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Disco apparentemente inaccessibile e Windows 10 che non si avvia. Un recupero dei dati è ancora plausibile perché probabilmente si è danneggiato solo uno di quei file necessari al boot in seguito a un aggiornamento di sistema, i tuoi dati sono ancora custoditi correttamente all’interno del disco. Codice di Bitlocker a proteggere il tutto, è davvero tutto perduto? Ti sei chiuso fuori dalla porta? No, affatto. Ti basta un supporto avviabile con Windows a bordo (la solita chiave USB, nda) e un Prompt dei comandi per andare a sbloccare il Bitlocker.

Sbloccare un disco protetto da Bitlocker

Per partire dovrai creare un supporto di ripristino, ti consiglio di utilizzare il Microsoft Media Creation Tool, soluzione ufficiale suggerita in questo articolo:

Creare un supporto di ripristino di Windows 10

Una volta avviato il PC con il supporto di ripristino premi sulla tastiera la combinazione di tasti Shift + F10, in alternativa puoi fare clic su Avanti nella schermata dove ti viene proposta la lingua da installare / Formato ora e valuta / Layout di tastiera → Ripristina il computerRisoluzione dei problemiPrompt dei comandi. Tieni a portata di mano la tua chiave di recupero Bitlocker, mi auguro tu abbia avuto l’accortezza di stamparla o salvarla in un luogo sicuro. Se sei un utente casalingo è probabile che tu l’abbia sincronizzata e salvata nel tuo spazio account sul sito di Microsoft (account.microsoft.com/devices/recoverykey).

A questo punto dovrai semplicemente individuare la lettera assegnata al disco contenente l’installazione del tuo Windows 10 e i file che vorrai recuperare (potrebbe trattarsi della D:\). Se così fosse, ti basterà eseguire da riga di comando lo sblocco del disco passandogli come parametro la chiave di recupero:

manage-bde -unlock D: -RecoveryPassword $ChiaveDiRipristino

Sostituisci $ChiaveDiRipristino con la chiave di recupero che dovresti aver ormai recuperato dal tuo posto sicuro e attendi conferma a video (Sblocco del volume tramite password completato). A questo punto dovrai lanciare la decrittografia del disco che impiegherà un po’ di tempo (più è grande il disco, più tempo ti verrà richiesto di pazientare):

manage-bde -off D:

Al termine del processo potrai navigare tra i file del tuo disco e copiarli o spostarli dove preferisci, oppure (soluzione che personalmente trovo più comoda) staccare il disco dal suo alloggiamento, attaccarlo con un adattatore a un diverso PC (io utilizzo questo tipo di adattatore) ed esplorarlo come fosse un come Hard Disk esterno. Al termine del tuo recupero potrai sempre provare a riparare l’avvio tramite – ancora una volta – lo strumento di ripristino di Microsoft Windows 10 o – se preferisci – formattarlo e reinstallare da zero il Sistema Operativo.

In caso di problemi o per avere ulteriori informazioni, fammi un fischio utilizzando l’area commenti.


immagine di copertina: pexels.com/photo/silver-hard-drive-interals-33278

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Ti sei chiuso fuori dal sistema perché non ricordi più la password dell’amministratore locale e magari la postazione di lavoro ha anche perso la relazione di trust con il dominio? Benvenuto a bordo. La storia insegna che cambiare la password dell’amministratore locale del Sistema Operativo di Microsoft è sempre stata cosa possibile con un accesso fisico alla postazione (qui un vecchio articolo sul blog: Chntpw: cambiare password all’amministratore di Windows), negli ultimi tempi la storia è però cambiata, c’è bisogno di qualche trucco in più perché – giustamente – Microsoft è corsa ai ripari rendendo la procedura più difficile, questione di sicurezza. Oggi ti spiego come aggirare i nuovi ostacoli e arrivare al traguardo vincitore.

Microsoft Windows

Supporto di installazione

Per procedere nella maniera più semplice dovresti avere a disposizione un diverso PC Windows sul quale effettuare le operazioni, in alternativa puoi saltare al paragrafo successivo. Scarica lo strumento di creazione supporti di Windows 10 (Media Creation Tool) dal sito web di Microsoft (microsoft.com/it-it/software-download/windows10), avvialo e scegli di creare una chiave USB con tutto il necessario, attendi che il processo termini.

Windows 10: cambiare la password dell'amministratore 2

Attacca quella chiave USB al PC con la password di amministratore locale da modificare e avvialo facendo chiaramente partire il sistema da chiave.

Ti si presenterà davanti un prompt dei comandi che ti permetterà di operare. Se così non fosse premi sulla tastiera la combinazione di tasti Shift + F10, o ancora fai clic su Avanti nella prima schermata dove ti viene proposta la lingua da installare / Formato ora e valuta / Layout di tastiera → Ripristina il computerRisoluzione dei problemiPrompt dei comandi. Cerca la lettera del drive che contiene l’installazione di Windows 10 del PC (potrebbe trattarsi della D:\, quindi lancia un d: da prompt e – salvo errori – ti basterà in seguito un dir per controllare che le cartelle siano proprio quelle del PC interessato):

Windows 10: cambiare la password dell'amministratore 6

Spostati in D:\Windows\System32 e rinomina utilman.exe, per poter far spazio a un command (cmd.exe) al suo posto, in pratica:

cd Windows\System32
move Utilman.exe Utilman.exe.bak
copy cmd.exe Utilman.exe

Windows 10: cambiare la password dell'amministratore 3

Utilman.exe è l’eseguibile che Windows 10 utilizza nella schermata di login per darti le opzioni di accessibilità.

