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Pogoplug è un piccolo prodotto attraverso il quale potrete creare e gestire uno spazio cloud completamente personale (i file sono fisicamente presenti sui vostri dischi, ndr) con il vantaggio dell’avere un software già ben avviato (e abbastanza aggiornato), sempre disponibile sul web e raggiungibile tramite applicazione o interfaccia navigabile da browser. Uno spazio potenzialmente “infinito” (con le dovute pinze, ovviamente) grazie alle porte USB ed eSata presenti sul Pogoplug stesso al quale potrete ovviamente collegare dischi esterni. Questo articolo è dedicato alla quarta versione del prodotto acquistata a un prezzo decisamente inferiore al suo listino grazie ad un’offerta su Amazon (US), pacco consegnato in pochissimi giorni e con un ricarico minimo di tasse per un totale di spesa inferiore ai 40 € (impossibile non essere soddisfatti delle performance del big del commercio elettronico), considerando che il prezzo di listino si aggira ufficialmente intorno al centinaio di euro.

Pogoplug-series4-hero_Fotor

Il Pogoplug diventa ancora più interessante se si pensa che con un minimo di lavoro si riesce a modificare il comportamento di default previsto dalla casa madre poiché basato su una distribuzione essenziale di Linux chiamata Busybox:

/etc # uname -a
Linux Pogoplug 2.6.31.8 #5 Wed Sep 28 12:09:12 PDT 2011 armv5tel GNU/Linux

Di risorse ne esistono davvero tante e nel corso del tempo sono saltati fuori articoli in grado di spiegare passo-passo tutte le possibili modifiche o aggiunte al sistema; dall’installazione di Samba per la condivisione dei file in rete LAN su Windows al client Torrent da poter controllare anche da remoto con il minimo sforzo. Stavolta si affronta la prima citata con una piccola parentesi dedicata a OS X, ne ho raccolte diverse su delicious.com/gioxx/pogoplug.

Per partire

Procuratevi una scheda SD (anche da 1 GB, basta e avanza), un client che possa collegarsi in SSH al Pogoplug (terminale di OS X o Linux o PuTTY su Windows) e un cavo di rete direttamente connesso al vostro router (il Pogoplug non integra un chip WiFi e il cavo resta in ogni caso più stabile e affidabile, ndr). Se sapete di cosa sto parlando consiglio una reservation sul DHCP basata sul Mac Address del Pogoplug che trovate direttamente sulla sua etichetta.

A corredo suggerisco le applicazioni per iOS e Android se prevedete di effettuare il backup dei vostri dispositivi sul disco fisso connesso al prodotto (o nei 5GB messi a disposizione dall’account gratuito online).

Pogoplug
Pogoplug
Price: Free+

Da ora in poi (e per alcuni vale già quanto scritto fino a qui) occhio a ciò che fate. Se non vi sentite sicuri utilizzate l’area commenti per chiedere lumi o rinunciate, nessuno ve ne farà una colpa ;-)

SD: formattazione su OS X

Questo è quel paragrafo che potete saltare a piè pari nel caso in cui stiate lavorando sotto Microsoft Windows. Tasto destro sulla lettera che identifica la vostra scheda SD, Formatta, scegliete FAT32 tra le voci disponibili in File System ed è fatta (occhio alla formattazione veloce, basta e avanza per quello che andremo a fare). Su OS X la storia cambia, non si traduce con un paio di clic, aiuta decisamente più il Terminale. A SD inserita lanciatelo e cercate la scheda tra le memorie disponibili con il comando:

diskutil list

Una volta identificata (date un’occhiata allo spazio totale, così la facciamo più semplice) si parte con la formattazione in FAT32:

sudo diskutil eraseDisk FAT32 POGO MBRFormat /dev/disk4

dove “POGO” è il nome che ho scelto per la scheda SD (quindi potete usarne un altro) e disk4 è la scheda individuata tramite il “list“, questo il risultato:

Neptune:~ gioxx$ sudo diskutil eraseDisk FAT32 POGO MBRFormat /dev/disk4
Password:
Started erase on disk4
Unmounting disk
Creating the partition map
Waiting for the disks to reappear
Formatting disk4s1 as MS-DOS (FAT32) with name POGO
512 bytes per physical sector
/dev/rdisk4s1: 15485368 sectors in 1935671 FAT32 clusters (4096 bytes/cluster)
bps=512 spc=8 res=32 nft=2 mid=0xf8 spt=32 hds=255 hid=8192 drv=0x80 bsec=15515648 bspf=15123 rdcl=2 infs=1 bkbs=6
Mounting disk
Finished erase on disk4
Neptune:~ gioxx$

Potete quindi smontare la scheda SD e inserirla nel Pogoplug, che accenderete subito dopo collegandolo alla rete elettrica.

