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Avevamo già parlato di ServiceDesk Plus e tuning qualche tempo fa, quando la piattaforma principale girava su MySQL (se la usavi già da qualche tempo), ormai andato completamente fuori supporto secondo lo sviluppatore del software (è stato richiesto il passaggio a PostgreSQL per continuare a ottenere supporto):

Pulizia e Tuning di ServiceDesk Plus (MySQL)

Cosa cambia dal punto di vista del tuning dell’installazione con PgSQL?

Tuning di ServiceDesk Plus (PostgreSQL)

Nulla a livello di Wrapper Java, almeno rispetto alla precedente volta quando si parlava di modifica per macchine con almeno (o più) di 4 GB di RAM, che è poi lo stesso concetto di base che riguarda l’ulteriore modifica del file di configurazione del Postgres suggerito sempre all’interno della community del prodotto (ServiceDesk, nda).

Ferma il servizio di ServiceDesk prima di continuare ed effettua un backup dei tuoi attuali dati (consigliato uno Snaphost della macchina, se virtuale).

Ti ripropongo ora il passaggio relativo al Wrapper del precedente articolo:

Il file di configurazione del Wrapper Java è quello che trovi in C:\ManageEngine\ServiceDesk\server\default\conf\wrapper.conf, da ritoccare sui due valori suggeriti:

# Initial Java Heap Size (in MB)
wrapper.java.initmemory=128

# Maximum Java Heap Size (in MB)
wrapper.java.maxmemory=256

a (nel caso della mia macchina con più di 4GB di RAM, occhio quindi alla tua):

# Initial Java Heap Size (in MB)
wrapper.java.initmemory=256

# Maximum Java Heap Size (in MB)
wrapper.java.maxmemory=1024

[…]

Ciò che stavolta cambia è il file di configurazione relativo al database. Sto parlando del postgres_ext.conf che dovresti poter trovare già nella cartella ManageEngine\ServiceDesk\pgsql\data. Probabilmente al suo interno potresti già trovare qualche specifica, per esempio:

wal_level = archive
archive_command = 'IF EXIST archive.bat (archive.bat "%p" "%f")'
archive_mode = on

Ciò che tu devi fare, è semplicemente dare un colpo di invio e aggiungerne qualcuna in più, per includere nuovi parametri entro i quali Postgres può continuare a riservare memoria per sé. Sto parlando di questi:

shared_buffers = 512MB
maintenance_work_mem = 100MB
effective_cache_size = 512MB
work_mem = 12MB

che, rispettivamente:

  • shared_buffers: corrisponde generalmente al 25% della memoria di sistema. Su Windows, 512 MB può essere il valore massimo.
  • maintenance_work_mem: corrisponde circa il 5% della memoria di sistema, ma senza superare mai i 512 MB.
  • effective cache size: si aggira approssimativamente sul 50% della memoria fisica disponibile, ho personalmente continuato a indicare 512 MB anche se avrei potuto tenerlo più alto.
  • work_mem: riporta un valore ragionevole che si attesta tipicamente tra i 4 e i 64 MB.

Il riferimento sulla community di ManageEngine, seppur riferito a SupportCenter, è questo: pitstop.manageengine.com/portal/community/topic/supportcenterplus-optimize-postgresql

Puoi riavviare ora il servizio di ServiceDesk per verificare se la modifica alla configurazione appena operata ha portato i benefici sperati (risposta positiva nel mio caso).


Photo by Igor Ovsyannykov on Unsplash
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Stavo facendo regolare manutenzione della macchina di HelpDesk (quella che in ufficio fa girare un’installazione di ServiceDesk Plus, te ne ho già parlato in passato) e mi sono accorto che nel database, la tabella relativa ai log di errore, era cresciuta fino a toccare quota 5,5 GB circa. Dato che con la migrazione a Windows 2012 Server ci siamo portati dietro lo storico di quanto operato fino a quel momento, ho contato nell’errorlog qualcosa come 200.000 eventi e più, circa 6 anni di onorato servizio. Era arrivato il momento di fare un po’ di pulizia.

ServiceDesk: una toolbar personalizzata sempre in vista 1

Per farla breve: utilizzare la GUI in questo caso è impossibile. Gli eventi sono troppi, il software di HelpDesk non è in grado di navigare correttamente tra le tab del log. È quindi consigliato operare direttamente sul database, dopo aver eseguito un backup dello stesso (non si sa mai, fallo senza pensarci due volte e mettiti al sicuro). L’operazione richiederà un rapido fermo dei servizi (immediatamente riavviabili) e non dovrebbe impattare troppo sull’attività dei tecnici e degli utenti, ammesso che il server che ospita l’applicazione abbia sufficiente RAM e CPU a disposizione per tenere a bada i consumi del motore SQL (nel mio caso MySQL) e Java.

