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Quella di ClearURLs è una bella missione, spinta dal desiderio di maggiore privacy per l’utilizzatore che vuole navigare in Internet senza la necessità di essere tracciato in ogni sua mossa, pratica ormai all’ordine del giorno della quale si parla molto ma che non accenna in nessun caso a darsi una calmata, non certo per volere divino. ClearURLs pulisce quegli indirizzi web che ti portano sì a destinazione, ma che prima di farlo ti fanno camminare per un paio di server ancora, per quei siti web che raccolgono dati aggregati utili ai fini di statistica e personalizzazione dell’esperienza di navigazione (si legga alla voce: pubblicità comportamentale o – come va di moda oggi – targettizzata).

ClearURLs per Firefox sanifica i collegamenti tracciati

Di strumenti che ci possono proteggere da chi vuole conoscere ogni cosa di noi ne abbiamo già tanti, Firefox per primo si schiera dalla parte di chi naviga nel web e offre una serie di strumenti che stanno progressivamente, poi c’è AdBlock (in qualsiasi variante e fork) e relative liste, c’è Privacy Badger, Ghostery e molto altro ancora. Io uso solo una parte di quanto citato, poi è arrivata ClearURLs.

ClearURLs

Il lavoro di Kevin Röbert è disponibile sotto gli occhi di tutti, il codice sorgente di questo componente aggiuntivo è infatti pubblico su GitLab all’indirizzo gitlab.com/KevinRoebert/ClearUrls, se sei capace di darci un’occhiata potrai renderti conto del funzionamento e magari dare una mano allo sviluppo. Ciò che ClearURLs fa è molto chiaro e semplice. Hai presente quei siti web che utilizzano una serie di parametri che vanno ben oltre l’indirizzo della pagina realmente visitata? Esempio pratico: in un URL https://example.com/?source=thisIstheSiteIvisitedBefore la parte sporca “di troppo” è ciò che viene dopo il ?source, qualcosa che in parole povere indica da quale sito web stai provenendo.

Il componente aggiuntivo è disponibile sia per Mozilla Firefox che per Google Chrome, ti lascio qui di seguito entrambi i collegamenti diretti:

ClearURLs
ClearURLs
Developer: Kevin R.
Price: Free
ClearURLs
ClearURLs
Developer: Kevin Röbert
Price: Free

Le regole su cui si basa ClearURLs sono immediatamente visibili puntando il browser all’indirizzo gitlab.com/KevinRoebert/ClearUrls/blob/master/data/data.json, puoi però cambiarle in qualsiasi momento perché nelle Impostazioni del componente aggiuntivo hai la possibilità di puntare a un diverso URL rispetto all’originale, lasciando così a te totale controllo di quanto intercettato ed eseguito. Il mio consiglio? Non farlo, piuttosto aiuta l’autore del software a migliorare il già ottimo lavoro che svolge e che mette a disposizione di noi tutti.

ClearURLs per Firefox sanifica i collegamenti tracciati 2

Se vuoi vedere ClearURLs all’opera puoi semplicemente continuare a navigare e dare di tanto in tanto un’occhiata alle statistiche di pulizia che ha portato a termine. Se invece vuoi proprio vedere come funziona quanto sviluppato da Kevin Röbert puoi fare clic sull’icona a forma di chiave inglese che trovi nella finestra principale del componente aggiuntivo e accedere così alla finestra di Cleaning tool from ClearURLs. Prova a copiare qualsiasi risultato ottenuto dopo una ricerca Google e lascia che ClearURLs ti mostri cosa è capace di fare:

ClearURLs per Firefox sanifica i collegamenti tracciati 3

Dalle una possibilità, sono sicuro che ti piacerà e finirai per tenerla tra i tuoi componenti aggiuntivi sempre attivi.

