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Piccolo ma pur sempre FRITZ, il 6820 LTE è un router compatto dalle grandi capacità (monta un Fritz!OS 6.83, esattamente in linea con il 4040 o il 7590). Già superato dal recentemente annunciato 6890 LTE (di cui ti parlerò presto) è l’ultimo router che segue ancora il vecchio stile FRITZ!Box, chiudendo così un importante capitolo della storia del design del produttore tedesco, riconoscibilissimo per evidenti motivi. FRITZ!Box 6820 LTE è un prodotto non portatile (più portabile ti direi) che ti permette di propagare un segnale WiFi (o se preferisci una connessione LAN grazie all’uscita unica posta sul retro) in qualsiasi luogo tu voglia (che abbia però una presa di corrente a tua disposizione).

AVM FRITZ!Box 6820 LTE:

FRITZ!Box 6820 LTE

L’alloggiamento della SIM si trova nella parte bassa (mettilo a testa in giù e guarda sotto la base, nda) e accetta il formato più grande, che fa molto anni ’90 ma è piuttosto normale per prodotti di questo tipo (ti toccherà quindi utilizzare un adattatore –non incluso nella confezione– nel caso in cui tu voglia inserirci una nano o microSIM). Aggancio ed espulsione a molla, non lo puoi mettere sotto sforzo e non puoi sbagliare, toglierai sempre facilmente la SIM nel caso tu voglia cambiarla (apprezzabilissimo), devi solo seguire il giusto verso che è comunque impresso nella plastica così da guidarti al meglio. Nel mio sample (non so se sia voluto o meno, ma immagino proprio di no) l’adesivo contenente le informazioni sulla rete WiFi / MAC / password della Dashboard era stato attaccato per sbaglio sull’alloggiamento SIM anziché a fianco di quest’ultimo, la scatola l’ho aperta io per la prima volta, quindi l’errore era per forza di fabbrica :-) (mi è bastato staccare l’etichetta e attaccarla nella giusta posizione, senza perdita alcuna di collante che avrebbe reso forse difficile inserire la SIM nello spazio a lei dedicato).

AVM FRITZ!Box 6820 LTE: 8

Ideato e realizzato per rimanere in piedi, nella parte frontale è possibile notare i LED relativi alla potenza di ricezione del segnale mobile (per un massimo di tre tacche), quello della WLAN (che rimarrà fisso quando il 6820 LTE propagherà la sua rete senza fili) e infine quello di Power, per segnalare la corretta alimentazione dell’apparato. Nella parte posteriore troverai il tasto WLAN (attivazione/disattivazione manuale della rete wireless) e quello di WPS per associare più rapidamente nuovi dispositivi alla rete senza fili (mi conosci, questo è il pulsante che -fosse per me- non troveresti da nessuna parte). Sempre dietro è disponibile anche una porta di rete RJ45 per dare connettività a un apparato tramite cavo, interessante quindi la papabile opzione per tenere in piedi il proprio router di casa nel caso in cui –per qualsivoglia motivo– il tuo provider principale vada in down (garantendo così una sorta di raggiungibilità di backup). L’attacco per l’alimentazione è nella base, vicino all’alloggiamento SIM (così da non rimanere in mezzo ai piedi).

Caratteristiche tecniche e prove sul campo

Snoccioliamo ora qualche caratteristica tecnica utile (le puoi trovare tutte qui):

LTE

La velocità in LTE è quella di prima generazione (chiamiamola così, perché tecnicamente si tratterebbe della categoria 4 FDD), senza quindi la possibilità di superare i 150 Mbit/s in download e i 50 Mbit/s in upload, compatibile con ogni banda utilizzata qui da noi (20 compresa) e coadiuvata dalla tecnica MIMO In ricezione (ci sono più antenne nell’apparato, in grado di gestire input e output multipli contemporaneamente) che fa coppia con le antenne LTE integrate, utile per fare i test che ho cercato di portare a termine tra Milano e Ravenna (insieme alla scheda Iliad che sto malmenando da quando è arrivata).

Riepilogando:

  • modem LTE categoria 4 (FDD);
  • velocità di download fino a 150 Mbit/s e velocità di upload fino a 50 Mbit/s;
  • supporto multibanda: banda 1 (2,1 GHz), banda 3 (1,8 GHz), banda 5 (850 MHz), banda 7 (2,6 GHz), banda 8 (900 MHz) e banda 20 (800 MHz);
  • supporta le larghezze di banda di canale 1,4, 3, 5, 10, 15 e 20 MHz;
  • tecnica di ricezione MIMO (tecnologia di antenna multiple-input and multiple-output);
  • antenne LTE integrate.

Internet

Nella media (capirai meglio tra poco di che media parlo) soddisfacente se si considera il limite imposto dalla categoria LTE e dalle evidenti difficoltà di un operatore ancora troppo giovane (parlo di Iliad), con caratteristiche hardware teoriche di tutto rispetto che trovano riscontro nella realtà grazie anche all’utilizzo dell’ottimo FRITZ!OS che dà vita alla quasi totalità dei prodotti di AVM. Il 6820 LTE è un router con firewall/NAT, server DHCP, client DynDNS e UPnP (esattamente come tu sei abituato a vedere / utilizzare su un prodotto di fascia più alta dedicato alla casa, del medesimo produttore), con abilitazione porte per una navigazione sicura in Internet, protocolli IPv4 e IPv6, accesso remoto sicuro via Internet con VPN (IPSec), parental control con liste di filtri e manutenzione remota via HTTPS.

I test eseguiti con la scheda Iliad all’interno (e ricezione abbastanza variabile mostrata dai led fronte 6820 LTE) non hanno soddisfatto le mie aspettative (cosa totalmente modificatasi quando nel router ci ho inserito una scheda Vodafone, raggiungendo velocità parecchio vicine al limite imposto dal prodotto), confermando i dubbi che continuo ad avere a riguardo dell’operatore francese piazzatosi in fascia costi bassa:

Rete wireless

Contrariamente a ciò che ci si aspetta oggi (ma a questo punto riparliamone quando avrai modo di leggere il pezzo sul FRITZ!Box 6890 LTE), la rete senza fili propagata dal FRITZ!Box 6820 LTE è di tipo 802.11n (fino a 450 Mbit/s lordi; 2,4 GHz; MIMO 3 x 3) e 802.11b/g, con grande assenza del 5 GHz. Il resto risponde fortunatamente all’appello, e ti parlo della codifica WPA2 integrata attivata (WPA2, WPA/WPA2 Mixed Mode), così come del tasto (già detto prima) WLAN (per l’attivazione/disattivazione manuale della rete wireless), Wi-Fi Protected Setup (WPS) per connessioni wireless sicure mediante pulsante o PIN (che ti consiglio di continuare a evitare se possibile), accesso ospite da dedicare a ospiti e amici (da tenere lontano dalle risorse interne) e infine rete wireless Eco per prestazioni ottimali con un consumo minimo di corrente.

