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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Te lo avevo promesso e torno quindi sull’argomento Telepass Pay e Pyng+, di cui avevamo discusso anche nei commenti qui, sempre sul blog:

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente (aggiornato)

Come immaginavo, durante questi mesi di servizio le novità importanti hanno riguardato esclusivamente il rifornimento presso le pompe di benzina autostradali e quelle in città, rispettivamente al servito (per le prime) e al fai da te (per le seconde). Io ho avuto modo di provare il metodo self-service, con sufficiente soddisfazione (te ne ho parlato nel precedente articolo, che trovi nel box poco sopra), è evidente che gli ulteriori passaggi riguarderanno i prossimi mesi di Telepass Pyng+, e io non ho intenzione (più che altro non vedo il reale vantaggio) di pagare 1,50€ di servizio aggiuntivo mensile.

Telepass Pyng+, tornare all'offerta gratuita (solo strisce blu) 2

Per questo motivo, sul sito di Telepass, come effettivamente promesso nella risposta che ho ricevuto via mail dal supporto qualche tempo fa, è comparsa la possibilità di migrare da un profilo Plus a uno Zero. Quest’ultimo è quello che include il solo servizio di pagamento delle strisce blu, lasciando fuori i rifornimenti di benzina e i prossimi pagamenti di mezzi di trasporto (pubblici, taxi o car sharing) e pagamento dei bollettini e bollo auto (che preferisco lasciar fare, nel mio caso, alla Regione Lombardia), tornando quindi a essere gratuito e associato al proprio contratto di Telepass ormai rinnovato in tutto il suo look e condizioni.

Collegati al sito di Telepass con le tue credenziali, quindi spostati nella schermata relativa a Telepass Pay → Contratto, oppure punta il browser direttamente verso telepass.com/KTI/contratto/modifica-pacchetto-tpay:

Telepass Pyng+, tornare all'offerta gratuita (solo strisce blu)

Un clic su Passa a «pacchetto Zero» ti permetterà di accedere alla schermata di conferma del downgrade di contratto. Potrai (consiglio, per sicurezza) prendere visione del documenti di sintesi dell’offerta Zero e confermare poi la tua scelta con un clic su Aderisci.

Telepass Pyng+, tornare all'offerta gratuita (solo strisce blu) 1

Brevemente, ciò viene riportato nel documento di sintesi riguarda il costo dei singoli servizi di Telepass Pay e Pyng+, che continuerà a funzionare sul tuo smartphone seppur in maniera più limitata. Come ovviamente detto più e più volte, il servizio di pagamento delle strisce blu rimane gratuito, mentre si parla di costi a spot (e limitazioni) per i rifornimenti di carburante e il pagamento del bollo auto (e questo è ciò che più sembra strano, considerando che si parla di servizi fuori offerta!). Restano non applicabili i servizi di ticket trasporto pubblico, Taxi e Car Sharing.

Telepass Pyng+, tornare all'offerta gratuita (solo strisce blu) 3

E ora non resta che aspettare le istruzioni per rimettere in pista il solo pagamento dei parcheggi blu in città. Aggiornerò l’articolo appena mi sarà possibile :-)

Update

Ed ecco già il primo aggiornamento, aggiunto ancora prima della pubblicazione dell’articolo per te che lo leggi oggi per la prima volta! :-)
Copio e incollo, da una mail di conferma di Telepass, questa parte di testo che certamente ti interesserà:

Fino al 15 maggio 2018 puoi continuare ad usufruire anche il servizio di rifornimento Carburante tramite app Pyng+ o tramite il tuo dispositivo Telepass, in via gratuita.

Ecco quindi spiegato il motivo per il quale mi risulta ancora possibile effettuare il rifornimento tramite applicazione. Sospetto, a questo punto, che i nuovi servizi ancora mancanti all’appello potrebbero arriva non prima di maggio, quando Telepass cesserà la promozione gratuita del servizio di rifornimento carburante anche per chi non usa il pacchetto premium del servizio Pay.

