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Mentre mi tocca farti aspettare ancora un po’ per leggere un articolo dedicato al mondo Adunanza (quindi Fastweb) per sostituire il client nativo ed2k su Synology (metterci l’interfaccia web e altro ancora), posso già parlarti di una modifica più semplice, dedicata a chi si è scontrato almeno una volta con l’alquanto fastidioso errore generato dalla convivenza della traccia audio DTS e Video Station, il Media Server nativo di Synology.

Synology DS216j: mettere d'accordo Video Station e DTS

Il problema è facilmente riproducibile portando su televisore la trasmissione (per esempio con Chromecast), e si può risolvere altrettanto facilmente andando a installare i codec adatti sul NAS, in questo caso ti basterà portare a bordo FFmpeg (ffmpeg.org), che ti permetterà di convertire ciò che ti serve in diretta, aggirando l’ostacolo. Nonostante le diverse fonti comunitarie che ho sottoscritto nel Centro pacchetti di Synology (SynoCommunity in primis, nda), però, sembrerebbe non esserci modo di installare FFmpeg sul DS216j basato su processore Marvell Armada.

Per poterci riuscire, potrai procedere manualmente. Ho recuperato (tramite nunobhorta.com/enable-ffmpeg-dts-synology-video-station) i pacchetti necessari per i diversi tipi di processore del prodotto, li trovi tutti in una cartella che ho condiviso su Box: app.box.com/s/92rnfvmdhbdvc4cyk0xqsu8eod8pjuy9.

Se anche tu hai un DS216j con processore Marvell Armada, scarica il file FFmpegWithDTS-comcerto2k-1.0-0005.spk e tienilo sul Desktop (o qualsiasi altra cartella). Apri il Centro pacchetti di Synology, fai partire un’installazione manuale e dagli in pasto il file SPK che hai appena scaricato, chiedendo di avviarlo al termine:

La modifica è immediatamente funzionante, prova a rilanciare il contenuto che ti interessa, non dovresti più ricevere alcun errore a video :-)

E ora porta pazienza, presto riuscirò a terminare anche l’altro pezzo dedicato a questo piccolo NAS tutto pepe, il tempo scarseggia sempre più, la sera dopo la palestra (ho ricominciato, già) arrivo praticamente cotto e più prossimo al KO che alla forza per scrivere sul blog! ;-)

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Ho aggiornato il DSM installato sul mio Synology. È uscita la nuova versione 6.1 dopo il suo periodo di beta testing, la quale introduce alcune novità, ma che al contempo impedisce il corretto funzionamento di Plex, compreso quell’ultimo pacchetto disponibile sul sito ufficiale (installato come suggerito nell’articolo di una manciata di giorni fa). In attesa che una delle due parti corregga il problema (immagino toccherà a Plex), c’è un work-around funzionante che è possibile attivare manualmente da SSH oppure da script personalizzato.

DSM 6.1: Plex non funziona? C'è un work-around

La risposta si trova all’interno di uno dei tanti commenti disponibili sul forum ufficiale di Plex, in particolare in una discussione dedicata proprio ai problemi della versione 6.1 (quando si trovava in beta) e il noto Media Center. L’autore del commento ha fatto centro in due mosse, come spiegato all’indirizzo  forums.plex.tv/discussion/comment/1292473/#Comment_1292473 (il tutto risale addirittura a novembre dello scorso anno!):

cd /var/packages/Plex Media Server/scripts
 ./start-stop-status start

Si tratta di due banalissime istruzioni da lanciare via terminale SSH, o magari da inserire in uno script personalizzato da lanciare all’avvio del SO di Synology (perché, salvo problemi ed errori legati a Plex, quest’ultimo rimarrà attivo fino al successivo reboot di sistema).

Via SSH

Controlla di aver attivato il servizio SSH da Pannello di controlloTerminale e SNMP:

DSM 6.1: Plex non funziona? C'è un work-around 1

Fai clic sul checkbox in corrispondenza di “Attiva servizio SSH” e applica la modifica.

