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Non è una “novità dell’ultima ora” e per questo ti chiedo scusa, ma credo che l’importante sia l’intervento e non “la pubblicità“, ora capirai certamente a cosa faccio riferimento. Lo scorso 21 gennaio il CERT-PA ha pubblicato un comunicato riguardante un nuovo tipo di attacco phishing che sfrutta pagine web ospitate su Cloud Microsoft, le quali cercano di carpire tue informazioni personali per ottenere accesso non autorizzato a risorse che non dovrebbero poter essere viste da occhi diversi dai tuoi. Se ne parla in maniera più approfondita qui: cert-pa.it/notizie/pagine-di-phishing-ospitate-su-cloud-microsoft

Sicurezza e Phishing (Password, Privacy, Web)

Il CERT-PA è recentemente venuto a conoscenza di un servizio di phishing che sfrutta il cloud di Microsoft per ospitare finte pagine di login.

Dalle analisi svolte dal CERT-PA, si ha evidenza che tale servizio è offerto da Spam-egy, con tanto di pagina Facebook e video promozionale, al momento al costo di 300USD ed ha come bersaglio le utenze Microsoft. La prima evidenza pubblica in Italia risulta datata 4 gennaio 2019 via twitter, mentre da Phishtank emerge una evidenza risalente al 5 ottobre 2018.

La sostanza dell’attacco risiede nel fatto che la pagina che si occupa di rubare le credenziali (comunque digitate dall’utente finale, evidentemente ignaro dell’attacco) si trova sullo spazio Cloud di proprietà Microsoft (Azure). A oggi questa pagina non è più raggiungibile (https://up2.blob.core.windows.net/a520s5ecfe5dced56/update2.html) e già dal giorno uno di divulgazione del problema ho provveduto a inserire un nuovo filtro all’interno di X Files, così da evitare che possa essere caricato / incluso qualsivoglia file proveniente da s4egy.com, sito web che si occupa di fornire gli strumenti utili per portare a termine l’attacco, tra cui alcuni file javascript come quello mostrato nello screenshot di seguito:

CERT-PA: submission 5806509 e blocco via X Files

I dettagli sulla commit sono disponibili su github.com/gioxx/xfiles/commit/60fd3259d0f16aeda0a68312be334321cee67143, tu non devi fare altro che verificare che la tua sottoscrizione a X Files sia aggiornata. Ti ricordo che chiunque può effettuare nuove segnalazioni per richiedere verifiche su un particolare sito web / comportamento anomalo della lista, il tutto passando dagli strumenti a tua disposizione: aprire una Issue su GitHub (metodo preferito), aprire un ticket tramite UserVoice o utilizzare il modulo feedback su NoAds.

Buon lavoro.

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Poco importa se si tratta di Chillout, Pop, Rock o Jazz, nessuno è qui per giudicare i tuoi gusti musicali e tanto meno schierarsi nelle zone dedicate ai fanboy, qui si torna a parlare dell’hardware che quella musica, quella che piace a te, te la fa ascoltare esattamente come desideri, senza nessuno attorno: tu, la tua concentrazione massima e l’assoluta tranquillità garantita dall’abbattimento di rumori e più in generale suoni che ti accerchiano. Sony mi ha permesso di andare in vacanza (quelle di Natale) e godermi ancora un po’ quello splendido prodotto che porta il nome di WH-1000XM3.

SONY WH-1000Xm3: bentrovate mie care!

Gli ho fatto il filo, e dirlo di un paio di cuffie può sembrare una becera battuta, ma ti giuro che in realtà è la verità applicata a ciò che probabilmente faresti con una donna da corteggiare, che vuoi assolutamente conquistare perché sai che è lei quella giusta. Credo che Sony mi abbia dato un po’ retta per sfinimento, e parto quindi con il ringraziare per la pazienza che ogni volta ci mettete con me, ne serve tanta, ne sono consapevole. La musica è il veicolo migliore per provare delle belle sensazioni, per rilassarsi dopo una giornata frenetica o mantenere un certo savoir-faire durante le ore di lavoro, quando in realtà probabilmente vorresti strozzare chi continua a non permetterti di portare a termine i tuoi compiti al meglio delle tue capacità, distraendoti continuamente. Ecco, è qui che continuano a metterci lo zampino le WH-1000XM3.

Sony WH-1000XM3

Sono tornate, e sono inconfondibilmente loro. La struttura robusta, l’archetto morbido ma non per questo debole, i padiglioni avvolgenti e quei controlli a sfioro che ti ricordano che in alcuni casi o è amore a prima vista, oppure finirai per litigarci per delle stupidate che mai avresti immaginato potessero richiedere più di due minuti della tua attenzione. Bluetooth, rigorosamente, ma anche il cavo non scherza affatto, e ti assicuro che se non ti da fastidio alcuno lo amerai certamente (un po’ per il risparmio energetico, un po’ per l’assoluta perfezione e continuità del suono, senza interferenza alcuna).  L’audio è quello di alta qualità che ti meriti, con le confermate tecnologie DSEE HX e LDAC, il basso è pieno, avvolgente, caldo e dal colpo secco, è potente quanto basta ma non sfocerà in nessun caso nel fastidioso, anche a volume mediamente sostenuto.

