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Questo è un altro di quegli articoli già pronti da tempo, ma che tu leggerai solo in seguito al verificarsi di una particolare condizione, in questo caso si trattava di semplice attesa, sono rimasto in standby fino a quando il prodotto non è stato ufficialmente presentato alla stampa. Ora tocca anche a me, che ci ho “vissuto” gli ultimi mesi insieme.

Si chiama Sky Q, ed è probabilmente il futuro che molti sceglieranno di vivere per la fruizione dei contenuti che più adorano, Regole non più dettate né tanto meno scritte, un taglio netto con il passato, migliorando persino quella che fino a oggi è stata la già importante funzione del play on-demand impensabile per molti fino a qualche anno fa (prima che Sky introducesse sulla TV più tradizionale il concetto di Restart o download e visione in differita, o anche pausa e recupero tramite registrazione tampone su disco).

Sky Q: il futuro della fruizione dei contenuti TV

Sky Q

Non chiamarlo Decoder, lo è ma sarebbe riduttivo. È un Media Center per certi versi rivoluzionario rispetto a quanto siamo stati abituati a vedere e usare in questi ultimi anni. Se sei un cliente Sky e vivi la simbiosi con il telecomando che ormai sei abituato a vedere in una marea di case italiane, scorda tutto e inizia a fare spazio per le novità.

Quello che ho fatto, nel tempo, è stato raccogliere impressioni, esperienze, racconti da diario di bordo, che poi è stato un po’ il minimo comune denominatore dell’avventura Sky Q iniziata ormai diversi mesi fa, in un periodo di test durante il quale il silenzio doveva necessariamente regnare sovrano, e le uniche persone che hanno potuto vedere in azione il nuovo giocattolo erano quelle che ci venivano a trovare a casa nostra.

Quello che oggi ti propongo è un succo (bello denso) di ciò che fino a oggi io e Ilaria abbiamo potuto vedere, provare, tentare di piegare alle nostre esigenze talvolta perdendo lo scontro, talvolta vincendolo. Un prodotto che è pronto per il mercato (lo dimostra la sua commercializzazione ufficialmente ai nastri di partenza il prossimo 29 novembre), ma che ancora qualche piccola zona d’ombra ce l’ha, risultato brillante che comunque non viene poi molto inficiato, perché in tutta onestà ho già ammesso che non tornerei più indietro.

Installazione

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Una telefonata con il Call Center di Roma, un appuntamento, un tecnico dedicato e 3 ore di slot durante le quali sarebbe stato necessario adeguare l’impianto (condominiale, nda) e sostituire il nostro decoder MySky HD, perdendo ogni registrazione salvata su esso. Insieme al nuovo decoder principale (quello che poi si scoprirà essere il Platinum della nuova offerta Sky Q), verrà installato uno Sky Q Mini, ricevitore “client” che prende ogni dato dall’unità principale e che –quindi– non ha più bisogno di un cavo satellitare dedicato, né tanto meno di una Smart Card. Ciao e grazie per tutto il pesce, Multivision (una gran bella novità per coloro che hanno dovuto rinunciarci in passato, proprio a causa della limitazione del cablaggio casalingo).

Sky Q installato e funzionante, subito in rete perché cablato diretto sul router di casa, Sky Q Mini installato e sincronizzato abbastanza rapidamente, è servito qualche minuto in più per scaricare un firmware più aggiornato e allineare sia l’unità principale che la periferica (è Sky Q che distribuisce poi il firmware ai Mini che trova in giro per la casa, nda). Smart Card nuovamente riattivata e finalmente Sky TG 24 sul monitor, canale di default del bouquet base. Certo qualche intoppo c’è stato, causato da una instabilità sommaria dei firmware ancora in beta chiusa, ma tutto si è risolto per il meglio tramite opportune segnalazioni e aggiornamenti arrivati in seguito.

Una rapida panoramica su tutte le nuove funzioni e sull’interfaccia rinnovata, una configurazione del telecomando di Sky per pilotare anche il televisore. Un caffè e due chiacchiere, l’intervento poteva considerarsi concluso.

Specifiche tecniche

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Puro spettacolo per chi possiede più pacchetti e più membri della famiglia pronti a registrare qualsiasi programma, film o serie televisiva. Ciò che manca all’appello del nuovo Sky Q è il promemoria per l’inizio di un evento, per questo motivo la registrazione diventa protagonista fondamentale di tutto. Le contemporaneità considerando anche il canale che si sta visionando diventano 5, un numero impressionante considerando il passato.

Tutto questo viene permesso dai 12 tuner satellitari totali presenti nel prodotto. 4 vengono utilizzati per le registrazioni contemporanee, 5 per la visione dei canali in diretta, uno per il televisore collegato all’unità principale, due per gli Sky Q Mini presenti in casa (che possono al massimo essere 4, nda), ulteriori due per altrettanti dispositivi mobili. Ne restano fuori 3, uno dei quali serve per il minischermo dell’EPG, uno al canale di aggiornamento di sistema e l’ultimo è attualmente disoccupato (verrà utilizzato in futuro).

Il tuner digitale terrestre è di tipo DVB-T2 (codifiche in HEVC), già compatibile con le nuove specifiche previste per il 2020/2022. Forse inutile dire che anche i programmi dei canali DTT potranno essere registrati e conservati sul disco locale di Sky Q (uno al massimo per volta però, perché se si vuole intercettarne due salterà fuori un avviso di impossibilità).

Sky Q Mini è invece (come avrai intuito) poco più di un client stupido, in grado di ricevere ogni contenuto dall’unità principale e nulla più (senza di quella, lui non servirà assolutamente a niente, il collegamento alla rete WiFi 5 GHz nascosta creata dallo Sky Q principale diventa così fondamentale). Tutti i contenuti inviati in streaming verso Sky Q Mini sono codificati in H.264 con risoluzione Full HD.

L’interfaccia

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Completamente rinnovata, per certi versi ispirandosi all’esperienza già vista in passato su Sky Online / NowTV. Intuitiva, facile da utilizzare sin dal primo minuto, il tasto Esci del telecomando diventerà il tuo peggior nemico, dovrai abituarti quanto prima a premere il tasto indietro nella ghiera centrale. I raggruppamenti e le ricerche, inizialmente un pelo disorganizzate e dispersive, sono ora decisamente più fruibili e meglio schierate per venire incontro alle tue esigenze (novità dell’ultimo firmware disponibile da una manciata di giorni rispetto all’annuncio pubblico).

Tutto è profondamente integrato e interconnesso su ogni sistema, l’esperienza d’utilizzo è standardizzata ovunque, potrai fruire i tuoi contenuti senza mai perdere un secondo del tuo programma in diretta o della tua registrazione, anche cambiando stanza di casa, o magari uscendo proprio da questa e continuando la visione sui mezzi pubblici (per esempio). Se stai utilizzando Sky Q, altra cosa che mi è molto piaciuta, potrai navigare facilmente nei canali (senza spostarti da quello che stai guardando in diretta) un po’ come succedeva già in passato, ma ottenendo ora un’anteprima live di ciascuno di essi, oltre alle solite informazioni riguardanti inizio / fine / trama / ecc.