A questo punto collegati via PuTTY (su Windows) o Terminale (Mac OS) utilizzando il nome utente con il quale amministri il tuo NAS, quindi spostati nella cartella script di Plex (cd /var/packages/Plex Media Server/scripts) e lancia l’applicazione (./start-stop-status start).

DSM 6.1: Plex non funziona? C'è un work-around 2

A questo punto, navigando verso la dashboard principale di Plex installato sul Synology, dovresti notare che tutto è tornato alla normalità, e che ti è possibile esplorare i tuoi contenuti, senza ulteriori errori.

Via Utilità di pianificazione

Decisamente più comodo per il momento, e non richiede intervento manuale né per l’abilitazione di SSH (che ti consiglio di tenere disabilitato se il tuo IP è pubblico e non vuoi lasciare esposto il servizio sulla rete), né per inserire manualmente le istruzioni per l’avvio. Lo si fa una volta e ce ne si dimentica –ripeto– fino a quando non verrà risolto il problema dagli sviluppatori di Plex.

Unica nota differente alla quale fare molta attenzione: il cambio di directory tramite script deve essere fatto includendo dei backslash in caso di spazi in mezzo al nome delle cartelle, quindi:

cd /var/packages/Plex\ Media\ Server/scripts/

Accedi all’Utilità di pianificazione di Synology da Pannello di controllo, quindi crea una nuova attività azionata:

Hai terminato il tuo lavoro, lo script dovrebbe essere ormai capace di avviare Plex insieme al DSM, almeno fino a quando “la pezza” non sarà più utile e una nuova versione di Plex correggerà il problema definitivamente (e dovrai quindi andare a eliminare lo script che hai definito, per evitare possibili conflitti o errori).

Se vuoi fare un test (e capire se hai sbagliato qualcosa) puoi riavviare immediatamente il tuo NAS, e verificare che Plex venga avviato senza battere ciglio.

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Ok l’ho fatto. Dopo anni di giochi e modifiche varie tra firmware dei router e hard disk portatili, ho detto basta. L’ho detto per la scarsa velocità di trasferimento dei dati, l’ho detto perché mi secca dovermi ricordare di collegare un disco USB al mio MacBook per mettere al sicuro i miei dati, l’ho detto perché avevo creato alcuni “single point of failure” difficili da sopportare ormai, soprattutto perché in alcuni casi non avevo alcuna copia di sicurezza in Dropbox. L’obiettivo era diventato ormai unico: centralizzare. Per questo motivo sono tornato a far parte della schiera di clienti Synology, ho acquistato un Synology DS216j.

Un NAS per casa: Synology DS216j

La soluzione ideale sarebbe stata quella in grado di accentrare i miei dati in un unico posto, raggiungibile anche dall’esterno (adottando opportuni accorgimenti di sicurezza), che mi permettesse di recuperare file anche da postazioni remote (come i PC di casa dei miei genitori a Ravenna, tanto per dire, o magari uno smartphone). L’acquisto del Synology DS216j è stato dettato dal rapporto tra qualità e prezzo, le sue caratteristiche mi hanno soddisfatto inizialmente sulla carta, in seguito anche sul campo da battaglia. L’acquisto è stato fatto in combinazione con un doppio disco Western Digital Red da 2 TB, specifico per NAS:

Primo approccio e avvio

Il NAS è molto bello, elegante, leggero. Il suo peso maggiore deriva in realtà dalla somma del peso dei dischi che ospita, nel mio caso meccanici e “non troppo snelli“, devi però pensare che potresti utilizzare dei dischi SSD da 2,5″ (con slitta per poterli alloggiare e bloccare negli slot da 3,5”), anche se non consigliato (considera che i dischi SSD ai quali siamo abituati noi oggi, a meno di acquistarli specificatamente per questo mestiere, non sono fatti per sopportare carichi di lavoro molto pesanti, h24, per chissà quanto tempo). Nonostante quello che dice la mia dolce metà, un oggetto simile non sfigura in salotto, di fianco al televisore o in altra posizione, purché (consiglio molto spassionato) sia a portata di un cavo di rete che lo collegherà al tuo router (meglio se Gigabit). Pensare di collegarlo alla rete di casa affidandosi magari a dei rilanci WiFi è veramente un azzardo (e in alcuni casi rende inutile l’investimento).