Software

La solita strada in discesa della quale ormai non dovremmo neanche più parlare. Il FRITZ!OS è una certezza, dovresti averlo ormai compreso. Una volta inserita la SIM all’interno del FRITZ!Box 6820 LTE ho dovuto semplicemente procedere con una configurazione di base, chiaramente senza possibilità di specificare un operatore tra quelli più importanti e già previsti dal software, ma passando per il sempreverde “Altro provider di internet“, scegliendo poi il nome e la password da assegnare alla nuova rete senza fili e godendomi infine l’accesso alla Dashboard alla quale sono già abituato:

Da qui in poi è tutta una personalizzazione in base alle tue esigenze e, contrariamente ai prodotti per la connettività cablata di casa (fibra o classico doppino in rame), hai accesso anche alle informazioni riguardanti il ponte radio e la connettività della SIM:

In conclusione

Sì, è davvero piccolo e facilmente trasportabile ma, non avendo a disposizione una batteria integrata, sarà necessario collegarlo a una presa di corrente, questo è forse un piccolo dettaglio che potrebbe fare la differenza ai fini della valutazione; mi ripeto però che non è questo lo scopo per il quale è nato, e in fondo è giusto così. Il FRITZ!Box 6820 LTE paga oggi lo scotto di essere “vecchio” e limitato dal punto di vista della massima velocità in download e upload sulla rete mobile LTE di ultima generazione, motivo per il quale è da considerarsi forse più appetibile il nuovo arrivato 6890 (di cui presto ti parlerò come anticipato in apertura articolo), con un prezzo però prevedibilmente differente.

Se il pallino della velocità non è affar tuo e non ti cambia poi così tanto la vita, considera che il FRITZ!Box 6820 LTE può costituire un’ottima scelta per una connettività basata su SIM di un operatore che copre bene la tua zona (magari non raggiunta da diversa connettività cablata), lo puoi trovare a prezzo medio-alto su Amazon (ma anche presso catene fisiche della tua città o e-Store alternativi a una media di 210€ circa):

Se hai domande o curiosità in merito, l’area commenti è pronta ad accoglierti, cercherò di rispondere nei limiti della mia memoria (considera che il prodotto rientrerà in AVM al termine dei test) :-)

Buon inizio settimana!

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM, torna all'ovile al termine dei test.
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Sì, Iliad è arrivata ufficialmente in Italia, attraversando le Alpi e imparando un nuovo idioma rispetto al francese madrelingua. Questo è un altro di quegli articoli che leggerai solo dopo qualche tempo rispetto alla mia stesura, perché ripresi più volte, aggiornati prima di essere resi pubblici, così da fornirti quanti più riscontri reali possibili, basati sulla mia esperienza e su ciò che ho trovato di più interessante in giro per il web.

Iliad è arrivata in Italia, non senza problemi

Iliad

Conferenza stampa in diretta streaming per tutti, giornalisti coinvolti (fisicamente presenti quindi al lancio) e distributore di SIM con pannello touch (con le sembianze da sportello bancomat, per capirci) per poter immediatamente ritirare il proprio nuovo fiammante numero su rete dell’operatore d’oltralpe (prefisso scelto in Italia è il 351). Un’offerta chiaramente più che competitiva come annunciato dalla società nei mesi antecedenti il lancio: 5,99€/mese per avere chiamate illimitate verso fissi e mobili internazionali (oltre 60 destinazioni, verso fissi in Europa e fissi e mobili in USA, Canada), SMS illimitati verso fissi (?) e mobile nazionali e 30GB di dati in 4G+ superati i quali puoi continuare a navigare a 0,90€ per 100MB (affatto vantaggioso).

In Europa, grandissimo errore di comunicazione in fase di conferenza stampa e anche per diverso tempo alla luce del sole sul sito web, 2 GB di dati da poter utilizzare al posto dei 30 su territorio italiano, e non 32 (30 + 2) come inizialmente detto (qui trovi un articolo che ne parla). Se provi a farti i conti, questi tornano senza colpo ferire: dopo aver scorporato l’IVA al 22% dalla tariffa pagata per il rinnovo mensile della tua offerta, dovrai dividere quel numero per 7,7 (7,7€ è il costo di un GB di dati all’ingrosso in UE), moltiplicando il risultato per 2 e ottenendo così la quantità di GB di dati che l’operatore dovrebbe metterti a disposizione quando non ti trovi su territorio italiano.

Applicando il calcolo all’offerta Iliad, risulterebbe quindi un 4,91/7,7 (0,64 circa) *2, che porta a 1,28 GB (arrotondato per eccesso), ben al di sotto dei 2 GB garantiti.

Trovi maggiori informazioni sul calcolo dei GB dati in roaming ai quali hai diritto nel sito web di AGCOM: agcom.it/roaming-internazionale. Se vuoi evitare di metterti lì a fare conti, puoi visitare una pagina del sito di Vodafone all’interno della quale troverai un modulo rapido per il calcolo: vodafone.it/portal/Privati/Tariffe-e-Prodotti/Tariffe/Estero/euroroaming, espandi i Dettagli e inserisci la tariffa pagata per ottenere il massimo dei GB disponibili all’estero.

Bada inoltre che io ho usato il costo del GB di dati non aggiornato, poiché i vecchi 7,70€ del 2017 sono passati oggi a 6€, la sostanza sul calcolo poco sopra però non cambia. Le cose potrebbero invece cambiare prossimamente, poiché dal 1 gennaio 2019 il costo per un GB di dati arriverà a quota 4,5€, dal 1 gennaio 2020 3,5€, dal 1 gennaio 2021 3€ e infine dal 1 gennaio 2022 raggiungerà il suo picco minimo di 2,50€. Ciò non è però sicuro, poiché l’operatore può sempre scegliere se seguire l’andamento del mercato (e del costo all’ingrosso dei GB di dati) oppure se fissare un tetto massimo quando si è fuori dalla propria nazione, Iliad potrebbe quindi scegliere di confermare 2 GB di dati in modalità roam like at home.

Panoramica sulla consegna

Ciò detto, passiamo alla consegna, che sto attualmente aspettando dopo aver ordinato la SIM tramite il sito web, al secondo terzo quarto tentativo, per problemi nell’accettazione di taluni codici fiscali e ICCID di SIM per le quali viene richiesta portabilità (quest’ultimo non è il mio caso ma è quello di un Paolo a caso che ha deciso di fare il salto nel vuoto e passare direttamente al nuovo operatore, senza prima metterlo alla prova con un secondo smartphone o tablet, o magari modem LTE), Iliad è diventato ormai argomento di discussione principale all’interno di un gruppo comune di Telegram composto da vecchie babbione glorie che parlano di tecnologia quando gli va.

La mia consegna, al contrario di altri componenti di quel gruppo, va decisamente a buon fine, senza lunghi tempi di attesa che caratterizzano invece alcune altre spedizioni che sembrano essersi perse nel vuoto pneumatico. Registro il mio utente, scelgo il mio nuovo numero di telefono (non faccio portabilità alcuna perché preferisco prima mettere alla prova l’operatore, la nuova SIM andrà a finire nell’Asus Zenfone 5 in prova e poi nel mio iPad Mini, o all’occorrenza nel mio modem LTE) e pago quanto dovuto (SIM e primo mese di servizio, per un totale di 15,98€) con la carta di credito, stabilendo inoltre che sarà questa il metodo di pagamento ricorrente per non rimanere mai appiedato (ma si poteva anche scegliere di ricaricare manualmente il credito, cosa che puoi fare ancora oggi). La cosa che mi lascia un attimo perplesso è il costo della SIM, 10€ quasi per che cosa? Avrei potuto dire “il corriere che te la consegna”, ma la medesima cifra è stata richiesta anche a chi non ha scelto quel metodo di consegna.

