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Questo è un altro di quegli articoli già pronti da tempo, ma che tu leggerai solo in seguito al verificarsi di una particolare condizione, in questo caso si trattava di semplice attesa, sono rimasto in standby fino a quando il prodotto non è stato ufficialmente presentato alla stampa. Ora tocca anche a me, che ci ho “vissuto” gli ultimi mesi insieme.

Si chiama Sky Q, ed è probabilmente il futuro che molti sceglieranno di vivere per la fruizione dei contenuti che più adorano, Regole non più dettate né tanto meno scritte, un taglio netto con il passato, migliorando persino quella che fino a oggi è stata la già importante funzione del play on-demand impensabile per molti fino a qualche anno fa (prima che Sky introducesse sulla TV più tradizionale il concetto di Restart o download e visione in differita, o anche pausa e recupero tramite registrazione tampone su disco).

Sky Q: il futuro della fruizione dei contenuti TV

Sky Q

Non chiamarlo Decoder, lo è ma sarebbe riduttivo. È un Media Center per certi versi rivoluzionario rispetto a quanto siamo stati abituati a vedere e usare in questi ultimi anni. Se sei un cliente Sky e vivi la simbiosi con il telecomando che ormai sei abituato a vedere in una marea di case italiane, scorda tutto e inizia a fare spazio per le novità.

Quello che ho fatto, nel tempo, è stato raccogliere impressioni, esperienze, racconti da diario di bordo, che poi è stato un po’ il minimo comune denominatore dell’avventura Sky Q iniziata ormai diversi mesi fa, in un periodo di test durante il quale il silenzio doveva necessariamente regnare sovrano, e le uniche persone che hanno potuto vedere in azione il nuovo giocattolo erano quelle che ci venivano a trovare a casa nostra.

Quello che oggi ti propongo è un succo (bello denso) di ciò che fino a oggi io e Ilaria abbiamo potuto vedere, provare, tentare di piegare alle nostre esigenze talvolta perdendo lo scontro, talvolta vincendolo. Un prodotto che è pronto per il mercato (lo dimostra la sua commercializzazione ufficialmente ai nastri di partenza il prossimo 29 novembre), ma che ancora qualche piccola zona d’ombra ce l’ha, risultato brillante che comunque non viene poi molto inficiato, perché in tutta onestà ho già ammesso che non tornerei più indietro.

Installazione

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Una telefonata con il Call Center di Roma, un appuntamento, un tecnico dedicato e 3 ore di slot durante le quali sarebbe stato necessario adeguare l’impianto (condominiale, nda) e sostituire il nostro decoder MySky HD, perdendo ogni registrazione salvata su esso. Insieme al nuovo decoder principale (quello che poi si scoprirà essere il Platinum della nuova offerta Sky Q), verrà installato uno Sky Q Mini, ricevitore “client” che prende ogni dato dall’unità principale e che –quindi– non ha più bisogno di un cavo satellitare dedicato, né tanto meno di una Smart Card. Ciao e grazie per tutto il pesce, Multivision (una gran bella novità per coloro che hanno dovuto rinunciarci in passato, proprio a causa della limitazione del cablaggio casalingo).

Sky Q installato e funzionante, subito in rete perché cablato diretto sul router di casa, Sky Q Mini installato e sincronizzato abbastanza rapidamente, è servito qualche minuto in più per scaricare un firmware più aggiornato e allineare sia l’unità principale che la periferica (è Sky Q che distribuisce poi il firmware ai Mini che trova in giro per la casa, nda). Smart Card nuovamente riattivata e finalmente Sky TG 24 sul monitor, canale di default del bouquet base. Certo qualche intoppo c’è stato, causato da una instabilità sommaria dei firmware ancora in beta chiusa, ma tutto si è risolto per il meglio tramite opportune segnalazioni e aggiornamenti arrivati in seguito.

Una rapida panoramica su tutte le nuove funzioni e sull’interfaccia rinnovata, una configurazione del telecomando di Sky per pilotare anche il televisore. Un caffè e due chiacchiere, l’intervento poteva considerarsi concluso.

Specifiche tecniche

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Puro spettacolo per chi possiede più pacchetti e più membri della famiglia pronti a registrare qualsiasi programma, film o serie televisiva. Ciò che manca all’appello del nuovo Sky Q è il promemoria per l’inizio di un evento, per questo motivo la registrazione diventa protagonista fondamentale di tutto. Le contemporaneità considerando anche il canale che si sta visionando diventano 5, un numero impressionante considerando il passato.

Tutto questo viene permesso dai 12 tuner satellitari totali presenti nel prodotto. 4 vengono utilizzati per le registrazioni contemporanee, 5 per la visione dei canali in diretta, uno per il televisore collegato all’unità principale, due per gli Sky Q Mini presenti in casa (che possono al massimo essere 4, nda), ulteriori due per altrettanti dispositivi mobili. Ne restano fuori 3, uno dei quali serve per il minischermo dell’EPG, uno al canale di aggiornamento di sistema e l’ultimo è attualmente disoccupato (verrà utilizzato in futuro).

