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Ho rimesso mano al ChannelSelector per Office di cui ti avevo parlato un anno fa circa, un po’ per mettere a posto i nuovi nomi dei canali di aggiornamento adottati da Microsoft, un po’ per cambiare il metodo di intervento sul registro, in accordo con ciò che oggi è ormai capace di fare il Click2Run ufficiale che teoricamente utilizzi per mandare in downgrade o upgrade forzato una suite Office dal prompt dei comandi. Andiamo con ordine però, nell’articolo ti spiegherò le novità dello script, i riferimenti da adottare per il Registro di Sistema e l’uso in alternativa del C2R disponibile nella cartella Common Files di Office, soluzione che continua a rimanere ufficiale, pensata e distribuita direttamente da Microsoft.

Office 365 ProPlus (2016): aggiornamento di ChannelSelector

Il nuovo ChannelSelector

Tolto il blocco informativo iniziale con i riferimenti e le fonti utilizzate, cambia il metodo di azione sul Registro di Sistema (regedit), andando a compilare / modificare il campo CDNBaseUrl che determina l’URL dal quale scaricare i file di installazione o aggiornamento di Office, si passa poi alla rimozione delle altre chiavi di registro precedentemente valorizzate, così da permettere al tuo Office di popolarsele autonomamente al successivo avvio e conseguente ricerca aggiornamenti (inevitabile, considerando che stai cambiando canale di distribuzione).

Rimangono invece disponibili e valide le altre opzioni, fatte per conoscere il branch utilizzato e bloccare o permettere gli aggiornamenti automatici della suite. Una verifica introdotta con questa versione dello script si occuperà di terminarlo nel caso in cui non rilevi un’installazione di Office 2016 a bordo macchina.

Avvia lo script come amministratore locale della macchina (o di dominio), quindi scegli ciò che ti serve. Se non vuoi utilizzare un prompt dei comandi (oltre quanto già fatto per utilizzare il mio batch), dovrai chiudere ogni applicazione Office (e riaprirne una qualsiasi dopo la modifica) se vuoi accertarti che l’obiettivo sia stato centrato.

Maggiori informazioni (sempre utili) sul rilascio degli aggiornamenti sono disponibili nella documentazione ufficiale di Microsoft, a questi indirizzi: docs.microsoft.com/it-it/DeployOffice/overview-of-update-channels-for-office-365-proplus & docs.microsoft.com/it-it/officeupdates/release-notes-office365-proplus.

In via ufficiale: OfficeC2RClient.exe

Volendo operare per vie ufficiali, Microsoft ha da tempo aggiornato il proprio OfficeC2RClient.exe per permetterti di cambiare canale di distribuzione per nuove versioni e aggiornamenti della suite Microsoft Office. Ti spiego molto rapidamente come procedere partendo dallo schema aggiornamenti:

CanaleParametro (da Prompt o Office Deployment Tool)
Canale mensile (Mirato)Channel=Insiders o Channel=FirstReleaseCurrent
Canale mensileChannel=Monthly o Channel=Current
Canale semestrale (Mirato)Channel=Targeted o Channel=FirstReleaseDeferred
Canale semestraleChannel=Broad o Channel=Deferred

Ciò detto, apri un prompt dei comandi con diritti amministrativi, quindi spostati sotto Program Files → Common Files → microsoft shared → ClickToRun (cd \Program Files\Common Files\microsoft shared\ClickToRun). A questo punto dovrai semplicemente lanciare l’eseguibile OfficeC2RClient.exe con il parametro /changesetting Channel=$Canale, dove al posto di $Canale dovrai specificare quello che ti interessa, un esempio pratico:

C:\Program Files\Common Files\microsoft shared\ClickToRun>OfficeC2RClient.exe /changesetting Channel=Monthly

Questa abiliterà il canale di aggiornamento mensile sulla suite Office installata. Per poter scatenare l’operazione di ricerca aggiornamenti nell’immediato ti basterà utilizzare lo stesso eseguibile ma con un parametro diverso:

C:\Program Files\Common Files\microsoft shared\ClickToRun>OfficeC2RClient.exe /update user

Il gioco è fatto, non ti servirà fare null’altro.

Buon lavoro :-)


crediti: erwinbierens.com/switch-office-2016-to-monthly-targeted-channel

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Ho scaricato una quantità elevata di video e fotografie da vecchi supporti ottici, tutti scatti di amici e famiglia che non ho mai organizzato in Libreria Foto di Apple o caricato su Flickr (dal quale toccherà levare le tende quanto prima, ma questo è un altro argomento di cui discutere), con l’intenzione di metterli a posto e tenerli sotto un backup un pelo più affidabile.
Mi sono ritrovato con cartelle difficilmente esplorabili e utilizzabili da Finder (su macOS), ho quindi cercato di saltare l’ostacolo riorganizzando quei file in gruppi di 300 immagini o 50 video per ciascuna cartella, appoggiandomi a degli script di bash che ho avviato sul NAS, dove ho inizialmente spostato il materiale.

Bash: riorganizzazione rapida di immagini e video

picsMover.sh e vidsMover.sh si occupano rispettivamente di rinominare i file JPEG/JPG/jpeg in jpg (case sensitive) e MP4 in mp4 (medesima sorte), quindi spostarli in cartelle che verranno create automaticamente, 300 immagini o 50 video per ciascuna di queste (chiamate PICS_X e VID_X, dove X è il numero progressivo della cartella).

Ho caricato entrambi gli script su Gist, così che tu possa recuperarli facilmente e riutilizzarli come meglio credi.

picsMover.sh

vidsMover.sh

Provati tutti e due sul mio Synology DS216j, il quale ha portato a termine il suo mestiere. Per entrambi i codici valgono crediti e ringraziamenti a chi mi ha inconsapevolmente messo sulla via giusta per ottenere il risultato sperato:

Buon lavoro! :-)

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Pillole

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All’anagrafe “Launchpad Manager“, è il programma che ho utilizzato con somma soddisfazione, gaudio e forse anche una mezza imprecazione riguardante il tempo perso precedentemente per mettere un po’ d’ordine nel mio Launchpad, risorsa spesso tralasciata sui sistemi macOS ma che talvolta può tornare utile per tenere d’occhio l’avanzamento di un download, o per lasciare a portata di clic icone di programmi che spesso si usano e che si vuole recuperare da lì anziché con un richiamo da Spotlight.

macOS: modificare facilmente l'aspetto del LaunchPad

A ogni nuova installazione software il Launchpad si arricchisce della sua icona per permetterti di poterlo immediatamente trovare e usare, ciò non vuol dire necessariamente ordine (anzi, quasi mai) e neanche che sia fondamentale tenere lì quel richiamo, è per questo motivo che nasce l’esigenza di fare ordine, di mettere in cartella, un po’ come sei già abituato a fare con il tuo iOS o Android (anche se il primo esempio è chiaramente più azzeccato in ambito Apple).

È qui che per me è entrato in gioco Launchpad Manager, perché mettere a posto le icone, spostarle in cartella o semplicemente eliminarle può diventare un lavoro oneroso e seccante, l’ho capito un pelo troppo tardi. Il programma si scarica gratuitamente da launchpadmanager.com, sito web sul quale puoi anche trovare la licenza per la versione a pagamento che sblocca ogni ulteriore funzionalità del software, ma che nel nostro specifico caso non serve.

