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Questo è un altro di quegli articoli già pronti da tempo, ma che tu leggerai solo in seguito al verificarsi di una particolare condizione, in questo caso si trattava di semplice attesa, sono rimasto in standby fino a quando il prodotto non è stato ufficialmente presentato alla stampa. Ora tocca anche a me, che ci ho “vissuto” gli ultimi mesi insieme.

Si chiama Sky Q, ed è probabilmente il futuro che molti sceglieranno di vivere per la fruizione dei contenuti che più adorano, Regole non più dettate né tanto meno scritte, un taglio netto con il passato, migliorando persino quella che fino a oggi è stata la già importante funzione del play on-demand impensabile per molti fino a qualche anno fa (prima che Sky introducesse sulla TV più tradizionale il concetto di Restart o download e visione in differita, o anche pausa e recupero tramite registrazione tampone su disco).

Sky Q: il futuro della fruizione dei contenuti TV

Sky Q

Non chiamarlo Decoder, lo è ma sarebbe riduttivo. È un Media Center per certi versi rivoluzionario rispetto a quanto siamo stati abituati a vedere e usare in questi ultimi anni. Se sei un cliente Sky e vivi la simbiosi con il telecomando che ormai sei abituato a vedere in una marea di case italiane, scorda tutto e inizia a fare spazio per le novità.

Quello che ho fatto, nel tempo, è stato raccogliere impressioni, esperienze, racconti da diario di bordo, che poi è stato un po’ il minimo comune denominatore dell’avventura Sky Q iniziata ormai diversi mesi fa, in un periodo di test durante il quale il silenzio doveva necessariamente regnare sovrano, e le uniche persone che hanno potuto vedere in azione il nuovo giocattolo erano quelle che ci venivano a trovare a casa nostra.

Quello che oggi ti propongo è un succo (bello denso) di ciò che fino a oggi io e Ilaria abbiamo potuto vedere, provare, tentare di piegare alle nostre esigenze talvolta perdendo lo scontro, talvolta vincendolo. Un prodotto che è pronto per il mercato (lo dimostra la sua commercializzazione ufficialmente ai nastri di partenza il prossimo 29 novembre), ma che ancora qualche piccola zona d’ombra ce l’ha, risultato brillante che comunque non viene poi molto inficiato, perché in tutta onestà ho già ammesso che non tornerei più indietro.

Installazione

Sky Q: il futuro della fruizione dei contenuti TV 3

Una telefonata con il Call Center di Roma, un appuntamento, un tecnico dedicato e 3 ore di slot durante le quali sarebbe stato necessario adeguare l’impianto (condominiale, nda) e sostituire il nostro decoder MySky HD, perdendo ogni registrazione salvata su esso. Insieme al nuovo decoder principale (quello che poi si scoprirà essere il Platinum della nuova offerta Sky Q), verrà installato uno Sky Q Mini, ricevitore “client” che prende ogni dato dall’unità principale e che –quindi– non ha più bisogno di un cavo satellitare dedicato, né tanto meno di una Smart Card. Ciao e grazie per tutto il pesce, Multivision (una gran bella novità per coloro che hanno dovuto rinunciarci in passato, proprio a causa della limitazione del cablaggio casalingo).

Sky Q installato e funzionante, subito in rete perché cablato diretto sul router di casa, Sky Q Mini installato e sincronizzato abbastanza rapidamente, è servito qualche minuto in più per scaricare un firmware più aggiornato e allineare sia l’unità principale che la periferica (è Sky Q che distribuisce poi il firmware ai Mini che trova in giro per la casa, nda). Smart Card nuovamente riattivata e finalmente Sky TG 24 sul monitor, canale di default del bouquet base. Certo qualche intoppo c’è stato, causato da una instabilità sommaria dei firmware ancora in beta chiusa, ma tutto si è risolto per il meglio tramite opportune segnalazioni e aggiornamenti arrivati in seguito.

