche via cavo per ottenere maggiore stabilità e velocità.

IP, maschera e DNS arrivano direttamente dal router, gli adattatori Powerline spariscono, come non esistessero, come se ci fosse un lungo cavo direttamente collegato tra le parti, niente di più liscio, niente di più “in discesa” (o come direbbe quel poco di Romagnolo che è in me, in scioltezza, con un fil di gas). Giusto il tempo di fissare l’indirizzo IP tra le reservation (non richiesto, sono io che sono abituato a stabilire gli IP di casa) e il gioco è fatto. Ho eseguito tutti i test necessari per la rete locale, qualità streaming ottima verso il televisore e le altre periferiche. Connessione a internet senza un problema, download dalle reti Torrent o ed2k idem. Ho eseguito poi dei test di velocità tramite Fast.com, il tool di Netflix. Il primo risultato riporta la velocità raggiunta dalla scheda WiFi, la seconda dall’adattatore Powerline di destinazione, il risultato parla da solo.

Ovviamente questo non è il prodotto adatto a te se stai cercando qualcosa che possa contemporaneamente collegare a rete cablata un dispositivo e generare un rilancio del segnale WiFi, ma potrei suggerirti di alzare il tiro e dare un’occhiata alla serie 546E.

Il FRITZ!Powerline 530E Set ha un prezzo che si aggira intorno ai 75€, ed è disponibile anche su Amazon. Trattandosi di un prodotto già ben funzionante, allo stato attuale il set FRITZ!Powerline 530E non sfrutta le ultime tecnologie Powerline di AVM, stabilendo la sua velocità massima in LAN sui 500Mbit/s, di tutto rispetto a assolutamente sufficienti per espandere in maniera semplice la propria rete di casa, posso ritenermi assolutamente soddisfatto del risultato, davvero.

Esistono certamente alternative più economiche che possono fare al caso tuo se vuoi scendere a patti con il rapporto qualità/prezzo più basso, come al solito. Prima di concludere, ti invito come sempre a proporre le tue soluzioni alternative o i tuoi consigli nell’area commenti, sei sempre il benvenuto :-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM. Tornato all'ovile al termine del (prolungato) test.

Si parla ancora una volta di rete casalinga e di AVM, il produttore che ha dato origine alla serie FRITZ!, molto apprezzata tra coloro che ricercano il compagno perfetto per gestire la rete di casa propria e che difficilmente sanno scendere a patti. Vi ho parlato poco tempo fa del FRITZ!Box 7430, router dalle molteplici possibilità di personalizzazione e molto ben carrozzato, per offrire alte prestazioni ai dispositivi che stanno lo stesso tetto. Protagonista di oggi è invece l’estensione della propria rete tramite impianto elettrico, tramite la serie Powerline 1240E presentata lo scorso febbraio.

FRITZ!Powerline 1240E WLAN Set

Prodotto di nuova generazione, molto performante, dalle ottime caratteristiche sia sulla carta, sia nella pratica. Il set è composto da una coppia di adattatori che serviranno (manco a dirlo) a catturare un punto rete dal vostro router, rilanciarlo nell’impianto elettrico di casa (sotto lo stesso contatore, precisazione per chi ancora non conosce questo tipo di prodotti) e farlo arrivare a destinazione, al secondo adattatore che potrà a sua volta fornire un punto rete cablato o un SSID WiFi al quale potersi connettere da molteplici dispositivi.

Il rilancio potrà essere effettuato (come è possibile vedere nella figura di seguito) sia via LAN (dal router al primo adattatore Powerline), sia via WiFi, come se andaste a mettere un ripetitore per cercare di portare la vostra rete il più lontano possibile dal punto rete principale.

Potreste anche pensare di bloccare la rete SSID sull’adattatore di destinazione (il FRITZ!Powerline 1240E, nda) e scegliere di portare una porta LAN laddove non sareste diversamente arrivati tramite traccia nel muro.

FRITZ!Powerline 1240E WLAN Set 2

In uno schema di funzionamento di default, il collegamento del FRITZ!Powerline 1000E (l’adattatore sorgente, nda) al router verrà eseguito tramite cavo di rete e porta LAN (rispettivamente dell’adattatore e del router), per poi arrivare al FRITZ!Powerline 1240E che propagherà un SSID WiFi al quale i dispositivi potranno collegarsi (tramite WPS, se lo preferite, o password precedentemente modificata, evitando di tenere quella proposta dalla fabbrica!). È questo lo schema che ho scelto di mantenere.