Installazione di Samba

Il mio articolo si basa sull’ottimo originale pubblicato da Razvan Rosca e disponibile su razva.ro/how-to-install-samba-on-pogoplug-4 (lo stesso ha scritto come installare Arch Linux pur mantenendo le caratteristiche del salvataggio in cloud di My Pogoplug: razva.ro/install-arch-linux-pogoplug-samba-pogoplug-4). Qui voglio raccogliere il da farsi localizzato in italiano basandomi sulla mia personale esperienza (nel mio caso ho utilizzato una scheda SD e un disco USB attaccato a una delle porte USB 3.0), suggerendovi altre fonti che ho avuto modo di scoprire e leggere durante le svariate ricerche fatte.

La scheda SD è formattata e dentro al Pogoplug, abilitate il prodotto a farvi accedere via SSH dalla pagina web del servizio (my.pogoplug.com, Settings, Security):

Schermata 2015-01-27 alle 22.09.14

Scegliete una password che potrete ricordare semplicemente ma che non sia banale (soprattutto se il vostro Pogoplug sarà accessibile dall’esterno della vostra rete casalinga tramite IP pubblico!). Usate ora un Terminale (OS X o Linux) o PuTTY su Windows (ne avevamo già parlato, ricordate?) e puntate all’IP del Pogoplug, entrate come root e con la password che avete stabilito sull’interfaccia web. Da ora in poi è tutto un comando o un file di configurazione, procedete con ordine, non fate confusione, nel caso aveste dei dubbi utilizzate l’area commenti!

Montate la “/” in lettura e scrittura e create la cartella /opt

mount -o remount,rw /
mkdir /opt

prima di poter montare la scheda SD nella /opt sarà necessario capire chi è la SD e chi il disco fisso collegato alla porta USB, per farlo basterà andare in /tmp/.cemnt e lanciare un ls della cartella:

cd /tmp/.cemnt/ls | grep mnt

questo il mio risultato:

/tmp/.cemnt # ls -la | grep mnt_
drwxr-xr-x    6 root     root   4096 Jan  1  1970 mnt_mmcblk0p1
drwxr-xr-x    1 root     root   8192 Jan 14 02:18 mnt_sda1
/tmp/.cemnt #

e si scopre che mnt_mmcblk0p1 è la scheda SD (basta entrare nella cartella e lanciare un ulteriore ls per controllare che file contiene, riconoscerete cosa avete messo dove, no? :-)). A questo punto si potrà procedere con il montare in lettura e scrittura la SD nella /opt:

mount -o exec,remount /tmp/.cemnt/mnt_mmcblk0p1/ /opt

Sostituiamo il wget originale del Pogoplug con quello ufficiale che siamo abituati a vedere sulle macchine Linux più comuni (ma anche su Windows, usato in diversi miei script):

cd /opt
mkdir work
cd work
wget http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/wget_1.12-2_arm.ipk
tar xf wget_1.12-2_arm.ipk
tar xf data.tar.gz
mv /usr/bin/wget /usr/bin/wget.bak
mv /opt/work/opt/bin/wget /usr/bin/

a questo punto procediamo con un po’ di pulizia per poter lavorare meglio, basta un semplice

rm -rf /opt/work/*

Ora si passa all’installazione di IPKG che permetterà in seguito di installare pacchetti binari tra cui Samba, da spostare subito dopo nella /opt:

cd /opt/work
wget http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/ipkg-opt_0.99.163-10_arm.ipk
tar xf ipkg-opt_0.99.163-10_arm.ipk
tar xf data.tar.gz
cd /opt/work/opt
mv * /opt

pulizia, ancora una volta:

rm -rf /opt/work/*

A questo punto occorrerà preparare la directory all’interno della quale far lavorare IPKG e aggiungere i repository ai quali “bussare” per cercare e scaricare i pacchetti:

mkdir -p /opt/etc/ipkg
echo "src cross http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable" > /opt/etc/ipkg/armel-feed.conf
echo "src native http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/native/unstable" >> /opt/etc/ipkg/armel-feed.c

e coprire i file delle dipendenze per poi lanciare l’aggiornamento di IPKG:

cp /opt/lib/libipkg.so.0.0.0 /opt/lib/libipkg.so.0
/opt/bin/ipkg update

Siamo pronti per installare libnsl ed in seguito Samba:

/opt/bin/ipkg install libnsl
cp /opt/lib/libnsl-2.5.so /opt/lib/libnsl.so
cp /opt/lib/libnsl-2.5.so /opt/lib/libnsl.so.1
/opt/bin/ipkg install samba2

A questo punto bisognerà mettere da parte il file di configurazione di default di Samba per poterne creare uno nuovo che andremo a personalizzare in seguito:

mv /opt/etc/samba/smb.conf /opt/etc/samba/smb.conf.bak
touch /opt/etc/samba/smb.conf
vi /opt/etc/samba/smb.conf

premendo “i” sulla tastiera si entrerà in modalità di inserimento e potrete copiare e incollare ogni singola riga (qui di seguito), una alla volta, occhio a non fare copia e incolla totale perché non vi riuscirà e dovrete ricominciare (consiglio per i più temerari: tasto ESC e poi scrivete q! per uscire da vi senza salvare ciò che avete combinato):

[global]
        workgroup = workgroup
        server string = Pogoplug
        hosts allow = 192. 127. 10.
        null passwords = yes
        guest account = root
        log file = /opt/var/log/samba/log.%m
        max log size = 50
        security = share
        encrypt passwords = yes
        smb passwd file = /opt/etc/samba/smbpasswd
        dns proxy = no
        preserve case = yes

[sda1]
        comment = USB1
        path = /tmp/.cemnt/mnt_sda1/
        available = yes
        public = yes
        writable = yes
        printable = no
        create mask = 0777
        guest ok = yes
        browseable = yes

Il file (tradotto in soldoni) permetterà il collegamento al disco gestito da Samba dalle reti 192. e 10. (oltre il classico localhost 127.(0.0.1)). Al posto del path sotto sda1 mettete il puntamento al vostro disco collegato alla porta USB 3 (vi ricordate quanto verificato qualche paragrafo più su? mnt_sda1 corrispondeva al mio disco esterno, lo richiamo adesso). Al posto di sda1 nelle parentesi quadre inserite il nome da dare alla cartella condivisa sotto Samba.

Se tutto vi sembra in ordine premete il tasto ESC e scrivete “wq” (write and quit) per salvare e uscire da vi. A questo punto potrete testare la validità della configurazione del vostro Samba:

/opt/bin/testparm

questo è grosso modo il risultato che dovrebbe spuntare fuori:

/opt/etc/samba # /opt/bin/testparm 
Load smb config files from /opt/etc/samba/smb.conf
Processing section "[DiscoDatiUSB3]"
Loaded services file OK.
Press enter to see a dump of your service definition

in caso contrario c’è un problema. Niente panico, potete buttare via il file di configurazione Samba (rm -rf /opt/etc/samba/smb.conf) e rifarlo (tornate al vi /opt/etc/samba/smb.conf). Se tutto è filato liscio potrete lanciare Samba:

/opt/etc/init.d/S80samba start

Godetevi il risultato esplorando l’unità da una qualsiasi macchina Windows nella rete, avviate un esplora risorse e puntate a \\IPPogoplug, dovreste trovare la cartella condivisa (corrispondente al disco USB) pronta per essere utilizzata:

Schermata 2015-01-27 alle 22.53.43

Ho dimenticato qualcosa? Pensate che ci sia qualcosa che non quadra? L’area commenti è a vostra totale disposizione!

OS X 10.10.1 e smb://, Support deprecated

Andate nel Finder e quindi nelle applicazioni, entrate nella cartella delle Utility e avviate Console. Da questo spostatevi sulla voce “system.log” sotto FILE (colonna di sx, ndr) per leggere gli ultimi errori di sistema tracciati nel file di log, dovreste trovare qualcosa di molto simile a questo:

Jan 21 22:10:05 Neptune kernel[0]: smb1_smb_negotiate: Support for the server POGOPLUG has been deprecated (PreXP), disconnecting

Come avrete capito il supporto per il Samba installato sul Pogoplug non è più affare di Apple in quanto considerato vecchio e abbondantemente superato. Cercando nel web si arriva a diversi risultati che spesso però non aiutano (come questo vecchio consiglio per Lion: support.apple.com/en-us/HT200158). Ho provato a sbatterci la testa per diverso tempo ma nessuno dei test eseguiti ha portato al risultato sperato. Poco male, l’applicazione di backup ufficiale per OS X integra ancora la funzione di mappatura dinamica dei dischi collegati al Pogoplug, questo vi permetterà di vederli e amministrarli come se fossero collegati direttamente al vostro Macbook (e famiglia).

