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Questo è un altro di quegli articoli già pronti da tempo, ma che tu leggerai solo in seguito al verificarsi di una particolare condizione, in questo caso si trattava di semplice attesa, sono rimasto in standby fino a quando il prodotto non è stato ufficialmente presentato alla stampa. Ora tocca anche a me, che ci ho “vissuto” gli ultimi mesi insieme.

Si chiama Sky Q, ed è probabilmente il futuro che molti sceglieranno di vivere per la fruizione dei contenuti che più adorano, Regole non più dettate né tanto meno scritte, un taglio netto con il passato, migliorando persino quella che fino a oggi è stata la già importante funzione del play on-demand impensabile per molti fino a qualche anno fa (prima che Sky introducesse sulla TV più tradizionale il concetto di Restart o download e visione in differita, o anche pausa e recupero tramite registrazione tampone su disco).

Sky Q: il futuro della fruizione dei contenuti TV

Sky Q

Non chiamarlo Decoder, lo è ma sarebbe riduttivo. È un Media Center per certi versi rivoluzionario rispetto a quanto siamo stati abituati a vedere e usare in questi ultimi anni. Se sei un cliente Sky e vivi la simbiosi con il telecomando che ormai sei abituato a vedere in una marea di case italiane, scorda tutto e inizia a fare spazio per le novità.

Quello che ho fatto, nel tempo, è stato raccogliere impressioni, esperienze, racconti da diario di bordo, che poi è stato un po’ il minimo comune denominatore dell’avventura Sky Q iniziata ormai diversi mesi fa, in un periodo di test durante il quale il silenzio doveva necessariamente regnare sovrano, e le uniche persone che hanno potuto vedere in azione il nuovo giocattolo erano quelle che ci venivano a trovare a casa nostra.

Quello che oggi ti propongo è un succo (bello denso) di ciò che fino a oggi io e Ilaria abbiamo potuto vedere, provare, tentare di piegare alle nostre esigenze talvolta perdendo lo scontro, talvolta vincendolo. Un prodotto che è pronto per il mercato (lo dimostra la sua commercializzazione ufficialmente ai nastri di partenza il prossimo 29 novembre), ma che ancora qualche piccola zona d’ombra ce l’ha, risultato brillante che comunque non viene poi molto inficiato, perché in tutta onestà ho già ammesso che non tornerei più indietro.

Installazione

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Una telefonata con il Call Center di Roma, un appuntamento, un tecnico dedicato e 3 ore di slot durante le quali sarebbe stato necessario adeguare l’impianto (condominiale, nda) e sostituire il nostro decoder MySky HD, perdendo ogni registrazione salvata su esso. Insieme al nuovo decoder principale (quello che poi si scoprirà essere il Platinum della nuova offerta Sky Q), verrà installato uno Sky Q Mini, ricevitore “client” che prende ogni dato dall’unità principale e che –quindi– non ha più bisogno di un cavo satellitare dedicato, né tanto meno di una Smart Card. Ciao e grazie per tutto il pesce, Multivision (una gran bella novità per coloro che hanno dovuto rinunciarci in passato, proprio a causa della limitazione del cablaggio casalingo).

Sky Q installato e funzionante, subito in rete perché cablato diretto sul router di casa, Sky Q Mini installato e sincronizzato abbastanza rapidamente, è servito qualche minuto in più per scaricare un firmware più aggiornato e allineare sia l’unità principale che la periferica (è Sky Q che distribuisce poi il firmware ai Mini che trova in giro per la casa, nda). Smart Card nuovamente riattivata e finalmente Sky TG 24 sul monitor, canale di default del bouquet base. Certo qualche intoppo c’è stato, causato da una instabilità sommaria dei firmware ancora in beta chiusa, ma tutto si è risolto per il meglio tramite opportune segnalazioni e aggiornamenti arrivati in seguito.

Una rapida panoramica su tutte le nuove funzioni e sull’interfaccia rinnovata, una configurazione del telecomando di Sky per pilotare anche il televisore. Un caffè e due chiacchiere, l’intervento poteva considerarsi concluso.

Specifiche tecniche

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Puro spettacolo per chi possiede più pacchetti e più membri della famiglia pronti a registrare qualsiasi programma, film o serie televisiva. Ciò che manca all’appello del nuovo Sky Q è il promemoria per l’inizio di un evento, per questo motivo la registrazione diventa protagonista fondamentale di tutto. Le contemporaneità considerando anche il canale che si sta visionando diventano 5, un numero impressionante considerando il passato.