Ho effettuato una configurazione un po’ più avanzata e approfondita, che richiede il collegamento nella WiFi propagata dall’adattatore destinazione (basta anche collegargli un cavo di rete nella sua porta LAN, eventualmente) e il puntamento del browser all’indirizzo IP dello stesso (l’interfaccia di amministrazione è quella nell’immagine di seguito), così da poterne esplorare ogni opzione, preferenza, possibilità (e ce ne sono tante, credetemi), Fritz!OS permette una personalizzazione estrema, con opzioni che altri produttori non si sognerebbero mai di mettere a disposizione dell’utente finale, soprattutto quando l’esperienza dall’altro lato è poca e la necessità di “start, plug & play” è tanta.

FRITZ!Powerline 1240E WLAN Set 1

Potrete modificare ogni dettaglio, regolare i consumi quando possibile, permettere agli ospiti di collegarsi a una rete appositamente pensata per loro, disattivare e riattivare la propagazione del SSID WiFi in orari precedentemente stabiliti, attivare le notifiche push per qualsiasi errore o anomalia riscontrata dagli adattatori e una marea di altre opzioni. Gli manca esclusivamente il rilancio della presa di corrente elettrica, pensata su altri adattatori dello stesso produttore, che equivarrebbe alla classica ciliegina sulla torta per un prodotto così ben pensato e realizzato.

Configurazione e primi test sono stati eseguiti utilizzando le prese del mio appartamento. Impianto nuovo, completamente rifatto prima del trasloco, quindi evidentemente in forma rispetto a molti altri casi lì fuori, me ne rendo conto. Ho montato il FRITZ!Powerline 1000E accanto alla presa del router Fastweb e l’ho collegato tramite porta LAN al mio router Cisco (in cascata a quello Fastweb, nda). Ho montato quindi il FRITZ!Powerline 1240E in una diversa stanza della casa, collegato il mio MacBook al nuovo SSID WiFi e lanciato un test su Speedtest, questo il risultato:

Rete già carica di suo (diversi dispositivi collegati alla stessa, e più lavori in corso), tutto sommato accettabile, nulla a che fare con la rete WiFi principale o con il cavo LAN connesso direttamente al router (ovviamente), ma tutto rimandato al successivo giorno e con la vera prova del 9: montaggio del FRITZ!Powerline 1240E in cantina e test attraverso l’unico punto corrente che non è stato cablato nuovo durante i lavori. Mi sono dovuto ricredere e apprezzare davvero il risultato, con tanto di tweet “auto-sbrodolativo” (ora provo a proporre questo nuovo termine all’Accademia della Crusca, magari l’accettano come erede di petaloso):

Si perché il risultato è addirittura meglio di quello ottenuto la sera prima, con rete decisamente più scarica è vero, ma mai mi sarei aspettato di poter raggiungere una così buona velocità nella cantina di casa. Streaming assicurato (e copertura di ogni altra applicazione solitamente fagocitante i dati del mio povero piano dati mobile) mentre ci si lavora dentro, questo è poco ma sicuro.

Le ottime prestazioni verso la rete internet possono ulteriormente migliorare se si resta invece nella propria LAN, magari per visualizzare contenuti in streaming da NAS o altri Media Center facenti parte della stessa rete. Se permesso dal cablaggio e dal router, il set FRITZ!Powerline 1240E WLAN vi permette di sfruttare un collegamento fino a 1.200 Mbit/s, ovviamente ottenibile nelle migliori condizioni (cosa che difficilmente quindi sarà possibile vedere nella pratica, nda). Il punto di accesso WiFi, invece, permette di arrivare a 300Mbit/s a 2,4GHz. Così come riportato nelle specifiche tecniche del prodotto, tutto il set è assolutamente compatibile con adattatori Powerline delle categorie da 1200, 600, 500 e 200 Mbit/s e con lo standard IEEE P1901 e HomePlug AV2, potrete quindi utilizzare insieme più adattatori Powerline, anche se non proprio recenti, nel caso in cui abbiate fatto acquisti precedentemente alla disponibilità del set 1240E WLAN.