La batteria è quella che ti permette di ascoltare ciò che preferisci in modalità senza fili per 30 ore (che possono ovviamente variare in base alle condizioni di ascolto, ma che arrivano anche a 38 se non vuoi utilizzare l’eliminazione del rumore!), con una velocità di ricarica a rapporto “10 minuti:5 ore circa” utilizzando un adattatore da muro (o una batteria portatile, per esempio) con uscita da 1,5 A o più, cosa ormai sempre più comune in casa e mobilità (opzionale rispetto alla scatola del prodotto, occhio!). Se invece hai più tempo a disposizione, una ricarica completa del prodotto richiede solo 3 ore.

Costruzione e attenzione al dettaglio

Le WH-1000XM3 pesano poco meno rispetto alle sorelle ormai più anziane (si parla di circa 255 grammi contro i precedenti 275), portano con sé il solito cavo lungo 1,2mt (poco più corto rispetto al 1,5mt precedente) e una rinnovata sensibilità e risposta in frequenza che ti invito a consultare direttamente da specifiche complete (che qui sul blog non ho solo lettori fissati, e capisco che asciugarli non è proprio buona pratica) ;-)

Versione del bluetooth utilizzata è la 4.2, sicuramente ottimizzata e dai consumi più ridotti rispetto a tanti altri competitor, ma è anche vero che si tratta di una tecnologia già superata dal mercato e che ci si poteva aspettare “qualcosa di più” (occhio, non serve, non è necessario, è solo giusto specificarlo), nell’arco dei 10 metri di distanza dalla sorgente non noterai problema o esitazione alcuna nel trasmettere un suono corretto senza interferenze, ma ricorda bene che allontanarti “così tanto” richiederà maggiore energia da investire nel tenere stabile il collegamento.

In questo paio di mesi di test circa, ore di ascolto si sono susseguite senza il minimo fastidio, è certamente merito dei cuscinetti auricolari in uretano espanso (sono morbidi, parecchio), i quali allentano la pressione senza però mai mollare la giusta presa per ottenere il contatto più corretto con i padiglioni, una stabilità affatto scontata per chi porta –come me– degli occhiali da vista (i quali con parecchi altri modelli di cuffie risultano troppo stancanti dopo poco tempo). La struttura è ancora una volta pieghevole e comoda da riporre facilmente nell’astuccio incluso nella scatola delle WH-1000XM3, che ti permetterà di trasportare in sicurezza il prodotto (anche perché con il sacrificio che si fa per acquistarle, ti scoccerebbe alquanto rovinarle, anche fosse per un invisibile graffio sulla scocca).

NC

La cancellazione del rumore, che poi è chiaramente il fiore all’occhiello di queste Sony WH-1000XM3, è qualcosa di assolutamente fantastico, io amo questa tecnologia, ed è un naturale completamento di ciò che gira intorno a una qualità del suono ineccepibile (ma che già ti aspetti da un vendor come Sony, sbagliando certamente nel darlo per scontato, forse colpa dell’educazione alla stessa ricevuta negli anni passati). Hai un interruttore rapido per attivare e disattivare il Noise Cancelling secondo tua esigenza (padiglione di sinistra, nda), il tutto coadiuvato da un sistema automatico in grado di riconoscere l’ambiente che ti circonda e di adattarsi al meglio alla situazione, con una “scappatoia” sempre utilizzabile, costituita dalla modalità di “Rapida attenzione” (ti basterà poggiare la mano sul padiglione di destra per riuscire a sentire cosa ti sta dicendo la moglie o il vicino di scrivania, per poi tornare nel silenzio tombale della tua musica) non appena la allontanerai nuovamente. Il processore su cui si basa questo rinnovato sistema di Noise Cancelling è proprietario Sony, si tratta del QN1 HD, il quale –essendo dedicato– non intaccherà in alcun modo la lavorazione dell’audio in ingresso dalla tua sorgente, che continuerà a scorrere fluido verso i tuoi timpani.

SONY WH-1000Xm3: bentrovate mie care! 7

Al solito, Sony consiglia di scaricare, installare e personalizzare l’esperienza tramite la propria applicazione Headphones Connect disponibile per Android e iOS:

Di comandi da padiglione e collegamento non credo di dovertene parlare ancora, d’altronde li avevo già ampiamente descritti nell’articolo dedicato alle WH-1000XM2, lo trovi qui: SONY WH-1000Xm2: esisti solo tu e la musica nelle tue orecchie.