BRT ha preso in carico la mia SIM il giorno 30 maggio, il 31 ho catturato fotografie e screenshot che puoi vedere qui sopra, ho attivato con successo la mia SIM (sì, il sito web parla spesso francese anziché italiano, un errore che ancora oggi è presente) e l’ho inserita nello smartphone.

Configurazione

Una pena totale. Appena arrivata e inserita all’interno dell’Asus Zenfone 5 provato e recensito qualche giorno fa, telefono di nuova generazione che dovrebbe procedere alla configurazione automatica dell’APN senza ulteriori aiuti dall’esterno, questo non è stato capace di portare a termine il compito costringendomi all’installazione dell’applicazione ufficiale rilasciata dall’operatore, disponibile sul Play Store (e solo lì):

Mobile Config
Mobile Config
Developer: Iliad Italia SPA
Price: Free

Peccato che anche questa, con sorrisetto nervoso di sconfitta impresso nel volto del sottoscritto, porta nel sacco le pive: aggiornamento della SIM necessario ma Servizio non disponibile e, già che ci siamo, messaggio anche in francese, che sia mai che io non capisca la mia lingua madre:

Ho provato ovviamente a disattivare il WiFi, a cancellare la cache del programma e anche a disinstallarlo completamente per poi reinstallarlo dallo Store (come avevo in ogni caso fatto la prima volta, nda). Il nulla più completo. Scelta alquanto discutibile è anche il non inserire in pagina di configurazione le informazioni necessarie (da andare a mettere manualmente in caso di necessità, come questo) oltre al collegamento per l’applicazione Android:

Iliad è arrivata in Italia, non senza problemi 2

Le informazioni te le riporto quindi io, fortunatamente recuperate dalle decine di siti web che le hanno rese note a poche ore dal lancio dell’offerta in Italia.

  • APN: iliad
  • Centro MMS: http://mms.iliad.it
  • MCC: 222 (che dovresti già trovare come voce di default)
  • MNC: 50 (che dovresti già trovare come voce di default)
  • Tipo APN: default,mms
  • Tipo MVNO: GID
  • Valore MVNO: F003 (che dovresti già trovare come voce di default)
Update

Aggiornamento del 21/6/18: ringrazio Miki64 che, in area commenti, mi ha segnalato una modifica al tipo di APN per poter sfruttare anche la funzione di tethering (relativo al piano dati):

Tipo APN: default,supl,dun

Iliad è arrivata in Italia, non senza problemi 11

Una volta salvato l’APN, la SIM aggancerà la rete Iliad e potrà navigare correttamente.

Assistenza tecnica

La cosa che mi è poco –se non per nulla– chiara è però l’impossibilità di chiamare qualsivoglia numero di telefono. Provandoci, ho ottenuto un bell’errore a video:

Iliad è arrivata in Italia, non senza problemi 12

E medesimo destino per gli SMS che, così come per le chiamate, dovrebbero essere illimitate. Poi, l’illuminazione: nonostante io abbia pagato la SIM (come puro pezzo di plastica) e il primo mese di servizio, controllando nella mia area personale noto il credito azzerato. Molti operatori non permettono di fare alcunché con credito pari a zero, decido quindi di chiamare il supporto per delucidazioni. Oh, wait, che peccato: non posso, non almeno dallo smartphone che sfrutta la SIM Iliad. Prendo quindi in mano il mio S8 con TIM e provo a chiamare il 177, che risulta (giustamente) non essere raggiungibile da questa rete. Cerco quindi un riferimento diverso nel sito di Iliad, che non c’è.

Iliad è arrivata in Italia, non senza problemi 13

Lo trovo, quel riferimento, passando per tutt’altro sito, si tratta di un numero di telefonia mobile, che puoi quindi chiamare anche quando sei all’estero (dove ti ritroveresti nella medesima mia situazione, dato che il 177 non verrebbe interpretato dal tuo operatore in roaming): +39 351 8995177. Una manciata di minuti di attesa e riesco finalmente a parlare con una gentilissima operatrice che ringrazio, e con la quale mi scuso per aver buttato giù la telefonata per errore durante i nostri test. Abbiamo dapprima sbloccato la questione SMS e poi, grazie allo sblocco, messo a posto anche la parte voce con un SMS di autoconfigurazione.

Sembrerebbe che lo ZenFone 5 non sia stato capace di configurarsi il numero del centro servizi SMS, e che questo non sia raggiungibile (per la modifica) via Avanzate dell’applicazione Messaggi di Android. Ho quindi digitato (dall’applicazione Telefono) il codice *#*#4636#*#* che mi ha portato alla schermata di verifica per ottenere informazioni su scheda SIM e aggancio ai servizi, fatto l’aggiornamento forzato del numero del centro servizi SMS (+39 351 9999600) e riavviato lo smartphone.

A riavvio completato gli SMS che avevo inviato di test hanno cominciato a lasciare il recinto dello smartphone, arrivando finalmente a destinazione. Ho quindi approfittato della cosa per inviare un nuovo messaggio, stavolta contenente il testo “CONF” (senza virgolette) al 2049, ottenendo finalmente un messaggio di configurazione automatica che ha terminato l’opera permettendomi di sfruttare anche le funzioni voce della SIM.

Update

Aggiornamento del 21/6/18: Gianluigi mi segnala che Iliad ha finalmente reso disponibile una pagina dedicata all’Assistenza, ben più ricca di quanto disponibile fino a ora (e lo posso confermare). Puoi sfruttarla anche tu visitando l’indirizzo iliad.it/assistenza.

Rete dati

Non brillante, ma ha bisogno di tempo per migliorare, ne sono certo. Ho chiaramente eseguito più test di velocità, in più punti della città e per ora solo a Milano (avrò modo di metterla alla prova anche in altre località entro breve, anche all’interno di un modem LTE che recensirò quanto prima). Ti propongo qualche screenshot confrontato con TIM e Vodafone.

Ora, tralasciando l’imbarazzante divario creato da Vodafone che può vantare una rete dati davvero pazzesca in quanto a velocità (e i test Vodafone sono stati eseguiti con un vecchio iPhone 6, per dovere di cronaca), Iliad ha inizialmente preso schiaffi da ogni competitor. Nel corso del tempo le cose sono però migliorate, ho documentato altri test:

Il ping è sempre alto, ma è una colpa attribuibile al fatto che –ancora oggi– molte (troppe?) delle SIM stanno navigando passando per la Francia, dove evidentemente Iliad era già pronta a incanalare il traffico dati, in attesa di esserlo anche in Italia come annunciato e come in corso d’opera. Ricordiamoci inoltre che –in attesa di una più robusta rete di antenne nostrane– Iliad poggia diverso suo traffico su Wind-3, dalla quale ha anche acquistato parte di quelle antenne, dismesse durante la fusione delle due grandi società, così da dare quanta più copertura possibile (cosa vitale e obbligatoria da parte di un operatore non virtuale).

Allo stato attuale, la mia SIM passa ancora per la Francia (controllo ripetuto più volte anche dopo riavvio). Se vuoi, puoi testare la tua utilizzando un nuovo tool che ho messo a disposizione su Public: public.gfsolone.com/tools/ip

Iliad è arrivata in Italia, non senza problemi 17

In conclusione

Il lancio di Iliad, nonostante mesi di rumors, pubblicità dall’impatto “Wow” e promesse di rivoluzione, ha quel sapore di incompleto, di frettoloso e forse non ancora pronto a prendere senza rischi quell’onda quando fai male i calcoli con l’acqua mossa del mare, lanciandoti oltre la finestra consentita e prendendo uno schiaffo in faccia che la metà basta. Ciò non vuol dire che si tratti di una mossa sbagliata, ma solo che ci sarà più da correre e lavorare, cercando di mettere “in bolla” la creatura, utilizzando me e tutti gli altri early-adopters come cavie che possono fornire quanti più feedback possibili, senza la pretesa (da parte nostra, da clienti) di avere a disposizione la terra promessa, perché questa ancora non la vedo lì all’orizzonte, forse i miei occhi la scorgeranno tra qualche tempo.