Prima di concludere, un piccolo consiglio: va posta particolare attenzione alle dimensioni degli adattatori (entrambi). Si tratta di bei “bestioli“, 59 x 132 x 41 mm, impossibile passare inosservati ed essere connessi alla rete elettrica in punti non ben accessibili, in quelle tipiche prese a muro dove lo spazio manca e riuscite a malapena a metterci una spina piatta recuperata per sbaglio dalla vostra cassetta degli attrezzi e sostituita a quella del televisore che diversamente non avreste potuto collegare lì. Preparate quindi una (sconsigliata, ma tant’è) presa doppia con la quale togliervi le castagne dal fuoco.

Il FRITZ!Powerline 1240E WLAN Set ha un prezzo che si aggira intorno ai 140€, ed è disponibile anche su Amazon. È un costo che posso giustificare per la quantità di opzioni offerte dall’OS a bordo del prodotto e dall’indubbia qualità dell’hardware, ma è ovvio che esistono alternative più economiche che possono fare al caso di coloro che desiderano estendere la propria rete casalinga scendendo a patti con il rapporto qualità/prezzo più basso, inutile negarlo, vi invito anzi a proporre le vostre soluzioni nell’area commenti.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM, ho potuto tenerlo al termine dei test.

Pogoplug è un piccolo prodotto attraverso il quale potrete creare e gestire uno spazio cloud completamente personale (i file sono fisicamente presenti sui vostri dischi, ndr) con il vantaggio dell’avere un software già ben avviato (e abbastanza aggiornato), sempre disponibile sul web e raggiungibile tramite applicazione o interfaccia navigabile da browser. Uno spazio potenzialmente “infinito” (con le dovute pinze, ovviamente) grazie alle porte USB ed eSata presenti sul Pogoplug stesso al quale potrete ovviamente collegare dischi esterni. Questo articolo è dedicato alla quarta versione del prodotto acquistata a un prezzo decisamente inferiore al suo listino grazie ad un’offerta su Amazon (US), pacco consegnato in pochissimi giorni e con un ricarico minimo di tasse per un totale di spesa inferiore ai 40 € (impossibile non essere soddisfatti delle performance del big del commercio elettronico), considerando che il prezzo di listino si aggira ufficialmente intorno al centinaio di euro.

Pogoplug-series4-hero_Fotor

Il Pogoplug diventa ancora più interessante se si pensa che con un minimo di lavoro si riesce a modificare il comportamento di default previsto dalla casa madre poiché basato su una distribuzione essenziale di Linux chiamata Busybox:

/etc # uname -a
Linux Pogoplug 2.6.31.8 #5 Wed Sep 28 12:09:12 PDT 2011 armv5tel GNU/Linux

Di risorse ne esistono davvero tante e nel corso del tempo sono saltati fuori articoli in grado di spiegare passo-passo tutte le possibili modifiche o aggiunte al sistema; dall’installazione di Samba per la condivisione dei file in rete LAN su Windows al client Torrent da poter controllare anche da remoto con il minimo sforzo. Stavolta si affronta la prima citata con una piccola parentesi dedicata a OS X, ne ho raccolte diverse su delicious.com/gioxx/pogoplug.

Per partire

Procuratevi una scheda SD (anche da 1 GB, basta e avanza), un client che possa collegarsi in SSH al Pogoplug (terminale di OS X o Linux o PuTTY su Windows) e un cavo di rete direttamente connesso al vostro router (il Pogoplug non integra un chip WiFi e il cavo resta in ogni caso più stabile e affidabile, ndr). Se sapete di cosa sto parlando consiglio una reservation sul DHCP basata sul Mac Address del Pogoplug che trovate direttamente sulla sua etichetta.

A corredo suggerisco le applicazioni per iOS e Android se prevedete di effettuare il backup dei vostri dispositivi sul disco fisso connesso al prodotto (o nei 5GB messi a disposizione dall’account gratuito online).

