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HP OMEN 17-w102nl

Gioxx  —  18/06/2018 — Leave a comment

Dopo aver avuto a che fare con un portatile estremamente orientato al business o all’appassionato che vuole avere un prodotto dai molteplici comportamenti e facilmente trasportabile senza troppe rinunce (hardware), oggi ti parlo nuovamente di HP, ma mi sposto nel reparto Gaming, per dare nuova linfa a questa sezione da poco tornata ufficialmente sul mio blog, ti presento HP OMEN 17-w102nl.

HP OMEN 17-w102nl

HP OMEN 17-w102nl

Laptop di fascia alta dedicato al videogiocatore che non vuole vincolarsi al più classico degli spazi in casa (generalmente nella propria camera), HP OMEN 17-w102nl è definibile come postazione “portabile” (dato il suo peso e le generose dimensioni) che può tranquillamente prendere il posto del PC fisso più volte modificato per stare al passo con tempi dettati da chi i giochi li sviluppa, sfruttando ogni tecnologia disponibile di ultima generazione.

Quello dei portatili da gioco è un mercato che ha attratto molto l’attenzione negli ultimi anni, che convince sempre più coloro che non vogliono perdere tempo nella scelta e costruzione del proprio asset videoludico e che hanno la possibilità di investire diversi soldini a ripetizione nell’arco di qualche anno (questo portatile, per fare un esempio, ha più di un anno di vita sulle spalle, con un ottimo processore però fermo alla sesta generazione, con l’ottava già sugli scaffali).

Costruzione

Con una scocca estremamente solida e in grado certamente di sopportare qualche colpo (anche se non è un esperimento che intendo eseguire su questo sample fornitomi), HP OMEN 17-w102nl si contraddistingue per il logo della omonima serie realizzata da HP, pensata appositamente per i videogiocatori fedeli ancora al sistema operativo di casa Microsoft (che poi è lo stesso alla base di Xbox One X, sapientemente modificato e snellito) e alle potenzialità che Windows 10 può esprimere con hardware di alto livello. Monitor da 17,3 pollici con una risoluzione di 1920×1080 pixel a 127 PPI in 16:9 (non è lucido, per la felicità mia e di molti altri utilizzatori). Monta un Intel Core i7-6700HQ (sesta generazione dell’era moderna, Skylake, 12esima se consideriamo la storia complessiva di Intel), con 16 GB di RAM DDR4-2133 (due banchi da 8 GB cadauno) e un’ancora fantastica NVIDIA GeForce GTX 1070 (Laptop) con a bordo 8 GB di RAM dedicati in GDDR5, hardware di elevata qualità che permette di avviare e settare i titoli installati a bordo disco tenendo pressoché tutto al massimo (e non preoccupandosene poi troppo).

Insieme alla dotazione base cito anche il doppio disco (1 TB meccanico, con una memoria PCIe NVMe M.2 SSD da 256 GB).

HP OMEN 17-w102nl 9

Connettività completa di attacco RJ45 LAN (10/1000/1000), WiFi 802.11 a/b/g/n/ac (a/b/g/n/ac) e Bluetooth 4.2, con 3 porte USB 3.1 di seconda generazione, 1 porta HDMI e 1 DisplayPort. C’è anche un lettore di card microSD sulla destra, dove trovi anche l’attacco dell’alimentazione. Jack microfono e cuffie separati (come non ero più abituato a vederli da un po’ di tempo ormai).

La tastiera è estesa, con tastierino numerico e alcuni posizionamenti di HP che non mi hanno mai convinto (e non parlo della serie OMEN, parlo più in generale), retroilluminazione rossa che è possibile disattivare ma non regolare (c’è o non c’è, a risposta secca), certamente accattivante e che forse stona con quel led bianco del pulsante di accensione, un po’ fuori dal coro. Touchpad con giusto affondo ma al quale mancano i due pulsanti di selezione tipici (sinistro / destro, chiaramente) che va un po’ in contrasto con la mia idea di comodità durante l’utilizzo (soprattutto durante un trascinamento).

Audio Bang & Olufsen, con tecnologia HP Audio Boost e ben quattro altoparlanti, posso assicurarti che la resa è davvero ottima considerando che non si ha a che fare con altoparlanti esterni o sistemi ben più complessi.

