Archives For Sky Go

Quando ho deciso di spendere quei 40€ per l’acquisto di una Amazon Fire TV Stick, l’intenzione era quella di provarla e capire se potesse fare al caso dell’ambiente cucina e living poco smart dei miei genitori, con televisori collegati –fino a oggi– ai piccoli Roku targati e personalizzati NOW TV, abbastanza limitati nei movimenti, ormai non al passo con i tempi. Ti racconto com’è andata e perché potresti farci anche tu un pensierino, se l’intenzione è quella di poter personalizzare (di molto, rispetto al semplice Cast) il tuo rapporto con il televisore e i contenuti video.

Amazon Fire TV Stick | Basic Edition: ha senso l'acquisto? 1

Amazon Fire TV Stick

Parto con il dirti che sono stato utilizzatore di Google Chromecast per anni, e ancora prima di Apple TV (subito prima che il TvOS lasciasse il giusto spazio allo Store e alle applicazioni di terze parti, quando statisticamente in casa Android ha preso il sopravvento), questo mi è sempre bastato, streaming diretto dai miei dispositivi e decoder satellitare per tutto il resto. Amazon Fire TV Stick non era prevista, così come un qualsiasi altro box TV Android più carrozzato e specifico. Amazon Fire TV Stick può collocarsi in una fascia di mercato medio-bassa, dedicata a chi vuole rendere smart il proprio televisore, completandolo con applicazioni che sei abituato a usare quotidianamente su smartphone o tablet (entro i limiti hardware imposti dal prodotto).

Nella sua versione Basic Edition, Amazon Fire TV Stick propone la chiave da collegare alla porta HDMI del televisore (con relativa prolunga, per farla un pelo più assomigliare a Chromecast e per aiutare chi ha posizionato il televisore a corta distanza dal muro), un cavo microUSB e un comune adattatore da inserire in una presa per l’alimentazione, inclusi anche telecomando Fire TV e 2 batterie AAA (il telecomando può essere “sostituito” dall’applicazione Fire TV per Android e iOS).

Amazon Fire TV
Amazon Fire TV
Price: Free
Amazon Fire TV
Amazon Fire TV
Developer: AMZN Mobile LLC
Price: Free

Ho iniziato a configurarlo, installare nuove applicazioni approfittando delle proposte Amazon in primo piano, per poi perdermi in un mondo di personalizzazioni fatto perlopiù di alternative realizzate da terzi, ben distanti dalla raccolta organizzata in malo modo dal big del commercio (sì, non sopporto davvero l’organizzazione delle categorie e suddivisione delle applicazioni proposte da Amazon, oltre il “Primo piano” si entra in un pozzo di confusione più unico che raro).

Acquistare una Amazon Fire TV Stick oggi vuol dire riuscire a portare sullo schermo di casa Amazon Prime Video, servizio altrimenti non “castabile” (fa schifo, lo so, è per fartela rapida) a causa della solita annosa questione legata all’antipatia tra Google e Amazon (la stessa che ha causato la magica sparizione dell’applicazione YouTube proprio da Fire TV Stick, ora accessibile solo tramite browser, nda). Fino a oggi, l’unico modo che avevo per guardare Prime Video oltre l’utilizzo dell’iPad Mini (limitato quindi dalla sua massima diagonale di monitor) era accendere la Xbox One X e utilizzare l’applicazione installata dallo Store di Microsoft:

Amazon Prime Video
Amazon Prime Video
Developer: ‪Amazon Development Centre (London) Ltd‬
Price: Gratis

L’interfaccia, fatta eccezione per l’organizzazione delle applicazioni installabili in un secondo momento (come già detto qualche riga più su), è sufficientemente valida e semplice da utilizzare, si può intuire quanto basta come e dove muoversi, ma si potrebbe fare di gran lunga meglio (qui Netflix può solo fare scuola, così come in generale un qualsivoglia buon launcher per Android).

Posso dirti che rispetto a Chromecast, Amazon Fire TV Stick è certamente più comoda per una questione di libertà rispetto ai dispositivi posseduti, ma scomoda per quello che riguarda il controllo dello streaming (un Plex che trasmette a Chromecast può essere facilmente controllato dall’area notifiche dello smartphone, per mettere in pausa o muoversi in avanti / indietro rispetto al momento che si sta visualizzando con un solo clic), con però il minimo comune denominatore dovuto alla compatibilità con un numero limitato di applicazioni, cosa che con Amazon Fire TV Stick si nota molto meno, grazie alla possibilità di personalizzazione (più ampia rispetto al concetto espresso da Amazon stessa).

Personalizzazione

È forse questo il paragrafo più interessante per il cliente finale, soprattutto con quello che adora mettere le mani sotto al cofano senza accontentarsi di ciò che che viene proposto dal libretto di istruzioni. Ciò che ti serve avere a disposizione per poter procedere con questa parte di articolo è uno smartphone o tablet Android (ultima spiaggia è un emulatore installato sul tuo PC, come BlueStacks), che ti renda la vita maggiormente comoda grazie all’applicazione Apps2Fire:

Apps2Fire
Apps2Fire
Developer: Koni
Price: Free

Prima di partire: modalità sviluppatore

Per poter operare su Fire TV Stick in totale (o quasi) libertà, ti servirà attivare la modalità sviluppatore e la comunicazione ADB (quest’ultima fondamentale per lo scambio dati via IP con Apps2Fire). Per effettuare la modifica dovrai andare nel menu Impostazioni, spostarti in Dispositivo, quindi Opzioni sviluppatore, e infine attivare Debug ADB e Applicazioni da fonti sconosciute.