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Che è un po’ un titolo “tirato per il collo“, me ne rendo conto, perché in realtà la porta OBD comunica allo smartphone ciò che la nuova versione del gadget automobilistico Vodafone, il V-Auto, rileva. Esso permette, tra le altre cose, di non perdere mai d’occhio la tua automobile, dandoti la possibilità di ritrovarla in un grande parcheggio oppure di seguirla in caso di furto (facendo i dovuti scongiuri), ma anche di lanciare un segnale SOS in caso di incidente. Il costo del prodotto è di 79€ e può essere sfruttato pagando un abbonamento di 5€ (ogni 4 settimane) che puoi disattivare quando desideri.

V-Auto by Vodafone: la porta OBD comunica con lo smartphone

Magari non te lo ricordi, ma qualcosa di simile esisteva già, e parlo sempre di un prodotto Vodafone, anche se i tempi erano quelli del “lab” e il gadget si chiamava “Driverxone” (si trova ancora qualcosa in giro, come questo vecchio thread sul forum della community). Avevo anche provato (nel 2014) a chiederne un sample, ma trattandosi di un prodotto in beta chiusa veniva venduto agli interessati e non c’è stato un vero e proprio lancio stampa, quindi ho dovuto rimandare il tutto e arrivare –finalmente!– oggi ad avere tra le mani la versione rivista e perfezionata, ufficialmente lanciata sul mercato.

V-Auto

V-Auto è un accessorio che si attacca alla porta OBD dell’automobile (cos’è la porta OBD?) e ne cattura alcune informazioni che possono tornare utili durante un’ispezione di officina, ma anche all’applicazione ufficiale del prodotto che è possibile scaricare dagli store di riferimento:

V-Auto by Vodafone
V-Auto by Vodafone
Developer: Vodafone
Price: Free
V-Auto by Vodafone
V-Auto by Vodafone
Developer: Vodafone
Price: Free

L’installazione si fa tutta tramite procedura guidata e richiede che si utilizzi una SIM ricaricabile Vodafone, limitazione importante che nel mio caso non avrei potuto superare senza l’aiuto di una SIM di test fornita dall’operatore stesso (ho una SIM business Vodafone, attualmente non compatibile con il servizio).

V-Auto by Vodafone: la porta OBD comunica con lo smartphone 4

C’è un nutrito elenco di marche e modelli selezionabili dall’elenco compatibilità di V-Auto, anche se ho notato che in alcuni casi mancano all’appello vetture certamente compatibili ma tenute fuori per altri motivi (per esempio, un restyling che manca all’appello, come nel mio caso):

Cosa fare in questi casi? Seppur non si tratti di qualcosa di certificato e sicuramente compatibile, puoi provare a selezionare un modello successivo al tuo, verificando in seguito (entro qualche giorno) che l’applicazione faccia correttamente il suo lavoro, per evitare di pagare a vuoto il servizio. Generalmente il work-around funziona se si tratta di modelli vicini tra di loro (data di produzione), perché i dati rilevati dal V-Auto sono “pochi” e facili da recuperare da quella porta nella tua vettura, non dovresti incontrare grandi difficoltà.

Procedi quindi con la compilazione dei dati richiesti a video (una volta superata la fase della scelta veicolo, nda) e dai la conferma a procedere con il pagamento dei primi 5€ (fatturazione ogni 4 settimane, te lo ricordo!) che verranno scalati direttamente dal credito residuo della SIM. Una volta ricevuta la conferma, dovrai spostarti verso l’automobile, si procede con l’installazione vera e propria.

Questa richiede:

  • che tu conosca dove si trova la porta OBD della tua vettura (non ti preoccupare, l’applicazione propone fotografie e istruzioni dettagliate per ogni modello compatibile!).
  • Che la tua automobile si trovi fuori dal garage (se sotterraneo), perché in caso contrario non ci sarebbe rilevazione della posizione via GPS (quello di V-Auto, nda), né tanto meno sarebbe possibile agganciarsi a una cella Vodafone.

Ciò che devi fare è parcheggiare l’automobile in una piazzola di sosta scoperta e NON accendere il motore.