Tutto questo viene permesso dai 12 tuner satellitari totali presenti nel prodotto. 4 vengono utilizzati per le registrazioni contemporanee, 5 per la visione dei canali in diretta, uno per il televisore collegato all’unità principale, due per gli Sky Q Mini presenti in casa (che possono al massimo essere 4, nda), ulteriori due per altrettanti dispositivi mobili. Ne restano fuori 3, uno dei quali serve per il minischermo dell’EPG, uno al canale di aggiornamento di sistema e l’ultimo è attualmente disoccupato (verrà utilizzato in futuro).

Il tuner digitale terrestre è di tipo DVB-T2 (codifiche in HEVC), già compatibile con le nuove specifiche previste per il 2020/2022. Forse inutile dire che anche i programmi dei canali DTT potranno essere registrati e conservati sul disco locale di Sky Q (uno al massimo per volta però, perché se si vuole intercettarne due salterà fuori un avviso di impossibilità).

Sky Q Mini è invece (come avrai intuito) poco più di un client stupido, in grado di ricevere ogni contenuto dall’unità principale e nulla più (senza di quella, lui non servirà assolutamente a niente, il collegamento alla rete WiFi 5 GHz nascosta creata dallo Sky Q principale diventa così fondamentale). Tutti i contenuti inviati in streaming verso Sky Q Mini sono codificati in H.264 con risoluzione Full HD.

L’interfaccia

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Completamente rinnovata, per certi versi ispirandosi all’esperienza già vista in passato su Sky Online / NowTV. Intuitiva, facile da utilizzare sin dal primo minuto, il tasto Esci del telecomando diventerà il tuo peggior nemico, dovrai abituarti quanto prima a premere il tasto indietro nella ghiera centrale. I raggruppamenti e le ricerche, inizialmente un pelo disorganizzate e dispersive, sono ora decisamente più fruibili e meglio schierate per venire incontro alle tue esigenze (novità dell’ultimo firmware disponibile da una manciata di giorni rispetto all’annuncio pubblico).

Tutto è profondamente integrato e interconnesso su ogni sistema, l’esperienza d’utilizzo è standardizzata ovunque, potrai fruire i tuoi contenuti senza mai perdere un secondo del tuo programma in diretta o della tua registrazione, anche cambiando stanza di casa, o magari uscendo proprio da questa e continuando la visione sui mezzi pubblici (per esempio). Se stai utilizzando Sky Q, altra cosa che mi è molto piaciuta, potrai navigare facilmente nei canali (senza spostarti da quello che stai guardando in diretta) un po’ come succedeva già in passato, ma ottenendo ora un’anteprima live di ciascuno di essi, oltre alle solite informazioni riguardanti inizio / fine / trama / ecc.

Altrettanto bello è il modo di collegare tra di loro gli episodi di una serie televisiva, permettendo in qualsiasi momento di saltare a quello precedente o successivo con un paio di clic del telecomando, a prescindere che l’episodio sia stato già registrato e conservato nel decoder oppure che si trovi nell’area On Demand (ammesso che sia ancora disponibile), così come la proposta totalmente autonoma di andare avanti con il binge watching se non si interviene da telecomando (stile Netflix).

Ciò che mi piace meno è invece la nuova barra di avanzamento rapido della registrazione, perché in alcuni casi (sui canali Fox, nda) va a coprire il countdown della pubblicità, dettaglio importante di usabilità che forse è stato trascurato, perché non di solo On Demand (senza pubblicità) è fatto il mondo dei contenuti televisivi (soprattutto quando manca la licenza per tenerli lì disponibili successivamente).

Altro errore che c’era e che è invece stato risolto, era quello relativo alla collezione di contenuti di uno stesso titolo. Capitava che le stagioni, durante la ricerca di un contenuto, si fondessero tra di loro creando molta confusione (episodio 1, episodio 1 e ancora episodio 1, ma guardando attentamente si notava che rispettivamente appartenevano a stagione 1, stagione 2 e stagione 3, nda), fortunatamente risolto con l’arrivo del (a oggi) penultimo firmware del sistema.

