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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Vi avevo già parlato di Reservation DHCP e della possibilità di estrarle facilmente dal vostro server, e se aveste bisogno di replicarle su un secondo server DHCP nella stessa rete (e dominio)? L’operazione è semplice, si porta a termine tramite un batch.

Reservation DHCP: estrarle dal server (Windows)

Lo scopo del gioco è salvare ogni reservation fatta sul server DHCP1 e clonarla sul server DHCP2, sarà il primo dei due ad avere sempre ragione, ricordatelo. Mai quindi fare reservation sul DHCP2 manualmente, fate affidamento sempre allo script batch e il lavoro svolto sul server DHCP1. Il batch è il seguente (realizzato da un collega in ufficio e perfettamente funzionante):

Buon lavoro :-)

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Del nome del file troppo lungo ne avevamo già parlato in passato, se ben ricordate. Un problema che però non sempre può essere risolto tramite un trucco come quello utilizzato tempo addietro, che deve necessariamente permettere di spostare quei file altrimenti intoccabili, soprattutto quando si tratta di dati aziendali.

Nome del file troppo lungo: Robocopy corre in soccorso

È successo esattamente questo. Una manciata di file persi (eliminati dall’utente, ndr) in una precisa cartella, alcuni file impossibili da recuperare dalla funzione “Versioni Precedenti” di Windows perché contenenti troppi caratteri nel loro nome o troppe cartelle una dentro l’altra prima di arrivare al termine. Se ne può uscire, ecco come.

ATTENZIONE: Da qui in poi l’articolo prende quella brutta piega del “ma di cosa stai parlando?“. Se non capite quello che state per fare fermatevi e chiedete aiuto tramite l’area commenti. Se invece siete arrivati qui tramite una ricerca perché disperati nel tentativo di risolvere il vostro problema, benvenuti, siete nel posto giusto (e avete condiviso forse la mia stessa quantità di imprecazioni).

Non è banale, in realtà l’operazione è assolutamente delicata e necessita della massima attenzione. Un primo passaggio permetterà di individuare il giusto percorso della cartella del backup “shadow” di Windows. La seconda di recuperare i file copiandoli nella giusta posizione tramite Robocopy, piccola utility gratuita che quelli del mestiere conoscono molto bene. Quest’ultimo, in barba alle limitazioni imposte dal sistema, ignora bellamente il limite di caratteri di NTFS e permette la copia o lo spostamento di file e cartelle a prescindere dalla quantità di caratteri contenuti in esse.

La giusta cartella

È tutta una questione di posizione. Robocopy è in grado di leggere anche i sassi (e fonderli sulle montagne), basta passargli i giusti parametri. Quando andiamo a fare clic con il tasto destro / Proprietà / Versioni precedenti su una qualsiasi cartella (di un fileserver, ndr), questa restituirà la possibilità di visualizzare copie antecedenti all’accaduto (se opportunamente configurata):

Nome del file troppo lungo: Robocopy corre in soccorso 1

Facendo clic su Apri in corrispondenza di una versione della stessa cartella, si supporrà che l’indirizzo della stessa sia quello in testa (nella barra URL):

Nome del file troppo lungo: Robocopy corre in soccorso 2

Niente di più errato. Provando infatti a esplorare la cartella si otterrà un errore (lanciandola ad esempio da Start / Esegui). Per ottenere la giusta posizione della cartella padre (quindi anche della figlia) basterà fare clic con il tasto destro in una parte libera della finestra appena aperta e fare clic su Proprietà:

Nome del file troppo lungo: Robocopy corre in soccorso 3

A questo punto capite voi stessi che aggiungendo a fondo path (comprensivo del @GMT-eccetera) un “\CARTELLAFIGLIA” riuscirete nell’intento di esplorare la copia di backup creata da Windows, quindi di lavorarla tramite Robocopy.

Copia dei file

Se dovete recuperare tutto il contenuto della cartella contenuto nel backup (ciò che ho dovuto fare io e che vi riporto in questo articolo) vi basterà quindi richiamare Robocopy con i giusti parametri, /E (Copy Subfolders, including Empty Subfolders) e /COPYALL (Copy ALL file info), parametri che fanno parte di un set ben più nutrito disponibile su ss64.com/nt/robocopy.html.