V-Auto possiede infatti una batteria tampone al litio che può durare anche diverse settimane in assenza di energia (presa dalla batteria auto quando quest’ultima è accesa e in movimento), così da garantire il pieno funzionamento dell’alloggiamento SIM e del suo GPS integrato. Ciò sarà fondamentale in caso di incidente o di fermi prolungati della vettura (e inserirei anche i casi di furto).

Uso dell’applicazione

C’è ancora poco, ed è tutto sommato intuitivo, sicuramente ci sarà spazio in futuro per aggiungere nuovi dati e funzionalità a un oggetto che potrebbe per esempio dirci il livello di carburante nel serbatoio, o magari se c’è qualche altro errore o avviso che ci siamo persi quando abbiamo guardato l’ultima volta il cruscotto. Vodafone ha esperienza in questo settore, la sua tecnologia è già a bordo di vetture di tipo premium (come BMW o Porsche), ma anche in qualche modo connessa a qualcosa di più “terra“, come le FIAT 500 del servizio Enjoy, il potenziale c’è quindi tutto, si tratta solo di capire quanto spingersi in là e quanto questo servizio faccia reale breccia nei cuori dei suoi utilizzatori.

Ciò che certamente non mi è piaciuto è l’insistenza e lo scadere rapido delle sessioni di login che richiedono un’autenticazione a due fattori che passa necessariamente da un SMS inviato sul numero che paga l’abbonamento (lo considero ormai superato, e preferirei un’applicazione 2FA più rapida per confermare la mia identità, come Authy e soci), ma anche la scarsità di dettagli della schermata di Guida Sicura (un livello calcolato sulla base del proprio stile di guida, velocità media, chilometri percorsi), c’è certamente ampio margine per arricchire il tutto, ma ci vuole tempo.

Essenziale invece, ma già corretta, la schermata riepilogativa che propone i percorsi fatti con relativo giorno, velocità media, tempo impiegato e tappe toccate. Ti propongo qualche schermata catturata dall’applicazione di V-Auto:

In conclusione

V-Auto è un bell’accessorio, lo ammetto, ero curioso già della sua prima versione nel 2014, questa nuova progettazione basata su 3 anni di feedback e ulteriore sviluppo è stata pensata e realizzata per un pubblico certamente più ampio, rimodulando anche il prezzo del servizio (i 3€ dell’epoca sono diventati oggi 5, con fatturazione ogni quattro settimane anziché mensile), che diventa parte importante di un monte spesa annuale che va a sommarsi con qualsiasi altro costo a rinnovo (Spotify, Netflix, ecc.).

Può essere il giusto alleato per accompagnare la vettura che compri per tuo figlio, ma anche una finestra sui tuoi spostamenti con possibilità di tracciare facilmente tempi e chilometraggi (comodissimo soprattutto per i rimborsi spese), con un occhio di riguardo alla sicurezza costituita dal plus del servizio SOS di Vodafone che viene gestito da sede, che interviene autonomamente in caso di incidente grave, mandando soccorsi nel più breve tempo possibile (cosa della quale io mi devo fidare rispetto a quanto mi ha detto Vodafone, perché di certo non ho intenzione di provarla volontariamente!).

Il gioco può valere la candela? Ciascun caso va analizzato a compartimenti stagni, non ho un parere secco che possa calzare in maniera universale. L’applicazione può e deve migliorare, credo che già a livello firmware (aggiornando il V-Auto connesso alla porta OBD) si possa fare più di quanto a disposizione oggi, ma sono certo che le carte verranno scoperte con il tempo.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi le mie opinioni. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Vodafone, ho potuto tenerlo al termine dei test. Anche la SIM di test è stata fornita da Vodafone, viste le attuali limitazioni legate all'operatore (questa torna all'ovile).
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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

La comunicazione a mezzo mail dovrebbe essere arrivata a tutti i clienti, ma cerco di riepilogare un po’, nero su bianco per ciò che cambia per te che –come me– utilizzi già Telepass Pyng, l’applicazione di cui ti avevo parlato ormai diverso tempo fa e che facilita la sosta nelle strisce blu (per le città coperte dal servizio), che nel frattempo ti si sarà aggiornata e sarà cambiata in Pyng+.