Nella scatola c’è tutto il necessario per procedere con il montaggio dei due dischi previsti dal NAS (affinché tu possa sfruttare così il RAID 1 che nascerà senza chiederti alcunché, parte vantaggiosa anche per chi non è proprio abituato a giocare con questo tipo di strumenti) e, una volta fatto tutto, chiuso e avvitato, potrai collegarlo alla rete elettrica e quella dati, quindi accenderlo. Da ora in poi, ci vorranno circa 5 minuti prima di sentire un “bip” audio che ti permetterà di capire che il NAS è pronto a farti fare il primo accesso. Se hai confidenza con la console del tuo router, troverai facilmente l’IP che il prodotto si è preso dal DHCP (e potrai puntarci il browser sin da subito). In caso contrario, potrai (dovrai) scaricare l’applicazione “Synology Assistant” dalla pagina synology.com/it-it/support/download/DS216j, che cercherà al posto tuo il dispositivo.

Verrai così guidato verso l’interfaccia di accesso al sistema operativo montato a bordo di questi NAS (nel caso di Synology, il DiskStation Manager, DSM per comodità), che ti guiderà nel corso di una prima configurazione e preparazione dei dischi, così come all’aggiornamento del sistema operativo. Il tutto, considerando i tempi di comprensione di una persona media, occuperà circa mezz’ora di tempo (ammesso che tu abbia anche una decente connessione dati).

Un NAS per casa: Synology DS216j 1

Applicazioni

Il Synology DS216j, così come gli altri prodotti di più basso, pari o maggiore livello, propongono un collegamento a uno store (il “Centro pacchetti“) che permette di installare applicazioni a bordo dell’apparato. Tali applicazioni ti permetteranno di ampliare il bouquet di servizi a tua disposizione, che esulano dal mero spazio disco che puoi “mappare” sul tuo PC, ma che comunque riportano all’utilizzo di quei dischi che pulsano al suo interno. È così facendo che potrai –per esempio– creare un mirror dei contenuti che ospiti sul tuo Dropbox, mettere in piedi un Media Center o un punto unico che concentri tutte le fotografie scattate, tue e dei tuoi familiari, anche da cellulare.

Un NAS per casa: Synology DS216j 2

Ogni applicazione è descritta anche in italiano, tutto viene spiegato in maniera chiara, difficile sbagliarsi, tuttalpiù si farà qualche test, ci si accorgerà di non aver messo in piedi l’applicazione necessaria per la propria esigenza e la si disinstallerà, passando al successivo test, diventa anche un modo come un altro per conoscere meglio lo strumento che si ha a disposizione, le sue possibilità e le proprie capacità nel configurarlo al meglio.

Il Centro pacchetti però, come prevedibile, è limitato, il numero di applicazioni è importante ma non infinito, per questo motivo esistono fonti esterne che permettono di espandere quel catalogo proponendo nuovi software, tutti in grado di girare su DSM (appositamente pacchettizzati). Uno dei possibili assi della manica è synocommunity.com, che darà accesso in maniera semplice a un bel bouquet (qui potrai farti un’idea: synocommunity.com/packages). Una volta aggiunta la fonte al proprio Synology, si potrà aggiungere una qualsiasi tra le applicazioni disponibili passando direttamente dal Centro pacchetti, al quale nel frattempo ti sarai abituato.