L’offerta è valida, il sito web è valutabile al limite della sufficienza perché mancano ancora troppi dettagli (l’errore dell’embed di mappa Google oltre i limiti API gratuiti al lancio è stata una mossa forse davvero troppo banale e assai prevedibile, per dire), questo parla troppo spesso ancora francese anche quando si va a ritoccare le opzioni; alcune di queste sfociano in errori che non è possibile risolversi in autonomia costringendo il supporto a intervenire, insomma, non un bel vedere.

Iliad è arrivata in Italia, non senza problemi 25

In attesa che le cose inizino a prendere una piega migliore, il mio test della SIM termina qui per ciò che riguarda il bouquet dell’offerta completa. Passerà ora all’interno di un modem LTE che presto metterò alla prova e del quale ti parlerò :-)

Ora tocca a te. Hai già provato Iliad? Sei diventato cliente? La sceglierai in futuro? L’area commenti è a tua totale disposizione per discutere dell’operatore, dei problemi che riscontri, per condividere la tua esperienza.

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Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

Ho voluto fare una scommessa, un azzardo calcolato, una botta di fiducia nei confronti di un’azienda che mi piace e che realizza molti prodotti ai quali sono affezionato, Mi Band 2 in primis: ho acquistato uno Xiaomi Mi A1, uno smartphone di fascia medio-bassa (che di bassa ha poco e nulla), dal costo estremamente contenuto, che propone un buon hardware di base e un’esperienza assolutamente pulita grazie ad Android One, creatura Google che viene costantemente tenuta aggiornata e in sicurezza, via OTA, senza nessun componente di troppo, con tutto ciò che ti serve realmente e nulla piùt.

Xiaomi Mi A1: Android in purezza nella fascia media-bassa

Xiaomi Mi A1

Approdato nelle nostre coste negli ultimi mesi del 2017, ho pensato che Xiaomi Mi A1 potesse essere il regalo perfetto per Ilaria, per sostituire il suo precedente Motorola Moto G4 dopo anni di onorato servizio. Si tratta di un 5,5 pollici con risoluzione FullHD e un peso che si aggira intorno ai 165 grammi, quindi molto leggero e compatto, di buona maneggevolezza e con il giusto grip. Rapida lettura d’impronta posta dietro in posizione centrale (sotto al comparto fotografico) e tasti di gestione Android in “ordine Samsung” (quindi il menu sulla sinistra, centrale invariato e indietro sulla destra), con retroilluminazione che non può essere forzata a rimanere viva mentre si usa lo smartphone, che quindi si mostra alla vista solo quando interpellata (devi imparare rapidamente il posizionamento dei tasti, tutto qui, un pelo difficile per chi arriva dalla configurazione standard Android).

Prezzo di listino da vero best-buy: pagato 182€ circa un mese fa, disponibile oggi anche a 154€ in alcuni intervalli temporali d’offerta GearBest / GeekBuying di cui approfittare spudoratamente per portarsi a casa la configurazione 4 GB di RAM e 32 GB di spazio disco integrato oppure 4 GB di RAM e 64 GB di spazio disco integrato, in ambo i casi espandibile grazie a microSD (fino a 256 GB, nda) e secondo slot che dovrai però sacrificare tenendo una sola scheda SIM (diversamente, lo smartphone nasce dual-SIM). Quello che ho acquistato per Ilaria è in configurazione 4/32.

Sotto al cofano

Un modesto ma rispettabilissimo Qualcomm Snapdragon 625 da otto core a 2 GHz che scalda poco e rende più del giusto per poterci lavorare, navigare, gestire applicazioni e la posta elettronica, non certo pensato e sviluppato per il gioco più esoso, perché l’Adreno 506 non brilla certo per le sue prestazioni (e mi ripeto: è giusto così), il tutto condito dai 4 GB di RAM di cui ti avevo già parlato prima, che ti permettono di usare il navigatore insieme ad altro di aperto in contemporanea, senza rallentamenti sensibili (ho usato Waze in maniera molto soddisfacente in auto, mentre andava avanti Spotify e altri servizi di base del telefono, tutto molto fluido).

Nato con Android Nougat (7.1.2), passa immediatamente a Oreo 8.0 (aggiornamento patch di marzo, a oggi che sto scrivendo l’articolo), semplicemente andando a cercare gli aggiornamenti dalle informazioni di sistema (ti toccherà farlo più e più volte, fino ad allinearti alle ultime patch e sistema di base). Nessuna notizia in merito a Oreo 8.1, ma ti ricordo che stiamo parlando di Android One e di Google diretto, quindi mi preoccupo ben poco.

Batteria assolutamente sufficiente per questo tipo di hardware, si parla infatti di una 3080 mAh che arriva a fine giornata senza troppi sacrifici o saving da impostare tramite sistema e applicazioni di terze parti (tipo Greenify che ho adottato su S8, di cui spero di riuscire a parlarti presto, nda).

Come completamento del pacchetto ci sono anche gli infrarossi, ma li usi ancora? Cosa fai? Ci giochi con il televisore? :-)

Multimedia

Jack per le cuffie, attacco di ricarica / OTG di tipo USB-C (quindi standard con i tempi attuali), altoparlante posto subito sulla destra di quest’ultimo, si tratta di un mono dalla buona qualità e che in riproduzione musicale si fa sentire piuttosto bene (non me l’aspettavo), grosso modo si replica anche in viva voce durante una telefonata, quasi non si sente la necessità dell’ormai inevitabile “mano a conca” anche in ambiente parzialmente rumoroso. In cuffia la resa è piena e corposa, assolutamente promossa (anche in collegamento bluetooth con l’auto).

Monitor con risoluzione FullHD 1080×1920 più classico rispetto a chi oggi sceglie il borderless, cornice nera che va ad abbracciare i tre pulsanti di comando Android, Gorilla Glass e corpo metallico non impermeabile. Pulsanti tutti sulla destra della scocca, ti serviranno ad accendere o spegnere lo smartphone, alzare e abbassare il volume. Sensore delle impronte di cui ti ho già parlato e che quindi mi limito a ripetere: giusta la posizione e la reattività in analisi del dito, lo si incrocia con l’indice molto facilmente e non c’è rischio alcuno di incontrare la fotocamera dal doppio obiettivo (di cui ti parlo dopo).

Chip WiFi 802.11 a, b, g, n, ac, dual-band e Bluetooth 4.2. Non c’è NFC, non c’è VoLTE e le bande di frequenza sono le classiche: LTE, HSPA, HSUPA. Reparto GPS con A-GPS, Glonass, BeiDou assolutamente reattivo e corretto nella triangolazione.

