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Ti è mai capitato di preparare una macchina “template” da catturare e clonare su diverse altre macchine dello stesso modello? Qui continuamente, ed è tutto ciò su cui si cerca di basare il rilascio di nuove postazioni. Avere un solo modello Desktop e uno laptop (o comunque un numero quanto più limitato) aiuta a gestire meglio il parco macchine aziendale, è risaputo ed è una pratica di quelle buone, da cercare di mantenere il più possibile nel tempo.

Tralasciando però quella che è la pippa mentale relativa alla teoria delle buone pratiche, passiamo al succo dell’articolo e al problema specifico da risolvere: un SysPrep fallito, con tanto di messaggio di accompagnamento simile (in realtà potrebbe essere identico) a quello riportato nel titolo dell’articolo.

Microsoft Windows

Di motivi per far fallire un SysPrep ne esistono diversi, ma un paio sono quelli più comuni e sono quelli a cui possiamo fare riferimento insieme (con relativa soluzione), e onestamente non ho idea del perché io abbia lasciato nel dimenticatoio questo articolo (la bozza era del 2014, fa un po’ te). Provo a dargli una svecchiata, magari è la volta buona che va in pubblicazione :-)

Hai finito le cartucce

Con Windows 7, contrariamente a Windows 10, avevi a disposizione un massimo di 3 Rearm di sistema (il Rearm serviva a terminare un intervallo di utilizzo di sistema privo di attivazione, cominciandone uno nuovo e permettendoti di estendere il tuo periodo “di prova” di Windows, ciò è alla base dei periodi trial di Microsoft tutt’oggi, sia per Windows che per Office). Questo era ciò che nel libro di teoria potevi trovare pressoché ovunque, ma che come ogni medaglia, dava il meglio di sé voltando la prima faccia. Un SysPrep comprendente un parametro di Rearm, andava a dare un’occhiata a quello che era il contatore di sistema, che puoi facilmente richiamare ancora oggi eseguendo il comando slmgr.vbs -dlv (come suggerito anche nel forum di Microsoft):

A fatal error occurred while trying to sysprep the machine

Lo screenshot qui sopra fa riferimento a quel vecchio sistema 7 che dovevo mandare in SysPrep nel 2014, e che riportava uno zero in corrispondenza della voce “Numero di ripristini di Windows rimanenti“, era proprio lui a impedirmi di portare a termine il mio compito. Come si aggirava e si aggira tutt’oggi (se hai ancora a che fare con Windows 7, nda) l’ostacolo? Semplice. Si va a modificare la chiave di registro che ne controlla il contatore.

Per farlo però, ti occorre mandare in recovery il sistema, premendo F8 durante l’avvio dell’OS e selezionando la voce relativa alla partenza avanzata di Windows (Advanced Boot Options), quella che ti permette di avere un prompt dei comandi. Dal prompt dovrai semplicemente fare tre operazioni relative al registro di Windows:

reg load HKLM\MY_SYSTEM "%~dp0Windows\System32\config\system"
reg delete HKLM\MY_SYSTEM\WPA /f
reg unload HKLM\MY_SYSTEM

Se la modifica va a buon fine, potrai riavviare la macchina e rilanciare il comando slmgr.vbs -dlv per verificare che il contatore sia tornato a mostrare un numero di possibili Rearm positivo. Se Windows dovesse richiederti il Product Key, ignora il passaggio e recuperalo in seguito, anche via prompt dei comandi, sempre passando per il slmgr.vbs. Il comando completo per passare un Product Key al sistema è slmgr /ipk XXXXX-XXXXX-XXXXX-XXXXX-XXXXX dove, chiaramente, dovrai andare a sostituire la serie di “X” con il codice in tuo possesso. Se non lo hai, utilizzane uno a tempo (scadono entro un mese):