Altrettanto bello è il modo di collegare tra di loro gli episodi di una serie televisiva, permettendo in qualsiasi momento di saltare a quello precedente o successivo con un paio di clic del telecomando, a prescindere che l’episodio sia stato già registrato e conservato nel decoder oppure che si trovi nell’area On Demand (ammesso che sia ancora disponibile), così come la proposta totalmente autonoma di andare avanti con il binge watching se non si interviene da telecomando (stile Netflix).

Ciò che mi piace meno è invece la nuova barra di avanzamento rapido della registrazione, perché in alcuni casi (sui canali Fox, nda) va a coprire il countdown della pubblicità, dettaglio importante di usabilità che forse è stato trascurato, perché non di solo On Demand (senza pubblicità) è fatto il mondo dei contenuti televisivi (soprattutto quando manca la licenza per tenerli lì disponibili successivamente).

Altro errore che c’era e che è invece stato risolto, era quello relativo alla collezione di contenuti di uno stesso titolo. Capitava che le stagioni, durante la ricerca di un contenuto, si fondessero tra di loro creando molta confusione (episodio 1, episodio 1 e ancora episodio 1, ma guardando attentamente si notava che rispettivamente appartenevano a stagione 1, stagione 2 e stagione 3, nda), fortunatamente risolto con l’arrivo del (a oggi) penultimo firmware del sistema.

Assente, per il momento, la possibilità di voto tramite tasto verde del telecomando durante i live delle trasmissioni come X Factor, 4 Ristoranti e via discorrendo. Presente all’appello invece il Mosaico (che usa lo stesso pulsante) per gli eventi sportivi di MotoGP e Formula 1 (conclusi entrambi, ma c’erano, te lo assicuro :-)).

Dovrebbero arrivare entro brevissimo le applicazioni Android e iOS ufficiali. Qui un assaggio di quella iOS in azione (via programma TestFlight):

C’è tanto spazio

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Che in realtà è riferito in particolare a Sky Q in offerta Platinum, grazie ai 2 TB di spazio disco messi a disposizione (meccanico, niente SSD, i costi salirebbero alle stelle e in effetti non sembra esserci affatto bisogno di un disco ad alta velocità), i quali dovranno bastare al decoder principale e anche a tutti gli Sky Q Mini sparsi per la casa. Le ore di registrazione dichiarate sono 1000 in alta definizione, e non fatico a crederci.

Considera poi che –altra bella novità– qui “gli errori sono riparabili“, esiste infatti l’equivalente del Cestino su sistemi Windows (e non solo), che ti permetterà di recuperare in tutta tranquillità i contenuti video che hai cancellato (volutamente o per sbaglio), arma a doppio taglio di un’occupazione apparentemente troppo alta rispetto ai contenuti che ancora devono essere guardati, ti servirà quindi fare un salto in quello spazio di memoria a fare pulizia di tanto in tanto (qui mi riprometto di chiedere delucidazioni al supporto per capire se esiste un Grace Period o simile oltre il quale parte automaticamente una pulizia, aggiornerò l’articolo in seguito).

Alla stessa maniera, ma non certo per questioni di recupero file eliminati, esiste anche un’ulteriore vista chiamata “Memoria“, la quale ti permetterà a colpo d’occhio di capire quali sono i contenuti che occupano maggiore spazio disco, permettendoti inoltre di cancellarli tutti in un solo colpo (per esempio, un’intera stagione di una serie televisiva che hai appena terminato di vedere). Questo perché, se utilizzassi solo la vista “Iniziati“, essa ti permetterebbe di nascondere l’episodio già visto, proponendoti sempre il successivo da vedere, cosa assai comoda per chi non fa uso di applicazioni che tracciano l’avanzamento delle serie televisive (roba di cui ho già parlato qui e di cui presto parlerò ancora).

Buono, tanto per chiudere in bellezza, il cuscinetto a disposizione nel caso in cui tu non abbia lanciato o programmato una registrazione. Se stai guardando il contenuto, potrai tornare molto più indietro rispetto a prima, per rivedere ciò a cui hai fatto poca attenzione (senza esagerare però, di certo non registra l’ultima mezz’ora di contenuto andato in onda!).

In conclusione

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Un buon progetto che ha ancora molto da “imparare” dal suo predecessore, nonostante sia partito alla grandissima e con delle novità che avresti solo potuto sognarti fino a qualche tempo fa. La TV è sempre più sotto il controllo di chi la guarda, e non il contrario. Nasce così un’estrema personalizzazione basati su gusti e abitudini del cliente finale, che è evidentemente lo scopo ultimo e maggiore di Sky e di questo grande investimento.

Ci saranno certamente altre occasioni di parlare di Sky Q (non fosse per nuovi rilasci di firmware e funzioni da riportare a bordo del nuovo Media Center dell’azienda di Rogoredo), resta quindi sintonizzato (tanto per rimanere in tema).

Ora, volendola buttare in caciara e risata di chiusura pezzo, quando mi ridate la possibilità di inserire i promemoria per i programmi che mi interessa vedere in diretta senza far partire la registrazione? :-)


Per approfondire ulteriormente: tg24.sky.it/spettacolo/2017/11/22/nuovo-sky-q.html

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Il primo mese è passato (quello della mia prova gratuita, nda) ed è tempo di tirare una riga e riportarvi qualche impressione riguardo Netflix, re incontrastato della nuova televisione, quella on-demand, sempre disponibile, sempre pronta a seguire le esigenze del cliente, approdato in Italia lo scorso 22 ottobre dopo anni di esperienza sulle spalle maturata negli USA.

Netflix: è tempo di nuovi competitor nel campo streaming

Gli ingredienti sono sempre gli stessi: un buon divano, un paio di ciotole di pop-corn che non vanno assolutamente condivisi con la propria signora (il mio tesssssoro, cit.) e il telecomando. Sì perché non serve nient’altro, non serve neanche preoccuparsi per capire come noi possiamo arrivare a Netflix, sarà Netflix ad arrivare a noi, questo grazie al suo essere disponibile per quasi ogni piattaforma esistente. Netflix in un solo colpo ha fatto ciò che altri hanno impiegato mesi a fare, merito di quanto già fatto in altre nazioni e che è stato semplicemente messo a disposizione anche degli IP italiani.

Smart TV, PlayStation, Xbox, Chromecast, Apple TV, lettori Blu-ray, smartphone, tablet e ovviamente PC (la lista è lunga, non ho riportato tutte le piattaforme), Netflix è la reincarnazione perfette dello slogan di un noto operatore telefonico, di qualche tempo fa: “è tutto intorno a te“.

Accordi commerciali, offerte personalizzate, mesi di prova gratuiti che si susseguono e che possono essere guadagnati; un nuovo competitor all’interno di questo mercato che anni fa potevamo solo ipotizzare e sperare di vivere (ancora sorrido pensando a quando ne parlavo con amici e conoscenti, io che cercavo costantemente fonti video alternative al tradizionale cavo dell’antenna utilizzando le prime versioni di VLC, nda) può solo far bene al cliente finale. Sono contento di poterlo vivere, contento di farne parte e ancora più contento di poter usufruire di contenuti originali, in diretta e storici che sono sotto il mio totale controllo (i miei orari, le mie pause, i miei gusti), a portata di telecomando, connessione e legalità che mi ha fatto quasi dimenticare come si usa Torrent.