Configurazione di Apps2Fire

Ora che la Fire TV Stick è pronta, apri Apps2Fire così da poterla configurare. Spostati nella schermata di Setup (l’ultima) e inserisci l’indirizzo IP della tua Fire TV Stick. Se non conosci quest’ultimo, vai nelle Impostazioni di Fire TV Stick, spostati sotto DispositivoInformazioni → Rete, leggi sulla destra i dettagli e riporta l’indirizzo IP nell’applicazione:

Fai clic su Save, verrà tentata la connessione alla tua Fire TV Stick. Fatto ciò, si può procedere con qualche piccolo esperimento.

Mediaset Infinity

Altro servizio che ho sempre mandato in streaming via Chromecast e che, con l’aiuto di Apps2Fire, è possibile installare su Fire TV Stick anche se non dichiarato compatibile (e quindi non disponibile nelle applicazioni proposte nell’elenco ufficiale di Amazon). Tutto nasce da un thread all’interno del forum di XDA, dicembre dello scorso anno: forum.xda-developers.com/fire-tv/themes-apps/app-mediaset-infinity-apk-android-tv-t3715377.

Sky Online o Mediaset Infinity? La verità sta sempre nel mezzo 5

La procedura di installazione è semplice e te la riporto qui di seguito (già verificata con successo).

Via Smartphone (e Apps2Fire)

  • Scarica tramite smartphone (tablet o Android su PC) il file APK di Infinity per TV che trovi su XDA. Per tua comodità, ne ho salvato una copia all’indirizzo gioxx.org/fire/apk/Infinity_1.0.5.apk.
  • Apri Apps2Fire, spostati sotto Fire TV Apps e fai clic sull’icona Upload (quella con la freccia rivolta verso l’alto) per iniziare la procedura di caricamento APK. Salvo errori, il pacchetto di Infinity si troverà all’interno della cartella Download del tuo smartphone, fai clic su di esso e lascia che Apps2Fire faccia il resto, caricando sulla Stick Infinity e installandola.

Avvia l’applicazione ed effettua il login, goditi ora il catalogo Mediaset al quale hai accesso.

Via Fire TV Stick

  • Installa Downloader (programma suggerito già alla prima installazione di Amazon Fire TV Stick), aprilo e puntalo all’indirizzo go.gioxx.org/infinityapk, questo ti permetterà di scaricare l’APK di Infinity nella memoria di Fire TV Stick, dovrai solo installare manualmente l’applicazione.

C’è solo Infinity?

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 3

Affatto. C’è TIMVision, ma anche SkyGo o RaiPlay, APK che trovi facilmente tramite GitHub, puntando il browser all’indirizzo github.com/TheMiguelBi/APP_for_Amazon-Fire-Tv-Stick_BasicEdition e che puoi installare con gli stessi metodi che ti ho riportato sopra per Infinity.

La RAI, per esempio, preferisco richiamarla tramite Kodi (e insieme a lei anche La7, Mediaset On Demand e altro ancora).

Kodi per Fire TV Stick

Il mondo che include altri mondi, Kodi è il Media Player che da anni monopolizza i Media Center di molti salotti o semplici postazioni da lavoro portatili. Puoi installarlo anche su Fire TV Stick, è semplice e puoi farlo rapidamente tramite Downloader. Ti ho creato un collegamento rapido che punta alla giusta versione per l’architettura utilizzata dalla Stick di Amazon: go.gioxx.org/firekodi.

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 4

Una volta installato, puoi espandere i confini del semplice Media Player locale arricchendolo di plugin che puoi facilmente reperire online, chiaramente aggiungendo sorgenti sorgenti esterne.

Prima di continuare

Ti tocca abilitare l’installazione di plugin di terze parti da fonti sconosciute, un po’ come fatto prima per l’installazione degli APK in Fire TV Stick. Vai nelle Impostazioni e spostati in Add-ons, quindi abilita l’opzione Fonti sconosciute (nella parte di destra, come in immagine di seguito seppur in lingua inglese):

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 6

Ora puoi procedere

Per farlo vai nelle ImpostazioniFileAggiungi Sorgente, quindi fai clic su <Nessuno> e imposta l’URL verso il repository dei plugin (e non solo) da installare, per esempio https://gioxx.org/fire, spazio personale che ho creato per raccogliere alcuni plugin sicuramente funzionanti e testati, messi anche a tua disposizione. Una volta dato un nome e aggiunta la sorgente esterna, potrai richiamarla per l’installazione di file ZIP.

Spostati nella schermata degli Add-on e scegli di installarne da Repository (Installa da repository), quindi fai clic su “..” (è la prima voce in alto in ordine alfabetico, servirà per salire di un livello) → Installa da un file zip.

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 5

Scegli ora il repository esterno che hai precedentemente inserito in Kodi e seleziona il file ZIP da installare. Nella sorgente esterna che ti ho messo a disposizione troverai alcuni plugin potenzialmente interessanti anche per te, come quello dedicato alla Rai, Mediaset On-Demand, La7 e altri ancora, devi solo prenderti un po’ di tempo per effettuare i tuoi test.