Gioco

Ho messo alla prova HP OMEN 17-w102nl con alcuni titoli a cui tengo parecchio (Forza Horizon 3 e Forza Motorsport 7) ma anche con una novità che ho iniziato a giocare proprio in questi giorni e che ancora deve entrarmi nelle corde: Fortnite.

In ogni caso ho sempre usato qualità massima del dettaglio e nessun compromesso, mettendo sotto stress la macchina e il relativo sistema di raffreddamento che va a fare da colonna sonora un po’ di tutta la sessione di gioco e registrazione Clip. A tal proposito, ti propongo qui di seguito un paio di video catturati in gioco, avrei voluto caricare anche il terzo ma durante l’esecuzione di Forza Horizon 3 ho avuto diversi problemi di stabilità e non mi è mai riuscita, un dettaglio assolutamente seccante che non mi sarei aspettato. In tutti i casi ho sempre usato Windows 10 aggiornato all’ultima versione stabile (1803) e i controlli integrati di Xbox Layer richiamabili tramite la combinazione tasto Windows + G. Ah già, a proposito di Xbox: ho collegato e usato sempre uno dei miei controller Xbox One (che Windows 10 ha immediatamente riconosciuto e installato).

In conclusione

Una macchina dalle prestazioni ancora oggi molto più che accettabili (il livello è ancora più elevato di tante altre macchine presenti lì fuori sul mercato), e con un prezzo che rispecchia il tipo di hardware che ci si sta portando a casa, pagando pegno anche per il fatto di scegliere una macchina più facilmente trasportabile rispetto all’impacchettare tutta la propria “strumentazione fissa“. HP OMEN 17-w102nl balla intorno ai 2000€ “chiavi in mano ed è ancora disponibile in tante catene di commercio della grande distribuzione ma anche online (Amazon in primis).

Scheda tecnica completa disponibile sul sito web ufficiale di HP all’indirizzo support.hp.com/it-it/product/omen-by-hp-17-w100-laptop-pc/12499486/document/c05346014, io mi ritengo abbastanza soddisfatto (salvo quelle piccole pecche di cui ti ho già parlato, alle quali forse aggiungerei la configurazione ibrida con un SSD oggi ormai piccolo) e sono pronto a farlo tornare all’ovile, dopo essermi divertito a rimettere in pista quella modalità di gioco che ormai da tanti anni ho abbandonato (diciamo che la valvola di sfogo predefinita è Xbox, che trova spazio sotto al televisore della sala) :-)

Alla prossima!

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Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da HP, torna all'ovile al termine del test.
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Prima volta che ti parlo di HP in maniera “ufficiale” da #BancoProva, un bel respiro e gas a martello (l’ho rubata a Guido, nda), pronto a darmi da fare come si deve per raccontarti al meglio il prodotto di questa settimana, evitando di fare le figuracce tipiche da prima uscita con la nuova ragazza. Ti presento quindi HP Spectre x360, un 13 pollici sottile, con monitor touch, convertibile per poter essere utilizzato in modalità differenti rispetto alle più tradizionali (alle quali siamo tutti abituati), con quei vantaggi e svantaggi che provo a raccogliere qui di seguito.

HP Spectre x360: il 13 pollici convertibile secondo HP

HP Spectre x360: rapida occhiata

Individuo e isolo tutto ciò che Spectre x360 mi ha trasmesso durante l’utilizzo, e ti rimando al paragrafo successivo per scendere un attimo più nei dettagli se lo desideri.

  • Spectre x360 è abbastanza squadrato (nonostante gli angolo arrotondati nei giusti punti chiave), raramente gentile nelle forme ma assolutamente elegante. Cerniere morbide, con giusto movimento che andrebbe però verificato poi sul lungo termine, una scelta stilistica effetto specchio / metallizzato che avrei anche evitato, preferendo forse l’opaco, ma riprendono il logo HP sul fronte dello chassis monitor, quindi giuste nel contesto.