Assente, per il momento, la possibilità di voto tramite tasto verde del telecomando durante i live delle trasmissioni come X Factor, 4 Ristoranti e via discorrendo. Presente all’appello invece il Mosaico (che usa lo stesso pulsante) per gli eventi sportivi di MotoGP e Formula 1 (conclusi entrambi, ma c’erano, te lo assicuro :-)).

Dovrebbero arrivare entro brevissimo le applicazioni Android e iOS ufficiali. Qui un assaggio di quella iOS in azione (via programma TestFlight):

C’è tanto spazio

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Che in realtà è riferito in particolare a Sky Q in offerta Platinum, grazie ai 2 TB di spazio disco messi a disposizione (meccanico, niente SSD, i costi salirebbero alle stelle e in effetti non sembra esserci affatto bisogno di un disco ad alta velocità), i quali dovranno bastare al decoder principale e anche a tutti gli Sky Q Mini sparsi per la casa. Le ore di registrazione dichiarate sono 1000 in alta definizione, e non fatico a crederci.

Considera poi che –altra bella novità– qui “gli errori sono riparabili“, esiste infatti l’equivalente del Cestino su sistemi Windows (e non solo), che ti permetterà di recuperare in tutta tranquillità i contenuti video che hai cancellato (volutamente o per sbaglio), arma a doppio taglio di un’occupazione apparentemente troppo alta rispetto ai contenuti che ancora devono essere guardati, ti servirà quindi fare un salto in quello spazio di memoria a fare pulizia di tanto in tanto (qui mi riprometto di chiedere delucidazioni al supporto per capire se esiste un Grace Period o simile oltre il quale parte automaticamente una pulizia, aggiornerò l’articolo in seguito).

Alla stessa maniera, ma non certo per questioni di recupero file eliminati, esiste anche un’ulteriore vista chiamata “Memoria“, la quale ti permetterà a colpo d’occhio di capire quali sono i contenuti che occupano maggiore spazio disco, permettendoti inoltre di cancellarli tutti in un solo colpo (per esempio, un’intera stagione di una serie televisiva che hai appena terminato di vedere). Questo perché, se utilizzassi solo la vista “Iniziati“, essa ti permetterebbe di nascondere l’episodio già visto, proponendoti sempre il successivo da vedere, cosa assai comoda per chi non fa uso di applicazioni che tracciano l’avanzamento delle serie televisive (roba di cui ho già parlato qui e di cui presto parlerò ancora).

Buono, tanto per chiudere in bellezza, il cuscinetto a disposizione nel caso in cui tu non abbia lanciato o programmato una registrazione. Se stai guardando il contenuto, potrai tornare molto più indietro rispetto a prima, per rivedere ciò a cui hai fatto poca attenzione (senza esagerare però, di certo non registra l’ultima mezz’ora di contenuto andato in onda!).

In conclusione

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Un buon progetto che ha ancora molto da “imparare” dal suo predecessore, nonostante sia partito alla grandissima e con delle novità che avresti solo potuto sognarti fino a qualche tempo fa. La TV è sempre più sotto il controllo di chi la guarda, e non il contrario. Nasce così un’estrema personalizzazione basati su gusti e abitudini del cliente finale, che è evidentemente lo scopo ultimo e maggiore di Sky e di questo grande investimento.

Ci saranno certamente altre occasioni di parlare di Sky Q (non fosse per nuovi rilasci di firmware e funzioni da riportare a bordo del nuovo Media Center dell’azienda di Rogoredo), resta quindi sintonizzato (tanto per rimanere in tema).

Ora, volendola buttare in caciara e risata di chiusura pezzo, quando mi ridate la possibilità di inserire i promemoria per i programmi che mi interessa vedere in diretta senza far partire la registrazione? :-)


Per approfondire ulteriormente: tg24.sky.it/spettacolo/2017/11/22/nuovo-sky-q.html

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Ovviamente la risposta è nulla, ma era un modo come un altro per dare un titolo a un articolo ovviamente ironico (o che almeno ci prova), un vomito completo delle impressioni (quasi) a caldo sull’ultima pellicola di Toretto e soci. Si perché un paio di sere fa sono andato a vedere Fast & Furious 8 (The Fate of the Furious, in originale), e ho sentito la magia allontanarsi a gambe levate da quella bolla che mi ero creato, quella fantasia partita 16 anni fa (ripeto: 16 anni fa), morta insieme a Paul Walker.