Windows 10: cambiare la password dell'amministratore 4

Per questo motivo facendo clic sull’icona verrà aperto un prompt dei comandi e non il solito popup al quale sei abituato (ammesso tu abbia mai curiosato in quel menu). Da qui il gioco è pressoché fatto. Vale ancora il vecchio metodo del net user administrator NuovaPassword da digitare e confermare da Prompt dei comandi:

Windows 10: cambiare la password dell'amministratore 5

Ora potrai autenticarti al sistema utilizzando nuovamente l’amministratore locale. In alternativa puoi non modificare la password dell’amministratore locale predefinito della macchina e crearne uno nuovo, ti basterà infatti lanciare un:

net user Pippo /add
net localgroup administrators Pippo /add

Dove “Pippo” sarà il nome utente del nuovo utente (reso poi amministratore locale) della macchina.

Se vuoi, te lo consiglio, riavvia la macchina utilizzando nuovamente la chiave USB che hai preparato, quindi rimetti a posto le cose così com’erano prima. Dal Prompt dei comandi cancella il finto Utilman.exe e rimetti a posto quello vero, per capirci:

d:
cd Windows\System32
del Utilman.exe
move Utilman.exe.bak Utilman.exe
wpeutil reboot

Arrivando alla schermata di login di Windows e facendo clic sull’icona dell’accessibilità ora dovresti notare il popup corretto.

Windows 10: cambiare la password dell'amministratore

Alternativa al Media Creation Tool

L’alternativa si chiama sempre chiave USB, ma il metodo con il quale copierai un’immagine ISO su di essa può essere differente. Ti ho parlato della possibilità di creare chiavi USB da avviare al boot macchina in un vecchio articolo ancora disponibile sul blog: Installare Windows da chiave USB (WinToFlash) (all’interno dell’articolo troverai riferimenti ad altri miei testi in cui parlo di ulteriori metodi e applicazioni per raggiungere lo stesso scopo).

Quello che ti serve è però un’immagine ISO da utilizzare. Per questo motivo ho scaricato, modificato e caricato un Windows 10 1809 x64 in italiano sul mio spazio Mega: go.gioxx.org/win10iso-1809-ntpwedit. Al suo interno ho inserito uno strumento utile per il cambio delle password degli utenti locali macchina (amministratore compreso) che puoi facilmente avviare da un prompt dei comandi. Ed è così che arriviamo al successivo paragrafo.

Una seconda via percorribile: NTPWEdit

Si chiama NTPWEdit e si basa sul codice sorgente di chntpw di cui ti avevo parlato tempo addietro (il già citato Chntpw: cambiare password all’amministratore di Windows in apertura di questo articolo). È gratuito e funzionante anche su Windows 10, si scarica dal sito web ufficiale cdslow.org.ru/en/ntpwedit (il collegamento diretto al file ZIP contenente l’ultima versione è cdslow.org.ru/files/ntpwedit/ntpwed07.zip o go.gioxx.org/ntpwedit per la copia che ho caricato sul mio spazio Box).

Avviando il PC con la chiave contenente il mio Windows 1809 modificato potrai lanciare un Prompt dei comandi (così come riportato nelle istruzioni del paragrafo Supporto di installazione, qualche colpo di scroll più in su), spostarti nella cartella principale della chiave USB (nel mio caso è la E:\ e forse anche nel tuo, in alternativa prova a spostarti in C:\, D:\, E:\, F:\ o altre) ed infine nella cartella ntpwedit che troverai già lì ad aspettarti. Ora esegui ntpwedit64.exe e attendi che compaia il programma a video.

Windows 10: cambiare la password dell'amministratore 1

Quasi certamente il programma avrà già trovato il file per lui necessario all’interno della cartella System32 di Windows, a te toccherà semplicemente fare clic su Open per far comparire la lista degli utenti rilevati nell’installazione di Windows. Selezionando l’utente sul quale vuoi intervenire potrai cambiare password (Change password) e/o effettuare lo sblocco nel caso in cui fosse bloccato (Unlock). Prima di uscire dal programma ricorda di fare clic su Save changes per scrivere le modifiche su disco.

A questo punto un ultimo clic su Exit seguito poi dal comando wpeutil reboot nel Prompt dei comandi ti permetterà di riavviare la macchina e tornare al tuo Sistema Operativo, per entrare nuovamente in possesso del tuo utente di amministratore locale.

Attenzione: Inutile forse dirlo: quest’ultimo prodotto puoi scaricarlo e integrarlo all’interno di un’immagine di Windows 10 (ISO) in completa autonomia, senza passare dal download che ho preparato io per accelerare i tempi. All’interno del mio file non c’è alcun altra modifica, ma dato che posso comprendere la poca fiducia di professionisti del settore e paranoici lettori occasionali del blog, sappi che mi sono limitato a utilizzare UltraISO per inserire la cartella contenente NTPWEdit nella root del DVD, nulla più, neanche polifosfati aggiunti, e pure senza glutine!

L’articolo termina qui. Spero di averti dato un paio di spunti validi per poter recuperare un accesso perso distrattamente nel caso in cui la macchina non abbia protezione alcuna (una macchina protetta da BitLocker non sarebbe comunque accessibile, per capirci). In caso di dubbi o richiesta di ulteriori informazioni non esitare a lasciare un commento (non è necessario essere registrati a Disqus).


Grazie a:
ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Password-dimenticata-Windows-10-esclusivo-come-accedere-al-sistema_18844
howtogeek.com/222262/how-to-reset-your-forgotten-password-in-windows-10
Altri spunti di lettura:
lifewire.com/free-windows-password-recovery-tools-2626179
pogostick.net/~pnh/ntpasswd/bootdisk.html
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Più che un articolo complesso, una pillola che potrebbe tornare utile nelle ricerche di Google (e per imperitura memoria del sottoscritto). Si parla ancora di Sysprep, nonostante io abbia già pubblicato qualcosa in merito da poco, con però un riferimento specifico a Windows 10 (in attuale versione Creators Update 1703). Una macchina nuova appena preparata e pronta per essere “chiusa e resa clonabile“, un errore a video che lascia molto spazio a imprecazioni variopinte:

Sysprep was not able to validate your Windows Installation (Bitlocker)

Io quel log l’ho aperto, e ci ho trovato una serie di informazioni anomale, perché relative al Bitlocker mai configurato sul PC:

2017-07-25 10:59:42, Info [0x0f0080] SYSPRP ActionPlatform::LaunchModule: Found 'ValidateBitLockerState' in C:\Windows\System32\BdeSysprep.dll; executing it
2017-07-25 10:59:42, Error SYSPRP BitLocker-Sysprep: BitLocker is on for the OS volume. Turn BitLocker off to run Sysprep. (0x80310039)
[gle=0x00000001]
2017-07-25 10:59:42, Error [0x0f0082] SYSPRP ActionPlatform::LaunchModule: Failure occurred while executing 'ValidateBitLockerState' from C:\Windows\System32\BdeSysprep.dll; dwRet = 0x80310039[gle=0x00000001]
2017-07-25 10:59:42, Error SYSPRP SysprepSession::Validate: Error in validating actions from C:\Windows\System32\Sysprep\ActionFiles\Generalize.xml; dwRet = 0x80310039
2017-07-25 10:59:42, Error SYSPRP RunPlatformActions:Failed while validating SysprepSession actions; dwRet = 0x80310039
2017-07-25 10:59:42, Error [0x0f0070] SYSPRP RunExternalDlls:An error occurred while running registry sysprep DLLs, halting sysprep execution. dwRet = 0x80310039
2017-07-25 10:59:42, Error [0x0f00d8] SYSPRP WinMain:Hit failure while pre-validate sysprep generalize internal providers; hr = 0x80310039
2017-07-25 10:59:55, Info [0x0f0052] SYSPRP Shutting down SysPrep log

In realtà, incuriosito da quel lucchetto aperto e il segnale di Warning sul disco del sistema operativo, ho scoperto che la protezione dei dati c’è, anche se non si vede. In pratica, quello che Windows 10 Creators Update fa, è una pre-attivazione di Bitlocker, il sistema che permette di criptare i dati ospitati su disco e che consiglio caldamente di utilizzare nel caso in il tuo PC portatile ti segua in tutti i tuoi spostamenti. Aprendo il Pannello di Controllo e portandoti sulla voce relativa alla sicurezza dei dati, noterai una schermata simile (io l’ho recuperata in inglese, ho dimenticato di fare uno screenshot al SO che stavo preparando!):

Sysprep was not able to validate your Windows Installation (Bitlocker) 1

A questo punto hai una sola possibilità: dato che non puoi lanciare un Sysprep di una macchina con Bitlocker attivo, dovrai prima disattivarlo e quindi -una volta terminata la decrittografia- rilanciare il processo di chiusura (Sysprep, appunto). Per farlo ti consiglio di utilizzare la Powershell, nettamente più rapida di una criptazione completa dei dati e successiva decrittografia.

Apri una finestra di PowerShell e lancia il comando Disable-BitLocker -MountPoint "C:", dove C: è la lettera corrispondente al disco che ospita il sistema e che ti sta dando questo problema. A questo punto dovrai semplicemente attendere che la decrittografia venga completata, a quel punto non dovresti più avere errori a video:

 esc.


fonti utilizzate:
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Sono passati mesi dalla mia prova e dalla riconsegna del Surface 2 Pro che Microsoft mi ha gentilmente fatto tenere per un lungo periodo, devo scusarmi e ringraziare ancora Cristina (lo so, ti tocca sopportarmi!) e Microsoft Italia tutta. Questo articolo è stato un parto perché più complesso di altri usciti nel frattempo, ci tenevo, spero possa aiutare chi ha dubbi sul possibile acquisto del tablet Microsoft a capire se procedere o meno in tal senso. Questa è la mia personale riflessione, a metà con l’uscita di Windows 8.1 che nel frattempo è arrivato agli utilizzatori di 8.

Perché una seconda serie?

Prima domanda fondamentale. Nei miei precedenti articoli vi ho parlato del packaging sempre molto curato ed elegante, delle cover che includono la tastiera così da evitare di selezionare ogni carattere sul monitor touch-screen (anche stavolta in versione soft e type, quest’ultima assolutamente vincente quando si ha solitamente a che fare con un computer portatile nel quotidiano), con l’alimentatore che include a sua volta una porta USB utile per poter caricare un cellulare o un qualsiasi altro dispositivo con cavo compatibile. Molto buono il suo sostegno che permette di tenerlo sul tavolo con la giusta inclinazione senza impegnarsi troppo, la presenza di connettività WiFi, Bluetooth e porta USB “on board” che possono coprire la maggior parte delle richieste degli utilizzatori (soprattutto l’ultima citata, completamente mancante sui dispositivi dei competitor) insieme allo slot di lettura per schede microSDXC e in ultimo, ma non certo per importanza, quel pennino introdotto con la prima versione Pro.

Nulla di nuovo sotto al sole? No, ed è un bene. Sono sempre dell’idea che ciò che nasce e funziona bene vada toccato il meno possibile, a meno di non voler innovare sempre in meglio con una ragionevole certezza del successo di quell’idea. Ciò che serviva al primo Surface non richiama nessuno dei punti citati nel paragrafo subito qui sopra. Le gravi pecche consistevano in un sistema operativo nato sicuramente per questo tipo di dispositivi ma ancora un po’ immaturo, uno slot SIM assente non giustificato, le limitazioni imposte dalla versione RT (sicuramente più economica ma altrettanto claustrofobica per chi non riesce a fare a meno di installare applicazioni di terze parti non contenute nel Windows Store). Tutto questo portava in maniera del tutto naturale a preferire un eventuale acquisto della versione Pro dello stesso tablet. Sicuramente più costosa, sicuramente più carrozzata, sicuramente più adatta a persone che come me devono e vogliono avere massima libertà di scelta, un ecosistema Microsoft Windows completamente personalizzabile secondo esigenze e gusti.

Surface 2 era nell’aria tanto quanto le tasse e la morte nella quotidianità di un italiano tartassato, un atto dovuto di Microsoft verso i suoi clienti, verso tutti coloro che avevano potuto vedere e provare la prima serie ma che avevano volutamente rimandato la valutazione d’acquisto come a voler confermare ciò che in tanti pensano: “Smithers, libera gli Early Adopter!“.

Formalismi tecnologici

Facciamola breve: il Surface Pro di prima generazione proponeva una dotazione hardware di tutto rispetto con un processore Intel i5 (x64) e 4 GB di RAM, il tutto condito con un comparto grafico basato su Intel HD Graphics 4000 che permetteva a Windows 8 di girare in maniera molto più che dignitosa, senza contare il taglio del disco a stato solido che poteva arrivare fino a 128 GB. Microsoft Office 2013, Windows Defender, tecnologia di crittazione Bitlocker e molto altro costitutiva un pacchetto software che arrivava direttamente dalla casa e che poteva far risparmiare all’utilizzatore finale una buona cifra che sarebbe stata diversamente necessario investire in post-acquisto del tablet.

Cosa è cambiato? Beh per motivi più che ovvi la tecnologia nel frattempo è andata avanti a ritmi sostenuti mettendoci a disposizione porte USB più veloci, display più brillanti o processori più performanti con consumi più bassi. Microsoft ha dotato Surface Pro 2 di porte USB 3.0, una mini display-port 1.2 che vi permetterà di connettere il tablet a monitor ben più grandi in HDMI (occhio che gli adattatori sono venduti separatamente), un processore Intel i5 di quarta generazione da 1,6 GHz con tecnologia Intel Turbo Boost fino a 2,6 GHz, da 4 a 8GB di RAM DDR3 in dual channel (a vostra scelta) e un chip grafico Intel HD Graphics 4400, senza considerare lo spazio disco che stavolta arriva a toccare quota 512 GB, giusto per “starci dentro quanto basta“.

Lo avete capito: ci si è dato da fare per andare incontro pressoché a qualsiasi esigenza, anche per coloro che proprio necessitano il massimo dalla propria dotazione informatica. Immutati rispetto al passato sono i sensori (luce ambientale, accelerometro, giroscopio e bussola) perché tutto sommato non serve altro di così fondamentale a bordo macchina.

Non l’ho detto ma ovviamente lo avrete capito: assente ancora più ingiustificato rispetto a un anno fa è nuovamente lo slot per la scheda SIM. E’ davvero così difficile capire che un tablet nella nostra penisola non può affidarsi alle sole reti WiFi? Ce ne sono ormai tante ma sono per lo più chiuse, appartenenti a privati cittadini e nonostante la buona volontà di aziende come Microsoft e Comune di Milano (o Ravenna, se penso alla mia città) che mettono a disposizione reti ad alta velocità in punti strategici del territorio non si arriva comunque a coprire ogni punto. Si è costretti quindi a girare con il proprio MiFi o un telefono che possa fare tethering. Non avevo a portata di mano (e non ho potuto quindi provare, sono sincero) una chiave internet nella porta USB del tablet. In ogni caso si tratta di qualcosa in più da acquistare e avere a portata di mano.