In conclusione

Cosa vuoi che ti dica rispetto a quanto già abbondantemente riportato nelle righe che hai letto fino a qui? Le Sony WH-1000XM3 sono cuffie pensate e realizzate per chi dalla musica pretende tutto, un trasporto totale, un’esperienza che vuole e deve farti isolare da tutto il resto del mondo (se è quello che stai cercando), senza rinunciare pressoché a niente, forse solo a qualche risparmio che hai volutamente tenuto da parte, perché il costo è tutto fuorché popolare, si parla di 380€ di listino, ma la qualità ha un costo, sempre, e tu questo lo sai. A me questo prodotto è piaciuto, e pure tanto considerando a che livello di gradimento ero arrivato con le precedenti. Il voto è pressoché scontato.

Se intendi risparmiare qualcosa e pensi di voler rimanere in famiglia, puoi sempre pensare all’acquisto postumo del top di gamma scorso (WH-1000XM2), che di certo ti permette di cadere sempre in piedi, rinunciando a qualcosina.

A questo punto a me non resta che dirti altro, devo solo prepararmi alla nota dolente della inevitabile restituzione, a malincuore più di quanto già non sia capitato in passato. Grazie ancora una volta a Sony per la collaborazione, a te lascio spazio nell’area commenti o in Reddit per porre domande in merito al prodotto :-)

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Sony. Dovrà tornare all'ovile al termine dei test e conseguente pubblicazione di questo articolo (sfortunatamente!).
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Gioxx’s Wall ospita oggi una figura paterna che porta con sé un argomento spinoso e certamente delicato. Non sono coinvolto in prima persona (non essendo ancora genitore) ma è una lettura abbastanza interessante che parla di un prodotto a pagamento che ha desiderato sponsorizzare la recensione. Noterai che non c’è valutazione vera e propria, c’è un’esperienza d’uso di chi ha avuto a che fare con più applicazioni diverse e ha poi scelto quella da utilizzare nel quotidiano. Ogni commento è ben accetto ammesso che rispetti tutti.
Buona lettura :-)

Di fronte alle nuove tecnologie noi genitori siamo un po’ spiazzati.

Da una parte ci piacerebbe dare fiducia ai nostri figli, lasciare loro lo spazio per fare le prime esperienze in autonomia e, chissà, trovare soluzioni ai problemi della vita cui noi non abbiamo pensato. Dall’altra sappiamo bene che il mondo non è sempre un luogo da fiaba.

La verità è che in alcuni specifici casi controllare con chi parlano i nostri figli online e sul cellulare può essere davvero indispensabile. Fortunatamente per farlo mi è bastato scaricare sul telefono da monitorare un software per il controllo parentale.

Controllare i figli online e su cellulare: come farlo e perché

Per scegliere il programma giusto l’aspetto principale che ho tenuto in considerazione è stato quello relativo alla sicurezza.

Le tante app per controllare l’attività WhatsApp dei figli scaricabili gratis andrebbero evitate, in alcuni casi potrebbero esporti a malware e tentativi di phishing. Sviluppare un’applicazione per il controllo del cellulare che sia sicura per i tuoi figli ed efficace per te non è evidentemente lavoro che si può realizzare gratuitamente, comporta un investimento economico più facilmente sostenuto da un’azienda che commercializza software.

Una buona app per il controllo parentale dovrebbe essere compatibile con qualsiasi cellulare, sia iPhone che Android, e offrirti anche la possibilità di eseguire alcune azioni “di emergenza“, come bloccare le chiamate in ingresso e in uscita o impedire l’uso del cellulare in caso di smarrimento.

Un esempio di app per il controllo parentale

Una delle migliori app che ho avuto l’occasione di utilizzare per il controllo parentale è quella sviluppata da mSpy. Tra le sue tantissime funzionalità c’è la possibilità di vedere:

  • chiamate in entrata e in uscita;
  • SMS;
  • e-mail;
  • messaggi istantanei (WhatsApp, Instagram, Skype, Telegram, Viber, Tinder, Hangouts, iMessage e tanti altri);
  • attività sui Social Network;
  • cronologia web;
  • foto;
  • video;
  • applicazioni installate;
  • rubrica e calendario.

Inoltre mSpy per cellulari ti consente di controllare la posizione dei tuoi figli sia con il GPS (più preciso) che localizzando la rete WiFi cui si collega il cellulare, utile anche quando viene disattivata la posizione. Con mSpy puoi, oltre che bloccare il cellulare in caso di furto o impedire che possano essere effettuare e ricevute chiamate (come dicevo prima), impostare un avviso se il cellulare entra in alcune aree da te stabilite.

Il costo è molto accessibile: se la provi per un solo mese costa 26,99 €, ma se ti piace e decidi di continuare a utilizzarla il costo scende a 14,16 € al mese, con sconti aggiuntivi se hai un coupon.

In alcuni casi è persino possibile controllare il cellulare dei figli installando l’app di mSpy a distanza, senza avere il telefono. Per vedere quali sono visita le F.A.Q. di mSpy.

Come gestire il telefono dei figli: alcuni consigli

Controllare il telefonino dei figli è sempre giusto?

Chiaramente no, ma ci sono dei casi specifici in cui bisogna tenere questa opzione in seria considerazione. Ecco quali secondo il mio punto di vista:

  • Minori di 14 anni: un’eccessiva indipendenza e una scarsa sorveglianza possono essere dannosi in età così precoce. Controllare discretamente l’attività del bambino su siti web, messaggerie istantanee e Social Network, molto utilizzati anche dai giovanissimi, ti aiuterà a orientarlo in un mondo che riserva ancora grandi pericoli per i bambini non guidati da un adulto attento.
  • Troppo tempo online: specie se il bambino è piccolo, l’uso dello smartphone o del computer andrebbe concesso per un tempo limitato e solamente per alcune finalità, ad esempio per rimanere in contatto con i genitori quando è fuori casa o per fare i compiti. Limitare efficacemente il tempo passato online e sul cellulare gli assicurerà più tempo per conoscersi, fare attività fisica, sviluppare amicizie reali, giocare, riposare e rilassarsi.
  • Problemi comportamentali: i minori di 18 anni sono comunque da tenere d’occhio se si notano problemi comportamentali, ad esempio una tendenza all’oppositività o all’impulsività, al contrario, inibizione o difficoltà nell’instaurare relazioni con i coetanei. Per non citare l’uso di droghe leggere e i problemi con la legge, purtroppo sempre più frequenti anche nei minori. In queste circostanze il monitoraggio del ragazzo deve essere certamente più stretto.
  • Ragazzi disabili o con DSA: ragazzi con disabilità fisiche e intellettive, disturbi specifici dell’apprendimento, disturbi del neurosviluppo (autismo, deficit di attenzione) possono essere facili vittime di adescamento e bullismo online e andrebbero sorvegliati più attentamente.
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La regia si prende un piccolo break e vi lascia ai consigli per gli acquisti, articoli scritti sempre e comunque dal proprietario della baracca (o da ospiti di vecchia data) ma -contrariamente al solito- sponsorizzati.
Il giudizio è e sarà sempre imparziale come il resto delle pubblicazioni. D'accordo pagare le spese di questo blog, ma mai vendere giudizi positivi se non meritati.

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Il mio è chiaramente un eufemismo preso in prestito dalla cucina, argomento poco avvezzo al mio banco di prova tecnologico certo, ma rende bene l’idea se penso a quei piatti fantastici da vedere che si rivelano specchietti per le allodole facendoti cantare vittoria troppo presto. Quando ho voluto credere e investire nell’idea di Anker su Kickstarter l’ho fatto perché mi sono basato su promesse; essere utente di Kickstarter e investire il tuo denaro vuol dire rischiare, metterci del fiuto per le buone idee (o della sfiga mista speranza da uccidere per quelle non così buone), anche quelle un pelino più rischiose perché non di semplicissima realizzazione, come successo per l’eufyCam che oggi ho a disposizione e che sto usando.

eufyCam è quel progetto più bello da vedere che buono da mangiare

eufyCam

$3,139,558 raccolti, quasi 9000 persone ci hanno creduto e hanno investito del denaro nell’idea e nella sua realizzazione, eufyCam è certamente la promessa dal grandissimo potenziale ma che oggi si esprime più o meno quanto una Fiat 500 messa a confronto con una Ferrari. Sulla carta ha grandi capacità, nella pratica ha un software che la limita. Ho ricevuto il prodotto a me destinato poco prima delle feste natalizie, dopo mesi di attesa e una lista consegne che ha visto l’Europa all’ultimo posto per i recapiti Worldwide. Packaging molto interessante e completo, non molto compatto ma preserva ottimamente la HomeBase e la telecamera:

L’eufyCam HomeBase ha bisogno di un collegamento ethernet (no, niente WiFi) e una presa di corrente a sua disposizione, la terrai quasi sicuramente vicino al router come ho fatto io, la telecamera può invece prendere posto un po’ dove ti pare a patto che resti nel raggio d’azione del segnale wireless che viene propagato dalla HomeBase (non potrai quindi allontanarti moltissimo, in barba a quanto da te fatto con il router di casa ed eventuali rilanci studiati e ottimizzati); lei è magnetica e può quindi fare a meno di essere fissata a supporti che richiedono passaggi di trapano e tasselli (io ho usato una staffa sospesa del motore del climatizzatore di casa, tanto per dire), è una caratteristica estremamente comoda, lo ammetto.

La batteria dalle enormi promesse arriva già parzialmente carica, il consiglio di Anker è quello di caricarla totalmente prima dell’uso, io non l’ho fatto ma tieni conto che posso recuperare in qualsiasi momento.

Configurazione di eufyCam

Molto intuitiva e sufficientemente semplice, l’applicazione Eufy Security è già disponibile gratuitamente per Android e iOS, e ha ricevuto nel corso di questi giorni ulteriori aggiornamenti che hanno migliorato alcuni aspetti e colmato certe lacune fastidiose perché teoricamente pronte per il lancio o comunque per le consegne presso gli indirizzi specificati dai clienti KickStarter.

Eufy Security
Eufy Security
Developer: Anker
Price: Free
Eufy Security
Eufy Security
Developer: fanghao zhu
Price: Free

Creato l’account, sarà possibile aggiungere i dispositivi come la HomeBase, l’eufyCam e il sensore di apertura porta che ho ricevuto con la stessa spedizione, ho catturato qualche screenshot giusto per farti capire i passaggi eseguiti e la loro semplicità:

Tra gli scatti, noterai gli ultimi due specificatamente dedicati all’energia della camera, con un doppio profilo a disposizione per adattarsi meglio alle tue specifiche esigenze, di cui solo uno in grado di garantire (tutto da dimostrare) il famoso anno di carica senza necessità di ciclo, operazione che può essere effettuata in maniera rapida passando dalla porta USB posta sul retro di eufyCam HomeBase, diversamente sarà possibile ricaricare la batteria interna di eufyCam tramite un normale attacco a muro, come sei già solito fare con il tuo smartphone o tablet.

Inutile dire che il profilo meno energivoro limiterà in parte le funzionalità della registrazione (20 secondi al massimo per episodio manuale o automatico basato sul movimento) ma anche della visione in diretta dello streaming (ti verranno presentati dei messaggi a video che ti ricordano che stare lì a guardare non fa altro che consumare più energia). Nulla di così apocalittico, per carità, è solo che credo sia bene che tu lo sappia.

Spunti interessanti e possibili miglioramenti

Lo è certamente (uno spunto interessante, nda) la Smart detection per il riconoscimento dei volti familiari, funzione alla quale insegnare a riconoscere facce amiche in base alle quali non allarmarsi e lasciar passare come nulla fosse. È una funzione già disponibile al lancio, lavora abbastanza bene ma va un pelo in difficoltà nel momento in cui si indossa un berretto contro il freddo (e in inverno non è poi così tanto anomalo), quindi ampio spazio ai miglioramenti futuri.

eufyCam è quel progetto più bello da vedere che buono da mangiare 27

Interessante e certamente gradita è anche la questione relativa alla sopravvivenza del sistema in caso di blackout della corrente e della rete internet (per caso fortuito o per intervento di manomissione voluto): eufyCam ha –come già ripetuto allo sfinimento– la propria batteria integrata a lunga durata, ma quello che forse non sai è che anche la HomeBase ne possiede una, ed è in grado di alimentare la base con relativa registrazione su microSD (quella inclusa nel kit è da 16GB ma puoi sostituirla con un’altra card fino a 128GB) e allarme acustico per un paio di giorni.

Qualche difficoltà invece per ciò che riguarda altre promesse non mantenute, ampiamente discusse nella community su KickStarter o nelle mail che Anker fa susseguire verso le caselle di posta elettronica dei suoi backers, passaggi poi spesso raccolti sotto le FAQ (community.anker.com/t/eufycam-faq/64127) seppur non sempre aggiornate tempestivamente.

Una grande assenza è certamente quella relativa alla funzione di Geofence che rende parecchio scomoda da utilizzare la scheda “Mode” dell’applicazione, quella pensata per saltare da un profilo comportamentale all’altro, uno di quei casi in cui una programmazione dello stesso non è cosa percorribile, perché non è mai detto che ci siano orari assolutamente precisi per essere o non essere in casa. Se ne parla nel forum e a quanto pare toccherà aspettare una prossima versione dell’applicazione (e no, non c’è scritto nulla nelle FAQ nonostante ciò che dice Anker), vedi: community.anker.com/t/geofencing-in-the-eufy-security-app-where-is-this-option/64156.

A questa si aggiungono in maniera sparpagliata e comunque fastidiosa l’incapacità di interfacciarsi con IFTTT, Google Home e Alexa, l’applicazione per PC e altro ancora. Voci che fanno parte di una lista (una roadmap) che i clienti hanno ricevuto via mail qualche tempo fa, che ti ripropongo qui di seguito:

eufyCam è quel progetto più bello da vedere che buono da mangiare 28

Se RTSP è da poco arrivato (nei primi giorni del 2019) con ancora dei problemi a dialogare correttamente in reti DMZ (come la mia), per le altre funzioni occorrerà armarsi di pazienza (e di IFTTT neanche si parla più). Aggiungerei inoltre dei problemi di raggiungibilità dei sistemi eufy dall’esterno, evidentemente collegati a utilizzo di porte non immediatamente standard (com’è invece le 443 per HTTPS), cosa che segnalerò quanto prima al supporto.

Configurazione del sensore

Al pari della telecamera, il sensore è molto piccolo e facile da montare sulla porta di ingresso (ma non solo) di casa propria, la configurazione via applicazione richiederà giusto qualche minuto e non di più. Il sensore, così come eufyCam, si configura come ulteriore prodotto da tenere d’occhio tramite l’applicazione eufySecurity e può seguire i profili comportamentali del sistema intero che tiene d’occhio casa, inviando notifiche push agli smartphone e/o facendo attivare l’allarme quando viene rilevata l’apertura della porta / finestra.

eufyCam nel quotidiano

Si tratta di un prodotto certamente robusto e ben ingegnerizzato, con caratteristiche che lo mettono in un segmento di mercato dove giocano squadre già molto ben organizzate e con grande esperienza alle spalle, la sfida è interessante ma il prezzo non immediatamente accessibile (il mio kit è costato 219$), seppur in linea -per esempio- ad Arlo di Netgear (209€ per un kit base con singola camera, a oggi che sto scrivendo questo pezzo).

L’applicazione funziona abbastanza bene ma è solo in inglese (penso a una diffusione più capillare anche in territorio italiano), le funzioni sono ancora limitate e alcune promesse non sono state mantenute (ed è grave considerando i soldi raccolti dalla campagna), il prodotto fa parte di quegli acquisti che probabilmente non avrei fatto se avessi avuto la possibilità di provarlo prima su strada. L’allarme, che poi è una caratteristica fondamentale per un simile sistema, si fa certamente sentire ma non si tratta di quel frastuono che mette a disagio il vicino che verrà così a controllare (non fosse almeno per dirti di far smettere di suonare quell’oggetto), impressione che era invece stata molto positiva durante il test del sistema integrato di Somfy.

Il giudizio complessivo viene fuori quasi da sé:

C’è ancora troppo da mettere a posto, l’idea è quella che qualcosa verrà certamente fatta e portata avanti, ma non credo che questo gap verrà colmato per tutto ciò che la carta garantiva mesi fa. Spero vivamente di sbagliarmi, e nel frattempo continuerò a testare ogni novità e mettere a posto i malfunzionamenti per ciò che riguarda la rete e l’automazione del sistema (così da poterlo integrare in quello che già funziona a casa).

L’area commenti è a tua totale disposizione, sei il/la benvenuto/a per chiedere maggiori delucidazioni o dire la tua in merito, chissà se c’è qualche altro backer che leggerà questo articolo e vorrà partecipare :-)

9/1/19

Anker ha riassunto gli obiettivi raggiunti nel corso del 2018 (la prima delle due immagini di seguito), anticipando le prossime mosse che dovrebbe portare a termine nel corso di questo 2019:

eufyCam è quel progetto più bello da vedere che buono da mangiare 39 eufyCam è quel progetto più bello da vedere che buono da mangiare 40

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: sono stato uno dei "backer" su KickStarter che hanno partecipato al progetto everCam diventato poi eufyCam. Ho atteso qualche mese per permettere la conclusione della costruzione dispositivi e spedizione in tutto il mondo (l'Europa è arrivata per ultima).
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Mi rendo conto che il titolo è molto poco preciso ma provare a buttarci dentro “Come abilitare o disabilitare l’Home Mode di Synology Surveillance Station appoggiandosi a Fritz!Box e agli smartphone collegati alla WiFi di casa” sarebbe stato un pelo esagerato. La sostanza però è proprio questa: il Geofence integrato nell’applicazione DS cam fa oggettivamente schifo, non è assolutamente affidabile e si finisce per non riuscire mai a sfruttare la modalità Home dell’ottimo software di controllo telecamere disponibile per i NAS Synology. L’ostacolo si può aggirare tramite un router Fritz!Box (nella soluzione proposta da questo articolo, chiaro) e un paio di script da tenere sul NAS.

Synology Surveillance Station: automatizzare l'Home Mode tramite WiFi

AVM FRITZ!Box Synology Surveillance Home Mode Automation

Mark Schipper è lo sviluppatore che ha in origine pubblicato tutto il necessario in un repository GitHub qui disponibile. Le sue indicazioni sono già valide per poterle sfruttare in un ambiente casalingo dalle pari disponibilità, e dopo una mia segnalazione di possibile bug ha anche integrato una serie di novità e riscritto parte del codice che si occupa di:

  • verificare tramite query SOAP al router Fritz!Box di casa (uno o più) se un dispositivo è connesso alla rete WiFi (bisognerà dichiarare il MAC address del dispositivo, nda);
  • contattare la Surveillance Station tramite API e chiedere di abilitare o disabilitare la modalità Home nel caso in cui il dispositivo sia dentro o fuori casa.

In parole estremamente povere la modalità Home di Synology Surveillance Station si attiva se un tuo smartphone (o altro dispositivo a tua scelta) entra nella rete WiFi di casa, si disattiva invece quando esci da quel perimetro, il tutto lanciando controlli ripetuti a distanza di una quantità di minuti da te stabilita.

Tutto questo si è reso “necessario” perché la funzione di Geofence integrata nell’applicazione DS cam per Android e iOS non è esattamente questo gran mostro di precisione. Un esempio virtuoso che potrei farti in questo caso è tado° che difficilmente perde un colpo. Per questo motivo ho preferito mettere in campo e sperimentare quanto scritto da Mark, apportando poi delle piccole modifiche per rendere ancora migliore il risultato e colmando un gap che manca all’appello del README dello sviluppatore originale, che invita a installare il modulo PHP 7 di Synology senza però specificare che occorrerà ricordarsi di attivare l’estensione soap se precedentemente mai attivata.

DS cam
DS cam
Developer: Synology Inc.
Price: Free
DS cam
DS cam
Developer: Synology Inc.
Price: Free

Il fork

Synology Surveillance Station: automatizzare l'Home Mode tramite WiFi 1

Il mio fork nasce per integrare alcuni riferimenti in più rispetto al progetto originale e per proporre una modifica allo script di bash che ti permette di ottenere un aggiornamento di stato di Home Mode via Telegram. Quest’ultima funzione è chiaramente opzionale e può essere disabilitata facilmente.

Cosa ti serve

  • Un router Fritz!Box (non obbligatoriamente un 7490 come nel caso di Mark o un 7590 nel mio) e un NAS Synology (ma va?).
  • PHP 7 (disponibile nel Synology Package Manager) con estensioni soap e curl.
  • Utenza limitata per permettere di disabilitare o abilitare Home Mode della Surveillance Station (sconsigliato utilizzarne una già esistente con maggiori autorizzazioni).
  • Pacchetto file contenuti nel repository GitHub.
  • Opzionale: bot Telegram tramite il quale ricevere i cambi di stato.

Affrontiamo per passaggi ogni necessità sopra riportata

#1: PHP 7, soap & curl

Apri il Centro Pacchetti del tuo NAS Synology e cerca PHP 7, quindi installalo:

Synology Surveillance Station: Home Mode automatico tramite WiFi

Una volta terminata l’installazione, collegati via SSH al tuo NAS (non sai come fare? Guarda qui), quindi spostati in /usr/local/etc/php70 e modifica il file php.ini (esempio: vi php.ini). Per salvare le modifiche che apporterai ti sarò richiesto quasi sicuramente di essere utenza root, lancia un sudo -i seguito da invio, quindi inserisci la password della tua utenza amministrativa e premi invio (non sai di cosa sto parlando? Guarda qui). Ora:

  • cerca la stringa extension_dir = "/usr/local/lib/php70/modules"
  • Aggiungi subito sotto l’abilitazione delle due estensioni per soap e curl:
    extension=soap.so
    extension=curl.so
  • Salva il file e chiudilo (tasto ESC, poi :wq seguito da invio).
  • Torna ora nel Gestore Pacchetti di Synology e riavvia PHP 7.

Il php.ini modificato dovrebbe assomigliare a questo:

Synology Surveillance Station: Home Mode automatico tramite WiFi 1

#2: api_user

Un’utenza limitata che possa solo disabilitare o abilitare Home Mode in Synology Surveillance Station, è ciò di cui hai bisogno in questo momento. Avvia Surveillance Station e apri il menu in alto a sinistra con un clic, quindi seleziona Utente. Aggiungi un nuovo utente seguendo la procedura guidata, ti riepilogo i passaggi e ti propongo poi qualche screenshot:

  • nome utente: api_user (uso questo perché richiamato dagli script, tu puoi decidere di cambiarlo ma ti invito poi a leggere il paragrafo Troubleshooting nella parte finale dell’articolo);
  • descrizione: inserisci una descrizione che possa ricordarti un domani a cosa serve l’utente che stai creando;
  • password: scegline una sufficientemente robusta, puoi crearne una random qui;
  • fai clic su Avanti e crea un nuovo profilo privilegio;
  • dai un nome e una descrizione al profilo privilegio (scegli un nome che possa un domani ricordarti a cosa serve quel privilegio), mantenendo Gestore come tipo;
  • NON aggiungere autorizzazioni nella schermata Videocamere, E-Map e Layout. Arrivato alla schermata dei Privilegi avanzati, spunta l’opzione in corrispondenza di Passa manualmente alla modalità Home.

#3 scarica e modifica gli script

Scarica il contenuto del repository da GitHub, scompatta il file ZIP e ottieni così i file fritz_activemac.php e switch_homemode.sh (puoi buttare via il README). Prima di caricare i file sul NAS ti suggerisco di modificarli in base a ciò che è stato fatto fino a ora (utenza generica, eventuale bot Telegram, ecc.).

Il primo file citato (fritz_activemac.php) non dovrebbe necessitare di modifica alcuna (tranne se hai scelto di creare un utente limitato diverso da quello da me suggerito, quindi non “api_user“, ti rimando a questa nota nel Wiki), contrariamente allo script bash switch_homemode.sh. Aprilo con un buon editor di testo (Notepad++ o Atom) quindi segui queste indicazioni:

  • SYNO_SS_USER: inserisci qui l’utenza limitata che hai precedentemente creato. Se hai seguito scrupolosamente le indicazioni, lascerai probabilmente api_user;
  • SYNO_SS_PASS: inserisci la password che hai scelto e inserito quando hai creato l’utenza limitata;
  • SYNO_URL: inserisci l’IP e la porta utilizzata per collegarsi al tuo NAS;
  • FRITZ_URL: inserisci l’IP (o gli IP se più d’uno, intervallati dai due punti, esempio: 192.168.1.2:192.168.1.3);
  • TELEGRAM: può avere solo due valori, 0 e 1. 0 disabilita le funzionalità legate al bot di Telegram, 1 le attiva;
  • BOT_TOKEN: inserisci qui il token che ti ha rilasciato BotFather quando hai creato il tuo nuovo bot;
  • CHAT_ID: l’ID della chat in cui il bot dovrà riportare i messaggi riguardanti il cambio di stato di Home Mode;
  • MSG_SS_ACTIVE: riporta qui il messaggio che il bot ti invierà quando la modalità Home sarà attiva;
  • MSG_SS_INACTIVE: riporta qui il messaggio che il bot ti invierà quando la modalità Home sarà disattiva.

Fai attenzione: modifica esclusivamente ciò che ho riportato qui sopra, facendo attenzione a mantenere le virgolette dove specificate. Lascia tutto il resto invariato per scongiurare possibili malfunzionamenti. Se non sai come creare un bot Telegram fammi un cenno, sto valutando se scrivere qualche riga di testo nel Wiki su GitHub o meno.

Salva il file, questo lavoro è terminato. Carica ora i due script all’interno della cartella /var/services/homes/api_user del tuo NAS, dove “api_user” ovviamente dovrà essere modificato se hai scelto di creare un utente dallo username differente. A questo punto sei pronto a verificare il funzionamento.

#4 test e programmazione

Salvo errori, gli script sono ora pronti a lavorare. Puoi provare tu stesso lanciando da terminale

./switch_homemode.sh MAC1 MAC2

dove MAC1 e MAC2 dovranno essere sostituiti con due MAC Address appartenenti a dispositivi che sono collegati alla rete casalinga. Sia chiaro, puoi specificare anche solo un MAC Address, non c’è bisogno di metterne due o più (ma puoi farlo). A questo punto verrà lanciata la query SOAP al router e il risultato (un semplice true o false) verrà salvato all’interno del file synohomemode.state (che verrà creato sul momento se non esistente).

Se il dispositivo non è collegato alla WiFi casalinga, Home Mode verrà disattivato, diversamente verrà attivato.

Manca l’ultimo passaggio, programmare l’esecuzione dello script tramite Utilità di pianificazione di Synology. Accedi all’utilità tramite Pannello di controllo, quindi crea una nuova operazione e compila i dati richiesti:

  • Attività: dai un nome all’attività, uno “parlante” (che ti ricordi immediatamente di cosa si tratta).
  • Utente: lascia che sia root a eseguire l’attività.
  • Programmazione: l’esecuzione dovrà essere giornaliera, a partire dalla mezzanotte, ogni 5 minuti fino alle 23:55. I 5 minuti possono anche essere diminuiti o aumentati, dipende dalla tua esigenza.
  • Impostazioni attività: dovrai semplicemente inserire nel box di testo la stringa che ti permetterà di avviare il controllo, quindi
bash /var/services/homes/api_user/switch_homemode.sh MAC1 MAC2

Sostituisci chiaramente MAC1 e MAC2 con i veri MAC Address dei dispositivi che vuoi tenere sotto controllo, puoi specificarne solo uno o anche più di due.

Il gioco è ormai fatto :-)

Se ci sono dubbi o problemi l’area commenti è a tua disposizione, io qui di seguito inserisco già un paio di risposte ad altrettante domande che potresti avere, ma sentiti libero di chiedere altro se dovesse servire.

Synology Surveillance Station: Home Mode automatico tramite WiFi 9

Buon Natale!

Troubleshooting

Cambiare lo username dell’utente generico

Puoi chiaramente scegliere di utilizzare un nome utente che non corrisponda ad api_user come riportato nell’articolo, dovrai però ricordarti di modificare quel SYNO_SS_USER="api_user"; in switch_homemode.sh, oltre che eventuali operazioni programmate nell’Utilità di pianificazione del NAS. Modifica poi, sempre in switch_homemode.sh, tutto il blocco relativo ai file di stato e il richiamo dello script PHP:

## State file configuration (don't touch anything if not necessary)
STATEFILE='/var/services/homes/api_user/synohomemode.state';
RETRYFILE='/var/services/homes/api_user/synohomemode.retry';
CHECKFRITZ='/usr/local/bin/php70 /var/services/homes/api_user/fritz_activemac.php';

dove al posto di api_user dovrai chiaramente inserire il nome utente da te scelto.

Wiki: github.com/gioxx/AVM-FRITZ-Box-Synology-Surveillance-Home-Mode-Automation/wiki/Cambiare-lo-username-dell%E2%80%99utente-generico

Errore nella query SOAP

Qualcosa non torna e lanciando lo script di bash manualmente ottieni errori sulla query SOAP? Forse è necessario copiare i moduli delle due estensioni, prova a dare un’occhiata al documento che ho salvato nel Wiki del repository GitHub: github.com/gioxx/AVM-FRITZ-Box-Synology-Surveillance-Home-Mode-Automation/wiki/PHP-7:-abilitare-CURL-e-SOAP-su-Synology-DSM.


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