Il tuner digitale terrestre è di tipo DVB-T2 (codifiche in HEVC), già compatibile con le nuove specifiche previste per il 2020/2022. Forse inutile dire che anche i programmi dei canali DTT potranno essere registrati e conservati sul disco locale di Sky Q (uno al massimo per volta però, perché se si vuole intercettarne due salterà fuori un avviso di impossibilità).

Sky Q Mini è invece (come avrai intuito) poco più di un client stupido, in grado di ricevere ogni contenuto dall’unità principale e nulla più (senza di quella, lui non servirà assolutamente a niente, il collegamento alla rete WiFi 5 GHz nascosta creata dallo Sky Q principale diventa così fondamentale). Tutti i contenuti inviati in streaming verso Sky Q Mini sono codificati in H.264 con risoluzione Full HD.

L’interfaccia

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Completamente rinnovata, per certi versi ispirandosi all’esperienza già vista in passato su Sky Online / NowTV. Intuitiva, facile da utilizzare sin dal primo minuto, il tasto Esci del telecomando diventerà il tuo peggior nemico, dovrai abituarti quanto prima a premere il tasto indietro nella ghiera centrale. I raggruppamenti e le ricerche, inizialmente un pelo disorganizzate e dispersive, sono ora decisamente più fruibili e meglio schierate per venire incontro alle tue esigenze (novità dell’ultimo firmware disponibile da una manciata di giorni rispetto all’annuncio pubblico).

Tutto è profondamente integrato e interconnesso su ogni sistema, l’esperienza d’utilizzo è standardizzata ovunque, potrai fruire i tuoi contenuti senza mai perdere un secondo del tuo programma in diretta o della tua registrazione, anche cambiando stanza di casa, o magari uscendo proprio da questa e continuando la visione sui mezzi pubblici (per esempio). Se stai utilizzando Sky Q, altra cosa che mi è molto piaciuta, potrai navigare facilmente nei canali (senza spostarti da quello che stai guardando in diretta) un po’ come succedeva già in passato, ma ottenendo ora un’anteprima live di ciascuno di essi, oltre alle solite informazioni riguardanti inizio / fine / trama / ecc.

Altrettanto bello è il modo di collegare tra di loro gli episodi di una serie televisiva, permettendo in qualsiasi momento di saltare a quello precedente o successivo con un paio di clic del telecomando, a prescindere che l’episodio sia stato già registrato e conservato nel decoder oppure che si trovi nell’area On Demand (ammesso che sia ancora disponibile), così come la proposta totalmente autonoma di andare avanti con il binge watching se non si interviene da telecomando (stile Netflix).

Ciò che mi piace meno è invece la nuova barra di avanzamento rapido della registrazione, perché in alcuni casi (sui canali Fox, nda) va a coprire il countdown della pubblicità, dettaglio importante di usabilità che forse è stato trascurato, perché non di solo On Demand (senza pubblicità) è fatto il mondo dei contenuti televisivi (soprattutto quando manca la licenza per tenerli lì disponibili successivamente).

Altro errore che c’era e che è invece stato risolto, era quello relativo alla collezione di contenuti di uno stesso titolo. Capitava che le stagioni, durante la ricerca di un contenuto, si fondessero tra di loro creando molta confusione (episodio 1, episodio 1 e ancora episodio 1, ma guardando attentamente si notava che rispettivamente appartenevano a stagione 1, stagione 2 e stagione 3, nda), fortunatamente risolto con l’arrivo del (a oggi) penultimo firmware del sistema.

Assente, per il momento, la possibilità di voto tramite tasto verde del telecomando durante i live delle trasmissioni come X Factor, 4 Ristoranti e via discorrendo. Presente all’appello invece il Mosaico (che usa lo stesso pulsante) per gli eventi sportivi di MotoGP e Formula 1 (conclusi entrambi, ma c’erano, te lo assicuro :-)).

Dovrebbero arrivare entro brevissimo le applicazioni Android e iOS ufficiali. Qui un assaggio di quella iOS in azione (via programma TestFlight):

C’è tanto spazio

Sky Q: il futuro della fruizione dei contenuti TV 4

Che in realtà è riferito in particolare a Sky Q in offerta Platinum, grazie ai 2 TB di spazio disco messi a disposizione (meccanico, niente SSD, i costi salirebbero alle stelle e in effetti non sembra esserci affatto bisogno di un disco ad alta velocità), i quali dovranno bastare al decoder principale e anche a tutti gli Sky Q Mini sparsi per la casa. Le ore di registrazione dichiarate sono 1000 in alta definizione, e non fatico a crederci.

Considera poi che –altra bella novità– qui “gli errori sono riparabili“, esiste infatti l’equivalente del Cestino su sistemi Windows (e non solo), che ti permetterà di recuperare in tutta tranquillità i contenuti video che hai cancellato (volutamente o per sbaglio), arma a doppio taglio di un’occupazione apparentemente troppo alta rispetto ai contenuti che ancora devono essere guardati, ti servirà quindi fare un salto in quello spazio di memoria a fare pulizia di tanto in tanto (qui mi riprometto di chiedere delucidazioni al supporto per capire se esiste un Grace Period o simile oltre il quale parte automaticamente una pulizia, aggiornerò l’articolo in seguito).