Una rapida panoramica su tutte le nuove funzioni e sull’interfaccia rinnovata, una configurazione del telecomando di Sky per pilotare anche il televisore. Un caffè e due chiacchiere, l’intervento poteva considerarsi concluso.

Specifiche tecniche

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Puro spettacolo per chi possiede più pacchetti e più membri della famiglia pronti a registrare qualsiasi programma, film o serie televisiva. Ciò che manca all’appello del nuovo Sky Q è il promemoria per l’inizio di un evento, per questo motivo la registrazione diventa protagonista fondamentale di tutto. Le contemporaneità considerando anche il canale che si sta visionando diventano 5, un numero impressionante considerando il passato.

Tutto questo viene permesso dai 12 tuner satellitari totali presenti nel prodotto. 4 vengono utilizzati per le registrazioni contemporanee, 5 per la visione dei canali in diretta, uno per il televisore collegato all’unità principale, due per gli Sky Q Mini presenti in casa (che possono al massimo essere 4, nda), ulteriori due per altrettanti dispositivi mobili. Ne restano fuori 3, uno dei quali serve per il minischermo dell’EPG, uno al canale di aggiornamento di sistema e l’ultimo è attualmente disoccupato (verrà utilizzato in futuro).

Il tuner digitale terrestre è di tipo DVB-T2 (codifiche in HEVC), già compatibile con le nuove specifiche previste per il 2020/2022. Forse inutile dire che anche i programmi dei canali DTT potranno essere registrati e conservati sul disco locale di Sky Q (uno al massimo per volta però, perché se si vuole intercettarne due salterà fuori un avviso di impossibilità).

Sky Q Mini è invece (come avrai intuito) poco più di un client stupido, in grado di ricevere ogni contenuto dall’unità principale e nulla più (senza di quella, lui non servirà assolutamente a niente, il collegamento alla rete WiFi 5 GHz nascosta creata dallo Sky Q principale diventa così fondamentale). Tutti i contenuti inviati in streaming verso Sky Q Mini sono codificati in H.264 con risoluzione Full HD.

L’interfaccia

Sky Q: il futuro della fruizione dei contenuti TV 2

Completamente rinnovata, per certi versi ispirandosi all’esperienza già vista in passato su Sky Online / NowTV. Intuitiva, facile da utilizzare sin dal primo minuto, il tasto Esci del telecomando diventerà il tuo peggior nemico, dovrai abituarti quanto prima a premere il tasto indietro nella ghiera centrale. I raggruppamenti e le ricerche, inizialmente un pelo disorganizzate e dispersive, sono ora decisamente più fruibili e meglio schierate per venire incontro alle tue esigenze (novità dell’ultimo firmware disponibile da una manciata di giorni rispetto all’annuncio pubblico).

Tutto è profondamente integrato e interconnesso su ogni sistema, l’esperienza d’utilizzo è standardizzata ovunque, potrai fruire i tuoi contenuti senza mai perdere un secondo del tuo programma in diretta o della tua registrazione, anche cambiando stanza di casa, o magari uscendo proprio da questa e continuando la visione sui mezzi pubblici (per esempio). Se stai utilizzando Sky Q, altra cosa che mi è molto piaciuta, potrai navigare facilmente nei canali (senza spostarti da quello che stai guardando in diretta) un po’ come succedeva già in passato, ma ottenendo ora un’anteprima live di ciascuno di essi, oltre alle solite informazioni riguardanti inizio / fine / trama / ecc.

Altrettanto bello è il modo di collegare tra di loro gli episodi di una serie televisiva, permettendo in qualsiasi momento di saltare a quello precedente o successivo con un paio di clic del telecomando, a prescindere che l’episodio sia stato già registrato e conservato nel decoder oppure che si trovi nell’area On Demand (ammesso che sia ancora disponibile), così come la proposta totalmente autonoma di andare avanti con il binge watching se non si interviene da telecomando (stile Netflix).