Software e usabilità

Difficile pensare a un paragrafo intero da dedicare al software e alle eventuali personalizzazioni che in realtà non esistono! Qui l’eterna lotta è combattuta esclusivamente tra chi apprezza l’essere purista dell’esperienza Android voluta e sviluppata da Google e le personalizzazioni delle ROM proposte dai vari vendor. Lo Xiaomi Mi A1 dato in mano a un cultore Samsung (non sono io, tranquillo) ha dato libero sfogo al giudizio a metà tra l’inorridito e lo schifato, un po’ come la faccia di un bambino al quale fai assaggiare i broccoli per la prima volta (e no, non ho ancora trovato un bambino che abbia apprezzato i broccoli al primo assaggio). Io, che non disdegno il minimalismo e apprezzo la possibilità di tenere aggiornato un dispositivo senza lunghe attese, lo trovo assolutamente adeguato e per certi versi anche migliore di alcune personalizzazioni “estreme“.

La MIUI l’ho già usata in passato, non mi è dispiaciuta (ha i suoi pro e contro, come ogni cosa), qui la ritrovo esclusivamente nell’applicazione dedicata ai feedback da spedire al vendor (appunto) e in quella della fotocamera, che prende il posto della nativa Google (fortunatamente, aggiungerei). C’è anche l’applicazione per controllare la parte infrarossi dello smartphone. Per cercare di addolcire il tutto e permettere a Ilaria di avere continuità nell’esperienza d’uso, ho scelto di installare e rendere predefinito il sempre troppo poco osannato Nova Launcher.

Fotografia

Fotocamera posteriore dual da 12 MP (f/2.2, 26mm, 1.25 µm la prima, f/2.6, 50mm, 1 µm la seconda), autofocus, zoom ottico 2x, flash dual-LED dual-tone, permette di ottenere buoni scatti con un angolo leggermente più grande rispetto a quello a cui siamo generalmente abituati. Funzioni di Geo-tagging, touch focus, face detection (e questa può arrivare a metterti l’ansia quando mette in funzione il riconoscimento del volto e della possibile età del soggetto, cosa che vedrai anche negli scatti di test che ti propongo di seguito), HDR, panorama. I video vengono registrati a 2160p@30fps, 720p@120fps.

Ricorda per certi versi il comparto fotografico posteriore di iPhone 7 Plus, come riportato nel tweet di Xiaomi stessa:

Messa a fuoco non particolarmente immediata ma buona una volta puntata, tutto sommato giusti i colori e abilitazione controllata per il comparto HDR. Quando si cerca di raggiungere i soggetti un po’ più distanti, la qualità cala e molto, un limite tutto sommato prevedibile.

Fotocamera frontale da 5 MP, 1080p. Giusta per gli autoscatti e gli irresistibili (?) selfie. In comune (le due fotocamere) hanno la buona luminosità.

In conclusione

Se devo necessariamente segnalare una pecca in riferimento alla confezione del prodotto, cito la mancanza ingiustificata degli auricolari, che oggi trovi anche nel pacchetto delle patatine ma non in Xiaomi Mi A1.

Ci aggiungo il caricabatterie, che non è di tipo Quick Charge perché è lo smartphone a non esserlo per primo, quindi dovrai attendere pazientemente che Xiaomi Mi A1 si carichi completamente, cosa che puoi lasciargli fare durante la notte, o le ore di lavoro in ufficio, difficilmente la batteria ti abbandonerà durante la giornata a meno di un uso particolarmente intenso e violento.

A completare il quadro dei difetti c’è la luminosità del monitor che sotto al sole è assolutamente adeguata, ma fa da lampada abbronzante durante la notte quando cala completamente il buio, costringendoti a intervenire manualmente sulla regolazione per evitare di perdere diottrie e il sonno per le successive 24 ore.

Si tratta però di pecche su cui è possibile passare sopra, arrangiarsi per adeguarsi a un buon prodotto dal rapporto qualità / prezzo promosso a pieni voti e che certamente ricomprerei se tornassi indietro.

Puoi trovare Xiaomi Mi A1 sullo store italiano, oppure su Amazon, i prezzi oscillano molto e puoi non spendere ormai più di 180€ per portartelo a casa (basta avere pazienza o approfittare di qualche occasione a tempo):

Ilaria è molto contenta dell’acquisto e lo stesso vale per me, Xiaomi ripaga la fiducia ancora una volta, con la speranza che –una volta arrivata in Italia ufficialmente– non decida di adeguarsi alla parte peggiore del commercio fatto di cifre sempre più pompate, a pieno discapito del cliente finale.

Credo di aver detto tutto, in caso di dubbi o necessità di ulteriori informazioni sono qui a disposizione :-)

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La domanda alla base di un articolo evidentemente pubblicato fuori dal tempo potrebbe essere: “Mi conviene pensare all’acquisto di un simile smartphone?“. Asus mi ha spedito uno ZenFone AR da provare per qualche tempo, portato con me e affiancato al resto dei telefoni che sono solito avere a portata di mano. Ti racconto com’è andata, tieni sempre a mente il mio schema di valutazione e che, anche questo come lo ZenFone 4, punta molto sulle sue fotocamere, soprattutto considerando la terza dedicata alla profondità, dedicata all’AR / DayDream e Tango Project di Google.

ASUS ZenFone AR (ZS571KL)

Asus ZenFone AR

Nasce dall’esigenza di Asus di esplorare un mercato ancora troppo poco ricco di giocatori di grosso calibro (è il secondo telefono a supportare la tecnologia sperimentale di Google), ma nel frattempo Tango Project muore e ci si ritrova quindi con un pezzo di tecnologia orfano inconsapevole e soprattutto incolpevole di quanto deciso da un’azienda della grandezza di big G. Non so quanto sia il caso di dirlo, ma “fortunatamente” AR ha avuto poco successo tra i papabili clienti, così come il predecessore Phab 2 Pro di Lenovo. Nessuno probabilmente piangerà la sua scomparsa, o al massimo si troverà in compagnia della particella di sodio dell’ormai nota pubblicità che tutti almeno una volta abbiamo visto in televisione o sentito in radio. Resta da capire quanto di questo hardware molto potente è ancora sfruttabile per l’ordinaria amministrazione, rapportandolo a un prezzo che potrebbe indurre all’acquisto pur sapendo che si tratta di un Walking Dead.

Con un prezzo di listino che è stato capace di toccare i 900€, oggi si trova ad almeno 300 euro in meno senza troppa fatica. Non è cosa da poco, ne sono pienamente consapevole, ma se si confronta la sua dotazione hardware con quanto disponibile sul mercato, si arriva facilmente alla conclusione che Asus (e i venditori terzi) non stanno chiedendo più di tanti altri competitor (ti ricordo che questo è da considerarsi top di gamma, almeno in una sua fascia).

Sotto al cofano

Dotazione da PC portatile a dir poco, considerando che avrai a che fare con un processore 64-bit Qualcomm Snapdragon Quad-Core 821 @2. 35 GHz (volutamente ottimizzato per Tango) e grafica Adreno 530, coadiuvato da 6 GB di RAM (il modello da me provato, perché in realtà esiste anche con 8 GB di RAM) e 128 GB di spazio disco senza espansione alcuna (con microSD si può arrivare fino a 2 TB, e ci sono anche 100 GB di spazio su Google Drive gratuiti per due anni), che diventano circa 112 perché 16 (più o meno) se li tiene da parte il sistema, riservandoli e rendendoli inaccessibili.