A tal proposito, ho pubblicato la lista dei componenti aggiuntivi che sono solito utilizzare, magari c’è qualcosa che ti interessa o puoi sempre suggerirmi un componente aggiuntivo che devo assolutamente utilizzare (motivandone il perché). Trovi tutto all’indirizzo go.gioxx.org/addons.

Buona navigazione! 😉

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Scansiona, trova, ripristina, 3 i passaggi che secondo EaseUS devono poter bastare per il recupero dei file cancellati per sbaglio dai propri dischi / memorie portatili, un mercato che vede diversi protagonisti a combattersi uno scettro del quale non vorresti sapere assolutamente nulla, generalmente si tratta infatti di una soluzione che cerchi nei momenti di disperazione per aver fatto una grandissima stupidata. Oggi ti parlo di EaseUS Data Recovery Wizard, un software che – indovina un po’ – ti permette di recuperare file cancellati.

EaseUS Data Recovery Wizard: recupera i file persi su macOS e Windows

Recupero dei file persi

Il recupero dei file non è mai cosa semplice, nelle situazioni più complicate occorre investire denaro e tempo, affidandosi ad aziende specializzate nel campo, non è una cosa risolvibile in pochi minuti a casa. Quando però si tratta di recupero più “semplice“, un cestino appena svuotato o una sovrascrittura non voluta beh, in questo caso si può provare ad agire anche in autonomia. Ci sono tante applicazioni disponibili per Windows e macOS, il mio test stavolta riguarda il sistema della mela e prende in esame EaseUS Data Recovery Wizard. Disponibile in versione gratuita (limitata) e a pagamento all’indirizzo easeus.com/mac-data-recovery-software/drw-mac-free.htm, questo può recuperare fino a 2 GB di dati trovati sul disco che darai in pasto per l’analisi. Se serve recuperare più dei due GB permessi occorrerà allora passare alla versione Pro a pagamento ($89.95 una tantum, i quali ti permettono inoltre di accedere a un supporto tecnico specializzato direttamente fornito dall’azienda). In linea di massima mi auguro (si fa per dire) che il file perso sia nulla più che un documento o una manciata di fotografie al massimo, nulla che non possa stare sotto il tetto imposto dalla versione gratuita.

EaseUS Data Recovery Wizard

EaseUS Data Recovery Wizard: recupera i file persi su macOS e Windows 1

Una volta installata e autorizzata a modificare alcuni comportamenti di sistema, EaseUS Data Recovery Wizard ti permetterà di selezionare un disco sul quale effettuare l’analisi dei file perduti. Il tempo impiegato per l’analisi può variare in base alla gioventù del sistema (con più o meno risorse quindi) e alla velocità del disco stesso. Una ricerca completa ad ampio spettro sul mio SSD installato nel MacBook ha impiegato circa 15 minuti.

Al termine dell’analisi l’applicazione ti mostrerà un conteggio totale dello spazio occupato dai file che è possibile recuperare, con struttura di cartelle e sottocartelle (con relativi file all’interno) per permetterti di meglio comprendere la posizione originale degli stessi, così che tu possa agilmente selezionare solo ciò che ti serve e lasciare fuori tutto il resto:

L’operazione di recupero è pressoché immediata, l’applicazione conosce benissimo cosa fare e dove andare a recuperare quei byte apparentemente perduti, a te non resta solo che dichiarare la posizione del restore (e non preoccuparti se l’applicazione ti avviserà riguardo il fatto che ripristinare i file sullo stesso disco che “li ha persi” è un’operazione potenzialmente pericolosa, cercando di convincerti a utilizzare il Cloud) e attendere che l’operazione venga terminata. Potrai così accedere ai file precedentemente spariti:

EaseUS Data Recovery Wizard permette il recupero di una moltitudine di file (giusto per citarne qualcuna: DOC/DOCX, XLS/XLSX, PPT/PPTX, PDF, CWK, HTML/HTM, INDD, EPS, PAGES, KEY, NUMBERS, VSD, ODT, ODP, ODS, ODG, ODF, JPG/JPEG, TIFF/TIF, PNG, BMP, GIF, PSD, CRW, CR2, NEF, ORF, RAF, SR2, MRW, DCR, WMF, DNG, ERF, RAW, SWF, SVG, DWG, NRW, AVI, MOV, MP4, M4V, 3GP, 3G2, WMV, ASF, FLV, SWF, MPG/MPEG, RM/RMVB, MKV, MXF, ecc.) e supporta pressoché ogni tipo di memoria accessibile, dal disco meccanico a quello SSD passando per Memory Card, iPhone / iPad con relativa memoria integrata ed è compatibile con i più svariati file system attualmente presenti sul mercato (APFS, HFS+, HFS X, FAT, FAT16, FAT32, exFAT, NTFS).

Puoi e devi dargli una possibilità nel caso in cui tu ti trovi in difficoltà con la perdita inaspettata di contenuti che ospitavi sul tuo PC (e non solo), male non può certamente fare, non credi?

Extra: dispositivo avviabile all’accensione del PC

Un piccolo extra che ormai sono solito trovare in svariati programmi di questo tipo è la capacità di creare un dispositivo di boot che possa essere utilizzato in fase di avvio del sistema, si tratta dei casi forse più brutti, quelli in cui a perdersi per strada è un file necessario perché il tuo Sistema Operativo termini le operazioni necessarie per proporti l’utilizzo della macchina così come sei solito conoscerla, con il tuo Desktop e i tuoi programmi. Se dovesse succedere che uno di quei file viene a mancare o si danneggia in maniera irreparabile, un dispositivo live di boot è certamente una delle (poche) soluzioni a tua disposizione.

Per creare una chiave (USB) avviabile ti basterà lanciare l’operazione dal menu dell’applicazione:

EaseUS Data Recovery Wizard: recupera i file persi su macOS e Windows 7

Alternative

EaseUS Data Recovery Wizard non è certamente l’unico prodotto in grado di permettere il recupero di file cancellati per sbaglio. Se ne hai qualcuna da segnalare anche tu sentiti libero di utilizzare l’area commenti per fornire altri suggerimenti, sei il benvenuto.


immagine di copertina Bruno Glätsch from Pixabay
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La regia si prende un piccolo break e ti lascia ai consigli per gli acquisti, articoli scritti sempre e comunque dal proprietario della baracca (o da ospiti di vecchia data) ma - contrariamente al solito - sponsorizzati.
Il giudizio è e sarà sempre imparziale come il resto delle pubblicazioni. D'accordo pagare le spese di questo blog, ma mai vendere giudizi positivi se non meritati. Nel caso in cui venga richiesta esplicita modifica dell'articolo e/o del giudizio sarà mia cura rimanere quanto più neutro possibile.

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Quella di Patrick è più una missione sopra ogni cosa: tentare di tenere al sicuro il tuo Mac. Lo seguo ormai da diverso tempo (ti ho parlato di lui per la prima volta in occasione di Oversight, nel 2017) e continuo a utilizzare con molta soddisfazione i suoi prodotti rilasciati gratuitamente e sponsorizzati da chi ha deciso di investire nel suo operato (puoi farlo anche tu passando dalla pagina Patreon). Oggi tocca a Netiquette, un prodotto nuovo da poco annunciato proprio nella pagina Patreon, appena uscito dalla fase beta.

macOS: Netiquette ti aiuta a visualizzare le connessioni aperte

NetIQuette

Come da tradizione il codice sorgente dell’applicazione è già disponibile su Github, descrizione prodotto, dettagli e download diretto sono invece disponibili all’indirizzo objective-see.com/products/netiquette.html. L’applicazione non necessita di installazione alcuna, puoi tenerla ovunque tu voglia seppur io ti consigli di farla risiedere nella cartella Applicazioni del tuo Mac. Non c’è molto da dire o da configurare, proprio nulla in realtà. Una volta avviata Netiquette ti mostrerà tutte le connessioni aperte sul tuo Mac, da e verso la rete locale o Internet, tu potrai filtrare i risultati, esportarli, lavorarci sopra per ogni necessità.

macOS: Netiquette ti aiuta a visualizzare le connessioni aperte 1

Un comodo flag impostato di default su “Hide Apple Processes” ti permetterà di tenere nascoste tutte le connessioni aperte dai software e servizi Apple che nascono con il sistema operativo e che finirebbero per sporcare la coda dei processi aperti che ti interessano realmente, ovvero tutti quelli appartenenti alle applicazioni di terza parte che hai successivamente installato sul sistema (i software Adobe, Dropbox, Firefox, Chrome, Spotify, ecc.).

Riga di comando

Sì, esiste anche la riga di comando che puoi richiamare da Terminale per ottenere gli stessi risultati che ti mostrerebbe l’interfaccia grafica dell’applicazione. Un -h richiamerà l’help di programma, il quale dovrebbe restituirti un risultato molto simile a questo:

$ Netiquette.app/Contents/MacOS/Netiquette -h

NETIQUETTE USAGE:
-h or -help display this usage info
-list enumerate all network connections
-names resolve remote host names (via DNS)
-pretty JSON output is 'pretty-printed' for readability
-skipApple ignore connections that belong to Apple processes

Maggiori informazioni e possibilità di intercettare l’output diretto vengono riportate nella pagina ufficiale del prodotto.

Mahalo Patrick, questo è l’ennesimo strumento utile da tenere sempre a portata di mano. Io nel frattempo sto ormai abituandomi a LuLu e conto di parlartene presto nuovamente su questi lidi.

× Le pillole del Dr.Mario

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!
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Non c’è un perché, è accaduto senza che l’utente facesse alcunché e secondo Microsoft non c’è una spiegazione sempre valida, poco importa evidentemente, l’importante è risolvere l’anomalia. Un utente Office 365 smette di ricevere le email di invito a meeting seppur il suo calendario di Outlook funzioni alla perfezione, in pratica non vede l’invito nella sua forma più classica ma può visualizzare ciò a cui dovrebbe prendere parte nel calendario e da questo può accettare o rifiutare l’invito. Nei log di Exchange salta fuori esclusivamente questa affermazione riguardante il rimbalzo del messaggio (quindi la mancata consegna): Reason: [Stage: DeliverPreDelivery];StoreDriver.Rules; message is deleted by mailbox rules.

Outlook: forzare i nomi delle cartelle in italiano 3

Message is deleted by mailbox rules

Credo che tu sappia già muoverti all’interno della console di Protection Office 365, per questo motivo non mi soffermerò particolarmente sui passi da riprodurre. Sono certo che tu sappia tracciare la consegna dei messaggi e quindi andare a curiosare tra le informazioni di consegna del singolo messaggio. È li che ho trovato le consegne fallite e il messaggio di errore che ti sto riportando in questo articolo. Sempre da lì è partito il ticket con Microsoft per capire il perché di tutto questo e la soluzione “piede di porco” che ho dovuto utilizzare per rimettere in sesto la casella di posta dell’utente finale.

Il “piede di porco” che l’amministratore di Office 365 è certamente abituato a utilizzare si chiama MFCMAPI, strumento fondamentale disponibile per Microsoft Windows (x86/x64) e scaricabile da GitHub: github.com/stephenegriffin/mfcmapi.

Ciò che dovrai fare è spiegato passo-passo nell’articolo originale attualmente disponibile su un blog di Microsoft: blogs.msdn.microsoft.com/hkong/2015/02/27/how-to-delete-corrupted-hidden-inbox-rules-from-a-mailbox-using-mfcmapi (allego uno screenshot dell’articolo intero in fondo a questa pagina), io posso certamente riepilogare i passaggi fondamentali corredandoli con poche catture schermo (che differiscono dalle originali solo a causa della localizzazione della casella di posta dell’utente, in italiano anziché in inglese).

Cosa dovrai fare

  • Dovrai creare un nuovo profilo di Outlook su un tuo PC / PC di laboratorio con il quale lavorare, ammesso che tu non voglia direttamente utilizzare MFCMAPI sul PC dell’utente in difficoltà (e puoi certamente farlo).
  • Salva le eventuali regole che l’utente ha creato sulla sua casella di posta elettronica. Nel mio caso l’utente non aveva creato alcuna regola, ho saltato a piè pari questo passaggio.
  • Scarica l’ultima versione di MFCMAPI da GitHub (github.com/stephenegriffin/mfcmapi/releases/latest), 32 o 64 bit dipende solo dall’architettura del tuo processore e dal Sistema Operativo e avviala come amministratore, non c’è necessità di installarlo.
  • Da ToolsOptions spunta le due voci Use the MDB_ONLINE flag when calling OpenMsgStore e Use the MAPI_NO_CACHE flag when calling OpenEntry che trovi nella finestra che ti si aprirà, fai clic su OK per confermare.
  • Da SessionOptions conferma il profilo di posta Outlook da utilizzare e fai doppio clic sull’indirizzo di posta elettronica dell’utente.
  • Se la casella di posta elettronica è localizzata in italiano espandi la voce di menu Livello superiore archivio informazioni (nella colonna di sinistra), altrimenti in inglese sarà Top Information Store, fai ora clic con il tasto destro su Posta in arrivo e seleziona Open associated contents table:

Office 365: StoreDriver.Rules; message is deleted by mailbox rules 3

  • Cerca la colonna denominata Message Class, facci clic sopra per riordinarla e individua la voce IPM.Rule.Version2.Message, quindi seleziona e cancella (tasto destro → Delete message) tutte le voci che hanno quel tipo di Message Class:
  • Seleziona Permanent delete passing DELETE_HARD_DELETE (unrecoverable) e fai clic su OK per confermare:

Office 365: StoreDriver.Rules; message is deleted by mailbox rules 5

Così facendo dovresti aver risolto il problema, chiudi MFCMAPI, riapri Outlook e fagli scaricare la posta elettronica come sei già abituato a fare. Prova da un diverso account di posta (il tuo per esempio) a inviare un invito a un meeting di test, se questo arriva sotto forma di email (come da standard) allora vorrà dire che sei riuscito a rimettere a posto le cose.

Ammesso tu l’abbia fatto, ricorda di importare nuovamente le regole che avevi (in teoria) precedentemente salvato.

Buon lavoro.


credits: blogs.msdn.microsoft.com/hkong/2015/02/27/how-to-delete-corrupted-hidden-inbox-rules-from-a-mailbox-using-mfcmapi
immagine di copertina: unsplash.com / author: Alex Jones
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Quello che credi possa essere scontato in realtà quando si parla di Netflix e Firefox non lo è. Il più importante (a oggi) servizio di streaming on-demand non ti permette di spingere la risoluzione dei suoi contenuti a 1080p quando li vuoi vedere tramite Firefox. Si tratta di una impostazione squisitamente impedita non certo da un problema tecnico, è per questo che esistono oggi diversi componenti aggiuntivi che possono aggirare l’ostacolo, ce n’è uno che funziona bene seppur rimanga nell’oblio fuori da AMO.

Firefox: spingere Netflix fino a 1080p

Netflix 1080p

Si chiama con molta fantasia e stessa quota di rigore “Netflix 1080p“, forza il sito web a permettere la visione del contenuto alla miglior risoluzione (non è il 4K ma non è neanche il 720p al quale Netflix vuole che Firefox si abitui). Questo fork pensato per Firefox si basa sul progetto originale nato per Google Chrome, ancora disponibile oggi sullo store di Google:

Netflix 1080p
Netflix 1080p
Developer: truedread
Price: Free
31/7/19

Evidentemente non c’è fortuna alcuna per questo componente aggiuntivo, il progetto originale è stato bocciato anch’esso e portato (non so quanto delicatamente) fuori dal Chrome Store. Se sei un utilizzatore di Google Chrome puoi recuperare i file necessari su GitHub all’indirizzo github.com/truedread/netflix-1080p. Buona visione! ?

Netflix 1080p è nato già Open Source, ospitato sui server di GitHub dove tutt’oggi si trova all’indirizzo github.com/vladikoff/netflix-1080p-firefox, escluso però dal repository ufficiale dei componenti aggiuntivi per il panda rosso (aveva indirizzo addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/force-1080p-netflix che oggi restituisce errore) nonostante sia perfettamente funzionante e assolutamente innocuo, il problema è dovuto all’integrazione di un componente aggiuntivo (esterno) di Netflix che è vietato dalle linee guida di sviluppo delle nuove WebExt di Firefox (vedi github.com/vladikoff/netflix-1080p-firefox/issues/28). Il metodo per farlo funzionare esiste e richiede il minimo sforzo.

Scarica il file ZIP che contiene tutti i file del progetto (fai clic qui) e scompattalo in una posizione che puoi ricordarti e raggiungere facilmente in qualsiasi momento. Dico questo perché non potendo firmare l’estensione il tuo Firefox non ti permetterà di installare Netflix 1080p come nulla fosse, ti toccherà farla entrare in campo ogni volta che ne avrai bisogno (presumibilmente una sola volta all’apertura del tuo browser, riportando tutto alla “normalità” quando lo chiuderai, ti spiego meglio dopo).

Apri una nuova scheda di Firefox e digita about:debugging, questo ti porterà in una schermata sviluppatore di Firefox, spostati nella voce di menu (a sinistra) che dice “Questo XX” dove al posto di XX ci sarà il canale di aggiornamento del tuo Firefox. Nel mio caso che uso Nightly la dicitura sarà “Questo Nightly” (nel frattempo noterai che l’URL della pagina sarà cambiata, potrebbe essere diventata about:debugging#/runtime/this-firefox):

Firefox: spingere Netflix fino a 1080p 1

Fai clic su Carica componente aggiuntivo temporaneo… e vai a cercare il file manifest.json che si trova nella cartella che hai precedentemente scompattato, nella sottocartella src (netflix-1080p-firefox-master/src). Il risultato dovrebbe assomigliare a questo:

Firefox: spingere Netflix fino a 1080p 2

La modifica sarà immediata, apri Netflix con il tuo Firefox e goditi la miglior risoluzione che questo ha da offrirti senza alcuna difficoltà tecnica. Alla chiusura del browser (non della scheda, occhio, parlo dell’intero Firefox) l’estensione si sgancerà e tutto tornerà come prima. Dovrai quindi ripetere la procedura quando vorrai nuovamente sfruttare Netflix 1080p.

Una soluzione definitiva?

Ne esistono molteplici e le sconsiglio grosso modo tutte. Se utilizzi versioni non stabili di Firefox puoi fare in modo che questo accetti l’installazione di componenti aggiuntivi non firmati con una modifica in about:config, sulle versioni stabili puoi invece pensare di andare a modificare questo comportamento con più giri in diverse altre maniere ma sono convinto che lo sforzo richiesto per caricare il componente aggiuntivo temporaneo in debug non sia così seccante, lasciando così a Firefox il pieno controllo della questione legata alla sua (e tua) sicurezza.

Se proprio vuoi farti del male posso rimandarti a questa discussione su Stack Overflow dove troverai diversi metodi alcuni dei quali funzionanti (per esperienza personale in ambiente di laboratorio, controllato e isolato, senza alcun dato personale a bordo!): stackoverflow.com/questions/31952727/how-can-i-disable-signature-checking-for-firefox-add-ons.

Buona visione! ?


Discussione su Reddit: reddit.com/r/firefox/comments/cbyhi2/is_there_a_way_to_watch_netflix_in_1080p_on
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