Cosa si impara guardando Fast 8

Ci ho provato, giuro, ho cercato di non ridere, e non parlo certo delle battute decise a tavolino per Tyrese Gibson, parlo di ogni singola scena (circa). Inutile negarlo. Sono cresciuto a pane ed elaborazioni automobilistiche (alcuni amici lo ricorderanno bene), ho visto tutti i film che compongono la saga di Fast & Furious, i primi li ho adorati (persino Tokyo Drift, che alcuni continuano a rinnegare con fermezza), gli altri li ho digeriti e tutto sommato apprezzati a sangue un pelo più freddo (con le dovute eccezioni, perché ancora mi viene da piangere se penso a quella Giulietta in grado di tenere a terra un aeroplano).

Si ma ora basta, voglio provare a riepilogare i passaggi più belli che hanno segnato la mia visione di F8, quindi da ora in poi c’è l’allerta spoiler, leggi a tuo rischio e pericolo.

Cosa impari guardando Fast 8

  • Puoi pensare di battere Vettel in 500 Abarth, a marcia indietro, mentre lui guida la sua monoposto partendo con 800 metri di vantaggio, tu ovviamente finisci la benzina ma hai una lattina e una smisurata cultura di come si beve una Coca Cola originale, rutto compreso, riutilizzandola come parte per l’elaborazione del tuo mezzo. Puoi vincere, se ci credi fino in fondo.
  • C’è sempre una bionda in grado di rovinarti la festa, funziona un po’ come il maggiordomo, ma il maggiordomo è generalmente molto meno affascinante di Charlize Theron. Quella bionda, tanto per non farci mancare nulla, è in grado di violare tutto: dalla penna biro al pallone di gomma di tuo figlio, persino la Moleskine che hai lasciato incustodita sulla tua scrivania, il tutto con due soli clic e pressione di tasti a caso, un tanto al chilogrammo.
  • Ogni vettura ha l’autopilota. Tu non lo sai, lo hai pagato ma non è attivo. È un maledetto complotto, non c’è dubbio. Ovviamente, sempre la bionda di prima, può attivarlo a distanza, e fare con la tua vettura dei danni, tanti danni, il tutto mettendoti in seri casini con la tua assicurazione, per disattivare l’autopilota della tua macchina ti consigliamo di staccare la batteria ogni sera, quando torni a casa e la parcheggi in garage.
  • In America tutte le macchine sono oggettivamente più fighe delle nostre. Vale anche per le FIAT, che in questa pellicola hanno il sound di una 458 Italia appena uscita dalla linea di produzione. Ovviamente anche lei ha l’autopilota (come detto prima), qui da noi al massimo c’è la porta UConnect per Windows Phone. Tutte fighe, come detto, tranne la Lamborghini, nella pellicola è palesemente ufficiale il divorzio con la casa di Sant’Agata Bolognese, a prescindere che la produzione di F&F lo sappia o meno (ancora piango se penso a quanto sia stata maltrattata).
  • Sempre a proposito di differenze a chi ce lo ha più lungo, ricorda che al di sotto dei 5000 cavalli non è amore. Forse anche 6000, 7000 se credi che le prime due alternative non bastino. Sono 5500 signora, che faccio, lascio?
  • I sottomarini hanno il teletrasporto, perché non sarebbe giusto nei confronti delle macchine con l’autopilota, basta semplicemente un cambio di scena ed ecco la magia, tu non te ne sei accorto ma dalla terra ferma si passa all’acqua, e si arriva poi al fondo ghiacciato e a quelle distanze tra sottomarino e vetture che neanche in Formula 1 con un rettilineo eterno e un’ala mobile spalancata, in zona DRS.
  • Il fuoco non passa sotto le macchine, mai. Perché? Ce lo siamo chiesti anche noi. Se tu hai la risposta, ben venga nell’area commenti.

Cosa impari guardando Fast 8 2

Prima di terminare ho però una lamentela importante da avanzare. Contrariamente a quanto facente già parte della statistica di Bloomberg, tutti abbiamo notato pochi culi femminili e muscoli maschili durante l’intera proiezione, non ci si può accontentare di una (spettacolare) donzella nei primi minuti e degli armadi impiantati nelle braccia di The Rock per tutto il resto del tempo (per non parlare delle sue canottiere, di 3 o 4 misure più piccole per accentuare l’effetto Hulk).