  • Windows 7 Ultimate: D4F6K-QK3RD-TMVMJ-BBMRX-3MBMV
  • Windows 7 Professional: HYF8J-CVRMY-CM74G-RPHKF-PW487
  • Windows 7 Home Premium: RHPQ2-RMFJH-74XYM-BH4JX-XM76F
  • Windows 7 Home Basic: YGFVB-QTFXQ-3H233-PTWTJ-YRYRV
  • Windows 7 Starter: 7Q28W-FT9PC-CMMYT-WHMY2-89M6G

A tutto questo c’è un’alternativa che ti permette di bypassare il contatore dei Rearm e fare SysPrep perdendo un po’ meno tempo. È riportata in un articolo che mi è tornato molto utile in passato (questo: mickitblog.blogspot.it/2011/08/fatal-error-occurred-while-trying-to.html), questo il riassunto:

  • Nel file Unattend.xml cerca e cancella il parametro skiprearm=1
  • Nel regedit, naviga in HKLM\SYSTEM\Setup\Status\SysprepStatus, quindi cerca e imposta GeneralizationState a 7
  • Da un prompt dei comandi, lancia prima un msdtc -uninstall, fai seguire poi un msdtc -install
  • Torna nel regedit, naviga in HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\SoftwareProtectionPlatform, quindi cerca e imposta il valore SkipRearm a 1
  • Togli il cavo di rete dalla macchina (e disconnettila dal WiFi, se connessa)
  • Rilancia il SysPrep.

E se invece è un problema di profilo?

Può capitare anche questo, ed è il secondo caso più comune. Hai preparato il sistema, sei partito da un’immagine già esistente, da fondamenta già gettate e apparentemente ben solide ma, all’ultimo minuto, il SysPrep va in errore per cause apparentemente sconosciute, strane da interpretare. Potresti scoprire che in realtà si tratta di un vecchio profilo locale rimosso, ma rimasto “appeso” nel registro di sistema. Se ne parlava in un vecchio thread nel forum, tra le possibili soluzioni: social.technet.microsoft.com/Forums/windows/en-US/2aa9466d-a203-4f3e-80d9-f1ae6d11f6c5/sysprep-failed-at-microsoftwindowsshellsetup?forum=w7itproinstall

È ancora una delle vie d’uscita poco considerate, ma che possono toglierti le castagne dal fuoco. Avvia il regedit, naviga in HKEY_LOCAL_MACHINE\Software\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\ProfileList. Noti nulla di strano? Se qui compare un profilo non più presente sulla macchina, la CopyProfile prevista dal tuo file XML unattend non potrà mai andare a buon fine, generandoti l’errore a video.

Cancella la chiave di registro (intera) relativa al profilo non più esistente. Riprova ora il SysPrep, molto probabilmente andrà a buon fine e tu potrai concludere il lavoro.

Cosa dice Microsoft

Raccoglie qualche riferimento all’interno di un documento ufficiale di Support, che tu stesso puoi leggere puntando il browser a support.microsoft.com/en-us/help/929828/an-error-message-occurs-when-you-run-sysprep-generalize-in-windows-vis, probabilmente però questo non riuscirà a dare risposta alla tua domanda e difficoltà, ma questa è un’altra storia.

Ciò che mi auguro è che l’articolo, rispolverato e rimesso più o meno in ordine, possa darti realmente una mano in caso di difficoltà con questo ottimo strumento che è SysPrep.

Buon lavoro!

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Sembra che ci siano dei problemi con le ultime release di Office 2016 (ProPlus, la versione installabile offline per chi ha un abbonamento Office 365) relativi alla possibilità di scalare di versione tramite il solito OfficeC2RClient.exe, quello di cui ti ho parlato già in passato (qui: gioxx.org/2016/03/17/office-365-proplus-2016-modifica-versione-installata).