Aziendalmente parlando

Si tratta di una buona macchina, il più classico degli ibridi tra un portatile (magari un Ultrabook, tanto di moda negli ultimi tempi nonostante da queste parti se ne parlasse già tempo fa) e un tablet, nella maggior parte dei casi meglio dotato di entrambi (del secondo citato certamente, del primo non è detto) e a portata di investimento per la media-grande impresa, forse un po’ meno per la piccola ma tant’è. Un investimento che se associato alla necessità della suite Office a bordo (la versione 2013 è davvero molto ricca e ne sono soddisfatto pienamente, ndr) è ben comprensibile e giustificabile. Può sostituire il vostro attuale portatile? Il drive ottico è sempre meno utilizzato e si può eventualmente fare affidamento alla connessione USB 3.0 per connettere un drive ottico esterno che possa facilmente sopperire alla mancanza e se considerate che in America Microsoft vende la docking station (replicatore di porte) per poter collegare agilmente il tablet a monitor, tastiera, mouse e altre periferiche esterne si può davvero valutare la sostituzione.

Nell’azienda per la quale lavoro abbiamo fatto questa valutazione e nonostante gli ottimi risultati su tutto il fronte abbiamo accantonato l’idea solo a causa del fatto che -come detto con leggerezza qualche riga fa- la vendita delle docking station pensate e realizzate dalla casa madre sia stata limitata al territorio americano (insieme a Canada e Giappone), escludendo così l’Europa e rimpiazzando il vendor con terze parti che producono un oggetto di pari caratteristiche ma che continua a non essere “originale” (occhio alle virgolette, non sto dicendo che Lenovo o Targus facciano un cattivo lavoro ma credo che nessuno più della casa madre sia adatto come produttore di un oggetto dedicato al proprio tablet).

Windows 8.1

Un capitolo che meriterebbe un articolo a parte ma che credo possa trovare giusto spazio all’interno di questa mia ricca riflessione (complimenti per essere arrivati fino a qui, non manca ancora molto dai!).

Come tutti abbiamo potuto vedere, Microsoft ha deciso e completamente rivoluzionato il modo di vivere e sfruttare il sistema operativo con Windows 8 forse non considerando l’impatto con l’utenza di medio e basso livello ma soprattutto con quella business non certo così semplice da far adattare alla Modern UI (decisamente meno della prima citata che, se alle prime armi genericamente parlando, potrebbe trovarsi bene con un’interfaccia estremamente semplificata). Quello di Windows 8.1 è un primo, quasi timido, passo per riavvicinarsi al bacino di utenza che si tiene stretto il proprio Windows 7, uno dei più stabili e apprezzati sistemi operativi di Redmond degli ultimi tempi, secondo solo a quel Windows XP che pur essendo uscito dal supporto lo scorso 8 aprile continua a mantenere saldo un primato difficilmente battibile, si parla ancora del 26,29% ad oggi secondo NetMarketShare. Con ciò che si mormora riguardo il prossimo importante aggiornamento e quella possibilità di riportare in vita uno Start chiesto a gran voce dalle prime versioni beta liberamente accessibili al pubblico, si spera possa guadagnare un terreno che attualmente lo vede in ripida salita all’inseguimento di chi già dovrebbe essere in “decadenza“.

Io sono saltato a bordo del carrozzone immediatamente e ho abbandonato il mio Windows 8 Pro per lasciare spazio ad un 8.1 che pare aver corretto bug (tanti) oltre ad aver alleggerito un pachidermico nemico delle macchine più datate, particolare mica tanto da ridere considerando la forte insistenza della grande azienda di Redmond promotrice di un nuovo sistema studiato per girare anche su hardware non di ultima generazione, in grado quindi di garantire un risparmio in termini economici oltre che di stress per la ricerca della giusta macchina tra le mille disponibili o peggio l’aggiornamento della propria a colpi di nuova RAM e dischi più rapidi (SSD al posto degli ormai vecchi meccanici, più costosi ma indubbiamente più performanti). Se mi pento della scelta? No. O per lo meno, non del tutto. Non mi pento affatto perché Windows 8.1 lanciato in modalità Desktop anticipa ciò che potenzialmente potrebbe essere un ipotetico Windows 8.1.1 che riporta alla “normalità” le macchine Desktop e Laptop (privi di schermo touch) pur concedendo già il massimo delle sue funzionalità e delle nuove tecnologie che sfruttano al meglio l’hardware. Ecco, lo stesso che però soffre nel caso in cui non sia sufficientemente disponibile quella RAM abbondante e quella velocità disco che potrebbe pesare tanto sulla vostra già risicata pazienza. Ecco perché mi pento, perché non volendo aggiornare un vecchio PC dove girava più che egregiamente Windows 7, Windows 8.1 arranca. Vuoi perché installato come aggiornamento del primo citato, vuoi perché effettivamente basterebbe un pelo di impegno per dargli ciò che merita davvero (e si, è in programma, prima o poi). Mi auguro in ogni caso che questo tanto desiderato aggiornamento arrivi e che migliori ulteriormente il lavoro già svolto e portato avanti fino ad oggi.