Pogoplug
Price: Free+

Da ora in poi (e per alcuni vale già quanto scritto fino a qui) occhio a ciò che fate. Se non vi sentite sicuri utilizzate l’area commenti per chiedere lumi o rinunciate, nessuno ve ne farà una colpa ;-)

SD: formattazione su OS X

Questo è quel paragrafo che potete saltare a piè pari nel caso in cui stiate lavorando sotto Microsoft Windows. Tasto destro sulla lettera che identifica la vostra scheda SD, Formatta, scegliete FAT32 tra le voci disponibili in File System ed è fatta (occhio alla formattazione veloce, basta e avanza per quello che andremo a fare). Su OS X la storia cambia, non si traduce con un paio di clic, aiuta decisamente più il Terminale. A SD inserita lanciatelo e cercate la scheda tra le memorie disponibili con il comando:

diskutil list

Una volta identificata (date un’occhiata allo spazio totale, così la facciamo più semplice) si parte con la formattazione in FAT32:

sudo diskutil eraseDisk FAT32 POGO MBRFormat /dev/disk4

dove “POGO” è il nome che ho scelto per la scheda SD (quindi potete usarne un altro) e disk4 è la scheda individuata tramite il “list“, questo il risultato:

Neptune:~ gioxx$ sudo diskutil eraseDisk FAT32 POGO MBRFormat /dev/disk4
Password:
Started erase on disk4
Unmounting disk
Creating the partition map
Waiting for the disks to reappear
Formatting disk4s1 as MS-DOS (FAT32) with name POGO
512 bytes per physical sector
/dev/rdisk4s1: 15485368 sectors in 1935671 FAT32 clusters (4096 bytes/cluster)
bps=512 spc=8 res=32 nft=2 mid=0xf8 spt=32 hds=255 hid=8192 drv=0x80 bsec=15515648 bspf=15123 rdcl=2 infs=1 bkbs=6
Mounting disk
Finished erase on disk4
Neptune:~ gioxx$

Potete quindi smontare la scheda SD e inserirla nel Pogoplug, che accenderete subito dopo collegandolo alla rete elettrica.

Installazione di Samba

Il mio articolo si basa sull’ottimo originale pubblicato da Razvan Rosca e disponibile su razva.ro/how-to-install-samba-on-pogoplug-4 (lo stesso ha scritto come installare Arch Linux pur mantenendo le caratteristiche del salvataggio in cloud di My Pogoplug: razva.ro/install-arch-linux-pogoplug-samba-pogoplug-4). Qui voglio raccogliere il da farsi localizzato in italiano basandomi sulla mia personale esperienza (nel mio caso ho utilizzato una scheda SD e un disco USB attaccato a una delle porte USB 3.0), suggerendovi altre fonti che ho avuto modo di scoprire e leggere durante le svariate ricerche fatte.

La scheda SD è formattata e dentro al Pogoplug, abilitate il prodotto a farvi accedere via SSH dalla pagina web del servizio (my.pogoplug.com, Settings, Security):

Schermata 2015-01-27 alle 22.09.14

Scegliete una password che potrete ricordare semplicemente ma che non sia banale (soprattutto se il vostro Pogoplug sarà accessibile dall’esterno della vostra rete casalinga tramite IP pubblico!). Usate ora un Terminale (OS X o Linux) o PuTTY su Windows (ne avevamo già parlato, ricordate?) e puntate all’IP del Pogoplug, entrate come root e con la password che avete stabilito sull’interfaccia web. Da ora in poi è tutto un comando o un file di configurazione, procedete con ordine, non fate confusione, nel caso aveste dei dubbi utilizzate l’area commenti!

Montate la “/” in lettura e scrittura e create la cartella /opt

mount -o remount,rw /
mkdir /opt

prima di poter montare la scheda SD nella /opt sarà necessario capire chi è la SD e chi il disco fisso collegato alla porta USB, per farlo basterà andare in /tmp/.cemnt e lanciare un ls della cartella:

cd /tmp/.cemnt/ls | grep mnt

questo il mio risultato:

/tmp/.cemnt # ls -la | grep mnt_
drwxr-xr-x    6 root     root   4096 Jan  1  1970 mnt_mmcblk0p1
drwxr-xr-x    1 root     root   8192 Jan 14 02:18 mnt_sda1
/tmp/.cemnt #

e si scopre che mnt_mmcblk0p1 è la scheda SD (basta entrare nella cartella e lanciare un ulteriore ls per controllare che file contiene, riconoscerete cosa avete messo dove, no? :-)). A questo punto si potrà procedere con il montare in lettura e scrittura la SD nella /opt:

mount -o exec,remount /tmp/.cemnt/mnt_mmcblk0p1/ /opt

Sostituiamo il wget originale del Pogoplug con quello ufficiale che siamo abituati a vedere sulle macchine Linux più comuni (ma anche su Windows, usato in diversi miei script):

cd /opt
mkdir work
cd work
wget http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/wget_1.12-2_arm.ipk
tar xf wget_1.12-2_arm.ipk
tar xf data.tar.gz
mv /usr/bin/wget /usr/bin/wget.bak
mv /opt/work/opt/bin/wget /usr/bin/

a questo punto procediamo con un po’ di pulizia per poter lavorare meglio, basta un semplice

rm -rf /opt/work/*

Ora si passa all’installazione di IPKG che permetterà in seguito di installare pacchetti binari tra cui Samba, da spostare subito dopo nella /opt:

cd /opt/work
wget http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/ipkg-opt_0.99.163-10_arm.ipk
tar xf ipkg-opt_0.99.163-10_arm.ipk
tar xf data.tar.gz
cd /opt/work/opt
mv * /opt

pulizia, ancora una volta:

rm -rf /opt/work/*

A questo punto occorrerà preparare la directory all’interno della quale far lavorare IPKG e aggiungere i repository ai quali “bussare” per cercare e scaricare i pacchetti:

mkdir -p /opt/etc/ipkg
echo "src cross http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable" > /opt/etc/ipkg/armel-feed.conf
echo "src native http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/native/unstable" >> /opt/etc/ipkg/armel-feed.c

e coprire i file delle dipendenze per poi lanciare l’aggiornamento di IPKG:

cp /opt/lib/libipkg.so.0.0.0 /opt/lib/libipkg.so.0
/opt/bin/ipkg update

Siamo pronti per installare libnsl ed in seguito Samba:

/opt/bin/ipkg install libnsl
cp /opt/lib/libnsl-2.5.so /opt/lib/libnsl.so
cp /opt/lib/libnsl-2.5.so /opt/lib/libnsl.so.1
/opt/bin/ipkg install samba2

A questo punto bisognerà mettere da parte il file di configurazione di default di Samba per poterne creare uno nuovo che andremo a personalizzare in seguito:

mv /opt/etc/samba/smb.conf /opt/etc/samba/smb.conf.bak
touch /opt/etc/samba/smb.conf
vi /opt/etc/samba/smb.conf

premendo “i” sulla tastiera si entrerà in modalità di inserimento e potrete copiare e incollare ogni singola riga (qui di seguito), una alla volta, occhio a non fare copia e incolla totale perché non vi riuscirà e dovrete ricominciare (consiglio per i più temerari: tasto ESC e poi scrivete q! per uscire da vi senza salvare ciò che avete combinato):

[global]
        workgroup = workgroup
        server string = Pogoplug
        hosts allow = 192. 127. 10.
        null passwords = yes
        guest account = root
        log file = /opt/var/log/samba/log.%m
        max log size = 50
        security = share
        encrypt passwords = yes
        smb passwd file = /opt/etc/samba/smbpasswd
        dns proxy = no
        preserve case = yes

[sda1]
        comment = USB1
        path = /tmp/.cemnt/mnt_sda1/
        available = yes
        public = yes
        writable = yes
        printable = no
        create mask = 0777
        guest ok = yes
        browseable = yes

Il file (tradotto in soldoni) permetterà il collegamento al disco gestito da Samba dalle reti 192. e 10. (oltre il classico localhost 127.(0.0.1)). Al posto del path sotto sda1 mettete il puntamento al vostro disco collegato alla porta USB 3 (vi ricordate quanto verificato qualche paragrafo più su? mnt_sda1 corrispondeva al mio disco esterno, lo richiamo adesso). Al posto di sda1 nelle parentesi quadre inserite il nome da dare alla cartella condivisa sotto Samba.