Alla stessa maniera, ma non certo per questioni di recupero file eliminati, esiste anche un’ulteriore vista chiamata “Memoria“, la quale ti permetterà a colpo d’occhio di capire quali sono i contenuti che occupano maggiore spazio disco, permettendoti inoltre di cancellarli tutti in un solo colpo (per esempio, un’intera stagione di una serie televisiva che hai appena terminato di vedere). Questo perché, se utilizzassi solo la vista “Iniziati“, essa ti permetterebbe di nascondere l’episodio già visto, proponendoti sempre il successivo da vedere, cosa assai comoda per chi non fa uso di applicazioni che tracciano l’avanzamento delle serie televisive (roba di cui ho già parlato qui e di cui presto parlerò ancora).

Buono, tanto per chiudere in bellezza, il cuscinetto a disposizione nel caso in cui tu non abbia lanciato o programmato una registrazione. Se stai guardando il contenuto, potrai tornare molto più indietro rispetto a prima, per rivedere ciò a cui hai fatto poca attenzione (senza esagerare però, di certo non registra l’ultima mezz’ora di contenuto andato in onda!).

In conclusione

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Un buon progetto che ha ancora molto da “imparare” dal suo predecessore, nonostante sia partito alla grandissima e con delle novità che avresti solo potuto sognarti fino a qualche tempo fa. La TV è sempre più sotto il controllo di chi la guarda, e non il contrario. Nasce così un’estrema personalizzazione basati su gusti e abitudini del cliente finale, che è evidentemente lo scopo ultimo e maggiore di Sky e di questo grande investimento.

Ci saranno certamente altre occasioni di parlare di Sky Q (non fosse per nuovi rilasci di firmware e funzioni da riportare a bordo del nuovo Media Center dell’azienda di Rogoredo), resta quindi sintonizzato (tanto per rimanere in tema).

Ora, volendola buttare in caciara e risata di chiusura pezzo, quando mi ridate la possibilità di inserire i promemoria per i programmi che mi interessa vedere in diretta senza far partire la registrazione? :-)


Per approfondire ulteriormente: tg24.sky.it/spettacolo/2017/11/22/nuovo-sky-q.html

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Ricordi l’articolo dedicato all’ottimizzazione delle immagini del tuo WordPress? (se non lo ricordi, dagli un’occhiata adesso!). Sono stato contattato poco dopo da Alex Florescu, fa parte del team di ShortPixel, sito web e nome del prodotto che ho avuto modo di provare su questa installazione WordPress (Gioxx’s Wall).

È questo prodotto che si occupa dell’ottimizzazione delle immagini al posto tuo, che le recupera, modifica e ricarica sostituendo le originali decisamente più esose di spazio e spesso ricche di informazioni non utili ai fini del tuo articolo, mettendo al riparo lo spazio disco e la banda che sarà necessario utilizzare per fornire i contenuti ai tuoi lettori, il tutto aggiungendo un ulteriore strato di sicurezza, tenendo un backup delle immagini originali (che potrai poi cancellare quando sarai sicuro che tutto è a posto, nulla di perso). Ti racconto com’è andata :-)

WordPress: ShortPixel Image Optimizer

Installazione, attivazione, registrazione al sito web per ottenere la chiave API personale e collegare il blog al servizio, senza la quale non lo si potrà utilizzare. Se ti registri utilizzando questo collegamento, otterrai 100 ottimizzazioni in più rispetto al piano base (andando così a 200, altrimenti ne avrai solo 100 gratuite al mese, altrimenti dovrai scegliere le offerte premium). Il plugin funziona in maniera assolutamente intuitiva, permetterà una ottimizzazione in bulk (tutte le immagini, un processo di ottimizzazione unico che dura dall’inizio alla fine) oppure una selezione di ciò che ti interessa, in maniera decisamente più specifica. Ti proporrà infatti una colonna nuova all’interno della schermata Media, dalla quale potrai lanciare ogni singola ottimizzazione, dell’immagine principale così come dei rimpicciolimenti (thumbnails):

WordPress: ShortPixel Image Optimizer 10

Io ho scelto di effettuare un unico processo escludendo solo i rimpicciolimenti (per il momento), per capire che tipo di lavoro ho fatto fino ad oggi, scegliendo immagini già parzialmente ottimizzate, mai esagerate troppo oltre la risoluzione massima che posso ospitare io nel corpo articolo del blog. Ho atteso circa 6 ore per far digerire al servizio circa 3700 immagini, e pensa che su questa installazione ho meno di duemila articoli (fai i tuoi conti: su fuorigio.co, cavia del mio precedente articolo, ce ne sono 4400, che fanno uso di circa 23000 immagini!).

