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Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Cyberduck su macOS: impedire il collegamento automatico all'avvioUtilizzo Cyberduck come client FTP/SFTP (e non solo) su macOS, un’alternativa a FileZilla che ho abbandonato qualche tempo fa (ogni tanto si cambia), anche in vista di una sempre più necessaria normalizzazione software tra il SO di Apple e quello di Microsoft.

Lo trovo adatto alle mie esigenze, fatta eccezione per un comportamento adottato di default e che ho modificato intervenendo nelle sue opzioni: la connessione automatica all’ultimo sito web gestito all’avvio del client.

No, non la sopporto e devo io essere io a gestire la connessione quando apro Cyberduck, sono io che decido se ricollegarmi all’ultimo sito web gestito oppure a un altro. Se anche tu hai lo stesso problema, sappi che ti basterà intervenire nelle opzioni generali di programma, andando a disattivare il salvataggio del Workspace:

Cyberduck su macOS: impedire il collegamento automatico all'avvio 1

Fatto questo, toccherà a te scegliere il sito a cui connetterti, ogni volta che aprirai una nuova sessione di Cyberduck.

Buon lavoro!

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Ricordavo un metodo semplice per scaricare FileZilla senza passare dal downloader di Sourceforge arricchito con pubblicità e adware che ovviamente non possono fare bene al tuo PC, ed è ancora funzionante, lo propongo in questa pillola per futura memoria: filezilla-project.org/download.php?show_all=1.

Scaricare FileZilla senza Downloader (e senza Adware)

L’URL ti porterà alla pagina che forse sei già abituato a vedere, ma i collegamenti ai vari installer ti porteranno all’eseguibile reale e snello, senza ulteriori “arricchimenti“. Ho poi cercato su Google ulteriori alternative, trovando un vecchio articolo del 2013 (aggiornato poi nel 2015) che resta ancora perfettamente valido:

FileZilla without the Spyware

Sempre nel 2015 anche io avevo suggerito un’alternativa differente e non focalizzata, era infatti valida per molti altri software che utilizzano lo stesso metodo di download, se vuoi dare un’occhiata al vecchio articolo lo trovi qui:

Firefox (& Co.): download senza “aggiunte” (AntiAdware)

Buon download.


immagine di copertina: unsplash.com / author: Markus Spiske

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In realtà la prima parte del lavoro l’ha fatta tutta Plesk e l’hosting su cui faccio girare il mio DokuWiki, lo ammetto. La seconda è invece pilotabile tramite estensione da installare, configurare e cominciare a utilizzare, modificando il metodo di login predefinito del software.

DokuWiki: HTTPS e autenticazione in due fattori

Plesk permette (se il modulo è installato e configurato) di utilizzare Let’s Encrypt per generare (e in seguito rinnovare automaticamente) un certificato per uno o più domini gestiti. Inoltre, per completare l’opera, può automaticamente forzare il redirect 301 verso ogni pagina in HTTPS così da evitare che qualche visitatore finisca ancora sotto HTTP (dalle impostazioni hosting di ciascun dominio / vhost). Spiegato in una sola immagine, il risultato è questo:

DokuWiki: HTTPS e autenticazione in due fattori 1

2FA (Autenticazione in due fattori)

Che poi è il succo dell’articolo promemoria nel caso in cui mi serva rifarlo successivamente a questa prima installazione. Il plugin si chiama authg2fa ed è disponibile nel repository ufficiale di DokuWiki all’indirizzo dokuwiki.org/plugin:authg2fa.

Lo puoi installare direttamente dal tuo Extension Manager, basta cercarlo con il nome che ti ho appena indicato. Lo troverai poi in dashboard (sotto gli Additional Plugins), per poter amministrare i token di ciascun utente registrato nel Wiki. Per poter ottenere il QR code da catturare con Authy (o qualsiasi altra applicazione compatibile) dovrai prima generare il Secret (pulsante Create new Secret, nda), quindi potrai selezionare “Show Secret/QR Code“:

DokuWiki: HTTPS e autenticazione in due fattori 2

Effettua la solita procedura per la registrazione di un nuovo accesso 2FA sulla tua applicazione preferita, quindi abbandona questa pagina e torna in dashboard, spostandoti in Configuration SettingsAuthentication, dove ti basterà modificare il metodo di autenticazione da quello attualmente utilizzato a authg2fa:

DokuWiki: HTTPS e autenticazione in due fattori 3

Scorri la pagina delle impostazioni fino in fondo, quindi salva la modifica appena operata, dovresti perdere la tua sessione e venire costretto a un nuovo login, stavolta specificando anche il codice di autenticazione doppia:

DokuWiki: HTTPS e autenticazione in due fattori 4

Inserisci i dati richiesti ed entra nuovamente in possesso del tuo utente e del tuo Wiki :-)

Ricorda: in caso di problemi, consulta la documentazione ufficiale del plugin disponibile su dokuwiki.org/plugin:authg2fa, ciò che puoi fare nell’immediato (nel caso in cui tu abbia rogne con l’autenticazione a due fattori) è tornare in “plain auth” modificando il file di configurazione di DokuWiki via FTP (/conf/local.php), modificando la stringa da $conf['authtype'] = 'authg2fa'; a $conf['authtype'] = 'authplain';.

Buon lavoro :-)

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Ok l’ho fatto. Dopo anni di giochi e modifiche varie tra firmware dei router e hard disk portatili, ho detto basta. L’ho detto per la scarsa velocità di trasferimento dei dati, l’ho detto perché mi secca dovermi ricordare di collegare un disco USB al mio MacBook per mettere al sicuro i miei dati, l’ho detto perché avevo creato alcuni “single point of failure” difficili da sopportare ormai, soprattutto perché in alcuni casi non avevo alcuna copia di sicurezza in Dropbox. L’obiettivo era diventato ormai unico: centralizzare. Per questo motivo sono tornato a far parte della schiera di clienti Synology, ho acquistato un Synology DS216j.

Un NAS per casa: Synology DS216j

La soluzione ideale sarebbe stata quella in grado di accentrare i miei dati in un unico posto, raggiungibile anche dall’esterno (adottando opportuni accorgimenti di sicurezza), che mi permettesse di recuperare file anche da postazioni remote (come i PC di casa dei miei genitori a Ravenna, tanto per dire, o magari uno smartphone). L’acquisto del Synology DS216j è stato dettato dal rapporto tra qualità e prezzo, le sue caratteristiche mi hanno soddisfatto inizialmente sulla carta, in seguito anche sul campo da battaglia. L’acquisto è stato fatto in combinazione con un doppio disco Western Digital Red da 2 TB, specifico per NAS:

Primo approccio e avvio

Il NAS è molto bello, elegante, leggero. Il suo peso maggiore deriva in realtà dalla somma del peso dei dischi che ospita, nel mio caso meccanici e “non troppo snelli“, devi però pensare che potresti utilizzare dei dischi SSD da 2,5″ (con slitta per poterli alloggiare e bloccare negli slot da 3,5”), anche se non consigliato (considera che i dischi SSD ai quali siamo abituati noi oggi, a meno di acquistarli specificatamente per questo mestiere, non sono fatti per sopportare carichi di lavoro molto pesanti, h24, per chissà quanto tempo). Nonostante quello che dice la mia dolce metà, un oggetto simile non sfigura in salotto, di fianco al televisore o in altra posizione, purché (consiglio molto spassionato) sia a portata di un cavo di rete che lo collegherà al tuo router (meglio se Gigabit). Pensare di collegarlo alla rete di casa affidandosi magari a dei rilanci WiFi è veramente un azzardo (e in alcuni casi rende inutile l’investimento).

Nella scatola c’è tutto il necessario per procedere con il montaggio dei due dischi previsti dal NAS (affinché tu possa sfruttare così il RAID 1 che nascerà senza chiederti alcunché, parte vantaggiosa anche per chi non è proprio abituato a giocare con questo tipo di strumenti) e, una volta fatto tutto, chiuso e avvitato, potrai collegarlo alla rete elettrica e quella dati, quindi accenderlo. Da ora in poi, ci vorranno circa 5 minuti prima di sentire un “bip” audio che ti permetterà di capire che il NAS è pronto a farti fare il primo accesso. Se hai confidenza con la console del tuo router, troverai facilmente l’IP che il prodotto si è preso dal DHCP (e potrai puntarci il browser sin da subito). In caso contrario, potrai (dovrai) scaricare l’applicazione “Synology Assistant” dalla pagina synology.com/it-it/support/download/DS216j, che cercherà al posto tuo il dispositivo.

Verrai così guidato verso l’interfaccia di accesso al sistema operativo montato a bordo di questi NAS (nel caso di Synology, il DiskStation Manager, DSM per comodità), che ti guiderà nel corso di una prima configurazione e preparazione dei dischi, così come all’aggiornamento del sistema operativo. Il tutto, considerando i tempi di comprensione di una persona media, occuperà circa mezz’ora di tempo (ammesso che tu abbia anche una decente connessione dati).

Un NAS per casa: Synology DS216j 1

Applicazioni

Il Synology DS216j, così come gli altri prodotti di più basso, pari o maggiore livello, propongono un collegamento a uno store (il “Centro pacchetti“) che permette di installare applicazioni a bordo dell’apparato. Tali applicazioni ti permetteranno di ampliare il bouquet di servizi a tua disposizione, che esulano dal mero spazio disco che puoi “mappare” sul tuo PC, ma che comunque riportano all’utilizzo di quei dischi che pulsano al suo interno. È così facendo che potrai –per esempio– creare un mirror dei contenuti che ospiti sul tuo Dropbox, mettere in piedi un Media Center o un punto unico che concentri tutte le fotografie scattate, tue e dei tuoi familiari, anche da cellulare.

Un NAS per casa: Synology DS216j 2

Ogni applicazione è descritta anche in italiano, tutto viene spiegato in maniera chiara, difficile sbagliarsi, tuttalpiù si farà qualche test, ci si accorgerà di non aver messo in piedi l’applicazione necessaria per la propria esigenza e la si disinstallerà, passando al successivo test, diventa anche un modo come un altro per conoscere meglio lo strumento che si ha a disposizione, le sue possibilità e le proprie capacità nel configurarlo al meglio.

Il Centro pacchetti però, come prevedibile, è limitato, il numero di applicazioni è importante ma non infinito, per questo motivo esistono fonti esterne che permettono di espandere quel catalogo proponendo nuovi software, tutti in grado di girare su DSM (appositamente pacchettizzati). Uno dei possibili assi della manica è synocommunity.com, che darà accesso in maniera semplice a un bel bouquet (qui potrai farti un’idea: synocommunity.com/packages). Una volta aggiunta la fonte al proprio Synology, si potrà aggiungere una qualsiasi tra le applicazioni disponibili passando direttamente dal Centro pacchetti, al quale nel frattempo ti sarai abituato.

Un NAS per casa: Synology DS216j 3

Personalizzazione e risorse

Personalizzare il proprio Sinology è semplice, devi soltanto curiosare tra le sue opzioni, perdi il giusto tempo per capirle e provarle, possibilmente senza spingerti oltre quello che a primo colpo non comprendi, perché si tratta di dispositivi molto venduti e quindi molto discussi e supportati dalla comunità. Se non vuoi perderti nelle decine di alternative in lingua inglese (anche se personalmente te le consiglio), puoi sempre fare riferimento a qualcosa di nostrano, come synologyitalia.com. Il forum affronta le varie tematiche legate a questo mondo, ai modelli di Synology sul mercato (e non solo), pacchetti da installare e metodi alternativi a quello previsto di fabbrica, firmware.

Un NAS per casa: Synology DS216j 4

Se vuoi evitare di configurare il tuo router (oppure non puoi perché dietro NAT) in modo da raggiungere il NAS anche quando sei fuori casa, utilizza il servizio messo a disposizione da Synology. Si chiama QuickConnect e lo trovi facilmente nelle impostazioni di connettività del prodotto. Dovrai registrare un account di posta elettronica attraverso il quale gestire il tuo ID (quindi l’URL da raggiungere) e le impostazioni di accesso alle applicazioni e ai servizi, ma per effettuare il login sul NAS continuerai a utilizzare l’utente che hai creato in fase di primo avvio (oppure un diverso utente creato successivamente, magari per essere passato alla tua compagna o a un tuo amico). Funziona un po’ come con TeamViewer o prodotti simili. A prescindere dalla tua rete di casa, farai ponte sui server Synology per raggiungere il tuo NAS, un po’ come fosse un proxy ;-)

Nella mia attuale configurazione

Avere un NAS in casa risolve molti problemi legati alla centralizzazione dei dati e alla loro sicurezza (data dal RAID), ma questo credo che tu l’abbia capito dopo così tante righe di articolo. Ciò che -forse- ti interessa di più, è capire come mettere in pratica il tutto, un suggerimento di configurazione. Provo a descriverti sommariamente la mia, magari ti può tornare utile anche per specifiche tue esigenze.

Dropbox anche per Windows Xp

Lo so benissimo, Windows Xp non dovrebbe più esistere sulla faccia della terra, hai ragione. Ho una vecchia macchina, un Netbook (te li ricordi ancora?), montava Windows Xp Sp 3 in origine, lo avevo formattato e ci avevo installato Windows 7, cercando di ottimizzarlo quanto più possibile, ma sono dovuto tornare indietro dopo circa un anno, le prestazioni sono calate (parecchio).

Lo utilizza ancora la consorte, ci tiene in ordine le ricette di cucina, le spese, ci naviga e controlla la posta, nulla più. Fino a quando vivrà, avrà bisogno di Dropbox, perché è lì sopra che tiene in backup tutto. Dropbox però non supporta più Windows Xp, dall’agosto dello scorso anno.

Utilizzo già Cloud Sync sul Synology DS216j, ho solo dovuto creare un utente ad-hoc per quel PC, aggiungere una voce all’elenco attività del connettore Dropbox (è facile, ti basterà seguire una procedura guidata molto banale) tenendo l’attività in sincronizzazione bidirezionale ed ecco fatto, una semplice mappatura di rete su quel Netbook permetterà di tenere vivo il collegamento con Dropbox, il resto è stato solo un junction su Windows Xp (roba del 2010 eh, nulla di nuovo sotto al sole).

Manca un client FTP

Davvero, una cosa stupida, che attualmente non esiste ma che spero possa essere integrata in una prossima versione del DSM. C’è il work-around, per motivi abbastanza ovvi, e si basa su un semplice script e sul sempreverde wget. Riassumo: un processo schedulato, un collegamento FTP e una cartella nella quale depositare i dati.

Il codice è abbastanza banale, e non servirà null’altro per portare a termine l’operazione:

wget -m ftp://<username>:<password>@<server_ip>/* -P /volume1/CARTELLABACKUP

Ovviamente al posto di <username> e <password> andranno indicati i relativi dati di collegamento al tuo spazio FTP, così come al posto di <server_ip> il giusto server. Dovrai modificare anche /volume1/CARTELLABACKUP con la destinazione corretta, quella scelta sul tuo NAS, per ospitare i dati che vuoi scaricare per tenere da parte un backup.

Cosa c’è di sbagliato in tutto questo? Nulla, sulla carta, nella pratica non riuscirai a controllare un avanzamento di quanto appena lanciato (puoi verificare l’occupazione cartella di destinazione e il numero di file che compariranno al suo interno, è vero), così come non riuscirai a bloccare il processo da interfaccia grafica (dovrai abilitare il collegamento SSH al tuo NAS e fare tutto da terminale), al massimo potrai monitorarlo.

Mi spiace, niente Google Photos

Un’altra mancanza. Niente work-around stavolta, a meno di far passare l’archivio fotografico da Google Drive, ma in quel caso viene a meno quella caratteristica così comoda messa a disposizione da big G, lo spazio non limitato sui server di Mountain View a patto di tenere la risoluzione non originale (ma comunque di buona qualità), ideale per le fotografie scattate da cellulare.

Avrei voluto mettere in piedi un ponte per tenere sotto backup le fotografie dei miei smartphone e di Ilaria, ma non solo. Ho provato a dare un’occhiata a Photo Station (applicazione consigliata per chi possiede un Synology) ma non mi ha soddisfatto. Resteremo su Google Photos, con la speranza che venga integrato in una delle applicazioni del DSM in futuro.

Un Plex sempre Ready to go, quasi

Ho installato Plex sul Synology DS216j, funziona bene, sono soddisfatto e ho ovviamente aggiornato il tutto secondo documentazione ufficiale, odio quando un pacchetto è troppo indietro rispetto alla release ufficiale dello sviluppatore, e quelli di terze parti su Synology non vengono proprio aggiornati tempestivamente (ho notato che la versione 0.99 è rimasta quella “più aggiornata” secondo il NAS per diverso tempo, quando in realtà eravamo arrivati ben oltre da diversi mesi). Ho scritto prima di questo rispetto al pezzo dedicato all’oggetto intero, speravo di chiuderlo un po’ prima ma evidentemente non è andata così.

Un NAS per casa: Synology DS216j 9

La pecca? Non tutti i file video vengono correttamente processati e mandati in onda sul televisore (tramite Chromecast), per alcuni serve un po’ più potenza di fuoco (CPU e RAM) per poter essere correttamente encodati e mandati in streaming. Per questo motivo sono stato costretto a riaccendere il Plex della macchina Windows sempre viva in casa, è lei che si occupa di fare quel mestiere con i file più ostici, pur prendendoli da NAS.

In conclusione

Un buon prodotto, modulabile (considerando le applicazioni disponibili ufficialmente ma anche quelle provenienti da altre repository), che si adatta abbastanza facilmente alle esigenze ma che ancora ha qualche piccola lacuna che -credo- non sarà difficile da colmare, e il tempo potrà dire se questo mio “vecchio articolo” (quando lo sarà) ci aveva visto giusto o no.

Synology non tradisce e riesce anche a mettersi al livello di quel consumatore che probabilmente non conosce poi così bene l’argomento, che non è abituato a parlare di mirroring o script da terminale, è un po’ a portata di chiunque (l’importante è volersi applicare). Non ho volutamente parlato di specifiche prettamente tecniche, non sono voluto scendere in quel dettaglio che potresti non riuscire a seguire dopo qualche riga, per i puristi c’è sempre la pagina dedicata (e qui trovi anche le prestazioni misurate).

Il costo dell’apparato è sufficientemente bilanciato a ciò che si ottiene. Rimane una spesa tutto sommato contenuta se si possiedono già i dischi fissi, tutto aumenta se devi mettere in piedi da zero il tuo concentratore di dati, come nel mio caso, e ti consiglio personalmente di investire qualche soldino in più ma fare le cose per benino, non comprare a occhi chiusi se non sei sicuro di quello che stai per fare. Già che ci sei, utilizza il sito web di Synology per verificare la compatibilità del Synology DS216j con prodotti di terze parti (hard disk compresi): synology.com/it-it/compatibility?search_by=products&product_bays=2&product_name=DS216j.

Mi sembra –e credo– di aver scritto tutto quello che mi sembrava giusto riportare, ovviamente l’area commenti è a totale disposizione, per ogni dubbio in merito al prodotto e al suo sistema operativo, nei limiti delle capacità del sottoscritto :-)

fonti utilizzate: evotec.xyz/how-to-backup-ftp-to-synology

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: tutto pagato di tasca mia (sono circa 300€ di spesa). È un bell'investimento ma risolve tante beghe.
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Qualche tempo fa ho sostituito una vecchia macchina Xp alla quale c’era attaccato un altrettanto vecchio Terratec G3, si tratta di un dispositivo di acquisizione / video editing per Windows e OS X. Dovendolo far ereditare a Windows 7 ho provato a cercare i driver del dispositivo in giro per il web dopo aver visto fallire inesorabilmente Windows Update. Sfortunatamente però la stessa azienda ha ritirato il prodotto e -almeno in via ufficiale- anche la pagina contenente i suoi driver.

Giusto per evitare che qualcuno impazzisca e non riesca ad uscire dal labirinto, Terratec ha un suo server FTP pubblicamente accessibile dove tra l’altro potrete trovare i driver di G3 per Windows 7 (e anche 8): ftp://ftp.terratec.com/Video/TerraTec/G3/Updates/

La cartella è stata aggiornata abbastanza recentemente, non escludo possano pubblicare tra qualche tempo driver che rendano compatibile il vecchio dispositivo con Yosemite ;-)

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