Launchpad Manager

Con quel sito web un po’ anni ’90 da poco tempo aggiornato per comprendere anche Mojave e High Sierra (che prima non comparivano in dicitura), Launchpad Manager è di immediato utilizzo. Una volta copiato nella cartella Applicazioni e avviato, ti proporrà direttamente il tuo Launchpad attuale, permettendoti di sfruttare le sue rapide funzioni per spostare icone in blocco, saltare da una pagina all’altra in maniera più immediata, cancellare icone che non ti interessano più e altro ancora.

macOS: modificare facilmente l'aspetto del Launchpad 1

Ti troverai immediatamente bene, comincerai a inserire icone in gruppo più facilmente rispetto al metodo originale di Apple ed eviterai di doverti confrontare con il Terminale e la riga di comando (attraverso la quale puoi fare lo stesso mestiere, ma anche dei danni se non sai dove mettere le mani). A quel punto potrai semplicemente salvare il lavoro fatto, il programma penserà al resto, proponendoti infine il risultato a video, subito fruibile.

macOS: modificare facilmente l'aspetto del Launchpad 2

Non fare caso all’icona di Firefox “danneggiata“, problema di aggiornamento risoltosi dopo un riavvio del mio MacBook. CleanMyMac X e Transmission sono stati spostati subito dopo. È giusto per rendere l’idea e farti capire che è possibile snellire rapidamente quello con cui combatti oggi.

Buon lavoro! :-)

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Di NotifyKace ne abbiamo già parlato un paio di volte in passato. Tutto è nato da una migrazione dell’appliance e relativa necessità di verificare che gli agent fossero correttamente installati e comunicanti con essa. Nel frattempo NotifyKace è cresciuto, si è evoluto e ha dato maggiori informazioni, permettendomi anche di richiamarlo facilmente in fase di login al dominio (inizialmente) o GPO (oggi). Ti racconto le ultime novità introdotte, così che anche tu possa sostituirlo a quello che forse hai in uso attualmente, ammesso che calzi a pennello la nuova soluzione adottata.

Kace: una rispolverata a NotifyKace.vbs (0.5) e uso delle GPO

Parti dalle basi

Se non hai idea di cosa sto parlando, ti invito a leggere l’articolo originale scritto un anno fa circa, è ancora valido e ti insegna alcuni trucchi per gestire i tuoi agenti Quest Kace, tutto sommato è ciò su cui baso lo sviluppo di NotifyKace:

Kace: un alert in caso di client mancante o inventario troppo vecchio

Ciò detto

Si può passare alla nuova versione dello script VBS, arrivata alla 0.5, che integra una funzione per l’invio della mail di allerta, un nuovo controllo riguardo l’esistenza del database di inventario e la rimozione delle esclusioni hostname perché oggi, a differenza di ieri, uso una GPO per arrivare direttamente sulle macchine interessate, lo script non viene quindi eseguito su endpoint che non devono avere l’agente Quest a bordo.

Il tutto si traduce con questo:

Della GPO per l’esecuzione programmata ne parliamo tra poco, nel frattempo i passaggi che più possono interessarti sono quelli relativi all’invio della comunicazione (a mezzo a posta elettronica), ora eseguito tramite funzione dedicata Call MailtoKacelog(Destination, DestinationCC, DestinationBCC, MailBody, Subject) e la verifica dell’esistenza del file di inventario (che puoi rinominare temporaneamente per verificare che lo script funzioni in maniera corretta):

'Test esistenza %ProgramData%\Quest\Kace\kinventory.db
If (oFSO.FileExists(sDirectoryPath & "\kinventory.db")) Then
'MsgBox("Debug: kinventory.db found " & strComputerName)

Il MsgBox commentato è lasciato lì volutamente nel caso in cui tu volessi vedere a video un popup di debug a conferma dell’esistenza del file; in uno script di produzione non ha invece senso lasciarlo senza commento. Ciò detto, null’altro cambia ma rimane più snello e pulito, con il rilevamento di indirizzo IP e ulteriori dettagli integrati nella funzione di MailtoKacelog.

Esecuzione programmata

Che poi è un po’ il succo del discorso che più cambia rispetto al passato. L’evoluzione della verifica consiste nella sua “rimozione” dalla fase di login, portandola invece all’interno dell’Utilità di pianificazione di Windows. L’operazione è costituita da due passaggi: il primo ti permetterà di copiare il file dello script all’interno dei tuoi PC, il secondo consisterà nell’inserimento dell’operazione programmata, che potrà essere poi eseguita secondo tue esigenze.

Copia del file

Crea una nuova GPO (o modificane una esistente che riguarda Kace) e naviga in Computer ConfigurationPreferences Windows SettingsFiles → Aggiungi un file da copiare sulla destinazione (che equivale al PC raggiunto dalla GPO), è qui che dovrai dirgli dove andare a recuperare il file VBS e in che cartella finale copiarlo. Ti propongo il riassunto catturato dalla GPO che stiamo attualmente utilizzando:

Kace: una rispolverata a NotifyKace.vbs (0.5) e uso delle GPO 1

Il file NotifyKace.vbs si trova in una share di rete raggiungibile da ogni nostro PC, verrà quindi copiato all’interno della cartella %ProgramData%\Quest, destinazione già presente sulle macchine proprio perché creata e quotidianamente utilizzata dall’agente Quest. Da qui si potrà certamente eseguire manualmente il controllo, oppure procedere con la seconda parte, quella della programmazione dell’operazione automatica.

Operazione programmata tramite Utilità di pianificazione

La seconda parte della GPO è quella che puoi creare e mettere in funzione navigando Computer ConfigurationPreferences Windows SettingsControl Panel SettingsScheduled Tasks → Crea un nuovo Scheduled Task (At least Windows 7) chiamato come meglio credi (nel mio caso è KACE check) e fagli eseguire un programma, puntandolo ovviamente a %ProgramData%\Quest\NotifyKace.vbs con i privilegi elevati e l’attivazione quotidiana all’orario che preferisci (nel mio caso le 12:00):

Kace: una rispolverata a NotifyKace.vbs (0.5) e uso delle GPO 2

In conclusione

Salvo errori, la configurazione del tuo nuovo controllo è terminata. Applica la GPO alle unità organizzative che contengono i PC del tuo dominio, attendi quindi che questa si propaghi e che inizi a svolgere il suo mestiere. Fai qualche test su macchine non in produzione, accertati che tutto funzioni correttamente, gioca con il file di inventario (magari rinominandolo in modo da non farlo rilevare al VBS e farti inviare così la mail di allerta per database non trovato), poi procedi con tutto il resto del parco macchine.

In caso di dubbi o anomalie, l’area commenti è a tua totale disposizione.

Buon lavoro :-)

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sourcecode-vbscriptAvevo parlato di cambio Description PC da remoto nell’ormai lontano 2016, l’ho sempre fatto con un VBS che tenevo a portata di mano nei miei strumenti. Ma se quegli strumenti non dovessero essere disponibili su una macchina diversa dalla mia? Diciamo che è più semplice trovare (o scaricare) un PSExec e collegarsi al prompt remoto, per poi lanciare un comando molto semplice che modifica -come il VBS- il medesimo parametro.

Hai già effettuato il collegamento via PSExec al prompt remoto? D’accordo, procediamo. Per verificare l’attuale descrizione impostata sulla macchina, ti basterà lanciare il comando net config server, e osservare ciò che compare in corrispondenza della voce “Commento server” (come nell’immagine qui di seguito).

Modificare la descrizione di un PC da Command

A questo punto, per modificare la descrizione, dovrai eseguire un net config server /srvcomment:"Nuova descrizione". Modifica Nuova descrizione con il testo che ti interessa, mantieni gli apici e assicurati che non ci siano spazi tra i due punti e l’apertura degli stessi (:"). Salvo errori, riceverai conferma della modifica a video e potrai ora verificare tu stesso il buon esito dell’intervento lanciando ancora una volta il comando net config server.

Se al posto di questo metodo alternativo vuoi mantenere quello basato su VBScript accomodati, ti rimando al vecchio ma ancora valido articolo che avevo scritto e pubblicato due anni fa :-)

VBS: cambiare la descrizione di un PC da remoto

Buon lavoro!


fonte: lifeofageekadmin.com/changing-windows-computer-description-from-a-command-prompt

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