In conclusione

Da qui in poi, ti basterà qualche ricerca Google e del tempo libero perché di grandi limiti associati a Kodi io non ne ho trovati. C’è tanto da scoprire, e Amazon Fire TV Stick ti offre la possibilità di farlo a un giusto prezzo, per lo meno fino a quando non deciderai di crescere (alzare l’asticella dai, mica mi riferisco alla tua età anagrafica!) e guardare con interesse al mercato dei box Android che offrono maggiori prestazioni (processori, RAM e memoria disponibile dai tagli decisamente più alti rispetto alla configurazione comunque valida di Fire TV Stick).

Acquistare Amazon Fire TV Stick per un cliente Prime vuol dire spendere circa 40€ (39,99€), che diventano 60 (59,99€) per chi cliente Prime non lo è. Il mio consiglio è quello di acquistare il prodotto se sei cliente Prime, o farlo fare al collega di lavoro (o amico) che lo è e che potrà acquistarne fino a due con il proprio account, perché per 60€ probabilmente punterei su altro (o conserverei quel budget per aggiungerci qualcosina e acquistare un box più performante).

Di certo c’è che l’esperienza rispetto a Google Chromecast cambia parecchio, e devo rimangiarmi la parola (basata un po’ sulla fiducia) verso coloro ai quali avevo detto che acquistare Amazon Fire TV Stick era inutile se si possedeva già Chromecast. Si possono fare maggiori esperimenti e far funzionare applicazioni non compatibili con Chromecast, senza metterci di mezzo una terza parte costituita dagli smartphone o tablet che mandavano il loro Cast verso il televisore, talvolta rimettendoci in qualità e stabilità di segnale (con Plex queste cose si notavano parecchio, soprattutto su flussi streaming esosi).

Per qualsiasi dubbio o ulteriore informazione inerente l’articolo, ti ricordo che l’area commenti è a tua totale disposizione :-)

× Android's Corner Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)
× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: acquistato di tasca mia per capire se potesse fare al caso dei miei genitori, ho finito per tenerlo, personalizzandolo per le esigenze di casa mia e di Ilaria!
Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Questo è un altro di quegli articoli già pronti da tempo, ma che tu leggerai solo in seguito al verificarsi di una particolare condizione, in questo caso si trattava di semplice attesa, sono rimasto in standby fino a quando il prodotto non è stato ufficialmente presentato alla stampa. Ora tocca anche a me, che ci ho “vissuto” gli ultimi mesi insieme.

Si chiama Sky Q, ed è probabilmente il futuro che molti sceglieranno di vivere per la fruizione dei contenuti che più adorano, Regole non più dettate né tanto meno scritte, un taglio netto con il passato, migliorando persino quella che fino a oggi è stata la già importante funzione del play on-demand impensabile per molti fino a qualche anno fa (prima che Sky introducesse sulla TV più tradizionale il concetto di Restart o download e visione in differita, o anche pausa e recupero tramite registrazione tampone su disco).

Sky Q: il futuro della fruizione dei contenuti TV

Sky Q

Non chiamarlo Decoder, lo è ma sarebbe riduttivo. È un Media Center per certi versi rivoluzionario rispetto a quanto siamo stati abituati a vedere e usare in questi ultimi anni. Se sei un cliente Sky e vivi la simbiosi con il telecomando che ormai sei abituato a vedere in una marea di case italiane, scorda tutto e inizia a fare spazio per le novità.

Quello che ho fatto, nel tempo, è stato raccogliere impressioni, esperienze, racconti da diario di bordo, che poi è stato un po’ il minimo comune denominatore dell’avventura Sky Q iniziata ormai diversi mesi fa, in un periodo di test durante il quale il silenzio doveva necessariamente regnare sovrano, e le uniche persone che hanno potuto vedere in azione il nuovo giocattolo erano quelle che ci venivano a trovare a casa nostra.

Quello che oggi ti propongo è un succo (bello denso) di ciò che fino a oggi io e Ilaria abbiamo potuto vedere, provare, tentare di piegare alle nostre esigenze talvolta perdendo lo scontro, talvolta vincendolo. Un prodotto che è pronto per il mercato (lo dimostra la sua commercializzazione ufficialmente ai nastri di partenza il prossimo 29 novembre), ma che ancora qualche piccola zona d’ombra ce l’ha, risultato brillante che comunque non viene poi molto inficiato, perché in tutta onestà ho già ammesso che non tornerei più indietro.

Installazione

Sky Q: il futuro della fruizione dei contenuti TV 3

Una telefonata con il Call Center di Roma, un appuntamento, un tecnico dedicato e 3 ore di slot durante le quali sarebbe stato necessario adeguare l’impianto (condominiale, nda) e sostituire il nostro decoder MySky HD, perdendo ogni registrazione salvata su esso. Insieme al nuovo decoder principale (quello che poi si scoprirà essere il Platinum della nuova offerta Sky Q), verrà installato uno Sky Q Mini, ricevitore “client” che prende ogni dato dall’unità principale e che –quindi– non ha più bisogno di un cavo satellitare dedicato, né tanto meno di una Smart Card. Ciao e grazie per tutto il pesce, Multivision (una gran bella novità per coloro che hanno dovuto rinunciarci in passato, proprio a causa della limitazione del cablaggio casalingo).

