Archives For Autostrada

Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

La comunicazione a mezzo mail dovrebbe essere arrivata a tutti i clienti, ma cerco di riepilogare un po’, nero su bianco per ciò che cambia per te che –come me– utilizzi già Telepass Pyng, l’applicazione di cui ti avevo parlato ormai diverso tempo fa e che facilita la sosta nelle strisce blu (per le città coperte dal servizio), che nel frattempo ti si sarà aggiornata e sarà cambiata in Pyng+.

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente

La mail originale e completa è attualmente consultabile qui (fino a quando non verrà spazzata via). Le principali novità riportate sono:

  • L’app Pyng di Telepass diventa Pyng+ di Telepass Pay (come detto in apertura articolo):
Pyng+
Pyng+
Developer: Telepass Pay
Price: Free
  • Fino al 31 ottobre 2017 puoi continuare ad utilizzare l’attuale app Pyng di Telepass per pagare la sosta sulle strisce blu.
  • Dal 1 novembre 2017 per usufruire del servizio di pagamento della sosta sulle strisce blu dovrai aderire all’offerta Telepass Pay. Le condizioni contrattuali del servizio Telepass riferite al pagamento del pedaggio, dei parcheggi in struttura, dei traghetti e dell’Area C non subiscono variazioni.
  • Se attiverai con Telepass Pay solo il servizio di pagamento delle strisce blu non ti sarà addebitato alcun costo aggiuntivo.
  • Se vorrai utilizzare tutti i nuovi servizi offerti da Telepass Pay consulta per maggiori informazioni il Foglio Informativo (scorri la schermata, troverai tutti i documenti scaricabili).

Il sito web del nuovo servizio è disponibile all’indirizzo telepass.com/it/telepass-pay, e permette di aderire all’offerta in maniera gratuita fino al 31/12/2017 (almeno per il momento). Il canone sarà poi di 1,50€ / mese per continuare a utilizzare tutto ciò che è collegato a Pyng+. In caso contrario, potrai passare al piano free e continuare a pagare la sosta nelle strisce blu gratuitamente, cosa che probabilmente io farò.

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 3

La scelta è attualmente basata sull’unico servizio extra disponibile (pagamento carburante, nda) e dal tipo di accordo che Telepass ha stretto con i gestori delle stazioni di servizio autostradali. La possibilità di effettuare il pieno pagando tramite fattura Telepass è infatti limitato al solo “Servito, notoriamente più costoso del già troppo esoso prezzo richiesto per il litro di carburante. Se preferisci quindi fermarti al Self Service, dovrai continuare a ricorrere alla solita carta di credito presso l’ufficio del gestore, piuttosto che al bancomat accettato dalla colonnina a fianco del distributore stesso.

La storia cambia (e parecchio) quando invece si rimane in città. In quel caso potrai utilizzare l’applicazione Pyng+ per pagare il carburante anche in modalità Self Service (a prezzi più che accettabili rispetto alla rete autostradale), ed è di una manciata di giorni fa questa mia fotografia scattata in un’area Q8, che già accetta questo tipo di pagamento (sono sempre avanti, te ne avevo già parlato!):

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 2

Come funziona?

Funziona che dal momento in cui fai richiesta di attivazione dei servizi di Pyng+ (firma del contratto, copia del documento, ecc. tutto da sito web, nda), ti viene aperto un nuovo contratto online che va ad affiancarsi al tuo già esistente, e ti viene migrato l’account sulla nuova Dashboard di Telepass. Ciò però andrà anche a rendere temporaneamente inaccessibili i servizi legati alla tua utenza precedentemente funzionante, che tornerà tale solo dopo che un operatore avrà attivato il tuo nuovo contratto (a ora che sto scrivendo, sto ancora aspettando che questa cosa accada).

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 4

Telepass (fisico) e Pyng+ sul telefono non dovrebbero smettere di funzionare, ma non prevedo grossi spostamenti in questo weekend (che poi sarà lo scorso, quando leggerai l’articolo!), anche per evitare possibili rogne in merito.

e il rifornimento?