OS X: da Microsoft Office 2011 a 2016, cosa disinstallare

Stiamo conducendo dei test in ufficio, riguardanti un possibile problema dell’ultima versione di Microsoft Access. Una incompatibilità con un database già esistente e che funzionava perfettamente fino a una release fa (la 1705 Build 8201.2102 del 13 giugno scorso). La cronologia delle versioni è disponibile su support.office.com/en-us/article/Version-and-build-numbers-of-update-channel-releases-ae942449-1fca-4484-898b-a933ea23def7#bkmk_bydate, e come tu stesso potrai notare, la 1706 è quella del 28 giugno, la build “problematica” è la 8229.2073).

Provando a richiamare l’eseguibile di OfficeC2RClient.exe, si ottiene un popup fin troppo chiaro. Office è aggiornato, l’operazione è quindi conclusa lì, ignorando la richiesta originale:

OfficeC2RClient.exe /update user updatetoversion=16.0.8201.2102

Office 16.0.8229.2073 (1706): problemi di rollback

Come non bastasse, provando a disabilitare i nuovi aggiornamenti dall’interfaccia grafica (Account di OfficeOpzioni di aggiornamentoDisabilita aggiornamenti), la modifica non sortisce alcun risultato, a prescindere che il programma venga avviato da utente semplice o da amministratore. Un bel quadretto complessivo, utile.

Il tutto viene discusso nella community di Microsoft, uno tra i tanti thread lo trovi all’indirizzo social.technet.microsoft.com/Forums/office/en-US/684e7f2d-560b-480a-8c8d-cc6f6fcbca28/office-2016-updates-roll-back?forum=Office2016ITPro, allo stato attuale non c’è una risposta risolutiva.

E quindi?

E quindi non c’è alternativa. Se ti serve tornare indietro a una precedente versione, non puoi fare altro che disinstallare completamente il prodotto e fare un download tramite C2R puntando direttamente a ciò che ti serve. Parti con disinstallazione e riavvio macchina. Io ti consiglio di accelerare i tempi e passare dal tool ufficiale che si occupa di tutto: aka.ms/diag_officeuninstall.

Una volta fatto, scarica il tool di deploy C2R da microsoft.com/en-us/download/details.aspx?id=49117, scompattalo (basta eseguirlo, ci pensa lui) e sostituisci il file di configurazione XML che permette scaricamento dati e installazione a bordo PC. Se vuoi, questo è file XML già pronto che puoi usare per prenderti i dati dai server di Microsoft:

<Configuration>
 <Add OfficeClientEdition="32" Channel="Current" Version="16.0.8201.2102 ">
 <Product ID="O365ProPlusRetail">
 <Language ID="it-it"/>
 </Product>
 </Add>
 <Updates Enabled="TRUE" Channel="FirstReleaseDeferred"/>
 <Display Level="None" AcceptEULA="TRUE"/>
 <Logging Name="OfficeSetup.txt" Level="Standard" Path="%temp%"/>
 <Property Name="FORCEAPPSHUTDOWN" Value="TRUE"/>
 <Property Name="PinIconsToTaskbar" Value="FALSE"/>
</Configuration>

Il resto è storia già conosciuta: setup.exe /download per scaricare i dati, setup.exe /configure quando hai terminato il download e sei pronto a eseguire l’installazione. La versione 16.0.8201.2102 pesa 1,86 GB su disco.

Una volta installato, ricorda di disattivare gli update, se ti serve.

Update

A tal proposito, non lo avevo incluso nell’articolo originale, se il pulsante per disabilitare gli aggiornamenti via interfaccia grafica di Office non ti dovesse funzionare, puoi sempre copiare, incollare ed eseguire questa stringa in un prompt dei comandi di DOS.

REG ADD HKEY_LOCAL_MACHINE\Software\Policies\Microsoft\Office\16.0\common\officeupdate /v enableautomaticupdates /t REG_DWORD /d 0 /f

Questo ti permetterà di andare a modificare la chiave di registro che obbliga Office a non aggiornarsi.