Cosa cambia quindi per noi tutti? Vediamolo insieme.

Netflix

Bello, facile da usare, apprende costantemente da ciò che si guarda, propone e mette a disposizione un catalogo ricco di titoli originali e sotto licenza. Non è ancora perfetto per il mercato italiano perché perde alcuni dei titoli più interessanti che sono stati concessi in licenza a player già presenti sul nostro territorio da più anni (Sky e Mediaset), ma con una grande voglia di fare bene, crescere e giustificare il balzello mensile richiesto ai clienti, offrendo una qualità che altri possono ancora sognare. Ha dei pro e dei contro come ogni prodotto, che ho provato a raccogliere in un piccolo elenco:

  • Bello, comodo, facile da usare, anche insieme: non serve poi molto tempo per imparare a muoversi nell’ecosistema Netflix, l’ho già detto a inizio paragrafo e lo ribadisco. Si crea il proprio utente, si crea il proprio profilo (utile per poter condividere l’abbonamento, possibile dall’offerta media) e si parte con la visione dei contenuti basata sui propri gusti (vi verrà chiesto di selezionare qualche titolo che si ritiene potenzialmente interessante per stilare una prima lista). Il tutto anche tenendo due (o più) profili attivi contemporaneamente, ovvero il tallone d’Achille dei competitor che invece pretendono che un solo account possa essere utilizzato su un solo dispositivo alla volta. Io posso guardare un contenuto sul televisore, la mia compagna potrebbe fare lo stesso sull’iPad in un’altra camera di casa, tanto per dire, devo aggiungere altro riguardo questa killer-feature?
  • L’interfaccia controlla ogni cosa: cosa abbiamo visto e quando, stato di avanzamento della stagione (cosa dobbiamo quindi guardare: addio alle amnesie o alla necessità di tracciare ciò che si guarda, costantemente), a prescindere che si tratti di serie televisive o film. Da una puntata all’altra viene automaticamente rimossa l’eventuale sigla così da passare direttamente “alla ciccia“, noi potremo solo rifiutarci di continuare la visione della serie.
  • Sempre uguale: che venga acceduto tramite iPhone, Apple TV o console, Netflix è sempre lo stesso. Corrispondono le voci, corrisponde il contenuto, corrisponde ogni cosa. Magari l’interfaccia su Apple TV (3, quella sulla quale ho effettuato parte del test) è leggermente diversa per scelte dell’azienda di Cupertino, ma capirete immediatamente come muovervi, senza troppa fatica.
  • Non ho tempo ora, riprendo dopo: state guardando una puntata della vostra serie televisiva preferita ma dovete recarvi a un appuntamento, magari in metropolitana o bus. Fermate lo streaming, spegnete il televisore, chiudete casa. Ora che siete saliti sul mezzo di trasporto scelto, nessuno vi impedirà di prendere il telefono e continuare a fare ciò che stavate facendo prima. Giusto per rendere l’idea, questo è successo durante una delle code dell’ultimo giorno di Expo 2015:
  • Titoli originali: la punta di diamante dell’offerta. Serie televisive realizzate direttamente da Netflix, pubblicate in un solo colpo, dando così al cliente la possibilità di vedere gli episodi che compongono la stagione quando meglio crede. Da Daredevil a Jessica Jones passando per Narcos, il catalogo ne può vantare diverse, spesso molto valide (tutto dipende dai gusti, ovviamente).

Non tutto oro è, però, ciò che luccica. Se da una parte adoro Netflix perché fa esattamente ciò che gli viene chiesto ed è nato per esaudire i desideri di chi è appassionato di serie televisive e film, dall’altra ha qualche pecca che in tutta onestà non comprendo.

Adoro, a-do-ro la qualità in HD che può addirittura spingersi fino ai 4K nell’offerta più costosa e ricca del pacchetto (in termini di connessioni contemporanee), ma non riesco a comprendere il perché (tanto per fare un esempio banale) io debba dare le mie credenziali di accesso anche alla persona con la quale condivido l’abbonamento. Nel mio caso si tratta di mia sorella (io e Ilaria utilizziamo un solo profilo), d’accordo, nulla quindi di preoccupante. Ma se volessi dividere l’abbonamento con un amico e non volessi permettergli di modificare le preferenze dell’account? Entrando con quella coppia di credenziali non verrà posto alcun limite alla modifica di account e profili configurati. Mia sorella potrebbe tranquillamente disattivare l’abbonamento, eliminare il mio profilo (facendomi perdere tutto lo storico), ritoccare il metodo di pagamento o, “piccolezza“, modificare la password di accesso e fare il logout delle mie sessioni. Comodo, eh?

E se questo tipo di accesso fosse ipoteticamente alla portata di mio figlio, cosa gli impedirebbe di rimuovere ogni filtro di parental-control sul suo profilo? Un PIN numerico potrebbe mettervi al riparo da possibili problemi? Vi rispondo io: no, non basta.

Altra particolarità negativa: perché pensare a un sistema di attivazione delle sessioni tramite PIN temporaneo, se poi sono costretto a inserire la password su ogni dispositivo? Basterebbe generare un codice di accoppiamento sul nuovo dispositivo e farlo confermare da un altro già connesso, o magari da PC, tutto pur di non re-inserire ogni volta una password kilometrica che protegge l’accesso al mio account. Lo fanno già molti altri software, perché Netflix non lo permette ancora, nonostante tutta la sua esperienza nel campo? A quando un’eventuale autenticazione in 2-step (volendo continuare sulla falsa riga dell’argomento discusso)?

Netflix: è ora di passare alla videoteca americana?

Altri difetti clamorosi, in tutta onestà, non sono stato in grado di trovarne, fatta forse eccezione per la necessità di un plugin Silverlight (su Mozilla Firefox, utilizzato anche lui durante i test) per poter gestire i contenuti protetti da DRM, fastidioso e costoso in termini di risorse utilizzate dal PC, nonostante tutti i passi in avanti fatti con HTML5.

Come tenersi al passo con le novità?

Non è difficile, di siti web e comunità che tengono d’occhio Netflix ce ne sono tanti. Potreste tenere d’occhio le nuove pubblicazioni tramite whatsnewonnetflix.com/italy (in inglese, ma facilmente consultabile anche da chi non mastica la lingua straniera), tanto per fare un esempio. Oppure, se volete aggiungere una possibile fonte al vostro profilo Facebook (che tanto si è abituati a utilizzare forse più volte al giorno), potreste pensare di seguire la pagina “Nuove uscite Netflix Italia“, o farvi aggiungere al gruppo “Utenti Netflix Italia“. Si tratta di fonti che possono dare consigli, calendari sulle nuove uscite (programmate e non), uno spazio dove parlare, confrontarsi, magari chiedere supporto per qualcosa che non è ancora chiaro per voi.

