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Qualcuno lo avrà certamente notato. Da qualche giorno questa installazione di WordPress è raggiungibile al suo “nuovo” URL in HTTPS. Dico “nuovo” perché da circa un anno avevo già forzato la Dashboard in HTTPS, lasciando ancora in HTTP il blog visibile pubblicamente a tutti i lettori. Il tutto ha potuto funzionare generando un certificato con Let’s Encrypt e chiedendo al supporto di Serverplan (l’hosting che ospita questo blog) di caricarlo.

WordPress: passaggio da HTTP a HTTPS 8

Qualche giorno fa, tutti i clienti del provider hanno però ricevuto una comunicazione decisamente più ufficiale:

[…]

Dopo un periodo di test, necessario per la tranquillità dei clienti, Serverplan ha attivato il certificato TLS gratuito Let’s Encrypt su tutti i piani Hosting. Cosa devi fare per attivare questo servizio? Niente, è già attivo. Devi solo goderti la tranquillità di una connessione sicura.

[…]

Ho quindi pensato fosse arrivato il momento giusto per portare tutto su HTTPS, anche perché Google sembrerebbe avere tutte le intenzioni di cominciare a penalizzare chi non passa alla connessione più sicura e che permette maggiore sicurezza nel caso in cui si debbano utilizzare delle credenziali di autenticazione (cosa che però qui sul blog non accade, poiché i commenti –unico login che potresti voler effettuare– vengono gestiti da Disqus, anch’esso passato a HTTPS).

Molti hosting provider oggi propongono un certificato di Let’s Encrypt in maniera semplice, attivabile direttamente dal proprio pannello di controllo oppure pre-attivato sul proprio spazio (quello che ha scelto di fare Serverplan, nda). Se nel tuo caso questo non è ancora possibile, sappi che puoi procedere in autonomia, creando il tuo certificato personale e chiedendo al supporto tecnico del tuo provider di attivarlo sul tuo sito web.

Creare un certificato Let’s Encrypt

Le linee guida per la richiesta e creazione di un certificato sono disponibili sul sito web ufficiale del progetto, all’indirizzo letsencrypt.org/getting-started. Per fartela più semplice, puoi passare dal sito web sslforfree.com, ti propongo la solita galleria esplicativa ma ti indico istruzioni più dettagliate subito di seguito, per evitare possibili errori:

  • Inserisci il sito web che vuoi certificare. Puoi specificare il dominio di secondo livello (tuodominio.tld), il sito web inserirà in maniera automatica il www davanti, per certificare anche il terzo livello.
  • Scegli di effettuare una verifica manuale tramite upload di file sul tuo spazio FTP (questo è quello che ti consiglio). Scarica i due file necessari alla verifica da sslforfree (fai clic su Download File #1 e Download File #2, scarica entrambi i file sul Desktop o equivalente, servono per poco tempo).
  • Vai sul tuo spazio FTP, crea una cartella chiamata .well-known, entra al suo interno e crea una nuova cartella chiamata acme-challenge. Carica entrambi i file che hai precedentemente scaricato all’interno di quest’ultima cartella.
  • Torna su sslforfree e procedi con la verifica, ti basterà fare clic su Download SSL Certificate e, salvo errori, potrai avere accesso al tuo set di chiavi. Fai clic su Download All SSL Certificate Files e metti a disposizione il pacchetto che scaricherai ora al tuo hosting provider, aprendo un ticket di richiesta supporto per caricare il tuo nuovo certificato SSL Let’s Encrypt.

Passiamo a WordPress, adesso

Se il tuo Hosting Provider ti confermerà il caricamento del certificato, potrai finalmente procedere con la migrazione del tuo blog. Provo a fartela semplice anche in questo caso, ti consiglio l’utilizzo di un paio di plugin che possono fare tutto il lavoro al posto tuo, cercando così di abbattere i rischi di possibili errori.