 

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Lenovo T440s aziendale. Installazione delle patch mensili che arrivano da Microsoft, a loro volta recapitate dal nostro WSUS. In seguito all’aggiornamento e riavvio del sistema, noto che il PC mi presenta davanti una schermata completamente nera (il “black screen” del titolo di questo articolo) nel caso in cui io mi allontani dalla postazione bloccando la sessione (tasto WIN + L) e risvegliando il monitor (che Windows 10 spegne praticamente subito). Cursore che lampeggia, il nulla completo oltre quello.

Tolgo e rimetto il laptop nella docking station, la schermata torna disponibile, posso finalmente reimmettere le mie credenziali e ricominciare a lavorare.

KB4022725, black screen e patch da nascondere (per ora) 2

Qualche rapida imprecazione, un ragionamento su cosa possa avere causato il problema, ricondurre il tutto all’aggiornamento dell’OS, perché quel driver aggiornato subito prima non aveva nulla a che fare con la scheda video. Una rapida ricerca sul web (il WSUS distribuisce gli aggiornamenti con qualche giorno di ritardo rispetto al patch-Tuesday). Ho trovato questo:

KB4022725 causes black screen on laptop. from windows

Patch disinstallata, PC riavviato, problema che non si verifica più (prima riuscivo a riprodurlo a colpo sicuro). A questo punto non rimane che prendere la via più diretta e passare dalla nota di supporto 3073930 che propone il tool ufficiale per nascondere gli update su Windows 10, trovi qui la pagina ufficiale: support.microsoft.com/en-us/help/3073930/how-to-temporarily-prevent-a-driver-update-from-reinstalling-in-window

Il tool, una volta scaricato e avviato, ti permetterà di ricercare e nascondere un aggiornamento di sistema che non vuoi installare (teoricamente non puoi rifiutarti di aggiornare Windows 10, non secondo l’idea di Microsoft!). L’uso è talmente banale che ti dovrebbero bastare queste due immagini per capire cosa fare:

Aggiornamenti dal fronte (KB4022716, 15063.447)

Sono quelli relativi al rilascio di un nuovo fix di Microsoft che dovrebbe andare a correggere gli errori creati dal KB4022725. Trovi sul sito di Microsoft una scheda relativa a tutto ciò che porta con sé: support.microsoft.com/en-us/help/4022716/windows-10-update-kb4022716.

KB4022725, black screen e patch da nascondere (per ora) 3

Per il momento installata, nei prossimi giorni mi basterà riprodurre il problema e capire se è stato realmente risolto, nonostante sembra che da report degli utenti risultino ancora delle rogne poco simpatiche: windowsreport.com/kb4022716-issues:

Black screen issues

Users report that KB4022716 also causes black screen issues. The only solution to fix this problem is to uninstall the update.

e ancora:

Display doesn’t come back from sleep

Users report that their computers won’t come back from sleep after installing KB4022716. In the best case scenario, all users get is a black screen with a white mouse cursor. It appears that this problem is prevalent for Surface devices.

After installation of KB4022716 this morning, my previously stable Surface Book […] consistently fails to wake properly from sleep. If I get anything at all, it’s a blinking cursor on a black screen. Pressing and holding the power button eventually brings up a “slide to shut down” screen, and cancelling this gets me back to the Windows desktop.

It seems that this update introduced a huge bug in the lock screen. For the time being, the only solution is to simply uninstall it.

Mi siedo, provo a lavorare normalmente, aggiorno l’articolo se necessario. Tu hai rilevato gli stessi problemi sul tuo Windows Creators Update (1703)?

Update

aggiornamento del 3/7/17

Ci ho provato, è innegabile, ma evidentemente in Microsoft non hanno ben chiaro cosa voglia dire risolvere i problemi del “Black Screen and Mouse Cursor Keep Blinking” da molti lamentato (me compreso). Continuano a susseguirsi feedback sulla community e nell’hub di Microsoft (quello navigabile e utilizzabile da ogni Windows 10), così come tweet (ricchi di insulti, tra l’altro) e stati di Facebook. Andiamo al punto, questa discussione si è sviluppata e contiene molte lamentele (alcune molto simili alla mia configurazione): answers.microsoft.com/en-us/windows/forum/windows_10-update/update-kb4022716-causing-black-screen-after-screen/95dc60cc-07d3-4b77-9a94-0c2366b8af53. Qui trovi invece il feedback su Hub, dai il tuo voto per contribuire a una più rapida risoluzione da parte di Microsoft: aka.ms/Nxw1a7.

KB4022725, black screen e patch da nascondere (per ora) 4

Un consiglio: non ascoltare il suggerimento relativo alla disinstallazione di prodotti antivirus di terze parti, non serve a nulla e non ha alcun senso. Se dopo un’installazione di una patch Microsoft, il sistema ha un problema, non può essere dovuto a decine di prodotti antivirus differenti. C’è gente che ha risolto disinstallando Comodo, altra Symantec, altra ancora Kaspersky. Ti sembra possibile che contemporaneamente tutti questi prodotti di terze parti abbiano una rogna in comune?

Il metodo rimane quindi quello suggerito nell’articolo principale: utilizzare lo strumento di supporto 3073930 per nascondere temporaneamente il fix di Microsoft:

KB4022725, black screen e patch da nascondere (per ora) 5

Ora non resta che aspettare che Microsoft rilasci il fix del fix del fix.

 

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Non è una novità, già da qualche tempo Outlook 2016 propone un pulsante chiamato “Archivia” all’interno della sua barra multifunzione, il quale scatena un’azione predefinita che sposta la mail (singola, o anche un gruppo di) in una cartella denominata (con molta fantasia) Archivio.

Non si tratta però di un vero e proprio archivio, è più un effetto placebo come lo spostare la polvere sotto al tappeto. Non lo vedo, quindi non c’è. Una cosa simile si poteva ottenere anche con un’azione rapida e una cartella creata ad-hoc, ma tant’è. E se il pulsante però venisse premuto per sbaglio? Come rimediare e fare in modo che non accada più?

Outlook 2016: disattivare il pulsante "Archivia"

Outlook 2016 include nella scheda Home della barra multifunzione una caratteristica di archiviazione rapida che invia i messaggi nella cartella Archivio. Gli utenti di Office 365 per le aziende hanno accesso anche a un archivio online.

Nota: per supportare la funzione di archiviazione tra Outlook 2016, Outlook per iOS e Android e Outlook sul web, viene automaticamente creata la cartella di archiviazione . Questa cartella rispetta i criteri di conservazione che potrebbe essere la cassetta postale, tra cui l’eliminazione dei messaggi di posta elettronica.

Il documento completo è disponibile all’indirizzo support.office.com/it-it/article/Caratteristica-Archivio-in-Outlook-2016-per-Windows-25f75777-3cdc-4c77-9783-5929c7b47028, e descrive per filo e per segno il comportamento della funzione. L’archivio online (ciò che viene definito in Exchange un in-place archive) è tutto un altro mondo, e si tratta di un vero archivio, separato dalla propria casella di posta elettronica e soggetto a regole di movimentazione posta che possono essere modificate in qualsiasi momento.

Tornando sull’argomento principale, il tasto “Archiviapuò essere disabilitato, almeno su Outlook, in un colpo solo e in maniera centralizzata, evitando così il dover mettere mano su ciascuna postazione, o lasciar modificare all’utente le preferenze del proprio client andando a rimuovere il pulsante dalla barra (personalizzandola, come permesso da ogni applicativo di Office). La soluzione arriva da slipstick.com e interviene sul registro, aggiungendo una chiave che nasconde l’ID di quel pulsante:

Windows Registry Editor Version 5.00

[HKEY_CURRENT_USER\Software\Policies\Microsoft\Office\16.0\Outlook\DisabledCmdBarItemsList]
"TCID1"="26308"

(trovi copia del file di registro qui). Occhio però: la soluzione è valida se nel registro non esiste già un TCID1, altrimenti occorrerà incrementare il progressivo dello stesso per evitarne la sovrascrittura, ognuno dovrà separatamente nascondere un ID differente (per esempio: TCID1, TCID2, ecc.):

Warning! If you have other commands disabled using policy, do not use this registry key. It will replace the command disabled in TCID1. Edit the registry yourself, incrementing TCID to the next available number.

La modifica è immediata e non servirà riavviare il PC, ti basterà attendere che l’utente chiuda e avvii nuovamente il suo client di posta elettronica (presumibilmente, noterà la modifica il mattino seguente, se è uno di quelli che apre-chiude Outlook una sola volta al giorno). Il suggerimento è quello di utilizzare la console di Group Policy Management per andare a ritoccare il comportamento dei client interessati, o al massimo uno script che intervenga all’avvio del sistema (meglio la prima proposta, se puoi).

E per OWA?

Se tu o i tuoi utenti utilizzano OWA, sappi che allo stato attuale non puoi togliere la voce “Archivia” disponibile nel clic del tasto destro, probabilmente Microsoft lo permetterà (via console) in futuro. Cambia invece la questione relativa all’applicazione per smartphone e tablet, la quale può essere ritoccata nel comportamento andando in ImpostazioniOpzioni di scorrimento.

Da qui potrai evitare di far entrare in funzione l’archiviazione in locale delle tue mail nel caso in cui ti scappi uno swipe verso destra.

Questo è quanto, almeno per il momento.

Buon lavoro!

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Tutto nasce da una richiesta (un commento) nell’articolo originale dedicato alla stampa automatica che tiene d’occhio una cartella di Dropbox. Non so se te lo ricordi, ma eventualmente ti rinfresco la memoria:

Stampare in automatico da Dropbox

Quello di cui ti parlo oggi è un metodo alternativo, che sfrutta un programma di terza parte che può, tra le altre cose, tenere d’occhio una specifica cartella del disco e lanciare alcune azioni, tra le quali la stampa di un documento, anche in più copie (semplicemente facendo un lancio dietro l’altro, di una singola stampa, coadiuvato da un piccolo script in PowerShell che va a fare pulizia in seguito). L’applicazione è gratuita, si chiama Folder Agent e la scarichi da qui: folderagent.com

Stampare automaticamente da una cartella di Windows (con Folder Agent)

Per fartela breve, una volta installata e avviata, potrai immediatamente dargli una cartella da tenere d’occhio, quindi creare una “todo list” di azioni che verranno eseguite in successione quando un file comparirà all’interno di quella cartella, un po’ come se venisse lavorato e poi smaltito, così da tenere la cartella sempre pulita, pronta per un successivo “inizio-processo-fine“.

Questo è il mio esempio, dedicato a coloro che hanno necessità di stampare un documento PDF in più copie (nell’esempio: 2), con successiva chiusura del programma (Adobe Acrobat Reader, nda) per evitare che rimanga aperta la finestra sul PC:

Stampare automaticamente da una cartella di Windows

Lo sleep di 10 secondi serve al sistema per permettere di lavorare senza che le operazioni in rapida successione impediscano il corretto susseguirsi delle azioni richieste (con c’è pausa prevista tra le azioni, devi quindi prevederla tu quando necessario). Lo script di PowerShell che richiamo all’ultimo step, invece, serve esclusivamente a chiudere i processi aperti di Adobe Acrobat Reader, così da lasciare inutilmente aperto un programma (consuma RAM, in ogni caso). Occhio però: se in quel momento stai utilizzando il software per altri motivi (e per altri documenti) subirà la stessa sorte di quello utilizzato per lanciare il doppio processo di stampa, dovrai quindi riaprirlo:

Stampare automaticamente da una cartella di Windows 1

Non c’è altro da sapere. Il programma è molto semplice da utilizzare e permette di lanciare un set di operazioni che possono facilmente essere provate in ambiente di test, senza danneggiare quello di lavoro (quindi di produzione). Una volta padroneggiata l’interfaccia di Folder Agent, la strada è tutta in discesa :-)

Buon lavoro!

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