Ho poi trovato, e vi segnalo, un articolo completo che parla di trucchi, estensioni e scorciatoie per l’utilizzo di Netflix, su SmartWorld.it: smartworld.it/audio-e-video/netflix-estensioni-app-sottotitoli-scorciatoie-e-siti-web.html.

Cosa cambia per i competitor?

Apparentemente nulla, qualcosa però c’è se si scende nei particolari. Sono cambiate le politiche sui periodi di prova, ora sono gratuiti i primi 30 giorni anche per Sky Online, per esempio. C’è poi la nuova stagione di The Big Bang Theory in contemporanea USA e rilasciata puntata dopo puntata su Infinity (c’era stata anche una prima stagione di The Musketeers rilasciata tutta in blocco, qualche tempo fa, sempre su piattaforma Mediaset) e dietro la regia si stanno facendo quei piccoli e grandi movimenti di marketing per mettere in risalto le proprie caratteristiche, come fosse una danza di accoppiamento per cercare la femmina adatta a procreare. Non c’è nulla di male, è giusto, bisogna però essere estremamente rispettosi e trasparenti nei confronti dei clienti, senza mai dimenticarsi che il proprio successo è determinato proprio da questi. È quindi necessario innovare, migliorarsi, sempre, senza mai fermarsi, bisogna farlo per sé stessi e per i clienti, sono loro che ne scoveranno altri per voi e sono sempre la migliore pubblicità, non di solo marketing è fatto il mondo.

Dare ascolto ai clienti ed essere sempre presenti è la chiave di volta.

Perché sceglierne più di uno?

Non c’è motivo alcuno, non sarò io certamente a dirvi perché abbonarvi o non abbonarvi a più servizi contemporaneamente. Io posso solo dirvi che ho scelto di essere un abbonato dei servizi in streaming che mi permettono di accedere a un catalogo pressoché infinito. Mi piacerebbe risparmiare qualche soldino? Certamente, impossibile metterlo in dubbio, ma sono soddisfatto e posso guardare qualsiasi cosa io voglia in qualunque momento, ciò mi basta, è lo stesso ragionamento alla base del mio abbonamento mensile di Spotify, considerando che ho abbattuto completamente la libreria di iTunes e tutti gli Mp3 che avevo nei miei dischi. Se oggi dovessi fare il conteggio delle possibili spese a fine anno (acquisto di musica e noleggio di contenuti video, cinema, ecc.) supererei abbondantemente la spesa totale generata da ogni abbonamento che pago mese dopo mese.

C’è un vincitore?

No, nessuno in particolare almeno. Ci sono buoni motivi per amare o odiare (un parolone, in realtà) ciascuno dei competitor. Si passa dal target più anziano a quello più giovane, cercando poi una via di mezzo che possa accontentare un po’ tutti. Prendete Sky Online, ha qualcosa che nessun altro ha almeno fino a ora: gli show. Sembrerà una sciocchezza, ma quando in casa ci si diverte insieme guardando e commentando una puntata di X Factor oppure Masterchef, è giusto riconoscere che sia Sky a realizzarla e trasmetterla, anche tramite la sua piattaforma Online.

Netflix: è tempo di nuovi competitor nel campo dello streaming

Certo questa ha delle pecche, un problema di banda di tanto in tanto (no, non è la linea di casa totalmente scarica, fidatevi) e un’interfaccia che diventa immediatamente “banale e piena di mancanze” quando si è abituati a usare poi quella di Netflix (e la stessa sorte tocca a Infinity, giusto per essere chiari) ma propone contenuti che altri non hanno, in diretta e on-demand. Ecco perché non rinuncerei a Sky Online. Il catalogo è giovane, le serie televisive di Fox sono quelle che seguo di più e AXN è forse l’unico che manca all’appello del bouquet (insieme ai canali Comedy, a dirla tutta). La speranza? Quella che anche Sky Online possa imparare da Netflix e non solo per il periodo di prova gratuito, ma anche per l’interfaccia e per dare ascolto ai suoi clienti, migliorando costantemente le offerte a disposizione così come i canali, sono quelli la vera forza della piattaforma, anche se spesso so che si tratta di problemi legati alle licenze.

E ora torno a guardarmi Jessica Jones, con permesso, e complimenti per essere arrivati a leggere fino a qui.

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: abbonamenti di Netflix e Sky di tasca mia. Per Infinity ho un abbonamento messo a disposizione da Mediaset.
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Mettetevi comodi, questo è uno di quei pezzi lunghi. Una comparativa, una di quelle classiche. Ho due prodotti, vorrei capire perché tenerne uno o l’altro, cosa c’è da preferire, cosa da criticare, il bouquet su cui poggiare, la qualità nella loro complessità. Utilizzatori di Sky Online e Mediaset Infinity a me, cerchiamo insieme di capire cosa sia meglio consigliare a chi non ha mai avuto occasione di provare a fondo nessuno dei due servizi (o anche solo uno), io li ho entrambi, vi descrivo la mia esperienza.

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Di cosa si tratta?

Dei servizi tipicamente offerti sotto abbonamento ai propri clienti resi pubblici grazie a dei piccoli pacchetti prepagati che possono essere rinnovati o abbandonati in qualsiasi momento. Nessun impegno da ambo le parti, tutto funziona ed è fruibile solo fino a quando l’utente deciderà di pagare, poi amici come prima, in pratica si tratta della naturale evoluzione (che non esclude l’esistenza) di Premium Play di Mediaset o Sky Go per gli abbonati Sky. Un portale accessibile tramite qualsiasi (o quasi) piattaforma o applicazione dedicata che permette così da avere una raccolta di contenuti a propria disposizione, serie televisive o film, documentari, approfondimenti, potenzialmente qualsiasi cosa nel bouquet delle società in gioco.

È ciò che ci sarebbe dovuto essere da sempre e che spero possa prendere ancora più piede con l’aumentare della copertura ADSL (fibra o rame) in Italia (nel resto del mondo nella maggior parte dei casi sono già molto più avanti e non si parla certo di cose nuove per loro). È la possibilità di fruire dei contenuti che si desiderano nel preciso istante in cui li si desiderano passando dalla piattaforma che si ha a disposizione in quello specifico istante. Non ha importanza se per guardare un film utilizzerò il mio iPad, il mio PC portatile o la console, ha importanza solo la mia necessità, è la TV che deve potersi adattare a noi, non il contrario.

L’offerta

Due pacchetti disponibili per Sky Online, uno solo per Mediaset Infinity, quest’ultimo però non include costi aggiuntivi che sarà necessario tirare in ballo nel caso in cui si voglia accedere a particolari contenuti. Il primo prevede diversi canali in diretta in ambo i pacchetti (oltre il live necessario per gli eventi sportivi, separato dalle offerte standard), il secondo no. Il primo offre il meglio delle serie televisive targate FOX, il secondo insegue con le esclusive che si è accaparrato il colosso di Cologno Monzese. Si ma nello specifico?