Android è fermo alla versione 7.0 (e ZenUI alla 3.0), e in tutta onestà non so quanto Asus voglia tenere al passo questa sua cometa, considerando che il livello di patch mi comunica come data quella del primo luglio del 2017, davvero un peccato considerando che qualche acquirente là fuori esiste per forza, e dubito sia molto contento di essere tenuto indietro. Si parla di aggiornamento major a Oreo, ma non trovo molte informazioni certe in merito, c’è addirittura aria di salto alla 8.1 senza passaggio dalla 8.0 (tante voci, qualche firmware installato in maniera forzata ma non una roadmap con date ben evidenziate, prometto di aggiornare questo paragrafo nel caso dovessi venire a conoscenza di novità in merito, e i tuoi commenti per farmele notare sono i benvenuti).

Un pelo fuori luogo la batteria, tendenza difensiva del 2017 per molti produttori. Asus ZenFone AR monta una 3300 mAh che sembra davvero piccola considerando il grande monitor da 5,7″ e le tecnologie che vuole padroneggiare (te ne sto parlando come se tutto fosse ancora vivo e vegeto, lo so, ma considera che è nato senza sapere della chiusura di Project Tango, quindi è giusto metterlo sul piatto della bilancia con tutto il corredo). C’è chiaramente la possibilità di ottimizzare i consumi del sistema (come già successo per ZenFone 4, nda), ma in alcuni casi potrebbe non essere abbastanza. Fortunatamente per la ricarica si è pensato a Quick Charge 3.0 e BoostMaster Fast Charging che permette di arrivare al 60% di carica in 39 minuti circa (con il caricabatterie originale che eroga 18W).

Multimedia

Jack per le cuffie (inutile sorridere, sai bene che ormai non possiamo più darlo per scontato!), altoparlante mono con effetto stereo, attacco USB-C. Sensore di impronte estremamente veloce e preciso (pressoché infallibile) sul fronte, subito sotto al pannello monitor (Super AMOLED WQHD 2560×1440, Gorilla Glass 4 con una cornice molto sottile inferiore ai 2mm), i pulsanti di accensione / spegnimento / standby e volume si trovano tutti sulla destra, il profilo è sottile ma buono, non danno fastidio alcuno, non ci si può sbagliare.

C’è anche la Radio FM, così come tutto un reparto audio che si fregia dei marchi DTS Headphone:X (7.1) ma in generale l’equalizzazione audio e la qualità in bluetooth non mi soddisfano, deve essere un tallone d’Achille che lo accomuna allo ZenFone 4, ed è un peccato (si nota molto la differenza quando si passa da un volume medio-basso a uno decisamente più alto, trasmissione sorgente via Spotify in altissima qualità, la medesima combinazione che con un diverso smartphone e stesso impianto funziona perfettamente).

Chip WiFi 802.11a/b/g/n/ac che funziona bene ma non brilla, nonostante sia stato messo alla prova con la stessa distanza da router e aggancio 5 GHz che dovrebbe fare molto meglio di quanto stabilito (ho provato più test passando da Google, SpeedTest e Fast):

Software e usabilità

In linea di massima ci siamo, nonostante si stia parlando di ZenUI 3.0 e una serie di ragionamenti vecchio stile che non ho mai apprezzato di Asus, primo tra tutti la presenza di una serie di software pre-installati che sostengo essere ormai gesto superato e anche fastidioso, correzione apportata in una ZenUI 4.0 che probabilmente approderà su ZenFone AR con Oreo. Tango e Daydream già installati (mi stupirei del contrario), così come alcuni giochi che possono dare il meglio su uno schermo così grande e con quella quantità di RAM associata alla GPU Adreno (nonostante si tratti di una coppia CPU/GPU appartenente a una precedente generazione, strano considerando il costo e la data d’uscita di ZenFone AR).

Troverai tutta la famiglia di applicazioni Zen, Facebook e Messenger, ma anche Instagram e una serie di applicazioni che sfruttano la realtà aumentata, come iStaging (ho aggiunto un cestino in casa, ma non credo che lo comprerò di quel colore, guarda la fotografia di seguito), Visualiser di BMW, Towers for Tango, Measure per prendere misure più o meno corrette (c’è un margine dovuto all’applicazione e uno dovuto alla tua capacità di colpire i punti giusti dai quali partire con la misurazione) e un gioco (Slingshot Island) anch’esso basato su AR.

ASUS ZenFone AR (ZS571KL) 10

Io ho installato e provato Hot Wheels Track Builder Tango solo per il mero gusto di tornare bambino e far volare quattroruote a caso per casa (sì, gioco di parole voluto). A proposito di giochi: ne troverai preinstallati alcuni della famiglia Gameloft, tra cui N.O.V.A. Legacy e Asphalt 8: Airborne, ma non solo. Diciamo che la dotazione hardware dello ZenFone AR ti permette certamente di goderti questi titoli per definizione esosi, trovandoli invece ragionevolmente fluidi e reattivi ai comandi.

Fotografia

Eccoci qui, arrivati al paragrafo indubbiamente fondamentale per un terminale di questo tipo, perché le caratteristiche di ZenFone AR parlano chiaro (in parte prese direttamente dalla scheda tecnica ufficiale, perché a elencarle tutte si finisce nella mattinata di domani!):

Fotocamera principale (posteriore)

  • Fotocamera 23 megapixel PixelMaster 3.0
  • Apertura diaframma f/2.0
  • Sensore SONY IMX 318 (sensori di grandi dimensioni 1/2.6″, 1,0 µm dimensione pixel )
  • Lunghezza focale 27mm
  • 6 lenti per 4 assi, stabilizzazione ottica dell’immagine e 4 stop per foto perfette
  • Stabilizzazione ottica dell’immagine a 3 assi per foto prive di effetto movimento
  • Videoregistrazione 4K UHD (3840px x 2160px) a 30 frame al secondo,1080p HD 30 fps o 720p HD sempre a 30 fps, con stabilizzazione elettronica dell’immagine a 3 assi (e possibilità di fotografare anche durante la ripresa video)
  • Dual-LED real tone flash

Fotocamera secondaria (anteriore)

  • Foto a 8 megapixel
  • Sensore OV 8856 (1/4″, 1.12um)
  • Apertura diaframma f/2.0
  • Screen Flash (sì, quella roba che apparteneva agli avi, all’incirca)

Più delle parole contano come al solito i fatti, ed ecco quindi che ti propongo qualche scatto catturato in ogni condizione di luce, così che tu possa trarne direttamente le conclusioni. Per ciò che mi riguarda, sembra che l’applicazione della fotocamera (nonostante il sensore di Sony, che in questo campo può insegnare a molti, nda) non carichi sufficientemente i colori e si faccia ingannare dalle luci in condizioni non ottimali (ho volutamente fatto un paio di fotografie alla tartaruga mentre la sua lampada le puntava addosso la luce UVB, tanto per dire), tutto migliora se si catturano soggetti illuminati dalla luce del giorno e, per assurdo, anche in condizioni di luce molto scarsa (guarda la foto della candela sulla scrivania, fatta completamente al buio):

E qui un esempio di video (grazie al meteo di Milano per la preziosa collaborazione :-p):

In conclusione

Nonostante alcune sbavature che onestamente non pensavo di trovare su uno smartphone che pretende quasi 1000€ in cassa (considerando il listino all’epoca della realizzazione e inserimento in commercio), l’hardware che lo ZenFone AR propone è certamente in grado di sostenere una grande mole di lavoro, seppur non correttamente coadiuvato da una batteria che poteva certamente essere più capiente e pronta a giornate di lavoro particolarmente stressanti.