Per chi volesse approfondire l’argomento e magari passare a Windows 8.1 (che ormai è necessario per poter ricevere nuove patch) avevo raccolto qualche collegamento utile tempo fa, lo trovate nella mia solita libreria: urli.st/c5F-Windows-8-81-Open-World (ogni tanto capita di aggiornarlo ancora, capiterà certamente ancora in futuro).

Ho letto una bibbia, la conclusione qual è?

Ci ho messo talmente tanto a partorire questo articolo che Microsoft ha annunciato Surface 3 e no, non sto scherzando. Trovate su microsoft.com/surface/it-it/products/surface-pro-3 la scheda tecnica e la possibilità di ordinarlo da subito. Surface 2 è una buona evoluzione del suo primo predecessore ma non può ancora sostituire definitivamente il vostro portatile ed altrettanto sicuramente non può essere definito tablet. Ciò che sta per arrivare pecca ancora una volta della totale assenza di un alloggiamento per la scheda SIM ma si prefigge di andare ad attaccare un terreno sul quale Apple regna da anni, quello del 12 pollici che delinea in maniera più che sottile la differenza tra un portatile aziendale e “quello che mi serve quando devo andare fuori per lavoro“.

Microsoft sei brava ma non ti applichi sulle cose più banali, la mossa del togliere dal commercio le docking station in Europa dicendo ai potenziali clienti di affidarsi a produttori di terze parti non mi è affatto piaciuta e sinceramente non l’ho neanche ben compresa. Risolti questi piccoli problemi, queste mancanze (non si possono chiamare distrazioni al terzo tentativo ormai) credo che tu possa realmente puntare ad una tua fetta di mercato. Solo una cosa ancora: continuare ad aggiornare il prodotto con questa velocità stile nota azienda di Cupertino non aiuta chi ti ha dato fiducia e ha acquistato una macchina di prima o seconda generazione, rivenderle o “riciclarle in famiglia” diventa molto più complicato, così facendo ci saranno meno persone disposte ad acquistare un’ultima generazione, non almeno fino a quando la loro non esalerà l’ultimo respiro. Un conto sono dei miglioramenti sensibili (come quello promesso nel passaggio da Surface Pro 2 a 3 riguardo il monitor da 12″, dato che il resto grosso modo rimane molto simile all’attuale disponibile sul mercato), un conto è un numero sulla scatola e nelle proprietà di sistema.

In ogni caso giù il cappello e le mie scuse: grazie per avermi offerto la possibilità di provare il prodotto e ancora mille scuse per questo ritardo di pubblicazione ;-)

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Microsoft, tornato all'ovile.
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Non è passato molto tempo dalla mia personale prova con recensione del Microsoft Surface RT, potete ancora leggerla a questo indirizzo: gioxx.org/2013/04/16/microsoft-surface. Ho avuto modo di continuare il cammino approdando così alla soluzione più brillante e promettente, il Microsoft Surface Pro, prodotto di punta della famiglia Surface.

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Dotato di 128 GB di disco SSD è la versione più capiente (e consigliata rispetto alla 64GB, ndr) attualmente disponibile in commercio, fermo restando che nessuno vi vieterà mai di collegare in USB (di terza generazione, per la cronaca) una chiave o più in generale un’unità di memoria esterna o ancora una microSDXC se aveste ulteriore necessità di spazio d’archiviazione per i vostri dati. Ricordate: nonostante lo spazio a disposizione sia identico –a oggi– a quello dell’iPad di maggiore fascia, sarà sempre più facile riempire il disco di un sistema Windows che uno con iOS a bordo (non fosse per la possibilità di installare e conservare qualsiasi tipo di dato).

Microsoft Surface Pro: specifiche tecniche

Notevoli, per ovvi motivi di target. Stiamo parlando di una macchina con a bordo un processore Intel i5 (con HD Graphics 4000) e 4 GB di RAM, una configurazione pari al mio portatile aziendale e che ancora oggi è maggiore di molte macchine casalinghe o aziendali in circolazione, decisamente più potente rispetto al fratello minore che monta un “semplice” Quad-core NVIDIA Tegra 3 con 2 GB di RAM comunque adatto al suo scopo e al bacino di utenza che sceglie la versione RT. Per ovvi motivi tecnici le dimensioni rispetto alla versione RT sono cresciute raggiungendo inoltre il kilogrammo di peso (circa, si parla infatti di 907g secondo la scheda ufficiale sul sito di Microsoft).