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Sky Online prevede un ticket da 9,90€ al mese per accedere a tutto quello che è l’intrattenimento delle serie FOX e Sky Atlantic, oltre i canali live come Sky Uno con i programmi della prima serata (siano essi originali e realizzati per l’Italia o tradotti e importati dall’estero), il tutto disponibile anche in lingua originale per i puristi. Incluso nell’offerta (di base o più completa) c’è sempre Sky TG24 che ormai è disponibile in ogni lago e in ogni luogo. All’intrattenimento si può aggiungere il pacchetto cinema dal costo di 14,90€ al mese, questo vi darà accesso alla ricca libreria sotto licenza Sky, aggiornata frequentemente e rifornita con contenuti che solo qualche mese fa sono stati disponibili per il grande schermo. Così come per il pacchetto di base (intrattenimento) anche per il cinema viene dato accesso ad alcuni canali live, più numerosi stavolta, con l’ulteriore “bonus” del canale che ogni tanto Sky sceglie di dedicare a una particolare ricorrenza o serie (ad esempio in questi primi giorni del 2015 si ha accesso al canale dedicato ai film di Indiana Jones, ndr). La società garantisce 10 nuovi titoli alla settimana non specificando però se si tratta di novità o grandi classici. Anche in questo caso tutti i contenuti sono disponibili anche in lingua originale.

Una delle pecche che a fatica mando giù? La non disponibilità di alcuni titoli in diretta con il satellite. Potrebbe capitare (accade spesso, sia per l’intrattenimento che per il cinema) che un film mandato in onda su Sky Cinema 1 non possa essere acceduto da Sky Online. Questo sarà invece disponibile già dal secondo giorno,  in pratica il “Day 1” è dedicato all’abbonato con il classico decoder in salotto. Rivolgo quindi la domanda a Sky stessa (che cercherò poi di contattare per fargli leggere questo articolo): perché? Sono forse l’abbonato di serie B rispetto a quello che ha deciso di legarsi a voi con l’offerta classica? E se non avessi la possibilità di installare la parabola? O magari mi trovo fuori sede e voglio comunque accedere ad un qualcosa che ho pagato?

Per coloro che invece amano lo sport e vivono solo per quello Sky Online non riserva alcun ticket a forfait. Ogni evento va pagato singolarmente o si può scegliere di pagare una stagione intera se messa a disposizione da Sky stessa tra le selezionabili nella pagina dedicata: skyonline.it/sport/index.shtml. Qui il prezzo lievita e di parecchio, si fa leva sulla necessità del calcio dell’italiano medio, ma anche della Formula 1 o della MotoGP per chi le segue (sottoscritto compreso). Rispetto all’accessibilità della tariffa di intrattenimento il cinema è appena sopportabile, lo sport proprio no. Pensare di pagare un singolo evento sportivo quanto la metà di un abbonamento mensile di intrattenimento (e più in alcuni casi) fa rabbrividire al solo scriverlo, la convenienza (se di questa si può parlare) si piazza ovviamente sui bouquet multi-evento per un’intera stagione di Formula 1 o magari di una Champions League. Questi pacchetti spesso includono anche la più classica delle caramelle alla cassa del ristorante: un periodo “gratuito” di accesso all’offerta base (intrattenimento).

Eccezione fatta per lo sport, Sky Online è fratello gemello di uno Sky Go per gli abbonati tradizionali di Sky. Di certo non c’è la stessa quantità di canali live ma è comunque possibile accedere ai contenuti di Sky On Demand, anch’esso dedicato inizialmente ai soli abbonati alla TV satellitare e finalmente aperto anche a chi ha scelto (per volere o per impedimenti tecnici) di approfittare delle offerte tradizionali del big di Rogoredo. Un’ottima mossa che con il tempo non può fare altro che crescere arricchendosi e arricchendo chi sceglie di continuare a pagare uno o più pacchetti andando così a far “compagnia” agli altri abbonamenti mensili a basso costo, come già accade per Spotify ad esempio.

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Mediaset Infinity è l’alternativa meno costosa e la prima ad essere stata così accessibile (anche da console, anche se inizialmente si parlava solo di PlayStation 4). Per poter usufruire di (quasi) ogni suo contenuto richiede il pagamento di un ticket unico da 4,99€, da rinnovare mensilmente (ad oggi che l’articolo viene pubblicato, in teoria il prezzo pieno di listino sarebbe di 6,99€). Si, è nettamente inferiore alla somma dei due pacchetti di Sky Online (intrattenimento e cinema insieme costerebbero -di listino- 24,80€ mensili) e no, non è proprio così completo.

Infinity propone un bouquet di film, serie televisive e cartoni animati non indifferente, un archivio davvero molto molto esteso, qualcosa che è difficile da reperire diversamente ma che soprattutto farebbe invidia a quasi qualunque collezione privata di contenuti fisici e virtuali, sicuramente un vanto ma non certo per le novità. Infinity ha tutti i contenuti, anche quelli più recenti, previo pagamento del singolo noleggio. Entro, voglio farmi due risate, un film leggero, toh guarda è appena stato reso disponibile l’ultimo di Cameron Diaz, Sex Tape, oh fermo, è un contenuto a noleggio, poco male, vediamo di quanto si tratta:

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Oh bella, 4,49€ in offerta anziché a 5,50€ riservato ai clienti Infinity! Ora, vi prego parliamone: per poter vedere il contenuto bisogna essere clienti Infinity, non potrei neanche fornirvi il collegamento alla scheda del film perché il progetto Mediaset prevede una vetrina come quelle dei locali di massaggi cinesi all’interno dei quali non potete dare un’occhiata se non entrando perché completamente coperti da adesivi che descrivono l’attività (almeno quella ufficiale) e insegne luminose a corredo per convincervi ad entrare. Facciamo un rapido calcolo: pressoché tutte le novità di Infinity hanno un costo di noleggio che varia tra i 4 e i 6 euro circa, se siete come me che vi concedete più di due film al mese (ma facciamo due giusto per semplicità) la somma è presto fatta: 4,49€ (a voler mantenere l’offerta attuale) per due (8,98) che si vanno ad aggiungere alla quota fissa di ingresso mensile (4,99€ oggi, a listino pieno si parla di 6,99€) si arriva ad un totale che quasi raggiunge l’offerta di Sky Online (si parla davvero di un nulla a mantenere esclusivamente i prezzi in offerta) che però ha valenza per un intero mese (e per Sky si parla di listino pieno, senza alcuna promozione o sconto). Dal terzo film novità in poi avete automaticamente superato la cifra, perdendo la convenienza del ticket unico più basso per l’accesso a tutto ciò che è in libreria “compresa nella sottoscrizione“. L’alternativa è quella di perdersi nella sconfinata giungla di titoli già compresi a listino, sono tanti, tantissimi, grosso modo incontrano tutti i tipi di gusti.