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente

La mail originale e completa è attualmente consultabile qui (fino a quando non verrà spazzata via). Le principali novità riportate sono:

  • L’app Pyng di Telepass diventa Pyng+ di Telepass Pay (come detto in apertura articolo):
Pyng+
Pyng+
Developer: Telepass Pay
Price: Free
  • Fino al 31 ottobre 2017 puoi continuare ad utilizzare l’attuale app Pyng di Telepass per pagare la sosta sulle strisce blu.
  • Dal 1 novembre 2017 per usufruire del servizio di pagamento della sosta sulle strisce blu dovrai aderire all’offerta Telepass Pay. Le condizioni contrattuali del servizio Telepass riferite al pagamento del pedaggio, dei parcheggi in struttura, dei traghetti e dell’Area C non subiscono variazioni.
  • Se attiverai con Telepass Pay solo il servizio di pagamento delle strisce blu non ti sarà addebitato alcun costo aggiuntivo.
  • Se vorrai utilizzare tutti i nuovi servizi offerti da Telepass Pay consulta per maggiori informazioni il Foglio Informativo (scorri la schermata, troverai tutti i documenti scaricabili).

Il sito web del nuovo servizio è disponibile all’indirizzo telepass.com/it/telepass-pay, e permette di aderire all’offerta in maniera gratuita fino al 31/12/2017 (almeno per il momento). Il canone sarà poi di 1,50€ / mese per continuare a utilizzare tutto ciò che è collegato a Pyng+. In caso contrario, potrai passare al piano free e continuare a pagare la sosta nelle strisce blu gratuitamente, cosa che probabilmente io farò.

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 3

La scelta è attualmente basata sull’unico servizio extra disponibile (pagamento carburante, nda) e dal tipo di accordo che Telepass ha stretto con i gestori delle stazioni di servizio autostradali. La possibilità di effettuare il pieno pagando tramite fattura Telepass è infatti limitato al solo “Servito, notoriamente più costoso del già troppo esoso prezzo richiesto per il litro di carburante. Se preferisci quindi fermarti al Self Service, dovrai continuare a ricorrere alla solita carta di credito presso l’ufficio del gestore, piuttosto che al bancomat accettato dalla colonnina a fianco del distributore stesso.

La storia cambia (e parecchio) quando invece si rimane in città. In quel caso potrai utilizzare l’applicazione Pyng+ per pagare il carburante anche in modalità Self Service (a prezzi più che accettabili rispetto alla rete autostradale), ed è di una manciata di giorni fa questa mia fotografia scattata in un’area Q8, che già accetta questo tipo di pagamento (sono sempre avanti, te ne avevo già parlato!):

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 2

Come funziona?

Funziona che dal momento in cui fai richiesta di attivazione dei servizi di Pyng+ (firma del contratto, copia del documento, ecc. tutto da sito web, nda), ti viene aperto un nuovo contratto online che va ad affiancarsi al tuo già esistente, e ti viene migrato l’account sulla nuova Dashboard di Telepass. Ciò però andrà anche a rendere temporaneamente inaccessibili i servizi legati alla tua utenza precedentemente funzionante, che tornerà tale solo dopo che un operatore avrà attivato il tuo nuovo contratto (a ora che sto scrivendo, sto ancora aspettando che questa cosa accada).

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 4

Telepass (fisico) e Pyng+ sul telefono non dovrebbero smettere di funzionare, ma non prevedo grossi spostamenti in questo weekend (che poi sarà lo scorso, quando leggerai l’articolo!), anche per evitare possibili rogne in merito.

e il rifornimento?

Ecco, questo è proprio il pezzo che andrò a completare riportandoti la mia esperienza quando il nuovo servizio sarà attivo, non ti resta quindi che aspettare :-)

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 6

Update

Ho avuto accesso alla mia nuova Dashboard, tutto trasferito e funzionante. Il serbatoio dell’auto è circa al termine della sua autonomia, stazione di servizio Q8, quella che uso di tanto in tanto rientrando dalla tangenziale (dove ho scattato la fotografia pubblicata in questo articolo), pagamento con Pyng+, ed ecco com’è andata.