Sky Q installato e funzionante, subito in rete perché cablato diretto sul router di casa, Sky Q Mini installato e sincronizzato abbastanza rapidamente, è servito qualche minuto in più per scaricare un firmware più aggiornato e allineare sia l’unità principale che la periferica (è Sky Q che distribuisce poi il firmware ai Mini che trova in giro per la casa, nda). Smart Card nuovamente riattivata e finalmente Sky TG 24 sul monitor, canale di default del bouquet base. Certo qualche intoppo c’è stato, causato da una instabilità sommaria dei firmware ancora in beta chiusa, ma tutto si è risolto per il meglio tramite opportune segnalazioni e aggiornamenti arrivati in seguito.

Una rapida panoramica su tutte le nuove funzioni e sull’interfaccia rinnovata, una configurazione del telecomando di Sky per pilotare anche il televisore. Un caffè e due chiacchiere, l’intervento poteva considerarsi concluso.

Specifiche tecniche

Sky Q: il futuro della fruizione dei contenuti TV 6

Puro spettacolo per chi possiede più pacchetti e più membri della famiglia pronti a registrare qualsiasi programma, film o serie televisiva. Ciò che manca all’appello del nuovo Sky Q è il promemoria per l’inizio di un evento, per questo motivo la registrazione diventa protagonista fondamentale di tutto. Le contemporaneità considerando anche il canale che si sta visionando diventano 5, un numero impressionante considerando il passato.

Tutto questo viene permesso dai 12 tuner satellitari totali presenti nel prodotto. 4 vengono utilizzati per le registrazioni contemporanee, 5 per la visione dei canali in diretta, uno per il televisore collegato all’unità principale, due per gli Sky Q Mini presenti in casa (che possono al massimo essere 4, nda), ulteriori due per altrettanti dispositivi mobili. Ne restano fuori 3, uno dei quali serve per il minischermo dell’EPG, uno al canale di aggiornamento di sistema e l’ultimo è attualmente disoccupato (verrà utilizzato in futuro).

Il tuner digitale terrestre è di tipo DVB-T2 (codifiche in HEVC), già compatibile con le nuove specifiche previste per il 2020/2022. Forse inutile dire che anche i programmi dei canali DTT potranno essere registrati e conservati sul disco locale di Sky Q (uno al massimo per volta però, perché se si vuole intercettarne due salterà fuori un avviso di impossibilità).

Sky Q Mini è invece (come avrai intuito) poco più di un client stupido, in grado di ricevere ogni contenuto dall’unità principale e nulla più (senza di quella, lui non servirà assolutamente a niente, il collegamento alla rete WiFi 5 GHz nascosta creata dallo Sky Q principale diventa così fondamentale). Tutti i contenuti inviati in streaming verso Sky Q Mini sono codificati in H.264 con risoluzione Full HD.

L’interfaccia

Sky Q: il futuro della fruizione dei contenuti TV 2

Completamente rinnovata, per certi versi ispirandosi all’esperienza già vista in passato su Sky Online / NowTV. Intuitiva, facile da utilizzare sin dal primo minuto, il tasto Esci del telecomando diventerà il tuo peggior nemico, dovrai abituarti quanto prima a premere il tasto indietro nella ghiera centrale. I raggruppamenti e le ricerche, inizialmente un pelo disorganizzate e dispersive, sono ora decisamente più fruibili e meglio schierate per venire incontro alle tue esigenze (novità dell’ultimo firmware disponibile da una manciata di giorni rispetto all’annuncio pubblico).

Tutto è profondamente integrato e interconnesso su ogni sistema, l’esperienza d’utilizzo è standardizzata ovunque, potrai fruire i tuoi contenuti senza mai perdere un secondo del tuo programma in diretta o della tua registrazione, anche cambiando stanza di casa, o magari uscendo proprio da questa e continuando la visione sui mezzi pubblici (per esempio). Se stai utilizzando Sky Q, altra cosa che mi è molto piaciuta, potrai navigare facilmente nei canali (senza spostarti da quello che stai guardando in diretta) un po’ come succedeva già in passato, ma ottenendo ora un’anteprima live di ciascuno di essi, oltre alle solite informazioni riguardanti inizio / fine / trama / ecc.

Altrettanto bello è il modo di collegare tra di loro gli episodi di una serie televisiva, permettendo in qualsiasi momento di saltare a quello precedente o successivo con un paio di clic del telecomando, a prescindere che l’episodio sia stato già registrato e conservato nel decoder oppure che si trovi nell’area On Demand (ammesso che sia ancora disponibile), così come la proposta totalmente autonoma di andare avanti con il binge watching se non si interviene da telecomando (stile Netflix).

Ciò che mi piace meno è invece la nuova barra di avanzamento rapido della registrazione, perché in alcuni casi (sui canali Fox, nda) va a coprire il countdown della pubblicità, dettaglio importante di usabilità che forse è stato trascurato, perché non di solo On Demand (senza pubblicità) è fatto il mondo dei contenuti televisivi (soprattutto quando manca la licenza per tenerli lì disponibili successivamente).