Per poter far avanzare il processo di ottimizzazione, sarà necessario tenere attiva una tab del proprio browser, puntata (come prevedibile) all’indirizzo dell’area amministrativa del plugin di ShortPixel, la quale ti mostrerà sempre l’ultima immagine ottimizzata (a rotazione) con relativa percentuale di spazio salvato su disco. Potrai ovviamente chiudere questa tab, ma il processo si fermerà fino a quando non ci tornerai su. La tua “prima volta” sarà completamente guidata, sarà infatti ShortPixel a dirti quante immagini ha trovato nella tua installazione WordPress e quante potrà quindi ottimizzarne, tu dovrai solo scegliere qualche impostazione e capire se vuoi (o no) includere le thumbnails. Sei pronto? Fai partire il bulk! Ora porta pazienza (tanta) e se puoi lascia una finestra del tuo browser preferito aperta, anche ridotta a icona, poco importa, l’importante è che quella sessione venga tenuta viva. Ti accorgerai del lavoro in background di ShortPixel perché un’icona del software si piazzerà nella barra amministrativa del tuo WordPress, facendo comparire inoltre una gif di “loading” sopra di essa.

Ho terminato!

Bravo, ora che hai terminato il processo di ottimizzazione potrai vederne le relative statistiche, renderti conto dello spazio che sei riuscito a salvare di quello a te riservato, quanta banda risparmierai da ora in poi, traducendola in tempi più rapidi nel caricamento della pagina web sui browser dei tuoi lettori, importantissimo ai fini del SEO ma soprattutto a quelli della pazienza del visitatore, che potrà così accedere ai tuoi contenuti immediatamente, senza rinunciare a nulla!

WordPress: ShortPixel Image Optimizer 9

Ricorda che in questo momento hai ancora una cartella di backup all’interno della quale ShortPixel ha salvato tutte le tue immagini in originale, potrai sempre decidere di fare pulizia dopo qualche tempo, quando sarai sicuro e in pace con te stesso (ommioddio, non voglio perdere le mie immagini!) ;-)

ShortPixel è un ottimo plugin che può sostituire quello realizzato da TinyPNG (con buona pace della vostra anima e della poca pazienza nei confronti dei bug non ancora chiusi, ne so qualcosa, soprattutto perché credono che l’anomalia da me segnalata possa essere settata come “risolta” nel loro forum di supporto, vabè). Sono molto inferiori le ottimizzazioni gratuite mensili, ma il servizio sembra essere decisamente più robusto e ben funzionante, in scioltezza, senza troppi pensieri per la testa (è una scatola chiusa che fa il mestiere che promette). Sono rimasto estremamente soddisfatto e ringrazio Alex per avermi proposto questo test. Il plugin, ovviamente, è disponibile nel repository ufficiale di WordPress.org:

ShortPixel Image Optimizer
ShortPixel Image Optimizer
Developer: ShortPixel
Price: Free

Prima di concludere, ti ricordo che utilizzando questo collegamento potrai ottenere 100 ottimizzazioni mensili in più, gratuite, stai pensando di dargli una possibilità? Faresti bene :-)

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: tutti i crediti ottimizzazione utili ai fini del test, sono stati forniti da ShortPixel.
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Dalla nostra “arma di pubblicazione di massa” (tipicamente un PC, ma anche un tablet o altro mezzo più maneggevole) ai browser dei lettori, il passo è generalmente breve. Casa nostra, le nostre pattine, le nostre regole. Ma avete mai pensato al fatto che in realtà, nella maggior parte dei casi, le regole sono quelle che può (giustamente) imporre chi vi ospita al giusto prezzo? Molti blog là fuori (questo che state leggendo non fa eccezione) sfruttano offerte di hosting condiviso che offrono un pacchetto prestazionale corredato di spazio e banda entro un certo limite (ben dichiarato). Fare i conti con siti web ricchi di immagini e contenuti multimediali più in generale è d’obbligo, almeno dopo un primo giro di boa passato a fregarsene di ciò che si dà in pasto alla piattaforma (sbagliato, ma basta correggersi in corsa).

WordPress: suggerimenti sulla gestione delle immagini 3

Ho fatto i conti con Fuorigio.co, un contenitore fatto più da contenuti multimediali che da testi (o quasi). Si tratta di circa 16GB di installazione WordPress che certamente non tenderà a calare nel corso del futuro, in realtà tutto il contrario. Per questo motivo ho scelto di affidarmi ad alcuni metodi e plugin che ho potuto provare nel corso del tempo, oggi sono un po’ più pronto a parlarvene e realizzare un buon approfondimento per cominciare bene la settimana lavorativa.

La base di partenza

Sapete quanto occupa la vostra installazione WordPress? Ne avete una copia in locale per qualsiasi evenienza? Sono domande alle quali dovete poter dare una risposta abbastanza rapida, soprattutto in caso di problemi. Parliamo del mio caso. Circa 16 i GB sui quali ho cominciato a mettere le mani, da ottimizzare, GB sui quali (se possibile) fare un po’ di margine, guadagnare un po’ di spazio da poter utilizzare in seguito.

WordPress: suggerimenti sulla gestione delle immagini

Il problema? Presto detto: non possono esistere divari di occupazione disco tra le immagini proposte dal blog. Provo a rendere l’idea:

WordPress: suggerimenti sulla gestione delle immagini 1

39 MB per un singolo file immagine, magari proposto nella sua versione “Large” da 640px, non sono accettabili, è un totale spreco di risorse che ovviamente diventano sempre più preziose contestualmente al crescere del progetto. Una delle regole di base, una di quelle che si imparano già quando si muovono i primi passi, è quella di non effettuare upload di file multimediali che poi non vengono realmente utilizzati, sfruttati. Bisogna limitarsi nelle dimensioni (sia in fatto di pixel, sia in fatto di occupazione fisica). È una regola che occorre seguire e non sottovalutare, credetemi.

Cominciamo a rispondere alle prime domande, partendo dal presupposto che:

  • non bisognerà mettere in “pericolo” i file immagine precedentemente caricati, quasi certamente utilizzati all’interno dei vostri articoli,
  • prendere coscienza del fatto che difficilmente si potranno recuperare i file immagine caricati in origine, ma che se per caso li aveste, forse sarebbe il caso di ottimizzarli offline, ricaricarli su WordPress e sostituirli a quelli precedentemente caricati (quindi richiamarli negli articoli che ne facevano uso),
  • occorrerà sempre ridimensionare i file, cercando di non perdere la qualità (diversi sono gli strumenti a vostra disposizione).

Le soluzioni adottate

Il primo passo, fondamentale, è quello di avere una visione chiara e capire quali immagini occupano più spazio sul disco del server. Per farlo ho scelto il primo plugin di questo articolo, Media Files Tools, che tra le sue funzioni riporta un utilissimo “Add columns in Media Library: The new columns are File Size and MIME Type. The File Size column is sortable so you can find the files with the bigger size in an easy way.

Media Files Tools
Media Files Tools
Developer: j.conti
Price: Free

Cosa c’è da sapere: il plugin non calcola in real-time l’occupazione dei file immagine su disco, dovrete eseguire voi manualmente l’operazione (Dashboard → Media → File Tools → Get Files Size) e attendere pazientemente che termini (il tempo varia in base al numero di immagini presenti nell’installazione e RAM a disposizione sul server), verrà così popolata la colonna che riporta il valore di occupazione, per quello che mi riguarda, potete anche eliminare la colonna del MIME Type.

WordPress: suggerimenti sulla gestione delle immagini 4

Potrete ora mettere in ordine la colonna “File Size” per rendervi conto di chi occupa più spazio, così da iniziare a isolare i file sui quali occorrerà lavorare. Avrete quasi certamente notato (nell’immagine poco sopra) che ci sono due ulteriori colonne riguardanti lo spazio disco, più precisamente la compressione di ogni singolo file immagine. Si tratta della combinazione di due ulteriori plugin per il noto CMS, di cui uno a pagamento (dopo un certo numero di compressioni effettuate). Si tratta rispettivamente di “Compress JPEG & PNG images” e “EWWW Image Optimizer“:

Compress JPEG & PNG images
Compress JPEG & PNG images
Developer: TinyPNG
Price: Free
EWWW Image Optimizer
EWWW Image Optimizer
Developer: Exactly WWW
Price: Free

La compressione è uno step molto importante nel caso in cui a lavorare in Dashboard non sia una sola persona. Metodi di lavori differenti, abitudini differenti, un buon comportamento dovrebbe imporre di fare un giro di compressione in offline prima di procedere con l’upload su WordPress, spesso non accade, oppure accade ma non basta mai. Io utilizzo un paio di strumenti / metodi in base all’OS che utilizzo nello specifico momento, uno dei quali ve l’ho spiegato qualche tempo fa.

Brevemente, vi posso dire che:

  • Compress JPEG & PNG images è gratuito ma vi consente di effettuare 500 compressioni al mese, oltre le quali occorrerà pagare una piccola cifra per il numero di immagini compresse (oltre le 500), per esempio per 2000 immagini compresse si andrà a sborsare una cifra intorno ai 13$.
  • Compress JPEG & PNG images interviene durante l’upload dell’immagine nella Media Library. Si allungano i tempi di caricamento ma si accorciano quelli dei passaggi da eseguire, senza considerare lo spazio disco risparmiato. Nel caso in cui un’immagine non sia stata ottimizzata (per qualsivoglia problema), potrete intervenire direttamente dalla Media Library. Il plugin si integra infatti (come fa Media Files Tool) con le colonne proposte di default dal CMS.
  • Compress JPEG & PNG images permette il ridimensionamento dell’intera Libreria (un enorme bulk) o di un gruppo più ristretto di immagini, selezionabile dalla stessa Media Library di WordPress. Ci sono alcuni problemi, non è tutto rose e fiori, ho ancora un problema aperto con il supporto ma il software funziona bene, soprattutto se si vuole evitare di fare molti più passaggi, utilizzando manualmente il box di upload proposto sul sito web ufficiale (tinypng.com). Il loro algoritmo di ottimizzazione è molto buono, lo spazio che riescono a risparmiare senza rinunciare alla qualità è notevole.