Per effettuare una buona pulizia, sono stato anche costretto a un rapido tuning dell’applicativo, andando a modificare alcuni parametri consigliati da Manage Engine. Mettiti “comodo” (si fa per dire) e preparati a fare qualche ritocco sotto al cofano.

Pulizia e Tuning di sistema

Volendo tenere gli ultimi 60 giorni di log e quindi buttare via tutto il resto, sarà necessario dare alla macchina un attimo più di sprint, questo è necessario nel caso in cui quella tabella sia troppo ricca di eventi (puoi vederlo tu stesso con un semplice clic su Community (l’icona del supporto, nelle ultime versioni di ServiceDesk Plus) → System Log Viewer:

Pulizia e Tuning di ServiceDesk Plus

Come detto prima, quel numero “of 2368” superava i 200.000!

Una volta connesso al DB MySQL, l’operazione di pulizia fallirà quasi certamente a causa del buffer InnoDB “troppo stretto“. Puoi controllare tu stesso. Per connetterti al MySQL che sta girando sulla macchina dovrai aprire un prompt dei comandi, quindi andare in C:\ManageEngine\ServiceDesk\mysql\bin, ammesso che tu abbia installato tutto nel disco principale del server (altrimenti sostituisci C:\ con la lettera del drive all’interno del quale si trova ServiceDesk Plus).

Se anche il tuo ServiceDesk Plus utilizza MySQL, continua la lettura delle istruzioni di seguito, in caso contrario dovrai modificare il metodo di collegamento (consulta questa risposta sul forum ufficiale: forums.manageengine.com/topic/how-to-delete-all-log-files#49000007368489):

mysql.exe -u root -P 33366 servicedesk

Una volta connesso, lancia la cancellazione dell’intervallo desiderato (nell’esempio, ho mantenuto 60 giorni di storico, tu puoi ovviamente modificarlo aumentandolo o diminuendolo a piacere), l’istruzione di seguito è valida per MySQL:

delete from errorlog  WHERE DATEDIFF(NOW(),FROM_UNIXTIME(OCCURREDTIME/1000))  >60;

Quasi certamente arriverai a vedere l’errore 1206, causato dall’elevato numero di lock rispetto allo spazio a disposizione in tabella. Per verificare il perché, prova a lanciare uno show global variables like 'innodb_buffer%':

Pulizia e Tuning di ServiceDesk Plus 1

Quel valore (8,388,608 espresso in byte) è basso, è circa l’equivalente di 8MB, non è sufficiente. Per questo motivo sarai costretto a modificare il batch che si occupa di lanciare il motore SQL di ServiceDesk Plus, in base alla RAM a tua disposizione sul server, secondo quanto suggerito nel forum del prodotto: forums.manageengine.com/topic/manage-engine-supportcenter-plus-slowness-and-takes-ages-to-load-the-request-screen. La mia macchina ha più di 4GB di RAM, per questo motivo ho aperto C:\ManageEngine\ServiceDesk\bin\startDB.bat e ho inserito i vari parametri suggeriti:

@start "MySQL" /B "%DB_HOME%\bin\mysqld-nt" --standalone --lower-case-table-names=1 --basedir="%DB_HOME%" --port=%DB_PORT% --datadir="%DB_HOME%\data" --default-character-set=utf8 --set-variable=query-cache-type=2 --read_buffer_size=128K --read_rnd_buffer_size=2M --sort_buffer_size=4M --myisam_sort_buffer_size=8M --key_buffer_size=64M --innodb_buffer_pool_size=750M --bulk_insert_buffer_size=16M --table_cache=1024M --innodb_flush_log_at_trx_commit=0 --low-priority-updates

Stessa sorte toccata al file di configurazione del Wrapper Java, quello che trovi in C:\ManageEngine\ServiceDesk\server\default\conf\wrapper.conf, modificato alla stessa maniera e ritoccato sui due valori suggeriti, da:

# Initial Java Heap Size (in MB)
wrapper.java.initmemory=128

# Maximum Java Heap Size (in MB)
wrapper.java.maxmemory=256

a (nel caso della mia macchina con più di 4GB di RAM, occhio quindi alla tua):