Altro errore che c’era e che è invece stato risolto, era quello relativo alla collezione di contenuti di uno stesso titolo. Capitava che le stagioni, durante la ricerca di un contenuto, si fondessero tra di loro creando molta confusione (episodio 1, episodio 1 e ancora episodio 1, ma guardando attentamente si notava che rispettivamente appartenevano a stagione 1, stagione 2 e stagione 3, nda), fortunatamente risolto con l’arrivo del (a oggi) penultimo firmware del sistema.

Assente, per il momento, la possibilità di voto tramite tasto verde del telecomando durante i live delle trasmissioni come X Factor, 4 Ristoranti e via discorrendo. Presente all’appello invece il Mosaico (che usa lo stesso pulsante) per gli eventi sportivi di MotoGP e Formula 1 (conclusi entrambi, ma c’erano, te lo assicuro :-)).

Dovrebbero arrivare entro brevissimo le applicazioni Android e iOS ufficiali. Qui un assaggio di quella iOS in azione (via programma TestFlight):

C’è tanto spazio

Sky Q: il futuro della fruizione dei contenuti TV 4

Che in realtà è riferito in particolare a Sky Q in offerta Platinum, grazie ai 2 TB di spazio disco messi a disposizione (meccanico, niente SSD, i costi salirebbero alle stelle e in effetti non sembra esserci affatto bisogno di un disco ad alta velocità), i quali dovranno bastare al decoder principale e anche a tutti gli Sky Q Mini sparsi per la casa. Le ore di registrazione dichiarate sono 1000 in alta definizione, e non fatico a crederci.

Considera poi che –altra bella novità– qui “gli errori sono riparabili“, esiste infatti l’equivalente del Cestino su sistemi Windows (e non solo), che ti permetterà di recuperare in tutta tranquillità i contenuti video che hai cancellato (volutamente o per sbaglio), arma a doppio taglio di un’occupazione apparentemente troppo alta rispetto ai contenuti che ancora devono essere guardati, ti servirà quindi fare un salto in quello spazio di memoria a fare pulizia di tanto in tanto (qui mi riprometto di chiedere delucidazioni al supporto per capire se esiste un Grace Period o simile oltre il quale parte automaticamente una pulizia, aggiornerò l’articolo in seguito).

Alla stessa maniera, ma non certo per questioni di recupero file eliminati, esiste anche un’ulteriore vista chiamata “Memoria“, la quale ti permetterà a colpo d’occhio di capire quali sono i contenuti che occupano maggiore spazio disco, permettendoti inoltre di cancellarli tutti in un solo colpo (per esempio, un’intera stagione di una serie televisiva che hai appena terminato di vedere). Questo perché, se utilizzassi solo la vista “Iniziati“, essa ti permetterebbe di nascondere l’episodio già visto, proponendoti sempre il successivo da vedere, cosa assai comoda per chi non fa uso di applicazioni che tracciano l’avanzamento delle serie televisive (roba di cui ho già parlato qui e di cui presto parlerò ancora).

Buono, tanto per chiudere in bellezza, il cuscinetto a disposizione nel caso in cui tu non abbia lanciato o programmato una registrazione. Se stai guardando il contenuto, potrai tornare molto più indietro rispetto a prima, per rivedere ciò a cui hai fatto poca attenzione (senza esagerare però, di certo non registra l’ultima mezz’ora di contenuto andato in onda!).

In conclusione

Sky Q: il futuro della fruizione dei contenuti TV 5

Un buon progetto che ha ancora molto da “imparare” dal suo predecessore, nonostante sia partito alla grandissima e con delle novità che avresti solo potuto sognarti fino a qualche tempo fa. La TV è sempre più sotto il controllo di chi la guarda, e non il contrario. Nasce così un’estrema personalizzazione basati su gusti e abitudini del cliente finale, che è evidentemente lo scopo ultimo e maggiore di Sky e di questo grande investimento.

Ci saranno certamente altre occasioni di parlare di Sky Q (non fosse per nuovi rilasci di firmware e funzioni da riportare a bordo del nuovo Media Center dell’azienda di Rogoredo), resta quindi sintonizzato (tanto per rimanere in tema).

Ora, volendola buttare in caciara e risata di chiusura pezzo, quando mi ridate la possibilità di inserire i promemoria per i programmi che mi interessa vedere in diretta senza far partire la registrazione? :-)


Per approfondire ulteriormente: tg24.sky.it/spettacolo/2017/11/22/nuovo-sky-q.html

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Fattene una ragione. Da quando è stato rilasciato Sierra, il macOS (e in particolare Safari) ha messo in campo ulteriore cattiveria e spocchiosità nei confronti dei plugin di terze parti. È una buona cosa? Certamente si, vale per qualsiasi browser, qualsiasi OS, qualsiasi plugin, primo tra tutti Adobe Flash, ma ovviamente anche Silverlight non fa eccezione.

Per questo motivo, se sei uno dei tanti ad avere problemi con la visualizzazione di Sky Go dal tuo fedele compagno Apple, devi sapere come muoverti affinché si possa tornare a fruire dei contenuti della PayTV in mobilità. È un trucco semplice ma che ancora miete vittime, lo si mette in pratica in due minuti al massimo.

macOS: Sky Go e i suoi problemi con Silverlight 2

La modifica va operata tramite Safari (la cosa non impatta infatti Chrome o Firefox, tanto per dire), prova a seguire questi due semplici passaggi:

Le modifiche operate sono immediatamente funzionanti (alla chiusura della finestra di impostazioni di Safari). Ora dovresti riuscire ad accedere ai contenuti della piattaforma di Sky, ti basterà aggiornare tuttalpiù la pagina.