A contratto finalmente verificato e attivato, l’applicazione di Pyng+ sullo smartphone ha chiesto l’accettazione delle condizioni d’uso, una sequenza numerica inviata via SMS al numero di cellulare dichiarato nel contratto (come una verifica in due passaggi) e un codice PIN che dovrà essere utilizzato a ogni avvio dell’applicazione stessa (giusta mossa, considerando che è possibile spendere soldi che verranno poi addebitati sul proprio conto corrente). Da questo momento in poi, anche la funzione di rifornimento carburante da applicazione è sfruttabile.

Spostandomi nell’opzione dedicata, ho potuto verificare da mappa quale fosse la stazione di servizio più vicina a me (ovviamente ero già arrivato), selezionandola per il rifornimento (occhio: occorre prima farci clic sopra fino a far comparire la conferma del metodo di pagamento via App, quindi schiacciare “Nuovo rifornimento“), ecco qualche immagine:

Un punto a favore che si nota immediatamente è il tetto massimo che si può raggiungere per fare il pieno, ben 150€, al contrario invece della carta di debito o del bancomat che hanno quella pre-transazione di 100€ massimi. Nel mio caso non mi cambia la vita, non ho mai messo più di 100€ nel serbatoio dell’auto, ma è comunque qualcosa in più rispetto al solito. Ciò che invece suona un pelo male è quel tetto massimo di 10 minuti per sfruttare il codice generato, non ne capisco il motivo.

A questo punto, mi è bastato chiedere alla colonnina di pagamento automatica di farmi inserire il codice di pagamento (stesso pulsante dedicato al codice cliente per la raccolta punti Q8) e, una volta terminato, avere la disponibilità massima dei 150€ per fare il pieno!

Terminata l’operazione, ho ricevuto una notifica di pagamento sullo smartphone, la classica ricevuta cartacea stampata dalla colonnina e, in seguito, ho potuto visualizzare transazione e relativa ricevuta anche tramite App e sul sito web di Telepass:

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente (aggiornato) 9

Insomma, per farla breve, tutto è regolarmente funzionante e abbastanza lineare (crash alla prima ricerca stazione di servizio di Pyng+ a parte). Ho trovato però il pagamento un po’ macchinoso, molto più di quanto non lo sia il tirare fuori la carta di credito dal portafogli. Se però si va ad analizzare oggettivamente il servizio, si capisce che può fare da sostituto proprio di quel portafogli, forse dimenticato, forse senza la carta di credito, agilmente sfilata dalla moglie magari. Non è poi di molto tempo fa un episodio di un amico che ha lasciato il portatogli a casa –Torino– ed era a secco di carburante a Milano, dopo una giornata di lavoro.

Il pagamento del carburante altro non è che una nuova variante del servizio già esistente nelle stazioni di servizio Q8, basato però su PayPal anziché su Telepass. Funziona, è rodato, è giusto che qualcuno voglia approfittare di una tecnologia già presente sul mercato, “rimarchiandola” e permettendo a un bacino molto esteso di clienti di approfittarne, rendendogli il tutto più facile.

Una pre-conclusione

Ogni nuova facilitazione per chi deve usare servizi di rifornimento carburante, car-sharing, mezzi pubblici (e così via) è sempre ben accetta. Se poi a metterla in campo è una società con la quale si è già abituati ad avere a che fare, tanto meglio. Meno siti web dove inserire le proprie coordinate bancarie, meno sbattimento per verificare decine di fatture, più tranquillità e rapidità nell’accesso a ciò di cui si necessita concretamente.