Ciò che mi piace meno è invece la nuova barra di avanzamento rapido della registrazione, perché in alcuni casi (sui canali Fox, nda) va a coprire il countdown della pubblicità, dettaglio importante di usabilità che forse è stato trascurato, perché non di solo On Demand (senza pubblicità) è fatto il mondo dei contenuti televisivi (soprattutto quando manca la licenza per tenerli lì disponibili successivamente).

Altro errore che c’era e che è invece stato risolto, era quello relativo alla collezione di contenuti di uno stesso titolo. Capitava che le stagioni, durante la ricerca di un contenuto, si fondessero tra di loro creando molta confusione (episodio 1, episodio 1 e ancora episodio 1, ma guardando attentamente si notava che rispettivamente appartenevano a stagione 1, stagione 2 e stagione 3, nda), fortunatamente risolto con l’arrivo del (a oggi) penultimo firmware del sistema.

Assente, per il momento, la possibilità di voto tramite tasto verde del telecomando durante i live delle trasmissioni come X Factor, 4 Ristoranti e via discorrendo. Presente all’appello invece il Mosaico (che usa lo stesso pulsante) per gli eventi sportivi di MotoGP e Formula 1 (conclusi entrambi, ma c’erano, te lo assicuro :-)).

Dovrebbero arrivare entro brevissimo le applicazioni Android e iOS ufficiali. Qui un assaggio di quella iOS in azione (via programma TestFlight):

C’è tanto spazio

Sky Q: il futuro della fruizione dei contenuti TV 4

Che in realtà è riferito in particolare a Sky Q in offerta Platinum, grazie ai 2 TB di spazio disco messi a disposizione (meccanico, niente SSD, i costi salirebbero alle stelle e in effetti non sembra esserci affatto bisogno di un disco ad alta velocità), i quali dovranno bastare al decoder principale e anche a tutti gli Sky Q Mini sparsi per la casa. Le ore di registrazione dichiarate sono 1000 in alta definizione, e non fatico a crederci.

Considera poi che –altra bella novità– qui “gli errori sono riparabili“, esiste infatti l’equivalente del Cestino su sistemi Windows (e non solo), che ti permetterà di recuperare in tutta tranquillità i contenuti video che hai cancellato (volutamente o per sbaglio), arma a doppio taglio di un’occupazione apparentemente troppo alta rispetto ai contenuti che ancora devono essere guardati, ti servirà quindi fare un salto in quello spazio di memoria a fare pulizia di tanto in tanto (qui mi riprometto di chiedere delucidazioni al supporto per capire se esiste un Grace Period o simile oltre il quale parte automaticamente una pulizia, aggiornerò l’articolo in seguito).

Alla stessa maniera, ma non certo per questioni di recupero file eliminati, esiste anche un’ulteriore vista chiamata “Memoria“, la quale ti permetterà a colpo d’occhio di capire quali sono i contenuti che occupano maggiore spazio disco, permettendoti inoltre di cancellarli tutti in un solo colpo (per esempio, un’intera stagione di una serie televisiva che hai appena terminato di vedere). Questo perché, se utilizzassi solo la vista “Iniziati“, essa ti permetterebbe di nascondere l’episodio già visto, proponendoti sempre il successivo da vedere, cosa assai comoda per chi non fa uso di applicazioni che tracciano l’avanzamento delle serie televisive (roba di cui ho già parlato qui e di cui presto parlerò ancora).

Buono, tanto per chiudere in bellezza, il cuscinetto a disposizione nel caso in cui tu non abbia lanciato o programmato una registrazione. Se stai guardando il contenuto, potrai tornare molto più indietro rispetto a prima, per rivedere ciò a cui hai fatto poca attenzione (senza esagerare però, di certo non registra l’ultima mezz’ora di contenuto andato in onda!).

In conclusione

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Un buon progetto che ha ancora molto da “imparare” dal suo predecessore, nonostante sia partito alla grandissima e con delle novità che avresti solo potuto sognarti fino a qualche tempo fa. La TV è sempre più sotto il controllo di chi la guarda, e non il contrario. Nasce così un’estrema personalizzazione basati su gusti e abitudini del cliente finale, che è evidentemente lo scopo ultimo e maggiore di Sky e di questo grande investimento.

