Archives For Microsoft Windows 2012

Quello nel titolo è un errore che potresti ritrovarti di fronte se lanci lo script di aggiornamento di ServiceDesk manualmente. Spiego meglio: lanciando con il classico doppio clic l’Update Manager potresti ritrovarti davanti al nulla più completo, una finestra che si apre solo per un secondo e che si richiude subito dopo. Per questo motivo apri un prompt dei comandi, ti sposti nella cartella di Manage Engine e quindi nella relativa scripts in bin, lanciando il UpdMgr.bat per arrivare a questo:

Error occurred during initialization of VM
Could not reserve enough space for object heap
Could not create the Java virtual machine.

ServiceDesk: Could not reserve enough space for object heap

Non sei tu il problema, sono io!” (cit.). Sì perché è proprio così, apparentemente la macchina non ha sufficienti risorse da riservare all’Update Manager per le sue operazioni. Per questo motivo rimani fermo al palo a meno di andare a mettere mano a quella richiesta di risorse che si trova all’interno dello script batch (C:\ManageEngine\ServiceDesk\bin\scripts\UpdMgr.bat), e più precisamente in questa istruzioni che occupa (a oggi) la penultima riga del file:

"%JAVA_HOME%\bin\java" -Xmx2512m %JAVA_OPTS% -Dtier-type=BE -Djava.library.path=.\lib\native -Dtier-id=BE1 com.adventnet.tools.update.installer.UpdateManager -u conf %*

Da quanto imparato e provato sul campo, ti basterà andare a variare la memoria richiesta per l’ambiente virtuale (JVM), portando quel -Xmx2512m a –Xmx512m, trasformando quindi l’istruzione in qualcosa di molto simile (se non identico) a questo:

"%JAVA_HOME%\bin\java" -Xmx512m %JAVA_OPTS% -Dtier-type=BE -Djava.library.path=.\lib\native -Dtier-id=BE1 com.adventnet.tools.update.installer.UpdateManager -u conf %*

Come discusso su stackoverflow.com/questions/4401396/could-not-reserve-enough-space-for-object-heap, il parametro -XX:MaxHeapSize=512m può essere accorciato nel più conciso -Xmx512m, all’interno del quale tu puoi tranquillamente variare il valore dei megabyte messi a disposizione della JVM, per evitare di ottenere l’errore riportato in apertura articolo. Io mi sono fermato a 512 MB messi a disposizione del processo, e sono più che sufficienti per eseguire l’Update Manager, ho poi modificato nuovamente il batch e riportato il valore al suo stato originale (nel frattempo ci sarà modo di riavviare la macchina e scaricarla un po’).

Buon lavoro.

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ServiceDesk Plus è solito forzare un backup completo dei dati dell’applicazione (database e allegati delle mail ricevute) ogni volta che si installa una major-version del software. Nonostante questa sia un’operazione assolutamente lecita e ragionevole (nonché caldamente consigliata anche dal sottoscritto), in alcuni casi potrebbe rivelarsi deleteria e ripetitiva, soprattutto se l’applicazione è ospitata su macchina virtuale (con snapshot appena eseguita) o nel caso in cui tu abbia deciso di lanciare un backup manuale subito prima dell’upgrade.

HDD - Hard Disk, Spazio disco

Per questo motivo esiste un piccolo trucco, previsto dagli sviluppatori, che ti permette di saltare questo passaggio obbligatorio. Ti basterà andare a ritoccare il file UpdateManager.bat che trovi nella cartella C:\ManageEngine\ServiceDesk\bin (ammesso che tu abbia scelto la root di C: per ospitare il software) con un editor di testo qualsiasi (il mio consiglio è sempre quello: Notepad++ o Atom) e riportare in coda il parametro -DSkipBackUp=true, ottenendo così un risultato molto simile (se non identico) al seguente:

@echo off
call RunAsAdmin.exe scripts\UpdMgr.bat -DSkipBackUp=true

Salva il file batch e lancia ora l’Update Manager, dandogli in pasto il Service Pack che ti permetterà di aggiornare il tuo software. Dovresti arrivare a una schermata come questa, che ti permetterà di proseguire ignorando il backup precedentemente obbligatorio:

ServiceDesk: bloccare il backup forzato durante un aggiornamento 1

Fatto ciò, puoi in qualsiasi momento andare a eliminare quel parametro dal file batch, per evitare che in futuro tu vada a saltare a piè pari una fase importante di qualsivoglia upgrade, il backup dei tuoi preziosi –e mai troppo messi al sicuro– dati.