Ora, su consiglio di Lorenzo, tutti a vedere The Fast and the Furious per riequilibrare il karma.

Cosa impari guardando Fast 8 3

Sì, la prossima volta vado a guardare qualcosa di culturalmente molto più elevato ;-p

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Proprio così. Amazon allarga il bouquet di servizi messi a disposizione degli utenti, introducendo il loro servizio di streaming video, Amazon Prime Video, ritagliandosi (ci prova, solo il tempo ci dirà se ci riuscirà o meno) il suo piccolo spazio tra i grandi player di settore, come Sky, Mediaset, Netflix ma non solo. Il tutto risponde all’URL primevideo.com.

Amazon Prime Video approda in Italia

Amazon Prime Video

Sbloccato per l’Italia e per ulteriori 199 paesi (noi facciamo parte dei 200 totali, tanto per dirla in altra maniera) solo qualche giorno prima di Natale, vanta serie televisive originali e film concessi in licenza. Interfaccia non ancora localizzata (è in inglese, nda), propone però sottotitoli e doppiaggio anche in italiano (per buona parte del catalogo, non ancora per tutto).

Come ogni servizio di streaming attualmente disponibile sul mercato, propone un periodo di prova gratuita (7 giorni, contrariamente al mese proposto da Netflix per esempio), un prezzo mensile di 5,99€ (ma per i primi 6 mesi di abbonamento potrai usufruire di uno sconto del 50% e pagare 2,99€), compreso invece (e quindi a costo zero, per il momento) per gli utenti Amazon Prime. Dubito fortissimamente possa rimanere tale per molto tempo, in America l’abbonamento Prime di Amazon include altri servizi e arriva a costare quasi 100$ all’anno (qui da noi si arriva a malapena ai 19,90€).

Cosa serve

Una connessione a banda larga da almeno 900 Kbit/s, anche se i contenuti in HD necessitano almeno di 3.5 Mbit/s. Servirà un tablet o uno smartphone, ma anche un televisore che possa sfruttare l’app scaricabile dal proprio store, o magari una console (e relativo store anche in quel caso, anche se su One non è ancora disponibile nello store Microsoft italiano e si è costretti a passare da un’alternativa, come quella US). È chiaro che l’obiettivo finale di Amazon (come è stato per i competitor in passato) è rendersi disponibile ovunque, su ogni dispositivo.

Amazon Prime Video approda in Italia 1

Di base si può utilizzare Amazon Prime Video su ogni browser: da Firefox a Chrome, passando per Internet Explorer e qualsiasi altra alternativa compatibile HTML5, o almeno in grado di eseguire Silverlight (5.1 o superiore). Su mobile è necessario almeno Android 4 o iOS 8, sono compatibili (manco a dirlo) i tablet Fire della stessa Amazon.

Amazon Prime Video
Amazon Prime Video
Developer: AMZN Mobile LLC
Price: Free+
Amazon Prime Video
Amazon Prime Video
Price: Free+

Se invece hai un televisore connesso a internet puoi pensare di scaricare direttamente su di lui l’applicazione (Samsung conferma la compatibilità con i modelli 2015 e quelli 2016 con sistema operativo Tizen. LG conferma la compatibilità con le serie G6, E6, C6, B6, UH9500, UH8500, UH7700, UH7500, UH 6500, UH 6300, UH 6100 con a bordo WebOS 3.0, e le serie EG960V, EF950V, EG920V, EG910V, UC9V, UB980V, UF950V, UG870V, UF8507, UF7787, UF7767, UF6807, UF6407, LF652V, LF630V, UF776V, UF850V del 2015 che sfruttano ancora WebOs 2.0).

Peccato che

Nonostante la compatibilità con così tanti dispositivi, non potrai utilizzare direttamente AppleTV o ChromeCast. Già solo questa pecca vale tutta la candela e abbassa drasticamente il giudizio finale del servizio, almeno per quanto mi riguarda.

Così facendo, viene completamente a meno la qualità video pensata per il servizio: si parte dalla qualità DVD di base (576p), che viene automaticamente alzata fino a 2160p (corrispondente all’UltraHD) e supporto HDR, ammesso che tu abbia a disposizione una connessione in grado di sopportare un carico di 15 MBit/s (nulla di inarrivabile per la fibra ottica, forse meno per chi sfrutta le classiche 20 Mbit/s in rame). In mezzo troverai anche la più abbordabile 1080p (Blu-Ray), anche con audio in multi canale 5.1 e non solo MPEG.

Limiti

Ti ho già parlato di cosa serve e cosa c’è che non va proprio. Torniamo a parlare di limiti (leciti): possono essere connessi (e avviare lo streaming, nda) all’account Prime Video fino a tre dispositivi contemporaneamente (niente male davvero, considerando che per Netflix serve l’account più costoso per averne fino a 4), ma solo uno può eseguire un determinato video, gli altri due dovranno guardare altro.

Devo abbonarmi?

Mah. In tutta onestà non c’è una risposta secca che sono in grado di darti. Più che altro valuterei le opzioni a disposizione:

Potrebbe valerne la pena perché

  • Il servizio funziona e propone già una buona quantità di contenuti, la localizzazione in italiano mancante e la forzatura all’inglese può non essere a portata di tutti, alcuni potrebbero ritenerla addirittura più fastidiosa del previsto, ma sono certo che Amazon risolverà questo problema entro breve.
  • Il fatto che il servizio venga offerto ai clienti Amazon Prime in maniera gratuita è sicuramente un plus (anche se ho paura che ciò farà lievitare quanto prima la cifra richiesta a fine anno a noi abbonati, spero si possa scegliere di staccare un determinato prodotto dal bouquet e scegliere di pagare la stessa cifra di oggi).

Potrebbe non valerne la pena perché

  • Un servizio già esistente in America deve poter arrivare preparato sui mercati restanti, soprattutto quando fa un lancio in “pompa magna” e lancia il guanto di sfida ai competitor già robusti e pronti a difendersi. Non puoi non avere già a disposizione l’applicazione su ogni store e la piena compatibilità con AppleTV e ChromeCast. Fare streaming del monitor del proprio smartphone fa schifo per questo tipo di contenuti, e onestamente l’applicazione scaricata dallo store USA su Xbox One non funziona ancora perfettamente.

Fai la tua valutazione, pensaci sopra. Sfrutta un abbonamento Prime già esistente o creane uno nuovo (ricorda di disattivare il rinnovo automatico, altrimenti pagherai l’abbonamento per intero già al secondo mese di attivazione), oppure prenditi quei 7 giorni senza account Prime, poi dimmi cosa ne pensi e se credi che valga la pena essere iscritto all’ennesimo servizio di streaming video.

Di certo, in tutto questo, c’è un pensiero comune di tanti, me compreso, che ha espresso Ciro giusto qualche giorno fa:

Perché se aggiungo anche Sky (la sua offerta satellitare per me e l’abbonamento online per i miei genitori) allora sì, la lotta alla pirateria ha vinto con le regole che il popolo del web suggeriva già tanti anni fa (che poi tanto i pirati continuano a esistere e continueranno in futuro, ma poco importa, una gran fetta è ormai stata resa acqua passata).

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Oggi è il giorno. In concomitanza con il mio onomastico (becera scusa per pretendere gli auguri, lo so), Sky Online smette di esistere dopo un paio di anni (circa) di onorato servizio. Al suo posto ecco Now TV: nuove offerte, nuova interfaccia, un totale svecchiamento e arricchimento di quanto già a disposizione di chi è cliente Sky ma senza l’impianto satellitare, l’utente che è in grado in un solo clic di accedere ai contenuti preferiti tramite una moltitudine di dispositivi.

Sky Online diventa Now TV, cosa cambia?

Lo scopo del gioco? Oltre l’interfaccia e i contenuti c’è sicuramente quella promessa protagonista della prima conferenza stampa in Italia per il lancio del servizio firmato Sky: l’alta definizione. Ancora ricordo bene l’insistente domanda che risuonava nella mia testa e in quella degli altri, in seguito posta e rimandata a data da destinarsi. Non era certo tutta colpa di Sky, la connettività in Italia non è certo uno di quei punti a favore della nostra nazione, non eravamo pronti e non lo siamo poi tanto neanche ora, ma ci stiamo avvicinando velocemente alla meta, almeno per tante città (continuando a lasciare indietro le periferie). Si parte con il rodaggio, un periodo di test che servirà ad assestare piattaforma e utilizzatori, per poi passare (finalmente) a qualcosa più ricco di un “più della Standard Definition, quasi HD, ma in realtà no“.

Arriverà una nuova applicazione per smartphone (fino a oggi assente ingiustificata), si parla di una possibile apertura verso AppleTV e -spero- anche Chromecast, tutte le altre piattaforme sono ovviamente confermate, hanno sempre funzionato bene e continueranno a farlo, nuovo look anche per il Set Top Box ufficiale, che ovviamente cambierà il suo logo principale.

Sky Online diventa Now TV, cosa cambia? 1

Nulla cambia invece nella modalità di fruizione dei contenuti, la piattaforma continuerà a basarsi sull’acquisto di ticket mensili (con rinnovo automatico e possibilità di opt-out in qualsiasi momento) anche se una -non banale- modifica interesserà la separazione delle aree di interesse e corrispettivo economico.

Se fino a oggi sono esistiti l’intrattenimento, il cinema e in corsa lo sport (quest’ultimo fatturato in maniera differente, per singolo evento o stagione), Now TV proporrà il nuovo ticket “Serie TV“. Il costo è ancora una volta di 9,99€/mese, il doppio se si pensa che fino a ora il ticket Intrattenimento ha sempre incluso show e serie TV. Come giustificare questo aumento? Con un potenziamento del bouquet live e on demand dei canali disponibili, che vedranno l’inserimento in lista di Fox Animation, History, Nat Geo Wild, Eurosport 1 ed Eurosport 2 (i precedenti, ovviamente confermati, erano Sky Uno, Fox Life, MTV, Disney Channel, Disney Junior, Nick Jr e Sky TG 24). Lo stesso vale per il nuovo ticket Serie TV, che parte immediatamente alla grande con ogni nuova serie trasmessa dal colosso di Murdoch e una moltitudine di cofanetti interi che sul satellite hanno dato origine a Sky Box Sets (5€/mese in più per chi non ha HD + pacchetto Famiglia, nda), tanto per capirci.

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Il Cinema continuerà a rimanere tale perché già al pari dell’offerta satellitare (quasi). Tutta la videoteca On Demand, tutte le novità, 8 canali live e sempre visibili, 500 titoli (oltre 1000 quelli del satellite), 15 contenuti nuovi ogni mese. Il suo prezzo non cambia.

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Per lo Sport c’è un work in progress. Continuerà a essere disponibile il singolo evento a pagamento e si affiancherà a un ticket Calcio da 19,99€/mese che includerà le fasi finali dell’attuale Europeo, c’è però dell’altro che bolle in pentola, toccherà attendere per saperne di più.

Cosa cambia per l’abbonato? E il nuovo cliente?

Nulla, questa credo sia la parte migliore dell’aggiornamento. Chi è già abbonato a paga mensilmente il vecchio ticket Intrattenimento, continuerà a pagare 9,99€/mese e si ritroverà l’arricchimento dell’offerta a prezzo ridotto, il tutto fino a quando non staccherà il pagamento ricorsivo.

Per il nuovo cliente le cose partono diversamente, cercando però di offrire una scelta che predilige la sottoscrizione di almeno un paio di ticket. 9,99€/mese per il pacchetto singolo, 14,99€/mese per due e 19,99€/mese per tre pacchetti. Il prezzo del Set Top Box di Sky non varia per chi non lo ha ancora acquistato: 49,99€ con 3 mesi di pacchetto inclusi a vostra scelta, dovrete scegliere tra Intrattenimento, Serie TV e Cinema. Ogni prezzo dovrebbe includere anche il futuro aggiornamento riguardante l’alta definizione, senza ulteriore obolo (il che non sarebbe affatto male).

Per tutti coloro che sottoscriveranno oggi la nuova offerta di Now TV, ci saranno due settimane di fruizione gratuita dei contenuti di Intrattenimento, Serie TV e Cinema per potersi ambientare, conoscere la piattaforma e padroneggiarla. Tutti i vecchi clienti e possessori del box Sky Online riceveranno un aggiornamento che li porterà sulla nuova interfaccia.

Personalmente sono molto curioso di provare la nuova interfaccia, ne approfitterò giusto questo fine settimana.

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