Ci saranno certamente altre occasioni di parlare di Sky Q (non fosse per nuovi rilasci di firmware e funzioni da riportare a bordo del nuovo Media Center dell’azienda di Rogoredo), resta quindi sintonizzato (tanto per rimanere in tema).

Ora, volendola buttare in caciara e risata di chiusura pezzo, quando mi ridate la possibilità di inserire i promemoria per i programmi che mi interessa vedere in diretta senza far partire la registrazione? :-)


Per approfondire ulteriormente: tg24.sky.it/spettacolo/2017/11/22/nuovo-sky-q.html

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Non fa parte della categoria Streaming che sono solito trattare qui sul blog. Non fa parte neanche di quelle offerte che richiedono chissà quali installazioni e tecnici specializzati da far passare a casa propria. È Mediaset Premium. Usufruirne è semplice, e in commercio si trova anche un nuovo tipo di scheda che abilita funzioni aggiuntive certamente interessanti.

L'alternativa? Un'occhiata al natale di Mediaset Premium

Porta con sé un bouquet di canali che mandano in onda ciò che ormai siamo abituati a dare per scontato e pretendere: film, serie televisive e documentari (oltre lo sport, del quale faccio a meno se si tratta di calcio, meno quando si parla di motori). Ciò che da cliente Sky mi manca, è quella serie di pellicole che il piccolo colosso di Rogoredo non può mandare in onda, perché facenti parte di un accordo con major cinematografiche che hanno concesso le loro realizzazioni in esclusiva a Mediaset, almeno per il momento.

Premium viene definito come un “multisala” esclusivo, all’interno del quale si possono trovare le diverse prime TV, tipicamente mandate in onda su Premium Cinema, ma anche tutto quello che è il palinsesto dei canali Premium Crime, Premium Stories, Premium Joi e Premium Action, canali che possono vantare serie come The Big Bang Theory (in onda la nona stagione in quasi contemporanea con gli USA) e l’ormai attesa e acclamata Mr Robot (per chi ancora non ha visto le puntate in lingua originale e desidera godersi il doppiaggio nostrano).

L'alternativa? Un'occhiata al natale di Mediaset Premium 1

A quanto già riportato dovrete aggiungere ovviamente la gestione della parte mobile e on-demand: Premium Play è generalmente incluso nelle offerte Mediaset, la Premium Smart Cam (di cui vi parlavo prima) vi permetterà di accedere facilmente a tutto il parco su richiesta, secondo i vostri orari, le vostre necessità e comodità, un piacere al quale difficilmente rinuncerei oggi che posso decidere io cosa guardare e quando, mai il contrario.


Mediaset Premium ha riservato un’offerta dedicata al Natale. Lo fanno tutti, l’azienda di Cologno Monzese non fa eccezione. A 19€ / mese (fino al 31/5/2016) è possibile accedere al pacchetto più ricco (tutto incluso, a eccezione del bouquet bambini per il quale sarà necessario spendere ulteriori 5€), che comprende inoltre le opzioni HD, Premium Play e Premium Smart Cam. Nello stessa offerta è compreso l’accesso a Infinity, che invece fa parte di quei servizi che sono abituato a utilizzare e recensire.

L'alternativa? Un'occhiata al natale di Mediaset Premium 2

Il costo dell’offerta a listino è di 42€ (allo stato attuale, nda), e dovrete pagare quella cifra (se sceglierete di mantenere tutto il pacchetto) già da giugno del prossimo anno. Occhio però: nel caso in cui foste interessati a procedere, ricordate che dovrete pagare una fee di ingresso (una tantum) pari a 69€. Come al solito, c’è da farsi i conti in tasca prima di procedere. Di buono c’è sicuramente il fatto che l’offerta cinema e serie / documentari costa quanto un abbonamento di sole serie televisive su Sky.

A voi la scelta.