Un NAS per casa: Synology DS216j 3

Personalizzazione e risorse

Personalizzare il proprio Sinology è semplice, devi soltanto curiosare tra le sue opzioni, perdi il giusto tempo per capirle e provarle, possibilmente senza spingerti oltre quello che a primo colpo non comprendi, perché si tratta di dispositivi molto venduti e quindi molto discussi e supportati dalla comunità. Se non vuoi perderti nelle decine di alternative in lingua inglese (anche se personalmente te le consiglio), puoi sempre fare riferimento a qualcosa di nostrano, come synologyitalia.com. Il forum affronta le varie tematiche legate a questo mondo, ai modelli di Synology sul mercato (e non solo), pacchetti da installare e metodi alternativi a quello previsto di fabbrica, firmware.

Un NAS per casa: Synology DS216j 4

Se vuoi evitare di configurare il tuo router (oppure non puoi perché dietro NAT) in modo da raggiungere il NAS anche quando sei fuori casa, utilizza il servizio messo a disposizione da Synology. Si chiama QuickConnect e lo trovi facilmente nelle impostazioni di connettività del prodotto. Dovrai registrare un account di posta elettronica attraverso il quale gestire il tuo ID (quindi l’URL da raggiungere) e le impostazioni di accesso alle applicazioni e ai servizi, ma per effettuare il login sul NAS continuerai a utilizzare l’utente che hai creato in fase di primo avvio (oppure un diverso utente creato successivamente, magari per essere passato alla tua compagna o a un tuo amico). Funziona un po’ come con TeamViewer o prodotti simili. A prescindere dalla tua rete di casa, farai ponte sui server Synology per raggiungere il tuo NAS, un po’ come fosse un proxy ;-)

Nella mia attuale configurazione

Avere un NAS in casa risolve molti problemi legati alla centralizzazione dei dati e alla loro sicurezza (data dal RAID), ma questo credo che tu l’abbia capito dopo così tante righe di articolo. Ciò che -forse- ti interessa di più, è capire come mettere in pratica il tutto, un suggerimento di configurazione. Provo a descriverti sommariamente la mia, magari ti può tornare utile anche per specifiche tue esigenze.

Dropbox anche per Windows Xp

Lo so benissimo, Windows Xp non dovrebbe più esistere sulla faccia della terra, hai ragione. Ho una vecchia macchina, un Netbook (te li ricordi ancora?), montava Windows Xp Sp 3 in origine, lo avevo formattato e ci avevo installato Windows 7, cercando di ottimizzarlo quanto più possibile, ma sono dovuto tornare indietro dopo circa un anno, le prestazioni sono calate (parecchio).

Lo utilizza ancora la consorte, ci tiene in ordine le ricette di cucina, le spese, ci naviga e controlla la posta, nulla più. Fino a quando vivrà, avrà bisogno di Dropbox, perché è lì sopra che tiene in backup tutto. Dropbox però non supporta più Windows Xp, dall’agosto dello scorso anno.

Utilizzo già Cloud Sync sul Synology DS216j, ho solo dovuto creare un utente ad-hoc per quel PC, aggiungere una voce all’elenco attività del connettore Dropbox (è facile, ti basterà seguire una procedura guidata molto banale) tenendo l’attività in sincronizzazione bidirezionale ed ecco fatto, una semplice mappatura di rete su quel Netbook permetterà di tenere vivo il collegamento con Dropbox, il resto è stato solo un junction su Windows Xp (roba del 2010 eh, nulla di nuovo sotto al sole).

Manca un client FTP

Davvero, una cosa stupida, che attualmente non esiste ma che spero possa essere integrata in una prossima versione del DSM. C’è il work-around, per motivi abbastanza ovvi, e si basa su un semplice script e sul sempreverde wget. Riassumo: un processo schedulato, un collegamento FTP e una cartella nella quale depositare i dati.