Buon lavoro!


fonte: pitstop.manageengine.com/portal/community/topic/upgrade-to-9400-without-no-backup

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Di NotifyKace ne abbiamo già parlato un paio di volte in passato. Tutto è nato da una migrazione dell’appliance e relativa necessità di verificare che gli agent fossero correttamente installati e comunicanti con essa. Nel frattempo NotifyKace è cresciuto, si è evoluto e ha dato maggiori informazioni, permettendomi anche di richiamarlo facilmente in fase di login al dominio (inizialmente) o GPO (oggi). Ti racconto le ultime novità introdotte, così che anche tu possa sostituirlo a quello che forse hai in uso attualmente, ammesso che calzi a pennello la nuova soluzione adottata.

Kace: una rispolverata a NotifyKace.vbs (0.5) e uso delle GPO

Parti dalle basi

Se non hai idea di cosa sto parlando, ti invito a leggere l’articolo originale scritto un anno fa circa, è ancora valido e ti insegna alcuni trucchi per gestire i tuoi agenti Quest Kace, tutto sommato è ciò su cui baso lo sviluppo di NotifyKace:

Kace: un alert in caso di client mancante o inventario troppo vecchio

Ciò detto

Si può passare alla nuova versione dello script VBS, arrivata alla 0.5, che integra una funzione per l’invio della mail di allerta, un nuovo controllo riguardo l’esistenza del database di inventario e la rimozione delle esclusioni hostname perché oggi, a differenza di ieri, uso una GPO per arrivare direttamente sulle macchine interessate, lo script non viene quindi eseguito su endpoint che non devono avere l’agente Quest a bordo.

Il tutto si traduce con questo:

Della GPO per l’esecuzione programmata ne parliamo tra poco, nel frattempo i passaggi che più possono interessarti sono quelli relativi all’invio della comunicazione (a mezzo a posta elettronica), ora eseguito tramite funzione dedicata Call MailtoKacelog(Destination, DestinationCC, DestinationBCC, MailBody, Subject) e la verifica dell’esistenza del file di inventario (che puoi rinominare temporaneamente per verificare che lo script funzioni in maniera corretta):

'Test esistenza %ProgramData%\Quest\Kace\kinventory.db
If (oFSO.FileExists(sDirectoryPath & "\kinventory.db")) Then
'MsgBox("Debug: kinventory.db found " & strComputerName)

Il MsgBox commentato è lasciato lì volutamente nel caso in cui tu volessi vedere a video un popup di debug a conferma dell’esistenza del file; in uno script di produzione non ha invece senso lasciarlo senza commento. Ciò detto, null’altro cambia ma rimane più snello e pulito, con il rilevamento di indirizzo IP e ulteriori dettagli integrati nella funzione di MailtoKacelog.

Esecuzione programmata

Che poi è un po’ il succo del discorso che più cambia rispetto al passato. L’evoluzione della verifica consiste nella sua “rimozione” dalla fase di login, portandola invece all’interno dell’Utilità di pianificazione di Windows. L’operazione è costituita da due passaggi: il primo ti permetterà di copiare il file dello script all’interno dei tuoi PC, il secondo consisterà nell’inserimento dell’operazione programmata, che potrà essere poi eseguita secondo tue esigenze.

Copia del file

Crea una nuova GPO (o modificane una esistente che riguarda Kace) e naviga in Computer ConfigurationPreferences Windows SettingsFiles → Aggiungi un file da copiare sulla destinazione (che equivale al PC raggiunto dalla GPO), è qui che dovrai dirgli dove andare a recuperare il file VBS e in che cartella finale copiarlo. Ti propongo il riassunto catturato dalla GPO che stiamo attualmente utilizzando:

Kace: una rispolverata a NotifyKace.vbs (0.5) e uso delle GPO 1

Il file NotifyKace.vbs si trova in una share di rete raggiungibile da ogni nostro PC, verrà quindi copiato all’interno della cartella %ProgramData%\Quest, destinazione già presente sulle macchine proprio perché creata e quotidianamente utilizzata dall’agente Quest. Da qui si potrà certamente eseguire manualmente il controllo, oppure procedere con la seconda parte, quella della programmazione dell’operazione automatica.

Operazione programmata tramite Utilità di pianificazione

La seconda parte della GPO è quella che puoi creare e mettere in funzione navigando Computer ConfigurationPreferences Windows SettingsControl Panel SettingsScheduled Tasks → Crea un nuovo Scheduled Task (At least Windows 7) chiamato come meglio credi (nel mio caso è KACE check) e fagli eseguire un programma, puntandolo ovviamente a %ProgramData%\Quest\NotifyKace.vbs con i privilegi elevati e l’attivazione quotidiana all’orario che preferisci (nel mio caso le 12:00):

Kace: una rispolverata a NotifyKace.vbs (0.5) e uso delle GPO 2

In conclusione

Salvo errori, la configurazione del tuo nuovo controllo è terminata. Applica la GPO alle unità organizzative che contengono i PC del tuo dominio, attendi quindi che questa si propaghi e che inizi a svolgere il suo mestiere. Fai qualche test su macchine non in produzione, accertati che tutto funzioni correttamente, gioca con il file di inventario (magari rinominandolo in modo da non farlo rilevare al VBS e farti inviare così la mail di allerta per database non trovato), poi procedi con tutto il resto del parco macchine.

In caso di dubbi o anomalie, l’area commenti è a tua totale disposizione.

Buon lavoro :-)

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ServiceDesk Plus, come tanti altri software (Microsoft Windows ne è un esempio comune e pratico), permette di effettuare rollback di versione nel caso in cui qualcosa vada storto o non convinca gli utilizzatori post-upgrade. L’operazione viene permessa tramite la finestra dell’Update Manager, la medesima che utilizzi per installare un Service Pack di programma, basta dare un’occhiata alla parte bassa della finestra, solitamente “lasciata lì e ignorata”:

ServiceDesk: recuperare lo spazio disco occupato dagli aggiornamenti

Selezionando un SP e facendo clic su Uninstall… potrai tornare indietro alla versione interessata, e fin qui tutto bene (dirai). Se la tua intenzione è invece quella di fare pulizia perché gli aggiornamenti funzionano correttamente, sappi che puoi recuperare lo spazio occupato da quelle patch in qualsiasi momento, semplicemente andando a cancellare i file che si trovano nella cartella ManageEngine\ServiceDesk\Patch (all’interno del disco fisso di installazione del programma). Puoi fare pulizia completa, ciò non impatterà ServiceDesk Plus, che non dovrà neanche essere fermato:

ServiceDesk: recuperare lo spazio disco occupato dagli aggiornamenti 1

La questione è stata discussa più volte all’interno del forum della Community, ti basta una ricerca per arrivare a molteplici risultati simili a questo (vecchissimo, ma ancora valido): pitstop.manageengine.com/portal/community/topic/safe-to-delete-servicedesk-patch-folder-18-10-2012.

Buon lavoro.

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Per chi non dovesse utilizzare sistemi server in inglese, l’icona “This PC” altro non è che “Questo computer“. Questa, in via ufficiale, la si può far comparire sul Desktop solo utilizzando il ruolo “Desktop Experience” che puoi aggiungere dal Server Manager. In realtà non è proprio così, funziona un po’ come già spiegato in passato per il CleanMgr non a bordo sistema in maniera predefinita. Anche stavolta un semplice trucco ti permetterà di raggiungere l’obiettivo senza necessità di portarti dietro null’altro.

Win10Clean.ps1: uno script PowerShell per fare pulizia su Windows 10 1

Windows 2012 R2

Testato su Windows 2012 R2, il metodo deve funzionare senza problemi anche su Windows 2012. Apri un Prompt dei Comandi o, se preferisci, anche solo un Run (tasto Windows + R), quindi utilizza questo comando per far comparire la finestra che ti permetterà di selezionare le icone da visualizzare sul Desktop:

"%Systemroot%\system32\rundll32.exe" shell32.dll,Control_RunDLL desk.cpl,,0

A questo punto il risultato dovrebbe essere questo:

Windows 2012 R2: mostrare l'icona This PC senza Desktop Experience 1

Ti basterà selezionare le icone desiderate e confermare con OK.

Buon lavoro :-)


fonte: social.technet.microsoft.com/Forums/windowsserver/en-US/ae462bce-1c71-4a36-a0ce-1ef4ad0bc31e/how-to-show-computer-on-desktop?forum=winserver8gen, intervento di GC-Tech.

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