Buono il materiale con il quale è stato pensato e sviluppato che ne garantisce ottima presa (nonostante le generose dimensioni), non scivola in nessuna condizione (quella che trovi sulla scocca posteriore è una finta pelle, il resto di ZenFone AR è tutto metallo).

La generazione di CPU / GPU “nata vecchia” non è necessariamente una pecca, è stabile e non scalda più del dovuto, regge bene la condizione sotto sforzo, viene quindi promossa con voti più che sufficienti. La disponibilità di un secondo slot SIM ti permette di pensare a ZenFone AR come uno smartphone unico per parenti / amici e anche colleghi d’ufficio (se, come me, hai ben pensato di tenere le due cose separate), pur facendo attenzione a ottimizzarne l’utilizzo per arrivare a sera senza troppe preoccupazioni. La confezione è molto completa e propone il solito set fatto di auricolari in-ear e caricabatterie, quest’ultimo con uscita 5 e 9 V, per dare uno sprint alla carica (come ti ho spiegato qualche paragrafo più sopra), una custodia in silicone trasparente e una pellicola in vetro (tutto materiale che solitamente si compra in un secondo momento, quindi lodevole!). Non può chiaramente mancare il visore in cartone da costruire.

Lo comprerei? Probabilmente aspetterei ancora un po’, per capire qual è il suo destino in merito ai prossimi aggiornamenti e ad Android Oreo, con l’occasione il prezzo potrebbe ulteriormente variare (in meglio, per il cliente finale). ZenFone AR potrebbe essere un buon compromesso tra qualità e costo se lo si considera come un terminale completo in grado di affrontare le sfide poste dalle applicazioni (e giochi, anche se io non sono solito giocare con lo smartphone) più pesanti, perché la fluidità è assolutamente uno dei suoi punti forti.

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Asus, tornerà all'ovile al termine del mio test.
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Motorola Moto Z2 Play

Gioxx  —  31/10/2017 — 4 Comments
Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

Dominato da un’esperienza pura basata su Android Stock (7.1.1), e contenente giusto un paio di riferimenti all’azienda del gruppo Lenovo, per nulla invasivi (quasi non te ne accorgi, giuro), il Moto Z2 Play è davvero un bello smartphone, con una grande agilità e buone performance ma, contrariamente alle storie a lieto fine, con un grande tallone d’Achille molto di moda negli ultimi tempi: il prezzo di listino.

Motorola Moto Z2 Play 1

 

Motorola Moto Z2 Play

Pratico, con un buon display (da 5,5 pollici, AMOLED con risoluzione in Full HD), bello da vedere nonostante quella sua pendenza posteriore (da poggiato) un po’ forzata, dovuto al comparto fotografico sporgente. Un grip che convince, anche se montando la Moto Style Shell, cover magnetica che permette anche la carica a induzione, questo dissuade prediligendo molto più l’eleganza, ti sembrerà sfuggente soprattutto quando tenterai l’utilizzo con una sola mano, poco semplice in diverse occasioni. Che fare? Niente Moto Style Shell, pollice capovolto.

Il Motorola Moto Z2 Play è uno smartphone che si presenta al mercato con poche pretese, ma che ha molto da offrire all’utilizzatore medio (fascia nella quale lotta con i competitor, decisamente ad armi pari). Non un rallentamento, non un’esitazione, talvolta è fin troppo reattivo (capirai in seguito di cosa sto parlando), il touch è di buona fattura e segue sufficientemente bene le richieste, il fingerprint reader è rapido e sblocca immediatamente l’accesso ai tuoi dati, e torna ancora più comodo quando con una pressione un po’ più prolungata puoi bloccare il telefono, evitando così di dover utilizzare il pulsante laterale destro di accensione. Peso e materiali nella norma, faticherai a sentirlo in tasca e anche in mano, ma non ti preoccupare, non è una piuma, è ben resistente, anche agli schizzi, nonostante manchi la certificazione IP più alta (ti ripropongo il testo riportato nel sito web di Motorola: l’avanzata tecnologia di nano-rivestimento crea una barriera idrorepellente per proteggere il telefono da un’esposizione moderata all’acqua, come spruzzi o pioggia leggera. Non è concepita per l’immersione del telefono in acqua o l’esposizione ad acqua pressurizzata o altri liquidi. Non impermeabile.).

Sotto al cofano

Android 7.1.1 (come già anticipato a inizio articolo) con patch di settembre 2017 (a ora che sto scrivendo l’articolo), tenuto quindi costantemente aggiornato in maniera molto regolare. CPU Snapdragon 626 con GPU Adreno 506, 4 i GB di RAM (nello smartphone da me testato, ma esiste anche il modello con 3 GB) e 64 quelli di memoria integrata a tua totale disposizione (anche in questo caso esiste il modello con 32 GB), con possibilità di espansione –micidiale, direi– fino a 2 TB (che ancora non esistono, tra l’altro, ma questo è un altro argomento).

Se c’è una cosa che mi è molto piaciuta di questo dispositivo, è la possibilità di montare due SIM e una microSD contemporaneamente, cosa affatto scontata su molti altri smartphone della stessa fascia, che solitamente prediligono la formula 1+1 (doppia SIM, oppure una SIM e una scheda microSD per espandere la memoria massima a disposizione di applicazioni e contenuti personali), punto decisamente a favore di Motorola.

Il processore, così come succede già per il più recente Snapdragon 630, fa parte di quelli che scalda poco e lavora tanto, un plus che incide ovviamente anche sulla vita della batteria, 3000 mAh che ti permettono certamente di arrivare a fine giornata in tranquillità, e che possono essere rapidamente riportati a carica completa utilizzando la tecnologia TurboPower di Motorola. Il connettore scelto, a tal proposito, è di tipo USB-C.

Multimedia

Connettività GSM, GPRS, EDGE, UMTS, HSPA+ e 4G LTE (4G+ presente all’appello), WiFi 802.11 a/b/g/n 2,4 GHz e 5 GHz parecchio migliore rispetto a quell’Asus da poco provato e recensitoe che mi aveva lasciato alquanto perplesso-, soprattutto considerando che ci troviamo nella stessa fascia prezzo (il Moto Z2 Play aggancia immediatamente la rete 5 GHz e non la molla più, se non costretto).

Motorola Moto Z2 Play 11

Connettività in fibra 100/50 FTTH Fastweb, mentre Ilaria gironzola per casa con il mio iPad e Netflix in uso, il NAS è connesso, io navigo, ecc.ecc.

Bluetooth in versione 4.2 LE + EDR che non mostra alcun segno di pazzia nei confronti della mia autoradio, permettendomi il pieno controllo di Spotify dai comandi al volante, e mostrando a video titoli, avanzamento e informazioni aggiuntive del brano (grazie Signore, grazie!).

Buono e senza troppi fronzoli il bilanciamento dell’audio, anche in cuffia (sì, c’è il jack audio tradizionale). Per ascoltare una traccia (o guardarsi un video) senza l’ausilio di accessori, ti basterà tenere in landscape lo smartphone e approfittare del suo speaker frontale (la capsula dell’altoparlante in conversazione, nda), affatto potente e che si perde troppo facilmente nel rumore di fondo del fuori ufficio o casa, appena sufficiente per un utilizzo senza pretese one-shot, ma posso capire che non è su questo che punta Motorola (esistono Mods ad-hoc, ne parliamo tra poco). C’è anche la radio FM per i veri nostalgici.

