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Anche se in realtà le prime modifiche sono saltate fuori già con Firefox 56, la prossima versione del browser di casa Mozilla cambierà molte carte in tavola, salteranno tante regole fino a oggi scritte, e ci sarà sicuramente un’emorragia (con conseguente migrazione verso altri lidi) di utenti che non sopporteranno le novità pronte a scendere in campo (qui abbiamo cercato di raccontartele nella miglior maniera possibile). Non sto prendendo le parti di niente e nessuno. Io mi limito a continuare a utilizzare il browser che da sempre reputo il più bilanciato, anche se ogni giorno li apro -per lavoro- praticamente tutti.

Firefox 57 e SessionStoreBackup, cosa c'è da sapere 1

Avevo già promesso che avrei rimesso mano al SessionStoreBackup, e così ho fatto ormai lo scorso agosto, quando la versione 57 di Firefox era stata distribuita tramite canale Nightly, senza però pubblicare alcunché nel blog (mea culpa!).

Ormai prossima all’uscita (14 novembre, nda), questa varia ancora una volta il modo di memorizzare le tab aperte durante la tua navigazione, e per questo motivo occorre rivedere il passaggio con cui il mio batch va a salvare ciò che ti serve, così da evitare sorprese ben poco gradite in caso di crash o altro evento imprevisto di sistema (ultimamente stiamo cercando di supportare diversi casi sul forum di Mozilla Italia).

Cosa cambia (jsonlz4)

Rispetto al passato, con le nuove release del browser avrai a che fare con dei file json compressi, i nuovi jsonlz4. La struttura resta la medesima:

  • ci sarà un previous.jsonlz4 contenente la sessione del precedente utilizzo
  • un recovery.jsonlz4 che viene aggiornato a intervalli regolari durante l’utilizzo in corso
  • vari upgrade.jsonlz4-XXXXXXXXXXXXXX che corrisponderanno alla sessione in vita per ciascun aggiornamento.

Ti mostro quello che vedo (su un profilo che ha subito i vari cambiamenti del tempo e delle release di Firefox, ignora quindi i file “js” semplici):

Firefox 57 e SessionStoreBackup, cosa c'è da sapere 2

Non esiste più un sessionstore.js libero nella cartella del profilo, non almeno nella normalità, di certo non è più il file di riferimento per il ripristino delle tue tab. Dovremo lavorare proprio sulla cartella originale dei backup di Firefox, affinché questo possa recuperare la sessione che ti interessa.

Lo script

Al solito, caricato nei miei Gist, disponibile qui di seguito (fai clic con il tasto destro su “view raw” in basso a destra, quindi salva la destinazione con nome, dovresti poter vedere un SessionStoreBackup.cmd lì dove hai deciso di scaricarlo):

Facci caso, rispetto alla sua precedente versione ho mantenuto molto di quanto già esistente (quasi tutto). Il controllo di versione del file è sempre lo stesso, così come il modo di dichiarare la cartella del tuo profilo, che però potrai ricercare in maniera più semplice.

Digita about:profiles nella barra URL del tuo Firefox e premi invio, verrai portato alla schermata che riepiloga tutti i profili presenti sulla macchina. Quello che stai utilizzando in questo momento è quello che non potrai cancellare, sarà quindi facile individuarlo :-)

Firefox 57 e SessionStoreBackup, cosa c'è da sapere 3

Ancora una volta il consiglio rimane lo stesso: fai girare lo script automaticamente (o manualmente, se lo preferisci) ogni ora, se puoi anche meno. Più spesso verrà eseguito, più potrai recuperare facilmente la tua sessione in caso di problemi.

Recupero manuale della sessione

Apri la cartella del profilo che stai usando, quindi chiudi il browser, questo è il primo fondamentale passaggio.

Basandoti sul file che più si avvicina alla data e all’ora del problema che hai riscontrato, naviga la cartella del tuo profilo, quella principale, all’interno della quale dovresti trovare un file chiamato sessionstore.jsonlz4. Se presente, rinominalo in qualcosa di diverso, per esempio sessionstore.jsonlz4.bak, quindi copia uno dei due file precedentemente salvati (il previous.jsonlz4 o il recovery.jsonlz4) e rinominalo in sessionstore.jsonlz4.

Avvia ora Firefox. Se quel file che hai sostituito è consistente, vedrai ricomparire le tue tab così come le avevi lasciate l’ultima volta. Diversamente, non c’è altra possibilità di recupero (che io sappia), a meno di non utilizzare una scappatoia offerta dalle “Versioni precedenti” di Windows (il servizio del sistema operativo che permette il versioning dei file sotto costante salvataggio).

Occhio: puoi fare la stessa cosa anche con uno dei diversi “upgrade.jsonlz4-XXXXXXXXXXXXXX” (al posto delle X troverai anno, mese, giorno e ora del salvataggio) a disposizione, portandone fuori uno modificato alla data / ora che ti serve e rinominandolo in sessionstore.jsonlz4, ma così come per la coppia “recovery / previous“, continua a non esserci garanzia alcuna di funzionamento. Di certo questo è un ulteriore layer di protezione “fatto in casa” per evitare di perdere il proprio lavoro, soprattutto quando si ha a che fare con rilasci di Firefox fuori dal canale stabile, più portato ad andare in crash per qualche bug.

Credo di aver detto tutto. Al solito, in caso di problemi o ulteriori dubbi, l’area commenti è a tua completa disposizione (mi raccomando, problemi inerenti SessionStoreBackup, non altri problemi generici del browser, per quelli esiste già il nostro forum).

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Di strada da quell’articolo del 2011 se n’è fatta tanta, e anche Mozilla ha modificato il comportamento del suo Session Restore integrato nel browser. In realtà le cose sono state modificate nel 2014, ma non ho mai avuto la reale necessità di cambiare il comportamento di SessionStoreBackup, almeno fino a oggi.

Firefox: disabilitare scansione antivirus nel download manager integrato

Perché proprio oggi?

Perché se anche tu utilizzi le versioni non stabili del browser Mozilla (le Nightly), ti sarai già accorto che di tanto in tanto qualcosa di spiacevole può accadere. Tutto risolvibile, sia chiaro, ma bisogna stare accorti, sempre pronti sul pezzo e con le dovute armi a propria disposizione per evitare di perdere dati che ci servono, ai quali teniamo particolarmente, come (nel mio caso) le tab aperte di sessione in sessione. Io utilizzo –da sempre– l’opzione che riapre ciò che ho lasciato aperto l’ultima volta che ho utilizzato il browser, delegando così un compito importante al file sessionstore.js, solitamente presente nella cartella del profilo (ormai dovresti saperlo), ma che può corrompersi ed essere sovrascritto, facendoti perdere così la tua sessione di navigazione salvata.

Per ovviare al problema, il mio SessionStoreBackup ha sempre lavorato portando a casa il risultato, ma l’ho modificato per tenere al sicuro il file di recovery previsto da Mozilla (recovery.js), così da evitare di incorrere in possibili rogne. Dato che l’ho riaperto, ho guardato sotto al cofano e deciso di cambiare metodo, di non salvarne più copie, ma di tenerne sempre una, quella più aggiornata, confrontandola di volta in volta con quella che vive nella cartella del profilo di Firefox, quella vera, quella creata dal browser (e non clonata da me).

Qui trovi il “nuovo” codice (il solito in realtà, ma un po’ rivisto): gist.github.com/gioxx/8dd4d6dee309a63136ddab913eabe69b/17831b62c475870a04769bf129a3fde101ed4661

Rimane invariato il modo di dichiarare il nome della cartella del tuo profilo (devi sostituire TUOPROFILO.default in riga 5 con ciò che trovi accedendo a about:support, quindi facendo clic sul pulsante Apri cartella vicino la voce Cartella del profilo). Da quella riga in poi, non c’è più bisogno di toccare alcunché, il piccolo batch farà tutto il resto. Ricorda poi che il software può essere lanciato manualmente con il classico doppio clic o (decisamente consigliato) programmato tramite le operazioni pianificate di Windows, così da “potertene dimenticare“.

Fallo girare ogni ora circa, così da tenere sempre aggiornato il tuo recovery.js, tornerà parecchio utile quando le tue sessioni risulteranno essere perse a causa di un crash di Firefox (non solo di Nightly eh).

Recupero manuale della sessione

Manuale ma semplice, te lo assicuro. Il batch si occupa della prima parte del lavoro, quella del backup, quella che generalmente ci si dimentica di fare e che è quindi importante programmare e lasciare fare a lui per evitare possibili errori. A te tocca, solo in caso di necessità, prendere il file di backup e andare a fare un rapido lavoro di taglio e cucito con Firefox chiuso, così da permettergli di riprendere la giusta sessione di lavoro alla sua riapertura.