Ecco, questo è proprio il pezzo che andrò a completare riportandoti la mia esperienza quando il nuovo servizio sarà attivo, non ti resta quindi che aspettare :-)

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 6

Update

Ho avuto accesso alla mia nuova Dashboard, tutto trasferito e funzionante. Il serbatoio dell’auto è circa al termine della sua autonomia, stazione di servizio Q8, quella che uso di tanto in tanto rientrando dalla tangenziale (dove ho scattato la fotografia pubblicata in questo articolo), pagamento con Pyng+, ed ecco com’è andata.

A contratto finalmente verificato e attivato, l’applicazione di Pyng+ sullo smartphone ha chiesto l’accettazione delle condizioni d’uso, una sequenza numerica inviata via SMS al numero di cellulare dichiarato nel contratto (come una verifica in due passaggi) e un codice PIN che dovrà essere utilizzato a ogni avvio dell’applicazione stessa (giusta mossa, considerando che è possibile spendere soldi che verranno poi addebitati sul proprio conto corrente). Da questo momento in poi, anche la funzione di rifornimento carburante da applicazione è sfruttabile.

Spostandomi nell’opzione dedicata, ho potuto verificare da mappa quale fosse la stazione di servizio più vicina a me (ovviamente ero già arrivato), selezionandola per il rifornimento (occhio: occorre prima farci clic sopra fino a far comparire la conferma del metodo di pagamento via App, quindi schiacciare “Nuovo rifornimento“), ecco qualche immagine:

Un punto a favore che si nota immediatamente è il tetto massimo che si può raggiungere per fare il pieno, ben 150€, al contrario invece della carta di debito o del bancomat che hanno quella pre-transazione di 100€ massimi. Nel mio caso non mi cambia la vita, non ho mai messo più di 100€ nel serbatoio dell’auto, ma è comunque qualcosa in più rispetto al solito. Ciò che invece suona un pelo male è quel tetto massimo di 10 minuti per sfruttare il codice generato, non ne capisco il motivo.

A questo punto, mi è bastato chiedere alla colonnina di pagamento automatica di farmi inserire il codice di pagamento (stesso pulsante dedicato al codice cliente per la raccolta punti Q8) e, una volta terminato, avere la disponibilità massima dei 150€ per fare il pieno!

Terminata l’operazione, ho ricevuto una notifica di pagamento sullo smartphone, la classica ricevuta cartacea stampata dalla colonnina e, in seguito, ho potuto visualizzare transazione e relativa ricevuta anche tramite App e sul sito web di Telepass:

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente (aggiornato) 9

Insomma, per farla breve, tutto è regolarmente funzionante e abbastanza lineare (crash alla prima ricerca stazione di servizio di Pyng+ a parte). Ho trovato però il pagamento un po’ macchinoso, molto più di quanto non lo sia il tirare fuori la carta di credito dal portafogli. Se però si va ad analizzare oggettivamente il servizio, si capisce che può fare da sostituto proprio di quel portafogli, forse dimenticato, forse senza la carta di credito, agilmente sfilata dalla moglie magari. Non è poi di molto tempo fa un episodio di un amico che ha lasciato il portatogli a casa –Torino– ed era a secco di carburante a Milano, dopo una giornata di lavoro.

Il pagamento del carburante altro non è che una nuova variante del servizio già esistente nelle stazioni di servizio Q8, basato però su PayPal anziché su Telepass. Funziona, è rodato, è giusto che qualcuno voglia approfittare di una tecnologia già presente sul mercato, “rimarchiandola” e permettendo a un bacino molto esteso di clienti di approfittarne, rendendogli il tutto più facile.

Una pre-conclusione

Ogni nuova facilitazione per chi deve usare servizi di rifornimento carburante, car-sharing, mezzi pubblici (e così via) è sempre ben accetta. Se poi a metterla in campo è una società con la quale si è già abituati ad avere a che fare, tanto meglio. Meno siti web dove inserire le proprie coordinate bancarie, meno sbattimento per verificare decine di fatture, più tranquillità e rapidità nell’accesso a ciò di cui si necessita concretamente.

Vedo di buon occhio Pyng+, almeno per il momento, ma tutto dipenderà dalla velocità con la quale i servizi accessori verranno attivati, ma soprattutto dai prezzi / maggiorazioni che verranno applicate per poter salire sul carro della comodità e dimenticarsi davvero il portafogli a casa. Non dimentichiamo inoltre la “compatibilità” con il territorio, fondamentale anch’essa. Perché se è vero che anni fa ING Direct (faccio un esempio pratico basato su esperienza personale) ha sostituito la carta Bancomat con una di debito (circuito V-Pay) promettendo zero problemi, è altrettanto vero che la quasi totalità delle stazioni di servizio sparse tra i nostri paesi e città non accettano quel tipo di carta per i rifornimenti in Self Service, cosa che mi fa tuffare di testa nei primi anni 2000, quando si impazziva per cercare l’attività commerciale che accettava il pagamento con la carta Banco Posta.

Dopo l’area C di Milano (con quell’addebito automatico su fattura Telepass che mi ha salvato un paio di volte) e il pagamento delle strisce blu accettato sempre più, ora tocca nuovamente a te, Telepass, fai la prossima mossa.

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Dopo mille finte “annunciazionipare che finalmente questa sia la volta buona. Possiamo dire definitivamente addio al superato tagliando cartaceo dell’assicurazione da esporre sul nostro parabrezza per il quale bisognava spesso penare con le agenzie assicurative quando non arrivava per tempo, senza considerare che chiedere una scansione “in anticipo” era più o meno al pari di un’eresia con la rincorsa a singola gamba saltellante. Si passa al controllo telematico della targa che diventa così sempre più la carta di identità del mezzo di trasporto, facilmente riconoscibile dall’umano e dalla macchina (autovelox, tutor, ecc.).

Addio al tagliando dell'assicurazione (ma io aspetto lo stesso)

Lo scriveva anche Salvatore una manciata di giorni fa, e tipicamente quel ragazzo non è abituato a pubblicare senza informarsi (Salvatò, la birra la prossima volta ti tocca di offrirla, che queste robe non le scrivo proprio per tutti). Io in ogni caso aspetterò qualche tempo prima di adattarmi e non certo per colpa della novità. Quella è molto bella e ben gradita, era ora che si scegliesse di sprecare meno carta e dare origine a minori e inutili perdite di tempo per il cliente finale oltre che per l’agenzia.

Addio al tagliando dell'assicurazione (ma io aspetto lo stesso) 1Il problema, secondo me, nascerà nel controllo. Terminali che faticheranno a connettersi, database che per qualche motivo non saranno aggiornati (nonostante l’obbligo dell’esserlo già dal minuto zero in seguito all’acquisto della polizza), pattuglie non allineate o chissà cos’altro ancora, non fatico a immaginare l’adorabile vecchina che passando per strada noterà la mancanza del contrassegno sul parabrezza e deciderà di chiamare quei bravi giovanotti della municipale. No, grazie. Posso aspettare almeno gennaio, prossima scadenza della mia copertura assicurativa, per fare un po’ di sana pulizia sul parabrezza della mia vettura e rimuovere il porta-assicurazione lasciando, quando necessario, il disco orario e il tagliando di pagamento di Telepass Pyng appoggiati sul cruscotto. Sono certo che almeno nel primo periodo leggeremo in giro di multe assegnate in maniera ingiusta e infinite perdite di tempo (e soldi) degli automobilisti che hanno solo rispettato la legge, dovendosi poi rivolgere a un Giudice di Pace. E se fino ad oggi si è fatto di tutto per combattere chi illegalmente ha fatto uso di tagliandi falsi stampati in autonomia (o da società truffaldine), ci si prepari a spostare il campo di battaglia tra la poltrona e la tastiera, dove partirà la sfida a chi per primo riuscirà a intrufolarsi nei database contenenti tutti i dati degli assicurati, carpendo (o peggio, modificando) le informazioni.

Spero davvero di sbagliarmi.

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:
Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Codici di velocità, misure, marcature, acquistare un pneumatico in autonomia può essere una mezza impresa ma potrebbe anche farvi risparmiare qualche decina di euro, che in questo particolare periodo storico non è poi così male. Come per le assicurazioni on-line il web è pieno di comparatori, produttori e venditori che permettono la vendita all’ingrosso tanto quanto quella al dettaglio. Ci avete mai provato prima? Manca poco ormai al termine dell’obbligo di gomma invernale (o dotazione di pari livello) fissato al 15 di aprile, è ora di pensare a quale gomma estiva montare e no, qui non troverete alcuna pacca sulla spalla se fate parte di quelli che pensano che una gomma “per tutte le stagioni e le condizioni climatiche” sia una buona scelta.

pneumatici-impilati

Libretto auto e sigle

È lo step che regna sovrano su tutti. Le misure che la vostra auto può montare si trovano nel vostro libretto di circolazione. Andate a prenderlo e apritelo, considerando la pagina come fosse divisa in 4 quadranti le misure pneumatici consentite si trovano nel quadrante in basso a sinistra (e sopra c’è proprio riportato “PNEUMATICI:”). Ammesso che il costruttore lo preveda e lo permetta troverete una misura minima e una massima, il consiglio è ovviamente quello di sfruttare la minima per le gomme invernali e tenere quella prevista dalla casa (tipicamente la massima) per le estive (e magari il cerchio in lega, se come me avete scelto di acquistare quelli in ferro da dedicare alle gomme invernali).

misura-M+S-a-libretto

Quei numeri non sono messi lì a caso, si tratta delle esatte misure che dovrete cercare per il vostro prossimo acquisto. Su una gomma estiva 225/40 R18 91V il 225 indicherà la larghezza massima del pneumatico (in millimetri) in condizioni di pressione e carico definite dalle norme.

Il 40 corrisponde al rapporto percentuale tra altezza e larghezza (della sezione trasversale della gomma), più quel numero è basso, più la tenuta su strada sarà migliore spesso però a discapito del comfort (un pneumatico viene definito ribassato quando il rapporto è inferiore a 60, super ribassato quando è inferiore a 45, come nel caso della mia vettura).

Il “R18” corrisponde al diametro (misurato diagonalmente) del cerchio, la misura è indicata in pollici, può variare generalmente dai 12″ ai 20″ (almeno per le automobili, salvo rari casi), il mio è un cerchio da 18 pollici.

Infine il codice di velocità, quel 91V sotto al quale per legge non bisogna scendere (varia da vettura a vettura e nel vostro caso potrebbe essere ben differente, come nell’immagine del libretto qui sopra riportato dove il codice di velocità del pneumatico 18 è 91W) e che indica la massima velocità che quel pneumatico è in grado di sopportare, non potrà mai essere quindi inferiore a quella indicata nel libretto proprio perché la vostra è in grado di andare più veloce di qualsiasi codice inferiore a quello montato dalla casa madre. In questo caso vi consiglio di dare un’occhiata alla tabella proposta da autofil.it/automotive/info-pneumatici/12-codici-velocita-pneumatici.html (che include inoltre il PDF della circolare ministeriale che spiega nel dettaglio quanto riassunto da me).

Su WebGomme.it ho inoltre trovato una guida molto approfondita per “imparare a leggere un pneumatico” che consiglio a tutti i neofiti del settore, così come la tabella completa di marcatura (comprensiva della lista gomme di serie) disponibile su pneumatici-pneus-online.it/leggere-la-marcatura-dei-pneumatici-consigli.html ;-)

Dove acquistare

Il web vi è amico tanto quanto Google. Nell’ultimo anno ho cercato, valutato, scartato e tenuto da parte, “tutta esperienza” direbbe qualcuno. In effetti basta una banale ricerca come ad esempio “acquisto pneumatici” per avere accesso a decine di risultati papabili. Io fossi in voi, se pensate che l’acquisto non valga una spesa medio-alta (ma sempre giusta quando si parla di sicurezza, ndr) darei un’occhiata anche a siti web di annunci dove qualcuno potrebbe vendere gomme poco usate o magari smontate da macchine incidentate / rottamate o chissà cos’altro, non si sa mai. Io ho scelto di acquistare gomme nuove e ho quindi consultato più siti web, ciascuno con il proprio listino, fissandomi su un tipo di pneumatico molto simile al mio attuale scelto e montato dalla casa madre (Bridgestone Potenza RE050, ndr), una tabella consumi che non lo vede sicuramente tra i primi della classe per risparmio di gasolio ma che tiene bene la strada anche in condizioni di pioggia e con 72dB per quanto riguarda la rumorosità.

acquisto-online

Qui valgono tutte le vostre conoscenze: il vostro gommista di fiducia, il vostro meccanico e anche quel vicino di casa che trovate sempre in garage a montare chissà cosa sulla sua automobile alla quale tiene quasi più della moglie. Ogni consiglio è ben accetto, ogni esperienza pregressa, ricordando sempre e comunque che ciascuna vettura è diversa così come chi la guida, ognuno con il suo stile e il “suo piede“. Fino ad oggi ho cambiato 3 automobili di proprietà, ne ho guidate molte altre e ho basato la mia esperienza sulle svariate case di produzione di pneumatici che ho potuto più o meno apprezzare nel tempo. Ho scelto un erede che ho già utilizzato in passato e che garantisce ottime prestazioni anche sul bagnato, mantenendo i consumi nella stessa media attuale che -tutto sommato- mi sta bene. Prendete i siti web che vendono pneumatici (qui alcuni: gommadiretto.it, italgommepneumatici.com, cambio-gomme.it, pneumatici-pneus-online.it/pneumatici-auto, pneumaticone.it, euroimportpneumatici.com, gomme.it), inserite ogni volta la vostra misura e confrontate i prezzi della gomma che pensate possa andare bene per la vostra auto o magari la stessa che avete attualmente se non intendete cambiare modello, è una semplice legge di mercato dove chi offre il prezzo più basso vince ammesso che riusciate a verificare la validità dell’azienda e che il sito web non sia solo una vetrina di qualcosa di inesistente, cercate feedback tra conoscenti ma anche online, una volta tanto persino Facebook può tornare maledettamente utile ;-)

Io, per questa volta, ho scelto italgommepneumatici.com e ho piazzato il mio ordine pagando con bonifico anticipato (nessuna ulteriore spesa e consegna gratuita in 10gg al massimo). Assicuratevi prima di prendere accordi con il vostro gommista di fiducia e fate effettuare la spedizione direttamente presso di lui così che possa montare le gomme sui cerchi (ammesso che abbiate i cerchi per le invernali e quelli per le estive) così da poter poi organizzarvi subito dopo, portare l’auto ed effettuare il cambio e l’equilibratura. Senza il suo benestare non si va da nessuna parte (si, può capitare, ve lo assicuro, non a tutti piace che voi acquistiate il vostro nuovo treno di gomme in autonomia pagando il solo montaggio e anno di deposito per i pneumatici smontati).

Mi sembra che non manchi più nulla, di sicuro aggiornerò l’articolo non appena riuscirò a far montare le gomme nuove sull’automobile, nel frattempo chiunque abbia domande riguardo l’argomento è sempre il benvenuto, l’area commenti è a totale disposizione per condividere esperienze, consigli e -perché no- parlare di eventuali problemi da risolvere ;-)

Update

Aggiornamento 08.05.2015
Finalmente le nuove gomme estive sono state montate sulla mia vettura! Arrivate dopo circa due settimane da Italgomme Pneumatici (con un ritardo subito a causa di una consegna Yokohama arrivata in ritardo a sua volta) sono assolutamente perfette, fabbricate nella prima settimana di dicembre dello scorso anno (hanno quindi qualche mese di vita in magazzino) e per il momento più che soddisfacenti (sarà da verificare durata e prestazioni su strada ma non mi aspetto gravi problemi, sono stato già cliente soddisfatto Yokohama) :-)

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Dice Quattroruote:

La data del 15 aprile quest’anno non coincide con alcuna festività, ma per molti automobilisti segna il termine dell’obbligo dell’uso dei pneumatici invernali o delle catene. Dal 2013, infatti, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha uniformato il periodo di vigenza delle ordinanze locali che prescrivono le “dotazioni invernali”, che è stato fissato dal 15 novembre al 15 aprile.

E’ qui che ti sbagli Roberto (Boni, chi ha scritto l’articolo, ndr): è una festa, quella del “finalmente posso smettere di far soffrire pneumatici, consumi e -di conseguenza- tutta la vettura oltre che il mio portafogli“.

E’ proprio di oggi il mio tweet in merito alla questione obblighi delle dotazioni invernali e non posso fare altro che confermare la cosa: non ci si capisce nulla e nessuno è in grado di dare la certezza riguardo la normativa.

Basta andare a far colazione la mattina per sentirsi dire dal barista che il termine è scaduto da due mesi, gli amici per le critiche sulla scelta di mantenere ancora i pneumatici invernali totalmente anti-estetici, il gommista che vuole aspettare per sicurezza il 27 di luglio e molti altri protagonisti non ancora citati. Ho trovato e segnalato un articolo che riporta in dettaglio ogni intervallo di tempo, ogni data di inizio e di fine di questa tortura che nonostante il cambio della temperatura e del meteo non si adatta in alcun modo agli eventi e di conseguenza procura più danni che benefici agli automobilisti e alle automobili: t.co/rzXywuAYSj.

Quattroruote non ha fatto altro che riprendere l’argomento descrivendo possibili conseguenze del lasciar montati i pneumatici invernali (o montare gli stessi in ritardo, ormai non fa quasi più testo ovviamente) sia per quello che riguarda il portafogli che la sicurezza (indubbiamente più importante del primo citato, nonostante i tempi di forte crisi). Il mio consiglio? Leggere attentamente il primo articolo che vi ho riportato poiché contiene davvero ogni tratta e ogni intervallo di tempo, scoprirete (con qualche rapida ricerca sul web) che alcune società responsabili dei propri tratti autostradali (e non solo) ha già fatto decadere quel termine. In più, non guasta mai, la società Autostrade S.p.A. ha una pagina ad-hoc dove riporta gli obblighi nei suoi tratti (indubbiamente quelli più percorsi da italiani e non): autostrade.it/autostrade-gis/batch/ordinanzeNeve.html. In alcuni rari casi il termine per togliere le gomme invernali in favore di quelle estive è stato portato al 30 aprile (occhio quindi).

Spero che questo mio articolo possa aiutarvi a capirci qualcosa in più sull’argomento, io stesso l’ho scritto qui per futura memoria (testate da consultare, siti web da tenere d’occhio, ecc.). In ogni caso, con questa temperatura, ho fissato l’appuntamento per il cambio gomme sabato mattina, porterò il catenaccio della bicicletta a bordo della mia vettura, speriamo basti ;-p

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Da diversi giorni (e molto probabilmente fino a fine mese data la promozione) sta passando in TV questa pubblicità:

Il video fa riferimento alla promozione dello scorso anno ma sostanzialmente è tutto rimasto invariato con la scadenza al maggio di quest’anno. Carglass è forse una delle aziende più conosciute vista la grande mole di pubblicità che viene trasmessa continuamente nel mainstream (radio, televisione, siti web specializzati e social network) oltre che per la diffusione delle sue filiali sul territorio.

Un paio di settimane fa ho trovato “un regalo” sulla mia auto: una crepa mica da ridere che non mi ha permesso alcuna riparazione, la sostituzione è stata obbligatoria e nonostante la mia polizza cristalli mi permetta di avere zero franchigia e 400€ di massimale ho deciso di fare un giro di telefonate per cercare di spendere meno possibile ottenendo comunque un buon servizio.

E dove sta il problema?

Ho chiamato per prima proprio Carglass che –nonostante l’aver specificato da subito l’intenzione di chiedere il prezzo prima di fissare qualsivoglia appuntamento– si è mostrata un pelo stizzita per non essere stata immediatamente scelta lasciandomi a bocca aperta con il prezzo del lavoro finito, chiavi nuovamente in mano: €682 iva inclusa, dato che possiedo una polizza cristalli (si, il prezzo cambia se non la si ha, si dovrebbe spendere di meno in teoria). Stiamo parlando del parabrezza della mia Seat Leon penultima serie, corredato di sensore luci / pioggia e senza bandella superiore parasole. Specifico che: il preventivo è stato fatto telefonicamente con una operatrice che mi ha comunicato il prezzo giusto o sbagliato che sia in base alle mie informazioni (come è successo per tutte le altre telefonate e gli altri operatori dall’altro lato della cornetta, ndr).

Fate bene attenzione alla cifra, perché ovviamente il giro telefonate si è fatto immediatamente necessario (in ogni caso non avrei voluto coprire la differenza tra 400€ di polizza cristalli a i 682 chiesti da loro) e i risultati sono stati molto simpatici oltre che inaspettati. Per la cronaca: i due migliori su Milano (l’ho sostituito dato che non c’era in previsione di scendere a Ravenna) sono stati Vetrocar (che ha diverse sedi sul territorio) e Cova Vetri in via Tortona. Quest’ultimo ha preventivato telefonicamente un lavoro da € 326 iva inclusa, chiavi riconsegnate al proprietario e pacca sulla spalla augurandosi (da ambo le parti) che da li a breve non ci si riveda. Vetri della Saint Gobain che –per la cronaca– la Seat ha utilizzato anche per il lunotto posteriore.

Si tratta di un prezzo più basso della metà del primo, eseguito in meno di due ore (ci sono andato il lunedì mattino successivo aver avuto il problema al venerdì precedente) con estrema cura del dettaglio e dell’automobile, con la giusta attenzione a ogni possibile difetto e con il vetro che ora ha anche la banda parasole superiore perché mi è stato offerto allo stesso prezzo di quello senza. Mario, il ragazzo che si è occupato del lavoro, mi ha spiegato ogni singolo passaggio (si, sono un noto scassaballe) senza mai perdere di vista però ciò che c’era da fare. Lavoro terminato, pagato, e ora non resta che attendere il rimborso dalla mia compagnia assicurativa che spero possa apprezzare anche il mio voler evitare di arrivare al massimale.

Sento di consigliarvi lo stesso tipo di ricerca in caso di danno (nella vostra città) o addirittura di andare a colpo sicuro da Cova Vetri se vi trovate a Milano? Assolutamente si. Mi è stata consigliata da un collega di lavoro che si era già trovato bene e personalmente mi sono trovato a meraviglia. Giusto per completezza e correttezza cito Vetrocar perché arrivata seconda di poco, il prezzo del preventivo si discostava molto poco da quello di Cova, da tenere quindi in considerazioni dato che possiedono diverse filiali sparse sul territorio: vetrocar.it/sito/it/ricercacentrimappa

Non so, non capisco e non penso neanche di voler sapere il perché determinate aziende applichino un tariffario decisamente fuori dalla portata delle nostre attuali tasche. Di sicuro c’è che diverse compagnie assicurative si associano a determinati partner costringendo il cliente finale a rivolgersi a questi per la sostituzione dei vetri della propria auto per ottenere il rimborso parziale o totale del danno, mettendo letteralmente “il coltello dalla parte del manico” a queste persone e i loro tariffari (un po’ come succede con il cartello della benzina).

Loro però ti cambiano le spazzole gratuitamente, ecco questo Cova non me lo ha offerto, che brutta gente ;-)

Condividi l'articolo con i tuoi contatti: