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Il mio è chiaramente un eufemismo preso in prestito dalla cucina, argomento poco avvezzo al mio banco di prova tecnologico certo, ma rende bene l’idea se penso a quei piatti fantastici da vedere che si rivelano specchietti per le allodole facendoti cantare vittoria troppo presto. Quando ho voluto credere e investire nell’idea di Anker su Kickstarter l’ho fatto perché mi sono basato su promesse; essere utente di Kickstarter e investire il tuo denaro vuol dire rischiare, metterci del fiuto per le buone idee (o della sfiga mista speranza da uccidere per quelle non così buone), anche quelle un pelino più rischiose perché non di semplicissima realizzazione, come successo per l’eufyCam che oggi ho a disposizione e che sto usando.

eufyCam è quel progetto più bello da vedere che buono da mangiare

eufyCam

$3,139,558 raccolti, quasi 9000 persone ci hanno creduto e hanno investito del denaro nell’idea e nella sua realizzazione, eufyCam è certamente la promessa dal grandissimo potenziale ma che oggi si esprime più o meno quanto una Fiat 500 messa a confronto con una Ferrari. Sulla carta ha grandi capacità, nella pratica ha un software che la limita. Ho ricevuto il prodotto a me destinato poco prima delle feste natalizie, dopo mesi di attesa e una lista consegne che ha visto l’Europa all’ultimo posto per i recapiti Worldwide. Packaging molto interessante e completo, non molto compatto ma preserva ottimamente la HomeBase e la telecamera:

L’eufyCam HomeBase ha bisogno di un collegamento ethernet (no, niente WiFi) e una presa di corrente a sua disposizione, la terrai quasi sicuramente vicino al router come ho fatto io, la telecamera può invece prendere posto un po’ dove ti pare a patto che resti nel raggio d’azione del segnale wireless che viene propagato dalla HomeBase (non potrai quindi allontanarti moltissimo, in barba a quanto da te fatto con il router di casa ed eventuali rilanci studiati e ottimizzati); lei è magnetica e può quindi fare a meno di essere fissata a supporti che richiedono passaggi di trapano e tasselli (io ho usato una staffa sospesa del motore del climatizzatore di casa, tanto per dire), è una caratteristica estremamente comoda, lo ammetto.

La batteria dalle enormi promesse arriva già parzialmente carica, il consiglio di Anker è quello di caricarla totalmente prima dell’uso, io non l’ho fatto ma tieni conto che posso recuperare in qualsiasi momento.

Configurazione di eufyCam

Molto intuitiva e sufficientemente semplice, l’applicazione Eufy Security è già disponibile gratuitamente per Android e iOS, e ha ricevuto nel corso di questi giorni ulteriori aggiornamenti che hanno migliorato alcuni aspetti e colmato certe lacune fastidiose perché teoricamente pronte per il lancio o comunque per le consegne presso gli indirizzi specificati dai clienti KickStarter.

Eufy Security
Eufy Security
Developer: Anker
Price: Free
Eufy Security
Eufy Security
Price: Free

Creato l’account, sarà possibile aggiungere i dispositivi come la HomeBase, l’eufyCam e il sensore di apertura porta che ho ricevuto con la stessa spedizione, ho catturato qualche screenshot giusto per farti capire i passaggi eseguiti e la loro semplicità:

Tra gli scatti, noterai gli ultimi due specificatamente dedicati all’energia della camera, con un doppio profilo a disposizione per adattarsi meglio alle tue specifiche esigenze, di cui solo uno in grado di garantire (tutto da dimostrare) il famoso anno di carica senza necessità di ciclo, operazione che può essere effettuata in maniera rapida passando dalla porta USB posta sul retro di eufyCam HomeBase, diversamente sarà possibile ricaricare la batteria interna di eufyCam tramite un normale attacco a muro, come sei già solito fare con il tuo smartphone o tablet.

Inutile dire che il profilo meno energivoro limiterà in parte le funzionalità della registrazione (20 secondi al massimo per episodio manuale o automatico basato sul movimento) ma anche della visione in diretta dello streaming (ti verranno presentati dei messaggi a video che ti ricordano che stare lì a guardare non fa altro che consumare più energia). Nulla di così apocalittico, per carità, è solo che credo sia bene che tu lo sappia.

Spunti interessanti e possibili miglioramenti

Lo è certamente (uno spunto interessante, nda) la Smart detection per il riconoscimento dei volti familiari, funzione alla quale insegnare a riconoscere facce amiche in base alle quali non allarmarsi e lasciar passare come nulla fosse. È una funzione già disponibile al lancio, lavora abbastanza bene ma va un pelo in difficoltà nel momento in cui si indossa un berretto contro il freddo (e in inverno non è poi così tanto anomalo), quindi ampio spazio ai miglioramenti futuri.

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Interessante e certamente gradita è anche la questione relativa alla sopravvivenza del sistema in caso di blackout della corrente e della rete internet (per caso fortuito o per intervento di manomissione voluto): eufyCam ha –come già ripetuto allo sfinimento– la propria batteria integrata a lunga durata, ma quello che forse non sai è che anche la HomeBase ne possiede una, ed è in grado di alimentare la base con relativa registrazione su microSD (quella inclusa nel kit è da 16GB ma puoi sostituirla con un’altra card fino a 128GB) e allarme acustico per un paio di giorni.

Qualche difficoltà invece per ciò che riguarda altre promesse non mantenute, ampiamente discusse nella community su KickStarter o nelle mail che Anker fa susseguire verso le caselle di posta elettronica dei suoi backers, passaggi poi spesso raccolti sotto le FAQ (community.anker.com/t/eufycam-faq/64127) seppur non sempre aggiornate tempestivamente.

Una grande assenza è certamente quella relativa alla funzione di Geofence che rende parecchio scomoda da utilizzare la scheda “Mode” dell’applicazione, quella pensata per saltare da un profilo comportamentale all’altro, uno di quei casi in cui una programmazione dello stesso non è cosa percorribile, perché non è mai detto che ci siano orari assolutamente precisi per essere o non essere in casa. Se ne parla nel forum e a quanto pare toccherà aspettare una prossima versione dell’applicazione (e no, non c’è scritto nulla nelle FAQ nonostante ciò che dice Anker), vedi: community.anker.com/t/geofencing-in-the-eufy-security-app-where-is-this-option/64156.

A questa si aggiungono in maniera sparpagliata e comunque fastidiosa l’incapacità di interfacciarsi con IFTTT, Google Home e Alexa, l’applicazione per PC e altro ancora. Voci che fanno parte di una lista (una roadmap) che i clienti hanno ricevuto via mail qualche tempo fa, che ti ripropongo qui di seguito:

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Se RTSP è da poco arrivato (nei primi giorni del 2019) con ancora dei problemi a dialogare correttamente in reti DMZ (come la mia), per le altre funzioni occorrerà armarsi di pazienza (e di IFTTT neanche si parla più). Aggiungerei inoltre dei problemi di raggiungibilità dei sistemi eufy dall’esterno, evidentemente collegati a utilizzo di porte non immediatamente standard (com’è invece le 443 per HTTPS), cosa che segnalerò quanto prima al supporto.

Configurazione del sensore

Al pari della telecamera, il sensore è molto piccolo e facile da montare sulla porta di ingresso (ma non solo) di casa propria, la configurazione via applicazione richiederà giusto qualche minuto e non di più. Il sensore, così come eufyCam, si configura come ulteriore prodotto da tenere d’occhio tramite l’applicazione eufySecurity e può seguire i profili comportamentali del sistema intero che tiene d’occhio casa, inviando notifiche push agli smartphone e/o facendo attivare l’allarme quando viene rilevata l’apertura della porta / finestra.

eufyCam nel quotidiano

Si tratta di un prodotto certamente robusto e ben ingegnerizzato, con caratteristiche che lo mettono in un segmento di mercato dove giocano squadre già molto ben organizzate e con grande esperienza alle spalle, la sfida è interessante ma il prezzo non immediatamente accessibile (il mio kit è costato 219$), seppur in linea -per esempio- ad Arlo di Netgear (209€ per un kit base con singola camera, a oggi che sto scrivendo questo pezzo).

L’applicazione funziona abbastanza bene ma è solo in inglese (penso a una diffusione più capillare anche in territorio italiano), le funzioni sono ancora limitate e alcune promesse non sono state mantenute (ed è grave considerando i soldi raccolti dalla campagna), il prodotto fa parte di quegli acquisti che probabilmente non avrei fatto se avessi avuto la possibilità di provarlo prima su strada. L’allarme, che poi è una caratteristica fondamentale per un simile sistema, si fa certamente sentire ma non si tratta di quel frastuono che mette a disagio il vicino che verrà così a controllare (non fosse almeno per dirti di far smettere di suonare quell’oggetto), impressione che era invece stata molto positiva durante il test del sistema integrato di Somfy.

Il giudizio complessivo viene fuori quasi da sé:

C’è ancora troppo da mettere a posto, l’idea è quella che qualcosa verrà certamente fatta e portata avanti, ma non credo che questo gap verrà colmato per tutto ciò che la carta garantiva mesi fa. Spero vivamente di sbagliarmi, e nel frattempo continuerò a testare ogni novità e mettere a posto i malfunzionamenti per ciò che riguarda la rete e l’automazione del sistema (così da poterlo integrare in quello che già funziona a casa).

L’area commenti è a tua totale disposizione, sei il/la benvenuto/a per chiedere maggiori delucidazioni o dire la tua in merito, chissà se c’è qualche altro backer che leggerà questo articolo e vorrà partecipare :-)

9/1/19

Anker ha riassunto gli obiettivi raggiunti nel corso del 2018 (la prima delle due immagini di seguito), anticipando le prossime mosse che dovrebbe portare a termine nel corso di questo 2019:

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× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: sono stato uno dei "backer" su KickStarter che hanno partecipato al progetto everCam diventato poi eufyCam. Ho atteso qualche mese per permettere la conclusione della costruzione dispositivi e spedizione in tutto il mondo (l'Europa è arrivata per ultima).
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Dalle sembianze e dimensioni che ricordano per certi versi una scatola di pelati, il sistema Somfy One+ è in realtà un agglomerato di tecnologia in grado di proteggere ciò a cui teniamo generalmente di più: la nostra casa. Ho avuto la possibilità di giocare con lui e i suoi accessori per qualche tempo, l’ho messo alla prova sostituendo una delle telecamere che sorvegliano il living del mio appartamento, ora posso raccontarti com’è andata.

Somfy One+: sistema smart di protezione della casa 1

Non è la prima volta che mi occupo di questo argomento, mi piace sperimentare e sono certo che non si finisca mai di imparare in merito, soprattutto perché c’è di mezzo qualcosa a cui generalmente affidiamo la nostra tranquillità, i nostri ricordi più cari.

Per sommi capi, il prodotto di Somfy racchiude:

  • una telecamera full HD (1080p) a 30 fps (che potrai sfruttare al massimo solo se te lo consentirà la tua banda in upload, diversamente dovrai pretendere qualcosa in meno) che a sua volta permette:
    • visione grandangolare a 130° (meno di quanto facevo con la DCS-960L sostituita in occasione di questo test) e zoom digitale 8x,
    • visione notturna fino a 6 metri di distanza;
  • una sirena da circa 90 dB;
  • microfono e altoparlante per poter ascoltare e dire la propria in stanza (ti ci vedo a urlare all’eventuale intruso di andare via per cortesia!);
  • un sensore CMOS 1/3″ AR0330 e uno di movimento fino a 5 metri che promette di sorprendere chiunque senza però farsi ingannare dai nostri animali domestici (e vorrei anche vedere, con quella quattro zampe che ho in casa);
  • registrazione in cloud dei filmati h24 (ma di questo te ne parlo meglio dopo);
  • una batteria tampone della durata di 6 ore nel caso in cui venga a mancare la corrente elettrica.

Su quest’ultimo aspetto sono rimasto un po’ dubbioso, perché se dovesse mancare la corrente, il router finirebbe KO con essa, facendo quindi perdere la possibilità a Somfy One+ di inviare le notifiche push allo smartphone. Il produttore in questo caso propone la tecnologia SomfyAround, che cerca ponti funzionanti su prodotti della stessa serie nei dintorni (una specie di rete WowFi di Fastweb, nda), ammesso che ce ne siano. I video registrati invece rimangono salvati sulla memoria locale, non removibile (si parla di una scheda SD montata nella Somfy One+, ma non ho idea di quanta memoria tu abbia a disposizione e se questa sia sostituibile autonomamente in caso di guasto).

Prima configurazione

La si effettua tramite applicazione ufficiale del produttore, e questo mi piace poco perché –come forse saprai già– prediligo di gran lunga la configurazione manuale via interfaccia web, assente su Somfy One+. L’applicazione è chiaramente gratuita e si trova sugli store di Apple e Google:

Somfy Protect
Somfy Protect
Price: Free
Somfy Protect
Somfy Protect
Price: Free

Questa sarà la tua interfaccia unica per la gestione del prodotto (altro punto a sfavore, perché talvolta non propriamente reattiva nel collegamento ai server del produttore, a prescindere che si utilizzi la WiFi di casa o il 4G). Ti verrà richiesto di creare un account e, una volta fatto, potrai installare i tuoi componenti (unità principale e accessori al seguito):

È tutto maledettamente semplice e alla portata di chiunque, credimi, anche tuo nonno potrebbe installarsela in pressoché totale autonomia, su questo ho ben poco da ridire, ed è certamente un punto a favore di questa eventuale scelta. In pochi minuti riuscirai a dare un’occhiata allo streaming live catturato dal prodotto (il ritardo è minimo), il quale verrà inoltre registrato gratuitamente sul Cloud di Somfy per i primi 15 giorni, oltre i quali occorrerà pagare un abbonamento per continuare a usufruire del CVR (il servizio di registrazione continua). Il dazio richiesto potrà arrivare a costare anche 10 euro circa al mese (qui le offerte disponibili), da aggiungere perciò al prezzo del prodotto (e da considerare su base annua se lo si vuole continuare a sfruttare).

Peccato per il collegamento alla WiFi casalinga, che viene stabilito sulla rete 2,4 GHz nonostante la disponibilità della 5 GHz:

Somfy One+: sistema all-in-one di protezione della casa

Personalizzazione

La posizione scelta per la telecamera dovrà essere quanto più possibile centrale rispetto all’ambiente da controllare, è così che l’obiettivo grandangolare potrà svolgere al meglio il suo mestiere durante le ore d’assenza da casa.

Nel caso tu fossi un po’ smemorato e dimenticassi di attivare l’allarme chiudendo la porta alle tue spalle, potrai scegliere di programmare un avvio schedulato su base giornaliera, impostando un’ora ben precisa alla quale il prodotto entrerà in azione proteggendo il suo territorio. Una volta rientrato all’ovile, invece, potrai disattivare l’allarme e mandare in modalità privacy Somfy One+, chiudendo lo sportellino e pretendendo così che resti in disparte per il resto della giornata / notte, senza poter registrare alcunché.

Se non disattiverai l’allarme entro 30 secondi, Somfy One+ farà partire un segnale acustico alquanto fastidioso, in grado di attrarre sicuramente l’attenzione, anche nel caso in cui qualcuno decida di staccare lo spinotto di alimentazione, poiché coadiuvato da batteria tampone (di cui ti parlavo prima). L’operazione di disattivazione (o di attivazione) potrà essere eseguita tramite il telecomando (disponibile nella scatola originale di Somfy One+ o acquistabile separatamente in seguito, se necessario) o via applicazione su smartphone (questa, in base ad alcuni sporadici casi non riproducibili, non è estremamente veloce, un piccolo neo che ho notato e che mi ha dato fastidio in un paio di occasioni, nda):

Condivisione

Se vuoi permettere ad altre persone di disattivare il tuo allarme nel caso in cui questo scatti per un falso positivo, potrai invitare un utente già registrato (o che si registrerà contestualmente) al servizio Somfy Protect, assegnandogli poi i giusti permessi (molto basilari). Tutto viene gestito tramite l’invio di una mail da parte del produttore e, in seguito, da un avviso a video nell’applicazione Somfy Protect che il tuo familiare avrà installato sul suo smartphone:

Condivisione che a mio parere può sfociare anche in un diverso discorso, da dedicare al ragionamento su più livelli e più stanze da tenere d’occhio, affidandosi agli accessori consigliati per Somfy One+. Penso per esempio all’IntelliTAG, piccolo sensore in grado di capire se una porta di ingresso (ma non solo) viene aperta (così da far partire il conto alla rovescia per far scattare l’allarme), molto diverso dal più classico rilevatore magnetico, questo è in grado di carpire il più sciocco movimento cercando di abbattere quanto più possibile il tentativo di manomissione, frutto di uno studio brevettato dalla stessa Somfy (qui trovi maggiori informazioni).

Il parco di compatibilità con i sistemi One e One+ è ampio, e permette di includere anche ulteriori rilevatori di movimento interno (senza telecamera), ulteriori sirene interne ed esterne, videocamere di sicurezza sottili e pratiche, ecc. Trovi una pagina dedicata alla composizione di un sistema One completo all’indirizzo protect.somfy.it/it/componi-il-tuo-sistema-somfy-one.html.

In conclusione

Un prodotto che ha certamente dei vantaggi nell’integrare ogni tecnologia necessaria alla protezione del proprio ambiente casalingo, permettendo inoltre un’espansione che ti consentirebbe di allargarne lo spettro di verifica e controllo, certamente non della linea più professionale esistente, ma pur sempre un qualcosa che un privato cittadino potrebbe tranquillamente inserire nella lista della spesa per la sorveglianza di casa propria.

Arrivando al punto e a quella che in Romagna verrebbe schiettamente chiamata “la dolorosa“, un sistema Somfy One+ che comprende quindi un telecomando e un IntelliTAG arriva a costare (di listino) 399€. Non è poco, affatto, ma neanche troppo se si considera l’eventuale acquisto di una serie di IP Cam provviste di microfono in-out e una buona ottica in grado di tenere l’occhio vispo su quanto più spazio possibile senza rinunciare alla qualità di trasmissione. Non considero poi nell’equazione un sistema di allarme completo e più professionale (montato da specialisti, per un buon motivo).

Provando a passare da Amazon qualcosina la si risparmia certamente, ma non si tratta di sconti che fanno realmente la differenza.

A me non resta che ringraziare Somfy per avermi permesso di testare il prodotto, che ora verrà formattato e riconsegnato al mittente! :-)

Io, come al solito, ti invito a lasciare un commento per qualsiasi dubbio o per esprimere un tuo giudizio nel caso in cui tu abbia acquistato il prodotto e lo stia utilizzando per tenere d’occhio casa tua, o magari il tuo ufficio, o chissà cos’altro!

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Somfy, tornato all'ovile al termine del test.
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