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ThinkingQuella che ti racconto oggi è una storia che si è già svolta e conclusa. Ho già sperimentato il “metodo” in passato e torna abbastanza comodo per tracciare avvenimenti passati e spiegarli contestualmente al lettore, per permettergli di scoprire cose forse nuove e aiutarlo ad affrontare lo stesso problema nel caso in cui dovesse accadere anche a lui. Se necessario, continuerò ad aggiornare l’articolo segnalandolo opportunamente.

Dopo diversi anni di pacifica convivenza con TIM, io e Ilaria abbiamo ricevuto un messaggio poco simpatico che ci ha portato a ragionare sulla possibilità (e convenienza, nda) di passare a un diverso operatore:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM)

L’offerta di TIM che abbiamo sfruttato per anni ha sempre previsto (al mese) 400 minuti di telefonate verso tutti (fissi e cellulari del territorio nazionale), 1000 SMS e 2 GB di dati in mobilità (inizialmente in 3G, passati a 4G aggiungendo un euro al mese, poi gratuitamente). Oltre al pacchetto “base” avevamo a disposizione il servizio TIM Music (mai sfruttato, siamo abbonati a Spotify) e la possibilità di chiamarci gratuitamente a vicenda (con un limite di 10000 minuti al mese di conversazione tra di noi, mai neanche sfiorati alla lontana, e vorrei vedere il contrario). Il tutto ha avuto da subito un costo di 10€/mese (11 considerando i mesi di pagamento del 4G come obolo ulteriore, poi tornati però a 10).

Conosciamo diverse persone che, rientrate in TIM da diverso operatore, hanno ottenuto piani molto più ricchi del nostro, a un prezzo più vantaggioso, il vero tallone d’Achille dell’essere già clienti. Nonostante non ci facesse piacere, consideravamo ragionevole la cifra richiesta, e abbiamo continuato a pagarla senza (più o meno) lamentarci, almeno fino a ora. Con la novità annunciata via SMS, saremmo passati a 12€/mese 12€/28gg, ottenendo 2 GB di dati in mobilità in più, ma rimanendo fermi a 400 minuti di telefonate e 1000 SMS (che non servono a nessuno). Per questo motivo abbiamo voluto approfittare dell’offerta di Fastweb dedicata ai già clienti (abbonamento fibra di casa), Fastweb Mobile 500 (esiste anche la versione 250, che però noi abbiamo scartato): ogni mese 500 minuti di telefonate verso tutti (fissi e cellulari del territorio nazionale), chiamate tra SIM Fastweb gratuite, chiamate gratuite verso un fisso Fastweb a scelta, 500 SMS (che continuano a non servire) e 3 GB di dati in mobilità alla velocità del 4G, il tutto a un costo di 6€/mese 6€/28gg.

Update

Lorenzo mi fa giustamente notare che ho inserito (forza dell’abitudine, mea culpa) la cifra da pagare riportandola per mese, quando in realtà si tratta di fatturazione a 28 giorni, come ormai sdoganato da tutti i provider telefonici (o quasi), con quella fantomatica scusa che ciò migliori la gestione dei pagamenti o chissà cos’altro (la motivazione può variare in base a chi risponde al quesito), quando in realtà si tratta di una tredicesima per il provider, che così porta a casa un mese di pagamento in più alle stesse condizioni di prima (in pratica si tratta di un aumento e nulla più).

Ti racconto cosa è andato per le lunghe e cosa si può fare per mettere in riga le cose (solo a completamento delle operazioni).

Richiesta MNP del 1/3/17

Grazie alla cortesia delle ragazze dello store di Corso Vercelli a Milano, abbiamo aperto la richiesta di MNP per entrambe le SIM, che ora dovranno risultare intestate a mio nome (perché è a mio nome il contratto internet di casa nostra). Chiaramente, nel documento di richiesta della SIM di Ilaria, compaiono entrambe le nostre firme, la SIM di Fastweb sarà intestata direttamente a me, per l’altra invece non cambia nulla (ero già io l’intestatario).

Tutto è in ordine, firmato e pagato (20€/SIM, con traffico quindi incluso per i 3 mesi successivi all’attivazione). Dopo circa un’ora (tra attesa e servizio) possiamo tornare a casa con le nuove SIM che verranno presto attivate.

Primi movimenti (2/3/17)

Tutto tace fino a sera. Sono finalmente arrivati dei segni di vita via SMS sul mio attuale numero TIM, su quello di Ilaria c’è qualcosa in più, e non è affatto piacevole:

Contrariamente alla condizione del trasferimento di Ilaria, sul mio non arriva alcunché riguardo fallimenti di MNP o date di migrazione. Attendo e intanto mi informo riguardo i tempi di passaggio da un operatore all’altro, trovando alcune informazioni particolarmente interessanti a riguardo:

[…]

A novembre 2011, sempre l’AGCOM, ha imposto nuove regole (in vigore da marzo 2012) per le tempistiche della portabilità che dovrà avvenire entro 24 ore altrimenti il cliente potrà chiedere, in maniera non onerosa, un indennizzo non inferiore a 2,5 € per ogni giorno di ritardo (delibera n. 147/11/CIR).[4] In ogni caso l’Autorità ha esonerato l’operatore ricevente dall’obbligo di corrispondere l’indennizzo quando il ritardo è limitato a 48 ore lavorative. L’indennizzo, tuttavia, è dovuto dal terzo giorno di ritardo ed in tal caso vengono calcolati nel risarcimento anche i primi due giorni lavorativi.

fonti utilizzate:
it.wikipedia.org/wiki/Mobile_number_portability#Tempistiche_.28in_Italia.29
cellularitalia.com/comu/comu011211.php

Il problema è che 48 ore lavorative equivalgono a ben 6 giorni composti dalle classiche 24 ore, entro i quali l’operatore dovrà quindi mettersi in pari con il lavoro.

La prima data utile (3/4/17)

Nel caso di Ilaria, non ho informazione alcuna (a oggi). Nel mio caso invece qualcosa si è mosso, è arrivato un nuovo SMS da parte di Fastweb:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM) 2

Considerando che la richiesta è stata fatta la sera del primo marzo, migrare la mia SIM il giorno 7 dovrebbe far rientrare nei limiti massimi concessi la MNP richiesta, sforando di poco e nulla. Nel caso di Ilaria, teoricamente siamo già oltre il limite, a meno di un ulteriore motivo riguardo il fallimento della migrazione (“noi ci abbiamo provato, TIM ce lo ha impedito“) o qualcosa di simile. Nel frattempo, nulla si muove nella mia area clienti, apparentemente ho solo il contratto della linea fissa con i suoi dettagli, i costi e le bollette già pagate.

Le nuove SIM nell’area personale e il primo pagamento (4/3/17)

Sono comparse entrambe le SIM nell’area personale del mio contratto Fastweb, hanno ancora i numeri temporanei, quelli che ovviamente non utilizzeremo fino a MNP completata, che però hanno già scalato il primo pagamento, la prima mensilità di servizio:

Se pensi anche tu che “qualquadra non cosa” (cit.), allora siamo in due, perché credo che fatturare un servizio prima di iniziare a usarlo sia probabilmente stupido.

Prima MNP terminata (7/3/17)

La mia SIM TIM ha smesso di funzionare, me ne sono accorto al risveglio. Ho quindi inserito la nuova card all’interno del telefono, riavviato il sistema e verificato di avere rete Fastweb. Ho chiamato il mio numero da un diverso cellulare, e il mio smartphone ha cominciato a squillare, la portabilità è certamente andata a buon fine. Poco dopo sono arrivati i messaggi di configurazione automatica per rete internet e MMS, che ho installato utilizzando il codice 1234 quando richiesto a video.

Nel caso in cui tu non riceva i messaggi di configurazione automatica, puoi sempre richiederli tramite sito web di Fastweb, si fa tutto da questa pagina (ed è molto comodo): fastweb.it/myfastpage/assistenza/guide-configurazioni/smartphone/configura-internet-mobile-sim4g/?from=home-cb.

Nell’applicazione Android dedicata ai clienti Fastweb, il mio numero non compare ancora (c’è ancora quello temporaneo) e non riesco a verificare le soglie di traffico perché il riepilogo va in errore, forse devo attendere che tutto sia a regime e che il mio vero numero sia visibile, ricontrollerò domani. Nel frattempo, in serata e dopo una chiamata con l’ufficio portabilità di Fastweb, sembra che la SIM di Ilaria sia pronta alla migrazione:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM) 11

Ci siamo? (9/3/17-13/3/17)

9/3/17: Sembra che la SIM di Ilaria sia finalmente passata a Fastweb, nel frattempo ieri il mio credito (poco meno rispetto a quello che in realtà avevo su TIM) è stato migrato alla nuova SIM, non resta che attendere che lo faccia anche quello di Ilaria (anche questo entro i 3 giorni lavorativi post-migrazione della SIM, probabilmente).

13/3/17: Anche il credito di Ilaria è stato migrato, anche lui non completo (aveva circa 40€ sulla SIM TIM).

Abbiamo quindi contattato il call center di Fastweb, atteso (molto) e parlato con un’operatrice che rispondeva dall’Albania, alla quale abbiamo rivolto ogni nostra domanda. Riepilogo brevemente:

  • Avendo richiesto la portabilità in un negozio Fastweb, questo ha dato il via al primo pagamento della mensilità per entrambe le SIM, poiché i numeri provvisori sono stati prontamente attivati e potevano già effettuare del traffico. Trovo che sia stupido non essendo stata completata la MNP, ma posso capirlo. Probabilmente sarebbe il caso di informare il personale di negozio e fare in modo che possa a sua volta allineare i clienti quando si prepara la richiesta di portabilità.
  • Il credito residuo inferiore a quello che si aveva è dovuto al precedente operatore (nel nostro caso TIM) che sembra aver trattenuto una cifra calcolata sul numero di giorni che vanno dall’ultimo rinnovo al giorno in cui viene effettuata la portabilità (se nell’arco delle quattro settimane devi pagare 10€, per una settimana ti scaleranno 2,50€).
  • Il barring (cosa della quale non ho parlato fino a ora, ma che ho preteso venisse attivata) è in pratica inutile con Fastweb, poiché l’operatore non permette di abbonarsi ad alcun servizio a pagamento scalando credito dalla SIM, e questa ritengo che sia un’ottima cosa.

Un po’ di esperienza

Da quando abbiamo ottenuto indietro i nostri numeri di telefono, abbiamo messo alla prova le due nuove SIM. Quello che ho personalmente notato è una sommaria difficoltà nell’allacciarsi alla rete voce, ogni tanto anche a quella dati. Non avevo mai avuto bisogno di riavviare il mio Galaxy S6 per fargli riprendere connettività all’uscita da un cinema con la sala sotterranea, è successo per la prima volta giusto una manciata di sere fa in Duomo.

Sia chiaro, nulla di apocalittico, è solo una curiosità, una sciocchezza. Più è difficile allacciarsi in tempi rapidi alla rete TIM, più batteria si consuma. Ho notato dei piccoli surriscaldamenti dello smartphone in particolari condizioni, ovviamente a risentirne è proprio la sua durata da vivo e vegeto:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM) 14

Sono abbastanza certo che, vista la recente evoluzione del rapporto Fastweb-TIM, con la conseguente apertura su rete LTE (e non solo), ci siano ancora i presupposti per aspettarsi un buon tuning sulle caratteristiche di connessione verso la rete del monopolista per eccellenza, che rimane comunque una giusta scelta per la qualità di copertura territoriale (siamo seri, TIM prende praticamente ovunque).

Diamo quindi fiducia a Fastweb e alle sue offerte Mobile. Io e Ilaria ci abbiamo creduto e non siamo i soli due in famiglia ad aver effettuato una number portability. Non ci resta che aspettare :-)

Se pensi che un top di gamma faccia sempre la differenza, ti stai sbagliando. In questo periodo ho messo mano su diversi prodotti AVM, alcuni facenti parte della nuova serie da poco lanciata, tutti di qualità, tutti con una loro storia e una ricerca tecnologica importante. In alcuni casi però serve ridimensionarsi perché –in base all’esigenza– nella botte piccola c’è il vino buono, è per questo motivo che ho messo alla prova il FRITZ!Box 4040 ;-)

AVM FRITZ!Box 4040

Solito stile inconfondibile, colori, qualità costruttiva, tutto. Un FRITZ!Box va oltre la scocca che siamo abituati a vedere quando si apre la sua scatola (che per la cronaca, adoro, si apre e chiude con facilità ogni volta), FRITZ!Box è disponibilità di porte, è sistema operativo (FRITZ!Os è ciò su cui voglio focalizzarmi un po’ di più), è possibilità di condividere facilmente una stampante o un disco fisso USB senza avere un NAS (perché lo emula basandosi sul drive esterno), è WiFi a 2,4 e 5 GHz, dove quest’ultima offre (come forse già saprai) un segnale migliore, più stabile, più pulito (grazie alla quantità di canali a disposizione), più veloce.

Pronto, chi è?!?

Metto subito le mani avanti e te lo dico chiaramente: non ho mai montato un telefono fisso in casa nostra, non ho mai voluto farlo e mai (spero) lo farò, è una cosa che mi sono lasciato alle spalle, a casa dei genitori. Ritengo che casa propria debba mettere sempre a disposizione un’ottima copertura di rete internet (in fibra ottica) e LAN (cablata dove possibile), ma per le telefonate preferisco fare uso degli smartphone (ne abbiamo 3 sotto lo stesso tetto, bastano e –in realtà– avanzano).

FRITZ!Box 4040, al contrario del suo fratello maggiore 7560 (di cui presto ti parlerò), non offre porte DECT, pace all’anima loro direbbe qualcuno. Il FRITZ!Box 4040 è ufficialmente un router da cascata.

Router da che?

Posso capirti se ti verrà da storcere il naso, ma è molto più semplice di ciò che potresti arrivare a pensare tramite ragionamenti contorti. Molto spesso, salvo il risultato messo a punto (e in commercio) da Fastweb con il neonato FASTGate, sul quale spero di poter mettere mano quanto prima, molti dei router scelti, talvolta personalizzati e poi commercializzati dagli operatori di linea fissa non sono adatti alle nuove esigenze. Problemi di copertura WiFi, potenza di calcolo non adatta, riavvii che diventano più comuni degli starnuti per un allergico in primavera. L’hardware invecchia, è inevitabile, spesso nasce già vecchio e viene spacciato per ideale per l’esigenza media, il problema nasce quando si va fuori da quella media, da qui in poi è un susseguirsi di inutili telefonate al supporto tecnico (all’estero, nda), senza apparente luce in fondo al tunnel.

È proprio per questo motivo che spesso si opta per l’acquisto di un router di fascia ben più alta, da collegare a quello fornito dall’operatore, sarà “l’unico client” e si prenderà cura a sua volta di tutto il resto della ciurma. Sarà lui a fornire il segnale WiFi (a te, ma anche agli ospiti che verranno separati dalle risorse della rete locale), sempre lui a essere realmente amministrato, l’altro continuerà a rimanere la “porta verso internet“. Questo ragionamento ti libera dai vincoli legati all’operatore. A prescindere da chi esso sia, la tua rete continuerà a rimanere configurata così come l’hai pensata, con le tue reservation sul DHCP, con i servizi, con tutto (preso con le dovute pinze, ovviamente).

FRITZ!Box 4040

AVM FRITZ!Box 4040 1

4 porte LAN in Gigabit che possono essere utilizzare anche in 10/100 per risparmiare energia (e per quegli apparati un po’ più vecchi, evidentemente), una porta USB 3.0 che può essere utilizzata per scambiare dati con un disco esterno molto rapidamente, lasciando alla porta USB 2.0 (presente anch’essa, ma lateralmente) alla stampante da condividere sui PC e smartphone della famiglia. Contrariamente a un modem completo, la porta WAN qui è separata (nasce appositamente per questo, come già detto qualche riga fa), non dovrai quindi sacrificarne una LAN. Per una particolare configurazione dell’OS, puoi pensare di lasciare la LAN4 a un allaccio ethernet ospite, un po’ come funziona con una qualsivoglia WiFi Guest.

Un pulsante per il collegamento rapido dei dispositivi (WPS) che per scelta tendo sempre a disabilitare, uno per spegnere rapidamente i segnali WiFi erogati dal router (anche questo, salvo nel caso in cui tu sia paranoico riguardo le onde radio, può rimanere sempre disattivato).

È tutta questione di OS

Se per le donne oltre le gambe c’è di più, lo stesso principio può valere per un router, fermo restando che al posto delle gambe qui c’è una scocca di plastica dura. Il vero cuore di un FRITZ!Box è il suo sistema operativo, ciò che tutto muove e che cerca di adattarsi quanto più possibile alle esigenze del suo utilizzatore. FRITZ!OS, nella sua versione 6.55 che è già stata superata (ma non ancora disponibile su questo FRITZ!Box, nda), permette di controllare ogni dettaglio della rete.

Nello specifico caso (router a cascata) ti basterà collegare il FRITZ!Box 4040 a una qualunque porta del router fornito dal provider. A quel punto lascia che sia lui a cercare la strada verso internet, prendendo un IP auto-assegnato (da Internet → Dati di accesso):

AVM FRITZ!Box 4040 2

Non serviranno altri dati di accesso, potrai al massimo specificare la velocità massima di download e upload subito sotto. Una volta applicata la modifica, il router dovrebbe collegarsi a internet (attendi giusto qualche secondo). Puoi, spostandoti sulla scheda Server DNS, impostare diversi server DNS rispetto a quelli stabiliti dal provider, io ad esempio ho scelto quelli di Google.

Puoi, sempre da questa area, gestire il Parental Control, la priorità delle applicazioni (chi potrà chiedere maggiore velocità di rete, chi meno quando c’è più saturazione), i profili di accesso per autorizzare (o negare) determinate azioni, programmi, con e senza limitazioni di tempo (molto utile per ospiti, o per figli particolarmente testardi che continuano a preferire chiudersi in casa anziché uscire a giocare con gli amici).

Ma FRITZ!OS è anche monitoraggio, in particolar modo di tutto ciò che si allaccia alla rete e che richiede connettività. Un vero addetto ai lavori potrebbe provare piacere (un po’ mi è successo, lo ammetto e torno a nascondermi) nel vedere chi chiede cosa. Tutti i dispositivi, in una schermata riepilogativa, corrispondono a una quantità di Megabit al secondo che stanno utilizzando, per cercare di capire al meglio di cosa ha realmente bisogno la tua configurazione casalinga.

AVM FRITZ!Box 4040 3

È grosso modo sempre da qui che potrai anche gestire porte (da abilitare, magari per un accesso dall’esterno utilizzando l’IP pubblico del router del provider internet), gestire i dettagli di ciascun prodotto e, nel caso in cui nella rete ci sia un altro dispositivo FRITZ!, aggiornargli il firmware in pochi clic :-)

È che in realtà queste sono solo alcune delle mille funzioni messe a disposizione dal FRITZ!OS, per spiegarle tutte non basterebbe un manuale (che esiste, certo, ma nulla sostituisce la pratica e la configurazione adatta a te). Mal che vada, in caso di emergenza e l’apparente danno fatto (tipo non so, chiuderti fuori dalla porta principale e pure quella di servizio), c’è sempre l’IP di emergenza (trovi qui il documento ufficiale che ti spiega come fare, anche se è stato pensato e scritto per un diverso prodotto).

Ci si trova qualche difetto?

Beh si, come in tutte le cose. Si può spaziare dalla banalità più stupida (quella legata alla pura estetica dell’oggetto, che può non piacere a tutti) a quella un po’ meno stupida, come l’impossibilità di pilotare i led che segnalano lo stato del router (cosa che avevo sul precedente prodotto, facilmente implementabile) e che possono essere fastidiose se qualcuno dorme nella stessa stanza del router.

Certo posso controllare ogni dispositivo FRITZ!, aggiornarlo, verificare che tutto vada liscio, ma è anche vero che una nuova versione del sistema operativo deve poter arrivare (secondo me) quasi subito anche sui prodotti di serie inferiore (vedi il caso del FRITZ!Box 4040 e del 7560).

Tutto comunque evapora in una nuvola di fumo quando puoi scendere nel dettaglio e modificare la velocità delle porte, verificare i consumi (anche energetici, non banale), modificare la priorità di applicazioni e protocolli utilizzato all’interno della rete e altro ancora.

Se poi pensi che ci sia un po’ più di difficoltà nel trovare voci banali come le reservation DHCP o il Port Forwarding beh, potresti aver ragione. Ho visto fare di meglio (in usabilità) da altri produttori, ma è anche vero che una bilancia deve poter avere due piatti e non sempre li si riesce ad allineare perfettamente. Se togli da un lato, probabilmente metti qualcosa in più sull’altro piatto.

Trovo che FRITZ!Box 4040 sia un prodotto completo e affidabile. Adatto a svolgere il lavoro pesante e prendersi cura di casa tua, della sua connettività interna ed esterna, coccolando quanto basta i tuoi dispositivi, senza mai fargli mancare nulla (a meno che non sia tu a volerlo, e quindi impostarlo). Il prezzo, che è un fattore che tendo a tenere sempre alla fine di ogni mio pezzo (o quasi) è commisurato a ciò che si ottiene. Comprando FRITZ!Box 4040 su Amazon si spendono poco meno di 100€ (99 di listino, circa 87 il prezzo applicato al pubblico). Giusto per completare il quadretto, sappi che il mio nuovo 4040 lavora in coppia con il set Powerline 1220E di cui ti ho già parlato:

Sei già abituato a utilizzare FRITZ!OS? Hai già un dispositivo FRITZ! in casa? Se si, come ti trovi? E quale prodotto hai? Parliamone nei commenti! :-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM Italia, ho potuto tenerlo al termine del test.

Dopo tanto tempo torno a parlare di Sitecom e dei loro prodotti network, il tutto nasce da un’esigenza vera del sottoscritto che –facendo parte del ristretto gruppo di sfigati non coperti dalla fibra Fastweb a Milano città– ha richiesto un upgrade alla 20 Mbit che fino a qualche tempo fa non era possibile (a causa di problemi con Telecom Italia… passano gli anni, la storia rimane sempre la stessa). Pare che per questioni puramente logistiche, Fastweb non possa spedire a casa il nuovo modem prima che il tecnico Telecom intervenga per mettere a posto la linea. Questo vuol dire che dalla conferma di lavoro terminato all’arrivo del nuovo apparato passano almeno un paio di giorni (nella migliore delle ipotesi, nella peggiore vi diranno che il modem non è mai partito e che voi potrete comprarne uno che vi verrà rimborsato nella successiva bolletta, ndr) lasciando quindi la casa scoperta da connettività.

Ho voluto quindi contattare l’azienda e chiedere loro il Sitecom X3 N300 (WLM-3600) che è possibile configurare per connettersi alla rete Fastweb fino ai 20 Mbit, in attesa che arrivi il modem di Fastweb senza però rimanere senza connettività in casa (quindi senza console, Sky e altro ancora!). Questo articolo nasce per spiegarvi com’è andata :-)

WLM-3600 Sitecom

Cavo RJ-11 dentro, pannello di amministrazione del modem (192.168.0.1 il suo IP una volta tirato fuori dalla scatola e acceso) con la password che trovate sotto all’apparato oppure nel cartellino giallo che contiene le informazioni di sicurezza anche della WiFi, e subito sulla tab “Wizard” per poter configurare (facendo Skip sul riconoscimento automatico della rete) la nazione (Italia, ovviamente) e la rete (Fastweb). Una volta fatto clic su Salva vi basterà attendere qualche secondo prima che il modem prenda tutta quella serie di impostazioni necessarie a funzionare con l’operatore svizzero. È esattamente ciò che riporta la stessa Fastweb in una delle pagine di documentazione ufficiale (qui invece trovate la lista dei modem compatibili con la loro linea, compresi quelli che Fastweb stessa utilizza facendoli rimarchiare).

Schermata 2015-04-16 alle 21.01.20

Ammesso che l’intervento di upgrade (o installazione di prima linea) sia terminato e che vi sia stato confermato a mezzo mail da Fastweb, potrete ora andare alla pagina registrazione.fastweb.it, inserire il vostro codice fiscale e la mail per iniziare a navigare (dopo un minuto al massimo dalla conferma di registrazione conclusa a video, ndr).

Is this the end?

SitecomConfiguration-WLM3600

Prima di dichiararvi vittoriosi vi invito però a ritoccare qualcosa sulla configurazione di base, passerete dopo alla birra e alla partita in streaming. Verificate innanzi tutto che il firmware installato sia l’ultimo disponibile (nell’esempio punto alla pagina del Sitecom WLM-3600, voi fatelo con il vostro modello tramite il sito del produttore), vi metterà al sicuro da eventuali bug che possono essere sfruttati da esterni per penetrare nella vostra rete e nelle vostre risorse. Ricordate inoltre di modificare password di default per l’accesso all’area di amministrazione, così come il nome della WiFi standard e quella ospiti (che non avrà accesso alle risorse interne della rete, puro accesso ad internet e nulla più) e le relative password associate dalla fabbrica.

Aprite il browser e collegatevi ancora una volta al pannello admin, selezionate ora Toolbox e quindi Password. Indicate la vecchia password di fabbrica (quella nel cartellino giallo o posta sotto al modem, appena utilizzata per entrare in questo pannello, ndr) e la nuova scelta, confermandola nel campo subito sotto. Fate clic su Save, il gioco è fatto.

Ora tocca alle due WiFi a vostra disposizione, quella con completo accesso alla rete LAN e ad internet e quella dedicata agli ospiti che potranno solo navigare su internet senza vedere alcuna risorsa della LAN. Andate in 2.4G WiFi e da qui cambiate il nome della rete principale (SSID, in corrispondenza del quale potrete inoltre sfruttare un menu a tendina che vi permetterà dalla stessa schermata di selezionare e modificare il nome anche della rete ospiti). Vi consiglio inoltre di lasciare invariato il canale utilizzato (quindi su Auto Scan), così che sia il modem a cercare quello meno trafficato per inviare il proprio SSID e le comunicazioni con i dispositivi. Dalla tab “Security Settings” potrete invece modificare le password di accesso. Da qui in poi va secondo le proprie necessità: filtro sul MAC Address per l’accesso alla rete, WDS per distribuire il vostro segnale su un massimo di 4 apparati, WPS per permettere di non utilizzare alcuna password e associare nuovi dispositivi semplicemente premendo un pulsante, molto comodo ma spesso anche pericoloso.

Utilizzatori di eMule e altri programmi che comunicano su porte fuori dallo standard? Poco male, come in qualsiasi altro router sarà possibile fare port forwarding tramite la sezione “Virtual Server” disponibile in “Firewall“. Tramite una banale ricerca su Google potrete facilmente configurare quest’area, senza considerare che grazie all’UPnP potrete lasciarlo fare (quando possibile) all’applicativo utilizzato, dovrete solo ricordarvi di andare ad abilitare la funzione da Advanced Settings / UPnP (ricordate però di fare molta attenzione ai software che utilizzate, l’UPnP è tanto comodo quanto pericoloso dato che può ritoccare la configurazione del vostro modem).

Non è tutto oro ciò che è “Cloud Security”

Il Cloud Security è uno dei servizi di punta offerti dall’azienda: sitecom.com/it/sitecom-cloud-security/347. Un abbonamento di un anno viene incluso in tutti i loro prodotti di punta, i rinnovi vengono gestiti direttamente dal sito web dell’azienda. Antivirus, blocco della pubblicità, dei tentativi di phishing e degli exploit. Oltre a questo si rientra nelle allerte contro le botnet (se uno dei propri dispositivi entra a farne parte), nelle funzionalità Do Not Track online a prescindere dal browser utilizzato e nel blocco URL potenzialmente malevoli. Sarete voi a decidere se tenerla abilitata o disabilitata (da Toolbox / Sitecom Cloud Security):

Schermata 2015-04-19 alle 12.41.41

È proprio quest’ultima funzione quella alla quale fare attenzione: possono rientrare siti web assolutamente validi che non hanno nulla a che fare con attacchi alla vostra incolumità (tanto per dire: Fuorigio.co veniva filtrato e ogni connessione verso di lui in HTTP interrotta immediatamente). Ricordate quindi di fare visita alla pagina di personalizzazione del servizio per plasmarlo secondo i vostri interessi.

Questa e altre opzioni per la gestione del proprio modem, delle reti WiFi e la possibilità di conoscere chi è collegato nella nostra rete (e altro ancora) sono disponibili nell’applicazione gratuita “My WiFi” disponibile per Android e iOS:

MyWiFi
Price: Free
MyWiFi
Price: Free

Il prodotto ha soddisfatto le aspettative, la configurazione è stata semplice e tutto ha funzionato correttamente, il tutto ad un prezzo assolutamente accessibile (ci sono modem di fascia superiore anche dello stesso produttore, ma per ciò che gli viene richiesto di fare la serie X3 è ancora più che sufficiente).

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Sitecom, tornato all'ovile.

Ve le ricordate? Quelle con o senza lo scatto alla risposta, con la tariffazione anticipata o (nei casi migliori) con la reale scalata al secondo, quelle che ti costringevano a pagare ogni SMS in uscita, una follia pura se ci pensiamo oggi, nessuno le vuole più, eppure in caso di necessità farete una fatica del boia a trovarne una adatta all’esigenza, diamo insieme un’occhiata alla situazione per chi ancora dovesse averne bisogno!

sim-cards

Non sono impazzito, non del tutto almeno. L’articolo è il riepilogo di una rapida indagine nata dall’esigenza di cambiare la SIM all’interno di un vecchio Nokia che la nonna utilizza per ricevere le chiamate e farne qualcuna in caso di necessità verso i numeri dei suoi cari, stiamo parlando di una persona che non sa neanche cosa voglia dire connessione a internet o cos’è uno Smartphone, figurarsi avere una tariffa fissa -seppur ricaricabile- che richiede 10 o più euro al mese, una ricarica da 30 euro le dura più di 6 mesi talvolta, in pratica la più economica offerta a pacchetto voce / SMS / dati è comunque più costosa del suo reale utilizzo del telefonino ma c’è bisogno di correggere il tiro su quella vecchia tariffa applicata con scatto alla risposta e 18 centesimi al minuto di scatto (anticipato), mi sono messo al lavoro.

SIM a consumo: la risposta dei big

La più classica delle passeggiate in centro storico è stata usata come scusa per fare visita agli store dei grandi di questo campo: TIM, Vodafone, H3G e Wind. Ho temporaneamente escluso gli operatori virtuali promettendomi di tenerli come scelta secondaria nel caso in cui i primi avessero fallito. Ecco, qui non si parla di vero fallimento ma di totale esclusione delle vecchie SIM a consumo in quanto le esigenze sono cambiate nel tempo e quei pochi che ancora oggi necessitano di un qualcosa di “preistorico” devono adeguarsi, almeno secondo TIM e H3G. Se la seconda è parzialmente giustificata perché nata già con il pallino del web e della connessione minima UMTS, la seconda ha semplicemente deciso di “tagliare i ponti” senza girarci troppo attorno: “Salve, vorrei sapere se avete ancora SIM a consumo senza alcun pacchetto associato” “No guardi, non le facciamo più”. Pulito, essenziale, chiaro.

OperatoriMobili-Italia

Diversa invece la risposta di Vodafone e Wind. Ancora ricordo quando in uno dei miei primi cellulari capeggiava quella SIM verde e nera con il logo Omnitel che sarebbe poi sparito nel corso di qualche anno, sono entrato fiducioso nel loro store e beh si, in effetti qualcosa di disponibile c’è, si parla di una SIM da attivare con 30€ di credito consumabile entro e non oltre 3 mesi, per poi essere costretti a chiamare il call-center del supporto e far eliminare le opzioni inizialmente sottoscritte rendendola di fatto una SIM a consumo alla vecchia maniera. Tutto molto bello eh, ci mancherebbe, ma quella fee di ingresso è parecchio scomoda partendo dal presupposto che si tratta di un cambio operatore con portabilità e un credito iniziale (la somma tra quello offerto da Vodafone e il residuo presente sull’attuale scheda) che la persona non consumerà mai nei termini prestabiliti, bocciata, non ho voluto neanche chiedere di quanto sarebbe stata poi la tariffazione al minuto e la presenza (o meno) dello scatto alla risposta.

È rimasta così Wind, la quale mi ha proposto la sua unica SIM rimasta disponibile a consumo, 28 centesimi al minuto senza scatto alla risposta e senza la tariffazione anticipata (il loro famoso “minuto vero” che tanto è stato pubblicizzato). Forse l’ultima spiaggia realmente percorribile ma più costosa considerando quei 28 centesimi al minuto contro gli attuali 18.

SIM a consumo: l’alternativa virtuale

Nel corso “dell’esplorazione” mi sono ricordato però dell’esistenza di una offerta a consumo “vecchia scuola” di Poste Mobile. Si lo so, è un operatore virtuale e probabilmente non gli affiderei la mia SIM principale con offerta completa (voce / messaggi / dati) ma stavolta si tratta di una semplice SIM utilizzata nel 99,9% dei casi per effettuare e ricevere chiamate, l’alternativa è decisamente percorribile e per questo motivo mi sono informato tramite web. Dopo la secca delusione delle big del settore sono proprio le piccole virtuali a dare le giuste soddisfazioni. Ecco quindi una rapida panoramica sulle reali alternative a consumo nel 2014/2015!

Poste Mobile

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Tra tutte quelle disponibili (qui: postemobile.it/privati/piani-tariffari-ricaricabili) quella forse più adatta allo specifico caso è la UNICA che propone i 18 centesimi verso tutti togliendo però lo scatto alla risposta, seppur il prezzo rimanga invariato (al minuto) si va ad eliminare il fastidioso fardello di quello scatto che in chiamate che durano spesso meno di un minuto (o poco di più) raddoppia il costo di tariffazione / minuto inutilmente. Costano 18 centesimi anche gli SMS (pura follia, me ne rendo conto) ma come già detto quelli sono utilizzati solo nello 0,01% dei casi, una spesa sopportabile quindi (se le necessità non variano).

Sicuramente interessantissima la 6 x Tutti ma disponibile solo da web. Bisognerebbe quindi fare da tramite per l’acquisto e la richiesta di portabilità, immaginate il messo delle Poste che raggiunge casa dell’anziana signora per firmare le carte e spiegargli il funzionamento o cose così, non ne uscirebbe vivo, esclusa.

CoopVoce

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Proprio te cercavo! Ma dove sei stata per tutto questo tempo? Cioè parliamone, Coop è in grado di offrire una SIM a consumo che può chiamare con tariffazione di 5 centesimi al minuto con la sua offerta “5 Cent“! (disponibile solo fino al 15/1/15, ndr) Torna prepotente lo scatto alla risposta ma anche lui è fisso sui 5 centesimi, pur sommando le due cose si ottengono 10 centesimi in totale per il primo minuto di conversazione, ben al di sotto degli attuali 36 (considerando scatto e primo minuto), considerando poi che dal secondo minuto si scende a soli 5 centesimi al posto dei 18. Anche gli SMS hanno un costo di 5 centesimi (ora si ragiona) e chiamando un altro numero CoopVoce si spende un solo centesimo di euro per ogni minuto di conversazione, direi proprio che ci siamo. Unica pecca? Il costo dell’attivazione è di 9€, da affrontare solo la prima volta, sopportabile tutto sommato.

Diversamente bisognerebbe saltare sulla “Superfacile” (coopvoce.it/cms/lang/it/home/tariffe/piani-tariffari/superfacile-coop) senza alcun costo di attivazione ma con SMS, scatto alla risposta e tariffazione al minuto di 12 centesimi di euro (scatto tariffazione di 6 centesimi ogni 30 secondi). Ultima spiaggia invece è l’attuale “Veloce” (coopvoce.it/cms/lang/it/home/tariffe/piani-tariffari/veloce-coop) che permette di ottenere una tariffazione di 17 centesimi di euro al minuto senza scatto alla risposta (12 centesimi per ciascun SMS inviato) e calcolo della spesa sui secondi effettivi di conversazione, come per Wind.

In ogni caso l’operatore virtuale CoopVoce si attesta al primo posto tra le scelte papabili.

Noverca

Attenzione: Quando ho scritto questo articolo (una manciata di giorni prima rispetto alla pubblicazione) sembrava andare tutto liscio. Il 9 gen. scorso è saltata fuori invece questa notizia riguardante la cessione della parte consumer (clienti privati) di Noverca alla ben più solida e non virtuale TIM: webnews.it/2015/01/09/noverca-lascia-clienti-passeranno-tim

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Una di quelle di cui ho sentito parlare molto in passato e che effettivamente non avevo mai valutato per me, l’ho rispolverata per l’occasione trovando una buona offerta da 4 centesimi al minuto in conversazione e 5 centesimi per l’invio di un SMS, senza scatto alla risposta (noverca.it/piano-tariffario-noverca-4-piu-5-parli-con-tutti-a-4-centesimi), ulteriore vantaggio è l’assenza del costo di attivazione del prodotto. L’unico possibile tallone d’Achille consiste nell’acquisto della SIM. Si effettua da sito web con carta di credito oppure passando in ricevitoria e acquistando un “PIN di prenotazione” per poi riscattare la SIM sempre online, necessaria quindi una figura di assistenza almeno per il primo passaggio e in ogni caso ulteriormente necessaria per le ricariche dato che si parla sempre di PIN di ricarica da riscattare sul sito web o da cellulare.

Bocciata per le complicazioni varie non adatte a persone di una certa età, è più facile mandare la nonna alla Coop per ottenere la vecchia card da grattare o meglio ancora ad una ricevitoria dove possano accreditarle subito il taglio di ricarica scelto.

Gli esclusi

Che per un motivo o un altro fanno parte della stessa barca dei primi discussi (i big reali del settore). Si parla di Tiscali Mobile che propone tariffe a pacchetto mensile così come Fastweb Mobile, 1 Mobile (Carrefour) che propone una tariffazione al minuto di 9 centesimi (potenzialmente interessante quindi) ma con scatto alla risposta di 16 centesimi (altrimenti si passa al piano senza scatto alla risposta ma che richiede 18 centesimi al minuto in conversazione con l’unico vantaggio di una tariffazione calcolata al secondo), Erg Mobile che nonostante una buona tariffa a consumo da 10 centesimi al minuto e per SMS inviato necessita del passaggio alla pompa di benzina più vicina per richiedere SIM e portabilità del numero.

In conclusione

Non è stata una ricerca così banale, sembra quasi impossibile che non esistano più le vecchie SIM a consumo e che queste siano prerogativa degli operatori virtuali, eppure è proprio così, ciascuno con la propria offerta più o meno valida, con o senza difficoltà varie di accesso (per l’acquisto della SIM e della portabilità numero così come per le ricariche da effettuare poi in seguito), spesso si da’ per scontato che dall’altro lato ci sia una persona già “abile e arruolata” per gestire questo tipo di cose, senza pensare (ahimè) che le vecchie generazioni possono e devono avere accesso a questi strumenti di comunicazione ormai fondamentali per tutti.

Enjoy.

Premessa prima di cominciare:

state leggendo un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Dopo il test del Sitecom WL-309 Gaming Router II portato a termine lo scorso luglio, Barbara (Sitecom Italia) ha voluto darmi la possibilità di provare un nuovo giocattolo. La ringrazio pubblicamente non solo per la fiducia riposta nei miei confronti, ma anche per la sacrosanta pazienza che ha avuto nell’attesa che io pubblicassi questo resoconto! :mrgreen:

Mi sono volutamente buttato a capofitto nel test di un dispositivo che ho sempre visto usare ma mai usato personalmente, preferendo di gran lunga una rete casalinga fatta di cavi “vecchio stile” –dove possibile– e segnale WiFi dove non riesco a fare altrimenti (e più in generale per favorire la connettività dei dispositivi mobili). Ho quindi deciso di farmi mandare il kit homeplug LN-515 (quello in foto qui di fianco) che permette di sfruttare la rete elettrica casalinga per “fare rete“.

che c’entra la rete elettrica?

Si chiama Powerline, ed è la tecnologia che permette di sfruttare la rete elettrica casalinga già esistente per far passare dati su protocollo ethernet, mettendo quindi in rete due o più postazioni.

La tecnologia è chiarmente dedicata a chi non ha esperienza nel montare una rete casalinga o –più semplicemente– a coloro che non  hanno possibilità alcuna di cablare le camere della propria abitazione e magari non riescono a far arrivare un segnale WiFi sufficientemente potente per coprire l’intera area abitativa, tipicamente questo può accadere nelle vecchie case dove i muri portanti sono molto spessi e tagliano di netto il segnale senza fili.

Nel mio caso non è accaduto nulla di tutto questo (il mio router WiFi copre benissimo l’area casalinga e non solo) ma ero comunque incuriosito dall’oggetto. Ho vittimizzato ancora una volta la mia console dato che si trova in una posizione non raggiunta da cavi di rete e ho rimesso momentaneamente in pensione il ricevitore wireless optando per una connessione tramite Homeplug.

Le caratteristiche del kit sono di tutto rispetto sulla carta, il più è verificare che siano realmente rispettate nella pratica, riporto direttamente dalla pagina ufficiale:

  • Homeplug AV compliant
  • Up to 200 Mbps PLC data transmission rate
  • 128-bit AES Link Encryption with key management for secure Powerline communications
  • Simple installation, just Plug and Play
  • IEEE 802.3, IEEE 802.3U, Homeplug 1.0.1
  • Frequency band 4.3 – 20.9 MHz
  • Modulation OFDM (QAM 8/16/64/256/1024, DBPSK, DQPSK, ROBO)
  • Port : One 10/100 Ethernet RJ45 port
  • Power Supply: 100-240 VAC 50/60Hz
  • Power Consumption: < 6W

Ho avuto a che fare –ancora una volta– con chi di banda ne prende fin troppa dalla rete casalinga e dalla zampa esposta su Fastweb (durante il gioco multiplayer ovviamente)!

configurazione, flessibilità, facilità d’utilizzo …

Ho voluto evidenziare –nel precedente paragrafo– le caratteristiche che più mi hanno colpito nel kit. Lavora con una velocità di 200 Mbps massimi ai quali vanno sottratti diversi fattori tra i quali la condizione della propria rete elettrica o deviazioni varie (doppie prese, ciabatte, ecc.), senza considerare che il contatore dal quale dipendere deve essere unico (no, non potete dare un attacco di rete al vicino con il diverso contatore pensando di dimezzare le spese della connessione dati! :mrgreen:).

Configurazione e facilità di utilizzo sono pressoché abbattute dal fatto che l’oggetto è immediatamente funzionante una volta tirato fuori dalla scatola.

Due Homeplug da collegare alla rete elettrica, due cavi di rete per raggiungere le due postazioni scelte (un router ed una postazione? due postazioni? un router ed un access point posto al piano superiore? Scegliete voi!), due semplici pulsanti da premere (tasto laterale su ciascun homeplug, per 10 secondi) e il gioco è già fatto. I dispositivi si identificheranno tra loro e cominceranno a comunicare, permettendo già di raggiungere le due “estremità“. Il mio router ha visto comparire la console, la quale ha potuto scaricare un filmato multimediale dal disco esterno mostrandolo a qualità più che buona sul televisore, il tutto in pochi minuti di test.

Non siamo a livelli di rete cablata, sappiatelo ed escludetelo immediatamente, possiamo però essere a livelli di segnale WiFi di tutto rispetto, solitamente gestito da un adattatore come quello studiato e realizzato per le prime Xbox (quindi non WiFi N), ciò che utilizzo quotidianamente. Torno a ripetere che le problematiche possono sorgere dalla qualità della rete elettrica e dal tipo di derivazioni che ci sono tra i due homeplug. Nel mio caso l’impianto elettrico di casa è di nuova generazione ed è fatto piuttosto bene, ma per arrivare alla console è stato necessario attraversare due ciabatte con parecchie prese per ciascuna, riducendo quindi le prestazioni del kit (in modo sensibile ma non bloccante o tanto da farmi perdere la pazienza durante il caricamento del video).

Ho riscontrato le stesse prestazioni anche durante il gioco, nonostante qui a pesare sulla buona riuscita di una partita sia la connessione internet più che la intranet. Gioco fluido, comunicazione Xbox / Server di gioco stabile e veloce, nessuna disconnessione durante l’intero periodo di test degli homeplug.

in conclusione

Si tratta di un prodotto tutto sommato valido, dedicato a chiunque, torna particolarmente utile per chi abita in vecchie case (come già detto nella prima parte dell’articolo) ma ha i suoi limiti, come ogni tecnologia, tra i quali un prezzo forse non subito accessibile per tutte le tasche. Anche Cristiano ha voluto dedicare un articolo piuttosto approfondito al prodotto evidenziandone pro e contro con il suo solito savoir-faire e occhio particolarmente attento: cristianofino.net/post/Super-prova-Sitecom-Homeplug-Kit-LN-515-come-creare-una-rete-casalinga-da-200-Mps-sfruttando-l-impianto-elettrico-esistente.aspx :)

Grazie ancora a Barbara e Sitecom tutta, ora il prodotto è davvero pronto per tornare a casa insieme all’adattatore e raggiungere un nuovo tester!

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.