Nessun LED per segnalare alcunché, c’è e ti deve bastare il display con possibilità di Always On di Motorola, di cui però ti voglio parlare meglio nel successivo paragrafo.

L’accoppiata fotocamera posteriore e anteriore è composta rispettivamente da una 12 e 5 MPixel, con un obiettivo grandangolare sulla parte anteriore così da permetterti di fare “veri felfi da competizione” (sai quanto io li odi, sorvoliamo quindi), buone le focali e le aperture, migliori rispetto al passato, con un occhio di riguardo anche alla parte video (480p -30fps- 720p -120fps- 1080p -60fps- e 4K -30fps-) che se la cava bene anche in condizioni di luce scarsa (ho detto bene, occhio). Al solito, ti propongo qualche esempio, volutamente scattato in diverse condizioni, con e senza flash (doppio sia dietro che davanti, nda), cercando di lasciare quanto di più automatico ci possa essere nel software della fotocamera:

Messa a fuoco e reattività sono di buon livello, forse un po’ meno il risultato finale, non ho riscontrato grandi difficoltà nello scatto rapido.

Per dovere di cronaca e stesso metro di giudizio per tutti, anche Moto Z2 Play soffre del problema relativo all’utilizzo durante l’attività sportiva, con la solita fascia da braccio, che riduce a zero il livello della qualità di sblocco rapido (da lettore impronte centrale) impedendo al monitor di accendersi e richiedere il PIN, costringendo quindi all’uso del pulsante di accensione laterale, facile da colpire insieme a quelli del volume. Peccato.

Software e usabilità

Cosa vuoi che ti dica: a me utilizzare un Android pressoché nudo e crudo piace. Ci sono scuole di pensiero e faide che potrebbero prendersi a palle di neve per secoli interi (no, non sto pensando a te Alberto, o forse sì?), eppure le cose sono chiare come quando le vedi alla luce del sole. L’esperienza voluta e sviluppata da Google è lineare, senza intoppi, pecca di qualche mancanza ma è dovuta al fatto che qualcun altro l’ha pensata, sviluppata e integrata proponendola poi come fosse qualcosa di standard e dovuto su ogni modello, e invece no.

Motorola Moto Z2 Play 31

Android 7.1.1 su Motorola Moto Z2 Play è come mamma l’ha fatto, con le sue icone, il suo Launcher predefinito (che funziona alla grande, lasciamelo dire), ti ci abitui subito, e quasi sopporti anche la tastiera di Google dopo anni di utilizzo di SwiftKey (e guai a chi la tocca). Certo qualche voce dedicata specificatamente al mondo Motorola c’è, ma è un di più del quale puoi anche fare a meno, se vuoi. Manca la modalità notturna per la rimozione della luce blu, ma ho aggirato l’ostacolo andando a togliere la polvere da un’applicazione che avevo ormai buttato nel dimenticatoio, Blue Light Filter – Night Mode:

Se proprio devo evidenziare un paio di difetti del Laucher, potrei citare l’impossibilità di stabilire quale delle pagine create è la mia home, così da tornarci sopra rapidamente con una pressione del tasto centrale (cosa che non accade, chiaramente, perché vieni riportato a quella che è la home di fabbrica, generalmente la pagina 1, considerando Google Home come la 0), o magari l’ansia da prestazione del Moto Display Always On, reattivo anche solo con un respiro o uno sguardo che cade per sbaglio nei pressi dello smartphone, fortunatamente disattivabile da Moto, l’applicazione “centro di controllo” creata ad-hoc per questi smartphone. La stessa torna utile quando si vogliono anche sfruttare delle gesture che ho personalmente sempre apprezzato nei telefoni di questo produttore, come la torcia attivabile con un colpo “doppio martello“:

Niente da dire sul reparto batteria, i consumi sono in linea con ciò che mi aspettavo, i 3000 mAh sembrano essere sufficienti per affrontare una normale giornata di lavoro, e non si lamentano neanche quando si fa uno strappo alla regola, qualcosa di diverso rispetto alla quotidianità. Tutto torna anche nel fine settimana, quando tendo ad abbandonare più facilmente lo smartphone, a tutto vantaggio di una carica che viene così mantenuta più a lungo:

Assente un’applicazione per la manutenzione e il tuning di applicazioni e consumi, ed è assolutamente normale considerando che si tratta di una ROM tenuta all’osso e quanto più vicina all’esperienza pura stabilita da Google (e io apprezzo, sia chiaro).

Moto Mods

Console da gioco portatile, macchina fotografica o speaker audio, poco importa. Il mondo Moto Mods propone modifiche che possono migliorare le caratteristiche del proprio smartphone, in base alle esigenze di ogni cliente. Oltre alla Moto Style Shell, di cui ti ho parlato a inizio articolo, esistono diverse altre Mods che potrai scegliere e acquistare.

Ho ricevuto il JBL SoundBoost 2, speaker stereo dalle dimensioni piuttosto ridotte che consente anche di appoggiare in landscape lo smartphone (ha un piccolo supporto che gli farà da piedistallo):

Motorola Moto Z2 Play 22

Ciò ti permetterà di goderti un buon video, un episodio della serie televisiva che stai seguendo, o più semplicemente di ascoltare la musica offrendola anche ai tuoi vicini (ammesso che siano d’accordo!). Il suono non è male, ma non mi convince appieno, probabilmente chiedo troppo e mi rendo conto che un’equalizzazione –anche tramite l’applicazione dedicata– sarebbe preferibile se gestita manualmente, e non solo secondo profili prestabiliti.

Questo accessorio integra una batteria da 1000 mAh, la possibilità di una ricarica dedicata (ha un attacco Micro-USB) e il supporto vivavoce. Il costo? Non è ancora chiaro, e spesso viene venduto in bundle con lo smartphone, ma considera che la sua prima versione si trova in giro a poco meno di 90€. Nello shop di AT&T lo si vende a 79$ (grosso modo 67€ al cambio attuale, quando sto scrivendo questo articolo).

In conclusione

Un hang temporaneo della rete voce e dati che mi ha costretto a disattivare e riattivare la SIM principale all’uscita da una galleria, una ricezione che nonostante venga data per buona (4G o H+) si dimostra poi non troppo performante in ambienti chiusi (ma non certo blindati) e piccoli altri problemi che ho incontrato sporadicamente, nel corso dell’utilizzo quotidiano, avvenimenti che comunque non cambiano di molto le sorti di un giudizio complessivo più che sufficiente per ciò che riguarda il bilanciamento della componentistica hardware e l’esperienza di utilizzo del software e delle sue funzionalità.

Motorola Moto Z2 Play è un buon terminale che perde però di appeal quando si va a leggere la classica cella in basso a destra nella fattura, quella relativa al totale da pagare, perché -a oggi- 499€ sono davvero troppi per uno smartphone di fascia media. Il prezzo che è possibile trovare su store alternativi inizia a diventare appetibile quando gravita intorno ai 400€ o ancora meno, probabilmente il momento migliore per agire è quello relativo al periodo natalizio, durante il quale potrebbero saltare fuori delle vantaggiose offerte, intervallo di tempo propizio per cambiare il proprio compagno quotidiano di lavoro.

Ora formatto tutto e re-impacchetto, è arrivato il momento di tornare a casa base. Al solito, l’area commenti è a tua totale disposizione per qualsiasi dubbio in merito al test e al prodotto :-)

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Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Motorola, tornato all'ovile al termine dei miei test.
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