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4 settimane per 4 app: TruecallerDi cosa si tratta?

4 settimane per 4 app (#4WeekendApps) è la classica iniziativa a tempo che ti propone un articolo leggero, adatto al sabato, alle tue letture da viaggio, senza l’abuso di quel povero neurone messo sotto torchio durante i giorni feriali passati in ufficio (o altrove, ma pur sempre #PerLavoro!).

Perché Android? Perché è il sistema operativo che utilizza il mio smartphone personale, che sfrutto principalmente, perché lo preferisco spesso a iOS. Questo non vuol dire che le applicazioni di cui ti parlo esistono solo su Play Store (anzi, tutto il contrario), vuol solo dire che riferimenti e immagini sono stati catturati da Android, #Gomblottoh!

Oggi vi parlo di: Truecaller

Dai su, su, non puoi non conoscere quest’applicazione, chiudi questa pagina del browser e passa avanti, sono certo che io non ti debba insegnare nulla. Non la conosci? Poco male, la stai per conoscere. Si tratta di un’applicazione disponibile per Android e iOS che ti permette di identificare facilmente chiamate da parte di seccatori, call center, operatori che stanno per farti un’offerta che non potrai rifiutare, tutto ciò che di peggio c’è in giro, con il massimo rispetto per coloro che devono svolgerlo questo dannato mestiere (spesso gente che ha una cultura ben superiore alla media, un vero spreco).

L’applicazione è gratuita, ma è ricca di banner pubblicitari abbastanza insopportabili, io ormai non ci faccio più caso e mi interesso esclusivamente alla risoluzione numero di telefono → di chi si tratta. Lo trovi su Play Store e App Store:

Funzionamento piuttosto semplice se –come me– vuoi evitare di sostituire l’applicazione Dialer predefinita (quella che effettua e riceve le telefonate, per farla semplice), cosa che Truecaller propone ma dalla quale sto ben lontano (è più lento rispetto al Dialer di Android puro, e poi ricordati che c’è la pubblicità indesiderata). Avviata la prima volta (e identificato il tuo numero di telefono) resterà avviato in background e si farà notare solo quando ti arriverà una nuova chiamata, mostrando un popup che tenterà di riconoscere chi si cela dietro un numero apparentemente sconosciuto. Nel caso in cui quel nome non compaia, potrai sempre rispondere, rifiutare qualsivoglia offerta e segnalare (al termine della conversazione) ogni dettaglio riguardo l’interlocutore appena accompagnato alla porta, così da aiutare chiunque altro utilizzi il programma, dato che anche Truecaller basa molto sulla community, cosa che succede ad esempio con Waze, ben più importante, ben più conosciuto.

Tra le altre possibilità, potrai bloccare numeri sicuramente indesiderati (perché pubblicamente presenti in liste ad-hoc o segnalati da moltissimi utenti) senza alcuna fatica, lasciando operare l’applicazione, lasciandole mettere in blocco automatico quella lista che, tra l’altro, viene continuamente verificata e aggiornata (riceverai una notifica push ogni volta che sarà disponibile un update, nda), io ho preferito evitare perché “non si sa mai“, in passato quei call-center hanno proposto anche roba che mi è tornata utile, Forex escluso (una piaga, davvero). Se invece l’intenzione è quella di cercare un numero che non si conosce (magari un’attività, la filiale delle Poste più vicina all’ufficio o chissà cos’altro), basterà chiedere a Truecaller di trovare maggiori informazioni basandosi su un nome completo, una parte, un piccolo dettaglio. Otterrai molti risultati, in diversi casi anche inutili, ma io spesso ho fatto centro senza neanche aprire il browser o le Pagine Gialle / Bianche.

Lo avrai capito, Truecaller è sicuramente una buona applicazione che, nonostante le pubblicità infilate ovunque, svolge il suo mestiere in silenzio, mostrandosi solo quando necessario (a tal proposito, il popup che compare a video è spostabile in qualsiasi parte del monitor, spesso infatti si fissa dove non dovrebbe, nda). Si può farne a meno, ma perché non sfruttarlo vista la validità e il folto database a disposizione?

Al solito: per suggerimenti, commenti e alternative (credo ce ne siano diverse, sarei curioso di sapere se ne hai provate altre e se le hai ritenute valide), l’area commenti è a tua totale disposizione.

Buon fine settimana ;-)

Ah scusa, quasi dimenticavo, se stai cercando qualcosa di simile (anche se alla lontana) per il numero di telefono di casa, avevo scritto un articolo sul Registro Pubblico delle Opposizioni qualche tempo fa:

Registro Pubblico delle Opposizioni: come funziona?

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Hi,
I’m Giovanni and I use an iPhone to test some company’s application, This device is formatted many times in a day, and I use it with different iCloud accounts. Today I got this error: “The maximum number of free accounts have been activated on this iphone” and I called Apple support who advised me to contact you to perform a reset of iCloud users associated with this device.
Is it possible?

iPhone S/N is: XXXXXXXXXXX.
iCloud accounts used: 3 (XX@XX.com, XX@XX.org, XX@XX.it), I hope I remember correctly!

Thanks in advance.
Have a nice evening.
Giovanni.

Comincia così “l’avventura” che ha visto come protagonista il mio vecchio iPhone 3GS, e nonostante il mio inglese da turista dell’ultimo minuto in effetti una risposta l’ho ricevuta, come sempre succede quando ho a che fare con il supporto di Apple.

Il problema è molto poco conosciuto e nonostante sui forum americani ci siano svariate discussioni che lo trattano, nessuna di queste risolve completamente il problema o fornisce le giuste indicazioni per arrivare al risultato desiderato. L’errore che ho infatti inserito nel titolo vi impedisce il collegamento a iCloud da dispositivo con un qualsiasi account (Apple ID) correttamente registrato, tutto ciò che è legato al servizio viene quindi inibito! Ciò significa perdere la possibilità di effettuare backup automatici sui server Apple, di tenere attivo il tracciamento attraverso “Trova il mio iPhone” e un eventuale ripristino su un diverso dispositivo.

Perché succede? Perché nonostante non se ne parli così tanto in giro, Apple vieta di effettuare il login al servizio iCloud con più di 3 account sullo stesso dispositivo (che arrivano a 5 nel caso in cui si utilizzi iPad), esattamente ciò che ho fatto io per effettuare diversi test a scopo lavorativo! Arrivato all’ennesima formattazione ho provato a collegarmi nuovamente utilizzando il primo dei 3 account (quindi in un certo senso ricominciando il giro) e ho ottenuto questo risultato.

La risposta ricevuta dal reparto “iTunes Store” però non ha soddisfatto la richiesta iniziale, in quanto occorrerebbe fare riferimento al supporto MobileMe ammesso che il dispositivo sia in garanzia, ormai abbandonata (e alla grande) dal mio iPhone scoperto da ulteriori pacchetti Apple Care, a meno che non si decida di pagare l’intervento (IMHO non giustificato trattandosi di uno specifico problema legato a iCloud e non al telefono in come hardware).

Ho quindi provato a contattare nuovamente il centro di supporto Apple italiano al numero 848 789 424 (si lo so, questo è il numero per i dispositivi in garanzia ma anche per l’assistenza software, quindi ne ho approfittato) e dopo aver spiegato nei minimi dettagli il mio problema ho potuto parlare con una responsabile. Questa ha effettuato una semplice operazione basata sul numero di serie del dispositivo, sbloccando un ulteriore (e ultimo) login iCloud. La coppia di credenziali che verrà immessa sul telefono sarà l’ultima disponibile, non è possibile resettare quel contatore a meno di non aprire un ticket al supporto americano che valuterà la proposta e potrà accettarla o rifiutarla (in quest’ultimo caso facendo riferimento al divieto di cui vi parlavo prima sugli account utilizzabili per dispositivo).

Del perché Apple abbia deciso di imporre quel limite sono solo parzialmente informato (sempre grazie alla gentile ragazza dall’altro lato della cornetta dapprima e posta elettronica dopo): da quanto hanno potuto studiare e constatare, nessuno mai dovrebbe avere la necessità di utilizzare più di 3 account iCloud sullo stesso telefono (e 5 nel caso in cui si parli di iPad, come già detto precedentemente), nonostante casi come il mio possano capitare (sporadicamente, trattati singolarmente e risolti operando in questo modo). Contattare quindi il supporto telefonico, portare tanta pazienza (ci ho messo 3 giorni abbondanti per arrivare alla conclusione e risoluzione del mio caso) ed essere estremamente cortesi con chi ci risponde resta l’unico modo di uscire vivi (e con un’ultima cartuccia disponibile) dal tunnel.

Buona fortuna ;-)

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Le Poste Italiane hanno da poco rinnovato il loro sito web introducendo quotidianamente piccoli ritocchi grafici per –evidentemente– meglio apparire agli occhi dei suoi clienti e non. Sotto al cofano tutto sommato ciò che serve al cliente resta identico, con la sola esclusione della vecchia PosteMail (gratuita vita natural durante per i clienti BancoPosta, BancoPosta Click e PostePay) che lascia spazio alla nuova “Postemailbox”, gratuita solo per i primi 36 mesi, una PEC nata dagli accordi ormai datati tra governo e questo tipo di istituzioni nel campo dei servizi al cittadino, ne aveva parlato abbondantemente Roberto diverso tempo fa (a tal proposito vi suggerisco di dare un’occhiata al sito web più completo).