Se tutto vi sembra in ordine premete il tasto ESC e scrivete “wq” (write and quit) per salvare e uscire da vi. A questo punto potrete testare la validità della configurazione del vostro Samba:

/opt/bin/testparm

questo è grosso modo il risultato che dovrebbe spuntare fuori:

/opt/etc/samba # /opt/bin/testparm 
Load smb config files from /opt/etc/samba/smb.conf
Processing section "[DiscoDatiUSB3]"
Loaded services file OK.
Press enter to see a dump of your service definition

in caso contrario c’è un problema. Niente panico, potete buttare via il file di configurazione Samba (rm -rf /opt/etc/samba/smb.conf) e rifarlo (tornate al vi /opt/etc/samba/smb.conf). Se tutto è filato liscio potrete lanciare Samba:

/opt/etc/init.d/S80samba start

Godetevi il risultato esplorando l’unità da una qualsiasi macchina Windows nella rete, avviate un esplora risorse e puntate a \\IPPogoplug, dovreste trovare la cartella condivisa (corrispondente al disco USB) pronta per essere utilizzata:

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Ho dimenticato qualcosa? Pensate che ci sia qualcosa che non quadra? L’area commenti è a vostra totale disposizione!

OS X 10.10.1 e smb://, Support deprecated

Andate nel Finder e quindi nelle applicazioni, entrate nella cartella delle Utility e avviate Console. Da questo spostatevi sulla voce “system.log” sotto FILE (colonna di sx, ndr) per leggere gli ultimi errori di sistema tracciati nel file di log, dovreste trovare qualcosa di molto simile a questo:

Jan 21 22:10:05 Neptune kernel[0]: smb1_smb_negotiate: Support for the server POGOPLUG has been deprecated (PreXP), disconnecting

Come avrete capito il supporto per il Samba installato sul Pogoplug non è più affare di Apple in quanto considerato vecchio e abbondantemente superato. Cercando nel web si arriva a diversi risultati che spesso però non aiutano (come questo vecchio consiglio per Lion: support.apple.com/en-us/HT200158). Ho provato a sbatterci la testa per diverso tempo ma nessuno dei test eseguiti ha portato al risultato sperato. Poco male, l’applicazione di backup ufficiale per OS X integra ancora la funzione di mappatura dinamica dei dischi collegati al Pogoplug, questo vi permetterà di vederli e amministrarli come se fossero collegati direttamente al vostro Macbook (e famiglia).

La si scarica dal sito ufficiale ma potete trovarne una copia qui (in caso di necessità): app.box.com/s/gi3s3wiilgkdkr4ob9w26v5twmant6mi (anche se dovesse diventare obsoleta, al primo avvio richiederà l’aggiornamento). La modifica va operata da “Settings” e funzionerà solo ad applicazione avviata sul sistema:

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Chiaramente all’interno delle unità montate nel sistema troverete anche la stessa SD sulla quale avrete installato i pacchetti aggiuntivi tramite IPKG, potete espellere l’unità così da evitare ogni possibile errore ;-)

Riavviare il Pogoplug ed il Samba installato

Questa è forse la pecca più fastidiosa del prodotto. Se viene riavviato sarà necessario ricordarsi di dare un “giro di chiave” anche alla modifica operata: occorrerà montare l’unità SD e avviare Samba. Poco male, si può sempre creare uno script ad-hoc (che nell’esempio ho chiamato startengine.sh) da tenere a portata di mano nella /etc e far fare a lui il lavoro sporco:

touch /etc/startengine.sh
vi /etc/startengine.sh

e includere al suo interno:

mount -o remount,rw /
mount /tmp/.cemnt/mnt_mmcblk0p1 /opt
/opt/etc/init.d/S80samba

Dove (ve lo ricordo ancora una volta) mnt_mmcblk0p1 corrisponde alla mia scheda SD e va sostituita con il nome assegnato alla vostra. Salvate il file e lanciate un chmod 0755 startengine.sh per renderlo eseguibile ed il gioco è fatto, basterà ovviamente collegarsi in SSH al Pogoplug e lanciare lo script con /etc/startengine.sh.

In conclusione

Una spesa tutto sommato affrontabile per riutilizzare i propri dischi USB esterni permettendo ai client di una stessa rete di accedervi facilmente in qualsiasi momento, copiare / spostare dati e fare backup dei propri dispositivi iOS, Android, OS X o Windows. Una soluzione che seppur modificata manterrà le funzionalità previste dalla fabbrica permettendovi di avere un punto unico di accesso ai vostri file e -se volete- un server DLNA accessibile anche da console (non ve ne ho parlato perché generalmente utilizzo Plex, lo stesso accede ai file contenuti sul disco collegato al Pogoplug, ndr). L’unico limite è dettato dall’hardware del prodotto e dalla vostra fantasia ma anche dalla vostra pazienza.

Buon divertimento! ;-)