Vedo di buon occhio Pyng+, almeno per il momento, ma tutto dipenderà dalla velocità con la quale i servizi accessori verranno attivati, ma soprattutto dai prezzi / maggiorazioni che verranno applicate per poter salire sul carro della comodità e dimenticarsi davvero il portafogli a casa. Non dimentichiamo inoltre la “compatibilità” con il territorio, fondamentale anch’essa. Perché se è vero che anni fa ING Direct (faccio un esempio pratico basato su esperienza personale) ha sostituito la carta Bancomat con una di debito (circuito V-Pay) promettendo zero problemi, è altrettanto vero che la quasi totalità delle stazioni di servizio sparse tra i nostri paesi e città non accettano quel tipo di carta per i rifornimenti in Self Service, cosa che mi fa tuffare di testa nei primi anni 2000, quando si impazziva per cercare l’attività commerciale che accettava il pagamento con la carta Banco Posta.

Dopo l’area C di Milano (con quell’addebito automatico su fattura Telepass che mi ha salvato un paio di volte) e il pagamento delle strisce blu accettato sempre più, ora tocca nuovamente a te, Telepass, fai la prossima mossa.

22/2/18

E se volessi tornare indietro?

Ho scritto un nuovo articolo, dedicato al downgrade dell’offerta Telepass Pay, che può tornare a “Zero” da “Premium” tramite la nuova dashboard clienti. Ti spiego tutto qui:

Telepass Pay e Pyng+, tornare all’offerta gratuita (solo strisce blu)

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Dopo mille finte “annunciazionipare che finalmente questa sia la volta buona. Possiamo dire definitivamente addio al superato tagliando cartaceo dell’assicurazione da esporre sul nostro parabrezza per il quale bisognava spesso penare con le agenzie assicurative quando non arrivava per tempo, senza considerare che chiedere una scansione “in anticipo” era più o meno al pari di un’eresia con la rincorsa a singola gamba saltellante. Si passa al controllo telematico della targa che diventa così sempre più la carta di identità del mezzo di trasporto, facilmente riconoscibile dall’umano e dalla macchina (autovelox, tutor, ecc.).

Addio al tagliando dell'assicurazione (ma io aspetto lo stesso)

Lo scriveva anche Salvatore una manciata di giorni fa, e tipicamente quel ragazzo non è abituato a pubblicare senza informarsi (Salvatò, la birra la prossima volta ti tocca di offrirla, che queste robe non le scrivo proprio per tutti). Io in ogni caso aspetterò qualche tempo prima di adattarmi e non certo per colpa della novità. Quella è molto bella e ben gradita, era ora che si scegliesse di sprecare meno carta e dare origine a minori e inutili perdite di tempo per il cliente finale oltre che per l’agenzia.

Addio al tagliando dell'assicurazione (ma io aspetto lo stesso) 1Il problema, secondo me, nascerà nel controllo. Terminali che faticheranno a connettersi, database che per qualche motivo non saranno aggiornati (nonostante l’obbligo dell’esserlo già dal minuto zero in seguito all’acquisto della polizza), pattuglie non allineate o chissà cos’altro ancora, non fatico a immaginare l’adorabile vecchina che passando per strada noterà la mancanza del contrassegno sul parabrezza e deciderà di chiamare quei bravi giovanotti della municipale. No, grazie. Posso aspettare almeno gennaio, prossima scadenza della mia copertura assicurativa, per fare un po’ di sana pulizia sul parabrezza della mia vettura e rimuovere il porta-assicurazione lasciando, quando necessario, il disco orario e il tagliando di pagamento di Telepass Pyng appoggiati sul cruscotto. Sono certo che almeno nel primo periodo leggeremo in giro di multe assegnate in maniera ingiusta e infinite perdite di tempo (e soldi) degli automobilisti che hanno solo rispettato la legge, dovendosi poi rivolgere a un Giudice di Pace. E se fino ad oggi si è fatto di tutto per combattere chi illegalmente ha fatto uso di tagliandi falsi stampati in autonomia (o da società truffaldine), ci si prepari a spostare il campo di battaglia tra la poltrona e la tastiera, dove partirà la sfida a chi per primo riuscirà a intrufolarsi nei database contenenti tutti i dati degli assicurati, carpendo (o peggio, modificando) le informazioni.