HP Spectre x360: il 13 pollici convertibile secondo HP 1

  • Piccolo quanto basta (13 i suoi pollici), più che sufficiente per chi deve scrivere, disegnare, prendere appunti, guardare contenuti multimediali senza mai fermarsi troppo in un solo posto (a casa ho un MacBook Pro 13″ con il quale mi trovo più che bene, nda), forse insufficiente per chi deve poter affrontare il lavoro d’ufficio quotidiano e non ha la possibilità di collegarlo a un monitor esterno. Leggero, questo fa certamente coppia con le dimensioni, lo infili in borsa e te ne dimentichi, quasi non lo senti.
  • Potente e completo di tutto, caratterizzato da una fluidità nell’utilizzo che si palesa oggettivamente davanti agli occhi senza mai mostrare il fianco (nonostante lo abbia messo sufficientemente sotto torchio).
  • Tastiera abbastanza rumorosa (a me piace, adoro sentire il ticchettio del costante digitare) e con il giusto affondo, per ottenere quel feed tattile al quale difficilmente rinuncerei. Mal digerisco quel posizionamento che va oltre il tasto invio e quel voler sfruttare diversamente lo spazio a disposizione per inserire le frecce direzionali, il tasto ù, lo spostamento rapido (pag. su/giù, inizio / fine e </>), nella norma invece il tasto ins, lo stamp e il canc. Bocciata la retroilluminazione, non adattiva, non automatica, non regolabile (puoi solo disattivarla e attivarla tramite tasto funzione), in alcuni casi anche fastidiosa, tutto il contrario da ciò che mi aspetto su una macchina simile.
  • Touchpad senza lode e senza infamia. Giusta la sensibilità e l’area a disposizione per il movimento, non è però in grado di capire se la mia mano è posizionata lì sopra per sbaglio o volutamente, spostando quindi il cursore in posizione errata quando non desiderato, ti direi non all’altezza di tutto il resto.
  • Audio Bang & Olufsen che ti fa pregustare già la sua qualità sulla carta, un po’ meno nella pratica (immagino per questioni di spazio nello chassis), si comporta benissimo quando gli si danno in pasto tracce che nascondono i bassi, perché quasi totalmente assenti nella configurazione (puoi ritoccare quello che ti pare con il software dato a corredo, poco cambia) e nella sostanza.

HP Spectre x360: il 13 pollici convertibile secondo HP 11

  • Batteria dalla durata (molto) più che buona, sono rimasto positivamente colpito. Ho lavorato con attivo il profilo Migliori Prestazioni per più di 6 ore, durante le quali ho usato in particolar modo Google Chrome e Spotify, oltre una luminosità medio-alta del monitor del laptop, sto scrivendo questo pezzo dallo Spectre e ancora mi godo il 27% residuo, davvero contento.

Dotazione hardware

Spectre x360 monta (nella versione che mi è stata inviata da HP per effettuare il mio test #BancoProva) un processore Intel i5 di ottava generazione (questo), un quad-core tutto pepe da 1.60GHz (per core) messo in commercio qualche mese fa, robusto e performante, con grafica integrata (Intel 620):

8 GB di RAM (ormai classici e base di partenza per ogni macchina portatile) e un disco SSD M.2 da 256 GB (Samsung, si parla di questo) che mostra buona performance nell’uso quotidiano e anche nel benchmark lanciato appositamente per studiarne le reazioni:

HP Spectre x360: il 13 pollici convertibile secondo HP 2

Tutta la parte più interessante e che si distingue dalla massa è forse quella dedicata al comparto monitor, touch e possibilità di trasformazione del laptop in tablet, grazie anche all’integrazione pressoché perfetta con Windows 10 che è nato anche per questo. HP Spectre x360 integra anche una penna (bluetooth, accoppiata già in origine con il laptop) che può fungere da puntatore ma soprattutto da mezzo di scrittura o disegno a mano libera (Windows Ink), per prendere appunti in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo. Tutto molto reattivo e buona la durata della batteria integrata nell’accessorio, ma la mia paura riguardo la delicatezza del prodotto supera di gran lunga il vantaggio di poterlo convertire e utilizzare come fosse il mio iPad (che di botte ne ha prese abbastanza, senza però battere ciglio alcuno).