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La regia si prende un piccolo break e vi lascia ai consigli per gli acquisti, articoli scritti sempre e comunque dal proprietario della baracca (o da ospiti di vecchia data) ma -contrariamente al solito- sponsorizzati.
Il giudizio è e sarà sempre imparziale come il resto delle pubblicazioni. D'accordo pagare le spese di questo blog, ma mai vendere giudizi positivi se non meritati.

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So che non sono solito pubblicare la domenica, so anche che potrei parlare dello splendido successo di ieri a Milano (ma non solo) per il Gay Pride, ma dovrebbe bastare un mio aggiornamento di stato per rendere rapidamente l’idea:

Lo scopo del post è ringraziare due persone che sicuramente non leggeranno questo post ma non importa, grazie per lo spettacolo ragazzi, vedere una gara di MotoGP come quella di ieri ad Assen è sempre più raro. Siamo quelli che sono rimasti in silenzio a pregare che il Dottore si riprendesse negli anni che hanno preceduto il rientro in Yamaha, quelli che hanno sofferto, le “hanno prese sui denti” pur divertendosi e rendendo omaggio a quel piccolo alieno che è Marc Márquez, quelli che dopo la sportellata di ieri hanno imprecato pensando che Vale fosse caduto e invece no, era il momento di esultare per un traguardo che nessuno si sarebbe aspettato così difficile ma così bello allo stesso tempo, uno spettacolo che la MotoGP è ancora in grado di offrire:

E sì, forse Meda è un tantinello di parte, ma ci regala delle perle che così possono essere riprese da quel trio di idioti degli Autogol (che ho anche avuto occasione di conoscere alla finale di X Factor dello scorso anno, vi lascio immaginare i cori da stadio che partivano dalle nostre parti!):

PARODIA GUIDO MEDA – Rossi vince ad Assen!Grande vittoria di Valentino Rossi ad Assen!
Non poteva mancare il commento del nostro Guido Meda!
“Vale c’è!! Rossi c’è!! Tutti in piedi sul divanooo!!”
Gli Autogol

Posted by Gli Autogol on Sabato 27 giugno 2015

E ora avanti tutta, che il mondiale è ancora “lungo”.

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Visto il rapimento senza richiesta di riscatto di Gabriele all’ultimo minuto, ieri mattina sono riuscito ad intervistare Matteo, senza voler entrare troppo nel dettaglio (anche perché ho potuto disturbarlo solo per 10 minuti circa!), ecco il risultato di questo rapido botta & risposta:

MotoGP - Sachsenring

Giovanni
a parole sono tutti bravi, ma ora dimostrami come un perfetto ignorante possa capirci qualcosa di telemetria. Fa come se dovessi spiegare il tuo lavoro ad un bambino di otto anni, come viene applicato nel motociclismo?

Matteo
beh, è semplice. Sulla moto –te lo dico in termini molto banali– è presente una scatola, molto simile alla ‘nera‘ che trovi sugli aerei e che viene analizzata in seguito ad incidenti di varia natura. La nostra non fa altro che registrare tutte le informazioni che provengono dai diversi sensori posti sulla moto, un po’ come succede con il cruscotto della macchina che è in grado di dirti in tempo reale velocità e giri del motore. Dato però che da regolamento non possiamo avere una trasmissione radio costante dei dati dalla moto, abbiamo stabilito una frequenza di memorizzazione, così che possano essere prelevati e tenuti da parte per la successiva consultazione, che avviene quando la moto si ferma al box.

Per questo motivo il termine telemetria è sbagliato, è comunemente utilizzato ma implica quella trasmissione dati che a noi manca, possiamo vedere i valori solo collegandoci fisicamente alla moto quando rientra, è quindi più corretto dire ‘acquisizione dati‘, non posso consultarli in tempo reale come succede in Formula 1!

Giovanni
sappiamo tutti che nel motociclismo c’è una simbiosi totale tra meccanica ed elettronica, senza dimenticare il lavoro del pilota che deve costantemente ‘ascoltare‘ il proprio mezzo e comunicare a voi ed ai meccanici cosa c’è che non va, per migliorare il risultato in pista. Quanto conta in questo Valentino, quanto Nicky?
Matteo
il pilota conta sicuramente più in questo campo che in quello della Formula 1. La moto è un mezzo per definizione instabile, sei su due ruote, se non stai attento cadi! Il fattore umano è quindi preponderante, diciamo che prende un buon 70% o più, senza considerare che ciascun pilota ha un suo stile di guida che cambia parecchio le carte in tavola.Su una macchina io so che un certo quantitativo di benzina, un particolare valore di ala aerodinamica e un particolare treno di gomme (morbide, dure, ecc) posso stabilire un determinato tempo, ci sono delle simulazioni che sbagliano di pochissimo. Tutto questo nella moto è impossibile! Anche con la stessa configurazione e nella stessa squadra puoi notare come due piloti stabiliscano differenze sostanziali in pista.Su una moto che pesa a secco 150 kg, la massa di un pilota che ne pesa 70 e si sposta avanti e indietro diventa molto importante!

MotoGP - Sachsenring

Giovanni
ora facciamoci un po’ di affari tuoi: hai seguito Valentino per tutti gli anni della sua permanenza in Yamaha. Cosa è cambiato ora che siete approdati in una scuderia italiana? Perché questa scelta? E’ stata un bene o un male?
Matteo
dal mio punto di vista è stato sicuramente un bene. Sono italiano, e lavorare per una casa italiana è un onore, soprattutto dopo aver lavorato 15 anni per squadre straniene, a parte l’inizio con Ducati in Superbike. Dietro questa scelta c’è comunque l’adrenalina e l’eccitazione per la nuova sfida, ripetere tutto quello che è stato fatto in Yamaha, vincere con Valentino sulla Ducati penso sia il sogno di tutti!
Giovanni
a questo punto -prima di chiudere- torniamo sul tecnico con una domanda ben specifica: di tutta quella curva di valori (guardando il grafico dell’acquisizione dati di cui abbiamo inizialmente parlato, ndr) qual è quello più importante? Quale non devi mai perdere d’occhio?
Matteo
guarda: non esiste un solo valore da tenere d’occhio, sono tutti estremamente importanti. Non solo hai dei parametri che ti indirizzano verso un miglioramento delle performance del veicolo, ma ne hai tantissimi altri che ti permettono di capire se il veicolo sta funzionando bene, che il motore non abbia problemi, che le pressioni olio, benzina e temperatura siano tutte nel range ottimale.Hai dei valori ottimali per migliorare la prestazioni, e altri per prevenire eventuali problemi tecnici in pista, quindi è impossibile discriminare quali sono quelli importanti, è davvero improponibile. E poi, ciascuno di questi può fare riferimento ad un determinato canale, quindi ad un problema, dove noi dobbiamo agire. Il mio lavoro è tradurre in parole e azioni questo quadro (l’acquisizione) nel più breve tempo possibile!

Uscendo dal box ho finalmente potuto sentir parlare Gianluca, anche se solo per una frase: “Allora ragazzi, andata tutto bene con Matteo? Con un fil di gas?” :-D

Per capire qualcosa di più su Gianluca, potete dare un’occhiata a questo video riguardante una sua vecchia (neanche tanto) intervista:

E ora, torno in pista a far fotografie! (a tal proposito, tenete d’occhio l’album su Flickr: flic.kr/s/aHsjvjpJoF)

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Matteo Flamigni e Gabriele Conti sono due ingegneri Ducati, facenti parte della squadra tecnica di Valentino Rossi, che stasera mi dedicheranno un po’ del loro tempo per scambiare quattro chiacchiere, a suon di domande e risposte tra il serio ed il faceto sul mondo che gli appartiene: quello dell’elettronica e della telemetria.

MotoGP - Mugello

Grazie al loro lavoro è possibile studiare tempi, statistiche, condizioni del mezzo e qualsiasi altra informazione che possa tornare in seguito utile a tutta la squadra per migliorare mezzo e modalità di guida, per cercare di piazzarsi nel miglior modo possibile a fine gara, lavoro complesso e ingrato che –come tutti sappiamo– quest’anno è particolarmente ostico dopo il cambio di bandiera che Valentino ha intrapreso, promettendo di riportare la Ducati al posto che merita e che da tempo manca, in testa a tutti gli altri :-)

Innanzi tutto, qualche informazione su di loro:

Matteo Flamigni, ingegnere elettronico, telemetrista del Team Ducati – Valentino Rossi.

Ha iniziato nel mondiale Superbike nel 1994, nel 1997 passò alla classe 500 nel team di Luca Cadalora, nel 1998 seguì Alex Barros, nel 1999 Loris Capirossi nella classe 250.

Dal 2000 al 2003 ha sostenuto Max Biaggi, nel 2003 è stato in squadra con Marco Melandri, dal 2004 al 2010 fa parte del team Yamaha del pluricampione Valentino Rossi. Nel 2011 segue Vale in una nuova avventura nel Team Ducati diventando Ingegnere di Pista.

Fondamentale nel suo lavoro analizzare i dati e parlare con il pilota per cercare di migliorare le prestazioni della moto. Il suo contributo è fondamentale per lo sviluppo della moto, ama il suo lavoro… e fare tutto sempre al meglio!

Gabriele Conti, ingegnere elettronico, era il telemetrista di Casey Stoner, convertitosi ora alla fede del Dottore.

Arrivando in Ducati, ha coniugato due passioni: elettronica / informatica (“sono stato un supersecchione: ho persino preso un dieci in pagella, alle superiori, in chimica e fisica”) e le moto, che hanno quasi rischiato di troncargli la carriera sul nascere: “a quel dieci ci sono arrivato partendo dal quattro, perché avevo una certa tendenza a sacrificare i libri per la motocicletta”.

Alla Ducati Corse Gabriele è approdato spedendo un curriculum e dopo una esperienza come progettista di sistemi di rilevazione impronte digitali per banche e radio trasmittenti per impianti petroliferi: “Che emozione, il primo pass Ducati per entrare al Mugello. Io, che fino a poco prima ero uno di quelli aggrappati alla rete…”.

Del suo lavoro dice che ci sono momenti, tutti i giorni, in cui prega il cielo di trovargliene un altro; e ci sono sere, tutte le sere, in cui lo ringrazia per averglielo lasciato. Con autoironia (“sono toscano: è quella che mi salva”) la descrizione che fornisce della filosofica del suo operare quotidiano è più o meno questa: “1) hai una intuizione limpida; 2) studi tutto, e sei sicuro di aver capito tutto; 3) vai in pista, e ti accorgi che non funziona niente; 4) ricominci da capo, lasciando perdere lo studio e dandoti alla sperimentazione pratica. Ossia, passando dall’approccio scientifico puro all’empirismo totale”.

A questo punto, come già proposto su Twitter, chiedo ad amici, conoscenti e lettori se avete domande da porgli, sarò ben felice di farle durante l’intervista prevista per stasera! In caso contrario, leggerete solo quelle che mi sono passate per la testa durante la giornata in un articolo che spero di poter far uscire stasera stessa ;-p

Nel frattempo vi ricordo che tutte le fotografie scattate sono disponibili (caricate di tanto in tanto, appena possibile) sul mio account flickr, la galleria è raggiungibile all’indirizzo: flickr.com/gioxxswall/sets/72157627074738531. Potete invece seguire gli aggiornamenti Twitter dal mio account o da quello di TIM.

A voi la palla!

UPDATE
L’intervista è slittata a domattina, ore 9.00 presso l’hospitality Ducati. Avete ancora tempo per suggerire domande (anche non strettamente riguardanti l’argomento che vi ho indicato), buonanotte! (e non sforzatevi troppo eh! ) ;-)
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