× Le pillole del Dr.Mario

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!
Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Dice bene Guido Meda che, nonostante la sua proverbiale imparzialità nei confronti dei campioni della MotoGP (si, sono ironico), riporta un’equazione esatta: i clienti di SKY pagano un servizio, quello che deve essere sempre all’altezza delle aspettative, quelle più complesse, quelle che non permettono il minimo errore, si pretende il massimo e anche ciò che ancora non si può sapere di desiderare. L’ho certamente condito con ulteriori mie osservazioni (da cliente), ma il succo della questione è proprio questo, discusso durante la conferenza stampa dedicata al lancio della nuova stagione motori tenutasi al circuito di Franciacorta lo scorso 29 febbraio, la #SKYMotoriStart. Questo doppio nastro di partenza non è però l’unica novità di marzo proposta dal colosso di Rogoredo, scopriamo insieme il ventaglio e ragioniamoci sopra.

SKY: a marzo c'è tanta carne al fuoco

Non ci saranno più le mezze stagioni

È ciò che recita la pubblicità che tappezza Milano. Nei cartelloni a scorrimento in mezzo alla strada (alle stazioni di attesa bus, nda), nella metropolitana, nei quotidiani. Di cosa si tratta? Di tempi maturi. Abbiamo Sky On Demand (da tempo, ormai), abbiamo Netflix, abbiamo diversi altri servizi che propongono streaming di buona qualità e che permettono di vedere ciò che si desidera, quando lo si desidera. È la TV che deve sottostare ai nostri orari, non noi ai suoi, non più ormai. Tempi maturi, si diceva, e ne parlavo giusto lunedì scorso con un amico che in Sky ci lavora sul serio. Le statistiche parlano loro in maniera chiara, e negli ultimi 18 mesi quelli che finalmente hanno capito che la fruizione dei contenuti può e deve essere controllata dal proprio telecomando (o altro device mobile), sono aumentati, hanno permesso di far nascere una tecnologia che già c’era, esisteva, dormiente, pronta per essere messa a disposizione di tutti ma non ancora giustificata.

Si chiama Sky Box Sets e va a completare un ventaglio diversamente non accessibile su piattaforme concorrenti: propone stagioni intere di serie televisive sotto licenza Sky.

SKY: a marzo c'è tanta carne al fuoco 1

Prendiamo colui che ho continuato a citare fino a ora come punto di riferimento. Sono cliente Sky, sono anche cliente Netflix (e si, ho anche un abbonamento Infinity perché a me questo mondo piace, assai, brutta piaga). Non si tratta della stessa cosa ed è difficile metterli al confronto, nascono diversi. Non c’è possibilità di accedere ai contenuti da più postazioni, non per il momento almeno (eccezione fatta per chi ha Sky Go già attivo). L’offerta è dedicata esclusivamente agli abbonati Sky, chi non lo è non accede, è molto semplice. Non c’è neanche un periodo di prova. È compreso nell’offerta HD o Famiglia, a pagamento per tutti gli altri che non hanno almeno una delle due opzioni. Non occorrerà registrarsi da nessuna parte, imparare alcunché, configurare chissà quale applicazione o dispositivo, è già tutto pronto, basterà il telecomando del proprio decoder.

Grazie agli accordi con HBO, Showtime e ABC Studios (tanto per citarne tre) e le produzioni originali Sky, Sky Box Sets approda sui televisori degli abbonati con 50 titoli, alcuni tra i quali hanno permesso al gruppo di Murdoch di conquistare la fiducia e la fedeltà di tanti nuovi clienti. Si arriverà a 100 titoli entro il primo anno di vita del servizio. Non è male, non è certo oro che cola. Ricordo ancora fin troppo bene le lamentele per un Netflix che è partito un po’ in sordina e con parte dei titoli non disponibili, alcuni facenti parte proprio del ventaglio di esclusive Sky. Non è stata presa bene dai puristi, si è cercata, imparata e utilizzata la soluzione VPN per aggirare l’ostacolo e accedere al catalogo completo. Come si reagirà a Sky Box Sets?

Ciò che davvero manca è un tetto unico, e mi rendo conto che sto chiedendo la Luna. Un servizio, uno solo, la possibilità di accedere a un catalogo talmente vasto da non farsi bastare una sola vita per vedere tutto ciò che ci interessa, a un prezzo onesto che possa essere sostenuto mensilmente. Ci siamo lamentati per anni e anni dell’abbonamento RAI (io mi lamento ancora, non guardo i loro programmi e non mi sembra giusto pagare, ma è obbligatorio), perché non ci si lamenta mai per la cifra in fondo a destra in un ipotetico foglio di calcolo a fine anno? Quella cifra è data dalla somma dei pagamenti mensili di ciascun servizio che si sfrutta. Se mensilmente non fanno certo paura, vedere quella somma un po’ lascia perplessi e ci si chiede se ne vale davvero la pena. Potranno nascere nuovi servizi, ogni giorno, lo stipendio non aumenta e neanche le ore che compongono la giornata e quel poco tempo libero che ci rimane a disposizione dopo aver assolto a ogni nostro dovere, trovate l’errore.

Mi piace Sky Box Sets? Si, perché funziona, e perché fa parte del mio abbonamento senza la necessità di dover sborsare ulteriori soldi, difficilmente sarei disposto a sopperire all’ulteriore spesa se così non fosse, rinunciando alla possibilità di recuperare puntate di stagioni che magari mi sono perso, e che nel frattempo sono scadute e non più reperibili nel normale On Demand. D’altronde il disco fisso presente nel decoder ha solo 500GB, bisogna fare i conti con la molteplicità di titoli che si è finiti per seguire! :-)

Non di solo serie

Si perché, escludendo gli introiti portati dal calcio, i motori sono quelli che attirano più l’attenzione e, di conseguenza, abbonamenti. Si parla della migliore stagione che si sia mai vista, ma suona un po’ come la pubblicità dell’iPhone di Apple, sempre migliore rispetto all’ultimo, come potrebbe essere altrimenti? Mi concedete una citazione? Nessuno scrittore resiste a una buona storia, così come un politico non resiste a far promesse che non può mantenere (no, tocca a voi capire o ricordare a chi sto facendo riferimento). Funziona così con tutti, Sky compreso, e questo esula dalla fiducia che un cliente può (o non) avere. Sarà molto difficile battere l’adrenalina che si è diffusa nel corpo durante l’ultima stagione di MotoGP, lo stesso Meda dovrebbe saperne qualcosa.

Facili ironie a parte, i numeri sventolati dal gruppo di entertainment parlano chiaro: 9 mesi di gare (si arriva alla fine di novembre), 39 GP rigorosamente in diretta e in alta definizione, 11 le esclusive in diretta per il canale F1 (21 le totali), 10 per il canale MotoGP (18 le totali). Non so se il gruppo sarà capace di battere i 7,1 milioni di spettatori unici raggiunti lo scorso anno (Sky Go ha contato 630.000 contatti e oltre 1 milione sull’interattività con i canali, per una crescita complessiva del 40% rispetto allo stesso risultato, immagino, del precedente anno) e quel tetto di 10 milioni raggiunto con la sola gara di Valencia, ma posso certamente augurarglielo. Con l’occasione, sono stati rinnovati anche i mosaici, che permetteranno di seguire costantemente tempi e on-board del proprio campione.

Condite il tutto con le voci e i volti di coloro che sull’argomento possono permettersi il lusso di parlare con cognizione di causa, senza inutili lamentele (ogni riferimento al commento gara F1 dello scorso anno quando la Ferrari non è stata inquadrata per lungo tempo è puramente casuale). Polemiche che fanno bene allo sport e alla discussione, le eterne sfide e sfottò da tifosi quando ci si ritrova con gli amici per una birra o un saluto su Facebook.

Dal 20 marzo prossimo non ce ne sarà più per nessuno, si partirà con la contemporaneità dei due mondiali ai nastri di partenza 2016, in Qatar (MotoGP) e in Australia (F1), fortunatamente in orari diversi, sfortunatamente con una levataccia necessaria (e una notte giovane). Che poi sapete che vi dico? Stimo Vettel, tantissimo, e adoro la Ferrari, ma proprio no, quel giorno per me ci sarà solo la MotoGP e un nuovo tentativo di andare a completare la decima, che io ci credo ancora, e sono pronto a perdere la voce saltando come un canguro sul divano (o forse no, che è nuovo e magari la compagna mi ammazza).

Scaldate i motori.

Giusto per la cronaca e per un mondo migliore: NON si tratta di un articolo sponsorizzato. Ho preso parte alla conferenza stampa di Sky, mi sono divertito e l’ho trovata molto interessante, mi è piaciuto poter dare un volto a quella che spesso è solo una voce. Ho inoltre provato Sky Box Sets direttamente tramite il mio decoder, sono un cliente pagante, nessun regalo da parte di nessuno, ho semplicemente espresso le mie opinioni e snocciolato qualche numero ottenuto in conferenza, per il puro piacere di parlare di questo tipo di argomento che mi appassionano.

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Volendolo definire con parole estremamente semplici, Sky Online TV Box è il bouquet dei canali Sky più main-stream che potete facilmente installare ovunque sia disponibile una connessione a internet. È Sky anche dove Sky non c’è, non con la sua offerta di punta con parabola, possibilità di registrazione dei programmi e servizi annessi ma pur sempre una buona parte dei programmi migliori sempre disponibili on-demand e l’aggiunta di canali live per seguire in diretta gli show più discussi e i film da poco usciti nelle grandi sale.

Potrete godere della comodità di Sky Online (che nel frattempo ha compiuto il suo primo anno di vita e del quale vi ho parlato in una mia comparativa per la migliore offerta in streaming) senza necessità di passare da console o smart-TV. Insieme all’applicazione presente su smartphone e tablet questa costituisce la terza soluzione “portabile” legata al proprio account.

SkyOnline-TVBox

Perché la necessità di un ulteriore device da collegare al proprio televisore? Perché così facendo chiunque può realmente sfruttare le potenzialità di Sky Online anche nel caso in cui non abbia a disposizione alcun apparato compatibile proiettabile sul televisore, io fino ad oggi ho sfruttato appieno il mio abbonamento passando per Xbox One e l’applicazione appositamente sviluppata, fermo restando che quest’ultima ha ancora qualche pecca e quell’instabilità che di tanto in tanto la rende “peggiore” di quella offerta sull’hardware Roku sul quale gira la sua versione ad-hoc sviluppata per il colosso di Rupert Murdoch.

A proposito di hardware: nessuno ha inventato nulla. Roku da tempo produce i suoi media player che sono parecchio conosciuti nel mondo, avevo avuto l’occasione di provarne uno qualche tempo fa. La possibilità di installare applicazioni (canali, ndr) come fosse uno smartphone (anche se in maniera più limitata, ovviamente) è sicuramente una gran comodità, quella sfruttata da Sky è quindi un’ottima opportunità di espansione che si spera non diventi soluzione blackbox nonostante tutti i dubbi leciti.

SkyOnline-OffertaSKYTVBOX_pc_banner_edit

Installazione tramite il contenuto della scatola acquistabile comodamente su Amazon (contenente già un mese di servizio gratuito con ticket intrattenimento e cinema ed un secondo mese a solo 1€, ndr), la creazione di un account sul sito del servizio (skyonline.it) e l’inserimento delle credenziali a video (sia per collegarsi alla WiFi di casa, sia per entrare nell’account di Sky Online). Nel frattempo il dispositivo rileverà un aggiornamento che dovrà chiaramente eseguire (sarà proprio quest’ultimo a personalizzarlo e permettergli di installare il canale di Sky Online).

Onestamente per l’ultima fase di autenticazione avrei preferito un codice di associazione. Riportare username e password tramite il telecomando è scomodo e lento oltre che ricco di possibilità di errore (con conseguente nervosismo dell’utente finale), sarebbe bastato generare un codice in grado di –una volta riportato nella propria pagina utente sul sito di Sky Online– associare il dispositivo all’account, dettaglio comunque trascurabile (è una procedura che non vi toccherà rifare) che non abbassa di molto la valutazione di Sky Online TV Box.

A questo punto il device è pronto per dar spettacolo. L’applicazione è ben realizzata, sufficientemente intuitiva nel controllo e nell’esplorazione di titoli e canali disponibili anche se in tutta onestà preferisco quella sviluppata per le console (forza dell’abitudine, evidentemente). Di pecche non ce ne sono, non di nuove almeno: il flusso video era ed è rimasto in definizione Standard, nulla a che vedere con la qualità dell’HD offerta nell’abbonamento con parabola. D’accordo l’upscale sul proprio televisore, ma è ormai stupido pensare che le nuove offerte in fibra non possano sopportare la quantità di dati da scaricare (ne è la dimostrazione la nuova offerta digitale siglata da TIM e Sky). Possibilità di rivedere ciò che si è perso o rivedere ciò che è particolarmente piaciuto è un pacchetto facente parte di quell’offerta “On Demand” ampiamente rodata, solida e più che soddisfacente, tutto il resto “è noia, chiacchiere e distintivo“.

Il prodotto viene venduto ad un prezzo più che prevedibile considerando che si ha da sempre l’abitudine di sostituire il simbolo dell’euro a quello del dollaro e che un media player di nuova generazione Roku costa proprio 49,99$ oltreoceano. In più si vanno a risparmiare quei (circa) 20€ tra ticket cinema e intrattenimento (se in passato avete già sfruttato dei periodi di prova a 0,99€). A questo punto le domande d’obbligo diventano sicuramente un paio (soprattutto perché noi arriviamo a questo tipo di soluzione dopo che la stessa è già approdata da tempo nel Regno Unito): a quando uno streaming in alta definizione liberamente selezionabile al posto dello standard utilizzato di default e -ancora più importante- la sicurezza che la soluzione non venga abbandonata (con un fermo firmware allo stato attuale) senza possibilità di accedere agli altri canali già selezionabili su Roku considerando inoltre che Netflix presto sbarcherà in Italia con un’offerta sicuramente competitiva (con l’unica paura relativa al catalogo titoli disponibili) e possibili altri device e applicazioni dedicate?

Il detto lo conoscono tutti: chi vivrà vedrà, nel frattempo ci godiamo ciò che il mercato ha da offrire, passando sempre per il competitor più preparato e avanzato tecnologicamente, lo stesso che però non riesce proprio a portare Sky Go sulle stesse periferiche dove Sky Online “pascola” tranquillamente senza alcun nemico facente parte della stessa casata, che il Multivision viene fatto pagare come opzione e “sia mai” che io quando sono fuori per lavoro riesca a godermi il mio abbonamento sul televisore dell’appartamento che mi ospita.

In ogni caso sono contento che si sia avverato quanto sperato e discusso così tanto anni e anni fa con amici, colleghi e parenti. Lo streaming è ormai una realtà consolidata che permette di godersi i propri programmi e film in piena libertà e senza più la necessità di fare della pirateria il proprio grido di battaglia contro gli orari e le condizioni imposte dai big della comunicazione del piccolo schermo.

Good job, guys.

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: il box è stato fornito da Sky, ho potuto tenerlo al termine del test. Abbonamento di Sky Online di tasca mia.
Condividi l'articolo con i tuoi contatti: