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Mi rendo conto che il titolo è molto poco preciso ma provare a buttarci dentro “Come abilitare o disabilitare l’Home Mode di Synology Surveillance Station appoggiandosi a Fritz!Box e agli smartphone collegati alla WiFi di casa” sarebbe stato un pelo esagerato. La sostanza però è proprio questa: il Geofence integrato nell’applicazione DS cam fa oggettivamente schifo, non è assolutamente affidabile e si finisce per non riuscire mai a sfruttare la modalità Home dell’ottimo software di controllo telecamere disponibile per i NAS Synology. L’ostacolo si può aggirare tramite un router Fritz!Box (nella soluzione proposta da questo articolo, chiaro) e un paio di script da tenere sul NAS.

Synology Surveillance Station: automatizzare l'Home Mode tramite WiFi

AVM FRITZ!Box Synology Surveillance Home Mode Automation

Mark Schipper è lo sviluppatore che ha in origine pubblicato tutto il necessario in un repository GitHub qui disponibile. Le sue indicazioni sono già valide per poterle sfruttare in un ambiente casalingo dalle pari disponibilità, e dopo una mia segnalazione di possibile bug ha anche integrato una serie di novità e riscritto parte del codice che si occupa di:

  • verificare tramite query SOAP al router Fritz!Box di casa (uno o più) se un dispositivo è connesso alla rete WiFi (bisognerà dichiarare il MAC address del dispositivo, nda);
  • contattare la Surveillance Station tramite API e chiedere di abilitare o disabilitare la modalità Home nel caso in cui il dispositivo sia dentro o fuori casa.

In parole estremamente povere la modalità Home di Synology Surveillance Station si attiva se un tuo smartphone (o altro dispositivo a tua scelta) entra nella rete WiFi di casa, si disattiva invece quando esci da quel perimetro, il tutto lanciando controlli ripetuti a distanza di una quantità di minuti da te stabilita.

Tutto questo si è reso “necessario” perché la funzione di Geofence integrata nell’applicazione DS cam per Android e iOS non è esattamente questo gran mostro di precisione. Un esempio virtuoso che potrei farti in questo caso è tado° che difficilmente perde un colpo. Per questo motivo ho preferito mettere in campo e sperimentare quanto scritto da Mark, apportando poi delle piccole modifiche per rendere ancora migliore il risultato e colmando un gap che manca all’appello del README dello sviluppatore originale, che invita a installare il modulo PHP 7 di Synology senza però specificare che occorrerà ricordarsi di attivare l’estensione soap se precedentemente mai attivata.

DS cam
DS cam
Developer: Synology Inc.
Price: Free
DS cam
DS cam
Developer: Synology Inc.
Price: Free

Il fork

Synology Surveillance Station: automatizzare l'Home Mode tramite WiFi 1

Il mio fork nasce per integrare alcuni riferimenti in più rispetto al progetto originale e per proporre una modifica allo script di bash che ti permette di ottenere un aggiornamento di stato di Home Mode via Telegram. Quest’ultima funzione è chiaramente opzionale e può essere disabilitata facilmente.

Cosa ti serve

  • Un router Fritz!Box (non obbligatoriamente un 7490 come nel caso di Mark o un 7590 nel mio) e un NAS Synology (ma va?).
  • PHP 7 (disponibile nel Synology Package Manager) con estensioni soap e curl.
  • Utenza limitata per permettere di disabilitare o abilitare Home Mode della Surveillance Station (sconsigliato utilizzarne una già esistente con maggiori autorizzazioni).
  • Pacchetto file contenuti nel repository GitHub.
  • Opzionale: bot Telegram tramite il quale ricevere i cambi di stato.

Affrontiamo per passaggi ogni necessità sopra riportata

#1: PHP 7, soap & curl

Apri il Centro Pacchetti del tuo NAS Synology e cerca PHP 7, quindi installalo:

Synology Surveillance Station: Home Mode automatico tramite WiFi

Una volta terminata l’installazione, collegati via SSH al tuo NAS (non sai come fare? Guarda qui), quindi spostati in /usr/local/etc/php70 e modifica il file php.ini (esempio: vi php.ini). Per salvare le modifiche che apporterai ti sarò richiesto quasi sicuramente di essere utenza root, lancia un sudo -i seguito da invio, quindi inserisci la password della tua utenza amministrativa e premi invio (non sai di cosa sto parlando? Guarda qui). Ora:

  • cerca la stringa extension_dir = "/usr/local/lib/php70/modules"
  • Aggiungi subito sotto l’abilitazione delle due estensioni per soap e curl:
    extension=soap.so
    extension=curl.so
  • Salva il file e chiudilo (tasto ESC, poi :wq seguito da invio).
  • Torna ora nel Gestore Pacchetti di Synology e riavvia PHP 7.

Il php.ini modificato dovrebbe assomigliare a questo:

Synology Surveillance Station: Home Mode automatico tramite WiFi 1

#2: api_user

Un’utenza limitata che possa solo disabilitare o abilitare Home Mode in Synology Surveillance Station, è ciò di cui hai bisogno in questo momento. Avvia Surveillance Station e apri il menu in alto a sinistra con un clic, quindi seleziona Utente. Aggiungi un nuovo utente seguendo la procedura guidata, ti riepilogo i passaggi e ti propongo poi qualche screenshot:

  • nome utente: api_user (uso questo perché richiamato dagli script, tu puoi decidere di cambiarlo ma ti invito poi a leggere il paragrafo Troubleshooting nella parte finale dell’articolo);
  • descrizione: inserisci una descrizione che possa ricordarti un domani a cosa serve l’utente che stai creando;
  • password: scegline una sufficientemente robusta, puoi crearne una random qui;
  • fai clic su Avanti e crea un nuovo profilo privilegio;
  • dai un nome e una descrizione al profilo privilegio (scegli un nome che possa un domani ricordarti a cosa serve quel privilegio), mantenendo Gestore come tipo;
  • NON aggiungere autorizzazioni nella schermata Videocamere, E-Map e Layout. Arrivato alla schermata dei Privilegi avanzati, spunta l’opzione in corrispondenza di Passa manualmente alla modalità Home.

#3 scarica e modifica gli script

Scarica il contenuto del repository da GitHub, scompatta il file ZIP e ottieni così i file fritz_activemac.php e switch_homemode.sh (puoi buttare via il README). Prima di caricare i file sul NAS ti suggerisco di modificarli in base a ciò che è stato fatto fino a ora (utenza generica, eventuale bot Telegram, ecc.).

Il primo file citato (fritz_activemac.php) non dovrebbe necessitare di modifica alcuna (tranne se hai scelto di creare un utente limitato diverso da quello da me suggerito, quindi non “api_user“, ti rimando a questa nota nel Wiki), contrariamente allo script bash switch_homemode.sh. Aprilo con un buon editor di testo (Notepad++ o Atom) quindi segui queste indicazioni:

  • SYNO_SS_USER: inserisci qui l’utenza limitata che hai precedentemente creato. Se hai seguito scrupolosamente le indicazioni, lascerai probabilmente api_user;
  • SYNO_SS_PASS: inserisci la password che hai scelto e inserito quando hai creato l’utenza limitata;
  • SYNO_URL: inserisci l’IP e la porta utilizzata per collegarsi al tuo NAS;
  • FRITZ_URL: inserisci l’IP (o gli IP se più d’uno, intervallati dai due punti, esempio: 192.168.1.2:192.168.1.3);
  • TELEGRAM: può avere solo due valori, 0 e 1. 0 disabilita le funzionalità legate al bot di Telegram, 1 le attiva;
  • BOT_TOKEN: inserisci qui il token che ti ha rilasciato BotFather quando hai creato il tuo nuovo bot;
  • CHAT_ID: l’ID della chat in cui il bot dovrà riportare i messaggi riguardanti il cambio di stato di Home Mode;
  • MSG_SS_ACTIVE: riporta qui il messaggio che il bot ti invierà quando la modalità Home sarà attiva;
  • MSG_SS_INACTIVE: riporta qui il messaggio che il bot ti invierà quando la modalità Home sarà disattiva.

Fai attenzione: modifica esclusivamente ciò che ho riportato qui sopra, facendo attenzione a mantenere le virgolette dove specificate. Lascia tutto il resto invariato per scongiurare possibili malfunzionamenti. Se non sai come creare un bot Telegram fammi un cenno, sto valutando se scrivere qualche riga di testo nel Wiki su GitHub o meno.

Salva il file, questo lavoro è terminato. Carica ora i due script all’interno della cartella /var/services/homes/api_user del tuo NAS, dove “api_user” ovviamente dovrà essere modificato se hai scelto di creare un utente dallo username differente. A questo punto sei pronto a verificare il funzionamento.

#4 test e programmazione

Salvo errori, gli script sono ora pronti a lavorare. Puoi provare tu stesso lanciando da terminale

./switch_homemode.sh MAC1 MAC2

dove MAC1 e MAC2 dovranno essere sostituiti con due MAC Address appartenenti a dispositivi che sono collegati alla rete casalinga. Sia chiaro, puoi specificare anche solo un MAC Address, non c’è bisogno di metterne due o più (ma puoi farlo). A questo punto verrà lanciata la query SOAP al router e il risultato (un semplice true o false) verrà salvato all’interno del file synohomemode.state (che verrà creato sul momento se non esistente).

Se il dispositivo non è collegato alla WiFi casalinga, Home Mode verrà disattivato, diversamente verrà attivato.

Manca l’ultimo passaggio, programmare l’esecuzione dello script tramite Utilità di pianificazione di Synology. Accedi all’utilità tramite Pannello di controllo, quindi crea una nuova operazione e compila i dati richiesti:

  • Attività: dai un nome all’attività, uno “parlante” (che ti ricordi immediatamente di cosa si tratta).
  • Utente: lascia che sia root a eseguire l’attività.
  • Programmazione: l’esecuzione dovrà essere giornaliera, a partire dalla mezzanotte, ogni 5 minuti fino alle 23:55. I 5 minuti possono anche essere diminuiti o aumentati, dipende dalla tua esigenza.
  • Impostazioni attività: dovrai semplicemente inserire nel box di testo la stringa che ti permetterà di avviare il controllo, quindi
bash /var/services/homes/api_user/switch_homemode.sh MAC1 MAC2

Sostituisci chiaramente MAC1 e MAC2 con i veri MAC Address dei dispositivi che vuoi tenere sotto controllo, puoi specificarne solo uno o anche più di due.

Il gioco è ormai fatto :-)

Se ci sono dubbi o problemi l’area commenti è a tua disposizione, io qui di seguito inserisco già un paio di risposte ad altrettante domande che potresti avere, ma sentiti libero di chiedere altro se dovesse servire.

Synology Surveillance Station: Home Mode automatico tramite WiFi 9

Buon Natale!

Troubleshooting

Cambiare lo username dell’utente generico

Puoi chiaramente scegliere di utilizzare un nome utente che non corrisponda ad api_user come riportato nell’articolo, dovrai però ricordarti di modificare quel SYNO_SS_USER="api_user"; in switch_homemode.sh, oltre che eventuali operazioni programmate nell’Utilità di pianificazione del NAS. Modifica poi, sempre in switch_homemode.sh, tutto il blocco relativo ai file di stato e il richiamo dello script PHP:

## State file configuration (don't touch anything if not necessary)
STATEFILE='/var/services/homes/api_user/synohomemode.state';
RETRYFILE='/var/services/homes/api_user/synohomemode.retry';
CHECKFRITZ='/usr/local/bin/php70 /var/services/homes/api_user/fritz_activemac.php';

dove al posto di api_user dovrai chiaramente inserire il nome utente da te scelto.

Wiki: github.com/gioxx/AVM-FRITZ-Box-Synology-Surveillance-Home-Mode-Automation/wiki/Cambiare-lo-username-dell%E2%80%99utente-generico

Errore nella query SOAP

Qualcosa non torna e lanciando lo script di bash manualmente ottieni errori sulla query SOAP? Forse è necessario copiare i moduli delle due estensioni, prova a dare un’occhiata al documento che ho salvato nel Wiki del repository GitHub: github.com/gioxx/AVM-FRITZ-Box-Synology-Surveillance-Home-Mode-Automation/wiki/PHP-7:-abilitare-CURL-e-SOAP-su-Synology-DSM.


credits:

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Funziona così: se fai qualcosa di buono, la prossima volta –da cliente– mi aspetterò qualcosa di meglio, e onestamente non per quanto altro tempo ancora AVM possa continuare a migliorarsi nelle soluzioni messe a disposizione di una clientela -evidentemente- sempre più esigente. Qualcuno crede che io sia tutto scemo (a ragion veduta, aggiungerei io), eppure a me questi giochini al rialzo mi piacciono assai, il FRITZ!Box 6890 LTE viene incontro persino all’esigenza ultima di cui parlavo con chi con il brand ci lavora quotidianamente: il fallback su SIM senza ulteriori dispositivi attaccati in cascata.

AVM FRITZ!Box 6890 LTE: quel 7590 col tocco in più 11

La poesia è però presto rotta, nonostante il mio entusiasmo per un prodotto simile non scemi per questo –non tanto piccolo– dettaglio: il fallback su SIM automatico può avvenire solo se si sfrutta il 6890 LTE come modem ADSL e non come router in cascata (passando quindi per la porta WAN). Poco male mi ripeto, è comunque un prodotto fenomenale, ed è facile capire il perché di questa mia affermazione.

FRITZ!Box 6890 LTE

Impossibile non chiamarlo 7590 con qualcosa in più, perché in fondo si tratta della stessa ottima macchina pensata e realizzata dall’azienda tedesca leader di mercato, quella sulla quale sai già di poter fare affidamento mettendoci la mano sul fuoco. Il 6890 LTE propone le tecnologie che hanno fatto del 7590 un top di gamma infallibile (ne sono felicissimo proprietario), aggiungendo e togliendo punti in lista in base all’esigenza di poter stare fisicamente nello stesso tipo di chassis, modificando però la parte posteriore dedicata agli attacchi, all’interno della quale ora dovranno trovare spazio i due connettori per le antenne radio esterne montabili opzionalmente (che vanno quindi ad aggiungersi a quelle interne ben nascoste, le quali erogano il segnale WiFi del router) e l’alloggiamento della scheda SIM con molla (impossibile quindi bloccarla dentro o impazzire per tirarla fuori in caso di necessità / sostituzione), lasciando fuori dai giochi una delle due porte USB 3 (il 6890 LTE, a differenza del 7590, mette a disposizione una sola porta USB ad alta velocità).

La differenza in un solo colpo d’occhio è alquanto chiara:

Eppure, lascia che te lo dica, non ti peserà affatto l’assenza della seconda porta USB (ammesso che anche tu abbia preferito una diversa gestione di dispositivi terzi come NAS o stampanti di casa).

Packaging

Manco a dirlo, il FRITZ!Box 6890 LTE non differisce in maniera alcuna da quello che è il packaging del 7590, comprensivo quindi di un’abbondante dose di cavi e adattatori che in alcuni casi mai userai. Di sicuro troverai le antenne in più ad aspettarti nella parte superiore della scatola che tiene fermo lo chassis del prodotto, per il resto conosci già la storia:

Sotto al cofano

Ne sono consapevole, mi ripeto:

Un processore dual-core di ultima generazione per un routing ottimale di tutti i dati. FRITZ!Box 7590 permette di creare e propagare una rete senza fili a velocità Gigabit, sfruttando la tecnologia 4×4 MIMO multiutente, con punte di 1700 Mbit/s circa sulla frequenza a 5 GHz (non sai di cosa sto parlando? Dai un’occhiata qui). Si passa poi a ulteriori 800 Mbit/s che vanno ad aggiungersi sulla frequenza da 2,4 GHz. Otto (!) è il numero totale di antenne che permettono band steering, così da veicolare la trasmissione dei dati dei dispositivi connessi al FRITZ!Box permettendo loro di usare la migliore frequenza disponibile al momento (saltando dalla WiFi 2,4 GHz a quella a 5 GHz senza che tu debba fare alcunché).

Eppure è proprio così, continuerai a poter sfruttare l’ottima tecnologia di AVM già disponibile per il FRITZ!Box 7590, ora allargata e “spalmata” sui nuovi arrivati in famiglia, 6890 LTE compreso.

La differenza è chiaramente quella costituita dal collegamento via SIM, che in questo caso sfrutta un lettore che si aspetta un taglio di dimensione tradizionale (e non mini SIM come dichiarato in scheda tecnica, tieni a portata di mano eventuali adattatori come capitato al sottoscritto e come tu stesso puoi vedere dalle fotografie scattate e pubblicate poco sopra), il tutto per poter sfruttare un collegamento LTE (4G) con velocità fino a 300 Mbit/s e via UMTS/HSPA+ (3G) fino a 42 Mbit/s in supporto multibanda (5 frequenze LTE e 2 frequenze UMTS, LTE: banda 1, 3, 7, 8 e 20; UMTS: banda 1 e 8). A questa va aggiunta anche l’altra differenza, quella relativa alla porta modem DSL integrato per tutte le porte VDSL o DSL fino a 300 Mbit/s (adatta quindi anche a chi oggi sceglie un collegamento con TIM fino a 100 Mbit/s FTTC o FTTS).

A proposito di FRITZ!OS

Ultimo arrivato è il FRITZ!OS 6.84 (da poco approdato anche su 7590) che migliora e corregge lacune e bug del precedente OS (se di lacune possiamo poi parlare), arricchendo ulteriormente l’esperienza dell’amministratore che sceglie di configurare e personalizzare in maniera puntigliosa la rete di casa, non lasciando nulla al caso. È qui che noterai –chiaramente– le differenze anche per ciò che riguarda la configurazione e gestione del collegamento LTE / 3G:

Durante il mio test su strada ho sì provato il collegamento classico in cascata al FASTGate utilizzando la porta WAN, ma poi ho deciso di staccarmi dalla tetta materna per provare a viaggiare esclusivamente dietro SIM, sfruttando la rete messa a disposizione da Iliad (prima) e ho. mobile (dopo), e nessun dispositivo si è accorto di nulla fino a quando il tappo vero e proprio lo ha costituito la potenza di fuoco delle antenne (e relativo carico utenti serviti) o dei limiti imposti da operatore (nel caso di ho. mobile ci sono tetti massimi per velocità di download e upload). In ogni caso tutto ha funzionato a meraviglia e il FRITZ!Box 6890 LTE era semplicemente collegato a una presa di corrente e nulla più, soluzione quindi ideale e certamente molto robusta anche per coloro che non sono ancora raggiunti da collegamenti ADSL / fibra ad alta velocità (spero ormai pochi su territorio italiano, anche se la speranza in questi casi è la prima a morire, contrariamente a quanto affermato dal modo comune di dire).

In conclusione

Un prodotto per chi non accetta compromessi e per chi non può accontentarsi di avere tra le mani un 6820 LTE di cui ti avevo parlato poco tempo fa, studiato appositamente per soddisfare ogni esigenza (anche se manca ancora quel piccolo pizzico di malizia necessaria a tenere d’occhio il collegamento internet via porta WAN per far intervenire in fallback la SIM) e per permetterti di tenere sempre vivi e raggiungibili i dispositivi che hai collegato a esso (che si tratti di casa tua o del tuo ufficio, poco importa). Il costo è elevato per tanti, non lo metto in dubbio, ma sono abituato a macchine da guerra che sembrano davvero valere ogni singolo euro richiesto dal produttore, si parla stavolta di circa 330€, altalenanti le offerte che ho trovato nei vari store online, Amazon compreso:

Mi sembra non manchi null’altro, buon inizio settimana! :-)

 

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM, tornerà all'ovile al termine dei test.
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Piccolo ma pur sempre FRITZ, il 6820 LTE è un router compatto dalle grandi capacità (monta un Fritz!OS 6.83, esattamente in linea con il 4040 o il 7590). Già superato dal recentemente annunciato 6890 LTE (di cui ti parlerò presto) è l’ultimo router che segue ancora il vecchio stile FRITZ!Box, chiudendo così un importante capitolo della storia del design del produttore tedesco, riconoscibilissimo per evidenti motivi. FRITZ!Box 6820 LTE è un prodotto non portatile (più portabile ti direi) che ti permette di propagare un segnale WiFi (o se preferisci una connessione LAN grazie all’uscita unica posta sul retro) in qualsiasi luogo tu voglia (che abbia però una presa di corrente a tua disposizione).

AVM FRITZ!Box 6820 LTE:

FRITZ!Box 6820 LTE

L’alloggiamento della SIM si trova nella parte bassa (mettilo a testa in giù e guarda sotto la base, nda) e accetta il formato più grande, che fa molto anni ’90 ma è piuttosto normale per prodotti di questo tipo (ti toccherà quindi utilizzare un adattatore –non incluso nella confezione– nel caso in cui tu voglia inserirci una nano o microSIM). Aggancio ed espulsione a molla, non lo puoi mettere sotto sforzo e non puoi sbagliare, toglierai sempre facilmente la SIM nel caso tu voglia cambiarla (apprezzabilissimo), devi solo seguire il giusto verso che è comunque impresso nella plastica così da guidarti al meglio. Nel mio sample (non so se sia voluto o meno, ma immagino proprio di no) l’adesivo contenente le informazioni sulla rete WiFi / MAC / password della Dashboard era stato attaccato per sbaglio sull’alloggiamento SIM anziché a fianco di quest’ultimo, la scatola l’ho aperta io per la prima volta, quindi l’errore era per forza di fabbrica :-) (mi è bastato staccare l’etichetta e attaccarla nella giusta posizione, senza perdita alcuna di collante che avrebbe reso forse difficile inserire la SIM nello spazio a lei dedicato).

AVM FRITZ!Box 6820 LTE: 8

Ideato e realizzato per rimanere in piedi, nella parte frontale è possibile notare i LED relativi alla potenza di ricezione del segnale mobile (per un massimo di tre tacche), quello della WLAN (che rimarrà fisso quando il 6820 LTE propagherà la sua rete senza fili) e infine quello di Power, per segnalare la corretta alimentazione dell’apparato. Nella parte posteriore troverai il tasto WLAN (attivazione/disattivazione manuale della rete wireless) e quello di WPS per associare più rapidamente nuovi dispositivi alla rete senza fili (mi conosci, questo è il pulsante che -fosse per me- non troveresti da nessuna parte). Sempre dietro è disponibile anche una porta di rete RJ45 per dare connettività a un apparato tramite cavo, interessante quindi la papabile opzione per tenere in piedi il proprio router di casa nel caso in cui –per qualsivoglia motivo– il tuo provider principale vada in down (garantendo così una sorta di raggiungibilità di backup). L’attacco per l’alimentazione è nella base, vicino all’alloggiamento SIM (così da non rimanere in mezzo ai piedi).

Caratteristiche tecniche e prove sul campo

Snoccioliamo ora qualche caratteristica tecnica utile (le puoi trovare tutte qui):

LTE

La velocità in LTE è quella di prima generazione (chiamiamola così, perché tecnicamente si tratterebbe della categoria 4 FDD), senza quindi la possibilità di superare i 150 Mbit/s in download e i 50 Mbit/s in upload, compatibile con ogni banda utilizzata qui da noi (20 compresa) e coadiuvata dalla tecnica MIMO In ricezione (ci sono più antenne nell’apparato, in grado di gestire input e output multipli contemporaneamente) che fa coppia con le antenne LTE integrate, utile per fare i test che ho cercato di portare a termine tra Milano e Ravenna (insieme alla scheda Iliad che sto malmenando da quando è arrivata).

Riepilogando:

  • modem LTE categoria 4 (FDD);
  • velocità di download fino a 150 Mbit/s e velocità di upload fino a 50 Mbit/s;
  • supporto multibanda: banda 1 (2,1 GHz), banda 3 (1,8 GHz), banda 5 (850 MHz), banda 7 (2,6 GHz), banda 8 (900 MHz) e banda 20 (800 MHz);
  • supporta le larghezze di banda di canale 1,4, 3, 5, 10, 15 e 20 MHz;
  • tecnica di ricezione MIMO (tecnologia di antenna multiple-input and multiple-output);
  • antenne LTE integrate.

Internet

Nella media (capirai meglio tra poco di che media parlo) soddisfacente se si considera il limite imposto dalla categoria LTE e dalle evidenti difficoltà di un operatore ancora troppo giovane (parlo di Iliad), con caratteristiche hardware teoriche di tutto rispetto che trovano riscontro nella realtà grazie anche all’utilizzo dell’ottimo FRITZ!OS che dà vita alla quasi totalità dei prodotti di AVM. Il 6820 LTE è un router con firewall/NAT, server DHCP, client DynDNS e UPnP (esattamente come tu sei abituato a vedere / utilizzare su un prodotto di fascia più alta dedicato alla casa, del medesimo produttore), con abilitazione porte per una navigazione sicura in Internet, protocolli IPv4 e IPv6, accesso remoto sicuro via Internet con VPN (IPSec), parental control con liste di filtri e manutenzione remota via HTTPS.

I test eseguiti con la scheda Iliad all’interno (e ricezione abbastanza variabile mostrata dai led fronte 6820 LTE) non hanno soddisfatto le mie aspettative (cosa totalmente modificatasi quando nel router ci ho inserito una scheda Vodafone, raggiungendo velocità parecchio vicine al limite imposto dal prodotto), confermando i dubbi che continuo ad avere a riguardo dell’operatore francese piazzatosi in fascia costi bassa:

Rete wireless

Contrariamente a ciò che ci si aspetta oggi (ma a questo punto riparliamone quando avrai modo di leggere il pezzo sul FRITZ!Box 6890 LTE), la rete senza fili propagata dal FRITZ!Box 6820 LTE è di tipo 802.11n (fino a 450 Mbit/s lordi; 2,4 GHz; MIMO 3 x 3) e 802.11b/g, con grande assenza del 5 GHz. Il resto risponde fortunatamente all’appello, e ti parlo della codifica WPA2 integrata attivata (WPA2, WPA/WPA2 Mixed Mode), così come del tasto (già detto prima) WLAN (per l’attivazione/disattivazione manuale della rete wireless), Wi-Fi Protected Setup (WPS) per connessioni wireless sicure mediante pulsante o PIN (che ti consiglio di continuare a evitare se possibile), accesso ospite da dedicare a ospiti e amici (da tenere lontano dalle risorse interne) e infine rete wireless Eco per prestazioni ottimali con un consumo minimo di corrente.

Software

La solita strada in discesa della quale ormai non dovremmo neanche più parlare. Il FRITZ!OS è una certezza, dovresti averlo ormai compreso. Una volta inserita la SIM all’interno del FRITZ!Box 6820 LTE ho dovuto semplicemente procedere con una configurazione di base, chiaramente senza possibilità di specificare un operatore tra quelli più importanti e già previsti dal software, ma passando per il sempreverde “Altro provider di internet“, scegliendo poi il nome e la password da assegnare alla nuova rete senza fili e godendomi infine l’accesso alla Dashboard alla quale sono già abituato:

Da qui in poi è tutta una personalizzazione in base alle tue esigenze e, contrariamente ai prodotti per la connettività cablata di casa (fibra o classico doppino in rame), hai accesso anche alle informazioni riguardanti il ponte radio e la connettività della SIM:

In conclusione

Sì, è davvero piccolo e facilmente trasportabile ma, non avendo a disposizione una batteria integrata, sarà necessario collegarlo a una presa di corrente, questo è forse un piccolo dettaglio che potrebbe fare la differenza ai fini della valutazione; mi ripeto però che non è questo lo scopo per il quale è nato, e in fondo è giusto così. Il FRITZ!Box 6820 LTE paga oggi lo scotto di essere “vecchio” e limitato dal punto di vista della massima velocità in download e upload sulla rete mobile LTE di ultima generazione, motivo per il quale è da considerarsi forse più appetibile il nuovo arrivato 6890 (di cui presto ti parlerò come anticipato in apertura articolo), con un prezzo però prevedibilmente differente.

Se il pallino della velocità non è affar tuo e non ti cambia poi così tanto la vita, considera che il FRITZ!Box 6820 LTE può costituire un’ottima scelta per una connettività basata su SIM di un operatore che copre bene la tua zona (magari non raggiunta da diversa connettività cablata), lo puoi trovare a prezzo medio-alto su Amazon (ma anche presso catene fisiche della tua città o e-Store alternativi a una media di 210€ circa):

Se hai domande o curiosità in merito, l’area commenti è pronta ad accoglierti, cercherò di rispondere nei limiti della mia memoria (considera che il prodotto rientrerà in AVM al termine dei test) :-)

Buon inizio settimana!

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM, torna all'ovile al termine dei test.
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Dopo uno sfortunato primo impatto con un WLAN Repeater 1750E difettoso (di fabbrica), sono riuscito a mettere le mani su un pari modello anch’esso ancora imballato, ma stavolta perfettamente funzionante, il quale mi ha riservato delle gradite sorprese nell’estendere la rete di casa con una facilità davvero disarmante. Ti presento quindi l’AVM FRITZ!WLAN Repeater 1750E, prodotto di punta della famiglia AVM dedicato a coloro che hanno necessità di creare nuovi ponti senza fili per la propria rete casalinga (o d’ufficio), per raggiungere ogni stanza (soprattutto quando si ha a che fare con più livelli).

AVM FRITZ!WLAN Repeater 1750E: estendi la tua rete WiFi su più livelli

Te lo avevo promesso che sarebbe arrivata “la seconda parte” del test ;-)

FRITZ!WLAN Repeater 1750E

Lo scopo del prodotto è chiaro, così come il suo target. Difficilmente chi abita in un appartamento di “nuova generazione” (quelli costruiti dopo gli anni ’60 direi, a sparare nel mucchio) su un livello singolo ne avrà bisogno. Penso invece a coloro che hanno a che fare con muri molto spessi (vecchio stampo, mano santa per l’isolamento acustico che oggi viene sempre più tralasciato) o più piani, persone che si lamentano –giustamente– di non riuscire a navigare decentemente perché il router si trova nella zona living e le camere da letto al piano di sopra (per non parlare della mansarda). Ecco, credo che il FRITZ!WLAN Repeater 1750E faccia proprio al caso tuo, che vivi questa situazione appena descritta.

Un ponte senza fili aggiunto a quello già presente in casa, sapientemente replicato dall’originale e senza arrecargli fastidio alcuno, per ottenere il vantaggio di poter prendere quel “poco che arriva” e creare una nuova bolla a potenza decisamente maggiore rispetto a prima, così che si possa leggere qualcosa sul tablet, o guardare sul televisore qualcosa in streaming da Netflix.

Il FRITZ!WLAN Repeater 1750E si alimenta da presa europea 2 poli 10A (anche se la miglior collocazione la trova in una presa tedesca, per poter tenere in posizione verticale il dispositivo, nda) e permette di capire “le condizioni di salute” a occhio nudo, grazie al set di led posti sulla parte frontale, i quali riportano lo stato di alimentazione, di connessione alla rete senza fili esistente e la potenza di quest’ultima, mettendoti inoltre a disposizione un pulsante WPS per l’associazione rapida dei dispositivi (ma come sai, questa è una funzione che personalmente odio e sconsiglio se non strettamente necessaria). A chiudere il cerchio e mettere la ciliegina sulla torta ci pensa la porta di rete LAN posta sul fondo, che puoi usare per collegare un dispositivo con cavo nelle vicinanze del ripetitore, se dovessi mai averne la necessità.

Trovi ogni dettaglio di FRITZ!WLAN Repeater 1750E nella sua scheda prodotto disponibile all’indirizzo it.avm.de/prodotti/fritzwlan/fritzwlan-repeater-1750e/.

Installazione e configurazione

Come anticipato in apertura articolo, è davvero –ma tanto– banale installare e configurare FRITZ!WLAN Repeater 1750E. Il software è sempre lui, ci sei abituato e forse sei anche stufo di sentirne parlare, eppure il FRITZ!OS svolge a meraviglia i suoi compiti, arrivato alla versione 06.93 anche per questo specifico prodotto.

  • Inserisci il FRITZ!WLAN Repeater 1750E nella presa elettrica (trovane una che difficilmente utilizzi, perché ruberà facilmente un paio di posti, cosa inevitabile viste le dimensioni un pelo generose), quindi attendi che esegua l’avvio e che mostri all’interno delle reti WiFi disponibili il suo nome (intendo proprio il nome prodotto, nome che sparirà a configurazione avvenuta), quindi collegati al suo interno con la password 00000000.
  • Salvo problemi, potrai accedere alla gestione del FRITZ!WLAN Repeater 1750E dall’indirizzo IP 192.168.178.2 o dall’indirizzo interno fritz.repeater (apri una nuova scheda del tuo browser, quindi digita quell’indirizzo IP o fritz.repeater all’interno della barra dell’URL per arrivare all’interfaccia di amministrazione). Specifica la lingua da utilizzare e il paese dove ti trovi, quindi conferma la scelta e attendi che il FRITZ!WLAN Repeater 1750E venga riavviato. Appena fatto, ricollegati alla sua WiFi temporanea e torna nella pagina di prima.
  • Scegli ora una password di amministrazione del dispositivo, quindi segui i passaggi richiesti per poter portare a termine la configurazione. Ciò che lui suggerisce costituisce già un buon piano d’azione per fare tutto come si deve, fidati del prodotto (salvo per casi in cui tu debba fare configurazioni particolari).

Ti propongo una panoramica degli scatti catturati durante la configurazione e l’aggiornamento del prodotto (con descrizioni al seguito):

Conclusioni

Un prodotto che mi è molto piaciuto e che ha fatto il suo sporco lavoro (rilanciando molto bene la mia rete 5 GHz che –notoriamente– è più delicata e debole di una 2,4 GHz che però perde in velocità di picco) con una fatica di installazione ridotta a zero e una immediatezza di utilizzo che lo fa finire di diritto tra quei prodotti che potrebbero essere installati anche dalla casalinga di Voghera, perché realmente chiavi in mano pronto a partire come fosse un qualsiasi Plug & Play.

Il FRITZ!WLAN Repeater 1750E può collocarsi in realtà miste già esistenti, fatte di router (di qualsiasi tipo) e adattatori Powerline (anch’essi di qualsivoglia produttore). Ha cambiato il mio modo di vedere questo tipo di dispositivi, fino a ora maltrattati (lo ammetto) e messi in secondo piano, probabilmente perché arrivavo da oggetti dal prezzo più basso e qualitativamente meno pronti di questo Repeater (anche se averne ricevuto uno nuovo e già difettoso continua a farmi storcere il naso, e non certo per colpa di AVM).

Parlando appunto di prezzo, il FRITZ!WLAN Repeater 1750E peserà un po’ più di quello che ti aspetteresti sul tuo portafogli: 79,90€ acquistandolo su Amazon (con spedizione Prime). Fai bene i tuoi conti e, se credi che questo possa risolvere un problema che senti di avere quotidianamente, butta il prodotto nel carrello e prosegui con il pagamento, ne vale la pena.

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM, tornerà all'ovile al termine dei test.
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Ci siamo, a distanza di mesi dalla presentazione ufficiale in Italia e una discreta manciata di settimane dall’averlo messo in pista al posto dell’ormai pensionato (e riutilizzato, ci mancherebbe) 4040, posso parlarti di FRITZ!Box 7590, modem router che taglia di netto con il passato per il fattore estetico (abbandona il rosso pieno e le pinne di squalo laterali), ma al quale interno batte potente il cuore del Fritz!OS (6.83 a oggi che scrivo l’articolo), che difficilmente delude.

AVM FRITZ!Box 7590: addio al passato

FRITZ!Box 7590

Il fattore estetico non è l’unico punto di rottura con il passato, perché FRITZ!Box 7590 propone anche il nuovo profilo VDSL 35b (non sai di cosa sto parlando? Dai un’occhiata qui) dedicato ai clienti fibra FTTS / FTTC che permette di raggiungere i 300 Mbit/s di velocità in download tramite l’attacco classico al quale TIM ci ha abituati (il doppino telefonico RJ-11), così come –finalmente!– la porta WAN separata dalle 4 ethernet disponibili nella parte posteriore, così da poterci infilare un cavo di rete RJ-45 che arriva direttamente da una delle porte Gigabit del FASTGate in FTTH, riproponendo così il mio modello di cascata al quale sono profondamente abituato (con la speranza prima o poi di poter avere esclusivamente il FRITZ!Box a comandare direttamente tutta la rete di casa, senza intermediari).

Packaging

Quando ho spacchettato il FRITZ!Box 7590 per metterlo in pista, avevo ancora il Technicolor di Fastweb (con linea FTTH 100/50), passato poi al FASTGate dopo qualche giorno. Ti propongo qualche scatto che lo mostra e lo mette anche a confronto con il FRITZ!Box 4040 smontato e riutilizzato in altro ambito nel frattempo.

Nonostante la fotografia possa ingannare, è certamente più grande del FRITZ!Box 4040 ma non in maniera così esagerata da dover impazzire nel suo riposizionamento. Ne guadagna, secondi alcuni vecchi e nuovi utilizzatori, in bellezza, nonostante esistesse quella fitta schiera di gente affezionata al vecchio look (io ero tra quelli, era certamente un segno distintivo e di immediata riconoscibilità). Innegabile però che l’eleganza di oggi possa dare spanne al vecchio design di FRITZ!Box. La scatola è completa di ogni cavo necessario (e non), con la solita apertura semplificata che AVM ha scelto da ormai diversi anni a questa parte, e che non finirò mai di lodare e apprezzare abbastanza.

Sotto al cofano

Un processore dual-core di ultima generazione per un routing ottimale di tutti i dati. FRITZ!Box 7590 permette di creare e propagare una rete senza fili a velocità Gigabit, sfruttando la tecnologia 4×4 MIMO multiutente, con punte di 1700 Mbit/s circa sulla frequenza a 5 GHz (non sai di cosa sto parlando? Dai un’occhiata qui). Si passa poi a ulteriori 800 Mbit/s che vanno ad aggiungersi sulla frequenza da 2,4 GHz. Otto (!) è il numero totale di antenne che permettono band steering, così da veicolare la trasmissione dei dati dei dispositivi connessi al FRITZ!Box permettendo loro di usare la migliore frequenza disponibile al momento (saltando dalla WiFi 2,4 GHz a quella a 5 GHz senza che tu debba fare alcunché).

Ancora una volta è possibile gestire la propria utenza telefonica (IP, ISDN, vecchia analogica) grazie all’utilizzo della tecnologia DECT per telefoni cordless e applicazioni Smart Home (se hai necessità di portare con te il tuo numero di telefono fisso). Come però ormai saprai (forse), ho scelto anni fa di non avere più un numero di telefonia fissa. In casa ci sono solo smartphone che ricevono chiamate dalla cerchia di contatti personali e di lavoro, cercando di arginare quanto più possibile le chiamate a scopo puramente commerciale (che su fisso invece la fanno da padrone, mio padre ne sa qualcosa!). Impossibile quindi mettere alla prova anche questo lato di FRITZ!Box 7590 per poterne parlare.

Una laterale, una posteriore. Sono due le porte USB 3.0 che potranno tornarti utili per collegare memorie di massa (hard disk esterni auto-alimentati, per esempio) per un appoggio dati da mettere a disposizione dei dispositivi collegati alla tua rete, sfruttando velocità di lettura e scrittura decisamente superiori rispetto al passato, a quei modelli FRITZ!Box di generazione precedente. Alle stesse porte USB puoi decidere di collegare anche dongle per l’accesso a Internet tramite scheda SIM (così da sfruttare le reti LTE come backup della tua connessione ADSL / fibra in caso di down) oppure stampanti, se ne hai ancora una in casa. Per aiutarti nella configurazione di ciò che scegli di collegare, c’è il FRITZ!OS, che ti darà una mano con l’emulazione di un NAS (nel caso tu scegliessi memorie di massa), backup di rete (con i dongle LTE) o ancora print server.

A proposito di FRITZ!OS

Passare da FRITZ!Box 4040 a FRITZ!Box 7590 è stato fin troppo semplice. Arrivando entrambi dalla stessa casa madre e proponendo versioni abbastanza affini di FRITZ!OS, ho dovuto semplicemente mettere in moto il nuovo arrivato, saltare a piè pari la prima configurazione e poi andare a ripristinare il backup creato qualche minuto prima dal FRITZ!BOX 4040. Il 90% della configurazione passa tramite file di backup, il restante 10 ho dovuto mettercela io manualmente ma, davvero, si tratta di roba di poco conto.

FRITZ!OS 6.83 propone una moltitudine di impostazioni liberamente modificabili secondo le proprie esigenze, con una rapidità e una facilità d’accesso disarmante. Le evoluzioni di questo sistema nel corso del tempo hanno dato frutti molto buoni e oggi ci si ritrova davanti a un’interfaccia che permette davvero di configurare ciò che si desidera senza possibilità di margine d’errore (se non umano, dettato da una distrazione o dalla poca comprensione di cosa si sta realmente toccando). Mettere a cascata il FRITZ!Box 7590 con FASTGate di Fastweb è stato semplice, non ho volutamente attivato una DMZ (preferisco piuttosto rifare le configurazioni delle porte manualmente) e tutta la comunicazione avviene tra i due in maniera liscia, pulita, con solo alcuni servizi esposti sul web.

Velocità via cavo e WiFi sono quelle pressoché proposte dall’apparato fornito dal provider, dati che ho già pubblicato in occasione dell’uscita dell’articolo riguardante il FASTGate. Posso però dirti che la cosa più palese davanti agli occhi è la qualità della rete MIMO, la quale serve ogni dispositivo connesso al router dandogli il giusto gas rispetto alla richiesta che bussa alle porte di FRITZ!Box 7590, non è strano quindi vedere uno SpeedTest da 100 Mbit/s in download contemporaneamente a un altro, su un dispositivo differente ma pur sempre sotto lo stesso tetto, collegato alla rete a 2,4 o 5 GHz. La prova del fuoco è stata superata nel momento in cui il NAS muoveva dati costanti tra lui e il piccolo Media Center che c’è in casa, insieme a Ilaria che guardava un suo programma su Netflix e io che lavoravo qui sul mio MacBook mentre scaricavo un video FullHD, cercando di impensierire quanto più possibile il Gigabit tanto decantato da Fastweb.

Ulteriore curiosità che lo riguarda, proposta nel comunicato stampa che ricevetti ad agosto dello scorso anno e che ho voluto sperimentare appena arrivato (perché ricordo bene la luce che facevano i led di stato del 4040): FRITZ!Box 7590 è il primo prodotto di AVM che propone i LED (sulla parte anteriore, nda) regolati automaticamente in base all’illuminazione dell’ambiente che lo circonda (con possibilità di metterci mano proprio da FRITZ!OS, fino a oggi attore non protagonista da chiamare in causa nel caso in cui tu volessi completamente spegnere i led di stato, senza possibilità di ulteriore ritocco).

FRITZ!Box 7590 è ufficialmente disponibile in Italia dal 1 settembre dello scorso anno al prezzo di 289,00 euro (di listino), non è difficile però trovarlo già su Amazon a un prezzo inferiore (seppur di poco), e tu puoi approfittarne se credi sia la scelta giusta per casa tua (o per il tuo piccolo ufficio):

Ho avuto modo di mettere alla prova (contestualmente) il FRITZ!WLAN Repeater 1750E, ma questa è altra storia e altro articolo, porta pazienza, arriva anche lui :-)

Buon inizio settimana!

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Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM. Ho potuto tenerlo al termine dei test.
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