Spero davvero di sbagliarmi.

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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Codici di velocità, misure, marcature, acquistare un pneumatico in autonomia può essere una mezza impresa ma potrebbe anche farvi risparmiare qualche decina di euro, che in questo particolare periodo storico non è poi così male. Come per le assicurazioni on-line il web è pieno di comparatori, produttori e venditori che permettono la vendita all’ingrosso tanto quanto quella al dettaglio. Ci avete mai provato prima? Manca poco ormai al termine dell’obbligo di gomma invernale (o dotazione di pari livello) fissato al 15 di aprile, è ora di pensare a quale gomma estiva montare e no, qui non troverete alcuna pacca sulla spalla se fate parte di quelli che pensano che una gomma “per tutte le stagioni e le condizioni climatiche” sia una buona scelta.

pneumatici-impilati

Libretto auto e sigle

È lo step che regna sovrano su tutti. Le misure che la vostra auto può montare si trovano nel vostro libretto di circolazione. Andate a prenderlo e apritelo, considerando la pagina come fosse divisa in 4 quadranti le misure pneumatici consentite si trovano nel quadrante in basso a sinistra (e sopra c’è proprio riportato “PNEUMATICI:”). Ammesso che il costruttore lo preveda e lo permetta troverete una misura minima e una massima, il consiglio è ovviamente quello di sfruttare la minima per le gomme invernali e tenere quella prevista dalla casa (tipicamente la massima) per le estive (e magari il cerchio in lega, se come me avete scelto di acquistare quelli in ferro da dedicare alle gomme invernali).

misura-M+S-a-libretto

Quei numeri non sono messi lì a caso, si tratta delle esatte misure che dovrete cercare per il vostro prossimo acquisto. Su una gomma estiva 225/40 R18 91V il 225 indicherà la larghezza massima del pneumatico (in millimetri) in condizioni di pressione e carico definite dalle norme.

Il 40 corrisponde al rapporto percentuale tra altezza e larghezza (della sezione trasversale della gomma), più quel numero è basso, più la tenuta su strada sarà migliore spesso però a discapito del comfort (un pneumatico viene definito ribassato quando il rapporto è inferiore a 60, super ribassato quando è inferiore a 45, come nel caso della mia vettura).

Il “R18” corrisponde al diametro (misurato diagonalmente) del cerchio, la misura è indicata in pollici, può variare generalmente dai 12″ ai 20″ (almeno per le automobili, salvo rari casi), il mio è un cerchio da 18 pollici.

Infine il codice di velocità, quel 91V sotto al quale per legge non bisogna scendere (varia da vettura a vettura e nel vostro caso potrebbe essere ben differente, come nell’immagine del libretto qui sopra riportato dove il codice di velocità del pneumatico 18 è 91W) e che indica la massima velocità che quel pneumatico è in grado di sopportare, non potrà mai essere quindi inferiore a quella indicata nel libretto proprio perché la vostra è in grado di andare più veloce di qualsiasi codice inferiore a quello montato dalla casa madre. In questo caso vi consiglio di dare un’occhiata alla tabella proposta da autofil.it/automotive/info-pneumatici/12-codici-velocita-pneumatici.html (che include inoltre il PDF della circolare ministeriale che spiega nel dettaglio quanto riassunto da me).

Su WebGomme.it ho inoltre trovato una guida molto approfondita per “imparare a leggere un pneumatico” che consiglio a tutti i neofiti del settore, così come la tabella completa di marcatura (comprensiva della lista gomme di serie) disponibile su pneumatici-pneus-online.it/leggere-la-marcatura-dei-pneumatici-consigli.html ;-)