Nella cartella del tuo profilo dovranno esistere due cartelle. La prima è quella del mio batch, si chiama SessionStoreBackup (che fantasia eh?) e dovrebbe contenere esclusivamente un file, il recovery.js. La seconda cartella è invece quella ufficiale di Mozilla, la sessionstore-backups, dovrebbe contenere questi file:

  • recovery.js – Contiene lo stato di Firefox aggiornato a 15 secondi prima di una chiusura o di un crash.
  • recovery.bak – Come sopra, ma lo stato è quello aggiornato a 30 secondi prima dell’accaduto.
  • previous.js – Contiene lo stato di Firefox relativo a due chiusure di programma fa (volute o per crash improvviso).
  • upgrade.js-[build id] – Contiene lo stato di Firefox a prima di un aggiornamento a nuova versione, il “build-id” ovviamente corrisponderà alla data di upgrade (per esempio: 20170619030208).

Saltando a piè pari questa cartella, puoi utilizzare il recovery.js generato dal batch:

  • taglialo e incollalo nella cartella del tuo profilo.
  • Cerca (ammesso che esista) il file sessionstore.js. Se esiste, cancellalo.
  • Ora rinomina il file recovery.js in sessionstore.js
  • Avvia Firefox, dovresti poter rivedere ogni tab lasciata precedentemente aperta :-)

Puoi fare la stessa identica cosa con i file generati da Mozilla, ma capita talvolta che più crash (dovuti magari a qualche instabilità o incompatibilità con un componente aggiuntivo, per esempio) vadano a rendere inutilizzabili i vari js. SessionStoreBackup cerca di evitare tutto questo mettendoti a disposizione un file teoricamente sempre valido (il “teoricamente” è inevitabile, perché se nel frattempo parte il batch e scopre che il file è cambiato, andrà a sovrascrivere la tua copia, invalidandola), il tutto a meno di modificare ulteriormente il software e fargli creare più versioni del recovery.js.

Cosa ne pensi?

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Del nome del file troppo lungo ne avevamo già parlato in passato, se ben ricordate. Un problema che però non sempre può essere risolto tramite un trucco come quello utilizzato tempo addietro, che deve necessariamente permettere di spostare quei file altrimenti intoccabili, soprattutto quando si tratta di dati aziendali.

Nome del file troppo lungo: Robocopy corre in soccorso

È successo esattamente questo. Una manciata di file persi (eliminati dall’utente, ndr) in una precisa cartella, alcuni file impossibili da recuperare dalla funzione “Versioni Precedenti” di Windows perché contenenti troppi caratteri nel loro nome o troppe cartelle una dentro l’altra prima di arrivare al termine. Se ne può uscire, ecco come.

ATTENZIONE: Da qui in poi l’articolo prende quella brutta piega del “ma di cosa stai parlando?“. Se non capite quello che state per fare fermatevi e chiedete aiuto tramite l’area commenti. Se invece siete arrivati qui tramite una ricerca perché disperati nel tentativo di risolvere il vostro problema, benvenuti, siete nel posto giusto (e avete condiviso forse la mia stessa quantità di imprecazioni).

Non è banale, in realtà l’operazione è assolutamente delicata e necessita della massima attenzione. Un primo passaggio permetterà di individuare il giusto percorso della cartella del backup “shadow” di Windows. La seconda di recuperare i file copiandoli nella giusta posizione tramite Robocopy, piccola utility gratuita che quelli del mestiere conoscono molto bene. Quest’ultimo, in barba alle limitazioni imposte dal sistema, ignora bellamente il limite di caratteri di NTFS e permette la copia o lo spostamento di file e cartelle a prescindere dalla quantità di caratteri contenuti in esse.

La giusta cartella

È tutta una questione di posizione. Robocopy è in grado di leggere anche i sassi (e fonderli sulle montagne), basta passargli i giusti parametri. Quando andiamo a fare clic con il tasto destro / Proprietà / Versioni precedenti su una qualsiasi cartella (di un fileserver, ndr), questa restituirà la possibilità di visualizzare copie antecedenti all’accaduto (se opportunamente configurata):

Nome del file troppo lungo: Robocopy corre in soccorso 1

Facendo clic su Apri in corrispondenza di una versione della stessa cartella, si supporrà che l’indirizzo della stessa sia quello in testa (nella barra URL):

Nome del file troppo lungo: Robocopy corre in soccorso 2

Niente di più errato. Provando infatti a esplorare la cartella si otterrà un errore (lanciandola ad esempio da Start / Esegui). Per ottenere la giusta posizione della cartella padre (quindi anche della figlia) basterà fare clic con il tasto destro in una parte libera della finestra appena aperta e fare clic su Proprietà:

Nome del file troppo lungo: Robocopy corre in soccorso 3

A questo punto capite voi stessi che aggiungendo a fondo path (comprensivo del @GMT-eccetera) un “\CARTELLAFIGLIA” riuscirete nell’intento di esplorare la copia di backup creata da Windows, quindi di lavorarla tramite Robocopy.