Ilaria mi ha chiesto una mano giusto due giorni fa, quando a sua volta non era stata capace di entrare nel sito web delle Poste Italiane per due giorni. Specifico che sia io che lei utilizziamo parecchio l’area clienti BancoPosta per poter tenere d’occhio i conti correnti e spostare denaro all’occorrenza, fare ricariche telefoniche, bonifici, pagamento bollette e bollo auto, quello che qualunque cittadino con un conto corrente ed un’interfaccia web funzionante dovrebbe poter fare.

Il risultato? La mia utenza continua a funzionare correttamente dalla home page di Poste.it, Ilaria viene rimbalzata con un’autenticazione fallita.

Poste.it - Autenticazione fallita

Dopo aver fatto qualche altra prova e partendo dal presupposto che lei conosca bene la sua password (salvata anche in un database KeePass, per sicurezza), ho deciso di sentire qualcuno del call center di Poste Italiane (qui i contatti). Da qui in poi ci è sembrato di vivere un’esperienza dell’altro mondo. Contro l’operatrice convinta dell’assoluta incapacità di Ilaria (e anche della mia, ovviamente) abbiamo provato a scherzarci su dicendo che “a questo punto sarà entrato un uomo misterioso a cambiarmi la password“, scatenando a quel punto l’ira funesta della stessa che ha cominciato a dire quanto fosse sicuro l’accesso al sito delle Poste e di quanto fosse impossibile bucare tali protezioni (beata ignoranza, back in time). Provando a ricostruire un dialogo accettabile siamo riusciti ad ottenere solo l’assoluta incapacità di risolvere il problema posto: “mi dispiace signorina, nel suo contratto non compare il numero di telefono, non posso mandarle un messaggio per il recupero della password“. Inutile dire che sul contratto il numero di cellulare di Ilaria compare chiaramente, vero? Ah, questo è il recupero password di Poste Italiane:

Poste.it - Recupero password via SMS

e questo è il recupero del codice cliente che servirà a sua volta a recuperare l’eventuale nome utente perso:

Poste.it - Recupero codice cliente

Ma a questo punto interviene l’operatrice con il suo intervento davvero risolutivo (… sigh!): dalla home page del sito web bisogna selezionare la tab “Privati” quindi “PosteMail” nel box “Servizi Online“, che nulla ha a che fare con ciò che serve a noi. Indovinate un po’ … anche in questo caso nulla di fatto. Telefonata terminata con un’operatrice scocciata dalla nostra incapacità e l’invito ad andare presso una filiale di Poste Italiane (possibilmente quella dove è stato aperto il conto corrente) per risolvere il problema di persona, nel frattempo son fatti tuoi se non riesci ad accedere ai tuoi soldi da web.

Quello che ho scoperto in autonomia

Affidarsi ad un call-center al sabato pomeriggio è evidentemente controproducente, motivo per il quale ho deciso di approfondire l’argomento e cercare di risolvere il problema. Come? Beh, un paio di modi per aggirare il problema li ho trovati.

Login dalla vecchia PosteMail

Partendo dal suggerimento della poco riposata operatrice, ho ben pensato di passare dalla porta di retro. Da Privati / Servizi Online ho selezionato Postemail, inserito quindi le credenziali di Ilaria per arrivare così alla schermata di avviso della dismissione della vecchia casella di posta elettronica (dimostrando così che le credenziali erano giuste e che la colpa non era certo della nostra incapacità). In barba al passaggio sulla nuova bacheca (che NON funziona e manda in loop la schermata riportando Ilaria alla home page) ho voluto fare accesso alla vecchia Postemail. Da li mi è bastato cliccare su “myPoste” in alto a destra per accedere all’amministrazione del conto corrente. Ecco quindi il primo modo per aggirare l’ostacolo.

Login diretto a BPOL: BancoPosta OnLine

La via più semplice è tanto spesso anche la migliore. Perché quindi passare dalla porta principale se è possibile passare da una porta secondaria diretta? Il sottodominio dedicato a BPOL esiste e funziona ancora perfettamente, perché non sfruttarlo quindi?

https://bancopostaonline.poste.it

Poste.it - Accesso a BPOL

Entrerete così nuovamente in possesso del vostro conto on-line, almeno fino al prossimo fantastico e funzionale aggiornamento da parte del personale di Poste Italiane, lo pensano anche le centinaia di persone che hanno commentato su Facebook :-)

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