Ciò vuol dire che sarà meno comodo da trasportare, di sicuro non riuscirete a tenerlo in mano per troppo tempo senza risentirne, i vostri polsi chiederanno pietà dopo breve tempo. Eppure Surface Pro è fatto sia per stare in mano che appoggiato alla scrivania grazie alla già comoda e citata aletta posteriore che permette di tenerlo in una posizione molto simile a quella di un portatile con il monitor aperto, inutile dire che per completare il quadro potrete utilizzare la tastiera-cover (ancora una volta sia quella soft che quella con il feedback tattile decisamente più comoda e consigliata).

https://gioxx.org/wp-content/uploads/SurfacePro-1.jpg

Altrettanto inutile ma pur sempre doverosa citazione è il fatto che potrete collegare alla macchina tastiera e mouse bluetooth che avete (probabilmente) già acquistato in passato, risparmiando qualche soldino nel caso in cui vi trovaste in ufficio o a casa, rimanendo in ogni caso scoperti una volta fuori. La tastiera virtuale a video è molto comoda ma chiaramente la velocità di scrittura e l’impossibilità di sfruttare appieno il monitor 16:9 Full-HD potrebbe non piacervi.

La cosa più comoda dell’avere la versione Pro del Surface è il non essere più limitato dall’installazione delle applicazioni dallo Store di Windows, è questo il vero punto di forza. L’architettura del dispositivo fa si che possa essere trattato alla stregua di qualsivoglia notebook o postazione Desktop esistente ad oggi. Ideale per chi è abituato a spostarsi di frequente ma non desidera una seconda postazione fissa o un portatile o ancora un un netbook perché troppo pesante o ingombrante. Per ovvi motivi il Pro potrà fare tutto quello che fa già la versione minore RT (scaricare e aggiornare le applicazioni dal Windows Store) e non bloccherà nessun tentativo di installazione di eseguibili di terze parti (che siano stati verificati ovviamente, Microsoft Security Essentials (liberamente scaricabile e installabile da windows.microsoft.com/it-it/windows/products/security-essentials) in accoppiata con Windows Defender continueranno a proteggervi da possibili attacchi di malware. A completare il quadro c’è la tecnologia BitLocker per crittare tutti i dati presenti sul disco.

Una gradita novità: il pennino

E’ una prerogativa del Microsoft Surface Pro e limitata solo a lui per le grandi potenzialità e il monitor con una risoluzione così alta: il nuovo pennino resta attaccato alla piccola presa magnetica dedicata in realtà al caricabatterie. E’ possibile staccarlo e avvicinarlo al monitor per notare immediatamente il puntatore del pennino muoversi con un’ottima precisione, adatto quindi alla selezione di ogni particolare sul display più che all’utilizzo ordinario e quotidiano nella “Modern-UI” (vi sfido ad avere dita più grosse dei nuovi pulsanti grafici di Microsoft!).

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Comodo a mano libera, utile nei programmi lanciati nella modalità Desktop il pennino può tranquillamente essere affiancato alle dita della vostra mano sostituendo di fatto il mouse o il touchpad. E’ stato provato da chi lavora ogni giorno con le tavolette grafiche e non ha passato a pieni voti l’esame nonostante il parere sia stato sufficientemente positivo. Io mi sono limitato al test perché non ho avuto alcun problema ad utilizzare le dita in mancanza del mouse, anche per la selezione dei dettagli più piccoli (e no, non ho le manine di fata per chi lo ha pensato, ndr), realizzato probabilmente per i più nostalgici e per chi ha difficoltà a “riempire di ditate” il proprio monitor.

Un dettaglio che sfugge: il caricabatterie

In tutta sincerità non ricordo se è presente all’interno della versione RT ma lo è di sicuro all’interno della Pro. Fate attenzione al caricabatterie: noterete (probabilmente) una porta USB che vi permetterà di collegare un ulteriore accessorio che verrà così caricato in contemporanea con il Surface, molto comodo nel caso in cui abbiate a disposizione una sola presa libera, magari sul comodino, lo stesso sui cui avete abat-jour e radiosveglia già collegate.

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E’ chiaro che si tratta di una chiccheria, una piccola stupidata, eppure potrebbe tornarvi maledettamente comoda quando vi troverete in carenza di attacchi corrente, nel mio caso è stata molto utile proprio per l’accoppiata telefono e Surface :-)

Talloni d’Achille: batteria, 3G, gioventù

E’ lo stesso punto debole di tanti altri dispositivi mobili. Inutile girarci attorno: la vittoria viene spesso decretata dal doppio fattore “durata della batteria” e “prezzo” e sfortunatamente anche sul secondo il Surface Pro non brilla particolarmente (ne parlo nelle conclusioni, prossimo e ultimo paragrafo dell’articolo). A pieno regime e lavorando come mi trovassi davanti al mio portatile ho smesso di avere autonomia poco dopo le 4 ore di utilizzo. Tenendo la luminosità del monitor più bassa, lavorando con un segnale WiFi ben stabile (ottima copertura) e con il solo browser (o quasi) sono arrivato a poco meno di 5.

In entrambi i casi non sono molto soddisfatto. Il mio portatile aziendale monta una batteria a 9 celle, agli inizi della sua attività mi permetteva un utilizzo tutto sommato intensivo arrivando a quasi 8 ore di autonomia (luminosità abbastanza moderata), 7 sicure. Ad oggi arrivo in tranquillità alle 6 tenendo una luminosità accettabile (la stessa di allora, ndr), WiFi attivo, un mouse esterno collegato senza cavo, un telefono collegato in bluetooth che permette alla macchina di essere bloccata automaticamente quando mi allontano (poi ve ne parlerò, ndr) e tanto altro ancora, il tutto con una dotazione hardware molto simile al Surface Pro (Intel i5 con 4 GB di RAM). Insomma, non sento la necessità di avere un Surface Pro vicino se ho anche l’iPad a disposizione (e nel suo caso la batteria è decisamente più resistente, chiaramente con funzioni e hardware più limitato rispetto al tablet di Microsoft). Non so se è possibile acquistare ad oggi una eventuale batteria tampone da collegare al tablet nel caso in cui non si abbia a disposizione un attacco di corrente a muro.

La mancanza di un chip 3G costituisce l’altra forte limitazione. Perché non metterlo all’interno del Surface Pro? Capisco il voler far risparmiare qualche soldino nella versione RT (no dai, non è vero, non lo capisco neanche in quel caso ad essere sincero), ma nella versione Pro proprio no. In America le reti WiFi libere abbondano, in Italia (e non solo) no, soprattutto in quelle zone che non vengono coperte neanche da un doppino in rame per la più classica delle ADSL. Forse Microsoft vuole tenere in serbo qualche freccia per il suo arco e la prossima versione di Surface (se dovesse esserci), ma non per questo si dovrebbe penalizzare l’attuale generazione. Il Surface (sia in versione RT che in versione Pro) è più grande rispetto ai tablet competitor, credo che lo spazio per un ulteriore miglioramento ci sia.

Google Play, AppStore, Windows StoreL’ultimo dei talloni in realtà potrebbe non essere considerato tale ma è giusto citarlo: gioventù. Microsoft Surface Pro (così come la versione RT) potrebbe peccare di gioventù per chi desidera qualcosa di solido, affidabile e ampiamente testato. Troppe poche applicazioni su Windows Store (rispetto alla concorrenza, ovviamente), piccola ancora la community di utilizzatori in grado di condividere esperienze e supporto. Eppure non è del tutto vero. Microsoft si sta molto impegnando per far si che gli sviluppatori delle applicazioni più apprezzate ed utilizzate portino il loro lavoro anche sui loro dispositivi. Windows Store cresce molto rapidamente. Di certo non arriverà ai numeri di AppStore ma vale lo stesso per Samsung o per qualsiasi altro dispositivo basato su Android (quindi Google Play). Occorre dare fiducia, avere un po’ di pazienza e puntare su un futuro neanche troppo lontano, sempre considerando che la versione Pro del Surface non vi impone alcuna limitazione riguardo le applicazioni scaricabili ed installabili, Windows Professional batte a mani basse qualsiasi altro sistema esistente sulla faccia della terra, è una battaglia vinta in partenza.

In conclusione

Microsoft Surface Pro potrebbe tranquillamente sostituire la più classica delle postazioni di lavoro tipiche da dirigente o capoufficio, una di quelle persone abituate a mandare centinaia di mail al giorno, a controllare l’operato delle sue persone, le stesse che difficilmente devono avere a portata di mano mille strumenti e tecnicismi tipici da tecnico. In un solo colpo si fa bella figura dando un tablet utile per essere utilizzato in ufficio tanto quanto a casa ed in mobilità. Un solo dispositivo, un solo ambiente da imparare a conoscere e utilizzare, più posti dove poter portare “il proprio ufficio” (si perché non ho parlato di Office 2013, non penso serva specificare quanto può essere comodo vero?).

Trovate una pagina riepilogativa di applicazioni pre-installate e tagli disco disponibili alla pagina microsoft.com/surface/it-it/storage. La pagina del prodotto è invece disponibile all’indirizzo microsoft.com/surface/it-it.

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Sembra che ci sia tutto no? Ah no, avete ragione, il prezzo. Già, il prezzo. Surface RT (come già detto nel precedente articolo) parte da 488€ (32 GB, tastiera cover touch) fino alla fine di questo mese, poi 587€ per la stessa identica macchina. Surface Pro parte da 889€ (a quel punto vi consiglierei di fare un ultimo sforzo e piuttosto saltare sul 128 GB al prezzo di 999€). Non vorrei sembrare disfattista e non voglio che pensiate che  andrò a far notare la differenza di prezzo con iPad o Galaxy Tab, eppure mi sembra una cifra un pelo esagerata considerando che all’appello mancano alcuni piccoli “dettagli” che i competitor offrono.

Considerate le esigenze, considerate il prezzo (soprattutto in questo periodo), considerate chi l’ha sviluppata, realizzata e chi quindi la supporta oggi. La mia idea me la sono fatta, e voi? Chiedetevi se è davvero il Surface Pro la macchina adatta a voi e se la risposta è tutto sommato positiva procedete con tranquillità, Microsoft è comunque una sicurezza.

A questo punto non posso che ringraziare Microsoft per la collaborazione (e per la finezza di farmi trovare il Surface Pro con il mio utente al logon già pronto, sorpresa gradita, siete sempre avanti :-)).

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Microsoft, tornato all'ovile.
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