Fortunatamente Infinity è fatto anche per gli amanti delle serie televisive e propone bei titoli a stagioni piene che potete quindi vedere in qualsiasi momento. A queste vanno aggiunte le fiction acquistate e localizzate (quindi trasmessi sui propri canali liberi) o direttamente prodotte, da Squadra Antimafia a L’Onore e il Rispetto passando per I Cesaroni, non mi metto a discutere gusti personali (questo è altro tipo di argomento piuttosto soggettivo). Al contrario di Sky Online spesso le licenze che permettono di tenere online intere stagioni sono decisamente meno restrittive, tanto per fare un esempio è ancora disponibile la quarta stagione di The Big Bang Theory che è molto vecchia e che su Sky Online non trovereste probabilmente più online da mesi, al contrario magari degli ultimi episodi della settima in attesa dell’inizio dell’ottava previsto tra qualche giorno:

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Grandi “giocatori” come –appunto– The Big Bang Theory, Breaking Bad o ancora Orange is the new black fanno parte già della sottoscrizione, al contrario molte altre serie di interesse più o meno alto non le troverete qui, no signori miei, quelle sono riservate a Mediaset Premium e Premium Play. Questo è per me uno sciocco errore del quale ovviamente non posso che ignorarne il motivo che sarà ovvio per i ragazzi di Mediaset (e molto meno per i comuni mortali, sarebbe bello saperne di più), ho lanciato una ricerca banale su Royal Pains, attualmente in onda su Premium, disponibile solo nell’area Play:

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Unica eccezione assolutamente gradita di questo periodo è la nuova “The Musketeers” che sta andando in onda in queste settimane su Italia 1 e che è stata pubblicata in blocco su Infinity lo scorso primo dicembre (con la speranza che non sia solo la prima e l’ultima ad ottenere questo trattamento).

Sui cartoni animati nulla da dire, non c’è competizione in quanto si tratta di un contenuto attualmente trattato dal solo Infinity. Una libreria sufficientemente ricca di titoli a disposizione immediata dell’utilizzatore, il Sacro Graal per i genitori che necessitano di tenere buoni il pargolo mentre preparano la cena o per godersi una serata alternativa permettendo ai più piccini di scegliere i programmi una volta tanto. Questo è l’unico punto che a differire da Sky Online e la stessa cosa vale per il competitor che offre la parte Sport (a gestione e pagamento separato come già sottolineato) qui non presente.

Per completezza di informazioni (prima di chiudere il paragrafo completamente dedicato a Infinity) vi dico che il servizio di Mediaset possiede una voce denominata “Cinema Live“, accessibile tramite interfaccia principale (io ho personalmente provato da PC, ndr) ma questa non propone alcuna informazione riguardo il video mandato “in diretta”, non si capisce a che canale di Mediaset faccia riferimento e non mi è stato quindi possibile approfondire più di tanto la questione. Forse un test? Una fase beta prima di un rilascio vero e proprio? Spero di poter aggiornare l’articolo in futuro :-)

Fruibilità dei contenuti, dubbi, assistenza

Entrambi i competitor hanno un cono d’ombra all’interno della propria offerta: vantaggi e svantaggi, limitazioni più o meno chiare e seccature perché a noi di fare le cose chiare e che diano accesso realmente a tutto evidentemente non piace. Questo è uno dei casi per i quali mi piacerebbe “imparare dall’America“, vedere l’episodio della serie che sto seguendo e che mi sono perso direttamente dal sito web del produttore, aprire Netflix e accedere a una videoteca in grado di far impallidire la vecchia Blockbuster e cose così e invece no, bisogna attendere ancora prima di poter arrivare a questo stadio.

Vediamo il bicchiere mezzo pieno, è un passo, un passo importante. Entrambi i siti web gestiscono correttamente una quantità di richieste molto alta, il primo (Sky Online) è fatto molto bene, è elegante, essenziale, si è in grado di trovare ciò che interessa in poco tempo, si va dritti al punto. Il secondo pecca un pelo di più a causa di una sua organizzazione per genere o tipo di raccolta che in qualche caso diventa superfluo e fa perdere più tempo del previsto. In entrambi i casi il campo di ricerca interno sarà la vostra ancora di salvezza per andare dritti al punto. La gestione dell’abbonamento, dei rinnovi e del proprio utente (con preferenze e opzioni) è fatta meglio ancora una volta su Sky Online ma Infinity ha comunque tutto ciò che ci serve. L’assistenza (che ho avuto modo di provare per entrambi) è sempre a disposizione e preparata, risponde puntualmente alle domande anche in orari “non di ufficio” e nel caso di Infinity ho potuto constatare una disponibilità e una gentilezza davvero lodevoli, non ho avuto bisogno (perché non ho riscontrato grossi problemi, quindi non posso essere così preciso) per ciò che riguarda Sky Online, nel loro caso mi sono limitato a sciogliere dubbi o mettere a posto codici che avevo riscattato senza però vedere variazioni nelle date di abbonamento al servizio, cose che oggi non capitano più con il crescere della piattaforma.

Quasi di pari passo le applicazioni. Anche qui le differenze ci sono e si vedono. Se Sky Online pecca forse di user-experience un po’ più scarsa su Xbox One ma si riprende su PC o iPad, Mediaset Infinity si mostra nello stesso modo ovunque anche se con differenze (minuscole). Una volta collegati con il vostro Gamertag (continuo a parlarvi dell’esperienza console, ndr) potrete fare login in entrambe le applicazioni e memorizzare le credenziali così da godere in futuro di tutti i contenuti messi a disposizione senza perdere ulteriore tempo. Sky Online propone il suo catalogo oltre i canali live separati per sezione, Mediaset Infinity cerca di organizzare alla stessa maniera del sito web il suo catalogo, concedendo inoltre l’utilizzo dei tag ma peccando parecchio sulla ricerca titolo tramite nome o altro dettaglio. Sky Online modifica la qualità dello streaming nel caso in cui la rete abbia qualche problema (molto comodo) ed esce addirittura dal flusso streaming e dall’applicazione mostrando un messaggio di errore nel caso in cui non possa più mostrare il video (molto molto scomodo, spesso si tratta di un errore temporaneo di Sky Online stessa e basta rientrare immediatamente nel canale o nel contenuto precedentemente in onda, peccato però aver perso secondi o minuti preziosi nel caso in cui si tratti di un canale in diretta).

Se poi non vogliamo parlare di console la lista è presto fatta. Sky Online è attualmente fruibile da PC, tablet, alcune SmartTV, PlayStation (sia 3 che 4) e Xbox (sia 360 che One). Mediaset Infinity aggiunge anche Chromecast di Google, oltre ad una serie di diversi tablet o SmartTV, tutti visibili nella pagina di Help dedicata, contrariamente a quanto affermato da quest’ultima vi confermo che l’applicazione è inoltre disponibile per Xbox.

La prova con un vantaggio in più

Entrambe le piattaforme permettono l’iscrizione con prova gratuita o quasi. Sky Online offre la possibilità di fruire di due settimane di ticket cinema e intrattenimento a solo un euro, Mediaset Infinity propone una prova completamente gratuita del suo ticket unico per le stesse due settimane. Ho scelto (ormai diversi mesi fa) di dare fiducia a Sky Online e contemporaneamente di provare Infinity. Sul primo ho seguito tutto X Factor (eccezione fatta per la finale seguita dal vivo, ndr) e continuo a seguire i miei programmi preferiti e i film, sul secondo ho potuto finalmente terminare di vedere (o allinearmi) con diverse serie televisive o ritrovare film del passato che ho voluto guardare ancora una volta con piacere.