e

  • EWWW Image Optimizer è gratuito, senza alcun limite di utilizzo. Permette di ottimizzare qualsiasi tipo di immagine e trasformare PNG in JPG (e viceversa). Si integra con NextGEN Gallery e GRAND FlAGallery. Utilizza algoritmi jpegtran, optipng/pngout e gifsicle. Lavorano bene, funzionano bene, il plugin svolge il suo lavoro ma non raggiunge gli ottimi risultati di TinyPNG.
  • Come per Media Files Tools, anche EWWW Image Optimizer si integra nelle colonne della Media Library di WordPress, permettendovi di ottimizzare la singola immagine, scegliere un bulk ristretto oppure mandare in ottimizzazione l’intera Media Library. Occhio però, quest’ultima scelta causerà quasi certamente il logoff forzato dalla Dashboard di WordPress, poiché l’hosting potrebbe prenderla male e pensare che si tratti di un’azione non lecita visto l’alto carico di lavoro per CPU e RAM.

Risparmiare spazio su disco e organizzare al meglio le immagini è un lavoro duro, che andrebbe portato avanti quotidianamente, un metodo da fare proprio più che altro. Prendere in mano le redini di un progetto mangia-spazio e riportarlo sui giusti binari è faticoso, ve lo assicuro. Ho salvato circa 6 GB di spazio disco che ovviamente verranno utilizzati in futuro, preziosissimi (pensate cosa vorrebbe dire un trasferimento su diverso provider o un backup full settimanale da FTP a dischi locali, cosa che già accade per la cronaca).

E se qualcosa dovesse cambiare?

Immaginate di aver inserito in campo un nuovo ridimensionamento immagini. Magari avete scelto di inserire una miniatura più piccola rispetto al passato, ulteriore spazio che è possibile salvare, non credete? E cosa si fa per ottenere tutti i nuovi ridimensionamenti? Ci si affida a Regenerate Thumbnails, plugin storico, ancora perfettamente funzionante:

Non vi preoccupate per la compatibilità, è ancora garantita nonostante nessuno lo dica su WordPress.org. Ancora una volta potrete scegliere di effettuare il ridimensionamento della singola immagine, del gruppo o dell’intera libreria:

WordPress: suggerimenti sulla gestione delle immagini 5

La velocità dell’operazione fa coppia con quanto detto già una manciata di righe fa: tutto dipende dalla quantità di immagini da cui ottenere le miniature, CPU e RAM a disposizione. Portate pazienza.

Tutto finito? Affatto, ho ancora un consiglio, questo è dedicato a coloro che rischiano di caricare mille volte le stesse immagini perché non trovano quelle desiderate tramite ricerca interna di WordPress. Succede spesso, soprattutto quando si tende a caricare file con nomi “non parlanti” (si suol dire così, per identificare immagini con sigle al posto di nomi facilmente ricercabili). Esiste un buon plugin anche in questo caso, si tratta di YoImages, che tra le varie sue funzioni di base riporta “images are important for SEO but are never optimized enough. With YoImages you can automatically optimize images for Search Engines. No more alt tag missing or non informative titles or file names. Google can’t see the image (yet) but, can read its attributes.“, andando così a mettere una pezza a un problema di tante installazioni, correggendo nomi non utili ai fini della ricerca (interna, ma anche da web, Google Images è solo un esempio), compilando automaticamente i tag di titolo e testo alternativo.

YoImages
YoImages
Developer: Sirulli
Price: Free

L’altra sua funzione principale (e fantastica, lasciatemelo dire) è quella di permettere un crop manuale delle immagini caricate, andando così a sostituire ciò che WordPress taglia di default e senza nostro consiglio o senso estetico: “no more images cropped wrong, you can choose now what to display and even replace the entire image for a specific crop size if the orginal image doesn’t fit. Crop at a lower quality to speed up page loading. Create croppings in retina format too.“. Potrete scegliere ogni singolo ridimensionamento, ottenendo crop in alta e bassa qualità per ogni utilizzo. Ha una terza funzione, forse meno importante (io l’ho personalmente disabilitata) ma pur sempre disponibile, e permette di ricercare immagini gratuite tramite splashbase.co e unsplash.com, caricarle nel nostro spazio disco e utilizzarle nell’editor di testo del proprio WordPress. È un plugin che funziona, lo fa molto bene. Non posso che consigliarlo.

Cosa manca?

L’ottimizzazione delle immagini fa parte di un più ampio lavoro, occorre rendere WordPress snello, rapido, deve poter rispondere in fretta e possibilmente senza sovraccaricare le risorse della macchina, database compreso. Anni fa ServerPlan aveva pubblicato un articolo che ritengo molto valido ancora oggi, basato sulla coppia DB Cache Reloaded Fix e WP Super Cache, questo l’articolo:

WordPress – Ottimizzazione, cache e moduli con problemi

Tocca a voi

Come gestite il vostro WordPress e i vostri contenuti multimediali? Avete consigli, suggerimenti o possibili correzioni rispetto alla mia esperienza? Siete i benvenuti, l’area commenti è a vostra totale disposizione, sarò felice di parlarne insieme :-)

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WordpressHackSourceCodeQuando ho deciso di creare un piccolo spazio personale su WordPress.com le idee erano ancora poco chiare, fino ad allora non avevo sentito la necessità di un blog personale, ne gestivo e scrivevo su generici già da anni, eppure volevo qualcosa di mio. In previsione di un futuro fatto di dominio di primo livello e hosting dedicato, avevo ben pensato di caricare tutte le immagini all’esterno dell’installazione WordPress. Un piccolo trucco che sicuramente rallentava (un po’) il caricamento della pagina, ma che mi ha permesso in seguito di migrare il blog molto più rapidamente.

Dopo anni ho deciso di migrare quei contenuti a bordo di WordPress. Vuoi per velocità di accesso, vuoi perché lo spazio non manca e vuoi anche perché così in caso di down del sito dove conservo le immagini questo può continuare a lavorare correttamente (c’è sempre la cache attiva eh, ma in ogni caso è meglio che le immagini siano raggiungibili), ho effettuato la migrazione. Con l’occasione ho rimesso a posto i puntamenti nei post, nei link verso l’esterno e rimosso ogni immagine inutilizzata all’interno dei post. Vi spiego cosa ho fatto, il tutto adattato a chi non sa mettere mano al proprio database SQL così da evitare ogni danno, solo plugin e un po’ di pazienza :-)

Plugin necessari

Ho usato 3 plugin differenti, ve ne parlerò nello specifico qui di seguito: Attach Unattached Images (Media Tools Hack)Image Cleanup e Velvet Blues Update URLs. Se gli ultimi due sono facilmente rintracciabili e installabili tramite Wodpress stesso, il primo è il risultato di un hack di un diverso plugin (Media Tools, ndr) e che vi toccherà installare manualmente.

Per vostra comodità ho raccolto tutti e 3 i plugin in un unico archivio che potrete scaricare da app.box.com/s/m3lk84mtlqngzeyenn2j. Scompattatelo sul vostro disco e collegatevi in FTP al vostro blog, quindi caricate il contenuto nella cartella wp-content/plugins del vostro WordPress. Ricordatevi poi di andare nell’area di amministrazione ad abilitare i 3 plugin (nel caso in cui ci siano aggiornamenti, installateli).

1- Caricare i contenuti in WordPress

Indubbiamente la cosa più semplice. Prendete tutte le immagini che avete fino ad oggi caricato nella diversa posizione rispetto al blog, sul vostro WordPress accedete alla Media Library e aggiungete i file in blocco, a questo punto pazientate perché ovviamente il tutto dipende dalla quantità di immagini da caricare e dalla velocità della vostra linea.

Il risultato? Tutte le immagini saranno presenti ora sullo stesso spazio web di WordPress, bisognerà a questo punto ripuntare ogni immagine, ogni collegamento e fare attach delle immagini per capire quali vi servono e quali no, ma soprattutto a che articoli appartengono.

ATTENZIONE: Da ora in poi verranno effettuate delle operazioni sul vostro database. Consiglio caldamente di effettuare un backup prima di procedere. Esistono miriadi di tool in grado di farlo automaticamente oppure potete scegliere di passare da phpMyAdmin e fare tutto a mano. Posso consigliarvi l’utilizzo di BackupWordpress?

2- Puntare al nuovo URL

Contrariamente a prima ora le immagini si trovano nello stesso spazio del blog, in una cartella differente che -nel 90% dei casi- sarà wp-content/uploads. Qui ci torna utile “Velvet Blues Update URLs” che tramite la sua comoda e intuitiva interfaccia ci permetterà di modificare i puntamenti alle immagini. Da Tools / Update URLs accederete al pannello del plugin dove sarà necessario specificare l’URL di partenza (da ricercare) e quello di destinazione (da sostituire).

velvet-update-urls

Sia chiaro: nel mio caso è stato “semplice“. Partivo da un concentratore all’interno del quale c’erano tutte le immagini seppur conservate in cartelle differenti, al contrario della destinazione (nuova) che invece puntava tutto nella cartella uploads di WordPress. Ho solo dovuto cambiare più volte il parametro “Old URL” (nella pagina del plugin, come in immagine sopra, ndr) e lanciare il processo di aggiornamenti dei collegamenti, il tutto selezionando solo la prima opzione (URLs in page content) perché avevo già fatto un primo lavoro di ricerca e sostituzione collegamenti tramite il sempre fidato Redirection. Avrei potuto utilizzare invece questo plugin anche per aggiornare i collegamenti negli articoli (sarebbe bastato selezionare anche la voce URLs in links).

Il processo è pressoché immediato, lancia una query MySQL sul database.

3- Riassegnare le immagini agli articoli

Ci avete fatto caso? Andando nella Media Library del vostro WordPress noterete che tutte le immagini caricate risultano “Unattached” (si lo so, ho WordPress in inglese e lo preferisco così), quindi non assegnate ad alcun articolo contenuto nel database. Giusto? Sbagliato. La risposta era ovvia, quello che è meno ovvio anche perdendo molto tempo sul web per cercare una soluzione è come porre rimedio. Vi facilito la vita: una modifica di un plugin già esistente (Media Tools, ndr) permette di fare uno scan pressoché automatico di tutti gli articoli del blog e passare in rassegna ogni immagine attaccandola a ciascuno di questi senza ulteriore vostro intervento.

Ho ritoccato ancora un po’ il plugin e ho rimosso le opzioni non utili ai fini di questa attività. Una volta caricato nel vostro spazio FTP e attivato potete trovare la voce “Media Tools” sotto “Tools“. Una volta dentro avrete a disposizione una sola opzione (Attach Unattached Images), voi dovrete scegliere “All Contents” per passare in rassegna ogni contenuto del blog oppure “Posts” per specificare ulteriori dettagli. Vi consiglio di selezionare proprio l’ultima voce citata. Per evitare sovraccarichi di CPU / RAM del vostro hosting condiviso e per non affaticare troppo il database (per query a ripetizione) è più corretto scegliere Posts, selezionare una categoria alla volta (in Categories, ndr) e addirittura un intervallo di date nel caso in cui gli articoli superino i 100 nella categoria indicata.

Messe a posto le necessarie opzioni potrete lanciare il processo tramite il pulsante in fondo alla pagina (Attach Unattached Images, sempre lui ;-)).

attach unattached images

La durata del processo dipende ovviamente dalla quantità di articoli presenti sul database e dalle capacità del server che vi ospita. Come già detto (meglio ribadirlo) è meglio ripetere l’operazione suddividendola in categorie e intervalli di data piuttosto che mandare “in palla” il tutto lanciando un processo su ogni contenuto presente sul vostro blog ;-)

media-tools-attach-unattached

4- Pulizie di primavera

Ancora un ultimo sforzo, ormai ci siamo. Questo è un passaggio non fondamentale ma credo tutto sommato utile per tutti. Quando si caricano le immagini nel proprio WordPress, lo stesso effettua dei ridimensionamenti e tiene più versioni della stessa immagine così da poterle fornire rapidamente all’autore (o agli autori) degli articoli. Se lo storico pubblicato fino ad oggi però contiene immagini dalle dimensioni ben precise, avere a bordo delle ulteriori versioni delle stesse non fa altro che occupare spazio inutile sul disco.

Può quindi essere utile fare pulizia eliminando ciò che non è necessario? Parbleu, ma certamente! ;-)

In casi come questo può tornare molto utile un plugin che ho trovato abbastanza ben fatto e performante dopo averne provati diversi. Si tratta di Image Cleanup. Una volta installato e attivato si potrà richiamare dal menu Tools della dashboard di WordPress (fa parte anche lui del pacchetto che vi ho preparato e condiviso ad inizio articolo, ndr). Dalla sua schermata principale potrete lanciare un’indicizzazione completa delle immagini presenti in archivio (pulsante Index Images vicino al titolo del plugin) la quale al termine genererà due voci specifiche: Unreferenced Unused Images e Obsolete Referenced Images.

Image Cleanup WordPress

Selezionando ciascuna delle due voci verranno caricati gli elenchi di immagini non utilizzate rilevati. Dal menu di Bulk Actions potrete scegliere di cancellare tutti i file semplicemente selezionando la voce Delete e confermando con Apply. Ripetendo l’operazione per tutte le pagine dell’elenco si arriverà ad avere (manco a dirlo) zero entry in lista (in realtà la lista sarà comunque popolata ma con un “Deleted” in corrispondenza di ciascuna immagine). Fate attenzione nel caso in cui abbiate temi personalizzati o modifiche al feed RSS che magari vanno ad utilizzare le immagini in dimensioni differenti, queste potrebbero risultare inutilizzate “agli occhi di WordPress” nonostante non lo siano per tema o chissà cos’altro (servizi esterni / pagine statiche / ecc.), mi è successo un errore simile con Fuorigio.co e ho dovuto poi rimediare ripristinando qualche immagine che ho per errore incluso in quelle da cancellare, occhio! ;-)

In conclusione

Spero di avervi dato ogni riferimento possibile nel caso in cui dobbiate replicare questo tipo di operazione sul vostro CMS. Il processo non è complesso ma è necessario fare attenzione a dove si mettono le mani e -come sempre- avere un backup a portata di mano per ripristinare ogni cosa nel caso in cui facciate (involontariamente o non) dei danni alla struttura. L’operazione può richiedere qualche ora di lavoro (dipende dalla quantità di dati e dalle risorse messe a disposizione dal vostro hosting provider) ma di sicuro alla fine vi porterà al risultato desiderato, permettendovi così di dare maggiore velocità all’intero sito web, che male non fa mai secondo le analisi di Google & Co.

In caso di dubbi come sempre l’area commenti è a vostra disposizione. Vale anche per lasciare un vostro consiglio, magari un domani (oppure oggi stesso) è possibile sostituire qualche passaggio con informazioni e istruzioni più semplici da capire e portare a termine, io ho utilizzato una strada che ho ritenuto affrontabile con uno sforzo non minimo ma neanche insopportabile, capisco che per alcuni utenti potrebbe non essere così e per questo vi invito a dire la vostra! :-)

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