La si scarica dal sito ufficiale ma potete trovarne una copia qui (in caso di necessità): app.box.com/s/gi3s3wiilgkdkr4ob9w26v5twmant6mi (anche se dovesse diventare obsoleta, al primo avvio richiederà l’aggiornamento). La modifica va operata da “Settings” e funzionerà solo ad applicazione avviata sul sistema:

Schermata 2015-01-26 alle 20.42.19

Chiaramente all’interno delle unità montate nel sistema troverete anche la stessa SD sulla quale avrete installato i pacchetti aggiuntivi tramite IPKG, potete espellere l’unità così da evitare ogni possibile errore ;-)

Riavviare il Pogoplug ed il Samba installato

Questa è forse la pecca più fastidiosa del prodotto. Se viene riavviato sarà necessario ricordarsi di dare un “giro di chiave” anche alla modifica operata: occorrerà montare l’unità SD e avviare Samba. Poco male, si può sempre creare uno script ad-hoc (che nell’esempio ho chiamato startengine.sh) da tenere a portata di mano nella /etc e far fare a lui il lavoro sporco:

touch /etc/startengine.sh
vi /etc/startengine.sh

e includere al suo interno:

mount -o remount,rw /
mount /tmp/.cemnt/mnt_mmcblk0p1 /opt
/opt/etc/init.d/S80samba

Dove (ve lo ricordo ancora una volta) mnt_mmcblk0p1 corrisponde alla mia scheda SD e va sostituita con il nome assegnato alla vostra. Salvate il file e lanciate un chmod 0755 startengine.sh per renderlo eseguibile ed il gioco è fatto, basterà ovviamente collegarsi in SSH al Pogoplug e lanciare lo script con /etc/startengine.sh.

In conclusione

Una spesa tutto sommato affrontabile per riutilizzare i propri dischi USB esterni permettendo ai client di una stessa rete di accedervi facilmente in qualsiasi momento, copiare / spostare dati e fare backup dei propri dispositivi iOS, Android, OS X o Windows. Una soluzione che seppur modificata manterrà le funzionalità previste dalla fabbrica permettendovi di avere un punto unico di accesso ai vostri file e -se volete- un server DLNA accessibile anche da console (non ve ne ho parlato perché generalmente utilizzo Plex, lo stesso accede ai file contenuti sul disco collegato al Pogoplug, ndr). L’unico limite è dettato dall’hardware del prodotto e dalla vostra fantasia ma anche dalla vostra pazienza.

Buon divertimento! ;-)

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Ovvero: come un investimento di 15€ (durante la promozione) può rapidamente cambiare l’esperienza televisiva dei propri genitori senza SKY in casa. E’ nato tutto da un messaggio di un amico su Facebook che ha messo il collegamento alla pagina ufficiale del prodotto (questo per capirci: xone.vodafone.it/it/products/vodafone-tv-solution-xone-edition) ed è venuto tutto da se: inizialmente non ci credevo, poi non ci speravo più (si parlava di spedizioni lente) ma alla fine quel pacco è effettivamente arrivato in ufficio. Ho avuto occasione di aprirlo, provarlo, configurarlo e metterlo in casa dei genitori. Vi spiego di cosa si tratta e di come un piccolo oggetto così può essere sfruttato al meglio.

Vodafone TV Station

Un lettore multimediale nato per far parte dell’offerta casalinga di Vodafone, allargato ad un bacino di utenza non-Vodafone per poterlo testare al meglio e ottenere quanti più feedback possibili. Insieme a lui un cavo HDMI, un adattatore WiFi per collegarlo alla rete anche se lontano dal router, una penna USB Kingston da 16 GB, un telecomando con batterie incluse, un alimentatore e i vecchi cavi Scart / RGB. Un prodotto che arriva già completo  e pronto per essere utilizzato ad un prezzo decisamente competitivo anche se venduto a prezzo di listino (29 € circa comprensivo di spedizione).

Legge quasi ogni formato di video presente sul mercato, il tutto in full-HD 1080p, con possibilità di appoggiarsi a server DLNA o dischi esterni attaccati alla sua porta USB frontale, un vero alleato del televisore considerando che può inoltre essere connesso all’antenna così da mettersi in mezzo al percorso e fare registrazione dei contenuti televisivi sulla stessa chiave USB o disco collegato (quindi consente time-shifting dei programmi).

Aggiornamento del firmware

Per poter utilizzare la Vodafone TV Solution con una connessione ADSL non Vodafone sarà necessario aggiornare il suo firmware. Il prodotto è infatti realizzato per collegarsi alla Vodafone Station. Per poter abilitare la possibilità di cercare altri Access Point servirà scaricare questo file sul sito di Vodafone: beta.vodafone.it/tvsolution/download/fwdownload.php, quindi metterlo su chiave USB (anche quella che trovate nel pacchetto del prodotto), inserirla nella porta frontale e accendere il media player. Così facendo comparirà una schermata iniziale che chiederà se effettuare l’aggiornamento (inutile che io vi dica la risposta, vero?):

Al termine dell’aggiornamento il device si riavvierà e arriverà alla schermata iniziale di configurazione. Basterà seguire la procedura guidata per cominciare. Bastano pochi passaggi e vi verrà chiesto di collegare il cavo antenna al media player per la ricerca dei canali. Potete saltare questo passaggio se volete utilizzare Vodafone TV Solution come semplice client DLNA, fatela se volete invece sfruttare in futuro la possibilità di registrare contenuti dal digitale terrestre o fare time-shifting. Chiaramente vi verrà chiesto di preparare la chiave USB (o il disco esterno collegato), lo potete lasciar fare al dispositivo a patto di perdere ogni dato salvato sul supporto esterno.

Client DLNA?

Si, è la funzione più comoda di questo dispositivo a mio modesto parere. La Vodafone TV Solution è in grado di rilevare automaticamente server DLNA all’interno della vostra rete, quindi esplorarne e riprodurne i contenuti. Se non sapete cos’è il DLNA e cosa vi permette di fare vi consiglio la lettura della relativa voce su Wikipedia: it.wikipedia.org/wiki/DLNA.

Un PC (il mio, nda) che rimane sempre acceso e che contiene all’interno dei suoi dischi fotografie, musica, film, la Vodafone TV Solution in salotto, attaccata in HDMI al televisore, la rete WiFi di casa, non serve null’altro. Una volta accesa la Vodafone TV Solution potrà accedere liberamente al mio server DLNA che permette a sua volta di riprodurre in streaming qualsiasi cosa precedentemente abilitata. Qualità del video e dell’audio dipendono dal carico della vostra rete, a patto di non tenere attivo chissà cosa vi posso assicurare che sarete soddisfatti del risultato, non è necessario essere esperti di rete o di programmazione, basta un semplice programma opportunamente configurato, vi spiego quindi su cosa è ricaduta la mia scelta.

Serviio Media Streaming Server

Un Media Server installabile sul PC, scritto in Java, compatibile quindi con ogni sistema operativo e gratuito per il suo utilizzo di base, a pagamento nel caso in cui vogliate sfruttare la sua interfaccia nativa studiata per i dispositivi mobili (girare quindi per casa con il vostro iPad o iPhone e vedere i vostri contenuti multimediali (anche fuori casa, a patto di avere un IP pubblico, ma questa è un’altra storia), non potreste desiderare di meglio. Disponibile sul sito ufficiale serviio.org, va scaricato e installato (quindi avviato, si basa su un servizio di sistema che resterà sempre disponibile e raggiungibile su una specifica porta della vostra macchina). Diamo insieme un’occhiata alla configurazione tramite la sua console.

Potete aprirla facendo clic con il tasto destro sull’icona di Serviio nella tray di Windows (vicino l’orologio, per capirci) e selezionando la voce “Open Serviio Console“, vi si presenterà qualcosa di molto simile:

Ciò che a voi serve fondamentalmente si trova sotto “Library“, tab nella quale potrete specificare cosa mostrare ai client che si allacceranno al nuovo server DLNA di casa. Potrete aggiungere singole cartelle e sottocartelle, potrete inoltre specificare che tipo di file cercare al loro interno rendendoli di fatto disponibili. Nell’immagine qui di seguito potrete notare due fonti possibili dove cercare i file di solo tipo film, le ultime due icone infatti indicano la possibilità di leggere metadata e aggiornare automaticamente il contenuto in caso di modifiche:

Ci sarebbe anche la possibilità di inserire sorgenti online, ma anche in questo caso si tratta di una ulteriore personalizzazione che probabilmente non vi serve, soprattutto perché la Vodafone TV Solution permette già di andare a cercare video online o esplorare il mondo di YouTube. Passiamo avanti e lasciamo tutto invariato andando ora sulla tab “Metadata“, nella quale sarà possibile chiedere al programma di scaricare copertine e informazioni aggiuntive partendo dai nostri file:

Ed infine “Presentation“, area in cui specificare cosa mostrare all’esterno, che tipo di struttura visualizzare, che albero, importante anche per la Vodafone TV Solution che utilizzerà una sua visualizzazione ridotta a ciò che avete deciso di mostrare, anche per l’interfaccia nativa di Serviio nel caso in cui vogliate utilizzarla da dispositivo mobile o altro PC sulla stessa rete:

Salvate il tutto (in ogni schermata, il pulsante Salva infatti non sarà in grado di memorizzare le impostazioni fissate su tutto il programma ma solo quelle della singola area che state visualizzando nello specifico momento) e godetevi il risultato. Avviando infatti la Vodafone TV Solution e selezionando “My Videos” / “PC (DLNA)” (dove PC è il nome della vostra macchina) potrete esplorare le aree abilitate da Serviio e mandarne “in onda” il contenuto, in tempo reale, direttamente dal vostro computer al vostro televisore per godervi al meglio il contenuto scelto, comodamente affondati nel divano con pop-corn e drink alla mano.

Buona visione! :-)

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: acquistato di tasca mia per giocarci un po', tutto sommato non me ne sono mai pentito. Peccato non siano usciti ulteriori firmware nel tempo.
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L’articolo è stato scritto in origine per XboxWay, perché non farci un salto e darci la possibilità di accogliervi nel mondo dedicato alla console di Microsoft? :-) Questo articolo è disponibile all’indirizzo xboxway.com/2011/10/15/mercury-hg-occhio-a-non-perdere-particelle

Avete presente il più classico dei “labyrinth game” di qualche anno fa? Beh, lo scorso 28 settembre sul Live Arcade è stato reso pubblico “Mercury Hg“, realizzazione leggera e spensierata di Eiconic.

Prendete dei tracciati più o meno difficili con e senza pareti sulle quali appoggiarsi con la propria molecola composta da particelle che dovreste poter destinare al traguardo finale, aggiungete musica, colori e l’uso di un 3D non esagerato che da quel giusto sapore al titolo, terminate la composizione con una onesta quantità di livelli tali da giustificare un costo pressoché standard: 400 punti MS, l’equivalente di circa 5 euro (poco meno), considerando che una scheda da 2100 punti costa 24,98 € (almeno secondo Gamestop!).

Mercury HG è il gioco adatto alla serata poco impegnativa, assunto poco a poco per evitare che finisca troppo presto. Grazie al vostro jukebox personale (a patto che abbiate scelto di caricare la musica nell’hard disk della vostra console o che l’abbiate associata ad una libreria esterna tramite DLNA) potrete ulteriormente godere della possibilità di personalizzazione del titolo, tornerà certamente utile durante l’attraversamento dei livelli e il crescere della difficoltà, facilitandovi almeno un po’ il compito.

Controllare la molecola protagonista è semplice. Non potrete far altro che spostarla fino al traguardo, stando attenti a rispettare i colori o associandone diversi per ottenere quello adatto a concludere il livello. A vostra disposizione un’ulteriore comando: la separazione (ottenibile solo grazie agli spigoli presenti nelle pareti nel livello), vi servirà per scomporre la protagonista e cercare di controllare le particelle che la componevano inizialmente, così che possano essere spostate sotto i raggi che faranno cambiare loro colore. Allo stesso modo (anche se consumando del tempo prezioso) potrete rapidamente ricomporle facendole combaciare e ottenendo ciò che vi servirà a terminare il vostro compito.

Ultima, ma non per importanza, la possibilità di giocare ‘contro se stessi‘ grazie ai ghost post-completamento di un livello, sarà possibile inoltre (e automatico) entrare nelle classifiche a livello mondiale, un modo come un altro per sfidare i propri amici :-)

Occhio a non perdere particelle!

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