Copia dei file

Se dovete recuperare tutto il contenuto della cartella contenuto nel backup (ciò che ho dovuto fare io e che vi riporto in questo articolo) vi basterà quindi richiamare Robocopy con i giusti parametri, /E (Copy Subfolders, including Empty Subfolders) e /COPYALL (Copy ALL file info), parametri che fanno parte di un set ben più nutrito disponibile su ss64.com/nt/robocopy.html.

In pratica il comando finale sarà molto simile a questo:

Robocopy.exe \\SERVER\CARTELLAPADRE\@GMT-2015.09.08-13.00.00\CARTELLAFIGLIA \\SERVER\CARTELLAPADRE\CARTELLAFIGLIA /E /COPYALL

Per raggiungere lo scopo mi è tornato estremamente utile questo riferimento su ServerFault, pur evitando la mappatura della cartella di backup tramite unità locale: serverfault.com/questions/285997/unable-to-restore-from-shadow-copy-due-to-long-filename?answertab=votes#tab-top. Il problema è rientrato, i file sono stati recuperati e l’utente è chiaramente contento (e io pure, dopo aver sudato sette camicie).

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asepsis-256Acronimo di Desktop Services Store, lo trovate quando un vostro disco esterno, una chiave USB o una unità di rete ha avuto a che fare con un sistema OS X di Apple, si tratta tipicamente di un file nascosto che viene utilizzato per memorizzare informazioni attributi di cartelle e posizioni delle icone ma non solo, è un file che ha senso di esistere solo su sistemi Apple, non certo Microsoft. Dato però che è sempre più comune scaricare file zip (o equivalenti) che ne contengono, ho pensato di buttare giù un paio di righe in batch per permettervi di cercarli sul vostro sistema e cancellarli senza troppa fatica.

Vi basterà copiare e incollare il codice seguente in un file di testo (blocco note, meglio se Notepad++) e salvare poi il lavoro in formato .bat:

@echo off
REM DS_STORE Cleaner - GSolone 2014 (ult.mod. 12112014)
REM Copiare il file all'interno della cartella (o direttamente il drive) dove verrà effettuata la scansione file per cercare ed in seguito eliminare i file DS_STORE di OS X.
del /s /q /f *.DS_STORE
del /s /q /f /a:h .DS_STORE
echo.
echo Tutti i file trovati sono stati rimossi, premere un tasto per terminare il programma.
pause > NUL

Se invece non siete esperti ma volete comunque utilizzare il cleaner vi basterà scaricare il file batch direttamente da qui: app.box.com/s/gfpdd0to8l84v47yb4go4sgkv8vldc0a.

Salvatelo nella cartella o nel drive (C:, ad esempio) che volete far analizzare e all’interno del quale volete effettuare quindi la pulizia, il batch provvederà ad esplorare ogni sottocartella eliminando i file .DS_Store notificandovi a video dove li ha trovati.

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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Un errore che in tutta onestà non mi era mai capitato prima ma che -come al solito- si rifà ad associazioni sbagliate nel registro di sistema. La vostra macchina non riesce più ad eseguire un semplice VBScript? L’errore mostrato a video dice che non esiste alcun interprete di script per i file con estensione .vbs come in immagine?

Windows7_NessunInterpreteVBS

Salvate questo codice in un file .reg con un nome a piacere ed eseguitelo per rimettere le cose a posto:

Windows Registry Editor Version 5.00

[HKEY_CLASSES_ROOT\.VBS]
@="VBSFile"
[HKEY_CLASSES_ROOT\VBSFile]
@="VBScript File"
"EditFlags"=hex:00,00,00,00
[HKEY_CLASSES_ROOT\VBSFile\Shell]
@="Edit"
[HKEY_CLASSES_ROOT\VBSFile\Shell\Edit]
@="&Edit"
[HKEY_CLASSES_ROOT\VBSFile\Shell\Edit\Command]
@="Notepad.exe %1"

[HKEY_CLASSES_ROOT\.VBE]
@="VBEFile"
[HKEY_CLASSES_ROOT\VBEFile]
@="VBScript Encoded File"
"EditFlags"=hex:00,00,00,00
[HKEY_CLASSES_ROOT\VBEFile\Shell]
@="Edit"
[HKEY_CLASSES_ROOT\VBEFile\Shell\Edit]
@="&Edit"
[HKEY_CLASSES_ROOT\VBEFile\Shell\Edit\Command]
@="Notepad.exe %1"

Oppure scaricate ed eseguite direttamente il file pronto da qui: app.box.com/s/sanu1hpmafq1ak8m187zgy8cccuf1f14 :-)2

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