# Initial Java Heap Size (in MB)
wrapper.java.initmemory=256

# Maximum Java Heap Size (in MB)
wrapper.java.maxmemory=1024

A questo punto potrai fermare e avviare nuovamente il tuo ServiceDesk Plus. Così facendo, collegandoti nuovamente al database, dovresti poter notare che il valore di innodb_buffer_pool_size è aumentato fino a toccare la quota richiesta dalla tua modifica nel file batch (startDB):

Pulizia e Tuning di ServiceDesk Plus 2

Ora potrai finalmente lanciare la pulizia, che non dovrebbe più bloccarsi, e che dovrebbe pulire quanto richiesto entro qualche minuto di lavoro al massimo:

Pulizia e Tuning di ServiceDesk Plus 3

Ora finalmente potrai navigare il System Log da interfaccia grafica di ServiceDesk Plus, avrai reso più rapidi i backup da eseguire quando si lancia un upgrade di prodotto e avrai risparmiato un po’ di spazio su disco, il tutto condito da una maggiore velocità di avvio della piattaforma.

Non male, vero? :-)

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Lo so, ne avevo già parlato e grosso modo vi avevo anche detto come arrangiarvi in quel mio vecchio articolo dedicato alla disattivazione del Java Update su macchine x86 (sempre e comunque su Windows 7, ndr). Nel frattempo in azienda siamo passati su macchine x64 e chiaramente qualcuno a caso aveva dimenticato quel piccolo particolare per il quale la policy ha smesso di funzionare contrariamente al passato. Il problema? Semplice: vi avevo descritto la procedura per ottenere il risultato su macchine a 32 bit. Ad oggi, semplicemente ritoccando la vecchia policy, ho inserito al suo interno la compatibilità con i sistemi a 64 bit e un paio di nuove chiavi che prima non avevo utilizzato e che “male non fanno di certo“.

JavaUpdate-GPO-x86-x64

Fate riferimento al vecchio set di passaggi da riprodurre (sempre in quell’articolo) e andate ad aggiungere esclusivamente le 3 nuove chiavi all’interno della GPO. Le nuove chiavi vi permetteranno di calcare ulteriormente la mano sulle macchine a 32 bit (ammesso che ne siamo rimaste nella vostra azienda, in caso contrario potete anche sostituire il tutto con ciò che serve ai soli x64) e aumentare la compatibilità anche sui nuovi PC.

Per le macchine a 32 bit:

  • HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\JavaSoft\Java Update\Policy
    • EnableAutoUpdateCheck di tipo DWORD e valore 00000000 in esadecimale
    • EnableJavaUpdate di tipo DWORD e valore 00000000 in esadecimale

Per le macchine a 64 bit:

  • HKLM\SOFTWARE\Wow6432Node\JavaSoft\Java Update\Policy
    • EnableJavaUpdate di tipo DWORD e valore 00000000 in esadecimale
    • EnableAutoUpdateCheck di tipo DWORD e valore 00000000 in esadecimale

Il risultato dovrebbe corrispondere a quello che vedete nell’immagine qui sopra :-)

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Ovvero: come un investimento di 15€ (durante la promozione) può rapidamente cambiare l’esperienza televisiva dei propri genitori senza SKY in casa. E’ nato tutto da un messaggio di un amico su Facebook che ha messo il collegamento alla pagina ufficiale del prodotto (questo per capirci: xone.vodafone.it/it/products/vodafone-tv-solution-xone-edition) ed è venuto tutto da se: inizialmente non ci credevo, poi non ci speravo più (si parlava di spedizioni lente) ma alla fine quel pacco è effettivamente arrivato in ufficio. Ho avuto occasione di aprirlo, provarlo, configurarlo e metterlo in casa dei genitori. Vi spiego di cosa si tratta e di come un piccolo oggetto così può essere sfruttato al meglio.

Vodafone TV Station

Un lettore multimediale nato per far parte dell’offerta casalinga di Vodafone, allargato ad un bacino di utenza non-Vodafone per poterlo testare al meglio e ottenere quanti più feedback possibili. Insieme a lui un cavo HDMI, un adattatore WiFi per collegarlo alla rete anche se lontano dal router, una penna USB Kingston da 16 GB, un telecomando con batterie incluse, un alimentatore e i vecchi cavi Scart / RGB. Un prodotto che arriva già completo  e pronto per essere utilizzato ad un prezzo decisamente competitivo anche se venduto a prezzo di listino (29 € circa comprensivo di spedizione).

Legge quasi ogni formato di video presente sul mercato, il tutto in full-HD 1080p, con possibilità di appoggiarsi a server DLNA o dischi esterni attaccati alla sua porta USB frontale, un vero alleato del televisore considerando che può inoltre essere connesso all’antenna così da mettersi in mezzo al percorso e fare registrazione dei contenuti televisivi sulla stessa chiave USB o disco collegato (quindi consente time-shifting dei programmi).