Il codice è abbastanza banale, e non servirà null’altro per portare a termine l’operazione:

wget -m ftp://<username>:<password>@<server_ip>/* -P /volume1/CARTELLABACKUP

Ovviamente al posto di <username> e <password> andranno indicati i relativi dati di collegamento al tuo spazio FTP, così come al posto di <server_ip> il giusto server. Dovrai modificare anche /volume1/CARTELLABACKUP con la destinazione corretta, quella scelta sul tuo NAS, per ospitare i dati che vuoi scaricare per tenere da parte un backup.

Cosa c’è di sbagliato in tutto questo? Nulla, sulla carta, nella pratica non riuscirai a controllare un avanzamento di quanto appena lanciato (puoi verificare l’occupazione cartella di destinazione e il numero di file che compariranno al suo interno, è vero), così come non riuscirai a bloccare il processo da interfaccia grafica (dovrai abilitare il collegamento SSH al tuo NAS e fare tutto da terminale), al massimo potrai monitorarlo.

Mi spiace, niente Google Photos

Un’altra mancanza. Niente work-around stavolta, a meno di far passare l’archivio fotografico da Google Drive, ma in quel caso viene a meno quella caratteristica così comoda messa a disposizione da big G, lo spazio non limitato sui server di Mountain View a patto di tenere la risoluzione non originale (ma comunque di buona qualità), ideale per le fotografie scattate da cellulare.

Avrei voluto mettere in piedi un ponte per tenere sotto backup le fotografie dei miei smartphone e di Ilaria, ma non solo. Ho provato a dare un’occhiata a Photo Station (applicazione consigliata per chi possiede un Synology) ma non mi ha soddisfatto. Resteremo su Google Photos, con la speranza che venga integrato in una delle applicazioni del DSM in futuro.

Un Plex sempre Ready to go, quasi

Ho installato Plex sul Synology DS216j, funziona bene, sono soddisfatto e ho ovviamente aggiornato il tutto secondo documentazione ufficiale, odio quando un pacchetto è troppo indietro rispetto alla release ufficiale dello sviluppatore, e quelli di terze parti su Synology non vengono proprio aggiornati tempestivamente (ho notato che la versione 0.99 è rimasta quella “più aggiornata” secondo il NAS per diverso tempo, quando in realtà eravamo arrivati ben oltre da diversi mesi). Ho scritto prima di questo rispetto al pezzo dedicato all’oggetto intero, speravo di chiuderlo un po’ prima ma evidentemente non è andata così.

Un NAS per casa: Synology DS216j 9

La pecca? Non tutti i file video vengono correttamente processati e mandati in onda sul televisore (tramite Chromecast), per alcuni serve un po’ più potenza di fuoco (CPU e RAM) per poter essere correttamente encodati e mandati in streaming. Per questo motivo sono stato costretto a riaccendere il Plex della macchina Windows sempre viva in casa, è lei che si occupa di fare quel mestiere con i file più ostici, pur prendendoli da NAS.

In conclusione

Un buon prodotto, modulabile (considerando le applicazioni disponibili ufficialmente ma anche quelle provenienti da altre repository), che si adatta abbastanza facilmente alle esigenze ma che ancora ha qualche piccola lacuna che -credo- non sarà difficile da colmare, e il tempo potrà dire se questo mio “vecchio articolo” (quando lo sarà) ci aveva visto giusto o no.

Synology non tradisce e riesce anche a mettersi al livello di quel consumatore che probabilmente non conosce poi così bene l’argomento, che non è abituato a parlare di mirroring o script da terminale, è un po’ a portata di chiunque (l’importante è volersi applicare). Non ho volutamente parlato di specifiche prettamente tecniche, non sono voluto scendere in quel dettaglio che potresti non riuscire a seguire dopo qualche riga, per i puristi c’è sempre la pagina dedicata (e qui trovi anche le prestazioni misurate).