Cerca di capirmi, è un qualcosa che funziona davvero bene, ma non fa per me, sono io quello anomalo che ancora preferisce la modalità del pleistocene fatta di monitor davanti agli occhi e dita che vanno manco fossero impazzite o alla ricerca del record di battitura per minuto (anche perché per quest’ultimo c’è già una folla pronta a battermi lì fuori). Ciò che posso certamente dirti è che il monitor reagisce bene a ogni tocco (anche in modalità laptop, utile per allargare immagini o comunque usare lo zoom in ogni contesto possibile), e che questo non ne esce sconfitto con mille ditate perché è evidente che il trattamento riservato da HP dia i suoi frutti, niente oleosità particolari da segnalare o qualcosa che gli si avvicini, rovinando l’esperienza d’uso del prodotto.

HP Spectre x360: il 13 pollici convertibile secondo HP 14

Parliamo di collegamenti. HP Spectre x360 propone una sola porta USB 3.1 di tipo A (la classica alla quale siamo tutti abituati) nella parte sinistra, vicino alla quale troverai l’attacco audio (cuffie-microfono, come ormai ovunque) e il pulsante di accensione della macchina (con led incorporato, per capire immediatamente lo stato del laptop). Sempre sul lato sinistro, un po’ più in basso, uno slot di lettura microSD.

Sulla destra troverai invece due porte USB 3.1 di tipo C / Thunderbolt 3, il led di stato corrente del laptop (per avere immediato riscontro quando il caricabatterie viene collegato a una delle due porte USB-C, medesima scelta di Apple e altri vendor, nda), il lettore di impronte e un pulsante combo che ti permette di alzare o abbassare il volume dell’audio, strana scelta (parlo di quest’ultima), ma credo sia stata fatta pensando alla modalità tablet del prodotto.

Non c’è porta di rete, cosa che io continuo a odiare con tutto me stesso sui portatili che rinunciano a questa porta per me fondamentale, facendo nascere l’esigenza di un adattatore da collegare a una delle porte USB-C. Il comparto WiFi fa il suo lavoro, giusto, con buona velocità su più test eseguiti sempre verso lo stesso server di destinazione (qui di seguito te ne propongo giusto uno):

HP Spectre x360: il 13 pollici convertibile secondo HP 10

A completare il quadro hardware c’è la webcam HP TrueVision FHD IR camera con microfono digitale dual-array integrato, il quale lavora abbastanza bene per pulire i rumori di fondo, ma personalmente continuo a preferire una soluzione dedicata che preveda il “dinamico duo” cuffie e microfono incorporato.

Spectre x360 scalda pressoché nulla durante il suo utilizzo (a meno di metterlo realmente sotto stress), andando però a modificare questo aspetto quando si collega il caricabatterie, soprattutto nella parte destra del portatile (dove trovano spazio le porte USB-C che ti permetteranno di immagazzinare l’energia necessaria), ma mai così tanto da arrecare fastidio durante la tua sessione di lavoro o gioco. Per questo tipo di esami più specifici ti rimando a una scheda tecnica di NotebookCheck che ha preso in esame la versione più carrozzata con monitor 4K e i7 (che può in qualche maniera avvicinarsi a questo prodotto che sto usando io).

Se vuoi dare un’occhiata alla scheda tecnica completa sul sito di HP, ti rimando all’indirizzo support.hp.com/it-it/document/c05835335.

Software

HP Spectre x360 propone Microsoft Windows 10 nella sua versione Home. Al solito, con sé porta tanti software proprietari o di terza parte a corredo -talvolta non richiesto- che il cliente finale può scegliere in seguito di pulire:

Per la sicurezza HP ha scelto McAfee LiveSafe (che quindi prende il posto del Defender già vivo e vegeto su ogni sistema Windows 10, dalla nascita), ha poi aggiunto una preinstallazione di Office 365 (con un mese di abbonamento prova per il servizio, nda) in italiano e relativo OneDrive, proponendo però la possibilità di registrare un account Dropbox al quale verranno aggiunti da subito 30 GB per un periodo di tempo limitato (un anno, al termine del quale dovrai decidere se pagare un’offerta professionale o passare ai 2 GB gratuiti per tutti). Troverai inoltre una quantità non meglio definita di librerie base Visual C++ 2008 / 2010 / 2012 / 2013 / 2015 necessarie per i tanti software di HP stessa (molti dei quali possono essere certamente eliminati).