Easy HTTPS Redirection
Easy HTTPS Redirection
SSL Insecure Content Fixer
SSL Insecure Content Fixer
Developer: WebAware
Price: Free

Entrambi ti aiuteranno a redirigere il traffico facilmente e correggere tutto quello che punta al vecchio indirizzo HTTP, salvo modifiche manuali (per esempio nel tema o in un file functions.php modificato, facilmente individuabili se sei stato tu a farlo). C’è ben poco di complesso da impostare, è tutto dannatamente semplice:

  • Vai in SettingsHTTPS Redirection, seleziona Enable automatic redirection to the “HTTPS” e Force resources to use HTTPS URL. Salva la tua scelta e, quando la pagina sarà aggiornata, seleziona la voce The whole domain in corrispondenza di You can apply a force HTTPS redirection on your entire domain or just a few pages. Salva ancora una volta. Hai appena terminato qui.
  • Spostati ora in SettingsSSL Insecure Content. Il plugin seleziona una papabile configurazione basata su un’analisi della tua installazione. Nel mio caso le opzioni selezionate sono:
    • Fix insecure content → Simple;
    • Fixes for specific plugins and themes → WooCommerce + Google Chrome HTTP_HTTPS bug (fixed in WooCommerce v2.3.13);
    • HTTPS detection → standard WordPress function.

Puoi –in qualsiasi momento– verificare che venga individuato correttamente il funzionamento HTTPS da Tools → SSL Tests.

Salvo errori, la tua configurazione ti permetterà ora di vedere il sito in HTTPS. Ricordati però che, a meno che il tuo Hosting Provider non lo preveda, dovrai ricordarti di rinnovare il tuo certificato SSL di Let’s Encrypt ogni 90 giorni. Puoi farlo facilmente tramite sslforfree, dovrai poi ricontattare il tuo provider per far caricare le nuove chiavi.

WordPress: passaggio da HTTP a HTTPS 16

Se utilizzi il sistema di commenti integrato in WordPress, il tuo lavoro finisce qui. In caso contrario potresti aver scelto di utilizzare Disqus (il sistema in uso su questo blog), e dovrai quindi seguire ancora qualche passaggio prima di poterti congedare ;-)

Migrare i commenti di Disqus

Cerco di riepilogare rapidamente anche questa: Disqus carica i commenti nei tuoi articoli grazie a un banale (si fa per dire, da gestire lato server) sistema di mappature URL. Il sistema capisce che commenti caricare in base all’indirizzo visitato in quel momento. Avendo tu migrato tutto sotto HTTPS, occorrerà allineare anche Disqus.

Tale funzione è ovviamente prevista, e viene spiegato all’indirizzo help.disqus.com/customer/portal/articles/286778-using-the-migration-tools, nasce più probabilmente per cambiare completamente URL (primodominio.tld verso secondodominio.tld per esempio), ma torna comodo anche per questo caso.

Accedi alla tua area di amministrazione Disqus, quindi spostati in Migration Tools (dalla colonna di sinistra), dovresti arrivare all’URL TUOUTENTE.disqus.com/admin/discussions/migrate/?p=migrate. A questo punto dovrai scaricare una lista completa delle tue mappature commenti, modificarla e darla nuovamente in pasto a Disqus, così che possa aggiornarsi. Dai un’occhiata alla galleria qui di seguito (sotto includo istruzioni più dettagliate):

  • Cominciata la migrazione, Disqus invierà all’indirizzo di posta elettronica (che hai fornito durante l’iscrizione al servizio) la lista degli URL indicizzati.
  • Apri la lista con Excel (o equivalente), clona la prima colonna, seleziona solo la seconda colonna e sostituisci tutti gli http:// con https:// (utilizza la funzione Cerca e sostituisci di Excel).
  • Salva il file, esci da Excel, riapri il file con Notepad++ (o qualsiasi altro editor di testo) e sostituisci tutti i punti e virgola con semplici virgole (anche in questo caso utilizza il Cerca e sostituisci), è richiesto da Disqus (che evidentemente non digerisce poi tanto bene i ;).
  • Carica il file su Disqus, verifica che la mappatura sia corretta, quindi lascia partire il lavoro in batch, a quel punto dovrai solo attendere che termini.

Entro le successive 24 ore, Disqus metterà a posto le cose, e tu finalmente potrai tornare a vedere i tuoi commenti :-)

Google Search Console

Update

In base al giusto suggerimento di Emanuele (nei commenti), mi sono
accorto di non averti parlato di Google Search Console, nonostante sia andato ad aggiornare la proprietà del sito inserendo l’URL con HTTPS. Trovi qui un suo articolo dedicato alla migrazione di WordPress da HTTP a HTTPS pubblicato al termine dello scorso anno, davvero molto interessante e completo.

In realtà è molto semplice anche questa cosa e va fatta se hai già configurato il tuo sito web nella console di big G. Secondo la documentazione ufficiale (support.google.com/webmasters/answer/6073543?hl=it), in caso di migrazione, si adotta questo metodo:

Se esegui la migrazione del sito da HTTP a HTTPS, Google considera l’operazione uno spostamento del sito con modifiche agli URL. Ciò può influire temporaneamente sulle cifre relative al traffico. Per ulteriori informazioni, consulta la pagina recante una panoramica sullo spostamento di un sito.
Aggiungi la proprietà HTTPS a Search Console. Search Console gestisce HTTP e HTTPS separatamente, non condividendo i dati relativi a tali proprietà. Pertanto, se hai pagine che adottano entrambi i protocolli, devi indicare una proprietà Search Console distinta per ciascuno di essi.

Quindi ti basterà entrare in Search Console, aggiungere “una proprietà” e specificare il tuo solito dominio, con l’unica differenza che ora avrà https:// davanti. Al resto, salve tue specifiche necessità di diversa configurazione, ci penserà Google, secondo un intervallo variabile che servirà ad analizzare nuovamente i contenuti del sito disponibili, indicizzandoli quanto prima e rendendoli disponibili nelle sue ricerche. Continueranno -contestualmente- a rimanere disponibili anche tutti i dati in HTTP semplice.

WordPress: passaggio da HTTP a HTTPS 17

Troubleshooting

Questione di Cookie

Paragrafo che spero non ti serva, ma ti lascio un consiglio spassionato: avvia quanto prima una sessione anonima con il tuo browser preferito, quindi visita il tuo sito web ora sotto HTTPS. Tutto si vede correttamente? Noti problemi o strani caricamenti che non vanno a buon fine? Io l’ho scoperto dopo un un po’ di tempo (stupidamente non ci avevo pensato, sono un po’ un pirla) e grazie anche alla segnalazione di alcuni lettori (che ancora ringrazio). Il plugin che caricava il famoso blocco di accettazione cookie (per quella stupida legge europea), impediva al CSS di fare il suo lavoro, rendendo di fatto inutilizzabile il blog.

Ho sostituito il plugin di (eu-cookie-law-widget) con Cookie Notice di dFactory:

Cookie Notice by dFactory
Cookie Notice by dFactory
Developer: dFactory
Price: Free

Un .htaccess per intercettare ogni cosa

Update

Anche questo nasce dal commento di Emanuele (vedi commento),
ed entra in gioco perché è riuscito a collegarsi a uno dei contenuti del blog forzando manualmente il protocollo HTTP dalla barra dell’URL. Per questo motivo, ho messo in produzione una modifica del file .htaccess, che ognuno di noi ha nella root della propria installazione WordPress (cos’è un file .htaccess?), pari a quella da lui utilizzata.

ATTENZIONE: Prima di partire, il solito consiglio: occhio sempre a quello che tocchi e che rimuovi, effettua il backup del tuo file .htaccess per sicurezza, così potrai agilmente tornare indietro in caso di problemi.

Apri il tuo file .htaccess con un editor di testo e scorrilo fino a trovare qualcosa che assomigli a questo:

# BEGIN WordPress
<IfModule mod_rewrite.c>
RewriteEngine On
RewriteBase /
RewriteRule ^index\.php$ - [L]
RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-f
RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-d
RewriteRule . /index.php [L]
</IfModule>
# END WordPress

A questo punto, inserisci ciò che ti permetterà di intercettare i tentativi di connessione via HTTP, che verranno automaticamente portati verso HTTPS:

RewriteCond %{SERVER_PORT} !^443$
RewriteRule (.*) https://%{HTTP_HOST}%{REQUEST_URI} [R=301,L]

Entrambe le righe possono essere inserite prima della RewriteBase /, ottenendo quindi questo risultato:

# BEGIN WordPress
<IfModule mod_rewrite.c>
RewriteEngine On
RewriteCond %{SERVER_PORT} !^443$
RewriteRule (.*) https://%{HTTP_HOST}%{REQUEST_URI} [R=301,L]
RewriteBase /
RewriteRule ^index\.php$ - [L]
RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-f
RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-d
RewriteRule . /index.php [L]
</IfModule>
# END WordPress

Se aggiornando il tuo blog (sia come utente autenticato, sia come visitatore ospite, mi raccomando!) qualcosa non dovesse funzionare, ripristina immediatamente il backup che avevi precedentemente effettuato. Probabilmente hai toppato qualcosa, o magari il codice riportato qui sopra non è adatto alla tua configurazione e occorrerà approfondire con il tuo fornitore di servizi (il provider sul quale hai acquistato il tuo piano di hosting).

Ora mi sembra che ci sia davvero tutto, spero di non aver dimenticato nulla.

Enjoy.

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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

È che se non c’è un appuntamento con Disqus di tanto in tanto, è come se mancasse qualcosa. Nulla di complesso, ancora una volta: si tratta infatti di impostare dei filtri sui contenuti dei commenti che vengono pubblicati sul vostro blog o sito web. La moderazione non è mai cosa bella, bisognerebbe permettere a tutti di dire la propria, limitando però –quando possibile– l’utilizzo di termini non consoni a una discussione civile. Vale anche per parole che proprio non sopportate, c’è stato il periodo dell’invasione dei prestiti da queste parti, cosa affatto bella.

Disqus: abilitare i filtri sui commenti

L’immagine non è aggiornata. Ora l’interfaccia è leggermente cambiata, più pulita e immediata.

Partendo dalla propria area amministrativa, vi basterà selezionare la voce “World filters” (la raggiungete anche andando all’indirizzo VOSTROUTENTE.disqus.com/admin/settings/access/#!/?l=). Inserite nel blocco disponibile tutta la serie di parole suggerite (a.disquscdn.com/1447462530/sample-badwords.txt), e aggiungete in coda quelle che ritenete opportuno fermare, distanziando una parola dall’altra con una semplice virgola. Io ho personalmente inserito in lista la parola “prestito”, così come già detto, quindi questo è il mio gruppo:

.*fuck.*, .*whore.*, 5h1t, 5hit, a55, anal, anus, ar5e, arrse, arse, ass, asses, assfukka, asshole.*, b!tch, b00bs, b17ch, b1tch, ballsack, bastard, beastial.*, bestial.*, bi+ch, biatch, bitch.*, blow job, blowjob, blowjobs, bollock, bollok, boner, buceta, bukkake, butthole, buttmunch, buttplug, c0ck, c0cksucker, carpet muncher, chink, cl1t, clit, cock, cock-sucker, cockface, cockhead, cockmunch.*, cocks, cocksuck.*, cocksuka, cocksukka, cok, cokmuncher, coksucka, coon, cox, cum, cummer, cumming, cums, cumshot, cunilingus, cunillingus, cunnilingus, cunt, cuntlick.*, cunts, cyalis, cyberfuc, d1ck, dick, dickhead, dirsa, dlck, donkeypunch.*, doosh, duche, dyke, ejaculat.*, ejakulate, f u c k, f u c k e r, f_u_c_k, fag, fagging, faggitt, faggot, faggs, fagot, fagots, fags, fatass, fcuker, fcuking, feck, fecker, felch.*, fellate, fellatio, flange, fleshflute, fook, fooker, fudge packer, fudgepacker, fuk, fuker, fukker, fukkin, fuks, fukwhit, fukwit, fux, fux0r, gangbang.*, gaylord, gaysex, goatse, hardcoresex, hell, heshe, hoar, hoare, homo, horniest, horny, hotsex, jack-off, jackoff, jap, jerk-off, jizz, kike, knob, knobead, knobed, knobend, knobhead, knobjocky, kondum, kondums, kum, kummer, kumming, kums, kunilingus, m0f0, m0fo, m45terbate, ma5terb8, ma5terbate, masochist, master-bate, masterb8, masterbat.*, mo-fo, mof0, mofo, muff, mutha, muthafecker, nazi, nigga, niggah, niggas, niggaz, nigger, niggers, nob, nob jokey, nobhead, nobjocky, nobjokey, numbnuts, nutsack, orgasim, orgasims, orgasm, orgasms, p0rn, phonesex, phuck, phuk, phuked, phuking, phukked, phukking, phuks, phuq, pimpis, poop, porn, porno, pornography, pornos, prestito, prick, pricks, pube, pusse, pussi, pussies, pussy, pussys, rectum, retard, rimjaw, rimming, s_h_i_t, sadist, schlong, screwing, scroat, scrote, scrotum, semen, sex, sh!+, sh!t, sh1t, shemale, shi+, shit, shitdick, shite, shithead, shiting, shitings, shits, shitted, shitter.*, shitting.*, shitty, skank.*, slut, sluts, smegma, smut, snatch, son-of-a-bitch, spic, spunk, t1tt1e5, t1tties, tit, tits, titt, tittie5, titties, tittywank, titwank, tosser, tw4t, twat, twathead, twatty, twunt.*, v14gra, viagra, wank.*, whoar, willies, xrated, xxx

Lista che può solo crescere, lista all’interno della quale possono esistere anche gli asterischi come carattere jolly e siti web (per intero, o anche solo in parte). Salvate il vostro lavoro, la modifica sarà così operativa e riceverete una nuova notifica ogni volta che qualcuno proverà a inserire un commento contenente anche solo una delle parole dell’elenco.

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Le ferie finiscono prima o poi, e noi con quella faccia che “manco quello della pubblicità di Costa Crociere che è appena tornato” ci accingiamo a riprendere posto negli uffici, sui cantieri, per strada, ovunque ci porti quotidianamente il nostro mestiere e il nostro datore di lavoro. Durante la vostra assenza ho mandato in pubblicazione alcuni articoli che probabilmente vi sarebbero tornati utili (o avrebbero stimolato curiosità e discussione). Vorrei riproporveli brevemente, sarete poi voi a decidere cosa leggere e quando, d’altronde il feed è “recuperabile nel tempo” ed è sempre disponibile!

Disqus: abilitare le notifiche per ogni nuovo commento

Disqus: abilitare le notifiche per ogni nuovo commento al vostro blog

Alla scoperta delle notifiche di Disqus, per non perdere neanche un commento sul nostro blog o sito web. Un lavoro che vi ruberà poco più di un minuto e che vi renderà la vita sicuramente più facile nella gestione delle discussioni che vi riguardano.

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Release2Zip-20150817

(addio al vecchio ftp.mozilla.org)

Release2Zip-20150817 (addio al vecchio ftp.mozilla.org) 1

Lo scorso 27 luglio Mozilla ha pubblicato una notizia sul blog “IT & Operations” riguardo il trasferimento di tutti i dati pubblici da FTP (ftp.mozilla.org) al cloud AWS di Amazon. Per questo motivo è stato necessario aggiornare e rilasciare una nuova versione della suite per la pacchettizzazione autonoma dei prodotti Mozilla che non necessitava di ritocco (piccoli bug a parte) dal 2012!

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Car Sharing: che combinano car2go ed Enjoy?

Car Sharing: che combinano car2go ed Enjoy?

Delle novità introdotte nei servizi non sembrano essere state digerite particolarmente bene dagli utilizzatori della città di Milano. Il Comune scrive, gli utenti protestano, questo è quello che è cambiato a partire dallo scorso 17 agosto (relativamente a Car2Go).

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Xperia Z2, Android 5.1.1: la microSD non salva i dati? Occorre formattarla

Android_Logo_2014

Un possibile problema dovuto all’upgrade della build 5.1.1 di Xperia Z2 (23.4.A.0.546) mi ha creato un piccolo rompicapo affatto simpatico con la scheda microSD del telefono. Ho dovuto ricorrere alla formattazione, non prima di aver spostato le applicazioni sulla memoria del telefono. “Storie di vita Android vissute“.

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Facebook: modificare le notifiche da ricevere (approfondimento)

Wordpress: niente immagine di anteprima su Facebook? Risolvere il problema 2

Alla scoperta delle Notifiche di Facebook, un’arma a doppio taglio che vi permette di rimanere sempre aggiornati e forse troppo incollati al noto Social Network. Conoscerle e limitarle è sicuramente un bene, qui è dove discutiamo insieme il da farsi, con qualche mio suggerimento basato sull’esperienza personale maturata nel corso del tempo.

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Sony SRS-X11: Speaker wireless portatile con Bluetooth

Sony SRS-X11: Speaker wireless portatile con Bluetooth 1

Può una buona qualità audio e uno splendido design fare al caso vostro? Musica in mobilità con connettività bluetooth / NFC e AUX, 12 ore di batteria, vivavoce per lo smartphone e la possibilità di fare ponte verso un secondo oggetto identico. Questo è il mio personale test di Sony SRS-X11, speaker wireless portatile simbolo delle ferie estive di quest’anno :-)

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Disqus è un ottimo sistema di commenti per il vostro blog (o per qualsiasi altro tipo di sito web, ndr) che io stesso utilizzo anche per Gioxx’s Wall o Fuorigio.co. C’è però un’opzione che spesso viene tralasciata quando in realtà la sua utilità è indubbia: la notifica dei commenti in ingresso che non siano di spam o in richiesta di approvazione (per i quali è già attivata di default una notifica a mezzo mail verso il vostro indirizzo di posta elettronica).

Disqus: abilitare le notifiche per ogni nuovo commento al vostro blog

Si perché, a meno che il vostro lavoro principale non sia costituito dal vostro blog, possono esserci quei periodi in cui siete talmente presi da altro tipo di attività che faticate ad aprire la pagina del vostro blog, che magari nel frattempo ha mandato in pubblicazione articoli precedentemente scritti e per i quali qualcuno ha chiesto informazioni o semplicemente fatto partire una discussione per uno scambio di opinioni. Maleducato non rispondere, spesso non lo si fa apposta proprio perché non si viene notificati dell’arrivo di quel commento.

Risolvere il problema è estremamente semplice e richiede poco sforzo. La notifica per ogni nuovo commento è disabilita di default quando create un nuovo account Disqus per il sito web che intendete servire. Per attivarla vi basterà accedere all’area di amministrazione Disqus.com (es: NOMESCELTO.disqus.com/admin) con il vostro account personale, spostarvi sotto “Comments” ed in seguito fare clic su “Email notifications“:

Disqus: abilitare le notifiche per ogni nuovo commento 1

A questo punto noterete che l’unica opzione a non essere attivata è proprio quella della notifica di ogni nuovo commento inserito (Newly posted) e che toccherà a voi spuntare prima di poter salvare:

Disqus: abilitare le notifiche per ogni nuovo commento

Un clic su Save confermerà la scelta e voi potrete ora mettervi comodi. Ogni nuovo commento vi verrà notificato e riuscirete così a rispondere in breve tempo al vostro lettore :-)

GioxxsWall-DisqusRecentsWidgetAh, prima di chiudere, vi ricordo che per WordPress ho sviluppato (ormai diverso tempo) il Widget “Disqus Recent Comments“, potete installarlo sul vostro blog, vi permetterà di mettere in evidenza gli ultimi commenti pubblicati comodamente in Sidebar al posto del widget di default di WordPress. Trovate tutti i dettagli nell’articolo all’indirizzo gioxx.org/2014/01/10/disqus-recent-comments-per-wordpress

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Consenso per l’uso dei cookie: come comportarsi su WordPressOrmai ci siamo, il prossimo 2 giugno è il limite massimo per mettersi in regola con la nuova normativa per il consenso all’utilizzo dei cookie in tutti i siti web che ne fanno uso, un obbligo stabilito dal Garante per la protezione dei dati personali, il quale testo (completo) è disponibile all’indirizzo garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884.

Siamo agli sgoccioli e ancora molti possessori di blog non hanno ben compreso che si tratta di un obbligo allargato anche a questa categoria, nessuno escluso, e che nonostante ci siano ancora alcuni punti poco chiari è comunque il caso di fare il proprio dovere e correre “ai ripari” per evitare spiacevoli disguidi e multe.

Giovedì della scorsa settimana Tiziano ha realizzato un articolo che spiega in maniera estremamente semplice a cosa si sta andando incontro e come reagire, questo il collegamento: fogliata.net/cookie-notifica-consenso. All’interno dei commenti si fa riferimento ad un ulteriore parere legale in merito che scarica il possessore del blog dall’obbligo di esporre il banner per accettare o rifiutare i cookie utilizzati (alessandrodelninno.it/upload/art_articoli/documenti/00000068.pdf) ma se anche voi -come me- volete comunque informare chi visita il sito web riguardo la vostra politica Cookie / Privacy e magari dirgli come rimuoverli in tutta sicurezza e autonomia dal browser, ecco qualche consiglio rapido:

In ogni caso mi permetto di copiare ed incollare un messaggio di un amico che parla di questa novità e del fatto che forse -in tanti- la si stia “facendo più grossa di quanto non sia“:

In questi lidi si fa uso di ciò che chiunque oggigiorno è abituato ad avere a bordo del blog: Google Analytics, pulsanti di condivisione sui Social Network (da Twitter a Facebook passando per Spotify e altri ancora), commenti via Disqus, banner da Amazon. Vengono inoltre caricate risorse anche da siti web esterni come fuorigio.co (ormai lo conoscete) e noads.it (sempre mio, è il sito ufficiale di ABP X Files). Ho comunque creato una pagina ad-hoc dove trovate un testo molto completo che vi spiega che tipo di Cookie esistono e come rimuoverli facilmente dal browser (gioxx.org/policy/policy-sui-cookie), il testo è farina del sacco di Alessia Martalò.

Voi siete già in regola? Che plugin o modifiche al codice avete utilizzato? Se volete lasciare un suggerimento è sempre tutto ben accetto, l’area commenti è a vostra disposizione, nell’eventualità posso modificare l’articolo e darvi spazio ;-)

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