In pratica il comando finale sarà molto simile a questo:

Robocopy.exe \\SERVER\CARTELLAPADRE\@GMT-2015.09.08-13.00.00\CARTELLAFIGLIA \\SERVER\CARTELLAPADRE\CARTELLAFIGLIA /E /COPYALL

Per raggiungere lo scopo mi è tornato estremamente utile questo riferimento su ServerFault, pur evitando la mappatura della cartella di backup tramite unità locale: serverfault.com/questions/285997/unable-to-restore-from-shadow-copy-due-to-long-filename?answertab=votes#tab-top. Il problema è rientrato, i file sono stati recuperati e l’utente è chiaramente contento (e io pure, dopo aver sudato sette camicie).

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Lo scorso 27 luglio Mozilla ha pubblicato una notizia sul blog “IT & Operations” riguardo il trasferimento di tutti i dati pubblici da FTP (ftp.mozilla.org) al cloud AWS di Amazon:

As promised, the FTP Migration team is following up from the 7/20 Monday Project Meeting where Sean Rich talked about a project that is underway to make our Product Delivery System better.

As a part of this project, we are migrating content out of our data centers to AWS. In addition to storage locations changing, namespaces will change and the FTP protocol for this system will be deprecated.

blog.mozilla.org/it/2015/07/27/product-delivery-migration-what-is-changing-when-its-changing-and-the-impacts (il post è stato poi aggiornato nel tempo).

MozillaBanner

Per questo motivo tutti i vecchi segnalibri o altri riferimenti che puntavano al protocollo FTP (ftp://ftp.mozilla.org) hanno smesso di funzionare, così come il software scritto ormai anni fa da me e Sandro che permette a chiunque di pacchettizzare la versione desiderata di Firefox, Thunderbird e Seamonkey, Release2Zip. Ho provveduto così a correggere alcuni errori nei batch (e nei file di configurazione dei singoli prodotti) e modificare i puntamenti per permettere a tutti di continuare a utilizzare il software passando dall’URL che continua (e continuerà in futuro) invece a funzionare benissimo (http://ftp.mozilla.org).

Il resto è rimasto identico ed invariato. Ci sono ancora problemi nel riconoscimento di alcuni canali e vi toccherà specificare la versione del prodotto Mozilla da scaricare (via riga di comando) ma i batch fanno il loro mestiere consegnandovi il file ZIP pronto per essere spostato e utilizzato su qualsiasi chiave USB (o SD o altro tipo di memoria, dove potrete ovviamente salvare anche il profilo), togliendo di mezzo ciò che non è necessario per il funzionamento di Firefox, Thunderbird o Seamonkey. Anche l’URL per il download non è cambiato, trovate Release2Zip-20150817 su noads.it/r2z/latest.

Chiaramente tutti i file coinvolti sono stati aggiornati anche su GitHub, così da permettervi di visualizzarli se siete curiosi: github.com/gioxx/r2z.

Buon lavoro!

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windows.commandlineUna unità organizzativa in Active Directory dove avevamo raccolto tutti i PC dismessi, lasciati lì non disabilitati in attesa di terminare la pulizia. Quel termine è finalmente arrivato, nel frattempo è passato circa un mese e con un semplice comando nel prompt di DOS si può ottenere facilmente quanto richiesto:

dsquery computer OU=Computers-DACANCELLARE,DC=contoso,DC=com -scope onelevel -inactive 4 | dsmod computer -disabled yes

La query individua tutti i PC che si trovano nella unità organizzativa “DACANCELLARE” (e solo in quella, grazie al “-scope onelevel”, ndr) inattivi da 4 settimane (-inactive 4), disabilitandoli poi in automatico (dsmod computer -disabled yes). Si tratta di un trucco sempre utilizzabile anche variando o omettendo il numero di settimane di inattività con il dominio. Occhio allo scope “onelevel” perché così eviterete brutti scherzi (magari potrebbe capitarvi di andare a disabilitare l’associazione al dominio di qualche server, non si sa mai).

Per conoscere la sintassi di DSQuery potete fare riferimento a SS64, si parla invece di “scope” nel DSQuery sul Social Technet di Microsoft.

Cheers.

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Consiglio utile nel caso in cui voleste individuare un MAC Address già inserito in DHCP senza però ricordarvi in quale pool gli avevate riservato un indirizzo IP.

Reservation DHCP: estrarle dal server (Windows)

Collegatevi alla macchina DHCP (anche via RDP, ovviamente) e lanciate un prompt dei comandi DOS. A questo punto dovrebbe bastarvi una singola istruzione:

netsh dhcp server dump >> C:\temp\listareservation.txt

Potete chiaramente modificare il C:\temp con la directory che più preferite. Aprite ora il file di testo appena generato e cercate ciò che vi serve.

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