Aggiornamento del firmware

Per poter utilizzare la Vodafone TV Solution con una connessione ADSL non Vodafone sarà necessario aggiornare il suo firmware. Il prodotto è infatti realizzato per collegarsi alla Vodafone Station. Per poter abilitare la possibilità di cercare altri Access Point servirà scaricare questo file sul sito di Vodafone: beta.vodafone.it/tvsolution/download/fwdownload.php, quindi metterlo su chiave USB (anche quella che trovate nel pacchetto del prodotto), inserirla nella porta frontale e accendere il media player. Così facendo comparirà una schermata iniziale che chiederà se effettuare l’aggiornamento (inutile che io vi dica la risposta, vero?):

Al termine dell’aggiornamento il device si riavvierà e arriverà alla schermata iniziale di configurazione. Basterà seguire la procedura guidata per cominciare. Bastano pochi passaggi e vi verrà chiesto di collegare il cavo antenna al media player per la ricerca dei canali. Potete saltare questo passaggio se volete utilizzare Vodafone TV Solution come semplice client DLNA, fatela se volete invece sfruttare in futuro la possibilità di registrare contenuti dal digitale terrestre o fare time-shifting. Chiaramente vi verrà chiesto di preparare la chiave USB (o il disco esterno collegato), lo potete lasciar fare al dispositivo a patto di perdere ogni dato salvato sul supporto esterno.

Client DLNA?

Si, è la funzione più comoda di questo dispositivo a mio modesto parere. La Vodafone TV Solution è in grado di rilevare automaticamente server DLNA all’interno della vostra rete, quindi esplorarne e riprodurne i contenuti. Se non sapete cos’è il DLNA e cosa vi permette di fare vi consiglio la lettura della relativa voce su Wikipedia: it.wikipedia.org/wiki/DLNA.

Un PC (il mio, nda) che rimane sempre acceso e che contiene all’interno dei suoi dischi fotografie, musica, film, la Vodafone TV Solution in salotto, attaccata in HDMI al televisore, la rete WiFi di casa, non serve null’altro. Una volta accesa la Vodafone TV Solution potrà accedere liberamente al mio server DLNA che permette a sua volta di riprodurre in streaming qualsiasi cosa precedentemente abilitata. Qualità del video e dell’audio dipendono dal carico della vostra rete, a patto di non tenere attivo chissà cosa vi posso assicurare che sarete soddisfatti del risultato, non è necessario essere esperti di rete o di programmazione, basta un semplice programma opportunamente configurato, vi spiego quindi su cosa è ricaduta la mia scelta.

Serviio Media Streaming Server

Un Media Server installabile sul PC, scritto in Java, compatibile quindi con ogni sistema operativo e gratuito per il suo utilizzo di base, a pagamento nel caso in cui vogliate sfruttare la sua interfaccia nativa studiata per i dispositivi mobili (girare quindi per casa con il vostro iPad o iPhone e vedere i vostri contenuti multimediali (anche fuori casa, a patto di avere un IP pubblico, ma questa è un’altra storia), non potreste desiderare di meglio. Disponibile sul sito ufficiale serviio.org, va scaricato e installato (quindi avviato, si basa su un servizio di sistema che resterà sempre disponibile e raggiungibile su una specifica porta della vostra macchina). Diamo insieme un’occhiata alla configurazione tramite la sua console.

Potete aprirla facendo clic con il tasto destro sull’icona di Serviio nella tray di Windows (vicino l’orologio, per capirci) e selezionando la voce “Open Serviio Console“, vi si presenterà qualcosa di molto simile:

Ciò che a voi serve fondamentalmente si trova sotto “Library“, tab nella quale potrete specificare cosa mostrare ai client che si allacceranno al nuovo server DLNA di casa. Potrete aggiungere singole cartelle e sottocartelle, potrete inoltre specificare che tipo di file cercare al loro interno rendendoli di fatto disponibili. Nell’immagine qui di seguito potrete notare due fonti possibili dove cercare i file di solo tipo film, le ultime due icone infatti indicano la possibilità di leggere metadata e aggiornare automaticamente il contenuto in caso di modifiche:

Ci sarebbe anche la possibilità di inserire sorgenti online, ma anche in questo caso si tratta di una ulteriore personalizzazione che probabilmente non vi serve, soprattutto perché la Vodafone TV Solution permette già di andare a cercare video online o esplorare il mondo di YouTube. Passiamo avanti e lasciamo tutto invariato andando ora sulla tab “Metadata“, nella quale sarà possibile chiedere al programma di scaricare copertine e informazioni aggiuntive partendo dai nostri file:

Ed infine “Presentation“, area in cui specificare cosa mostrare all’esterno, che tipo di struttura visualizzare, che albero, importante anche per la Vodafone TV Solution che utilizzerà una sua visualizzazione ridotta a ciò che avete deciso di mostrare, anche per l’interfaccia nativa di Serviio nel caso in cui vogliate utilizzarla da dispositivo mobile o altro PC sulla stessa rete:

Salvate il tutto (in ogni schermata, il pulsante Salva infatti non sarà in grado di memorizzare le impostazioni fissate su tutto il programma ma solo quelle della singola area che state visualizzando nello specifico momento) e godetevi il risultato. Avviando infatti la Vodafone TV Solution e selezionando “My Videos” / “PC (DLNA)” (dove PC è il nome della vostra macchina) potrete esplorare le aree abilitate da Serviio e mandarne “in onda” il contenuto, in tempo reale, direttamente dal vostro computer al vostro televisore per godervi al meglio il contenuto scelto, comodamente affondati nel divano con pop-corn e drink alla mano.

Buona visione! :-)

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: acquistato di tasca mia per giocarci un po', tutto sommato non me ne sono mai pentito. Peccato non siano usciti ulteriori firmware nel tempo.
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Le aziende che si occupano di sicurezza sono alla continua ricerca (manco a dirlo) di metodi efficaci per combattere ogni tipo di minaccia informatica. Se in ambito casalingo questo si può tradurre con lo scaricare illegalmente del software che si trasforma poi nel virus difficile da debellare per il neofita (soprattutto), in ambito lavorativo si parla piuttosto di danni parecchio più estesi poiché le reti LAN -se non correttamente studiate, implementate e protette- potrebbero facilmente trasportare quell’infezione di postazione in postazione in perfetto stile “poca spesa, tanta resa“.

Oggi -passato da Sophos a Symantec in ambito aziendale- ho potuto valutare altri (tanti) prodotti in ambito casalingo dove è importante proteggere ogni postazione, soprattutto quando vengono utilizzate da una “moltitudine di tipi di utente”. Magari nessuno particolarmente esperto, oppure con quella formula del “tanto se lo rompo c’è mio nipote che ne capisce di computer“.

Qualche tempo fa Kaspersky ha pubblicato un whitepaper “Perché la complessità è il principale nemico della sicurezza IT” che è palesemente orientato e realizzato per l’IT aziendale ma che contiene diversi riferimenti utili anche all’utente di casa che si interessa (o vuole provare a farlo) all’argomento, che male non fa mai data l’enorme quantità di dati che teniamo su ogni nostra postazione, chiavetta USB o cellulare. Dell’antivirus Kaspersky Lab ne ho già parlato qualche tempo fa in un altro articolo (questo, per la cronaca: gioxx.org/2013/04/23/banco-prova-kaspersky-pure-3-0-total-security), così come ho fatto con molti altri prodotti (magari non in maniera approfondita ma pur sempre citati con pro e contro).

Chiaro che non potrete o non vorrete soffermarvi sulla complessità dell’implementazione di una soluzione ad-hoc a 360°, ma vorrei farvi notare quanto alta sia la statistica di attacchi ai danni di programmi molto diffusi (pagina 7, ndr) come Java e Adobe Flash o Acrobat Reader in primis, con -contrariamente a molte aspettative- Microsoft e IE molto distanti grazie soprattutto agli ultimi grandi progressi fatti con Windows 7 e 8 e Internet Explorer 10 (e 11 anche se non ufficialmente rilasciata in versione stabile). Nulla di nuovo direte voi, eppure molti utenti lì fuori continuano a utilizzare quel tipo di programmi per assenza di reali alternative o per “ignoranza“, ignorano cioè che esistono ben più valide alternative da utilizzare sui propri PC (Mozilla Firefox in primis per sostituire IE ma anche per leggere i PDF nativamente nelle sue ultime versioni, a meno di non voler utilizzare Cool PDF Reader che pesa meno di 1 MB!).

Se a questo aggiungete l’evolversi e il diffondersi di smartphone con a bordo Android che permettono così di navigare in siti web potenzialmente pericolosi o scaricare applicazioni appositamente studiate per sfruttare falle di sistema (pagina 8 e 9, ndr) scoprirete che di attenzione da porre a queste “piccole cose” ce n’è davvero tanta.

Voi siete in regola con la vostra sicurezza? :-)

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