Scopri-Infinity

Per entrambi, ancora per poco tempo, potrete inoltre approfittare di pacchetti pensati e realizzati per questo periodo di feste ormai quasi del tutto passato. Sky ha proposto il suo “Sky Online Magic App“, 90 giorni di ticket intrattenimento e cinema al prezzo di 39€ in totale, stiamo parlando di contenuti che diversamente arriverebbero a costare quasi 75€. Si tratta di un codice riscattabile sia per un nuovo utente che per uno già presente sul sistema. Si acquista fino al prossimo 8 gennaio dal sito di Sky Online oppure potete mettere il prodotto nel carrello del vostro account Amazon!

Occhio però: ogni codice acquistato (non da sito di Sky Online dove verrà applicato immediatamente al vostro utente) dovrà essere riscattato / attivato entro e non oltre il 30 giugno di quest’anno. Oltre Magic App, Sky Online propone altre offerte in collaborazione con i propri partner, generalmente raccolte in una pagina apposita del sito web.

Diverso invece il ragionamento alla base dell’Infinity Pass, l’equivalente di Magic App ma dedicato ovviamente a Mediaset Infinity, acquistabile per sempre (così da non dover utilizzare una carta di credito o un account PayPal sul sito web) e in promozione fino al prossimo 11 gennaio. Come spiegato nell’articolo sul sito ufficiale il punto di forza sta nel prezzo (come Sky) e nella possibilità di raddoppiare i mesi di visione acquistati (entro il termine dell’11/1): si passa quindi dal taglio 1/3/12 mesi a 2/6/18 mesi (si, l’ultimo cresce ma non raddoppia). Il prezzo va dai 9,99€ ai 79€. Potete acquistare le card anche da web (è un controsenso rispetto a quanto pensato da Mediaset, lo so, ma tant’è!): mygiftcard.it/infinity_pass_24_99 (potete sostituire il 24_99 nell’URL con 79 o 9_99 per accedere alle altre card, il mio era giusto un esempio).

C’è dell’altro?

Sky Online e Mediaset Infinity non possono competere, non del tutto almeno, sono l’arma combinata perfetta (e legale, non trascuriamo il dettaglio) per avere più o meno tutto quello che ha da offrire la nostra TV per come la conosciamo oggi. Ho trovato pro e contro in entrambe, entrambe hanno voglia di crescere e sicuramente lo faranno, correggeranno le pecche, arricchiranno le offerte, diversamente non si sopravvive all’interno dello stesso stagno. Per ciò che mi riguarda vanno a completarsi e fin quando potrò cercherò di tenerle attive entrambe, anche se per poco tempo e tenendo a preferire la prima tra le due per la ricchezza di contenuti FOX che personalmente adoro (e ribadisco il personalmente).

Non c’è molto altro da dire (e di non detto fino ad ora) ma le conclusioni dell’articolo stavolta dovete trarle voi. Ho cercato di mettervi a disposizione tutto ciò che dovrebbe servire per fare la giusta scelta, quella dettata dalle esigenze più che dai pro e contro della singola piattaforma

Nel caso in cui abbia omesso qualcosa, dimenticato, sbagliato o chissà cos’altro non esitate a segnalarmelo tramite l’area commenti. Fate domande, cercherò di dar loro risposta (se si tratta di qualcosa di poco chiaro, tanto per fare un esempio). Come già detto ho entrambe le piattaforme attualmente disponibili e sottoscritte, posso fare tutti i test che desiderate o quasi ;-)

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fatta eccezione per l'abbonamento Infinity, fornito da Mediaset, quello di Sky è a carico della mia tasca.
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Com’è stato il vostro 2014? Bello? Brutto? Per me nessuno delle due opzioni lo rispecchia, o per lo meno non in maniera così secca, gli alti e i bassi si alternano da quando si nasce, è inevitabile a meno di essere uno di quei ricchi di Teheran di cui tutti parlano in questa chiusura d’anno priva di notizie evidentemente più interessanti. Ciascuno di noi cresce, conquista nuove vette o indietreggia sul campo di battaglia per avvenimenti che finiscono per cambiargli la vita. Durante questi (quasi) 365 giorni tanti ci hanno abbandonato, noti e non, ogni volta un dispiacere sincero, ogni volta un colpo al cuore, un anno da schifo quindi? No, non del tutto, almeno a vedere il bicchiere mezzo pieno.

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Questo è stato l’anno dei record per molti versi, in ordine sparso potrei dire che è stato l’anno degli aumenti e di quelle “manovre fiscali” alle quali dare nomi strani e poco comprensibili affinché il comune cittadino (me compreso) possa capirne il meno possibile e protestare di conseguenza poco o nulla. Hanno preso al volo questo treno le Autostrade, che per l’ennesima volta hanno aumentato i prezzi di un pedaggio sempre più oneroso soprattutto per chi è abituato a spostarsi molto pur mantenendo gli stessi difetti nella rete e i disagi senza fine, o la RAI con le sue mosse atte al recupero del denaro mai riscosso da chi decide quotidianamente di snobbare i suoi canali dato che sono capaci di trasmettere solo programmi di livello medio-basso (e sul medio sono stato anche carino, che poi si parla della stessa RAI che fatica a pubblicare i suoi conti eh).

Il 2014 è stato ancora una volta l’anno dei Marò, la crisi dura ormai da due anni e ancora i nostri fucilieri non hanno la possibilità di vivere la loro vita in Italia, con le proprie famiglie e lontani il più possibile da quell’India che credo non vorranno mai più vedere in vita loro (ammesso che escano da quel tunnel apparentemente senza spiragli). È stato l’anno degli sbarchi sempre più interminabili, delle mille polemiche, della “sopravvivenza del popolo italiano contro gli invasori” (il fascismo cola a ettolitri da questo modo di vedere le cose, fare di tutta l’erba un fascio è sbagliato dalla notte dei tempi), dei tanti problemi dei centri che possono ospitare e prendersi cura di questi sventurati. È stato l’anno della corruzione, non perché non ce ne sia solitamente (anzi, in questo campo costituiamo l’eccellenza, quasi a farne un vanto eh, mi raccomando), ma perché stavolta ne è saltata fuori tanta, talmente tanta da meritarsi ore interminabili di servizi televisivi e decine di pagine di quotidiani a cavallo tra le vicende dell’Aquila e Mafia Capitale.

È stato l’anno dei Mondiali FIFA ma anche delle Olimpiadi di Sochi, e sinceramente non è che io voglia soffermarmi sull’argomento più di tanto, non per fare lo snob (che non fa parte del mio essere) ma proprio perché se n’è parlato già abbondantemente, con le critiche da bar tra anziani giocatori di briscola tanto quanto le opinioni di giornalisti che vengono rispettati quasi più di un capo di Stato (non dico di Napolitano perché sfortunatamente, nonostante tutta la buona volontà, il nostro Presidente ha ormai terminato i “bonus rispetto” da parte di tanti cittadini dello stivale), forse l’unica nota sulla quale sorridere (perché finita tutto sommato bene) è quell’azzardo di Luxuria in una terra non esattamente ospitale per le sue idee.