Il costo dell’apparato è sufficientemente bilanciato a ciò che si ottiene. Rimane una spesa tutto sommato contenuta se si possiedono già i dischi fissi, tutto aumenta se devi mettere in piedi da zero il tuo concentratore di dati, come nel mio caso, e ti consiglio personalmente di investire qualche soldino in più ma fare le cose per benino, non comprare a occhi chiusi se non sei sicuro di quello che stai per fare. Già che ci sei, utilizza il sito web di Synology per verificare la compatibilità del Synology DS216j con prodotti di terze parti (hard disk compresi): synology.com/it-it/compatibility?search_by=products&product_bays=2&product_name=DS216j.

Mi sembra –e credo– di aver scritto tutto quello che mi sembrava giusto riportare, ovviamente l’area commenti è a totale disposizione, per ogni dubbio in merito al prodotto e al suo sistema operativo, nei limiti delle capacità del sottoscritto :-)

fonti utilizzate: evotec.xyz/how-to-backup-ftp-to-synology

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi le mie opinioni. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: tutto pagato di tasca mia (sono circa 300€ di spesa). È un bell'investimento ma risolve tante beghe.
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Uso ormai Plex da una vita e, con l’arrivo del Synology DS216j in casa, ho scelto di spostare il Media Center dalla macchina Windows di casa al NAS, in fondo i contenuti si trovano su quest’ultimo, perché quindi non tenere tutto sotto lo stesso tetto? Ho trasferito tutto, installato e riconfigurato Plex esattamente come quello che ho poi spento in seguito su Windows. Il problema però è che il pacchetto Plex proposto dal centro di installazione Synology nasce vecchio.

Synology: aggiornare Plex manualmente

Si può effettuare l’aggiornamento manuale, basta solo qualche accortezza e un paio di informazioni che puoi recuperare facilmente dalle informazioni del NAS. Affrontiamo tutto per punti.

Synology: aggiornare Plex manualmente 5

Info e Download

Accedi al tuo NAS tramite interfaccia web, entra nel Pannello di controllo e accedi alle informazioni del dispositivo (Centro informazioni, nda). Ti serve verificare che tipo di processore monta, se Intel o ARM. Nel mio caso è il secondo, come da immagine:

Synology: aggiornare Plex manualmente 1

A questo punto scarica il giusto pacchetto per il tuo Synology dalla pagina plex.tv/downloads, e tienilo da parte. Dovrai prima andare a fare qualche modifica nelle impostazioni del NAS.

Accedi al Centro pacchetti, quindi alle Impostazioni. Dovrai ora modificare il livello di fiducia per le fonti di installazione. Sposta il check sulla seconda opzione (Synology Inc. ed editori fidati) e scarica nel frattempo la chiave pubblica di Plex all’indirizzo downloads.plex.tv/plex-keys/PlexSign.key. Ora spostati sulla voce “Certificato” e importa la chiave appena scaricata:

Un clic su Salva per chiudere la finestra e il gioco è fatto. La parte relativa alle impostazioni è terminata. Puoi ora caricare manualmente il pacchetto. Fai clic su “Installazione Manuale” e carica il pacchetto di Plex che hai scaricato dal suo sito ufficiale a inizio articolo, ti verrà poi richiesta ultima conferma prima di procedere (si tratta pur sempre di un pacchetto che non arriva ufficialmente da Synology):

Il gioco è fatto, la versione dovrebbe essere già cambiata nel Centro pacchetti di Synology, ti basterà accedere a Plex (via web) e andare nelle impostazioni del server per avere anche l’ultima conferma.

È una procedura semplice ma seccante, me ne rendo conto, perché Synology non propone i pacchetti costantemente rilasciati da Plex, e non c’è modo di automatizzare il processo, dovrai quindi ripetere l’operazione in futuro per tenere sempre tutto aggiornato, e sfortunatamente non puoi semplicemente fare un clic su “Aggiorna ora manualmente” quando ti compare in Plex.


fonti utilizzate:
jeremywsherman.com/blog/2015/11/08/updating-plex-on-synology-nas
support.plex.tv/hc/en-us/articles/205165858

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Ovvero: come un investimento di 15€ (durante la promozione) può rapidamente cambiare l’esperienza televisiva dei propri genitori senza SKY in casa. E’ nato tutto da un messaggio di un amico su Facebook che ha messo il collegamento alla pagina ufficiale del prodotto (questo per capirci: xone.vodafone.it/it/products/vodafone-tv-solution-xone-edition) ed è venuto tutto da se: inizialmente non ci credevo, poi non ci speravo più (si parlava di spedizioni lente) ma alla fine quel pacco è effettivamente arrivato in ufficio. Ho avuto occasione di aprirlo, provarlo, configurarlo e metterlo in casa dei genitori. Vi spiego di cosa si tratta e di come un piccolo oggetto così può essere sfruttato al meglio.

Vodafone TV Station

Un lettore multimediale nato per far parte dell’offerta casalinga di Vodafone, allargato ad un bacino di utenza non-Vodafone per poterlo testare al meglio e ottenere quanti più feedback possibili. Insieme a lui un cavo HDMI, un adattatore WiFi per collegarlo alla rete anche se lontano dal router, una penna USB Kingston da 16 GB, un telecomando con batterie incluse, un alimentatore e i vecchi cavi Scart / RGB. Un prodotto che arriva già completo  e pronto per essere utilizzato ad un prezzo decisamente competitivo anche se venduto a prezzo di listino (29 € circa comprensivo di spedizione).

Legge quasi ogni formato di video presente sul mercato, il tutto in full-HD 1080p, con possibilità di appoggiarsi a server DLNA o dischi esterni attaccati alla sua porta USB frontale, un vero alleato del televisore considerando che può inoltre essere connesso all’antenna così da mettersi in mezzo al percorso e fare registrazione dei contenuti televisivi sulla stessa chiave USB o disco collegato (quindi consente time-shifting dei programmi).

Aggiornamento del firmware

Per poter utilizzare la Vodafone TV Solution con una connessione ADSL non Vodafone sarà necessario aggiornare il suo firmware. Il prodotto è infatti realizzato per collegarsi alla Vodafone Station. Per poter abilitare la possibilità di cercare altri Access Point servirà scaricare questo file sul sito di Vodafone: beta.vodafone.it/tvsolution/download/fwdownload.php, quindi metterlo su chiave USB (anche quella che trovate nel pacchetto del prodotto), inserirla nella porta frontale e accendere il media player. Così facendo comparirà una schermata iniziale che chiederà se effettuare l’aggiornamento (inutile che io vi dica la risposta, vero?):

Al termine dell’aggiornamento il device si riavvierà e arriverà alla schermata iniziale di configurazione. Basterà seguire la procedura guidata per cominciare. Bastano pochi passaggi e vi verrà chiesto di collegare il cavo antenna al media player per la ricerca dei canali. Potete saltare questo passaggio se volete utilizzare Vodafone TV Solution come semplice client DLNA, fatela se volete invece sfruttare in futuro la possibilità di registrare contenuti dal digitale terrestre o fare time-shifting. Chiaramente vi verrà chiesto di preparare la chiave USB (o il disco esterno collegato), lo potete lasciar fare al dispositivo a patto di perdere ogni dato salvato sul supporto esterno.

Client DLNA?

Si, è la funzione più comoda di questo dispositivo a mio modesto parere. La Vodafone TV Solution è in grado di rilevare automaticamente server DLNA all’interno della vostra rete, quindi esplorarne e riprodurne i contenuti. Se non sapete cos’è il DLNA e cosa vi permette di fare vi consiglio la lettura della relativa voce su Wikipedia: it.wikipedia.org/wiki/DLNA.

Un PC (il mio, nda) che rimane sempre acceso e che contiene all’interno dei suoi dischi fotografie, musica, film, la Vodafone TV Solution in salotto, attaccata in HDMI al televisore, la rete WiFi di casa, non serve null’altro. Una volta accesa la Vodafone TV Solution potrà accedere liberamente al mio server DLNA che permette a sua volta di riprodurre in streaming qualsiasi cosa precedentemente abilitata. Qualità del video e dell’audio dipendono dal carico della vostra rete, a patto di non tenere attivo chissà cosa vi posso assicurare che sarete soddisfatti del risultato, non è necessario essere esperti di rete o di programmazione, basta un semplice programma opportunamente configurato, vi spiego quindi su cosa è ricaduta la mia scelta.

Serviio Media Streaming Server

Un Media Server installabile sul PC, scritto in Java, compatibile quindi con ogni sistema operativo e gratuito per il suo utilizzo di base, a pagamento nel caso in cui vogliate sfruttare la sua interfaccia nativa studiata per i dispositivi mobili (girare quindi per casa con il vostro iPad o iPhone e vedere i vostri contenuti multimediali (anche fuori casa, a patto di avere un IP pubblico, ma questa è un’altra storia), non potreste desiderare di meglio. Disponibile sul sito ufficiale serviio.org, va scaricato e installato (quindi avviato, si basa su un servizio di sistema che resterà sempre disponibile e raggiungibile su una specifica porta della vostra macchina). Diamo insieme un’occhiata alla configurazione tramite la sua console.

Potete aprirla facendo clic con il tasto destro sull’icona di Serviio nella tray di Windows (vicino l’orologio, per capirci) e selezionando la voce “Open Serviio Console“, vi si presenterà qualcosa di molto simile:

Ciò che a voi serve fondamentalmente si trova sotto “Library“, tab nella quale potrete specificare cosa mostrare ai client che si allacceranno al nuovo server DLNA di casa. Potrete aggiungere singole cartelle e sottocartelle, potrete inoltre specificare che tipo di file cercare al loro interno rendendoli di fatto disponibili. Nell’immagine qui di seguito potrete notare due fonti possibili dove cercare i file di solo tipo film, le ultime due icone infatti indicano la possibilità di leggere metadata e aggiornare automaticamente il contenuto in caso di modifiche:

Ci sarebbe anche la possibilità di inserire sorgenti online, ma anche in questo caso si tratta di una ulteriore personalizzazione che probabilmente non vi serve, soprattutto perché la Vodafone TV Solution permette già di andare a cercare video online o esplorare il mondo di YouTube. Passiamo avanti e lasciamo tutto invariato andando ora sulla tab “Metadata“, nella quale sarà possibile chiedere al programma di scaricare copertine e informazioni aggiuntive partendo dai nostri file:

Ed infine “Presentation“, area in cui specificare cosa mostrare all’esterno, che tipo di struttura visualizzare, che albero, importante anche per la Vodafone TV Solution che utilizzerà una sua visualizzazione ridotta a ciò che avete deciso di mostrare, anche per l’interfaccia nativa di Serviio nel caso in cui vogliate utilizzarla da dispositivo mobile o altro PC sulla stessa rete:

Salvate il tutto (in ogni schermata, il pulsante Salva infatti non sarà in grado di memorizzare le impostazioni fissate su tutto il programma ma solo quelle della singola area che state visualizzando nello specifico momento) e godetevi il risultato. Avviando infatti la Vodafone TV Solution e selezionando “My Videos” / “PC (DLNA)” (dove PC è il nome della vostra macchina) potrete esplorare le aree abilitate da Serviio e mandarne “in onda” il contenuto, in tempo reale, direttamente dal vostro computer al vostro televisore per godervi al meglio il contenuto scelto, comodamente affondati nel divano con pop-corn e drink alla mano.

Buona visione! :-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi le mie opinioni. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: acquistato di tasca mia per giocarci un po', tutto sommato non me ne sono mai pentito. Peccato non siano usciti ulteriori firmware nel tempo.
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