Da quando c’è Windows 10 e il relativo store, molti software che ero abituato a vedere e classificare pressoché immediatamente come bloatware sono spariti, vengono direttamente proposti (e in alcuni casi installati) direttamente da Microsoft (troverai quindi Netflix, MSN notizie, qualche gioco e altro ancora, roba che solitamente faccio sparire facendo girare un clean via PowerShell).

In conclusione

Un portatile dalle buonissime caratteristiche, non privo di difetti, ma che può chiaramente diventare una postazione da lavoro pressoché completa in base all’esigenza dell’acquirente che necessita questo tipo di caratteristiche. Anche se personalmente non l’adoro, la possibilità di sfruttare la completa apertura delle cerniere monitor è un vantaggio per chi vuole disegnare o prendere appunti senza passare per la tastiera. Il monitor è bello, con una buona luminosità anche se non mi ha convinto del tutto la mancanza della luminosità adattiva (oppure, se questa fosse disponibile e io non me ne fossi sbadatamente accorto, vorrebbe dire che non funzionerebbe come dovrebbe), così come la retroilluminazione della tastiera, troppo limitata.

Validi i tagli di RAM e SSD scelto, assolutamente nella norma odierna, ottimo il processore che mostra tutta la sua forza in ogni occasione. La scelta di Windows 10 oltre che obbligata è assolutamente azzeccata per una macchina che lo fa davvero girare senza perdere un colpo. Probabilmente avrei però scelto la sua versione Pro (ma è solo una mia idea). Adoro la tastiera e l’affondo dei pulsanti, davvero, ma odio profondamente il posizionamento scelto per alcuni tasti. Il prezzo è grosso modo in linea con il mercato, la qualità si paga.

HP Spectre X360 si trasforma da portatile in tablet, con processori quad-core, fino a 16,5 ore di durata della batteria e un nuovo schermo pensato per la privacy. Le specifiche caratteristiche includono design raffinato, con il corpo in alluminio CNC modellato con linee angolari; schermo brillante, con una diagonale di 13 pollici, cornici micro-edge e il robusto Corning Gorilla Glass NBT, che offre una risoluzione fino a 4K per esperienze di visualizzazione eccezionali. Le prestazioni sono assicurate dai processori Intel Core i5 e i7 di ottava generazione, dalla memoria LPDDR3 fino a 16 GB e delle unità SSD PCIe fino a 1TB opzionali, pensate per archiviare progetti, ricordi preziosi e contenuti di intrattenimento. Le funzionalità per la sicurezza includono un lettore di impronte digitali posizionato lateralmente per la massima accessibilità e la fotocamera IR FHD HP Wide Vision per eseguire l’accesso con riconoscimento facciale. La penna certificata per Windows Ink offre un’esperienza di disegno e scrittura più naturale grazie all’utilizzo simultaneo della penna e delle funzionalità touch. Con l’inclinazione, la penna è sensibile alla pressione per un input preciso in qualsiasi modalità. HP Spectre x360 è disponibile in Italia a partire da €1.399.

Qui il riferimento allo store. Puoi trovarlo su Amazon spendendo qualche euro in meno:

A me non resta che ringraziare HP e far tornare la macchina all’ovile. Se hai dubbi o vuoi chiedere maggiori informazioni, utilizza l’area commenti a tua disposizione, cercherò di darti una mano, ma ricorda che non potrò più eseguire alcun test sul laptop (utilizzerò la memoria di quanto sperimentato fino a oggi!).

Buon inizio settimana.

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
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Prodotto: fornito da HP, torna all'ovile al termine dei test.
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Già con Windows 7, Microsoft ha fatto passi da gigante in materia di deframmentazione dei dati automatizzata, pulizia e ottimizzazione dello spazio disco utilizzato per i suoi file e per quelli che scarica nel corso della sua “vita“, eppure ci sono ancora delle corde di violino parecchio tese quando si tira in ballo lo spazio disco residuo e la necessità di trovarne un po’ per qualcosa di personale, della quale abbiamo assoluta necessità. La C:\Windows\Installer fa parte di quelle cartelle viste di cattivo occhio quasi da chiunque, quando si ricerca quello “spazio mancante“.

SSD HDD C:WindowsInstaller troppo grande, perché?

Il problema è figlio della nuova generazione SSD, perché –siamo seri– credo poco al fatto che tu, con un disco meccanico da un tera o più, ti sia mai posto il problema delle cartelle di Windows ingrassate dopo le feste. Un disco SSD, anche visto il costo, viene generalmente acquistato in taglio più limitato, con i 256 GB che vanno per la maggiore e che lasciano solo ultimamente spazio ai 500 GB, perché il tera è ancora inaccessibile per molti (la media prezzo si aggira intorno ai 300 euro, nda).

Ciò detto, perché la cartella C:\Windows\Installer è così ben nutrita? L’articolo è vecchio ma è ancora tutt’oggi valido, ti propongo questo passaggio:

Along the same lines as removing items from the Windows component store to save space, we have recently seen a couple of questions come in about the Windows\Installer directory. This is a hidden system directory; it is used by the Windows Installer service to cache installer data files for various applications. Over time, this directory will grow and can eventually take up an amount of space that might cause pressure on thinly provisioned storage, such as virtual hard disks.

blogs.technet.microsoft.com/joscon/2012/01/18/can-you-safely-delete-files-in-the-windirinstaller-directory

Lo stesso articolo risponde anche alla domanda che viene da porsi pressoché immediatamente: posso cancellare i file all’interno di quella cartella? La risposta semplice e concisa è no. Quel no può diventare un “ni” dopo un paio di operazioni, di cui una assolutamente contemplata dal sistema operativo.

Clean Manager

Esegui il Clean Manager integrato di Windows (tasto Windows + R, scrivi cleanmgr e premi invio, oppure entra in Computer, tasto destro sul disco C: → ProprietàPulizia disco). Nella schermata che ti si presenterà a video, potrai scegliere di passare alla pulizia avanzata (detta Pulizia file di sistema), la quale permetterà di mettere mano anche a quegli aggiornamenti che è possibile cancellare dal disco in tranquillità. Per capirci, questa è una rapida occhiata alla situazione della mia macchina Windows:

Come tu stesso puoi notare, la differenza tra il calcolato in cartella e quello cancellabile c’è, ma si tratta di poca roba, superiore alla cartella C:\Windows\Installer perché evidentemente ci ricade dentro anche dell’altro che è possibile rimuovere. Scegli cosa cancellare, quindi procedi e recupera quello spazio che potrebbe tornarti utile per altro.

Il Clean Manager integrato di Windows può inoltre essere pilotato via PowerShell. Ho trovato alcuni riferimenti utili in merito che ho poi messo in pratica per verificare la bontà dell’automatizzazione. Parti dando un’occhiata a questo articolo (mentre qui trovi un riferimento ufficiale nei documenti di supporto Microsoft). Il risultato, appena modificato rispetto alla proposta di Greg Ramsey, permette di portare a termine il lavoro su Windows 7, 8 (quindi 8.1) e 10, l’ho pubblicato su Gist.

L’alternativa: PatchCleaner

Tool gratuito disponibile sulla pagina ufficiale homedev.com.au/Free/PatchCleaner, permette di spostare o cancellare definitivamente le patch che popolano la cartella C:\Windows\Installer, ma anche di cercare file orfani che sono stati abbandonati al loro destino, completamente ignorati anche da Windows e dal suo Clean Manager. Disponibile anche in versione Portable (su SourceForge), accetta anche comandi da prompt (così può essere integrato e richiamato all’interno di altri script). Trovi qui le risposte ad eventuali domande o errori che potresti notare durante l’utilizzo dell’applicazione.

Quello che ti consiglio di fare, nel caso in cui tu abbia a disposizione un disco meccanico interno o esterno al PC, è di spostare e tenere lì le patch per qualche tempo, prima di scegliere di eliminarle definitivamente. Questo perché, in caso di anomalie di sistema, potrai facilmente ripristinare i file spostati sempre tramite PatchCleaner, andandoli a ripescare e portandoli là dove sono stati inizialmente memorizzati, per evitare di dover reinstallare un intero Windows solo per una distrazione o una necessità impellente di altro tipo.