Informaticamente parlando è stato l’anno di Whatsapp e Telegram (e di tutte le alternative possibili). Il primo troppo spesso down a causa di problemi lato server, il secondo spuntato fuori dal nulla come alternativa che ancora oggi considero assolutamente di qualità nonostante la quantità di utenti utilizzatori non è la stessa del big di proprietà Facebook. Tante le lacune ma altrettanti gli utilizzatori che si ostinano a scegliere il primo perché “sulla bocca di tutti“. Sempre questo l’anno della stangata sulle memorie presenti nella maggior parte dei prodotti di utilizzo quotidiano, dal PC allo Smartphone, passando dalle chiavi USB.

È stato l’anno di ebola, gestita in una maniera così pessima da far indignare e spaventare chiunque sulla faccia della terra (o quasi), una buona parte d’anno in cui i media hanno fatto -come da tradizione- informazione e disinformazione ai massimi livelli, una confusione totale, numeri, catastrofi incontrollate e rettifiche, di tutto e di più, ma anche l’anno dell’alluvione di Genova e del puntuale abbandono da parte di chi avrebbe dovuto davvero rimboccarsi le mani e aiutare i volontari, un po’ come successo in altre parti d’Italia. Di contro è stato ancora una volta di quella figura che alla chiesa (la c minuscola è voluta) mancava da tanto tempo ormai, l’anno in cui Papa Francesco continua ad ammettere colpe e non difendere più quelle figure per troppo tempo rimaste nell’ombra e sotto al mantello di un’istituzione apparentemente intoccabile e con una giustizia propria che nulla ha a che fare con i canoni ordinari di quella italiana (e anche su questa nutriamo tutti tanti di quei dubbi da poterci scrivere una lista lunga un libro).

È stato l’anno del RAP, della sua consacrazione e del suo ingresso più che trionfale nella quotidianità musicale di molti, me compreso (in quanto curioso da diversi anni ormai), dalla vittoria di Rocco Hunt a Sanremo 2014 passando per le classifiche che hanno visto e vedono ancora oggi (sto scrivendo questo post qualche ora prima del termine del 2014, per chi non lo avesse ancora capito!) di Fedez e del suo Pop-Hoolista, lo stesso Fedez che in un anno più che grandioso per X Factor (il primo da giudice) ha saputo portare due dei suoi ragazzi in finale, vincendo “in ogni caso” la competizione. Un genere musicale che in radio passa sempre di più per la gioia di coloro che hanno visto in qualche modo lungo diverso tempo fa e che lo hanno sempre sostenuto. Un accostamento musicale tanto pericoloso quanto redditizio per cantanti altrimenti messi in secondo piano e che si sono immediatamente risollevati facendo coppia con una giovane promessa. Durerà? Impossibile saperlo con certezza, conviene godersi il momento. Difficile superare comunque le cifre raggiunte dalla commerciale che continua a farla da padrone e rimanere più mainstream:

Personalmente? Beh, l’ennesimo anno a bordo di Spotify e fiero di esserlo (dato che si parlava di musica), il primo anno in cui non ho affrontato viaggi all’estero (era da un po’ che non capitava a dirla tutta), il quarto a Milano di fila post-trasferimento per motivi di lavoro, tanti progetti nel cassetto e la paura di non riuscire a realizzarli entro i termini che mi sono prestabilito e boh, spesso si vive alla giornata perché penso sia importante godersi ogni momento, ogni singolo avvenimento, bello o brutto che sia, serve tutto nel grande calderone della vita (profondo eh?). Quello che posso augurarmi è che tutti voi abbiate passato un buon periodo di feste ma più in generale un bell’anno tra alti e bassi, anche se ormai la percezione collettiva è quella di vedere ogni nuovo anno come “il peggiore fino ad oggi” anche se spesso manca un motivo davvero valido per considerarlo tale.

Allegri ragazzi, c’è sempre chi sta peggio, non dimentichiamolo mai.

Auguri :-)

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L’aspettavo, ci speravo, quasi quasi ci piazzavo anche la preghierina affinché qualcuno si degnasse di portare quel software sulla console di Redmond ancora troppo spoglia rispetto alla più ricca offerta americana, finalmente ce l’hanno fatta e puntuale come le tasse ho installato e fatto partire la mia prova (una settimana a 1€, ndr) di Sky Online dato che non c’è per il momento possibilità alcuna di sfruttare il proprio account Sky Go con applicazione annessa (sempre su Xbox One avendo il decoder lontano attualmente, ndr).

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Che poi il motivo per star lì a provare Sky Online è proprio quello. Vuoi la lontananza dal decoder principale (nel mio caso ci sono giusto quei 300km di mezzo), vuoi perché proiettare dal Macbook al televisore in AirPlay e ottenere una buona qualità è tanto difficile quanto uscire a cena con la Johansson o magari vuoi ancora le limitazioni imposte a Sky Go da iPad (sia in AirPlay che tramite cavo), si insomma, per portare i canali che preferisco sul televisore di casa finalmente ora si può passare da Xbox One. Poco male se questo vuol dire pagare un piccolo abbonamento in più, ho già Spotify e mi ritengo molto soddisfatto, da anni vado “predicando” che lo streaming e gli abbonamenti open sono il futuro, lentamente ci si sta avvicinando a questa realtà ed è quindi giusto sfruttarla e darle una possibilità nonostante la copertura internet italiana faccia decisamente schifo.

In attesa che anche il competitor principale –Infinity– approdi come annunciato qualche tempo fa, io intanto mi sono potuto godere la prima serata di diretta di X Factor 8 intelligentemente mandata live anche su Sky Online.

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A parte qualche piccolo problema iniziale quasi certamente dovuto al sovraccarico dei server Sky / NTT Data con un pelo di pazienza e comprensione nei loro confronti (capita anche con gli eventi di punta trasmessi via Sky Go dato che la piattaforma è sempre quella) tutto è poi filato liscio e mi sono potuto godere la trasmissione con una differita quasi del tutto inesistente (mi regolavo in base al mostruoso flusso di tweet in diretta sul mio Tweetdeck):

Se rinnoverò al termine del periodo di prova? Appurato che dovrei riuscire a sfruttare il codice di sconto creato per tutti i possessori di Xbox One (ancora non abilitato per un errore che non posso risolvere in autonomia e per il quale sto ancora però aspettando una risposta dal supporto tecnico, ndr) quasi certamente la risposta sarà si, andando così a completare un ventaglio di tecnologia che riesce in questa maniera a seguirmi ovunque tra iPad, iPhone, PC e ora televisore in casa passando dalla console o dal piccolo media center che mi sono creato in camera da letto. Considerando poi che “non di solo X Factor si può vivere” vi ricordo che attraverso i pacchetti modulabili dell’offerta si accede all’area Serie TV, Cinema e Sport ciascuna con una fee di ingresso diversa (compresa quella a singolo ticket per l’evento che vi interessa seguire).

Brava Sky, brava Microsoft, magari la prossima volta un pelo in più di rapidità non può guastare, in ogni caso promossi entrambi (a quando Sky Go?).

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