Dove acquistare

Il web vi è amico tanto quanto Google. Nell’ultimo anno ho cercato, valutato, scartato e tenuto da parte, “tutta esperienza” direbbe qualcuno. In effetti basta una banale ricerca come ad esempio “acquisto pneumatici” per avere accesso a decine di risultati papabili. Io fossi in voi, se pensate che l’acquisto non valga una spesa medio-alta (ma sempre giusta quando si parla di sicurezza, ndr) darei un’occhiata anche a siti web di annunci dove qualcuno potrebbe vendere gomme poco usate o magari smontate da macchine incidentate / rottamate o chissà cos’altro, non si sa mai. Io ho scelto di acquistare gomme nuove e ho quindi consultato più siti web, ciascuno con il proprio listino, fissandomi su un tipo di pneumatico molto simile al mio attuale scelto e montato dalla casa madre (Bridgestone Potenza RE050, ndr), una tabella consumi che non lo vede sicuramente tra i primi della classe per risparmio di gasolio ma che tiene bene la strada anche in condizioni di pioggia e con 72dB per quanto riguarda la rumorosità.

acquisto-online

Qui valgono tutte le vostre conoscenze: il vostro gommista di fiducia, il vostro meccanico e anche quel vicino di casa che trovate sempre in garage a montare chissà cosa sulla sua automobile alla quale tiene quasi più della moglie. Ogni consiglio è ben accetto, ogni esperienza pregressa, ricordando sempre e comunque che ciascuna vettura è diversa così come chi la guida, ognuno con il suo stile e il “suo piede“. Fino ad oggi ho cambiato 3 automobili di proprietà, ne ho guidate molte altre e ho basato la mia esperienza sulle svariate case di produzione di pneumatici che ho potuto più o meno apprezzare nel tempo. Ho scelto un erede che ho già utilizzato in passato e che garantisce ottime prestazioni anche sul bagnato, mantenendo i consumi nella stessa media attuale che -tutto sommato- mi sta bene. Prendete i siti web che vendono pneumatici (qui alcuni: gommadiretto.it, italgommepneumatici.com, cambio-gomme.it, pneumatici-pneus-online.it/pneumatici-auto, pneumaticone.it, euroimportpneumatici.com, gomme.it), inserite ogni volta la vostra misura e confrontate i prezzi della gomma che pensate possa andare bene per la vostra auto o magari la stessa che avete attualmente se non intendete cambiare modello, è una semplice legge di mercato dove chi offre il prezzo più basso vince ammesso che riusciate a verificare la validità dell’azienda e che il sito web non sia solo una vetrina di qualcosa di inesistente, cercate feedback tra conoscenti ma anche online, una volta tanto persino Facebook può tornare maledettamente utile ;-)

Io, per questa volta, ho scelto italgommepneumatici.com e ho piazzato il mio ordine pagando con bonifico anticipato (nessuna ulteriore spesa e consegna gratuita in 10gg al massimo). Assicuratevi prima di prendere accordi con il vostro gommista di fiducia e fate effettuare la spedizione direttamente presso di lui così che possa montare le gomme sui cerchi (ammesso che abbiate i cerchi per le invernali e quelli per le estive) così da poter poi organizzarvi subito dopo, portare l’auto ed effettuare il cambio e l’equilibratura. Senza il suo benestare non si va da nessuna parte (si, può capitare, ve lo assicuro, non a tutti piace che voi acquistiate il vostro nuovo treno di gomme in autonomia pagando il solo montaggio e anno di deposito per i pneumatici smontati).

Mi sembra che non manchi più nulla, di sicuro aggiornerò l’articolo non appena riuscirò a far montare le gomme nuove sull’automobile, nel frattempo chiunque abbia domande riguardo l’argomento è sempre il benvenuto, l’area commenti è a totale disposizione per condividere esperienze, consigli e -perché no- parlare di eventuali problemi da risolvere ;-)

Update

Aggiornamento 08.05.2015
Finalmente le nuove gomme estive sono state montate sulla mia vettura! Arrivate dopo circa due settimane da Italgomme Pneumatici (con un ritardo subito a causa di una consegna Yokohama arrivata in ritardo a sua volta) sono assolutamente perfette, fabbricate nella prima settimana di dicembre dello scorso anno (hanno quindi qualche mese di vita in magazzino) e per il momento più che soddisfacenti (sarà da verificare durata e prestazioni su strada ma non mi aspetto gravi problemi, sono stato già cliente soddisfatto Yokohama) :-)

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