In conclusione

Lo spazio disco (su memorie SSD) non è mai abbastanza, per questo motivo è opportuno effettuare una pulizia dei file inutilizzati / inutili (non sono la stessa cosa, nda) di tanto in tanto. Farlo con gli strumenti messi a disposizione da Windows è certamente la soluzione migliore, per evitare possibili problemi da dover poi analizzare e risolvere in seguito, ma in casi di emergenza c’è sempre qualche tool che può occuparsi del lavoro sporco, evitandoti facili errori di distrazione.

Buon lavoro!

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Durante la preparazione di un B50-50 con Windows 10 Pro, ho incontrato alcune difficoltà con una periferica apparentemente sconosciuta, che non è stata messa al suo posto da nessuno dei driver disponibili nella pagina ufficiale del prodotto sul sito di Lenovo. Il metodo per aggirare l’ostacolo è sempre lo stesso, ed è quello di andare a dare un’occhiata all’ID Hardware tramite la Gestione dei dispositivi (Esegui → devmgmt.msc). A quel punto una veloce ricerca in Google risolve sempre la maggior parte dei problemi.

Windows 10 Hero

Secondo la Knowledge base di Lenovo, più precisamente la pagina disponibile all’indirizzo support.lenovo.com/it/it/solutions/ht071645, il problema nasce dalla mancata installazione di OneKey Optimizer, uno di quei software di cui si fa volentieri a meno (ricordi quell’articolo riguardante la pulizia dei bloatware presenti di fabbrica sul B50-50?). Eppure a qualcosa serve, non fosse proprio per l’INF che andrà a colmare quel vuoto del Device Management. Puoi installarlo, attendere che il driver venga installato (e la periferica riconosciuta), quindi disinstallarlo.

Se stai cercando (inutilmente) la versione adatta al tuo serie B50, compatibile con Windows 10, smetti di cercare, sono diventato (più) scemo già io: support.lenovo.com/it/it/downloads/ds103119. Questo è quello giusto, e io sono finalmente riuscito a tappare quella falla:

Inutile dire che nella pagina driver del B50-50, ovviamente filtrata per Windows 10 x64, il software non lo si trova. Aggiungerei inoltre, se posso, che il Lenovo Bridge (piccolo software che permette download simultanei dei pacchetti driver) è pessimo (e non capita raramente di ritrovarsi un eseguibile corrotto perché scaricato a metà), ma questo è ovviamente un altro discorso.

Prima di concludere

Ti ricordo che questa macchina ha la (fastidiosa) particolarità del Novo Button, quel piccolo foro che dovrai attraversare con l’equivalente di una graffetta (vale anche quella di iPhone o iPad, nda) per poter accendere il PC e mandarlo in modalità Recovery, arrivando così al menu che ti permette di entrare nel BIOS o selezionare una diversa periferica di boot. Lo trovi qui:

E se vuoi cambiare il disco

Auguri e porta tanta pazienza. Ho sostituito il disco originale della macchina con uno nuovo a stato solido. Bisogna smontarla praticamente tutta, per poter arrivare al carrello disco. Lo stesso vale per l’unico slot di RAM, nel caso nascesse la necessità di un upgrade. Ho seguito questo video su YouTube, sono riuscito a smontare, sostituire e rimontare senza problema alcuno, fa molta attenzione:

Buon lavoro!

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Il mai troppo amato Windows 8 per Desktop e Notebook integra da sempre (almeno per coloro che decidono di fare upgrade da una versione precedente del sistema operativo) la possibilità di andare a rimuovere i file di installazione del sistema nel caso in cui decidiate di non tornare più indietro, rendendo Windows 8 il sistema operativo definitivo della vostra macchina. L’operazione poterà circa 7 GB di spazio libero in più sul vostro disco, nel caso in cui abbiate un disco SSD non eccessivamente grande questo potrebbe aiutarvi parecchio.

Per andare a rimuovere quei file vi basterà lanciare una pulizia disco (da Computer basterà fare clic con il tasto destro sull’unità contenente Windows, tipicamente C:, e dalle Proprietà fare clic sul pulsante Pulizia disco nella tab Generale), individuare la voce ad-hoc e selezionarla prima di lanciare la pulizia:

L’operazione potrebbe durare qualche minuto, soprattutto se avete selezionato molte voci tra quelle disponibili.

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Pillole

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